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lunedì 31 agosto 2015

Una domenica di valico

E’ strano parlare del calcio di fine agosto con l’alito di settembre così a ridosso. E settembre è rinomato per strusciare l’aglio sul suo quotidiano.  Saranno considerazioni tipiche di quando si scavalla se dico subito che Sousa mi sorprende quando usa la parola “Omelette”, perché lo fa senza alcun accenno ad allusioni. Così come mi sorprendono sempre quelle persone che sono in grado di usare la parola "salsiccia" senza alcun accenno ad allusioni sessuali. Poi sorprende anche la squadra però, quella della prima mezz’ora, che conferma tutto quanto di buono si era visto contro il Milan, e l’altra, che evidentemente con la testa ha già scollinato da agosto a settembre, e così si perde nel traccheggio di un mese di merda, contro un Torino che non fa niente invece per aggiornare la pagina del calendario. E’ proprio un settembre lontano dai sogni di scudetto e vicino alla fine dell’estate quello di domani. E ho paura dei vostri giudizi di solito così cattivi malgrado le cose andassero bene. Oggi temo che anche la mamma del lupo cattivo gli dica di non fermarsi sul blog a parlare con voi. Capisco che quella di certi utenti non è stata una fuga sconsiderata dal blog, ma una vera partenza intelligente. Difficile capire cosa sia successo a quella Fiorentina che ha dominato la partita nella prima parte, e quella che subisce due gol in un minuto, e poi il terzo, senza più cambiare marcia. Senza reazione, Non me lo spiego e confesso che la stessa cosa mi capita quando al ristorante mi indicano al cameriere "Assaggia lui". E assaggio senza avere la forza di ammettere onestamente "Guardi, non ne capisco un cazzo, riempia pure il bicchiere". E chissà allora dov’è nascosto il segreto di questa sconfitta, comunque sia vi giuro che non lo so altrimenti ve lo rivelerei subito pur di passare da uno che degusta sapientemente di calcio. Non lo so davvero, anche se è vero che gli uomini sono i migliori a mantenere i segreti, principalmente perché non ascoltano quello che dici. Ho avuto come l’impressione che la squadra si fosse compiaciuta così tanto da aver pensato di poter gestire il vantaggio palleggiando per oltre un’ora senza avere più la voglia di far male. Salvo tutti quelli della prima mezz’ora e boccio tutti gli altri che ci hanno traghettato fino a questa prima sconfitta. Vorrei guardare la realtà dura dopo queste tre sberle e non pensare più allo scudetto, ma non posso farlo. So che ne va della mia vita d’innamorato sognatore. Allo stesso modo di quando una donna ti parla, e ti compare un culo dietro, sai di non poter distogliere lo sguardo perché ne va della tua vita. E per cercare di portare fino a settembre gli ultimi refoli dello scudetto d’estate, al massimo posso dire che pensavo fosse un pesce e invece era un granchio. In totale fanno due granchi. Tra gli interrogativi di questa brutta domenica di fine agosto ai quali la squadra dovrà rispondere sul campo, c’è anche quello tipico di chi da fuori assiste al motivo per il quale la squadra la volta dopo dovrà rispondere sul campo. Chissà se sono nate prima le bestemmie o i vicini di casa. E poi non c’è un solo motivo come chi indica che siamo tutti cristiani osservanti fino a quando le buste di merda della Coop non si sfondano in mezzo al parcheggio. Ci sono anche quelli che vanno alla Conad. Si, ieri abbiamo preso un bel due di picche, forse anche tre, di quelli “Sì, sei simpatico, ma stasera non posso uscire con te, ho da fare. Devo cambiare il rotolo di carta igienica in bagno”. Questa cosa che dopo agosto non arriva luglio deve finire.


domenica 30 agosto 2015

La scusa dell'ottimista

Quello che posso dire di squisitamente tecnico in merito all’arrivo di Verdù, è che se vi capita accidentalmente di chiamare il 113, uccidete Cognigni per non passare da stupidi. E poi bisogna sempre stare attenti all’ottimista che si fa andare tutto bene, è pericoloso, può addirittura rovinarti la tua splendida giornata di merda. Il pessimista è quello realista che ti dirà che la vita è un palo nel culo, l'ottimista sempre propenso a gozzovigliare, sosterrà che però è spalmato di marmellata. Io per esempio sono di bocca buona, dalla terza in su possono fare a meno anche di truccarsi. E poi su Joaquin si fa della facile ironia, gli si imputa addirittura di aver parcheggiato la Porsche nel posto degli invalidi, quando invece in auto ha tutti i CD di Gigi D’Alessio. Lo spagnolo soffre solo perché ignora la fortuna che ha ad abitare sui Lungarni, ora che è fuori rosa può sempre comprarsi un fucile ad aria compressa e passare le giornate a sparare ai piedi dei turisti maschi che escono in ciabatte anche di sera. I momenti difficili si possono sempre superare, lo incito a non lasciarsi andare così, per consolarsi pensi a quanto mi posso essere sentito tradito io quella volta che stavo ascoltando Pat Metheny e Youtube mi ha proposto tra i video quelli di Ligabue. Fu proprio quello volta lì che smisi di farmi la barba. A me il caso Joaquin ha provocato un dilemma interno, oggi mi sveglio di notte con un interrogativo tutto sudato: le parafarmacie vendono supposte ai paraculo? Oppure la sua è tutta una messa in scena per forzare la cessione, ma non soffre veramente come vorrebbe farci credere? Per me le persone ferite davvero le riconosci subito, perché alla fine sono quelle che stanno andando al pronto soccorso. Lo spagnolo triste è grande, e dovrebbe aver capito che se una cosa non la vendono su Amazon non esiste. La felicità non la vendono su Amazon. La felicità non esiste. E proprio perché sono un ottimista ho lasciato per un attimo da una parte la triste vicenda esistenziale del recluso sui Lungarni, e mi sono tolto la grande soddisfazione di dire alla Rita che Bolt non è l'uomo più veloce del mondo. Poi rinnovo ancora l’invito agli esodati del blog, li riaccetto senza nessuna conseguenza, a meno che oltre a dimostrare la tendenza ad evadere, non emerga che non leccano nemmeno il coperchio dello yogurt una volta aperto. E poi bisognerebbe parlare anche della partita di stasera contro il Torino, importantissima per un’ottimista come me. Perché vincere alla fine è solo una scusa per parlare apertamente di scudetto. Perché l’ottimista dei giorni nostri cerca sempre una scusa buona per vedere solo il lato positivo delle cose, e se al primo appuntamento ti dice "vieni a casa mia, beviamo qualcosa", è chiaro che è solo una scusa per bere.




sabato 29 agosto 2015

Verdù, mi piaci tu!

Oggi esorto chi è in fuga dal blog ad arrendersi. So che lo hanno fatto solo perché sapevano prima degli altri di Verdù. Ma se lo faranno in giornata non saranno presi provvedimenti del tipo costringerli a vivere in un attico sui lungarni con affaccio sul Ponte Vecchio, e la Porsche parcheggiata nel posto degli invalidi. La cosa non vale invece per chi è già fuggito dalla Fiorentina, come Montolivo. Lui rimanga pure dov’è, anche se la curva evidentemente ancora distratta dalle ferie, domenica sera si è più volte chiesta dove fosse. Per Joaquin esorto invece la società ad istituire posti di blocco in tutta la città, e non di mostrare il ventre molle, per non legittimare domani un qualsiasi giocatore a volersene andare, magari proprio alla vigilia di una partita importante, anche se andare a trombare con l’ex fidanzata che gli ha scritto sul profilo FB è comunque un motivo valido per non rispettare il contratto, il lavoro del Mister che ha sempre creduto in lui, e oltretutto danneggiare squadra e tifosi più ancora dei Della Valle con l’acquisto di Verdù. Resistere, resistere, resistere, a tutte le possibili rivendicazioni di questi giocatori in sciopero contro il padrone, che per ritorsione magari potrebbero rovinarci lo spogliatoio, insinuando nel gruppo notizie false come l’acquisto di Verdù. No ai ricatti si alla ricotta, di pecora o di mucca. Purché fresca di giornata come qualsiasi accusa d’incompetenza rivolta a Cognigni. Del resto come negare a qualcuno di rifarsi una vita, e anche a voi se vi capita di poter ricominciare da capo, mi raccomando, scegliete di essere juventini. Non fate gli eroi. Joaquin non poteva più continuare un ménage familiare diventato un inferno. Con sua moglie già fuggita in Spagna prima che arrivasse Verdù,  mentre  a Firenze era ormai un continuo duello. Ai lati del letto, lui coi preservativi e lei coi Moment. Non potevano continuare con la logica di chi li estrae prima vince. Anche gli inquilini dello stesso palazzo si erano rotti le palle di vedere uno che andava in giro con la faccia di chi gli sta sulle palle l'ossigeno. Comunque sia non si è mai preparati alla fine di un amore, o all’arrivo di Verdù. ma purtroppo la tazzina del caffè ha un fondo. E poi da fonti vicine al giocatore, è emerso che Joaquin c’è rimasto male perché lunedì voleva fare colazione da Tiffany ma non c'era la Gazzetta dello Sport. E allora meglio Siviglia dove i barbieri hanno sempre i giornali sportivi. E a proposito dei tifosi che si ammazzano di seghe mentali circa il danno che provocherebbe allo spogliatoio la permanenza controvoglia dello spagnolo, proprio ieri a Careggi, da una coppia di tifosi così, è venuto alla luce un bambino con tre peni. L’hanno chiamato Verdù, e per farsi le seghe mentali, i medici hanno già informato i genitori che gli servirà la ciabatta. Io mi chiedo perché Joaquin non vada a strusciare il naso del Porcellino se vuole avverare il suo desiderio, invece di andare per pozzi dove l’unico desiderio che si sia mai avverato buttandoci le monetine è quello di “Vorrei avere le tasche meno pesanti e uno svincolato”. Se poi arrivassimo davvero a lasciarci, almeno io rimarrò molto affezionato a lui: 'Ci sentiremo sempre Joaquin', e poi ero in bagno, studiavo, guardavo i filmati di Verdù, cena di famiglia con 27 cugini, avevo il telefono nella lavatrice. Vai a cacare va!



