.

.

domenica 8 dicembre 2019

Che sia villa e non amaro


Non fai in tempo a farti una giornata pari pari di volo che subito c’è la Xaba a Villa Cora a presentare il suo ultimo libro. “Sai ho prenotato anche per te”. E allora che fai non ci vuoi andare? Il vantaggio del jet lag è quello di poter essere distratti e svagati oltre il dovuto, liberi di non prestare la giusta attenzione a cose e persone che non interessano, e così poter pensare liberamente alle giocate di Benassi (forse toccherà a lui salvarci anche ‘stavolta). Anche mentre ti rivolgono la parola. “Non ci fare caso, ha ancora da smaltire il fuso orario”. Fossi un magnate mi affaccerei da una finestra di Palazzo Pitti e urlerei “Più jet lag per tutti”. Altro che centri sportivi. E quando non c’è più il jet lag rimane lei, sola, senza alibi; la crisi di mezza età per colpa della quale si comincia a considerare noiosi i propri coetanei. In compenso però, dopo il sabato di Villa Cora, la Rita ha pensato anche a quella mia passione per certe prelibatezze francesi; senza per forza intendere Veretout o Ribery, così oggi a pranzo insieme a piatti simbolo della cucina italiana ci sarà anche un angolo d’essai dedicato al pain d’épices con spalmato del foie gras, miele alla lavanda, e Sauternes. Ho questa passione perché sono un provinciale, bottegaio, ciana, fiorentino. Per darmi delle arie, per sembrare quello che non sono. O forse la Rita mi ha fatto trovare ciò che mi piace perché quando il gatto non c’è i topi ballano. Sai, la coscienza. Da qui anche le lasagne. Ma a prescindere da quanto ha ballato, rimane che così almeno appago qualche senso anch’io. Essere andato dall’altra parte del mondo, come dicevo mi ha tolto quella patina di provincialismo misto a sindrome rinascimentale presente nel nostro corredo cromosomico. Così se non vinciamo neanche a Torino nessun problema. Basta polemiche inutili o recriminazioni di quartiere. Rancori e complesso del tifoso sfigato. Essere stato nel Primo Mondo allarga gli orizzonti, se è vero che un secondo mondo perfetto vede la sconfitta della Juve e la vittoria della Fiorentina, da questa giornata di campionato in poi quando non trovo la vittoria la cerco su Google.

sabato 7 dicembre 2019

Orgoglio italiano


E’ tutto diverso qui, le case, la luce, le cose no. Per quelle c’è la globalizzazione. Da Piha Beach a Pisa Merda il passo non è stato affatto breve. Anzi. Come l’attesa per il terzo scudetto. Miglia su miglia per tornare in famiglia. Riporto a casa con me esperienze importanti, ricordi, emozioni, giada pounami. Jonathan, italiano itinerante con cui ho condiviso le attività di questi giorni, quando parla di Nuova Zelanda parla di Primo Mondo. Ero rimasto al Terzo, quello del nostro campionato. Non gli ho chiesto perché ma forse l’ho intuito, come chi scopre talenti. Ora basta aerei, ad eccezione di quello per la finale Champions. Basta estate, case di legno, editoriali dilatati come il pelo di cani rognosi. Le rogne solo quelle sul campo. A cominciare dalla prossima col Toro. Basta guida a destra, meglio la classifica da quella parte, più famigliare. Le staccionate basse, bianche come certi zero a zero. Fuso orario permettendo domenica torno in piscina, e lunedì mi riprendo l’inverno. La pasta anche prima. Poi ci sarà da ritornare ancora perché là c’è tanto da fare. Per vedere anche le spiagge bianche, non solo quelle vulcaniche. Con il materiale di scavo della condotta d’acqua verranno “ricostruiti” tre vulcani saccheggiati a loro tempo per costruire l’aeroporto. E sarà un parco nazionale. Auckland è cresciuta troppo velocemente e le infrastrutture sono insufficienti, Le fogne ormai non contengono più e quando piove parecchio (e lì succede spesso) va tutto a finire nella baia. C’è una APP che a seconda delle correnti indica se quel giorno è possibile fare il bagno in una delle tante spiagge. Orgoglio italiano di chi costruisce opere nel mondo. Non solo le prodezze di Hagi. Non esportiamo solo malavita o Montella a Siviglia. Sono tornato a casa con la speranza che mi abbiate fatto ritrovare tutto in ordine, non come la camera di Tommaso.

giovedì 5 dicembre 2019

Piha Beach


Ho comprato la maglia originale degli All Blacks per Tommaso, ma non so se gliela darò mai. Troppo bella. Mentre i Della Valle invece gliel’hanno data eccome la Fiorentina a Commisso. Sono stati più generosi di me non c’è niente da dire. Ieri alla prima cerimonia di Santa Barbara in Nuova Zelanda (solo gli italiani potevano farlo) gli operatori maori del tunnel (vestiti come quando lavoreranno in galleria) hanno danzato la Haka. Emozionante. L’assoluto. Potrei farvi vedere foto e filmati, ma so che ci sono da festeggiare le giochesse di Benassi e non voglio distogliere nessuno dal miele di manuka della propria passione. Poi al ristorante italiano, pesce, pasta, vino, porchetta. Sarà lui, Farina, a gestire anche la mensa del cantiere. Giornata di festa, e allora siamo andati a Piha Beach, una spiaggia vulcanica sul Mar della Tasmania. Bagno tra le onde e i surfisti. Il mio costume da piscina dopo l’alienante andirivieni di vasche su vasche, ha finalmente visto e assaggiato il mare. Un coro si è subito alzato “Cloro merda”. Trenta gradi come i punti della Lazio. Un buon fish & chips per cena. Oggi l’ultimo meeting con il cliente e si riparte, prima però devo comprare la giada Pounamu (neozelandese e lavorata a mano, non quella canadese lavorata dai cinesi) con cui ci fanno dei ciondoli maori. Il volo di ritorno mi preoccupa un po’ perché ti fanno viaggiare sempre a luci spente per non farti più capire se è giorno o notte, tendine dei finestrini abbassate, e così ti rimpinzano come fanno con i polli. Però di contro c’è la vittoria contro il Cittadella, un evento così raro che mi alleggerisce dal pensiero di un volo così lungo, e per lo scalo di otto ore a Doha. So che mi aspetta il freddo e il Toro. Forse anche la lotta per la salvezza. Ma dopo essere stato dall’altra parte del mondo ormai so che la Terra non è più piatta, e che la squadra dello scorso anno non era da Champions. Quindi non possiamo vedere sempre All Blacks. Altrimenti passa una hostess e ti rifila cibo non meglio identificato. Così come ci hanno rifilato Pulgar. E quando ricomincerò a scrivere tutti i giorni allora sarà notte anche per voi.

martedì 3 dicembre 2019

Headquarters


Era per scappare dal gol di La Mantia, e poi dal sorpasso del ceppicone, il più lontano possibile. Questo il vero motivo del mio viaggio in Nuova Zelanda. Perché vedo avanti per via di quelle 12 ore che mi spalancano le porte di una realtà dura come se fossi ancora imbottigliato nell’ennesima sconfitta di Montella, e non ad Auckland. Quando ero ancora a Firenze, nella dimensione rassicurante del tracking di Joe, e del fast fast di Rocco (un tempo, prima cioè che ci liberassero gli americani, il Fast serviva a riparare le forature dei motorini), di La Mantia conoscevo solo lo chef, Filippo. Sposato con Chiara Maci. Purtroppo, per Torino-Fiorentina ci sarò, è vero che non ci sarà più La Mantia, ma neanche La Melatonina a proteggermi dagli incubi di una sconfitta targata Mazzarri. Forse mi fa più paura il cibo che ti propinano sulla Qatar Airways della serie B, mi danno più fastidio le 16 ore di volo consecutive per arrivare a Doha, che un gol di Chiara Maci con la maglia del Toro. Se Antognoni non è più lui, o è sempre più lui, pesce fuori dal campo, a proposito di luce, qui è la cosa che più mi abbaglia. Mi ricorda i quadri di Hopper, che se invece fossero i quadri di “hope” ci rimarrebbe almeno la speranza di non esaltarci più solo per le ruspe che mostrano le loro pale gommate con orgoglio agli abitanti di Bagno a Ripoli. Gli alberi sono giganteschi, più di Vlahovic. Probabilmente anche più efficaci. Gli addobbi di Natale, la gente in spiaggia fanno meno contrasto della Fiorentina di Montella. Squadra che non contrasta per niente. Nella baia di Auckland, il campo di gara della Coppa America, lì c’è Headquarters dove si mangia un agnello da Dio, mai mangiato un agnello così, neanche quando Pioli ne vinceva sei di fila, e si beve del buon Sauvignon Blanc. La natura la fa da padrona più di Commisso, il lavoro va bene, e sono contento di non vedere la partita con il Cittadella perché potrebbe far gol D’Urso, e così scoprire che anche la Barbara nazionale è capace di infilarci. Diciamo che in ballottaggio ci sarebbe Panico ma per quello siamo già messi bene di nostro. Che dire ancora, sarà meglio lasciare parlare il campo, o forse sarà meglio tapparsi le orecchie. Per non sentire le sirene dell’ambulanza. Domani è Santa Barbara e festeggiamo da Farina, ristorante italiano. Saluti da Auckland. Saluti alla Champions.

