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martedì 30 giugno 2015

1.312

Vorrei tranquillizzarvi sul fatto che parlavo da solo anche prima di aprire il blog, è solo che qui ho affinato la tecnica. E così anche ieri sera mi sono ritrovato nella camera di un albergo a fare considerazioni a voce alta, mi sono convinto cioè che tanto non mi affeziono facilmente ai giocatori. Poi però ho pensato alle eccezioni che confermano la regola, accidenti a chi cazzo avrà mai partorito questa formuletta, Salah potrebbe essere una di queste?. Come quelli amici che hanno la piscina privata, un’amicizia speciale che mi entra nel cuore e che a quel punto può durare anche fino a 3 mesi. Poi l’estate finisce, le giornate si accorciano, l’acqua diventa fredda, e così anche i contratti arrivano a naturale scadenza. Sono a 1.312 che non sono euro e nemmeno dracme, ma semplicemente metri, sempre Merkel permettendo. Parlare da solo in una stanza d’albergo serve, ho capito infatti ieri sera verso mezzanotte che sta fallendo la Grecia. Distratto dalla vicenda dell’egiziano avevo creduto che volessero bandire dall'Unione Europea la gricia, e mi sarebbe dispiaciuto tanto perdere così l’antenata della pasta alla amatriciana. 1.312 perché non potevo più scrivere poesie con questo caldo e allora sono venuto fin qua, anche se bisognerebbe aiutare l'ondata di caldo africano a casa sua. E’ una giornata troppo piena di aspettative quella di oggi per restare a Firenze, là al livello del mare in una città che ne è priva, mi sarebbe sembrato proprio il modo più facile per incentivare la beffa, proprio come quella volta che andai ad un concerto dei Placebo, ma non erano loro veramente. Poi ti ritrovi con un Mattia Destro che ti sta anche sul cazzo. Si è vero, anche senza il rinnovo di Salah la stagione partirà lo stesso, potrebbe essere un mercato delle idee, per esempio la Grecia potrebbe ripartire cambiando nome e diventando “Eredi Grecia nuova gestione”. E’ vero che parlo da solo, che ho una qualche autonomia di pensiero, così nessuno nella vita può dirmi cosa fare, finché la Rita non si sveglia. E allora in sua assenza ho pensato a qualcosa per la Grecia ieri notte, potrebbero mettere la pubblicità sugli spazi bianchi della bandiera, eliminare la feta che tanto fa cacare, spostare in Grecia la produzione della Volkswagen, cambiare il nome al debito e chiamarlo “Odissea”. Chiedere a Briatore di aprire un Twiga anche ad Atene. E mentre i pescatori greci potrebbero farsi pagare per trombare le nostre ragazze in vacanza con le amiche, mentre cioè anche Salah decide con comodo, un’ ultima idea dal mercato dell’idee nel caso decidesse di non rimanere, sarebbe quella di alzare i bancomat. E poi 1.312 non è un numero messo lì a caso, ma è il risultato proprio dopo aver rivalutato il Pi greco a 4,18.

lunedì 29 giugno 2015

All'analista piace il lampredotto

Salah non può essere stata una breve storia, come breve è quella coniugale che si consuma dal momento in cui il Bambi chiede dove sono le mutande, e quello nel quale lei risponde che sono dentro il cassetto delle mutande. Oggi andrò a parlare male di voi con la mia analista se qualcuno non mi spiega cosa stiamo aspettando. Perché dopo la proposta “Da manicomio” della Fiorentina all’entourage dell’egiziano non si è preteso subito una risposta? Non vorrei che a Salah ci volesse quanto alla moglie del Salucci che dopo anni di buddismo ha scoperto che per ottenere la pace interiore non c'era niente di meglio di un digestivo. E già immagino che dopo questo toccherà al tormentone Mario Gomez, del resto per non farci mancare proprio niente, la spiaggia è piena di gente che parla dell’emergenza “migranti greci omosessuali”. Insomma, Berta filava, Gianna aveva un coccodrillo ed un dottore, Mary è andata via, Alice guarda i gatti, Luca si buca ancora, e Babacar e Bernardeschi? Il compito dell’analista è quello di far scattare certi meccanismi psicologici tali da farti capire che la vita non finisce certo con la partenza di Salah, e lei lo fa con argomenti convincenti, a volte anche autoreggenti. Spesso velati. Le piace il nero. E poi sono argomenti così velati che alla fine invece che con la solita sigaretta finiscono davanti al lampredottaio di Porta Romana. Così, seduta dopo seduta, panino dopo panino, continua ad elencarmi quali sono le cose veramente importanti in una squadra che si rispetti. Quali i delicati equlibri da rispettare all’interno di uno spogliatoio. E’ partita con la psicologia di base tipo il senso di appartenenza, poi  “L’importante è la maglia”, per terminare su “A Firenze si è abituati a soffrire”. Quando però l’ho minacciata di non pagarla perché questa per me era psicologia spicciola più che base, cose che in piazza Santo Spirito già si sanno semplicemente andando dal medico di famiglia o parlando con lo spacciatore, ha cominciato a cercare differenze più sottili delle sue calze tra l’avere e il non avere l’egiziano in rosa anche nella prossima stagione. Sempre più sottili come certe polveri, per liberarmi da blocchi psicologici più subdoli di quelli del traffico. Alla fine ce l’ha fatta facendomi notare quella sottile differenza che c’è tra "metto un po' di olio solare" e una focaccia ligure. Così per me adesso Salah può anche andarsene se proprio gli fa schifo la proposta da manicomio. Morto un papa se ne fa un altro, questo è quello che ho imparato, il vantaggio di andare dall’analista. Così come del resto grazie a lei ho capito che l’abito non fa il monaco, e oggi guardando il Bambi che è un omone grosso e dalla fisiognomica tipica dell’ergastolano medio, uno che porta sempre l’eskimo a dispetto dei santi, grazie alle sedute dall’analista, guardandolo meglio ho capito che pure lui unisce i puntini numerati quando va al mare. Ho capito che è importante prendere delle decisioni, belle o brutte, ma bisogna prenderle velocemente e con coraggio. Fosse per me con questa nuova sicurezza che ho raggiunto grazie al suo lavoro profondo, anche con i greci tutto sarebbe più semplice. Se non ci pagano il debito, gli pignoriamo il Partenone e ci facciamo dentro “Pizzeria Bella Acropoli”. E alla fine andare dall’analista è diventato il mio sport preferito, perché con lei ogni tanto mi arrampico anche sul monte di Venere.



domenica 28 giugno 2015

Il Bambi e dintorni

Ci sono tifosi Viola che per paura dell’addio di Salah si rifugiano nella fantasia. Io no e neanche mia moglie Scarlett Johansson. Già se ne è andato Montella, Baba è lì che deve ancora rinnovare, e così dopo la voce di Bernardeschi al Sassuolo anche il Bambi ha perso la fiducia. Mi ha chiesto di fargliela squillare. La sua compagna gli ha dato l’ultimatum intimandogli  di smettere di pensare sempre al calcio, indicandogli la porta a mo’ di minaccia. E' stato  a quel punto che lui ha preso posizione e a gran voce l’ha invitata a crossare. Il dopo Montella lo terrorizza, l’ultima volta che ha provato a vedere nel profondo del suo animo dove si nascondono le paure più ancestrali, era il tempo dell’addio di Prandelli per intendersi, ci ha ritrovato un vecchio accendino di quando ancora si faceva le canne. L’unica cosa che lo distrae dal mercato della Fiorentina è il referendum dei greci, la piccola Grecia che sta per abbattere il mostro Bruxeelles lo fa sentire a casa, tanto che sta ritirando fuori anche un suo vecchio cavallo di battaglia di quando invitava tutti gli uomini Diladdarno a unirsi e lottare affinché gettare l'immondizia fosse considerata un'occupazione faticosa come lavare, pulire, cucinare e stirare. Il probabile abbandono della moneta unica come via d’uscita della Grecia, sommato alla conferma di Salah potrebbe riportarlo a srotolare nuovamente una sua vecchia utopia riposta in soffitta dopo che gli si sono ribaltati certi valori. E riproporre così il suo mondo ideale e perfetto, dove invece che la pace, la libertà e la vita, dovremmo avere solo la necessità di proteggere la frittura di paranza dalle invasioni degli anelli di totano. Dopo che il suo è diventato un mondo al contrario, tutto per una scelta sbagliata, peggio ancora di quella pur dolorosa dell’eroina. Da quando cioè ha montato le zanzariere e si è accorto che non passa più una zanzara. Insomma che rimangono tutte dentro. L’altra sera, prima ancora che uscisse fuori l’orgoglio greco, e quando non c’era nemmeno l’ottimismo di oggi sulla vicenda Salah mi ha confessato di credere poco anche nell’amicizia tra uomo e donna, e di credere invece molto di più nell'amicizia tra uomo e Telepass. Che diventare vecchi non sarebbe neanche male, ma se fossimo un Brunello di Montalcino. Mentre Vincenzo Guerini non è più neanche Club Manager, ma solo addetto alle relazioni esterne con i Viola Club. Il Bambi è un uomo molto semplice, delle tragedie greche gli piacciono le olive, e a proposito delle sue ricette di vita, guardare e non toccare è una di quelle per essere infelici.






