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giovedì 20 giugno 2019

Dubbi


Per molti di quei ragazzi che hanno iniziato gli esami di maturità sarà importante ottenere il risultato migliore, perché a seconda di quello sarà deciso il loro futuro. Se insomma nel prossimo sogno ritrovarmeli al reparto dei surgelati o a portare cibo a domicilio senza che nessuno gli chieda più di Sciascia o di Ungaretti. Se con Rocco nostro sarà finita l’epoca del prestito secco, anche il Bambi costretto a prestare sempre attenzione alla sua compagna, ha detto basta, mentre aspetta solo che gli venga restituita. Con l’arrivo degli “ammericani” e del loro jungle food ha ripreso a ingerire alimenti ultra-processati, giù cibo industriale, tra roba pronta solo da riscaldare nel microonde e scatolette di tutti i tipi a formare piramidi che hanno trasformato la dispensa nella Necropoli di Giza. E tutto al grido “Carne Montana in corpore sano”. Così lievita mentre se ne sta in panciolle. Ed a niente è valso spiegargli che Marta gioca nel Brasile mentre Bonansea gioca nell’Italia. Il Bambi non ha solo il dubbio sul centravanti, sulla quotazione di Hagi, sulla prossima panchina di Pioli, sul futuro di Totti, e se avrò il coraggio di andare da Michele per la quinta volta consecutiva in ricordo della quinta della Beatrice dalle poppe grosse. Il dubbio più grande adesso è se prenotare l’ombrellone in ottava fila o a quel punto prenotare direttamente uno chalet in montagna.

mercoledì 19 giugno 2019

Sogno o son destro?



Rocco nostro non ha tempo da perdere e il fair play finanziario potrebbe essere un ostacolo serio. Questo collo di bottiglia ha generato in me un sonno agitato come quando, dopo Pioli, invece della Champion la situazione precipitò. Un sonno nel quale, in un sogno rivelatore, noi tifosi Viola rimanevamo intrappolati alla Lidl di via Cortona, era mezzogiorno e dovevamo cercare di sopravvivere. Davanti a noi un muro di signore anziane tutte con la t-shirt “Comitato Esecutivo Uefa”. Avevano occupato qualsiasi bancone, e invece di ordinare parlavano del tempo e delle malattie. Nelle retrovie, con noi c’era Rocco, emanava un profumo di melanzane fritte, che malgrado il muro delle vecchie perditempo, ci regalava tanta serenità. Là fuori dove era successo che la Juve vinceva lo scudetto per 8 anni consecutivi, si era instaurato un ecosistema equilibrato e dinamico dove era prevista la presenza di spazzini che si nutrivano di carogne. C’era anche il Bambi che per evitare l’orda delle vecchie aveva aperto una confezione di biscotti e si era infilato 10 Bucaneve nell’anulare. Un po’ più in là, oltre i surgelati, una giovane coppia abbonata in Ferrovia si praticava la respirazione bocca a bocca. A vicenda. Per ribadire che si amavano e allo stesso tempo per ribadire che la respirazione è sottovalutata come tutto ciò che diamo per scontato. Hagi sottocosto compreso. Poi Cenerentola aveva cominciato a pulire mentre quelle in Champion sghignazzavano.

martedì 18 giugno 2019

Simeone nega persino l'evidenza se è sotto porta


Per non sapere né leggere né scrivere intanto ho conservato le foto della manifestazione di Hong Kong, perché è capace che tra un paio di anni qualcuno fotoshoppa la sede del Vitorul e ci racconta che è la coda per comprare Ianis. E poi dopo l’arrivo di Sarri alla Juve è come aver soffiato su un tarassaco. Intendo per come è sparito Guardiola. Sarri come Renzi e non come il Che. Per combattere la tendenza a dividerci, quando parliamo lingue così diverse possiamo sempre trovarci più d’accordo rimanendo in silenzio. Oppure dovremo avere la capacità di azzerare i contenziosi ancora aperti e scordarci il passato, il presente e il futuro. Dopo un gol sbagliato a porta vuota da Simeone possiamo consolarci pensando che ci sono persone che mangiano il kiwi con la buccia. E quelli che si leccano il dito per sfogliare il giornale. Mentre in un’intervista drammatica il Cholito ha confessato che non nega di poter ritrovare la strada del gol, ma ha negato che esista il gol. Io sono una mente analitica e quando vedo che l’allenatore inverte le ali, problema complesso, arrivo direttamente al nucleo della questione, e con estrema coerenza, lucidità, con logica, strabuzzo gli occhi e mi accascio al suolo. E adesso tocca a Montalbano fare qualcosa per Camilleri.

lunedì 17 giugno 2019

Il senso pratico


Forse Commisso cambierà i nostri destini. Oltre alla dimensione. Da oltreoceano a Oltrarno passando sotto una coltre di oltre. Quando si dice che si diventa tifosi Viola perché si è diversi dagli altri tifosi è vero. Chi fa questo percorso virtuoso, prima ancora aveva risposto “Niente, non voglio fare niente”, a chi gli aveva chiesto “Ma tu da grande cosa vuoi fare?”. Ed è stato giustappunto il primo desiderio a naufragare miseramente. Siamo la carica del caffè più l’energia della disperazione dopo il rigore fallito da Vieri nella semifinale di EL. Chi ha inventato il peccato sapeva che avrebbe creato qualcosa di terribilmente attraente. E così il Bambi giù bestemmie dopo il gol sbagliato da Ilicic nella finale di Coppa Italia. Tanto poi ci andiamo a confessare in Federico Chiesa. Gli altri tifosi avranno anche vinto più di noi, ma mentre noi costruivamo castelli di sabbia loro si lavavano la faccia con l’entusiasmo di chi sta facendo un favore al sapone. Poi hanno mangiato cose che avevano fame, e per questo sono diventati ingordi di vittorie. Io credo nei segni, ma non di quelli del destino. Quelli sul corpo, del giorno dopo. Temporale inaspettato, ecco più o meno dovrebbe essere così la prossima stagione. E per la prossima stagione Viola spero che la sfiga abbia il senso pratico di chi non sa quando incominciare, e non incomincia. E mentre i capezzoli non sono stati messi a caso sulle persone, pubblico il mio disegno tattico preferito. Anzi tattile.

domenica 16 giugno 2019

I giorni della Sonia


Ma quando diciamo che quell’allenatore è meglio di quell’altro, lo diciamo convinti come quando diciamo che il libro è meglio del film? Perché sennò qualcuno qui non ha mai “trafficato” al cinema. Poi il Bambi mi ha detto che sarà dura capire dove andrà Ianis Hagi, dopo l’ultima voce che lo vede vicino al Siviglia ha perso definitivamente il sonno. Mettici il caldo ed è costretto a contare le pecore tosate. Sono lontani i tempi della serenità, c’era ancora Pontello, ancora innamorato della vita e soprattutto della Sonia, un periodo in cui mostrò anche lati romantici oggi estinti, quando mi raccontava che aveva il sole addosso, l’odore del mare, il rumore delle onde sugli scogli, i suoi occhi che fissavano quelli di lei mentre gli faceva un pompino. Quella Sonia che si presentava al mare con la pelle color porcellana e il braccio sinistro color mattone terra bruciata perché lo teneva fuori dal finestrino della sua 127 Rustica. Finì tutto per colpa della nonna di lei che abitava a Pontassieve, e un giorno che passava di lì andò a trovarla. Era sempre rimasto affascinato da quell’anziana signora che si prendeva cura di quel piccolo orticello in mezzo al cemento, e lì la trovò anche quella volta. Aveva una mano sulla schiena dolente, toccava le verdure, strappava l’erbacce quando lo vide, lui allora le sorrise, ma lei rispose “che cazzo guardi?”. Io invece non so più se seguire i nomi dei giocatori prossimi a vestire la maglia Viola o quelli degli anticicloni africani. Poi ero da Michele a mangiare la Marinara quando ho visto un ragazzo con uno di quei tatuaggi a fascia completamente nero intorno al braccio e ho subito pensato che ne nascondesse un altro tipo “Pioli uno di noi”. Così come quando entro in un bagno con due specchi tondi e m’immagino subito John Lennon.

sabato 15 giugno 2019

Anche in disparte


O sono troppo intelligenti gli allenatori o lo sono troppo poco i giocatori, tecnici costretti a indicare gli schemi su lavagne o blocchi da mostrare prima dell'ingresso in campo. Così come la nostra classe politica che per fare una legge ha bisogno del disegno. L’aveva scritto anche Baudelaire che quelli con Montella sarebbero stati i flirt del male. Con questo caldo e con questo allenatore altro che bere tanta acqua. Si parla di vini non a caso, almeno uno suda ma ridendo. L’importante è lavarsi. Un motivo ci sarà se il buon Rocco lo ha confermato, quello che invece sembra non averne alcuno è che con l’arrivo dell’estate nelle canzoni italiane spuntano qua e là parole in spagnolo. No, non sono accigliato per la conferma di Vicienzo sto solo pensando se ho messo in fresco il vino per il pranzo. E poi mi consolo perché anche in disparte succedono tante cose che nessuno lo sa.

