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domenica 31 maggio 2015

Silenzio elettorale, parla Agnese

Oggi finisce il campionato e le domeniche non saranno più le stesse, guarderemo al fine settimana con occhi diversi. Porteremo le nostre compagne al mare, andremo a mangiare la pizza ad un quarto alle nove senza cercare il tavolo a favore di televisore. Da una parte sono contento perché in questo periodo riscopro sensazioni sopite dietro la passione per la Fiorentina. Come quando uno smette di fumare e riassapora certi gusti dimenticati. Psicologicamente mi sono già preparato, e sono felice perché ho appena notato dei bambini giocare a nascondino, oppure stavano nascondendo della droga. Non sono sicurissimo. Anche la moglie ti guarda con occhi diversi, sa che può osare e chiederti cose che in regime di campionato non potrebbe mai. E così ti accorgi che 9 donne su 10 sono pazze, e anche l’altra lo è, ma la ami e non te ne sei ancora accorto. Finisce il campionato e arrivano anche le zanzare a festeggiare, la Rita le combatte aspramente, mentre io senza più l’adrenalina della partita, senza la tensione che monta, sono molto più rilassato. E quando non c’è il calcio mi dispiace anche ammazzarle, in fondo sono sangue del mio sangue. La Rita le prova tutte perché non sa che ormai la citronella è il gin lemon della zanzara tigre. Lei va a caccia soprattutto di quelle più stronze che gli mettono 5 stelline su TripAdvisor. E siccome so che per lei questo è un argomento sensibile, come lo è l’allenatore per noi, ieri al mercatino delle pulci ho trovato un kit da apicultore usato, e glielo regalerò stasera dopo la Domenica Sportiva, per un’estate più serena. Tra noi c’è sempre questa ricorrenza, la fine del campionato la festeggiamo come un compleanno, perché ci cambia la prospettiva di coppia. Perché ricominciamo a parlare. Adesso affronteremo l’argomento del 666 che è il numero del male. Perché non s’impegna, e che almeno per il secondo quadrimestre poteva arrivare al sette. Ieri ho incontrato il Bambi dal macellaio e gli ho chiesto se alla fine era riuscito a farsela. Quando mi ha risposto di si gli ho subito chiesto com'era: “Mah, per essere una ragione non era male”. Si, anche lui ne ha preso atto, il campionato prima o poi finisce sempre, con l'età ho acquisito saggezza e affronto sempre meglio questo distacco, mi godrò la mia perspicacia e il fascino alla Sean Connery. Poi se c’è qualcuno che fa a cambio con degli addominali, volentieri. Le nostre compagne lo sanno che per noi questo è un momento difficile, e la sera prima ci lasciano sempre andare a bere per dimenticare. Il Bambi le ha regalato una borsa nuova prima di uscire. Poi è arrivato un momento della serata che volevo chiedere alla Cristoforetti se mi mandava una foto dallo spazio, perché non mi ricordavo più dove avevo parcheggiato. E’ così che lo stato di ebbrezza mi ha fatto cittadino onorario. E’ stato un onore quando mi è venuto incontro il Capo di Stato. Era Foco.


sabato 30 maggio 2015

L'autoerotismo per colpa del cocomero


La Grecia è ormai usata come paragone negativo di tutto. Ieri il barista di via Sant’Agostino, un antimontelliano convinto di uscire anche dall’Euro, mentre faceva il caffè al Bambi gli ha detto "Caro mio, ma neanche la Grecia allena così male". Io non mi inalbero a sentire certi luoghi comuni anche se così pieni di belle isole, solo perché ho paura che arrivi un cane e mi pisci addosso. E il Bambi quando ha sentito di questo mio timore ad inalberarmi in un luogo pubblico, mi ha raccontato come anche urinare in privato possa alla fine degenerare. Quello che in Fiorentina fa un ragioniere quando si occupa di mercato. E mi ha raccontato cosa succede a Gastone che abita sopra di lui, che da quando soffre di Parkinson ogni pisciata è una sega. Per tornare ai bilanci, e senza rubare sul peso della stagione, parte della tifoseria secondo me sottovaluta gli sforzi che ha dovuto compiere la squadra per tenere aperti tutti i fronti, e che alla fine ha pagato. E non mi inalbero neanche per questo, figuriamoci, non lo faccio nemmeno con la Rita che commette lo stesso errore quando mi racconta che Tommaso inserisce le formine nei fori corrispondenti e non ne sbaglia una. Hai voglia a dirgli che ha 16 anni, perché mi risponde che io sono il solito e che voglio sempre sminuirlo. Quando dico che mi sono divertito parecchio in questa stagione, voglio dire che la squadra ha risposto, il tecnico ha fatto un bel lavoro, e la società ha messo tutti nelle condizioni di poter arrivare anche a vincere. Perdere con le più forti è statisticamente più facile che perdere con le più deboli, errori ci sono stati, perché in qualche caso abbiamo perso anche con le più deboli, ma tutti hanno fatto errori, e il bilancio si fa sull’intera stagione, che a mio avviso rimane bellissima. Piena di grandi emozioni. Ritengo che pur senza un attaccante in doppia cifra, e malgrado gli errori dal dischetto, la squadra ci abbia fatto divertire. Poi la delusione per alcune sconfitte dolorose ha fatto scivolare le percezioni nel terreno che vede sempre l’allenatore come primo colpevole, e la società rea di increspare le acque con figure controproducenti, comunicati irritanti, dismissione e incompetenza. Io sono contento e difendo questa stagione, così come difendo gli italiani da i soliti luoghi comuni. Odio quando ci definiscono "mafia, spaghetti e mandolino". Chi cazzo lo suona più il mandolino? Diamo per scontato troppe cose, che magari hanno un valore a prezzo pieno. Siamo troppo sicuri di conoscere sempre la medicina, le colpe, le formazioni, le sostituzioni da fare, chi mandare sul dischetto, cosa dire alle interviste, se sorridere o piangere come fa Mazzarri. Se uno sa tutto così è finito il divertimento, tanto vale allora che Calzedonia faccia fare i cartelloni pubblicitari con le modelle già con i cazzi disegnati sopra col pennarello.





 

venerdì 29 maggio 2015

Storie maledette

In città il Pubblico Ministero che è in noi si scatena e cerca trame nascoste tra i quaderni a quadretti della società. Uno degli ultimi processi vede alla sbarra il mostro Cognigni, accusato di aver usato la ragioneria più becera per molestare  Macia e mettere in fuga Montella, tirando fuori un vecchio foglio protocollo di un compito di matematica dove aveva preso quattro. Anche se fu proprio mettendo in fila tre compiti che Vincenzo pensò per la prima volta al 4 3 3. Il PM nel suo impianto accusatorio identifica nella confusione che regna tra i ruoli, che fa si che di calcio se ne occupi un ragioniere, il male di tutti i mali. Tesi questa della confusione che contrasta con l’altra della dismissione che invece non può prescindere, da scelte precise, calcolate, studiate, pianificate. Altro che confusione. Anche il Bambi è tra quelli che sposa la tesi della confusione perché la riconosce da lontano essendo stato uno dei massimi esperti, da quando ancora faceva il borseggiatore sul 37 che va a Tavarnuzze. Il criminologo della confusione ci ha convissuto per anni fino a quando non ce l’ha fatta più ed un giorno è sbottato insultando una ragazza lentigginosa, urlandogli in faccia che non capiva come cazzo poteva fare a trovare la roba in quel casino. Cognigni che fa mercato gli ricorda tanto la borsa di quella ragazza. Poi sulle note di una canzone di Bennato canticchio pensando al ritorno di Foco: “Seconda birreria a destra e poi in ginocchio fino al mattino”. Penso che probabilmente il prossimo mondiale sarà disputato durante l'ora d'aria, e pensa te ho conosciuto in Sicilia anche uno che ha capito il senso di “Rosso Relativo”. Cose molto più tristi di Cognigni, personalmente poche cose nella vita mi spezzano il cuore come lasciare il parcheggio tanto sudato e vedere che già c'è uno pronto che aspetta che tu esca. A prescindere che sia Cognigni. Secondo me i problemi sono altri, ieri di ritorno dalla Sicilia ho affrontato con Tommaso il tema dei matrimoni gay, sollecitato dal referendum in Irlanda, e l’ho trovato molto maturo e aperto sull’argomento malgrado gli abbia ricordato le dichiarazioni del Papa (peggiori di quelle di Montella sul pubblico dopo il ritorno con il Siviglia) che l’ha considerata una sconfitta per l’umanità, e soprattutto dopo avergli detto “Ti rendi conto tua madre sposata con un'altra tua madre?”. Poi gli ho fatto una domanda sulle sue aspettative che non fossero solo legate alla speranza di vedere la Fiorentina vincere finalmente qualcosa, e allora gli ho chiesto come si immaginava da vecchio. Mi ha risposto “Con l'iPhone 39s”. Poi abbiamo ordinato una pizza e guardando arrivare il ragazzo che ce le portava per un attimo ci siamo dimenticati di Cognigni, abbiamo fatto una riflessione definendo quelli che portano la pizza in motorino dei kamikaze che non ce l'hanno fatta. Già che c’eravamo ho affrontato anche il tema della droga, e allora mi ha fatto notare che molte cose che diciamo noi genitori pensando di mettere in guardia i figli dalla droga, di fatto sono un suggerimento per trovarla meglio. Per sensibilizzare i ragazzi sull’argomento è andata a scuola una ragazza per raccontare la sua esperienza di tossicodipendenza e gli ha rivelato che è cresciuta con "non accettare caramelle da sconosciuti che dentro c'è la droga" e che per molti anni ha chiesto a ogni sconosciuto "ha una caramella?”. Quindi non fatelo. Anzi, spargete la voce. V
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giovedì 28 maggio 2015

