.

.

lunedì 21 ottobre 2019

Riflessione in attesa della formazione


Diciamo che giocare con il centravanti è per i coraggiosi, per tutti gli altri ci sono i bomboloni alla crema. Sono arrivato al punto che vedere giocare gli altri non è più neanche una rottura di coglioni, è più tipo una vellutata. E’ così che alla domenica rimangono vino, cibi e vizi. Dal Bambi mi si dice, invece, sesso, droga e il cambio dell’armadio. Domenica nella quale c’è da sopportare anche le teste di cazzo che non raccolgono i bisogni del loro cane. E le Camper hanno la suola peggiore per pestare una merda. E non mi riferisco a Gasperini. Certo meglio che a Milano quando gioca il MIlan, perché è veramente difficile distinguere le pene d’amore da quando alle persone gli girano le palle perché hanno subito il pareggio al novantaduesimo. Sarà una notte agitata prima dell’uso. E goduria Mazzarri.  Se in assenza di Fiorentina vi fosse venuta voglia di fare una bella passeggiata sappiate che siete ufficialmente entrati nella terza età. Il Bambi non è certo andato a camminare, ma anche a lui la seconda domenica consecutiva senza Fiorentina lo ha innervosito a tal punto che dopo aver litigato con la propria compagna ha dichiarato di apprezzare di più il suo cane a lei. Tra l’altro non ha un cane. E allora se non ce l’ha potete pensare che quella nella foto è proprio la sua compagna. In attesa della formazione vi lascio con una riflessione, la legge di bilancio ci porta nuove tasse, casa, trasporti, carburanti, la cornice definitiva del DEF è stata inviata a Bruxelles. Piccoli e grandi balzelli, inasprimenti fiscali che colgono in contropiede tutti coloro che si ritengono cittadini del mondo, ecco, ma loro dove le pagano le tasse?

domenica 20 ottobre 2019

E nel dubbio...


L’attesa della partita è essa stessa una rottura di coglioni. E poi l’Atalanta messa alle strette ha scoreggiato. Un tempo per uno a sottolineare l’ostinazione di questa mezza stagione. Gasperini imbufalito meglio delle castagne. Al lungo elenco dei riality, che coprono ogni fascia d’età, ne manca uno ambientato nei lunedì del monday night. Un tartufo bianco di San Miniato e un salamino del Falorni mentre aspetto con fiducia. E poi Rocco chi? Forse Casalino, che dalla casa del Grande Fratello arriva alla Casa Bianca, cosa che mi fa pensare ad Hagi che dalla Fiorentina è finito al Genk. Il kamasultra di Jacovitti e Calypso di Harry Belafonte per combattere la seconda domenica consecutiva senza Fiorentina. Secondo Jacovitti un’ammucchiata è un congresso carnale multiplo di almeno dieci persone. Fino a sei è un rapporto sentimentale. Diciamo che questo fine settimana di campionato è in comode rate. Si insomma, questa partita che non arriva mai mi farà invecchiare, mi ci sto giocando l’adolescenza. Il “Tua Rita” è vino da grandi occasioni, e gran vino, l’ho bevuto un paio di anni fa, forse qualcuno prevede il primo gol in Serie A di Vlahovic, oppure c’è da festeggiare l’assorbente come simbolo di Italia Viva. Magari un buon vino per sottolineare il nostro equilibrio precario, che tutto funziona bene in completo disaccordo. O per spiazzare qualcuno anche non essendo rigoristi, ma solo gentili. Forse c’è da festeggiare un’altra splendida rimonta  3-0 3-3 subita da “simpatia” con tripletta di Mutu nell’ultima mezz’ora. E nel dubbio Gasperini merda.

sabato 19 ottobre 2019

L'incantesimo


Devo ammettere che è solo grazie a voi se è aumentato il numero delle persone che ci seguono. Di queste, molte prima leggevano solo l’oroscopo per sapere le cose. Del resto il blog va per la maggiore perché non ci sono mai stati così tanti libri e così pochi lettori. Forse quello che diciamo alla fine non è poi così inutile, penso al primo che ha separato il tuorlo dall’albume, qualcuno in quel momento avrà pensato a che cazzo servisse montare l’albume. Oppure chi ha deciso di cuocere il mais per farne pop-corn. Così anche quello che diciamo noi presto o tardi sarà rivalutato. Fermo restando che la squadra della stagione scorsa non era da Champions nemmeno se Vlahovic avesse segnato il primo gol in Serie A. Poi tra 100 anni potremo essere considerati quelli che avevano scoperto la funzione per riscaldare liquidi lontano da fonti di calore. Mi riferisco a quando beviamo l’acqua fredda e poi andiamo a pisciare. Io oggi, qui, per i posteri lancio “il lampredotto di cittadinanza”. Qui dove si sostengono verità con la stessa sicurezza del benzinaio che fa il pieno mentre fuma la sigaretta. Quando si accorgeranno delle nostre verità cercheranno  di spaccare il capello in quattro per smontare quello che si è avverato nel tempo, e la nostra visione ampia, quel vedere lontano, quel sapere a 360 gradi spaccato in quattro, diventeranno quattro bischerate a pecorina. Ci daranno di rincogliniti raccontando che all’inizio rientravamo all’alba mentre alla fine ci svegliavamo. Cercheranno di dimostrare che pensavamo in grande; a montagne di cazzate. Rimarranno comunque stampate pagine nelle quali era stato detto che le giornate brutte (quelle con Simeone centravanti) passano esattamente come quelle belle (quelle con Vlahovic centravanti). Ho avuto una soffiata su materiale fake già preparato per sputtanarci. Sarà descritto uno di noi che qui pontifica, e che fuori di qui una volta in un negozio di serramenti è uscito salutando tutti non dalla porta da dove era entrato ma da una di quelle in esposizione. Hanno anche già falsificato un sondaggio che avrei lanciato io: “Si rompe prima l’incantesimo o Ribery?”. Chissà se troveranno mai tracce sullo scollo della Beatrice dalle poppe grosse?

venerdì 18 ottobre 2019

Scenari apocalittici


Ho visto che gli scendevano le lacrime e ho pensato che avesse appena letto le designazioni arbitrali, poi invece era solo il collutorio Listerine alla menta forte. Chiarito ciò il Bambi mi ha detto che dopo il confronto Renzi-Salvini si sente politicamente rappresentato dallo stracotto di gota. Mentre ogni giorno che passa scopro cose che avevate detto, probabilmente parlate nel sonno. Un’amica sommelier mi ha indicato questa come un’ottima annata per chi rimanda il cambio dell’armadio. Noi amici che malignamente le abbiamo vietato di usare espressioni tipo “a bocce ferme”, per via della professione, ma anche per quella quarta abbondante che sballonzola tutta quando corre con la fantasia. Un giorno mi disse pure di stare sereno perché esistono i vibratori. Malgrado che una volta spenti non facciano le coccole. Poi aggiunse che se avessi voluto farle un dispetto davvero sarebbe bastato parlare dei fagiolini. Lei che pur avendo la sindrome premestruale sosteneva che ad avere una vita difficile sarei stato io quando decisi di aprire il blog. Si può dire che non hanno certo sviluppato la realtà aumentata per aumentarle il seno. Poi un giorno se ne uscì che non sarebbe invecchiata, al limite ossidata come l’argenteria di famiglia. Fino a quando non prese un piccolo fazzoletto di terra per coltivare le proprie contraddizioni. Ultimamente ha persino cominciato a immaginare scenari apocalittici per ridimensionare l’infortunio di Chiesa. Ne sa qualcosa la marmotta sostituita all’uva. DDR e Ibra all'inaugurazione del cimitero degli elefanti.

giovedì 17 ottobre 2019

Da Palle d'Oro per rimetterlo in asse

Guardandola ammirato alla fermata della tramvia mi ero detto “che gran bella passera”, subito dopo ha sputato in terra. Mi è diventato subito più piccolo di quando esco dalla piscina dopo un’ora e quaranta. Allora meglio la signora in giallo che compiuti 94 anni ha sfatato il luogo comune che chi si fa i cazzi suoi campa 100 anni. Per sentirmi meglio in queste settimane prive di centravanti, ho individuato un bar frequentato prevalentemente da anziani, così sono diventato quello che sa alzare il volume della suoneria, che comunica in tempo reale notizie sulla Viola invece di aspettare Stadio il giorno dopo, quello che sa chi è quella ragazza che passa sempre in minigonna. Che passa come il tempo insomma. Noi romantici che siamo saliti sull’ultimo treno tecnologico e che quindi possiamo mettere una compilation di orgasmi e tornare indietro dieci volte su quello preferito. Poi ti accorgi che più ai piedi del letto di così non è possibile. E sabato vado da “Palle d’Oro”. Ci vado con il Bambi per parlargli e cercare di rimetterlo in asse, perché pensavo erroneamente che avesse problemi al collo, e invece la sua compagna mi ha rivelato che siccome è in atto una guerra tra lei che spolvera i quadri e lui che li raddrizza, per risolvere il problema ha pensato che la soluzione migliore fosse quella d’inclinare la testa. In più ha cominciato a parlare da solo sostenendo di aver bisogno del parere di un esperto. Un po' come chi ha sempre sostenuto che la Fiorentina dello scorso anno con un buon allenatore sarebbe andata in Champions. Io ancora mi chiedo cosa l’avranno smantellata a fare! E poi De Rossi chi? Barbara? Rocco chi? Schiavone?