venerdì 14 giugno 2019

Abbindellare


Lo strumento degli strumenti che sto sviluppando insieme ad alcuni degli ingegneri con cui mi interfaccio quotidianamente, grazie ad un algoritmo di nostra proprietà intellettuale, permetterà al Direttore Sportivo di turno di fare mercato abbattendo il rischio di acquisti fallimentari. In pratica doteremo il DS di marmitta catalitica. Grazie a questo strumento il DS dovrà mandare un SMS al 42428 con la data di nascita e il segno zodiacale del giocatore in trattativa seguito da uno spazio + la data di nascita e il segno zodiacale della fica che sta trombando, se invece è in un periodo di masturbazione allora la data di nascita e il segno zodiacale di chi lo dovrà allenare, ne uscirà un grafico del rendimento basato sulle pagelle di tutti i quotidiani sportivi riferite ad ognuna delle 38 partite che dovranno essere ancora disputate. Poi c’è un altro studio in corso che stiamo portando avanti sempre sviluppando tecnologie a supporto del calcio che avanza. In questo caso abbiamo individuato l’aumento della richiesta di costruzione di nuovi stadi per incrementare i fatturati, come ambito dove presentare innovazione. In questo caso il nostro sistema consiste in una compartimentazione dello stadio in N scenari, ogni scenario corrisponde a un settore. Il Sistema automatico rileva il suono proveniente dagli spalti e capisce se sono applausi, cori a favore, fischi o marasmi vari. A seconda della tipologia di suono rilevato agisce sugli scenari aprendo nel caso siano positivi e quindi favorendo la propagazione nei confronti dei giocatori, oppure chiudendo i doppi vetri e così insonorizzando l’ambiente evitando ai giocatori di essere influenzati negativamente. Sarà così più facile anche creare rose più giovani, abbassando il monte ingaggi, senza però rischiare che il giocatore non ancora pronto subisca troppo la pressione dell’ambiente. Una bambagia tecnologica. Mentre anche Lotito si è avvalso delle nostre competenze con le quali abbiamo stilato il piano per salvare Alitalia. Poi finita anche la terza bottiglia di Bindella siamo usciti con un documento per suggerire agli imprenditori in crisi per la mancanza  di personale stagionale di aggiungere alla loro richiesta “assunzione in regola, con contributi, paga come da contratto nazionale. No lavoro a nero. No straordinari non retribuiti”. Poi abbiamo cominciato a vedere doppio.

giovedì 13 giugno 2019

Le brave persone esistono ancora


Il Bambi si è galvanizzato per Batistuta e per il ritorno di Pradè, e come se non bastasse, le voci che Pioli rimane senza squadra lo hanno reso ancora più felice. Se Montella non viene confermato sarà obiettivo stagionale settimo cielo. Meglio del settimo posto. Certo che se invece rimane, ha detto che molla tutto e va ad affogare le pesche nel vino. Rocco intanto sembra badare al sodo, uomini di calcio con più responsabilità, e la ciliegina questa volta potrebbe essere una campagna di sensibilizzazione contro la frutta bellissima che quando la mangi non sa di niente. Se qualcuno non trova il nesso, forse è onesto da parte mia confessare che ho solo parole messe lì da qualche parte, e ogni giorno le tiro fuori. E che se qualcuno ti regala una cassetta piena di fiori di zucca e basilico vuol dire che le brave persone esistono ancora. E poi sono tranquillo perché probabilmente Rocco, oltre a Barone, ha pure ingaggiato la Signora in giallo per scoprire chi è stato a ucciderci la passione tra Pioli, Simeone e Della Valle.

mercoledì 12 giugno 2019

La Sora Montella


Non tutti i rovesci si portano dietro quell’alone negativo con cui vengono dipinti, infatti rovesciando la tastiera del PC per pulirla ho potuto ricostruire un panino col salame. Un mosaico più bizzarro che bizantino. E la cosa rimarchevole è che il salame era stagionato al punto giusto, e non troppo fresco come quando me lo affettarono. E poi ricordo ancora la rovesciata Champion di Osvaldo a Torino. Secondo me non sono vere le voci sulla riconferma di Montella, non può essere vero, forse solo invenzioni giornalistiche, forse solo frutto del caldo, ne parlavo giustappunto ieri con la cinghia dell’alternatore. E se potessi scegliere il DS opterei per Cottarelli, ma se non fosse possibile mi consolerò guardando una donna mangiare con gusto. In questo momento, prima cioè di capire cosa farà Commisso per rilanciare le ambizioni della squadra, ho approfittato del disorientamento di una turista di Montegranaro che mi chiedeva se quella fosse la fila per entrare agli Uffizi, e gli ho risposto che era un’installazione di Marina Abramovic. Poi ci sono bambini che hanno finito le medie e alla domanda se fossero un po’ tristi per il fatto di non rivedere gli amichetti a settembre, ti rispondono che non è possibile essere tristi quando finisce la scuola. Ecco, quelli non saranno mai tifosi Viola malinconici e tormentati poeti che scrivono striscioni in rima contro la proprietà. Il bello del Bambi che non gliene frega niente se rimane Montella è che non teme le conseguenze. Anche io mi sono svegliato dubbioso sulla riconferma di Montella col pensiero della Sora Lella che scuote la testa e dice, annamo bene, proprio bene.

martedì 11 giugno 2019

L'istinto omicida


Sto cercando di combattere la mancata rivoluzione con più vino e pizza. Funziona. Ora che è arrivato quel periodo dell’anno in cui non c’è nulla in televisione mi faccio dei film mentali nei quali tutte le persone festanti allo stadio per salutare Commisso abitano in Largo Anticipo. Non è un problema se Rocco sceglie di non stravolgere per far uscire il suo meglio, l’importante è che si faccia il bidet. Meglio confermare l’allenatore, discutere ancora con Corvino, che decimare le piantine di basilico sui terrazzi. Meglio la volontà di Commisso di non licenziare nessuno che improvvisarsi giardinieri e mettere in atto annaffiature inadeguate. Meglio il ponderare di Rocco che sacrificare il basilico per la gloria di uno spaghetto al pomodoro. Oggi mi arriva anche il Sauvignon Blanc di Bindella, così se Commisso decide di trattenere anche i liquidi, al posto del punto e virgola, per impressionarvi farò un blend con il Nobile e il Rosso di Montepulciano. Spero invece che il buon Rocco non cominci a distribuirci i finocchi, a proposito di vino, come facevano un tempo gli osti agli avventori per infinocchiarli. Perché dopo averli mangiati tutti i vini sembrano uguali, mentre io vorrei proprio degustare il mio blend. Lo dico ai più sensibili che avrebbero sentito l’esigenza di una rivoluzione più immediata, il disagio più grande adesso è un cielo pieno di stelle e non essere al mare. Poi purtroppo vedi qualcuno gettare roba dal finestrino e ti sale l’istinto omicida ripensando alle palle gol gettate da Simeone.

lunedì 10 giugno 2019

Un sunto per non dire santo


Commisso eroe a giorni alterni, e allora nella giornata della riconferma di Montella mi sono scelto quel signore che prima di addormentarsi in treno si è scritto il codice del biglietto sulla fronte per non essere svegliato dal controllore. Come gestore di un blog che racconta emozioni legate al calcio, vorrei che dopo la conferma di Montella, Rocco nostro ci permettesse di pagare l’abbonamento con le Goleador, altro che con i minibot. Per me Rocco è un sunto straordinario del sogno americano, e in più riunisce le anime più disparate del fumetto che per primo ci ha colorato l’infanzia. Lui di “Topolino” è il Paperone pieno di soldi e allo stesso tempo il Paperino che non si capisce un cazzo quando parla. Mentre nella vita di tutti i giorni non si capisce che cosa si devono dire gli uccellini alle 4:30 di mattina. Anche se non proprio indispensabili accontentiamoci di essere almeno quelli che in famiglia se non la mettono loro nessuno si ricorda di mettere l’acqua in frigo. Perché se ritenevamo che ripartire da un nuovo allenatore doveva essere un punto fermo, di fermo non ci rimane che il vino.

