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martedì 31 gennaio 2017

Il leitmotive


Se proprio devo dire qualcosa di volgare a qualcuno di diverso dai Della Valle sono disposto ad ammettere che siamo proprio nella merla fino al collo. Mentre Spalletti che è un signore direbbe che non è tanto l’assenza di Manolas quanto la presenza di Vermaleen. A chi fa del sarcasmo gratuito sul fatto che non basterà neanche questo mercato di gennaio per comprare un terzino destro, rispondo che allora non basta una vita per tutte le rotture di coglioni (oggi sono a Vercelli). So che a voi interesserebbe di più un blog intriso di polemica, con molta meno melensa positività e maggiori approfondimenti tecnici, chiamatemi pure sentimentale, ma più invecchio e più mi rendo conto di quanto mi piace la passera. Oltre al Carnaroli. Un blog dove a chiare note si denuncino i discorsi omofobi del tipo “la Fiorentina viaggia sopra il suo fatturato/diritti televisivi/bacino d’utenza”, piuttosto uno spazio dove si affermi che i razzisti sono tutta colpa degli extracomunitari. E Della Valle non è certo comunitario visto che non ha nemmeno le chiavi della città. E’ inutile millantare obiettivi, perché Firenze ti chiederà sempre il conto, anzi ti chiede chiarezza, è quindi imbarazzante sentire la società quando afferma che il biscottino è fatto con la marmellata di more, tanto ci sarà sempre un Bucchioni a rivelare che da lontano sembra un biscotto alla cioccolata. Mentre Calamai sosterrà che Judy Gardaland è un parco di divertimenti. Dobbiamo fare come Trump e addebitare tutte le responsabilità ai Della Valle come lui il muro ai messicani, compriamo un terzino destro e facciamolo pagare a De Laurentiis. Menomale che mi rifugio nella fede, così quando un risultato non gradito scatena nuovamente il fronte interno del malcontento, prego Dio di darmi la forza, la pazienza e un panino col lampredotto. Devo farcela mi dico, e mentre lo sto dicendo con la salsa verde sugli angoli della bocca so già che trascinerò avanti il blog come ho sempre fatto e sarà così finché non morrò. “Saponara no, meglio un difensore” è il leitmotive che anticipa quelli sanremesi, poi però ti tocca fare la fila anche d’inverno perché uno di quelli che non si spiega del perché di tale acquisto ha difficoltà a scegliere i gusti del gelato. C’è qualcosa che non torna, no? Ci siamo lamentati di Wanna Marchi quando invece c’è uno che continua a comprare trequartisti.


lunedì 30 gennaio 2017

L'archivio



Superato il desiderio irrefrenabile di fissare il vuoto per ore, devo dire che a mente fredda mi è anche piaciuta questa Fiorentina incapace di vincere contro un Genoa quasi tramortito dai 16 tiri (di cui una traversa) contro quattro. E’ anche vero che mi piaceva un sacco pure la Corrida di Corrado. La squadra risulterà colpevole soprattutto di non aver saputo chiudere la gara, ma anche sfortunata negli episodi che poi l’hanno condannata (Sportiello ogni tiro un gol, spero che non fumi). Difesa sotto accusa ma allo stesso tempo all’attacco, quella di Tatarusanu e Tomovic che tramite i propri avvocati hanno fatto depositare la registrazione degli episodi chiave per far riaprire il processo che li vedeva unici imputati. E quando non hai più nulla da perdere come l’uccellato platealmente Oliveira è perché quel buco nella tasca dei pantaloncini dovevi fartelo cucire prima. Sfortuna ha voluto che l’ago e il filo l’avesse già preso Salcedo. Punti persi ma il conto non viene presentato solo a noi, anche le altre dimostrano che alle battute di arresto partecipano tutti con grande entusiasmo, non solo la Fiorentina del mercato da pezzenti (Saponara indigente, gli altri acquisti appena sopra la soglia di povertà). E un altro pericolo si avvicina a passi da gigante, dovremo essere bravi a scongiurarlo proprio mercoledì visto che D’Alema ha più probabilità di ricostruire il Pescara che il centrosinistra. Purtroppo non è bastato nemmeno il due a Zero di Chiesa di fronte al blackout di due minuti, e nemmeno il tre a due di Kalinic su imbeccata di Bernardeschi che poi si immola per la causa. Spreconi ma con il talento dei giovani dalla nostra. Non è bastato il miglior Chiesa perché a un certo punto è mancata la fame, e proprio per questo nella lotta contro i carboidrati sto con i carboidrati. Insomma, per me il bicchiere è mezzo pieno, ed è vero che anche contro il Napoli abbiamo buttato via la vittoria nel finale, ma le prestazioni da un po’ di tempo sono positive, la squadra gioca bene, crea, segna (anche se non quanto dovrebbe) e alla fine non mi riesce avvelenaarmi come quelli che ce l’hanno con il mondo. Il Bambi ieri sera ce l’aveva così tanto con Oliveira che mi ha chiamato per sapere se per caso nel mio archivio avessi un video su di lui che torna dal leone che ha allevato per anni e il leone fa la stessa finta di Lazovic e poi lo sbrana. Ho trovato solo quello con Salcedo e la finta di Mertens.

domenica 29 gennaio 2017

Bel colpo


La grande distribuzione non è a misura d’uomo, ed ecco che c’è sempre più bisogno di km zero. Loro ti regalano punti fragola o bollini per il copripiumino, mai però che per 20 culi guardati furtivamente tra scaffali e corridoi ce ne sia uno in omaggio (+ 12 €). Come palliativi e segni di speranza per me c’è NaturaSI, e per quelli che vivono Tomovic con frustrazione c’è che tra 51 giorni è primavera. Come siamo diversi! A me piacciono le marne prevalenti e arenarie appartenenti alla formazione flyschioide di età eocenica che danno origine a un substrato roccioso, presenti in certi vini del Collio, altri invece preferiscono la Coca Cola Life perché al primo impatto somiglia alla versione tradizionale benché la dolcezza sia ora meno sfrontata grazie all’impiego della stevia. E poi siamo pieni di contraddizioni, quando la Fiorentina vince e non abbiamo problemi, andiamo a letto e ce li creiamo pensando a Cognigni. Si perché chi non si lamenta della Muraglia Cinese rompe le palle per il muro di Trump. Saranno meglio quelli che crollano a Pompei? Sarà meglio Caceres o Benalouane? Saponara si può considerare un colpo a km zero pur essendo Empoli a 30? Meglio Marilyn o Justine Mattera? E ogni volta che nomino il sito archeologico presso la collina di Civita ripercorro la storia travagliata del Bambi che da estremista rivoluzionario cominciò a farsi di eroina (era il periodo che preferiva fare la guerra e non l’amore) fino a mettersi con una ragazza di Bombay. Da San Patrignano in poi capì che forse era meglio fare l’amore e non la guerra (era il periodo che si mise con una ragazza di Pompei). Bambi che comunque alla fine è meno scettico sull’acqua usata dai preti per benedire (lui sostiene che sia acqua naturale e non santa) che non alcuni tifosi Viola sui talento di Saponara e poi magari guardano il Festival di Sanremo. Per me è ancora troppo bella la maglia Viola per cedere all’astio. O astice? (che con i vini del Collio…)