venerdì 29 novembre 2019

In giro tra fusi orari


Parto alle 15:40 e arrivo ad Auckland domenica mattina alle 5:00 (17:00 di sabato in Italia). Un editoriale da Doha? Ma sarà ancora oggi. Di sicuro in giro tra fusi orari c’è molto rancore se è vero che ci sono lettere a Babbo Natale con dentro dei proiettili. Lo stesso rancore che Firenze ha provato per Pioli quando ne vinse una sola alla volta per sei volte di seguito, e non sei volte in 90 minuti come avrebbe voluto il tifoso. Forse dovrebbero piovere gocce di Xanax. E per questo al primo duty free comprerò un calendario dell’avvento fatto da una ditta di psicofarmaci. E non a caso così tante volte la diffidenza verso Pradè viene scambiata per insonnia. Dico che mi sento fortunato quando perdo contro Cagliari e Verona se penso a quelli che hanno perso la testa per Hagi. Adesso non ci rimane che aspettare Pedro, con la speranza che non sia come chi si avvicina alla laurea e allo stesso tempo alla disoccupazione. Poi quando leggo tutte le soluzioni che vengono proposte mi viene in mente di sviluppare una  APP che le trasforma in immagini semplificatrici di realtà complesse. Naturalmente c’è anche il tutorial di come tagliare efficacemente una melagrana. Anche se nelle soluzioni vincenti che leggo trovo sempre un po’ gli stessi rimedi, come quelli che iniziano il corso di sommelier e per i primi sei mesi in qualsiasi bottiglia ci raccontano sempre sentori di salvia, liquirizia, e frutti maturi. Il mio sogno a questo punto non è Maran, ma vedere le persone andare in giro non con i telefonini ma con la bandiera Viola. Sappiate comunque che dopo ogni editoriale mi faccio sempre la doccia. Poi vorrei fare un test per capire chi tra gli utenti del blog azzecca almeno gli interruttori di casa.

giovedì 28 novembre 2019

I quattro di via Santa Maria


Il segreto della felicità è avere desideri semplici, per il Black Friday a Rocco chiedo solo la salvezza, o in alternativa di arrivare davanti a Pioli. Questa situazione che ci vede delusi malgrado l’ingresso trionfale degli americani dal Ponte alla Carraia ha fatto sorgere qualche dubbio al Bambi (1). Non vorrebbe che si fosse chiusa una porta e aperta una botola. E in questa visione pessimistica ha deciso di fare il presepe inserendo sullo sfondo un viadotto collassato. Quando torno poi vi dirò se la Terra è veramente piatta oppure se la stagione scorsa eravamo da Champions. Naturalmente ci sono anche tifosi ottimisti, è però abbastanza facile capire che quei “tutto bene” dopo ogni sconfitta fanno acqua da tutte le parti. Se Commisso viene in Italia per parlare con Chiesa, l’obiettivo principale del mio viaggio dall’altra parte del mondo è quello di trovare un uomo a cui piacciono i peli sulla passera. Perché anche la pioggia ha i suoi bei lati positivi, almeno secondo il Pizzichi (2) detto Obice, e non perché sta con la Bice, ma perché le spara grosse. Secondo lui, con la pioggia basta lasciare a casa l’ombrello per trombare. Dice che così tende a ripararsi sotto i balconi, e che di solito arriva una con la quale scambia frasi di circostanza sul tempo aggiungendo però che si starebbe meglio a casa a fare l’amore. Questo scatena la libido e lo fanno in piedi contro il muro, con passione. Finito, lei lo bacia e se ne va. Non so se può esservi utile l’idea di lasciare a casa l’ombrello malgrado vostra moglie insista che lo prendiate. Il Centi (3) invece, uno degli ultimi sognatori tra i tifosi Viola, sognatore in quanto fa sempre lo stesso sogno da quando Prandelli si promise a Bettega, nel suo sogno ricorrente c’è una voce narrante (quella di Corvino) che gli spiega che quello che sta vivendo è la metafora dell’essere tifoso Viola. In sintesi c’è lui che comincia a correre per prendere un autobus lontanissimo, se ne pente subito e si vorrebbe fermare, ma ormai l’autista lo sta aspettando, e quindi è costretto addirittura ad accelerare per non fare una figura di merda, sapendo di entrare in una di quelle storie tipo il gol di tacco del Cholito. Non so quanta Terra sorvolerò, ma lo farò soprattutto sulle parole di Pradè. Mentre il Benedetti (4) s’immerge cinque minuti nello sconforto e poi arriva per l’aperitivo.

mercoledì 27 novembre 2019

Il bottone e l'antidepressivo

Se è vero che al mondo ci sono 7 donne per ogni uomo, un recente studio dell’Universitatea Craiova evidenzia che c’è un solo blog da occupare per ogni uomo che se ne va in Nuova Zelanda. E la domanda che più sorge spontanea è se c’è vita oltre quel blog. Mentre a proposito di violenza, a quella di occupare le case degli anziani ricoverati in ospedale, preferisco quella di chi porta la pizza a chi è a dieta. A proposito di voli speriamo che non dirottino quelli pindarici. E che i miei cinque sensi non vengano dirottati dal sesto. Io che mi sveglio da solo, ma per chi ha qualche problema c’è sempre la sveglia che lo sa benissimo quando stai aprendo un nuovo blog nel sonno. La Polizia Postale mi ha suggerito di utilizzare le 16 ore e 30 del volo Doha/Auckland per scrivere 115 editoriali ed inviarli random in modo da contrastare i tentativi di occupazione. L’algoritmo lo studio nel volo fino a Doha. Se poi riesco a conservare la gestione del blog so già che alla fine apparirò come uno che avrà appena sedato una rissa. Questa esperienza mi farà frequentare la solitudine dell’uomo contemporaneo, agli altri come offerta per il black friday lascio l’accorgimento in foto. Questo che qualcuno spera essere tra gli ultimi editoriali, mi deve servire per rivelarvi che a Forum erano tutti attori. Uno degli ultimi editoriali perché ho paura che starnutendo mi si possano mescolare tutti i pensieri e poi non si capisce un cazzo. Sono stato in farmacia per la melatonina e posso dirvi che per il miglior antidepressivo non serve nessuna ricetta, basta il camice sbottonato della farmacista.