mercoledì 16 ottobre 2019

Alle tre dove nessuno lo sa


Non ti puoi distrarre un attimo che l’indecisione se ne approfitta subito. Ieri sera a un certo punto non sapendo più se guardare “Scemo + scemo”, oppure Porta a Porta con Renzi e Salvini, ho optato per “4 ristoranti”.  A me la storia di quei due sardi che per truffare l’assicurazione hanno utilizzato un cinghiale scongelato, quello che nei loro piani avrebbe attraversato la strada non mi lascia per niente tranquillo. Fossi negli inquirenti proverei a verificare se in famiglia questi signori hanno anche un anziano che riscuote la pensione. Perché magari è nel congelatore pure lui. Intanto sto sostenendo come un leone la mia personale battaglia contro il naso tappato per colpa del cloro. Starnuti a momenti e fazzoletto incerto, ma non mollerò. Non gliela darò vinta. Viva le narici libere e i respironi per odorare il lampredotto all’uccelletto. Poi ci sono quelli a cui viene l’influenza in concomitanza della raccolta delle olive. Come il cloro, le olive evidentemente danno noia come il cloro. E che queste settimane vuote di Fiorentina vi spingessero alla ricerca di funghi lo posso anche accettare, ma sappiate che le castagne non sono di tutti. Attenzione che alla prossima sosta potreste diventare anche cacciatori di miele come i nepalesi. E poi strani movimenti con la pila del telefonino, quando le due sono di notte, le quattro sono di mattina, mentre le tre nessuno lo sa. L’ora in cui Vlahovic gioca dal primo minuto, lo stadio nuovo non è illuminato a giorno, ma a nessuno lo sa, Eva invece del serpente ama Ribery. Alle tre dove nessuno lo sa nasce uno dei più grandi equivoci, c’è chi chiede al Bambi se ha mai sentito parlare del prodotto interno lordo, lui non risponde pensando a un sondaggio sui prodotti per pulirsi dentro dai sensi di colpa, dall’altra parte gli fanno presente che chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Solo alle tre dove nessuno lo sa, possono scambiarlo per una persona cortese.

martedì 15 ottobre 2019

E' nel dopo che accade tutto il resto


E poi scopri che non giochi nemmeno il prossimo fine settimana, allora mi racconto che l’attesa del piacere è essa stessa piacere. Basta che non finisca come per quel fenomeno strano che succede in Italia; il lavoro diminuisce e le morti sul lavoro aumentano. Se continua così nel fine settimana non ci resterà che andare alle terme. Tempo ne abbiamo avuto abbastanza, chi ha pensato allo stadio, chi alla giardiniera, il Bambi ha invece sottolineato che se a vincere il campionato mondiale di pasta è stato un giapponese è perché i nostri chef sono sempre in televisione. Meno male che l’onore è salvo grazie al buon vecchio Iginio. Tempo che almeno io ho parzialmente impiegato per mettere a fuoco la traccia di un romanzo che ho in testa da un po’. Il titolo provvisorio è “Perché dovresti amarmi anche se ho l’eiaculazione precoce”. Nella prima parte il protagonista fingerà di aver vinto 200 milioni alla lotteria. Nella seconda esalterà soprattutto la seduzione del dopo. Rivestirsi questa volta lentamente, senza fretta di andare. Perché è nel dopo che accade tutto il resto. E nel dopo c’è anche il tagliare salame e aprire buone bottiglie di vino. Sulla copertina ci sarà una bruschetta con accanto uno spicchio d’aglio a specificare che la storia viene vissuta in una casa per bene. Con lei che dell’appuntamento dal parrucchiere preoccupano solo gli specchi. Lui che per superare la tentazione di scrivere su un foglio bianco la formazione senza centravanti malgrado l’infortunio di Chiesa, ci spruzza sopra un po’ di Viakal.  Alla fine le regala un mappamondo con la bandierina dove verrà costruito il nuovo stadio. In alto mare.

lunedì 14 ottobre 2019

La giardiniera di Morgan


Ottobre è così bravo a far credere di essere agosto, che sembra Pioli che ha fatto credere alla dirigenza milanista di essere un allenatore. Nelle mie 100 vasche di ieri, per l’ultima ho replicato lo scatto tipico da anziano che di solito riservo solo a quando sono in coda al supermercato e apre la cassa numero 6. Anziano come Ribery che alla fine ero così stanco che ho sbagliato bagno. Poi ho strappato una promessa al Bambi, vista l’età a forte rischio che mi ritrovo, nel caso mi vedesse col sigaro, i Rayban a goccia, ballare la musica anni 80, mi dovrà portare in Svizzera a staccare la spina. E come disinfetta il cloro i pensieri del Milan in Europa, poco altro. Per me non è un problema se faremo lo stadio nuovo a Campi, ho già ordinato la carta da parati con su stampate le scale elicoidali del Franchi. Tra le scoperte interessanti del fine settimana vi segnalo una delle cinque giardiniere di Morgan, croccanti in agrodolce. Vi consiglio vivamente, se ancora non l'avete fatto, di fare il primo passo verso la giardiniera. Intanto il Bambi è già una settimana che non si parla, ha visto il Gran Premio di F1 e ha seguito la Barcolana. Le giornate del FAI e la torta di mele della mamma. In assenza di Fiorentina ho acceso una candela al profumo di mare. Meglio con la candela? Mi ha chiesto la Rita. Insomma, come il pubblico di Striscia che deve ridere alle battute di Greggio.

domenica 13 ottobre 2019

Toccare il Fonda


Sentendo Cottarelli affermare che l’Italia avrebbe bisogno di uno shock, penso si riferisca a Vlahovic dal primo minuto contro il Brescia. E la domenica senza campionato inizia già dimenticata. Non mi resta che cercare di fermare questa epidemia di avocado nelle insalate. Siamo un po’ tesi senza la partita, mettiamo un divisorio con gli altri come quello al supermercato per dividere la spesa, la nostra paura però non è che ci rubino la provola, ma la felicità di una vittoria Viola. Oggi saremo dormiglioni col sonno degli altri. L’unica cosa è che io parlavo da solo anche prima del blog. Poi non è solo la domenica senza Fiorentina, e comunque con l’infortunio di Chiesa, è proprio difficile vivere in un mondo dove arrestano Jane Fonda. Il Bambi vorrebbe far saltare la Nazionale (che sembra l’Irlanda) con il plastico, ma la compagna ha paura che Greta s’incazzi.

sabato 12 ottobre 2019

Il dolore della sosta


Se un fine settimana senza Fiorentina può sembrare soprattutto senza senso, per consolarmi penso a quei cantanti i cui CD sono nel cestone delle offerte dell’Autogrill a meno di tre euro. E forse apro pure la bottiglia di limoncello comprata a Limone Piemonte. Guarire da questa malattia non è facile, non è come quando guarisci con i prodotti omeopatici che significa che non avevi un cazzo. Il Bambi per questa patologia crede più alle qualità terapeutiche della Cannabis, lui che del genere narcotraffico ama fumare in accappatoio dopo la doccia. Nel suo periodo più difficile, che non è riferito alle soste di campionato, potevi ascoltare sua madre fuori dal Sert lamentarsi per quanto aveva dovuto insistere a fargli mangiare il cavolo che faceva tanto bene, a dargli solo la carne migliore per farlo crescere sano, e poi vederlo strafatto d’eroina. Una volta in assenza della partita si dava la colpa alla televisione che ci costringeva a guardare programmi di merda. Oggi che l’alternativa alla partita, e alla televisione, è Internet, c’è la riprova che guardiamo programmi di merda proprio perché ci piace guardare programmi di merda. E al momento che partoriscono le donne capiscono il dolore che prova un uomo quando c’è la sosta per la Nazionale. Certo se chiedi a una donna che cosa vuole dal suo uomo quando c’è la sosta ti risponderà sempre che le trovi il clitoride. Ma più patetica di una domenica senza campionato c’è comunque la lotteria con gli scontrini. Diciamo che la sosta ci serve almeno per un ulteriore riflessione sulla giornata di campionato precedente nella quale spicca la vittoria della Juve a Milano contro l’Inter. Vittoria che evidenzia i grandi meriti di Pratici e di Sarri, il primo perché ha fatto di tutto per vendere Higuain e Dybala autori dei due gol, e il secondo perché ha portato alla vittoria una squadra più forte e con giocatori più costosi contro una squadra meno forte e con giocatori meno costosi. Riflessione anche per approfondimenti di tipo tattico, 356 datato, ma che rimane il mio modulo preferito.

