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martedì 23 aprile 2019

Sotto pergolati di glicine



Nell’ultimo anno abbiamo visto Salvini fare il poliziotto, il carabiniere, il demolitore, il pastore, il tifoso, l’armaiolo, ma mai si è visto Simeone fare il centravanti. E chissà quanto sesso ci toccherà fare per smaltire questi pranzi di Pasqua. Mentre il vento di ieri ci ha portato via il Super Santos dopo appena 5 minuti di Pasquetta. E poi la frittata di piselli. Forse ho capito perché dopo le due partite con Montella c’è tutta questa ritrovata fiducia, probabilmente perché noi malinconici più siamo malinconici e più siamo felici. Andare a Bergamo con Pioli sarebbe stato come iniziare un barbecue senza una Moretti aperta, la griglia lo capisce subito e fa morire la brace. L’unico rammarico per le dimissioni di Pioli è che si era liberato un posto sulla croce. Ma se non servirà nemmeno Montella ci consoleremo riempiendo carrelli on-line. Il Bambi è già d’accordo con la sua compagna che piange sempre quando la Fiorentina esce da una coppa, così giovedì non dovrà mettersi un mascara che costi più di 15 euro. I portieri in uscita che sanno ancora ipnotizzare gli attaccanti, e gli attaccanti che sanno ancora scavalcarli con un tocco sotto, patrimonio dell’umanità. Una Pasquetta con gente che sotto pergolati di glicine ha perfino voglia di parlare del gol sbagliato da Dabo nel finale di partita contro la Juve. C’è chi giustifica Dabo per la stanchezza, come sono lontani i tempi in cui i gol sbagliati per stanchezza erano invece una colpa di Pioli per il suo modo di intendere il calcio. Meglio quindi sentire lamentarsi della vita chi non si ricorda quale pregio si porta dietro. Finisce.

lunedì 22 aprile 2019

Il centravanti



Non avevo trovato il Kerner ma non è che sono venuto via a mani vuote, e quando bevi parecchio Sylvaner Praepositus e non ti ricordi più i nomi dei parenti, basta aprire WhatsApp. Così dopo la rivoluzione Montella, come unica delusione rimane solo la sorpresa dell’uovo. Fognini che vince finalmente qualcosa è la giusta premessa a un giovedì grasso di soddisfazioni se consideriamo contemporaneamente in campo Veretout e Muriel. Della risorta Fiorentina, uguali a prima per adesso rimangono solo i risultati, come quella volta che la Beatrice dalle poppe grosse mi promise che mi avrebbe fatto impazzire, e poi tirò fuori un puzzle di 1200 pezzi con la foto del Ponte Vecchio. Speriamo che non valga il detto “meglio un uovo oggi che una colomba giovedì”. La Rita prende spunto dai cambiamenti di Montella per ribadire che sono sempre il solito, quello che non si accorge mai di niente, con un particolare riferimento a quando torna dal parrucchiere, se è vero che la Fiorentina è risorta e io non me ne sono accorto. E che la rinascita ci sia lieve allora. Non è vero poi che sono così poco attento e insensibile, ieri per esempio ho dedicato a Simeone il pugno che ha rotto l’uovo. Ho molte aspettative per giovedì perché so che Vincenzino tirerà fuori dal cilindro la giusta mossa per sorprendere quel marpione del Gasp, ed ho come la sensazione che possa trarre ispirazione proprio dalla giornata di oggi (e dal Milan di Gattuso). Prima di dirvi quale sarà secondo me la sorpresa di Montella, vi testo per capire se anche voi avete l’intuizione giusta, voi che parlate tanto, e vi chiedo chi ha le poppe più grandi. La soluzione ve la darò in giornata oppure domani. Tornando a giovedì già me lo vedo, Simeone in panchina, Montiel in tribuna, Hagi alla Roma, e lui la novità che deciderà la partita; Pasquettà come centravanti.

domenica 21 aprile 2019

Lo stato di grazia



Cose già viste, soliti pregi e soliti difetti. Senza Muriel, comunque a intermittenza, senza centravanti e con un portiere acerbo, ennesimo vantaggio buttato via. Non sono bastate le praterie del primo tempo, la depressione bianconera, poi i pali, e in mezzo il regalo di Pezzella che non se l’è sentita proprio di presentarsi a mani vuote alla festa juventina. Non è bastato il pranzo di Pasqua all’orizzonte per rinunciare alla sagra del gol mangiato. L'occasione fallita da Dabo allo scadere è la perfetta ciliegina sulla torta. Il dessert insomma di un film già visto. Però andiamo a Bergamo con una nuova consapevolezza e credibilità. Lo show di Chiesa conferma la sua grande crescita, mentre la sua uscita è l’indicazione crudele che senza di lui cala la notte. Che poi con Gerson diventa fonda. Siamo la squadra con il peggior centravanti del campionato. Il problema di questa squadra è che manca il centrocampo, il consumismo lo celebriamo tutto quando sprechiamo l’impossibile davanti alla porta, mentre in difesa ci coglie il senso di colpa per aver sprecato così tanto, e allora cerchiamo di rimediare se possibile anche con l'autogol. Ma quello che non manca mai è l’educazione, squadra gentile e che sa come comportarsi quando c’è da non ferire l’avversario. Non puoi togliere alla Juve la possibilità di festeggiare il triplete. Scudetto, Pasqua e Pasquetta. Siamo la famiglia perfetta del Mulino Bianco, ma con Simeone che apre l’uovo di Pasqua in anticipo. Rimango comunque fiducioso per giovedì, per quel primo tempo, perché certe cose buone le avevamo mostrate anche prima, e perché Vincenzino gli spiegherà se è nato prima il casatiello o il “Mo mo magn natu piezz”. La serenità per andare a vincere a Bergamo del resto non può che passare per una sana, consistente e neanche troppo celata domanda: ma davvero abbiamo buttato via 24 punti dopo essere andati in vantaggio? E Vincenzo non ha ancora sfruttato la carta Montiel solo perché è capitato proprio in pieno periodo pasquale, e davanti alle pastiere in frigo non se l’è sentita di mostrare il Danacol. Oggi il nostro è uno stato di grazia, la Pasqua non c’entra niente, di quando il meglio e il peggio della squadra coincidono.

sabato 20 aprile 2019

L'insegnamento di Cognigni


Prima lo sognavamo per aumentare i fatturati ed accedere così a quella benedetta dimensione nella quale si lotta per qualcosa. Nel frattempo però sono passati gli anni, e tra un po’, da anziani, sogneremo il nuovo stadio in quanto cantiere. Tempo che è trascorso invano non solo perché non abbiamo vinto niente, ma anche perché non è servito a capire se c’è veramente qualcuno a cui piacciono le colombe. Mentre l’uovo serve al Bambi per capire di chi fidarsi, di solito fa scegliere tra quello al cioccolato fondente e quello al latte, e a chi sceglie quello fondente da del vigliacco ipocrita e gobbo. Del resto anche il mio pesce ha provato a fare il grande salto, anche se la sua dimensione non è la Champion ma il mare aperto, con tutti i rischi del caso. Quelli che più volte ci ha spiegato invano Cognigni. E non intendo il venerdì che bene o male è sempre santo. Anche se il ragioniere di Civitanova Marche non è del tutto affidabile visto che ha finito per la seconda volta “Il maestro e Margherita” e non gli è piaciuto nessuna delle due. Comunque sempre meglio del Bambi quando andava a Pamplona a fare lo sgambetto a quelli che corrono e irridono i tori. O si era messo a sviluppare un algoritmo per appaiare i calzini. Da dove veniamo e chi siamo bene o male ormai lo dovremmo aver capito, adesso rimane aperto l’interrogativo su dove andiamo per Pasquetta. E a proposito di partita con la Juve il Bambi è più incazzato con Greta Thunmberg che con Simeone, l’avrete ascoltata quando dice “Ci avete rubato il futuro”; cara Greta a noi ci hanno rubato anche lo scudetto del ‘82. E poi a prescindere da come andrà a finire oggi, all’Europa League diciamo che non vogliamo uscire dall’Euro anche quest’anno, ma che comunque facciano come se non ci fossimo.

