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venerdì 31 luglio 2015

Sagome e totani


Non seguo più da tempo le notizie on line sulla Fiorentina, da quando ho imparato a leggere tra le righe, da quando cioè ho scoperto che ci sono scritte le stesse cazzate scritte sulle righe. E anche perché non è più possibile leggere di aspettative di crescita, sempre, ogni anno bisogna per forza migliorare i risultati di quello precedente. Tanto che quest’anno ci fanno un baffo anche quelli che producono assorbenti da 20 anni e che assorbono il doppio dei precedenti. Quelli che prima o poi troveranno una donna, nel letto, liofilizzata. Mentre aveva un viso così bello, e a niente sono valse le mie parole per dissuaderla da indossare tutta quella assorbenza. La maglia! Conta solo la maglia, senza tanti discorsi o inviati in cerca di chiarezza. Mario Suarez se l’è voluta mettere o no? E malgrado non abbia doppi cognomi e abbia vinto qualcosa. Gomez ha fallito ma quella maglia l’ha voluta con forza, ed è solo questo quello che conta, chi non la vuole indossare non ci interessa il perché.  E’ molto più interessante capire se sono le anziane che scelgono i vestiti a fiori senza maniche o sono i vestiti a fiori senza maniche che scelgono le anziane. Prendiamo appunto il ridente Salah che quando era qua dichiarava amore, ora arriva a Roma e fa l’ameno anche lì come se niente fosse. Sono giocatori pericolosi soprattutto fuori dal campo. Sono come quegli amori che prima le lasci tutto il tuo lenzuolo del letto, poi la avvolgi completamente e la seppellisci in una radura. Come dice Pradè, prima di tutto ci vuole fiducia, e poi certe vicende di mercato vanno prese con un po’ di ironia, pensate a quanto è ironica la medicina, chiamano un esame "TAC" e ci vogliono otto mesi per farla, e non ci sono i giornalisti fiorentini a fare polemica ogni minuto, lì ad aspettare il primario di Careggi per chiedere chiarezza. Si stava meglio quando c’era solo la Nazione e andavamo dopo mezzanotte all’edicola della stazione per leggere le notizie di mercato della Fiorentina, senza radio e siti internet in perenne ricerca dell’indiscrezione. Quando per stare meglio non ci voleva la promessa di cinque acquisti, ma bastava la promessa di una confezione di Zigulì. C’è gente che è in perenne lotta con la società perché pensa che il mondo ruoti tutto intorno alla loro sete di comunicazione, sfigati che quando nella vita succede davvero che potrebbero togliersi qualche sassolino dalla scarpa, è estate e indossano le infradito. Il retroscena più interessante che ho letto su FirenzeViola, giustappunto non parlava della mancata conferenza stampa di Della Valle a Moena, ma finalmente sconfinava nel sociale e raccontava degli anziani che bussano sul cocomero, secondo una loro indiscrezione in esclusiva, sono Testimoni di Geova in pensione. Ci vuole più anima, più passione e sentimenti, meno retropensieri, scie chimiche, ragioneria della plusvalenza. Anelli di totano fritti altro che Bulgari. Ricordatevi di quando eravate tifosi senza tante sovrastrutture mentali. Dove è andata a finire quell’insostenibile leggerezza dell’essere? Fregatevene se Kundera si chiamava Milan, Montolivo non c’entra niente. Sennò alla fine sarete sempre più costretti a non essere voi stessi, anche intimamente. Vi mentirete come uno degli ospiti della Contessa Cinzano che ieri si abbronzava con la sagoma di carta di un uccello di 35 centimetri appoggiata sulla coscia per raccontare che ha preso il sole nudo.




giovedì 30 luglio 2015

Propaganda di regime

Diciamolo subito, davanti alla villa della Contessa Cinzano sono state rinvenute sul bagnasciuga chiare tracce di propaganda di regime marchigiano. Si dice che a Civitanova Marche ci sia qualcuno “amico” che spinga anche oltre ciò che succede sui beni del demanio. Nel clan dell’economo dellavalliano si è sicuri che un giorno non troppo lontano gli dedicheranno una via. Mentre nella Firenze cecchigoriana, quella convinta dei suoi trascorsi da segaiolo, si stima al massimo un vicolo cieco. E poi si parla solo dello sfruttamento dei raccoglitori di pomodori a 2 euro l’ora, ma nessun accenno al filippino della Contessa Cinzano che è stato un’ora a proteggere il messaggio di matrice marchigiana con delle paratie di sughero, improvvisate per impedire all’acqua di cancellarlo. Intanto i tifosi continuano ad essere divisi tra chi difende la società e chi invece la considera in confusione, niente di diverso da quanto succedeva quando ancora la traversa era invisibile e si tirava alto. Si insomma, c'era sempre la disputa se era fuori o era gol. E' in quei momenti e poco prima, quando cioè si facevano le scelte, che sono nati i Guelfi e i Ghibellini. “Il tempo va passano le ore e finalmente faremo l'amore, solo una volta o tutta la vita speriamo prima che l'estate sia finita” Canto del tempo che ci separa dalla partita con il Barcellona, e non mi riesce di essere afflitto per i pochi biglietti venduti, neanche mortificato per la mancanza di giocatori nuovi da scoprire a parte Suarez. Non so se è per colpa del caldo, ma vedo la gente bianca con magliette bianche, con pantaloni bianchi, con scarpe bianche. Ditemi che è solo il colore dell’estate che domina, e non che mi hanno internato in qualche struttura. Oppure è solo che sono ancora troppo innamorato della Fiorentina, come quando non ne puoi fare a meno di una donna e sei sempre lì appiccicato malgrado i suoi difetti. Ricordo da ragazzo quando con la Beatrice dalle poppe grosse non ci lasciavamo nemmeno un minuto, anzi, lei mi diceva: “Allontanati solo se devi guardarmi il culo”. E la notte sogno una Fiorentina rivelazione del campionato, Salah fallire a Roma, Milinkovic rinunciare a un cognome pur di convincere Pradè a riprenderlo. L’inno del campionato cantato da Elio e le storie tese, come le traiettorie sghimbesce dei nuovi palloni. Stanotte invece ho sognato il nonno Gastone che mi ha dato 6 numeri. Tutti sopra il 100. Rincoglionito era in vita, rincoglionito pure da morto. E poi non vorrei solo limitarmi a fare i complimenti a Tania Cagnotto per l’oro dal trampolino di un metro ai mondiali di Kazan, ma se mi aiutassero quegli amici influenti che fanno propaganda di regime sul bagnasciuga, vorrei che il culo delle tuffatrici diventasse patrimonio dell'umanità. E intanto il mio fascino aumenta con l’abbronzatura, anche se ormai noi playboy stiamo sparendo come la marcatura a uomo in area di rigore sui calci d’angolo, lo giuro sulle mie mutandine. Infine vorrei sfruttare il vostro acume critico, la vostra vena polemica, magari anche mettendoci parrucche e nasi da pagliaccio, e andare a protestare davanti allo stabilimento dell'Algida, per gridargli di smetterla di fare gelati sempre più piccoli, con la scusa che ci sembravano grandi perché eravamo dei bambini



mercoledì 29 luglio 2015

La casa sulla spiaggia mi toglie l'uggia



I dirigenti Viola potranno anche deluderci, lo ha fatto Gomez, mai però come quando da bambini ci regalavano l'aeroplanino con tutte le lucine e all'ultimo ci si accorgeva che non c’erano le pile. So benissimo che Astori non equivale ad avere le pile in quel momento, che non accende gli entusiasmi e le lucine, anzi, e non tanto per le sue caratteristiche tecniche, ma perché comunque è sempre un acquisto che interrompe la caduta libera negli inferi della delusione. E la paura di tirare un sospiro di sollievo per un’operazione in entrata equivale a quando non fai in tempo a rallegrarti per una giornata un po’ meno afosa e la Rita per pranzo ti prepara il minestrone. Perché poi si può anche discutere Cognigni, rimarcare che si fa ridere e che certe cose succedono solo alla Fiorentina, se però non avete mai infilato due ciabatte nella sabbia per simulare i pali di una porta da calcio, allora no, non possiamo più essere amici. Io mi arrabatto per che cosa? E mentre siete lì a vivisezionare il mercato della Fiorentina, io intanto rischio la vita perché nell’infilarmi le mutande il mignolo del piede si incastra nell'elastico. Vivo una vita al limite estremo per apparecchiare la tavola alle vostre considerazioni. Posso dire che Cognigni invece si è prestato a favore della Riblogghita, e sarà proprio lui oggi a scandire la milionesima visita del blog. E per festeggiare mi ha promesso che rilascerà alcune dichiarazioni in esclusiva, vi anticipo qualcosa come promo dell’intervista evento: “Non riuscirei a fare la cosa giusta neanche sotto tortura”. Non solo voi comunque, anche il Bambi non si tiene più, è nervoso, sente tutte le trasmissioni con la speranza di captare qualche possibile nuovo acquisto. Lui poi è uno di quelli che il valore dei giocatori lo riconosce davvero, già dal modo di correre. Il Bambi è quello che si dice un vero intenditore. Oserei dire uno scopritore, e non solo di talenti. Per esempio annusa l'estremità del melone riuscendo a capire se è maturo, una qualità che ha affinato esercitandosi con le MILF. Spaparanzato sulla spiaggia intanto sogno un campionato più equilibrato, con una redistribuzione più equa degli introiti derivanti dai diritti TV, sogno un campionato più giusto dove tutti possono sperare di vincere. Alla fine quello che sogno è solo un mondo migliore, senza iniquità e differenze, dove tutti possono avere una casa sulla spiaggia dove combattere l'uggia. O almeno cliccare sulla foto per allargarla e capire la bellezza di tali benefici. Un mondo migliore dove tutte  le donne, di qualsiasi ceto ed estrazione sociale, abbiano una quinta. Nel mio sforzo immane di farvi notare i lati positivi della fede Viola, a proposito di Cognigni oggi vi esorto a riflettere che senza cattivi i buoni come Vincenzo Guerini non esistono. Non mi lascio deprimere dal Bambi quando piange per un mercato che langue, sempre con le solite frasi fatte da tifoso piagnone tipo “Mai una gioia, mai un grande trascinatore”. E’ proprio in questi frangenti che lo scuoto e gli ricordo che un trascinatore sarebbe meglio invocarlo quando si rimane a piedi con la macchina. Se però non gradite questi miei tentativi di sdrammatizzare, se non volete essere il milionesimo, se non amate questo mio ottimismo insulso alimentato a pane e pomodoro, ditelo. Anzi, datemi una lametta che mi taglio le vene poetiche.




