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martedì 28 febbraio 2017

Tutta questa primavera e non poter sbocciare



Alla fine La La Lamaialaditomà. E oscar come miglior attore a Paulo Sousa nel ruolo dell’allenatore più rimontato della storia del calcio. Anche stavolta scrivo dopo la sola lettura dei tabellini, ma che Salcedo avesse commesso un fallo da rigore mi sembrava di averlo già letto da qualche parte. Riletto, rigore. Vedo un gol di Saponara in fondo al cestino dove è stata buttata l’ennesima partita, insomma, tutti questi primi tempi poi rinnegati dai secondi sono un grido di dolore di una stagione compromessa, una promessa di primavera senza mai riuscire a sbocciare. O forse queste rimonte subite sono solo un modo per tenere i piedi per terra. Un cammino di umiltà. Oppure c’è scissione anche nel nostro rendimento, la Fiorentina gioca i primi tempi come se fossero gli ultimi, poi nei secondi, invece, è come se cercasse la scadenza più lunga al supermercato. E alla fine quante volte ce l’hanno fatta annusare senza darcela? Questa stagione finirà che i carboidrati ci avranno dato più gioie della squadra. Poi vorrei sapere da voi se Belotti ha la gobba oppure indossa la tuta da MotoGP con la protezione? Perché in quel caso la partita sarebbe da rigiocare e faremmo ancora in tempo a perderla. Anche se il mio compito dovrebbe essere proprio quello di saper raccontare le partite come queste con la capacità di farle diventare emozionanti per chi legge, non può essere merito delle partite stesse visto come vanno a finire, purtroppo però, nel mio caso, fa cacare anche il narratore e alla fine mi ritrovo qua a scrivere editoriali che servono come mostrare il tesserino di medico per entrare al cimitero con la macchina, che serve solo a sentirsi dire che tanto un dottore lì non serve più. Nessuna foto di calcio neanche oggi, solo quella di quando ce la facevano annusare senza darcela, perché è vero che eravamo più giovani, ma di contro non c’erano nemmeno i Della Valle o Sousa con cui rifarsela, e non ci rimanevano che le seghe.

lunedì 27 febbraio 2017

L'americana che ignorava il carnevale



Stasera bisogna proprio vincere perché se non possiamo far notare la classifica dell’Atalanta in quanto considerata eccezione per sollevare Sousa dal suo astensionismo post-Mammana, ci toccherebbe farlo con quella della Lazio (+10) e con quella dell’amato Vincenzino (+7), oppure queste distanze sono giustificate dal nostro valore di rosa così evidentemente inferiore? L’ho chiesto a uno dei più grandi antidellavalliani d’Oltrarno, i’ Bicchi, uno di quelli che leggono le sfumature persino sulle rughe d’espressione di Andrea dopo aver incassato una plusvalenza, non gli sfugge niente, e non solo sulla mancanza di un terzino destro tipica dell’entroterra ascolano. E’ passata un’americana alla quale ha fatto i complimenti per il suo travestimento da zoccola, mentre quella non ne sapeva niente del Carnevale. In teoria tutti grandi esperti di donne e in pratica tutti grandi esperti di mano. Ma perché in mancanza di compratori non mettiamo in atto la scissione anche noi, proprio come quelli del DP, già li vedo i Ellav Alled proprietari scissi della nuova Anitneroif, così come faceva la maestra Bianco quando mi separava di banco dal Benedetti perché facevamo solo casino. Io intanto starò lontano dall’evento, forse perché sono invecchiato e il primo sintomo non è evitare le partite della Fiorentina, ma preferire i negozi di alimentari a quelli di abbigliamento. E il Sud Tirolo è ricco di negozi pieni di specialità golose. Ricordatevi che amare la propria squadra significa anche saper aspettare che il peggio sia passato (dopo l’alluvione, il tempo di risistemare i libri della Biblioteca Nazionale e vincemmo il secondo scudetto). Non vi è mai successo di tornare dal lavoro affamatissimi ma aspettare che torni e cenare insieme, perché avete paura di lei? Io ho paura di perdere e non torno a casa stasera. Intanto a prescindere dal risultato della partita col Toro bisognerà far fuori i Della Valle a tutti i costi altrimenti con tutto lo scetticismo che avvolge la loro gestione, insieme a tutti i sospetti sulla loro volontà di dismissione, quando ci sarà la posa della prima pietra dello stadio il problema sarà trovare qualcuno senza peccato.

domenica 26 febbraio 2017

Fuori dalla rouitne c'è un mondo di nuove opportunità

In una vicenda dove sbagliano tutti, le rom a rubare, i dipendenti LDL a rinchiuderle e a riprenderle, Salvini a essere nato, mancano solo i Della Valle. Secondo alcuni, rei di averci teso la mano in quel famoso mercato di gennaio, poi fatto la finta e pettinato i capelli. E per questo in molti oggi apprezzano di più Michele Misseri. Io a questo proposito vorrei dare un consiglio senza nemmeno chiedere niente; bisogna mettere da parte i vecchi rancori in modo da avere spazio per quelli nuovi. La polemica va rinnovata così come l’obiettivo a cui viene rivolta. Se non è chiaro pensiamo a lei quando si rompe la lavastoviglie (l'equivalente di una sconfitta Viola), che non si limita solo a lavarli (così come invece il tifoso che bene o male inveisce sempre contro i DV, l’allenatore o l'arbitro), lei per lavare i piatti sporca la spugnetta, per pulire la spugnetta, sporca il lavandino, e poi per pulire il lavandino sporca anche il panno in microfibra. Questa mancanza di varietà nell'individuazione del contestato, questa routine dell’invettiva diventata ormai l’attività principale che molti si sono scelti nel percorso della loro passione, rischia di giocarsela alla pari con quell’attività fisica che sempre più spesso mi capita di constatare quando vedo gli stessi tifosi Viola tornare indietro a controllare se hanno chiuso la macchina. Insomma, bisognerebbe fare come quelli che escono dal PD per fondare il DP e cogliere i vantaggi di questa fase senza più aspettative, quali?  Il primo che mi viene in mente è che almeno non aspetteremo più un terzino destro come il lavavetri aspetta il semaforo rosso. Un altro? Potremo disquisire anche di altri  temi oltre Mammana, per esempio che i veri furbetti del cartellino non sono i dipendenti dell’ospedale napoletano, ma gli arbitri. Ne vorreste un altro? Potremo concentrarci meglio sulle lamentele delle nostre donne, specie quando parlano con l’amica al telefono dopo essersi bruciate col caffè, rammaricandosi che se le amassimo come loro amano noi non verrebbero mai trattate così. La Fiorentina senza più obiettivi porta infine a profondi mutamenti del quotidiano, ad opportunità, il Bambi ha fatto il grande passo ed è diventato vegetariano. Una nuova filosofia alimentare che lo ha profondamente cambiato anche quando deve rispondere sui social a quelle che gli chiedono di mandargli una foto col pisello di fuori.


sabato 25 febbraio 2017

Preferisco l'indifferenza


Ho letto che c’è stato un vertice tra dirigenti, allenatore e giocatori, nel quale alla fine è stato deciso di andare all’Esselunga con la borsa della Conad. Chissà se lo sanno quelli degli altri pianeti che abbiamo confermato Sousa. Comunque sia, per me è un amore finito quello con il portoghese, ci sono stati dei momenti esaltanti, ma adesso siamo ai titoli di coda. Successe la stessa cosa con la Beatrice dalle poppe grosse, l’amavo tanto poi fece il gesto delle virgolette mentre parlava. Per la verità qualche altra avvisaglia c’era stata anche prima, mi camminò addosso con i tacchi a spillo e non mi piacque, è così che mi accorsi che non ero più attratto da lei e che era arrivato il momento di cambiare partner. Intanto il Bambi per farsi scivolare addosso la decisione della conferma si è spogliato e si è cosparso di vasellina in Piazza Santo Spirito. Cosa rimane da fare adesso per arrivare alla fine del campionato? Intanto iniziano le attività al Brennero, lunedì sarò a Mules e quindi per la prossima sono a posto, poi mi sono fatto inserire nella chat delle mamme della classe di Tommaso. Alla fine “lontano dagli occhi lontano dal cuore” è la scelta che mi permetterà di arrivare in fondo senza avere le palle confuse per due dei pianeti scoperti dalla Nasa. Lunedì sera sarò alla seconda partita consecutiva ignorata, quando un misto di orgoglio, ansia e pressione, sarà superata con un semplice “quando arriva la polenta?” E malgrado a quest’ora Rocky Balboa sarebbe già in cima alla scalinata mentre noi abbiamo ancora Sousa in panchina, preferisco l’indifferenza alla leggera "puncicata" tipica dei tifosi romanisti che hanno costretto la povera Virginia a far finta di sentirsi male per evitare di essere bucherellata come una salsiccia. Così farò altro in quel del Brennero, ispirato dagli inglesi che hanno girato La La Land Rover, e i calabresi che hanno girato La La Landuja, lunedì sera comincerò a buttare giù la sceneggiatura di La La Lagrein. Con La La Lana Turner.