Montella, Montolivo, e Montalbano



Per dire come mi faccio fregare dalle apparenze e quindi anche dal gioco orizzontale, lunedì in via della Chiesa ho chiesto quando nasceva il bimbo ad una ragazza che non era incinta. Ma la notizia non è tanto che Montella non è un allenatore, come ci spiegano i risultati, quanto che nella buca dove poi mi sono sotterrato c’era il wi-fi e così ho potuto continuare a scrivere editoriali un po’ rattoppati. Seguirò quindi il vostro invito garbato a chiudere qua l’argomento “Montella” visto che hanno cercato di fregarmi anche una coppia di anziani che abitano in via dell’Ardiglione sopra il ristorante “I’ Raddi”, che mi volevano far credere che dopo 60 anni ancora giravano mano nella mano. Dopo aver dato credito a Vincenzo adesso bando al romanticismo, voglio credere che esiste davvero la colla per le mani. Voglio essere cinico come voi e cercare anche la verticalità nel gioco. Soprattutto perché l'amore è quella cosa che fra lei e i maritozzi con la panna scegli i maritozzi, anche se prima ci pensi un attimo. Il problema adesso però è di chi fidarsi, di me stesso non posso perché ho dimostrato di non capire una sega, se indico voi sarebbe sicuramente un grande passo avanti, ma voi chi? Perché anche nel vostro equilibrio tra l’orizzontale e il verticale in perfetto stile Bartezzaghi, c’è chi da la colpa all’allenatore e chi alla società. Ritorna immancabile persino la vecchia storia della dismissione, come se fosse la messa in onda della solita puntata del Commissario Montalbano (sono in Sicilia) dove mangia gli arancini. Sicuramente non mi fido delle persone che pensano sempre positivo come me, perché sono le prime che muoiono nei film. Non mi fido di chi non sogna mai il mare, e non mi fido nemmeno di chi mangia un M&M’s alla volta. E poi quello della dismissione è uno dei pensieri più difficili da eliminare in una città sospettosa come Firenze. Più difficile ancora che eliminare le buche, che per fortuna ci sono così posso sprofondarci quando faccio domande inopportune. Insomma, puoi provarci con tutte le forze, ma certe cose non cambieranno mai in città. Il sospetto della dismissione sopravvive alle mode e all’orda dei giapponesi in piazza della Signoria, o tipo gli anziani che invece di dire “ics”, dicono “iccse”. Vorrei ricordare al tifoso ecologico che ricicla per coscienza sporca, che le cose alla fine possono cambiare, davvero. Per esempio oggi in Piazza della Calza dove 30 anni fa tutti i ragazzini condividevano i propri giocattoli adesso è vuota, e tutti i Wifi hanno le password. Qualcuno usa ancora la password "Montolivo". Tra un po’ di anni per accedere a qualche rete wireless di via del Campuccio bisognerà digitare "Neto". Vorrei ricordare che c’era un tempo che prendevi una cosa e la potevi buttare senza farla prima analizzare dal laboratorio di CSI per decidere quale differenziata. Insomma, raccontiamocene una nuova, anche la dismissione ha un fine. Tutto ha una fine. Solo le salsicce ne hanno due.








mercoledì 27 maggio 2015

Come la Marta

Continuerò a sostenere invano che è stata una stagione molto bella, piena di grandi emozioni e di grandi delusioni, come non me ne ricordo un’altra così nell’era Della Valle. Dico “invano” perché di contro in molti la considerano negativa, piena di recriminazioni e rimpianti che superano abbondantemente i momenti entusiasmanti. E’ comprensibile che certe partite perse a un passo dal traguardo da troppo tempo atteso abbiano contribuito ad ingigantire le ombre, le macchie, i difetti, i limiti, le colpe, ad allargare le crepe. Quindi oggi chiedo un minuto di silenzio per tutte le margheritine sui leggings che una volta indossati sono diventate girasoli. Della Fiorentina di Montella mi è piaciuta soprattutto la capacità di andare a fare sempre la partita su ogni campo, e molto spesso grazie a questa sua faccia tosta che le ha permesso d’imporre il gioco, anche vincendo. In certi momenti ho creduto davvero che fossimo diventati una grande squadra. E sono stato bene. Quello che poi ha fatto della Fiorentina un modello apprezzato in Italia e all’estero, anche se più fuori Firenze che in “Buca”, perché noi siamo fatti così. E per questo mi dispiace se non dovessimo continuare ancora un po’ a riconoscerne quei tratti spiccatamente ambiziosi anche l’anno prossimo, magari ritrovando l’anima di Borja Valero perduta forse in qualche angolo più nascosto dove di solito pisciano gli americani, ritrovando i gol di Rossi e di Gomez, o chi per loro. Aggiungendo ancora qualità e fame. Insomma, vorrei andare sul sicuro e continuare ad amare solo il gelato al pistacchio. So che però non si può vivere di soli ricordi e sarò il primo a fare il tifo per il nuovo allenatore, convinto che potrà fare meglio di Montella. Molto meglio. Non si può vivere di soli ricordi. Ma quella volta che trovai tre semafori verdi di fila la porterò sempre nel cuore. E’ anche vero che Vincenzo non sempre ha fatto bene, ha sbagliato mostrando i difetti dell’inesperienza, e forse anche dei limiti che sarà solo il tempo a dirci se superabili. Come sono convinto che sia in assoluto il migliore dei giovani allenatori sulla scena italiana, e che non sarà facile sostituirlo adeguatamente se non rilanciando con altri nomi di un livello superiore. Quindi nei suoi confronti non tutti i rimproveri sono inutili. Alcuni sono estremamente inutili. Lo so che non mi apprezzerete affatto per quello che scrivo, anzi se tra un po’ comincerò a parlare anche in terza persona, vi prego... abbattetelo. Del resto anche per fare apprezzare alla Rita questa benedetta Europa League sono costretto a sperare che la Fiorentina vada ai preliminari. Lei dice che non sono attendibile su Montella, e non solo, anzi sta avendo grosse noie con la giustizia dopo avermi lasciato a far la spesa al banco dei salumi. Ora è sotto processo per abbandono di incapace. Ma io continuo a sperare che il prossimo allenatore mi dia da subito le stesse sensazioni che mi ha dato Montella alla prima partita. Le stesse che avevo vissuto solo un’altra volta con la Marta che mi sembrò quella giusta quando al karaoke prese il microfono con 2 mani.


martedì 26 maggio 2015

Quanti sacchetti della spazzatura è in grado di portare contemporaneamente il Bambi?

Questa vicenda dell’allenatore ci ha reso tutti ottimisti non praticanti perché la scelta del sostituto non sarà affatto facile. Mi perdoneranno quindi i più preoccupati come me se per rendere meglio l’idea mi viene in mente che la situazione è la stessa che avrebbe dovuto affrontare Robin Hood se si fosse trovato davanti ai Ricchi e Poveri. Montella è bravo per me che non sono ne ricco e ne povero, ma un esodato del ceto medio, e se è vero che se andrà per sua scelta me ne farò una ragione. Ne dovremo cercare uno in gamba evitando che sullo sfondo della vicenda appaia di nuovo il “Giubba”, e consci che i Della Valle certe scarpe non gliele permetteranno mai. Poi se tutto va storto vi suggerirò di inclinare un po' la testa. E il problema allenatore la fa così da padrone in questo periodo che il Bambi la sera vai a letto e non riesce a dormire, la mattina si alza e non riesce a stare sveglio. Insomma una vita del cazzo la sua, una preoccupazione così grande che non poteva certo sfuggire alla sua compagna, alla quale non può nascondere proprio nulla. Figurati, è così consapevole dei suoi stati d’animo da sapere persino quanti sacchetti della spazzatura è in grado di portare contemporaneamente, figuriamoci se non si accorgeva dell’ansia che lo sta divorando dopo le ultime dichiarazioni di Montella. In questo momento il nome che entusiasma di più e trova tutti d’accordo sembra essere quello di Luciano Spalletti. Mi perdoneranno quindi i più preoccupati come me se per rendere meglio l’idea mi viene in mente che l’entusiasmo sarebbe lo stesso di quello del cane del Bambi davanti al culatello. Sono invece più preoccupato per Foco, perché è proprio in questi frangenti di sconforto che aumenta il rischio delle ricadute, e non lo dico tanto per dire, so per certo che hanno appena ritirato la patente all’ultima zanzara che l’ha punto. Solitamente sono le società che cacciano gli allenatori, è sempre più difficile che siano loro ad andarsene, Montella sarebbe poi un recidivo, e dopo aver detto che potrebbe andarsene anche in una società dalle ambizioni inferiori di quelle della Fiorentina, stento a capire. Mi perdoneranno quindi i più preoccupati come me se per rendere meglio l’idea mi viene in mente che la mia confusione è la stessa che non mi permette ancora di capire perché i Testimoni di Geova non si portano mai le chiavi. Ieri sera stavo pensando alla rosa dei possibili sostituti quando mi sono sentito Illuminato, la Rita a quel punto mi ha chiesto se quell’esclamazione stizzita era riferita all’essere mosso dalla ragione. Di avere finalmente capito quale soluzione, quale migliore alternativa. Gli ho dovuto rispondere se poteva spostarmi la sua abat-jour perché non ci vedevo un cazzo. Se posso alleggerire un po’ il clima di preoccupazione che si respira questi giorni sul blog, vorrei condividere con voi invece una speranza che mi regala il mio lato più sensibile e poetico, che per fortuna emerge anche nei momenti di massima tensione come questi. Quando di colpo mi spariscono degli utenti come Foco e Louis, mi immagino che si siano conosciuti, innamorati e camminino mano nella mano verso il tramonto. Per quanto riguarda il dopo Montella non vi preoccupate. Nulla sarà più come prima. Nulla sarà più prima. Nulla sarà prima. Nulla.






