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giovedì 31 marzo 2016

Blog neutro

Centrare un editoriale è diventato difficile come quando dopo la doccia ti metti il deodorante e prima di centrare l'ascella hai già profumato tutta la zona notte. O parli male della società o è meglio non usare il deodorante. Con lo stop all’acquisto di Mammana doveva seguire uno stop anche al sudore. Come ovviare? Scrivo un editoriale neutro, e solo dopo uso deodoranti efficaci fino a 24 ore, senza antitraspiranti e alluminio in modo da poter parlare bene dei Dv il giorno successivo senza bisogno di ridarmi subito il deodorante. Vado a editoriali alterni, come nel ‘73 - ‘74 quando con le targhe pari e dispari combattevamo l’austerity. Quindi la domanda più neutra che posso farvi oggi senza espormi a rappresaglie anticognigniane è: “ma non era belga anche Hercule Poirot?” Così facendo prendo lo scetticismo solitamente riservato ai quadri societari e lo riverso tutto sulla credibilità del più noto investigatore. Metto la foto di un cielo nuvoloso per mascherare le scie chimiche. Tanto quando una donna è in crisi con un uomo lo evinci dai cambiamenti. C'è chi cambia casa, chi lavoro, chi taglio di capelli... chi cambia organigramma societario. E anche il mondo cambia malgrado puntiamo i piedi perché non vogliamo accettarlo, perché non vogliamo sentir parlare di bacini d’utenza e di fatturati, una sorta di studi di settore per i nostri sogni. Non accettiamo le regole del fair play finanziario come non accettiamo di avercelo piccolo. Insomma. se il Verona e la Samp hanno vinto lo scudetto, figuriamoci la Fiorentina che di ogni squadra vogliam regina. Sono pochi quelli che non solo accettano i cambianti, ma che anzi li apprezzano, come della Germania personalmente piace il nuovo stereotipo di razza ariana rappresentato da Rudiger. Poi c’è il problema Montella con la sua intervista che offre spunti ghiotti agli antidellavalliani, tranne a quelli però che purtroppo sono anche stati antimontelliani dell’ultim’ora e che sono in maggioranza. Si proprio Montella che per aver voluto alzare l’asticella è stato mandato via, e meno male che non l’ha alzata anche nel tentativo di parlare con Della Valle una volta che si è accorto di essere sempre rimbalzato, perché con il dirottamento di un aereo per parlare con Andrea, avrebbe alzato l’asticella dei rapporti interpersonali, e oggi saremmo stati tutti nella merda. Basta pensare a quante persone ci neghiamo in ufficio. E invece di chiedere sempre di alzare l’asticella facciamo come l’Italia di Conte per abbassare le aspettative. Poi pensatela pure come vi pare, anche sull’update del blog, ma se un tizio dirotta un aereo per rivedere l'ex-moglie, mi viene da pensare che doveva fare proprio dei gran pompini.





mercoledì 30 marzo 2016

Tra un po'

Si parla del ritorno di Corvino e di quello di Don Diego a capo del vapore, non prendiamoci in giro, vi chiedo se quando cadrà il destino (e i DV invece se ne andranno) arriverà il topino o la fatina? Chissà se senza più il terrorismo di matrice marchigiana dimostreremo di essere finalmente cresciuti fino a vincere qualcosa, se insomma non temeremo più il giudizio degli altri. Chissà se la nostra avvenuta maturità di tifosi liberati dal male, ci consentirà di ordinare la pizza con la cipolla. Anche se io rimango molto perplesso che tutto questo accada, vedo che Gesù muore ogni anno, e poi sarebbe Cognigni quello che non impara dagli errori. Noi così sempre sospettosi, siamo proprio sicuri che una volta mandati via loro, tutti i complotti ai nostri danni verranno cancellati, più nessuna scia chimica sui cieli di viale Fanti, sicuri che potremo addormentarci senza che il cellulare scriva a una persona a caso della rubrica dicendole di chiamarci? Comunque trovo eccessivo tatuarsi i codici a barre per bloccare le casse Salvatempo della Coop in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica sul NO DV.  E chissà cosa ci prometterà la nuova proprietà, sperando che non ci conosca bene e che quindi non sappia già che basta la promessa di una gita fuori porta e qualche ora di ferie per non parlare più male del lunedì. Che insomma non sappia mai di quanto siamo corruttibili. Trovo eccessive poi le preoccupazioni del tifoso in merito agli strani intrecci tra Pereira, Ramadani e Mendes, alla guerra tra procuratori, e al fatto che Pradè sia rimasto all’oscuro di certe trame di mercato. Mentre non ho trovato eccessivo chi ha dormito con un occhio solo come il Bambi, prima di lasciare incustodita la mezza teglia di agnello avanzata. Capisco di più la preoccupazione dell’intelligence belga che è ancora a caccia dell’uomo con il cappello, anche se bastava che lo avessero chiesto al nostro intelligence di curva, gli avrebbero scritto subito un bello striscione chiarificatore: “non lo trovate perché se l’è tolto”. Comunque spero davvero che abbiate ragione e che mandare tutto a gambe all’aria sia la soluzione a tutti i nostri mali, anche se rimane in me il timore più grande dopo la cacciata dei DV: quello che prima applaudivamo il pilota dell'aereo quando si arrivava a destinazione, e che tra un po’ lo si farà anche sui pullman notturni.

martedì 29 marzo 2016

La Pasqua non è uguale per tutti

Non crederò al riscaldamento globale fino a quando le previsioni non daranno sole a Pasquetta. Si perché Natale è sempre il 25 dicembre, mentre Pasqua cambia ogni anno in base al fatto che a Pasquetta possa comunque piovere. E allora per Pasquetta vincere il destino vuol dire rimanere a casa. Tanto alla fine usciamo lo stesso, si, usciamo da queste festività fatti per il 70% d'acqua, il resto è cioccolata al latte. Poi quando mi sarei fatto volentieri una tisana al finocchio, scopro che purtroppo la Rita l'ha usato tutto per cucinare il coniglio. Sono comunque un teorico del disarmo progressivo, e dopo le abbuffate di Pasqua, ieri sera solo una bella pizza con salame piccante e la pastiera rimasta. A proposito di abbuffate, sullo stesso pianerottolo del Bambi ci abita una signora di Casola di Napoli, arrivata a Firenze alla fine degli anni settanta, il marito lavorava alla Pignone. Finestre aperte, e quindi ha sentito bene il Bambi quando lei ha concesso ai suoi ospiti la pausa sigaretta, ma poi: “Uhe, nun avit mangiat nient ! Che rè? mo l'aggià jettà ? Jamm natu poc!”. Questo mi ha raccontato prima di togliersi un grosso peso, quando mi ha preso da una parte per dirmi che finalmente dopo 6 mesi l'orologio della macchina segnava l'ora corretta. E anche la Pasqua risente di queste nuove tendenze alimentari miste a intolleranze, non so se ci sarà una terza guerra mondiale, ma di sicuro la quarta sarà senza glutine. Si vocifera anche di un rimpasto societario, sicuramente con farina integrale visto l’andazzo, spero almeno nell’unica certezza, che non è la quinoa, ma che rimanga Cognigni. Da salvaguardare come il pan di ramerino. E riguardo alla difesa ho la soluzione, ma giro la ruota. Mentre a riprova che il congiuntivo non è una religione, e che quindi non si può scegliere se crederci o meno, che Benalouane non è disprezzato da tutti, e che soprattutto la Pasqua non è vissuta da tutti con le stesse angosce, mi scrive un utente in privato (e che vuole rimanere anonimo), mi manda questa foto con dedica: “voi lamentatevi pure che trovate sempre dei portachiavi nell'uovo”.

lunedì 28 marzo 2016

Considerazioni di Pasqua

E’ inconcepibile come ancora scrivano "Uovo di Pasqua per Lui" e "Uovo di Pasqua per Lei" anziché direttamente "Portachiavi blu" e "Portachiavi rosa". Poi il sonno ha avuto la meglio, ma appena svegliato dal pisolino pomeridiano mi è presa un po’ di malinconia nel pensare a cosa facesse Michael Bublè a Pasqua. Alla fine sono uscito a fare due passi e ho incontrato il “Fude”, oggi autista dell’Ataf, un tempo compagno di banco nelle foto delle elementari, mi fa gli auguri e aggiunge: “se Gesù avesse fatto il lampredotto per l'ultima cena non l'avrebbero tradito”. E a proposito di “se”, se dalle abbuffate di Pasqua fosse rimasta un po’ di onestà intellettuale, mi piacerebbe sapere se la delusione maggiore è stata quella di Benalouane oppure quella della sorpresa di merda nell'uovo. Il premio Marketing va invece al manifesto in via Sant’Agostino dove si pubblicizza un defibrillatore contestualizzandolo nel periodo pasquale, con su scritto: “resuscitati o rimborsati”. Considerazioni più generali; a letto tardi, un’ora in meno di sonno, il pranzo di Pasqua, così appesantito potrei fare anche il capo dell’Intelligence belga. Il fatto che Gesù poi sia risorto, dopo la Salerno-Reggio Calabria, la Variante di Valico e il nuovo stabilimento Laika, può essere considerata un’altra vittoria del governo Renzi. Come in tutti i blog che si rispettano vi lancio il sondaggione di oggi prima della pastiera: “è nata prima la Pasquetta o le perturbazioni atlantiche?”. E il “Trova Salvini” per il pomeriggio di Pasquetta. Pur avendo mangiato e bevuto abbondantemente, un bicchiere mezzo pieno me lo tengo sempre per finire il pasto; così con l’ora legale ho riscoperto Il bello di certi notti, quando finalmente si tromba per un'ora e dieci.