venerdì 11 ottobre 2019

La macchina del tempo


Terreni ma non solo, l’ex Ponte Morandi a giugno sarà finito. Ci sono le pile che lo sosterranno e non i pioli. E poi secondo me dovreste imparare a riservare a voi stessi più attenzioni e gesti carini. Che tanto con gli allenatori è tempo sprecato. Il mio contributo ai terreni di Rocco è un robot che sonda i campi coltivati dai parassiti. Lo saprà Pioli che il diavolo fa le pentole ma non la minestra? Non siamo sulla stessa lunghezza d’onda perché io la macchina del tempo non la vorrei per rivivere le giocate di Edmundo, ma per usarla quando si rompe la linguetta della scatola delle acciughe del Cantabrico. La nostra locuzione guardando le partite del Milan sarà “urbi e corvi”. E ho paura che alla fine di tutti ‘sti discorsi sulle capacità altrui viene fuori che i fantasmi esistono mentre noi no. Senza contare che se uno mi ferma per chiedermi che cosa faccio questo fine settimana senza il campionato gli rispondo “non sono di qui”. Oggi ve lo do io il buongiorno o grandi e ineguagliati saggi. E i terreni anche perché ce l'hanno più lunghe dei Della Valle.

giovedì 10 ottobre 2019

Sotto i riflettori a led


Non so voi ma visto gli € 1,70 che risparmieremo ogni anno per il taglio dei parlamentari, li investirò in “Goleador”. Perché costano sempre 10 centesimi come 10 anni fa, vero bene rifugio altro che il mattone o l’oro. Qualcun’altro sostiene che il risparmio sarebbe di € 2,15, poi ci hanno dato Battisti su Spotify e Pioli al Milan, a questo punto non mi resta che andare a vedere Joker. A noi che ci ferisce l’orgoglio sapere a chi sono affidate certe panchine alla fine non resterà che parlare dell’ora legale. E chi come me viene da un quartiere difficile, sa cosa vuol dire osservare chi avanza nella scala sociale senza meriti, mentre noi moriamo di colesterolo alto. In San Frediano se volevamo tornare a casa la sera con la bicicletta dovevamo azionare la dinamo e così la pedalata si faceva faticosa. Oggi i 2000 hanno i led, e di conseguenza i ceppiconi sono sotto i riflettori a led. Già mi immagino quali acrobazie in presenza di filotti vincenti e in assenza di lutti, le stesse che siamo costretti a fare quando lottiamo con il copripiumino. Le macerie di Pioli lasciate a Montella si trasformeranno nel buon lavoro lasciato da Giampaolo. A proposito di Pioli forse “basta che respira” potrebbe essere applicato anche agli allenatori e non più solo alla passera. Risultato della nuova panchina milanista, al Bambi la fame nervosa ha già prodotto + 1 kg, dorme 2 ore per notte, mal di testa 16/24 e desiderio irrefrenabile di una fumeria d’oppio a Saigon. Via uno capace dentro un ceppicone, di buono c’è che con quello buono il Milan era dietro in classifica, e quello ceppicone è garanzia che ci resterà. O no?

mercoledì 9 ottobre 2019

Che dice Greta?



Farà un freddo afoso a chi è in cerca di spiegazioni sul perché di Pioli al Milan. E’ incredibile dare una squadra così titolata a un ceppicone. Ma il mondo va alla rovescia. Anche il Bambi che ha fatto Agraria aveva comprato dei semi di avocado, e malgrado il suo sapere li ha seminati senza risultati. Forse la terra, forse il clima non adatto per quei frutti, tanto che alla fine è dovuto andare alla Coop a comprare il guacamole. Questo nuovo incarico di Pioli è dunque il punto di non ritorno, come a proposito della grande distribuzione, che invece di creare prodotti migliori ha cominciato a cercare utenti più stupidi. E solo gli ottimisti di fede rossonera vedranno la luna mezza piena. A questo punto come certezza ci rimane solo l’ora legale. E noi che capiamo di calcio rimaniamo interdetti, attoniti, nella terra di nessuno. Perché il calcio è come la vita che è fatta sostanzialmente per quei ricchi che quando fa caldo hanno il condizionatore e quando fa freddo il riscaldamento, mentre noi poveri ma competenti che potremmo cavarcela almeno nelle mezze stagioni, scopriamo che non ci sono più perché i ricchi hanno acceso troppi condizionatori e troppi termosifoni. Naturalmente io non entro nel merito perché non voglio precludermi una carriera politica. Ma che l’abbiano scelto squadre come Lazio, Fiorentina, Milan e Inter mi fa pensare che la prossima a questo punto potrà essere solo Italia Viva. Alla fine verrà fuori che sei anziano quando ti meravigli che esistono ancora società pronte a ingaggiare Pioli. Un peccato perché alla Mazzanta con Spalletti e Allegri si era formato proprio un bel gruppo. Unica nota che mi fa credere ancora nel futuro del calcio è che la Cassazione ha rifiutato i domiciliari a Brusca. Si dice che Maldini abbia scelto Pioli perché elemento tipico della Scala del Calcio. Mentre i tifosi del Milan già lo contestano, quelli con l’orologio a cipolla piangono. Senza contare quelli che già hanno una relazione clandestina con l’autunno. E quelli a cui vengono in mente solo i proverbi. Pioli al Milan insomma, che dice Greta, manca ancora tanto?

martedì 8 ottobre 2019

La sceneggiatura e il barile


Il problema del calcio è che non impari a capirlo malgrado guardi partite su partite, a differenza del Gewurztraminer che più lo bevi e più riesci a pronunciarlo. Non a caso a noi sono sempre piaciuti Di Francesco, Giampaolo e Andreazzoli perché stavamo imparando a pronunciare il vino. Agli sportivi invece, quelli che mandano foto sul blog delle loro imprese, foto taroccate per coprire l’identità, dico solo che le foto senza testa solo se siete lei. Poi una mia sceneggiatura in cerca di un produttore (dal titolo “il trita documenti lo porto io”); un tifoso Viola trova il semaforo rosso, aspetta molto, ma a differenza della prima vittoria di Montella, il verde non scatta mai, l’unica cosa positiva è che non ha un cazzo da fare e si libera un posto auto. A quel punto accosta e si siede su una panchina accanto a spacciatori, pensionati e Vlahovic, viene morso a un polpaccio da un cane randagio, rotola fino dentro a una fogna, da una gozzata e si trasforma in una creatura mitologica: un allenatore che usa il centravanti. Poi una carrellata sui cantieri della tramvia, comincia a piovere come in “Blade Runner” e allora i pensionati si spostano all’interno del Pecchioli gomme in viale Petrarca a guardare una macchina sul ponte. L’immagine finale è quella degli spacciatori che si rivolgono al Signore ringraziandolo di averli fatti riavvicinare alla fede, mentre il tifoso Viola ringrazia per averlo fatto riavvicinare alla fermata della tramvia "Federiga". Nel frattempo il campionato cala di livello, per due fenomeni + Andreazzoli che se ne vanno e almeno un ceppicone che arriva. Ma nei titoli di coda il colpo di scena, finalmente arriva l’allenatore dei sogni, quello all’altezza delle nostre ambizioni, inattaccabile per curriculum e personalità, che alla vigilia della prima di campionato ci dice con la voce di Guardiola che la vita è quella cosa che poi muori. Se qualcuno si chiede del perché ho scritto tutto ciò, ieri è stata la giornata mondiale del fondo del barile.