martedì 26 novembre 2019

Overflow


Venerdì parto per Auckland, seguire questo nuovo progetto con le sue belle 12 ore di fuso orario mi solleverà dal mantenere la maniacale cadenza dell’editoriale. Forse un bene, così non ci sarà più tutto questo ritardo nel capire l’ironia. Forse farò finalmente uso di miele di manuka. Poi vi dirò delle sue tanto decantate proprietà. Naturalmente niente a che vedere con quelle di Vlahovic. E forse proprio in Nuova Zelanda potrebbe avvenire la definitiva consacrazione di Hagi. Ora però devo pensare soprattutto al Central Interceptor, la più grande infrastruttura per il trattamento delle acque reflue mai realizzata in Nuova Zelanda. 13 km di condotte d’acqua (diametro 4,5 mt) che gestiranno i flussi in eccesso. Il progetto intende ovviare al problema dell’inquinamento, che deriva dall’afflusso di acque di scolo piovane non trattate nella baia di Auckland. Il tunnel ridurrà gli “overflow” di acque reflue dell’80% migliorando la qualità dell’acqua in alcune delle spiagge della città. Niente a che vedere con il Centro Sportivo di Bagno a Ripoli naturalmente. Il costruttore dell’opera è lo stesso della Galleria di Base del Brennero, mentre Watercare (la nostra Publiacqua) è il committente che è venuto a vedere il cantiere di Mules per capire quali soluzioni di sicurezza/comunicazione sono state adottate (la Nuova Zelanda è giovane in questo ambito), così ha deciso di riproporre lo stesso sistema. Per questo motivo andiamo ad Auckland, ma forse ci vado soprattutto per scappare dall'inverno di questa squadra. Non solo da Boateng (lui non gioca ma continua a piovere). O anche dalle nebbie di un campionato che avrebbe bisogno di overflow d’entusiasmo. E non degli ultimi straripamenti avvenuti nel cagliaritano e nel veronese. Insomma, parto soprattutto per andare verso l’estate.

lunedì 25 novembre 2019

Il calendario dell'avvento


Fast fast fast 40 punti. Verona squadra di emeriti sconosciuti, un po’ come l’ultimo dei sette nani, quello cioè che non viene in mente mai a nessuno. Una squadra di serie B insomma. E malgrado ciò ci ha salvati il portiere dalla goleada. Si dice che la Nutella abbia lanciato i nuovi biscotti per noi, che ci consoliamo mentre anche Pioli ci passa avanti in classifica. Insieme al viadotto sulla Torino-Savona crolla anche l’ottimismo italo americano, menomale che Barone è furbo e col cazzo che fa i giri di viadotto, sempre meglio quelli di campo. Abbiamo contro anche gli ambientalisti perché i problema degli antidepressivi che siamo costretti a prendere è che poi finiscono in mare e cambiano il comportamento dei pesci. Questa squadra mi ha talmente stufato che mi è venuta voglia di andare all’Ikea. Ho visto il Bambi un po’ confuso e allora ho dovuto precisare che se c’è un tempo per amare e uno per soffrire quella è la vita, se invece ci sono due tempi per soffrire è più semplicemente una partita della Fiorentina. Una cosa ce l’ha chiara però, alla Viola ormai preferisce che qualcuno venga sotto casa a citofonare e poi scappare. L’antidoto a queste partite tristi potrebbe essere lo zucchero filato. Chissà. Certamente non scrivere niente sulla partita, è sufficiente prendere atto che noi e la classifica senza ambizioni siamo ormai una famiglia allargata alla lotta per non retrocedere. L’unica cosa positiva è che ho comprato il calendario dell’avvento di Pedro. Vediamo cosa succede a gennaio perché Rocco potrebbe scoprire che a Firenze la vena polemica non si occlude mai. E la verità è che non abbiamo campioni, se non d’urina. Boh, l’unica speranza, forse, è che si ritrovino le occasione perse.

domenica 24 novembre 2019

Farò un tutorial


Secondo Grillo Di Maio non è sostituibile, un po’ come Boateng per Montella. Scelte così coraggiose non a caso vengono riproposte con intervalli di tempo molto lunghi se è vero che vent’anni fa la Fiat lanciò la Multipla. Intanto per andare sul sicuro, tra Verona-Fiorentina con la vittoria Viola data a 2.30, ho preferito giocare “non può piovere per sempre” a 1.50. Pioggia che non facilita Mazzarri che in conferenza stampa dichiara di avere una rosa che tende ad arrugginirsi. Io invece l’acqua la cerco, piscina, poi cinghiale in umido e il Bindella. L’acqua non a tavola insomma. Ieri parlavamo dell’anziano col cane che siamo diventati, alla domanda preoccupata del Bambi se è possibile invecchiare ancora di più, la risposta è stata affermativa. Ed è proprio quando si gira con il cane che riaffiorano i ricordi, è così che mi è tornato in mente il campanello della Beatrice dalle poppe grosse. Ormai mi aggiro per casa diffondendo "Cool Water", come un untore di vecchi ricordi. E mi viene in mente anche qualche bella vittoria a Verona. Se invece andasse male domani ricorderò che l’amore vero è quello che alla fine muoiono tutti e due. Verona; Romeo e Giulietta. Oppure che ormai siamo tutti scemi ed è rimasto solo il sano del villaggio per di più gobbo. E comunque a prescindere dal risultato, della domenica il Bambi apprezza la rapidità con cui passa dal cappuccino al vino. Se il risultato non sarà quello sperato, prima di passare il resto del campionato nell’anonimato farò un tutorial della durata di 50 anni sull’attesa del terzo scudetto. E speriamo che alla fine non ci sia bisogno di menzionare Tremonti quando diceva che piuttosto che niente è meglio piuttosto.

sabato 23 novembre 2019

Il pane alle noci



Prima siamo passati dalla Coccoina alla colla a caldo, poi è arrivato il Black Friday a renderci consapevoli che gli unici articoli a non essere in offerta saranno proprio quelli che intendevamo comprare da mesi. Il tifoso Viola quando c’è da godere, Edmundo se ne va al carnevale di Rio. A proposito del brasiliano è di stretta attualità la notizia che in qualche modo lo riabilita, oggi sappiamo che non ha avuto la carriera che avrebbe potuto avere non per mancanza di professionalità, ma solo perché la moglie non voleva palloni d’oro per casa. O premi equivalenti che poi finiscono per raccattare polvere sopra il camino. E pensare che non hanno mai avuto un camino. Da quel giorno nella provincia di Firenze si è verificato un forte incremento di gastroprotettori, un trend costante fino alla partita di Cagliari dove si può parlare di vero e proprio boom. Il centrocampo di domani? Abbiamo due nuovi profumi ma un solo collo. Forse non è solo il fair play finanziario a stordirci l’umore, il problema sostanziale è che prima capitava di trombare in macchina ed eravamo attenti agli anziani col cane che gironzolavano lì vicino. Oggi il vecchio col cane siamo noi. Chissà se anche NaturaSi farà il Black Friday perché per il suo pane alle noci, con una buona offerta si potrebbe pensare anche al filone da un chilo. E intanto il tempo per il Bambi passa a tal punto che già non aveva prenotato niente per Ferragosto, e non ha prenotato niente nemmeno per l’ultimo dell’anno. Comunque a prescindere dalle offerte del venerdì nero, ha deciso di esagerare, la voglia di scappare da un altro scudetto della juve la porta lui.

venerdì 22 novembre 2019

I consapevoli del fontanello


Tanta inconsapevolezza e poi un brusco risveglio. Sono cresciuto con la convinzione che gli elefanti potessero dondolarsi sopra il filo di una ragnatela, poi è arrivata la squadra da Champions a lottare per la retrocessione. I primi segnali di passaggio dal sonno profondo dell’incoscienza alla veglia erano già arrivati quando Simeone sbagliava i gol a porta vuota da due metri. Mentre le nuove generazioni hanno molta più consapevolezza di noi che nell’arte non abbiamo ancora superato la sindrome del figurativo. Giovani più consapevoli non solo nei confronti dell’ambiente, io quest’anno ho fatto il vaccino antinfluenzale per la prima volta entrando ufficialmente nella categoria anziani, mentre in piazza Tasso dietro al fontanello ho visto due ragazzi che si vaccinavano da soli. Sono avanti, anche se riguardo al fontanello, di fatto dietro. La storia della sopravvalutazione di certi giocatori è la stessa cosa che succede quando una dice di amarci perché ci vede meglio di quello che siamo, altrimenti non ci amerebbe. Parlando d’arte anche il fumetto lo è, forse più rassicurante perché diretto, comprensibile, che non si nasconde dietro al torbido mondo dell’interpretazione. E poi forse solo su Selezione dal Reader’s Digest è stato scritto che chi si esprime facendo arte informale non abbia le capacità tecniche di dipingere perfettamente un viso oppure delle mani. Passare dal figurativo all’astratto per molti è stata più l’esigenza di voler rompere con i luoghi comuni di quell’arte per passare all’espressività del gesto spontaneo. Cominciare dal segno e poi dare loro un senso e non viceversa. Come le ali che diventano terzini. Come Pirlo che diventa regista arretrato. Insomma, non sono d’accordo con chi considera che l’essere crocifissi equivalga all’ascolto della musica trap dei nostri tempi. Intanto immagino i piccoli tifosi Viola che nell’era Ribery per emulare Frank si presentano al campetto con la maglia numero 7 e con i segni del cuscino al posto delle cicatrici. Da un’attenta analisi (fortunatamente non effettuata dal nostro comparto tecnico) risultiamo una tifoseria che può contenere tracce di sogni infranti. E forse non abbiamo costruito solo castelli in aria, ma in quei castelli ci abbiamo pure steso i panni. Così oggi su un lenzuolo possiamo scrivere “Buon compleanno Scarlett”.