venerdì 24 febbraio 2017

Prima del fattaccio


Sousa è furbo, il Bambi mi ha telefonato subito dopo la partita, inferocito, “vado a rigargli la macchina”, poi mi ha richiamato per dirmi che il portoghese si era comprato una Cactus. Lo sconforto l’ha travolto perché in un momento così delicato non c’ero nemmeno io a reggergli la scala per andare ad abbassare le aspettative. Non l’ho vista, so solo il risultato e la sequenza dei gol sono una fotografia che racconta la stessa tristezza di quando realizzai che ai preti gli piace trombare più che a noi. A questo punto l’unica cosa sensata sarebbe Paulo Sousa al Leicester e Ranieri alla Fiorentina. Non mi rimane che interpretare, e leggendo i tabellini della partita posso affermare con la stessa pacatezza di Luciano Onder che Sousa proviene da uno di questi nuovi pianeti. Non solo ho avuto la fortuna di non vedere, di essere lontano dal fattaccio, di essere distante e necessariamente distratto anche dalle polemiche del giorno dopo, ho realizzato che d’ora in avanti potrò vedere Masterchef senza più scelte dolorose di palinsesto. Voi che avete assistito al misfatto, feriti e imprigionati nella tagliola della passione, ricordatevi che solo chi vi cerca nei boschi, nel vostro inverno, tra la folla e la notte fonda in cui la Fiorentina vi ha gettato, merita di trovarvi. Spero solo che non sia Equitalia. Per cercare di sfangarla, oggi, voi che siete ancora lì dove ristagna la delusione dovete pensare che ogni avventura comincia in un bar; fate che la brioche se proprio deve essere una che sia almeno ripiena. E pensate che anche i genitori di Pollock brontolavano quando scarabocchiava sui muri, tornerete ad apprezzare la vostra passione, e tutto il mondo sarà al vernissage di quella Fiorentina vincente. Saranno lontani i tempi dove a “Malattie imbarazzanti” trasmettevano la storia di un tifoso Viola. Non metto nemmeno le foto delle partita oggi, preferisco quella di Maurice Denice che rappresenta il prima, quando ancora non era successo di incassare quattro gol dal Borussia.

giovedì 23 febbraio 2017

Nelle case di oggi mancano i corridoi e così anche il bagno non è più in fondo a destra


No, non c’è solo il corridoio libero dove lanciare Chiesa, o quello Vasariano un po’ più acculturato, c’è anche quello del Brennero che a sua volta fa parte di quello Scandinavo-Mediterraneo. Un corridoio che attraversa l’intero continente da nord a sud e dove in fondo a destra c'è il bagno. E visto che a noi tifosi Viola piace tanto fare a chi ce l’ha più lungo, grazie al durian, vi assicuro che questo è il più lungo dei corridoi europei. In altre parole, mentre vi divertite a parlare di Fiorentina e ad assistere trepidanti alla sfida con il Borussia, sarò a Verona ad ascoltare (stasera più che altro a mangiare) di grandi infrastrutture ferroviarie alpine in costruzione, di scelte progettuali e costruttive per la realizzazione di tunnel lunghi e profondi, in modo da garantirvi una futura viabilità di Champion all’altezza del terzo millennio. D’altra parte è attualità visto che saranno quattro le squadre italiane che dalla prossima stagione potrebbero partecipare alla competizione europea più prestigiosa. Programma ricco spalmato in due giorni e intervallato qua e là da coffee break e lunch, quindi non vedrò la partita col Gladbach perché invece che al prato del Franchi sarò in piazza delle Erbe, che poi sono le erbe a formare il prato, o no? Un tempo non avrei mai perso una partita della Viola, ma senza l’olio di palma non sono più la persona di una volta, così come anche i prati che sono sempre più spesso rasati. Il congresso affronterà il tema tanto caro al Marasma e presente anche in questo ambito, nel programma di venerdì alle ore 9:50 ci sarà infatti l’intervento dell’Ing. Leccavalle: “Se non vi sta bene quello che facciamo e diciamo, potete sempre andare a guardare un cantiere edilizio della tramvia e gettarvi nella betoniera”. Seguirà alle 10:30 l’intervento dell’Ing. Unodeideuefratellini: “Il sottoattraversamento del fiume Isarco: la sfida idrogeologica nei terreni fluvio-glaciali dove dovrebbe nascere la Cittadella Viola per le famiglie dei clienti della Fiorentina in vacanza e così costruiamo anche qua perché a noi ci interessa fare solo speculazioni e scarpe”. Se stasera non esulterò in tempo reale è solo perché avrò a che fare con disquisizioni millimetriche sulla lunghezza dell’opera, che fanno il pari con la lunghezza della persistenza alla bocca dei sentori di tabacco tipici dell’Amarone. Voi vi chiederete cosa ci faccio qui, e la risposta è molto semplice; “depisto”. Come feci quella volta a scuola quando scrissi in bacheca che cercavo una donna intelligente, simpatica ed educata, per fingere che mi interessassero questo tipo di qualità e non soltanto trombare. Mentre un’altra volta scrissi che avevo tanto bisogno di un bel paio di poppe perché avevo avuto un calo di vitamina P (mi rispose solo una certa BB allegando anche una foto sdraiata su una coperta fatta a uncinetto di una tristezza unica, ma ero stato chiaro sul tipo di carenza, P non BB, e quindi la mandai affanculo).


mercoledì 22 febbraio 2017

A sfondo sessuale



Io la capisco la contemporaneità del tifo che ha sempre più bisogno di concetti forti come “Via i Della Valle” per stare a passo con i tempi, e non gliene può fregare niente di arrivare in Europa League perché per dimostrare di esistere ai tempi della scissione conta solo vincere. Che ne sanno loro di cosa significhi “Mamma ho risposto, attacca”. I tempi sono cambiati, oggi se la squadra gira è merito dell’allenatore e se invece le cose non vanno bene è perché all’allenatore non è stato comprato Della Martira. Insomma, D’Alema sostiene Gentiloni per logorare Renzi, questo è il punto. Non sono più i tempi nei quali si era disposti ad aspettare l’esplosione di Speggiorin, Spolli o Spetagna. Tutto subito. Vedi il primo sole primaverile, si tolgono il giubbotto, prendono il primo maglioncino leggero che trovano e insieme prendono anche la bronchite. Funziona così. E poi gira tutto più veloce, sentimenti, mode, il pallone, le palle, alcuni come me non hanno fatto in tempo nemmeno a finire il flacone dello shampoo perché anche i capelli sono caduti troppo velocemente. Le dinamiche sono anche molto più complesse di quando c’era Ugolini, c’è Internet che amplifica tutto, in più si tende a non mangiare carne per non far soffrire gli animali, e per mettere a posto la coscienza la si dà al proprio cane così lo stronzo è lui. Perché uno stronzo oggi ci deve essere sempre, meglio se sono due fratelli. E’ un mondo anche molto più violento, non solo nel modo di esprimere le proprie emozioni attraverso la passione per il calcio, c’è una scuola di pensiero che per spiegare bene l’ironia usa le labbrate. Il tifoso Viola avrebbe tanto potenziale al momento di aprire le finestre la mattina, poi però arriva il fallimento di ogni giorno. E adesso ci s’è messo pure Gabbani ad alzare l’ambizione di essere toscani. Sono finiti i tempi di Paolo Vallesi e della nostra passione sfigata, vissuta tra le mura di casa, il bar e il Corriere dello Sport Stadio in mano. Un tempo bastava essere introversi e malinconici per risultare persone interessanti, vedi Marco Masini, oggi ti darebbero subito dell’antidellavalliano. Oggi non sai più nemmeno se quello davanti a te porta una maschera, se è vestito in maschera per carnevale o se si veste da Disegual, che poi sarebbe lo stilista giusto per queste terze maglie di merda. Mi dispiace dirlo ma ha ragione Berlusconi, ma quale crisi? Quale fair play finanziario millantato da Cognigni? I ristoranti sono sempre pieni, e anche per sedersi dalla parte del torto ormai bisogna prenotare con settimane di anticipo. Anche Maometto non è più quello di una volta quando era disposto ad andare alla montagna a prescindere dalle infrastrutture, oggi ci sono molte più esigenze di comodità, e nello specifico, andare sull’altro versante senza uno straccio di galleria significa affrontare tutta una serie di tornanti, troppo dura per chi soffre la macchina. Come ci ha insegnato Peter Sellers bisogna guardare oltre il giardino, e io aggiungo anche oltre la galleria, per ritrovare  quel fondale dei ricordi, oppure chiamiamolo orizzonte, panorama, diciamo anche scena a sfondo sessuale, insomma, quando voleva dire che a pomiciare erano quelli dietro di me al cinema.