venerdì 19 aprile 2019

Siamo un brutto esempio


A Napoli è andata bene solo a chi aveva sparato tutti i fuochi quando è uscita la Juve, altrimenti se li sarebbe dovuti tenere sotto il letto chissà per quanto tempo ancora. Un amico di Pozzuoli del Bambi, dopo aver preso atto che il campionato è finito sei mesi fa, la Coppa Italia pure, e adesso anche l’Europa League, dopo essersi domandato cosa fare fino a settembre, si è risposto tirando fuori i casatielli e le pastiere. Perché ci sono profumi che sono macchine del tempo. Pare che il Governo stia pensando di inserire tra i lavori usuranti anche quello del tifoso. Tra quelli più intraprendenti c’è chi è uscito a fare una colletta per Notre Dame e poi ci si è comprato la droga, e chi si è buttato sul business delle felpe geolocalizzate. E’ proprio quando la compagna del Bambi lo vede ridotto come nel post Ciofani, o vede il suo amico di Pozzuoli consolarsi con i dolci e la card del reddito di cittadinanza che se ne riesce con un un suo cavallo di battaglia sui figli che vanno educati al bello perché hanno troppo poco tempo per diventare come noi. Non a caso il Bambi cerca accuratamente le sue prede, in questi giorni non perde occasione per chiedere “fai il ponte?” a chi ha partita IVA. Non solo, va avanzando l’ipotesi che se è vero che con la chiusure delle scuole il traffico è drasticamente diminuito, allora bisogna chiudere le scuole per salvaguardare l’ambiente. E le giornate si sono allungate troppo per piangere in macchina in quei pomeriggi tristi dove vai direttamente a Novacella a prendere il Kerner Praepositus per il pranzo di Pasqua, ma è esaurito e il base non mi interessa perché c’è già Simeone.

giovedì 18 aprile 2019

Siamo ciò che mangiamo



Il Bambi ha voluto associare il cibo al ricordo di uno scudetto Viola, alla fine è venuto fuori; pane, burro e zucchero, Orzoro, latte condensato, croste di formaggio nella pastina, Nesquik e Ciaocrem. Forse qualcosa è più vicino alla Coppa Italia vinta a Roma contro il Milan. Oggi in autofinanziamento prepara la pasta con il Condiscoglio Arbi surgelato. E menomale che la nonna è morta e non può vedere. Sempre a proposito di alimenti e del fatto che non ha ancora smaltito la sconfitta interna contro il Frosinone, ieri sosteneva che andrebbe smaltito anche l’olio delle scatolette di tonno. Confessando che negli anni di Pioli si è talmente rattristato che ha fritto una sola volta. Peggio di lui stanno solo quei poveri guardiani dei porti che ogni sera fanno il giro con catene e lucchetti. Gli ho detto di smetterla e di guardare la luce di certe sere, di camminare guardando il cielo. Di annusare l’aria, socchiudere gli occhi e allentare la presa. Concedersi una speranza piccola piccola come vincere a Bergamo. Parole sprecate perché lui invece è di quelli che se gira l’angolo e il sole lo abbaglia, alza le mani aperte al cielo, se le porta subito agli occhi e cerca l’appoggio di un muro o di un lampione gemendo con sofferenza. Non perde mai occasione per fare del melodramma. E’ancora troppo vivo il ricordo di Ciofani per andare oltre. E poi noi siamo ciò che mangiamo. E gli psicologi studiano per spiegarci a cosa serve mettere il peperone negli spiedini di carne. Che poi è come avere una squadra di calcio con Simeone centravanti e Pioli in panchina. Come del resto io che questo editoriale potevo scriverlo anche meglio ma ieri ho bevuto solo acqua naturale.

mercoledì 17 aprile 2019

Meglio due fustini in cambio di uno


Oggi vi segnalo la versione terrapiattista dell’uovo di Pasqua secondo Majani. E poi vi esorto a non incazzarvi se i Della Valle parteciperanno al restauro di Notre Dame a scapito di un centravanti vero. Anche perché è da ieri che tutto va bene. E in famiglia non è neanche una novità visto che lo abbiamo sempre preferito al Dash. Si, decisamente meglio 2 fustini in cambio di uno. Anzi 1 in cambio di 2 perché in trasferta. Poi giusto una riflessione in una giornata così serena, la storia di un amico pasticcere del Bambi che ci deve far pensare dopo l’esonero di Pioli e la vittoria dell’Ajax. A questo suo amico le cose sono andate via via sempre peggio, lui sostiene per via degli intolleranti (lattosio, glutine ecc). Così alla fine ha dovuto vendere la sua pasticceria a un cinese che gli da 500 euro al mese per 10 anni. E’ andato in depressione perché non ci campava, un po' ha influito anche Pioli e tutti ‘sti pareggi. Si è chiuso in casa a guardare la televisione per non spendere. Poi una sera ha visto il servizio delle Iene sulle chat erotiche per single che rubano i dati ai frequentatori. Ma la cosa che lo ha interessato è stata la possibilità del guadagno. Così ha contattato la chat e si è proposto come operatore. Ha fatto un corso online di due ore e ora si collega per 10 ore al giorno con uomini eccitabili presentandosi come Chantal. In cambio gli vengono versati 7-800 euro al mese su un conte corrente in un paradiso fiscale. Lo racconto solo perché magari stamani c’è un intollerante (inteso come uno che ce l’aveva con Pioli) che sta per eccitarsi con Chantal.

martedì 16 aprile 2019

Almeno tre volte al giorno



Tra un po si parlerà di resurrezione. Simeone? Poi Vlahovic sarà il nostro Barabba. Alla fine peggio io che mi ero invaghito di Pioli o quel detenuto che si è invaghito di Rosa Bazzi? E forse domenica ci scambieremo finalmente un segno di pace fiscale. Se sabato segna il Cholito ho già ingaggiato un’orchestrina Mariachi, a quel punto loro gireranno per San Frediano e io li accompagnerò gioiendo dopo ogni boccata di elio. Intanto sfrutto l’occasione di essere al Brennero, stasera esco per abbassare la temperatura delle aspettative in vista della partita con la Juve e della semifinale di Coppa Italia, tenendo il livello delle endorfine su valori estremamente bassi. Nel malaugurato caso che le cose non vadano bene il Bambi ha fatto un salto all’Ikea in modo che le ombre possano farla finita anche di essere tali. Dopo il “devi morire” di Cagliari, sabato contro la Juve al gobbo di Notre Dame sarà intonato “Devi bruciare”. Poi non ci dobbiamo sorprendere troppo se Samp, Toro e Atalanta hanno più punti di noi, pensate piuttosto a Rosa Bazzi che ha più uomini di Charlize Theron. E’ un mondaccio quello che brucia speranze piuttosto che calorie, dobbiamo trovare la forza di sorridere comunque e di non lasciare solo Montella, io lo faccio almeno tre volte al giorno per lavarmi i denti.

lunedì 15 aprile 2019

Il gusto rétro della vittoria



E così anche con Montella se non segni al massimo puoi pareggiare. il 3-5-2 fresco di stampa però non può essere ancora inserito negli automatismi della squadra. Ma nella vita non bisogna mai arrendersi, torneremo a vincere, nel frattempo la domenica mattina quando ci si sveglia troppo presto non dobbiamo darci per vinti come contro il Frosinone, è nostro dovere provare a fare un altro pisolino. Il Bambi ha avuto una soffiata, secondo lui i tifosi della Fiesole hanno usato lo sciopero per mascherare la loro vera intenzione nella Domenica delle Palme, quella di andare a far benedire i ramoscelli d’ulivo senza risultare poi poco credibili nel momento di contestare duramente i Della Valle. La partita è scivolata via noiosa, e io il livello di noia lo misuro dall’ora in cui mi viene voglia di cenare. Così ieri abbiamo optato per una merenda-cena. Mentre il Pizzichi per smentire la versione del Bambi sostiene che lo sciopero della curva era invece uno sciopero vero, talmente vero che il down di Facebook, Instagram e WhatsApp sono stati solo il modo di mascherare l’adesione allo sciopero dei Social, per non schierarsi pubblicamente e perdere consensi dei tifosi delle altre squadre. Intanto ho approfittato di un mercatino dell’usato, e per riscoprire il gusto rétro della vittoria ho comprato una sedia a dondolo dalla quale leggo le favole a Tommaso malgrado abbia 20 anni. E la parte del corpo che ormai guardo di più in una persona è il pareggio. Di buono a differenza di quando c’era Pioli, grazie a Montella e a Simeone che ne ha subito beneficiato, mi è venuta voglia di fare le tracce per i tubi. Il futuro è dalla nostra parte, e a Bergamo vinceremo. Del resto anche la cartomanzia ci conforta, e riprova l’ho avuta ieri a Fonterutoli consultando la carta dei vini.

