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mercoledì 31 maggio 2017

2000


Malgrado il blog esista ormai dal 2011, e che con questo gli editoriali sono diventati 2000, non ci sono ancora riuscito. Cari Della Valle siete adorabili, ma prima o poi un difetto ve lo trovo. 2000 editoriali senza un trofeo, poi senza i vaccini, adesso anche senza gli antibiotici e l’omoporto omeopatico. Quando si raggiungono dei risultati così insperati è doveroso fare dei ringraziamenti, vi evito l’elenco stucchevole puntato e numerato, e li riassumo in uno solo per non farla tanto palloccolosa. Voglio ringraziare chi in maniera continuativa mi ha aiutato in questi anni di editoriali. Ringrazio quindi la forza d’inerzia. Ho cominciato a scrivere sul blog che i miei ancora mi regalavano l’ovino Kinder per stimolarmi a montare le sorprese nella speranza che diventassi un ingegnere. Oggi al 2000° posso dire di essere diventato solo grasso. Così ho cominciato a mangiare i pezzi rotti dei biscotti con la convinzione che quelli non fanno ingrassare. 2000 editoriali hanno generato centinaia di migliaia di commenti dal gioco divertito come tratto distintivo costante. Il gioco al massacro. E dopo anni di blog non c’è niente di meglio che infilarsi in una vasca idromassaggio e chiudere gli occhi. Ad averla. Prima di chiudere invece l’editoriale numero 2000 non può mancare una considerazione di carattere tecnico che possa farlo ricordare. Questa non è soltanto la stagione nella quale si gettano le basi per il prossimo campionato, è soprattutto quella nella quale chi va a un matrimonio tiene il fiocco attaccato allo specchietto fino a settembre. Per ricordare la storia di questi anni sto conducendo un’indagine serrata basata sull’interrogatorio di me stesso in qualità di supertestimone. Alla fine visto l’impegno e l’assoluta fedeltà alla Riblogghita, spero che quando smetto mi farete la festa come quella di Totti. Nelle foto 2 Mila.



martedì 30 maggio 2017

L'indizio


Forse Beppe Fiorello nella prossima stagione tv sarà Francesco Totti, e se non credete che esistono gli angeli, a parte i Di Livio, ci sono qua io a ricordarvi che venerdì è festa. E già sale forte la polemica a Roma dove si sostiene che il ritiro di Totti sia colpa dell’amministrazione Marino. Un po’  quello che succede a Firenze con i Della Valle. Ma a me non me ne frega niente della diatriba Trump-Merkel, voglio solo vedere come va a finire la guerra tra Sousa e i Della Valle. Comunque quando sei veramente giù di morale dopo una stagione così c’è soltanto una cosa che ci può far tornare il sorriso, e appena la scopro ci faccio un editoriale. Tranquilli. Ho solo un indizio per ora; stare dietro alcune volte è un vantaggio. E lo dice uno che applaude anche quando atterra l’aeroplanino di carta. Il Bambi intanto mi ha fatto capire che può esistere una Fiorentina anche senza di loro, altro che Gubbio. Infatti sostiene che è arrivata l’ora di ricevere regali dalla lista di nozze anche senza esserci per forza delle nozze e una futura moglie. Adesso però concentriamoci solo sulle notizie di mercato (io anche sulla guida), sulle soffiate che captare dal barbiere da sotto l’asciugamano caldo sul viso. Del resto chi è che non ha avuto un amico che ha fatto i provini per la Fiorentina e poi a causa di un infortunio ai legamenti del ginocchio oggi fa il magazziniere.

lunedì 29 maggio 2017

Firenze non è Castagneto Carducci



Ieri sono stato a trovare la Contessa Cinzano, una donna volgare e poco emancipata, sulla battigia di Pianetti avrebbe voluto intavolare una discussione sulla libertà delle donne e sull’autoaffermazione delle stesse come risposta alla conta chiamata dai Della Valle dall’alto della loro scurrilità, se non fosse che doveva andare a lavare i piatti. Tra nobili, capitani d’industria e capitani senza rinnovo di contratto, oggi è sempre più di moda usare espressioni popolari al limite del turpiloquio. Mi ha lasciato con il rammarico che l’ha accompagnata in questi lunghi mesi impegnata nella preparazione della prova costume; “Ma le magre che vengono in palestra che cazzo vogliono?”. Sono tornato giusto in tempo per l’ultima della Viola, e per l’occasione ho indossato il foulard perché quando tira il vento del cambiamento ai vertici societari, tra passi indietro, divertimento a momenti e futuro incerto, il rischio è quello del torcicollo. In macchina mi ritornavano in mente le ultime parole della contessa su Diegone, che secondo lei se li porta bene gli anni malgrado tutti i colpi che gli mandano a Firenze. Poco prima aveva apostrofato una zanzara dandole della troia. So che Firenze non è Castagneto Carducci, ma se dal finestrino si vede il mare non si può considerare un viaggio a vuoto. A vuoto invece è stato il viaggio dentro a questa stagione, con l’aggravante di essersi fatti soffiare l’accesso all’Europa League dal Milan di Vincenzino. Roma seconda, e Crotone incredibilmente salvo a spese dell’Empoli. La cosa più bella del primo tempo è stata la luna. Del secondo l’esordio di Hagi. Dopo tutti gli esperimenti da apprendista stregone, ultimo Salcedo ala sinistra, è stato un campionato dove mi sono sentito morire così tante volte che quando capiterà davvero non ci crederò più. Voltiamo pagina con l’addio di Gonzalo e quello dell’allenatore. Anch’io non ho dormito stanotte per l’ultima di Sousa, Francè.

domenica 28 maggio 2017

Quanto è volgare l'estate



Capire chi siamo per apprezzare meglio quello che abbiamo. La sceneggiatura è questa. Con i Della Valle non abbiamo mai vinto niente, da qui; “Bastarsi senza gloria”. Il nostro film. Anche se parafrasando “Firenze non è Lecce”, qualcuno potrebbe rispondermi “Fiorentino non è Tarantino”. Non voglio arrivare alle vette di Diegone, ma durante un compleanno marchigiano, ad una signora che mi faceva presente i valori della temperatura sopra le medie stagionali ho risposto “Fa abbastanza caldo ma si riesce ancora a trombare”. Non so però se questo è già arrivato all’orecchio di Marq. Quanto è volgare l’estate, Diego come Insinna. Quando parlavo di tracce di THC nelle urine di quelli in Curva Fiesole, era solo per dire che molti di loro sostengono attraverso gli striscioni del Marasma di essere a favore dell’omeopatia, e poi fumano la marijuana tagliata con lana di vetro e piombo. Insomma, non sono solo i Della Valle ad essere poco credibili e volgari. Il senso è quello di cencio che parla male di foulard. Comunque mi scuso se ho urtato la suscettibilità degli spacciatori di curva. Poi siete davvero sicuri che il dolore che ha innescato la reazione da comunicato sia stato provocato dalle parole di Diego e Andrea? A volte è sciatica. Guardate che Diego non è così perfido come lo si dipinge, non ha mai legato il diritto di priorità dell’abbonamento all’acquisto di un paio di Tod’s o a un soggiorno a Sant’Elpidio a Mare. Vi darei Macron che per sfottere Gentiloni l’ha portato a vedere la Gioconda. Chi dice parolacce come me e Diego è solo la punta dell’iceberg, sotto c’è un Paese incivile nel quale non si compra un terzino destro a una tifoseria che se lo merita (poi invece si aiuta Save the Children), e si scoprono falsi ciechi che prendono una pensione più alta dell’ingaggio proposto a Gonzalo. Se fossimo un paese civile il terzino destro sarebbe obbligatorio prima ancora dei vaccini, quelli che prendono la pensioni senza averne diritto, una volta scoperti accecati davvero, e Save the Children dovrebbe pagare la sponsorizzazione come tutti gli altri. Comunque non vorrei avvicinare  troppo Diegone a Dio, è domenica e lungi da me urtare la suscettibilità di chi sta andando a Messa, ma anche il Papa, incontrati dei lavoratori, ha detto “E voi chi cazzo siete?”.