martedì 21 febbraio 2017

La perifrasi fantasiosa



Essendo stato uno dei primi a credere in Sousa posso sostenere non senza qualche rammarico che dallo scorso mercato di gennaio non è più lo stesso, o meglio lo è ma in altra modalità, che qui in molti apprezzano addirittura di più di come lo apprezzavo io allora, e sono sicuro che lo apprezzano di più adesso non certo per dare contro alla società, ci mancherebbe, sono solo gusti. A me piaceva più prima, ma tant’è. Piaceva più di adesso che sembra diventato come quelle ragazze tornate ad essere single e che allora si depilano ogni tanto solo per evitare eventuali figure di merda in caso d’incidente e conseguente ricovero in ospedale. La donna pelosa ha sempre avuto i suoi estimatori e quindi non discuto. Sousa si sente solo come un latitante in fuga, o forse è solo perché sognare è semplicemente un’attività solitaria. I sogni si possono spiegare e condividere in sala stampa fino a un certo punto. Col rischio oltretutto di essere fraintesi. E’ inutile quindi provare a tirarci dentro altri come potrebbero essere i tifosi. Intanto è emerso che la delusione del tecnico non si limita solo al mancato arrivo di Mammana già fortemente demotivante di suo, l’involuzione interiore, la crisi personale (superiore anche a quella di Ilicic) si è acuita all’indomani di certe intercettazioni telefoniche mai pubblicate prima, da quando cioè si è saputo che fu Cogngni a telefonare a Sandra Milo. Come se non bastasse il dispiacere dovuto al procurato allarme, una ragazzata imperdonabile agli occhi di un portoghese per il quale la mamma non può essere presa per il culo così,  ci si è messo anche Prandelli mettendolo in guardia circa le modalità forti usate dall’economo di Civitanova per dare il benservito ai propri allenatori e fare scherzi del cazzo a conduttrici benvolute dal pubblico. Cesare per la prima volta ha rivelato la frase che dopo Genova proprio uno sgherro di Mario gli suggerì per fargli capire che si sarebbe dovuto accasare altrove, quando l’economo gli mandò a dire di non comprare più le banane acerbe. Adesso faccio un discorso più in generale, a me gli allenatori che pretendono di essere parte attiva nelle scelte di mercato e poi si afflosciano se non vengono accontentati, mi ricordano un po’ quei genitori che ricattano i figli e concedono il motorino 50 cc solo in cambio del taglio dei capelli lunghi alla Cobain portati dietro alle orecchie. Più probabilmente però il problema è solo mio che non capisco di idee tattiche così sfacciate, forse sono morto a mia insaputa. Forse l’Atalanta non esiste. E forse anche quel suo linguaggio così pieno di perifrasi tipiche del fado, scioccamente fatte oggetto di ironia da chi ritiene di essere immotivatamente custode della lingua italiana, sono l’ennesima dimostrazione della sua superiorità quantomeno dialettica. La perifrasi fantasiosa è solo un modo molto elegante per evitare di dire ai Della Valle che la rosa a disposizione fa cacare. Mentre io sono ancora ancorato a concetti di tradizione popolare dove si sosteneva per esempio che non è mai dimagrito nessuno di domenica, certo un’istruzione che risente ancora molto dell’uso delle colle per legare le frasi.

lunedì 20 febbraio 2017

Lo stupore



Forse l’errore è stato quello di chiedere l’impresa alla squadra, preoccupati magari per le fatiche di coppa, perché se così è stato, con questo Milan, l’unica impresa possibile poteva essere solo quella di riuscire a perdere. Magari sarebbe bastato mostrare meno ambizione negli intenti e invece dell’impresa puntare meno ottimisticamente a vincere. Recenti studi dimostrano che le giornate si allungano proprio per permettere a Sousa di studiare bene la formazione. Così Sanchez è ancora a destra e Salcedo dalla parte opposta di dove un tempo incontrò Mertens in modo da esorcizzare il fattaccio, mentre ancora una volta il sinistro di Ilicic non faceva rimpiangere quello di Bernardeschi, figuriamoci la verve, poi per dare un senso alla sostituzione del migliore in campo a favore di Tello c’è solo da sperare che sia stata chiamata da Montella, non voglio credere alle dichiarazioni portoghesi quando ci dice che il giocatore avrebbe accusato un risentimento muscolare alla fine del primo tempo, perché mandarlo in campo nel secondo tempo avrebbe costretto anche il povero Renzo Ulivieri a chiedere per lui un TSO di categoria malgrado la volontà della famiglia. Mentre sui 10 minuti di Saponara non ci sono proprio dubbi, l’importante è stupire. Anche l’esperimento di Cristoforo accanto a Ilicic, dietro a Kalinic sembra fatto apposta per poter dire “mettete via subito questa primavera che non abbiamo finito ancora la malinconia”. Le belle giornate vanno bene, ma tutto a suo tempo. E Montella in tutto ciò non può che ridere per lo schieramento iniziale sbagliato, (Salcedo sulla sinistra è bizzarro al pari delle palme in piazza Duomo, e forse Cristoforo in quella posizione è stata una decisione presa in accordo con il comune di Milano per raccontare anche ai tifosi lo stupore che si legge negli occhi di chi scopre continenti, palmeti tra la nebbia e nuove collocazioni in campo), ma anche per gli errori individuali, primo tra tutti il gol clamoroso sbagliato da Sanchez, poi la palla sanguinosa persa da Borja Valero che innesca la ripartenza del gol partita. Con questa vittoria immeritata al Milan rimane la speranza di poter salire sull’Interrail, alla Fiorentina rimane il Chiantishire. Ma il fatto che ci stupisce di più sono gli otto punti dietro l’Atalanta, fatto inspiegabile, altro che le palme, e non tanto perché i bergamaschi hanno pure venduto Gagliardini a gennaio, diciamo soprattutto perché non hanno comprato Mammana.

domenica 19 febbraio 2017

Un augurio molto ambizioso


C’è ancora chi rinfaccia a Della Valle quel “Nel 2011 lotteremo per lo scudetto”, come se la vita non ti costringesse a cambiare strada tuo malgrado, penso a quelle chiuse per lavori, o alla Nicoletta che quando eravamo all’asilo dalle suore in via de’ Serragli diceva sempre di volersi sposare giovane e fare 5 figli, mentre quando compì 35 anni cambiò improvvisamente idea e si comprò un pesce rosso. Siamo tutti un po’ Della Valle allora, anche senza il rompighiaccio e l’elicottero. Anzi, molto più terra terra, perché il Salucci con una scarpa le adescava, con una borsa le domava, poi con un “ti trovo dimagrita” le ghermiva e a se le incatenava. Mentre viceversa la Beatrice con le poppe li domava, con la lasagna li adescava, poi con Sky a se li incatenava. E perché il make up cos’è se non una promessa disattesa? Io stesso è tanto che ho messo in garage una Panda così quando sarò vecchio la farò pagare a quelli che non panificano più il semel per un panino col lampredotto come da disciplinare, ma chissà se riuscirò a mantenerla davvero una promessa così ambiziosa. Vi sembra un comportamento meno criticabile quello di quando vi sforzate a capire le donne non tanto per capirle ma per trombarle, che non sforzarsi a farci lottare per lo scudetto entro il 2011? Il Bambi quando dice “per te ci sono sempre” gioca sull’equivoco (alla faccia della chiarezza), loro si sentono rincuorate e quindi si concedono più facilmente, mentre lui in realtà si riferiva alla loro passera. Ci sono tifose Viola che fingono di essere libere e invece sono ancora schiave del sorriso di Montella, e viceversa tifosi Viola ancora schiavi di quello di Silvia Berti. E poi offendere i Della Valle potrebbe non essere nemmeno la scelta giusta, l’altro giorno non ho fatto passare una tipa aggressiva malgrado fossi in coda sui viali e lei doveva immettersi, mi ha dato dello stronzo, e devo dire che un po’ mi è piaciuto. In merito a stasera, l’augurio è molto ambizioso, così come ci ricordiamo ancora gli slalom vincenti e i gol del divin Crodino sul prato del Meazza, in mancanza dello squalificato 10 ufficiale (auguri a entrambi per i compleanni appena festeggiati), chissà se un giorno ci ricorderemo anche di uno scatenato Folletto Saponara?