venerdì 28 agosto 2015

Quando il blog non naviga in acque tranquille

Con l’inizio della nuova stagione calcistica riaffiorano puntuali le prime muffe di coppia. Il Bambi ha già dovuto fare i conti con la suscettibilità di lei, che è niente in confronto a quella degli utenti del blog. Gli ha subito fatto presente come lui desse più importanza al calcio, anche se il Bambi ha negato ricordandogli che è già il quinto Campionato che stanno insieme. E per tornare a quelli che invece sono i dissidi tra utenti, sappiate che sono stato costretto ad apportare modifiche anche al mio menù, e qualora si ripresentasse il problema mi cucinerò i fagioli come Terence Hill per darmi l'illusione di essere un duro come in “Lo chiamavano Trinità”. Questi fattacci mi stanno portando addirittura a ripensare le modalità di moderazione dei commenti, forse troppo libera per chi non sa gestirsi. Non so se prevedere la registrazione obbligatoria, o comunque almeno una password di accesso lunga minino 8 caratteri, che deve contenere sia lettere minuscole che maiuscole e almeno un simbolo: “Cognigni?”. Se prima però volessimo prendere in considerazione qualche mio consiglio per evitare tutto ciò, e se uno vuole evitare veramente lo scontro, invitate l’altro a parlare o scrivere meno rapidamente, questo consentirebbe di avere il tempo per ignorare tutto ciò che l’altro sta dicendo. Le incomprensioni sono abbastanza normali in un blog dove si scrivono centinaia di commenti al giorno. Io anche quando sono solo con me stesso traviso, e certe volte confondo la causa con il rimedio. Stamattina per colazione mi sono preparato uno zabaione. Alla fine mi faceva male il braccio, e quindi devo dire che ne avevo proprio bisogno. Il Bambi non è uno che porta rancore e si abbassa ad offendersi sui forum, anzi, lui tende a rassicurare sempre l’interlocutore. L’altro giorno ha scritto alla compagna "Non ho niente" sulla fiancata della macchina. Mi sono sempre vantato che questo blog fosse diventato un modello, poi però quando mi parlano di persone modello non capisco mai il modello di chi. Secondo me perdete tempo a offendervi quando invece dovete fare in fretta perché ormai avete solo 4 giorni di tempo per rimandare le cose a settembre. Poi lo so che quando succedono certi scazzi gli utenti tendono ad annunciare di andarsene. Facile a dirsi ma meno a farsi, perché certi blog come questo ti danno una certa assuefazione psicologica. Sono subdoli come gli spacciatori. Quello che in qualche modo succede nelle coppie quando lei ti chiede di dirgli qualcosa che la faccia sentire legata a te per sempre. E tu le ricordi il mutuo. Se ci fosse un clima più sereno e non avessi paura di essere etichettato come un personaggio di Walt Disney, è da tanto tempo che vorrei segnalarvi che Il Fruttolo alla mela è la cosa più sottovalutata di tutti i tempi dopo “I Cancelli del Cielo di Michael Cimino”. Ma ho paura però che possiate affibiare la colpa a Cognigni senza neanche aver letto il suggerimento. Altrimenti che cazzo c’entra Cogngini con il Fruttolo alla mela. E’ per questo che mi viene da pensare che nella regione temporale di qualcuno di voi piova sempre. Le prendete tutte troppo male, è così che poi si arriva immancabilmente allo scontro. Fate invece come me che penso con serenità persino alla morte. Lo faccio spesso non solo in quanto normale epilogo del nostro effimero destino, ma più che altro per ritardare l'eiaculazione.



giovedì 27 agosto 2015

Surrealismo Dalì a qui

La vicenda Joaquin racconta le difficoltà di un uomo in Porsche, ma anche la capacità del tifoso di sceneggiare realtà a proprio uso e costume. Di trasformare una verità squallida e in bianco e nero, fatta di plusvalenze e assenza di parcheggio per la Porsche, in pensieri surreali e motore boxer posteriore. Per farlo prendo spunto dall’artista australiana Jane Long, che a differenza del tifoso della Fiorentina, lo fa con vecchie e sbiadite fotografie. Quindi un grazie va ai nostri tifosi per aver immaginato una realtà diversa da quella triste del disco orario, fatta di persone incompetenti, per trasformarli in personaggi di fumetti, romanzi, film e cartoni animati. E’ grazie a questo prezioso lavoro di rivisitazione che Joaquin da incomprensibile bizzoso è diventato prigioniero, e rinchiuso sulla torre del Bargello da permalosi parcheggiatori marchigiani che pretendono la ricevuta del pagamento in bella vista sul cruscotto. E’ così che ad ogni cross sbagliato di Alonso si evidenzia dietro la parabola, pur nascosto, un certo ridimensionamento sbilenco. E’ grazie a questo surrealismo di facciata che il povero Pradè, pur debilitato dalla febbre, diventa protagonista e si presenta sulla piattaforma da 27 metri per partecipare con successo ai mondiali di tuffi. Nella sua triste realtà Cognigni parla con accento tipico dell’entroterra marchigiano, ma una volta rielaborata la realtà, diventa malefico ventriloquo dall’accento brasiliano che coglie una pausa fatale in una vecchia intervista di Neto, per fargli dire “Mai alla Juve”. La sicura sconfitta contro un Milan in lotta per lo scudetto, e non certo in contrazione di mercato come noi, è stata abilmente trasformata in una vittoria davanti a uno stadio deserto e privo di entusiasmo. E se Salah corre via veloce dalla Fiorentina, il tifoso invece di dare sempre la colpa a Cognigni, rielabora e la da a Mencucci questa volta, e per uscire dalla triste cronaca degli eventi prova ad uscire anche con un paio di ballerine. Per non pensarci, e alla fine la sua nuova realtà lo vedrà con i piedi doloranti. Trasformare la verità per vivere meglio è un sacrosanto diritto, penso a quei tifosi che dichiarano di avere il mare dentro solo perché dire di avere problemi alla prostata pare brutto. Se una realtà è triste, fatta di responsabilità familiari, e passione Viola mortificata nelle ambizioni dal fair play finanziario, è giusto staccare almeno con la mente, anzi, meglio staccare il bollino blu dalla banana e attaccarselo in fronte per ritornare bambini. Io che soffro d'incontinenza da fantasia, ho il dovere però di mettervi in guardia da questo gioco affascinante e allo stesso tempo rischioso, perché il surrealismo ha i suoi pregi, ma poi ti presenta un conto salato. Fate attenzione per esempio a fare viaggi mentali perché potrebbe passare il controllore. Oppure si potrebbe arrivare tre volte quarti. Pensate, è successo che una volta mentre ero in trans surrealistica sono stato addirittura contestato da una frangia di tifosi con i piedi per terra, parrucche, e nasi da pagliaccio, che mi hanno gridato “Ma perché con ste "mani che sfiorano pensieri e riempiono l'anima" non ci fai due ravioli?”. Il problema come per gli astronauti è il rientro nell'atmosfera di tutti i giorni, triste come quella di Joaquin, chi siamo noi per giudicare la sua scelta di sparire dietro a due mani, ma una volta che si renderà conto di essere rimasto, la decisione di riapparire facendo "cucù", come la commenteremo?.




mercoledì 26 agosto 2015

Sotto ai cipressi non ci si ripara neanche dal ridicolo

Alla fine la verità è venuta fuori. Ruvida come la carta vetrata a grana grossa. E come sempre sono le donne ad influenzare le scelte dei propri compagni. Così mentre Joaquin rilasciava un’intervista di depistaggio a Firenzeviola, la sua compagna ci raccontava in esclusiva le motivazioni vere che stanno spingendo la coppia a scappare via da Firenze. Il risentimento di lei nei confronti del Vasari è arrivato ormai ad un punto di non ritorno. E’ evidente il rancore che emerge dall’intervista, non c’è toppa abbastanza grande per uno strappo di questo tipo. Dure le parole di disprezzo usate per condannare la condizione di scandaloso vantaggio offerta dalla committenza per gli affreschi della Cupola del Brunelleschi. La compagna dello spagnolo ci ha tenuto a far sapere che è troppo facile così, che è insopportabile il fatto che il Vasari avesse avuto a disposizione una superficie così ampia e comoda, mentre lei è costretta a mettersi l’eyeliner su una palpebra. Poi c’è da considerare che a lui gli sono sempre stati sul cazzo i cipressi, è nota la sua passione per gli alberi dalle grandi chiome, sotto ai quali ripararsi dai contratti in essere. A niente sono valsi i tentativi di Pradé che pur febbricitante era disposto a ritoccargli l’ingaggio inserendo un pino marittimo secolare alla quindicesima presenza. Non c’è bonus che tenga, e questo è uno dei temi che dividono la tifoseria, tra quelli che vorrebbero tenerlo a prescindere dai problemi di lei con il Vasari, e chi invece ha un animo più sensibile e vorrebbe liberarlo verso un futuro meno manierista e più cubista. Lontano da alberi così vergognosamente affusolati. L’altro tema è quello del bicchiere mezzo vuoto malgrado la vittoria sul Milan. Se aver vinto contro i rossoneri è troppo poco per godere, fate come me quando mangio a casa da solo e non mi pare il caso di fare una lavastoviglie per due piatti. Così sporco di fango tutto il servizio da 12 della Rita. E poi è il momento dei grandi ritorni, dopo Jovetic all’Inter, riecco Cuadrado che va alla Juve e Balotelli al Milan, che a Brescia con la sua Lamborghini bianca da 350 mila euro, è tornato finalmente a essere il ragazzo semplice di sempre. A chi invece vede i Della Valle come un freno allo sviluppo delle proprie ambizioni, voglio ricordare che i cinesi ci copiano le Marche così bene che Pechino è ormai identica ad Ascoli Piceno. Per tornare invece all'attualità di casa nostra che ci interessa di più, e sperando di scongiurare un altro ritorno come quello di Cerci, su Joaquin naturalmente ci sono due visioni separate dall’Arno. C’è chi ritiene che non si debba darla vinta al giocatore come esempio per gli altri, e chi invece sostiene che questo atteggiamento è tipico di chi se lo taglia per far dispetto alla moglie. Il Bambi a questo proposito non è così stupido da tagliarselo, ma quando vuol fare un dispetto alla moglie usa sistemi meno invalidanti. L’ultima volta che ha litigato con lei, ha disegnato l'interno del garage sulla porta del garage. Poi gli ha prestato la macchina ed ora ha l'auto sfasciata. Salvaguardando a questo modo l’erezione mattutina. Io non sapendo cosa pensare sulla vicenda Joaquin sono andato su Facile.it e niente, neanche loro la fanno così facile, e non vogliono regalare Joaquin al Betis.