martedì 28 luglio 2015

Il nuovo manto erboso



Si dice che dietro al no di Milinkovic non ci siano state solo le minacce del clan di Lotito, ma piuttosto la volontà della fidanzata del giocatore. Il Bambi lo sa che dietro ogni grande uomo c’è sempre lui al cinema che non vede un cazzo. Ieri intanto è stato reso noto il calendario delle risse tra tifosi, mentre è di Giovanni Allevi l'inno della serie A, e quindi tutto ci lascia pensare che sarà campionato. Come la prima contro il Milan. Intanto si registra molto nervosismo tra i tifosi, le varie vicende Montella, Salah, Milinkovic e la prossima cessione di Gomez a fronte del solo acquisto di Suarez, hanno fatto si che ci fosse un po’ di elettricità intorno alla squadra. Pochi abbonamenti, pochi biglietti venduti per la partita contro il Barcellona, e tutto viene ricondotto a quanto sopra. Per me la situazione è invece peggiorata da quando hanno deciso di non mettere più i lenti in discoteca. E poi voglio anche dire che è stato un bene che non sia venuto l’uomo dal doppio cognome, perché per chi non lo sapesse, durante la trattativa un signore indiano  si è avvicinato con un mazzo enorme di rose alla sua ragazza, e lei è ancora lì che se la tira. Io mi sono innamorato sempre di donne più umili, sarà perché adoro la donna tifosa, ma per me se porta alta la mia bandiera, allora è la donna giusta. Vi assicuro che staccare un po’ è servito a vedere le cose con più serenità, a me ha fatto bene cambiare aria non solo per affrontare con disincanto vicende anche dolorose come quelle del doppiogiochista. Il mare poi non dico che mi metta fame, ma nel pomeriggio di ieri ho iniziato a usare la crema solare per farcire i cracker. Quindi ho cominciato a farmene una ragione se Sousa non può ancora lavorare su una squadra già fatta, riesco con più facilità a non farmi ammaliare da chi fa acquisti roboanti e numerosi, faccio bagni su bagni e quando esco dall'acqua tutto bagnato non credo troppo alle partite d’agosto. Sarà per via dell’acqua nelle orecchie, però mi sono convinto che l’importante è essere pronti al momento giusto, quando le partite varranno tre punti. Attenzione poi che  è molto facile passare dall’euforia del calcio d’estate alla delusione del campionato. Ma anche viceversa. E’ facile sbagliarsi, confondersi, illudersi come ha fatto l’altro giorno il Bambi che si è eccitato quando ha sentito la Marta ansimare e subito ha pensato che lei volesse fare del sesso virtuale, mentre gli stava solo mandando un messaggio vocale durante una camminata in salita. E poi non fate come la compagna di Milinkovic, non pensate sempre al massimo, come essere corteggiata da un venditore di rose indiano. Se non possiamo lottare per il triplete nemmeno quest’anno, comunque ci rimarrà il privilegio di essere tifosi della squadra più bella del mondo. Io ho imparato che quando vedo cose che non posso permettermi, faccio l'equivalenza in etti di prosciutto che potrei comprare a quel prezzo e mi accontento. E poi domani chissà, arriva il colpo di mercato e ti senti subito ricco. Da piccolo quando ancora c’erano i Gola e i Bertarelli, non soffrivo nemmeno il caldo. Poi con i Della Valle ho cominciato a guardare Studio Aperto. Attenzione poi a pretendere tutta questa chiarezza, perché poi per coerenza qualcuno dovrebbe dire alla propria anima gemella che se la sta facendo con la persona sbagliata.

lunedì 27 luglio 2015

Diverso dal Viola posso accettare solo certi impermeabili rossi

Sembra che il caso Milinkovic abbia inasprito un po’ troppo gli animi, e non mi sembra il caso. Accompagnatemi quindi in questo editoriale leggero e senza doppi cognomi, sensi e whisky, al limite un doppio passo, ma non di quelli fini a se stessi. Magari per smarcarvi in verticale verso una giornata di grandi sorrisi. E per parlare di Fiorentina andiamo a piedi tanto è vicino, poi magari ci ritroviamo a Santiago di Compostela. Tranquilli che alla fine compreremo comunque qualcuno che ci farà sognare, la vita ha sempre qualcosa di bello per noi in serbo. Il problema semmai è riconoscerlo, perché pochissimi conoscono il serbo. Sono delle bellissime serate d’estate quelle a parlar di Fiorentina, di quelle in cui lasciare accesa la speranza. Alla bolletta ci penseremo poi. Anche fosse solo per non risultare più tirchi di Cognigni. Del resto persino una donna può migliorare il suo look malgrado indossi scarpe con il tacco di quattro centimetri, basta togliergliele. Basta continuare a credere che prenderemo di tacco anche il prossimo campionato. Quali problemi potremo mai avere a formare una squadra che ci faccia emozionare ancora, non possiamo solo pensare al peggio. Sarebbe come apparecchiare la nostra passione per mangiare del riso in bianco. Meglio il vino bianco, e se proprio vogliamo far qualcosa per la Fiorentina e c’è qualcuno che ci sta sul culo, pensiamo in maniera più propositiva, a chi non ci piace diamogli pure un calcio nel culo, ma per fargli fare un passo avanti verso una nostra possibile rivalutazione. Nel mio piccolo da quest’anno uso la crema protezione 80 proprio contro le persone solari come Salah. Forse sarò un tifoso illuso, di quelli che abbassa la radio quando non sa che strada sta prendendo il mercato. Convinto che basti a darmi l’orientamento. Il Bambi invidia proprio questo mio modo leggero di prendere la mancanza dei doppi cognomi, un aspetto che non essendo nobili dobbiamo saper affrontare. Lui al contrario ha la sindrome dello sfigato, sostiene che col culo che si  ritrova, il giorno in cui avrà bisogno di un amico che gli dia una pacca sulla spalla ce l'avrà ustionata. Io lo so  e quel giorno mi spalmerò la mano di crema idratante. Lui sostiene che l’unico vantaggio che gli regala questa sua sindrome dello sfigato è che quando parte per le trasferte della Fiorentina, capisce subito dove imbarca la Ryanair perché basta seguire la massa di gente povera come lui. Non fatemi parlare con la vostra disillusione, non voglio scambiare pareri con chi non ama il ciauscolo. Non voglio parlare con chi legge solo scie chimiche nel cielo, preferisco sapervi impegnati a leggere le frasi sul Cucciolone. Non vorrei parlare con chi ha aggiunto il pessimismo tra i suoi tic nervosi. Per favore non rovinatemi l’estate, rovinereste anche certi ricordi tenerissimi di quando ero ancora un bambino tifoso Viola che non pagava le tasse. Insomma, stamani costume e cuore Viola, perché chi ama il mare del mattino presto e chi arriva in spiaggia a mezzogiorno non hanno nulla da dirsi.



domenica 26 luglio 2015

Milinkovic è scoppiato in lacrime quando Cognigni gli ha detto che doveva chiamarsi solo Savic per rivogargli le maglie di Stefan, e non perché il David è ingrassato come invece sostiene Bucchioni.

Se ‘sto Milinkovic pensa di essere un ristorante di un certo livello, allora voglio dire che nulla batte la pizzetta tiepida di mezzogiorno al mare dopo il bagno. E a proposito di ristoranti ero stato contento di scoprire che ce n’era uno anche in spiaggia, poi la Rita mi ha ghiacciato, altro che le dichiarazioni di Pradè, quando si è accorta che quella era una famiglia del sud arrivata mezz'ora prima. Qualcuno penserà che sono solo luoghi comuni appunto su quelli del sud, e a ragione anche, allora mi chiedo perché neanche una parola sui trentini che si muovono trotterellando? Tornando al titubante dal doppio cognome, se è vero che questo ventenne ha inventato il calcio, Pradè allora ha fatto bene a incazzarsi quando prima di firmare pretendeva che gli fosse riconosciuta anche l’invenzione della ruota. Il nostro DS a quel punto l’ha giustamente sbattuto fuori ricordando a lui e al padre che la ruota l’aveva inventata prima il pavone. A Pradè al limite si può imputare solo una mancanza di capacità persuasiva nella comunicazione, probabilmente sarebbe bastato che quel tirchiaccio di Cognigni prima della trattativa lo avesse dotato anche di un bel paio di poppe. Un ventenne che gioca nel Genk un tempo avrebbe fatto carte false pur di venire a giocare nella Fiorentina, si vede che è proprio cambiato il mondo, e per non andare tanto in là basta vedere il Bambi che ha deciso di convivere e non ha nessuna intenzione di sposarsi perché sostiene che il matrimonio è ormai roba da gay. E a Cognigni volenti o nolenti dobbiamo almeno riconoscere la capacità di far confluire su di se tutte le nostre frustrazioni, ai Della Valle invece, quella grandissima di fare depistaggio di qualità proprio mandando avanti il parafulmine di Civitanova Marche. Astuzia tipica marchigiana, superiore anche a quella di J. Dicker che aveva considerato l'amore come un trucco inventato dagli uomini per non dover fare il bucato. E’ Cognigni quindi il trucco dei Della Valle. Ma attenzione a considerarlo solo uno stupido, un incapace che ha fatto piangere un ventenne che non vedeva l’ora di firmare, perché anche le pecore saranno animali stupidi, però la nostra posizione preferita l'hanno inventata loro e non Milinkovic. Poi ci sarebbe anche Rogg, a lui non vogliamo dire proprio niente? E’ lui del resto quello che ha fatto il blitz in Belgio, e la gente non prevenuta nei confronti della società non può non fare uno più uno sostenendo che avrebbero fatto casino, tra lui, Pradè e naturalmente l’ineffabile Cognigni. Uno promette una cosa a destra, e l’altro non la mantiene a manca, c’è anche chi sostiene che Rogg non conosca nemmeno troppo bene l’inglese e che quindi in Belgio possa essere nato qualche malinteso che poi si è palesato quando l’inventore del calcio dal doppio cognome si è messo a piangere davanti a Pradè. Sul curriculum di Rogg c’è scritto comunque “Ottima conoscenza dell'inglese”. Forse sono solo le solite malelingue, oppure quelli delle scie chimiche. Perché poi al Tweet di un Bucchioni in cerca di conferme, che chiedeva a Rogg di tradurre la frase: "Guardo di nascosto gli alberi di betulla crescere silenziosi nella foresta”, per dimostrare la sua padronanza della lingua e così spegnere le voci sul nascere, Rogg ha risposto tranquillamente: “Sbirch”.