sabato 27 maggio 2017

Aiutiamole a casa loro (comunicato non trombante)


Andrea e Diego danno fastidio perché sono persone che rientrano in quella strana dimensione in cui dopo 10 ore di volo sembrano usciti da una cena di gala nell’elegante scenario del Salone dei Cinquecento. Di contro chi li contesta è gente che dopo 10 ore di volo sembra uscita dalla stiva. Questo è lo scenario, e se non capiamo il contesto rischiamo di non essere obiettivi. Non a caso Andrea si limita solo a  fare un passo indietro, chi scrive comunicati avrebbe invece fatto una fuga vera e propria modello Bambi dopo lo scippo della borsa dell’ex moglie del Colonnello Blimp. L’unica vera responsabilità di Andrea rimane quella di sudare copiosamente, che è comunque sempre meno fastidioso di quel piagnucolare argentino di Gonzalo, in fuga con la gelataia non per soldi, ma per paura che possa essere scippata dal Bambi. A me il passo indietro di Andrea piace molto, e mi scuseranno quelli che comprano le Birkenstock, perché mi ricorda l’estate, quando il passo indietro è pura logistica del rinfrescarsi, e lo faccio per mangiare il cocomero in piedi al baracchino, allontanandolo dal tronco in modo da evitare di sgocciolare sulle Hogan. Riecheggia per le strade di Fiorenza un solo grido IGP, accompagnato dalle chiarine e dai tamburi; “Via i marchigiani da Firenze. Firenze non è Lecce. Aiutiamole a casa loro”. Il comunicato in fiorentino della Curva Fiesole è strategico, perché a differenza dell’equivalente contestazione allo stadio, non consente a nessuno degli altri settori di fischiare in fiorentino per dissentire. Bravi e deliranti. Secondo me in curva ci si preoccupa troppo dei Della Valle, mi preoccuperei di più degli esami delle urine. Il THC viene rilevato fino a 4 giorni per un uso occasionale (e questo non è il caso), fino a 10 per un uso frequente (e questo mi sembra il caso). Forse è per quella presenza di sostanze nell’urina, che alla fine si sono dimenticati di scrivere l’unica cosa che gli interessa veramente (i DV devono cacciare più soldi). Ma chi ha scritto quel comunicato, oltre a dover fare i conti con la fame chimica, sa benissimo che non può essere se stesso, altrimenti il rischio sarebbe quello che nessuno lo riconosca.

venerdì 26 maggio 2017

Una richiesta d'aiuto



Il rinnovo di Bernardeschi va bene, ma Tommaso mi ha fatto presente che tra due giorni scade il mese di prova di Netflix. Ostinarsi a cercare un terzino destro è solo accanimento terapeutico,  mi ha detto, come quando insisto a fare zapping invece di aprire subito Netflix. Si, è cresciuto, tanto che mi verrebbe da dirgli “ormai sei grande e vaccinato”, se non fosse che l’ultimo è diventato un tema troppo spinoso, dibattuto, quasi legge obbligatoria. Forse sarebbe meglio “ormai sei grande e non vuoi più che ti levo i semi dal cocomero, ma ti piace fare a gara a chi li sputa più lontano”. Mi ha detto che se esistesse un vaccino contro la discussione sui vaccini, ora che è maggiorenne, se lo andrebbe a fare prima dell’InteRail. E poi non capisco perché in curva ce l’hanno sempre con i Della Valle e non contestino che invece del solito Tar del Lazio non ci sia qualcosa anche di più autoctono. Forse solo il soffritto di cipolle salverà il mondo. Naturalmente Firenze è divisa anche su questo, il Marasma infatti sostiene che il mondo finirà nell’incomprensione generale e allora scrive striscioni per chiarire. Il giocatore fuori ruolo è un altro tema tanto caro a Sousa, diventato un’esigenza per via delle note carenze d'organico più volte ed elegantemente rinfacciate alla società, come se chi non riuscisse a trovare il principe azzurro prendesse un tipo a caso e lo verniciasse. A me sembra che vi scegliete allenatori, giocatori e proprietari della società solo per convenienza, quindi non serve nemmeno parlare, basta solo un volantino delle offerte della Coop. A leggere di tutti i problemi che ha la Fiorentina ci vorrebbe un matematico più che uno sceicco. Problemi sempre nuovi poi, come nuovi sono i nomi che diamo ai nostri figli. Conoscete qualche ragazza giovane che si chiama Gina? E se non avete capito che ogni editoriale è una richiesta di aiuto è solo perché siete degli insensibili del cazzo.

giovedì 25 maggio 2017

La paura del cambiamento


Oggi la foto è soprattutto un’avvertenza, indica una delle difficoltà a cui potrebbe andare incontro chi decide di divorziare (nel nostro caso dai Della Valle). Noi potremo anche fregarcene delle conseguenze, è solo una questione di coraggio. C’è infatti chi è per la separazione e sono quelli che fanno parkour tra due palazzi, che affrontano leoni a mani nude, che corrono la Parigi Dakar, e chi come me che temo gli addii, che lascio la tavoletta del wc alzata. Intanto il prete di Serumido che è un antidellavalliano fervente ha dichiarato nell’omelia della domenica successiva al tracollo di Napoli, che se mai dovesse entrare in Chiesa anche uno solo dei due fratelli farebbe dare il mocio con l’acqua santa. Insomma, chi crede che la separazione sia una passeggiata di salute crede anche che i calamari sono dei molluschi a forma di anello. Dopo il Muro del Pianto, la visita alle Mura Vaticane, se ci compra Trump ecco risolto il problema del Muro Difensivo. Il Papa memore delle forti pressioni da parte di Lotito, e qui rispondo ad una vostra richiesta,  per la prossima stagione ha proclamato Chinaglia nuovo santo protettore biancazzurro. E comunque io ho scambiato la foto di Diks per quella di un terzino destro. Concludo questa breve riflessione sul tema della cessione societaria tanto agognata e tanto temuta; certe svolte, e mi riferisco soprattutto al mancato piazzamento Uefa dopo anni, sono fatte per ricordarci che in fondo la paura del cambiamento è ingiustificata.

mercoledì 24 maggio 2017

E' bello anche perdere



Per me si da troppa importanza al vincere perdendo di vista il fascino nascosto dei piazzamenti Uefa. Oppure il fascino delle stagioni come questa dove ci siamo presi finalmente un anno sabbatico. Io faccio questo tipo di errore principalmente col sesso, nel senso che gli do troppa importanza mentre occupa solo lo 0% della mia vita. Delle volte è bello anche perdere, non so voi che volete solo vincere, ma io per esempio non vedo l’ora di perdermi il nuovo film di Walter Veltroni. L’unica cosa che veramente mi rattrista in una sconfitta è quando è riferita all’eterna lotta tra le poppe e la gravità. Per il resto essere felici è troppo stressante, sei costretto a inseguire il triplete, o anche solo un terzino destro. Queste annate un po’ storte servono a capire di non arrendersi alle prime difficoltà, io l’ho insegnato a Tommaso togliendogli le cannucce dall’Estathé. Ieri ero in un birrificio vicino a Vipiteno, per dire che non importa vincere per bere birra. Si ha sempre di più nel calcio la tendenza a sottovalutare la sopravvivenza. Pensate piuttosto che ogni volta che uno chiede una birra piccola un terzino destro muore, e capirete meglio anche le difficoltà di fare mercato. Datemi retta, o se non volete darla a me credete a Bukowski che aveva smesso di cercare la persona dei sogni perché gliene era sufficiente una che non fosse un incubo. Diegone non è un incubo e ve lo dico da tempo, lo dico perché sono un anticipatore non solo nel calcio, vado per cantieri e ancora mi mancano dieci anni alla pensione. Accettate il presente, date un calcio al glorioso passato, con un’unica avvertenza per evitare che l’incubo diventi la vostra dolce metà; evitate d’imbrattare tutta la cucina.

