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giovedì 31 gennaio 2019

Il ritornello ha preso la A1



Il 7 a 1 ci permette di evitare la disamina tecnica. La sofferenza con la quale domenica abbiamo battuto l’ultima in classifica c’è bastata e avanzata. Potremo invece parlare di angeli. Franco Angeli intendo. Pittore giustappunto romano, autodidatta che ha sempre sperimentato (come se un allenatore oggi insistesse su Biraghi) nella ricerca tesa a superare addirittura l’informale. Il nulla cosmico di una partita senza capo né coda. Ha fatto parte della Scuola di Piazza del Popolo insieme a Mario Schifano (Pioli si sarebbe dovuto chiamare così) e soprattutto Tano Festa. Quella che abbiamo fatto ieri alla Roma. E se ci fosse stato ancora Vittorio, avremmo potuto parlare persino di “Ciclone” Viola. Mentre se l’arbitro avesse dato il recupero avremmo potuto raggiungere Quota 100. Il Bambi a questo proposito sostiene che Simeone sia rimasto lì ancora due ore a tirare in porta. E oggi il trucco è essere felici per ciò che si ha senza pensare che potresti avere Oddo. Io che sono a Vipiteno, e c’è poco da stare Allegri perché qui nevica, farò un minuto di silenzio, non tanto per la vittoria così larga, perché io a differenza di chi non gioisce per le vittorie immeritate, non lo faccio per quelle troppo facili, quanto per quelli che non hanno alzato il tergicristalli. Anche se la neve mi mette di buonumore, soprattutto quando lo dico a quelli che la odiano, o lo odiano, a quelli che va bene in montagna ma in città è solo un disagio, quello di chi vive male tra l'ottavo e il decimo posto, e a quelli che allora vai a vivere in Norvegia. Ma io vivo a Firenze e adesso sono a Vipiteno. E poi sono convinto che i medici ieri hanno staccato la spina all’allenatore sbagliato. Tempestiva intanto l’iniziativa della scuola romana di togliere i 4 in pagella. Un provvedimento sulla scia dell’abolizione, questa volta tutta fiorentina, dell’esonero dell’allenatore per decreto. E quelli per il riciclo dell’allenatore (tipo il ritorno di Sousa) non accetteranno mai 6 gol di scarto. Troppo spreco. E infatti il “Marasma” ha già preparato lo striscione “Il troppo è come il poco”. Insomma amo le partite divergenti. Quelle che si discostano con coraggio, forti ma anche deboli, dalle convinzioni del proprio allenatore. Quelle che non è vero che non hanno schemi, tiri in porta, sostituzioni sbagliate, Biraghi bidone. Un tempo le partite morivano per le idee tattiche di altri. E i tifosi nemmeno sceglievano più: tutti belli allineati sotto l’egida del dio dell’uniformità di giudizio. “Quello è un ceppicone” è stato un ritornello per far addormentare i figli, il passaparola che giustappunto ieri ha preso la strada di Roma. Saranno loro da oggi a parlare di orrori tattici oltre le solite buche. Qui  rimarranno solo delle scorie da smaltire. Il magone e il Bambi continueranno ad amarsi ancora per un po’. Io invece lascio fare il lavoro sporco al tempo. Tra poco sono le 7(sette), sveglia!!

mercoledì 30 gennaio 2019

Silenzio-assenso


Siamo più bravi ad aiutare gli altri, e mi riferisco a tutti i consigli che diamo a Pioli su come impostare la squadra, o chi sostituire con chi, ma meno ad aiutare noi stessi che non riusciamo più a godere pienamente di una vittoria. E in questo black out interno il Bambi mi è arrivato a scambiare la Serena Williams per Tyson. Non sa neanche più cosa pensa di lui quello dall’altra parte dello specchio. E visto che nelle città d'arte italiane sta arrivando il fidanzato in “affitto” per le single, quello per farsi le foto vicino ai monumenti da sfoggiare su Instagram, mi chiedo se non sia il caso di mettere su un servizio per noleggiare tifosi Viola che possano esultare anche davanti a una vittoria immeritata. Con alcune avvertenze; richiedere esplicitamente alla prenotazione, che il tifoso festante non abbia la voce di Mario Giordano. E’ da quando Pioli sta facendo così male che mi riaffiora il ricordo doloroso delle dure parole del prof di matematica, oggi che voi capite sempre tutto, e io continuo a non capirci un cazzo. Come allora davanti alla lavagna. Ma perché non facciamo salire sulla Sea Watch una delegazione della Fiorentina composta da Pioli e Simeone, e poi via, la trasciniamo in Libia con un incrociatore. E quando diciamo che noi tifosi Viola ci meritiamo qualcosa di buono dopo tanti anni di Della Valle, non sono sicuro di aver capito bene, ma anche voi intendete due spaghetti allo scoglio vero? In questa sopraggiunta disciplina del silenzio-assenso davanti a una vittoria, che annulla e sostituisce il precedente e più scurrile modo di godere semplicemente per aver vinto, c’è da rivalutare anche una vecchia fiamma del Bambi, che a suo tempo aveva etichettata come ceppicona, oggi sdoganata dalla Crusca, quando gli diceva “scendimi” a 90 gradi. Ieri parlavo di Mister sessantenni non a caso, chiedendomi se guardassero verso il futuro con le motivazioni giuste, non a caso perché alle Scuderie avevo appena visto una lumaca ancora fortemente legata agli anni ottanta.