sabato 28 gennaio 2017

Certe mancanze



La differenza tra il fronte interno del malcontento e chi vive la passione con un pizzico di risentimento in meno nei confronti dell’altro, è la stessa che c’è quando riesci a passare con lei da Facebook a WhatsApp, o meglio ancora dal divano al letto. Non c’è una scuola che prepara questo tipo di approccio sofferto al tifo, lo si evince da una battuta di Henny Youngman (comico statunitense) quando diceva che gli autodidatti come loro di solito hanno un cattivo maestro e un pessimo allievo. Poi ci sono anche le mamme dei calciatori professionisti del fronte interno del malcontento (eccone una al Chiosco degli sportivi mentre perora la propria causa), loro sono solite dire che il figlio ha perso la Nazionale da quando si è sposato con quella mignotta. Per il fronte interno del malcontento sono tutti i giorni della memoria, un quotidiano modo di ricordare, non senza sarcasmo, i trofei vinti nella gestione Della Valle. L’esasperazione della passione con la quale 'sto fronte interno si macera dentro e fuori mi ricorda quelli che si suicidano nelle città più visitate al mondo portando alla luce gli aspetti negativi che il turista non vede, lasciando biglietti per giustificare il gesto estremo tipo; “Firenze è bella ma non ci vivrei”. A meno che l’esigenza di criticare sempre, anche dopo una vittoria, non la si voglia guardare da un altro punto di vista, tipo Berlusconi che ha continuato a pagare le olgettine anche quando non gli tirava più. Chiamiamola pure beneficenza in entrambi i casi. Con questo non voglio dire che io sono meglio proprio perché sono all’opposto, sia chiaro, i film li rivedo due volte giustappunto per essere sicuro che siano una stronzata e non un impressione. A Firenze è ormai voce diffusa che tutto questo malcontento in realtà avrebbe un epicentro preciso individuato geograficamente nella zona di San Jacopino e temporalmente tra la fine dell’era Cecchi Gori e l’inizio di quella dei Della Valle, lui che per comodità chiameremo “trentatrètrentinientraronoatrentotuttietrentatrètrotterellando”, quella sera invitò a cena Iginio Massari e la moglie juventina da tre generazioni tirò fuori la Viennetta. C’è chi sostiene invece che tutto abbia origine da certe mancanze, da Cecchi Gori a Prandelli, fino all’olio di palma.

venerdì 27 gennaio 2017

Da oggi può andare in galera





Oggi Tommaso compie 18 anni, siamo orgogliosi di lui a parte un solo episodio grave; è successo che immerse il cucchiaino sporco di caffè nel barattolo dello zucchero davanti a una sbigottita suocera. Molto meno falloso di Salcedo e molto meno piccoso di Sousa comunque. Quale ricordo voglio salvare di questi suoi 18 anni? Io sempre così colpevolmente distratto dal lavoro, tra i momenti fondamentali per la sua crescita scelgo quando ci mettemmo a vedere la puntata di Art Attack “Costruiamo un pene con le forbici dalla punta arrotondata”, che poi usammo il 1° aprile al posto del solito pesce. L’abbiamo chiamato così per evitare i subito rivelatori “Lapo” e “Lorenzo”, ci facevano troppo  indicazione geografica tipica. Come se fosse un Chianti, per non essere al pari di quelli che si chiamano “Ascanio” e capisci immediatamente di essere a Roma Nord. In tutti questi anni gli abbiamo insegnato che l’eleganza non si compra da Zara e nemmeno da Cos, anche se in famiglia preferiamo il design svedese, ma che la vera eleganza sta nel rispetto dei sentimenti altrui. In modo che possa evitare quelle catene di Sant’Antonio tipiche dei nostri tempi dove ci sono uomini che collezionano donne che collezionano uomini. Mi pare un ragazzo sereno, anche se pure gli indagati dichiarano sempre di esserlo. Dopo i nostri continui sforzi per non fargli respirare nessun tipo di violenza la speranza oggi è che non si arruoli mai per combattere i reggiseni imbottiti con delle fuoriserie prese a noleggio. Come tutti i figli è spietato, solo ieri mi ha voluto ricordare che anche Renzi si è fatto il blog, ma a volte mi basta sapere di essere un si. Così dopo la schiacciata alla fiorentina ripiena di Giorgio, la maturità e l’Interrail sarà tempo di grande scelte, e su questo argomento il Bambi dimostra di essere troppo protettivo come se un figlio fosse una proprietà, e malgrado non ne abbia lo sostiene con tale vigore e gestualità esagerata mentre ne parla che potrebbe persino far atterrare un aereo. Noi la pensiamo diversamente, per noi può galoppare via.

giovedì 26 gennaio 2017

Come il furgoncino della Volkswagen

A mente fredda posso giudicare meglio il comportamento di Callejon, più fastidioso che grave. E proprio per via della mente fredda dico fastidioso come quando uno ha sete ma ha appena masticato una gomma e se beve gli si ghiaccia l’esofago. Come tipologia di fastidio ero indeciso con quello di quando guidi e vuoi toglierti il cappotto, poi ho scelto il primo perché non porto il cappotto. E a mente fredda va anche detto che Tomovic è bravo, o comunque più di quelli che potrebbero essergli preferiti, visto che cambiano gli allenatori, cambia la terza maglia, non ho il cambio automatico, ma lui le sue belle presenze le raggranella tutti gli anni. In lui gli allenatori vedono la luna mentre è un semplice lampione. E’ bravo a sembrare altro. Non ci siamo ancora abituati ai suoi errori? Questo è un tema interessante, perché con tutti gli sforzi del caso poi ci ricaschi sempre, come quando ti abitui alla pioggia e ci pensa il vento a sbattertela in faccia. Voglio credere che un addio a Tomovic non se lo senta di darlo nessuno perché un addio come si deve necessita sempre di un bacio in fronte. Io Nenad, a differenza dei più, lo ammiro proprio perché è uno che ha dimostrato di essere affezionato ai propri difetti. A parte gli apprezzamenti su di lui non dico di essere uscito trionfante da questa eliminazione come il fronte interno del malcontento, ma entrare in un bar mentre il barista cinese canta l’ultima di Tiziano Ferro rende certamente la giornata migliore. Un po’ come quando trovi conforto nel potere riparatore di una doppia insalata dopo giorni di stravizi. Quello che per una modella sarebbe passare dagli sfilatini alle sfilate. E non capirete il perché Tomovic piace così tanto agli allenatori se non andate oltre, come la patina del tempo che rende irresistibile un mobile per un antiquario, così gli allenatori sono in grado di resistere ad una tentazione, a una sfida, a una donna, al prosciutto in offerta al supermercato, ma non a impiegarlo appena possibile. Giocatore che non ha le doti eccelse che riconosciamo subito invece in quelli dell’Ovest, ma che comunque mantiene la sua bella e rigida architettura delle diagonali difensive. Non è un muro, ma ha il fascino sovietico della Berlino Est.

mercoledì 25 gennaio 2017

La tv del dolore


Callejon fa così rabbia che anche i cani si sono messi in coda per il vaccino, mentre tra i presagi dei Maya c’era pure Doveri. Poi criticate quanto volete Tomovic, ma non dite che non sa come combinarne sempre una in maniera goffa. Confesso di avere molti pregiudizi nei confronti dei giocatori di calcio che simulerebbero in maniera vergognosa, ma riflettendoci bene penso che allora dovrei denunciare anche le persone che hanno la faccia da killer. La squadra non riempie gli occhi ma regge l’urto, una Fiorentina discreta che perde sulla specialità della casa; un’azione in velocità del Napoli? No, la palla persa di Nenad. Troppo bassi nel primo tempo, con più determinazione nel secondo, Napoli più forte ma finale vergognoso dove dei 6 minuti di recupero se ne giocano si e no 2, con farse di ogni genere che evidentemente sono l’habitat preferito di Doveri. Kalinic troppo solo e centrocampo bocciato in blocco, molle e incapace di supportarlo, decisamente meglio quello del Napoli. Chiesa il migliore dei nostri. Diciamo che la Fiorentina ha poco da rimproverarsi, ci ha messo la personalità provando a vincerla specie all’inizio del secondo tempo (anche se le occasioni migliori le ha avute nel primo con Astori di testa e Kalinic che ha sbagliato lo stop davanti al portiere), il Napoli ha fatto riposare Tonelli, Allan, Jorginho e Mertens, la Fiorentina oltre all’infortunato Gonzalo, ha tolto Tello, Borja Valero e Babacar per il rientrante Kalinic dalla squalifica. Dopo questa eliminazione dalla coppa non credere ai Della Valle è ancora più legittimo (visto che il ridimensionamento ha costretto Astori a giocare con la maglia senza numero), basta però non abbassare troppo la guardia e credere a un metabolismo più veloce di Ilicic. E poi c’è la tv del dolore che non ho ancora ben chiaro però se è quella che vede in telecronaca Gianni Cerqueti e Alberto Zaccheroni, oppure quella dove si paga il canone in bolletta.