giovedì 21 novembre 2019

Bladerunnerizzato


Ieri per sfogarmi con tutti quelli che mi stanno sulle palle ho simulato una reazione che nella realtà non ho ancora messo in atto; ho gridato “siete tutti morti per me”, e per non passare da bischero l’ho gridato, da solo, nel cimitero di Trespiano. Ma c’è anche una cosa bella in questo periodo, una cosa che non ha subito condizionamenti dalla batosta di Cagliari, dalla sosta per la Nazionale, e che non li subirà neanche se Vlahovic sarà escluso a Verona dalla formazione titolare. Sono le persone che incroci per strada e che sanno di mandarini. Ieri cercando il passaporto ho trovato una vecchia lettera che Tommaso aveva scritto a Babbo Natale, e che io non avevo mai inviato perché conteneva così tanti giochi che alla fine decisi d’imboscarla. Un gesto ispirato dal modo di operare di Cognigni. Lato condizionamento climatico, invece, ero talmente abituato alla pioggia, così bladerunnerizzato, che il sole improvviso e inaspettato mi ha creato disagio, allora mi sono andato a rileggere della pioggia sulle tamerici salmastre ed arse. Di quella sui volti silvani. Quando poi sento parlare dei poteri forti penso che hanno sbagliato e volevano dire portieri forti. Perché il tifoso ha sempre la testa lì, e spesso fa anche valutazioni sulla carriera dei giocatori, poi magari quel giocatore non arriva esattamente dove aveva previsto, cosa che succede anche quando si avventura in terreni ancora più sconosciuti del calcio e comincia a criticare le opere degli artisti contemporanei, magari contestualmente contribuendo a far diventare famosi Gerry Calà e Boldi. Comunque cosa può esserci di meglio dei pesci rossi di Matisse per dare colore a un campionato grigio?

mercoledì 20 novembre 2019

Quando si dice una squadra femmina


Se è vero che io gestisco un blog, ognuno di noi gestisce comunque un account porno dentro di sé. E ogni volta che la squadra avversaria verticalizza tagliandoci a fette la difesa, ecco il nostro impegno per l’ambiente; trattenere il fiato. Se a Verona giocheremo davvero senza punte non sarà per mancanza di coraggio, è solo che Montella in questo momento non lo trova. Certi allenatori hanno lo stesso problema delle donne quando cercano qualcosa nella borsa. Quando si dice una squadra femmina. Il Bambi intanto è un po’ invidioso della situazione meteorologica, perché secondo lui sta tornando alla normalità, aggiungendo “beata lei”. Mentre voi argomentavate su Mancini mi è capitato di vedere le immagini delle due Ferrari duellare tra di loro, scontrarsi e lasciare il podio agli avversari, e subito mi è venuto in mente Ribery che strattonava il guardalinee. Senza cervello si fa fatica a gestire la potenza di una Formula Uno. Per la mamma del Bambi quello che per il figlio è il mancato impiego di Vlahovic, equivale alla richiesta di mangiare solo verdure per il pranzo della domenica. Di sicuro a noi non interessa che Rocco sappia usare le parole, interessa di più che sappia mantenerle. Lo dico mentre guardo il blog da sotto un ombrello. E il Bambi da buon bottegaio fa i conti; 41 giorni al 2020 e ancora deve capire cosa cazzo è andato storto dopo l’ultimo scudetto. Il solito bilancio di fine anno. Forse siamo come il ragù; dobbiamo “pippiare” lentamente. E anche con Pedro c’è da aspettare.

martedì 19 novembre 2019

Fortunati



Il vero sarcasmo fiorentino è uscito fuori quando il Bambi ha manifestato alla compagna il desiderio di adottare un cane. E’ a quel punto che lei gli ha fatto notare di non averne bisogno dal momento che c’è già la lavatrice che con la centrifuga lo segue dappertutto. Lui si era rifiutato di ricomprarla sostenendo che fosse ancora nuova. Sarcasmo con il quale sono evidentemente pregne anche le critiche rivolte a Chiesa. Mentre a proposito di Montella e dei continui riferimenti al suo modo non proprio apprezzato di gestire i rapporti con proprietà, giocatori e tifosi, non si può pretendere l’onestà per allenare, altrimenti ci possiamo mettere mia madre che paga le bollette tre giorni prima della scadenza. E considerata l’innegabile emergenza climatica sembrerebbe proprio arrivato il momento di far giocare Montiel. Passando di palo in frasca la foto mostra la reazione degli amici di Rocco quando hanno saputo che in Italia mangia gli spaghetti senza polpette. Ma qui non siamo a Broccolino e il problema è spesso l’allenatore, il tifoso si sente più bravo, io al contrario ho sempre cercato di affrontare le questioni con più umiltà, e per risolvere il problema della lobby di quelli che chiedevano le sigarette, ricordo che smisi di fumare. Per questo se finisco una Bic lo considero come aver finalmente terminato qualcosa d’importante, perché spesso mi capita di lasciare le cose a mezzo. “Tu andrai lontano” lo dicevo come speranza che si levassero dalle palle, che però lasciava spazio all'interpretazione, tipo la previsione di un futuro glorioso. Sappiate che il vero lusso non è Spalletti, ma avere tempo, invidio quei dandy che impiegano tre ore la mattina per sistemarsi la cravatta. O chi impiega mesi per capire il valore di Chiesa. Fortunati.

lunedì 18 novembre 2019

Qualcosa da salvare


Dopo quella di Cagliari è passata anche la piena dell’Arno. Torna Ribery e forse anche il sole. Comunque dovremmo imparare dagli olandesi a proposito di acqua alta, ti fai due canne e poi t’importa una sega. Sosta per la Nazionale che al Bambi ha provocato nausea mentale, esperienza metafisica. Espressione del disgusto. Io ho invece utilizzato la cattività interiore per guardarmi dentro, così alla fine ho capito che forse ho sempre voluto una proprietà italo americana, una constatazione che ha il sapore della conquista. Del resto l’uomo è semplice, ha reazioni semplici e bisogni semplici, a questo servono le donne; a complicarci la vita. E poi lo sfrigolare del guanciale aveva già riempito qualche vuoto. Non me ne voglia Rocco per la mancanza totale di ‘nduja nella mia dieta. Bene le squalifiche di Pulgar e Castro, tanto non ci va mai bene un cazzo comunque. Mentre la cosa peggiore anche della manita di Cagliari è stato l’omaggio a De Andrè su Rai Uno. Fino a poco tempo fa parlavo tra me e me, poi ci siamo offesi perché non ho creduto in Hagi. Insomma questo fine settimana non è stato malissimo, ma neanche bellissimo. Diciamo un tipo. Alla fine l’ho buttata in Pinot Nero. A un certo punto pensando al diluvio universale ho fatto le scelte; l’Annunciata di Antonello da Messina come quadro da salvare, Gabriella, garofano e cannella come libro, la Rita, Tommaso, e la sciarpa del Gruppo Chiava.