domenica 9 giugno 2019

Il costume intero


Rinnovo l’invito a guardare avanti, continuare a dare colpe a chi non c’è più equivale a darla a chi se la prende con se stesso. Abbiamo avuto da ridire con Pontello, con Cecchi Gori, poi con DV, cosa del resto successa anche con tutti gli allenatori, ultimo Montella. Ci sono cose che non cambieranno mai tipo la Rita che come mia nonna con mia madre e poi mia madre con me, urla a Tommaso “col sapone”. Nel senso che la faccia si lava col sapone. Resta invece il problema dei semafori pedonali che durano troppo poco e che per i quali mi sarei aspettato che vi foste lamentati almeno quanto per i Della Valle. Oppure siete dei centometristi e non l’avete mai detto. Mi sorge il dubbio che Commisso abbia comprato la Fiorentina con i minibot e che quando se ne accorgeranno in banca a Casette d’Ete ce li ritroviamo qui un’altra volta. Perché adesso che mi sono appassionato agli anagrammi quello di minibot è “tombini”, e potrebbe significare che siamo nella merda. Minibot per i quali solo Brunetta può essere felice. Io invece adesso proprio per sancire il grande cambiamento, per Capalbio mi compro il costume intero. Mentre Grecia-Italia mi è sembrato un monito, non è che faremo la stessa fine? Il popolo dai capelli rossi naturali (ma non tutti lo sono) intanto sbarca a Favignana per il loro primo raduno. Ieri sono stato per il terzo sabato consecutivo da Michele a mangiare la pizza, e prima che chiudesse Zanobini ho comprato un Pigato per il pranzo di oggi. Ho optato per un bianco perché per un rosso sarei dovuto essere a Favignana. E se in casa non ci fossero delle regole tipo il fair play finanziario nel calcio, l’estate sarebbe quando pranzi in mutande.

sabato 8 giugno 2019

Quando ancora si scartavano le arance



Per rassicurare e rasserenare gli animi voglio iniziare questo editoriale ricordando che il tempo cancella ogni cosa. Eccetto forse la puzza delle Superga. Anche se il Bambi non crede al fatto che il tempo sia galantuomo perché non lo ha mai visto aprire lo sportello della macchina a una signora. Se c’è un’immagine dell’ultima stagione che invece voglio ricordare come monito, è quella a Capalbio quando nel settembre scorso un ragazzo con un grande teschio tatuato sulla schiena ebbe non poche difficoltà ad entrare in acqua per via della temperatura troppo fredda. Adesso però è il momento di guardare avanti, solo avanti, voltarsi è troppo esplicito specie se accanto abbiamo la nostra compagna, semmai ci conviene rallentare per rimanere indietro e così guardare il culo alle altre mentre salgono le scale. E se proprio non vogliamo dimenticare i Della Valle prendiamo almeno atto che ieri per otto milioni di studenti è finita la scuola. Ripensiamo per un attimo alla felicità di quell’ultima campanella prima dell’estate. lo dico prima che i servizi sociali ci tolgano il bambino che è in noi. Il caso ha voluto che ieri facessero anche i 17 anni che nessun fiorentino si era presentato a salvare la Fiorentina. Oggi però c’è Rocco, e sappiamo bene che Marina di Gioiosa Ionica è l’anagramma di “Mai una gioiosa”, uno che potrà farci sognare piccante e non piccato come nella precedente gestione. Come succede in quei sogni dove lei, mora come un’arancia della piana di Sibari, con gli stessi capelli di quella sulla carta che avvolgeva le arance, ci fissa come se non portassimo la fede. Molte cose ci dividono nel valutare più o meno positiva l’esperienza dei DV, ma una cosa mi sento di condividere in piena serenità, quella di mangiare tanta frutta e verdura, di bere tanta acqua e di non uscire nelle ore più calde. Con la speranza che tutto questo salutismo alla fine non uccida quel rancore di cui ci nutriamo avidamente.

venerdì 7 giugno 2019

Non solo fettuccine


L’arrivo di Commisso ha riacceso un po’ tutto, speranze, appetiti sessuali, passioni sopite, da quando si è paventato l’interesse italoamericano in città, anche il Bambi ha cominciato a mettere “mi interessa” a tutte le sagre nel raggio di 200 km da casa sua. Adesso il buon Rocco deve mostrarci le sue buone intenzioni così come chi ha le poppe grosse deve manifestare l’intenzione di mostrarle. Della Valle se ne è andato, Pioli essendo stato sempre avanti li aveva preceduti, e prima ancora toccò ad Ilicic accompagnato da bordate di fischi, adesso però non accetteremo più che qualcuno ci dica che al mare si sta di merda. Adesso che tra le disillusioni finalmente risolte posso metterci anche di aver capito che “Il Cammino di Santiago” non è un ristorante tipico di cucina alla brace. E menomale che la sua decisione Commisso l’aveva già presa prima che chiudessero lo stabilimento del dado tratto della Knorr di Verona. Potranno semmai andare in conflitto le nostre diverse anime, il Bambi che ha grandi occhi da sognatore e piedi ben saldi sta vivendo il caos che regna in chi fa il doppio gioco di personalità. Poi ci sono frasi rimaste intrappolate tra bocca e cuscino. Tipo, “Pioli uno di noi” e “Io sto con Della Valle”. Ma adesso è solo radioso presente, e mi aspetto che Rocco si presenti come fa il padre della sposa salendo sul tavolo a fare il discorsone tra un bicchiere di Barolo e l’altro. Anzi di più. Oggi al Franchi prevedo il primo miracolo americano a Firenze, quando davanti a una folla prima euforica e poi sbigottita trasformerà l’acqua di merda dell’Arno in vino. Poi come nella migliore tradizione della coreografia americana, tra una sincronia perfetta di cheerleaders indiavolate, la colonna sonora di Rocky, si manifesterà Joe Barone che roteando il balloon parlerà di note agrumate e sentori di frutta matura.

giovedì 6 giugno 2019

Il Calugi è contento anche se non lo da a vedere



Lo sblocca-cantieri, il servizio al TG1 su Commisso, buone notizie per sorridere e mettere a frutto il lavoro del dentista. Sono contento anche perché adesso la nuova proprietà avrà un credito, sarà sospesa l’attività di esposizione degli striscioni, ora che la temperatura è in rialzo, così possiamo finalmente concentrarci a mostrare le foto dei cruscotti. Non so a voi ma a me con questa nuova proprietà è riesploso l’entusiasmo, questa italianità trapiantata a New York mi ha davvero ispirato. Lancio qui la campagna per un nuova ed eccitante avventura nel mondo del tifo organizzato, e non parlo di noleggiare una Limousine per andare a mangiare il lampredotto tutti insieme, sto pensando a una cosa più importante, che molto probabilmente chiamerò “Viola Club Al Paciro”. Non dobbiamo poi soffermarci troppo neanche sull’aspetto di Rocco e di Barone anche se un po’ ricordano i Soprano, non dobbiamo sottilizzare, dobbiamo invece essere realisti e pensare come quando ordiniamo online e poi ci arriva il pacco a casa che non corrisponde del tutto alla foto. Se poi non vi sembra che Commisso abbia portato l’entusiasmo che vi sareste aspettati, ricordatevi sempre che ci sono persone silenziose che dentro di loro parlano tantissimo. Porto sempre l’esempio del Calugi che non amava esternare troppo, neanche un gemito, sarà perché soffriva di eiaculazione precoce e veniva silenziosamente nei pantaloni pur avendo un orgasmo. Vi assicuro che c’è anche il caso limite di un anziano pensionato di via del Campuccio che da quando se ne sono andati i Della Valle ed è apparsa all’orizzonte la sagoma di Commisso (Joe Barone avrebbe coperto l’orizzonte) si è ritrovato davanti al cantiere con un nuovo spirito. Ringiovanito nella passione. Certo, a chi aveva l’insonnia è cambiato poco, questo va detto per onestà. E dopo esserci liberati dai Della Valle adesso non ci rimane che liberarci dalle cene di fine qualcosa.

mercoledì 5 giugno 2019

Troppe voci


Ormai lo scopo della giornata, anzi dell’anno, è articolare un editoriale e infilarci categoricamente “der Kommissar’s in town oh oh”. Sfruttando l’assonanza, che poi con Joe Barone fa anche uomo di panza. Prima dell’arrivo di Commisso non c’erano mai state trattative serie, lo racconta chi fa le pulizie negli uffici dei Della Valle, in un paio di circostanze dopo la fumata nera avevano trovato i cestini pieni di gratta e vinci. Ma Commisso è pieno come un’ovo, anzi come Barone. Per fortuna questa volta nessuna barriera ha potuto opporsi all’amore di quest’uomo per la Fiorentina. Samp e Milan sono stati un modo per far ingelosire, dinamiche di coppia. Sono rimasto invece un po’ deluso perché mi sarei aspettato che convocasse una conferenza stampa alle 18:15. Anche solo per rassicurarci che con il caldo a Barone non passa la fame. Non mi rimane che ringraziare la famiglia Della Valle che per me rimane una proprietà che ha fatto del bene alla Fiorentina, l’ha presa dopo l’attacco terroristico del Cecchigorisis, l’ha ricostruita fino a farla valere quanto è stato disposto a pagarla il buon Commisso, anche se Diego ultimamente si era dimostrato un po’ Mark Caltagirone dando ragione a quelli che lo consideravano troppo assente. Poi alla fine ho dovuto abbassare il volume, troppe voci che credevo fossero per il closing, ho abbassato il volume e alzato gli occhi. Per fortuna erano culi che parlavano in Piazza del Carmine.