sabato 27 giugno 2015

Il gazpacho aspettando Salah

Se Bertolacci vale 20 milioni significa davvero che sono fatto della stessa materia nella quale sono stato bocciato. Almeno il Milan è stata rimandato a settembre per cercare di fargli recuperare il debito. E’ un buon giocatore, si, ma anche il caldo fa mille morti in Pakistan e questo non vuol dire che agli americani converrebbe bombardare con le termocoperte. Anzi, forse questo è l’unico caso nel quale Bertolacci vale davvero 20 milioni. Faccio grandi passi falsi in avanti e per questo non mi tornano i conti. Sopravvalutazione? Forse. Anche se per me ha sempre avuto un sapore diverso la sopravvalutazione. Ricordo quando mi piaceva la Beatrice, mora da tutte le parti, con gli occhi verdi, magra ma non dappertutto perché le poppe erano veramente generose, poi lasciò i bordi della pizza. Forse la valutazione di un giocatore è imprevedibile, ma se ci penso bene, ai tempi della Beatrice anche la traiettoria del Super Santos mica scherzava a Porta Romana. E poi se il calciomercato è drogato c’è sempre il gelsomino aggrappato alla ringhiera della terrazza come se avesse paura di volare di sotto. E con le esalazioni da gelsomino anche il piombo si fa leggero. Forse Galliani a prescindere dalle esalazioni è solo di fuori come una terrazza. Inizialmente il copione della mia vita l'avevano offerto a un altro che naturalmente ha rifiutato lasciandomi qua a preparare il gazpacho mentre aspetto notizie su Salah. La scelta di una zuppa di verdure crude viene fatta proprio per evitare che si freddi mentre aspetto. Il gazpacho è il più indicato per gli slittamenti. E poi menomale che c’è Bertolacci, altrimenti ci dovremmo rifugiare in questi improvvisi cambi del tempo che alla fine sono utilissimi perché la gente non saprebbe come iniziare una conversazione. Pensando a Sabatini, forse a Roma gridano al miracolo per quei 20 milioni, neanche il Bambi davanti alla sua compagna che ha le mani bucate. Mentre la Rita è lì che si risente quando anche io sono lì che invece mi meraviglio delle quotazioni strampalate dei giocatori, e intanto il mondo sembra andare a farsi fottere. Ho dovuto rassicurarla, non tanto sul fatto che i Della Valle non spenderebbero mai quei soldi per un giocatore come Bertolacci, ma per il fatto che a noi l'attacco dei terroristi islamici in una fabbrica non ci deve spaventare. Da noi non ci sono più le fabbriche. L’unica cosa buona di tutta questa vicenda è che finalmente si parla di un giocatore italiano, quindi facile da pronunciare anche in Santo Spirito. Non certo come il gazpacho. Oppure come i nomi associati alla Fiorentina. Come si chiama l'ultimo?...Clit...Cliter...Clitor... Si insomma, ce l'ho sulla punta della lingua.




venerdì 26 giugno 2015

Non vedo scie chimiche all'orizzonte

Diciamocelo chiaramente e prima ancora che le cose trovino parcheggio, l’eventuale perdita di Salah sarebbe gravissima. Come trovare le ganasce alle ruote. Le giustificazioni lascerebbero il tempo che trovano e qualsiasi esse fossero già adesso posso equipararle a coloro che invece di comprare i preservativi virano più realisticamente sui Kleenex. Oppure saranno foto di gente apparentemente in vacanza a giugno su grandi barche, ma in realtà sono solo clandestini. I tifosi Viola sono dunque destinati a trovarsi davanti alle decisione di qualcun altro, mai che possiamo incidere in qualche modo sul nostro destino. Questo ci è permesso solo al mare dove possiamo decidere se parlare con la gente e quindi  fare nuove amicizie, o trattenere il fiato per non far vedere la pancia. Se Salah ci tiene sulle spine non posso pensare che per le cose importanti ci vuole tempo. E ce ne vuole tanto. Perché poi finisce il fine settimana e non posso nemmeno sedermi davanti al mare e osservare. Aspettare. Sorridendo nonostante me. Perché a Firenze non c’è il mare. Vorrei invece tutto subito da questa estate, l’annuncio cioè che il miglior acquisto sarà la conferma dell’egiziano, in modo che così possiamo uscire in strada esultando come Tardelli. E non può essere veramente estate fino in fondo se non partiamo dalla sicurezza di rivedere con la maglia Viola il giocatore che più di tutti accende le fantasie, altrimenti sarà solo un’estate scandita dai servizi di Italia Uno sui ghiaccioli di frutta che fanno leccare agli animali dello zoo. Senza più Salah il fondo non lo avremo toccato, ci avremo fatto la scarpetta. Non ci giriamo tanto intorno perché dopo ci vuole anche il Polase, ma il trasferimento di Salah in un'altra società avvierebbe un effetto domino senza precedenti, anche i barboni che stanno ancora sui marciapiedi a quel punto si trasferirebbero direttamente in Grecia. In serata Firenze era già naturalmente divisa, schierata o con la parte ottimista che si vantava della volontà tutta rinascimentale dei Della Valle di acquistare subito il giocatore come segno di forte rilancio, o con l’altra parte, quella delle scie chimiche che invece sosteneva che la voce dell’acquisto immediato veniva fatta circolare a mo’ di manfrina per dimostrare che la Fiorentina avrebbe fatto di tutto per tenerlo, e l'ingrato traditore sarebbe come sempre il giocatore. Il cielo sopra Firenze in questi giorni è di un colore bellissimo, non si vedono scie chimiche, o forse non voglio vederle, perché già ci sono quei bar che per pranzo hanno come clientela solo avvocati e bancari. E in quelli la verità la riconosci subito dalle risate registrate in sottofondo.



giovedì 25 giugno 2015

Il Bambi è meno preoccupato

Quando gli amori fanno giri immensi e rischiano di non tornare perché slittano, a Firenze si comincia a sperare nella riconoscenza, anche se non sempre ha la trazione integrale. Vorrei quindi ricordare a Salah che se non avessimo aperto le frontiere non avremmo mai visto all'opera Eva Henger. In modo che lui non possa essere considerato ingrato come l’Ungheria. E se va via Salah il segnale sarà chiaro a tutti, non stiamo sulla faccia della terra, ma gli stiamo sul culo. Il Bambi è meno preoccupato; “Tutto passa, anche l’uva”. Menomale che in Santo Spirito si è festeggiato il trionfo dei Bianchi sui verdi per 4 caccie e mezza a mezza. Si perché si cambiano persino le mogli ma la squadra del tuo quartiere mai, e la stessa fedeltà la ritrovo solo quando infilo la chiavetta Usb sempre nella solita porta. Sono fedele ma allo stesso tempo aperto, non sono contrario per esempio al matrimonio tra donne, e penso romanticamente che possono aumentare sensibilmente le possibilità di far prendere il bouquet, se come penso lo lanciano entrambe. Niente da dire neanche sull’uso dell’aceto balsamico che si sposa con tutto. E in attesa di sapere se Salah rimane, in una città senza il mare ti accontenti della luna. Il Bambi è meno preoccupato; “Si sono lasciati persino Sara Tommasi e Andrea Diprè. Come fa uno a credere nell'eternità dell'amore?”. Menomale ci sono i Bianchi che non tradiscono mai, e non come certa gente superficiale che spende centinaia di euro tra palestre e tatuaggi, poi invece di scendere in piazza Santa Croce e giocarsela, vanno al mare e si esibiscono in tuffi di testa col naso tappato. Santo Spirito straborda di gioia, anche i bambini partecipano alla festa di quartiere, così mi sono reso conto che le prime parole dei bambini sono quelle sentite di continuo. I nati nel 2015 anziché "Mamma" già dicono "Da agosto la Champions è su Mediaset". Il Bambi è meno preoccupato; “Pensa al Milan che risponde all'acquisto di Kondongbia ingaggiando Veronica Lario per 16 milioni l'anno”. Poi la festa si ubriaca non solo di gioia, e quando uno beve si sciolgono anche i cuori dei traditori, ho conosciuto l’inventore dell’Autan che mi ha confessato di aver venduto l'antidoto sottobanco alle zanzare. Un comportamento da stigmatizzare al pari del nuovo scandalo Catania. Quando si beve anche le dichiarazioni d’amore sono più belle, ne ho rubata una in mezzo al frastuono della felicità, lui che chiede di rispondergli solo sì o no alla fatidica domanda se lo ama, e lei che risponde emozionata “Sì o no”. Il Bambi è talmente meno preoccupato che ad un certo punto si è messo a provare qualche elegante passo di danza, e ho capito che il suo partner immaginario era Salah, invitato alla festa dei Bianchi ma non come pensavo io per fargli vivere la gioia del quartiere, per coinvolgerlo e strappargli un si o no, ma per insegnargli il passo che abbiamo inventato proprio in Oltrarno quando ci rispondono picche. “Fai perno sul piede, piega le ginocchia, imprimi una lieve rotazione al bacino e vai affanculo”.



mercoledì 24 giugno 2015

Il Patron-o

E' un San Giovanni pieno di scie chimiche quello che si affaccia sui cieli della Fiorentina, pieno di amori che fanno giri immensi e poi ritornano. Un San Giovanni dove tutte le ricette cominciano con "fate rosolare le verdure precedentemente tagliate". E allora sarebbe arrivata l’ora che Pippo Russo ci riveli anche questo di mistero; ma chi cazzo l’ha tagliate? Ringraziamo invece Bucchioni che ci ha finalmente rivelato cosa aveva portato agli orali il figlio di Calamai;  la merenda. Un articolo il suo, più pirotecnico dei fuochi. Noi tifosi Viola siamo degli incoscienti, cerchiamo di capire i programmi, dove andrà Salah, capire se la coscienza va con i bianchi o con i colorati. Mentre i portoghesi ci portano fuori strada, ci depistano, e così quando le nostre donne riusciranno ad aprire le bottiglie da sole, a quel punto saremo diventati veramente inutili. Il Bambi è su tutte le furie con questa storia che Sousa legge Pessoa e Tabucchi, come se noi di San Frediano fossimo degli ignorantoni, quando invece lui ha semmai il problema contrario, cosa che posso testimoniare essersi palesata prima ancora che sbarcasse il portoghese istruito. Al Bambi piace così tanto leggere che non può possedere una donna da dietro, se questa ha una scritta tatuata sulla schiena, perché si distrae. Meglio le scie chimiche sui cieli di San Giovanni che immagini terribili come quella di Salah all’Inter, oppure quella di Mastrota che a casa tromba nella vasca con lo sportello. Molto meglio la presentazione delle maglie in Santo Spirito, nel filetto della città, dove solo ai vegani che si emozioneranno non sarà consentita la pelle d’oca. E poi penso con orgoglio che da noi i contratti si rispettano, come il codice della strada, e che non sarebbe mai potuto accadere che Peter Cech passasse all'Arsenal per 11 milioni di sterline e non al Napoli, perché lì se indossi il casco pensano subito a una rapina. E’ San Giovanni e vogliamo sperare in un mondo migliore, senza Montella, ma anche che il nostro Patron faccia qualcosa per esonerare le donne con i sandali e senza smalto. Oggi è festa a Firenze, si giocherà la finale del Calcio Storico tra Bianchi e Verdi, e per ribadire che questa non è una giornata come tutte le altre, in Santa Croce non ci sarà il defibrillatore, ma in caso di necessità verrà utilizzato il profumo del ragù. Come in tutte le giornate di festa che si rispettino. Per San Giovanni non solo i fuochi, è una giornata che anche nei momenti difficili è capace di esprimersi con una giocata spettacolare. Può succedere che credi di aver trovato parcheggio e invece c'è una Smart, allora è lì che per San Giiovanni anche nella tua testa la sfortuna segna un gol in rovesciata.
 