martedì 24 gennaio 2017

Inattesa come la suocera


Capace di spaventarmi come la Rita quando mi chiede “che vestito avevo ieri?”, c’è solo l’ingaggio a gettone di Cassano. Mentre per quella strana anomalia che vede moscia come un biscotto inzuppato nel latte certa parte del tifo Viola quando si vince, mi è venuta in mente una vignetta della Settimana Enigmistica in cui due nudisti in spiaggia si eccitavano guardando passare le donne in costume. Questa tifoseria che dopo una vittoria dimostra così tanta voglia di vivere, meriterebbe almeno una vignetta di Charlie Hebdo. Non credono ai Della Valle e magari credono a poltrona&sofà. Tra questi non per forza ci sono persone cattive che ordiscono trame destabilizzanti, sono sicuro che molti di loro sono solo tifosi semplici che si svegliano presto la mattina e rimangono incazzati fino a sera. Ho anche il forte sospetto che il fronte interno del malumore sia cresciuto di pari passo con la raccolta differenziata, che ha quindi contribuito fortemente a mettere ansia. Tutto ciò ha comportato che alla fine in molti non riescono più a finire la pizza nel piatto, e così partono per un viaggio alla ricerca di se stessi. Sarò banale, ma è così riposante. Non a caso non sono uno di quelli a sostenere che oltre ai Della Valle ci sia anche Tutunci, gli stessi a sostenere che i laureati non finiscono solo da McDonald’s ma anche da Burger King. Poi è arrivata inattesa come la suocera (per altri come la vittoria di stasera), la notizia di una strana classifica che posiziona la Fiorentina prima in Europa per crescita del valore di rosa (triplicato), naturalmente contestata dal fronte interno del malcontento perché i periodi di crescita (in base all’esperienza con i figli) si possono classificare solo in base alla modalità di assunzione della Tachipirina. La verità sul ridimensionamento infatti corre sul filo, sul quale per me corre soprattutto la seduzione. Negli anni della miseria della seconda guerra mondiale la donna si disegnava la riga sulle gambe nude per dare l’illusione di avere le calze, oggi i tifosi insoddisfatti per colpa della pontellizzazione sono costretti a disegnare trofei nella bacheca altrimenti vuota.


lunedì 23 gennaio 2017

La nuova frontiera della polemica


Cosa succede a quelli che ne sanno più di me quando vince la Fiorentina? Scrivono così poco. Quanto mi sento sopravvalutato poi quando mi sottopongono un comunicato della società e commentano: “vabbè tanto hai capito, l’han capito tutti”, e io invece non ho capito un cazzo. Per quel poco che capisco, quando mi si spiega tutto il male che hanno fatto i Della Valle, posso anche annuire impercettibilmente, si, concordando che il sushi è buono, ma se poi mi si dice che è meglio della pizza o del lampredotto devo per forza mandarli affanculo. Quando adesso c’è da affrontare soprattutto l’assenza di Gonzalo, e le possibili scelte sono: De Maio, Tomovic e Salcedo, anche se quest’ultimo dopo la sanguinosa entrata contro il Napoli sembra aver trasmesso a Sousa lo stesso senso di insicurezza dei caricabatterie cinesi. Mentre la domenica di campionato diceva che abbiamo guadagnato tre punti sul Milan e sulla Lazio, che dopo l’espulsione di Pioli, Zamparini ha cercato di ingaggiarlo nel tunnel. Che l’Empoli è andato in vantaggio con Michedlidze approfittando della dormita di tutto lo stadio, che il Pescara alla fine non ha giocato coi doposci, e al momentaneo pareggio ha ringraziato il soccorso alpino che ci aveva creduto. L’Inter è alla sesta vittoria consecutiva, e se continua così raggiungerà la Juve nel 2019. Capitolo polemiche interne; se continueremo a vincere e passeremo anche il turno di coppa contro il Napoli, magari con gol di Plusvalenza-Kalinic, al fronte interno del malcontento non rimarrà che trovare altri filoni. Si dice negli ambienti della curva che in mancanza di risultati negativi ideali per destabilizzare l’ambiente, si agirà esplorando nuove frontiere. Si vuole andare a colpire chi è felice come il tifoso Viola quando vince la Fiorentina, e si è pensato al giorno del matrimonio. Una nostra rappresentante del tifo entrerà in chiesa urlando “come puoi farlo dopo tutto quello che c’è stato tra noi” rivolgendosi al prete. Noi invece no. Noi godremo come Gianna che non perdeva nemmeno un minuto per fare l’amore (sempre se il destino non ci fischierà fallo per gamba tesa).

domenica 22 gennaio 2017

Matrimonio d'interesse



Dopo la Juve e il rifiuto di Kalinic ai cinesi arriva un’altra bella vittoria, decisamente un periodo da bicchiere mezzo pieno, anche se malgrado il 3 a 0 si potrà dire che non è stata una Fiorentina del tutto convincente (solo a tratti). Io non lo dico, ma per qualcuno sono sicuro che sarà sembrata una vittoria triste come i comodini senza sopra i libri. Si sposterà l’attenzione sulla prevenzione per fare una risonanza magnetica ai comunicati della società e scoprire le bugie dei DV annidate in profondità. Più utile e intelligente che non parlare di questa vittoria ad effetto placebo. Spingersi oltre l’apparenza dei tre punti in trasferta permetterebbe di scrivere sul muro tutte le promesse non mantenute dai DV se non fosse che un viaggio in Cina sarebbe molto costoso. A meno che non si voglia prendere un giorno di permesso dal provincialismo per fare polemica anche su Trump. Se a qualcuno non da fastidio la miopia del vivere le vittorie al di qua del proprio naso dico che Tello è stato molto bravo solo nell’occasione del gol, disastroso poi (inevitabile la sostituzione con Maxi Oliveria), molto bene anche Sanchez, Tatarusanu, Vecino, Chiesa che ha avuto anche il merito di procurarsi il rigore oltre a quello di segnare il suo primo gol in serie A. Buono anche l’inserimento di Cristoforo, bravo e freddo Babacar nell’esecuzione dal dischetto degli 11 metri. Buona anche la prova di Bernardeschi che intanto studia nella nuova posizione. Nel primo tempo meglio il Chievo tradito dall’erroraccio di un amico come Dainelli (unico squillo Viola), poi siamo stati più bravi nel secondo legittimando la vittoria. Come dicevo temo però che dopo le vittorie il nostro potenziale di gioia sia molto meno sfruttato di quello dell’incazzatura. Mi si dirà che è indole, si ritireranno fuori le parole di Liedholm sui fiorentini che non si accontentano mai. Non lo so, malgrado gli esami approfonditi che si son fatti sui comunicati, sulle promesse da marinai, sulle clausole rescissorie farsa, sulla prima vittoria non proprio convincente del dopo Kalinic, non sono più sicuro che il nostro disagio nel vivere quotidiano sia dovuto a un DNA con sentori di frutta marcia. Dopo la vicenda dei cinesi che ha impedito a molti di godersi la vittoria sulla Juve, sono sempre più convinto che il matrimonio tra tifoso Viola e passione sia un matrimonio d’interesse per risolvere problemi che nessuno dei due aveva prima di sposarsi.