martedì 4 giugno 2019

Se fossi nato a Roma


La guerra adesso è tra nutrizionisti, economisti e nonne, tanto che guardando certi panini con la cotoletta ti chiedi se 292 è il colesterolo o lo spread. E la vittoria nei pesi massimi (sovrappeso) del pugile messicano cresciuto ad hamburger e hot dog contro il muscolosissimo inglese è lì a dimostrare che Muriel e Veretout sono cresciuti calcisticamente con le nonne e non con i preparatori atletici. E oggi che siamo tutti più sereni per la salvezza e per l’imminente arrivo di Commisso potreste anche finalmente confessare che dietro la tastiera di certi commenti sulla possibilità di andare in Champion c’era Luca Giurato. E che volevate dire “andare in campagna”. Il Bambi che non canta neanche sotto la doccia aspetta la fatidica firma e nel frattempo fa gli scongiuri. Non vuole assolutamente stonare vittoria. L’unico grande rammarico è che il momento del cambio di proprietà coincida proprio con quello dell’insalata di riso. Oggi potrebbe essere davvero il grande giorno ma non prima della chiusura dei mercati, anche se il mio ortolano mi ha confessato che per lui potrebbero comunicarlo anche a mercati aperti perché tanto a lui non gliene frega un cazzo. Purtroppo abbiamo sempre la testa altrove; culi che parlano, ora il cambio di proprietà, il nuovo allenatore, poi tua moglie si fa i capelli e non te ne accorgi. Se fossi nato a Roma avrei voluto fare l’osservatore romano.

lunedì 3 giugno 2019

La cordata per impiccarsi


L’alternativa al calabro-newyorkese era questa cordata. C’è da ringraziare Commisso sperando di non essere costretti a fare progetti sul passato. Sperando che il Cognigni d’oltreoceano non venga mai implicato in nessun reato fiscale, Al Barone non ha certo un nomignolo rassicurante. Rimane forte la sensazione che le grandi navi di Venezia siano come le Limousine della nuova proprietà. Pur di bere senza sentire chi sostiene che siamo passati dalle Tod’s ad Alberta Ferretti sono disposto a fissare in silenzio il bancone dell’enoteca. Basta, fine, stop anche all’era del terzo tempo, chiuso se Dio vuole il fair play, il Bambi era arrivato al punto che con tutto questo professare garbo, delle ragazze in spiaggia guardava ormai solo le parti coperte. Per fortuna è tutto più bello al sole, i discorsi sul cambio di proprietà, le idee sul nuovo centravanti, le strade Diladdarno, gli uomini che arrivano Doltreoceano, i torneremo a fidarci delle promesse. Anche il gioco di Pioli sarebbe più bello. Il sole è capace di illuminare persino i lati oscuri di questa vicenda. Non siamo disillusi, continueremo a illuderci ma con meno passione. L’unico intoppo di questa esplosione d’estate è che il Bambi dichiara di non essere ancora pronto a vedere i nostri piedi. Forse è solo impaurito, è tanto che grida ai DV di andarsene e adesso che hanno ufficializzato la fine della loro esperienza a Firenze è rimasto come frastornato. Non so se è stato l’effetto Commisso, ma appena ha incontrato delle difficoltà burocratiche per il rinnovo della carta d’identità ha subito manifestato la voglia di darsi alla macchia. Io stesso ad un certo punto ho pensato di continuare a scrivere ancora un altro pezzo di editoriale, poi mi sono ricordato che avevo già fatto troppe cose inutili.

domenica 2 giugno 2019

Anche le fontane si rianimano dopo il CDA


E' bastato il comunicato che esiste una trattativa per cominciare a festeggiare, io stappo un bianco delle Langhe, cosa meglio dopo Langherie subite in questi diciassette anni. Una famiglia benestante dell’Isolotto ha scelto addirittura una magnum e alla fine non è andato tutto liscio solo perché aveva scelto delle bollicine. E se poi il cambio non sarà come ci saremmo aspettati, vedi quello Pioli-Montella, maschereremo la delusione con nonchalance. Tipo quando il Bambi entra in macchina e inserisce il telefono in una conchiglia trovata su una spiaggia di Bali, così i vigili pensano che stia ascoltando il mare. Io del resto sono abbastanza abituato alle delusioni, Simeone è niente in confronto di quando seppi che le mani di Art Attack non erano quelle di Muciaccia. E poi ho avuto una soffiata e così prima che li facessero chiudere ho immagazzinato una bella scorta di cannabis light, per distorcere la realtà calabro-newyorkese, e nel caso fumerò fino a credere che Commisso sia nato in Borgo Allegri. Scusatemi se parlo così ma è la strada che si è occupata della mia educazione sentimentale. Commisso è molto distante dal mio immaginario di presidente della Fiorentina, quindi se potessi lo bacerei ad occhi chiusi come le cose irreali. La rivoluzione per me è cominciata ancora prima dell’ufficializzazione, niente finale Champion, di nuovo aperitivo al Mercato Centrale con vino siciliano per andare anche oltre alla Calabria, e poi pizza, pizza e ancora pizza da Michele, prima che la passione ci tolga di nuovo la gioia della farina Caputo. Poi le Rampe in festa, uno spettacolo di luci, suoni e colori che hanno animato la Torre di San Niccolò. Le fontane a cascata delle Rampe riattivate per la prima volta dopo un secolo. E se il cambio societario non darà i frutti sperati sarò sempre in tempo a maledire questo momento come ho già fatto con le insalatone.

sabato 1 giugno 2019

Dove parcheggerà la Limousine?


Non ce l’ho fatta a scrivere l’editoriale in modo da partire alle sette per il mare e fregarvi tutti. In alternativa andrò a scegliere il vino per il pranzo della domenica, ho fatto il cambio dell’armadio ma non ho ancora deciso se passare anche dal rosso al bianco. Mentre sulla scelta delle bollicine per festeggiare l’arrivo di Commisso non ci sono dubbi. Sarà Fanciacorta vista la sua altezza. Subito dopo il CDA anticipo che il blog si rinnoverà e si chiamerà “La riblogghita di’ Pollino”. Rimane un unico grande dubbio, a prescindere dal clima, dal vino, un grande interrogativo a prescindere da dove parcheggerà la Limousine il buon Rocco senza rompere i coglioni all’autobus, un interrogativo che mi porto dietro da 17 anni, e il mio ultimo tentativo siete voi che avevate previsto tutto questo, dati causa e pretesto. Secondo voi Diabolik sotto la tuta nera che usa per fare i colpi, è nudo? E subito dopo le vostre risposte possiamo abbandonare finalmente questo maggio piovoso al quale sono sopravvissuto solo perché il mio modo di ragionare è a compartimenti stagni. Questo sole ci dice che sul Televideo hanno aggiornato la pagina di Blade Runner. E se l’Inter ha preso Conte, noi con un altro allenatore qualsiasi tra Di Maio e Salvini, potremmo lottare per la Champion. Intanto la Rita per non saper né leggere né scrivere ha eliminato dalla dieta lo zucchero di canna. Mai più nemmeno ricette di Cannavacciuolo. Le canne fumarie al massimo come nasi per fare espressioni di facciata. Nel caso invece che saltasse la trattativa con il calabro-newyorkese la miglior vendetta è sempre il “m’importa una sega”. Mentre al meteo dico solo che le mezze maniche al limite con la carbonara.