lunedì 25 maggio 2015

Udon con verdure

Devo dire che ormai per scuoterci le domeniche non basta più nemmeno vincere in trasferta, ne tantomeno vincere consecutivamente perché poi uno si abitua e la vittoria sfocia nella noia, l’unica nota positiva è che se ci legge Leopardi torna ottimista. Se perdiamo si parla male di Montella, se vinciamo ci sono concomitanze così sfavorevoli che non possiamo nemmeno sminuire le vittorie parlando male della squadra che abbiamo battuto, perché per l’appunto è allenata da uno di quelli che vorremmo per sostituire Montella. Iachini che malgrado quel Dybala ha gli stessi punti del Sassuolo, che ha Berardi. Ormai le vittorie sono diventate dolorose come le sconfitte. Speriamo di pareggiare contro il Chievo, forse il pari è davvero l’unico sedativo efficace. Ho sempre un certo timore a dire che ieri un po’ mi sono divertito, come del resto mi diverto leggermente sempre quando si vince, figuriamoci in trasferta. Sarà perché sono nato in San Frediano dove la sera poteva capitare di cenare con il caffellatte. E un po’ mi sono piaciuti anche Ilicic, Mati e il Gila che segna malgrado il gioco dell’allenatore non sia adatto al centravanti. Ma non stava meglio in Cina? Poi le solite amnesie difensive, come chiare si sono paventate le solite difficoltà di manovra in attacco, specie all’arbitro sono state chiare, e per chi non l’avesse capito il gol annullato a Gonzalo rientra tra i falli di confusione della fase offensiva che continua a realizzare tre gol per volta. Ormai anche gli arbitri l'hanno capito. Quello che mi sento di dire nella malaugurata ipotesi che non arrivi Di Francesco, e che il gioco in orizzontale di Montella continui ad alienarci le domeniche con tanto di vittorie in trasferta, non ci resta che chiuderci in noi stessi e lasciare aperto il gas. Ormai per dare contro all’allenatore siamo diventati peggio della Corea del Nord, loro hanno miniaturizzato le armi nucleari, noi le vittorie lontano da casa. Esticazzetti!! Intanto quest'anno, con Lampard, Gerrard e Xavi è finito un capitolo bellissimo della storia del Centrocampo. Il settimo gol di Ilicic in campionato, sesto nelle ultime cinque partite ne sottolinea un finale di stagione importante. Dopo il rifiuto al Bologna sembra davvero aver cambiato atteggiamento, questo e la matematica partecipazione alla prossima EL sono le migliori notizie della giornata. Non per tutti, perché L’EL sarà maledetta in quanto ci porterà via risorse fisiche e mentali per il prossimo campionato, a meno che non vada via Montella e allora faremo certamente meglio di una finale di Coppa Italia persa e di due semifinali di EL. Il che vuol dire che se cambiamo allenatore sarà matematico mettere qualcosa in bacheca, e questo mi rende meno amara la vittoria di Palermo. E malgrado questa festeggerò il raggiungimento dell’EL di nascosto, chi non potrà nascondersi da un vicinato troppo attento, e non vuole farsi vedere nemmeno dalla moglie che si è scolato mezza bottiglia di prosecco, finga pure di averlo usato per cucinare. L’unica cosa è che per coerenza di adoratore indefesso non comincerò ad attaccare pure la società che per bocca di Pradé definisce la stagione in caso di 5° posto come una stagione fortemente positiva. Anche se questo spazio permette di dire che la stagione è stata deludente, qua si può liberamente continuare a dire che i numeri non sono soddisfacenti, e perché no avere voglia anche di allenatori strani, così come c’è chi ha voglia di udon con verdure. Io invece ripiego su un banalissimo tagliolino cacio e pepe.




domenica 24 maggio 2015

Le camicie di merda

Finalmente ho capito, pensavo che l’avversione nei confronti di Montella fosse legata ai risultati, e quindi non capivo. Poi mi sono ricordato le parole di una mia ex al Piazzale quando la misi di fronte alla meraviglia di un cielo stellato sopra Firenze. Quando la invitai a osservare il baluginio della Via Lattea e mi rispose che era intollerante. Sicuramente sono altamente più digeribili i concetti espressi da Benitez e da Mancini. I tifosi napoletani e quelli interisti, a differenza dei nostri li riconosci subito perché per non guardare più la loro squadra sono così disperati che quando non c'è un cazzo in tv li ritrovi ad andare oltre il canale 100 del digitale terrestre. Io ci voglio credere a quella storia che la pioggia lava la macchina, come voglio credere che qualsiasi allenatore possa fare meglio di quello che ha fatto il Mister in questi tre anni. Vorrei ma ho paura del vostro humour che è così nero che se ci fosse un poliziotto americano gli sparerebbe. So che per colpa delle semifinali perdute siete precipitati nella depressione, so che è la delusione ad alterare i vostri giudizi, spero con tutto il cuore che al più presto trovino la vostra scatola nera. Perché il vostro pessimismo purtroppo adesso si somma alle camicie di merda che si vedono in giro quando arriva l’estate. Leggo nelle vostre parole lo stesso disagio dei sommozzatori negli anni di piombo. La differenza tra chi ha una squadra allenata da Iachini e una da Montella è la stessa di chi prima di usare il preservativo toglie l’involucro e chi invece la polvere. Giuro non pensavo a Foco. Io sono uno dei pochi che invece tra la Salsa Cubana e il Fado Portoghese preferisce la carbonara. So che per voi quello che disse 'il buongiorno si vede dal mattino' faceva colazione con la Sambuca. So tutto. Lo so che da quando c’è il napoletano sorridente guardate solo film in versione integrale perché siete a dieta. Io però sono sempre qua che vi spingo a guardare il lato positivo, perché se è vero che con Montella il rischio è quello di un calo di zuccheri, è anche vero che in compenso vi vengono i piedi dolci, e saranno più contente le vostre compagne. In questi momenti bui dove si fanno spesso scelte sbagliate dettate dalla disperazione, mi raccomando non scrivete messaggi mentre guidate perché è pericoloso distrarsi. Potreste sbagliare il destinatario. E mentre preparo le lumachine di mare, aspetto la partita di Palermo, penso che da qualche parte i grandi scrittori del passato bevono assenzio tentando il suicidio mentre leggono i post del senese.





sabato 23 maggio 2015

Lotito ha detto che oggi è venerdì

Oggi affronto volentieri il tema della mia indecisione di fronte allo spauracchio del cambiamento. Quello che nel calcio solo un avvicendamento della panchina si porta sempre dietro. Lo faccio per esaltare la vostra tenacia con la quale questo avvicendamento lo state addirittura promuovendo con tanto entusiasmo. Per rendervene atto insomma, invece di fare sempre e solo dello spirito di patata. Per dare risalto al vostro decisionismo, visto che i problemi vanno affrontati con la stessa tenacia di quell'1% di tartaro che negli spot resta sui denti anche dopo averci passato lo spazzolino. Non come me che tentenno come un budino scosso dagli eventi, che titubo attaccato come una cozza a quel gioco del cazzo. Quelli come me che sono fedeli all’idea di calcio montelliana, sono lì e li riconosci subito specie al supermercato. L’uomo sposato non solo a quell’idea è quello al telefono, indeciso davanti a 2 prodotti prima di aver ricevuto risposta e riportarsi verso lo scaffale. Quelli indecisi come me, amanti di quel tipo di gioco e riconoscenti per quelle emozioni che quel gioco ha saputo regalarci, sono rancorosi verso chi invece se ne frega mostrando fiera l’incoerenza tipica del tifoso mangiallenatori. Ecco, io davanti a tutto questo, davanti a Marin, a Maran, non do la precedenza alla cassa nemmeno alla signora incoerenza se in una mano ha 3 etti di porchetta e nell'altra un tubetto di Somatoline. No, non gliela do. Anzi, tra le nostre battaglie interiori, oltre alla domanda Montella si, Montella ne introduco un’altra di quelle altrettanto scatenanti del tipo: "Ancora una fetta di torta?" Mi verrebbe voglia di affrontare con leggerezza anche il tema sempre attuale in questi casi del buttar via il bambino insieme all’acqua sporca, ma purtroppo non posso scherzare sull’argomento perché devo pensare alle persone che mi stanno più vicine e che sono state travolte da questo problema. E il Bambi non può nemmeno dare la colpa a Montella. No, in questo caso non c’entra neanche quel sorriso presente dopo le sconfitte. Il gatto purtroppo ieri sera gli ha rovesciato l'ultima birra che aveva in casa ed è dovuto uscire a comprare un gatto nuovo. Per parlare un attimo dei fatti altrui, dire che il triplete è a un passo, che insomma manca solo il Barcellona, è come dire di stare per trombare Scarlett Johansson, e che manca solo il numero di telefono. Per chiudere invece il capitolo allenatore, visto che all’appello manca ad occhio ormai solo Sannino, a mali estremi, estremi rimedi, se proprio non riuscite a trovare il principe azzurro, la soluzione è quella di prendere Reja e verniciarlo.