martedì 23 giugno 2015

Difendo a zona la famiglia tradizionale

Se a Genova sono per le famiglie allagate, io difendo la famiglia tradizionale. Così ai miei nipoti, prima ancora della conferenza stampa di Paulo Sousa, racconterò di quando stavamo diventando la prima potenza mondiale, ma poi sono arrivati gay, negri e olio di palma a rovinare tutto. Ormai non si sa cosa sia più pericoloso in città, tra le scie chimiche, i lavori per la tramvia e il clan dei portoghesi. Qualcosa che non torna c’è davvero, se pensiamo che i “Braccini” si sono circondati di gente famosa per entrare senza pagare. Alla fine basterà solo un po’ di spirito d’osservazione, come se dicessi “Tipi da spiaggia. Cappello di paglia, camicia bianca aperta, occhiale specchiato, tatuaggio, piercing all'ombelico, panza. Trovate l'intruso". Per me l’intruso era Montella, non a caso si è saputo solo ieri che già allora era stata solo una seconda scelta. Adesso che abbiamo la soluzione non ci resta che vincere. Basterà scorrere i risultati della prossima stagione per capire la bontà di questo nuovo ciclo, devo confessare però che la prima cosa che ho pensato dopo il comunicato ufficiale della società che annunciava la conferenza stampa di ieri alle 19, è stata “Chissà se a Formentera esiste il lunedì”. Circostanza che avrebbe fatto slittare la conferenza stampa di un altro giorno, e non solo di una mezz’oretta abbondante. E se ancora non riesco a fare una dichiarazione d’amore al nuovo allenatore della Fiorentina, è solo perché sono timido. Con chi invece ho una certa confidenza mi lascio andare, le parole escono fluide e piene di carica erotica. Tipo: “Le mie mani scorrono sulla tua pelle, fermandosi là dove ci sono avvallamenti e anfratti, dove si celano doni dimenticati. Ti amo, divano”. Ecco Paulo, ti basterà anche una sola vittoria contro la selezione di boscaioli di Moena per conquistarmi il cuore. Sono un tifoso di facili costumi io. Una volta quando si entrava in casa di qualcuno usava chiedere permesso, poi sono cambiate certe modalità e si è passati a chiedere su quale presa attaccarsi per caricare il telefono. Oggi quando entra qualcuno in casa, almeno in San Frediano, non c’è più quella sana paura dei testimoni di Geova, temiamo i portoghesi che parlano con quell’accento che sembrano tutti Rui Costa. Temiamo che usino diversivi come il Fado per entrarci in casa, mentre invece ringraziamo Ing Direct che ci chiede il codice di sicurezza per pagare la Tasi. Bisogna stare attenti con questi porteghesi più ancora degli hacker che ti pagano le tasse. Perché alla fine magari ti fanno vincere anche una Coppa Italia e tu non esci per strada a festeggiare per paura che ti occupino la casa. Mentre gli altri festeggiano tu stai lì abbarbicato alla tua famiglia tradizionale, e per non uscire con la sciarpa Viola accampi scuse come fossero Rom. Adesso che si sono paventati tra di noi il rischio è quello che vorranno correggerci anche la “C” aspirata, non solo riempirci la bacheca, e se fallisce la Grecia, al Classico inizieranno a far studiare ai nostri figli una lingua utile tipo il portoghese.



lunedì 22 giugno 2015

Prosciutto e melone

Anche ieri ho fatto il solito esperimento folkloristico che ormai faccio tutti gli anni, l’estate inizia con il "solstizio", che, in astronomia, è quel giorno in cui per pranzo trovi prosciutto e melone. E’ una sorta di “Scoppio del carro” casalingo, perché se il melone è dolce e maturo al punto giusto, l’equivalente della colombina che deve tornare indietro all’Altare Maggiore, allora sarà una bella stagione per la Fiorentina. Non a caso oggi alle 19 ci sarà la presentazione di Paulo Sousa, e ci saranno anche le prime parole della Fiorentina dopo l’esonero di Montella. Quando inizia una storia la mia domanda rimane sempre quella, chissà se gli opposti che si attraggono vanno d'accordo con chi si somiglia si piglia. E’ stato un lungo corteggiamento, e alle donne piace il fascinoso portoghese, speriamo che piaccia anche a noi e non succeda come sempre che le donne ingigantiscono tutto tranne quando farebbe comodo a me. Un tema questo che ha movimentato la serata di ieri, moscia come tutte quelle dell’estate del Bambi da quando fa il segno sul calendario e non esce più dopo le 13 perché ha paura d'incontrare quelli di Studio Aperto che lo riprendono mentre beve dalla fontanella. Ieri sera la sua compagna dopo essersi accorta che la conversazione ristagnava perché non eravamo in grado di fare alcuna valutazione tecnica su Sousa, ha cominciato a fare apprezzamenti di natura estetica. Il Bambi non è geloso di lei perché secondo una sua strana teoria, non c’è da avere paura di quelle donne come la sua, che manifestano apertamente di apprezzare le fattezze di certi uomini, lui teme molto di più quelle introverse, quelle che affermano di avere il mare dentro, perché secondo lui hanno semplicemente bisogno di pesce. Oggi il Bambi è sereno anche se per raggiungere questa tranquillità è stato costretto a bere molto, e ha cominciato proprio dal giorno che si è lasciato con una che aveva l’oceano dentro, beve cioè da quando si è lasciato, tre anni fa, con la panterona delle Caldine. Non avevo mai visto qualcuno festeggiare così a lungo. Sono contento per il Bambi, anche se la nuova compagna vuole sempre mettere bocca su tutto, e dopo Paulo Sousa parlavamo di questo modo tutto fiorentino di dividersi come succede anche sul blog, lui non sopporta gli schieramenti come tra i montelliani e gli anti, e non aveva finito di dire che le etichette gli stanno sulle palle, che subito è intervenuta lei sostenendo che si fosse messo le mutande al contrario. E prima di rivelarvi com’era il melone, devo confessarvi che non faccio molto moto e  che a volte la cyclette è solo un attaccapanni in incognito. E anche che per non sentirmi a disagio prima di andare in spiaggia compro i chewing-gum per farmi i tatuaggi-trasferelli. Insomma, quello che conta nella vita non è tanto scegliere la giusta colonna sonora, perché anche il film più brutto si salva se la musica è quella giusta. O se è doppiato da Buster.  Ma la cosa più importante in assoluto è scegliere il melone giusto. Era dolce.


domenica 21 giugno 2015

Giorgio

E’ il primo giorno d’estate e vi do per certo che le donne con le Birkenstock sono già tra noi. L’allenatore ancora no, ma questo è solo un dettaglio. Pensate se non ci fosse il primo giorno d’estate, sarebbe come dire che esiste davvero chi non usa il coperchio della padella come scudo. Perché alla fine il problema non era tanto capire se Kondogbia lo prendesse il Milan o l'Inter, ma capire chi cazzo è Kondogbia. Il primo giorno d’estate è una sicurezza come un infortunio di Pepito Rossi. Che poi non tutti gli infortuni vengono per nuocere, visto che per cercare il bello nelle persone bisogna romperle. Vorrei raccontarvi che stamani mentre leggevo la Gazzetta al bar è arrivata Scarlett Johansson e poi abbiamo fatto sesso, ma non posso, perché non ci credereste mai che ho trovato la Gazzetta libera al bar. Poi succede invece che ti contatta un vecchio “amico” di Fi.it, uno di quegli utenti per il quale hai sempre avuto un debole. Ci scriviamo, mi racconta qualcosa di se, ma non chi è. E così capisco perché avevo un debole. No, non è Scarlett Johansson, ma solo perché lei non segue la Fiorentina. Buster Milano si, lui è uno di quelli che tiene agli indiani anche il primo giorno d’estate. Lui non è solo un attore e un comico italiano, lui è fascinoso come tutti i primi giorni d’estate. E' un doppiatore. Ho sempre sognato di conoscere un doppiatore, che non è come vincere lo scudetto o l’EL, ma ci siamo vicini, e pensate se su Fi.it avesse potuto leggere i suoi commenti, avrebbe convinto anche Jordan che Neto ha già firmato per la Juve. E poi è arrivato prima lui di Paoulo Sousa, uno che ha doppiato film, miniserie, telenovelas, telefilm, serie animate, videogiochi e pubblicità televisive. E’ stato John Savage, Tim Curry, James Belushi, Richard Dreyfuss e mille altri. E’ stato soprattutto Stan Laurel. E voglio ricordarlo grandissimo come speaker di Dado Knorr nell’88 (“guarda un pollo”), un po' come la tripletta di Pepito alla Juve, Tommaso l’ha riconosciuto in mille videogiochi, io in mille pubblicità. Ha fatto cinema, televisione e teatro. Raffinato. Ecco, a rivederlo in certi pezzi a Zelig ho capito perché avevo un debole per lui. E se è vero che a tutti i poeti manca un verso, a lui è mancato di presentarsi davanti a Bisio e la Incontrada con la sciarpa del “Gruppo Chiava”, invece che con quella solita da personaggio fascinoso. Dopo che è andato via Montella, ma è tornato Buster, non sono più l'ottimista di una volta che si accontentava di vedere solo il bicchiere mezzo pieno, oggi sono addirittura convinto di asciugarmi con l’accappatoio in microfibra. La vita è bella per un tifoso Viola, anche se il culo e le poppe lo sono di più. Buster mi ha dato anche il suo numero di cellulare, e siccome sono una fava, adesso vi lascio con il dubbio che non sia stato lui ma Scarlett a lasciarmelo scritto sulla Gazzetta. Ve lo saluterò o ve la saluterò. L’unica cosa che non posso fare è svelarvelo quel numero di telefono, perché potrebbe rispondervi lei davvero e non parlando l'inglese vi mangereste le mani per tutta la vita. Peggio della semifinale di Coppa Italia persa in casa contro la Juve. Rimarrà un segreto come quando ho scoperto il segreto della felicità. Però è segreto.