venerdì 31 maggio 2019

Mia madre è multinick


Mentre anche a New York c'è chi scrive spiritosaggini nel cuore della notte sul blog dei Cosmos, ho maturato il sospetto che dietro ad alcuni nick in realtà possa celarsi mia madre. Donna che malgrado la mia età, tende ancora ad esercitare il suo ruolo con rigore. Ed è quasi sicuramente lei a suggerirmi come mi devo comportare. Purtroppo devo ribadirlo anche a lei, che pur essendo un suo scarrafone di tutto rispetto, quando trovo scritto “spingere” continuo imperterrito a tirare. Così come sono costretto a precisare che bevo vino non in quanto intenditore, ma spinto a svuotare bottiglie su bottiglie nella speranza di trovarci dentro un messaggio che non sia il solito commento sulla mancanza del centravanti, anche se illuminante, spero sempre di trovarci la formazione tipo scritta di nascosto mentre la moglie si spalma l’abbronzante, durante le ferie a Cesenatico. E con questa premessa, ovvero la quantità di bottiglie svuotate, ho cercato di condividere con la Fiesole quella che reputo una battaglia giusta. Prendendo spunto da Greta, dopo la lotta contro i cambiamenti climatici e la plastica nei mari, il prossimo obiettivo dovrebbe essere “Via la merda da Firenze”. Magari in questo blog siamo pure immortali e io nemmeno lo sospetto, anzi a pensarci bene è molto probabile, quindi sarebbe bene tenerlo nascosto prima che l’INPS ci faccia sparire tutti in qualche modo. E tanto per sfatare certe dicerie sul mio irrispettoso modo di pormi, vi racconto cosa mi è successo la scorsa settimana e non quando ero ancora un ragazzino ingenuotto che frequentava la chiesa di Serumido. Mi è successo che nella discenderia di Mules un omone di una ditta appaltatrice mi chiedesse per favore di tirargli il dito, un omone che indossava correttamente i DPI ed aveva regolari indumenti ad alta visibilità in classe 3, barba brizzolata a incorniciare il viso tipico della persona professionalmente affidabile. Con fare da ganzino gliel’ho tirato. E lui ha sparato un scorreggia come se avesse messo in moto una sega elettrica. Lui non sa che conosco il fratello in forza in un altro cantiere sulla Napoli-Bari. E al fratello non potrò mai dire che lo ricordo per quello. Ora però devo andare, mi ero scritto un appunto di bere acqua ogni tanto.

giovedì 30 maggio 2019

La strana concomitanza



Iniziato il giro delle panchine ho necessariamente dovuto fare delle riflessioni dopo questa difficile stagione. Rimane un’ottima annata solo per l’asciugatrice. Pessima per Simeone e il calippo. Se noi siamo così competenti, e una società di calcio come la Fiorentina anziché ingaggiare noi ingaggia un ceppicone, non è anche un po’ colpa nostra che siamo stati indolenti e non ci siamo proposti abbastanza? Io mi sono fatto un esame di coscienza e sono stato bocciato perché ho detto che Sarri sarebbe andato alla Juve solo in caso di sconfitta in finale di EL. Non mi resta quindi che sostenere l’arrivo dell’estate per venerdì. E vista la strana concomitanza, c’entra nulla il CDA? Della Valle è forse Dio? Non è che dall’alto ci vogliono punire, loro i mandanti e la banda dei calabresi juventini gli esecutori materiali? Di sicuro non mollo la mia macchia mediterranea nell’Oasi di Burano per il Parco Nazionale della Sila. No al Cirò si al Prugnolo. Se arriva Commisso mi sento di suggerire una radicale ridistribuzione degli spazi; la Ferrovia trasformata in Curva Nord e la Fiesole in Curva Sud. Già mi immagino l’ATF emettere un comunicato dove si fa presente a Commisso che il popolo Viola ha fame di successi, e lui che risponde con entusiasmo fornendo nduja a volontà. Sugli spalti sarà distribuita al posto della cassatina Sammontana. Per tutti i calabresi che si stanno spostando in massa verso Firenze già si parla di profughi ambientali. Perché entro il 2030 una persona su due vivrà in zone a rischio siccità o secchezza vaginale, e a Firenze è un mese che piove. Consideriamo che per produrre la Coca Cola che viene consumata ogni giorno occorrono 75 miliardi di litri d’acqua. Noi abbiamo l’Arno e il Bilancino. Con il lampredotto beviamo il vino per lasciare l’acqua ai profughi ambientali. E sul prossimo campionato potrebbe incidere pesantemente anche il decreto sicurezza. Non a caso da quando la gente si è armata, anche gli angeli non entrano più nelle nostre case la notte. Fuori Pioli dentro Montella, cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Ciauscolo o nduja. Caffè o tea. Mentre per la teoria dei grandi numeri siamo sedicesimi. Oggi ci ritroviamo a immaginare fondi qatarioti, zii d’America, magnati argentini di origini armene, mentre non molto tempo fa bastava un campo di papaveri per pensare a una signora immaginaria con ombrellino, cappello e bambino.

mercoledì 29 maggio 2019

Clima teso


C’è un clima teso tra i DV e Commisso, tra la curva e i DV, tra Nardella e i DV, tra di noi sul blog, tra io e me, e pensare che Greta Thunberg ci aveva avvertiti. Noi non sappiamo leggere le formazioni e capirne il valore, oppure non sappiamo eleggere e non capirne il pericolo? Leggere o eleggere? Champion o Ceppicon? Me lo chiedo adesso che Pioli non può fare più danni. E che Montella si sia dimostrato un pesce fuor d’acqua lo dimostra il fatto che giustappunto con questo clima teso non abbia preso né un raffreddore e neanche la sinusite. Pensando a Ciriaco De Mita mi domando se non fosse auspicabile che invece di Commisso tornasse Pontello. Vedo che ogni tanto ci si confronta anche sulla politica, a questo proposito, visto che non mi sono mai espresso prima, vi mostro l’Europa che mi piace. Da apprezzare la rinuncia di Gattuso ai soldi del contratto, probabilmente influenzato dal fatto che Di Maio ha abolito la povertà. Per dormire meglio in questi giorni di avvicendamento tra i Della Valle e Commisso, tra Montella e Gattuso, tra la primavera e l’estate, ho pensato alla camomilla. Un rimedio che sa di famiglia, di antico, di buono, che con un qualsiasi altro elemento in aggiunta potrebbe anche funzionare. E mi viene in mente oltre lo zucchero di metterci dentro 5 milligrammi di Tavor. Se poi Della Valle non vende, Montella rimane, e si vuole comunque un cambio radicale per continuare a sperare, per chi ne ha la possibilità consiglio di farsi la riga dall’altra parte. Anche nelle cose che durano poco come una speranza Champion che si affievolisce e poi scompare del tutto, c’è del bello. Come in Simeone. Certo ognuno nei passaggi più tristi della propria vita ha una profondità di analisi diversa, penso a Thomas Mann quando scrive “La morte a Venezia”, una metafora della malattia, la decadenza della società aristocratico-borghese. Ma io vengo da San Frediano, ho fatto solo l’Istituto d’Arte, e per raccontare la decadenza di un sedicesimo posto malgrado con Pioli fossimo decimi, e nel caso che un calabro-newyorkese juventino ci abbia solo sedotto e poi abbandonato, voglio ricordare con piacere la morte dello spermatozoo che calava lentamente tra le poppe della Beatrice.

martedì 28 maggio 2019

Il coraggio di cambiare idea da quella giusta a quella sbagliata


C’è chi tra i tifosi Viola sta prendendo in seria considerazione la possibilità di chiedere asilo politico in Portogallo. Non solo perché è la patria di Paulo Sousa, ma anche per i risultati delle Elezioni Europee. Mentre chi dopo aver dichiarato che con un altro allenatore avrebbe potuto lottare per la Champion, oggi può dichiarare addirittura di aver vinto per aver dato il voto alla Lega. Il problema di questo ultimo mese è stato il tempo, quando uno va al campo ad allenarsi con questo tempo invece di andare al mare poi succede che va in astinenza da gol per 534 minuti, strappando così solo due punti in otto partite. Simeone è meteoropàtico non scarso. Ma se ci dormi sopra il sogno di andare in Champion è ancora più bello. I più incazzati rimangono comunque quelli della prova costume, quelli che si sarebbero dovuti preparare e non hanno potuto mettersi a dieta perché questa squadra metteva tristezza ed era necessario abbracciare i carboidrati. Io senza falsa modestia sarei bravissimo a vivere da primo in classifica. Mettetemi alla prova. Tifosi divisi come al solito, come il Bambi che fa parte di quella élite intellettuale che mangia le cotolette a morsi, ed io che pensavo già di essere arrivato alla frutta con Montella. Commisso o non Commisso, Montella o un altro ceppicone, budget, obiettivi, tanti punti interrogativi che hanno portato il Bambi a fare tre colazioni di seguito per dare ascolto alla lezione di tal Lorenzo de’ Medici che gli aveva messo in testa che “di doman non c’è certezza”. A parte noi, che invece siamo sempre più convinti di quello che diciamo, difendiamo quello che abbiamo detto perché non abbiamo pensieri in divenire, ma monoliti giganteschi da spostare. E ci fa fatica. I nostri dolmen ci spingono a posizioni ingessate come se scrivessimo dogmi da una divisione di ortopedia. E sul gesso appuntiamo le nostre verità immutabili nel tempo. E mentre anche il sindaco non cambia, Diladdarno ci sono “mai più” che si trasformano in “ancora una volta”. I “per sempre” diventano “pensiamoci su”. Le condanne ribaltate in appello. Passi in vantaggio ma poi ti rimontano e perdi. La vita è mutevole. La scena muta evitabile. Ci sono le porte girevoli, quelle chiuse che si aprono. Come le case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale. E io, io per primo sono quello che non cambia mai idea perché ancora pensa che gli altri, almeno una volta, abbiano il coraggio di dirti “mi sono sbagliato”; pensavo che tu fossi una fava e invece ti sei dimostrato una grande fava.