lunedì 7 ottobre 2019

La ciambellina fritta


Vittoria robusta, corroborante, con Drago decisivo sulla Lasagna della domenica. Una partita difficile, portata a casa con maturità e pazienza. Unica nota negativa il gol di Milenko che non permette l’ingresso in campo di Vlahovic. Partita risolta su calcio d’angolo, essenziale come quelle trattorie che non hanno lo specchio in bagno. E la vita dura troppo poco per capirci qualcosa su Caceres, che avevo sottovalutato, e che invece adesso mi sembra il migliore della difesa. Poi mi chiedo se avete mai provato a tacere sulla parte tattica, è bellissimo. Perché chi da insufficienze dopo una vittoria così importante, in quelle partite in cui di solito non vinci, è trascinato per i capelli in un mood melodrammatico in termini strazianti. Certo, mi si dirà cosa centra la vittoria con il rendimento di certi singoli? Lo so che c’è solo volontà di precisione estrema nelle valutazioni. E vi immagino descrivere nel menù del vostro ristorante che il timo per il ragù di salsiccia è stato appena raccolto da una vergine in una notte di plenilunio. Mentre io, incosciente, ignaro, inconsapevole di certe prestazioni negative, sono andato a festeggiare con la ciambellina fritta del “Cucciolo”. Del resto la luce che ho visto sul colpo di testa vincente di Milenko posso paragonarla solo a quella di quando la maestra Bianco alla fine delle Elementari mi abbracciò e la mia faccia sprofondò nel suo seno. Sono sincero, non ho rilevato niente di negativo perché mi sono beato della vittoria così come succede quando la bellezza di un dipinto si sposta dalla tela agli occhi di chi ci si è perso dentro. Certo, in un mondo equo Hagi giocherebbe nel Barcellona. Insomma, in questa sosta per la Nazionale io mi adagerò sugli allori e voi sulle spine. E riferito a Vlahovic quando dicono “basta volerlo”, dicono una marea di cazzate. E che al Bambi queste tre vittorie consecutive abbiano fatto benissimo lo si nota quando sente il rumore dei tacchi sul pavimento e gli si alzano le orecchie come ai cani. E se a Brescia arriverà la quarta consecutiva forse tornerà anche il Televideo. Mentre è sterrato il cielo sopra Giampaolo e Di Francesco.

domenica 6 ottobre 2019

Divertirsi comunque


Diciamo che ai porcini e alla rosticciana per il primo fine settimana veramente autunnale si è aggiunto anche il plaid. Non a caso oltre a cercare la vittoria con l’Udinese abbiamo cominciato a cercare il sole invece dell’ombra. E per la Rita che vuole l’uomo non banale ho stappato un Cabernet Franc. A questo proposito dopo le ultime analisi che hanno evidenziato la necessità di evitare gli alcolici, alla terza occasione in cui la compagna ha preparato un bel pranzo senza la solita bottiglia di vino, il Bambi ha fatto outing affermando di essersi rotto il cazzo. Già deve fumare di lato perché a lei da noia il fumo in faccia. E non parlo di Vlahovic, non tanto per non urtare la sensibilità di chi opta per il centravanti, ma per paura che aumenti l’assicurazione. Insomma, malgrado l’età dovremmo riuscire a divertirci comunque. Anche senza centravanti. E pure l’occhialino appannato ha un suo lato positivo, quando dopo cento vasche nascondono lo sguardo esplicito di quelli più giovani che ti considerano un ultra cinquantenne che non vuole rassegnarsi all’oblio. Mentre alla conferma di una formazione ormai sempre uguale, appena esci dalla città risponde l’alternanza tipica di stagione; una auto, un trattore con l’uva, un auto un trattore con l’uva. Se oggi non andrà bene non farò trapelare niente, voglio mostrarmi un uomo vero davanti alla Rita, non voglio commuovermi davanti a lei. Resistere come davanti a un bel paio di poppe.

sabato 5 ottobre 2019

Tra realismo dazi e lunch match



Alla fine è stata una gola profonda del tifo rossonero a rivelare lo stratagemma usato per facilitare l’errore di Chiesa dal dischetto. E ci mostra la foto che li ha ispirati, era l’89 e allora si cercò di distrarre Larry Bird ai liberi. Poi le sovrapposizioni tra chi spinge per il cambio di stagione e chi per il cambio in favore di un centravanti. Tra i più realisti che conosco, tolto il Bambi che ormai ha preso atto del 3-5-2, c’è il Pizzichi che ha memorizzato il numero dell’amante con il nome “Amante”. Poi il Centi che prende le scale accanto alla scala mobile per far prima, ma solo per scendere. Mentre il Benedetti usa lo spremiagrumi elettrico. Realisti che puntano molto sulla scarsa memoria altrui per sentirsi invincibili. Ma così realisti che i loro cassetti straripano di roba per non lasciare nessun spazio ai sogni. Una sorta d’istigazione a delinquere per chi poi è impossibilitato a rubare i sogni ed è costretto a rubare il rame. Senza contare che ci si occupa troppo del tortellino col ripieno di pollo e poco del panettone che qualcuno dopo il prossimo turno potrebbe non arrivare a mangiare. Così che alla fine mettere i dazi sulla pizza è sempre meglio che metterci l’ananas. Riguardo alle sensazioni per la partita di domani c’è chi lo ritiene un trappolone pieno d’insidie e chi invece una partita che non può preoccuparci, così anche nel cantiere in cui ero in settimana, tra i muratori c’è chi vedeva la betoniera mezza piena e chi mezza vuota. Un altro ha preferito affermare “meglio il mare della montagna”. Un giorno non molto lontano vi svelerò anche il mistero di svegliarsi molto presto pur non avendo un cazzo da fare. Mentre a proposito delle ottobrate fiorentine, romane e maremmane, devo dire che mi piacerebbe farmi un altro fine settimana a Capalbio ma non so proprio a chi lasciarvi. E se c’è una cosa che invidio a Roma non è certo Edin Dzeko, ma il maritozzo con la panna. Lunch match che in casa Bambi è sempre stata una bomba a orologeria tra chi ritiene sacro il pranzo della domenica e chi invece la partita della Fiorentina. Alla fine dopo trattative serrate, polemiche feroci, momenti d’incomprensione di coppia, è stato deciso o il silenzio o il pinzimonio.

venerdì 4 ottobre 2019

Analisi e strategia


Se ci mettono i dazi sul vino noi risponderemo mettendoglieli sul mais così almeno finiremo di ritrovarcelo tutte le volte in quelle insalatone di merda. Poi ho osservato un minuto di silenzio per tutti i commenti trionfali che i tifosi interisti non hanno potuto fare. Andava tutto bene, ma l’arbitro ha fischiato l’inizio del secondo tempo. Mentre a proposito di considerazioni fatte in ammollo, frequentando uomini e donne in costume ho potuto ricredermi sul quel luogo comune che ci induce a credere che chi si tatua poi dovrà fare i conti con l’età che avanza. Perché ho visto un signore che aveva ancora un bel polipo sulla spalla malgrado la pelle fosse un po’ avvizzita. Mi sono ricreduto nel senso che nuotando mi sono chiesto se invece di un polipo fosse un sole. E chissà se a questo proposito Lotito quando parla di pelle normale esclude l’eventualità di un tatuaggio. E non è vero che non ci sono effetti collaterali, ricordo che il Bambi fu costretto ad immobilizzare un suo amico che continuava a prendersi a schiaffi da solo perché si era dimenticato di essersi tatuato una zanzara. Del resto la monotonia sconfina in analisi, e alla fine capisci che ti piacciono soprattutto le persone emotive. La monotonia che di conseguenza sconfina anche in strategia, e per capire chi è emotivo cominci a monitorare con attenzione chi non riesce a far bene la retromarcia in pubblico. E che lo sport faccia male lo posso ribadire con forza, a forza cioè di fare vasche non ho più il tempo materiale di utilizzare i 1000 minuti di chiamate verso tutti. Intanto Cabernet Franc per il fine settimana, e decisamente castagne! Tanto per rispondere a questo cazzo di sushi. Anche se devo ammettere, e non me ne voglia Steve McQueen, che la vita spericolata vera è girellare in autunno proprio tra gli ippocastani. E comunque se dopo gli ippocastani mi ritrovo a un bivio e il sentiero non è segnato, scelgo sempre di andare verso una pizzeria.