martedì 23 maggio 2017

Il vestito liso


Purtroppo quello Viola è un popolo che non si accontenta solo di vivacchiare, e se non può competere per vincere sei scudetti consecutivi, vorrebbe competere almeno con realtà quali l’Inter per fare schifo sei anni consecutivi. Anni di qualificazioni alle coppe seguiti da un anno senza qualificazione sono il peggio che ci possa capitare perché non ci garantisce lo stesso tenore di vita. Sarebbe meglio per tutti se Della Valle vendesse a un inviato della trasmissione “Dalla vostra parte”. Anche se io l’inferno lo immagino diversamente; vino bianco scadente e caldo, lampredotto e ketchup, il Festivalbar e Montella che va in EL al posto nostro. Volere un’altra proprietà è un desiderio legittimo, poi c’è la realtà, che senso avrebbe la richiesta di Jovanotti se il suo amore si fosse dovuto affacciare dalla finestra di un palazzo in un quartiere popoloso? Troviamoci prima un bello sceicco o un cinese aggressivo per evitare di sbatterci il muso come quel bambino che correva tra i tavoli del ristorante, che se non ci ha pensato la mamma a insegnargli come si fa ci ha pensato la colonna. Io sono coerente e troppo poco intelligente per cambiare idea, continuo ad apprezzarli come quando inquadrano Nedved e continuo ad insultarlo esattamente allo stesso modo di quando giocava e si tuffava. E a chi c’ha da ridire sul riscatto di Maxi Olivera gli darei Bruno Peres a 15 milioni. Anche il Bambi è incazzato nero coi Della Valle, e questo nervosismo lo influenza su argomenti che in epoche di quarti posti dava per scontate, ieri si è risentito in un ambito, quello dell’arte, da cui era sempre rimasto fuori, e dopo le parole di Diego sul Corriere della Sera, se n’è uscito con uno sprezzante “Ma che cazzo c’avrà da ridere la Gioconda? Altrimenti c'è l’azionariato popolare anche se può spaventare i tifosi economicamente più prudenti, ma è arrivato il momento di smetterla di fare i bottegai pidocchini, e mi riferisco soprattutto a quelli costretti dalla loro parsimonia a non rispettare neanche i canoni più formali della propria professione, e per questo costretti ad evitare l’acquisto dell’abito nuovo di cui hanno tanto bisogno solo perché sono ingrassati e non vogliono buttare i soldi nella speranza di dimagrire. Professionisti fiorentini braccini, grassi e con il vestito liso, che il terzino destro che non abbiamo lo venderebbero come Totò la Fontana di Trevi.

lunedì 22 maggio 2017

Ci manca solo che Conte vinca la Premier


Per non passare da gobbo dirò che lo scudetto l’ha vinto la Roma, la coppa Italia la Lazio, e la finale di Champion la disputerà il Leicester, e quindi la potremo, anzi dovremo disputarla anche noi. E messa così questo lunedì potrebbe diventare entusiasmante come il primo viaggio in ascensore. Si, tutto è possibile, come dopo due ore in coda ad aspettare una grigliata, è possibile diventare vegani. Il film dell’orrore non è il triplete datemi retta, pensiamo piuttosto a chi gira con la Multipla. Poi c’è chi ascolta Gabbani a tutto volume e chi usa il trapano la domenica mattina quando la gente è ancora a letto a sognare il tricolore giallorosso. Se volete posso dire anche che frutta e verdura non fanno affatto bene alla salute. Oppure che la Juve ha troppi scudetti, nella sua accezione più negativa, che è poi la stessa di chi ha troppi tatuaggi e ci si chiede come farà da vecchio. Siamo gelosi di tutte queste vittorie bianconere? Ma vah. Conosco invece uno che stava malissimo per i successi della Juve, che alla fine si ritrovò ad essere fiero quando scoprì che la sua ragazza si sposava, insomma che le provava tutte per farlo ingelosire. Mentre le nostre donne devono essere proprio illuminate per stare con noi. Poi siete sicuri che i caroselli non fossero quelli della marcia pro-migranti? E se una non ce la da è solo perché se la tira troppo. Ma a noi cosa ce ne frega, adesso inizia il periodo della panzanella. Se invece volete affrontare la realtà di un fine maggio che va verso l’estate 2017 significa che siete consapevoli che la vita ci mette sempre alla prova costume. E quindi Montella in Europa League, e l’Inter grazie ai suoi 200 milioni d’investimento potrebbe soffiarci il settimo posto.




domenica 21 maggio 2017

Se non ci fosse la poesia la Juve vincerebbe il sesto scudetto consecutivo



Spero solo che dopo questa sconfitta, oltre al calcio anche i temporali non abbiano perso fascino. Ricordatevi che gli investimenti della proprietà sono questi e difficilmente cambieranno nel breve, mentre il clima è già cambiato. I temporali in un clima diventato quasi equatoriale sono sempre più frequenti. Ancora più delle sconfitte. E devono assolutamente conservare la loro attrattiva. Datemi retta, non siate dubbiosi come quelli che aspettano l’autobus o un nuovo Cecchi Gori. Mi è piaciuto solo Tello, oltre al Napoli e Rizzoli alla sua ultima da arbitro. A questo punto darei tre giorni di riposo alla squadra. La partita non mi ha deluso, era scontata anche nelle dimensioni così come in ogni paese che vai, anziana con il giacchino sulle spalle che trovi. Del resto è il Napoli con il record dei punti (83) delle 25 vittorie, e del miglior attacco con 90 gol, che incontrava una squadra sostanzialmente senza terzino destro. L’unico aspetto positivo in una sconfitta boteriana sono i due gol subiti su Cornell in memoria di Chris. Sono quindi molto sereno malgrado questo finale di campionato un po’ amaro, lo sono perché se ho perso l’ultimo treno per l’Europa non è che mi danno più di tanto, torno a casa sul divano. Poi l’intervista di Sousa mi ha dato come la sensazione che mentre c’è chi si pente dei propri sbagli, lui stesse già pensando alla prossima e ultima formazione da scazzare. Per stare bene con certi sabati sera bisogna ignorarli, come alcune persone, come se non fossero mai esistiti. Avete presente una goccia d’acqua che scivola via sul tergicristallo? E’ poesia della sconfitta. Non pensate che una pacca sul culo al momento giusto sia anch'essa pura poesia? L’espressione metaforica di contenuti umani, non per forza reclusi in schemi ritmici e stilistici, serve a non sentirsi come quel libro che non hai mai letto e che usi solo per riempire la libreria. Serve quando anche cromaticamente non hai scampo, la terza maglia non la puoi confondere neanche un momento con quella del Napoli come invece ti era successo quando ti eri emozionato alla gara di nuoto di tuo figlio guardando per sbaglio vincere un bambino con la cuffia simile.