domenica 17 novembre 2019

Preferisco la padella


Per quanto riguarda la serie di vittorie della Nazionale, molto brevemente, vista la disistima estesa verso Mancini (non è certo Giampaolo, Andreazzoli, Di Francesco, Oddo, Spalletti, Allegri, Gattuso, Colantuono, Ventura, Zenga) come non pensare agli angeli. Probabilmente è morto un pregiudizio su di lui e la squadra si è compattata. Proprio con lui però l’ultimo trofeo vinto, “porta pazienza” mi ha detto il Bambi, “e anche il vino”. Quel Nobile di Montepulciano che so io. Intanto l’asciugatrice scala la classifica dei beni più preziosi. Al Bambi che insisteva a voler capire chi me l’avesse fatto fare ad aprire un blog, gli ho dovuto spiegare che l’ho fatto per evitare che mi tocchino mentre ci parli. Poi mi ha confessato che soffre d’insonnia, e che quando guarda fuori dalla finestra gli fa piacere vedere una luce accesa da qualche parte, meglio se quella del nuovo centro sportivo. Per illudersi di essere meno solo. Gli ho solo fatto presente di accertarsi che non fossero i lampioni del cimitero. E se proprio devo esprimere un piccolo rammarico, invece che con Pradè e Montella potevamo ripartire dai Savoia. Poi concentrazione e immobilità dello sguardo propria dei cani che ti guardano mangiare, mentre aspettavo che la Rita tirasse fuori la pizza dal forno. Per gli amanti dei giochi che non siano il calcio, quelli per cui si è più portati insomma, con la foto di oggi non potranno scambiare un bidone per un campione, più semplicemente chiedo; “Trova l’autunno”. Dopo aver ripassato molto velocemente la storia dei trofei vinti, grazie a Mancini, ho ricordato al Bambi che preferisco ripassare in padella.

sabato 16 novembre 2019

Il giorno porta incertezze



Non è vero che la notte porta consiglio, qui si scrivono le stesse cazzate del giorno prima. Più in generale  semmai la notte amplifica la malinconia. Mentre il giorno genera incertezze; quando tra vent’anni incontrerete un ragazzo di nome Rocco in via Sant'Antonino, sarete incerti se i genitori erano di Gioiosa Ionica o guardavano film porno. E se facessimo un referendum, visto il Montella si Montella no, francamente non so cosa votereste tra il ritorno dei Savoia e quello di Delio Rossi. Dicevamo delle criticità della notte, io che guardo oltre, e non mi limito solo al centrocampo decimato contro il Verona, vado oltre la notte, e penso all’Inferno dove gira il video di Cagliari - Fiorentina fino al settantesimo. In loop. Entri e c’è sempre uno che preferisce la Nutella al lampredotto. Ti viene fame dopo esserti lavato i denti. Cognigni strappa i biglietti. Hagi palleggia solo per il padre. Pioli allena il povero Diavolo. Il Diavolo che ha tatuato l’immagine di Pulgar sul collo. C’è uno che tromba le marmitte delle macchine. L’unica cosa che ho imparato di notte è che non tutte le cose vanno aggiustate. Pjaca andava lasciato rotto. Il Bambi dopo che ha sentito “Promettimi” cantata da Elisa e Carmen Consoli ha ripensato allo scudetto entro il 2011. E sempre lui mi ha confessato che una volta morto vorrebbe andare nel nuovo centro sportivo di Bagno a Ripoli. Quando gli ho detto che la droga fa male, mi ha risposto che la difesa a quattro fa anche peggio. E dopo le dichiarazioni di Commisso “i soldi non sono un problema”, a gennaio speriamo in “bustine di zucchero per il caffè gratis nei bar”. Certo, mai come i Della Valle che se fossero rimasti avrebbero sicuramente promesso siccità.

venerdì 15 novembre 2019

I piccioni


Per quanto riguarda il trombare, attività che finalmente mostra utenti che si distraggono da una materia, il calcio, un po’ più ostica, si dice che Zlatan si riferisse a noi quando ha detto di seguire il Baseball. Mi è venuta in mente una storiella scritta da Anna Frank sul suo diario, da lei cancellata e adesso riapparsa. E questo secondo me spiegherebbe il perché di tutta questa attività. “Un uomo aveva una moglie brutta e non aveva rapporti con lei. Una sera torna a casa e trova un suo amico a letto con lei. Accidenti, gli dice, io sono obbligato a farlo, ma tu?...” Il Bambi ha voluto aggiungere che a chi nessuna donna ha mai detto di no, forse è perché gli ha detto “nemmeno per sogno”, “ma levati dalle palle”, insomma, nessun “no” e basta. 
E poi, e poi
Ha talento da grande lui nel fare l’amore
Sa pigliare il mio cuore
E poi, e poi, e poi, e poi
E poi per i non trombanti una considerazione sui panini che dovrebbero fare pace con la loro farcitura e smettere di buttare fuori il lampredotto quando lo si addenta, a favore dei piccioni che si aggirano furtivi. Se il panino non si sa tenere la farcitura non deve fare il panino.
Commisso lo saprà tenere Chiesa? Di sicuro sappiamo che i gobbi si aggirano furtivi.

giovedì 14 novembre 2019

Un calice di merlot


Sembra proprio che dopo Cagliari il blog abbia emesso sentenza definitiva; con questo comparto tecnico al volante siamo sulla macchina di Thelma & Louise. E naturalmente le sentenze non si commentano. Quello che invece commento eccome è il fatto che scrivo cazzate dal 2011 e ancora non mi hanno dichiarato Re. Uno dei miei più grossi fallimenti dopo quello di aver creduto in Hagi. Per dirla tutta mi ricordo anche quella volta che una ha gridato “sei un porco” e mi sono girato io. E prima ancora nel ‘82, ventenne secco allampanato, vidi per terra una banconota da 50.000 lire, il tempo di girarla: il Mago Mimmo, mi sembra, esperto di oroscopo, cartomanzia e tutta un’altra serie di cazzate che hanno rovinato i miei 20 anni. Visto insomma che allenatore e DS sono già stati bocciati potremmo sempre confrontarci su altre problematiche ancora aperte, il Bambi vorrebbe sapere se le cotolette fritte possono essere definite barrette energetiche. Magari discuterne anche animatamente e poi fare la brace. Io vi immagino così perentori perché temo che da ragazzi la sveglia di vostra madre consisteva nell’entrare in camera in punta di piedi e poi alzare l’avvolgibile in 5 millesimi di secondo. Per quanto riguarda la Nazionale posso solo dire che la madre dei Mancini è sempre incinta. E poi fate bene ad essere duri, a non mandarle a dire dietro, se c’è un incompetente glielo diciamo anche se lui è un professionista ceppicone, perché avere riguardo non paga. Ieri malgrado fossi a Milano per Metro 4 ho visto sulla tramvia un ragazzo seduto che guardava con indifferenza una signora in là con gli anni, gli ho chiesto perché non lasciasse il posto a quella anziana signora, e lei per tutta risposta mi ha dato una borsettata aggiungendo che anziana sarà stata mia madre. Sapete voi come portare il cappello, non avete certo bisogno di un aringa difensiva. Alla fine non ci resta che chiedersi come fa a Venezia uno che deve portare fuori il cane. E un calice di merlot del ristorante dell’albergo per decidere il titolo.

mercoledì 13 novembre 2019

Movimenti di squadra


L’abbiamo capito che le idee sono confuse, non c’è bisogno di insistere con oltre cinquecento commenti. Mi sarebbe piaciuto leggere invece un qualche scambio di consigli utili, anche se non proprio un tutorial, perché non sono così convinto che sappiate mettervi la sciarpa. Nessuno che abbia parlato del maltempo, non tanto per l’acqua alta a Venezia, ma quanto per quella alla gola di Montella. Comunque Vincenzo agli schemi ha sempre preferito il gioco a mano libera. E sempre a proposito del maltempo vi chiederei fino alla prossima schiarita di non ordinare il vostro carico gastronomico, lo dico per non far bagnare quei poveri corrieri che pedalano sotto la pioggia. Fatevi due spaghetti all’olio, oppure un uovo al tegamino se vi riesce. E dopo aver visto la partita di Cagliari il Bambi è arrivato a dire che potrebbe anche abbassarsi al gioco della squadra per dimostrare che lui gioca meglio. Di buono c’è che possiamo solo crescere. Forse perdendo sonoramente la squadra ha reso meglio l’idea a chi si era illuso, e come poteva farlo se non giustappunto con l’ultima resa. Se poi vi sembra di aver alzato troppo i toni dopo la scoppola di Cagliari possiamo fare tutti un passo indietro, una mano sulla cintura, e un movimento sexy.