martedì 25 agosto 2015

Il mondo va alla rovescia

Per me è un errore evidente vincere due a zero in autofinanziamento contro una squadra, poi, che ha speso tanto come il Milan. Lo dico senza nessuna ironia, ma al contrario, lo giudico un errore come i pelati con la barba che vengono montati al contrario. Il mondo va alla rovescia. E infatti non è servita neanche la prima vittoria a sospendere certe manifestazioni di scetticismo nei confronti della società. Alcuni sostengono che con i vari casi Salah, Milinkovic-Savic, la saudade di Joaquin, e non ultima la temuta partenza di Vecino, la società abbia toccato così tanto il fondo che alla fine l'ha fatto venire. Mentre Bolt ha corso i 100 mt in 9.79 secondi, giusto un paio di decimi in più di quei tifosi che hanno corso dietro a tutte le voci di mercato. Sforzandomi cerco di capire anche chi trova il modo di non godere fino in fondo, perché forse è più corretto dire che ha solo un modo di godere diverso da quello più convenzionale. Intendo quelli che credono che il sesso migliore sia sporco, altrimenti non starebbero ore a farsi seghe mentali guardando donne che fanno wrestling nel fango. A chi si tormenta l’anima anche dopo una vittoria vorrei far presente che dall’altra parte ci sono realtà come quella dei tifosi milanisti che vorrebbero tagliarsi le vene davvero, ma non lo possono fare solo perché se sporcano la casa di sangue la moglie poi li ammazza. Io comunque, dopo le malefatte di Cognigni e  la febbre malarica di Pradè, sostengo che se ci fosse almeno un Nobel, o anche un premio minore per chi ha passato l'estate più di merda di tutti, la cosa avrebbe un senso. La preoccupazione di molti per questa settimana di mercato, quelli per capirsi che temono più le cessioni che i nuovi acquisti, è la stessa che mi ha confermato di aver provato il Bambi quando, disperato, suo figlio si era punto con un ago di pino. Anche se a me non sembrava così grave, specie all’indomani della vittoria sui rossoneri. Mentre per lui lo era eccome, visto che Pino era il cugino tossicodipentente. Stessa gravità riscontrata solo dopo la cessione di Savic e nella gestione delle paturnie di Joaquin. E poi tiratevi un po’ su, che almeno Cognigni non è così rintronato come Berlusconi che ha confuso Balotelli con Ibrahimovic. Capisco avere l’indole di quelli che pensano che in un universo parallelo vivono felici tutte le anime gemelle che non vogliono farsi trovare da quelli che stanno cercando l'anima gemella. Ma smettetela di volervi così male, che a quello ci pensano gli altri. Poi noto con piacere che dopo la demonizzazione di Montella, la vittoria contro il Milan spinge subito i più credenti a chiedere la beatificazione di Sousa. Si cerca cioè di mettere a frutto la vittoria proprio come fanno i procuratori dopo un’annata positiva del proprio assistito, e bussano alla porta della società per un ritocchino d’ingaggio. Un’annata però, non una partita. Io che ho apprezzato Montella, e tanto anche il lavoro di Sousa fino a questo momento, se proprio devo scegliere tra i due litiganti dico che il terzo gode. Vado sul sicuro e scelgo Ferguson. Anche se Rebecca. Perché in giornate come questa, ha le poppe a differenza di Alex, che vorrei avere anch’io da mostrare quando finisco gli argomenti.





lunedì 24 agosto 2015

La ciliegina sulla torta

Quando ho letto la formazione sono rimasto confuso, poi lo svolgimento della partita ha contribuito a chiarire che non avevo capito un cazzo. E il problema potrebbe non essere limitato solo alla partita di ieri, perché lo stupore alla formazione è stato generale. Non solo mio. E se alla fine viene fuori che non capiamo una sega nemmeno di calcio, quando inventeranno un vibratore che apre i barattoli e scaccia le cavallette, i maschi se la vedranno brutta. Bella davvero la Fiorentina di Paulo Sousa, che così conferma la buona impressione che aveva lasciato nel precampionato, che tanto è solo calcio d’agosto. Una partita che ancora una volta ha confermato che Montolivo per vincere doveva proprio andare a Milano, mentre Kalinic ci mostra finalmente quei movimenti da centravanti che Gomez si era tenuti tutti per se. Quando poi ho fatto notare alla Rita lo sperpero di denaro del Milan, capace di spendere 50 milioni su Bertolacci e Romagnoli, si è fissata che devo scrivere un bestseller a sfondo sessuale da 125 milioni di copie. Per fare un gesto eclatante e regalare alla squadra un terzino destro. Mi è piaciuta davvero tanto la Fiorentina di Sousa, cattiva, solida dietro, registrata molto bene, con ottima capacità e intensità di gioco. Più di quella dell’ultimo Montella. Diciamocelo pure, la Fiorentina è stata la più bella squadra della prima giornata, malgrado Cognigni, Neto alla Juve, la febbre di Pradè che non va giù nemmeno con la Tachipirina. Malgrado Astori e Mario Suarez in panchina a fare compagnia a Rebic, Pepito Rossi, Mati Fernandez, Vecino, Basanta. Malgrado la tribuna di Joaquin. Francamente non so cosa dobbiamo aspettarci da questa squadra, forse sarò sfacciato ma io opterei per lo scudetto. E a proposito di risultati aspettatevi grandi cose anche da me, perché il mio talento più grande è proprio deludere le aspettative. Viste le sconfitte di Juventus, Napoli, Milan, e il pareggio della Roma, possiamo dire con soddisfazione, che malgrado il bollino rosso, sono state partenze intelligenti. Più di così non potevamo pretendere, forse solo se la squadra dei Testimoni di Geova fosse andata ieri tra Roncobilaccio e Barberino a bussare alle automobili.  Io direi che la vittoria sul Milan potrà convincere gli scettici a spegnere quella luce in fondo al tunnel che attira le zanzare. I tanto strombazzati Bacca, Luiz Adriano, e le centinaia di milioni spesi finora in questo calciomercato drogato, mi fanno pensare invece al più classico gergo turistico gonfiato ad arte, dove lussuoso sta per standard, e poi standard equivale a no climatizzatore, mentre rustico significa fienile, e atmosfera ottocentesca è uguale a bagno all'aperto. La colonna sonora di questa vittoria l’ha scritta con successo  la Fiesole, il pezzo “Montolivo dov’è” è anche meglio di "Neto è in panchina", mentre in mancanza di Cecchi Gori, il successo della Fiorentina lo voglio mettere come ciliegina sulla torta di una vacanza al mare che si può definire anch’essa un successo, visto che i vicini di ombrellone non mi hanno inserito in nessun gruppo WhatsApp. Oppure la ciliegina sulla torta è stata conoscere Buster?




domenica 23 agosto 2015

L'incubo

Come ho sempre detto, su Cognigni andrei più cauto nei giudizi, così come con Casamonica. Casomai il terzo giorno risorge. Oggi comunque si parla solo in gergo calcistico, non vi meravigliate quindi se la vostra lei non potrà “giocare” stanotte perché squalificata alla quinta ammonizione per simulazione. Stasera poi sarà più facile riconoscere i tifosi felici grazie al risultato della propria squadra. Attenzione solo a non scambiare tale felicità con quella di chi non finisce mai i giga internet. So anche che quelli come me, che cioè sorridono anche se tutto va male, ve li immaginate mentre la fortuna ci passa accanto dicendo: “A questi niente, stanno bene così”. Se Dio vuole è finito il tempo di tanti discorsi, giornate interminabili dove "È impossibile" ce l’ha fatto dire l'orgoglio. "È rischioso" ci è scappato per via dell'esperienza, e "Provaci" lo abbiamo sussurrato con il cuore. Oggi è tempo di "Sciabolata morbida" urlato da Piccinini. Secoli di studi sull'evoluzione della specie e sulla nostra supremazia, decadono davanti al fischio d’inizio del campionato, e l’apertura del buffet. Anche quest’anno i dati indicano un calo di spettatori, sempre più gente guarda le partite in televisione, con lo stesso disagio che provano gli "Stadio" che ormai fanno concerti solo nei teatri. Cosa riserverà il futuro a queste generazioni di tifosi sempre più lontani dagli spalti non è facile a dirsi, sicuramente: l’iPhone 42 pollici e i rasoi Gillette con 18 lame. A parte tutte le frasi di circostanza che si possono dire a poche ore dal debutto, tipo "Le squadre forti è meglio incontrarle subito", devo dire che non è mai stato facile nemmeno essere me stesso, proprio perché sono sempre stato io il peggior avversario di me stesso. Ma in compenso mi sono scelto un avversario valido. Non me l’ha dato il computer della Lega come quando ci ha assegnato il Milan. Insomma, prende il via il campionato e così ci ritroviamo lì tutti intorno alla passione ad esultare con le braccia al cielo, mentre quando vedrete un vecchio con le mani dietro la schiena incontrare un altro vecchio con le mani dietro la schiena, non sarà campionato, ma un cantiere che prenderà vita. Perché non tutti hanno la stessa passione come noi, ho visto uomini per esempio godere infilando un carrello dentro l'altro, oppure ascoltato telefonate romantiche in cui ad un certo punto si sentiva lo sciacquone in sottofondo. Dobbiamo essere tolleranti e sportivi, del resto per ogni cuore che batte c'è sempre una mignotta che glielo contiene. O una Roma che stecca la prima. Ci sono persone a cui piacciono i balli di gruppo, chi invece prova con le terapie, e questa estate al mare supera finalmente con successo la fissazione per le poppe  E’ tanta l’eccitazione per la prima (Quando ancora ero fissato per le poppe mi ci voleva almeno una quarta), così tanta l’attesa, l’adrenalina che sale, la voglia di vederla cominciare tutta colorata di Viola. E il debutto mi provoca sempre anche lo stesso problema, come tutti gli anni ho dovuto così fare i conti con il solito incubo. Ho sognato di avere davanti un vecchietto con il cappello e la Panda. Mi son svegliato tardi e la partita era già finita.