sabato 20 maggio 2017

Sanpietrini


Sono così ostinato che voglio continuare a credere in questa proprietà, malgrado la si accusi giornalmente di non spendere, mentre per il riscatto di Saponara l’accusa a giorni alterni è quella di spendere troppo. Diciamo che sono ostinato almeno come il postino che suona sempre due volte. Poi ci sarebbe anche lo sporco ostinato, ma con la Rita diventa subito tutto più remissivo. Ostinato ma anche generoso, ho una marea di opinioni personali che vi evito e neanche mi ringraziate. Oltre a non ricordarvi volutamente che stasera ci sarebbe la partita contro il Napoli. Comunque per me i Della Valle rimangono una certezza, non so se siete mai andati a dormire con una donna che indossava la canottiera, per rendere l’idea, certezza insomma come quella di vederla con una poppa di fuori al momento del risveglio. Poi se proprio non ce la fate a dormire per via di Cognigni, dei rigori a favore e della mancanza di un terzino destro, il consiglio è lo stesso che ho dato al Bambi “Pigliate ‘na pastiglia”. Preoccupatevi piuttosto delle parole di Draghi invece di fare sempre le pulci al povero Cognigni, specie quando dice che la crisi è alle spalle, e non meravigliatevi se poi sentite un forte dolore in mezzo alle chiappe. E non fatevene un cruccio se i Della Valle sono stati vaccinati. Se poi mi volessi proprio giocare uno dei tre desideri del Genio di Vernole non lo sciuperei certo per un terzino destro, preferirei portare una con la camicia sbottonata sul décolleté a fare un giro in auto sullo sconnesso di via Maffia. Per gli utenti romanisti del blog forse sarebbero più indicati i sanpietrini di Trastevere (vedi foto, non cosce). Naturalmente di Cognigni vengono estrapolate solo le considerazioni che più fanno comodo alla teoria dell’omo nero, io invece vorrei evidenziare il buono di quell’intervista. Dopo la marijuana light che non fa sballare, ha ufficializzato l’arrivo dell’abbonamento di Curva Fiesole light, la tessera che permette alla Società di incassare (anche se meno) i soldi dei contestatori bloccati all’origine, ma che non permette al tifoso di entrare allo stadio per rompere i coglioni (quei posti saranno poi assegnati a gente “sicura”, gente che sa apprezzare anche il Rosso Conero).

venerdì 19 maggio 2017

Il rapporto Istat è annuale, non anale


Ho una sensazione che vorrei condividere per avere conferma e svincolarla così dall’ambito della mera percezione, mi scuso se il tema non riguarda il nuovo allenatore, la Juve che ruba campionati, coppe Italia e forse anche Coppe dei Campioni, e naturalmente il terzino destro. Arrivo al punto; secondo me quelli che prendono il gelato nella coppetta potrebbero essere gli stessi che poi quando vanno a giro si fanno fare la caricatura dagli artisti di strada. E’ una sensazione anche vostra oppure a voi non interessa perché c’è spazio solo per valutazioni associate prevalentemente alla sfera professionale di Cognigni? Intanto con il caldo partono i tormentoni spagnoli, ma sembra solo a me, o anche voi tra un’ipotesi tattica e l’altra siete convinti che i veri colpevoli di queste mode estive sono stati i comunisti al tempo degli Inti-Illimani con “El pueblo unido”, proprio l’esatto contrario di ciò che succede al Franchi dove la curva fischia la società e il resto dello stadio fischia la curva, per non parlare dei partigiani per i quali fischia addirittura il vento e infuria la bufera. E in un mondo dove siamo sempre connessi, dove la velocità la fa da padrona, vedi l’eiaculazione precoce, lo stress, l’accumulo compulsivo di rabbia verso i Della Valle, un’oasi di pace dove potersi rifugiare esiste ancora nella nostra quotidianità convulsa. Provate ad entrare in uno di quei gruppi WhatsApp abbandonati e rimanete un po' lì, in pace. Lontano dalle lettere aperte di Bucchioni. Altra considerazione resa possibile dalla calma presente in un gruppo WhatsApp abbandonato, riguarda la statistica devastante quanto quella dei rigori a favore, e cioè che muore su strada un ciclista ogni 35 ore. Allora mi chiedo perché quelli del Marasma non regalano biciclette invece di scrivere striscioni. Poi leggo il rapporto annuale Istat (spero non mi diate di gobbo anche per questo) e scopro che è scomparsa la piccola borghesia e la classe operaia, aumentano le diseguaglianze, in poche parole la prossima sarà un’altra stagione dove vince tutto la Juve. Infine, per non passare da quello che non segue la discussione sotto l’editoriale, mi associo al vostro dolore: R.i.p. Chris Cornell chiunque tu sia.

giovedì 18 maggio 2017

Quando vincere diventa una condanna



Capisco il pensiero fisso al nuovo allenatore, ma non per questo bisogna tralasciare tutto il resto. Allarghiamo l’orizzonte e pensiamo se nelle prime notti di caldo è meglio soffrire sotto le coperte, oppure mettere fuori un piede col rischio che ce lo mangi un mostro, di quelli con la panza e l'accento salentino appena appena pronunciato. Tutta la sofferenza innescata da Dani Alves e Bonucci la coltiviamo per l’anima de li mortacci sua e di chi ce l’ha fatto fare di tifare la Lazio. Gufare non è la medicina, la fica si. Forse. E così come pensate al nuovo allenatore invece di gestire la temperatura corporea nelle prime notti di caldo, fate lo stesso errore quando pensate al terzino destro mentre all’orizzonte si profila il triplete della Juve. Brutte sensazioni, del resto chi è che non ha avuto una ragazza gobba che quando la vedevi a giro dopo essersi lasciati era chiaro che avesse una gran voglia di piangere e di venire ai nostri piedi a chiedere scusa. Però la dignità la costringeva a strusciarsi, vogliosa, al nuovo fidanzato. Siamo proprio nati per soffrire, loro vincono sei scudetti consecutivi più tre Coppe Italia consecutive anche quelle, roba che fa pendant, vittorie tono su tono (in attesa di Cardiff), grazie agli arbitri, e a noi basta fare un abuso edilizio in zona demaniale sottoposta a vincolo paesaggistico che arrivano subito i vigili a rompere i coglioni. Consoliamoci pensando alla classifica dei rigori a favore degli ultimi cinque anni, e soprattutto che vincere la Coppa Italia  per un gobbo è come per noi vincere 5 € al Gratta e Vinci. Che per noi andare a letto rimane il momento più emozionante della giornata. Che prima di addormentarsi ci rifugiamo nel pensiero proletario di una ridistribuzione più equa delle soddisfazioni sportive. Che magari troviamo finalmente anche la soluzione per combattere la polvere della libreria. Perché alla fine vincere tanto come fa la Juve diventa una necessità. Voglio credere che vince tanto non tanto per vincere. I festeggiamenti non tanto per festeggiare. Di fatto una condanna. Rimanere abbracciati solo per non perdere la priorità acquisita insomma.

mercoledì 17 maggio 2017

Volte (a botte)