sabato 25 luglio 2015

L'autostrada è democratica

Posso capire se una ragazza ti porta al teatro a vedere una tragedia e poi non te la dà, le tragedie allora diventano due. Ma la vendita di Savic, no, non può essere considerata una tragedia, anche se abbiamo fatto prima a trovare il pianeta gemello che non il suo sostituto. Questione di priorità, la nostra è quella di ricostruire il centrocampo, e anche quella del Bambi non riguarda il centrale difensivo, lo si capisce perché va a correre sul Viale dei Colli con la maglietta "i love fish and chips". E’ comunque sempre giusto farsi delle domande, “Chi siamo? Dove andiamo?”, della serie le classiche, “Quali sono i nostri obiettivi? E’ in atto un ridimensionamento?”, della serie le scie chimiche, “A quanto stanno gli scampi? QUANTO?! No, guardi, mi dia tre etti di seppie, grazie”, della serie Cognigni al mercato del pesce di Civitanova Marche. E dopo i racconti erotici ternani lasciatemi dire che la Costa Concordia l'avrei lasciata lì, proprio come monito a Foco, e quindi più in generale come monumento alle cazzate che si fanno per trombare una donna. Chiusa la parentesi dei moniti umbri, vorrei tanto che il tifoso Viola prendesse la vita con più filosofia, che vivesse cioè con meno frustrazione la propria fede calcistica. Nella vita non importa quante volte si cade, e subito mi vengono in mente le semifinali della scorsa stagione, l'importante è quante volte si riesce a rialzarsi senza aver rotto il cellulare. Lo so che è il caldo a farvi cambiare metabolismo, ed è solo per questo motivo che digerite molto meno del solito il povero Cognigni, è anche vero che su Kepler 452b sembra che le donne scrivono "w il cazzo" sui muri. E poi lì saremmo anche fuori dall’orbita di Cognigni. Quale occasione migliore invece per raccontare la vittoria di ieri notte ai rigori, se non quella di riassumerla nella foto di copertina, a proposito di Benfica, che alla fine è sempre meglio che far affondare una nave all’isola del Giglio. Stanotte dormirò dentro la yurta, e oltretutto mi è stato assicurato che il bagnino dello stabilimento balneare è un leghista, sta lì e guarda la gente annegare. Intanto l'autostrada conferma quanto sia democratica: le distanze non fanno preferenze, le soste uniformano bisogni e stanchezze, il caffè è acido per tutti. E visto che quando sono in ferie mi sento più buono, vorrei quindi spezzare una lancia a favore di Cassandra che non si è sempre lamentato così a cazzo, da solo. Prima faceva il corista in un gruppo di pessimisti che poi si è sciolto perché nessuno di loro credeva che potessero avere un futuro. Che poi Cassandra mi ha scritto in privato una verità sacrosanta, non come la storia della dismissione, a dimostrazione che quando non si parla dei Della Valle è persona lucida e serena, infatti mi ha scritto "L'ideale sarebbe morire da giovani più tardi possibile". Chiudo confessandovi che le domande più terribili, quelle insomma tipo “Milinkovic Savic va alla Lazio o viene alla Fiorentina?”, me le faccio la mattina presto mescolando lo zucchero nel caffè. E considerate che il caffè lo prendo senza zucchero.


venerdì 24 luglio 2015

La Fiorentina sarà competitiva quando le giornate saranno più corte


Tra le tante domande che vorrei fare a Cognigni prima di darvelo in pasto, una di quelle che più m’intriga visto che rientra nell’ambito della chiarezza in senso più generale, è sapere le motivazioni che portano così tanti tifosi Viola a servire la cena. Oggi si usa ancora una formula troppo generica, e finiti i tempi delle comproprietà, se non si è più precisi alla fine il rischio è quello di ritrovarsi con una bella clausola tra capo e collo tipo quella di Salah. Mi sta anche bene quindi se la cena è servita, ma la domanda è “A cosa?” Domanda scomoda, lo so, come quelle che avrebbero voluto fare i giornalisti a Moena, e che invece Andrea ha eluso in fretta e furia dopo che aveva ricevuto un pizzino amico da Bucchioni che lo metteva in guardia sui contenuti etnici della domanda di FirenzeViola: “E’ nato prima Bud Spencer o Rete 4?”. E comunque sarà sempre troppo tardi per capire Cognigni, lui in quanto artista della ragioneria d’avanguardia, come tutti gli artisti sarà apprezzato solo da postumo. Io che invece lo apprezzo come un Pollock, lo lascio lavorare con i suoi tempi perché per ora non sento la mancanza del sostituto di Savic. Per vivere un’estate serena mi mancano piuttosto quei giorni in cui spingevi qualcuno in piscina senza doverti preoccupare del suo smartphone. Mi direte che sono vecchio, che sono uno di quei tifosi crepuscolari che rimpiangono i tempi delle maglie senza sponsor, delle bandiere, dei capitani del Brasile e dei giocatori senza tatuaggi. Si, è proprio così, non mi sono mai fatto un tatuaggio, nemmeno quello col nome dell'amore della mia vita perché mi vergogno ad andare in giro con la scritta: “Lampredotto”. Poi nemmeno quello di Milinkovic Savic che è troppo lungo e mi ci vorrebbe tutta la schiena. Insomma, non c’è più la pazienza di una volta quando si aspettava che le situazioni maturassero con i giusti tempi, oggi si vende Savic e già si vorrebbe presentare il sostituto tenuto nascosto nell’antibagno. E’ la stessa storia della frutta fatta maturare in frigorifero invece che sugli alberi. E poi la gente divorzia perché non tutti hanno la pazienza di diventare vedovi. Oggi sono le mogli dei giocatori che devono gradire le destinazioni per decidere i trasferimenti. Io invece rimpiango quando era la Beatrice dalle poppe grosse che per convincerci a farla giocare a calcio con noi ci raccoglieva il Super Santos da sotto le macchine. Io dico solo che se non vi piacciono certe operazioni di Cognigni, prima di andare in spiaggia indossate quei parei che somigliano tanto ai famosi veli pietosi, e se la notte non dormite perché Salah va alla Roma, almeno contate i delfini che fa più estate.




giovedì 23 luglio 2015

L'amarezza del Bambi si taglia con il costume da bagno

Mi sembra arrivato il momento di svelarvi il motivo reale che mi ha spinto ad aprire questo blog, ve lo devo proprio dopo tutti questi anni  E’ triste ma devo confessarvi che l’ho fatto per mero interesse personale. L’ho fatto per cercare di accattivarmi simpatie in modo che sempre più persone potessero seguirmi, e quando dico seguirmi intendo fino al supermercato, e caricarsi anche l’'acqua al posto mio che è sempre una bella rottura di coglioni. Intanto continua la virata forte del Bambi verso la regione, un Paolo Brosio d’Oltrarno, una strambata decisa che non è dovuta solo alle difficoltà di mercato e alla capacità di mantenimento del fresco tipica delle nostre chiese. Il Bambi del dopo Savic oggi adora soprattutto gli invitati alla cena del Signore che non devono mettersi ai fornelli con questo caldo. Il rischio vero in questo momento di allerta meteo e di lavori in corso, è quello di essere troppo superficiali nei giudizi, e quindi di sottovalutare il lavoro profondo di rinnovamento della squadra che è in atto e che necessita di tempi abbastanza lunghi. il tifoso Viola in questo momento sottovaluta le strategie di mercato, coglie solo l’odore acre delle cessioni come un chiaro segno di disimpegno, sottovaluta cioè il suo destino così come fanno le casalinghe nell’interpretare quel ruolo invece così importante. Purtroppo non ho mai visto due casalinghe chiamarsi "collega", ed è un indizio grave. A tutti coloro che in questo momento non riescono a cogliere indizi di rilancio, suggerisco occhiali da sole e cuffiette per un mondo migliore, anche se la Rita sostiene che più che occhiali da sole ci vorrebbe una maschera da saldatore. E visto che tutto ciò smuove malumori, paure, oltre alla solita stantia richiesta di chiarezza, se proprio c’è una cosa da precisare e vogliamo per forza passare per i soliti pignolini, non è tanto l’autofinanziamento l’argomento da sollevare, visto che ce l’hanno detto in tutte le salse, ma piuttosto che la donna non la dà, ma lo prende. Poi se proprio non ce la fate a voler bene a Cognigni, potete almeno far finta in attesa dei grandi colpi, una tecnica che mi ha insegnato il Bambi che si era tatuato sulla spalla il nome della Sandra con l'inchiostro simpatico, perché appunto sospettoso e s’immaginava che alla fine si rilevasse una stronza. E a proposito di sperimentazione di un nuovo modello tattico, l’arrivo di giocatori più muscolari è una chiara indicazione dell’addio alla fase spagnola della nostra vita da tifosi, sarà una Fiorentina più fisica e con meno possesso palla, e già che siamo a parlare di partite come quella con il PSG dove la sperimentazione si è tagliata a fette, voglio dire “SI” anche alla sperimentazione su chi ti incontra e dice "Dai che manca poco alle ferie". Chiudo a proposito del Bambi devoto e bacchettone che mi ha confessato di essere amareggiato non tanto per la cessione di Savic, ma per aver scoperto sulle colline sopra il Galluzzo una chiesa abusiva dell'XI secolo accanto a una piscina.