domenica 14 aprile 2019

L'eterna lotta del tifo


Dopo che Azouz Marzouk ha dichiarato che Rosa e Olindo sono innocenti, speriamo che la partita di oggi contro il Bologna non ci dica che lo era anche Pioli. Se sarà così invidierò la SPA di quei tifosi miopi ai quali basterà togliersi gli occhiali per immeggersi tra i vapori del bagno turco e non vedere più la realtà del campo. Per gli altri che a quel punto il sole si è già alzato e sono indecisi su chi prendersela questa volta, la cosa più semplice è uscire e andare a prendere a male parole il sole su una panchina. Il prossimo allenatore che non ci va bene, se non dovesse dimettersi in tempi brevi, per non pagare stipendi doppi, e per levarselo dalle palle evitando comunicati poi strumentalizzati dalla curva, Cognigni potrebbe presentargli Charlize Theron. In tutte le manifestazioni stanno sempre prendendo più campo gli eventi a margine di quello principale; “Fuori Salone”, “Fuori Taste” ecc, e con grande spirito imprenditoriale Simeone ha creato il “Fuori porta”, vari eventi che ruotano intorno alle tante occasioni sbagliate. Non solo Montella, un altro ritorno da segnalare è quello di Angelino Alfano da Berlusconi. E alla fine, guardandomi intorno che non mi vedesse nessuno, ho indossato gli occhiali quelli di quando si diventa un po’ vecchi, quelli che si comprano anche dal tabaccaio per leggere le etichette scritte troppo piccole senza allontanare il barattolo di un metro, così ho potuto vedere l’inizio dei Bee Gees in fondo al buco nero. Poi oggi allo stadio tra i tifosi sarà ancora lotta tra chi vuole l’acqua frizzante ghiacciata e chi quella naturale a temperatura ambiente. Forse non sarà più pareggio come prima, ma con questo tempo cresce la possibilità di perdere l’ombrello.

sabato 13 aprile 2019

Come si cambia


Potrebbe essere che hanno fatto un contratto a Montella fino a giugno 2021 perché sono arrivati i soldi delle lenticchie di Capodanno. Oppure semplicemente perché le cose cambiano, come è vero che un tempo andavamo in Svizzera per una vita migliore e adesso invece per una morte migliore. Arriverà anche il giorno che l’uomo eiaculerà tiramisù e le donne faranno più pompini. Nella differenziata non sarà più previsto il pareggio la domenica, al limite si tirerà l’umido. Se non bastano i sorrisini di Montella, e i risultati rimarranno deprimenti si passerà al gas esilarante. E forse un giorno tutto questo buco nero sarà dei nostri figli. Ve lo ricordate il gioco della bottiglia? Sara reso più snello; uno la stappa e l’altro la beve. Forse pioverà un po’ più in là. Una cosa forse ci farà pensare a quando ancora s'invertivano gli esterni, quando avevamo paura e ci coprivamo tutti senza lasciare fuori neanche un capello, ci renderemo conto che non le fanno più le coperte di una volta. Dovremo mantenere la calma ma non la distanza dalla zona Europa League. Il cartello sulla schiena, e non sulla macchina, con la “P” di Pioli. E con noi introdurranno la “A” di anziano.

venerdì 12 aprile 2019

L'acrostico che nasce da un episodio più acre di un brutto pronostico


Ho trovato il Bambi a farsi un panino con il lampredotto a Porta Romana. Sconsolato. Dopo lo scossone delle dimissioni e il ritorno di Montella, resa vana dagli eventi la sua comparazione dei vari D’Aversa, De Zerbi, Giampaolo, Semplici, Di Francesco, Donadoni, Andreazzoli, mi ha confessato che stanno finendo gli allenatori che gli piacciono. L’unico bicchiere mezzo pieno di un qualcosa che gli piace ancora è rimasto quindi ormai solo quello con il vino. Visto che la degustazione al Castello di Fonterutoli però non è roba per lui, le pizzerie non le frequenta perché si sente preso di mira dai miei editoriali, ha deciso da qui alla fine del campionato di seguire il suo tamagotchi che quest’anno ha gli esami di maturità. Osservata attentamente la foto del buco nero gli ho chiesto se anche lui ci vedeva dentro qualche lineamento di Messina Denaro, o sono io che ho le traveggole e che anche in Pioli avevo visto una parvenza di allenatore. Anzi, lui sostiene che Pioli sia stato costretto a presentare le dimissioni perché fermato in possesso di materiale non appropriato; il patentino di allenatore. Poi dopo l’ennesimo bicchiere di vino mi ha detto che in settimana è andato nella vecchia casa di famiglia a Montemignaio, e che in uno scatolone ha trovato una collezione di bambole, una serie di pentole e piatti giocattolo, e un kit asciugacapelli, pettine e forbice per fare i capelli alle bambole. Così si è messo in testa che i suoi volevano una femmina. Nel suo ritiro casentinese ha avuto modo di ricostruire la vicenda allenatore, secondo lui Pioli durante una delle sue fasi tra un esonero e l’altro, aveva risposto al saluto di una donna che però in realtà aveva salutato uno dietro di lui, per uscire dall’imbarazzo aveva lasciato il braccio alzato e si era fermato un taxi. Sempre per uscire dall’imbarazzo si era fatto portare all’aeroporto, poi preso il primo volo si è ritrovato a Firenze, qualche giornalista l’ha visto e ha sparato la notizia, Corvino ha rubato l’idea alla stampa e l’hanno ingaggiato. A questo proposito il Bambi alla fine della giornata casentinese ha buttato giù un acrostico, e me l’ha consegnato pregandomi di pubblicarlo.

Quel destino avverso che ci ha portato un allenatore non allenatore. Che ci lascia solo il sapore buono di quel 7 a 1 che noi fiorentini ritroviamo dentro a un panino.

Lei si scusò
Aveva solo voluto salutare il collega
Ma
Pioli
Risultò in traiettoria
E
Determinò così
Orrore tattico e
Tanti
Troppi
Obbrobri calcistici

giovedì 11 aprile 2019

Il lavoro sporco


L’esonero di Pioli e il ritorno di Montella sono solo un altro argomento che alimenta un periodo dove mi capita spesso di discutere con Tommaso, la Rita sostiene che la colpa è delle crisi adolescenziali. Probabilmente non per molto ancora visto che ne compirò 57 a maggio. Per la Giornata Mondiale dell’omeopatia che si è svolta ieri ho ideato per tutti gli utenti del blog una dieta a base di pasta, di attività fisica giornaliera, che se associata alla lettura dell’editoriale fa dimagrire. Ho scelto anche una tipologia di pasta, che a chi non vede la passera da un po’, può aiutare già dalla confezione. Altro che pizza. Non vi sarà sfuggita la sospetta contemporaneità tra la conferenza scientifica nella quale è stata mostrata la prima foto di un buco nero e il deferimento del Milan alla Camera Arbitrale per il mancato rispetto del fair play finanziario. E se è vero che il Vaticano ha aperto un’inchiesta dopo 35 anni sul caso di Emanuela Orlandi, potevamo tenere Pioli almeno un altr’anno. Ma adesso dobbiamo lasciare perdere quello che è stato perché dobbiamo guardare solo avanti, che ce lo dice anche la cervicale. Naturalmente tutti contro Cognigni senza pensare che qualcuno lo deve pur fare il lavoro sporco, e io lo difendo giustappunto perché sono uno di quelli che mangia l’uvetta. Questo cambio di allenatore, il comunicato, le dimissioni, la presentazione di quello nuovo, le dichiarazioni di entrambi, le discussioni che ne conseguono, sono tutte scene di un film già visto. Vanno prese come graffi sulla carrozzeria di un grande carrozzone. La passione, la maglia, la voglia di vedere la partita rimangono intatte. Saremo tutti più sereni quando avremo capito che se cerchiamo parcheggio e vediamo una macchina messa male che prende due posti, è inutile lamentarsi, tanto quel posto lo avrebbe preso comunque un altro.