giovedì 3 ottobre 2019

Pensieri appannati



Che lo sport non faccia bene è risaputo, specie quando la monotonia della vasca corta innesca idee bislacche. Ed è durante questa alienante ricerca del bordo per ripartire verso un altro bordo, che ho deciso di registrare il copyright della sostituzione a favore di un centravanti, e poi chiedo i soldi a tutti. Sport che in più genera dubbi quando anche le idee bislacche terminano, superati i 1500 metri, oltre a rivivere le fasi salienti di Rocco Schiavone, ti ritrovi solo con domande tipo come mai gli inglesi abbreviano “in not” con “isn’t” che richiede lo stesso numero di segni. E insieme crescono le paure. Pensi che se a Bologna fanno il ripieno dei tortellini senza la carne di maiale per agevolare l’integrazione dei musulmani, noi in San Frediano abbiamo frazionato tutto il frazionabile, gli appartamenti sono ormai troppo piccoli, e così passiamo per razzisti quando non riusciamo a rispondere ad esigenze tipiche dell'inquilino del sud, di chi cioè necessita di due camere, una sala per ballare la taranta, un ripostiglio per la lupara, un orto per piantare le cipolle di Tropea, e un giardino per il mastino Napoletano. I pensieri bagnati di cloro fanno strani giri, così pensi a quante poche macellerie sono rimaste, e allo stesso tempo a quello stacco di coscia, a quel petto abbondante, a quella fetta di chiappa che sbuca dai pantaloncini, a quel pezzo di fica insomma. Svariando con la mente sono arrivato ad immedesimarmi persino in un senatore della Dc negli anni d’oro, anche se con l’occhialino appannato invece degli occhiali con i fondi di bottiglia, e poi a un certo punto ho addirittura pensato se non fosse meglio la lettera anonima stile Brigate Rosse invece dell’editoriale. Chi ricomincia a bere per dimenticare più in generale e chi a nuotare per dimenticare i Della Valle in particolare. E mentre Ribery sorprende per lo scatto e il dribbling ancora brucianti, io procedo dimostrando perfettamente la mia età. Il mercoledì è il giorno più critico perché si colloca in mezzo alla partita già vinta e a quella ancora da vincere, allora combatto la monotonia della bracciata pensando in terzine dantesche. Di buono c’è che forse Pedro sarà aggregato alla prima squadra, e che mentre il contratto del Brennero nel tempo triplicava il suo valore, sono riuscito a chiuderne un altro che riguarda un progetto sulla sicurezza nella realizzazione del nuovo ponte di Genova. Quella visibilità insomma che Rocco ci ha dato con l’operazione Ribery. E poi all’arrivo dei 2500 mi sono inventato una sorta d’intervista immaginaria dove a chi mi faceva domande da studio rispondevo che avrei dovuto imparare a scrivere prima di scrivere.

mercoledì 2 ottobre 2019

I chiari segni di una crisi di mezza età


Non so se fa parte proprio dell’essere tifoso o se ci sono degenerazioni dovute al clima impazzito, e mi riferisco a quel salutare con favore l’inizio di un nuovo mese, e poi giunto alla fine, quel salutare con sollievo il fatto di esserselo tolto dalle palle. Ottobre che si lascia alle spalle giornate troppo lunghe a parlare di Hagi, piene di quell’umidità che si trova solo nel fondo classifica, con la coda dell’estate che si porta dietro tutte le canzoncine di merda, oltre ai selfie di piedi nudi che fanno il paio con quelli a banana di chi non centra mai lo specchio della porta. Così come non ho capito, e Firenze in questo non aiuta vista l’andirivieni massiccio di turisti, se quelli con il trolley sono invece solo fiorentini che per affrontare i 12 gradi della mattina, i 30 di mezzogiorno e i 18 della sera sono costretti a cambiarsi ogni 3 ore. E se avessi votato io a 16 anni lo avrei fatto per Casarsa, per quei suoi rigori da fermo. Così da fermo che Boateng è un principiante. Mentre sentirseli come il Bambi, senza però averli effettivamente, i sedici anni sono il segno di una chiara crisi di mezza età. Fate bene a rimarcare con “io l’avevo detto”, fare presente un'ansiosa mancanza di pazienza. Una mancanza di equilibrio che non dipende dalla labirintite. Vi metto un like perché capisco l’orgoglio e lo sforzo profuso a crederci di fronte alla montagna di scetticismo che se non va da Maometto costringe Maometto ad andare dalla montagna di scetticismo. E come chi ha rimarcato di avere avuto ragione, io voglio rimarcare di avere avuto torto. Mi ritrovo completamente nelle caratteristiche del tifoso altamente fallibile. Quello del gregge, di chi pensa con la testa dell’altro. Io sono lo stereotipo del tifoso uguale a milioni di altri. Sento di aver peccato in equilibrio e valutazioni. Ma non solo. Ieri mi è stato persino detto di essere il più intelligente presente in una determinata stanza, ed è qui, oggi, davanti a voi che voglio precisare di essere entrato nella stanza sbagliata.

martedì 1 ottobre 2019

Editoriali contaminati dal cloro



La partita col Milan è andata così bene che niente sembrerebbe poter offuscare quella gioia, se non fosse che vedere ogni volta tutti quei giocatori tatuati una qualche preoccupazione me la fa venire. Me la fa venire specie quando indosso gli occhialini. Così comincio a pensare sempre più insistentemente, e questo succedeva anche quando nuotavo prima e dopo una sconfitta, che un giorno pure il David di Michelangelo possa pensare di farsene qualcuno. Quanta superficie vergine bianca. Quanta possibilità di svecchiare quell’immagine. Immedesimarsi, vedere cioè l’autunno dal punto di vista del riccio invece che da quelle piccole lenti che dopo un po’ non si vede quasi più un cazzo. Ed è facendo queste riflessioni che mi viene naturale mettere in dubbio di aver mai avuto vent’anni. Poi visto il numero degli editoriali pubblicati, comincio ad avere paura riflettendo tra una vasca e l’altra, a dopo quanti inizierò a pensare di avere sempre ragione. Intanto sono riuscito nell’impresa più difficile, e non mi riferisco ad evitare i crampi, ma quella di mangiare frutta che sappia di frutta. E così dal gioielliere di fiducia ho comprato oltre a galletti e uva aleatico, anche delle meravigliose pesche “la regina di Londa”. Profumate e sode come solo certi culi di donne sfacciatamente giovani. Mentre un milanista di via dell’Orto sta chiedendo in giro il numero di Marco Cappato. Purtroppo per lui alcune delle azioni di gioco della Fiorentina sono finite in tragedia; tipo assist di Chiesa e gol di Ribery. Il tre a zero, la mazzata. E poi una notizia che riporta Opta; nessuna formazione di Serie A ha vinto più partite della Fiorentina a San Siro contro il Milan negli ultimi 10 campionati: 5 successi Viola in trasferta. Questo per dire che il nuoto è palloso ma quando uno è lì a fare vasche su vasche, ha anche molto tempo per ricordarsi quello che ha letto, e a buttare giù idee su cosa scrivere. Editoriali contaminati dal cloro. Mazzarri condannato da Inglese. Ed è stato alla settantasettesima vasca che ho consigliato al tifoso milanista di via dell’Orto, nel caso non fosse riuscito a reperire quel numero di telefono, di ascoltare tre volte consecutive l’ultimo singolo di Tiziano Ferro. Mentre malgrado alla fine fossero state cento non ho trovato risposte da dare al Bambi quando mi chiede il momento storico preciso in cui abbiamo permesso al sale rosa dell’Himalaya di entrare nelle nostre vite.

lunedì 30 settembre 2019

Siamo tornati


Il Bambi alla fine della partita mi ha detto che ogni volta che guarda il suo gatto mentre dorme capisce che potrebbe sprecare la sua vita. Se anche lui dormisse così tanto si potrebbe perdere partite come questa. Avevo scritto cazzate quando affermavo che la squadra era costruita male, forse ho indovinato solo a paragonare il Milan al Panathinaikos. Bene Montella, Badely, Castro, Pezzella, Caceres, bene tutti. E poi una coppia Chiesa-Ribery ce l’hanno in pochi. Vecchia gloria una sega me lo dico per me. Fantastico Frank. Prima il Bambi dava la colpa al ceppicone, adesso a Greta per averci aperto gli occhi su un mondo così di merda, oggi il testimone passa ufficialmente a Gianpaolo, Di Francesco e Andreazzoli. E dire che ci eravamo anche un po’ presi verso l’ora di pranzo, evidentemente era già alta la tensione per il match di San Siro, io con la mia bella lasagna in forno e il taglio bordolese di Simoncelli già ad ossigenare, lui con idee strampalate di chi si è svegliato da poco, così anch’io per ricordare la Loren gli ho detto “brunch a soreta”. E’ tornata la Fiorentina così come è ricominciata la stagione dei giubbotti lasciati in ufficio. E’ finalmente finito il tempo delle mancate vittorie e dei vantaggi dilapidati, che era come se avessero rimesso le accise che non hanno mai tolto. L’unica cosa che mi ha mantenuto sereno in quel periodo è stata la consapevolezza  che comunque non avrebbero tassato il lampredotto. E’ finito il tempo del fondo classifica, quello degli incubi, specie dopo le sconfitte sognavo il Bambi che stava per buttarsi e io che gli gridavo di fermarsi, mentre lui mi rispondeva di non avere altra scelta, di doverlo fare, allora provavo a prendergli la mano ma lui mi scivolava ed entrava dal kebabbaro. Domani vado dalla vecchia della merceria di via Romana, faccio finta di comprare dei bottoni per capire se è cambiato qualcosa visto che fino alla partita con la Samp considerava Montella come un marito morto. E se non fosse stato per le cento vasche che ho fatto ieri mattina avrei potuto pensare che fosse stata la mancanza di Vlahovic ad avermi stancato. Per la serie del bicchiere mezzo vuoto, peccato per il rigore sbagliato da Chiesa, peccato per il gol subito, perché vuoi che non ci sia qualcosa che non fili dritto come vorremmo? Non tutto del resto può essere comprensibile ai nostri occhi, e il troppo bello può nascondere anche qualche nota stonata. Ricordo quando la Beatrice dalle poppe grosse riuscì a comprare quel rossetto bellissimo per il quale spese una fortuna, bello da impazzire come la Fiorentina di ieri, sulle sue labbra stava così bene che per non sciuparlo decise di far uscire solo vocali.