martedì 12 novembre 2019

La mensa del blog


Ho sempre pensato che il surrealismo di Dalì a Parigi nel ‘69 con il suo formichiere fosse inarrivabile, e invece oggi scopro che quando si vuole difendere il lavoro di uno che stimiamo mettiamo davanti il suo essere professionista, inattaccabile da chi professionista non è, poi però per dare di ceppicone a chi invece non stimiamo, il patentino di Coverciano non è più una discriminante. Lo si può attaccare pur facendo il fornaio, tra un semel e una rosetta. In tutto questo formicaio di analisi, la nota negativa è soprattutto per i sognatori, e se per esempio ci leggesse Alice non si potrebbe meravigliare più di niente. Intendo che qui non saremo mai indecisi tra una gricia e una cacio e pepe. Anche se c’è purtroppo un limite strutturale, insormontabile. Il blog stesso. Voglio dire che parole importanti come le nostre, soluzioni sempre vincenti, indicazioni illuminanti, foglietti con sopra suggerite le sostituzioni decisive, andrebbero comunque consegnate di persona. L’unica cosa sulla quale non ci siamo dimostrati preparati, e questo mi dispiace perché c’è gente del Cherubini che viene qui apposta, è stato sui chitarristi, nessuno che abbia nominato Zappa, l’unico capace di suonare anche i prosciutti. Là dove invece emergono inesattezze è solo perché esistono variabili che anche noi che vediamo lontano (da vicino ormai ci vogliono gli occhiali) non possiamo prevedere. E purtroppo neppure l’oroscopo. Vorrei anche specificare a chi non ci conosce benissimo, a chi cioè segue il blog da troppo poco, che nel regolamento della moderazione dei commenti è vietato esplicitamente fare premesse tipo “io non sono nessuno per dirlo ma…”  E per dimostrare che qui siamo gente sportiva, alla mensa del blog oggi serviremo fregola sarda con le seppie. Si sappia. E Cannonau, come il destro da fuori area di Nainggolan. E’ naturale che tutte queste verità offerte gratuitamente ad operatori di settore danno fastidio a un “Sistema” abituato a commissioni, creste sulle compravendite, ad essere insomma lautamente retribuito. Gli facciamo concorrenza sleale. Sarà per questo che ormai ricevo più lettere con proiettile di Salvini. Non posso più dormire tra due guanciali perché a quel punto mi si direbbe che è meglio la cacio e pepe della gricia.


lunedì 11 novembre 2019

Amanita velenosa


All’inizio tutti d’accordo sulla formazione, poi durante il diluvio si chiede la testa dell’allenatore. Intanto la posizione in classifica è equivalente al valore della rosa. Non basta smanacciare alla cieca, si invoca addirittura l’esagerato Spalletti che dovrebbe rinunciare ai soldi dell’Inter per venire ad allenare una squadra di media bassa classifica. Non l’ha fatto nemmeno per andare al Milan. Alla fine non ci rimarrà che esaltare Maran, gli altri, intendo quelli che avevamo esaltato precedentemente come nuovi messia del calcio, bene o male sono già stati tutti esonerati. Maran uno che a quasi 60 anni ha allenato Chievo, Brescia, Cittadella, Bari, Triestina, Vicenza, Varese, Catania, Cagliari, e che probabilmente andrà al Barcellona insieme ad Hagi. Altro che da noi. Il finale dello scorso anno era ancora colpa di Pioli, ma forse lo è ancora. E forse lo sarà per sempre visto che oggi c’è chi è contento che abbia vinto la Juve, e che per paura di passare da bischero passa da gobbo. Insomma dopo un ceppicone un altro ceppicone, vengono tutti da noi. Ma Pulgar e Badelj puoi darli anche a Guardiola, meglio se a una guardia carceraria. Mentre è molto semplice; bisogna comprare giocatori bravi perché sono loro che vanno in campo. Molto semplicemente il Cagliari è una squadra più forte della Fiorentina, molto più forte. Del resto Commisso non ha speso un euro per rafforzare una squadra che lo scorso anno si era salvata all’ultima giornata. E i migliori di oggi sono i giocatori ereditati dalla precedente gestione, tranne Caceres. Prendiamoci i due gol di Dusan, dispiace che il ragazzo non se li possa godere nemmeno fino in fondo, anche se sul 5 a 0 le pressioni si allentano. 5 a 0 a venti minuti dalla fine. Ricordiamolo! Non abbiamo segnato quando la partita era ancora aperta. Centrocampo imbarazzante, attacco senza un giocatore che garantisca gol, scaricati Simeone e Muriel ci ritroviamo con un ragazzo di 19 anni, Boateng, Chiesa che non ha mai garantito caterve di gol, un oggetto misterioso che non sappiamo ancora se è carne o pesce, magari è tofu, e un altro ragazzo che proviene dalla Primavera. Difesa ieri inconsistente. Squadra senza palle. Atteggiamento ingiustificabile. Guardando in faccia la realtà siamo stati umiliati dal Cagliari, dal Cagliari!  Questa è la misura della nostra dimensione. Il resto sono mere illusioni da tifosi che cercano le more di gennaio. Non solo noi che non capiamo una sega e non siamo tenuti a capire una sega di calcio, purtroppo anche a quelli dell’area tecnica piace la crostata di more fuori stagione. Piace a Commisso e a Barone, e si vede pure quanta ne mangiano. Nessuno che abbia stigmatizzato il comportamento da testa di minchia di Ribery che guadagna 4 milioni l’anno e si becca tre giornate di squalifica a partita conclusa. Edmundo era una verginella. Questi sono i risultati. Ma che ce ne frega, per fortuna non c’è solo calcio in questo blog, e dovete ringraziare la mia illuminata visione che va oltre a un blog monotematico, così potremo darci consigli sugli esercizi posturali per alleviare la sciatica, e sulla posizione migliore per la prostata. Saremo molto più credibili. Lasciamo stare il 3 5 2 e pensiamo piuttosto alla forma fisica, ai soldi, alla moda, alla cultura, a tutte le altre cose che possono darci la speranza di trombare di più. Basta seghe mentali. Invece di dire tutto e il contrario di tutto, lasciamo stare le parole che poi hanno quel brutto vizio di rimanere scritte e ci inchiodano, pensiamo piuttosto ai gesti, giriamo il cucchiaino nel caffè anche se non lo zuccheriamo, perché è la bellezza dei gesti a far girare il mondo, e non le cazzate che scriviamo su una partita. Non vorrei essere stato troppo diretto, duro, mi viene in mente che potrebbe esservi morta la piantina di basilico ed è per questo che siete costretti a parlare di Fiorentina. In questo caso mi scuso. Comunque non è tutto da buttare, sarà anche una mia deformazione professionale ma io mi faccio le seghe per le ruspe a Bagno a Ripoli. Transenne, transizione, e transaminasi più alte degli obiettivi.

domenica 10 novembre 2019

Nel frattempo



Se da una parte mi sono dedicato in maniera troppo libertina alla ricerca di un tartufino bianco, burro e pasta all’uovo, tartufo la cui potenza mi ha ricordato Vargas, dall’altra ho tenuto ben dritto il timone per ricordarvi che dal 15 novembre c’è l’obbligo di catene. Vanno bene anche quelle di Sant’Antonio. Per me il tartufo è il sostitutivo del vaccino influenzale. E mentre Barella toglieva le castagne dal fuoco a Conte, io compravo del buon taleggio. Castagne che invece si sono bruciate a Napoli. Se non giocherà Vlahovic qualcuno di noi andrà a sedersi in bagno, schiena contro il muro, sguardo nel vuoto e respiro profondo. Qualcuno sarà subito Magda. Ho cercato di tranquillizzare il Bambi, ho provato a consigliargli di abbandonare certi convincimenti, Dusan o non Dusan, difesa a tre o a quattro, insomma, abbandonare i propri principi e fare colazione col vin santo e cantuccini. Così come l’insonnia causata dal rimpianto per Simeone trasformata in spaghetti alla carbonara alle quattro meno venti. Non so che cosa abbia in testa, ha certe strane idee, dice di aver preso spunto dal cavallo di Troia per entrare in casa di Eveline, una passerona sudamericana che abita in via Maffia. Così le ha regalato un peluche gigante. Speriamo che oggi tirino fuori almeno le palle di Natale. Da quando è arrivato Rocco mi sento meno libero, un tempo quando volevo indicare una cosa poco credibile dicevo che mi sembrava un’americanata, oggi mi devo riguardare. Per fortuna che sono tempi in cui l’airbag non è più un optional, lo dico se a Cagliari dovessimo fare un frontale con una presa di coscienza. Nel frattempo vado a nuotare.