mercoledì 22 luglio 2015

Non sudavo così tanto da ieri

Le grandi domande del dopo Montella: “Chi siamo? Da dove veniamo? Chi sostituirà Savic? E soprattutto “La pelle cadente sotto le braccia degli anziani permette loro di volare?”. In mezzo c’è stato il ritorno al gol di Pepito su rigore nella sconfitta 4 a 2 contro il PSG  a New York, il gran gol di Joaquin, quello annullato a Rebic, il palo di Vecino, e soprattutto la risposta alla terza domanda "Non sarà Hegazy a sostituire Savic". E così oggi tutte le attenzioni ritorneranno inevitabilmente sul mercato, anche troppe, così come trovo ingiusto che per colpa di telecamere, satelliti e GPS, un uomo non sia libero di uscire a prendere le sigarette e non tornare più. Sarò anche un poeta, e forse è per questo che il mio cuore si tuffa sempre di testa, ma non mi piacciono i "forse", i "vedremo", le persone non hanno bisogno di sperare, hanno bisogno di sapere chi sarà il nuovo centrale difensivo, e non solo alla luce delle chiusure (?) di Bagadur ed Hegazy contro il PSG. Anche se cominciamo a intravedere l’idea intrigante di rilancio della società dopo la fine del ciclo Montella, rilancio che passa da un ringiovanimento della rosa, dall’inserimento di prospetti interessanti, si cercano cioè giocatori di forte personalità e carattere, sperando che ne esistano ancora di giocatori con le palle, così come non so se esistono ancora gli uomini con le palle, di sicuro questa estate torrida ci sta dicendo che esistono ancora gli uomini con le palle che escono dal costume. Agli incontentabili, a quelli del ridimensionamento ogni due per tre che bubano per il due a quattro di ieri, devo suggerire di essere meno scontenti, o almeno meno tristi perché poi le zanzare vengono a farvi compagnia. Certo che la posizione di Cognigni è davvero scomoda, a volte al limite dell’ incredibile, fa una cosa buona come comprare Mario Suarez e ha fatto solo una cosa buona, ne fa una ritenuta sbagliata come vendere Savic, e non ha solo sbagliato, è proprio uno stronzo. E poi nessuno è perfetto, guarda Gomez che ieri è stato scambiato per la Statua della Libertà, a me per esempio come poeta manca sempre un verso, e al Bambi manca il gene dell'accensione serale della lavastoviglie. Sono certo che molti tifosi non piangono per via di Cognigni o per la prima sconfitta della stagione, si piangono addosso solo per rinfrescarsi. A me è sufficiente sapere che non sarà un anno di transizione, odio qualsiasi menopausa di riflessione. Noi che ci lamentiamo sempre, noi che non perdiamo occasione per dire che nel calcio non c’è più riconoscenza, vedi Salah, oppure i giocatori che non rinnovano per andare a regalarsi altrove, è vero, ma allora cosa dovrebbe dire Bruce Willis se solo avesse saputo che finiva a fare la pubblicità per la Vodafone, forse li avrebbe lasciati tutti nella trappola di cristallo. Così come noi avremmo fatto rinnovare Neto prima che si mettesse d’accordo con la Juve. Ma adesso però il problema ce l’ha proprio la Juve, perché Neto con la presenza ingombrante di Buffon, per aver più spazio sarà costretto a scoreggiare.



martedì 21 luglio 2015

Questione di Wi-Fi

Tommaso si è stupito molto che stessi lì sul divano ad applaudire così tanto al mercato della Fiorentina, gli è sembrato eccessivo che mi fossi fatto venire le mani come Gianni Morandi, specie a fronte della cessione di Savic. Da buon padre gliel’ho lasciato credere tutto questo ottimismo, per non rovinargli l’estate, perché in realtà mi sono venute a forza di schiacciare le zanzare. Anche se Mario Suarez rimane comunque davvero una grande operazione. Dell’addio di Savic mi sono piaciute invece le lacrime, e per me i più meritevoli un posto tra i magneti sul  frigorifero lo troveranno sempre. Insomma, in questo momento sto solo cercando il capo perché la coda la vedo perfettamente. Intanto emerge un retroscena in merito al comunicato di FirenzeViola dettato dall’esasperazione per un’attesa infinita che non porterà mai alla tanto agognata conferenza stampa di ADV. L’inviato avrebbe confessato di giudicare sempre le persone dall'aspetto, se aspetta troppo quindi, alla fine si rompe le palle e da giù di matto. Adesso via con Milinkovic a formare un gran bel centrocampo, con Borjia spostato più avanti, dopodiché un bel difensore centrale, un caffè, poi pinne, fucile ed occhiali, e un tuffo dove l'acqua è più blu, niente di più. Perché dopo un bagno posso anche spiegarvi che è la complicità il vero segreto di certi amori che durano. Un gesto, uno sguardo, un codice di comunicazione senza parlare. Una plusvalenza anche se piccola sembra poco, ma non lo è. Questo di fatto è il grande amore tra Diego Della Valle e Cognigni. Il Bambi da uomo di strada qual è, invece di un segreto mi ha svelato un trucco che voglio condividere in modo che ne possiate approfittare anche voi. Lui  si alza molto presto, e questo gli permette di avere più tempo per lamentarsi del calciomercato. E a proposito di esperienze di vita messe a servizio degli altri, ho avuto anche modo di leggere il racconto del “viaggio” che ha fatto un tifoso Viola andato in coma battendo volontariamente la testa nel muro all’indomani del mancato accordo con Salah, e uscito dal coma dopo che il padre gli aveva sussurrato nell’orecchio della cessione di Savic nel tentativo disperato di scuoterlo da quello stato. Si è riavuto davvero, e di getto ha raccontato di questo suo viaggio, lo ha colpito il fatto che mentre i tifosi juventini viaggiavano in strade perfettamente lisce e drenanti, le strade dei tifosi Viola facevano così schifo, che la vita non ti passa nemmeno davanti perché prende tutte le deviazioni possibili e poi si perde. C’era anche uno striscione Viola esposto in un’area di servizio invasa dalla polvere, i contorni annebbiati da una dimensione non terrena, oltre alla polvere, ma stranamente il messaggio si leggeva benissimo: “Vorremmo dire alle zanzare che è inutile ci ronzino intorno: ci hanno già succhiato tutto i Della Valle”. I locali pubblici in quel posto erano prima senza Wi-Fi per permettere ai tifosi di difendere Neto  a voce alta, e quindi subito ripristinato per evitare di sentire certe stronzate. Io che sono un tifoso Viola all’ultimo stadio devo dire che se è vero che la Fiorentina crea dipendenza, in questo periodo anche il cocomero non scherza. E prima di andare a fare la doccia che ormai mi vede più della Rita, vi dico che ci sono certi tifosi in San Frediano, quelli che si definiscono amici, quelli che si considerano vicini alla proprietà, vicini a quel procuratore, vicini all’andropausa, che sanno sempre tutto sull’ultimo acquisto della Fiorentina, sugli intrighi di mercato e sulla dismissione dei Della Valle, gente che sa sempre come trovarti. Beh, io li considero più come stalker.


lunedì 20 luglio 2015

Per non mandare una stagione a puttane

Non vorrei passare per colui che accompagna la sposa complottista all'altare con lo strascico di scie chimiche, ma alla fine la società sembra proprio aver dato ragione a Montella, la rivoluzione in atto  è necessaria all’indomani di un “ciclo tecnico finito”. E senza più due tenori su tre a centrocampo, con l’esigenza di ringiovanire la rosa, abbassare il monte ingaggi, con un allenatore nuovo e con i rinnovi di Babacar e Bernardeschi, andava per forza avviata la rifondazione. Non aveva più senso proseguire in una strada così fortemente  caratterizzata proprio da Montella, abrogare il vecchio disegno tattico così come andrebbe abrogata la legge che vieta la prostituzione nei negozi di fai da te. La legge Leroy Merlin, per non mandare una stagione a puttane come era già successo con Mihajlovic. Vediamo come saranno sostituiti i tenori, Savic e Gomez, sicuramente rimane il rimpianto Salah, ma con un Rossi in più però. Speriamo. Del resto per far meglio di Montella basta arrivare terzi. Invece i giornalisti si lamentano per le dichiarazioni di ADV rilasciate al bar e non in sala stampa, i tifosi si lamentano per le cessioni perché temono un ridimensionamento. Invece basta arrivare terzi per smentire tutto questo catastrofismo. Come con il caldo, è tutto un lamentarsi quando è semplice, se fuori ci sono 40 gradi è sufficiente accendere il termosifone e tenerlo a 30 gradi per stare più freschi. Oppure i tifosi potrebbero fare come il Bambi che da quando è stato esonerato Montella ha mostrato subito un nuovo fervore religioso, forse per raccomandarsi a qualcuno più in alto di Cognigni, oppure come sospetta la Rita, perché ha scoperto come sono fresche le chiese. Liberiamo questo nuovo progetto dalle paure del cambiamento, e già che ci siamo liberiamo anche il prosciutto crudo dall’incubo del melone. Vorrei invitarvi a riflettere, perché secondo me c’è una strategia ben congegnata da parte della società, e mai come in questo periodo torrido trovo giusto che quelli del comparto tecnico lavorino nell’ombra. I tifosi si fanno condizionare troppo dai condizionatori d'aria che in questi momenti dove anche Savic se ne va, sono molto convincenti. Si, certi tifosi sono ormai così convinti che è in atto un forte ridimensionamento, insomma, che la prossima sarà  una stagione di sofferenza, che per sapere quando arriverà la prima perturbazione utile non hanno più bisogno nemmeno di vedere le previsioni meteo, ma gli basta consultare il proprio piano ferie. Che poi per distrarsi dalla cessione di Savic basterebbe aspettare che quella ragazza con il costume bianco uscisse dall’acqua. E alla fine quel senso di vuoto che ci è preso dopo la cessione di Stefan non è troppo diverso da quello  di quando finisci un libro digitale e non hai nulla da riporre sulla libreria.