domenica 29 settembre 2019

Tanto culo per stasera, una storia finita bene, e un taglio bordolese per le lasagne della domenica


In attesa della partita di stasera, dopo le fastidiose vittorie di Juve e Inter, Di Francesco a picco, De Zerbi traumatizzato, Gasp gongolante, ecco una storia finita bene. Una lunga ombra sul rapporto tra il Bambi e la sua compagna che ieri si è finalmente dissolta dopo anni difficili. Tutto è finito in un lungo abbraccio dopo che lei gli ha finalmente confessato perché ha sempre avuto un debole per Baggio, e perché dal 99 in poi ha sempre cercato di seguire le sue partite gridandone il nome come un adolescente a un concerto. Lui aveva sospettato che questo comportamento fosse legato ad una simpatia per il giocatore che di fatto nascondeva un innamoramento esploso nel periodo bianconero. Un sospetto tremendo. Un progressivo acuirsi di tensioni. A causa di questo crescendo di situazioni al limite, lei ha dovuto smettere anche di incitare il Commissario Tecnico della Nazionale, situazione che lui aveva vissuto come una mancanza di rispetto vista l'avversione nei confronti della Federazione. Per non parlare di quello strano incitamento multiplo per Insigne, Inglese e Insua, tutti giocatori con la “I” che il Bambi ha sempre guardato con insofferenza (anche questa con la “I”), senza capire e senza avere avuto mai risposte alle insistenti richieste di spiegazioni. Poi aveva trovato datato e fastidioso che quell’incitamento già di per se insopportabile fosse accompagnato dallo sventolare della mano. Ma poi perché anche Puddu e Gagliardini. Perché? L’unico che ha accettato è stato Vieri per la breve parentesi Viola. Avevano litigato tanto, lei ne aveva sofferto perché non era gobba e sapeva di non meritarsi sospetti così pesanti, e poi non si sentiva in obbligo di svelargli il motivo. Era una cosa sua, forse un po’ infantile. Ma sua. Che la riportava alle sue origini di Pozzuoli. Lui invece era solo un tifoso di merda, insensibile, accanito, facinoroso, rancoroso. Alla fine è successo che lei ha incontrato un suo ex in via Romana, era dall’altra parte del marciapiede e così con il solito modo che tanto mandava in bestia il Bambi lo ha chiamato per nome, sempre sventolando la mano. A quel punto non ci ha visto più dalla rabbia, così per non far precipitare le cose ha dovuto rivelare quel segreto prima che lo malmenasse in nome dei Bianchi di Santo Spirito. Quel suo modo infantile di rivolgersi a chi si chiamava così. Non era gobba e non lo tradiva, per lei chiamare un Roberto da lontano sventolando la mano era solo credersi un po’ la Loren.

sabato 28 settembre 2019

Parole sedimentate


Chissà come mai il tifoso sa sempre quale formazione schierare, quale sostituzione effettuare, quale giocatore semisconosciuto andare a prelevare nello Zimbabwe, ma quando va al supermercato e vede le acciughe sott’olio sprofonda nel dubbio più atroce; ci saranno a casa? Poi le prende perché non ricorda e perché tanto non scadono. Il Bambi ha in dispensa 54 barattoli di acciughe sott’olio, ma allo stesso tempo sarebbe capace di andare in Champions con l’ottavo monte ingaggi. Bambi che prima quando sentiva il fuoco dentro era solo per la trasferta di Milano, ora invece è per la gastrite. E se a Firenze stiamo ancora parlando di stadio nuovo significa che Greta Thunberg non sta esagerando. Poi malgrado la vittoria contro la Samp rimango dell’idea che se non ce l’hai a morte con qualcuno, anche se compensi in parte perdonando Cecchi Gori, non puoi frequentare un blog. Dal di qua invece, se avessi qualcosa d’intelligente da scrivere non sarebbero editoriali. In più mettici che quando scrivo indosso sempre calzini con giarrettiera al polpaccio. Sarà per questo che a me nessuno ha mai chiesto l’intenzione di voto. Così come non ho mai incontrato nessuno dal pizzicagnolo che comprasse il prosciutto per gli occhi malgrado Hagi sia relegato al Genk. Adesso si parla di tassare le merendine, e allora mi chiedo se chi pensa a certi provvedimenti è mai stato a Napoli dove alle 8:30 già si pensa alla pizza fritta, tifosi del Napoli che evidentemente volano alto oltre le merendine, ancora più in alto della squadra di Ancelotti. Poi ti togli dall’ultimo posto in classifica e ti rimangono comunque i pelucchi sulla maglia. In questi anni ho usato molte parole, altre invece le ho lasciate a sedimentare. E sedimentate nella coscienza, ieri ne sono riaffiorate alcune per ricordarmi che a forza di stare dietro a quei benedetti tre punti che non arrivavano mai ci siamo dimenticati del soldato Ryan.

venerdì 27 settembre 2019

A proposito di coppie


Così come la coppia Ribery-Chiesa sembra la migliore per fottere le difese avversarie, la coppia bicchiere di plastica-cannuccia di carta sembra la migliore per fottere mari e foreste. Loro che si sono incontrati grazie a Montella, mentre se fosse stato per il tifoso, il destino sarebbe stato molto diverso. Quale? Lui era basso come Ribery e non usciva mai con quelle sotto la terza. Lei aveva la seconda e usciva solo con quelli alti come Federico. Erano fatti l’uno per l’altro, ma non lo scoprirono mai. Proprio prima della partita con la Samp stavo per pubblicare anch’io la mia formazione con il centravanti come va di moda oggi tra i tifosi Viola. Poi per fortuna un esorcista me l’ha impedito. Quel Federico Chiesa che sta diventando così spietato e lucido davanti alla porta, che a proposito di coppie, lo immagino con una compagna che spreme le arance a mani nude, poi pulisce ogni schizzo e si fa la doccia con la freddezza di un serial killer. A proposito di coppie, io che mi esalto con la Rita quando sento odore di toast al prosciutto e formaggio, quelli di una volta. Io che sto invecchiando e ormai le sedicenni non mi guardano più. Io che mi chiedo se c’è vita oltre il lampredotto. In tutto questo gran mondo virtuale, dove ci si scambiano pareri, formazioni, informazioni, si vive sempre un po’ borderline. Lontano, infinitamente lontano dalle nostre vite vere, dove a chi ti sta vicino non chiedi se giocherebbe a tre o a quattro in difesa, ma se sa fare le iniezioni. E grazie a Dio che è tornata la vittoria perché il Bambi aveva finito i modi per sembrare spensierato.