sabato 20 giugno 2015

Gli spioni ci sono sempre stati

Un tempo c’era l’uomo nero, tra qualche tempo si userà Doyen, oggi quando vogliamo impaurire un bambino diciamo “Mangia tutto altrimenti chiamo l'olio di palma”. Ma come dicevo anche ieri, per me rimane in auge sempre l’uomo nero, che da quello che si racconta a Firenze potrebbe essere anche Cognigni, il mio calcio non cambia mai, un po' come fanno i bambini, leggono la stessa storia mille volte, conoscono a memoria il finale e si stupiscono lo stesso. Anche se io sono invecchiato e non esco più dopo le 21.30 perché ho il coprifuoco Beghelli. Ogni stagione riparte un’altra favola. So che qualcosa è cambiato, l'erba del vegano è sempre in tavola, e chissà che problemi hanno quelli che credono sempre a tutto quanto gli viene detto. E con "quelli" intendo io. A me basta vedere una maglia Viola, partire un nuovo ciclo come quando il nonno Gastone mi portava a vedere partire i treni alla stazione di Santa Maria Novella, mi basta qualche nuovo nome con il quale sognare partite memorabili, e se lunedì arriva davvero Paulo Sousa son convinto che non mi mancherà più neanche il periodo nel quale per sentirmi dire "bravo" mi bastava finire la pasta. Per me il calcio è molto semplice, se la Fiorentina vince sono felice, se perde mi rattristo, niente bilanci o fondi d’investimento, solo calendario, classifica ed eccitazione tipica della domenica mattina, in mancanza delle erezioni. Per me il rapporto tra economia e risultati si esprime al massimo nel verificare che anche quest’anno alla fine il Milan ha trovato il modo di superare l'Inter. Se è vero che la prossima stagione pagherà 3 allenatori contro i 2 dei cugini. Se la notte non dormo conto ancora le pecore, anche se da quando Tommaso è stato rimandato a matematica mi appare la sua professoressa che appena provo a contarle mi chiede somma, distanza percorsa e velocità degli ovini. Anche il Bambi usa ancora metodi naturali, ansia, caldo, zanzare, pulizia strade, lui ha sempre una bottiglia di Franciacorta in frigo per festeggiare quando dorme più di due ore di seguito. E comunque esagera davvero con il bere, non tanto per i solfiti, ho il sospetto che prenda delle anfetamine prima di andare a letto proprio per poter bere la bottiglia di Franciacorta. Poi è solito bere talmente tanta birra che durante la passeggiata con il cane, piscia più volte lui. Insomma, io sogno già la nuova stagione con gli occhi di un bambino, senza tanti retro pensieri, le cose belle del resto sono la famiglia, la Fiorentina e il mare, e ripenso alla gioia di quando arrivò Gomez, che potrebbe essere paragonabile solo a quella di quando porti il tuo gatto al mare, e appena vede la spiaggia penserà “Cazzo, questa si che è una lettiera”. E se è vero che riesco a vivere ancora la mia passione per la Fiorentina come quando ero bambino, per certi versi i tempi che cambiano mi feriscono in altro modo. E non mi riferisco a Neto che firma per la Juve, o all’esonero di Montella. Mi succede che compro un libro e spunta il banner di un libro, compro scarpe e spunta un banner di scarpe, conosco una ragazza e ti spunta enlarge your penis. Poi però penso che gli spioni ci sono sempre stati.
 


venerdì 19 giugno 2015

Ho più tatuaggi di Vargas

Per un tifoso Viola di San Frediano come me la vita si fa sempre più dura, l’unico punto di riferimento certo ormai rimane solo il lampredotto. Sai dove trovarlo, sai che sapore ha e sai quanto costa. Sono finiti i bei tempi quando bastava cambiare un allenatore che subito ne arrivava un altro, gli avvicendamenti erano alla pari o al massimo potevi trovare Paolo Ferrari che in cambio del Dash ti offriva due fustini. Ma tutto sempre molto chiaro. Inzuppato nel brodo o meno, oggi invece con le Ferrari si schiantano. E si parla di mercato fatto dai procuratori e non più dai direttori sportivi, si parla di Doyen ma non si capisce bene quale siano le attività di cui si occupa, sicuramente una società specializzata in cose vicine al pallone, a occhio e croce dovrebbe trattarsi di un’organizzazione che muove i soldi anche nel mondo del calcio. Ma in San Frediano di logistica non ne sappiamo abbastanza. Purtroppo le nostre difficoltà di quartiere aumentano più si allargano i temi trattati dall’opinione pubblica. Parlavo ieri con il Bambi del problema dell’immigrazione, e da quello che abbiamo capito ci sembra che l'Italia combatterà gli scafisti con l'aiuto dell'intelligence inglese. Al Bambi è venuto subito in mente il titolo dell’operazione: 007, una cascata di migranti. Sarà che stiamo invecchiando, e non riusciamo più a stare dietro alle cose che cambiano. A nostro favore c’è rimasta solo l’esperienza che almeno io uso in modo artato proprio per nascondere la mia inadeguatezza ai nuovi standard estetici. Quando mi chiedono se ho dei tatuaggi tipo Vidal o Vargas, annuisco mostrando un punto a caso sulla gamba, e se mi si contesta di vedere solo dei peli, rispondo che è il tatuaggio di un tappeto. E con questi mezzucci mi salvo. I tempi cambiano e fatico a stargli dietro, la gente cerca sempre di avere l'ultima parola, mentre a me interessa ancora solo riuscire ad avere l'ultima pizzetta. Trovo ammirevole chi cerca di capire cosa faccia Doyen Sports Investments, così come la disinvoltura delle americane nell'indossare i pantaloni bianchi è altrettanto ammirevole. Io mi rifiuto e preferisco passare da bischero. Per me il calcio rimane ancora una passione pulita, maglia Viola, gioia o scoramento. Punto. Così come alla stessa maniera per me a quelli del nord il cibo del sud sembra più buono solo perché da loro cenano alle 19 e quando vanno giù, alle 21 stanno morendo di fame. Io rimango un tifoso terra terra, lontano dai giochi dei procuratori, dagli esperti di bilancio, non faccio l’allenatore avanza tempo, anzi chiedo a tutti quelli che vedono un ridimensionamento dei programmi, o una carenza nella preparazione atletica delle squadre di Montella: “Che pacchetto Sky avete?” Diciamo che sono un tifoso alla vecchia maniera, magari non capisco molto di sovrapposizioni o fondi d’investimento, e ancora mi meraviglio quando trovo lo champagne in un distributore automatico, ma non mi spavento davanti ai problemi, e se c'è qualche ragazza che mi vuole passare la sua patata bollente, eccomi.




giovedì 18 giugno 2015

La prossima panchina

Nei blog alla fine succede quello che accade anche nella vita, eccetto lo smog. Nascono simpatie che poggiano sostanzialmente sulla condivisione dei punti di vista, e così si formano capannelli di montelliani che guardano in cagnesco capannelli di antimontelliani, gruppuscoli di dellavalliani ed antidellavilliani che vivono da separati in casa. E così è stato per Montolivo e Neto, per Cognigni, per Ramadani, per i portoghesi, per Doyen, per i nostalgici di Romulo e per il lampredotto si lampredotto no. Nella vita succede la stessa cosa, per questo motivo vorrei conoscere la persona che mi ha rubato sabato il carrello della spesa, pieno. Perché? Se abbiamo gli stessi gusti, penso sia un bene conoscerci. Sicuramente anche lui sarà un montelliano. Spesso si creano dinamiche e schieramenti che ti fanno apparire anche più antipatico di quello che in realtà sei veramente, e comunque per tranquillizzare chi non apprezza Bucciantini come me, se non piacciono i miei difetti, ne ho anche altri. Hai voglia a quarti posti e semifinali sparse, il  problema è che gli esami non finiscono mai, si riparte con un altro ciclo? No, intendo dire che dopo diventano quelli delle urine e del sangue. E poi faccio ammenda se alcune volte scherzo col fuoco della passione, e allora cito il Bambi, la Marta, oppure esalto troppo le nostre tradizioni tipo l’uso intensivo della salsa verde sul lampredotto, e non promuovo adeguatamente come invece dovrei, usi e costumi marchigiani come il Varnelli dentro al caffè. Purtroppo mi dimentico spesso di cambiare il pannolino al bambino che è in me. Poi visto che siamo abbastanza prossimi, devo pensare anche a cosa regalare a colui che il sistema rileverà essere stato il milionesimo visitatore del blog, e a proposito di esami che non finiscono mai, avrei pensato all’esenzione del ticket. Per ritornare invece agli usi e ai costumi, so per certo che i marchigiani oltre alle nuove maglie stanno buttando sul mercato un tipo di ciauscolo per vegani, ha lo stesso sapore di quello fatto col maiale, però consente al vegano di guardare gli altri con un senso di superiorità etica. Insomma, a Firenze ci troviamo nella scomoda posizione di chi aveva un allenatore sotto contratto e l’ha mandato via per cercare un altro allenatore sotto contratto con un società che non lo voleva mandare via. Alla fine chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti e chi ha entrambi è celiaco. Non so più cosa pensare di questa vicenda, se è più faticoso abbandonare un allenatore oppure i  gruppi WhatsApp, diventato quasi un secondo lavoro ormai. E per la serie “Guardiamo avanti positivamente” vi invito a non lamentarvi troppo se il nuovo allenatore arriverà solo oggi, e a pensare a quali tempi sareste andati incontro se si fosse trattato di aspettare la vostra ragazza. E adesso per dare l’ultima accelerata, forse basterebbe solo che qualcuno desse il colpo d'alito sulla punta dell’aereo sul quale si deve imbarcare. Intanto in città emerge un altro malessere, altro che Mafia Capitale, altro che Pitti Uomo, altro che insofferenze dovute all’attesa, il mal di gola in questo periodo assume le dimensioni dell’epidemia, a riprova che la lobby delle maglie della salute, con ai vertici le nostre mamme, è potentissima e vendicativa più ancora dell’asse Cognigni-Ramadani.