A parziale attenuante dei giornalisti sportivi c’è da dire che neanche Leopardi scriveva poesie di lunedì. Gli articoli di calcio che vale ancora la pena di leggere non a caso sono quelli sugli anticipi. La mia poesia è il manifesto di un nuovo stile. Sapete che non amo parlare di mercato, questa volta però, e prima della poesia di rottura, lo farò perché ho avuto una soffiata. Sarà una campagna acquisti incentrata sulle cessioni di Kalinic, Bernardeschi, Babacar, Badelj e Tatarusanu. Di contro non ci saranno acquisti eclatanti ma si punterà sui giovani e sui prestiti. Qual è la dritta vi chiederete visto che per molti questa non sembrerà affatto una rivelazione così tanto confidenziale quanto invece il risultato di un processo lungo e soprattutto erosivo della pazienza chiamato “dismissione” o “pontellizzazione”. La dritta sta proprio nella chiave interpretativa di quella che sembrerebbe una smobilitazione mascherata da FP, al contrario la Società è venuta in possesso di informazioni da un osservatore, il quale essendo di Arcetri non ha segnalato un nuovo talento, ma che invece è previsto un pianeta in collisione con la Terra entro agosto. Da qui la scelta oculata di rientrare piuttosto che quella insensata d'investire. Se c’è una cosa che ci renderà felici nel caso in cui l’informatore astronomico avesse sbagliato i calcoli dell’impatto, è che dal 2018 non ci saranno più le monete da 1 e 2 centesimi, finalmente sostituite con le Goleador. Non mi sorprende affatto la notizia sulle infiltrazioni mafiose nella grande distribuzione, avevo giustappunto segnalato qualche giorno fa la mia stanchezza, il mio rigetto proprio dopo aver visto una testa di cavallo sottocosto sul volantino LDL. Nell’enfasi di una imminente catastrofe ho deciso quindi di scrivere una breve poesia, la prima la cui matrice è il calcio con forti contaminazioni marchigiane. Una poesia del dribbling insistito, della simulazione più becera e della plusvalenza smaccata, uno Stil Novacella che definirei del genere “Oliveira all’ascolana”. Titolo; "Volte (a botte)" - “Volte in cui desidereresti che il tempo si fermasse. Volte in cui speri solo che il tempo scorra il più velocemente possibile. Volte in cui sei in svantaggio. Volte in cui sei in vantaggio”.

martedì 16 maggio 2017

Il bicchiere mezzo vuoto non è sinonimo di pessimismo


Ci sarà qualcuno a cui interessa sapere se ancora penso all’Europa League, a quei raffinati curiosi rispondo di si, ma solo un po'. Un po’ la mattina, un po’ a mezzogiorno, un po’ la sera e un po’ la notte. Chi dice che non gliene frega niente è come quelle donne che non gliene frega niente dell’amore però vogliono un buon marito, due figli di cui uno maschio e uno femmina, l’Audi, la casa a Punta Ala e una certa stabilità. Se a voi sembra poco partecipare all’Europa League vi metto sullo stesso piano della Rita quando mi disse che avrei dovuto accontentarmi proprio delle piccole cose. Fu allora che decisi di comprare lo Z3 Coupé perché aveva solo due posti. In quanto alle cazzate che mi vengono attribuite d’ufficio solo perché assemblate in editoriali, non sono attribuibili a me come sembrerebbe dopo una prima analisi superficiale, ma all’attacco hacker. Ho sottovalutato infatti il consiglio degli esperti che prevedeva di aggiornare l’antivirus e di bere tanta acqua. Forte ammirazione ma anche sospetto quando invece leggo che sapreste sempre come operare sul mercato per fare della Fiorentina una squadra più forte. Ammirazione perché io di buono non riesco a comprare nemmeno un riesling alsaziano figuriamoci un terzino destro, sospetto da quando, a proposito di esperti, ho seguito il consiglio di alcuni considerati di alta sartoria e ho cominciato a mettermi capi stropicciati perché tanto si stirano addosso. La mia paura insomma è di vedere la Fiorentina costruita con le vostre dritte di mercato volare a vele sgualcite. Forse vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto non è sinonimo di pessimismo come avevo erroneamente pensato, i consigli, la varietà di soluzioni tattiche proposte su questo blog per rinforzare la rosa sono in realtà il risultato dell’averli svuotati quei mezzi bicchieri. E alla fine mi sento a disagio a casa mia, io che amo i Della Valle e in salotto i miei ospiti non perdono occasione per elencarne i difetti. Un po’ come quando sono tra amici e in radio passa una canzone che tutti considerano di merda mentre io la so a memoria e la canticchio dentro.

lunedì 15 maggio 2017

Sarà stato inutile


Dico basta alla ripresa dei bambini tristi dell’Inter allo stadio perché la loro squadra perde. Non è giusto. Non si capisce perché, come appunto nel caso dell’Inter non si usi un defibrillatore per dare la scossa invece del solito cambio di allenatore. Buona e inaspettata invece la reazione del pubblico di San Siro, che non curante dell’ennesima delusione si è messo a festeggiare le mamme dei giocatori. Confesso che ciò che scrivo nasce fondamentalmente dall’affinamento in botte di una tecnica antica, quando ho sonno penso a delle bischerate e a cose geniali tipo se questo quadro è stato dipinto con un pennello grande o con un grande pennello. Poi mi sveglio, dimentico le seconde e mi metto a scrivere l’editoriale. Ed è per questo motivo che se ieri avete ripercorso certe valutazioni di giocatori ormai ex parlando di verità in tasca, io di quelli con la verità in tasca invidio le tasche. Poi in serata, dei napoletani che hanno lasciato i Quartieri Spagnoli alla fine degli anni settanta mi hanno confessato il loro timore, quasi terrore, convinti che i figli un giorno glielo chiederanno. E saranno i giudici più severi, sicuri che non glielo perdoneranno. Sono convinti che la domanda prima o poi arriverà come una sentenza e sarà “Perché il 14 maggio 2017 hai tifato Juve?” Io aggiungo che oltretutto sarà stato inutile come la lente sinistra degli occhiali di Marotta. Purtroppo la Juve vincerà lo stesso, e le puncicate, e chi si accoltella muore.

domenica 14 maggio 2017

Divisioni



Partendo dal dubbio se fosse stato meglio un uovo oggi o una gallina domani, Sousa conscio che comunque sarebbe stata una frittata, ha improvvisato la formazione. Poi corretta una volta subito il gol di Keita. Rimane la vittoria, la contestazione, e tracce di un centravanti malgrado quella di Babacar sia stata una stagione con poche presenze e comunque 10 gol in campionato. Con Kalinic forse una coppia sulla quale il portoghese avrebbe dovuto puntare qualche spicciolo di fiducia in più.  Ritmi blandi fino al gol della Lazio, poi la squadra si è scossa e ha mostrato un altro piglio ribaltando il risultato. C’è da dire che i biancocelesti hanno messo sul piatto il lato B e che alla fine si sono ritrovati anche in 10 per l’infortunio di Parolo dopo che pure Lukaku era dovuto uscire. Si dirà Fiorentina dai due volti di cui uno però decisamente a culo. La curva contesta e il resto dello stadio fischia chi contesta. Divisioni. Il contrasto fa parte della città, solo un po’ aggravato da quel ravanare di molti di noi fermi al semaforo, che nel tentativo di togliercele evidentemente ci siamo spinti un sacco di caccole fino al cervello. Questo è il triste epilogo della stagione, con una vittoria che non riesce a scaldare. Troppe incomprensioni, rancori, occasioni perse. Divisioni appunto. E i troppi interessi personali messi davanti alla maglia mi fanno dire che il cuore del tifoso è almeno l’unico che batte gratis.

sabato 13 maggio 2017

55


Non l’ho mai detto prima ma sono poeta da parte di padre (durante la luna di miele dei miei infatti all’andata ero con lui mentre al ritorno ero con la mamma), per quanto riguarda la grande distribuzione, i prodotti industriali, i tanto bistrattati solfiti, e i conservanti non presenti invece nei prodotti naturali, è meglio fidarsi di uomini come i Della Valle, perché un pacco di biscotti troppo naturali chiusi con una molletta può dare delusioni maggiori. Mentre imposterò Disqus in modo che vi chieda la vaccinazione obbligatoria prima di consentirvi di commentare, e non solo perché sono convinto che qualcuno di voi era tra quelli che portavano il marsupio a tracolla. Poi non capisco la Serracchiani e per questo non accetto che oggi alla lettura della formazione si dica che se un migrante non l’avrà capita sarà più grave che se non l’avrà capita uno del Settebello. Io invece ragiono diversamente, la testa mi dice che non la so, che non la voglio sapere, e che non mi interessa nemmeno saperla la formazione di Sousa. Il cuore no purtroppo, lui la vuole sapere. Mi consolo pensando che gli alpini fanno i raduni mentre artificieri, pontieri, e carristi no, vuol dire che gli alpini sono gobbi se hanno sempre da festeggiare. Si, insomma, per dire che ho capito di essere invecchiato da quando ho cominciato ad appellarmi al buon senso (vedi foto del buon sen(s)o).