sabato 21 gennaio 2017

Lo scoop dopo la tempesta intestinale




Se uno vuole vendicarsi con la proprietà dopo che Kalinic ha preferito il lampredotto al “all you can eat”, deve solo continuare a sognare. In realtà avremmo tutti più bisogno di andare in terapia che di sognare, e invece siamo sempre qui. Il Bambi ha accusato talmente questo colpo di scena che ha ribaltato la sentenza del processo alle intenzioni, da confessare per la prima volta alla Nicoletta di invidiarla tanto perché le sue uniche delusioni della vita sono legate ai finali delle serie televisive. Lei viceversa lo ha stimato fino a quando non ha scoperto che gli piaceva Tello. A questo punto va almeno apprezzato il comunicato della società che chiede ai tifosi di accelerare le operazioni perché rimane poco tempo per agire quando si è impegnati a distribuire le colpe. Comunque mi piace girare per i negozi alla fine dei saldi, si trovano bufale di mercato e trasferimenti già fatti addirittura del gennaio ‘73. Sono così contento per la scelta di Kalinic, e quindi per la figura di merda che questa ha causato ai giornalisti del “si aspetta solo il nome del sostituto e la partita di coppa contro il Napoli”, felice come Vespa dopo le tragiche vicissitudini legate agli ultimi eventi catastrofici, una felicità che non ricordavo così dal delitto di Garlasco.  E poi sono contenti anche quelli che avevano Kalinic al Fantacalcio, alcuni pur non essendo tifosi Viola, anche più di certi nostri ai quali invece avrebbe fatto più comodo la sua cessione (visto che già di evento tragico c’era stata la vittoria con la Juve) per alimentare il fuoco sacro della polemica contro i DV.  A questo punto si possono tranquillamente definire false molte delle notizie che ci vengono propinate, false come quelle persone che si professano amici con la sciarpa Viola e poi ti scorreggiano in macchina mentre li accompagni allo stadio. Per ovvi motivi preferisco quelli che scorreggiano notizie per radio o sui siti di disinformazione di massa. Poi in tarda serata lo striscione verità del Marasma che scoperchia il pentolone delle falsità dellavalliane: “ Bugiardi! Kalinic è stato venduto. Astori, Badelj, Bernardeschi, Chiesa, Cristoforo, De Maio, Diks, Hagi, Ilicic, Babacar, Milic, Olivera, Gonzalo Rodriguez, Salcedo, Sanchez, Satalino, Sportiello, Tatarusanu, Tello, Toledo, Tomovic, Borja Valero, Vecino. Le convocazioni non mentono mai!”. E dopo lo striscione dei tifosi anche i giornalisti fiorentini hanno reagito e rilanciato per cercare di risollevarsi dopo la grande figura di merda puntando tutto sulla mancanza di ambizioni accompagnata però questa volta da un grande scoop.  Non più quindi solo parole al venticello maleodorante delle illazioni, ma la prova delle prove: Luigi Cagney sorpreso a riflettere dopo aver letto la bozza del contratto proposto da Cognigni per la panchina Viola della prossima stagione.

venerdì 20 gennaio 2017

Non lo guardate più "Pretty Woman" se poi dovete fare la morale sulle plusvalenze


Sempre la stessa musica, si critica ferocemente l’acquisto di un giocatore perché lo si ritiene un bidone, e poi si critica ferocemente la sua cessione perché i campioni non si devono vendere. Noi siamo la Fiorentina e non la Juve che vende Pogba e Vidal. O il Napoli che venda Higuain, Cavani e Lavezzi. Insomma, la stessa identica cosa di quando trasmettono “Pretty Woman”, lo guardano tutti e poi viene giù il mondo se uno va a puttana. Parole, parole, parole soltanto parole, poi i risultati ad oggi dicono che la Fiorentina dei Della Valle è sempre stata al di sopra della posizione che gli spetterebbe per fatturato e bacino d’utenza. Per fortuna le parole le porta via il vento (le biciclette sono quasi finite da quanti livornesi girano), vento così forte che magari uno di questi moralisti della plusvalenza esce per andare a trovare la propria donna e si ritrova dalla propria ex. Direi di evitare questo vittimismo tipico dei poveri che poi ci costringe a dare sempre la colpa agli altri, e quando ce la prendiamo noi, comunque gli altri hanno (fanno) scarpe di merda. A me questo vittimismo di chi subisce un destino inaccettabile non appartiene, non mi sento affatto attore di un unico film porno nel quale faccio la comparsa sullo sfondo senza toccare neanche un paio di poppe. Sono molto fiero di quello che ho, e rinuncerei a tutto quello che ho solo per avere il doppio di quello che ho. Poi i cinesi si potrebbero appassionare alla riblogghita e offrirmi un contratto milionario per esportarla. E visto che chiedete sempre chiarezza devo essere molto onesto; vi andrei nel culo proprio come Kalinic. Capisco che la lettura dei siti/giornali, quando si parla di cessione e non di acquisto di un giocatore importante, contribuisca ad esasperare gli animi, io combatto i radicali liberi e questo stato d’animo con letture sostitutive, per esempio il retro delle confezioni di bagnoschiuma, shampoo e detersivi, mentre sono in bagno. Oltretutto è inspiegabile come certi tifosi siano in grado di scrivere correttamente “Ratajkowski”, mentre “Della Valle” no, e allora optino per “braccini”.

giovedì 19 gennaio 2017

Non sempre fa bene smettere di mangiare la Nutella


Il Bambi, ieri, al culmine della tensione per la sempre più probabile cessione di Kalinic ai cinesi, è entrato dentro  al bar dove di solito fa colazione e ha cominciato a gridare “datemi la primavera, un sole che riscalda e nessuno si farà male”. Così mi hanno chiamato per cercare di calmarlo, e lui alla fine ha anche chiesto scusa per l’accaduto rammaricandosi perché prima della partita con la Juve si era effettivamente raccomandato con Dio che avrebbe dovuto dargli dei segnali, ma lui non intendeva certo di squilibrio. E ogni giorno che passa, in lui trovo sempre più presente il fascino decadente delle persone che si buttano via, un po’ come quello dei fiori secchi o delle chiese abbandonate. Ma a prescindere dalle notizie di mercato, con questa ondata di maltempo e di offerte dalla Cina, gli è passata anche la voglia di prendere per il culo i vecchi con la panda, specie se hanno quella 4 x 4. Intanto;  bufera di neve, alluvione, terremoto, adesso manca solo l’ultima e più temibile piaga d’Abruzzo: il recupero della partita contro il Pescara senza Kalinic. Mentre voi ancora inebriati dalla vittoria con la Juve vi chiederete perché tra i tratti comuni tipici dell’antidellavalliano spicca su tutti la simpatia, ve lo chiedete no? E’ una legge di natura, quando cioè il tifoso Viola-anti con l’uccello piccolo, incontra il tifoso Viola-lecchino con l’uccello grosso, il tifoso Viola-anti con l’uccello piccolo deve puntare su altro. Mentre intanto che aspettiamo l’evolversi del mercato che ci scuote i nervi più del vento, oggi sono in grado di distogliervi dai problemi del quotidiano svelandovi il mistero del rigore calciato così male da Ljajic nella sfida di coppa contro il Milan. Il giocatore ha confessato ad amici vegani che per non mangiare più Nutella si è messo a mangiare i cachi, e che è stato proprio uno di quelli a suggerirgli di fare il cucchiaio. Così è andato sul dischetto con quella convinzione, ignaro però che per effetto della tensione combinata a quella del frutto si sarebbe cacato addosso.