venerdì 22 maggio 2015

Vi faccio un disegnino

In questo fine settimana, a tutti coloro che la Lazio è un esempio, che la sua sconfitta nella finale di coppa è la più onorevole nella storia di tutte le sconfitte, Claudio Lotito per ringraziare ha promesso che chi lo vorrà potrà fare all’amore tranquillamente e senza nessuna precauzione. Le mestruazioni verranno spostate al lunedì. Per chi invece preferisce Montella a Pioli ha aggiunto che anche se capitasse mai che gli ultimi saranno i primi, lui farà in modo che quel giorno le Poste rimarranno chiuse. Non raccolgo queste provocazioni che vengono da Roma perché mi fa male la schiena. Dico solo che il tifoso Viola in fila alle poste avrà tutto il tempo di riflettere e capire di esser stato felice solo quando il sarto napoletano non cucirà più la manovra, e il tifoso potrà così rammaricarsi di non essersela goduta a modo perché non sapeva di essere felice. Un po’ se n’è accorto anche il Bambi che solitamente è molto distratto, per dirvi l’ultima ieri sera appena  tornato dal Frejus l’ho incrociato in via Sant’Agostino, e mi ha ribadito che uso un profumo che ha una nota di tabacco sempre troppo forte per i suoi gusti. Sapevo ancora di esplosivo insomma. Però lui adesso comincia ad essere preoccupato davvero, soprattutto per i tanti discorsi che vengono fatti su quello che sarà il nuovo allenatore, comincia a non tornargli tanto che siano tutti più bravi del nostro, che ridono meno dopo le sconfitte anche se le finali se le giocano in casa. E a proposito di discorsi la lampadina gli si è accesa l’altro giorno al supermercato quando ha incontrato un amico che ha saputo dal cugino sordo che ha sentito dal testimone di nozze cieco che aveva visto un agente Fifa di famiglia che gli ha rivelato che il prossimo allenatore della Fiorentina sarà Beppe Iachini. Per la fase difensiva e perché essendo cattivo come Alessio Tendi non ride mai. Poi per capire meglio se era credibile gli ha chiesto di cosa si occupava nella vita, perché è sempre stato uno che ne ha fatte mille, ma l’ha rassicurato raccontandogli che attualmente si occupa dell’andamento altalenante dei mercati. “E perché allora sei così preoccupato?” Gli ho chiesto, con il mio nuovo profumo un po’ troppo acre. Mi ha detto che è preoccupato perché quando gli ha chiesto di spiegargli meglio la storia dell’andamento altalenante, l’amico che sa tutto ha precisato che attualmente guidava il carrello della spesa con le ruote storte. E poi il Bambi ha fatto una considerazione anche tattica sostenendo che essendo nato sotto il Cupolone e quindi con uno spiccato gusto del bello, allora preferisce un sorriso di troppo al cappellino da albanese di Iachini. L’ho rassicurato facendogli presente che la nostra erba è verdissima, che non è vero che quello è meglio perché prende i giocatori a pedate nel culo, quell’altro per via della fase difensiva, uno perché va sotto la curva ad applaudire i tifosi. Insomma gli ho elencato tutta una serie di pregi di Montella che non sto ad elencarvi perché devo ancora togliermi di dosso il nuovo profumo, e perché poi vi so non troppo interessati. A lui invece gliele ho elencate tutte quelle caratteristiche perché mi sembrava in crisi e alla fine ne è uscito rincuorato, a voi che invece non nasce l’erba troppo verde, faccio solo un disegnino dal mio umile punto di vista. Un disegnino che dal basso verso l’alto e non viceversa vi spiega perché mi piace mon(t)ella.



giovedì 21 maggio 2015

Il confine

Ho sempre pensato che gli italiani fossero un popolo di santi, poeti, navigatori, allenatori e posteggiatori in doppia fila con le quattro frecce accese a chiudere più macchine possibile. Perché ancora non ero rimasto “imbottigliato” dentro ad una galleria in fase di costruzione, da un mezzo strano che perfora la parete rocciosa per l’inserimento delle cariche esplosive. E che non si sposta fino a quando non ha finito. Il raddoppio del Frejus è già stato scavato, la TBM lato Italia è uscita, adesso vanno realizzati i bypass che collegano la nuova galleria con quella utilizzata attualmente. Stamani c’è la prima “volata”, mentre lo scavo dei 12 km è stato realizzato con la fresa (TBM) i cunicoli che uniscono le due canne vengono realizzati con l’esplosivo. Ieri sono stato dentro un bel po’ per finire tutte le verifiche che mi riguardavano (telefonia, sensori ambientali, allarmi di stato porta ecc), all’uscita non un suv nero opaco con le quattro frecce davanti a Prada. Insomma sono uscito dopo le 20:00. Stamani arriva l’esplosivo scortato dalle Forze dell’Ordine, fino a quando non termineranno di realizzare il deposito interno e non gli metteremo in piedi il sistema di videosorveglianza. Perché non sono rimasto dentro ancora? Avrei evitato di assistere all'ennesima vittoria della Juve in coppa Italia, malgrado la Fiorentina questa volta non c'entrasse niente. Sicuramente avrei evitato di leggermi di rinterzo il commento del senese che mi avete gentilmente recapitato sul blog. Al quale dovrei rispondervi con il solito commento di Bucciantini. Delle volte stare dentro a una montagna è meglio. Fuori abbiamo creato un mondo di ossimori. Buon lunedì, traffico scorrevole, armi intelligenti, sviluppo sostenibile. Matrimoni felici. Dentro i pensieri rimangono dentro, posso addirittura pensare che Montella rimanga in Viola alla faccia vostra, anche se già gli avete  fatto il funerale. Mentre i pressostati dei rifugi sono stati correttamente attivati. Mentre fuori la Juve continua a vincere malgrado Pioli. Fuori è tutto troppo di corsa, perché alla fine passiamo la vita a cacciare allenatori, ad odiare i ragionieri marchigiani, e soprattutto a farci domande sull'amore, per poi renderci conto che le risposte ce le avevano date tutte Sandra e Raimondo. Quindi se delle volte non mi trovate non è solo per evitare di leggere i soliti polpettoni senesi, è perché sono dentro ad una galleria a rispolverare le mie migliore intenzioni. A cercare il confine tra il serio e il faceto. Perché anche dentro una montagna c’è un confine. Non facile da trovare. Non facile da calcolare. Ma io li seguo sempre anche dentro ad una montagna quelli che non tornano mai sui propri passi, metti che perdono il portafogli.




mercoledì 20 maggio 2015

Cognigni come Gesù

E’ davvero strano il mondo, la curva Fiesole se la prende con uno perché veste i panni del ragioniere, a Torino un giovane disoccupato gira vestito da Gesù e la polizia lo ferma cinque volte in un giorno. E poi ti chiedi perché uno si veste da Black Bloc. A me più di Cognigni mi danno fastidio quelli che ti chiedono "Dormi?" mentre stai dormendo. Ma ognuno ha le sue fisse. E’ proprio diventato uno strano posto la curva di uno stadio, diciamo come uno spogliatoio maschile di una palestra dove ormai è un po' come cercare il pelo nell'uomo. Io sono molto meno sicuro di come si gestisce correttamente una società di calcio, anche meno depilato, mi manca cioè la visione strategica tipica del curvino, sarà che io dal curvino non riuscivo a vedere neanche la partita, figurati indicare organigrammi e licenziare figure di fiducia. Io che pur essendo nato nel cuore del mondo, e malgrado Dante, davanti allo scrivere "Marilyn" mi chiedo sempre dove vanno la "i" e la "y". Mi sento invece di suggerire a Foco, nel caso gli capiti all’improvviso la possibilità di uscire con una ragazza vogliosa poco prima del turno di notte, di chiedere a Lotito di farselo spostare al pomeriggio del giorno dopo. Sono anche convinto che chi da la caccia a Cognigni è perché si sente frustrato dal fatto di non riuscire ad intercettare mai una ex che attraversi la strada mentre lui passa in macchina. Di teorie sui mali della Fiorentina ce ne sono anche molto più fantasiose e interessanti di quelle che prevedono un ciclo di chemio per curarsi dal Cancrigni che avrebbe avvelenato i linfonodi della passione. E comunque la teoria più interessante per me rimane sempre quella del Bambi che per risparmiare sull’abbonamento della palestra di una sua ex la convinse sostenendo che il culo lo si rassoda solo con le pacche sul sedere durante la pecorina. Facendogli credere dell’esistenza di una lobby delle palestre. C’è gente che si sveglia pensando a lui Cognigni, e gente miope come me che invece si sveglia pensando a lei in quanto la brioche giusta. E a proposito del non capire certe linee guida mi rimane difficile comprendere perché di fronte ad una società sempre più multietnica l’input sia stato quello di italianizzare la rosa solo per andare alla ricerca di un certo spirito di appartenenza perduto. Lo devo spiegare anche alla Rita che il concetto di società multietnica non consiste nel mischiarmi i calzini del cassetto. E a proposito degli ultras manager, si vede che io non lo sono, mi manca proprio la loro preparazione. Ieri Tommaso mi ha chiesto cosa significasse “procrastinare”. Sono stato costretto a rispondergli: “Te lo spiego dopo”.