sabato 22 agosto 2015

Muffe

Non crediate che sia una persona rassicurante solo con voi perché vi servo bicchieri mezzi pieni con la stessa padronanza di chi spilla birra all’Oktoberfest, lo sono anche quando, alle 3 di notte, metto "mi piace", sulle vecchie foto in costume delle mie amiche. Alla vigilia dell’esordio in campionato anche Mario Suarez mesce ottimismo quando sembra certo che il reparto della Fiorentina sarà il migliore della sere A. E nessuno di voi che gli abbia dato del “Poeta” come invece fate con me. In compenso ho maturato delle certezze dopo un’estate passata a parlare con il filippino della Contessa Cinzano davanti ad uno splendido mare, non ho scritto solo versi, ho capito quanto sia vero che le donne sviluppano prima. Alle donne vengono le poppe a 13 anni, mentre agli uomini a 45. Altre certezze di fine agosto sono le squadre italiane, che rispetto alle straniere, fino a dicembre sono indietro nella preparazione, e da gennaio sono più stanche. Mentre un interrogativo ritorna tutte le notti da quando sono rientrato a Firenze: a che serve fare le buche in spiaggia se poi non puoi seppellirci Cognigni? Domande senza risposta, Pradè senza febbre, caffè senza zucchero, che sorseggio pensando a Joaquin e a quel suo sogno di andarsene. Ho imparato così a non affezionarmi più ai giocatori, no, e sotto la doccia quando i pensieri si fanno più intimi, mi rendo conto che l’unica cosa a lasciarmi il segno è ormai solo il costume. Intanto un po’ a sorpresa, vista la polemica che ne è scaturita, l’ideatore di Dylan Dog ha raccontato che il suo personaggio è diventato l'Indagatore dell'Incubo da quando si è messo in testa di scoprire se Pradè aveva davvero la febbre. Siccome voglio credere a Mario Suarez, invece di un centrocampista e un difensore di destra, mi sono convinto che mancano di più quei tempi in cui l'unico pensiero al ritorno dalle vacanze era il rullino di foto da sviluppare. E in questa vigilia di campionato a Firenze si torna a respirare quell’aria inconfondibile che ti entra nei polmoni ogni quattro anni, come se fosse un mondiale, quella tipica che si forma tra un ciclo e l’altro, dove si vengono a creare le muffe del ridimensionamento. Le senti, forti, che escono dai seminterrati alluvionati dalla nostalgia. Succede in certi luoghi della memoria, da quando Prandelli se n’è andato, sembra di essere all’Aquila davanti a un cratere dove un tempo c'era una casa. Di fronte, la pubblicità di un panettone datata Natale 2008. E poi siamo tutti un po' in tensione per questo debutto della Fiorentina, anche troppo, ieri il Bambi è sceso di corsa dalla tramvia dopo aver visto quella donna della foto. Troppo nervosismo che porta anche gente normalmente più posata e religiosa di lui a mettere in discussione persino la propria fede. Sua madre mentre lui cercava di ricaricarle la tessera di Mediaset Premium, era così agitata che ad un certo punto ha preso in mano il rosario di mille partite, e con grande amarezza gli ha gridato che la religione non può essere una scienza esatta, e lo dimostra il fatto che prima dicono "Beati gli ultimi" e poi inventano il buffet. E anche se lui ha avuto la prontezza di spirito e ribattere che Gesù lo disse vedendo la cassiera aprire un'altra fila, lei ha comunque aggiunto ”Imparerai a tue spese, che lungo il tuo cammino, incontrerai ogni giorno 'milioni' di ciclisti al centro della carreggiata”. Chiari sintomi di nervosismo da inizio stagione. Io invece faccio ragionamenti diversi mentre aspetto, diciamo più compassati, e penso che da piccoli giochiamo coi Lego, da adulti andiamo all'Ikea, e da vecchi guardiamo i cantieri. Perché l'uomo che tifa ha le costruzioni nel DNA. E così da domani comincio a costruire un nuovo sogno.

venerdì 21 agosto 2015

Gesù è marchigiano

Questo è un editoriale sconsigliato a chi non crede agli UFO, cerchi nel grano, e alla febbre di Pradè. L’argomento trattato oggi è forte, di quelli che scuotono le coscienze. Non andate avanti quindi, fermatevi qua, se non volete rischiare di mettere in discussione certe convinzioni. Se non siete disposti cioè a considerare la possibilità che esista un Dio diverso da quello in cui avete sempre creduto. E dopo questa doverosa premessa devo raccontare i fatti per certi versi drammatici, convulsi, che alla fine apriranno i cuori soprattutto degli atei che proprio non volevano vedere. Mi chiama il filippino della Contessa Cinzano, trafelato come quei tifosi che in questa estate hanno corso sulla battigia per essere i primi a scrivere "ti amo" sulla rabbia. Insomma, lo calmo un po’ dicendogli che deve stare tranquillo perché Salvini scherza e che in fondo non è cattivo, visto che non si capiva una sega. Proprio come Salvini. Mi ha raccontato che Cogngini è andato a trovare la Contessa Cinzano per scroccargli un’altra giornata di mare, siccome ogni volta che vengono questi marchigiani arricchiti la contessa s’incazza perché come ho scritto ieri lasciano le impronte a pallini di quelle cazzo di scarpe su tutta la spiaggia davanti alla villa, ha pregato quello che sembrava un semplice ragioniere, di togliersele per evitare di rovinare il lavoro di lisciatura che serve a donare quell’effetto seta che piace tanto alla padrona di casa. Cognigni è stato un po’ riluttante ma essendo ospite ha dovuto seguire l’invito del filippino, e non con qualche fastidio alla fine si è tolto le scarpe di ordinanza. Il marchigiano è stato in spiaggia a sorseggiare un bicchiere di Ribolla Gialla ghiacciata visto che la contessa non aveva saputo rispondere alla sua richiesta di un Rosso Conero caldo come il piscio. Quando è uscito il filippino per portargli delle bruschette è scoppiato il caos. Cognigni a piedi nudi lasciava le stesse impronte a pallini di quando indossa le scarpe (e subito ha scattato la foto come quando si avvistano gli UFO) mentre il ragioniere con gesti furiosi cercava di cancellarle. Poi è scappato in camera dove ci è rimasto, prima di scendere per la cena. Quando si è presentato indossando di nuovo le scarpe di ordinanza il filippino ha mostrato la foto per chiedere spiegazioni, è lì che il ragioniere è crollato e ha confessato che suo padre gli ha fatto impiantare le famose suole a pallini anche all’interno dei piedi per seguirne dall’alto tutti i passi che faceva anche in assenza delle scarpe. Poi ha pianto dicendo che almeno il suo antenato più famoso lo avevano messo in croce per 30 denari, che conti alla mano sono l’equivalente dei 30 milioni di oggi per Romagnoli. Lui invece no, ci sono tifosi Viola che l’hanno messo in croce addirittura per un gobbo di merda come Neto. E non solo, mi ha fatto vedere che è condannato a non potersi nemmeno fare mai il bagno, il filippino della Contessa Cinzano, allibito, mi ha confermato che Cognigni è avanzato lasciando anche sull’acqua quelle disgustose impronte a pallini. Poi inaspettata come le lacrime di Mlinkovic-Savic è arrivata la voce fuori campo di Diego a squarciare le nostre certezze, potente e allo stesso paterna, che veniva da non si sa dove: “Vai figliolo e vendi pure Joaquin”.

giovedì 20 agosto 2015

Stati d'animo senza nemmeno una capitale

Il correttore dell'iPhone è manovrato da forze del male con le suole a pallini. Digito "Cognigni Coglione" e il dizionario insiste a darmi "Pradè ha la febbre”. Meglio un direttore tedesco agli Uffizi che un ragioniere marchigiano all'uscio. Lo so che per molti i miei non sono pensieri ma solo origami. Perché non ce l’ho con Cognigni, e poi perché ho la sensibilità per riconoscere le sfumature. Non solo quindi chi lascia orme puntinate sul bagnasciuga della Contessa Cinzano, ma anche quelli in difficoltà alla Conad nell'aprire il guanto di plastica per prendere la verdura, che d'estate sono gli stessi che tentano di stendere l'asciugamano sulla sabbia. Mi dispiace percepire lo stato d’animo che aleggia sul blog, mi ricorda lo stato d'animo di quella canzone che non è stata ancora scritta. Certi stati d’animo mi fanno pensare che se mai doveste scegliere, tra perdonare e dimenticare una bugia di Cognigni, il cadavere lo occultereste nel freezer o in giardino? Io non voglio credere a chi mi da di stupido perché accetto sempre tutto quello che fa e dice la società. Preferisco credere di essere una persona speciale come sostiene la Rita, che è d’accordo anche quando faccio acquisti difficili da capire, come quella volta che comprai le pentole subacquee per fare il risotto all’onda. Le reazioni che ho osservato durante questo calciomercato mi hanno aiutato a tracciare il profilo della donna ideale del tifoso Viola, che dovrebbe avere il fisico di una ventenne, la testa di una quarantenne e la disperazione di una trentenne. Insomma non si può pensare sempre in grande, per esempio agognare professionisti del calcio  come Galliani, perché se prendete lui e me lo paragonate al ragioniere di Civitanova Marche, ci credo che poi cadete in depressione. Non fate altro che un confronto impari, come quando una bella passera di 180 cm dice in televisione 'La bellezza non è tutto nella vita', e una casalinga di Voghera si impicca con la prolunga del Folletto. Sono d’accordo nel dire che l’economo ci abbia rovinato l'estate, ma oltre le sue effettive responsabilità. Insomma, il basilico fresco, l’aglio, i pomodorini succosi, la cipolla di Certaldo, l’olio di olive mignole, ormai niente per i tifosi Viola  dice “condimento estivo” come l'Autan. Quando leggo questa capacità di addossare tutte le colpe a Cognigni mi viene in mente la Rita e la sua straordinaria velocità con cui una semisconosciuta, di cui ho detto "Non è brutta",  diventa subito "La tua amica". E anche se nei tifosi Viola percepisco astio nei confronti dell’economo, non voglio pensare che possano augurare del male alla Fiorentina con la speranza che così venga fatto fuori. Non mi permetterei mai di definire i tifosi dei gufi. Anzi per scagionarli da un possibile pensiero ingiusto e infamante, voglio sostenere con forza che l'esemplare che riesce a ruotare il collo fino a 270 gradi non è affatto Il gufo. No, ma proprio il tifoso Viola al mare quando gli passa vicino un bel culo. Insomma, lo so che dopo l’addio di Joaquin l’inferno avrà una “H” gigantesca sul portone d’ingresso. Io che sono un poeta ho però un’immagine diversa di quel luogo. Avrò ancora le bombole e le pinne di quando ho cucinato l’ultimo risotto, e sarà un luogo pieno di persone che ti chiedono "E per il resto tutto a posto?" mentre ti toccano il braccio. Persone che lasciano impronte a pallini sul bagnasciuga della Contessa Cinzano.