martedì 29 gennaio 2019

Breve storia triste


Il necrologio di oggi solo per comunicare ai parenti che il calcio era emozione per me, istinto, il risultato era come la data di nascita e di morte sulla lapide della passione. Orgasmo. Nessun tipo di approfondimento oltre il fischio finale. Niente formazione preferita prima del fischio d’inizio. Ero tanto bravo, insomma, mi facevo piacere pure Pioli. Sarà perché ero quasi anziano, e tutto quel guardare ad analisi costi-benefici mi avrebbe portato alla depressione. Mentre ai tifosi meno anziani, quelli attenti a valutare negativamente anche le vittorie immeritate, la depressione veniva da giovani. Arrivarono persino a trasformare l’inferiorità numerica in un vantaggio. Ma quello che arrivai a temere davvero per loro, quando non bastavano più nemmeno le giocate di Muriel, era la partita perfetta, il gran gioco a illuminare volti allucinati, le scelte dell’allenatore determinanti, il risultato di prestigio. La paura cioè che alla fine di tutto questo inaspettato ben di Dio, il tifoso Viola potesse accasciarsi e morire. Lasciando solo il proprio gatto, comunque incazzato come loro, senza più scatolette di merda, ma salvo, perché lui aveva ancora sei vite. L’autonomia di altri sei anni con Pioli. E come se non bastasse, oltre al lutto arrivava la beffa, per la Crusca infatti Simeone ha uscito fuori la palla da un metro, a porta vuota.

lunedì 28 gennaio 2019

Torneremo ad essere trendy



Perfetto sequel della partita con la Samp, nuova inferiorità numerica, raddoppiano i rigori contro perché i nuovi episodi hanno bisogno di sempre più drammaticità, ancora due i gol realizzati in inferiorità numerica. A rimarcare una totale mancanza di ricerca della vittoria. Alla fine, malgrado tre rigori contro e due espulsioni, la mini saga con l’attaccante che la butta dentro, produce quattro punti, grazie a un totale di quattro gol in inferiorità numerica. Molti dei meriti sono di Muriel e Chiesa, i campioni, così come dicevamo in tempi non sospetti, e come succede in tutto il mondo. Quello che non si lamenta ma prende atto delle dinamiche di questo gioco dove a determinare sono quelli più bravi. Di negativo, la sofferenza contro l’ultima in classifica, di conseguenza i tre gol subiti che si sommano ai tre con la Samp. I centrali in difficoltà, insieme ai tifosi che non sanno più se gioire o recriminare, godere o preoccuparsi. Mi chiedo se i gol li avessimo invece subiti in superiorità numerica, con chi ce la saremmo presa? Insomma, nel girone di andata si diceva che Pioli era buono solo a registrare la difesa (più che altro si diceva che erano bravi gli interpreti), ma incapace di far funzionare l’attacco, di fatto rovinando Simeone che era buono ma in mani sbagliate. Adesso che l’attacco segna, non certo per meriti dell’allenatore, e la difesa fa acqua (non certo per demeriti degli interpreti), si dice che la colpa è dell’allenatore che non sa impostare la squadra, e quindi manda in crisi la difesa. Prima quindi la difesa funzionava solo perché Simeone non segnava. Chiaro. Anche se per disinnescare il voltafaccia di tale analisi tecnica, Simeone continua a non segnare, maledetto, consegnando l’alibi a Pioli. Due pali a uno, più un cavillo regolamentare, la cancelleria della partita. Per me grandissimo cuore, prezioso Benassi (gran gol il suo), e cambi che migliorano la situazione. Chi non riesce a godersela fino in fondo mi ricorda il Bambi quando seppe che usavo una crema da spalmare sull’uccello per farlo diventare enorme, era preoccupato per me perché temeva che mi potessero diventare enormi pure le dita della mano. E visto che anche Trump si schiera a favore della democrazia, quella in cui uno si alza e si proclama presidente, anche se non siamo venezuelani potremo sempre proclamarci nuovi allenatori della Fiorentina. Purtroppo con Muriel aumentano pure le possibilità di riconferma del Mister, se così sarà, e quindi tornerà di moda l’astinenza sessuale, noi tifosi potremo finalmente tornare ad essere trendy. Capitolo Simeone: non faccio in tempo a parlarne bene che sbaglia partita, e se prima la colpa era solo di quel cane di Pioli, oggi sono fortemente sospettato io di portare male. Ieri al quarto gol di Chiesa, gesto tecnico che sembrava mettere Pioli al riparo dalle critiche più pesanti, ho sentito due imprecazioni del Bambi, quattro bestemmie, e un Pioli merda, ma devo chiedere scusa, mi sono accorto di essere prevenuto contro i prevenuti, erano solo i borbottii della caffettiera.