sabato 18 febbraio 2017

Declinazione di un dramma


Lo so non siamo stati belli in Germania ma abbiamo vinto. Preferivate il contrario? Vi assicuro che non è una bella cosa perdere, specie se sono le persone care ad andarsene. In un vecchio documento di famiglia ritrovato in soffitta si riporta la fine di una mia ava che si vantava di essere bella senza l’armatura. E che per questo è morta. Solo un esempio perché i drammi di oggi sono effettivamente diversi; i Della Valle, scuotere la tovaglia e ritrovare i pezzi del telecomando sparsi nel giardino di quello di sotto. La terza maglia. La viabilità mentre si costruisce la terza corsia. Perdere contro Montella. Perdere Mammana. Devo tranquillizzare il fronte interno gobbo dopo la vittoria della Fiorentina, e mi riferisco a quelli del circondario, non è un dramma, passa tutto a parte la voglia di svegliarsi al mare. L’importante è che il giorno dopo la vittoria in Germania siano ancora vivi, anche se in pessime condizioni. Consiglio; non c’è niente che due belle poppe non possono sistemare. Il dramma di quelli delle scie chimiche è invece che alla fine non stringono mai niente in mano, tipo Prandelli, molti nemici immaginari molto onore immaginario. Voi mi direte che i tifosi Viola, tutti, godono quando vince la squadra, si e no, perché anche quelli del fronte interno gobbo godono, ma non fino in fondo, è difficile da spiegare la differenza che c’è tra chi il tannino potente della goduria lo evolve in esaltazione e chi in aceto. Forse possiamo prendere ad esempio le donne che si concedono ma che pur facendo la stessa cosa di fatto divaricano le gambe con finalità diverse, e penso a quelle brutte che la danno mentre quelle belle la devolvono. Come Jayne, la più democratica, che in più la devolveva tirando a sorte. Alle invettive contro la società per non essere stata capace di mantenerci nell'Olimpo del calcio insieme al Bayer e al Barcellona, preferisco di molto i gatti in calore che lanciano suoni che ricordano una trucidazione, rendono meglio l’idea dell’amore che fa male e crea sofferenza. Insomma, il PD non ha inventato niente, noi la scissione ce l’abbiamo da secoli. E il fronte interno gobbo è pure bipolare. Probabilmente io non faccio testo perché sogno e godo senza ritegno, forse sono addirittura incosciente visto che tra le altre cose peso gli spaghetti a occhio. E poi è finita la supremazia tabagista di Sarri, è tornato Zeman, e oggi una tabaccheria a Pescara ha il suo perché. Riguardo al problema della comunicazione che tanto affligge il Marasma, l’atteggiamento giusto è quello del Bambi, molto più fatalista, per lui dopo che abbiamo capito la natura, il corpo umano, la fisica, i sogni e l’universo, prima o poi capiremo anche Corvino. Occidentali’s Berna.

venerdì 17 febbraio 2017

L'incesto


Non sempre accadono le cose che vogliamo, poi non ci pensiamo più e Badelj alla fine indovina un passaggio. Così come i miracoli, accadono, in un primo tempo nel quale il Borussia sbaglia gol facili (grande riflesso di Tata su Hermann), colpisce un palo, l’arbitro non fischia un rigore, e alla fine a colpire davvero è Bernardeschi che infila il portiere avversario vestito di viola nell’unico magnifico tiro in porta. Praticamente un incesto. Un po’ meglio nel secondo tempo perché un po’ peggio il Borussia, poi alla sua sostituzione mi sono accorto che giocava anche Tello. Ma dove avrò la testa? La verità è che sono un po’ stanco perché il cuore mi dice di fare una cosa (andare al Piazzale strombazzando con la sciarpa Viola fuori dal finestrino), la testa mi dice di farne un’altra (stare a casa a vedere MasterChef) e il fisico un’altra ancora (farmi le seghe dopo una vittoria europea). Ma che devo fare tutto io? Poi guardo e riguardo il sinistro di Bernardeschi, la sua traiettoria, la forza, e più lo guardo e più rimpiango quello di Ilicic, così prezioso e per questo tenuto nella cassaforte di famiglia da Sousa. E dopo MasterChef non posso che darvi la ricetta di questa prima vittoria Viola in Germania, che contiene ingredienti non proprio a km zero (1.173) quali la determinazione, la concentrazione, la sofferenza, la tigna, la fortuna e per la prima volta anche la capacità di proteggere il risultato difendendo. E quando tra qualche anno proietteranno il film di questa partita, ci sarà scritto “basato su una storia vera”, significando che è successo davvero ma con giocatori molto più brutti. Dopo certe vittorie che contano davvero perché nascono spontanee come un pensiero, un sorriso, un gesto, per il fronte interno gobbo, come l’ortica, penso con orgoglio alla dimensione, ai fatturati, al bacino di utenza, e mi chiedo se non è questa la dimostrazione migliore che ci siamo sposati con una squadra così povera solo per amore.


giovedì 16 febbraio 2017

La mia giornata surreale (non si indica)


Il mio tempo è per la famiglia, il lavoro, le passioni, e per il sistema a stantuffo che toglie l’aria dalle bottiglie di vino aperte. Oggi quindi giornata piena, 25% per 4 fa 100% del mio tempo, che così porzionata potrebbe sembrare una giornata surreale; stessa percentuale di ore lavorative pari a quelle passate a pompare aria? E’ proprio così e tutto nasce da quando giocavo coi dadi del Monopoli, che poi gli esperti definirono la mia vita un’evoluzione dal dadaismo. Da “L’interpretazione dei sogni” di Freud in poi si è capito che era inaccettabile il fatto che il sogno avesse avuto così poco spazio nella civiltà moderna, per questo lo scorso anno ho creduto allo scudetto malgrado voi. Per questo immagino il tempo rimpianto da quelli che al vento affidavano i mulini e non certo le parole dei Della Valle. E chiedo scusa a coloro che saluto sorridendo perché non mi ricordo chi cazzo sono mentre penso a quel 25% della giornata passato a togliere aria dalle bottiglie. Comunque tutto il mondo è paese surreale, da noi è successa una tragedia per il quattro a zero subito a Roma, a Barcellona hanno deciso di uccidere i primogeniti. E ve lo ricordate quando allo stadio si cantava “come si lavorano questi pellegrini” oppure “Zico vieni a pescare con noi ci manca il verme”, e nessuno era ancora vegano, ci sembrano irreali come il mio 25% passato a succhiare l’aria dalle bottiglie, quando invece è attualità nella sua accezione più vintage, così anche a Sanremo hanno usato Al Bano e Gigi D’Alessio come esche. Stasera saremo però finalmente tutti tifosi Viola e basta, surrealisti ed espressionisti, ideologicamente insieme a soffrire o gioire davanti alla televisione, accomunati nel magico momento della partita dalle emozioni, poi domani torneremo ad essere tifosi Viola che se ne vanno per la propria strada lasciando dietro di sé tracce di Cool Water oppure puzza di brace (gli espressionisti che privilegiano il lato emotivo della realtà), spinti a camminare tronfi dal lusso dei marchi Hogan e Tod’s o spinti dal fair play finanziario a fare la tessera della Fiom. A questo punto vorrei tanto indicare il risultato di stasera ma so che non si fa (e non mi riferisco alla scaramanzia), e se proprio devo andare in deroga allora punto il dito solo per indicare le poppe, è più forte di me, una sorta di riflesso condizionato come se volessi fermare il mondo per toccarle prima che i capezzoli puntino altrove. Credo basti.