mercoledì 19 agosto 2015

Il mostro di Firenze

Ieri sera di ritorno dal mare ho incontrato il Bambi in via del Campuccio, era afflitto come solo quando parla dell’economo civitanovese E allora ho pensato che fosse per la cessione di Joaquin. No, mi ha detto che dopo il caso Salah e Neto gobbo alla Juve, dopo cioè tutti gli accidenti che aveva mandato al ragioniere, dopo 25 anni è andato a confessarsi dal prete di Serumido. Ma il prete pur di non assolverlo gli ha detto che Dio non esiste. Aveva deciso di confessarsi non solo per le offese gratuite, ma anche a seguito di un attenta lettura del bilancio della Fiorentina. Dopo cioè essersi reso conto che qualcosa Cogngini lo doveva pur fare per arrestare l’emorragia. D’altronde che la matematica non sia un opinione se ne accorge anche quando ritrova il calzino perso non appena deciso di buttare l’altro. E’ matematica appunto. Poi mi ha detto che per me è più facile sfogare le frustrazioni grazie al blog, anche se per la prima volta mi ha dato una tirata d’orecchie aggiungendo che la libertà di espressione non significa che si può andare in giro con la faccia a culo. Avevo giusto un segreto che sembrava fatto apposta, e del quale mi aveva reso partecipe proprio ieri il filippino della Contessa Cinzano. Per cercare di rincuorare l’amico Bambi, contravvenendo al giuramento, ho raccontato che la Polizia sta indagando su uno strano messaggio lasciato sul bagnasciuga davanti alla villa della contessa. La Polizia sta valutando se riaprire il caso, dopo che l’avvocato Taormina ha sostenuto che Neto, Salah e Aquilani se ne sono andati perché tutti già sapevano in Fiorentina. Milinkovic-Savic ha pianto dopo essersi sfogato con Pradè perché a lui non sembrava giusto tenere la Franzoni in carcere dopo che loro sapevano e non parlavano. Altro che le minacce di Lotito. Il Filippino della Contessa Cinzano che ha rinvenuto la scritta, mi ha detto anche che il messaggio non era anonimo, ma era accompagnato da una fotografia di un vecchio attaccante scozzese ritratto con la maglia del Milan. La Polizia sta indagando per risalire all’autore che ha voluto lasciare quella firma. Accanto alla foto è stata ritrovata anche una dentiera. Il filippino mi ha spiegato che nei primi anni della carriera quel giocatore perse gli incisivi superiori per i duri contrasti di gioco con i difensori avversari, e per questo fu costretto a portare la dentiera che era solito togliersi per entrare in campo. Mi ha anche detto che la Polizia è più propensa a pensare che sia solo la scritta di un tifoso Viola amareggiato, che ha voluto usare quell’evento criminoso per condannare il lavoro del ragioniere, che starebbe appunto uccidendo le speranze dei tifosi. Taormina ha sicuramente strumentalizzato la scritta, anche perché ha voluto esagerare sostenendo che c’erano delle analogie nei comportamenti di Cognigni anche con il delitto di Garlasco. Del resto si sa chi è Taormina, e le persone non cambiano, come dicono anche i bottegai fiorentini quando i clienti si presentano con 50 euro. Notizie false, si. Come se uno inventasse una notizia falsa e completamente marginale e la gente ne discutesse appassionatamente per giorni. Calciomercato?




martedì 18 agosto 2015

& Co. (Quando per compagnia bella s'intendono Cognigni e Concato)

C’è un mercato che ancora non soddisfa del tutto, ma c’è anche un precampionato che soddisfa troppo. Tanto che quelli non soddisfatti del mercato tendono ad avanzare perplessità sul calcio di agosto. A loro voglio dire che ci sono amori estivi che possono durare anche per settembre. E poi se tutti i giorni ci mettete un po’ più di ottimismo di quello che vi viene naturale, alla fine potrete permettervi sogni più grandi di quelli che fate di solito. Pensate che il mio pizzicagnolo a forza di: “Sono 2 etti e 40, sono 3 etti e 70, che faccio lascio?” Si è comprato l'Harley-Davidson. Intanto l’ostracismo nei confronti di Cognigni si radica sempre di più nel territorio. Fino ad andare oltre i soliti cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar. Ho letto infatti che il Gruppo Chiava, quando non fa quello che ne contraddistingue la propria Denominazione di Origine Protetta (da Hatu), sta inventando la scatola nera per le liti di coppia, e allora milioni di maschi saranno scagionati dall’accusa di voler più bene alla Fiorentina. Naturalmente ad eccezione di Cognigni. L’ostracismo nei confronti della calcolatrice del ragioniere di fiducia, dimostra che c’è troppa durezza nel vivere la passione, ormai si tende a non perdonare più niente al civitanovese, il tifoso Viola è intransigente e non varca più nemmeno il Colfiorito privandosi oltretutto del gusto unico della patata rossa. Vuole sempre chiarezza in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Anche il Bambi è uno di quei tifosi che si piega ai conti dell’economo ma non si spezza. Quelli che io definisco tifosi sdraio. Per fortuna o purtroppo la stagione estiva cambierà definitivamente fisionomia con l’inizio del campionato, tempo di tre punti, di verifiche importanti, come capire se ci saranno altri nuovi acquisti. E mentre sarete lì impantanati nell’attualità a dare un voto alla prima uscita della squadra contro il Milan, e subito dopo alla società per come avrà chiuso la campagna di ridimensionamento, io no. Mi volterò indietro a fare il lavoro sporco anche per voi che avete passato l'estate a separare le spirali anti-zanzare. Voi rifatevela pure in santa pace con Cogngni, io metterò nel mirino l'addetto packaging degli zampironi che da 30 anni si prende gioco di noi accoppiando due spirali una dentro l'altra. E poi devo egoisticamente sperare che domenica piova, un tipo di augurio che faccio anche quando vado ai concerti. Dove prego che inizi a piovere così rimaniamo solo i veri fans, io e la mamma di Fabio Concato. Allo stadio invece rimangono solo quelli che hanno portato l’impermeabile e non solo il rancore per Cognigni che purtroppo passa anche attraverso i tornelli. Poi l’inno, le formazione e l’adrenalina. Si, i rumori della passione Ii lascerò a voi, mentre osserverò un minuto di silenzio per tutti quei tifosi Viola che abitano al piano terra e non possono mai far salire le ragazze a vedere la collezione di farfalle.




lunedì 17 agosto 2015

Dal bagnasciuga al tuffo

Entriamo nella settimana che ci porterà dritta dritta in bocca al campionato. E allora vi invito ad un avvicinamento saggio come quello che percorriamo dal bagnasciuga al tuffo. Non troppo spavaldo insomma. Non si può cioè pensare a una società perfetta, senza più Cognigni e con il lampredottaio del Porcellino alla presidenza che elargisce salsa verde speranza in quantità industriale. Ci vuole prudenza, almeno tre ore prima di fare il bagno. Vi chiedo di non sognare così in grande, perché avete presente quando pensate che sia la persona perfetta e non ha neanche un difetto che ti possa dar fastidio. Ecco, quello è un falso d'autore. La Fiorentina è invece un originale, un monocromo Viola con il giglio di Firenze sul petto. E questa volta ve lo dico da persona pratica e non da poeta da strapazzo, con la speranza che oggi non siano le uova a sentirsi tirate in ballo. Perché io non sono solo un poeta strapazzato, ma quando c’è bisogno so essere anche ben calato nella realtà di tutti i giorni. Se Cognigni è costretto a misurarsi con il fair play finanziario, anche io so dare risposte concrete o consigli come in questo caso, non senza un eccesso di presunzione tipico di un poeta a cui manca sempre un verso. Per esempio al posto di Ken e Big Jim ho fatto sposare la mia Barbie Mascotte Viola col pupazzetto di Esplorando il Corpo Umano. Farà anche schifo ma almeno ha l’uccello. Mi sembra ingeneroso etichettare tutte le volte Cogngini come un dilettante, stare lì a sottolineare sempre le sue incapacità, anche il giorno di Ferragosto mentre tutti si divertono. C‘è chi tra i suoi detrattori sostiene addirittura che il suo modus operandi prenda spunto dal pranzare gratis con gli assaggini al Mercato Centrale. Quando a Firenze col cazzo che ti danno un assaggino quei braccini corti dei bottegai. Il messaggio che voglio dare in questa settimana di fibrillazione e bagnasciuga, è che Invece di aspettare l'amore della vita, o se preferite l’annuncio di un top player, sediamoci in riva al mare e aspettiamo quella che vende le ciambelle. Che poi a Firenze non si sanno nemmeno pronunciare tanto bene i nomi di tutti questi grandi giocatori venuti da lontano. Si fa ridere, meglio i Sepe, quattro lettere e via. O i Neto via addirittura a zero. Il resto è tutta una rottura di cognomi. E poi in questa settimana, al mare si possono fare tante altre belle cose, come costruire castelli di sabbia, architetture delicate ma sempre più solide di quei castelli costruiti in aria. O con i pagherò. Puntiamo sulla concretezza, così come i giocatori saranno impegnati a cercare la forza dentro di se per guadagnarsi un posto da titolari contro il Milan, noi cercheremo dentro di noi la forza per trovare un posto libero dove piantare l’ombrellone. Se non troviamo la forza dentro di noi, facciamo come il Bambi che la cerca sotto. Lui che non capisce il perché di certe persone in Fiorentina, e io che di certe persone in spiaggia non capisco qual è il materassino. Ma soprattutto bisogna sorridere di più perché la vita è troppo bre