domenica 27 marzo 2016

Il tempo sistema le cose ma con Brioschi fai prima (buona Pasqua)

In che senso venerdì di passione non significava far l'amore tutto il giorno? E così cerco lo sguardo della Rita per capire se ho detto una cosa fuori posto. Scuote la testa, ma non posso neanche più pretendere che deve finirla di dirmi sempre quello che devo fare, perché sennò non so più che cosa devo fare. Le donne del resto mi hanno sempre condizionato molto, una mia ragazza di fine anni 80 mi impallò la tv durante un rigore, alla fine stabilimmo che era colpa mia perché non doveva piacermi il calcio. Poi ci siamo lasciati e mi è ritornata la passione. Per il calcio. E così mi ritrovai a letto con una agli inizi anni 90 che mi chiese: "fai pure quello che desideri". Mi alzai per andare a vedere la Fiorentina. Ho anche imparato molto da loro, una salentina senza tempo e inibizioni mi mise in guardia dall’andare a schiacciare i ricci col culo. E ho sempre avuto un debole per le ragazze con la casa libera. Avevo un trucco infallibile per non fargli scoprire subito che ero solo un cretino, mi bastava dirgli di non guardarmi dentro sennò poi perdevo la garanzia. L’anima gastronomica del blog, invece, per Pasqua rivendica i suoi spazi, e allora dico che secondo me l'uomo del terzo millennio che mette i cetriolini nel cheeseburger è lo stesso che mette le mandorle sulle colombe. Mentre il sistema migliore per non prendere l'acqua durante la grigliata di Pasqua 2016 è quello di comprare solo birra. E per una Pasqua di tolleranza, dopo il rito della Lavanda dei piedi ai tifosi Viola non per bene, diciamo anche una preghiera vegana: “tofu di dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tofu di dio che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace”.



sabato 26 marzo 2016

Ho pagato il riscatto per riavere i commenti

Vista la recente sparizione dei commenti (li abbiamo recuperati tutti in cambio di quelli degli ultimi due giorni. Mi è sembrato un affare) posso dire che ormai si vive all'aggiornamento, e non più alla giornata. Insieme alla paranoia di vedere pacchi sospetti ormai dappertutto. A casa del Bambi si è esagerato con le misure antiterrorismo a tal punto che ieri è stato fatto brillare un uovo di Pasqua incustodito. Per stare al sicuro ed evitare stazioni, aeroporti, eventi affollati mi sposterò con l'asino tra una vallata e l'altra. Intanto, ieri attenzione particolare ai fondamentalisti cattolici che di Venerdì Santo non hanno mangiato metri di salsiccia e cosciotti di agnello. Io per esempio non potrei mai essere un musulmano, anzi mi chiedo proprio come fanno a sapere sempre in che direzione si trova La Mecca, che io a malapena riesco a ritrovare l'auto. Giovedì a Pescara nemmeno quella, visto che me l’avevano portata via con il carro attrezzi. Ma almeno per Pasqua mi sono imposto di essere sincero, e quindi oltre a fare gli auguri solo ai tifosi Viola quelli per bene, dico anche che la prima cosa che guardo in una donna è il sorriso. Scherzo, prima il culo e poi il sorriso. No, non sono così ipocrita e, quindi, dico con estrema serenità che è la forma che mi invita ad avere curiosità della sostanza. Diciamo la verità anche sul fatto che può esistere l'amicizia tra un uomo e una donna che ha un'amica che ti vorresti trombare. E quando vi faccio incazzare elogiando le qualità di Cognigni, riflettete sul fatto che se c'è la fuga dei cervelli e io rimango un motivo ci sarà. Per questo posso perdonare anche chi mi compra Benalouane, o un babbo che va a comprare le sigarette e non torna, ma se va a comprare la pizza deve tornare, anche per la famiglia. Se posso darvi un consiglio disinteressato per questa Pasqua, sedetevi a tavola con una camicia bianca già macchiata, vedrete la faccia che farà il sugo. Come la vostra dopo il mercato di gennaio. Infine vi invito a un po’ di sana leggerezza che faccia da contrasto alle notizie dei tg, e se la amate veramente allora dovreste farla ridere così tanto da farle rimbalzare le poppe (tranquilli, non è ancora nato il successore di Dean, noto arreggitore di poppe sballonzolanti).



venerdì 25 marzo 2016

E il settimo giorno...

Che voglia di disegnarmi il 14 dietro alla camicia. Di sapere se avrà già indicato a San Pietro di disporre gli angeli con il 3-4-3. E morto Cruijff anche il calcio non si sente più tanto bene. Esiste un calcio prima di Johan Cruijff e un calcio dopo. Esiste un calcio in cui chi faceva l’attaccante stava lassù e chi difendeva quasi mai si avventurava nelle terre inesplorate dell’altra metà campo. Poi un giorno, ad Amsterdam, mentre gli Anni Sessanta andavano incontro al tramonto è arrivato lui, il figlio della lavandaia dell’Ajax. Il giovane talento si è abbeverato alla fonte di Rinus Michels, il santone del calcio totale e insieme hanno dipinto calcio sulla tela verde degli Anni 70. Arancio su verde. Lui che ha alimentato la mia passione per questo bellissimo gioco. Ecco oggi non c’è più. Tanto che se la Rita mi chiedesse “ usciamo? C'è ancora un po' di sole” risponderei “No, in Australia è già buio”. Oppure: "Esci che è una bella giornata" lo dici ai tuoi gerani. E’ stata una giornata triste, adesso ci manca solo la Pasqua con le sue uova che sono come le poppe nel Wanderbra: voluminose e affascinanti fino a quando non togli la copertura. Non solo, perché a seguire arriva pure la Pasquetta che viene dall'antico latino, e significava "portati il K-way". La beffa poi è che vedi giocare Thiago Motta e non capisci se è lento o va in buffering. E le nuove maglie della Spagna disegnate da Desigual. Insomma, è morto Johan Cruijff, uno che ha creato il calcio moderno e che il settimo giorno si impegnava ancor di più.



giovedì 24 marzo 2016

Una storia divertente per quelli costretti a fare anche la fase difensiva

A forza di tirare tutte queste bombe a Bruxelles sveglieranno persino l’Europa. Oggi sono a Pescara, e domani chissà, quali certezze oltre alla mancanza di un difensore? Forse tra le poche c’è rimasto solo il diluvio a Pasquetta. E se si trovano incomprensibili le strategie di mercato della società a gennaio, che dire allora della strategia Europea anti-Isis che prevede di lasciare che i kamikaze si facciano esplodere. E, muori uno oggi, muori uno domani, alla fine si estingueranno. Non come Renzi che dichiara di aver sconfitto la Mafia, dimenticandosi però di abolire l’antimafia, che a questo punto è proprio uno spreco di soldi. Insomma, sembra che in questo periodo "amore" sia solo una parola inventata dai poeti per far rima con cuore, sapore, calore, dolore, hotel a ore. Ma finché c'è vita ci sarà sempre la postina con la raccomandata verde da firmare. Per questo continuo a vedere troppo scoramento anche da parte dei tifosi Viola, che non credono più alla proprietà e così persino i loro sogni sono diventati prevedibili e scontati (il solito difensore) come quando ti fermi all’area di servizio Cantagallo. Vi esorto invece a non dare mai niente per scontato, anche Cognigni potrebbe cominciare a piacervi un po’, perché sembra non esserci niente di più veloce della luce, fino a quando però non vi imbattete con la velocità del tassametro. Quando si dice che ci sono allenatori che pur di far valere il proprio credo tattico cercano di adattarci i giocatori solo apparentemente snaturandoli dalle loro caratteristiche. Hanno ragione loro, e non solo nel caso di Bernardeschi spostato sull’esterno, prendete Salvini che da politico lasciava perplessi, mentre da inviato si è dimostrato il top. E mentre anche oggi ci saranno bambini liberi da allenatori, liberi di andare tutti dietro la palla senza sovrastrutture tattiche, il mondo va a rotoli, e allora scrivo una storia per divertire qualcuno costretto invece a fare anche la fase difensiva. Ed è la cosa migliore che posso fare, proprio oggi. Sempre. A casa del Bambi, una loro amica in dolce attesa rivela che ieri è andata a pisciare 48 volte, e rivolta a lui dice: “ma te non puoi capire”. Proprio a lui che può vantare Oktoberfest '97 '98 '99.

mercoledì 23 marzo 2016

Ho sempre preferito lo iodio

L'unico modo che hai per capire se un dentista che deve filettarti l’osso sia realmente bravo, è andarci a mangiare il pesce. Ho cercato di indagare sapendo che avrebbe dovuto ricucire, mi ha solo detto  che non lo mangia perché non lo sa pulire perfettamente. E dopo che è passato l’effetto dell’anestesia, a proposito di Bruxelles, mi son sembrate lontane anni luce quelle mattine in cui accendevi la tv e anziché attentati e odio trovavi "McGyver". Purtroppo anche i ricordi di viaggio cambiano; nel 1995 c’era la cartolina, poi nel 2005 siamo passati ai video, oggi il giubbotto antiproiettile. L’antidolorifico magnifico serve anche perché so già che qualcuno adesso tirerà ancora in ballo Oriana Fallaci. Sarà che son poeta e ho il mare dentro, ma all’odio ho sempre preferito lo iodio. Per scacciare dei brutti pensieri bisogna farne altri di leggermente meno brutti, a scalare come certi dosaggi dei medicinali, così mi sono messo a pensare che questo è anche il periodo in cui Enrique Iglesias sarà lasciato da una donna e scriverà una canzone che sarà il tormentone dell’estate al pari del nuovo difensore. Dice che bisogna prendere la vita come viene, ma se lavori nell’Intelligence mi aspetto un minimo di pianificazione. Purtroppo al bilancio degli attentati c’è da aggiungere anche un milione di voti per Trump. E se mi chiedi come mi sento, oggi ti rispondo:  “imperfette condizioni”.