mercoledì 15 febbraio 2017

Quell'eskimo sdrucito



Il modo un po’ maligno di indirizzare la polemica tipico di quel che resta del giornalismo sportivo fiorentino, ricorda sempre di più le vecchie zie di una volta che ti incontravano e ti chiedevano subito quando ti saresti sposato, e se lo eri già quando sarebbe arrivato un bimbo. Non lo ricordo nemmeno più l’ultima volta che è stato scritto un bell’articolo di calcio da queste parti, un approfondimento che non risentisse degli interessi di bottega, ma deve essere abbastanza visto che ho più nostalgia di Giochi senza Frontiere. Oramai il livello della credibilità di categoria dopo i casi Kalinic già venduto, Sousa che ha traslocato, Babacar e Bernardeschi che non rinnovano, è ai minimi storici, stampa insomma che male interpreta non solo le parole di Sousa ma è anche convinta che la pasta al gratin con besciamella, mozzarella e cotto sia da considerare pasta in bianco. E se le persone non migliorano, menomale che migliora la farmacologia. Visto che San Valentino muove fatturati importanti, per non passare da braccino in regime di fair play finanziario dico solo che fino a quando non fanno dei baci Perugina con le frasi di Cognigni non trovo nessun motivo per comprarli. Invece ho cercato di stupire la Rita evitando i soliti fiori, invito a cena o gioielli, alla fine gli ho regalato una polizza vita a sua insaputa. Giornalisti fiorentini ai quali certe domande non vengono nemmeno concesse, il clima in sala stampa è un po’ quello della resa dei conti del PD, la cui direzione ha deciso finalmente di restituire i due euro. Forse è arrivata l’ora che i giornalisti restituiscano la tessera. E’ stato anche il primo San Valentino del Bambi senza di lei, l’amore della sua vita che lo trovava affascinante, che lo trovava divertente, che lo trovava addirittura sensibile malgrado sembrasse così ruvido dentro a quell’eskimo sdrucito, fino a quando non ha trovato un altro. Ci rimane il sorriso di Jeanne dopo il quarto gol al Barcellona.

martedì 14 febbraio 2017

La concretezza dei fatti



C’è gente che passa di lì per caso e col tempismo involontario tipico di chi fa cose a sua insaputa, di fatto entra nelle nostre vite, mi riferisco al Milic di sabato sera sul prato del Franchi e a Gabbani sul palco di Sanremo. Ieri, nella giornata di scarico, ho avuto modo di ripensare a Samir, cliente difficile non solo per Chiesa visto che è uno di quei difensori che guarda sempre il pallone e hai voglia a fare tutte le finte che vuoi. Ricorda nel mondo animale le femmine di pavone più furbe, quelle cioè che guardano l’uccello e ignorano la ruota. Poi dobbiamo metterci in testa che possiamo essere felici pur essendo tifosi della Fiorentina, anche se fuori dai grandi bacini d’utenza e dai fatturati, pur costretti ad attraversare vicissitudini complicate come l’ennesimo sorpasso di Montella in classifica, prima lo capiremo e prima riusciremo a goderci il privilegio di emozionarci per quella maglia Viola. Spaghetti aglio, olio e peperoncino sono o non sono la dimostrazione che anche i poveri possono essere felici? Mettici poi che questo stato di infelicità artificiale viene amplificato dalla Rete, il malumore si moltiplica su Internet, la facilità di accedere alle notizie di taglio catastrofico e di poterle commentare fa da cassa di risonanza creando la percezione dell’imminente gol di Salah. La stessa identica cosa che succede agli chef sempre più in televisione e meno in cucina, Cracco addirittura ospite di Sanremo, quando un tempo i cuochi li conoscevi solo se trovavi una mosca nel piatto. Il tifoso online protagonista crede sempre di più al detto giapponese che se non fotografi e pubblichi vuol dire che mangi i bastoncini Findus. Qui si continua a pretendere chiarezza, si misurano le parole cercando di dissotterrare le bugie dei padroni, di scoprire dolo nelle dichiarazioni, il tutto sempre più lontano dal Viale Fanti, una passione in contumacia insomma. Vivisezioniamo le interviste usando algoritmi sempre più sofisticati per decriptare la volontà di dismissione, ormai ci sono agenzie investigative che si occupano solo di pontellizzazione, quando cosa ne sanno le frasi di senso compiuto di ciò che può essere un sospiro mentre un pensiero ti sfiora dopo un gol di Enrico Chiesa. Per evitare che dell’amore ti restino solo le maniglie perché vuoi la concretezza dei fatti, per San Valentino, allora, non ti resta che regalargli una Ignis a 299.

lunedì 13 febbraio 2017

Il sogno


Sto cercando una controfigura per le scene quando in sogno sembra esistere solo la Pianura Padana dove aggirarsi smarrito, un piattume senza speranza e senza uno straccio di montarozzo da scavare, mentre nella Fiorentina gioca ancora Nicola Berti. L’unica cosa positiva, prima che mi svegliassi definitivamente, è stato il cambiamento di personalità del Bambi che da bipolare è diventato equatoriale. Prima ancora una gran botta di culo, non come la Rita che per sapere se l’è dovuto sciroppare tutto, mi sono addormentato intorno alle 23:00 e mi sono svegliato alle 2:00 (forse) per bere un bicchier d’acqua e ho visto la premiazione di Sanremo. Dalla cucina alla camera, poi, sono andato a letto ballando e cantando “la follia grida un mantra, l’evoluzione inciampa, la scimmia nuda balla Occidentali’s Karma”. Insomma, ho cercato di capire il significato del sogno e mi sento di poter affermare che ora che è finito Sanremo possiamo tornare a prendercela con i Della Valle. E che il Papa è veramente così umile come si dice perché ha Tomovic terzino destro al Fantacalciio. La giornata ci ha invece raccontato, a proposito di chi dovrebbe sostituire Sousa, che la sconfitta  di Di Francesco è rara come un derby calcistico di Londra. Nel sogno c’erano anche riferimenti al karma degli animali fiorentini che vivono tra mille difficoltà e mai una gioia. A un certo punto ho visto un piccione di piazza San Marco con in testa una “cahata” di piccione. Il gol più bello della giornata è stato invece quello di Nicastro del Perugia a Terni, poi nel pre-partita di Cagliari ho visto la premiazione di Gigi Riva, uno dei miei primi campioni preferiti quando ero ancora piccolo. Quando avevo un sogno* e decisi di non buttarlo via pensando che mi avrebbe fatto comodo crescendo. Quando ancora avevo tutti i capelli.

* Era il ‘74 quando passai davanti al parucchiere per uomo all’inizio di via Senese dove in seguito sarei andato a tagliarmi i capelli, vidi le foto che promuovevano le pettinature del momento. Rimasi impressionato, da lì in poi il sogno dentro di me è cresciuto negli anni. Quello di perdere i capelli.