martedì 19 maggio 2015

Meglio tardi che mai. Arrivano le dichiarazioni di Montolivo


Ho come la sensazione sgradevole che quel comunicato squinternato, dentro al quale si è respirata acre l’arte del mannaggiament, sia stato partorito dalla mente di una persona radicalmente bruna. Altrimenti non si spiegherebbe. Se gli occhi sono lo specchio dell'anima diffido sempre di quelli con gli occhi marroni. In risposta poi, Andrea ha mostrato, fiero, la T-shirt con scritto “Cognigni uno di noi”, mentre la Fiorentina vinceva agevolmente a reti inviolate come non succedeva da quando Nilla Pizzi cantava “Grazie dei fiori” perché a quel tempo “Grazie al cazzo” non si poteva dire. Mi sono divertito soprattutto a vedere Ilicic, Pizarro e Salah, malgrado l’abbia portato proprio Cognigni. Adesso altre due vittorie e poi arriverà il momento di mettersi a sedere, quello fatidico della sincerità, dove dovranno dirsi le cose, sinceri come del resto lo dovremo essere tutti noi, senza invece far finta di nulla con quelli di casa che indossano la camicia hawaiana. Il Gila intanto non perde il vizio, mentre Marione perde ancora il posto, una solenne bocciatura. Che delusione da quando arrivò riempiendo Maratona e Ferrovia di entusiasmo, ad oggi che sembra diventato più inutile della linea tratteggiata sul formaggio in busta che ti indica dove aprire la confezione. Lui che avrebbe dovuto aprire le difese, oggi tristemente conservato sottovuoto. Lui che ha infranto i nostri sogni riempiendoli di schegge. Per quanto riguarda invece l’ennesima dimostrazione di forza di Lotito, già che c’era mi chiedo se non faceva prima a spostare la finale di Champions. Sarebbe stato di grande effetto, più ancora di una testa di cavallo nel letto di Pallotta. Belli invece gli applausi del pubblico fiorentino ai giocatori del Parma a fine partita, una reazione questa volta per fortuna spontanea, resa possibile grazie al fatto che l’autore del comunicato nel frattempo era dovuto andare in bagno, liberando così l’immaginario collettivo dalle briglie di una mente troppo legata alla comunicazione preterintenzionale. L’esordio di Bagadur è invece stato possibile grazie ad un accordo siglato con la curva Ferrovia. Una vittoria che ha rinfrancato un po’ tutto l’ambiente, anche se il Bambi subito dopo la partita ha tenuto a precisare che il suo ottimo stato psicofisico non è dovuto alla vittoria per 3 a 0, quanto al fatto che ridendo e scherzando sono 15 giorni che non fuma. Mi ha confessato di aver riacquistato gusto e olfatto, migliorato la respirazione e picchiato due anziani. Secondo lui, pur non conoscendolo personalmente, quel tipo di comunicato può essere stato scritto da una persona che sta smettendo di fumare. E anche se in ritardo sono finalmente arrivate  le dichiarazioni di Montolivo in merito al suo trasferimento a Milano, quelle che avevamo aspettato tanto, si dice stimolato dal comunicato della curva Fiesole e dall’aver rivisto Nocerino che aveva invidiato quando in quel periodo giocava al Camp Nou. “Sono andato a Milano per vivere l’Europa attraverso l’Expo 2015 e incatenarmi nel padiglione della Spagna". Tra un po’ verrà fuori che Neto è andato a Torino per visitare il Salone del Libro paga juventino. Per ultimo una domanda alla quale dovrebbe rispondere solo il procuratore di Montolivo: “Ma a Expo 2015 li accettano i buoni pasto?”.





lunedì 18 maggio 2015

Ci sono napoletani peggiori

La storia di questa stagione ha una pessima calligrafia se il pubblico deride là dove non c’è stata nessuna battuta. Montella ha fatto presente questo ieri, intanto vediamo stasera se il pubblico ci sarà, e poi vediamo se capirà il significato della parola tregua. Vediamo come reagiranno quei tifosi che invece si aspettavano le scuse e non un tecnico fermo nella difesa del proprio gruppo. Certo sarebbe bello se anche l'herpes qualche volta si scusasse per lo sfogo. Su questo blog si parla da tempo di adoratori del tecnico, e per farlo si è dato vita alla Setta dei Rottamatori, come dice Valtolin. Io però mi nascondo di fronte a questi pensieri, non mi faccio trovare, faccio come quando la Rita mi cerca per le faccende di casa. Indosso subito la tuta dello stesso colore del copridivano e rallento il battito cardiaco. Sperando che dalla Setta dei Rottamatori  non esca anche il nome di Galbiati. Un giorno dovremo dare spiegazioni della nascita di questa Setta così come dovremo dare spiegazioni sul fatto che Povia vinse Sanremo con “Vorrei avere il becco”. E a chi teme per la mia salute mentale nell’eventualità di un addio di Montella, da adoratore impunito confesso di vivere questa drammatica eventualità con lo stesso terrore che ancora qualcuno rubi i dischi di Baglioni che ha dimenticato una mia ex a casa di mia mamma, nello sgabuzzino, primo scaffale sulla destra, scatola gialla. Capacità di sputare fuoco, sguardo che incenerisce, istinti omicidi, no, non è una donna durante il periodo premestruale, è l’identikit di un membro della Setta dei Rottamatori dopo la conferenza stampa di Montella. Adesso però bisogna arrivare quinti, il tecnico deve essere bravo a non fallire questo piazzamento. Insieme alla squadra devono trovare le energie sufficienti per garantire alla Fiorentina l’accesso diretto all’EL. Poi verrà il tempo della verifica delle ambizioni. Solo dopo però. Dopo il quinto posto importante. Spero che stasera lo stadio si dimostri maturo, e da adoratore provo a stemperare, a venire incontro e spegnere le candele davanti agli altarini sparsi per tutta casa con i miei santini. Depongo l’incenso dentro alla scatola per conservare i sigari, per mantenerlo in ottime condizioni, porgo la mano alla Setta dei Rottamatori, pensando al bene comune che rimane sempre la Fiorentina, e per stemperare dico loro di non pensare a Montella per queste tre partite, ma piuttosto di pensare a quelli che vanno a correre con Gigi D'Alessio nell'iPod.




domenica 17 maggio 2015

Le armi in pugno

In risposta alle parole dure di Montella rivolte al pubblico è uscito puntualmente il comunicato della Curva Fiesole. A margine di una cena dove al posto del fumetto, per la preparazione  si è usato il fumogeno di pesce. Il duro comunicato che è stato in parte ammorbidito dal Verdicchio, ha scosso la serata. Lo ha letto Filippo Pucci con la fierezza di un araldo, anche se la voce impastata dai solfiti lo ha un po’ stemperato. Da un grido che doveva essere di battaglia si è trasformato in uno di Fazi Battaglia. Specificando che i fischi non erano rivolti alla squadra ma a Standard & Poors dopo che in giornata era stato confermato il rating della Fiorentina in rapporto ai risultati raggiunti. Disegnando un cazzo sul foglio. L'insoddisfazione fa brutti screzi. Il ranking Uefa stagionale dice un’altra cosa, molto diversa. Ma non è un problema mio perché io non sono così insoddisfatto. E se la colpa di un allenatore è di aver raggiunto questo ranking, lo archivio tra i meriti anche senza bisogno di Verdicchio. E poi non vorrei che il tifoso Viola esasperato alla fine fosse costretto ad andare a notte fonda sul balcone per gridare alla luna il nome del suo prossimo allenatore preferito, perché poi esce la vicina e gli tira un vaso di gerani. “Tanto vale tenere Montella”. Questo è invece il comunicato stringato del “Comitato dei Vicini di Casa di Quelli che Gridano il Nome del Sostituto di Montella alla Luna”. Un Comitato che nasce per salvaguardare la panchina Viola e la tranquillità del sonno notturno. Io la capisco anche questa voglia di aria nuova, lo so benissimo che questo è il periodo dove il clima ci fa desiderare di vivere all'aria aperta. Ma se non riesci e far uscire il divano dalla porta allora niente. Mi tengo Montella. Chi vede tutto buio in questa stagione, di contro mostra grande ottimismo nella soluzione della causa che l’ha oscurata questa ridente buca d’Arno. Devo dire che un Di Francesco però è davvero troppo ottimistico come rimedio, un po’ come quelli che dopo due settimane dall'iscrizione ti chiedono se si vede che stanno facendo palestra. La mia opinione in merito è chiara, lanciare la candidatura di nuovi allenatori è cercare pillole di saggezza e trovare solo supposte. E’ palese la sottovalutazione di quanto è stato fatto, so anche che su questo stato di cose molto incide la grande delusione che si prova quando si arriva molto vicini al confine del vincere. Lo so quali sensazioni tristi ci attraversano in questi momenti, appiccicose come certe giornate afose fiorentine. Se ci sarà unità d’intenti tra l’allenatore e la proprietà quelle distanze potrebbero essere azzerate e finalmente potremo attraversare quel benedetto confine che ci separa da certe gioie che fanno tanto bacheca. E poi aspettare un po’ per vincere non ha mai fatto male a nessuno. Anzi. Ieri ho telefonato al numero verde dell’Arval e adesso sono in grado di suonare il Bolero di Ravel senza partitura.



sabato 16 maggio 2015

Aspettiamo che finisca l'Expo per il calcinculo


De Laurentis porta tutti in rito e rompe il silenzio stampa per rimpiangere i tempi in cui a Napoli dal balcone si stendevano i panni invece dei passanti. Ma hanno fatto rumore soprattutto le parole poco accomodanti di Montella nel dopo partita, quando ha suggerito  dopo Expo 2015 di utilizzare l'Albero della Vita come calcinculo. Per questo io rimango dell’idea che sia un genio e che spero rimanga, Di Francesco col cavolo che avrebbe avuto un idea così sul come rivalutare una struttura statica rendendola addirittura divertente. Quello che se rimane dovrebbe fare con Gomez se rimane. Un allenatore più tradizionale di entrambi, di quelli tipo Mazzarri per intendersi, dopo la partita avrebbe sicuramente rilasciato dichiarazioni più diplomatiche, esprimendo magari la volontà di tirare fuori il meglio da ognuno dei suoi giocatori. Una sorta di giro top a Expo 2015 dove i primi nel padiglione Italia, la carne nell'argentino, il dolce nell' austriaco e farsi prestare i soldi da quello tedesco. Io invece quello che non capisco è tutta questa voglia di ritorsione, ci sono tre partite ancora da preparare, poi potremo additare il colpevole. Farlo oggi mi sembra solo controproducente. Io poi non potrei fare mai l’allenatore, così come non potrei mai aprire un blog. Sono troppo poco diplomatico, per esempio non riuscirei a scrivere cose solo per non andare contro l’opinione degli utenti, che magari per questo motivo alla fine se ne andrebbero pure. Tipo le conferenze stampa post partita di allenatori che vogliono arruffianarsi  la piazza. O come il Salucci che era un noto sciupatore di femmine, e che le conquistava proprio con i discorsi. Quando doveva convincerne una usava parole di miele, proprio quelle che la preda di turno si sarebbe voluta sentir dire, e allora lui gli prometteva che dopo aver fatto l’amore avrebbe installato piccole lampadine nella loro borsetta come si fa con i frigoriferi. Io comunque rilancio sempre il solito concetto, e vi ribadisco per l’ennesima volta che l'ottimismo è il sale della vita. Forse per questo non trombo come il Salucci. Una delle sue donne mi avrebbe risposto che troppo ottimismo fa venire la cellulite. E lui per curarla avrebbe suggerito prodotti e tecniche tipo il Sadomasomatoline della foto. Ma non voglio essere troppo ripetitivo con questa storia dell’ottimismo quando invece alla gente girano le palle. Essere ripetitivi è tipico degli anziani. Essere ripetitivi è tipico degli anziani.