mercoledì 10 aprile 2019

Montiel-la



Per spiegare come ho fatto a sbagliare la valutazione tecnica su Pioli è necessario raccontare da dove provengo, qual è il mio vissuto, cosa si aspettavano i miei da me. Mio padre voleva che diventassi un calciatore, mentre mia madre un professore, per farli contenti entrambi tirai un calcio nel culo al professore di disegno geometrico. Quindi se dico che con le dimissioni di Pioli adesso potremo lottare per la Champion, sapete che sono così sbadato che per anni ho cercato la felicità nel modo sbagliato. Adesso finita la telenovela Pioli non mi rimangono che le repliche di Montalbano. E soprattutto adesso con Montella supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce, ma di sicuro non l’Atalanta in semifinale. Purtroppo dopo la bomba delle dimissioni, un’altra e più tremenda esploderà se continuerò a scrivere editoriali di plastica. Il ritorno di Montella dimostra che non mi sono bastati anni e anni pieni d’incastri di parole per riuscire a caricare correttamente la lavastoviglie. Alla fine non è cambiato molto malgrado sia cambiato l’allenatore, fiumi di parole sulla necessità di sostituire un mediocre erano, e fiumi di parole piene di perplessità per quello nuovo restano. A questo punto non mi rmane che cominciare a guardare l’orologio ripetutamente, un metodo tipo quello del tic al Dott. Randazzo dell’assicurazione in Johnny Stecchino. Perché ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente, e bisogna fargli credere che hai una fretta tremenda prima che ti attacchi un pippone infinito anche su Montella.

martedì 9 aprile 2019

Non staccate la spina perché sennò poi cosa bevete con la pizza?


Il Bambi che è uomo pratico, non a caso sono mesi che chiede l’esonero di Pioli, quando ha letto di Charlize, rivolgendosi animatamente al PC dal quale leggeva la notizia, l’ha invitata subito a farsi due domande, ritenendola in automatico una “cacacazzi” che metà avanza. Del resto Pioli non può perdere in casa contro la penultima in classifica dopo che gli hanno messo a disposizione una squadra piena di campioni, che poi la società s’incazza perché è come se ti pagasse l’abbonamento a Sky, Netflix e Prime, e ti trovasse su Iris a vedere il commissario Lo Gatto. Scorrendo velocemente i commenti, il Vinitaly del resto è un impegno gravoso, sono contento che molti hanno la soluzione per tutti i problemi degli altri, rimango ottimista che riescano a risolvere anche i propri perché sennò sarebbe davvero una beffa. Poi adesso che viene il caldo e il forno a legna a seconda se sei troppo vicino perché oltre ad essere tifoso Viola sei anche il pizzaiolo, ho pensato che vi facesse piacere il lavoro di ricerca che ho fatto per regalarvi una pausa dal vero gusto napoletano, ma sotto forma di frullato, soluzione comoda, facilmente trasportabile, valida mentre correte, andate in bicicletta, fate una conferenza, o semplicemente vagate senza meta per sfuggire a quel rettangolo verde che in quanto tale vi fa vedere anche i sorci dello stesso colore. Ricordatevi che non c’è solo la pizza come metafora, c’è anche prendersi una pausa di riflessione o peggio ancora un più drastico “stacco la spina” che si porta dietro tutti i suoi derivati, tipo “stacco e punta”, “stacco tabacco e venere”, “stacco 12”, e come dice il Bambi alla Theron dopo le sue ultime dichiarazioni “stacco gliona”. Mentre su Pioli devo prendere atto e pagare gli alimenti anche a quest’altra causa che ho perso.

lunedì 8 aprile 2019

Il portachiavi


Le colpe si sa sono come le ricette di famiglia, ognuno le dosa a seconda della propria versione. Anche se nelle ricette più tradizionali, scritte in vecchi quaderni che mostrano i segni del tempo, l’esonero rimane l’ingrediente principe. Ricetta di sicuro successo, sapore conosciuto e apprezzato. Ciofani è l'ingrediente tipico della Ciociaria capace di farci andare di traverso il pranzo della domenica. Se basta un Frosinone così modesto per espugnare il Franchi forse le responsabilità non si possono assegnare solo a uno. Questo è quello che leggo nel quaderno di famiglia dove così come la base del battuto è quasi sempre sedano, carota e cipolla, l’ingrediente principale di una squadra sono i giocatori. I giocatori di qualità così come gli ingredienti, sono sempre necessari per fare la differenza, non solo in negativo, e contro avversari così scarsi non serve certo Bottura per assemblarli. Quando non bastano Chiesa e Muriel è notte fonda. Non dimentichiamoci che Benassi rimane tuttora il nostro bomber. Sul gol del Frosinone, Pezzella e Lafont fanno tenerezza. Sarà comunque una sconfitta terapeutica se chi deve decidere avrà capito chi è giocatore da Fiorentina e chi no. A parte la scontata e doverosa sostituzione dell’allenatore, l’importante adesso è essersi resi conto di chi ha qualità e chi no, altrimenti non si capisce come sia possibile perdere in casa contro la penultima in classifica. Se però l’ingrediente principe della nostra ricetta deve essere l'allenatore allora bisogna spendere molto di più e risparmiare sull’ingaggio dei giocatori. Se ci vuole il tartufo non possiamo usare sostanze chimiche. L’allenatore del resto è uno solo. Così come la cosa più facile è mandare via lui, è anche più facile ingaggiarne uno molto bravo invece di rifare tutta la squadra. Se l’autofinanziamento non lo permette aspettiamo i soldi di Cecchi Gori che vince il processo. Capisco che sia arrivato il momento di prendersi una pizza di riflessione e non vi tratterrò, anche perché il sospetto a questo punto è che Charlize Theron sia single da 10 anni perché noi uomini pensiamo troppo all’allenatore. Cara Fiorentina adesso più di quelli che ti vogliono bene, ci vogliono quelli che ti vogliono bene malgrado tutto. E ho paura che siano più buone le ricette scritte nei vostri vecchi quaderni. Sarebbe un’altra certezza smarrita dopo le chiavi dell'ufficio. Ho sempre pensato che fossero i giocatori a determinare, purtroppo mi sono già sbagliato una volta. Quando ero bambino una delle mie certezze era quella di trovare il portachiavi nell’uovo di Pasqua. Poi crescendo mi sono chiesto cosa se ne faceva un bambino di 6 anni di un portachiavi. Quali chiavi poteva mai avere. E ora un’altra disillusione forte; ma allora Antognoni giocava guardando le stelle solo perché aveva allenatori che leggevano la partita come fosse un oroscopo?

domenica 7 aprile 2019

Se non vinciamo



Se non vinciamo nemmeno contro il Frosinone smetterò di prenderla sul ridere con la scusa che c’è una possibilità su mille che domani debba mettermi il vestito buono senza che stasera abbia programmato di uscire. E andrò dritto al Vinitaly. Poi invece della pizza mi dedicherò a cercare di far spostare quelli che occupano la corsia centrale dell’autostrada con la destra libera. Insomma, se non vinciamo contro il Frosinone degraderemo il 2019 da “bello”, dopo il 7 a 1 alla Roma, l’esplosione di Chiesa e l’arrivo di Muriel, a “è un tipo”. Ma l’evento che renderebbe speciale la stagione rimane comunque la vittoria della Coppa Italia, che è come se a Jane Birkin a un certo punto fossero cresciute anche le poppe. Se non vinciamo oggi l’invito è quello di tenerci tutto dentro, per non inquinare. E se non vinciamo prometto di non tirare fuori il campionario di mani avanti. Se non vinciamo andrò anche al mare a respirare un po’ di clima di iodio. Aquafresh tripla protezione proteggimi da quello che potrebbero dirmi se non vinciamo, che già ieri sono stato aggredito da un branco di vecchie foto. E ne sono uscito a brandelli pensando che ai nostri figli non potrà capitare mai di rivedersi a otto anni con quella camicetta piena di coccinelle che anche il controllore della “Freccia dei due mari” si mise a ridere.  