domenica 12 febbraio 2017

Salvi con Salvo


Tre punti, Bernardeschi in doppia cifra, zero gol subiti e tre fatti, questi i numeri della partita. Oltre il ventuno che è quello scelto da Riccardo Saponara per il suo esordio in maglia Viola. Babacar sa di centravanti che fa gol sporchi. Se dobbiamo tradurre i numeri in significati, la partita ha mandato a dire a tutti quelli che temono di perdere interesse per il proseguo del campionato, e prospettano mesi lunghi di stanca senza grandi emozioni, che dal 27 febbraio torna il Commissario Montalbano a restituirgli quel continuo contorsionismo emotivo di cui hanno tanto bisogno. Non a caso “Salvo salvaci” è stata l’ultima produzione del Marasma una volta conosciuto il palinsesto. Un primo tempo comunque triste, e siccome non ho mai visto nessuno essere felice trattenendosi, ecco che Bernardeschi lascia andare finalmente il sinistro che apre la partita permettendo a Borja Valero di sbloccare il risultato. Successo meritato e legittimato soprattutto nella ripresa, inaspettata la panchina di Kalinic mentre è stato ritrovato Borja Valero smarrito da tempo nella sfiducia generale. Convalescenti, con Valero e con la porta inviolata, un fatto sospetto visto le ultime performance difensive, che a bassa voce dobbiamo ammettere è coinciso col ritorno di Tomovic. A me che i banconi dei bar con dietro un muro di bottiglie dalle etichette colorate, dalle forme più disparate, con i nomi più strani e chissà con quali sapori, mi eccitano la fantasia, però mai al punto da immaginare che nella stessa serata Borja Valero avrebbe fatto gol e Gabbani vinto il Festival di Sanremo. Avevo fatto del facile umorismo su entrambi, comunque non dovete preoccuparvi perché di mancanza di senso dell’umorismo non è mai morto nessuno, per dire che non è che ci ho proprio azzeccato a scegliere loro come bersagli, del resto non mi sono mai vantato della qualità dei miei pronostici perché non ne faccio, come non mi vanto mai delle mie prestazioni sessuali, e non lo farei nemmeno se le avessi. Intanto e finalmente ha parlato Cognigni al quale nessuno crede, mentre io voglio crederci come non ho fatto con Gabbani e Borja Valero, piuttosto non mi fido di chi non beve il caffè dopo pranzo. Godiamoci questa vittoria anche se solo contro l’Udinese, cerchiamo di goderci la partita di Europa League contro il Borussia anche se non è Champion. Come? Interpretando la realtà con la fantasia, in San Frediano per esempio la pasta con le lenticchie fredda la mangiamo con il cucchiaino, come se fosse un dessert.


sabato 11 febbraio 2017

Preferisco la Valle Isarco perché valli come la "Non" sono troppo negative


Sarà che esagerare con le bollicine non fa per niente bene all’obiettività, ma le calze con il decoro fanno sembrare le gambe tozze. Stato di euforia che mi fa ritenere i Della Valle persone normodotate (quindi non con i braccini come si sussurra quando il tasso alcolemico è nella norma). Al ritorno, poi, all’altezza di Trento percorrendo l’autostrada del Brennero verso sud,  a fianco dello stabilimento Ferrari (sulla destra) ho sghignazzato pensando alla superiorità del Dom grazie al quale quello stato di esaltazione che solo lui può regalare (chiedere a James Bond) mi aveva convinto che avrei persino ricominciato ad andare a correre di notte. La bollicina francese ha un potere immenso, perché adesso che ho smaltito e ripreso coscienza della vita d’Oltrarno (con merde di cane sui marciapiedi comprese), col cazzo che vado a correre di notte rischiando di pestare una merda di cane. E con le bollicine mi ero bevuto anche tutti i sensi di colpa. Ricordo che mentre discutevamo gli aspetti contrattuali ho pensato che per firmare l’ordine non serviva una bella penna ma bastava solo una penna che scriveva. Quindi a che cazzo servono le belle penne quando smettono di scrivere? E ho pensato anche che non ho mai creduto agli oroscopi, convinto che il futuro fosse nelle proprie mani, almeno per tutti quelli del Toro. Ecco che quando vi invito a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno ve lo dico a ragion veduta, se oggi fossi stato uno di quelli che scriveva “mai una gioia”, specie da quando sono arrivati i Della Valle, e avessi continuato a scrivere “mai una gioa” dopo Calciopoli, mai una gioa” dopo la finale di coppa Italia contro il Napoli, “mai una gioia” dopo il mancato arrivo di Mammana, e “mai una gioia” dopo la disfatta di Roma, poi ti arriva una gioia tipo il Brennero o un gol di Borja Valero da fuori area, non ci sei abituato e non la sai gestire, muori. Il Bambi nel suo modo di concepire l’essere cittadino d'Oltrarno e non del mondo fa un po’ la stessa cosa, anche se invece di professare ottimismo più a 360 gradi come me si limita a mangiare tutti i cornetti con la crema del bar in piazza San Felice appena rifatto (adesso sembra più grande, vedi foto) in modo che agli altri restino solo quelli vuoti e quindi non ingrassano. Se proprio devo trovare un aspetto negativo di questo mio periodo di “assenza” dal livello del mare, oltre a non aver potuto vivere con il giusto disfattismo la sconfitta di Roma, non ho potuto neanche seguire il Festival di Sanremo. Che se da una parte è un bene, dall’altra però ti esclude da tutte le discussioni proprio come quando si parla di passera. Ah, stasera si gioca.


venerdì 10 febbraio 2017

Yul Brenner





Louis Roderer  Pol Roger  Bollinger  Gosset  Dom Pérignon Krug Salon  Deutz Billecart-Salmon  Charles Heidsieck  Perrier-Jouët Philipponnat   A.R. Lenoble  Veuve Clicquot  Taittinger  Henri Giraud  Joseph-Perrier  Laurent-Perrier  Ruinart  Mailly Grand Cru Henriot  Bruno Paillard  Drappier  Alfred Gratien  Duval-Leroy Palmer & Co  Delamotte  Lallier  Moët & Chandon  Ayala Veuve A. Devaux  Cattier  Fleury  G.H. Mumm  Pannier  Besserat de Bellefon Nicolas Feuillatte  De Venoge  Piper-Heidsieck  Pommery Lanson Thiénot  Henri Abelé  Jacquart  Barons de Rothschild  Beaumont des Crayères  Mercier   Canard-Duchêne  Vranken.

giovedì 9 febbraio 2017

La La La...



Sono ancora a Mules con il corpo e con la mente (come diceva Julio Iglesias anche se ignoravo che girasse così assorto da queste parti), ore decisive questa volta non per l’acquisto di un terzino destro e neanche per Longo. Sono molto lontano dalla giusta attenzione al post-disfatta (quasi in Austria), a tal punto che non ho commentato nemmeno la morte di Tzvetan Todorov al quale sono stati fatali probabilmente gli ultimi due gol della Roma (ma era tifoso Viola?). Così come non ho potuto affrontare con la priorità che si meritava il tema del bullismo che si è manifestato martedì sera all’Olimpico quando la fisicità del branco romanista ci ha intimoriti e siamo stati costretti a consegnargli i tre punti. E che dire poi del film del momento che non ho minimamente preso in considerazione e che ad oggi, da qui e con quello che mi passa per la testa, sono in grado solo di approcciare con un generico La La Laminchia. E potrei continuare all’infinito specificando che non so più niente nemmeno di corpi immersi in un liquido, ma sui liquidi dell’Abbazia di Novacella immersi in un corpo potrei scrivere invece un editoriale dove si parla bene anche dei Della Valle. Alla fine mi sono convinto che nella fuga dei cervelli posso rientrarci anch’io. In questo stato ho percepito al massimo il vostro scoramento, ma con il corpo e con la mente a Mules più di tanto non posso fare per alleggerire quel carico di angoscia. Posso consigliare al limite di non fare tanto i raffinati e pensare ad iniezioni di fiducia, quando quello che vi serve sono invece delle belle flebo.  Altro consiglio per farvi andare bene le sostituzioni di Sousa, o comunque Sousa in tutta la sua ambizione,  dovrete scendere agli stessi compromessi di quando buttate giù le decisioni inamovibili di vostra moglie. E se alla fine viene fuori che Sanchez è peggio di Tomovic perché è adattato a quel ruolo, non ve la dovete prendere perché tanto tra poco si scoprirà che anche Di Maio è peggio di La Russa. E poi ci sarebbe il discorso del rinnovo di Gonzalo, e non solo, vi confesso infatti che sono a Mules anche per scappare da Sanremo. E da qui è tutto così sfuocato che mi è sembrato di vedere Montella vincere in trasferta malgrado la doppia inferiorità numerica. No dai, se non vengo via da qua alla fine mi sembrerà di aver visto che quello in doppia superiorità capace di perdere in casa era addirittura uno tra quelli nella lista dei preferiti. Capelli grigi, molto composto, tipo Donadoni insomma.