venerdì 15 maggio 2015

Basta che sia un Allan

Non so se sono peggio Basanta e Savic oppure io e mia sorella che mi dice "stai sereno" mentre inveisco contro Basanta e Savic. Io che le rispondo "stai sereno lo dici a tua sorella", e così siamo stati in loop per più di mezz'ora. Pari pari come la difesa che concede gol ogni volta che l’avversario entra in area. Un primo tempo in loop difensivo, è mancato solo l’autogol di Niccolai, ma non la chiamata del Bambi che si è sfogato non avendo certo l’equilibrio giusto per sopportare con dignità l’uno-due del Siviglia. Non è uno che ha la stessa pazienza degli anziani che scelgono i pomodorini, uno per uno, facendogli perdere la sua. Poi dopo il rigore sbagliato è sbottato, mi ha richiamato e non potendo rifarsela nemmeno con Montella, si è sfogato minacciando che stamani sarebbe entrato dal pizzicagnolo, l’avrebbe rapito, legato, sarebbe salito sul campanile di Giotto, e poi fatto dondolare nel vuoto dicendo "CHE FACCIO LASCIO?". Io resto. Comunque. Anche se oggi sono in Abruzzo, lontano da tutti gli strascichi, dalla voglia di faida che si respira in città. E mentre già immagino una città che pensa a un futuro senza Vincenzo e senza più le riprese di “Inferno”, io da una zona più neutra penso a un futuro in cui se la connessione non funziona l’assistenza non consigli “Spenga e riaccenda il modem”. O forse penso che potremo prendere Benitez. Sempre che De Laurentis non lo tenga segregato in ritiro. Non so voi in questo momento come avrete reagito, me lo immagino e quindi non ho voluto leggere i commenti per non essere contaminato, perché ritengo che il cammino della squadra in EL sia stato ottimo. Non fortunato visto il sorteggio che dopo Roma, Tottenham e Dinamo ci ha regalato quella che a me è sembrata la più forte. Il Siviglia ha meritato la finale. Non me la sono presa, sono sereno perché me l’ero preparata bene questa doppia semifinale. E prepararla bene significa aver curato anche i minimi particolari. So per esempio che chi l’ha vissuta in maniera più spavalda bevendo e mangiando senza limitazioni come si fa di solito in queste circostanze quando ci si ritrova tutti insieme, possa aver accusato maggiormente lo zero-cinque. Sono le troppe aspettative dell’alcool e delle proteine della carne. Io che sono più morigerato conoscendo bene la mia dimensione ho bevuto solo birra analcolica apposta perché è come guardare un film porno dove non si tromba. Ho prevenuto sapendo fin da subito che non avrei goduto. Del resto non ho bisogno della finale europea per sentirmi un cittadino del mondo conoscendo già le lingue. "Insert coin" sono state le prime parole in inglese che ho imparato al bar di via de’ Serragli quando avevo 14 anni. E mi rincuora il fatto che dopo aver visto la fase difensiva posso dire che i casi meno gravi ieri li ho visti a Torregalli quando sono andato a salutare un amico chirurgo di pronto soccorso. Adesso non vi resta che fare la prova costume, io l’ho già fatta e il mio si asciuga. E poi in me prevale sempre quella condizione speciale, quel privilegio di essere tifoso Viola. Prevale sull’amarezza di una eliminazione pur dolorosa, così come mi rendo conto che non è uguale vivere a Chieti o a Firenze. Mi ritengo fortunato, così subito dopo la partita ho finito di preparare l’appuntamento di oggi in Abruzzo, ho tirato fuori la giacca blu, e poi pur pensando a quanto sia forte la mia passione per la Fiorentina, come sempre nei momenti più difficili come questo ho pensato ad Allan. In verità qualcun altro l’aveva già fatto prima di me, anche se pensando di rinforzare il centrocampo. Io invece pensando al suo film più adatto alla mia Fiorentina. Provaci ancora, Sem...pre.




 

giovedì 14 maggio 2015

L'apparenza inganna

Prima della partita e visto che ancora non lo avevo mai fatto, voglio salutare tutti coloro che come me non lavano la macchina da almeno 6 mesi. Sperando che un insperato accesso alla finale di Varsavia possa essere da stimolo per dargli almeno un’aspirata. Lo so bene che la stagione poco piovosa a cui andiamo incontro non ci aiuta come invece potrebbe farlo un centravanti efficace sottoporta. Oggi dovremo essere flessibili, mettere da parte le nostre posizioni più rigide e spingere tutti insieme la squadra verso l’impresa. Direi di lasciare da parte l’orgoglio e non fare come me che invece le cose le prendo sempre di punta soprattutto con il parcheggio che è addirittura più orgoglioso di me. Perché alla fine sono sempre io a doverlo cercare, lui col cazzo che lo fa. Quindi invito anche tutti i dissidenti, almeno per una volta, a non parlare di formazione sbagliata ancora prima di conoscerla, anche se sono consapevole della frustrazione che deve aver provato il primo che ha scoperto l'acqua calda e non ha potuto vantarsene perché tutti a dirgli "eh, hai scoperto l'acqua calda". Oggi non è proprio il giorno adatto per sentirsi più allenatori di Montella, così come normalmente non ci si dovrebbe sentire più sani solo perché la nostra malattia mentale non è ancora stata scoperta. Il tema vero della giornata è Ilicic o Gomez, o anche entrambi, un problema che lascio volentieri a chi prende certe decisioni non di secondo lavoro. Anche se è dura visto che in entrambi i casi ci sono precedenti non proprio confortanti. Riproporre l’una o l’altra alternativa presta il fianco alle ricadute che qualcuno potrebbe definire follia. Ripetere cioè la stessa azione aspettandosi risultati diversi. Articoli correlati: rifrequentare l’ex fidanzata. Cosa fare allora? In mancanza di un centravanti di sfondamento potremo affidarci alle stelle e mettere un Ariete. Bisogna solo crederci intimamente come ha suggerito il Mister. Ieri il mio oroscopo diceva chiaramente che qualcuno sarebbe venuto in mio aiuto. Ho forato in piazza Pier Vettori, e chi è arrivato in soccorso? Mercurio!! Poi un appello a tutti coloro che considerano Montella un incapace, ricordatevi di fare molta attenzione ai particolari perché l’apparenza inganna anche i più esperti, e per dimostrarvelo non cito le vittorie in trasferta, ma lo faccio attraverso un esperienza personale molto dolorosa. Era circa la metà di marzo (forse), ricordo comunque che avevamo vinto 2 a 1 da poco allo Juventus Stadium  e stavo attraversando piazza Tasso quando ho scattato la foto di copertina (scusate la qualità ma è stato uno scatto furtivo). Camminavo mano nella mano con la Rita e proprio per poterla scattare ho dovuta lasciargliela. Si è incazzata, mi ha mollato lì come un bischero e la sera mi ha lasciato come un bischero senza cena. Roba da pazzi. Quando mi ricapitava più di vedere un cane alla guida di un taxi.

mercoledì 13 maggio 2015

La meglio comunque rimane sempre la Marta

Queste giornate di caldo anticipato mentre a molti fanno emergere solo i lati negativi della fase offensiva, a me evidenziano l’eccessiva enfasi usata a sommo studio in quegli spot pubblicitari dove si millantano le doti esagerate di certi deodoranti capaci di durare 24 ore. E poi c’è gente che sulla tranvia ci crede. Sul 3 a 2 di Empoli mi prendo tutto il buono di un’altra vittoria in trasferta e in un campo non certo facile. Come è in uso a Firenze so che in molti hanno invece scannerizzato la partita trovando magagne su magagne, molte delle quali anche bizzarre, e che un po’ mi hanno ricordato un mio amico fiorentino che si vantava di essere tale da 7 generazioni. Quando ancora i numeri sulle maglie erano da 1 a 11, oggi lo sarebbe stato da 77 generazioni.  E come tale una volta ebbe da ridire perché trovò nel suo letto tre russe nude spalmate di Nutella e si era appena lavato i denti. Poi ci sarà sempre, a chi, malgrado il 7 a 0 contro il Siviglia, farà allergia il braccialetto portafortuna comprato apposta prima della partita. Il Bambi per dirne uno non ha ancora finito di insultare chi gira con i risvolti ai pantaloni che subito arrivano quelli coi sandali e i calzini. Il Goretti che sta a Marignolle, uno che ha fatto della cura del corpo quasi una religione, è sempre lì a rammaricarsi di come potrebbe utilizzare il tempo libero se solo non dovesse sciacquare il sapone dalla spugna dopo la doccia. E se non dai la colpa a Montella, come minimo la ragazza della porta accanto avrà cambiato la serratura. Io tendo più ad esaltare che a sminuire, si sarà capito ormai, sono sempre stato un generoso e ho sempre pensato agli altri. Tanto che una volta chiesi alla Cecilia se me la dava precisando subito che era per un amico. L’unica cosa che non mi torna è l'inspiegabile favoritismo della fortuna verso gli audaci. La meglio comunque rimane sempre la Marta, anche dopo una sconfitta in casa ci ha sempre rincuorato incoraggiandoci a fare come lei che non se la prendeva, ma la dava. La Marta era come una scultura di Bruno Catalano, ci permetteva di guardare oltre la sconfitta.