venerdì 12 maggio 2017

Peggio di così


Lo spirito del tifoso Viola sembra lo stesso di chi sfoglia il dépliant per scegliere la casa di cura. Per qualcuno probabilmente solo un periodo, comunque un periodo di quelli nei quali le cavallette sembrano segnali di ottimismo. Ricordo a chi ama gestire con oculatezza le proprie risorse, che ci vogliono ben 65 muscoli per arrabbiarsi con Corvino, e solo 10 per leccare una passera. Ma cosa lo dico a fare che ho mangiato un buonissimo minestrone primaverile, a chi poi, a chi ama respirare l’atmosfera triste del “all you can eat”? Dopo la Var, e dopo averci messo altri 30 anni dobbiamo complimentarci con la Cassazione per aver preso una decisione ragionevole in merito al “tenore di vita” dopo il divorzio. Qualche buona notizia finalmente, ma anche quando sembra non esserci nessun motivo provate a ridere comunque almeno due volte al giorno senza un perché dettagliato da Pippo Russo, e poi ne riparliamo. Ed è inutile continuare a sottolineare il niente assoluto partorito dai giornalisti sportivi fiorentini, è sufficiente non entrare in quei negozi dove tutto è ad un neurone. Così come per far sparire la spazzatura dalle strade di Roma basta spegnere la televisione. Quando si parla della curva che contesta e offende dovremo più onestamente allargare il tema alla maleducazione degli infelici. Se si giustifica chi sacramenta contro i Della Valle facendolo passare come un modo per motivare la proprietà, bisogna farlo anche con chi bestemmia per indurre Dio a far meglio. La birra analcolica, il pocket coffee decaffeinato, il cornetto Algida vegano, i rigori a favore, peggio di così solo Buffon a difendere la Porta San Frediano.

giovedì 11 maggio 2017

Donna al volante



Quando un bambino ti chiede di andare in libreria, lo fa in barba a tutti i siti Viola che raccontano di un futuro senza terzino destro e speranza. E se nell’oroscopo delle prossime settimane c’è un tre da qualche parte non per forza è da ricondurre al triplete della Juve. Alcuni sono incazzati coi Della Valle, altri però mi sembrano più preoccupati a sorridere per paura di avere la salsa verde del lampredotto tra i denti, anche se dovrebbero fregarsene e festeggiare il fatto che dopo Mancini, De Boer e Pioli, il triplete vero l’ha vinto l’Inter. Forse dietro ai cinesi c’è Zamparini. Forse dietro al mancato acquisto di Mammana c’era un riscatto obbligatorio, ma a differenza di Maxi solo nel caso in cui la Fiorentina non fosse fallita. E se proprio vogliamo indignarci per qualcosa di serio me la rifarei con la Raggi per via della parentopoli presente nella semifinale Champion Juve-Monaco al quale nessuno ha dato evidenza. E se il Marasma volesse davvero interpretare il ruolo di chi protesta in modo efficace dovrebbe scrivere striscioni dai contenuti più forti tipo “Si spara anche di giorno”, "Riscatti obbligatori solo se non esonda l'Arno". Trovare del positivo in questa annata si può, malgrado la salvezza conquistata, basta essere un po' Pippo Russo e probabilmente se guardate bene dietro ai surgelati potreste trovare anche una confezione di gelato di cui nessuno sapeva. Basta con i luoghi comuni come “Non si vincerà mai niente”, oppure “A noi i rigori non ce li danno”, andiamo oltre e guardiamo alla passione con un approccio più moderno, a passo coi tempi. Se continuate a non leggere la classifica dei rigori a favore degli ultimi cinque anni e a dire “Donna la volante pericolo costante”, io ribatto con “Donna al volante, niente pompino”. Oggi non si usa più neanche il prezzemolo per indicare un eccesso di presenzialismo tipico del Giani quando c’è un buffet, se c’è una cosa (due) che si mette veramente dappertutto è lo zenzero e Corvino.

mercoledì 10 maggio 2017

Gobbi o cardi(ff)


Secondo me molto di quel magone che poi provoca le contestazioni ai Della Valle non è pianto, ma fame. Di quella chimica. E quando si scatena, per molti di loro è puttana anche la madre del lievito. Al tifoso Viola rimane sempre un po’ di quell’amaro in bocca tipico di quando uno chiede se stai andando via dal parcheggio e tu gli rispondi di essere appena arrivato. Specie se fa gol Bernardeschi al quarto minuto di recupero che ti strozza la contestazione in gola. Comunque in fondo in fondo è gente buona che risponde alla mancanza di un terzino destro con pizza scaccia chiodo. E poi capisco benissimo che sia più facile amare i cinesi che comprano le milanesi e le fanno giocare di merda. Solo un’avvertenza ai contestatori seriali, di ricordarsi per star bene, che anni, amori, scudetti e bicchieri di vino non andrebbero mai contati. A prescindere dai Della Valle. Non vale solo nel calcio la filosofia del  riuscire ad apprezzare quello che si ha per vivere meglio, è naturale quindi che una camicia o una bella cravatta come regalo vanno bene, o anche una bella borsa Piquadro. Certo il culo è meglio. Ma la felicità sta nelle cose piccole (vedi foto). Non ha fatto bene sapere che i rigori ce li fischiano malgrado la percezione fosse che non ce li fischiassero mai, non fa bene vivere con la spada di Damocle di un triplete bianconero sulla testa. Non ha fatto bene arrivare ad un passo da Mammana, così come non fa bene rimanere con il dubbio di quanti dei nostri giocherebbero titolari nella Fiorentina Women’s. Tutto questo provoca insicurezza sul futuro e quindi contestazione, se prendiamo un campione di tifosi insicuri che in più hanno anche il peso della gestione del giardino scopriremo che si alzano alle cinque solo per vedere se è entrato in funzione l’impianto d’irrigazione.

martedì 9 maggio 2017

La colpa è tutta di Mastrota

L’errore di Andrea sta tutto in quella pretesa assurda di silenzio da parte di chi va in trasferta per fare casino, e che quando invece c’è silenzio e le cose vanno bene, in curva si chiama pompino, non certo riconoscenza. Questo è il calcio di oggi che somiglia sempre di più alla politica, con relativo assenteismo e schede bianche. Andrea dovrebbe conoscerlo bene quel vizio tutto italiano di attaccare chi guadagna. Il sospetto del tifoso maschio è quello di non essere diventato ricco per colpa del presidente della sua squadra del cuore. Il sospetto del tifoso femmina è quello di considerare bugiardo il presidente della sua squadra del cuore in quanto uomo e non presidente. E questo lo si deve fondamentalmente a gente tipo Mastrota uomo anche se finisce con A, che è dal ‘95 che è lì a sostenere che l’offerta Mondial Casa scade oggi. E poi c’è la fase del vaffanculo al mondo intero (il carrello con le ruote storte, l’attacco di dissenteria per strada, la cacca di cane che pesti con le Camper, quelle con le suole a pallini) che uno ci si ritrova in mezzo e non dovrebbe dargli troppo peso, a meno che non si ritenga lui stesso mondo intero invece di paio. Insomma, la fase del NO a tutto, e non solo al colesterolo è ciclica nelle curve. Poi perché si gioca e quindi si può manifestare il proprio dissenso prevalentemente la domenica, non voglio pensare al livello della contestazione e del malumore se a Sassuolo si fosse giocato di lunedì. Caro Andrea sono sempre meno quelli devoti alla causa, in pochi oggi vengono chiamati Mariano dai genitori, quasi nessuno quelli felici che vengono chiamati Feliciano. Di questi tempi un Tristano si è trasformato in Ivano e un’ Isotta in Jessica. Comunque le Tod’s non le compra nessuno, questo è un target da Nero Giardini, se non da Bianconero Giardini come nel caso del fronte interno gobbo. Senza nessuna sensibilità per le cose belle. Figurati che a nessuno è venuto in mente per le presidenziali francesi di far indossare alla propria donna reggicalze che ricordassero uno dei simboli di quella nazione. Per questo si è incazzato Bernardeschi.