domenica 19 luglio 2015

L'apPepito vien mangiando

Dopo aver assistito al ritorno in campo di Pepito, e dopo aver fatto l'autolettura del contatore, alla fine mi sono dovuto dare una calmata per non avere troppe emozioni nella stessa giornata. Così ho evitato di vedere Studio Aperto e quindi oggi non so se nelle ore più calde devo stare al sole. Una bella e una brutta, no, la brutta non è Gomez, la bella è Pepito e va bene, la notizia brutta invece mi è arrivata purtroppo tramite la testimonianza diretta del Bambi da Castiglioncello e non da Moena, dove un tipo si è tuffato dagli scogli senza aver aspettato le tre ore dopo aver mangiato, e così è morto spiaccicato su uno scoglio. Buoni i suoi tocchi, l’assist a Borja Valero, e poi ha persino provato a fare gol col suo sinistro magico, è solo ancora indietro fisicamente, e anche un po’ grassoccio. Insomma, è come me che volevo scrivere un'opera giovanile ma ho la cervicale. Adesso però bisogna che al tifoso venga data la possibilità concreta di poter contare su un Pepito duraturo come almeno una chewingum nell'ambiente, insomma, su un campione finalmente affidabile, il tifoso ha bisogno di sognare le giocate del suo fuoriclasse, già è inaccettabile che se ne sia andato Salah, dopo che nel 2015 l'aspettativa media di vita delle bolle di sapone è ancora così bassa. Non ci raccomandiamo nemmeno più ai santi come una volta, e poi si dice che la Grecia è messa male, in settimana ho fatto 700 km di autostrada e ho visto solo 3 camion con l'adesivo di Padre Pio. Siamo noi un paese allo sbando. Forse la salvezza di Pepito sta proprio nel fatto che è così Rotondo come San Giovanni dove c’è appunto il Santuario al quale ci rivolgiamo senza scomodare sempre la dea bendata. O come fa Paolo Brosio con Medjugorje. Comunque è troppo stressante guardare Pepito Rossi che scatta, che dribbla, che cade, sei sempre lì con l’ansia, con il patema d’animo che possa sopraggiungere una smorfia di dolore sul suo viso pasciuto. Forse è perché più invecchio e più divento sensibile, se continua così tra qualche anno diventerò un sensore di posizione. E solo Pepito sa cosa si prova a stare tanto tempo lontano da un campo di gioco, io nel mio piccolo ho passato tutta la notte a cantare vicino a una cicala per farle capire cosa si prova. Nel calcio la mancanza di un giocatore che accende le fantasie è la cosa più mortificante, e le delusioni più grandi dell’ultimo anno sono state appunto l’infortunio di Pepito, il rifiuto di Salah, e ultima quella di mordere una pesca noce credendola croccante, e così sbrodolarsi fino agli avambracci. Ma i tifosi Viola hanno imparato un trucco per convivere con gli infortuni di Pepito, hanno congelato i ricordi delle sue giocate più belle, come del resto fanno anche in casa quando comprano sempre più pane di quello che serve, lo congelano e non restano mai senza. Ormai sono anni che non mangiano più pane fresco. Comunque al primo gol di Pepito sono disposto anche a lasciarvi la punta del cornetto Algida.


sabato 18 luglio 2015

Il giornalista che segue la Fiorentina viene calpestato da ADV come fosse un aiuola. Maremma bucaiola.

La felicità del giornalista che segue la Fiorentina esiste, è solo che ancora non riesce ad attuare le riforme. Il giornalista che segue la Fiorentina vede il mercato stagnante, il ridimensionamento mimetizzato da bolla africana, vede soprattutto un momento troppo imperfetto per funzionare, tra tutti quei “io che pensavo, io che credevo e che volevo, ma non sapevo”. Il giornalista che segue la Fiorentina sostiene che siamo arrivati su Plutone e non era neanche lì, questa storia del nuovo centrocampista c'è insomma sfuggita di mano. Il giornalista che segue la Fiorentina sostiene che del contratto di Salah la società avrebbe dovuto dire subito la verità circa la clausola, dire la verità paga sempre secondo il giornalista che segue la Fiorentina. Proprio come gli ha insegnato la mamma del futuro giornalista che avrebbe un giorno seguito la Fiorentina. Lui sempre professionalmente impeccabile anche nella figura di figlio che apprende le lezioni della madre, quando gli disse la verità, e cioè che la mamma aveva le smagliature alle gambe, da allora fu il padre del futuro giornalista che un giorno avrebbe seguito la Fiorentina ad occuparsi della sua educazione. Mentre la compagna del giornalista che segue la Fiorentina di solito ama le cose belle della vita, che in quanto compagna di un giornalista che segue la Fiorentina iniziano tutte per “S”: Sesso, Shopping, Sushi, Scarpe e Salah. Giornalista che segue la Fiorentina quindi sempre incazzato non tanto per quella S di Salah, ma incazzato con Jordan, e non solo perché ha letto sulla Riblogghita che non gli è piaciuta la foto di ieri, a lui giornalista che segue la Fiorentina e che invece costretto ai ritiri della squadra Viola adora vedere quel tipo di donne perché così se le immagina correre con le poppe che ballano, il giornalista che segue la Fiorentina è evidentemente un amante del ballo. S’è incazzato perché ha temuto che oggi per tenere buono Jordan avrei optato per una foto di Neto con la maglia della Juve. Invece ho preferito un culo con le mani ad un giocatore che ce l’ha messo in uno senza vasellina. Intanto la redazione di FirenzeViola si è incazzata di brutto  perché non ha digerito il fatto che Andrea parlasse senza contraddittorio, per di più su temi esistenziali a piacere e così dicesse che la vita è una ruota che gira, e che noi abbiamo bisogno solo di un gommaio invece di un centrocampista di rottura. Avrebbero voluto porre domande precise, incalzanti, scomode, e così dato l’umore variabile dei suoi inviati, le seghe mentali, la bassa autostima, l’agonia, la depressione, i  dubbi e le incertezze dei loro giornalisti (?), chiedere ad Andrea; “Ma l'adolescenza non finiva a 18 anni?”. Per tutti i giornalisti che seguono la Fiorentina ai quali Andrea Della Valle ha calpestato i diritti come è scritto nel duro comunicato di FirenzeViola, e che quindi davanti a loro vedono tutto  grigio, uso la saggezza di un proverbio indiano e li esorto a spostare l’elefante.


venerdì 17 luglio 2015

Certe prospettive


Come quando corri come un pazzo per non perdere l'autobus e poi ti fermi di colpo, che non era quello giusto. Così Salah, ho ancora il fiatone per come è finita. La mia sensazione è che tutte le vicende in casa Viola pur di non lasciarle in sospeso si preferisca farle precipitare. Io non c’ho capito un cazzo, ma se volete ve lo spiego. E come se non bastasse mi ritrovo qua a non avere una soluzione neanche per la Grecia, ma questa settimana ho dovuto affrontare l'emergenza per non far morire le piante di mia mamma che è andata al mare. Intanto in Santo Spirito a differenza della Grecia abbiamo indetto un referendum per uscire dall'estate. Certo io non faccio testo, in situazioni di difficoltà dove ci sono da affrontare delle emergenze, vedi i casi Montella e Salah, risulto sempre troppo sentimentale. Il poeta non è adatto a gestire le criticità del calcio. Troppo sognatore, troppo dolce per affrontare squali come i procuratori, o nella vita verdesche come certe donne. Ricordo ancora quando chiusi gli occhi sognante credendo di fare un gesto altamente romantico, mentre la Beatrice mi diede dello stronzo sostenendo che mi ero addormentato invece di trombarla. Non per cercare attenuanti, ma ho anche gli ormoni romantici. Comunque sia trovo che c’è troppa pignoleria nella tifoseria, sempre lì a spaccare il capello e a sindacare su un giocatore nuovo in più o in meno, tifosi così pignoli che quando una gli si mette a novanta gradi sono li a controllare con il goniometro. Neanche fossero tanti Cognigni. Io sono rimasto indietro per capire cos’è successo con Montella e Salah, figuriamoci, non ho ancora capito se Neto alla fine si era accordato con la Juve, e a 53 anni la Rita dice che è troppo presto per la demenza senile. Allora forse è solo demenza. E poi su Plutone non c’è il wifi. A prescindere di chi siano le colpe non è giusto comunque che Salah ci abbia illuso con gol fantastici e velocità da cartone animato, doveva mostrarci subito il suo lato peggiore, proprio come ha fatto il più onesto Gomez, non abbiamo certo tutto questo tempo prima di rimanere delusi. E se confesso di non essere ancora in grado di anticiparvi il nome del prossimo acquisto, posso però indicarvi con certezza che i figli del diavolo sono quelli che passeggiano in camicia sotto al sole senza le chiazze di sudore. E poi, e poi c’è sempre la speranza che all’improvviso arrivi un annuncio di Andrea, che si aprano cioè nuove prospettive questa volta a noi favorevoli, ce ne sono di meravigliose che esaltano le forme, certe, dove le poppe sembrano addirittura più grandi anche di quelle della Beatrice. E non è per cercare scusanti, ma quella volta che fui attaccato da lei perché chiusi gli occhi, fu proprio per concentrarmi meglio sulle sue poppe. Viva certe prospettive quindi, basta insomma con le distorsioni ai collaterali, si, oggi voglio dare sfogo a quella voglia di gettare dalla finestra le medicine, i gastroprotettori, gli inibitori di questo e quello, e fare invece un brindisi a un nuovo campione.






giovedì 16 luglio 2015

E che rotonde!!