giovedì 26 settembre 2019

Non siamo più soli


Dopo questa astinenza infinita, con il Bambi che ormai guardava la Fiorentina con lo stesso sguardo di Bersani quando vede Renzi, è finalmente tornata la vittoria. Meritata, che ha mostrato una squadra viva. A questo punto va dato merito a Montella per l’intuizione Chiesa-Ribery coppia d’attacco che funziona e che diverte. Ribery finché dura è lusso sfrenato per la serie A, Federico in grande crescita, capace di segnare ma anche di dialogare con i compagni, con giocate sempre più belle. Saranno state le 80 vasche ma la vedo gricia adesso per Vlahovic, Boateng e Pedro. Anche se Montella ha dichiarato che comunque inserirà altri attaccanti per variare, così come è vero che ogni donna corre in modo diverso per via della dimensione delle poppe. E’ finalmente finita questa astinenza da oppio dei popoli. E in questa direzione “green”, se la classifica piange perché ci vede ancora quindicesimi, non sono le solite lacrime, oggi emana atomi di idrogeno ed ossigeno con cui contribuiamo alla salvezza del pianeta, e speriamo anche alla nostra. Questi tre punti contribuiranno poi a stoppare la tendenza dei detenuti di fede Viola, almeno quelli di Sollicciano, che per immortalare il periodo di detenzione si facevano tatuare la classifica. Forse continueranno a farsi tatuare le punizioni di Pulgar. Dopo il clima, i migranti e il terrorismo, se il business sono le emergenze, dopo questa vittoria mi aspetto che le ONG abbandonino i tratti navigabili dell’Arno per andare sul Tevere sponda giallorossa, e sul Golfo di Napoli. Finalmente interrotto il loop lavoriamo, mangiamo, leggiamo, lavoriamo, mangiamo, leggiamo, per non pensare più al ventesimo posto. La nota dolente, oltre a quella di aver rimesso in partita una squadra in inferiorità numerica che ne ha perse quattro su cinque, è che con questa vittoria ho un po’ smarrito quel vantaggio di metterci una pietra sopra prima per guadagnare tempo. E mentre c’è chi s’interroga su rigori e simulazioni a me rimane il dubbio su quale musica potrebbe essere la più adatta per lo sconcerto provocato dall’abbattimento di Castrovilli da parte di Pulgar. Poi l’ho guardato, l’arbitro aveva appena fischiato la fine, sembrava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Allora gli ho chiesto se aveva preso qualcosa. “Coscienza della vittoria dopo tre governi” mi ha risposto il Bambi. Tanta eccitazione per aver trombato dopo così tanto tempo, in più l’adrenalina per la traversa di Rigoni, che per addormentarmi ho dovuto ripensare al soffritto estremo, e al profumo dei peperoni nell’androne di casa. Di quando era ancora zero a zero.

mercoledì 25 settembre 2019

Da Corvino all'Italoamericano Calvino


A chi dice che vanno considerate solo le partite senza vittorie di questo campionato, il Bambi risponde addirittura rilanciando, e alle 11 di Montella con la Fiorentina ci aggiunge pure le 9 con il Siviglia, portando così il totalone a 20. Lasciando però fuori Pioli. Tre storie diverse che un pittore barese, la cui nonna è tifosissima Viola, ha voluto raccontare con un’opera a lei dedicata proprio alla vigilia della partita con la Samp. Togliere la continuità dei risultati a Montella del resto è come togliere Renzi a un Renziano, c’è il rischio che rimanga quella roba lì. E con la complicità della Lipu lo scorso campionato abbiamo rischiato di fare i conti con l’uccello Padulo. Qualcosa insomma c’è, o Montella è diventato la Cenerentola degli allenatori, o i suoi giocatori, di Cenerentola hanno i piedi delle sorelle. Con la speranza che oggi arrivi il principe azzurro e non quello blucerchiato. Altrimenti inizieremo a pensare che la ricetta per la vittoria è a base di Aloe Vera. E se vinciamo, finalmente anche in Rambo potranno aggiornare la frase “Capo pattuglia chiama corvo. Rispondi corvo!”, sennò che senso ha avuto il ritorno di Pradè? Mentre per l’Almanacco del giorno, oggi esattamente 15 anni fa chi era ultimo in classifica se la passava peggio di chi era penultimo. Il vantaggio di essere adulti, comunque, è che da piccolo piangi e da grande bevi. E tra adulti consenzienti tutto è ammesso, anche mangiare pizza da asporto per due giorni consecutivi. Un aperitivo rispetto alle venti partite senza vittorie. Mentre il Bambi ormai associa la vittoria all’ultimo DVD noleggiato da Blockbuster; “L’allenatore nel pallone”. Comunque bando alle ciance, serve la vittoria per la classifica e il potassio per i giri di campo di Joe. Per abbandonare l’ultimo posto, per evitare che diventi un Barone Crampante.

martedì 24 settembre 2019

Campo neutro questo sconosciuto


Capisco che oggi ci sono i navigatori e conoscere la geografia non serve più, ma vi farei piegare qualche cartina sul cofano della macchina per ripassare almeno le province. Quello con l’Atalanta NON è stato un pareggio a Bergamo, MA a Parma. Insomma, se aveste digitato  “Bergamo” sul navigatore, di sicuro la partita non l’avreste vista. E da quello che ho letto probabilmente è andata così. Oppure tra quelli dolci vi piace di più il prosciutto di Bergamo che il San Daniele. A Parma, là dove è bastato un quarto d’ora di Atalanta vera per farci il culatello. Loro e non noi reduci dal turno di coppa. Oltretutto devastante. Penso invece che la squadra sia stata costruita male, e chi considera quella con la Samp una partita facile, sicuramente è convinto che il campo neutro sia un riferimento al pH. Chi dice che da mercoledì si cambia marcia avrà il cambio automatico. Insomma, l’arrivo di Rocco e l’addio di Pioli ha allargato la famiglia degli inguaribili ottimisti, e il bicchiere finalmente mezzo pieno ha permesso di azzerare le distanze. Bergamo e Parma sono come Roma e Ostia, il fondo e la cima della classifica idem, non vincere più è come vincere sempre, Diego Fusaro e Peppino Di Capri sono la stessa persona. Fare un corso di Cucina sulle Alpi è da considerarsi un corso di alta ristorazione. E che siamo tifosi unici ce lo dice proprio la classifica; gli unici a non avere ancora vinto. Sostenere che il calendario ci ha giocato un brutto scherzo include anche le problematiche del Ponte Morandi per arrivare allo stadio di Genova. Sostenere che il nostro campionato comincerà domani contro la Samp mi fa venire in mente i politici che promettono di diminuire le tasse. Temo purtroppo che non ci saranno eccezioni neanche ‘sta volta, solo la continuità di certe promesse non mantenute. E a forza di rimandare l’inizio del campionato, prima o poi si rischia di cominciare da una serie inferiore. Chissà se dopo non aver battuto la Samp ci diranno che vogliono tassare pure le merendine, e come mostra la foto, l’ennesima mancata vittoria sarà fatta passare per il più grande furto della storia. Ma c’è anche la versione positiva del turno infrasettimanale; il colpo gobbo sarà per mercoledì sera dopo le ventuno, la situazione è stata studiata attentamente. Il barista di piazza San Felice mi ha detto che a quell’ora saranno tutti allo stadio. Farò senza basista per non dover dividere, e così sarà finalmente bottino pieno. Si, dopo le Castagne, e duecentodiciotto giorni dopo, per festeggiare l’Autunno saccheggerò il melograno del Bianchi per togliermi un po’ di amaro in bocca con i suoi chicchi croccanti, abbandonare questo triste cinismo, e tornare a guardare le partite con lo stupore delle bambole gonfiabili. E a chi ci consiglia di non guardare la classifica a settembre, rispondo di non preoccuparsi perché tanto è ricominciato XFactor e Montalbano.

lunedì 23 settembre 2019

Beati gli ultimi



Malgrado la classifica, da quando se n’è andato Pioli la Fiorentina è rinata. Con un altro allenatore l’ultimo posto in solitario ce lo saremmo sognati. E mercoledì scontro al vertice con la Samp. So che qui la squadra della scorsa stagione era stata valutata da Champions, anche se la nuova proprietà l’ha smantellata, so che qui è stata valutata positivamente anche questa squadra, ma la classifica mente. So che Ribery e Chiesa davanti sono considerati una bestemmia, anche se poi vanno in gol entrambi. Sono convinto che a volte dite cose sbagliate volutamente, tanto per prendervi una piccola pausa dall’avere sempre ragione. Beati gli ultimi perché sembra che il Governo stia pensando di togliere le accise sulla benzina a chi è ultimo in classifica. Un incentivo per permettere ai tifosi depressi di continuare ad andare in trasferta. E stamani mi sono svegliato all’alba proprio per finire di leggere la classifica che avevo iniziato all’ora di cena, ma che purtroppo per trovare dov’è la Fiorentina ci vuole tempo. Suor Cecilia, della Congregazione delle Suore Pie Operaie S.Giuseppe di via dei Serragli, tifosa Viola accanita, l’ha comunque presa bene. Tatticamente c’è da dire poco, tutti dietro e rinvii alla viva il parroco, il gol stratosferico di Frank e il grandissimo assist di Chiesa, ma anche lo svantaggio di avere pochi giocatori italiani, così pochi ad avere la coscienza geografica e quindi l’incapacità di sfruttare il vantaggio di giocare in campo neutro. Forse lo stesso Montella non è preparato in geografia e ha pensato di essere a Bergamo. Mancata vittoria grave perché la beffa è maturata tutta nel recupero, il pareggio addirittura al 95°, perché l’Atalanta viene dalla gara di Champions e non fa scendere in campo certo la migliore formazione. Non a caso con l’ingresso di Ilicic e Gomez ci hanno frantumati. Si parla di trappattonismo, ma con la proprietà americana mi sembra che Montella si ispiri più a Rocco. Chi esalta le prestazioni contro le prime tre classificate della scorsa stagione, chi sostiene che il nostro campionato comincia da mercoledì, il giorno della sconfitta col Genoa era probabilmente rimasto chiuso in ascensore. Sta di fatto che i duecentosedici giorni dall’ultima vittoria comunque non ci fermano, per noi la Fiorentina rimane divina, come una commedia. Dantesca. Come un girone direi, il secondo. L’inferno della classifica.