martedì 12 maggio 2015

Allergia canaglia

E’ sempre bello andare a Roma, specie in un’ora e mezzo alla faccia del Tutor. Così come è stato bello battere l’Empoli alla faccia di Sarri. Rosiconi entrambi. Sarà stato il fresco Frascati, non lo so, forse il gol di Salah, che me sento ‘n friccico ner core, e alla fine mi sono ritrovato ad apprezzare anche il lunedì. E non solo perché è il giorno della settimana più distante dal lunedì successivo. La prima cosa che guardo quando arrivo al Colosseo è l’orologio al polso dei centurioni, mi fa strano. Così come la prima cosa che guardo di un bel culo è la ragazza. E poi che porchetta da “Er Buchetto!” Dell’ultima giornata di campionato quello che però mi è rimasto più impresso non è tanto il culo che le milanesi hanno fatto alle romane, e nemmeno i 35 euro del biglietto di curva a Empoli, perché i cugini di campagna sono stato ospitali e per quella cifra c’era compreso anche “bocca e culo”, come scritto molto piccolo dietro il tagliando. No, la cosa tremenda è stato constatare che undici napoletani non sono
stati in grado di fare una truffa. De Laurentis questa volta non ha invocato nemmeno il ritiro, si è limitato a esclamare: “Ch' figur 'e mmerd”. Poi una volta fatta colazione al bar, sistemate le piante, dormito dopo pranzo e vista la Fiorentina vincere, l’altra certezza che ti lascia la domenica quando arriva il lunedì, è che è arrivato l’arrotino. Sul Freccia Rossa di ritorno ho pensato un po’ alla “remuntada”, non troppo, e a 260 km orari praticamente è stato come se fossi entrato nell’ordine di idee di Salah. Il problema con questa Alta Velocità non è tanto il costo al km, ma che non fai in tempo a fare un bel pensiero che sei già a Campo di Marte. Una volta scavalcato il ponte Santa Trinita e preso via Maggio ho incrociato il Bambi all’altezza di via dei Velluti che veniva da via Toscanella. Come mi ha visto si è commosso, mi ha colpito molto questa cosa, perché ero partito appena la mattina stessa e oltretutto ci eravamo visti la sera prima per parlare della doppietta di Ilicic. Non pensavo che sapermi di ritorno poteva procurargli una simile reazione, così tanto che mi ha salutato in lacrime, con trasporto e sentimento. Per poi correre a fare un pupazzo di polline.




lunedì 11 maggio 2015

Gomez è un centravanti puramente accidentale

Per la cronaca sto andando a Roma, e prima di tornare vi prometto che mi fermo in via del Viminale da “Er Buchetto” a mangiare il panino con la porchetta di Ariccia e a bere un buon Frascati. Per festeggiare la vittoria della Fiorentina e brindare alla salute di mia mamma visto che ieri era anche la sua festa. Non so la vostra, ma la mia è stata sempre avanti, già usava Twitter 40 anni fa quando mi diceva:"Un uccellino mi ha detto". Per fortuna non esiste la festa della moglie perché lei invece si sarebbe rammaricata di doverla festeggiare con il mio uccellino. Spero che oggi in mia assenza non si parli della pochezza dell’Empoli solo per sminuire la nostra vittoria, che è un po’ come chi parla di sesso debole solo perché non ha mai visto la pressione che riesce ad esercitare una donna per chiudere una valigia. Di Montella non parlo, di Neto nemmeno, non posso più far battute e già mi va bene che al massimo mi si svuota il blog, c’è gente purtroppo che rimpiange i tempi in cui vignettisti satirici morivano al massimo di cirrosi epatica. Non voglio esacerbare gli animi, anzi dirò di più, sono contrario ai matrimoni tra persone che potrebbero invitarmi. Posso dire che sono contento del ritorno al gol di Salah e della solita doppietta di Ilicic che segna con una tale facilità che se invece penso a Gomez mi cadono cose che poi sono troppo pigro per raccoglierle, ad esempio chiavi, braccia, speranze, sogni, palle. A questo punto non ha più senso nemmeno recriminare per l’acquisto del tedescone, sarebbe come infilarsi un preservativo per il compleanno di tuo figlio. Il tedesco in mezzo all’area è così puramente accidentale che mi ricorda tanto l’incendio di Fiumicino. Nessuno si aspettava un aeroporto lì, nessuno ormai si aspetta più il ritorno del bomber che fu. Sembra sempre più vicino a somigliare a quelle donne che si mettono la salopette, e purtroppo il confine tra "fashion" e muratore è sottilissimo. Ma quando si vince risalgono quotazioni e speranze, per il 5° posto, per la "remuntada", addirittura anche la stima per i Della Valle schizza alle stelle, il Bambi ieri sera ancora eccitato per i tre punti, in onore dei due ascolani canticchiava “Born to be olive”. Io invece non so se crederci davvero ad un miracolo che ci possa aprire le porte della finale di Varsavia, sono scettico anche se la speranza è sempre l’ultima a morire. Specie se penso a Marie Curie che è morta nel 1934 e ancora non si è spenta.




domenica 10 maggio 2015

Tutto parte dalla fine degli anni '70

Dopo tutte queste fuoriuscite dal blog la prossima settimana organizzerò dei corsi antincendio per i ritorni di fiamma. Perché sennò così vivo con i rimpianti, ma l'affitto lo pago io. Pensavo di essere stato chiaro fin da subito, di averlo fatto almeno trapelare che io sono per il ridi e lascia ridere. Invece, tanto sudore per nulla. Adesso che so da fonti sicure che a Montella non entravano tutti i piatti nella lavastoviglie, e così ne ha dovuti rompere un paio perché si ritiene un perfezionista, spero che non si dimetta perché ho scritto certe cose, o proprio perché ho scritto certe cose torni qualche vecchio utente che ce l’ha con Montella. Non posso sopportare l’emozione forte di certi ritorni tutti insieme, ieri la Rita ha deciso di sistemare i panni che si erano accumulati sulla sedia. Sotto c'ha trovato un mio zio che avevamo pensato che invece se ne fosse andato via senza dirci niente solo perché non si trovava bene. Allora gli ho fatto buttare all’aria la casa per vedere se c’era da qualche altra parte anche qualcuno degli utenti scomparsi dall’inizio del 2012. Quando ripenso a chi non c’è più mi viene come un certa nostalgia di posti mai visti e di persone mai conosciute. Come quando muori dalla voglia e non muori. Le incognite della vita mi hanno reso più forse. Comunque non sono d’accordo con chi se ne va così senza lottare, da ragazzo sulla facciata della casa dove abitavo in via de’ Serragli al 156 un giorno vidi la scritta "TI AMO SEI LA MIA VITA", e subito mi venne da pensare che anche gli edifici trombavano più di me. Ma no mi sono mai sognato per questo di scappare di casa. Vi chiedo solo di non prendermi troppo sul serio perché quello che scrivo risente di quello che ho dovuto passare per arrivare fino a qua, ultimo fattaccio la richiesta di 35€ per entrare a vedere la Fiorentina contro l’Empoli, che mi farebbe dare la colpa persino a Neto sul secondo gol preso a Siviglia. Poi il fatto che vado dallo psicologo per superare il trauma dei 100€ che mi ha tolto la volta precedente. Ormai sono in loop, all’infinito. E tenete conto che tutto parte dalla fine degli anni ‘70, ai tempi del Super Santos per intendersi, ero dietro un cespuglio dentro alle Scuderie, fu allora che pensai di aver capito che era una ragazza speciale quando l'abbracciai per la prima volta e la mia erezione premette forte contro la sua.





sabato 9 maggio 2015

La grandezza di Messi

Sono uno strenuo difensore della biodiversità, questo blog rappresenta un presidio di tutela dell’opinione più disparata. Il confronto tra punti di vista prospettici lontani mi da modo di preservare la natura organolettica delle risposte tipiche di questo polmone verde. Il Bambi che non ha un blog, e quindi vive la frustrazione di chi è impossibilitato a confrontarsi giornalmente con opinioni diverse, sostiene per esempio che Neto sia incolpevole sul 2 a 0 zero del Siviglia, perché secondo la sua ricostruzione dei fatti avrebbe risentito ancora della finta di Messi a Boateng, e quindi sono più i meriti dell’argentino che non a caso è considerato immarcabile. Insomma, il Bambi in mancanza di uno spazio adeguato come questo, è da tempo che mi sollecita il confronto con un vegano, vorrebbe attraverso me fargli sapere che almeno la porchetta non produce il polline al quale lui è allergico. Semmai essere così controcorrente come lo è chi ritiene il nostro allenatore più un valore che un limite, espone il soggetto al rischio di prendersi un raffreddore. Non importa se uno è in minoranza, non è un problema se la quasi totalità dei tifosi se la prende con l’allenatore, io almeno sono abituato. Siamo 7 miliardi nel mondo ma se mia mamma sente passare un'ambulanza sono morto sempre io. La colpa è molto spesso sempre di uno solo nel calcio e ne sono consapevole. E certe piccole produzioni del pensiero contrario vanno preservate, come giustappunto un presidio slow tifood, l’importante è non provare mai quella sensazione di inadeguatezza che si prova facendo colazione con i cereali al posto della brioche. Sono dell’idea che se non ce la stiamo facendo non ci rimane che lanciarci dal piano B. Cosa volete che sia perdere così nettamente una semifinale di andata di Europa League davanti a un futuro che vedrà crescere flotte di Charlotte Musumeci, Charlotte Garritano, Charlotte Peluso, Charlotte Pappalardo e Charlotte Mancuso. Magari sono stato anche un po’ frainteso, sempre con tutta questa mia voglia di tatto, forse mi hanno sentito sostenere che il miglior reggiseno è un paio di mani, e allora borda un altro 3 a 0. Ma io quando l'altro giorno a Porta Romana dicevo di voler toccare con le mie mani, non intendevo il fondo. Per esempio io sono tra i pochissimi che non ce l’ha con Gomez, perché capisco che la sua esperienza fiorentina è costellata da tanti episodi sfavorevoli, primo tra tutti quello di avere avuto Neto come compagno e non come avversario. Il calcio è bello proprio perché quello che per me è un pregio per un altro è un limite, e così giovedì prossimo Marione potrebbe fare la tripletta della vita, portarci ai rigori, e Neto stando rigorosamente fermo sulla linea di porta, intercettare tutti i tiri dagli 11 metri che gli battono addosso. Prima di andare in finale l'ultimo spenga la luce in fondo al tunnel.