mercoledì 8 febbraio 2017

C'è chi viene e c'è chi va


Non l’ho potuta vedere ma dal risultato ipotizzo l’impiego di Tomovic e la direzione di Beppe Vessicchio. A quelli del fronte interno gobbo che tanto se la sentivano per via del mercato di gennaio 2016, dico invece che essere ipocondriaci non gli darà mai il diritto ad una laurea honoris causa in medicina. E che ridere delle disgrazie altrui non li renderà meno infelici. Ho letto qua e là per capire cosa sia potuto succedere e ho capito che non l’ho vista perché è stata una prestazione inguardabile.  E che se non ci fosse stato Tatarusanu avremmo giocato a porta vuota. Errori individuali e mancanza di personalità  hanno però evitato agli scettici di stare sul chi va là almeno 90 minuti nel caso la vita gli avesse sorriso per un vantaggio insperato, perché in quel caso probabilmente gliel’avrebbe voluto solo mettere in culo. Alla fine sono imbarazzato a scrivere senza sapere, forse proprio perché la Fiorentina è stata imbarazzante. Chi si sforza a cercare il male dappertutto (specie negli arbitri) farebbe meno fatica rendendosi conto che cercare il male dappertutto è esso stesso il male, perché alla fine Irrati ci ha favoriti evitandoci il recupero malgrado i cambi. La Fiorentina si schianta a Roma probabilmente per scrivere un SMS di buonanotte al campionato, e a niente quindi è valsa la campagna pubblicitaria per mettere in guardia dalla pericolosità di un uso così sconsiderato del telefonino. Quando poi nei tabellini ho visto tra i nomi dei marcatori Fazio, ho realmente temuto il peggio e mi si è chiuso lo stomaco temendo di leggere anche quello della Littizzetto. E questo è il bicchiere mezzo pieno oltre naturalmente alla capacità della squadra di sciogliersi come neve al sole in assenza di neve e di sole.  La differenza con il Bambi è che lui viene dentro la bambola (gonfiabile) mentre la squadra è andata in bambola. Insomma c’è chi viene e c’è chi va. E come potrei sostenere senza averla vista che è stata una Fiorentina sbagliata quella presentata da Sousa che si è fatto infilare sulle fasce nel tentativo di giocarsi le proprie carte a specchio senza paura. Forse me lo sono solo immaginato. Si, Sousa ha fatto come quelli che sistemano casa prima che venga la donna delle pulizie. Io la pazzia la immagino così. Del resto Tata che bacia il pallone e Babacar che disputa la miglior partita senza toccare palla da quando c’è il portoghese in panchina, che cos'è se non pazzia? O forse Sousa è stato male interpretato e voleva dire che Baba gioca meglio quando rimane in panchina?

martedì 7 febbraio 2017

Neuro e psichiatria



A proposito del mercato di gennaio limitante, (che per comodità chiameremo Mammana) quando cioè il mancato intervento della società provocò così tanta frustrazione e conseguente mancanza di motivazioni, esce fuori solo oggi la notizia (fonte Buk) che in quel periodo Sousa era diventato talmente apatico da non essere più il bel portoghese propositivo che tutti conoscevano a Bagno a Ripoli, uomo d’iniziativa che perse persino una delle sue grandi passioni; quella di fermarsi la mattina a fare benzina al self-service. Da quel mercato in poi solo "servito". E anche i giocatori non riuscirono più a reagire, nemmeno quando cominciarono a subire umilianti tunnel di suola, tutto gli scivolava addosso tanto che scivolarono anche in classifica. Il mercato Mammana ha fatto sì che stasera non ci sarà Kalinic e ironia della sorte nemmeno Benalouane. Piove sul bagnato quindi, e già da qualche giorno. E’ scontato però che stasera durante la partita uno possa approfittarne e chiedermi (sempre se riuscirò a vederla) se anche per me i DV sono la peggior proprietà, risponderei sempre OK, così come risponderei se mi chiedessero se voglio un bicchiere di Sylvaner dell'Abbazia di Novacella o il ritorno di Cecchi Gori. L’unica cosa che mi verrà in mente, ma solo alla fine del primo tempo, è cosa potrebbe succedere al fronte interno del malcontento se i DV campassero a lungo come la regina Elisabetta. Comunque sono convinto che noi fiorentini in quanto brontoloni abbiamo bisogno dei Della Valle così come gli interisti hanno bisogno degli juventini (neuro e psichiatria). Confesso che il lavoro mi assorbe un po’ e che questo è un editoriale scritto apposta per allentare quella tensione, ma anche per distrarre voi che siete sempre così “emosionali”. Giusto per non parlare di chi sostituirà Kalinic in mancanza di Zarate, perché se Firenze non è Lecce anche Roma non è Genova, vi parlerò invece del ritrovamento in archivio di una vecchia foto che servirà a rassicurare tutti quelli convinti che sia toccato solo a loro cadere sotto la scure di quel mercato, mentre già nei primi del 900 si applicavano tagli. Insomma, il mio input dalla Valle Isarco è di abbandonare l’ossessione di quel gennaio maledetto e di godersi lo spettacolo della Fiorentina dei giovani Viola che avanzano. Tranquilli, il peggio è passato e il meglio è fritto.

lunedì 6 febbraio 2017

Il gol partita


Si apre la crisi Milan alla quarta sconfitta consecutiva (compresa la coppa) con Paletta che tradisce una passione sfrenata per Salcedo e per l’intervento sconsiderato in area di rigore. Partita che mette in luce anche un altro strano fenomeno, mentre un italiano medio butta nella spazzatura un’ottantina di chili di cibo l’anno, Muriel li mette tutti nelle gote. E se Atalanta e Lazio vincono mi sento di sostenere che non ci sono responsabilità da parte dei Della Valle, lo dico davanti al fronte interno del malcontento, lo dico con voce ferma mentre il Bambi mi aspetta con il motore acceso. E come cambiamo con il tempo, quando non c’è la Fiorentina gufo le altre, un tempo nei pomeriggi uggiosi come quello di ieri pomiciavo fino a perdere la sensibilità della mandibola e mi s’informicolava la lingua. Ricordo gli accorgimenti della Beatrice che quando si rivestiva seguiva scrupolosamente i consigli della nonna che le aveva detto di tenere sempre nella borsa un paio di guanti di pelle che le sarebbero stati utili per infilare le calze senza smagliarle. Oggi dopo le partite mi ci rientra di fare solo un po’ di sport al quale devo essere sincero mi costringe la Rita, dice che serve per prevenire le malattie da divano, e così mi ha avviato ad uno degli sport più complicati che abbia mai praticato: l’accoppiamento coperchio/contenitore. Dopo la vuotatura della lavastoviglie, nei prossimi giorni sarò impegnato invece al Brennero (stanno partendo due cantieri importanti tra i quali il più importante d’Europa), volevo quindi rassicurare gli amici con i quali ci sentiamo ogni giorno, che se trovano il telefono spento è perché sono in galleria. Cari Marco di Wind e Luciana di Enel Energia vi chiamo io quando esco. In serata sono scese in campo Juve e Inter con il vantaggio di conoscere il risultato di Palermo-Crotone. Questo ha donato la serenità necessaria a Cuadrado per l’esecuzione di controbalzo vincente, chissà se giocare addirittura di martedì quando conosceremo come è andata a finire la fiction “I bastardi di Pizzofalcone” possa aiutare Borja Valero a segnare il gol partita.


domenica 5 febbraio 2017

Fuori posto


Non l’ho mai fatto ma vista l’inquietudine che ci accompagna in questi anni di forte contrazione economica vi chiedo di donare due euro per la ricerca di un centrocampista in grado di fare gol (poi capirete). Delle volte basta così poco, un piccolo gesto, lo dico pensando all’etichetta sul retro degli indumenti che ogni giorno ci evita figure di merda. E a proposito d’invenzioni, dopo la bomba d’acqua e la neve, adesso si sono inventati il Sei Nazioni proprio in concomitanza di Roma-Fiorentina. Ora manca solo la nebbia, quella che il Bambi sostiene essere causata soprattutto dal grigliare smodato dei terroni immigrati al nord. L’unico vantaggio per chi si sforza di cercare sempre il male in una partita della Viola è che almeno oggi non gli verrà l’ernia. In realtà un lato positivo ci sarebbe per tutti, la sicurezza cioè di non perdere e la garanzia quindi che la domenica non vada a donne di facili costumi. Magra consolazione? Beh, un modo economico di consolarsi, come chi soffre di eiaculazione precoce può ottimisticamente pensare di essere esente dal soffrire di tunnel carpale. Una partita in meno sono tante bestemmie risparmiate, una sorta di blocco del traffico per abbattere le emissioni dell’incazzatura. Poi in serata ho visto il Napoli e sono rimasto impressionato dalla velocità del suo gioco, dai colpi di Mertens e di Hamsik (cresce il rammarico perché li avevamo praticamente battuti). Soprattutto non conoscevo i numeri impressionanti di Hamsik: 109 gol nel Napoli, a -6 da Maradona. Allora mi viene da pensare che ci basterebbe un centrocampista (perché questo è Hamsik) capace di fare gol, e così non me la sento più di giudicare Tomovic, e neanche la Raggi come fanno i più. Del resto anch’io ho avuto una fidanzata a sua insaputa. Magari crediamo che il problema sia il manico ma la si fa troppo facile, discorso che vale anche per Cognigni. Al pari di chi pensa che non vinciamo per via dei Della Valle ritenuti una sciagura. Una iattura come chi soffre appunto di eiaculazione precoce, costretto a consolarsi con l’integrità dei movimenti del polso, per scopre che è solo perché indossa i preservativi ritardanti al contrario. Dopo aver preso coscienza dei numeri di Hamsik i nostri centrocampisti mi sembrano fuori posto (vedi foto).