sabato 9 novembre 2019

La mail



Chitarrista; Pat Metheny. Oppure spaghetti alla chitarra. Riguardo a Vlahovic bisogna almeno apprezzare il fatto che Montella gli consenta di sedersi in panchina accanto a lui. Ricordiamoci cosa succedeva in Alabama e in Mississippi negli anni 50, ed era solo un autobus, non la Serie A. Per quanto riguarda la sosta del campionato mi sembra che il problema non sia tanto quello di dover andare all’Ikea, a Barberino, oppure ai Gigli, purtroppo il rischio di guerra civile per i posti di lavoro Whirpool e Ilva adesso aumenta considerevolmente quando si ferma il campionato. E poi secondo voi frega qualcosa a Montella che a definire Dusan fortissimo sia stato la mamma? Il mio ricordo del povero Fred risale a quando il Bambi venne a trovarmi alla Feniglia e canticchiava “Una rotonda sul mare” ogni volta che passava una ragazza in carne. E se non sopportate più Boateng centravanti il mio consiglio è quello di scaricare l’ansia andando già a comprare gli addobbi di Natale. Comunque le strategie di Montella non sono così facili da comprendere, nelle foto ve ne svelo un paio. Così come non posso credere che il Cagliari sia diventato più forte della Fiorentina, non posso credere che esistono donne che non sanno fare benzina. Comunque Bambi in grande forma, appena finito di mangiare la “francesina” mi ha chiesto che ora si era rifatto. E così com’è successo con Gervinho che ha sorpreso la nostra difesa, al Bambi è successa la stessa cosa, ma con la pioggia, a quel punto ha comprato un ombrello al semaforo, che è durato meno di Caceres, lui però ha scritto una mail al senegalese e adesso sono tutti cazzi suoi.


venerdì 8 novembre 2019

Risparmio energetico


Il Bambi esce dal locale dove risuona musica malinconica, si ferma sul marciapiede, piove. Cosa sarebbe successo in un film: sarebbe passata una bella passera e gli avrebbe dato un passaggio. E’ passata invece una bella Panda e l’ha completamente bagnato. Un film già visto con il falso nueve. Prima ancora che fradicio com’era si girasse a guardarlo pure un falso cieco. Fradicio come quando torna dal Franchi. Del resto l’autunno è la stagione dove si raccoglie di più; funghi, foglie dal giardino, castagne, legna nel bosco, palloni in fondo alla rete. Poi c’è anche l’autunno sulle dune. Personalmente la mancanza di un centravanti di ruolo la equiparo all’accappatoio senza cappuccio. Per lui resta un momentaccio a prescindere dalla mancanza di un centravanti, e da quella di un accappatoio senza cappuccio, è in una fase della vita dove incontra amici che gli chiedono se ha aperto partita IVA, gli stessi con i quali un tempo si drogava. Per quello che possiamo definire “spirito di sopravvivenza”, la mancanza di un centravanti di ruolo che gonfia la rete, la compensiamo quella volta al mese quando a lei si gonfiano le poppe. Dopo il film, per guardare anche un po’ oltre e non avere la solita prospettiva fronte bottega, nei libri di storia, il capitolo dedicato a questa epoca, molto probabilmente s’intitolerà “Apparire centravanti senza esserlo”. O forse avrà avuto ragione Greta e rientra tutto nell’ambito del risparmio energetico; il centravanti che non gioca si risparmia parecchio.

giovedì 7 novembre 2019

Il veto


Il grande rammarico del Bambi dopo l’ammutinamento del Napoli, le dichiarazioni di Conte a margine della sconfitta Champions, i cori razzisti dei veronesi, la Juve che vince a Mosca, e la situazione dell’ILVA, è quello di aver preso atto che se non avesse conosciuto l’attuale compagna avrebbe visto tutte le partite di calcio che voleva. Dopodiché si è chiesto se fosse nato prima l’uovo o l’autoritratto. E diciamo anche che in questo momento dove Maran è diventato il suo nuovo guru, ce l’ha soprattutto con chi ogni volta che si mangia esclama “senti che silenzio”. E poi dopo il quarto giorno di pioggia consecutiva è arrivato lo stendino, un ospite che suo malgrado si tratterrà per tutta la stagione. L’unico vantaggio ad averlo vicino al termosifone è che dopo tre giorni non puzza, ma profuma di pulito. Guardando “Quattro Ristoranti ha gonfiato il petto d’orgoglio, poi per rompere il ghiaccio con lo stendino gli ha detto che lui ama la cucina toscana e che il pesce crudo andrebbe lanciato alle foche. Anche se guardare lo stendino lo fa sentire come quando doveva fare i compiti per casa. Mentre vorrebbe capire meglio se si è estinto prima il mammut o il centravanti. Nel bel mezzo di tutte queste contraddizioni, malumori, disagi, dipendenze da cibo, droghe e sesso, improvviso un lampo; mi ha fatto notare con quale semplicità vengono affrontati i problemi degli altri, e quindi di quanto sarebbe opportuno scambiarsi i problemi. E poi per Cagliari ha deciso di rompere gli indugi, anzi qualcos’altro, in riferimento all’avversione di Montella nei confronti della punta centrale, ha deciso in caso di emergenza di rompere il veto.

mercoledì 6 novembre 2019

Si diceva ieri



Ieri sul blog si è parlato dei piedi di Chiesa che alla fine lo limiteranno, di Eurnekian che voleva acquistare la Fiorentina. Si è detto anche che la squadra retrocessa nel 93 oggi sarebbe stabilmente tra le prime quattro, e che i terreni della famiglia Casini costano la metà rispetto a quelli della Mercafir. Poi  è stato fatto notare che a Castellini (tifoso del Verona) è stato interdetto l’accesso allo stadio sino al 2030, mentre in quattro mesi di presidenza si è già iniziato a costruire il centro sportivo. Qualcuno ha fatto notare che non è un delitto parlare di stagione di transizione, e che da quando è uscito Lirola abbiamo preso tre gol tutti dalla sua parte. Formazioni un paio; Drago, Milenko, Pezzella, Caceres, Chiesa, Pulgar, Benassi, Dalbert, Castro, Frank, Vlahovic. In mezzo l’invito a non dimenticarsi mai di quel Rocco che ci è piovuto dal cielo, l’altra formazione; Drago, Lirola, Milenko, Pezzella, Caceres, Chiesa, Pulgar, Castro, Dalbert, Frank, Pedro. Qualcuno ci ha ricordato che si continua a scrivere di Montella come se avesse rosa da primi posti. Questo e altro è stato scritto ieri, tanto che a me non rimane di aggiungere che le bustine da tè furono inventate da un americano nel 1908 come campione da inviare ai clienti. Quando scoprì che le mettevano direttamente nell’acqua le brevettò. In Europa si diffusero con la Grande Guerra grazie ad un’azienda tedesca che le produceva per i soldati. Tutto ciò mentre a “Quattro Ristoranti” vince la Trattoria Mario in San Lorenzo.