mercoledì 18 gennaio 2017

Usi e costumi

Ogni volta che vado a dormire mi ricordo di quanto sono fortunato ad essere cresciuto dov’è di casa il lampredotto. E chi ha avuto questa fortuna, statene certi ascolterà solo musica di un certo livello, avete mai visto passare qualcuno in macchina di notte con la musica a palla ascoltando Rachmaninov? No, la musica a palla di merda e che rompe i coglioni, solo chi non mangia lampredotto o è gobbo dentro. E poi quelli chi girano con la musica a palla hanno sicuramente da togliersi ancora il dente del pregiudizio contro i Della Valle. Comunque, a tutti coloro che “I braccini ci hanno tolto la passione” dico che ne hanno ancora di tempo per deprimersi a dovere, magari aiutandosi col calciomercato, perché tanto il concerto dei Depeche Mode non ci sarà prima del 25 giugno a Roma. E come cambiano in fretta le cose non lo si nota solo con l’arrivo della neve, la settimana scorsa, per esempio, c’erano tifosi Viola che pensavano di sentire le voci, dopo la vittoria sulla Juve le sentano veramente. Quelle dei lecchini che l’infamano. Si sospetta e teme, intanto, che la prossima mossa di puro fair play finanziario cognigniano sia quella di pagare il monte ingaggi con i voucher. Mentre la mia, dopo tutti questi programmi di cucina che guardo, è quella di farmi un selfie alla scottadito con ADV. Dopo la sparizione delle plusvalenze Nastasic, Jovetic, Cuadrado, Savic e Alonso in rapida successione, il comitato “Tifosi contro”, coerenti anche nella scelta della sede; un antibagno, sentendo aria di prossima plusvalenza Kalinic hanno presentato un rarissimo documento storico alla stampa per dimostrare la familiarità dei Cognigni nello far scomparire ogni cosa che sia minimamente in fase di crescita. L’antico disegno di un antenato di Mario testimonia senza ombra di dubbio il primo esempio di sparizione dell’esubero, quelli che insomma erano  gli usi e i costumi nell’ottocento per nascondere un’erezione.

martedì 17 gennaio 2017

Il tappo di cerume (storia triste tratta dai vostri copia e incolla)



Premetto che io non sono migliore ma sullo stesso piano proprio perché il contrario di coloro a cui mi riferisco, per questo ci sono periodi che vado molto d’accordo con la società che nel frattempo intasca le plusvalenze, e altri in cui mi permetto invece di esprimere la mia opinione. Poi ci sono figure di fantasia che nessuno ha mai visto, e mi riferisco agli elfi, agli unicorni, a quelli che al ristorante assaggiano il vino e dicono al cameriere che non va bene. E soprattutto loro. Si, ci sono dei tifosi Viola più gobbi che elfi, con palchi interi di corna, altro che un’unica protuberanza, e con loro sono i bilanci a diventare fantasia, bilanci nei quali si millantano buche da ripianare con plusvalenze bituminose. Chiedo quindi alla società di confermarmi che è lecito bullizzare questi tifosi che leggono scrupolosamente i bilanci e scoprono le magagne maldestramente tenute nascoste. E se dopo la vittoria sulla Juve si sono sentiti male, il consiglio più lecchino che posso dargli per alleggerire il carico psicologico pesante, è quello di dare semplicemente colpa al tappo di cerume. C’è da dire che i contestatori di bilancio adottano altrettanti metodi selettivi anche per flirtare con le ragazze; metodi che definirei più propriamente “adozione a distanza”. Per fortuna capitano settimane di buoni risultati nelle quali la contestazione è poco praticabile come il sesso, giorni dove crolla l’appetito sessuale, dove sempre a loro crolla soprattutto il mondo addosso, e gli rimane in piedi giusto il bar dove affogare nell’alcol la vittoria sulla Juve. Periodi nei quali, impossibilitati a infamare, si sentono inutili come la professoressa d’italiano di Di Maio. Il loro habitat naturale? I soggetti che vivono solo in funzione della polemica proliferano e si riproducono con nuovi nick soprattutto negli ambienti malsani tipici del risultato deludente. In queste paludi di frustrazione parlano in maniera arrogante di black friday, argomentano di blue monday, si riempiono la bocca di red passion, poi vinci contro la Juve, gli chiedi a bruciapelo “what’s your nick?”, e ti rispondono “l'otto e un quarto”. L’unica polemica che i contestatori seriali e compulsivi sono riusciti a produrre in questo ristagno di disperazione maleodorante, riguarda l’acquisto bianconero del giovane fantasista dell’Ascoli, preso a pretesto per rimproverare ai Della Valle il solito mercato da pezzenti, e lo striscione affisso sulle macerie di questa vittoria  sfoga una rabbia fermentata sui lieviti del triplice fischio finale di Banti: “Alla Juve le Orsoline, e ai ciabattini che non sanno fare neanche le scarpe, chi? I Carmelitani scalzi?”  

lunedì 16 gennaio 2017

Sentori di Cristal del '97


Geniale mossa di Sousa che ripropone ancora Sanchez, fantastica la sua partita in quella posizione. Con questo nuovo assetto difensivo (buona anche la partita di Gonzalo e Astori) la Fiorentina può veramente crescere molto nel girone di ritorno (sempre se Kalinic non parte). Poi la lievitazione di Federico Chiesa e il centrocampo con Vecino, Badelj e Valero, che può mettere in difficoltà chiunque. Mentre Marchisio veniva cancellato da Bernardeschi. E’ stata veramente una gran bella vittoria, convincente, mentre i due Federico riempiono gli occhi, più il figlio ingobbito di Enrico ieri, ma a Bernardeschi va il grande merito di quel pallone recuperato al limite della gamba tesa, e con i tempi giusti, il perfetto assist a Kalinic. Sarà una settimana dura per certi tifosi Viola che se vorranno tenere le polemiche sempre belle toniche, dovranno fare una sessione di 100 flessioni tutte le mattine. Vivranno questa vittoria come un luppolo che Poretti non ha ancora aggiunto alla propria birra. Insomma parlo di quei tifosi che passano una vita davanti al plotone di esecuzione e nessuno che si decide mai a sparare. Sui cambi dico che quando si è utili come Cristoforo è inutile dirlo, e quando si è inutili come Ilicic è utile dirlo. Un bravo va anche a Tatarusanu che qualche situazione complicata l’ha risolta. Anche se il portiere più impegnato è stato Buffon e la Fiorentina ha vinto con pieno merito. Nel primo tempo in alcuni momenti di gioco mi è sembrato di rivedere la Fiorentina dei primi 6 mesi dello scorso campionato, grande intensità pressing alto, squadra arrembante. I sentori sono quelli di un Cristal del ‘97 (l’annata di Chiesa). Così alla fine saranno Kalinic e Badelj a riaprire il campionato. Per la cronaca la squadra si presenta due volte a tu per tu con Buffon e in un’altra occasione colpisce un palo legittimando la vittoria. Superiori tatticamente, più concentrati e finalmente anche cattivi, senza cali di tensione, spettacolare la coreografia della Fiesole per Antognoni. Diciamo che questa vittoria, anche se la classifica rimane mediocre, mi ha restituito un po’ di quel tempo che da ragazzo ho passato a risintonizzare le stazioni dell’autoradio.



domenica 15 gennaio 2017

Il mondo ideale è senza la juvetta



Non trovate che la partita contro la Juve sia paragonabile a quel misto di paura ed euforia che si prova quando nasce un amore? E qual è la più grande follia che avete fatto per amore? Io quella di credere che lo fosse. E’ successo il 4 dicembre del ‘94, l’anno del 3 a 2 per la Juve a Torino con gol vittoria di Del Piero (quello che oggi considera il più bello della sua carriera). Quel giorno scoprii il potere consolatorio di una birra dopo una giornata di merda. Del resto noi tifosi Viola siamo tutti un po’ Cast Away, e il pallone che rotola in rete alle spalle di Buffon è il nostro Wilson (non Pino). Sull’arbitro Banti, o meglio, sugli arbitri in generale c’è troppa pressione, vorrei che fossero più spensierati come succede in Premier, non hanno tutti i patemi dei nostri, se ne sbattono, stanno a chilometri dall’azione, arrancano, ma poi un giretto al pub se lo fanno. Se nevica poi, a differenza di Pescara la neve non attaccherà perché a Firenze non si sente minacciata come sull’Adriatico. Stasera farà freddo sicuramente, questo si, complimenti a chi sarà sugli spalti, e non come l’Unità che sono tre giorni che non esce. Anche se è comprensibile, a giro ci sono solo quelli che devono portare a pisciare il cane. Ieri ho pensato tutto il giorno a una bella Vittoria sperando di non fare come quella bisnonna che ha pregato per anni una statuetta del Signore degli Anelli credendo fosse Sant’Antonio. Se non andrà bene per colpa dei miei pensieri sulla Vittoria sbagliata, ve lo dico subito, domani troverò comunque una scusa credibile per parlare bene della Fiorentina. Un po’ come faccio quando mi scordo di fare un regalo, spacco il vetro della macchina e dico che me l’hanno rubato.