mercoledì 17 giugno 2015

Penso ai Bianchi invece che ai Viola

Oggi voglio essere addirittura propositivo, abbandono il ruolo del tifoso passivo in attesa che prima o poi trascorrano le fatidiche ore decisive per Longo, e penso al Calcio Storico. In città il malessere sale perché i giorni passano senza che arrivino novità, forse oggi parlerà ADV e forse no. Forse parlerà, forse arriverà. Tutto forse. Le uniche certezze sono Pitti Uomo e i mutui a tasso fisso. Ma intanto con i Bianchi una finale l’ho raggiunta anche quest’anno. E se la parola chiave non è più “lampredotto” ma “chiarezza”, vorrei ricordare alla società che le persone più chiare oggi sul mercato, ancora più di Rogg, sono gli albini. Mi sorge quasi il sospetto che siano rimasti bruciati dall’epilogo del caso Neto e che a forza di rinviare qualcuno stia pensando di diventare il nuovo portiere. Arrivare ad effettuare delle scelte è tanto più complesso a seconda di quante sono le teste  che devono prendere certe decisioni. Ma non è solo il numeroso organigramma in se a prevedere una certa macchinosità, potrebbe essere molto più complesso di quello che sembra. La Rita per esempio ha sei shampoo diversi nella doccia, e se ogni volta mi chiedo quante teste abbia mia moglie, oggi a maggior ragione mi chiedo chissà quanti shampoo ci saranno nelle docce del viale Fanti. Che poi per me il discorso dello shampoo è oltretutto una beffa, delle volte chiedo proprio alla Rita di farmi squillare i capelli perché non li trovo. Non mi interessa se la Fiorentina è rimasta l’unica società ancora senza allenatore, come sempre rimango un inguaribile ottimista, e dopo il dolore dell’esonero di Montella anche un inguaribile reumatico. Capelli o non capelli, dolori o non dolori, 50 anni suonati o non 50 anni suonati, ancora mi difendo. Non per vantarmi ma la ragazza della lavanderia mi ha strizzato l'occhio. E io voglio essere felice soprattutto per voi che mi sembrate sul pessimismo andante, perché quando sei felice, tutte le persone intorno sembrano felici. Quando sei triste, tutte le persone intorno sembrano felici. Il fatto che ancora non c’è  l’allenatore dimostrerebbe che la Fiorentina non aveva pianificato affatto l’arrivo di Paulo Sousa, e che quindi pensasse davvero di riattaccare i cocci del rapporto con Montella. Il piano B non c’era perché la volontà era quella di proseguire con il tecnico napoletano, poi forse Diego ha scelto diversamente, e oggi la Fiorentina si scontra proprio con le difficoltà tipiche dei contratti da rispettare. O forse il ponderare le scelte è solo il marchio tipico della società, sinonimo di garanzia circa la serietà quando si devono fare determinati passi. Ho solo qualche perplessità, se penso che l’altro giorno mentre camminavo una fica pazzesca mi ha salutato, sono rimasto basito e quello dietro di me prima l'ha abbracciata e poi baciata. Visto a non essere veloci?






martedì 16 giugno 2015

Anche a 50 anni suonati

Se riusciamo a stringere i denti distraendoci magari con l’aiuto delle partenze intelligenti, se questo insomma ci aiuterà a non pensare più allo stallo in cui ci siamo avvitati dopo l’esonero di Montella, basterà tenere duro ancora 6 mesi e poi potremo dare la colpa di questa malinconia al Natale. Oltre alla ricerca della data giusta per evitare le file dei vacanzieri, un altro suggerimento potrebbe essere quello di fare il fiocco ai nostri dubbi, così sarà più facile scioglierli. Non possiamo farci sopraffare dagli eventi, non dobbiamo essere ansiosi solo perché tra 15 giorni inizia la stagione e ancora dobbiamo comunicare il nome del nuovo allenatore. Un apprensione spropositata, ma alla quale comunque sono abituato e che riconosco lontano un miglio, perché mi segue ovunque. Lo so bene cosa vuol dire essere preoccupati, a me basta passeggiare su una spiaggia, anche a 50 anni suonati, raccogliere una conchiglia e portarla all'orecchio. Non sento il mare, ma mia mamma che vuole sapere se ho mangiato. A Firenze in special modo sono queste le situazioni che scatenano i tifosi, c’è chi scrive sui muri, chi fa comunicati, chi la domenica va all’Ikea a comprare un divano che abbia almeno lo stesso nome di un forte attaccante svedese. Solo tali problematiche legate alla squadra del cuore scatenano così tanto i tifosi, forse ancora di più del classico "E’ in apertura la cassa 7" quando sei in fila al supermercato. Domande e riflessioni, che anche in questo caso variano se a farsele è un tifoso uomo o donna. Perché le domande della mamma quando il figlio torna a casa sono sempre più complesse, tipo dove sei stato, con chi, se hai bevuto o fumato, e fondamentalmente se sei vivo. Il babbo al massimo potrà chiederti se eri uscito. Io per esempio, prima di diventare padre mi sono chiesto addirittura se quando non piove come Dio la manda, chi la manda? Perché ho sempre cercato di andare al nocciolo della questione, per questo sto ancora cercando di capire cosa sia successo tra Montella e la Fiorentina prima di esprimere un giudizio. Domenica allo specchio riflettevo sulla stupidità umana. E per adesso quello che sono riuscito a stabilire con certezza è che il più grave flagello dell'umanità sono le scarpe brutte. Poi non scherziamo, non c’è nessuna forma di razzismo se si chiede di fermare le persone di colore alle frontiere, è tempo di calciomercato e tutti temiamo il ritorno di Balotelli.



lunedì 15 giugno 2015

Peni finti

È la settimana decisiva per la panchina Viola, così come per la Grecia ormai da 5 anni. E’ passato il weekend, ovvero l'eterna lotta fra l'uomo e il meteo, oggi mi aspetta la Svizzera, mercoledì l’Abruzzo, e gli articoli di Bucchioni. La Rita me l’aveva detto “Guarda che le clausole rescissorie oggi a me e domani a te”, il problema è che gli uomini ascoltano le donne non oltre sei minuti, e tutti durante il primo appuntamento. Non ho dubbi figuriamoci certezze, e così quando guardo la fotografia della situazione penso che certi occhi sono fatti apposta per metterci un dito dentro. Menomale che non porto rancore, Montella potrà allenare qualsiasi squadra e io non ne soffrirò, ricordo quando la Rita mi chiese cosa avevo provato nel rivedere una mia ex con il mio miglior amico in un calzaturificio. Un paio di polacchine se non ricordo male. Non me la prendo affatto, ve la lascio. Così come sono prodigo a lasciare raccomandazioni quando parto per lavoro, e se parto molto presto come stamani lascio sempre un biglietto sul tavolo della cucina accanto alla frutta (scatole degli integratori permettendo). Non invito la Rita a chiudere il gas, tengo piuttosto a sottolineare che non importa se al citofono si presenta quello del Folletto, i testimoni di Geova o Equitalia, l’importante è rispondere "Io colf filippina". Sono molto tranquillo per il futuro Viola perché vivo con lo stesso ingenuo ottimismo delle erezioni mattutine. E se il mercato non mi soddisferà c’è sempre la felicità di azionare il nuovo fornellino Vape che compro in ogni città che vado, al posto dei magneti da frigo, per veder morire le zanzare invece che di dove sono stato. Quando leggo le ricostruzioni di parte, quando leggo quello che scrivono Bucchioni e Calamai non mi importa più se c'è il trucco, mi basta l'inganno. Quello che uso per convincere la Rita ad andare all'Expo dicendogli che sì, li chiamano padiglioni, ma in realtà sono delle bancarelle del mercatino. E poi voglio dire a chi dice le bugie e cerca d’ingannare i tifosi, che siano loro Montella o la società, che noi siamo furbi e non ci facciamo fregare nemmeno dalle donne che in Thailandia indossano i peni finti per scoraggiare gli stupratori. Quando sappiamo benissimo che andare in giro tutto il giorno così, neanche con un overdose di Viagra, e che poi basterebbero i gambaletti e le ballerine. Se le inventano proprio di tutti i colori, non bastano più nemmeno i buoni risultati, perché c’è sempre una clausola rescissoria a increspare le acque, ci sono i programmi da condividere, c’è un ragioniere che fa mercato, c’è Rogg che se c’era ancora mio nonno Gastone in vita, lo avrebbe chiamato Roggi. Perché la lingua italiana può dire quello che vuole, per lui il plurale di "camion" era sempre "cami". Tutti Inventano, Bucchioni e Calamai esagerano, basterebbe una via di mezzo, perché siamo quasi nel 2016 e ancora devono inventare una televisione che alzi il volume automaticamente quando mangi le patatine.



domenica 14 giugno 2015

Integratori per le clausole rescissorie

Dovrei cominciare a prendere un integratore per combattere i problemi causati da chi prende troppi integratori. Perché poi quelle sono le ciotole in una casa, e se una la occupi indebitamente per metterci la frutta, quando cerchi un’albicocca devi scansare scatole di magnesio, potassio, zinco, vitamine, quelli per la menopausa, per i sintomi degli ultra cinquantenni, poi i vitaminici, e anche quelli con il coenzima Q10. E che vuoi farti mancare una scatola di Polase? Perché bisogna sempre reintegrare i sali perduti a stare in stanze con l’aria condizionata, perché magari Cognigni ti fa sudare freddo. Io ero rimasto indietro, abituato al massimo al sale contro la sfortuna. Non avrei mai pensato di prendere degli integratori e neanche usare amuleti, avevo pensato di puntare tutto sulla pianta della fortuna. Così avevo comprato il sambuco di culo. Di sicuro punto tutto su Paulo Sousa, che porti idee nuove e migliori di quelle del precedente, a questo punto voglio vedere nuovi schemi, mi è già bastato visitare il padiglione ROM dove c’è tutta roba degli altri padiglioni. Alla fine mi sono convinto anch’io che gli integratori ci vogliono, anzi ce ne vorrebbe uno tipico proprio per il tifoso Viola che a forza d’ingoiare così tanti rospi,  rischia i conati di principe azzurro. Gli integratori servono quando ti fai domande su cosa è veramente successo con Montella, e allora scavi così tanto dentro di te che ormai, ovunque ti trovi, hai anziani che ti fissano con interesse. Ci vuole un integratore anche per l’autostima che quando la lavi poi piove sempre. Ci sono integratori ormai per tutto, ero in farmacia a cercarne uno per combattere la delusione che ti regalano i figli quando vengono rimandati a matematica, e ce n’era uno in offerta indicato per combattere i gradini rotti nella scala della vigliaccheria. L’elenco prevedeva al quarto posto la pusillanimità, al terzo la pavidità, al secondo la viltà e al primo "Ti lascio perché ti amo troppo". Ci sono integratori specifici anche per le cartelle spam, per ridargli una visione di noi meno pessimistica, visto che per loro siamo tutti: poveri, senzatetto, con l’uccello piccolo, con l'assicurazione auto scaduta e sempre in viaggio. Integratori per gente sovrappeso, gente sottopeso. gente che è semplicemente un peso. Ci sono integratori per le partenze intelligenti, quando cioè non puoi lasciare a casa sua madre, oppure quelli per quando lei parla e tu la guardi come se fosse un'opera d'arte. Insomma, quando non ci capisci un cazzo ma fingi interesse. E poi ci sono quelli per combattere chi pensa che sia un bene per i figli avere una famiglia disgregata così che possano diventare grandi artisti. E quelli per chi ha la chiave romantica spezzata nella serratura. Prima quando vedevo un uomo col borsello, pensavo sempre che, più che dalle scimmie, alcuni di noi discendono dai canguri. Poi ho capito che invece serve per metterci dentro gli integratori.