martedì 22 marzo 2016

No Triv una sega

Non solo non abbiamo mai vinto niente con i Della Valle, adesso tutti a dire "No alle trivelle", ma nessuno che indica un referendum per impedire che oggi mi perforino l’osso per inserirci del titanio. Ma qualcosa per ribellarmi ai soprusi di Cognigni e del titanio ho deciso di farlo; comprerò le arance "da tavola" per farci la spremuta. Una reazione d’orgoglio, uno scatto di dignità, del resto in primavera tutto rinasce, ogni forma di vita si riproduce: è un mezzo della natura per ricordarti che l'unico che non tromba, sei tu, oltre a non aver vinto niente neanche quest’anno. Quello che posso fare per venirvi incontro è comprarvi quel chiodo fisso sul quale appenderò una riproduzione di Cy Twombly. Devo dire che malgrado il titanio e il doppio pareggio rimango ottimista, oggi vedo il cimitero mezzo pieno. L’unico dispiacere vero che provo è nei confronti di tutti coloro che odiano Cognigni e vorrebbero riservargli le stesse delusioni che lui ha riservato a loro. E il dispiacere sta nel fatto che è impossibile rendergli pan per focaccia perché è talmente furbo che per evitarlo è diventato pure celiaco. Mentre per stupirvi dichiaro che nonostante ieri sia stata la Giornata Mondiale della Poesia non me n’è fregato un cazzo. Invece di stare sempre lì a misurare le parole dei dirigenti Viola per poi poter dire che il problema è quello della comunicazione, spero abbiate ascoltato le storiche parole di Obama durante la sua visita a Cuba "Devo proprio tornarci. Però da solo". La società è sempre sulla difensiva proprio perché costretta dalle continue polemiche, come Obama insomma che sempre nel suo viaggio a Cuba ha dovuto  ribadire a tutti che quelle erano le sue figlie. Capisco che aver ragione è la massima aspirazione di molte persone durante una conversazione, al posto di una molto meno ambita comprensione, ma bisognerebbe avere anche la capacità di mettersi nei panni dell’altro, capovolgere la situazione. Con questa sensibilità avreste visto l’arbitro Rizzoli commettere degli evidenti errori, e Bonucci che non lo ammonisce ma si limita a richiamarlo verbalmente. Adesso che è trascorsa la domenica delle Palme però possiamo anche ricominciare a litigare, e per alimentare la teoria del complotto delle scie chimiche sopra i cieli del mercato di gennaio, ma senza coinvolgere il solito Cognigni, sono qui a sostenere che i ramoscelli d'ulivo contengono olio di palma

lunedì 21 marzo 2016

Pare sia pareidolia

Invece del pareggio mi preoccupo di più che non sono ancora riuscito a togliermi quel brutto vizio che avevo da piccolo di mettere continuamente le cose in bocca. Anche se adesso lo faccio con le cose buone tipo la frittura di pesce. Perché è vero che Frosinone è un campo ostico per tutti e non solo per una Fiorentina poco serena, ancora poco precisa, e non più in grado di far valere la maggiore qualità tecnica. La sensazione è che, a differenza mia, la squadra non risponda più ai comandi dell’allenatore, come invece io ancora perfettamente a quelli della Rita. Sarà una questione mentale se al di là delle prestazioni deludenti dei vari Valero, Astori, se tradita ancora da Ilicic spesso avulso dalla manovra, è il gioco che non funziona più come prima. Qualche palo di troppo, la bella prova di Leali, e domenica scorsa il salvataggio di Gollini, bravi gli avversari, ma anche poco cattivi noi, che ormai prevaliamo nettamente solo per il possesso palla (70%). Purtroppo è la 5° partita senza vittoria, e di fatto si chiude qua la rincorsa al terzo posto di un campionato a tratti entusiasmante. Dopo il turn over  surreale contro il Verona, ‘sta volta Sousa ripropone la squadra titolare, che comunque non passa lo stesso, e anzi nel finale rischia addirittura di capitolare sulla traversa di Kragl. Con l’intera rosa a disposizione l’alibi del mercato di gennaio non regge del tutto, anche se capisco di certi pareggi usati come carbonella per riaccendere polemiche, ma la differenza in campo sia contro il Verona (che perde in casa contro il Carpi dopo aver perso in casa contro la Samp), e sia ieri, è talmente netta che recriminare per il mancato acquisto di un difensore e di un centrocampista a gennaio mi fa pensare che il buonsenso a volte va proprio a puttane. Spero almeno che si diverta. Se io non mi sono tolto ancora il vizio di mettere le cose buone in bocca, soffriamo anche di altro quando la delusione ci sopraffà. Soffriamo di pareidolia, che è la tendenza a vedere forme ed oggetti nelle strutture amorfe che ci circondano. Noi vediamo Mammana e Cognigni ovunque ormai. Abbiamo la tendenza istintiva e automatica a trovare strutture ordinate e forme familiari in immagini disordinate. L'associazione si manifesta in special modo verso le figure e i volti umani di certi difensori idealizzati come salvatori della patria, o di certi economi visti come la peste. Da gennaio infatti non si guardano più le partite per quelle che sono, ma si guardano per cercare altro. Quello che succede a chi va al mare per il caffè, a sfoggiare auto, fidanzate, moto. Qualche selfie in spiaggia, e poi via senza neanche averlo guardato. E con tutti gli errori che avrà sicuramente commesso la società, poi ci sono anche i gol falliti, i piazzamenti sbagliati sugli angoli, gli errori di misura, la mancanza di pressing, le scelte non sempre comprensibili di Sousa, e non solo quelle della società. E’ stata una stagione esaltante, nella quale ho davvero creduto di essere la squadra più forte, non era così, e oggi se proprio devo concedere alibi a qualcuno, quelli li conservo per chi ne ha veramente bisogno, perché la pressione forte  non è quella di chi deve affrontare una partita importante, e penso alle nostre donne davanti alla suocera che le osserva stirare a braccia conserte.




domenica 20 marzo 2016

La bellezza di un quadro informale del 69

Prendo atto ascoltando il sospiro di sollievo di chi si risente finalmente a casa nel trovare “Roma merda” come chiosa al primo intervento, e non il solito “Gnigni buho”, che il blog è stato sfrattato da forze maligne. Scrivo quindi accampato in una tenda lontano dall’ammutinamento, e tiro avanti con la stessa disperazione di chi rimpiange la gazzosa nel vino, e Gomez centravanti. E a chi davanti a un quadro informale chiosa “quello lo faceva anche Gnigni buho”, rispondo che Gnigni buho farebbe anche un gol a porta vuota se è per questo. Il fatto che non ci fossi io, voi o lui a calciare quel pallone facile facile lo spiega meglio la Storia, che non è altro che quel modo sorprendente e variabile in cui qualche milione di homo sapiens si ingegna di coesistere. E io un buongiorno non lo nego a nessuno, anche a chi legge dagli arresti domiciliari. Se poi uno insiste e mi dice “si però non mi hai ancora risposto su che cazzo mi sta a significare quel monocromo”, ribatto dicendo che ora la Lazio può concentrarsi sul campionato, come se già non bastasse che son tutti più bravi dei nostri, da Pioli a Lotito, fino a quel frignone di Milinkovic-Savic. Tutto è relativo del resto, c’è chi per un tavolo in discoteca spende 200 euro, e chi all’Ikea con 99 euro porta via un salottino. Fino alla relatività dei sentimenti di chi come prova d’amore pretende una promessa di fedeltà eterna, e chi si accontenta di un pompino. Chi per fare ordine nella propria vita conta le ex mogli, e chi invece compra una seconda sedia dove lanciare i vestiti. Io per sembrare meno poeta voglio tatuarmi un drago sull'avambraccio destro, in modo che sembri che sputi fuoco mentre spingo il carrello della spesa. Perché non voglio più essere un poeta indeciso quando piove col sole. Voglio rinunciare addirittura alla bellezza di un quadro informale del 69, nel quale a seconda delle sensibilità si può vedere un uomo e una donna che fanno sesso orale contemporaneamente, oppure si può pensare all’anno dello sbarco sulla luna. Voglio rinunciarci a favore della tangibilità di una vittoria della Fiorentina a Frosinone. Comunque capisco chi sminuisce l’arte informale, perché anche io non apprezzavo la matematica, e come chi non capisce l’astrattismo, io non capivo il motivo per cui il bambino che aveva 3 caramelle ne dovesse dare via 2. Anche la passera del resto può essere più concettuale, oppure privata di qualsiasi filtro interpretativo.