lunedì 8 maggio 2017

Tentativi falliti





Se per sostituire un Sousa sempre più votato al gesto tattico estremo, all’eutanasia della fase difensiva, capace in dieci di togliere un centrocampista (già senza Gonzalo) per mettere un attaccante e lasciare Sanchez a fare più acqua delle spallette di quel novembre ‘66, si fa il nome di Pioli, che nelle ultime 7 partite ha fatto 2 punti (peggio anche del Palermo), allora tanto vale prendere davvero Di Francesco capace di subire il pareggio al quarto minuto di recupero contro una squadra allenata da uno sconsiderato portoghese reo demotivato confesso e vedovo di Mammana. Peggio del portoghese solo Gavillucci e Kalinic. Naturalmente Bernardeschi (undicesimo gol in campionato, quattordicesimo in stagione) se non fosse stato per l’infortunio di Badelj non sarebbe stato della partita. Delirante schierare un 2-3-4 che suggerisce per le ultime tre di affiancargli almeno una badante, se non addirittura un tentativo di sedazione mascherata (la visione del Giro d’Italia prima di comunicare le formazioni). Insomma lasciare fuori Bernardeschi è una stronzata come quella che l’ananas brucia i grassi. Devo dire che neanche il mio inconscio riesce a capire la difesa a 2 di cui uno non è neanche un difensore. L’unica giustificazione che trovo è che anche le menti più educate possono fare formazioni a cazzo. A nulla serve Gavillucci, a nulla serve sbagliare un rigore e il suo tap-in se poi un tuo compagno di squadra si fa male e ne entra un altro che indovina il sinistro all’ultimo secondo, a niente servirà l’ennesima giornataccia delle milanesi, tanto alla fine toccherà a una di loro fare i preliminari di EL. Così come a niente è servito l’ultimo tentativo di Marine per rimontare Macron.



domenica 7 maggio 2017

Voci infondate



A chi ha la tendenza a rammaricarsi perché non vinciamo spesso voglio ricordare una versione dei fatti che racconta di come comunque facciamo parte di un film del campionato bellissimo, romantico, dove lui alla fine prende un taxi, fa una corsa all’aeroporto e le dice quanto la ama. Che noi siamo insomma il tassista che non viene pagato. Nella versione più pessimista di una storia altrettanto appassionante, il DS di qualsiasi altra squadra va in soffitta e trova un Picasso, il tifoso Viola che si sente soprattutto DS dentro si precipita in soffitta, trova un topo, corre, cade dalle scale e diventa zoppo come Pepito Rossi e costringe i Della Valle a ripianare. Nella sceneggiatura del terzo tipo, la mia, Mazzoleni si alza alle tre di notte per pisciare e spara allo specchio. Il Bambi esce da qualsiasi copione, lui è il più pratico di tutti, la sua è la versione più fatalista, sostiene infatti che le buste di plastica durano in media dai 100 ai 1000 anni, arco di tempo che sta a rappresentare quello tra una nostra vittoria e l’altra, tranne però quelle che danno a lui (in quanto tifoso Viola) al supermercato. L’amarezza alla fine non è tanto per il sabato piovoso, sono diventato uno che non esce per la pioggia, quanto nel vedere l’esultanza polemica di Francesco al gol del connazionale Higuain nel derby, dopo che a Roma Spalletti viene chiamato “Dio” indebitamente. Che poi si sa, distratto da certe voci infondate, non capisce. Massimo Decimo Meridio diceva “scatenate l’inferno” non l’inverno.

sabato 6 maggio 2017

Uniamo le forze


Tutti questi danni che elencate giornalmente, una volta addebitati a Sousa, l’altra a Corvino, per non parlare dei Della Valle, mi fanno pensare che dietro ci sia una supervisione, una regia occulta da parte di Luca Cordero di Montezemolo. E a quelli votati a fare l’inventario delle cose che non vanno, in quanto revisori dei conti che non tornano con il bacino d’utenza, chiedo di non indossare mai i calzini bianchi di spugna per non perdere di credibilità. Vi ricordo che non si può vivere senza commettere errori, e la grandezza sta nell’ammetterli; vedi le formazioni di Sousa che sono vere e proprie confessioni. Ripeto, nessun rispetto invece per chi dorme con i calzini. Io francamente non capisco perché si disquisisca così tanto con l’intento di fare analisi per togliere i difetti alla squadra, io se mi cancello i difetti resta qualcuno che non mi somiglia per niente. C’è chi per cercare le poppe turgide alla fine si è dovuto mettere con una statua di marmo. Quindi per me la Fiorentina è questa, non vorrei che stiate cercando la Juve dentro di voi, così sempre vincente, e non riuscite a riconoscervi per via di quella maglia Viola. Io direi comunque basta litigare fra di noi, dovremo lottare tutti insieme per il bene comune. Uniamo le forze, buchiamo di nascosto le gomme a Tomovic. Specie quando sono in viaggio, poi arrivo e leggo ore e ore di discussioni sul blog, alla fine metto un disco degli Squallor per riportare un po’ di equilibrio nell’Universo. Anche perché l’ironia che vedo in certi gesti è che ci sono tifosi di altre squadre che comprano le maglie della Roma.

venerdì 5 maggio 2017

Nella proposta di legge per la legittima difesa c'è anche un terzino destro


E’ tanto che aspettavate una notizia così, non riguarda Mammana e nemmeno l’arrivo dell’unico in grado di comprare la Fiorentina e allo stesso tempo di stendere tappeti rossi per Gonzalo dopo aver fatto l’inventario ed essersi accorto di averne  i magazzini pieni. La notiziona è che sarà possibile invece sparare ai ladri in casa di notte. Quindi anche allo Juventus Stadium per i posticipi e per le coppe. Poi a prescindere dal carattere più o meno irascibile, potete anche incazzarvi e minacciare con il bastone la squadra invece di sparargli, tanto la differenza, la dimensione vera insomma, si misura come nel caso del Monaco dal fatto che quando perde sono i calciatori che urlano ai tifosi di andare a lavorare. Non per niente sono costretti a tirare piano, e quando giocano in casa scelgono la conclusione di giustezza perché se il pallone vola fuori dallo stadio sotto è pieno di Ferrari e Porsche. Io vi darei il giubbotto con le maniche pelose di Balotelli altro che le Tod’s. E a Firenze ci sarà sicuramente qualcuno che oltre ai Della Valle non è contrario solo alla nuova legge sulla legittima difesa, ma è proprio contrario alla notte. Mentre c’è gente che sparerà alla moglie e sosterrà di aver sbagliato perché era troppo buio. Peccato che i Testimoni di Geova suonano sempre la mattina, comunque è una proposta di legge che è passata alla Camera proprio perché in camera ci si va di notte, e che non è altro che una scopiazzatura della sceneggiatura di un film del ‘96 diretto da Robert Rodriguez, con George Clooney, Quentin Tarantino, Harvey Keitel e Juliette Lewis. Qualcuno di quelli che negano la classifica dei rigori a favore degli ultimi cinque anni alla fine ammazzerà la moglie sostenendo di averla scambiata per la befana che sanno anche i Pubblici Ministeri ama muoversi solo di notte con le scarpe tutte rotte. Agli stessi che hanno sempre sostenuto che i Della Valle non li conosceva nessuno prima di entrare nel calcio, faccio notare le scarpe della befana che hanno appena assassinato, a dimostrazione che la poveretta ancora non sapeva di loro.