sabato 6 aprile 2019

Se non è zuppa è pizza



A questo punto non so se è più realistica la trasformazione del Tavernello in vino o quella di Simeone in un centravanti. Anche di Pioli in un allenatore, tranquilli. Capisco bene che ci sia tanta voglia di un nuovo allenatore, è successo in azienda anche con la nuova stagista carina, tutti gentili e premurosi mentre la povera segretaria quando aveva il braccio ingessato era costretta a mettersi il cappotto lanciandolo in aria. Il Bambi sostiene che la vera svolta non potrà essere però solo l’allenatore, se non accompagnata da una vera svolta a sinistra intesa come fascia, con tutti i valori che l’hanno sempre caratterizzata, non solo quindi sostituendo Biraghi con uno migliore, ma indossando la maglia di cashmere e facendo le interviste post partita con la “R” moscia. Forse dove ha sbagliato Pioli ce lo indicano proprio Ramy che a 13 anni ci dice “Vivo qua mi sento già italiano”, per non parlare di Simone che a 15 anni se ne esce con “Nessuno deve restare indietro, né italiano né Rom, né africano, né qualsiasi altra persona”, mentre Greta a 16 anni è ancora più diretta con Pioli “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”. Il riferimento è al figlio di Hagi ma anche per la gestione di Montiel. Ieri sera in risposta a MasterChef sono andato a cena al piano terra del Mercato Centrale per l'evento “Inzuppiamoci” dove otto trattorie di San Lorenzo hanno cucinato la loro zuppa. Buona la pappa al pomodoro di “Nerbone”, buono il passato di cannellini co’ i rigatino di “Mario”, buona la zuppa di baccelli di “Giannino in San Lorenzo”, buona la zuppa di cavolo nero, porri e cannellini della “trattoria palle d’oro”, buona la possibilità della mezza porzione che ci ha permesso di assaggiare più cose, e buona anche la “Fedora” dell’Andreina come dolce, ma per me vince il misto seta di frattaglie della “tripperia fiorentina” fatta con musetto, lingua, poppa, matrice, piedino, lampredotto e trippa. Dopo questa esperienza capisco ancora meno perché si tenda ad uscire proprio il giorno della partita, ma se devo accettarlo proprio perché la palla è rotonda, come mai allora nessuno ha mai pensato a fare rotondo anche l’involucro della pizza.

venerdì 5 aprile 2019

Il tifo non fa per me


O forse l’inverno non è tornato solo perché è stato dato del bugiardo ad Antognoni, saremo anche bravi a mettere in campo la formazione migliore con il modulo più congeniale alla tramontana, piuttosto che allo scirocco, ma Madre Natura lo sa che invece non siamo pronti per la prova costume. Capisco chi si lamenta dell’allenatore e magari anche delle donne. Dico che sbagliano a farlo perché senza di loro non avremmo mai avuto quei problemi che risolviamo con l’alcool o con la pizza. Forse Pioli ha pareggiato anche con la Roma in ricordo di Jean Louis David, in modo che oltre di pizza si possa parlare anche della stagione che ha preso una brutta piega. Ogni tanto il tifo non fa per me. Intendo quando la sua immaginazione che non tiene conto dell’avversario, arreca danni ai quali la realtà dell’autofinanziamento non riesce a porre rimedio. Io che sono un amante del Commissario Montalbano ho notato grandi affinità con il blog, in tutti gli episodi c’è sempre una persona che entra in una stanza e si mette a parlare con un’altra, una sequenza di scene in cui due o tre persone parlano. Se ce n’è una sola, parla al telefono. L’unica differenza è che loro non parlano mai dell’allenatore. Vincono il Sassuolo e l’Atalanta, mentre Valeria vince MasterChef. Devo anche ricredermi su Andreazzoli, e non solo perché ha fatto fuori il quotatissimo Carletto, ma perché è del ‘53 come Pierce, che tutto si può dire meno che è uno ormai superato.

giovedì 4 aprile 2019

Una cosa spaventosa



Meglio il palo di Muriel o il cornicione della pizza? Meglio guadagnare tanto facendo l’allenatore di professione, o farlo gratis praticando dalla tastiera? Oltretutto regalando indicazioni preziose a chi può permettersi la pizza gourmet. Mentre cerchiamo di rispondere a questi interrogativi c’è da dire che la Fiorentina fa calcio, malgrado lo sostenga solo quello spergiuro o pochi altri (Adani). E a parte il tentativo di depistaggio dell’Unico 10, la Fiorentina è più propositiva della Roma, ha più occasioni dei giallorossi, ma come troppo spesso è accaduto durante questa stagione non riesce a gestire il vantaggio. Malgrado la classifica non regali stimoli, la squadra mostra una sana volontà di vincere, buono e sfortunato Muriel, ottimo Pezzella, più continuo del solito Gerson. Se non si guarda in prospettiva a squadra e lavoro dell’allenatore, come ha cercato di spiegare quel pover’uomo di Antognoni prima di essere spernacchiato, si è costretti a vivere la sagra del pareggio ad oltranza come frustrazione, e la mezza classifica come una pizza surgelata. Cosa è mancato a certi pareggi per diventare vittoria? Forse con De Zerbi o D'Aversa o Giampaolo o Di Francesco avremmo potuto permetterci il tonno in vetro, le bruciate per strada e il panino tartufato del Procacci malgrado l'autofinanziamento. Le partite vanno chiuse come le bottiglie di pomodoro che faceva la nonna. Anche se qualcuna poi scoppiava. Sarà che io ho imparato dai cani ad amare tutti gli esseri umani che fanno parte della Fiorentina. E naturalmente dopo aver dato del bugiardo ad Antognoni è tornato l’inverno. Però c’è un posto poco distante dalle luci della città, un posto buio in collina, quando ti si abituano gli occhi, puoi vedere oltre la classifica e i pareggi, e ti viene voglia di abbassare le difese (anche se lo ha già fatto Pioli e gli altri cominciano a copiarlo) e tirare sospiri profondi che sanno tanto di nuovo progetto tecnico. E’ davvero una cosa spaventosa trascorrere tutta un’intera lunghissima giornata da persona che ne sa più dell'allenatore e non poter fare niente.

mercoledì 3 aprile 2019

La barretta proteica


Il pareggio è una sottile linea, per intendersi come quella che c’è tra fare il cambio dell’armadio e togliere le felpe dalla sedia e sostituirle con le magliette. Sappiamo che per i detrattori quel pareggio è più vicino alla sconfitta, mentre per i difensori è più vicino alla vittoria. Il fatto che tra i difensori ci sia anche Antognoni non depone a favore dei detrattori. E menomale che non ho una figlia femmina altrimenti sarei molto preoccupato aspettando che diventi grande per capire che gli uomini vogliono sempre la stessa cosa. L’esonero. Mi sembra anche abbastanza chiaro che nulla unisce due persone più della disistima per una terza persona reputata un ceppicone. Capisco però il problema di chi è costretto ad andare sempre in pizzeria per fuggire dalle terze persone, un costo sociale che va poi aggiunto a quello del debito pubblico che già grava su ognuno di noi. E sempre a proposito di quella linea sottile che divide il pareggio da due risultati così profondamente diversi, penso a come ci saremmo mossi in classica se invece dei passi falsi avessimo fatto dei passi a due. Penso che se ci fossero delle barrette proteiche al gusto "Margherita" forse saremmo più liberi. Perché anche se uno sente proprio il bisogno di scappare dalla partita, la pizzeria come luogo fisico è comunque troppo vincolante, è un’infrastruttura che come tale ha una sua precisa collocazione geografica. Ti costringe ad andare proprio lì dove c’è il forno. Cottura dalla quale non si sfugge. La barretta proteica, invece, ti permette una cosa molto più romantica tipo quella di gustartela in riva al mare. Davanti a una chiesa rinascimentale, o se uno è legato alla tradizione, addirittura davanti a quella pizzeria dove non c’era posto. Il prete di Serumido quando la domenica c’è il lunch-match, per non perdere i tifosi delusi, al posto dell’aspersorio, per benedire usa l’insaporitore al gusto pizza.