sabato 4 febbraio 2017

La fisica del piano B



Il vittimismo racchiuso nell’espressione “mai una gioia” ormai entrata nel  quotidiano vivere la passionaccia Viola, mi ha ricordato il professore di fisica quando spiegava che a Firenze più si è senza ombrello sotto la pioggia, più quelli davanti camminano piano. Prima che arrivassero i Della Valle naturalmente, oggi la fisica si spiega col mancato rinnovo di Gonzalo a favore del riscatto di Tello. La fisica di oggi spiegata nelle scuole ha portato l’alunno a diventare adulto con una visione dell’accaduto un po’ distorta, da qui la percezione che chiunque sarebbe meglio dei Della Valle.  Questo modo di studiare gli eventi naturali fino a stabilire principi e leggi del ridimensionamento e della pontellizzazione alla fine ci innescherà il circolo vizioso del rimpianto, così come ha portato il Marasma romano ad esporre lo striscione “Aridatece Ignazio Marino”. Proprio mentre prendevo il caffè dopo pranzo un ragazzo bravo in fisica ha commentato ad alta voce un articolo su Stadio “Ma dove vogliamo andare? Johnny Depp spende due milioni di dollari al mese e a Cognigni sembra cara la bresaola”. Non a caso la figlia studia danza a Montecosaro Scalo ma se vai sul suo profilo FB, grazie al Photoshop (così come fa coi bilanci) Mario ha fatto credere che invece studia al Brodway Dance Center. E veniamo a Corvino mentre aspettiamo la partita di martedì, si perché Pantaleo ha tanta carne al fuoco e più ancora fucili puntati contro. Il suo modo estenuante di portare avanti le trattative ha già agitato i soliti, e più ci si agita e più c’è bisogno di stabilire leggi e principi che regolano le interazioni tra le grandezze fisiche che poi rendano conto delle loro reciproche variazioni. In sostanza non gli sarà perdonato il mancato rinnovo di Gonzalo. Così come in una profilassi lo si mette già sulla graticola per Chiesa e Bernardeschi. Poi c’è Badelj, il terzino destro che manca a Firenze da quando c’era il duplex. A proposito del quale l’idea potrebbe essere proprio quella di condividere il terzino destro con un’altra squadra in modo da dividere le spese. Poi c’è naturalmente Kalinic e l’allenatore. Insomma lo aspettano al varco. Da vecchio marpione qual è, mentre cerca di sistemare le tessere del puzzle, intanto mangia. Il suo piano B che non è Benalouane. Nel frattempo ingrassa apposta così se qualcuno avesse pianificato di farlo fuori magari a favore di Carli (l’erba del vicino empolese è sempre più verde) rinuncerebbe perché non saprebbe come spostare il corpaccione.

venerdì 3 febbraio 2017

Sentimenti post-Pescara



Passata Pescara, al Bambi che ieri continuava a lamentarsi di Saponara ritenendola una scelta sbagliata, ho fatto presente che le sue scelte giuste sono errori di cui ancora non si rende conto. Per niente soddisfatto di questa considerazione ha voluto l’ultima parola adducendo a scelte sbagliate anche quelle di dare come gadget ai bambini  i gettoni durante le feste di compleanno nelle sale giochi. “Meglio una canna allora”. Poi (per me è solo una leggenda metropolitana) ha sostenuto con forza che Cognigni ha fatto l’elemosina a un mendicante davanti all’Esselunga di Civitanova pretendendo il resto. Per dire che non c’è da aspettarsi niente di buono per il futuro, Bernardeschi andrà via, Kalinic idem, Chiesa invece anche. A Gonzalo chiederanno dei soldi per rimanere. Questo scambio di opinioni mi ha confermato che ha tutti i sintomi di chi si è rotto i coglioni, arrivato al punto di non sostenere emotivamente più neanche il suono delle campane, altro che la prestazione di Babacar. Su Ilicic gli ho chiesto se non fosse disposto a dargli un’altra possibilità, “volentieri”, anche se ha paura che non gli rimarrebbe il tempo di avvelenargli lentamente un familiare. Ho chiuso il discorso sbattendogli in faccia i sei minuti di recupero inventati e il rigore regalato alla Roma, “poi i problemi del calcio sarebbero i Della Valle!”. Direi che posso sintetizzare la sua sfiducia (e quella del fronte interno del malcontento) nei confronti dei Della Valle e di Tomovic, nel gesto di sfiducia verso il genere umano più in generale che ormai esprime quando guarda a destra e a sinistra anche nelle strade a senso unico. E come se non bastasse il ridimensionamento, il ritardo in classifica, il mercato di gennaio, la partita di Pescara che non ha lasciato buone sensazioni, gli si bucano i calzini malgrado non abbiamo avuto un’infanzia difficile come la sua. Il suo volto tirato tradisce chi si rode dentro mentre si chiede se con questa proprietà stiamo ottenendo abbastanza.

giovedì 2 febbraio 2017

La forza delle idee



Un primo tempo brutto così neanche il Palazzo di Giustizia. Ripensando a chi criticava il mercato, se solo mi fossi fatto crescere i baffi ci avrei riso sotto durante l’intervallo. E così ho pianto. Comunque anche senza baffi, e sempre a quelli che si sono lamentati del mercato di gennaio ricordo che a febbraio c’è il Festival di Sanremo. Poi è arrivato il secondo tempo a liberarci dal male. Finalmente Chiesa, quasi l’ottanta per cento di possesso palla, il gol meraviglioso di Tello, il gol da seghe al 95°, squadra comunque impresentabile. Alla fine sarà insospettabile Tello, Chiesa trascinatore che cambia la partita, si salveranno Vecino (forse, sono indeciso come quando c’è da scegliere la pizza) e Sanchez. Inguardabili invece Ilicic (sfortunato sul palo, ma il suo sembra un calcio giocato prevalentemente da fermo), Tomovic, Babacar, Borja Valero, Oliveira e Badelj. Sportiello con 2 tiri un gol alimenta la sua media non certo invidiabile. Fare gol all’ultimo istante su cross (già il terzo) non solo è gioia infinita, ma parlando da un punto di vista tattico, evidentemente è anche un accorgimento di Sousa per non essere più rimontati come era successo contro il Genoa. E con Tello a sinistra sono state le sue mosse vincenti. Malgrado la vittoria meritata per quantità e non per qualità, la squadra senza Chiesa, Bernardeschi e Kalinic perde carattere e animo combattivo, si svuota come una scarpa senza la sua bella forma di cedro. Delude il centrocampo privo di idee che consegna il compito in bianco. Devo dire che questa vittoria fa bene soprattutto a me che stavo raschiando il fondo del barile per cercare di trovare del positivo da un pareggio squallido, ottimismo che avrebbe dovuto consolarvi, già c’era stato il mercato, e avrei dovuto consigliarvi un antistress decisamente più efficace dei libri da colorare che fino a quel momento avevo in mente. Poi il gol di Tello al 95° mi ha salvato da una gran brutta situazione, una vera e propria liberazione. Giornata veramente splendida quella di ieri, è vero insomma che il buongiorno si vede dal mattino, perché se è finita alla grande era cominciata bene con la colazione da Giorgio e proseguita meglio. Non trovavo parcheggio ma non mi sono buttato giù pensando al mancato arrivo di un difensore, ho cercato di fare la frittata con le uova che avevo e così con la forza delle idee che mi ritrovo ho bucato una gomma e ho portato la macchina dal gommaio che sta accanto all’ufficio.