giovedì 4 maggio 2017

La felicità dietro l'angolo


Poi alla fine è più facile trovare un terzino destro che un tavolo per mangiare la pizza da Santarpia. Ed è facile che il terzino destro che cerchiamo si trovi nello stesso posto in cui si trovano tutti i calzini spaiati scomparsi da anni. Mentre per cavalcare ancora gli ultimi scampoli di metafora a due ruote, era più facile trovare mille lire per la miscela che non il budget per la Champion. Ieri intanto ho finto di seguire con attenzione la riunione, in realtà nella mia testa frullava una sola domanda dopo aver preso atto dall’ultimo striscione, chi porta il bastone è molto chiaro; ma chi è che porta la carota? A proposito di quel bel post pubblicato dopo aver saccheggiato il blog del Guetta, anche io sono tra quei bischeri ai quali non interessa l’albo d’oro (quando sento il bisogno di nomi esotici e dal mercato non arriva neanche Mammana, scendo giù dall’ortolano e abbraccio ananas e papaya), mi piace di più quella donna troppo intelligente per non capire che preferisco le poppe alla sua intelligenza. Insomma solo per la maglia, e se proprio la si deve togliere per festeggiare un gol, che sotto ci siano delle belle poppe. Alla fine pizza + poppe = Amore. Così mi sveglio con lo stesso pensiero con cui vado a letto, quello di quel nostro amico tifoso in quel post bellissimo, magari cambia solo la posizione. E’ così che affronto anche i problemi difensivi; dormendo. Chi la felicità la trova invece dietro l’angolo di una semifinale Champion vinta due a zero a Monaco, non sa che quella è una prostituta. Per questo non mastico amaro, ma solo chewingum.



mercoledì 3 maggio 2017

Chi fa la spia non è figlio di Di Maria


Perché sono così sereno malgrado la classifica dei rigori a favore? Perché mentre c’è chi pensa in grande e per abbronzarsi deve mettere a budget di andare in Versilia o in second’ordine in Sardegna e in Costa Azzurra, io mi abbronzo alla fermata del 23 A per Sorgane che ne passa uno ogni 25 minuti. Vedo poi un eccesso di timore diffuso come se qualcuno ci avesse chiesto se siamo ipocondriaci e non alziamo la mano per paura di slogarci la spalla. Se la cosa vi rassicura possiamo dire tutti in coro che la società sbaglia, che non è perfetta, del resto non ho ancora trovato un esemplare di plumcake che non rimanga per metà attaccato alla carta. Forse gli ultimi li faceva Zamparini prima di passare la mano a Baccaglini. Poi vi ricordo che svelare pubblicamente tutto il male fatto da questa società rientra in un classico della filastrocca italiana; “Chi fa la spia non è figlio di Di Maria”. Evidentemente la differenza tra me e voi è che io non ho niente da dire e lo dico tutti i giorni. Del resto mi sono pure interrogato sul senso dell’esordio di Mlakar e ho preso quattro come quando andavo a scuola. Allora canto mentre aspetto il 23 A e mi abbronzo, canto “Meravigoloso “ (essere Viola) Tu dici non ho (vinto) niente, ti sembra niente il sole, la vita, l’amore (per la maglia). E qui finisco la metafora del motorino iniziata ieri, per dire che è vero che li modificavamo per raggiungere velocità sempre più elevate e impennare senza frizione, ma anche senza raggiungere nessuno degli obiettivi stagionali, o i cento all’ora, le nostre soddisfazioni ce le toglievamo anche stando fermi sul cavalletto ad aspettare di vedere qualche bel culo o di battere Juve, Roma e Inter.

martedì 2 maggio 2017

La Pinasco 90


Ieri la Nicoletta dopo aver letto il blog mi ha detto che a lei non gliene frega niente se nel D L F (Dopo Lavoro Ferroviario) ci sono almeno cinque giocatori che giocherebbero titolari nella Fiorentina, lei vuole solo il metabolismo veloce come Aleesami, altro che un progetto tecnico. Poi ha aggiunto che se crediamo davvero che Saponara sia una fregatura il dilemma non dovrebbe essere perché è stato comprato, ma se chiamare “le Iene” o “Striscia la notizia”. E poi Saponara potrebbe diventare una “spiacevole” sorpresa per qualcuno, come quando mi affiancavano con il Fifty sicuri che la mia Vespa 50 Special 4 marce fosse facilmente sverniciabile, mentre la modifica Pinasco 90 celata sapientemente agli occhi dei vigili sotto la cuffia 50 ispezionabile dalla bandina, li lasciava sgomenti. Proprio come quando si credeva che Kalinic e Alonso non erano buoni. Siete sempre stati sospettosi, il Bambi è addirittura certo che Renzi sia stato intercettato sulla FiPiLi all’altezza di Ponsacco con quattro milioni in monete da due euro. Siete sempre stati pessimisti, a parte che secondo me un allenatore a Firenze può lavorare in un ambiente ideale, pensate a chi è disoccupato, interista, o che ha votato Orlando. Si, siete troppo pessimisti perché non volete affrontare la realtà della nostra dimensione, pensate agli immigrati che affrontano la morte pur di venire a votare alle primarie del PD. E non fanno nemmeno finta d'ignorare la classifica dei rigori a favore. Già vi vedo armati di pazienza lì a difendere il vostro scetticismo per tutto ciò che riguarda il futuro della Fiorentina.

lunedì 1 maggio 2017

Le uova della Vucciria


Sono molto più fresche le uova di Bortoluzzi, e almeno 5 giocatori del Palermo sarebbero titolari in questa Fiorentina. Preso atto che Sousa è in delirio da zabaione con Marsala DOC, che Mlakar come Perez a Milano è una chiara intolleranza all’albume o appunto chiara, ma non per questo ci possono essere attenuanti per i giocatori che sono scesi in campo. E’ solo di loro la colpa per questa sconfitta vergognosa. Anche se la  formazione messa in campo da Sousa potrebbe essere utilizzata per la copertina di un libro di frittate, qualsiasi squadra fatta con le uova di galline allevate a terra sarebbe stata comunque in grado di passeggiare su un Palermo capace fino a ieri di vincere solo contro il Crotone che ha almeno 5 giocatori che da noi giocherebbero titolari. Sperare in una formazione azzeccata è questione di vento, a volte basta una folata per sistemare là dove il parrucchiere aveva fallito. Ho resistito a masticare le morbide fruit joy riuscirò a vivere benissimo anche senza più il genio ventoso di Paulo Sousa insomma. Ciò non toglie che la prestazione della squadra è stata indegna a prescindere dagli errori dell’allenatore. Ma la delusione più grande non è stata la sconfitta di Palermo quanto scoprire che per gli arbitri la Roma è diventata la nuova Juve (13° rigore 'sta volta per tentato fallo) senza che questo però servisse a non far più vincere i bianconeri. In domeniche come questa per essere più felici basta anche una bicicletta con cestino, perché abbiamo tutti un messaggio o una formazione scritta da ubriachi di Marsala DOC, che non avremmo mai dovuto mandare o consegnare all’arbitro. E dopo questa sconfitta indegna forse ho capito che quell’odore d’impresa uscito dalla cucina di quel girone di andata non era di quattro formaggi, semplicemente Sousa che si era tolto le scarpe. Ribadisco, Sousa non può essere una giustificazione per una squadra che si è dimostrata come una chiesa chiusa quando hai bisogno di pregare. Comunque mi salvo da questo disastro perché non sono uno che sorride sempre, ma uno che sorride quando non c’è motivo.