domenica 22 settembre 2019

Vino sincero e sguardo malinconico



Se devo dire la verità sono più preparato ad una sconfitta che a fare foto delle foglie secche. E mentre il Bambi che è dell’Acquario si è messo a pulire il filtro, il Brescia è volato a 6 punti. Per fortuna in questo lungo periodo di molti bassi c’è pur stata qualche erezione, anche se sporadica. Lungo periodo nel quale perdi spesso, come mi era successo solo con i capelli. E quando succede che la vittoria manca da così tanto tempo capisci che l’Illuminismo è stato un incidente di percorso, e che la dimensione umana è la santa inquisizione dell’allenatore di turno. Vedi anche Gianpaolo. Ci può anche stare che Gasperini batta Montella quindi, specie se la Ferragni batte Tarantino al cinema. Hottanta paura che la Samp batta il Toro lasciandoci a raschiare il fondo del barile da soli, ma almeno stamani la combatto con hottanta vasche. Anche se da 25. Il Bambi da quando c’è Rocco è molto più concreto di me, mi ha detto che qualsiasi risultato esca sulla ruota di Bergamo/Parma e su quella di Genova, domani mattina ci sveglieremo comunque senza essere proprietari di un loft a Manhattan. E chissà se a proposito di illusione ottica avremo oggi almeno quella dei tre punti. E se poi dietro la partita ci sarà in realtà la dipartita poco importa. Del resto chi lo direbbe che il pomodoro è un frutto? Così oggi gioco con due punte; il brasato e il Marzemino. E se non vinceremo, ma il vino si sarà dimostrato sincero, potrò dire senza paura di smentite che è un mondo piccolo e ripetitivo. Che poi non è detto nemmeno che lo sguardo di un tifoso Viola che non vince da febbraio sia per forza malinconico, potrebbe essere solo sonno.

sabato 21 settembre 2019

Nell'attacco di panico è previsto il falso nueve


Dopo l’ultimo attacco di panico, al Bambi è stato indicato come deleterio non solo l’alcol, la droga e le sigarette, anche se questa volta è una mancanza e non più un abuso; quella del centravanti. Dipendenze che lo portarono quasi a costituirsi quando scoprì di aver fatto scadere un barattolo di Nutella. Lui che il falso nueve non lo trova un granché nemmeno come delusione. Lui che è peggiorato da quando non vinciamo più, e che la sconfitta è ormai come la canzone preferita che sa benissimo quando stai parcheggiando. Da quel febbraio dove entrammo nel periodo fosco della schiacciata light. Lontani sono i tempi nei quali al cervello da oca della Nicoletta preferiva la sua pelle del culo. Naturalmente ci vuole pazienza, lo ha chiesto Rocco nostro, la squadra è nuova, e col tempo tutti i tasselli andranno al loro posto. Anche fossero sanpietrini. La squadra troverà continuità senza più mostrare l’instabilità tipica del pomodoro sulla bruschetta. Chissà se ci vorrà più tempo a trovare parcheggio all’ora di punta, se stessi, o l’equilibrio tra la difesa a tre e un attacco di panico. Per molto tempo ancora i genitori Viola diranno ai propri figli che se fanno i cattivi riusciranno a perdere contro il Genoa di Andreazzoli. Se non vinciamo nemmeno domani vuol dire che la palla non è più rotonda, ma piuttosto che la Sfera Ebbasta. Infine il Bambi mi manda a dire che le droghe sintetiche distruggono il cervello, ma anche Simeone che segna tutte le partite non scherza.


venerdì 20 settembre 2019

Salutava sempre


Dopo i partiti, i ghiacciai, i Thegiornalisti e il sangue di San Gennaro, non resta che sciogliere il nodo su chi giocherà centravanti la prossima partita. Si sciolgono e si riuniscono, Casini per un’Italia che vegeta, Renzi, Boschi e Bellanova nei Themocristiani. Tra chi cambia felpe e chi casacche, insomma, a noi ci serve un numero nove che la butti dentro. Ma sentita l’arietta fresca forse prima di pensare al centravanti ci conviene far controllare la caldaia. Questa storia che penso a una vittoria, ma questa non si concretizza, deve finire. Anche se poi magari la vittoria arriva, una cosa così scioccante che qualcuno dirà “salutava sempre”. C’erano rimaste due cose a darci uno straccio di sicurezza nella vita, una appunto non arriva da febbraio, l’altra sono i contanti, e vogliono incentivare l’uso delle carte elettroniche. Temo che la vittoria sia diventata come il caffè sospeso a Napoli, solo che qui siamo così pidocchi che non la lascia nessuno. Mettici che siamo in un momento molto delicato della stagione, tra chi ti rassicura sulla forza della squadra che non puoi temere nella maniera più assoluta la lotta per la retrocessione, poi siamo solo all’inizio, il calendario non sarà sempre così proibitivo, e mettici il ricordo dell’estate, se è così allora non so se temere di più la sconfitta contro l’Atalanta o di perdere l’abbronzatura.

giovedì 19 settembre 2019

Liverani è uno di quelli che fa la scarpetta


Voi parlerete della Champions mentre a me non interessa, quindi questo editoriale sarà rivolto solo a quelli che pensano alla retrocessione. Agli umili. A chi ha messo nel mirino il Lecce e non solo il Salento. Così come della settimana della moda di Milano m’interessa Firenze. Al limite possiamo condividere il dubbio se il partito di Bibbiano è quello di Renzi o il PD. Il Bambi ha cominciato a considerare che il tempo sprecato con un allenatore sbagliato avremmo potuto impiegarlo con un altro allenatore sbagliato. Mentre il Governo ha fatto meglio, ha cambiato tutta la squadra e ha tenuto l’allenatore. Insomma, scindiamoci anche noi oggi. Tanto siamo un blog di larghe bevute. Penso che se oggi ci occupiamo di cose diverse non ci può fare altro che bene, vedrete che andremo d’accordo come con le persone con cui abbiamo meno a che fare. Dalla pubblicazione dell’editoriale possiamo sincronizzare gli urologi. A noi che pensiamo solo all’aumento di peso di Liverani dico solo che il Bambi mi ha svelato che il suo ricordo d’infanzia preferito è che conosceva un sacco di gente in meno. Forse proprio in extremis un pensiero che ci unisce, e riguarda l’Atalanta e la partita con la Dinamo che per loro è stata utilissima; avendo sbagliato tutto quanto il possibile, contro di noi non potranno che fare meglio. E adesso chiudo con il chiavistello.

mercoledì 18 settembre 2019

Teste e lische


Io avevo capito che la Greta presa in braccio da Salvini fosse quella del clima, e così adesso comprendo meglio come si possa essere sbagliato chi aveva pensato che con un altro allenatore saremmo potuti andare in Champions. Come chi dice che se uno non gioca non può far gol, e poi c’è chi fa 3 gol giocando più o meno gli stessi minuti di chi non gioca. Arrestati 12 tifosi juventini, ma il lavoro è ancora molto lungo. Sul fatto della classifica bisogna prenderne atto e probabilmente ridimensionare le aspettative; come quando nei momenti di magra ti dovevi accontentare che respirasse. Si dice "teste e lische". Intanto chi ha abbandonato la politica fonda un partito con tutti quelli che come lui dovevano abbandonare la politica. Noi a questo punto, e con grande autorità, possiamo fondare il partito della Vittoria. Ma le cazzate non le fa solo Mazzarri, io per esempio ieri ero talmente sovrappensiero che ho ascoltato l’audio di un’intera intervista di Barone. Al Bambi incredulo di questo penultimo posto in classifica, pessimista per l’aggravante di esserlo in solitario, ai suoi perché pieni di rabbia ho risposto invitandolo a fare tesoro di certe esperienze. Sennò a cosa è servito essere stato lasciato dalla Nicoletta per un tipo più bello, più alto, più ricco, più giovane e intelligente, e non essere mai riuscito a farsi dire il perché. L’errore nostro è soprattutto di programmazione, quanto saremmo stati più felici se invece di Torino-Lecce avessimo visto Ingrid Bergman e Humphrey Bogart in Casablanca sul grande schermo. E mi rendo conto che non va bene nemmeno usare la serenità per affrontare la classifica, perché potrebbero esserci soggetti intolleranti alla stessa. Quelli che mentre imparano a non farne un dramma ne fanno una tragedia. Io al contrario, senza Pioli mi sono finalmente goduto la serata Champions.