sabato 14 gennaio 2017

Il groviera di bilancio


Diciamo che hanno ragione quando ci rimproverano che bruciare troppo d’amore per la Fiorentina può portare a derive quali l’eccessiva sudorazione in certi casi, e severità nella critica in altri, perché si sa che il troppo amore fa bruciare o sudare. Il Bambi, per esempio, dopo essersi innamorato della nuova barista del bar Bianchi in piazza San Felice, ha bruciato i cannelloni in forno. Nei vari sottoargomenti di questa bulimia della critica metterei in risalto lo scetticismo con il quale i tifosi Viola più innamorati, quelli cioè che non sudano, leggono i bilanci della società. Loro non credono affatto che le plusvalenze vadano realmente a coprire i buchi di bilancio, semplicemente perché non esiste un groviera di bilancio. E’ quindi per troppo amore che viene teorizzata una distrazione delle plusvalenze modello Cecchi Gori, più nel dettaglio si pensa che la società stia facendo quello che ha fatto FCA falsando i dati sulle emissioni. E se Marchionne si difende rispondendo che loro non sono come la Volkswagen (sicuramente aggiungono i dellavalliani, perché i tedeschi le auto almeno le sanno fare), Cognigni risponde a tono sostenendo che false sono semmai le donne di questi teorizzatori del falso groviera di bilancio, perché quando vengono allo stadio e passano dai tornelli, le telecamere sono implacabili,  lo vedono benissimo in società sui monitor di servizio che si mettono il rossetto fin sotto il naso per far sembrare le labbra più grandi. Poi ci sono anche le eccezioni come quelle donne che invece si preparano e scendono in 5 minuti gettando fango sull’intera categoria. C’è anche chi getta le mutande, e chi non crede ai buchi di bilancio vorrebbe che la società gettasse invece la maschera. Ed è proprio tipico delle persone troppo innamorate di Fiorentina quello di ricordare tutti i santi giorni che i Della Valle sono dei gran braccini, di ricordare tutti i santi giorni l’elenco delle nefandezze, delle plusvalenze, dei trofei non vinti, il monte ingaggi da nuovi poveri. Tanto innamorati di Fiorentina da ricordare tutti i santi giorni la fila di persone che vorrebbero comprare la Viola per fargli fare il salto di qualità, di Sportiello naturalmente preso in prestito. Innamorati pazzi da pensare tutti i santi giorni a questo e quell’altro, ma anche 5 minuti per pensare a se stessi, ben spesi, si, quelli se li sono sempre tenuti. Tutti i giorni 5 minuti della propria vita spesi per ricordarsi dove è posteggiata la macchina.


venerdì 13 gennaio 2017

Le caramelle gelée



Passa il Milan anche se non l’ho vista perché ho fatto come i gatti che sceglierebbero Masterchef. Ho preferito vedere il sorriso di Cannavacciuolo, quello di Montella già lo conoscevo. Viste le temperature sarà stato al settimo gelo. Col freddo è facile amare la propria squadra anche se gioca male come contro il Chievo, la vera sfida è amarla con i 40 gradi umidi di Ferragosto, e magari con un mercato che non soddisfa. Un tempo avrei preferito vedere altro che una gara di cucina, era quando la Beatrice dalle poppe grosse mi confessava di non riuscire a togliersi i miei occhi di dosso. Altri tempi, non solo c’era Antognoni, e non solo condividevamo il letto, anche altri interessi vari e soprattutto le caramelle gelée, ci compensavamo anche in questo, era daltonica e si mangiava quelle più schifose perché tanto non vedeva il colore. Masterchef o la partita di Coppa Italia è il bello di poter decidere, così come c’è chi si alza alle 5 di mattina per andare a correre e chi si fa una sega. Mentre il brillantino sul dente solo se si hanno le giostre. Domenica intanto è prevista neve a Firenze manco fossimo a Pescara, Sousa potrebbe continuare così a fare turnover in campionato lasciando Kalinic ancora a riposo.  E che poi non si venga a dire che non gioca perché è stato venduto ai cinesi. Lo so che ci sono quelli del ridimensionamento che sanno, quelli che la verità è sotto gli occhi di tutti e che noi non la vogliamo vedere pensando che la verità siano le occhiaie. Per me non nevica, domenica potremo quindi giocare e vincere, bisogna sempre trovare un modo per vivere meglio. Non si può sempre e solo cercare una data utile per il recupero della partita in un calendario pieno di impegni. Certo la mattina è più bello avere un caldo abbraccio che ci scalda, un gol di Bernardeschi al 92°, ma quando non c’è funziona anche spararsi addosso l’aria del phon. Oppure sei a farti la doccia e finisce l’acqua calda? E’ subito Gipsy Kings. Insomma, c’è stata la guerra civile spagnola ma ora c’è il Guernica.




giovedì 12 gennaio 2017

Briciole di emozioni



Un guizzo di Bernardeschi a tempo scaduto, prima un incrocio dei pali sempre del numero 10. Poi tanta, tanta desolazione, sugli spalti e nei nostri cuori. Spettacolo raccapricciante quasi come uno di quelli di Gabriele Cirilli. La Fiorentina risolve la pratica Chievo evitando miracolosamente i supplementari ma non la figuraccia, ha ricordato molto da vicino quanto fatto da Obama che ha risolto i problemi con Cuba ma ha creato problemi con i restanti ¾  della Terra. Siamo messi male insomma e non si vedono a giro i culi che ci sono invece sull’isola caraibica. Poi vedi Dybala e ti sembra un altro mondo, come quando bucavamo il pallone mentre i ragazzi di oggi finiscono i giga. Non mi è piaciuto nessuno tranne i’ Berna a km zero (dal produttore al consumatore di rigori), neanche la telecronaca di Lollobrigida. Sarà che ho sempre preferito la Loren. Due pali e due espulsioni, una partita che un tempo potevamo definire da due soldi e una lira. E che oggi guardo con gli occhi dell’euroscettico. Alla fine, anche alla vista dei seimila spettatori paganti non mi è rimasto che mettere le dita nella presa di coscienza e morire dentro. E anche se il Bambi non è morto dentro come me, a un certo punto della partita è diventato pallido, occhi sbarrati, l’ho visto così a terra che ho temuto volesse farsi dare un’occhiata all’ospedale di Nola. La sensazione è che Bernardeschi abbia tenuto in vita la Viola a tutti i costi un po’ come succede con l’Unità. Non un gol che vale i quarti di finale ma solo accanimento terapeutico. L’intensità che ci mette l’Atalanta sotto di due a Torino a 10 dalla fine (tanto da accorciare ulteriormente rischiando addirittura di pareggiare) fa impressione in confronto al ritmo balneare, all’assenza di movimenti che ci fa sembrare in inferiorità numerica quando invece siamo in superiorità, al ritmo da flash mob. Che tristezza poi lo stadio vuoto (6 mila paganti mentre allo Juventus Stadium 38 mila) al contrario di quei localini raccolti con i tavoli vicini che non capisci quello che ti dice il tuo amico con la sciarpa Viola, ma il vicino di qua ha la moglie troia. E’ normale che si svuoti lo stadio e si riempiano i localini di troie, perché se ti lanciano briciole di emozioni nessuno si deve lamentare se il tifoso vola via.