sabato 13 giugno 2015

Carichi di speranze

Un altro giorno senza allenatore, mi consolo al ricordo di un tempo in cui i cani superavano l'inverno anche senza i golfini fucsia. E poi senza Montella si è rivisto finalmente Rebic, è tornata la Cristoforetti, mentre Marin ancora no. Poi quello che non capisco è tutto questo parlare dell'astronauta senza che sia mai stata insieme ad un calciatore. Il Bambi intanto è al limite di una crisi di nervi, ma non tanto perché non è arrivato ancora il nuovo allenatore, ma perché se non arriva non parte nemmeno il mercato, e lui vive per le notizie sui possibili nuovi arrivi. Ieri mi ha confessato di annoiarsi tremendamente con questa tiritera di Sousa che si deve liberare dal Basilea, e ha minacciato di andare alle Scuderie, di sedersi vicino a qualcuno su una panchina e sussurrargli "Il carico di eroina è arrivato. Che si fa?". Poi si dice che l’esonero di Montella sia solo un danno tecnico, non è così!! Se Samantha Cristoforetti è a terra, sapessi noi. Io che trovo sempre il lato positivo delle cose, ho cercato di rincuorare il Bambi dicendogli che se è triste perché ancora non facciamo mercato deve pensare a chi sta peggio. E non mi riferisco al ginocchio di De Silvestri, ma tipo quello che incontra l’anima gemella e poi nel viaggio di nozze scopre che applaude quando atterra l’aereo. Oppure a quelli fissati con lo sport, a quelli che vanno in palestra e gli viene un fisico statuario, perché tanto prima o poi ci sarà un piccione che gli cacherà addosso. Lui mi ha risposto di aver aspettato con ansia il CDA della Fiorentina ma che dopo tutti quei discorsi di Rogg preferisce i coltivatori diretti perché dicono sempre quello che pensano. E’ un periodaccio questo per il Bambi, è più depresso di quelli che stanno ad Houston perché tutti gli raccontano i propri problemi e non c'è nessuno che ascolta i loro. Ma io che ci sono a fare allora? A noi non ci serve un nuovo allenatore per tornare a sognare di vincere qualcosa, gliel’ho detto per cercare di ritirarlo fuori da questo stallo. Perché se tutti i sogni si realizzassero allora  il mondo sarebbe pieno di ballerine e astronauti. Si preoccupa dei programmi, ha paura del ridimensionamento, ma almeno nel calcio c’è il fair play finanziario pensa a quelle che dicono di preoccuparsi tanto per la fame nel mondo e poi non la danno. Mi ha lasciato parlare un monte senza dire una parola, poi ha scosso il capoccione e mi ha detto: “Non mi hai convinto per niente, se avessero voluto rilanciare avrebbero preso Spalletti”. E così mi è venuto in mente quando la Marta per capire  se era vero amore chiedeva se poteva mangiare il panino sulla macchina nuova.



venerdì 12 giugno 2015

Anche il Bambi non ci capisce più un cazzo

Le società di calcio se ne approfittano un po’ troppo delle condizioni in cui versano i propri tifosi, così succede che ti esonerano un allenatore bravo e ti lasciano senza per giorni e giorni. Nemmeno fossimo bambini dimenticati in macchina sotto il sole. In balia degli eventi e dei genitori che pensavano di averli accompagnati all’asilo. Di 108 dirigenti evidentemente ne manca ancora uno per gli allenatori in entrata. Se ne approfittano perché il tifoso medio ha un'età compresa tra la demenza giovanile e la demenza senile. Di conseguenza anche i giornalisti si adeguano a questo target di tifoseria, ed emergono non a caso i Bucchioni e Calamai. In questi vuoti di panchina mi sfondo di krapfen all’albicocca, mi aiuto con il picco glicemico per compensare le carenze di guida tecnica. E poi se occorre, mi faccio umile come un centravanti che non segna da 6 mesi, smetto i sogni di gloria per indossare le scarpe antinfortunistiche. Sarà che cambiano proprio gli usi e i costumi, gli allenatori se ne vanno quando fanno bene, un tempo era il contrario, anche Zamparini è sbigottito e vuole andarsene dal calcio. Oggi ci vuole evidentemente gente in grado di leggere i cambiamenti in anticipo, prima facevi i campionari delle scarpe da uomo con il 41, ma intanto i piedi sono cresciuti, come del resto anche il seno perfetto che è diventato quello che sta in una pentola di champagne. L’unica cosa che ancora resiste a tutti questi cambiamenti sono i bagnini che infatti si stanno affilando le minchie. Poi è tutto un gran casino, non ci si capisce veramente più niente, abbiamo cominciato con Corvino che parlava una lingua incomprensibile per arrivare a Gomez che ha smesso di parlare con i gol e si è messo a parlare l’italiano meglio di Corvino. Mentre a noi ci servivano i gol. Le società di calcio non hanno più bisogno di gente di calcio, Vincenzo Guerini per questo motivo è costretto a subire un mobbing pazzesco, così appena può parla di nascosto con un ex allenatore delle giovanili del Galluzzo. In un mondo così ingarbugliato non so più cosa pensare, figuriamoci cosa dire, quando sostengo di credere che le donne... sono un sessista. Quando sostengo che la politica.. sono un tuttologo. Quando credo.. sono un bigotto. Quando io... sono un egocentrico. E così per colpa di una società priva della figura cardine che faccia il mercato degli allenatori in entrata, regna la confusione anche nelle famiglie fiorentine. Il Bambi in particolar modo stenta a capire, e ieri mi ha telefonato per dirmi che a Firenze vige il caos più totale, non solo per colpa dei lavori della tramvia, e questo lo destabilizza. Mi ha detto che questa situazione lo mette in difficoltà anche nella vita di coppia, dove anche lì sembra non riuscire più a capire certe dinamiche sempre più complesse. E se non arriva subito il nuovo allenatore diventa matto, perché la sua compagna l’ha chiamato Franco. Dice che si è confusa con il loro cane. Il loro cane però non si chiama Franco. Loro non hanno proprio il cane. Cosa gli nasconde? Un cane?




giovedì 11 giugno 2015

Canta che ti passa

Non dico che dovrebbero creare una legge anti-imbarazzo che vieti alle persone che si salutano per strada di proseguire poi nella stessa direzione, ma almeno di prevedere procedure rigide che prevedano che uno possa anche non salutarsi, ma in questo caso deve avere in tasca il nome di un sostituto da salutare, per non iniziare subito col piede sbagliato. Oggi avremo finalmente il nome di quel sostituto, che saluto in anticipo perché sarò in viaggio e non potrò farlo nell'imminenza dell'annuncio, anche se non mi limito ai semplici saluti, perché per fargli tutti gli onori del caso sarò per l’appunto in Val di Sousa. Alla faccia dei NO TAVECCHIO. Fuggo da Firenze non certo per evitare l’arrivo del nuovo Mister, le cose vanno affrontate, per esempio va anche bene evitare la prova costume, ma la Cristoforetti sta esagerando. Fuggo dal Centro di Firenze malgrado sia patrimonio dell'umidità, per lavoro e forse anche per quello. Mi auguro adesso che i Della Valle riescano a condividere un percorso tecnico che superi la soglia di sbarramento dei tre anni. Una considerazione che nasce da una riflessione profonda, pensavo cioè a quelle ragazze che partoriscono a 16 anni così a 90 anni si ritrovano una figlia di 74 e possono parlare insieme dei loro acciacchi. Perché tutte queste vicende piene di astio non fanno altro che alimentare le voci, fomentare i complottisti che ci mettono un attimo a far uscire le scie chimiche dal condizionatore. Io ho già elaborato quello che dovevo elaborare e ho l’animo libero da recriminazioni per salutare nel migliore dei modi il nuovo che avanza, semmai vivo con più difficoltà la crisi di mezza età, insomma sono sempre più indeciso tra le madri e le figlie. E a chi si lamenta dei Della Valle perché ci rivede quei poteri forti che esonerano allenatori amati, dico di pensare piuttosto a quelli che cercano di ucciderci con l'aria condizionata. Il Bambi che mi vede così sereno me l’ha anche chiesto “Ma te non eri un ammiratore di Montella?”, non gli torna cioè questa mia facilità nel superare gli episodi dolorosi. E’ tutta tecnica, quando sono giù e mi sento uno schifo, penso a quelli che tolgono il grasso dal prosciutto e mi sento subito meglio. Bisogna essere pratici in questi momenti, accettare la realtà anche se i fatti non ci piacciono, e in questo sfrutto il vantaggio dell’essere tifoso uomo, per le donne non è così facile, diciamo pure che se due donne hanno lo stesso vestito vanno in crisi, mentre se due uomini hanno la stessa t-shirt probabilmente era in offerta. A loro che sono dolcemente complicate, sempre più emozionate, alle quali è difficile spiegare certe giornate amare fatte di esoneri, a loro che con le loro notti bianche, ma dei Della Valle non saranno mai stanche, dico, a differenza di quello che le donne non dicono, e così lo dico anche a Vincenzo: “La gente che prima ti ama poi ti odia, poi ti ama poi ti odia, non è cattiva è Mina”.