lunedì 27 maggio 2019

Sedicesimi


Partita balneare ancora senza Montiel e Vlahovic, e non so se a questo punto la vera notizia è non averne persa un’altra o il fatto che Pamela Prati abbia dimostrato di saper recitare. Finita la stagione dei Della Valle comincia finalmente quella delle melanzane ripiene. Ho cercato inutilmente la tessera elettorale per più di un’ora, e alla fine a forza di rovistare ho trovato il tanto agognato punto salvezza, che oltretutto evita a Montella di raggiungere Oddo nell’inferno delle sette sconfitte consecutive. La tanta attesa vittoria non arriva nemmeno questa volta, un’attesa che mi ricorda molto quando aspetto la Rita che deve solo mettersi le scarpe, pettinarsi, truccarsi, annaffiare, e arrivare subito. Del resto piegare la resistenza del Genoa si è dimostrato più difficile che piegare le lenzuola con l’elastico. Non cantiamo vittoria solo perché, finita bene la stagione, comincerà quella dei saggi e delle recite. Oggi ridiamo e scherziamo ma ieri ha votato anche Pioli. Salvi e liberati dagli invasori marchigiani, rimane solo il rammarico di andare incontro a una stagione piena di tante scollature e di pochi capezzoli. Intanto gli exit-poll, con un qualsiasi altro governo danno la Fiorentina in lotta per lo scudetto nella prossima stagione. Serata di merda per il Bambi, terrorizzato per il pericolo retrocessione, e prima ancora di entrare nella cabina elettorale per aver consegnato il cellulare alla compagna senza aver messo la password. Serata di merda anche per Hommisso alla sua “prima” italiana, con la Juve che ne prende due dalla Samp. E dopo l’ultima partita inguardabile ho tirato l’acqua. E’ cambiata la primavera ed è giusto cambiare anche proprietà. In tribuna le prime facce di un futuro diverso, finalmente un centravanti, e po il braccio destro di Hommisso, e non braccino, quel Joe Barone che mi sono informato subito non essere il nome d'arte di Causio.

domenica 26 maggio 2019

Arriveremo terzi



Salviamo(ci) con nome; Commisso. Anzi Hommisso perché lui è fiorentino, tifa Viola e ha preso casa a Casellina per stare vicino alla squadra. Siamo la sua terza scelta dopo Milan e Samp, che è comunque il miglior risultato di quest’anno. Terzi. E allora aveva ragione chi sosteneva che potevamo lottare per la Champion. Adesso che sono state accolte tutte le nostre preghiere, prima via Pioli e poi i Della Valle, forse ci faranno iscrivere anche alla Superlega. A proposito di preghiere (mangia prega ama) ieri sono stato a mangiare la pizza a “L’antica pizzeria da Michele” che ha aperto anche a Firenze, dopo esserci stato a Napoli devo dire che l’ho riconosciuta, più lievitati del 50% solo i prezzi. L’ultima pizza insomma prima dell’arrivo di Hommisso, poi torneremo finalmente a seguire la Viola. Anche se oggi una sbirciatina gliela darò lo stesso, e chissà se dopo queste notizie fatte trapelare proprio alla vigilia anche Simeone si scuoterà, magari si sblocca e proverà a indossare i panni del centravanti. E se invece andrà male potremo sempre dire di essere andati alle urne ancora prima di morire. Finisce l’era Della Valle, non abbiamo vinto niente, ma se ci salviamo per me non è da considerarsi una storia tutta da dimenticare, o almeno non fino al punto di Belpietro direttore de L’Unità. Inventiamoci qualcosa per aggirare le difficoltà di una partita cruciale come ha fatto quel candidato per “aggirare” il silenzio elettorale, che si è messo in un piazzale a smontare e rimontare i cerchi in lega indicandoli con ampi gesti. A questo proposito, nella foto il rutto del Bambi durante il silenzio elettorale che qualcuno ha scambiato per dissenso nei confronti di “Hommisso”. Mentre lui aveva solo finito di mangiare il primo melone della stagione. E per contrastare tali volgarità mi sono immaginato l’anomalia di una squadra con potenziale da Champion ritrovarsi a lottare per la salvezza, me la sono immaginata cioè come un cavallo nel dressage, come ogni cosa sul filo del rasoio, tra l’eleganza e il ridicolo. Mentre io per rompere il silenzio elettorale mi sono messo a suonare i campanelli come quando ero ragazzo. E a chi mi rispondeva, al citofono dicevo che forse retrocedere potrebbe aiutarci, mentre il ricordo di cose belle no. I ricordi di cose brutte ci aiutano molto di più. La condizione di malessere ti fa apprezzare anche la piatta normalità. Dovremo soffrire, il più possibile. Mi hanno scambiato per un testimone di Genova e mi hanno augurato la serie B.

sabato 25 maggio 2019

Ci vuole personalità



Finalmente è venuto fuori il nome del compratore interessato alla Fiorentina. Non è un fondo del Qatar, e nemmeno il fondo della classifica; è Mark Caltagirone. Meglio pensare ad altro oggi che c’è bisogno di stemperare la tensione. La lotta Champion del resto brucia energie. E che questo maggio ha qualcosa di strano è confermato dal fatto che ci sono terrapiattisti che ascoltano dischi di “Sfera Ebbasta”. Quando sarebbe meglio ascoltassero quelli di “Ultimo”. Del resto ci sono indizi importanti che hanno portato a pensare che questa squadra potesse lottare per la Champion; uno tra tutti le grandi orecchie di Corvino. E poi ci vuole tanta, tanta personalità per continuare a sostenerlo malgrado Caputo non sia figlio del Cholo, ma solo di un cantautore. Diciamo che ce ne vuole come cercare di fare il figo tra Leonardo Di Caprio e Brad Pitt. Bisogna essere proprio Tarantino o al limite Leccese. Insomma, come il nostro che è soprannominato “Jules Vernole” per aver scritto un romanzo dal titolo “Ventimila Leghe Calcio sotto José Mari”. Una parodia sul calcio burocrato e sulla Xylella che fa più danni di Montella. Ancora per stemperare, a proposito di quelli dei comunicati e delle contestazioni, quelli che fanno i conti in tasca ai Della Valle che non spendono, ne ho riconosciuti alcuni sulla A22 che pisciavano lungo il ciglio dell’Autostrada, perché invece della Serie B avevano più paura che la signora dell’Autogrill con il cestino gli chiedesse qualche spicciolo. Uno di loro ha invece riconosciuto me e mi ha gridato “fanculo la poesia”. Alla fine non mi sento nemmeno stanco per lo scorrere della settimana, ma piuttosto per aver cercato di rendere le cose pesanti un po’ più leggere. Quindi adesso vado a caccia di un buon Riesling Renano anche se il vitigno a bacca bianca non è proprio il più adatto per la cacciagione.

venerdì 24 maggio 2019

Finalmente col taccuino


Con la foto di oggi voglio dimostrare ai terrapiattisti che la Champion è una bufala. Anche se ho dimostrato che la terra non è piatta, nessuno potrà vietargli di continuare a credere allo spot “più sudi più sai di fresco”. Giocatori capaci, sprecati da allenatori incapaci, sprecati come le insalate di riso in questo mese di maggio. Sono confuso, avevo quasi creduto che senza di lui avremmo spiccato il volo, così confuso che non so se sento più la mancanza delle cazzate di Toninelli o dei gol di Simeone. Mentre associo l’ultimo gol della Fiorentina al sapore delle Brooklyn alla cannella. Ve le ricordate? Allora chi ringraziare se andiamo in B? Chi andrà in ferie lontano potrà almeno applaudire il pilota che fa l’atterraggio. E l’unica a ridere rimarrà la Hunziker. Se a Montella confermeranno la squalifica, domenica sera potrebbe sempre allenare la squadra in terza persona. Solo apparentemente un modo un po' arrogante di allenare, piuttosto una patologia tipica della personalità frammentata, patologia irrisolta dall'inutilità del ricorso per fare annullare la squalifica. Poi non mi resterà che vivere nel terrore di aprire il frigorifero e di trovarmi uno che mi spiega che con un altro allenatore potevamo lottare per la Champion. A quel punto gli chiederò perché allora, lui che sa tutto, non si è accorto che quello a Venezia era Bansky invece di cacciarlo perché non aveva il permesso di esporre le proprie opere. Ma se ci salveremo mi toglierò almeno la soddisfazione di bere il caffè nelle tazzine belle. Altrimenti, finalmente sotto il sole di Capalbio, me ne sbatterò della serie B e scriverò editoriali finalmente sul Moleskine, la penna e la macchia mediterranea. Il foglio, il mare e le onde, senza la fretta del PC, vi scriverò di lasciare stare il calcio, e per la prossima stagione vi consiglierò di fare l’abbonamento al circolo vizioso.