sabato 19 marzo 2016

L'ottimismo del correttore

Non è una scelta essere tifosi Viola. Pare invece che lo sia restarlo dopo il mercato di gennaio. Vergognoso e senza attenuanti per alcuni, addirittura preterintenzionale per altri. Ognuno vede un proprio scenario più o meno doloso, a seconda di sensibilità recondite, di supposizioni scondite, di scetticismo disperato. Niente di strano ovviamente, ci sono alcuni che davanti a una gran passera ti dicono "però devi vederla la mattina struccata" e sono fidanzati con uno scaldabagno. Poi c’è l’artista che in quanto tale da una lettura della realtà che va addirittura oltre, quella del poeta anche Oltrarno, e quindi anche la mia lettura del mercato di gennaio è come quella dell’artista in foto. E francamente dispiace che il mercato abbia procurato disagi psicologici che si trascinano ben oltre gennaio, fino quasi a sconfinare in aprile, quando invece sarebbe dolce dormire, e si dovranno togliere le gomme invernali. Un malessere diffuso che supera quello di chi va in ospedale a trovare qualcuno, poi esce e dopo aver pagato 12 euro di parcheggio lo ricoverano per un malore. Insomma, se il mercato di gennaio procura ancora fastidio dovete considerare che anche essere in vacanza significa che il Wi-Fi non funziona, ma che non ce ne importa nulla. Possiamo tranquillamente pensare che essere tifoso Viola è come essere sempre in vacanza. Tutti felici perché nati tifosi Viola, poi i figli dei vegetariani continueranno a nascere sotto un cavolo, e quelli dei carnivori li porterà la cicogna. Io comunque, a proposito di mercato, conservo erezioni per giorni migliori. E vorrei che anche voi foste meno sospettosi davanti a certe operazioni dell’ultimo giorno, del resto le coppie che si baciano la mattina presto non sempre sono amanti o lui si deve fare perdonare qualcosa. Essere sempre contro crea solo confusione alla fine, è un po’ come quando ce la danno perché sono troie, e quando non ce la danno allora sono troie. Così le confondiamo le donne. Io preferisco l'ottimismo del correttore, che se voglio scrivere Mastrota, lui pensa a Mastroianni. Mentre anche il Bambi è lì tutto il giorno, tutti i giorni, in tutti i luoghi e in tutti i laghi, come voi ad elencare a ritroso le operazioni sbagliate fino a Rebonato, e quelle mancate fino a Rumenigge. E se gli dici “si però Kalinic l’hanno preso”, ti risponde, “anche se inciampi sulla chitarra mentre leggi il bugiardino dell'antibiotico perché hai la bronchite può venire fuori una canzone di Morgan”. Morale della favola, anzi un consiglio; quello di tenerci stretti i Della Valle, e se siete hipster, di tenervi strette anche le persone che vi fanno radere.

venerdì 18 marzo 2016

Ossimori biondi

Voglio coinvolgervi in una ricorrenza per me molto importante, domani infatti fanno dieci anni che devo ricordarmi di portare le borse da casa quando vado a fare la spesa. Non so se questa è una problematica che riguarda anche voi, oppure se per voi il problema è solo Benalouane. Però mentre pensavate a godere sguaiatamente davanti alla televisione, io sono voluto andare oltre, non fermandomi solo alla facciata, e così rispondere anche a quelli che mi accusano di non aver voluto approfondire certe tematiche contrattuali sui franco-tunisini arrivati a gennaio. Insomma, dopo studi che hanno richiesto anche i tempi supplementari, posso dire con certezza che la struttura alare della Juventus non è fatta per vincere la Champions, ma loro non lo sanno e la giocano lo stesso. Perché andarci vicino alla fine vale solo se stai giocando a bocce. E poi si sapeva benissimo che Bayer ha sempre prodotto delle ottime supposte. Per quanto riguarda invece le vostre pur legittime rimostranze giornaliere verso i dirigenti Viola, vorrei precisare che menzionare qualcuno senza guardarlo negli occhi è da maleducati. So che mi risponderete “ma te dov’eri quando è stato acquistato Benalouane?”. Semplice, io non c'ero e se c'ero stavo fissando le poppe grosse della Beatrice. Perché a proposito di educazione io vado addirittura oltre, visto che è educazione anche spostarsi se sale una bella passera in tramvia e ti accorgi di intralciare la visuale a quelli seduti. E in questo periodo di confessioni, dopo quello di ieri, l’outing di oggi è che scrivo su questo blog con la speranza che prima o poi qualcuno mi paghi per non farlo più. Intanto, prima che arrivi il bonifico, sosterrò con forza che non può essere stato Benalouane a trasformarci da una squadra di ossiduri a una di ossimori, una squadra di chitarristi senza chitarra, di amanti senza cuore, con una difesa senza difensori, (ho trovato anche un ossimoro fotografico per rendere meglio l'idea) ed altri ancora tipo l'ultima volta che ho preso una donna da dietro mi è aumentato il premio dell'assicurazione. E poi certo che la Danimarca è il paese più felice del mondo, perché il marcio è arrivato tutto qua da noi (nessun riferimento ai DV arrivati a Firenze), e te ne accorgi quando ascolti notizie tipiche italiane come quella che Pupo è un malato di sesso, poi le notizie tipiche italiane sono come le ciliegie, una tira l’altra. Adesso si aprono scenari che Milinkovic-Savic, Salah e Benalouane a confronto diventano addirittura parametri per calcolare la felicità nel mondo. Perché le prossime ciliegie di Vignola saranno; Adinolfi malato di fitness e Brunetta malato di basket.




giovedì 17 marzo 2016

Come Trenitalia


Resto dell'idea che il lavoro più antico del mondo sia quello del leccaculo. Erroneamente se ne indica un altro, così come si pensa che Tello e Zarate non siano arrivati nel mercato di gennaio. Quelli che sostengono non quantificabile l’apporto di Zarate e Tello, solo perché altrimenti non si potrebbe screditare abbastanza quella finestra di mercato, sono gli stessi che sostengono che quella in foto è New York, Fifth Avenue. Io invece sostengo che quella sotto è San Paolo negli anni 60. E dopo aver fatto outing devo però anche dire che ho forti sospetti che tutti quelli che oggi mostrano grandi capacità nello smascherare trame societarie torbide, atte a depistare i leccacculo come me da un chiaro disimpegno, che mostrano capacità d’insegnare come si fa mercato, finanza, e sesso, poi non abbiano la stessa capacità di chiedere lo scontrino. Dico anche che questi pareggi sono davvero estenuanti, già devo scrivere per sdrammatizzarli, e poi devo anche cercare di difendermi tutto il giorno dai commenti che vorrebbero screditarmi. Sono stanco. Quindi se vedete scritto un mio commento dopo le 22.00 tipo Juve merda, vuol dire che io sono morto e che è l'assassino a scrivere sul blog. Se poi volete che scriva di un Cognigni responsabile di tutta una serie di quarti posti, sono anche disposto a farlo, a proposito del secondo lavoro più antico del mondo. Parola d'ordine "dica 33", e se volete la fattura "dica 43". Non voglio e non posso credere che la società preferisca davvero non andare in Champion per non investire, così come non credo nell'amicizia tra la carta di credito di un uomo e una donna. Siccome siete maligni ricercatori di trame segrete ai vostri danni, prima che vengano fuori certe voci che già circolano, dico subito che non è vero niente che io lavoro per il produttore dei vostri antidepressivi preferiti. Ricordatevi che qua faccio solo finta di essere intelligente, perché nella vita reale sono troppo bello per essere credibile. E poi non sono per niente tranquillo, do l’anima per questo blog ma so che voi puntate solo al culo. Mi rimane il rammarico per un progetto che si è incagliato e che non riesco a portare a termine. Volevo scrivere un libro su quelli che si vantano di dire sempre la verità, ma il titolo "Cent'anni di solitudine" era già occupato. Anche il Bambi comunque è del vostro avviso, per lui la Fiorentina è come Trenitalia, in Champion non ci vuole andare, e i treni tardano di proposito qualche minuto anche quando potrebbero arrivare in orario. Così, per tenerci tutti sulla corda, Champion o Europa Leaugue? E alla fine ci vuole sempre qualcuno che prenda l’iniziativa e faccia il primo passo per stoppare tutte ‘ste polemiche che ci sono tra di noi. Facciamo come Giorgia Meloni: "Mi candido e stasera vado ad abortire”.





mercoledì 16 marzo 2016

Sono solo un leccavalle

So di essere solo un povero leccavalle quando dico che la presunzione del tifoso di calcio che solo perché s’interessa alla materia pensa di capirne più di chi lo fa a buoni livelli, mi ricorda la sindrome dello studente di Medicina che pensa di avere i sintomi di ogni patologia che sta studiando. Poi siccome nel calcio si parla sempre più della parte economica, mi intimorisco davanti a chi frequenta CDA, siano loro i DV o i tifosi non leccavalle, e non frequentano invece i lampredottai come me. Da leccavalle impunito dico anche un’altra cosa impopolare; parità dei sessi un cazzo! Lei paga l'estetista per la ceretta e io pago la cena. Io che sono maestro del dripping, non mi sognerei mai di misurarmi con Annigoni nel ritratto, e da “leccavalle” invidio Picasso perché non ha mai avuto un periodo marrone. Si, sono un leccavalle senza spina dorsale, insomma, niente strategie, niente tattica, niente ambizioni. Sono di quelli che ancora vociano quando passa una bella ragazza, e se una di queste cerca rimedi per "quel fastidioso prurito intimo", non mi spaccio per uno che ha fatto il Supercorso di Coverciano, pane al pane e vino al vino, propongo l’unico rimedio che il povero leccavalle conosce; quello di grattarsela. Ho talmente paura che i DV se ne vadano che non faccio più nemmeno prevenzione, invidio gli indipendentisti della passione Viola sempre sul pezzo a difesa della propria storia infangata, non come me che mi lascio andare alla risata contagiosa tipica dei leccavalle quando si vince, anzi, visto che è contagiosa loro si fanno persino il vaccino. Il leccavalle è impreparato e per questo si affida, non ha la capacità di  leggere una partita e per questo si fida. Non sogno mai che se ne vadano, neanche di notte m’interessa riconquistare la dignità, e me ne frego se mi ridono dietro anche i tifosi milanisti. Sono un irresponsabile lecchino anche della fase Rem, dove invece di una nuova proprietà agogno la memoria degli elefanti per non dimenticarmi più il pin del bancomat. Anche da questo mio outing emerge forte la tristezza del leccavalle, non andrò mai a pranzo da Giannino con Galliani a parlare di un nuovo talento, starò tutto solo a casa, pizza per pranzo, e alla TV un film di Lando Buzzanca. Ho cercato nei meandri più reconditi della mia inferiorità, un punto in comune con gli indipendentisti della passione Viola, che mi potesse riabilitare anche solo per induzione. E alla fine l’ho trovato e festeggiato con una bottiglia d’acqua Fiuggi in vetro. Leccavalle e non ci sentiamo molto delle creature mitologiche: metà uomo, metà brutto presentimento sul calcio d’angolo a favore del Verona.