domenica 16 agosto 2015

Tra Bruno e Chiara è lui la persona più chiara

Da quelli che chiedono chiarezza con insistenza ormai da più di 28 mesi consecutivi, asserragliati sopra il tetto ingaggi, minacciando di non rinnovare l’abbonamento, mi piacerebbe sapere cosa ne pensano di certe operazioni di mercato altrui. Prendiamo le quotazioni di Romagnoli e Bertolacci, o il fallimento del Parma mentre la Covisoc era in bagno. E dopo la vittoria di ieri contro i greci, c’è un’altra operazione che risulta ancora più sospetta, tanto che mi sono chiesto come mai il Besiktas non abbia comprato Kalinic invece di Gomez. E’ tutto chiaro per loro, oppure è solo l’autofinanziamento quello che nasconde le trame più fitte di mistero. O forse la mancanza di chiarezza è riferita a quali siano i benefici del dubbio? Per me l’autofinanziamento della Fiorentina è addirittura troppo scolastico, forse è anche troppo chiaro per essere chiaro. Invece i fondi d’investimento Doyen, la proprietà thailandese del Milan e quella indonesiana dell’Inter, tutta roba trasparente come il fatto che la Fiorentina di Sousa ha dimostrato ieri di saper garantire una certa continuità di risultati con quella di Montella. A cominciare dal rigore sbagliato di Mati Fernandez. Per non parlare della provenienza dei soldi con i quali fa mercato la Roma. Per non parlare del fair play finanziario fatto oggetto di pernacchie. La chiarezza di Lotito poi è notoria, così tanto chiaro nelle sue minacce da far piangere persino il povero Milinkovic-Savic. E noi provincialotti circondati da ulivi e cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, chiediamo conto a un ragioniere vecchia maniera come Cognigni, forse perché vorremmo anche noi affondare le mani nel fondo fangoso di mercati da 70/80 milioni di euro con la formula del prestito con obbligo di riscatto? A me tutta questa domanda di chiarezza che si abbatte sulla città come il povero Bagadur sul palo nel drammatico tentativo di salvare un gol, non appassiona per niente, anzi, devo confessare che quando trovo un interlocutore che me ne parla fingo di essere interessato solo per specchiarmi nei suoi occhiali. Ma siccome non tutti hanno gli occhiali a specchio, mi sono un po’ stufato di questa “esigenza”, che secondo me non è affatto tale, ma che anzi nasconde in maniera grossolana solo l’insofferenza per una società come la Fiorentina che non è disposta a percorrere scorciatoie pericolose. Secondo me è proprio chi chiede chiarezza che alla fine è quello meno chiaro, soprattutto con se stesso. E per dimostrarlo ho preso a campione una coppia di tifosi Viola, paladina di questa nuova frontiera della voglia di trasparenza, ve li ricordate quelli con nasi e parrucche da pagliaccio? Ebbene, la Riblogghita ha fatto un’inchiesta proprio sui comportamenti di una di quelle coppie, per mostrare la vera natura di questi ricercatori di verità, senza più nasi e parrucche a proteggerne l’identità. Abbiamo scelto Bruno e Chiara perché rappresentano l’ultima frontiera del tifo sostenibile in quanto vegani da ormai gli anni che la Fiorentina arriva quarta consecutivamente. Anche se lei comincia subito male perché pur essendo Chiara si rivela una ragazza di colore a tutti gli effetti, mentre lui pur essendo Bruno è molto più chiaro di lei. Li abbiamo seguiti per verificare se nella loro vita c’è la stessa chiarezza che chiedono a gran voce alla società. E come sospettavo non è così, infatti Chiara venerdì scorso ha comprato tre chili di zucchine, due cetrioli, e dell'olio rilassante anale. Tutto per far credere alla cassiera che fosse una pervertita, e così nascondere la sua vera natura di vegana.


sabato 15 agosto 2015

Ci sono ancora le persone per bene

Come cambiano le abitudini in città, e non si salva nemmeno il Ferragosto naturalmente. Dopo la vicenda Milinkovic-Savic, a Firenze c’è tanta più prudenza, anche solo per rendere ufficiale un fidanzamento ormai si aspettano le visite mediche. Un tempo volavano gli aquiloni, oggi i droni, questa è la nuova realtà. In più c'è solo l'ufficialità dell'acquisto di Kalinic. Per ritrovare certe sensazioni devo ritornare con la mente a quei Ferragosto di quando ero piccolo, è lì che ho imparato sulla mia pelle che eravamo già il Paese più corrotto d'Europa. Da quando cioè la nonna mi diceva “Le vuoi 500 lire?” e se dicevo si: “E allora dammi un bacio”. Oggi che sono cosciente di quel modo malavitoso di estorcermi affetto, e visto che ormai troviamo i negozi aperti anche in giornate come questa, vorrei segnalare all'autorità competente che la nonna prima di morire aveva aperto una catena di negozi che oggi si chiama “Intimissimi”, dove puntualmente si fanno pagare il pizzo. Anche il Bambi ha il suo Ferragosto amaro da ricordare, ha scoperto che il figlio di uno spacciatore che conosceva quando si faceva, fa anche lui lo spacciatore. La solita Italia dei raccomandati. Comunque la  morte della nonna ha lasciato un vuoto enorme nei miei ultimi Ferragosto, malgrado la sua non totale limpidezza d’animo, ormai a dire che sono bello ci sono rimasti solo i vucumprà. La nonna mi manca tanto, come i 4 secondi in cui il ventilatore si gira verso nessuno. E se c’è da fare tesoro, per mettere cioè a frutto giornate di festa come questa,  l’esempio  è quello che ci danno quattro bambini presi a caso in spiaggia armati di paletta e secchiello, con loro la TAV la finiremmo in mezza giornata. Quello che non è cambiato da quando c’era ancora la nonna è che non smetterò mai di stupirmi del miracolo quotidiano dell'erezione mattutina. Ricordo con un po’ di rammarico anche un lontano Ferragosto dell’80 perché quella volta avevo avuto ragione con una donna. Poi si rivelò un malinteso. Per chi è rimasto solo in città, per chi si sente spaesato e il Ferragosto accentua quel disagio di sentirsi in balia delle onde pur trascorrendo la giornata in San Frediano, voglio dire che là fuori non è tutto così brutto, e che non ci sono solo persone cattive. Per ribadire questo concetto importante non ruberò spazio parlando del 3 a 0 contro la Lucchese, perché voglio rincuorare le persone che non vivono più il Ferragosto spensierato di una volta. Quello con la chiave infilata nella serratura della porta. Voglio raccontare come invece ci sono anche oggi le persone buone come il cocomero. Persone prive di cattiveria e semi. E voglio proprio ricordare questa giornata di festa con il gesto di una di queste. A Sorgane infatti, dove il Ferragosto è più duro e una ragazza ha tentato di buttarsi dal cornicione del quarto piano quando ha saputo che Neto non era stato convocato da Dunga, un ragazzo eroe l'ha salvata. La foto che ha commosso il web.


venerdì 14 agosto 2015

Ogni anno migliaia di uomini vengono ingannati da un bel culo

Quello che esce dalla sede di viale Manfredo Fanti è per molti un silenzio assordante, che ricorda quello dopo una scoreggia. Un silenzio gassoso che spinge a camuffare da pacche sulla schiena, certe spinte per fare cadere Cognigni dalla propria carica. Magari adesso dopo tanto silenzio arriverà anche l’annuncio dell’acquisto di Kalinic, e così il tifoso penserà che il peggio è passato, invece è andato solo a chiamare i rinforzi. E’ in questi giorni di bonaccia che il Bambi ripesca emozioni forti da un passato burrascoso, solo ieri davanti a una fetta di cocomero ghiacciato mi ha raccontato di quella volta che ha fatto uno scambio di coppia con un amico: lui gli diede le figurine di Aguilera e Skuhravy e l’altro quelle di Baiano e Batistuta. E’ proprio in questi momenti di latitanza della società che trova il tempo di combattere le sue vecchie battaglie più dure. Ogni anno migliaia di uomini vengono ingannati da un bel culo e poi davanti c’è una nonna come quelle che fanno ancora le conserve, e così ritira fuori la sua mitica T-shirt sdrucita “Combattiamo per uniformare facce e culi”. Io invece amo questi momenti di calma apparente, specie al mare, del resto posso stare ore a fissare un muro, immaginatevi un paio di poppe più grosse del muro. E poi si fa troppa ironia a Firenze per ciò che succede in quei trasferimenti che saltano incredibilmente per commozione. Ma le cose più strane succedono davvero. Non c’è solo Neto che dice no alla Juve. Sempre il Bambi sostiene che certi amori fanno dei giri immensi, poi non trovano parcheggio sotto casa sua e se ne vanno. E mica dà la colpa a Cognigni o a Pradè per non aver messo due seggiole e un asse di legno tra una Cinquecento e una Golf GT. Ci vuole tempo per fare le cose per bene, Picasso diceva che ci vuole molto tempo anche per diventare giovani. E a questo proposito voglio fare gli auguri a Lorella Cuccarini che ha compiuto 50 anni. Che non c’entra niente ma è una dimostrazione di come almeno io impegno il tempo in questi momenti, senza per forza dovermi sempre lamentare. Meglio aspettare un po’, datemi retta, ricordo ancora come mi trattava male la Beatrice dalle poppe grosse quando mi rinfacciava di essere venuto in 30 secondi. Hai voglia poi a rispondere che il tempo passa veloce quando ci si diverte. Andate all’Ikea e lasciate lavorare la società, che a differenza mia non soffre di eiaculazione precoce. Ma poi come ve lo devo dire che il calciomercato è cambiato, come tutto del resto, voi siete rimasti ancora al mese di ferie in agosto, alle città vuote, alla riconferma di Batistuta. Datevi pace e pensate a quanto è cambiata la stessa estate, io sono stato concepito in acqua, oggi sarebbe impossibile visto che uno dei due deve rimanere sotto l’ombrellone a custodire i cellulari. Se il vostro problema è riempire i vuoti, io quando ho un po’ di tempo mi metto il casco integrale, corro per casa sperando che le zanzare si schiantino sulla visiera. Per ora, niente come i nuovi acquisti. Come sempre c’è chi in tutto questo vede il bicchiere mezzo pieno e chi mezzo vuoto. Del resto “Guarda che luna” è un espressione romantica che mi appartiene, mentre “Guarda ch'è l'una” è solo fame.