venerdì 8 maggio 2015

Nel prossimo blog spiegherò come si può essere maschi alfa anche senza occupare costantemente la corsia di sorpasso

Nella partita più importante della stagione la Fiorentina mostra tutti i suoi limiti, prima quelli individuali, tradita dai giocatori che avrebbero dovuto fare la differenza, e poi una volta regalato il raddoppio, anche quelli di squadra. Dopo il  due a zero infatti la squadra si scioglie, incapace di reagire, non più in grado di creare una sola azione da gol. Probabilmente raggiunge il suo massimo con le due semifinali, rimane il rammarico di non aver tenuta aperta la partita di ritorno. Rimangono anche dei bei ricordi di questa manifestazione, come rimane nel complesso anche una brutta ultima parte di stagione. Essere arrivati ai bordi delle due finali, da una parte ci tira fuori tutto l’amaro della delusione, e dall’altra ci ricorda che è stato anche grazie a delle belle emozioni se queste partite ce le siamo potute giocare. Oggi è normale che prevalga la voglia di buttare via tutto, il tifoso non riesce a gestire il carrello della spesa figuriamoci la rabbia. Dopo le occasioni clamorose sprecate nel primo tempo devo dire che se c’è chi si lamenta ancora per la fase offensiva, io guardando il carrello provo  invece più rabbia nel constatare che nel 2015 la Yomo non ha ancora inventato la linguetta che non si strappa in un pezzo solo. Ci sono delle priorità, oggi sarà tempo di consuntivi, di bocciature, ognuno individuerà le sue persone spregevoli, quelle capaci di tenere una mongolfiera incatenata a terra, oppure quelle capaci di tenere Marin in panchina. Usciamo da questa partita frastornati, peggio della labirintite di Boateng, e alla fine il tre a zero è come il rumore assordante che fa un amore non corrisposto. Un amore che può esser messo a tacere solo infrangendo il muro del suo no. Non ci può essere vergogna in una sconfitta però, il Siviglia è stato semplicemente più capace, non a caso ha già vinto più volte questa manifestazione negli ultimi anni, onore all’avversario che ci ha murati vivi nei nostri limiti. No, non butto via tutto quello che di buono ho vissuto in questa stagione, cerco l’orgoglio dentro ad una giornata afosa per combattere l’amarezza e la frustrazione che mi sembrano andare un po’ troppo oltre. Anche il disfattismo alla fine può rivelarsi un limite come la fase offensiva. Vedo troppi musi lunghi, sono troppe tutte 'ste barbe a giro che alla fine c’è da darsi una regolata prima che sembriamo tutti usciti dal Vecchio Testamento. E anche io me la sono lasciata crescere. Ieri sera ho stentato un po’ ad addormentarmi, poi mentre ci stavo riuscendo è arrivata la pecora che mi ha detto "dobbiamo parlare di Montella".




giovedì 7 maggio 2015

Tagliarsi i capelli corti non sempre è sufficiente per vincere l'Europa League

Per stemperare l’attesa e allo stesso tempo mostrare difetti di me, e non solo quindi i pregi di un allenatore privato ingiustamente dai Della Valle degli schemi offensivi di Messi, vi racconto con quale fare bieco ho gestito alcuni sporadici cali del desiderio nei miei 18 anni di matrimonio. Momenti di stanca come quando alla fine di un ciclo si pensa a Bielsa o a Spalletti per ravvivare certe notti di coppa. La prima volta feci come Sandro Cois, accusai un infortunio, e quando la Rita mi chiese se avevo voglia, gli risposi che avevo male ad una spalla. Naturalmente l’ultima parola è sempre la sua e la usò per sostenere che mi aveva chiesto solo di fare l’amore e non di rimbiancare casa. Però capì subito che avanzavo scuse, che qualcosa si era rotto, che il mio appetito mostrava episodi da reflusso esofageo, allora, furba, la volta dopo mi fregò bene bene. Ricordo ancora che come andammo a letto mi invitò a prendere un Moment, e non appena dissi, stupito, che non avevo nessun mal di testa, mi costrinse subito all'accoppiamento. Una donna tatticamente più accorta di Montella, capace di ripartenze fulminee, ma con un Rakitic in mezzo al campo. Altre volte in assenza dei parastinchi ho usato il paradosso, un po’ come mi succede anche qua sostenendo che la Fiorentina pratica del buon calcio. Paradosso che però quella volta mi ha aiutato a gestite la richiesta di prestazione, e alla fatidica domanda diretta  se mi andava di trombare, risposi che era troppo tardi per andare a puttane. Del resto ci vuole collaborazione quando si parla di fare sesso in una coppia ormai alla Ferguson, altro che Montella. E allora alla domanda “Facciamo l’amore?” mi è capitato anche di rispondere “Pensaci tu, io ho sparecchiato”. Poi solo cose di ordinaria amministrazione che riguardano un normale calo del desiderio così come potrebbero essere le riunioni condominiali, roba del tipo “Sto scrivendo l’editoriale per domani” in risposta alla solita richiesta, oppure quando la richiesta si faceva pressante come è quella di vincere qualcosa da parte della tifoseria: “Guarda, la paletta è fuori, vai tu?”. Per variegare al massimo la tipologia della scusante ho usato il contropiede più classico rifacendomi al modulo di Mazzarri, come quando alla tanto temuta domanda risposi “Io e chi?”. Ho sfruttato anche i miei giochi di parole per giustificare i periodi un po’ più lunghi nei quali mi veniva contestato una mancanza di attività sessuale, e allora sostenevo che si chiamasse sesso e non spesso. Essendo poi un buono ho usato anche scuse pregne di riguardo, ed è successo così che mi fossi negato solo per non essere irrispettoso nei confronti dei sui ex. E alla stessa maniera mi comporterei anche se avessi Scarlett al mio fianco da 18 anni, anche se per ravvivare il rapporto si fosse tagliata i capelli corti. Nella vita del resto devi fare i conti anche con lo stress, ultimamente ho rifiutato di fare l’amore perché ero in ansia per i Marò, e solo ieri sera perché lo ero per la Fiorentina a Siviglia.


mercoledì 6 maggio 2015

Se chiudo il blog posso tornare a curarmi

Avere un blog e dire di saper scrivere è come avere un Chihuahua e dire d'avere un cane. Per questo motivo, più degli immigrati clandestini mi preoccupano gli italiani che vestono i chihuahua. Facevo ancora l'ultimo anno delle medie quando mia nonna mi disse "E’ arrivato il momento che impari come si fa la gelatina con la testa del maiale", e oggi siamo arrivati al punto che anche i maiali aprono un blog. E’ per questo motivo che sto pensando di chiuderlo, non solo perché non ho un maiale e nemmeno il tempo di preparare la gelatina. Non solo perché son tempi dove si preferisce far saltare quella di Montella, che per molti è anche un maiale, ma perché non riesco a vedere in faccia la realtà. Metti quello al posto di quell’altro, metti Ilicic al posto giusto e magari fa gol anche di destro, prendi per il culo Sturaro che invece gioca titolare una semifinale di Champions. Insomma, alla fine ti accorgi che se nel Liechtenstein ci sono poche persone è perché sono tutte al padiglione di Expo 2015 mentre io ho sempre sostenuto che fosse solo densamente poco popolato. Tutte deduzioni abbastanza logiche ma che mi trovano impreparato, e quindi anche inadeguato a mantenere aperto uno spazio che ha bisogno di menti più propositive tatticamente. Io sono troppo sognatore per avere un blog così spietatamente cinico, tanto da non considerare che la Juve possa battere il Real come ipotesi realistica, e infatti ai miei editoriali mi viene puntualmente risposto che se ogni giorno getto un euro in una fontana esprimendo lo stesso desiderio di vincere qualcosa, dopo una settimana ho perso sette euro. Non è per essere venale ma da quando ho aperto il blog ho perso già più di 1000 €. E’ vero che mi ritrovo una palestra in casa che mi è servita a mantenermi in forma con quelle 70-80 riflessioni al giorno, e che forse sono riuscito a dimostrare che dove un pessimista vede un vuoto, io vedo uno spazio. Non mi basta, voglio fare come Fidel Castro e dichiarare morto il blog ogni volta che cercano di parlarmi male di Montella. E a conti fatti mi accorgo che non potrei stare aperto più di qualche giorno l’anno, magari solo dopo la vittoria di una coppa, troppo poco per rientrare di quei 1000 €, troppo alta la pressione fiscale per la partita di domani. Eh si domani, anche se volessi non potrei decidere di non vederla perché poi non saprei cosa scrivere. In questi ultimi anni non mi sono sentito libero nemmeno di commettere un reato perché il giovedì sera ormai sono impossibilitato ad uscire, no, non potrei uscire neanche se avessi bisogno di un alibi. Il bello è che c’è chi un blog lo vorrebbe aprire, e chi invece chiudere, così come noi uomini vogliamo vederle nude mentre loro si preoccupano di cosa indossare. La vita è proprio strana, tanto che quando mi capita nei pre-partita di rileggere quello che ho scritto, penso che forse era meglio non rileggerlo o non scriverlo, o meglio ancora tornare a curarsi.