martedì 15 marzo 2016

Ci ha fregato il sonoro


Il pareggio con il Verona ci ha detto che trovare un dirigente in grado di acquistare un difensore è diventato come per una donna trovare un uomo carino, gentile e sensibile. Quei pochi che c'erano hanno tutti il fidanzato. Purtroppo nel momento topico del campionato emerge la stagionalità delle nostre carenze. Molti le addebitano ai Della Valle, io alla Rita, visto che ogni volta che ha finito di lavare il pavimento del bagno, realizzo di starmi per pisciare addosso. Una volta se non ti compravano il difensore a gennaio, che poi avrebbe marcato Pisano a marzo, avresti messo una testa di cavallo sotto casa del Cognigni di turno. Internet ha proprio ammazzato la poesia. Ormai per riguadagnare qualche consenso, Diego dovrebbe scendere in politica e legalizzare il parcheggio in doppia fila. Certo non servirebbe a chi sognava di diventare ricco, famoso e di comprarsi la moto da 300 all'ora, e invece va in ufficio su uno Scarabeo del '97. Perché poi un buco per un motorino lo si trova sempre nel viale dei Mille. Senza contare che quelli con il doppio cognome vanno mandati affanculo due volte, e questo a Firenze da noia, perché siamo tirchi anche con le offese. Ci sono molti metodi nel calcio per capire se chi fa mercato è la persona giusta, e i DV evidentemente non applicano quelli giusti, altrimenti non sarebbe mai arrivato Benalouane. Ci vorrebbe gente di calcio e non ragionieri, ai tempi di Italo Allodi infatti gli uomini di mercato si sceglievano se nel bagagliaio dell'auto, di scorta non ci tenevano la ruota, ma la birra. Oggi le metodologie sono cambiate e si selezionano dirigenti dopo che hanno finito di montare mobili dell'Ikea, ma solo se non è avanzato neanche un pezzo. Trucchi del mestiere che aiutano anche nella vita di tutti i giorni. Il Bambi per misurare la carica sessuale di una persona usa un semplice criterio: lecca via lo yogurt dal coperchio oppure usa il cucchiaino. Ritornando per un attimo alla partita col Verona si vocifera che il pareggio sia dovuto al desiderio di spiazzare il destino da parte di Sousa, mettendoselo nel culo da soli. Mentre l'Europa vola su Marte, preoccuparsi della sciatalgia di Benalouan no eh? Forse Renzi in collaborazione con Telethon annuncerà di aver sconfitto la malattia entro la fine del mese. Un tempo avrei condiviso le vostre espressioni stralunate e tristi al bar, e apprezzato la mimica con la quale vi sareste sforzati di raccontare anche meglio di Buster Keaton l'insofferenza verso i DV. Perché magari non si sarebbe nemmeno capita. Oggi che non è più il tempo del muto, ma quello del rumore assordante della Rete, purtroppo si capisce tutto di quello che dite (o quasi). Alla fine vi sembrerà persino di essere ganzi, sempre a sbraitare contro la dirigenza, a tutte le ore del giorno e della notte, come Fedez del resto. Vi dice bene solo che come vicini non avete Olindo Romano e Rosa Bazzi.



lunedì 14 marzo 2016

La partita che non esiste


Il mistero sulla formazione ci accompagnerà fino a Frosinone, ancora più incomprensibile di quello delle primarie del PD a Napoli, quando alle 12 alle erano andati ai seggi in 8 mila con un motorino. Quale il motivo, che già senza Badelj e Vecino, abbia fatto rinunciare anche a Kalinic, Ilicic, Bernardeschi e Gonzalo, non lo sapremo mai. Solo ipotesi, la mia è quella del turnover per una partita che non esiste, che poi generi la peggior Fiorentina dell’anno, imprecisa, farraginosa, e lenta, incapace di gestire il vantaggio contro l’ultima in classifica, e con 180 ripartenze concesse da un avversario costretto a sbilanciarsi per recuperare, è solo lo scotto che bisogna pagare quando le manifestazioni che non esistono sono tante, la rosa inadeguata, e 10 giorni per recuperare non sono sufficienti. A chi mi accusa di non fare mai un analisi tecnica, oggi rispondo provando a risolvere almeno il mistero di queste scelte del Mister, che comunque difendo malgrado la sciatalgia, per il gran campionato di cui ha meriti evidenti. Dopo il 4  a 1 di Roma il tecnico però ha perso serenità, e a volte per vivere sereni bisogna prendere decisioni estreme. Lui ha fatto la formazione che ha fatto così come io ho iniziato a usare i calzini spaiati e a fottermene. Insomma, prima di questa partita ero sicuro che Sousa fosse un tecnico in gamba, poi ho scoperto che in fondo alla gamba c’era il risvoltino. Il problema adesso è che se la formazione titolare scenderà in campo per la partita che non esiste, sarà ancora turnover con il Frosinone. Quindi forse anche il turno di Blaszczykowski, Kone e Satalino. Del resto mica sempre le cose fatte come da manuale sono perfette, quando ci si mette la sciatalgia a impedirti di utilizzare il giocatore migliore, e malgrado le uniche cose che funzionano siano arrivate proprio da quel mercato utilizzato invece per screditare. Si dice che anche sulla musica di avvicinamento al Franchi ci sia un mistero da svelare, sembra cioè che Paulo, invece del solito Bruno Mars, questa volta abbia preferito Bruno Bounty. Maledetta sciatalgia che ha colto in blocco la difesa su quel calcio d’angolo, subdola e contagiosa come la meningite di tipo C. Mentre al Bambi, impossibilitato a vedere la partita, che mi chiedeva come fosse andata, ho saputo dire solo come quando devi fare benzina, salti un distributore, poi un altro, poi un altro cercando il prezzo migliore. e alla fine fai il pieno dov'è più caro. So che oggi è la giornata ideale per rinfacciarmi certi comportamenti troppo goderecci tenuti durante la stagione, del resto sognare è solo da incompetenti e non da tifosi Viola, specie lo scudetto quando sei primo e giochi il miglior calcio. Chiedo scusa, se a novembre avessi dato retta ai tifosi prudenti che invece sognano sempre con il freno a mano tirato, oggi avrei potuto parcheggiare in salita anche questo pareggio squallido. Pazienza, ma pur rischiando di bruciare la frizione per ripartire senza il freno a mano da una domenica in Costa San Giorgio, non rinnego il passato, anche se preferisco la pasta al forno.




domenica 13 marzo 2016

Tutti uguali

Gli anticipi sono una cosa seria, il venerdì comincia la Juve che deve giocare martedì in Champion, e il sabato sera tocca all'Inter che ha il solito puttan tour del mercoledì. Oggi tocca a noi contro il Verona per mantenere almeno intatto il distacco dalla Roma, che poi sabato giocherà proprio contro l’Inter. E fino al Milan la speranza è quella di un posto in Champion. Speranza che in questo momento è ciò che fa sopravvivere soprattutto la Roma e le milanesi nelle situazioni più difficili, quelle dei debiti fino al collo, altrimenti non gli resta che premere il pulsante del semaforo pedonale pensando che funzioni. Questa storia poi d'insistere nel sostenere che anche il Milan è in lotta per il terzo posto, quando sono ben nove i punti di distacco dalla Roma, rasenta il luogo comune. Penso ai tanti milanisti smarriti come quando una donna dice loro “Uomini: tutti uguali”, e non sanno più se essere felici perché vengono reputati degli Alan Delon o offesi perché gli vien dato dell'Alvaro Vitali. Ieri intanto, per stemperare la tensione da terzo posto, mi sono immerso nel percorso gastronomico di “Taste” alla Leopolda, senza remore e pregiudizi, dal Pata Negra alla cedrata Plose. Perché bisogna sempre essere pronti a offrirle uno Chateau Lafite-Rotschild per iniziare una serata, e se poi capisci che ha le mestruazioni, virare subito su un Tavernello. E perché non rimane aperta solo la lotta per il terzo posto, la scienza non ha ancora spiegato il connubio tra le dita che hanno toccato il peperoncino e il prurito all'occhio. E ancora più importante, quasi un mistero che penso possa trovare un qualche riscontro anche tra le vostre esperienze di tutti i giorni, perché sono sicuro che anche voi avrete avuto la sensazione che di notte entri in casa Hulk a stringere la caffettiera.