giovedì 13 agosto 2015

Tra lo snob e lo chic


Due sono i temi di oggi. Uno è quello che ha proposto il filippino della Contessa Cinzano, rimasto affascinato dalla discussione di questi giorni. Mi ha detto di farvi sapere che anche dalla contessa si vive da sempre lo stesso dilemma, addirittura dal 1568, se servire cioè Cinzano bianco oppure rosso. Sostiene che in famiglia sono ancora più integralisti degli utenti del blog che al massimo quando vogliono un qualcosa che vada oltre la Riserva bevono il Rosso Antico. In casa della contessa si tende a far maturare molto la frutta perché quella bacata viene apprezzata a differenza di noi comuni mortali, dalla mela infatti, in casa Cinzano  piace molto quando esce fuori il vermouth. L’altro tema è quello della rosa non ancora ultimata a pochi giorni dall'inizio della stagione, la nostra paura in questo caso è quella di non dare il tempo necessario all’allenatore di lavorare sulle proprie idee con il gruppo al completo. Mentre sul primo tema si è deciso di abbinare la medusa con l’Ichnusa, una scelta non certo di panza ma piuttosto di assonanaza, anche se qualche ospite tra lo snob e lo chic avrebbe preferito la gazzosa, spiegando che è una scelta che va in direzione di un certo nomadismo che sfocia addirittura nel cromatismo intellettuale. Insomma, la medusa fa pendant con la gazzosa. Stessa trasparenza. Per il secondo tema, e con mia somma sorpresa, gli esperti di casa Cinzano, spesso alticci, sostengono che oggi la tendenza è proprio quella di assemblare le squadre all’ultimo minuto perché si è visto che avere giocatori che hanno troppe affinità con le idee dell’allenatore alla fine del campionato ti fanno perdere sei o sette punti. Con l’unica eccezione di Montella. Insomma, gli scafati ospiti della Contessa Cinzano mi hanno spiegato con degli esempi pratici di vita vissuta questa tesi che spiazza tutte le nostre certezze, e devo dire che mi hanno convinto. Una delle cose che mi ha convinto di più, io che pensavo per esempio che la coppia di attaccanti dovesse conoscersi a memoria, è quando mi è stato detto che è invece deleterio perché è vero che una coppia col tempo impara a leggersi dentro. Senza nemmeno bisogno di parlare. Ma se non ci si può permettere almeno un filippino, finisce che quando lei appende il sacchetto dell’umido alla porta, vuol dire "lo butti tu". Hai voglia poi a protestare, a risentirti come Gabbiadini che attraverso il procuratore ha fatto sapere che non gradisce la panchina. Se provi a dire a tua moglie che ti sei rotto le palle di buttare l'immondizia quando fa caldo, la butti anche col freddo. Gli ospiti della Contessa Cinzano mi hanno fatto capire che anche in questo caso ha ragione Cognigni, e che fa benissimo a non creare nessun tipo di complicità in rosa. Sveglia, lo sa anche il filippino della Contessa Cinzano che la complicità è quando lei alza un sopracciglio e tu passi l'aspirapolvere in soggiorno. E poi siete lì tutto il giorno a fare il conto alla rovescia, quando tra 4 mesi e mezzo è capodanno e non avete ancora organizzato un cazzo.





mercoledì 12 agosto 2015

Sono un uomo d'altri tempi

Se volete posso anche darvi ragione su Cognigni, Neto e Pato. Non c’è problema, lo faccio rientrare in quello per cui mi adopero nella vita quando ho un po’ di tempo libero. Regalare cioè piccole emozioni a persone con problemi, e non pensiate che sia terapia del sorriso, no, metto dei "mi piace" a caso su Facebook. Non ho quindi nessuna difficoltà a dire che mi piace pensare che le cicale, anziché cantare, stiano insultando Cognigni. Dire dell’autofinanziamento del resto serve a poco, chissà quanti si sono salvati grazie alle indicazioni di sicurezza spiegate dalle hostess prima del decollo. Stessa utilità. Come San Patrignano alla fine non è servito al Bambi, ma solo.per colpa dei suoi nipoti è passato alle fette biscottate con Nutella e panna spray, salutando così l’eroina. Aggiungo che in tempo di temporali estivi fare il gesto dell’ombrello a Cognigni non vi aiuterà a rimanere asciutti. Nei momenti dove invece non faccio del bene, i miei pensieri tornano ad essere maligni, così quando leggo che bocciate quello a favore di quell’altro, dove ovviamente “quello” è l’ultimo acquisto della Fiorentina, mentre “quell’altro” è un quell’altro perlomeno sudamericano, penso che siete sul blog perché non vi hanno preso gli scout. Intanto alla radio, Branduardi canta un pezzo di attualità che mantiene però intatte anche tutte le suggestioni del passato: E venne Persic che prese il posto di Shaqiri che arrivó con Podolski che al calciomercato l'Inter comprò. E a voi sempre così puntuali a mettere in dubbio qualsiasi operazione di mercato Viola, con altrettanta pignoleria dovreste non solo dire buonasera dopo mezzogiorno, ma dopo mezzanotte dovreste dire buongiorno. Insomma siete arroganti come i tuoni. Io più che versarvi tutti i giorni un bicchiere mezzo pieno di vino bianco freddo non posso fare. Se poi mi dite che la vostra vita è una fila interminabile di problemi, tutt'al più posso venire a distribuire bottigliette d'acqua. E a proposito d’insoddisfazione da calciomercato e di troppo inquinamento luminoso per guardare il cielo e desiderare l’acquisto di Pato, in compenso avevo un'anziana a cui guardare le ascelle cadenti. Il mio ottimismo non è giustificato, ma solo alimentato da una sostanziale mancanza di competenza, non sono insomma  un intenditore come voi, a me basta che vestono la maglia Viola e automaticamente diventano tutti dei campioni. Forse un po’ di colpa ce l’ha anche mio nonno Gastone che mi ha insegnato che a 90 gradi sono tutti culi sodi. E poi sarà che in fondo mi piacciono le ragazze semplici, acqua e Vagisil. Ma sono io quello che non fa testo, non vi dovete preoccupare, di me infatti dicono che sono d'altri tempi. Quando ancora c’era il libero. Pago il conto e apro lo sportello alle donne.


Solo un uomo


Firenze, New York, Tokyo, Casette d’Ete.
 



martedì 11 agosto 2015

Comprare Kalinic è Pato-logico

Su Kalinic che dire? Se son rose, sei al ristorante con una tipa e un indiano. E poi c’è da sperare che Cognigni non abbia guardato solo al portafoglio come fu per Gomez, il dirigente marchigiano non è come Galliani che è un tipo tosto nelle trattative, e che da una richiesta di 30 è riuscito a scendere fino a 30 più bonus per Romagnoli. Speriamo solo che adesso non ci spaccino Kalinic per un centravanti vero. Altrimenti dopo Gomez dovrò dare ragione a chi sostiene che Cognigni faccia come quelle donne che con la scusa di spacciarsi per nuove adepte del sadomaso, in spiaggia ti dicono che non sono smagliature, ma frustate. Giocatore che se è vero che è stato esplicitamente richiesto da Sousa dovrebbe essere compatibile con il suo gioco. Se essere compatibili significa avere lo stesso caricabatterie per il telefono. Qualcuno dei suoi detrattori adesso potrà dire che con Kalinic, il marchigiano incompetente ha raschiato il fondo del barile per scoprire se ha vinto qualcosa da investire sul difensore centrale. E in questi giorni d’agosto a Firenze capisco ancora meglio il DNA di una città sempre votata alla richiesta di chiarezza. Basta uscire di casa per cogliere questa indole, e in mancanza di cantieri aperti basta andare a fare la spesa per vedere anziani che invece di attendere serenamente la morte in casa, iniziano a domandare alle cassiere se sono aperti a Ferragosto. E devo dire che la foto di oggi è lì a dargli ragione purtroppo, si, il mare è grigio, e se è vero che Cognigni ha il mare dentro, la bandiera non può essere che nera. Se ci sono rimasto male? Si, non mi aspettavo di essere fatto bersaglio di discriminazioni solo perché amo bere del vino bianco. Non accetto tali rozze pressioni provinciali, e sappiate che non mi piegherò alla tirannia del Sangiovese, anzi, faccio proprio come Cognigni, tiro diritto per la mia strada, e mentre lui continua a non farsi influenzare su Pato e compra Kalinic, io non mi faccio intimorire da chi oltre Greve in Chianti ha bisogno dell’ambasciata per farsi rimpatriare. La mia cartella colori è molto più varia della vostra poca duttilità, quando mescolo il sugo per esempio, tengo un polso piegato sulla fronte per aggiungere un che di teatrale alla mia vita. E sullo sfondo c’è sempre un bicchiere di vino bianco. Anche fosse solo un Frascati ghiacciato. Per non parlare di quelli che nascondono la propria solitudine alimentare dietro alle mode come quella di voler reinterpretare sempre tutto, il rosso con il pesce, l’ala che deve fare anche la fase difensiva, addirittura le barzellette. Poi vi ritrovate a mangiare una spigola al sale accompagnata da un Amarone mentre volete reinterpretare barzellette che non fanno più ridere se contestualizzate. Lei vi ascolta, e con la bocca impastata di Amarone che ammazza il sapore della spigola, non ride affatto. Anzi, guarda con un velo di tristezza il tavolo accanto dove la bottiglia di Ribolla Gialla è affondata nel secchiello del ghiaccio. Comunque voi gliela volete raccontare lo stesso, certi che è la forza della vostra integrità di vigna a fare la differenza. Incuranti anche del vostro calzino corto e quello si  purtroppo bianco. E allora raccontategliela. Cazzi vostri: “Un uomo entra in un caffè macchiato freddo in tazza di vetro grande con aspartame. Splash. Si, avete avuto ragione voi con la scelta del vino, del resto anche l’indiano che si aggira intorno al vostro tavolo ha delle rose rosse.