mercoledì 11 gennaio 2017

Novità 2017


Finalmente! La Coppa Italia almeno come premio di consolazione. Hai voglia a dire di aver trovato il tuo posto nel mondo se non c’è la Fiorentina. Perché è come se non ci fosse una presa vicina. Intanto allo Stato che chiedeva loro spiegazioni sulle ingenti cifre stanziate per i giocatori, il Tianjin ha solo fatto presente che gli uomini cinesi non possono giustificare la propria immaturità perché il bambino che è in loro lavora 15 ore al giorno per pagare Kalinic. E se poi sono vere le ultime voci sarebbe difficile per la Fiorentina giustificare la cessione del giocatore al di sotto della clausola rescissoria. Perché di flessibile ci sono già i voucher e il tubo per la colonscopia. Sousa a proposito del fantomatico colloquio con Kalinic, riferendosi ai giornalisti ha detto “I personaggi che inventano notizie lo fanno per far vedere che sono ben informati e vogliono manipolare i nostri tifosi”. E’ anche vero che ce ne sono alcuni che non inventano ma seguono solo la propria logica. C’è chi sostiene infatti che nei sexy shop sia naturale trovarci i pavimenti in gres porcellanato. Del resto proprio in quanto giornalisti sono grandi a cogliere dialoghi segreti solo sussurrati, sono grandi a cogliere la minima inflessione dialettale croata che all’orecchio di un portoghese sappia tanto di addio, sono grandi a cogliere le allusioni di mercato. Sono insomma dei coglioni. Qualcuno di loro dopo aver visto una mostra di Hopper ha scritto un pezzo sostenendo che l’artista statunitense, famoso per aver ritratto la solitudine dell’uomo contemporaneo, ci vuole dire che la mancanza di contatto con la vittoria non si combatte con le plusvalenze, il primo a capire che Firenze sarebbe uscita dalla propria solitudine solo puntando tutto sulla tramvia all’ora di punta. Novità 2017, riprendo l’idea di una designer israeliana che crea calze con sopra i testi di opere letterarie famose, la mia rivisitazione vi permetterà di regalare alla vostra signora  le calze con l’editoriale preferito. Perché così come i libri anche certi editoriali ti si attacchino addosso.


martedì 10 gennaio 2017

Antidepressivi con il nocciolo



A questo punto se la sosta del campionato deve proprio essere obbligatoria come le dotazioni invernali in autostrada, e se può addirittura subire delle proroghe dovute a eventi atmosferici sfavorevoli, allora sarebbe giusto un letargo anche per l’uomo. Perché poi tutta ‘sta gente che gira con i guanti, complica notevolmente l’individuazione delle persone  per bene facilitando la mimetizzazione dei serial killer. Se continua così, malgrado la legge Merlin questa stagione andrà a puttana definitivamente, magari con una tromba d’aria di natura equatoriale proveniente non dalla costa ma dalla vicina Costoli domenica sera poco prima del calcio d’inizio di Fiorentina-Juve. Il popolo Viola è talmente disorientato che non sa più nemmeno se aprire la finestra o l’App del meteo. Se aprire il cuore alla speranza o ai cinesi che bussano alla porta. E come se non bastasse, questa è la settimana dove si sbaglia l’anno scrivendo la data. Dico che se uno è diventato tifoso Viola da poco potrebbe credere di essere capitato nella propria vita al momento sbagliato. Insomma non solo noi, ci sono rimasti male anche quelli di Saint Moritz che se avessero la neve sarebbero oggi una piccola Pescara. Il Bambi in preda al panico e con la prospettiva di dover aspettare fino a febbraio per recuperare la partita, alla fine si è ricordato di avere una confezione di datteri aperta da qualche parte, e così ha evitato gli antidepressivi. La neve del capoluogo abruzzese che ha bloccato la partita è intanto diventata la nuova, clamorosa denuncia del Marasma che imputa ai Della Valle una sorta di pontellizzazione anche del fenomeno della precipitazione nevosa, sostenendo che quella di Pescara sia stata solo neve sparata. Tra poco ci diranno che la bistecca dell’antica macelleria Cecchini in realtà è di tofu. E che la mattina non è ghiaccio quello sul parabrezza ma solo voglia di mojito.

lunedì 9 gennaio 2017

Cambiano gli usi e i costumi del vivere, e con l'effetto serra nevica anche a livello del mare



Si sta così,  in gelida attesa, come i merluzzi e i filetti di platessa al banco dei surgelati di Iliopesca,  in attesa almeno della partita di Coppa Italia contro il Chievo. Mentre tulle le altre vincono, anche se a fatica ma vincono. Questa mancanza prolungata di Fiorentina oltre il lecito mi lacera dentro, esco di casa e ho la sensazione di essere spettinato, un po’ come chi ha subito un’amputazione e soffre della sindrome dell’arto fantasma. Dovrei cambiare strategia e mostrare disinteresse per quello che voglio veramente; una partita della Fiorentina di campionato. Il Bambi sta peggio di me, è così sfavato dopo aver saputo del rinvio che ha fatto tirare su un muro di cartongesso perché non aveva voglia nemmeno di disfare l’albero di Natale. Abbiamo comunque provato a reagire e dopo aver trovato un briciolo di forza di volontà siamo riusciti a definire quella del Crotone la maglia più brutta del campionato. Siamo angosciati perché non riusciamo a gestire la crisi di astinenza, ma siamo molto preoccupati anche per Pepe Reina, speriamo che si sia ripreso dopo il fallaccio di Silvestre. Più passa il tempo e più non mi capacito di come malgrado l’effetto serra ci venga rinviata una partita per neve in una città di mare. L’unico vantaggio è che aumenti ancora il freddo fino a - 18 così almeno potrò sfidare Rocco Siffredi. E Per fortuna c’è Papa Francesco che mette a disposizione le auto del Vaticano per i clochard, mentre con il vescovo Betori il Bambi deve lavorare 72 mesi per una Panda. Della giornata di campionato da vedovo salvo solo l’elegante sfogo del presidente della Samp che dopo l’arbitraggio di Di Bello ha cambiato lo stile di vita raccontando che quando passeggia ha imparato a non guardare per terra ma a guardarsi intorno, perché sono cambiati gli usi e i costumi del vivere il calcio, le merde insomma non le pesta più ma le incontra.

domenica 8 gennaio 2017

C'era una volta nel campionato


La neve non ha creato problemi solo a Pescara, in Sicilia il disorientamento è stato  tale che i pasticceri più religiosi l’hanno scambiata per ricotta piovuta dal cielo al posto della manna, e ci hanno fatto i cannoli. Zamparini ha addirittura preferito andare a perdere a Empoli pur di non riportare a casa un risultato in bianco. Non so se ci girano più i coglioni a noi che dopo la sosta rimaniamo ancora a bocca asciutta di Fiorentina, oppure ai siciliani che non hanno i vestiti per il freddo e sono costretti a indossare dozzine di magliette a maniche corte alla volta. L’unico contento è il Bambi che sono due giorni che ha puntato un’americana che corre in San Frediano passando davanti a casa sua, dice che appena si congela gli chiede come si chiama. Per la verità non solo il Bambi può trarre dei vantaggi da questa ondata di gelo, ce ne saranno anche per Sousa che così potrà fare turnover risparmiando Kalinic senza prendere di bischero come a Genova. E sempre guardando il bicchiere mezzo pieno di vin brulé c’è da dire anche che tolte finalmente le lucine dai balconi non li scambieremo più per camion. E poi quando si ferma la giostra del pallone, fuori dalle emozioni ci rimane più tempo di qualità per pensare, per riflettere su temi che altrimenti non affrontiamo mai con il dovuto impegno. Mi viene in mente il figlio di Galliani e mi piacerebbe sapere se di mestiere fa il figlio di Galliani. Altro vantaggio di questo devastante rinvio di Pescara, ho potuto finire le riprese del film mentale: “c'era una volta nel campionato”, dove anche Barbra saputo del rinvio si è messa le mani nei capelli, un film che spiega molto bene come le settimane di astinenza dal pallone mi siano sembrate mesi, e i mesi anni, come cioè senza calcio mi sia assentato da me stesso fino a quando il Bambi non mi ha chiesto. “cosa hai fatto in tutti questi anni?”, e io gli ho risposto “sono andato a letto presto”.  