martedì 2 aprile 2019

Il sushi d'aprile



Chi tace acconsente, maledetto Antognoni. Vabbè, ma chi vuoi che sia Antognoni. Ah, Antognoni quello? Tranquilli, era un pesce d’aprile! Anzi un sushi di aprile. Nel caso che qualcuno riuscisse a dimostrare che invece era serio quando parlava di Pioli, possiamo sempre avanzare l’ipotesi che era ancora rincoglionito per via dell’ora legale. Questa interpretazione delle parole di Antognoni mi da l’opportunità di spiegare perché pubblico l’editoriale così presto; qui è diventato pericoloso avere un’aria felice. E la mattina presto diminuisce la possibilità di essere visto. Oppure Antognoni è falso come i certificati di Icardi. E dopo il patentino a Coverciano che io rilascio con la registrazione a Disqus, se non vinciamo la Coppa Italia, pur di evitare l’esodo verso la doppia lievitazione regalerò un corso per leggere il labiale e capire se Antognoni in privato dice le stesse cose che in pubblico. Se mette la mano davanti alla bocca ci aggiungerò un paio di occhiali a raggi X che recupero su Diabolik. Il Bambi sostiene che Giancarlo usa anche l’inchiostro antipatico che diventa invisibile dopo essere stato applicato, e non viceversa come quello simpatico, ciò gli permette di scrivere cose e poi di poter sostenere di non averle mai scritte. Così da risultare ripugnante senza ombra di smentita dei soliti nostalgici. L’unico dieci sostiene persino che si sono allungate le giornate, e visto che la Terra è piatta, sono le nostre palle che girano. A questo proposito, se il malcontento è più forte delle motivazioni che giornalmente cerco di trasmettervi, e anche domani sera uscirete per non guardare, posso solo farvi presente che non troverete più le pizzerie che si chiamano “Bella Napoli” o “Grotta azzurra”, lo dico per quelli che sono rimasti legati ai colori Viola e fino ad oggi non avevano ancora mollato la partita. Oggi si ritroveranno a cercare “La cattedrale della pizza”, “L’oasi del gusto lievitato”, “L’officina di questo par di coglioni”.

lunedì 1 aprile 2019

Il ritorno all'analogico


Un’altra vittoria buttata fa pareggio. Esordio di Montiel targato Pioli, con la speranza che adesso faccia qualcosa d’importante, e non che risulti solo fotogenico mentre lo sta facendo. La vera apertura mentale di Firenze, più la competenza, a prescindere dalle preferenze sessuali, dalla razza, dall’età, dal credo religioso, solo dopo poche partite del dopo Pioli ci sono ottime probabilità che il fiorentino si ritenga più bravo del proprio nuovo allenatore. Anche la tifoseria alla fine è una famiglia, divisa come ci insegna la storia, a Firenze tra chi si contende il patentino a Coverciano, e quella più tradizionale che si contende il caricabatterie. Questo ennesimo pareggio getta nel dramma i più attenti ai valori nutrizionali troppo esposti a un sovraccarico di carboidrati. Il consiglio per limitarne l’assunzione è dedicarsi al cambio dell’armadio. Viola senza Edmilson, Pezzella e Chiesa, purtroppo il Toro con Sirigu. il jet lag di Muriel toglie al colombiano l’incisività sotto porta che però trasforma in palle gol regalate a Simeone e Benassi, che purtroppo sono a loro volta limitati dall’ora legale. Non rimane che festeggiare i 50 anni del Re Leone. Con la foto di oggi, voglio premiare il bomber Simeone e il giovane Montiel. Da una parte un 2000 dall’altra forse Andreazzoli che nell’epoca in cui gli orologi si adeguano da soli all’ora legale sembra una sveglia analogica che se ne frega. Con il pareggio poteva essere una domenica qualunque e invece abbiamo festeggiato i vari De Zerbi, D’Aversa, Mazzarri, Spalletti e giustappunto l’analogico Andreazzoli, tutti in orbita Viola. Con questo ennesimo pareggio il Bambi riesce finalmente a spiegare che cos’è la gravità, domanda a cui non seppe rispondere all’interrogazione di Fisica. Lo spiega togliendosi le mutande e facendo vedere alla compagna come gli sono cascate le palle. Ormai rimane solo la Coppa Italia, se mai dovessimo vincerla potremo sempre fregarcene dei carboidrati, e andare a festeggiare con la pizza di Cracco.

domenica 31 marzo 2019

Tutti i vetri di casa


Fiorentina-Torino alle 15:00 si porta dietro due problemi; l’orario che non si confà con la fuga in pizzeria, e la possibilità che una vittoria con bel gioco metta in discussione certe teorie. Stesso rischio di fallimento delle teorie sulla non violenza fatte a pezzi dai ciclisti amatoriali del fine settimana. Il mio problema però va addirittura oltre, non posso nemmeno dire “avessi vent’anni in meno” perché mi ritroverei di nuovo vicino all’inferno del fallimento. Ma peggio di tutti sta il Bambi che si ritrova in mezzo ai due fuochi del malcontento; da una parte Pioli come allenatore, e dall’altra Pioli come metabolismo, uno che mangia e non ingrassa. Poi il colpo di grazia glielo da la partita Juve-Empoli, con quella voglia pazza di Andreazzoli che tanto ricorda quando usciva con una nuova ragazza per lasciarsi andare e finire in un letto dove si accende la passione che si affievolirà fino al distacco per rimanere due labili ricordi che si riaccendono ogni volta che beve troppo, nell’eterno dilemma di ciò che poteva essere e non è stato. Un consiglio a chi non riesce più a seguire la Fiorentina, potrebbe sempre andare in giro a monitorare quelle scollature con le poppe compresse il cui taglio parte direttamente dal collo, e così cercare di liberarle. Se comunque decidiamo di arrenderci proprio adesso, per evitare il rischio grosso dell’intolleranze alle farine, e delle pulizie di Pasqua, dichiariamo di esserci appassionati al birdwatching. Eviteremo di pulire tutti i vetri di casa.

sabato 30 marzo 2019

Lo chiamavano ceppicone



Chiamiamoli recuperatori di palloni, dopo la “legittima difesa” dire ruba palloni potrebbe aumentare il rischio che qualcuno ti spari sulla diga a centrocampo. Capisco quindi chi per legittima difesa opti per la serata in pizzeria. Mentre il Bambi sostiene di essere molto più avanti del governo, perché lui è già da tempo che quando una entra in casa sua gli da due colpi. A me questa cosa preoccupa un po’, e così come quando voi sapete sempre quale mossa fare meglio di Pioli, e a me viene da pensare che anche l’altro allenatore possa fare una mossa meglio di voi, se io compro la pistola per sparare al ladro, lui che non è scemo come Pioli compra la pistola per sparare a me. Prendo spunto dalla discussione sull’utilizzo di Simeone da parte del nuovo tecnico furbo per cercare di valorizzarne le qualità, e prendo spunto anche e soprattutto dagli 80 anni che ha compiuto ieri Terence Hill. Non capisco perché il digiuno di Simeone non generi poi scorpacciate di gol, quando invece per girare la famosa scena in “Lo chiamavano Trinità”, nella quale mangia avidamente tutto d’un fiato una padella intera di fagioli stufati e beve una bottiglia di vino, si è scelto di realizzarla proprio dopo un digiuno di due giorni. Ed è stata girata una sola volta, mentre Simeone per far gol ha bisogno di provarci e riprovarci ripetutamente. Grazie a un fatto di cronaca ho invece capito quanto il Bambi sia poco generoso, perché lui ha sempre e solo pensato alla propria negatività (la tazzina mezza vuota) e non a quella degli altri tifosi Viola suoi colleghi, quando l’LSD si guardava bene di condividerla, ma se la metteva solo nel proprio caffè al posto della Sambuca. E’ per questo che oggi il tifoso Viola, a prescindere dall’avversario di turno, allenatore e proprietà, esce di casa con gli occhiali scuri ed è in grado di emettere solo rauchi monosillabi.