martedì 5 novembre 2019

Il mantello


Un altro socio del nostro club dei preferiti, Corini, se ne è andato. Rimane una Serie A di affiliati ceppiconi. Di menti superiori rimangono poco più che Gasperini e Maran, uno dei quali quando non tira sgozzate si limita a non salutare i colleghi, e l’altro che a Firenze dopo la prima sostituzione non condivisa sarebbe ribattezzato subito “Rollando”. Al Bambi manca troppo il centravanti, la malinconia l’ha così intriso che adesso gli manca pure la maestra delle elementari. Di buono c’è che quando fuori piove dentro c’è sale, pepe, olio piccante e salsa verde. Un intervento migliorativo da applicare al reiterato utilizzo di Boateng? Dotarlo di un mantello per dare sempre il giusto pathos alla sua presenza. Voglio pensare così positivo che pubblico persino una foto di Buster Keaton che ride. E mentre l’attacco non incide, l’attacco del Governo al ceto medio porta il Bambi a considerare meno peggiore l’aumento dell’IVA. Falsi nueve e non solo, perché ci sono anche falsi che vanno in giro con i jeans strappati e poi in casa viaggiano con il pigiama di pile e due paia di calzini. Sempre il Bambi a proposito delle disquisizioni sul blog in cui si esaltano allenatori e se ne bocciano altri, si esaltano centravanti e se ne bocciano altri, si esaltano direttori sportivi e se ne bocciano altri, mi ha confessato di vivere l’inquietudine che si annida tra le pieghe della mancata informazione nel caso decidesse di non leggere più i vostri commenti, e allo stesso tempo della quasi certezza di essere disinformati nel caso che invece vi legga. In San Frediano si sa siamo tutti un po’ ciane, l’ultima voce che circola è che il cugino del parrucchiere di Vlahovic sostiene che il bomberone gioca poco solo perché non prende le bustine di magnesio come gli ha suggerito Montella. Intanto continuiamo imperterriti a chiedere spiegazioni, sul modulo, sull’impiego di alcuni giocatori piuttosto di altri, sugli investimenti, sullo stadio, mentre più diventiamo grandi e meno domande dovremmo fare. Ci occupassimo di più a capire come fermare il tergicristallo del lunotto posteriore.

lunedì 4 novembre 2019

Nientepopodimeno


Tanto per riallacciarsi alle dichiarazioni di Montella del prepartita in merito al valore della squadra dello scorso anno, e poi rendere merito all’allenatore di copertina dell’ultima giornata, se nella stagione passata avessimo avuto Maran saremmo andati in Champions. Centravanti si centravanti no, alla fine tra falsi e veri tocca a Castrovilli fare il centravanti che la butta dentro. Partita povera di emozioni, ritmo e qualità, tanto che ho chiamato il Bambi per dirgli di pensare a chi sta peggio. Mi ha chiesto di dargli il numero di chi sta peggio che l’avrebbe chiamato per dirgli che lo stava pensando, in modo da riprendere a lamentarsi di una squadra che se decimata da infortuni e squalifiche mostra una rosa alquanto modesta. Un primo tempo nel quale non ho capito bene se la squadra fosse più preoccupata per le ripartenze del Parma o per i 3000 esuberi in Conad. Troppe battute d’arresto oltre le cose insomma. Certo nessuno ci regala niente, forse ci vuole un po’ più di coraggio, magari basterebbe comprare un Gratta e Vinci. Castrovilli sempre il migliore pur non giocando la sua migliore partita, ancora determinante, Chiesa il peggiore con l’influenza come attenuante. Onore quindi a chi ha inventato la frase “rido per non piangere”. Per fortuna i miei pensieri notturni hanno stipulato una dichiarazione d’indipendenza dalla ragione fondando gli Stati Separati di Metà Classifica. E’ diluviato anche sull’entusiasmo. Poi alla fine di mille discorsi serissimi, il Bambi riferito ai 197 minuti disputati fino ad ora in campionato da Vlahovic, è riuscito ad utilizzare “nientepopodimeno” senza ridere.

domenica 3 novembre 2019

L'antidolorifico


Povero Bambi, lui che è salito in cattedra per contestare la posizione di Sottil e il mancato utilizzo di Vlahovic, povero nel senso che poi ha perso un po’ di credibilità dopo aver rallentato un paio di giorni di fila all’altezza di piazza Tasso per dare la precedenza a un ragazzo che sembrava voler attraversare la strada, c’è voluta la compagna a svelargli che era solo un’installazione in ferro di un’artista di Genk. Momentaccio per lui che ha scoperto anche di scopare meno di alcune suore siciliane. E poi dell’esistenza delle Sorelle della marijuana. Rimane comunque a suo grande merito il fatto di essere fiorentino vero nato in via dell’Orto, e di aver giocato sempre con le carte napoletane, di fatto inventando la globalizzazione. Questo fine settimana lungo lo ha destabilizzato a tal punto che ha scritto una poesia dedicata alla nebbia. Me l’ha letta per telefono ma non la ricordo esattamente, o forse sono un po’ invidioso, comunque il tema è quello della nebbia che si addensa intorno al cuore, e allora nella notte buia azzarda un sorpasso senza vedere un gruppo di suore, sente solo grida di dolore. Rimane comunque ottimista sul primo gol in serie A di Vlahovic, a tal punto che invece di bicchiere mezzo pieno va direttamente di quartino. Sarebbe bello un suo gol decisivo oggi, come quando fa effetto l’antidolorifico.

sabato 2 novembre 2019

I più sensibili



Avessimo almeno uno a caso tra Di Francesco, Spalletti, Gattuso, Giampaolo, Andreazzoli, De Zerbi, Tudor e Mazzarri, perché il rischio più grande è che alla fine Vlahovic se ne vada al Genk. Ad Halloween ho risposto con spaghetti aglio, olio e peperoncino. Mentre come buon auspicio proprio per Vlahovic, a chi bussava alla porta ho dato le “Goleador”. Mi guardo intorno e la gente in fila all’Antico Vinaio mi sembrano sempre più juventini che aspettano la vittoria della Champions. Per la commemorazione dei defunti tengo ad evidenziare come visto dalla parte di chi sta per fare il grande passo, si seguono regole non scritte diverse che rispecchiano l’anima di due città agli antipodi. Mi riferisco a chi si vuole suicidare sotto la metro di Roma e Milano, quest’ultimi per non recare disagi e mantenere alto il solito ritmo, lo fanno al capolinea. A Firenze non abbiamo metropolitana, ma il Raugei che lavora nella Polizia Stradale ha comunque delle deformazioni professionali, e a una donna la prima cosa che guarda sono i documenti. Interessante iniziativa delle escort che cercano di combattere il disinteresse che traspare chiarissimo nelle file dell’Antico Vinaio. Mentre al cimitero i più sensibili possono andare a piangere anche i fiori recisi. Per i più sensibili intendo quelli che temono il mancato rinnovo di Sottil.

venerdì 1 novembre 2019

Annata scarsa


Sono convinto che i tifosi Viola inneggianti cori razzisti siano solo una piccola parte, di fatto sono persone che vogliono bene a modo loro. Innocui, che solo qualche anno fa suonavano ai citofoni e poi scappavano. Non sono cattivi. Di quelli che nelle interviste post delitto, i vicini raccontano con stupore; “salutavano sempre”. Per Halloween intanto mi sono vestito da restyling del Franchi. Mi meraviglia molto che gli unici due allenatori al mondo a non capire le grandi capacità di Vlahovic gli siano capitati entrambi, e uno dietro l’altro. Una sfiga mai vista. Mentre non mi meraviglia per niente, anche se questa volta a proposito di motori, che FCA e Peugeot si fondono. Sempre per quanto riguarda Vlahovic, da scansare assolutamente un insetto che si aggira sui campi di calcio che gli farebbe più ombra ancora di Ombrateng. Anche il Bambi a proposito del suo scarso utilizzo non si capacita di come mai ad altri viene data la possibilità di giocare, ma poi si è detto che se ad altri è stata data significa che non c’è alcuna preclusione verso i giovani con grandi potenzialità. Si è trattenuto così tanto in questi pensieri che all’ultimo si è ritrovato indeciso tra Halloween o Aulin, per tagliare la testa al toro ha preso un granchio. L’ultima considerazione che salvo dopo la vittoria col Sassuolo è che malgrado tutto, ogni tanto corriamo pure il rischio di essere felici. Quando parlate di Boateng, invece delle tante disquisizioni tecniche sulla tipologia del giocatore e del ruolo, vi esorto ad alzare il livello dell’analisi. A questo proposito vi consiglio di guardare su YouTube la spiegazione di Rocco Schiavone sulla differenza tra “sti cazzi” e “me cojoni”. E aggiungo che alle polemiche arbitrali preferisco “Downton Abbey”. Ieri ho avuto un fastidio all’occhio, poi mi sono ricordato che mi avevano portato l’olio nuovo. Buono, ma in quantità inferiore di quella ordinata. Annata scarsa. Probabilmente mi deve essere entrata una bruschetta nell’occhio. Decisione ponderata di questo fine settimana lungo e di cattivo tempo previsto; mi terrò lontano da quelli che ti vogliono portare a mangiare il pesce in un posto che conoscono loro.