Sul contratto di Salah sappiamo che qualcuno ha mentito, e ritrovo analogie della bugia quando sento il Ministro greco dire che non ci sono beni da privatizzare per 50 miliardi. E tutte quelle cornee allora? Poi sarebbe arrivata anche l’ora che un calciatore, dico almeno uno, facesse outing dichiarandosi una merda, così come ha fatto Scialpi quando finalmente si è dichiarato un cantante. Giocatori troppo attaccati ai soldi, gente che non ci tiene per niente alla maglia, anzi disposti a togliersela subito davanti a chi offre di più. Proprio come ha fatto Tsipras quando si è tolto la giacca dandola alla Merkel che così gli ha infilato cento euro nei boxer. Sousa intanto anche contro il Gyrmot Gyor sembra impostare una squadra dal pressing alto, metodologie molto diverse da quelle del suo predecessore, che però proprio grazie ad un tipo di preparazione più leggera evitava al gruppo le grandi sudate, un tipo di lavoro specifico soprattutto col pallone che alla fine consentiva ai giocatori di non sembrare tanti Bonolis. Non fosse altro che Paolo è un interista. Per la gioia di Cognigni su Plutone intanto è stato ritrovato il pallone dell’ultimo rigore sbagliato lo scorso anno dalla Fiorentina, per il resto, dalle prime immagini che arrivano, a me sembra tipo Sorgane a ferragosto. Poi sta circolando una voce sempre più insistente in città, forse solo una diceria, che riguarda i nostri uomini di mercato. Si teme cioè che non abbiano nessun interesse di prendere pesci la mattina, c’è quindi da sperare in qualche annuncio eventualmente solo nel tardo pomeriggio. Anche se il Bambi sostiene di avere più terrore della sua compagna che si piastra i capelli col caldo di questi giorni, piuttosto che di una campagna acquisti che stenta a partire. Per fortuna Zukanovic è andato alla Sampdoria perché la Fiorentina ha detto al Chelsea di dire al Chievo di non venderlo all'Inter. Così come mi immagino un utente che mi legge, che mi scopre per la prima volta, venire sul blog, cominciare a leggere le prime righe ed esclamare "ma questo è scemo!!". E visto che tutto continua a slittare, a quelli che prendono sempre tempo prima di darci una risposta, è successo con Montella, con Salah, con il rinnovo di Babacar, adesso con Bernardeschi e Diakhate, proporrei di dare tempi di risposta molto più stretti, direi di aspettarli non più di un 7% di batteria. E’ anche vero che c’è chi adombra qualche sospetto, che sostiene cioè che non è possibile che la colpa sia sempre degli altri, prendiamo gli ultimi casi di Neto e Salah, parliamo di tifosi in grado di capire quando le responsabilità risiedono in Cognigni. Perché ci sono notti in cui non sai dormire e più lo chiami e più Morfeo ti dice: "Guarda che è tua moglie che ha chiuso le finestre". Il problema vero con questo caldo è che alla fine non si distingue più chi conquista la prima squadra sudandosela e chi invece ha avuto un calcio in culo. Insomma, ieri abbiamo raggiunto Plutone, ma capire come andrà a finire la vicenda Salah, oppure come ci si immette nelle rotonde, ancora niente.



mercoledì 15 luglio 2015

Gomez è michelangiolesco

Malgrado il rinnovo di Babacar e le rassicurazioni del Direttore Generale, l’arrivo di Sepe e l’ottimismo per il rinnovo del contratto di Bernardeschi, i tifosi più calorosi hanno coniato uno slogan per questa stagione: “Non Fiore ma aria condizionata”. Intanto nella settimana michelangiolesca è arrivato in Piazza Signoria “Il Gigante”, un blocco di marmo di 50 tonnellate che risulta comunque più guizzante di Mario Gomez. Lo scopo del progetto ci torna comodo, perché in un’epoca di eccessiva virtualità anche della campagna acquisti, dove l’insalata greca ormai te la tirano dietro, è quello di far percepire la dimensione fisica, materiale del lavoro. Il Bambi a questo proposito sostiene che si stava meglio quando ci facevamo le seghe invece dei selfie. A chi interessa, “Il gigante” sarà svelato oggi al pubblico, e non vorrei che il Besiktas intendesse di acquistare proprio quello. Vediamo. Un blocco di marmo appena sbozzato, dal quale emerge un braccio del David, appena sbozzato come la nuova Fiorentina, che dimostra a sua volta quanto sia faticoso costruire la nuova squadra, anche perché non bastano certo gli ottantamila euro che sono il valore del “bianco” di Carrara. Colore  questo che fino ad ora corrisponde perfettamente con quello della carta che è stata data agli uomini di mercato della Fiorentina, i quali però a differenza di Michelangelo, sembrano averci fatto un aeroplanino. Oggi suggerisco quindi un metodo tipico Diladdarno che nasce dall’esperienza di chi è da sempre abituato ad imbucarsi, anche se prevalentemente ai pranzi di matrimonio, ma che in tempi d'insoddisfazione per il mercato della Fiorentina è stato riadattato alla bisogna. Per sfogare la rabbia suggerisco di andare alle riunioni di condominio degli altri, e di accalorarsi il più possibile, prima che qualcuno si accorga che non abitate lì. E a prescindere, vale sempre il consiglio di farsi una bella risata, che domani ci potremmo svegliare greci. Perché tutti abbiamo una clausola vicino agli scheletri nell’armadio, noi quella di Salah, la Grecia ne ha una che per rimanere in Europa prevede che da domani le olive si chiameranno “Oliven”. Purtroppo la Fiorentina è vessata, diciamocelo, Babacar in conferenza stampa ha svelato che l’Inter gli aveva fatto delle proposte, si sempre quell’Inter che ritroviamo nella vicenda Salah, non solo, quando la Fiorentina richiede un giocatore le valutazioni lievitano. C’è sicuramente una lobby nel calcio, oltre ai fantomatici fondi d’investimento Doyen, così come c’'è una Lobby dei distributori automatici che non permette ai treni di arrivare in orario.




martedì 14 luglio 2015

Quando il condizionatore è peggio del condizionale


Se la soddisfazione di vedere finalmente in campo la coppia Gomez/Rossi forse quest’anno ce la potremo anche togliere, per me che amo l’arte, il rammarico più grande rimane quello di non sapere come Modigliani avrebbe ritratto Maurizio Costanzo. L’arte è tangibile così come i trofei in bacheca, il resto invece passa, e la gran parte delle cose che si dicono nel calcio son cazzate. Invenzioni giornalistiche, editoriali di regime, campionati insulsi. Purtroppo siamo dei creduloni, io per primo che già 6 mesi fa credevo che Neto sarebbe andato alla Juve, oggi c’è chi crede addirittura all’arrivo di Balotelli, senza tralasciare quelli che credono alla possibilità di vincere dei soldi nei quiz televisivi. Mi raccontava il Bambi che l’altra sera ha rimorchiato una ragazza di Terni (delusa da fatto che da loro i ragazzi non trombano più), in trasferta quindi alla ricerca della materia prima, quando però lui tutto ringalluzzito da quel concetto basilare intrigante, le ha chiesto se voleva vedere il pisello, ha risposto “ Rifiuto il pacco e vado avanti”. La solita donna che pensa solo ai soldi e che guarda troppa tv, tipo Cristina De Pin. Poi come se non bastasse, dopo aver dichiarato di amare anche i programmi di cucina, ha aggiunto “Quando muoio voglio essere caramellata”. E così alla fine il Bambi si è inibito, assalito dai soliti blocchi psicologici, eredità della tossicodipendenza, è stato in quel momento di disagio che gli ha confessato di volerla toccare ma di avere giustappunto qualcosa che lo bloccava. Poi tutto è stato svelato quando lei l'ha tranquillizzato dicendogli che erano proprio le sue mani a bloccarlo. Gliel’ho sempre detto al Bambi che il primo passo per ammettere di avere un problema è avere un problema. E io ce l’ho, perché se non si muove niente per qualche altro giorno ancora, avrò finito le cazzate, si,  anche io avrò prosciugato la mia fonte che sembrava inesauribile. Perché prima l’annuncio che ci sarebbe stato un comunicato su Salah, poi la smentita che ci sarebbe stato, la gente intanto prede fiducia negli annunci sui comunicati e smette di leggere. Sono costretto così a rilanciare un mio vecchio suggerimento che uso spesso d’estate sulla spiaggia per far cominciare gli amici a leggere, applicando “50 sfumature” sul titolo. Tipo “50 sfumature di Cent’anni di solitudine”. Intanto per fare davvero i soldi prima della fine dell’anno, così da non essere più costretto a riempire per forza i vuoti della mancanza delle partite giocate, dovrei riuscire a brevettare l'espressione facciale che esprime sì e no contemporaneamente. Per riempire i vuoti tra l’annuncio di un comunicato e la successiva smentita, tipo “Andrea mercoledì arriva a Moena ”, seguito da “Andrea non arriva a Moena nemmeno giovedì”, ho scritto una piccola poesia dal titolo "Amarsi a Luglio". Eccola. Anzi facciamo a settembre col fresco visto che il caldo da fastidio anche alle statue di marmo. Questo del resto è sempre stato un blog dove si è detto pane al pane e vino al vino, e non solo perché una delle sue anime è di natura gastronomica, ed è così che malgrado il niente anche oggi proporrò un tema che potrebbe dare fastidio, a mio rischio e pericolo, perché non si può parlare sempre e solo di Fiorentina senza avere niente da dire. Sappiate comunque che non mi definisco una persona scomoda, sono piuttosto una persona di design. E come tale porterò avanti con forza la mia ennesima battaglia, dopo Lezzerini titolare lotterò perché d'estate il gelato lo passi la mutua.


lunedì 13 luglio 2015

Dentro Balotelli? No, Sollicciano è già pieno!