venerdì 29 marzo 2019

Il camion della raccolta del vetro


Sognare la finale di Coppa Italia ma poi c’è sempre un bel paio di poppe che ti riportano saldamente sulla terra. Intanto hanno approvato la legittima difesa malgrado Pezzella sia squalificato. E poi dici che uno diventa terrapiattista. Comunque sia eviterò di alzarmi la notte per andare in bagno. Mentre l’unica famiglia tradizionale dovrebbe essere quella dove si mangia lampredotto (al limite le uova al tegamino). Il Bambi a cui hanno ucciso la passione a sua volta ammazza la noia del centro classifica con la pizza. Adesso aspettiamo Branduardi che ci dica come andrà a finire. La differenza tra me e il Bambi alla fine sta tutta nella premessa, non nella fine. Perché le domande esistenziali arrivano mentre è lì a fissare il soffitto e pensa di non riuscire a cavarne nulla, e invece; “ma quanto sono belle le poppe?”. Lui dice che i Della Valle se ne fregano di noi, io sono più propenso a pensare che il camion della raccolta del vetro lo sa che è l’alba. Voglio dire che il camion della raccolta del vetro lo sa che stai dormendo. Il camion della raccolta del vetro sa anche che ti sveglierà. Alla fine è il camion della raccolta del vetro che se ne frega di te. Non i Della Valle.

giovedì 28 marzo 2019

Tra manovra e ricordi


Grucciate al tifoso Viola scontento, mortificato, affranto. Prendi il Bambi che ieri a metà mattinata si è ricordato che durante la notte aveva pure sognato.  Esasperato ha così deciso di andare in terapia. C’è anche da dire che da quando è subentrato l’autofinanziamento aveva cominciato ad affrontare il risotto dopo averlo appiattito su tutta la superficie del piatto per poi mangiarlo con la forchetta in maniera circolare dall’esterno all’interno. In questo inferno si è fatto stampare una T-shirt con scritto “Posso contenere tracce di speranze sprecate”. Che la situazione degenerasse anche prima della sconfitta di Cagliari la compagna l’aveva già capito dall’insorgere dei primi strani sintomi, quando a un mese dalla Pasqua, all’Esselunga di via del Gignoro, ha fatto una scenata alla cassiera perché non aveva ancora trovato piazzato l’espositore delle creme solari. Come se non bastasse aver letto dell’interessamento del Napoli per Chiesa, ha dovuto sentire il CD della compagna con le canzoni rifatte da Giorgia che aveva faticosamente rimosso dopo un lungo lavoro interiore. Era già successo che il ritorno di Cecchi Gori in città l’aveva scosso, ha rivissuto vecchie emozioni, gioie e rimpianti. Troppo emotivo per reggere la pressione del ritorno di un suo mito. Ha vissuto questo momento come quando gratti la retromarcia mentre fai manovra e uno sconosciuto ti sta guardando, è chiaro che poi fai un parcheggio di merda. Troppa pressione sul tifoso Viola che si volta indietro per fare manovra e per guardare ai bei tempi. Così quando fa freddo e non dovrebbe sappiamo che è perché è passato Vittorione nostro. Poi mi chiama la sua compagna, trafelata, con quello che non era più un sospetto ma ormai la certezza più tremenda, mi dice di averlo seguito perché, cosa mai successa prima, ha voluto buttare la spazzatura. Mi ha inviato la foto; per lei adesso è diventato terrapiattista.

mercoledì 27 marzo 2019

Piango, non so niente e per questo scrivo



E’ arrivato a non apprezzare più nemmeno il concentrato di bellezza che lo circonda, non c’è Desiderio da Settignano che tenga, e non c’è intercettazione telefonica di Calciopoli che gli dia sollievo, il Bambi vive ormai il monte ingaggi come uno di Cinisello Balsamo vive il fatto che in Sardegna, in una calda domenica di primavera sono costretti a prendere la macchina per andare in spiagge tra le più belle del mondo. Poi c’è pure Renzi che festeggia la perdita di 10 kg, mentre lui è rimasto alla sconfitta di Cagliari, sempre a proposito di perdita e di Sardegna. Unica nota positiva, con questo vento anche quelli con Wind come lui ieri avevano cinque tacche. Ed era difficile intercettarli perché il vento dentro al microfono del telefono disturba la qualità dell’audio. Intanto mentre ci avviciniamo alla sfida contro il genio della panchina, a qualcosa mi è servita questa sosta per la Nazionale, oggi capisco meglio quelli che da mesi non vogliono più saperne niente di Pioli, perché mi è successa la stessa cosa con Fabrizio Corona. La mia posizione su tutto quello di cui parliamo, Calciopoli compreso, un po’ estrema a dire il vero, è che per me Internet sarebbe dovuto rimanere un luogo in penombra, intendo di accesso ai soli nerd, e non una cosa su cui quasi sessantenni rincoglioniti come me potessero mettere naso parlando di argomenti sconosciuti come i limiti di Pioli, la gestione asettica dei Della Valle, settimo posto invece che settimo non rubare, la semifinale di Coppa Italia ormai persa ecc. E finite le cose di cui neanche so, quando non saprò più cosa scrivere neanche di quello che non so, finirò per abbaiare. Alla fine Internet dà voce a me che sono sottoacculturato, e cosa volete che racconti se riesco a comprendere solo frasi brevi tipo “Via Pioli” o “Della Valle braccini”. Quando sento parlare di gente che fa fatica a spendere, mi viene subito fame, penso allo street food napoletano e a mangiare una pizza a portafoglio. E chiudo con l’equivalente del tifoso piagnone quando mostra striscioni con scritto “mai una gioia”, perché a casa mia invece delle rondini sono tornate le zanzare.

martedì 26 marzo 2019

Come fosse un duello



Non solo c’è la mancanza di Fiorentina ad innescare circoli viziosi nel Bambi, in mancanza di maglie Viola è subentrato il caldo sole primaverile di domenica scorsa a scatenare rimedi provvisori come vivere in spiaggia. Palliativi. E nei suoi desideri che tamponano e non risolvono la crisi sono subentrati colazione, pranzo e dormita dopo pranzo in spiaggia. Ma per mancanza di spiaggia è subentrata la depressione. Si dice che Firenze sia provinciale, poco più di un paese, e sarà anche per questo se il Bambi tra una compagna e l’altra, tra una sosta per la Nazionale e l’altra, tra la mancanza di una spiaggia e l’altra, trova la sua stessa mano a toccare il suo stesso uccello. Della serie com’è piccolo il proprio mondo. E se gli suggerisci di godersi questa primavera ti risponde che non segue le squadre giovanili. Se continua così, scontroso com’è, mi costringe a fargli presente che quando torneranno le buone maniere lo troveranno impreparato. Non che io non abbia le mia, ci sono giorni che agli occhi dolci preferisco il lampredotto. Per dirne una. Poi per protesta contro la chiusura di Wikipedia non parlerà più di argomenti di cultura generale o comunque di materie e nozioni che si studiano alla fine del primo tempo per cambiare l’andazzo di una partita nata male. Le sostituzioni decisive le lascia al tecnico. Sarà stato tutto ciò, poi mettici che il PD ha più che dimezzato i voti presi nel 2013 in Basilicata, uno sguardo accidentale sulla classifica Viola mentre cercava l’oroscopo, quando in via dell’Ardiglione, come fosse un duello, un bambino gli ha sparato con il dito e lui è morto dentro per davvero.

lunedì 25 marzo 2019

Sugli scaffali più alti


Ieri ho cercato di parlare con il Bambi del capodanno fiorentino, che cade 9 mesi prima di Natale, ma niente è più inutile di una discussione con un uomo distratto dalla passera. Specie se nell’omonima piazza. E poi orgoglioso, l’unico accenno a Italia-Finlandia è stato “chi cazz’è Piccini?”. Vuole solo guardare la passera. La domenica senza campionato ha ormai preso l’abitudine di uscire di casa con una decina di foglietti in tasca con scritto “non m’importa una sega”, e li consegna per chiudere noiosi discorsi domenicali senza dire niente. Una sorta di zingarata 2.0. E in silenzio si è però ricordato delle Fosse Ardeatine, in silenzio quindi anche per commemorare. Certe volte mi da la sensazione di stare in punta di piedi per cercare sugli scaffali più alti quando invece la vita è così a portata di mano. Magari il resto ve lo racconto domani.