lunedì 10 agosto 2015

1864 (Siamo arrivati prima anche di George Orwell)

Non ve la dovete prendere se faccio delle battute a bischero in difesa di Cognigni, è soltanto un modo per difendermi da quella mia ingenuità di fondo che ‘gni giorno mi sbattete in faccia portando alla luce le malefatte dell’esecutore materiale di Civitanova. Non ultima quella di provare disprezzo e mancanza di considerazione nei confronti di Pato. Per voi che le cose le capite al volo è facile come sparare a un piattello, per me è come sparare a caso, e allora reagisco così. Ieri per dirne una, con la mia solita ironia insulsa ho chiesto alla Rita cosa me ne dovevo fare di quel gel visto che sono quasi pelato. E così mi sono preso dell’idiota perché è quello della Durex. Per lei invece è come sparare sulla Croce Rossa. Francamente non so nemmeno come farò a capire quando saremo usciti dal tunnel di queste partite estive, perché tanto lo so che non potremo battere anche la Lucchese, e già temo la pioggia di critiche a Cognigni. Sono talmente ingenuo, che nella regia di Juve-Lazio mi è sembrato di  riconoscere lo stile dei fratelli Vanzina. E poi scusatemi, ma una partita così giocata in Cina non sarebbe stato meglio chiamarla Supercopia Italiana? Si insomma, io sono ingenuo però è anche vero che ci sono tifosi capaci di smascherare tutte le pantomime della società, ma che poi non si accorgono che lei: lui: lei: lui: lei: i capelli, mi sono accorciata I CAPELLI!!!! Allora mi sono imposto di stare più attento e di analizzare in maniera meno superficiale i fatti che accadono intorno alla squadra. Ho fatto una prova e per non dire bischerate sulla Fiorentina ho analizzato un’operazione di mercato sospetta, vorrei chiedervi cosa ne pensate su questa mia teoria, senza che vi mettiate a ridere perché se lo fate vi ricordo che c’è Cognigni. Secondo la mia intuizione Cassano è andato alla Samp per distogliere l'attenzione da Ferrero che è lì per distogliere l'attenzione da Garrone. Poi ho studiato anche la vicenda Salah, e l’ho fatto con l’impermeabile di Derrick utile per l’allerta meteo, e sono arrivato alla conclusione che l’animale più veloce sulla terra è proprio l’uomo. Ma non quello egiziano sulle ripartenze, bensì quello che vede la fidanzata prendere in mano il suo telefono. E dove non arrivo chiedo, vorrei sapere se secondo voi il giorno del giudizio universale i giocatori risorgeranno con i tatuaggi o senza? Poi, invece di fare come tutti i giorni quando stufo di continuare a leggere sui siti Viola i tifosi che parlano male della società, preferivo andare in spiaggia a vedere i signori anziani coi capelli tinti che parlano di passera, ho messo tanta concentrazione per cercare di capire più cose possibili, per non passare sempre da bischero. Così è venuto fuori che il pianto di Milinkovic sia stato indotto da un trito di cipolla nascosto nel taschino della giacca di Pradè. Ma con tutta la buona volontà del mondo, quando mi sembrava di avere finalmente tutto più chiaro, e  che Pato non lo potevamo prendere per un gentlemen’s agreement con Barbara Berlusconi, è arrivato il Bambi che mi ha fatto saltare di nuovo tutte le mie certezze. Di ritorno dal Salento, mi ha detto infatti che ci sono così tanti pugliesi che sembrava di stare a Torino per Juve-Fiorentina..


domenica 9 agosto 2015

Pensavo fosse la fila agli Uffizi e invece era quella per Pato


Al Bambi che mi chiede perché scrivo un editoriale al giorno rispondo che lo faccio per quelli che non mi considerano una persona, ma un servizio in abbonamento. A chi invece mi dice che Paulo Sousa riesce a sfruttare meglio di Montella il materiale tecnico messo a disposizione dalla società, a mia volta dico di sfruttare meglio l'erezione mattutina, anche fosse solo per portare un asciugamano. E tanto per cambiare il primo trofeo della stagione va alla Juve di Neto, rovinando il primo impatto di Milinkovic-Savic con la sua nuova realtà, e panchina. Giocatore che non ha avuto problemi solo per colpa della Juve di Neto, ma che ne ha avuti di grossi anche appena arrivato nella capitale. Cominciano a trapelare le prime indiscrezioni sulla sua prima notte nella nuova casa di Roma, dove non è che abbia avuto proprio un sonno agitato, ma se avesse comprato un orsacchiotto all’aeroporto sarebbe stato decisamente meglio. E anche dalla foto del padre che tiene sempre sul comodino si capisce bene da chi abbia ripreso quel modo infantile di affrontare Pradè. Mentre fisicamente si capisce bene che assomiglia tutto alla mamma. In mancanza della chiarezza dovuta, e quindi di una conferenza stampa dove ci venga spiegato come funziona l’autofinanziamento, invece di pensare solo a vincere contro Benfica, Barcellona e Chelsea per strappare qualche abbonamento a tifosi più deboli, metto a disposizione la mia esperienza personale per cercare di fare luce. Per quelli che ancora non hanno capito bene come funziona l’autofinanziamento faccio l’esempio di quando perdo le monete, le trova Tommaso e le mette nel salvadanaio. Poi quando non ho monete per fare colazione, le frego dal salvadanaio di Tommaso. Se non avete capito nemmeno questa volta allora potete andare a vedere Harry Potter e il mistero delle monetine perdute nel sedile della macchina. Se poi pensate di essere quelli più sfortunati perché Cognigni è toccato proprio a voi, sappiate che ognuno ha le sue. E lo dico pensando al Bambi che l’altro giorno ha rubato un iPhone in San Lorenzo a un russo, e mentre scappava ha squillato e sullo schermo è apparsa la scritta “Mamma”. Sembra assurdo ma quella donna sa sempre dove trovarlo. Quindi Cognigni non è il peggio che vi poteva capitare. Adesso basta lamentarsi, pensate per esempio ai single che in questo periodo sono costretti ad andare in spiaggia con la crema abbronzante solo davanti. Per la serie “Il bicchiere mezzo pieno”, vorrei dire a chi è in spiaggia dove c'è un sole bellissimo e l'acqua è una favola, che non c’è mica la connessione stabile come in ufficio. Insomma ognuno c’ha le sue, voi Cognigni, il Bambi sua mamma, Neto la panchina, e pensate poi che cos’è vivere vicino a un poeta come me. Non è facile, ricordo la ragazza della porta accanto quando venne a chiedermi il sale, gli diedi il sale il male un respiro un sospiro la sorte la morte. E comunque potreste dimostrarvi più ottimisti, intanto anche solo facendovi il bidet.







sabato 8 agosto 2015

Due piccioni con quella fava di Ramy


Come dice Gian Matteo i miei editoriali sono sempre avanti, aggiungici che stanotte ho fatto un sogno premonitore, ho sognato cioè di svegliarmi tutto sudato. Quindi fate tesoro di quello che vi dico, anche se a proposito delle mie visioni illuminate prima che si accorcino le giornate, so che in questo momento siete distratti dall’estate. Per prima cosa intanto attenzione agli scogli che per i mignoli sono il comodino in versione estiva. Poi non date retta alle voci di mercato, non arriverà Messi, e se volete dar retta ai tg fate pure, ma sappiate che nelle ore più calde è pieno di passera. Mentre a proposito delle cene che vengono organizzate dagli utenti del blog, comunico ufficialmente che dopo aver assunto lo stesso manager che decise di non far apparire più Mina pubblicamente, non potrò più partecipare. Vi invito a rispettare questa strategia marketing così dolorosa, ma atta a far crescere un alone di mistero intorno alla mia figura. Strategie che non si limitano certo alla sola rinuncia delle cene “Aziendali”. No, mi è stato vietato anche di comprare lo "scooterone" per evitare che mi facessi il tatuaggio sul polpaccio. E poi vi rassicuro anche sulla vicenda Salah, state tranquilli che il transfer provvisorio si trasformerà in un boomerang provvidenziale. La vicenda Salah non è affatto finita, o volete dirmi che siamo fatti per il 70% di acqua passata? Non deve succedere quello che succede ancora ogni volta che schiaccio un Sofficino con la forchetta e lui non sorride, perché anche se sono passati tanti anni da quando successe la prima volta, ci rimango sempre male. E invece di stare tutto il giorno attaccati al blog e sui siti Viola alla ricerca di notizie sul nuovo attaccante, rilassatevi e leggetevi qualche buon libro, io un classico ve l’ho già consigliato. E non siate neanche troppo pignoli, sempre lì a misurare ogni singola parola di Cognigni per cercare accenti malefici camuffati da buoni propositi. Perché poi vi succede che questo approccio alle vicende Viola così pedante, vi rimane addosso anche nei comportamenti di tutti i giorni. Intendo quel modo così preciso, scrupoloso, minuzioso, cavilloso, rigoroso di comportarvi. E come sempre lo vedo prima, anche oggi quindi proverete a togliervelo di dosso con l’ennesima doccia, lo so che per regolare la temperatura dell'acqua diventate meticolosi come Lupin III mentre cerca la combinazione della cassaforte. Vi prego di avere un atteggiamento almeno un po’ più propositivo, non rivelatevi come quei tifosi Viola che alla domanda “Ma tu soffri più il caldo o il freddo?” rispondono che l'importante è soffrire. So che per molti di voi sono i marchigiani del lusso il vero motivo di questo atteggiamento tra l’astioso e il rancoroso, e allora vi aiuto nel vero senso della parola facendo da una parte concorrenza vera alla Tod’s e alla Hogan, e dall’altra vi risolvo la serata da un punto di vista sessuale. “Il classico “Due piccioni con una fava”, l’equivalente di “El clasico" tra Barcellona e Real Madrid. Insomma, se davvero vi basta che respirino allora trombatevi un paio di Geox. Ed ora prima che faccia troppo caldo vado a correre veloce per non farmi prendere sul serio..