Girano strane voci in città, si dice di tifosi che vorrebbero Balotelli al posto di Mario Gomez, e a me piacciono le persone che hanno gusti diversi dai miei. Mi son sempre piaciute, soprattutto quando c'è poco gelato. E’ bello sapere di Balotelli nella settimana dei primi acquisti, nella giornata della convocazione di Salah, tema tra l’altro a me molto caro quello di certe clausole. Tutta colpa di quel maledetto contratto, ed è già la seconda volta che ci rimango scottato, ricordo ancora l’ultima volta che Valdemaro mi disse: "Leggo queste condizioni contrattuali prima di accettarle e arrivo". E’ così che ho perso il mio migliore amico che non esce di casa dal '87. Mi servirebbe una macchina del tempo per dare quattro schiaffi a Salah da piccolo. Intanto nei giorni del niente assoluto, delle notizie a casaccio dilagano i commenti delle checche isteriche, che mi ricordano tanto quando mio nonno rispondeva al buongiorno dell'annunciatrice Rai. In questi vuoti di mercato la checca isterica si esalta, ed è come quando c’è scritto spingere e continua a tirare. E un po’ lo sono anch’io, soprattutto quando penso a Moena, perché a me non dispiacerebbe nemmeno la montagna rispetto al mare, solo che si vedono meno topless. C’è chi ama guardare Lei sulle Dolomiti, con la felpa e l’ombrello, io invece amo il modo in cui Lei si fa guardare al mare, e per Lei intendo il piatto di linguine all'astice. A chi pensa invece alla formulazione dei referendum, che siano quelli greci o quelli su Balotelli, suggerisco la prossima volta di prevedere anche il "forse". Mentre su Mario Balotelli la città dimostra ancora una volta la sua anima razzista, diciamoci la verità, siamo un popolo d’intolleranti noi fiorentini, abbiamo fatto guerra alla rosetta con la mortadella pur di affermare l’egemonia del lampredotto, a Firenze è sempre stato difficile integrarsi per i diversi dall’abomaso. L’altro giorno in Santo Spirito ho raccolto lo sfogo di una bella persona ma con evidenti problemi di ambientamento, peggio ancora di Jakovennko insomma. Mi ha detto “Te ritrovi co: un pasato da combatere, un presente da vivere e un futuro da costruire insieme. In più devo trovara tempo pe rubare". Mettici poi che la gente li chiama zingari. E mentre voi intanto capite come evolvono certi scambi di mercato, come si dipana la vicenda Salah, se arrivano Sepe e Walace, io cerco di capire bene il messaggio subliminale delle foto mentre mangiano le fragole. Non credo sia “La frutta fa bene”.




domenica 12 luglio 2015

Il mio 10% è tutto per Diakhate

Prima partita della stagione e prime considerazioni, anche se noi uomini sfruttiamo solo il 10% del potenziale della nostra mente per analizzare un incontro di calcio. Nel rimanente 90% siamo impegnati a capire come sono quei capezzoli dietro la tenda. Mi sono piaciuti più i giovani, in un primo tempo dove guardando Diakhate ho sognato l’esplosione del ragazzo durante la tournée estiva. E con quel 10% a disposizione l’ho accostato a grandi interpreti del ruolo, come quando durante un film m'immedesimo nel tizio che si allunga sforzandosi per prendere la pistola, perché è ciò che faccio anche quando devo prendere il telecomando. I tifosi Viola brontolano perché non abbiamo ancora comprato niente, inveiscono contro la società perché ha perso Salah, poi però comincia a rotolare il pallone, con quelle maglie che  lo rincorrono a perdifiato, e allora ci sciogliamo come un cono di gelato da 10 € fino al gomito di un turista approdato in piazza Signoria. Insomma, è vero che i tifosi Viola mugugnano sempre e rompono le palle, ma se ci pensiamo bene pure a certi ragazzi aggressivi con le maglie metal e i tatuaggi con scritto "FUCK" le nonne mettono 10 € in tasca per comprarsi il gelato. Il tifoso Viola se ne frega dei contesti storici, bisogna comprare perché anche gli altri comprano, non possiamo certo rimanere indietro in una corsa all’ultimo acquisto, che non vuole tenere conto del fair play finanziario e della crisi, poi a ritrovarsi come la Grecia o il Parma ci vuole un attimo. Già le prime avvisaglie si sono avute con i prestiti secchi, con i pagamenti in quattro rate, con i mancati riscatti e i contratti a scadenza, fino a ieri sera che per la prima volta ho visto della gente rovistare nel cestino del mio desktop. Domani intanto vediamo se Salah risponde alla convocazione oppure se fa lo gnorri, la Fiorentina ha messo in atto il proprio piano e per il clan dell’egiziano potrebbe rivelarsi una sorpresa non troppo piacevole. Che un po’ mi ricorda quelle che gli fa la compagna del Bambi quando lui accenna imprudentemente alla sua cellulite, o come prima o poi farà anche il frigorifero quando si romperà le scatole e allora si vendicherà venendo nelle nostre camere ad aprire e chiudere la porta ogni cinque minuti. E poi non c’è solo la Fiorentina a dover rispondere del proprio immobilismo, ieri ho dovuto spiegare alla Rita che anche Mastro Lindo ha le braccia conserte, quando mi ha chiesto di darle una mano a fare le pulizie di casa prima che arrivassero a cena la Chiara e Furio.


sabato 11 luglio 2015

Non c'è Viagra per l'erre moscia

In questi giorni di addii, contratti scaduti, immobilismo sul mercato, insomma, tra la mente e il cuore scelgo il ghiacciolo al limone. Un classico che non perde mai fascino così’ come l’ala destra. E anche se manca ancora l’entusiasmo dovuto ai nuovi acquisti, invito tutti a rimanere comunque uniti verso un unico obiettivo, sfoderiamo i ventagli, e che vento sia. Ho capito intanto che i miei desideri hanno l’erre moscia di Oscar Damiani, hai voglia a sperare nell’arrivo di Cigarini,e Morrone, non arriveranno mai. L’ho capito dopo che avevo espresso il desiderio di vedere il mare, e mi sono arrivate solo rogne. Maledetta erre moscia. Non solo quella poi, i miei desideri hanno un difetto anche nell’inquadratura lasciando fuori dall’inquadratura proprio quello che è più desiderabile. E visto che questo è il periodo dove in spiaggia si sfogliano i giornali sportivi per leggere di trattative nelle quali la Fiorentina non c’è mai, ripiego sul più classico dell’enigmistica aspettando con fiducia. Mi guardo in giro e vedo donne di mezza età, parzialmente ustionate, con pelle cadente e seni turgidi. Trovate l'intruso. Nessuno intruso invece in casa Viola dove la facce sono tutte conosciute, perché la società deve giustamente ponderare le decisioni, non sono come noi tifosi, loro non possono fare scelte di pancia, come di pancia sarebbe preferibile che noi non facciamo i tuffi. L’immobilismo della Fiorentina inganna come le apparenze, come la compagna del Bambi che rivendica con forza il fatto di non essere vecchia, ma di abitare solo vicino a dei cantieri. E mentre Foco e una qualunque lei sono fatti l'uno per qualcun altra, unendo le punture di zanzare che ho sul corpo è uscito fuori il nome del primo acquisto Viola. Messi. Mi viene il sospetto che fosse ubriaca, forse perché ieri sera ho bevuto così tanta birra che la zanzara in questione è stata costretta a passare tutta la notte a pisciare. E poi di Messi c'è bastato quello d'Egitto. Il consiglio che posso dare è di stare tranquilli e aspettare con fiducia, la Fiorentina farà una bella squadra, i nuovi giocatori arriveranno, e li compreremo senza farci prendere per il collo. Su Rossi ho fiducia, su Sousa anche, quindi mentre attendo senza patemi, il consiglio che posso dare io all’Eurogruppo è di fare alla romana. Gli altri fanno troppi acquisti gonfiati, e poi la Fiorentina ne ha anche meno bisogno, un portiere, un terzino destro e due centrocampisti di cui uno importante, per l’attacco se resta Gomez abbiamo finalmente la coppia che avevamo sempre sognato, oltre a Babacar e Bernardeschi. Gli altri non mi convincono affatto, così come tutte queste quarantenni in forma che girano con corpi da favola, secondo me ci nascondono la parte di “C’era una volta”.





venerdì 10 luglio 2015

Il PH del pomodoro

Voglio segnalare l’atteggiamento scorretto del nostro Foco che così come Mancini con Salah cerca d’incularci. Perché non è vero che Foco non ha una fica in questo momento, è più corretto dire che è la fica a non avere Foco. Quindi attenzione a non farsi invischiare nel vittimismo tipico del siderurgico medio che tenta di rigirare la frittata tra un turno di notte e una congestione. E’ un momento di impasse non solo per Foco e per il tifoso Viola in attesa di una qualche notizia di mercato. E’ un momento di sbandamento anche per il Bambi che ha deciso di cambiare drasticamente il proprio regime alimentare, nemmeno poi per difendersi più adeguatamente dal caldo come gli suggerisce da tempo la propria compagna, e come avevo creduto io in un primo momento, dopo che non più tardi di ieri mi aveva chiesto dove poteva trovare la porchetta. E’ successo invece da quando ha scoperto che l'acidità vaginale ha lo stesso PH del pomodoro. E’ da quel preciso momento che è diventato vegetariano. Nel mio piccolo invece ho finalmente superato il momento di sbandamento a monte del dispiacere per l’addio di Montella e per quello di Salah. Così anch’io ho finalmente capito perché mi piace così tanto il pomodoro, e ho preso atto che nel calcio certi valori non esistono più, le bandiere sono solo quelle in bianco e nero raccontate con la voce di Nando Martellini. I tifosi non hanno più il diritto di affezionarsi, oggi l’unica storia d’amore in cui credo davvero è quella tra basso e cassa. E così mi finisco di pane e pomodoro andando in culo a Banderas e alle merendine del Mulino Bianco. Mentre sogno il primo acquisto e un album rap di Luca Giurato, mentre nei tempi morti del calciomercato mi limito a fare le condoglianze. I tifosi Viola si consolano sostenendo di essere diventati tali perché da sempre in lotta contro il male, Davide contro Golia. Io no, io invece mi innamoro dei difetti, perché adoro non sprecare tempo. Tifo scientificamente Fiorentina solo per interesse, in soldoni per incazzarmi e quindi per tenere il sangue fluido in modo da non morire di trombosi. Gli juventini muoiono come mosche, come del resto anche chi scrive manuali di sopravvivenza, prima o poi, muore, e sono quasi sempre juventini  L’aspetto positivo di questo calciomercato Viola per adesso ad acquisti zero, è che almeno ci salvaguarda dall’arrivo di nuovi stranieri, che a me non danno fastidio in quanto tali, ma avendo molto spesso dei nomi impronunciabili mettono in crisi qualsiasi discussione di calcio in città, alla fine si parla per ore ma senza capire il soggetto. La gente storcerà anche il naso, ma Pazzini è facile da pronunciare. Gente che scambia l’aureola di un santo con l’areola del Capezzi. Bisogna pensare che siamo in un contesto degradato, dove anche l'abbandono della geografia dopo le medie ha contribuito regalandoci una moltitudine di persone che non sa nemmeno fare lo spelling del codice fiscale.