sabato 7 gennaio 2017

Pescara non è Gubbio



L’albero e le scatole con le palle di Natale sono state riportate in cantina, si torna alla normalità. Agli anticipi di campionato insomma. Alle plusvalenze. L’ultimo ricordo prima di chiudere la porta della cantina è andato a quando ero piccolo ma già bello sveglio, sapevo che era il nonno quello vestito da Babbo Natale, e quella vestita come la nonna era la befana. Ma neanche quest’anno la befana mi ha portato Adriana Lima. Mentre al Bambi che si trova sempre in situazioni borderline, e visto che conosce molti dei travestiti che abitano in centro, ho messo nella calza uno spray al peperoncino dopo la brutta esperienza di Lapo. Se Kalinic rinuncia davvero alle offerte arrivate dalla Cina c’è solo una spiegazione; gli hanno suonato i Re Magi alla porta e gli hanno consegnato l'oro per sbaglio. Partita delicata quella di domani a Pescara, la peggiore che ci potesse capitare. La più facile e la più difficile perché devi solo vincere, qualsiasi altro risultato sarebbe una delusione troppo grande. In più c’è la variabile del ritorno della sosta, circostanza che la Fiorentina non riesce a gestire al meglio e che porta i tifosi Viola a sostenere che la vita è come una scatola di cioccolatini, poi dentro magari ci trovi le cose per cucire. Insomma, se vinci è vero che certi sorrisi non si dimenticano, ma se perdi vuoi mettere un cazzottone tra mandibola e zigomo? Intanto nevica e fa freddo sul campionato e sul campionario di passere, grande rivincita di Tello? Sicuramente grande rivincita di tutte le passere con il pelo.

venerdì 6 gennaio 2017

Proprio un film


Tra i personaggi più in evidenza Nainggolan si presenterà alla ripresa del campionato con la propria versione di “sopravvissuto al 2016”, il nuovo tatuaggio che più fa tendenza tra gli scampati famosi e tamarri. Mentre molti tifosi Viola prima ancora delle risposte della società sul mercato di gennaio, come risposta più agognata di stagione si aspettano piuttosto “si c’è la sua taglia”. Torna il campionato e quindi anche l’erezione, la mattina tornerà così ad essere un apostrofo rosa tra le parole “s’alza”. Ieri ero in piazza Santa Spirito quando a un certo punto ho visto un uomo e una donna abbracciarsi felici. So che un po’ è perché siete cinici e un po’ perché già sapete che la plusvalenza Kalinic sarà utilizzata interamente per pagare il conto della schiacciata di Corvino dal Pugi, ma in quella coppia che si abbracciava si vedeva chiaramente che ricomincia il campionato e che sono partiti i saldi. E poi niente, stavo per scrivere l’editoriale del secolo nel quale avrei spiegato che in caso di rinnovo Sousa andrebbe affiancato a Olga Fernando per evitare fraintendimenti. Avrei spiegato che le ipotesi di un ritorno di Prandelli sulla panchina Viola sono fastidiose come quei farmacisti che ripetono urlando il nome del farmaco per la disfunzione erettile che gli hai appena bisbigliato. E poi ci sarebbe voluto lo stesso Olga Fernando per tradurci quello che i bresciani chiamano snack mentre in Sicilia pasta al forno. Stavo per scrivere cotanto editoriale quando è tornata la Rita dal cinema e ha dovuto assolutamente raccontarmi tutto il film. Anche di quando negli anni 50 la gente si fermava dai vigili urbani a lasciargli un pensiero per Natale. Proprio un film.

giovedì 5 gennaio 2017

Luminol sui bilanci


Succedono cose strane in questo 2017, non solo è tornato Antognoni ad alimentare retropensieri che senza retrofit diventano pensieri sottili come polveri, con l’unico 10 i livelli alti di PM10 in noi sono da blocco dei sogni Euro 1, 2, 3, ieri ho salutato il nonno ma era lo specchio. E se penso a una cosa intensamente, tipo la vittoria dell’Europa League (malgrado il blocco) con il ritorno della squadra su un vecchio 26 verde a due piani, poi mi appare magicamente il mal di testa. Per fortuna tra le cose che sono riuscito a salvare del vecchio anno c’è un bel tesoretto, una sorta di plusvalenza dell’immaginazione che mi permette di credere di essere intelligente. Come segno di continuità, oltre all’amore per la maglia Viola e in linea con queste feste, sono sicuro che la befana ci porterà la carbonara. Vi chiedo solo di non fare nel 2017 come quando guardate i film già visti perché avete sempre bisogno di sapere come va a finire. I tifosi Viola in quanto tali purtroppo pensano che ci voglia del gran coraggio ad essere felici,  e allora in molti rinunciano. Al contrario c’è chi apprezza moltissimo, non a caso il Bambi c’è rimasto di stucco, di sale, di merda, in un crescendo rossiniano, quando alla domanda “che cosa c’avrà da ridere Michelle Hunzicker da 15 anni” gli ho risposto di pensarci bene e di non considerare solo una casualità il fatto che i Della Valle sono i proprietari della Fiorentina proprio da 15 anni. Anche se c’è la profonda convinzione a Firenze che il problema non sia il mezzo ma sempre l’uso che se ne fa, e per mezzo il popolo Viola intende il voucher con il quale è stato assunto Antognoni. Mentre a quei tifosi che danno di braccini a destra e a manca, e che poi analizzano i bilanci della Fiorentina con il luminol alla ricerca del sangue da una Ripa (è sparito e non si trova più il corpo) voglio ricordare che spesso le loro donne sono state viste mentre facevano gli occhi dolci a un Bancomat.

mercoledì 4 gennaio 2017

Il ritorno di Antognoni


Siamo appesi come salami alle notizie che ci vengono propinate da persone definite “esperti di mercato”, e fidarsi di una categoria così poco credibile e per di più autoreferenziale mi riporta alla mente la saggezza di una mamma molto illuminata, quella della Beatrice quando la metteva in guardia da chi la guardava negli occhi anche dopo essersi tolta il reggiseno. Io invece le piacevo proprio perché autoreferenziale, infatti le avevo millantato fin da subito che riuscivo a leggere il futuro dal capezzolo della figlia. Come non c’è da fidarsi di quei tifosi che preferiscono andare ai saldi di Zara invece che all’allenamento a porte aperte sostenendo che Zara apre prima. Da Zara poi si spende meno che da Zaza. Come non è possibile fidarsi del Marasma che spende il primo striscione dell’anno per scrivere “Bello il 2017 ma non ci vivrei”. Figuriamoci se c’è da fidarsi, notizia di oggi uscita dalla biografia “Solo all’interno del Collettivo”, di un membro dello storico club Viola, emarginato perché scoperto mentre trombava su una panchina di Gubbio invece di spalare la neve. Insomma non c’è da fidarsi nemmeno di chi guarda cuocere le lasagne in forno invece di guardare, rapito, uno dei video di regime pubblicati su Violachannel. Tantomeno c’è da fidarsi di chi non è antidellavalliano e nemmeno leccavalle, forse i più pericolosi, perché sono quelli che non si schierano ma sperano che bianchi, neri, cristiani, musulmani, gay ed etero, tutti insieme, la smettano di rompere i coglioni con ‘sta storia che Antognoni è tornato alla Fiorentina solo per servire il catering alle inaugurazioni dei negozi Tod’s. Perché la sfiducia in casa Viola per il ritorno di Antognoni ha già portato a fenomeni d’irritazione di massa  tali che è dovuta intervenire l’Associazione Medici Dentisti con un bollettino di allerta dove si ufficializzava che in molti hanno iniziato l’anno dicendosi “che cazzo vuoi” mentre si lavavano i denti.  A me bastano e avanzano le motivazioni della società che dimostra, al contrario di quanto gli si addebita, di essere stata accorta e previdente ancora più di Sousa a Genova. Lo si evince dal comunicato ufficiale nel quale insieme al bentornato a casa dichiara che Antognoni non è stato tenuto fuori 15 anni per motivi tecnici, ma solo per evitare un infortunio muscolare. Turn over insomma.