sabato 12 marzo 2016

L'algoritmo

Ci sono sempre più analogie tra calcio e sesso. Il calcio è più parlato che giocato, come ormai il sesso brucia più giga che calorie. Intanto dopo avermi svelato il metodo che usano i guardalinee per bloccare l’istante esatto della partenza del pallone, e contemporaneamente controllare la posizione dell’ultimo uomo, ne ho sviluppato uno mio ad hoc applicandolo alle mie esigenze. Andando sempre in giro, grazie a questo algoritmo della memoria visiva, ho potuto mettere a punto un sistema che mi permettesse di guardare le persone che escono dai bagni degli Autogrill senza lavarsi le mani. Li guardo archiviandoli visivamente, perché non si sa mai che un giorno si presentino. Lo dico nel caso che a qualcuno interessi la possibilità di scaricare l’algoritmo. Poi ho anche capito del perché ve la prendete sempre con Cognigni, è un po’ come le felpe col cappuccio di Tommaso, ne può avere anche 100, ma poi quando esce si sente a suo agio sempre con la stessa. Io invece altro che felpa, da quando ho cominciato ad aprire gli occhi prima del suono della sveglia, ho capito di essere diventato grande. Successivamente da quando mi è cominciato a succedere anche il venerdì ho capito di essere proprio vecchio. Sarà per questo che apprezzo ancora la classifica, perché adesso è arrivato il momento della vita in cui faccio l’album di duetti. Poi manca solo il best con la London Symphony, e fare l’ennesimo parallelo Prandelli-Montella-Sousa di fronte al fatidico momento del salto di qualità. Insomma, come t’incolpo la società che ti tarpa le ali. Ma attenzione, si fa presto a dire che la società si tira indietro al momento di spiccare il volo perché il suo intento è solo quello di galleggiare, come troppo faciloni sono quelli che oggi associano la Sharapova al doping. Attenzione che le bionde, un metro di femore, poppe piccoline, culo sodo, hanno un metabolismo diverso. Ombre lunghe insomma su queste teorie semplicistiche. E non rispondo nemmeno alle provocazioni di chi dice che Renzi ha dichiarato che la Salerno - Reggio Calabria è quasi finita, partecipando all'inaugurazione di una galleria. A Salerno. Sono i soliti disfattisti del mercato da pezzenti. Del Banalouane ancora infortunato (poi quando farà il gol qualificazione Champion allora capiranno). E a proposito di metodi, dopo quello per allenare la memoria visiva che grazie all’algoritmo scarta le immagini di quelli che si lavano le mani dopo aver pisciato, ve ne rivelo uno questa volta gratis. Se volete fare bella figura con le donne potete sempre comprare dei preservativi, poi comprarne altri nello stesso posto il giorno dopo, per far credere alla farmacista di aver trombato. E oggi che mi sento così propositivo, ve la butto là, ma non è che alla fine, voi che abbasso Cognigni, io che viva Cognigni, per trovare un punto d'incontro sarebbe sufficiente andare alla Coop? Io m’avvio.



venerdì 11 marzo 2016

Tutti insieme...

Dopo le serate di coppa possiamo dire a proposito di Libia, che due ostaggi italiani uccisi e due liberati, è un pareggio fuori casa? Una giornata quella di ieri che ricorderemo anche perché dopo Cristian e Chanel, e prima di Batman, è nata Isabel Totti, a dimostrazione che il capitano giallorosso non riesce a finire i nomi, figurarsi una partita. Si dice infatti che sia entrato in sala parto gli ultimi dieci minuti. Mentre “chi giocherà domenica a centrocampo” ha superato nel tardo pomeriggio la domanda che si fa ai bambini “vuoi più bene al babbo o alla mamma?” Scusate se oggi non ho notizie su Cogngini, ma sono rientrato tardi, e in più era una notte così buia che non si capiva nemmeno se era tempestosa, oppure era solo il rumore della centrifuga. Per onestà trovo che parlare di Benalouane sia solo un modo per non parlare di quello che c’è dietro veramente, non si parla cioè della piaga degli ombrelli che non possono entrare negli stadi senza copertura, così come nessuno parla della piaga dei migranti italiani che fra poco invaderà Formentera. Quante telefonate riceviamo ormai senza più farci caso, voglio invece fermarmi un attimo e ricordare 140 anni fa la prima telefonata: "Buongiorno, sono Silvia di Carbone e energia". Mentre è già partita la macchina del fango, e questa volta non c’entrate ne voi, ne Cognigni, perché il capogruppo M5S di Alessandria sorpreso a rubare in palestra. sono convinto che avrebbe rendicontato tutto. Ieri è caduto anche l’ultimo diaframma della Mormanno Nord, poi la festa in galleria, un momento per non ritrovarsi a mangiare sempre nella solita mensa del Campo Base, che comunque è sempre meglio dell'uomo con la borsa porta pranzo, che ha lo stesso fascino dell'Orso Yoghi con il cestino del pic-nic. E immancabili arrivano i primi problemi di coppia tra il Bambi e la sua nuova compagna, mi ha chiamato sfogandosi, lei gli ha chiesto di abbassare la televisione perché non sentiva bene l'aspirapolvere. E poi lei fuma in bagno. Intanto voglio fare gli auguri alla Rita  per dimostrare che mi ricordo di lei tutto l'anno e non solo l'8 marzo. E per una volta cantiamo, non lo abbiamo fatto mai, come se fossimo sul pullman che ci porta in gita. Tutti insieme; “Chi fa la poesia Chi solo ironia Chi ti insegna la vita Chi w la figa Chi no compromessi Chi foto nei cessi Ma la Riblogghita è sempre più blu”.




giovedì 10 marzo 2016

Come vi dopo il blog

Checché ne dicano i contestatori seriali, tra i più grandi gesti d'amore c’è Giulietta che muore per Romeo, Jack che si sacrifica per Rose, io che cedo l'ultima fetta di pizza alla Rita, e Cognigni che ci regala Benalouane. E visto che bene o male siamo una comunità tipo quella di San Patrignano, mi piacerebbe che invece di fare sempre le pulci a chi è maestro conclamato di economia domestica (nella foto i soldi che Mario nostro ha accumulato grazie alla rescissione del contratto di Jakovenko e all’installazione di nuovi miscelatori a risparmio idrico nei bagni del Franchi), ci fosse qualcuno che aiuti quelli come me che usano il deodorante spray, in modo che la mattina non mi si ibernino le ascelle. Martedì intanto c’è stata una strana coincidenza che è venuta fuori solo ieri grazie a un fuorionda di Spalletti, che riferito alla partita contro il Real in concomitanza con la festa della donna, nel vedere l’allenatore spagnolo in zona mista ha esclamato; ”sono passati ormai 9 anni ma la sorella di Zidane è sempre zoccola”. Oggi Matteo Renzi sarà a mettere il cappello sulla Salerno - Reggio Calabria, dopo averlo già poggiato sulla Variante di Valico, e sul nuovo stabilimento Laika. Quello di oggi però mi tocca particolarmente perché si tratta di un cantiere che conosco molto bene, una conferma che la Destra e la Sinistra sono categorie ormai superate. Ora al posto della Sinistra ci sono soprattutto infrastrutture (gallerie e viadotti) mentre al posto della Destra c'è un grande centro commerciale. Se non fossi a Bressanone sarei andato a Mormanno e mi sarei messo dietro Matteo con una penna e un taccuino facendo finta di prendere appunti. Quelli che ho comunque preso su di voi in questi anni, individuando quel  modo severo di valutare le scelte societarie, direi il lato femminile della vostra personalità. Certe mattine mi ricordate quelle donne davanti a un abito: non gli piace, ma se gli piace, veste male, se gli piace e veste bene, costa troppo. Se gli piace, veste bene, costa poco, allora non gli piace più. E di questo i vostri familiari dovrebbero essere messi al corrente. Se foste meno fiscali apprezzereste di più anche i campionati che non ti saresti mai aspettato, come quando le chiedete di mostrarsi a 360 gradi e lei si mostra 4 volte a 90, non vi dovete incazzare con Cognigni, ma approfittarne. Sennò la prossima volta che accusate l’economo non solo di essere di Civitanova, ma anche di essere davanti a Milan e Inter, vi regalerò la mimosa. Meglio il Bambi allora che ha festeggiato la festa della donna scegliendo solo la categoria lesbo su Youporn. Poi per riempire quelle giornate del blog che vedono scarsa partecipazione e quindi pochi commenti, prendo spunto dalle Primarie del PD a Roma. Farò come loro che per aumentare i dati dell'affluenza sono state aggiunte 2.000 schede bianche e qualche centinaio di schede con cazzetti.