giovedì 9 luglio 2015

Sotto le stelle con stile


Che io sia un po’ grullo non lo si evince solo da ciò che scrivo, lo si può più facilmente constatare da ciò che faccio. E a proposito dello scrivere e del fare posso affermare senza bisogno di nessuna clausola rescissoria, che poiché il mio dire è troppo grande per essere apprezzato da una lettura veloce e superficiale, vado a stendere i panni. Non voglio nascondermi dietro a un dito approfittando del fatto che con questo caldo le mani sono più gonfie e quindi la superficie aumenta, e neanche dietro allo stendino, no, come sempre mi svelo, e come ho già fatto lo scorso anno vi racconto cosa mi sono inventato questa volta. Succede che mi sorprendo addirittura da solo, e in certi casi, così tanto, che ho cominciato a soffrire di un fastidioso singhiozzo persistente, chiaramente non raggiungo mai il livello della Rita. E’ incredibile infatti come, a volte, dietro un "Non mi piace" e un "Non mi interessa" di lei, si celi, in realtà, un "Non mi piace" e un "Non mi interessa". Il problema semmai è che in ferie ci andiamo insieme. Dicevamo appunto di cosa mi sono inventato questa volta, vi ricorderete che lo scorso anno sono stato a Capalbio ammaliato dal fascino della “Lodge Tents” e di questa nuova filosofia del fare “Glamping”. Quest’anno sono voluto andare oltre, e coerente con me stesso ho voluto seguire quella stessa scia. Lì andremo a festeggiare i nostri 18 anni di matrimonio senza la condizionale. Perché noi ci evolviamo come coppia, seguiamo con entusiasmo le nuove vie della felicità, non ristagniamo nella consuetudine trita e ritrita per esempio di una seconda casa così scontata, del resto un tempo si diceva “L’ha voluta la bicicletta? E ora pedala”, oggi invece si dice “L'hai voluta la bicicletta elettrica? E ora ricaricala”. Questo ci aiuta a non lamentarci troppo se ci definiscono una coppia "giovanile", perché sappiamo che subito dopo viene "arzilla". Fare “glamping” ci aiuta a superare meglio la realtà dei fatti che ci vede capaci di sapere subito dove andare quando ci dicono "prendilo nel frigider". La Rita ancora non accetta che i suoi sabati sera sono così poco trasgressivi da arrivare al punto di alzare il gomitolo. Così andremo là, e chi pensa che ci presenteremo nel ritiro del Chelsea come Salah si sbaglia di grosso. Ce ne andremo là come pausa di un matrimonio che è una gara di resistenza dove come tutti sanno perde chi per primo sostituisce il rotolo di carta igienica. Quest’anno ce ne andiamo sotto le stelle con stile, dentro ad una fattoria e poi dentro a una Yurta, pur non essendo io e la Rita popolazione tradizionale mongola. E poi ci sono i rumori della natura che accompagnano il sonno profondo, per farci sorprendere di come la ninna nanna della notte sia ancor più efficace del completo silenzio. E adesso che l’ho svelato, quello sotto le ascelle non è più un alone di mistero.







mercoledì 8 luglio 2015

Oggi che...

Nel calcio c’è troppo Far West, bisognerebbe cominciare a punirne uno per educarne cento, che siano società oppure giocatori, e se non proprio cento va bene anche un po' meno. Ci sono ambiti fuori dal calcio che ci danno esempi quotidiani di rigore morale, e che ci educano all’uso della punizione anche corporale l’ha dove se ne ravvisi l'utilità.  In spiaggia il figliolo del Bambi ha spinto una bambina tedesca, suo padre gli ha sorriso ma poi ha spinto 10 bambini italiani. Certo, sapere di non essere corrisposti dal giocatore desiderato è doloroso, ma pure tornare a casa e scoprire che è finita la birra non scherza. E alla fine la brutta notizia non è tanto che Salah non ci ha più voluto, e nemmeno che abbiamo finito la birra, ma che siamo tutti un po' poeti. E che quindi i sentimenti ci fregano. Il Bambi che crede in Paulo Sousa e nella sua filosofia che vede in un problema soprattutto una potenziale opportunità, ieri mi ha confessato che potrebbe sfruttare il fatto che la Grecia è fuori, per farsi ricomprare le birre. Lui ritiene che il più grande esempio di uguaglianza e democrazia rimangono sempre i portieri volanti a biliardino. A lui le difficoltà aguzzano l’ingegno, e sensibile com’è agli sprechi, ieri quando è tornato a casa tutto sudato, si è tolto le mutande e le ha strizzate nei gerani. E il vantaggio dell’essere così sensibili gli ha permesso  di capire in questo preciso momento storico come può sentirsi un pollo arrosto. Purtroppo ci sono tifosi disillusi, gente che in questo momento storico è disorientata, che pensa alla pensione con lo stesso spirito con cui pensa alla passera, a una cosa bella cioè, ma che difficilmente otterranno. Secondo me liberarsi anche inveendo contro Salah, potrebbe farci bene, si dice infatti che una volta un monaco zen mandò affanculo la moglie e dopo si sentì ancora più in pace con se stesso. Oggi che il sorriso aperto di Salah è molto più bello visto da dietro. Oggi che la sauna viene utilizzata per rinfrescarsi. Oggi che se la Grecia esce dall'Europa forse si libera un posto in Champions. Oggi che puoi superare l’abbandono di Salah come hai superato alla grande l'alcol test riconoscendo tutte le birre al primo sorso. Oggi che se qualcuno mi chiede “Destro?” La indovino con due. “NO!”. Oggi insomma che ho capito quanto pur mettendoci tutti i sentimenti del mondo poi c’è sempre un Salah che te li calpesta. Solo domenica è successo che alla Feniglia ho voluto esprime alla Rita ciò che provavo, così ho scritto t'amo sulla sabbia. Poi però è passata una gran passera con uno strano costume che mi ha colpito molto più del suo  stesso culo che parlava proprio nel preciso istante di quando non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e così ha rovinato la scritta.

martedì 7 luglio 2015

Amami Alfreddo

In Santo Spirito Pradè ha chiesto fiducia ai tifosi, e il Bambi che era presente ha risposto con entusiasmo visto che a lui è sempre piaciuto sostenerla (stringendole il fondoschiena tra le mani mentre la sbatteva contro il muro) nei momenti di difficoltà. Una sessantina di tifosi hanno invece contestato manifestando la loro perplessità sul concetto di fiducia, che è una bella parola ma che trovano più utile la zanzariera. Per quei sessanta, malgrado il caldo si stava meglio quando si sudavano le fatidiche sette camicie. Sessanta che hanno potuto incolpare il caldo per il fatto di aver intonato quel coro, invece di ammettere che l'ultima volta che hanno visto la passera era il lontano 2013. In un momento della serata, guardandomi intorno, ho anche pensato che sarebbe stato bello dimostrare di essere un paese democratico facendo pure noi un referendum per decidere se Salah può andare all'Inter oppure no. Poi il coro “Chi non salta bianconero è” mi ha ridestato da certi sogni di democrazia e mi è venuto in mente, visto che adesso abbiamo risolto il problema della Grecia, che ci poteva essere qualcuno che mi dava una mano con lo scarico lento dell’acquaio. Perché se in Grecia ha vinto il “No” forse anche Salah ci ha detto no perché non voleva essere pagato in euro. Poi devo confessare anch’io di avere certi impulsi, anche se a differenza dei 60 contestatori, il mio irresistibile impulso non è tanto di invitare la società a spendere, ma quanto di dire che è smesso di piovere da più di due settimane a tutti i turisti con l'ombrellino per il sole. Perché io li sfido, quando alle due giro per piazza del Carmine senza una bottiglia d'acqua. E tutto per fare un dispetto a Studio Aperto. Quando cioè è calda anche l'acqua fredda, quando scrivo di oceani di sudore che ho creato affinché tu nuotassi fino a me. Il caldo da noia anche alla poesia, è per questo motivo che la squadra oggi parte per Moena. Insomma, se Maometto non va alla montagna è solo perché è alta stagione. E a proposito della fiducia richiesta da Pradè, penso che intanto poteva andare alla gelateria “La Carraia” perché nessuno ha più fiducia in te del gelataio, quando per mangiare un cono ti consegna un solo tovagliolo. Certo che oggi è più difficile ricevere un “No” dal Salah di turno, gli zaini trolley hanno rovinato le nuove generazioni, mentre portare 15 kg di zaino sulle spalle temprava il carattere. Secondo me la frustrazione si dovrebbe poter scaricare anche dalla dichiarazione dei redditi, e come dice Sousa “Da un problema può nascere un opportunità”, così se la Grecia fallisce per davvero possiamo prendere Tsipras a parametro zero.