giovedì 23 maggio 2019

I crackers


Finalmente domenica saremo tutti contenti perché in panchina siederà Mark Caltagirone, un assente. Giornata nella quale voglio proprio raccomandarmi al santo di Muriel, San Giovanni Rotondo. Magari come il nostro risultato a favore. Si. Il Bambi intanto anche dopo Pioli continua a chiedersi “Cosa potrebbe andare peggio di così?”. Ieri ho partecipato alla cerimonia per l’accensione della terza TBM che scaverà una delle Gallerie di Linea della Galleria di Base del Brennero; Virginia. La prima è Serena, la seconda Flavia. Ormai le uniche donne che frequento sono frese. E non è una fresa fatta. Chissà se usciremo dal tunnel. E se si, dove la butteremo questa stagione, nella plastica o nell’umido? O forse la prima vittoria di Montella senza Montella sarà come il primo giorno di primavera dopo un inverno lunghissimo. E’ stata scelta la giornata di ieri, in concomitanza con la partenza di Virginia, anche per inaugurare l’uscita Telepass direttamente in cantiere, sulla A22 tra Bressanone e Vipiteno. Togliere traffico pesante sulla viabilità normale è la metafora del togliere Veretout dal campo. Capisco che ci sono giornate che vanno affrontate con il sorriso, domenica però con la pizza. E penso a chi è cambiata la vita da quando ha messo in campo Dabo al posto di Mirallas. Forse anche l’occhio vuole il suo collirio. Forse questa rimane una stagione bella proprio perché sporca, penso alla poppa di marmo dell’Urania di Duprè, che contrasta col candore del marmo tutto intorno, imbrattata dalle continue palpate dei visitatori. Oppure no. Tocca il pane, tocca i soldi, serve il cliente, tocca il pane, tocca i soldi, serve il cliente. No, non rimane una bella stagione. Così prendo un pacco di crackers.

mercoledì 22 maggio 2019

Comunque vada


Il sesso al mattino è bellissimo, ma avete mai provato a svegliarvi e non dover lottare per la retrocessione? Perché alla fine della stagione, raggiunta o meno la salvezza Mark Caltagirone sarà risultato più credibile di Simeone centravanti. Emblematica la storia di un tifoso Viola che ha preso il Daspo per aver messo la musica Champion come suoneria del telefono, e che ha deciso di tornare allo stadio contravvenendo al divieto perché lui è uno di quelli che rivolge le spalle al campo per lanciare i cori, mentre fuori dallo stadio ci sono troppe televisioni collegate ed è costretto a vedere quello scempio di squadra Champion più di quando va allo stadio. E il giudice lo condanna al Daspo per evasione dal Daspo, che è come passare da Pioli a Montella, la padella e la brace col patentino di Coverciano. Prima dell’arrivo di Montella lo spogliatoio lasciato da Pioli era come il Vietnam, al ceppicone piaceva tanto l’odore del Napalm al mattino. Ora che Vincenzino è stato squalificato, e l’odore di acido naftenico è ancora così presente, domenica vorrei esortarvi a concedere un alibi anche al suo sostituto. Scusate ma certe cose tipo la retrocessione le prendo sul personale. Eventualmente, non mi rassegno alla serie B, come non mi rassegno a questo maggio, continuerò a sostenere che è una squadra da Champion così come continuerò a mangiare fragole, fragole sempre, fragole a tutte le ore. Comunque vada non vi lascerò soli, continuerò a mettervi a disposizione carta bianca, sulla quale potrete scrivere che metteremo una tigre nel motore, che metteremo fiori nei nostri cannoni, e che poi metteremo Benassi centravanti. Vada come vada la stagione lascerà il segno come in un parcheggio di maggio. Poi scriverò editoriali a capo chino aspettando di cominciare a soffrire di artrosi cervicale.

martedì 21 maggio 2019

Siamo rimasti in tre


Oggi che gli angeli ci hanno voltato le spalle, viste le sconfitte copiose e piovose, possiamo sostenere che è perché Montella ha spezzato il cuore alla primavera? E visto il tempo è risultata una vera cazzata come fissare le ferie tre mesi prima, ritenere balneari certe partite, solo per risparmiare sull’aereo. Adesso che la storia si ripete anche con Montella posso dire che a me fanno male tutte le occasioni sprecate. Soprattutto quelle nell’area piccola. Al Bambi la settimana di passione ha riacceso la voglia di tornare a quando l’unico problema era non ammalarsi il giorno prima della gita scolastica. Non ci resta che stare uniti nostro malgrado, Guelfi e Ghibellini come origano e pomodoro, non serve alla causa dare la colpa a destra e a manca, cosa aggiunge adesso il fatto che il bicchierino di liquore bevuto a fine pasto sia da ricondurre a Pioli che ci ha ammazzato anche il caffè. Semmai è più una questione di educazione e non di capacità o meno di tirarsi fuori dalla merda, intendo l’acquisizione del fatidico punto salvezza, arrivare tardi alla salvezza è da cafoni. Del resto Pioli era troppo allineato, e con Montella i Della Valle hanno deciso di cambiare stile, a quelli perfettamente inseriti oggi preferiscono quelli che fuoriescono dai bordi. Domenica non ci possiamo aspettare una partita giocata bene, ci serve solo il risultato, dovremo guardare il tempo e adeguarci. Così saremo felici anche di mangiare il cotechino e melone. Per non dimostrarci sempre così surrealisti nelle analisi, anche solo per cambiare stile come hanno fatto i DV, mi piacerebbe che fossimo un po’ dadaisti. Il dadaismo era anti-arte come oggi è anti-calcio quello della Fiorentina. Il suo gioco è incerto, tratteggiato. Ogni passaggio è un trattino e un vuoto, un trattino e un vuoto, un trattino e un vuoto  E anche noi tifosi incapaci di saltare il vuoto tra i due trattini ci siamo ritrovati ad essere anti-tifosi. A questo punto non so più se il nostro è mal di vivere o mal di trasferta. E se pioverà anche domenica gli sguardi malinconici per Prandelli si confonderanno con gli altri sguardi cupi per la messa in scena del peggio di Montella. Alieni dagli occhi sbagliati. Una vita senza ombrello, ma con almeno il paracadute retrocessione.

lunedì 20 maggio 2019

Cecchi Gori, Panatta e Tudor


Una cosa buona da inserire nel decreto sicurezza sarebbe quella di togliere lo stato di flagranza di reato, e lasciare solo la flagranza differita. Una volta ricondotte le responsabilità sempre al solito e scagionato il povero malcapitato in panchina per caso, c’è da chiedersi semmai se sicurezza può essere considerato Tudor, proprio perché uno dei pochi a non essere mai stato invocato da nessuno come salvatore della patria. Poi finita la partita e dopo aver scambiato due considerazioni due con il Bambi, al quale ricordavo la storia della squadra da Champion, dopo avermi ribadito che la colpa è ancora e sempre dei governi precedenti, ho deciso, se tanto qualsiasi cosa succeda, compreso il suo contrario, poi determina solo l’adattamento del teorema accusatorio alla Gianni Melluso detto Gianni il bello, ho deciso di andare a mangiare un panino da Grazia, Graziella e Grazie al Cazzo che anche l’Inter ha perso perché precedentemente allenata da Pioli. Ho anche cercato di aiutarlo suggerendogli una via di fuga, chiedendogli cioè se quella storia della Champion ero stato io che avevo capito male perché lui ha un po’ il vizio di parlare con la bocca piena, e magari mentre mangiava i coccoli intendeva che con un altro allenatore avrebbe finalmente giocato Montiel e Vlahovic. Purtroppo ha preso fischi per fiaschi, roba impagliata che poi ha svuotato avidamente per continuare a sostenere che Montella è stato raggirato, che Muriel si è piolizzato, oltre a ordinare invece dei tagliolini con il tartufo, quelli con il tartufone Motta per poi dare la colpa alla cattiva acustica del ristorante. E purtroppo se sta crescendo una generazione di Dafne, Naomi, Joele, Aura, Jessica, sappiamo sicuramente con chi rifarcela. Mentre nel caso isolato di un nome normale, diciamo che incontriamo uno che si chiama semplicemente Peppino, diremo che è stato merito degli angeli. Poi se Djokovic perde gli Internazionali d’Italia la colpa è di Panatta. Se perdiamo anche la prossima sento di abbandonare definitivamente le mie certezze, a quel punto non sarò più sicuro nemmeno chi tra noi e Pioli è più specchietto o allodola. A saperlo che Vincenzo voleva battere il record di Oddo, visto che piove sul bagnato da ormai sei partite, invece delle rose, in terrazza avrei piantato delle mangrovie. Ma con il vino buono dei fiaschi impagliati questa squadra spacca, e magari domenica riesce pure a retrocedere per colpa di Cecchi Gori. Alla fine non so nemmeno se ci mancherà di più la pioggia o a chi dare la colpa. E se leggo il labiale del gol sbagliato da Simeone sulla linea di porta viene fuori che la colpa è che Pioli ha fatto peggio anche di Pioli. La mia condanna a questo punto è che non c’è proprio più niente da ridere, così non mi rimane da dire che è il tempo che va in base al nostro umore.