mercoledì 9 marzo 2016

The day after shave



Per me la mimosa puzza, quindi se le amate davvero spero vi siate presentati con un mazzo di borse e di scarpe. Il carrozziere di via de’ Serragli per esempio è sempre il primo a fare gli auguri, perché le ritiene fondamentali per il suo lavoro. E gli rende merito tutto l'anno disseminando l'officina di calendari che le mostrano come mamma le ha fatte. Io invece, specie dopo le parole maschiliste di Agroppi a proposito della donna di Bernardeschi, per una volta, ho esclamato “puttano Adamo” dopo aver trovato la multa sul parabrezza. Poi penso a quei due ragazzi che hanno ucciso senza motivo: il razzismo, la religione, i soldi, Cognigni, e appunto la passera, cosa li abbiamo inventati a fare? In quanto all’ottimismo, mi piace quello di certe donne, di quelle che anche se hanno un periodo nero, pensano a che colore di scarpe abbinarlo. Mentre mi viene da dire che ieri non è stata tanto la giornata dell’allenamento a porte aperte, quanto invece quella che i tifosi ricorderanno per aver chiesto alla propria donna, prima che uscisse, di spiegargli come funziona la lavastoviglie. E’ indelicato dirlo oggi perché sembra che abbia lasciato passare proprio la loro festa per sottolineare uno dei punti deboli più risaputi, ma del resto la Sharapova assumeva quel farmaco quando era ancora legale, e come succede a molte donne è stata la ritenzione idrica a fregarla. Comunque l’importante è che non abbia fregato il mondo con i cosmetici. Oggi anche se sono solo in transito, con la mente penso all’emergenza centrocampo, e mi chiedo che fine abbia fatto Diakhate, con il forte sospetto che sia stato dato in cambio di Benalouane, magari con una firma di Mencucci. L’ultimo pensiero associato al primo chilometro è comunque sempre per loro, a tutte quelle donne che volevano entrare gratis agli Uffizi e le hanno chiesto un documento. E fossi in voi non me la prenderei nemmeno tanto se lei alla fine vi tradisse, del resto è proprio uno studio a confermare che la monogamia non è naturale fra i mammiferi. Quindi se fosse fedele, o sarebbe malata o sarebbe un pinguino. Con l’aggravante che parlare sempre male di Cogngini è come gettarla nelle braccia di chi invece ne parla sempre bene.




martedì 8 marzo 2016

Fiscali peggio di un economo di Civitanova

Alla fine abbiamo appurato che avrebbero fatto comodo un difensore e un centrocampista più forti di Benalouane e Kone, meno dirigenti ma più competenti di quelli attuali, e la maglia blaugrana. Non è per vantarmi e per volermi spacciare da Ciro Vestita, ma allora anche assumendo dodicimila calorie in sole 8 ore avrei terminato la mia dieta settimanale. Oppure andando più veloce senza rispettare i limiti di velocità arriverei prima dal punto A al punto B (che non sono due fermate della tramvia). Del resto chi è che non vorrebbe il meglio per i propri figli, a parte me che invece ho sempre detto a Tommaso di non leccare il coperchietto dello yogurt. Io che non solo mi accontento, ma che mi sembra anche di godere, e capisco perfettamente quanto sia difficile per voi convivere giornalmente con una persona positiva come me, capace di trovare grandi meriti di Cogngini anche nei risultati fin qui conseguiti dalla squadra. Ricordo che una volta fui addirittura mollato dall’Angela, esasperata proprio dal fatto che riuscivo a trovare sempre un motivo per farla sorridere. Temeva insomma il comparire delle rughe d'espressione. Basta però che ci sia coerenza nel vostro ostracismo verso l'operato della società, sarebbe davvero una delusione forte se venissi a sapere che siete gli stessi che si lamentano della globalizzazione e della chiusura delle vecchie botteghe, e poi comprano tutto su internet. E comunque stride come il gesso sulla lavagna, lo scetticismo che vi prende alla gola, con la classifica che sembrerebbe figlia di un operato mirato. Così come “la stanza di Van Gogh ad Arles”, stride con il contrasto tra l'estrema povertà dei mobili e i Van Gogh alle pareti. Mi si accusa poi di non trattare nella maniera dovuta gli utenti, a differenza di altri luoghi dove invece la classe e lo stile regnano sovrani. Vorrei allora invitarvi tutti a prendere l’aperitivo in via Sant’Agostino dove l'eleganza nel sollevare la gamba destra, strizzando leggermente gli occhi e arricciando la fronte, è un classico prima di mollare una scorreggia al bar. Ma lo capisco bene, perché in noi convive una realtà parallela nella quale facciamo inconsciamente il tifo per il Barca, perché fin da piccoli ci hanno fatto credere che quando ci facevamo male passava tutto con l'alcol. E poi non abbiamo più smesso. Rimango dell’idea che sia profondamente ingeneroso rifarsela con l’economo di Civitanova solo perché ha cercato di portare a Firenze un difensore, individuando Benalouane all’ultimo minuto. Vorrei vedere se uno rendesse pubblico quello che cercate voi su Google. Insomma mi sembra eccessivo che vi lamentiate sempre, anche quando non vi mandano affanculo o vi offendono la mamma. Con Cognigni siete fiscalissimi, mentre quando andate al ristorante e il riso è una merda, il coniglio una merda, il vino una merda, la cameriera una passera. Il giorno dopo ci tornate.



lunedì 7 marzo 2016

Piove pastella su Casette d'Ete

A proposito di quanto scritto ieri, egoisticamente spero che Salah non venga squalificato, per salvaguardare il nostro posto di lavoro sugli spalti. In modo che il ruolo di tifosi credenti non venga svilito da una sentenza che aprirebbe di fatto la cassa integrazione straordinaria. Insostituibili come crediamo di essere, lo stesso insostituibile contributo che diamo alla preparazione del pranzo della domenica quando grattiamo il formaggio. Voglio continuare a credere che il tifoso sia ancora la parte speciale di tutto il movimento. Mentre la sentenza che temo di più, è quella che nella motivazione ci spiegherebbe che solo un rifiuto è considerato davvero speciale. Nell’ipotesi peggiore quindi, ognuno potrà reagire come meglio crede, si può rimanere tifosi lo stesso, oppure prendere atto che non serve rimanere parenti con quelli che cambiano stazione all'autoradio mentre c'è la tua canzone preferita. Del resto la vita è così, anche la birra prima o poi va pisciata. Ci adatteremo mai a un’ingiustizia? La risposta è si, non a caso per far sesso con una tedesca venuta a Firenze come turista, il tifoso d’Oltrarno deve procurarsi un adattatore. E poi Youporn ha già fatto molto contro il razzismo. Mi scuso se in questi giorni faccio simili riflessioni, che solo apparentemente sembrano slegate dall’esigenza primaria di pretendere una proprietà migliore. Quindi ho anche pensato che il modo più rapido per far diventare i Della Valle persone più buone, sarebbe quello di far piovere pastella e olio bollente da frittura su Casette d’Ete. Comunque qualsiasi cosa succederà al calcio, il vero tifoso uomo non deve piangere mai, come quando si fa la ceretta a strappo. Così come le tifose donne non devono fingere mai l'orgasmo con noi tifosi dellavalliani. Tanto non fanno in tempo. Noi che apprezziamo il lavoro della società e quando vogliamo farle godere moltissimo a letto, le lasciamo dormire. Poi per regolamentare gli argomenti trattati sul blog, ed evitare gli abusi, sto pensando di proporre l'alcol test per coloro che già dai primi commenti scrivono male di Cognigni. Smettere si può! Pensate che io una volta sono stato più di un mese senza fare sesso. È successo quando avevo tutte e due le braccia ingessate. Non dico di arrivare a tanto, ma anche una semplice artrite alle mani potrebbe aiutarvi a rallentare il ritmo. Non c’è solo Cognigni o il Milan di Galliani, c’è anche il lunedì, le cartelle di Equitalia, i programmi con Milly Carlucci, il vino che sa di tappo, la pasta scotta. Stamani proprio per distogliervi dall’ossessione vi lancio un tema che riguarda l’alimentazione, noi così sempre attenti al colesterolo, sperando di spegnere la spia della riserva accesa fissa di certi vostri pensieri. Confidando anche su un calendario che è in discesa, come si nota dalla foto meglio ancora di mille parole. Quelle che alla Coop hanno i bambini nei carrelli, e alle quali solitamente guardate solo il culo, vi siete mai chieste invece che cazzo di diete seguono?





domenica 6 marzo 2016

Comunque fischiettterò lo stesso



Ognuno si tiene i suoi strascichi, e a me della sconfitta di Roma rimane soprattutto la paura della sentenza Fifa, tra i gol di Salah e il suo procuratore che ci prende per il culo. Strascico che mi porto dietro con un portamento spaesato, senza l’aiuto di una damigella, anzi, piuttosto con la paura di aver presto bisogno di una damigiana. Per dimenticare la sentenza. Perché sono almeno tre le cose che non tornano mai indietro; una parola dopo averla detta, la passione per un calcio non più credibile, e un libro che abbiamo prestato. Forse anche un sasso dopo averlo lanciato. Non sarà una consolazione, ma nel caso di una squalifica dell’egiziano (che nel frattempo falsifica un campionato deciso anche dalle sue giocate), mettermi una mano sulla spalla e dirmi "dai retta a me che sono un coglione", sarebbe almeno un grandissimo atto di trasparenza e sincerità da parte di Ramy Abbas. Certo non sarà più sufficiente a farmi seguire il calcio come una volta, del resto di inseparabili ci sono rimaste solo le fette di prosciutto nelle vaschette del supermercato. Sarà un calcio senza più sentimento, che potrà anche accontentare chi sostiene che è sempre meglio di niente, come ricevere del sesso senza sentimento è meglio che ricevere dei sassi con sentimento (quelli di una delle cose che non tornano mai indietro). No, il calcio non sarà più lo stesso, insomma, come quei dolci che sembrano pieni di gocce di cioccolato, poi ti avvicini e invece è uvetta. E poi certe sentenze potranno levarti anche tutte le certezze della vita, ma non che il panino va inzuppato nel brodo di cottura del lampredotto. Dopo quante volte che ripetiamo a noi stessi "poteva anche andare peggio”, possiamo affermare che il calcio sta andando veramente a puttane? Forse hanno aspettato marzo così potranno dirci di non fare troppo caso alla sentenza, perché marzo è notoriamente pazzerello. Forse andrò al cinema più spesso la domenica, sempre a farmi dare dello stupido, ma almeno da una che mi bacia. E se la delusione mi porterà ad attraversare un brutto periodo, lo farò sulle strisce, così mi dovranno ripagare per avermi sdraiato la passione. Durante la giornata fischietterò lo stesso, anche se non sarà più un sintomo di felicità, ma saranno canzoni di Masini.