mercoledì 10 giugno 2015

Credevo di essere al padiglione della Sicilia e invece ero a casa di Riganò

Sono proprio un ingenuo, uno che crede al lieto fine, dove il bene trionfa sempre sul male, non tenendo conto che invece nella vita ci sono Bucchioni e Calamai senza capo e ne coda. In genere cerco sempre il lato B delle cose, quello positivo al testosterone, credo alle persone e mi trovo in difficoltà quando le persone sono due e ognuna dice cose diverse. Credo a un mondo senza attriti, un mondo senza bisogno dei carrozzieri e nel quale dai tubi di scappamento delle macchine esca solo il fumo dell’erba giamaicana. In quel mondo lì tutte le persone girano con il sorriso di Montella stampato sul volto, e l’inno della Fiorentina è reggae. Credo veramente a tutto. Prima ancora di comprare il sale iodato da Wanna Marchi pagandolo più di quello di Cervia, c’è stato un periodo precedente all’arrivo dei Della Valle che ho creduto persino che i 16 minuti impiegati per slacciare il reggiseno della Marta valessero come preliminari. Poi in questi 13 anni di matrimonio, un po’ per volta mi sono reso conto che in sostanza la vita da tifoso Viola adulto consiste nel rispondere tutto il giorno “No” a tuo figlio e “Si” a tua moglie. E quando mi sono accorto che le mie rosee aspettative erano piene di spine ho dovuto smettere di usare anche la crema per gli scrupoli. Adesso mi ritrovo nella posizione scomoda di chi ha difficoltà a trovare anche solo il pagliaio. Anche se penso che d’indispensabile ci siano poche cose, alcune persone che non sono senz’altro Montella, e poi il mare. Il futuro Viola un po’ mi preoccupa, ma non per la mancanza di programmi adeguati, o di una società seria e solida, è più una mia forma d’insicurezza, l’altro giorno la Rita ha voluto spiegazioni sul perché avessi fatto un foro nella porta del frigorifero nuovo, gli ho dovuto spiegare che l’avevo fatto solo per avere la certezza che la luce si spenga davvero quando lo chiudiamo. Mi dispiace quando tra persone che hanno condiviso un bel percorso in comune c'è qualcuno che decide di uscire dalla stanza sbattendo la porta, perché per accontentare entrambi ci vorrebbero stanze con almeno due porte. Ricordo che una volta fu il Bambi a non mantenere la parola data ad una festa, quando davanti ai miei occhi scrisse "Ti Amo" con la panna spray sulla torta della fidanzata di Rifredi. Poi si rimangiò subito le parole. E non capisco nemmeno come mai sui contratti degli allenatori, nel calcio usa ancora la consuetudine primitiva di inserire una data di scadenza, quando tutti alla fine se ne fottono, tra esoneri e risoluzioni consensuali, tanto vale fare come sulle custodie degli occhiali da sole dove nessuno si sognerebbe mai di scrivere la scadenza, perché tanto si sa che verranno persi entro il primo mese dall'acquisto. Delle volte vorrei proprio ritornare bambino, quando credevo ancora alle favole, oggi quando voglio rivivere quelle sensazioni, sfrutto il fatto di  trovarmi in città più metropolitane di Firenze, chiudo gli occhi, poi li riapro e mi trovo in un altro luogo. Come per magia, anche se ho preso semplicemente la metro. E visto che oggi sono qua a confessare le mie debolezze acuite dall’esonero di Montella, condivido con voi anche un altro dei miei disagi più ricorrenti, quando faccio il figo, e faccio finta cioè di essere sicuro di me, sicuro per esempio che Neto andrà alla Juve, sicuro fino a quando però non si tratta di attraversare l'uscita senza acquisti.


martedì 9 giugno 2015

Grazie Mister

Lo ringraziamo noi Montella per il bel lavoro di questi anni, se ne saranno dimenticati nella repentinità delle scelte. Lo ringraziamo meno per certi atteggiamenti e controcomunicati, ma ci sarà tempo anche per i giudizi sui comportamenti. Adesso la priorità e quella di sostituirlo adeguatamente, se non addirittura con uno migliore tanto per rispondere alla piazza proprio su quello che sembra essere il nocciolo della questione. Il rilancio della ambizioni una volta terminato il ciclo positivo. E vista la criticità degli eventi ci sentiamo in dovere di fare anche gli auguri di benvenuto a chi arriverà nella repentinità delle scelte. Bisognerà essere bravi a ricompattare un ambiente come sempre diviso in questi casi, e bravi anche a motivare coloro che nello spogliatoio non gradiranno, convincendoli con i programmi. Bravi a rilanciare le ambizioni quindi, davanti agli immancabili plotoni di esecuzione pronti a sparare sul mucchio di certe partite che verranno accatastate tra i monti di quelle meno fortunate. Se è vero che ai DV piacciono le sfide questo è il momento di esaltarsi, e che siano bravi a trasformare un problema in una opportunità. Il Bambi per esempio non l’ha presa per niente bene, sarà uno di quelli delusi, diciamo pure forse anche uno dei nuovi vedovi, si è rincuorato solo verso mezzanotte quando si è accorto di un insetto che stava tirando capocciate al neon da almeno 35 minuti, e così ha pensato che in fin dei conti c’era qualcun altro che aveva avuto una giornata più difficile della sua. Ormai era ovvio a tutti che l’esonero sarebbe stato inevitabile, si, anche a Bucchioni, ciò non toglie però che da un punto di vista tecnico personalmente la consideri una perdita. L’unico vantaggio è che grazie alla preoccupazione con la quale sono andato a letto, stamani mi sono svegliato come un quadro di Picasso. A questo punto non ci resta che affrontare l’ennesima rivoluzione, con la speranza che alimenta tutte le rivoluzioni, e inutile sarebbe cercare un tecnico dalle idee di gioco simili a quelle di Montella, insomma, non mi piacciono i kiwi forse proprio per via di quella somiglianza con le palle di un uomo peloso. Ritorniamo al contropiede e seppelliamo il passato se deve essere solo una copia sbiadita. Basta che i Della Valle ci trattino da uomini dicendoci la verità, qualsiasi essa sia, per darci modo di ricompattarci. Del resto certi reggiseni imbottiti sfoggiati davanti ad uomini arrapati dovrebbero configurarsi come reato di circonvenzione di incapace. E io sono parecchio incapace, tanto da definire Montella il migliore allenatore dell’era Della Valle, anche se questo probabilmente lo pensa pure la proprietà. Intanto senza nemmeno sapere chi sia sento già di provare dell’affetto per il Mister X che diventerà il nuovo allenatore della Fiorentina, e quindi invito tutti a non darne giudizi superficiali se per esempio non fosse del tutto gradito, così come trovo alquanto immaturo giudicare le donne solo dalle poppe quando si dovrebbe dare più importanza a cose come gambe e culo. Scusate se stamani mi sono svegliato un po’ confuso, il tifoso Viola molto spesso non dorme sonni tranquilli. La prima cosa che ho chiesto alla Rita appena messo un piede a terra è stato da dove veniamo? Dove andiamo? I bastoncini di plastica che cadono nel caffè dalla macchinetta automatica, arrivano dallo spazio? Chi sarà il nostro nuovo allenatore, Sarà mica Samantha Cristoforetti? Altro che il record di vittorie in trasferta, sarebbe il primo allenatore con la H dopo la T. Oggi voglio cominciare a credere anche all'oroscopo perché sono convinto che leggerò "stasera non trombi" oppure "sarà una giornata di merda", sicuro che ci indovinerà. Speriamo che la vittoria di certi tifosi, quelle vittorie che hanno il sapore tipico della fazione, alla fine non sia stata una vittoria di Pirro, quando cioè anche se hai vinto resti con la faccia incazzata. Di Pirro o di Pirlo? Boh.





lunedì 8 giugno 2015

Afa...nculo

Rallento i giudizi sul caso Montella per via dei paradossi di cui sono pieni certi comunicati. E in attesa di capirci qualcosa . Non ho ricostruzioni credibili su come siano potute andare le cose, tra strappi e ricuciture si è letto di tutto, addirittura di una proposta di allungamento del contratto. Fino all’irreperibilità, persino della verità. Non credo a nessuna delle versioni che ho letto e quindi mi astengo prima di fare considerazioni basate sui tweet di Calamai. Ci sarà il tempo anche del giudizio, quando le cose saranno state spiegate, intanto, visto che comunque bisogna andare avanti, vi invito a non prendere le cose troppo sul serio e a fare come me che non mescolo solo l’Aperol con il prosecco, ma uso la poesia e l’arte insieme a cazzate inaudite, insieme a pensieri profondi come gli articoli di Bucchioni, insomma ridiamo, tanto siamo tutti ormai troppo vecchi per morire come poeti maledetti. E poi è ancora troppa la gioia dopo l’epilogo della finale di CL per arrovellarsi alla ricerca di tracce satellitari del mister. Perché nello sguardo degli juventini ho rivisto quello del Bambi dopo il risultato de La Sinistra Arcobaleno alle politiche del 2008. Poi è anche vero che se non fosse stato per le lacrime l'espressione di Pirlo sarebbe stata la stessa di quando vinse i mondiali. Ad un certo punto mi è venuto anche da pensare “È inutile che lo circondate, non è Rizzoli”. E per tornare alle cose di casa nostra speriamo che adesso grazie all’imponente organigramma societario maturino le scelte migliori per risolvere in fretta quello che non è proprio un problemino di poco conto. Un organico che però mi rassicura in questo senso, tra presidenti onorari ed esecutivi, direttori generali e sportivi, figure ancora non meglio identificate alle quali aggiungerei, ma solo per il grande potere acquisito sul campo, almeno uno di quegli addetti col gilet catarifrangente ai parcheggi delle sagre. Comunque voglio anche dire che una volta avvicendata la guida tecnica, non sarà ancora un mondo migliore fino a quando non si potrà ascoltare musica con le casse della birra. E poi non mi resta che parlare di questo caldo torrido anche per dare un senso al titolo dell’editoriale (un caldo cane). Una condizione climatica estrema che favorisce solo gli uomini dallo sguardo glaciale e che quindi d'estate rimorchiano di più. Oggi, sperando che il caldo non peggiori la situazione già compromessa della comunicazione in Fiorentina, sarà finalmente la giornata delle decisioni, e sarò anche troppo nostalgico ma per me era bello quando i film finivano con la parola “Fine”.