domenica 24 marzo 2019

Colazione all'americana



Prima della partita di Coppa Italia contro la Roma di Di Francesco ero sui Lungarni, vidi gente fare jogging e allora mi ripromisi che per la mia forma fisica, se avessimo eliminato i giallorossi, lo avrei fatto almeno una volta a settimana. Ieri ero giustappunto sui Lungarni a guardare la gente fare jogging. Devo confessare che non soffro se un tempo lottavamo per la Champion, poi per L’Europa League, e adesso per cacciare l’allenatore, non soffro perché questo percorso verso il declino delle ambizioni lo trovo anche un po’ mio. Quando sento Andrea indicare il settimo posto mi rivedo quando ho cominciato a consigliare la Rita di coprirsi che fa freschino. E senza il campionato è tempo di riflessioni, di bilanci, così mi è tornato in mente quando mi distinguevo con le ragazze perché ero l’unico della compagnia che di una donna guardavo prima gli occhi. Oggi però è arrivato il momento di confessare che fare lo facevo davvero, ma non è stato giusto guadagnarsi tanta ammirazione a scapito degli altri ragazzi considerati troppo materiali. Mi sento in colpa perché le guardavo negli occhi per vedere se mi fissavano in modo da passare subito alle poppe. Era facile farmi apprezzare, non solo per questo falso modo di distinguermi, ma perché gli altri cercavano di circuirle in maniera troppo grossolana. Ricordo quando alcuni si erano messi in testa di convincerle che fosse un grande equivoco linguistico-esistenziale quello che ci induceva a credere che il culo fosse stato creato per sedersi e non per essere palpato da loro. Oggi gli avrebbero voluto far credere che Simeone era un centravanti, così come provarono a convincerle che il brano musicale più bello della storia era “yesterday” scritto da Massimo Troisi. Proprio in ricordo di quei tempi, stamani vado a fare una colazione americana da Mama’s Bakery in via della Chiesa. Anche se un tempo l'americana non era vista come colazione. Non so se sceglierò il classico bagels cream cheese e salmone affumicato, oppure un club sandwich con tacchino, lattuga, pomodoro, avocado, bacon e maionese, oppure se sarà apple pie, cheesecake o brownies. Quiches, cupcakes o cookies, comunque non tradirò quel mio essere legato alle tradizioni come quella di crederci sempre, che sia la finale di coppa o come quella di continuare a credere nel pulsante del semaforo pedonale.

sabato 23 marzo 2019

Retaggi ancestrali e riflessi



La sconfitta di Cagliari ha fatto bene al Bambi, dopo il cerotto per il dolore alla schiena, la pasticca per la pressione, il burro di cacao, la certezza di un nuovo allenatore. Tutto ciò, insomma, che può farlo stare meglio. Perdere e stare bene è possibile, perché non sempre essere troppo invadente è un difetto, se per esempio ti viene detto mentre fai sesso. Tutto va contestualizzato, bisogna pensare che il Bambi va a Gaiole a procacciarsi vino e salumi per la sopravvivenza, e la compagna gli si concede supinamente. Retaggi ancestrali. La voglia di cacciare l’allenatore è ormai un riflesso condizionato, lo stimolo ci viene dal campanellino che ci avverte del passaggio della tramvia. Retaggi ancestrali e riflessi. Certo il Bambi non ha solo il problema allenatore, la psicanalisi dovrebbe risolvere un altro dei problemi che minano il nostro equilibrio, quello di entrare nel portone di casa, sentire un buon profumo, e poi scoprire che non viene da casa nostra. In mezzo a tutte queste dinamiche ho provato a sorridergli pensando che sorridere fosse contagioso, ma lui che è uomo più concreto, fintanto che rimane Pioli preferisce sbadigliare per andare sul sicuro. O forse più semplicemente nel mondo del tifo il migliore c’ha la gotta, non la rogna. Attenzione però, grazie all’asse Roma-Pechino Di Francesco potrebbe anche andare ad allenare in Cina. L’unico aspetto che ha visto il Bambi interagire positivamente con i proprietari della Fiorentina lo deve alla compagna che ha cercato subito d’integrarsi con il tessuto cittadino. Fiorentina compresa. E’ così che è possibile vederla in via del Campuccio con la borsa Tod’s e le scarpe Hogan in onore dei Della Valle, mentre nei capelli l’olio Carapelli per Firenze. Comunque per ora è meglio la scelta tra Di Francesco e Semplici, tra un po’ il dramma esistenziale sarà tra un cantiere e un necrologio.

venerdì 22 marzo 2019

Auguri Bambi


In quell’Italia che mette un pregiudicato per violenze e abusi alla guida di uno scuolabus, c’è anche la Fiorentina che mette un incompetente alla guida della propria squadra. E quando il saggio indica un incompetente alla guida della propria squadra, lo stolto guarda alla semifinale di Coppa Italia pensando di passare il turno. Eppure, panino col lampredotto è un posto bellissimo. Per questo non capisco perché ci sia tutto questo bisogno di etichettare le persone, il rischio è quello, alla fine, di andare in giro con i pettorali come nelle maratone. Possiamo continuare a pensare che con De Zerbi la musica cambi in maniera radicale, e anche che sia credibile la confessione dell’autista dell’autobus quando sostiene che non voleva fare male a nessuno perché sapeva che i bambini erano ignifughi. Il perché lo pensiamo ce lo dice il rapporto mondiale sulla felicità, sottolineando che un eccessivo uso dei social causerebbe la tristezza che ci coglie quando parliamo di Fiorentina sul blog. Poi per fortuna ogni tanto c’è anche qualche commento su Montiel e Di Francesco. Io sono tra quelli che stanno peggio se è vero che amo farmi mettere i piedi in testa. E poi Pioli è bravissimo quando sbagliate allenatore. Ogni tanto anche un pezzo di biscotto decide di staccarsi e suicidarsi nel caffè, non me la sento quindi di biasimare chi molla la Viola per una pizza. Il Bambi è sempre lì a fare il conto di quanti anni sono passati dall’ultimo trofeo vinto, a questo proposito gli faccio gli auguri perché ieri ha fatto anche cinque anni che deve mettere l’acqua nel tergicristalli.

giovedì 21 marzo 2019

C'era una volta Amerini


Ma al congresso delle famiglie di Verona ci saranno anche quelli del calcio prima dei diritti televisivi, quelli del calcio prima del fallimento Cecchi Gori, i terrapiattisti che anche il Tondo Doni è piatto? Nel frattempo in Italia è cresciuto il numero degli stranieri, mentre è diminuito il numero dei reati e quello delle squadre che vincono al di fuori della Juve. A questo punto chiedo al Bambi se dopo aver chiesto chiarezza ai Della Valle lo ha fatto anche con la figlia di sua cugina che a un matrimonio di famiglia è stata trovata sdraiata con sopra un cameriere che gli leccava la passera, oppure se ha creduto davvero alla versione della stessa quando sostiene di essere stata punta da un calabrone e il cameriere si è speso per succhiarle il veleno dal pube. Che è un po’ come quella del comparto sportivo. Io invece sono più per quelli tipo Alberto Angela che riesce a rendere interessanti anche i “non sappiamo ancora” e “gli studiosi non hanno ancora capito”. Fra 2000 anni infatti ci sarà un discendente degli Angela che farà un servizio sulla Firenze all’epoca dei Della Valle e dirà “ancora oggi, a distanza di millenni, non si capisce bene come la Fiorentina non abbia vinto niente”. Lo dico perché il Bambi non la fa facile solo con i soldi dei Della Valle, vedo che anche quando va al giapponese fa lo stesso con le bacchette degli altri. Ormai rassegnato spera che tra i nostri fratellini possa intervenire un dramma umano tipo quello di Montalbano costretto ad arrestare il fratello per finanziamento illecito ai partiti. Il Bambi è convinto che i Della Valle non fanno solo le nozze coi fichi secchi, ma fanno le cose al forno invece che fritte. E a chi gli chiederà “Cosa hai fatto in tutti questi anni di Della Valle?”, risponderà “Sono andato a letto presto”.