sabato 5 marzo 2016

Oggi a me, domani e ieri a te


E’ successo veramente di tutto in un primo tempo condizionato pesantemente da errori arbitrali, infortuni a uomini chiave nella prima mezz’ora, la sfortuna della deviazione di Astori in occasione del raddoppio. In più c’era anche la Roma, che malgrado tutto ciò ha anche meritato di vincere. E’ successo talmente di tutto che sono rimasto attonito, senza neanche la forza di chiedermi cosa stesse succedendo. Come quando invece l'episodio, anche se altrettanto strano, fu però solo singolo e riuscì a chiedere alla mamma se la nonna faceva parkour, eravamo nella casa al mare di Civitanova, e quel “no” mi fece capire che allora la nonna era caduta dal balcone. Perché di peggio che cosa ci poteva succedere nella prima frazione di gioco? Niente direi, considerato che la Perugina aveva già smesso di fare le caramelle Rossana prima del match. Così la partita si è spaccata, è affiorata la stanchezza mentale, dopo che l’inizio era stato persino promettente, ritrovandoci a raccogliere la strisciolina di polvere che rimane davanti alla paletta, finendo con l’avanzare fino a raccogliere la goleada in fondo al corridoio. Nel secondo tempo tutto molto più tranquillo, solo il fallo da rigore di Nainggolan su Badelj. Note positive; Tello, impressionante il suo spunto nei primi metri. Attenuanti molte, compreso il calendario che ci ha costretto a giocare solo tre giorni dopo la partita con il Napoli. E anche responsabilità, molte, che riassumo in maniera cumulativa nell’atteggiamento della squadra. Forse anche le scelte di Sousa, che vedono Bernardeschi e Ilicic in chiara flessione, preferiti a Tello e Mati Fernandez, sbagliate come quella del Giudice Sportivo che non ha accolto il ricorso per la squalifica di Zarate. Come consolarsi allora, facile, ho inseguito tutta la vita una vittoria contro la Roma all’Olimpico, che ci lanciasse verso la vetta della classifica, senza sapere che la vera felicità era un parcheggio libero nel pomeriggio, a meno di 5 chilometri dall'ufficio. E diciamo anche che adesso il calendario ci sorride, mentre la Roma dovrà scornarsi con tutti i suoi simili. Visto che sono ricominciate le immancabili polemiche per la campagna acquisti di gennaio, che mi annoiano sempre un po’, ho preferito lanciare una petizione affinché i dentisti non inizino a trapanare prima che l'anestesia abbia fatto effetto. Lo trovo molto più funzionale alla vita di tutti i giorni. Cerco cioè di allontanarmi dalle solite critiche preconcette, per dimostrare che tra di noi non c’è complicità, prendo insomma le distanze, perché mentre voi guardate la partita con gli occhi rossi tipici di chi si fa le canne, i miei sono solo rossi da file Excel. Poi la ricca risata dell’agente di Salah su Twitter  per prenderci in giro, mi ha fatto pensare “oggi a me, domani e ieri a te”, in quanto in un precedente Twitter, Ramy si chiedeva come mai tutte le donne di casa sua andassero in giro con i jeans strappati sulle ginocchia, e un tifoso Viola gli ha risposto “vota anche te NO ai pompini inginocchiati".





venerdì 4 marzo 2016

Giovamento unilaterale

A La Spezia trofie. E poi come si dice; “lontano dagli occhi lontano dal cuore”. Mi spiego meglio. In questi giorni un po’ raminghi, nei quali non sono riuscito a leggere i vostri commenti, sono stato molto meglio. E per questo capisco anche chi di voi non legge gli editoriali, in una sorta di terapia disintossicante. Diciamo pure che evitarsi genera un giovamento unilaterale. Il beneficio che ne ho tratto spero non venga percepito da voi come un’offesa personale, perché in fondo sono convinto che non siete neanche cattivi, ma il fatto di infamare componenti della società con una certa continuità, è solo la dimostrazione di una mancanza di maturità. E oggi che sono presente soprattutto a me stesso, vi invito a intervenire se vi riconoscete in questi due atteggiamenti tipici di chi ancora non ha terminato il suo percorso di crescita. Potrete così realizzare facilmente di non essere cresciuti abbastanza soprattutto da due cose: “ti infili le scarpe già allacciate”, e “non riesci a scendere le scale se non di corsa”. Se vi riconoscete almeno in una di queste situazioni, capirò che non siete in malafede quando date di incompetente o di omosessuale a quello o a quell’altro. E se non foste così infantili da infamare quotidianamente qualcuno, vi chiederei cosa ne pensate dei 18 anni di carcere a chi fugge nel caso dell’omicidio stradale (e del femminicidio stradale niente?). A me sembra un po’ eccessivo, come le 3 giornate a Zarate, o le 5 di Milano. A questo punto conviene sparare ai testimoni, tanto poi tra il rito abbreviato e la buona condotta, sono sempre molti meno di 18. E a proposito di assassini, per i vegani è Cracco uno dei più spietati, dopo che ha cucinato un piccione. E penso che se fossero venuti a pranzo da mia nonna Zaira, l’avrebbero accusata di genocidio. Per tornare invece al recente viaggio in Sicilia, oggi vi mostro una foto che evidenzia la grande sensibilità nel disincentivare la pigrizia o l’assembramento di persone, che poi è sempre occasione per parlare male di Cognigni, a favore di un interpretazione molto più dinamica del quotidiano. Il fatto che sono stato da altre cose distratto in questi giorni, comunque non mi esime dal denunciare l’ennesimo scandalo ai danni dell'Inter e del povero Mancini. La Juventus infatti batte tutti i record e va in finale di coppa Italia grazie a ben cinque rigori inesistenti. La cosa grave dei due pesi e due misure (Perisic-Cuadrado/Zarate-Murillo), non è tanto che all’interista hanno dato solo un ammonizione, ma è soprattutto il cattivo esempio che dà il giocatore nel mettere le mani al collo dell’avversario senza essersele lavate dopo aver usato il bagno del Meazza. Mentre il povero Zarate gioca addirittura con l’Amuchina-gel-igienizzante-mani nella tasca dei pantaloncini. Se poi dico che stasera mi accontento di vincere solo uno a zero, è perché esprimere desideri facili da realizzare mi consente di non mettere mai in difficoltà le stelle cadenti.

giovedì 3 marzo 2016

Tutto nella Norma, compreso il pepe.

Di Zarate e dell’Inter eliminato in quel modo dalla Juve ho saputo ieri sera sul tardi dopo l’ultimo atterraggio in una Firenze piovigginosa, ma posso lo stesso dire che rientra tutto nella Norma. Così come per farne una versione corretta ci vuole sempre la melanzana fritta. E lo dico con la consapevolezza di chi fa ritorno proprio da Catania dove quella fusione di sapori tipicamente mediterranei ha origine. Circa la mancata riduzione della squalifica di Zarate si recrimina per una sostanziale difformità di giudizio, aggiungo solo, che se dovevano profumare si sarebbero chiamati "ciclamini" e non "piedi". Difformità di giudizio che ho sempre odiato e per questo combattuto con tutto me stesso. Ogni volta infatti che passo davanti a una palestra penso "ma guarda che bravi, quasi quasi", poi passo davanti al fornaio e penso la stessa cosa. Oppure, io non so voi, voi non sapete me, siamo pari. E poi per ribadire una visione del mondo dalla parte di quelli del bicchiere mezzo pieno, dico anche che tre giornate di squalifica sono sempre meglio di quattro aerei in un giorno. Così oggi vado a La Spezia senza scalo, ricordando che l’unica spezia nella Norma è il pepe. E dopo una giornata così fitta d’imbarchi mi viene anche da chiedermi se nel fenomeno della fuga di cervelli dall’Italia sia almeno contemplato il volo diretto. Di Catania posso dire soltanto che in via Etnea, davanti alla pasticceria Savia, una ragazza bellissima è passata leggiadra vicino a me, e io non ho potuto non accorgermi di lei. Credo abbia pestato una merda. Ah, ho letto anche del comunicato della Fiorentina, che il Marasma avrebbe riassunto benissimo alla sua maniera, con uno striscione tipico “giudice sportivo, tu mi gnorri”. Un comunicato dove si spiega molto bene l’accaduto, è mancato solo il plastico di Vespa. Bisogna anche considerare cosa potrebbe esserci dietro a una decisione come quella di respingere un ricorso, pensiamo alla persona che l’ha presa, e che ieri per festeggiasse il suo compleanno, il figlio per regalo gli avesse fatto un disegno. Immagino così che dopo averlo ringraziato, commosso, il figlio gli avesse risposto: “era per un mio amico ma gli faceva schifo”. Comunque a tutto c’è rimedio, si anche all’indignazione della Fiorentina, e non solo. Penso a Lupi che si è indignato per via dello scontrino obbligatorio alla buvette della Camera. Chissà la sua faccia quando metteranno l'antitaccheggio allora. Dico per finire che bisognerebbe essere Leonardo Di Caprio più che un interista (nella foto) per poter sopportare una a vittoria tre a zero così sulla Juve.