domenica 19 maggio 2019

Quando ancora c'era la siccità


La partita di oggi è la prova che con un altro allenatore si lotta per la retrocessione. Pensavamo alla Champion come pensavamo di fare la prova costume invece di quella k-way. Stagione climatica e non da urlo, mi viene da pensare che invece di Pavoletti ci vorrebbe Munch. Ci siamo innamorati di un allenatore che non esiste, ma chi è che non si è innamorato di un Mark Caltagirone. A questo punto forse solo il tempo potrà aggiustare le cose, e magari Montella potrebbe aggiustare almeno il tempo. Dallo staff di Vincenzo intanto filtra l’indiscrezione che in caso di sesta sconfitta consecutiva vedrebbe l’allenatore costituirsi a Parma. E poi sono tre gli allenatori che non sono riusciti ancora a salvarci, non c’è riuscito nemmeno Maran ieri. Va bene il tempo, ma neanche il pareggio tra Genoa e Cagliari fa primavera. E tra i nostri allenatori preferiti non va meglio a Sousa che riperde in casa contro il Reims. Il Bambi ieri sera è andato a letto presto, giusto il tempo di vedere il pari tra Sassuolo e Roma perché stamani doveva andare in chiesa a fare il fenomeno con le vedove di Prandelli. Sono lontani i tempi delle sette vittorie consecutive, c’era ancora la siccità, anche gli angeli sono infastiditi dalla pioggia, evidentemente anche loro si fanno la messa in piega come le vedove di Prandelli.

sabato 18 maggio 2019

Donne titubanti


Comunicati, contestazioni, rese dei conti tra tifosi e proprietà, se il problema è la lontananza, invece di fare tanto casino sarebbe auspicabile proporre ad Alberto Angela di fare un bel documentario su Firenze così i Della Valle avranno modo di vederla almeno in TV. Anche se è vero che i rapporti a distanza di solito non funzionano, ci sono sempre le eccezioni, e ricordo quando la Beatrice dalle poppe grosse stava con uno di Lecce e secondo lei funzionava benissimo perché lui ce l’aveva lungo. Il problema al contrario è di quando nella coppia ci sono quelli troppo appiccicosi, insomma, o è troppo lontano o è troppo vicino, un po’ come con questo tempo non sai come vestirti e il Bambi ha risolto optando per il golf a maniche corte. E poi ci sono gli inguaribili romantici che credono all’amore senza sesso, l’amore puro. Senza contaminazioni, quello tra uomo e panino con il lampredotto per intendersi. Essere invece attratti, abitati da pensieri perversi al limite del morboso, non permette a certe donne dotate, ma titubanti, di andarsene in giro serenamente senza reggiseno. Io immagino la solitudine di quelli che vogliono i Della Valle più presenti, perché è la stessa di quelli che aspettano la pizza da asporto. Ma tra il dire il fare ci vorrebbe giustappunto una bella pizzeria. Il Bambi proprio per gestire questa situazione sentimentale con la proprietà ha cominciato a seguire dottrine che implicano pratiche ascetiche e meditative, dopo tutta una serie di sedute specifiche però non è cambiato un granché, oggi, anche dopo che è arrivato Montella, trova le stesse difficoltà ad aprire i chakra di quando non riesce ad aprire i pistacchi.

venerdì 17 maggio 2019

Un silenzio surreale


Purtroppo con Montella non è successa quella meraviglia di quando si trova subito parcheggio. La colpa sarà perché abbiamo troppe macchine in famiglia, e poi c’è la pulizia delle strade. Mentre giravo per cercarlo mi sono accorto che per rivendicare l’anima femminile del blog qualcuno ha persino fatto riverniciare la macchina di rosa. Noi che invece non abbiamo avuto ancora la forza di confessarci che siamo donne, speriamo solo di non dover scendere di categoria per trovare un posto in un parcheggio interrato. In compenso possiamo dire che è almeno un’ottima annata per le castagne. Io poi per un bel paio di poppe posso scrivere anche che con un altro allenatore lottavamo per la Champion. Tutti abbiano un prezzo. Anche Zapata. E il primo che si lamenta del caldo è gobbo. Perché qui non sappiamo più se i brividi ci vengono per il freddo o per la classifica. Anche la compagna del Bambi è d’accordo con la tesi della Champion, sostiene infatti che con un altro compagno potrebbe aprire il pacchetto e non trovarci più la catena nuova per la bicicletta ma un collier. Lui un po’ pensando alla pressione bassa e un po’ alla paura della retrocessione intanto si è messo a masticare liquirizia. Sarà perché donna, ma alla compagna del Bambi questa classifica risulta strana come andare a comprare le fragole con il piumino. Mentre sempre lui trova più strano che la formula a 8 € che comprende alcool più cibo a buffet senza limiti valga solo per l’aperitivo e non diventi uno standard a tutte le ore. Succedono proprio cose strane, non solo non lottiamo per la Champion, ma la Rita ha perso la voce e in casa c’è un silenzio surreale. Poi magari è davvero sufficiente un altro allenatore, e lo dico pensando che una signora anziana è entrata al bar Bianchi in Piazza San Felice mentre facevo colazione, ha preso il caffè e poi ha cominciato a lamentarsi con il barista perché non riusciva a chiamare con il nuovo telefono. Lui le ha risolto il problema e lei se ne è andata definendolo il mago dei cellulari. Ho potuto verificare che si è limitato a togliergli la modalità aereo.

giovedì 16 maggio 2019

La vita vera


E’ obbligo per un blog al femminile come questo condividere la pessima notizia sul NO al taglio dell’IVA sugli assorbenti. E non voglio immaginarmi quelli che 15 anni fa volevano aprire un chiringuito in spiaggia in Brasile, e domenica si ritrovano a guardare lo scontro salvezza con il Parma. A questo proposito il Bambi sostiene che la vita vera non è mai stata così reale. E in un blog femminile è normale pensare che il calcio non lo possiamo proprio capire. Ed è ancora più scontato sostenere che a dire che con un altro allenatore avremmo lottato per la Champion, non solo non può essere stata che una donna, ma pure bionda. Un terrapiattista vegano di Piazza Tasso, mi diceva ieri di aver fatto un voto, l’ho visto uscire dalla Basilica di Santo Spirito e così mi ha confessato che se ci salviamo mangerà un piatto (sempre e solo piano naturalmente) di bucatini all’amatriciana. In tutto questo, cammini su marciapiedi stretti, e tra lo scansare merde di cane incroci pure i “tutto bene” di gente che non segue il calcio. Il terrapiattista vegano del voto ha poi escluso responsabilità di Montella perché è arrivato da troppo poco, il tempo insomma di cuocere il riso integrale. Dopo che ho cominciato a svelare l’anima femminile del blog molte di voi sono uscite allo scoperto, e ieri, una di cui non farò il nick, mentre il marito guardava la finale di Coppa Italia, e lei non capiva perché la squadra ospitante fosse l’Atalanta, mi ha scritto in privato confessandomi che ci sono allenatori che non le piacciono, che ce ne sono di quelli che può farseli piacere, quelli che invece le piacciono. E allenatori per i quali varrebbe la pena morire e ritornare in vita alla fine dei secondi tempi. Ma tanto lei non capisce niente di calcio e quindi sono tutti discorsi a bischero.