domenica 7 giugno 2015

Potrei essere morto ieri intorno alle 14

Ci sarà da riabituarsi in fretta ad una Fiorentina meno spagnoleggiante, con l’addio quasi inevitabile di Montella ritroveremo quel gioco più maschio che alcuni ritengono indispensabile per una squadra con certe ambizioni, almeno nelle partite casalinghe. E se alla fine sarà bastato allontanare lui, potremo dire che la Fiorentina del dopo Montella è come un ex gay che organizza un corso per tornare etero. La lezione numero uno sarà il rutto. E quando si inizia una storia con una ragazza si cerca di fare le cose bene da subito, perché i fondamentali sono essenziali, e quindi se sbaglia lo stop è no. Tra i comunicati e i giornalisti che usano i social per rilanciare notizie, voglio dire che prima di WhatsApp, con l' sms a dieci centesimi insomma, col cazzo che si sarebbero mandati tutti questi bacini. Speriamo via, speriamo davvero che inizi un’altra bella storia perché a questo punto il tifoso Viola ha così bisogno d'affetto che ormai quando guarda un porno pensa che quelli che trombano sono proprio una bella coppia. Che c’era qualcosa che non andava tra Andrea e Vincenzo era ormai chiaro a tutti, adesso ci sarà il problema di come uscirne, di come cioè far passare peggio l’altro agli occhi della piazza. Si dice che Calamai abbia già pronto un tweet, dove in riferimento a certe strane abitudini dei napoletani, metterà in evidenza il fatto che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nel genere umano sotto Roma, e che lo si può riscontrare proprio in quelli che come Montella stirano le mutande. Io per non sapere ne leggere e ne scrivere, viste le temperature degli ultimi giorni, per arrivare fino al nuovo allenatore portoghese programmerò il percorso in base all'ombra. Bucchioni intanto, sempre in lotta con Calamai fino all’ultima indiscrezione, si è dimostrato sveglio e reattivo come il babbo del Bambi quando in televisione squilla un telefono e lui va a rispondere a quello di casa. E quando parlo di nuove storie io sono proprio la persona più adatta ad apprezzarle, godendone ogni singolo istante, sono propenso al cambiamento, via Montella avanti un altro. L’ho sempre detto, la mia ex ragazza, se riesce a slegarsi, aprire il baule e fuggire dalla soffitta, è liberissima di uscire con chi vuole. Sono contento che il duo giornalistico più sveglio di Firenze si interessi di Montella e non di me perché ieri non ho mangiato frutta, ho bevuto poca acqua, sono uscito nelle ore più calde. Praticamente per loro potrei anche essere morto intorno alle 14. Ieri non mi sono meravigliato tanto per la vittoria del Barcellona spagnoleggiante sulla Juve più maschia, e nemmeno sulla staffetta di tweet, messaggi e rilanci di agenzia su quell’irreperibile di Montella, ma a un certo punto credevo di ascoltare un album new-age con i suoni del mare, e invece era il sudore che si era formato fra l'orecchio e le cuffie. A me però questa storia che i giornalisti possano sparare cazzate senza che nessuno gli chieda mai il conto mi sembra incredibile, a Montella non gli si perdona di aver perso con Cagliari e Verona, mentre Bucchioni e Calamai sparano cazzate a vicenda, di quelle come nei film, che se si beccano una raffica di mitra in petto continuano a camminare. Io becco la gamba del tavolino col mignolo del piede ed è subito agonia mortale.





sabato 6 giugno 2015

Il quadro della situazione

Dopo i giudizi duri che sono stati spesi nei confronti del mister, mi verrebbe da dire di fare attenzione allo smottamento che questo potrebbe causare. Ci potrebbe mancare il terreno da sotto i piedi, un po’quello che succede a chi è meno tollerante e vorrebbe eliminare i rom, poi a chi darebbe le colpe? Si, insomma, tutto questo trasporto e poi siamo sempre qui. Siamo ancora ai comunicati stizziti. A tutti quei tifosi Viola maschi che cercano di capire cosa stia succedendo, purtroppo devo dare una grande delusione perché non si può dire ad un uomo "cerca di capire". Una cosa alla volta, o cerchiamo o capiamo. Ricordo giustappunto che una ragazza mi disse quanto la sua pausa di riflessione trombasse meglio di me. Io incalzato da voi così felici di mettermi in un angolo, ho disperatamente cercato di fare il quadro della situazione. E alla fine ne è uscito fuori "L'Urlo" di Munch. Per me è veramente un momento difficile, voi mi richiamate alla mie responsabilità perché ho impunemente apprezzato Montella, la Rita mi attacca accusandomi di essere un vegetale, la vicina vegana mi ha iniziato a guardare con interesse. Tra le tante inchieste che la Bice ha realizzato in questi mesi sotto traccia,  ne scelgo una molto interessante che riguarda per l’appunto il percorso scolastico di Vincenzo, che sarebbe bastato osservare con più attenzione prima di fargli firmare il prolungamento del contratto. Era necessario farlo per capire meglio come veniva giudicato anche prima di noi e di Andrea. Perché persino la sua maestra si era già pronunciata sostenendo che nella vita non avrebbe mai combinato nulla di buono, dopo che anche in quel caso ebbe l’arroganza di voler concordare il programma per l’anno scolastico ‘84. Peccato che un rapporto finisca così, l’unica consolazione quando si passa dalle stelle alle stalle è che è pieno di vacche. La storia dei comunicati è comunque deprimente, a prescindere da come la si pensi e da che parte ci si schieri, specie dopo che ci eravamo crogiolati grazie all’ennesima figura professionale inserita nell’organico, addirittura di profilo internazionale. Così alla fine mi viene da pensare che puoi fare jogging, footing, palestra, pilates, cardio fitness, ma se hai la faccia a culo, sempre quella  ti rimane. Se oggi uno si prendesse la briga di chiedermi la situazione sentimentale in quanto tifoso, sarei costretto a rispondere che mi sono ridotto a guardare i culi dei manichini nelle vetrine di Intimissimi. Quello che invece mi fa piacere è constatare che ci sono persone che hanno subito tutto chiaro, io sono molto più sfigato, di solito non ho tutte queste certezze, anzi, quando nella vita arrivo a un bivio ci trovo solo delle vecchie puttane rumene. Alla fine poi, con questa scialba vicenda ho già riempito una delle mie caselle più importanti della settimana, e così quel senso di inquietudine che mi assale quando tutto pare perfetto ma senti che ti manca qualcosa e poi ti ricordi che questa settima non hai ancora mangiato la pizza, non troverà la sua solita casella libera. Comunque in tutta questa vicenda considero geniale chi ha ideato il comunicato firmato da ADV, e lo dico senza ironia, lo reputo solo meno strabiliante di chi ha inventato il cartello "tutte le direzioni".

venerdì 5 giugno 2015

La guerra dei comunicati

La guerra dei comunicati è servita a mostrare soprattutto che nella Fiorentina le guarnizioni non tengano, filtra infatti ridicolo e tristezza dalla coppa che non si è vinto, la stessa tristezza che spinge le nonne dei vegani a rifugiarsi a piangere in cucina. Non ho guarnizioni originali a portata di mano, e nel frattempo che intervenga la casa madre con i ricambi originali, mi preoccupo che qualcuno possa soffrire per Montella, già ci sono i lunedì a dimostrazione che la vita è dura di suo. La vita non è come nei film dove i baci sono belli anche sotto la pioggia perché sono l'inizio di un grande amore. Nella realtà sono solo l'inizio di un mese di antibiotico. Nella vita sarebbe bello sapere come stai anche quando nessuno te lo chiede. La vita è quando te la ritrovi lì con te, quasi nuda, e ti batteva forte il cuore. Poi le dicesti arrivederci e uscisti dalla sauna pensando, cazzo, mai una bella fica. Almeno con Montella prendiamola a ridere, o a sorridere come fa lui tanto per rendergli pan per focaccia del Pugi, e lo dico pensando che in vita mia ho quasi trombato un sacco di donne. Queste si che sono riflessioni amare. E se proprio Montella continuerà a farci stare così male malgrado queste mie raccomandazioni, posso garantire che nella droga non c'è né olio di palma né margarina. La droga è sana e possiamo tutti utilizzarla per superare indenni questa avvilente guerra dei comunicati. Posso cercare di distrarvi ancora per un attimo prima che si scateni l’inferno dei lanci Ansa, e per farlo mi prendo la libertà di raccontarvi un' indiscrezione sulla finale CL di domani. Vi ricordate la Bice? Ebbene, ha lavorato duramente in questi mesi, in incognito, si è infiltrata a Vinovo come donna delle pulizie (dovendo sottostare alle volontà sessuali ricorrenti di Nevded per essere assunta), oggi è suo lo scoop sull'infortunio di Chiellini al polpaccio mentre si allenava per la mercatura di Messi cercando di prendere a calci una lepre. Per tornare sulla guerra dei comunicati che è persino più brutta dello stesso Chiellini, ognuno ha cominciato a scoprire  le proprie carte per rimarcare i rapporti di forza, così come ogni volta che una madre fa indossare al proprio bimbo le calze coi sandali, la Germania detta nuove condizioni all'Europa. Montella è troppo furbo per farsi stanare da un comunicato di mezza serata senza capo e ne coda, e ce lo conferma la Bice nei suoi mesi di anonimato nascosta a cercare le verità del napoletano. Ha capito per esempio che lui usa il tiki taka ma solo in campo, mentre per non far scoprire alla compagna che cosa gli regalerà per il compleanno, dissemina la cronologia di falsi indizi. In attesa che si cambino le guarnizioni bisognerà ripensare alla comunicazione, passaparola, comunicati e titoli di coda sono sorpassati da linguaggi più moderni, i tempi cambiano e mi viene in mente che un tempo il gioco di sguardi era un'arma di seduzione. Ora devi sperare che la tipa ti sbatta addosso mentre controlla le notifiche sul telefonino. Come uscirne adesso? Io la soluzione ce l’avrei anche, con un bel comunicato naturalmente. Forse basterebbe solo che Montella dichiarasse “Ho cosparso il capo di cenere e mi ha licenziato”. Purtroppo non resta che aspettare, magari anche solo la conferma che Salah rimanga, o i rinnovi di Baba e Bernardeschi. Chi lo sa. E in mancanza di una sana condivisione degli obiettivi, cosa dobbiamo aspettarci per oggi; rassicurazioni oppure altri comunicati?