domenica 27 gennaio 2019

Il tempo ci serve


Me lo ricordo con quanta trepidazione aspettavo il terzo millennio, quante speranze. Chi se l’aspettava un centravanti così? Diciamo che mi sto immolando per voi, ho detto di tutto per essere smentito dai fatti, per il bene della Fiorentina, e per essere attaccato da chi non aspetta altro. E comunque Simeone io l’ho ricordato tutti i giorni nei miei editoriali, mi chiedo se invece si sono fatti vivi quelli che gli hanno fatto gli auguri a Natale. Anche la foto è propiziatoria, che lo aiuti anche un po’ di culo a sfondare la rete. Nell’attesa della partita ricordo che tra le aspettative di quando doveva arrivare il terzo millennio c’erano anche le poppe grosse, perché aveva ancora un senso, oggi le poppe grosse a un’ultraquarantenne fanno un po’ vecchiaia. Non dico i 25 di Forza Italia, che per il Berlusca è una milf. E se torna in campo lui allora può tornare anche Riganò. Però se il Cholito non fa gol nemmeno oggi lo inviterò a raggiungere Paolo Brosio all’isola dei famosi. E sosterrò con forza che è quella tipologia di centravanti capace di sbagliare a pronunciare anche le frasi fatte. Alla fine spero davvero che Simeone faccia pace con il suo non essere all’altezza, in modo che gli si raddrizzino le spalle, si allunghino le spalle, e una volta diventato più alto, possa superare di testa la difesa del Chievo. Bisogna che Simeone segni non solo per la Fiorentina, ma anche per noi. Gennaio sta finendo e abbiamo mille cose ancora da fare, aspettare sempre la prossima partita ci fa finire il tempo. Mentre il tempo ci serve. A parte il fatto che per la bottiglia di “Amativo” di oggi a pranzo ho ricomprato persino i bicchieri nuovi, se il Cholito non segna mi consolerò facendo la moka.

sabato 26 gennaio 2019

Come mi sacrifico per il ritorno al gol di Simeone


Vorrei far presente ai “desaparecidos” del blog, fuga della quale mi assumo responsabilità evidenti, che non sono intelligente. Ci faccio. E poi aggiungo, che se desideri veramente una cosa, e mi riferisco ai vari Giampaolo e Gasperini, vai e comprala. Non te la puoi permettere? Allora prova ad odiarla. Io non amo Pioli, sono semplicemente costretto ad odiare gli altri. Certo, anche per noi che amiamo il lampredotto, a volte ci sono giornate difficili. Ieri parlavo di cercatori di funghi in riferimento a certi rendimenti sotto la soglia di povertà, oggi invece la fantasia viene in soccorso di molti di quei giocatori, che ai più distratti, si lascerebbero cadere troppo facilmente. Ci sono personalità che hanno bisogno di fingere situazioni, nelle donne succede più spesso con l’orgasmo, nell’uomo l’indole è più esagerata, teatrale, un bisogno di interpretare un ruolo per dare sfogo a intimi slanci filodrammatici. Chi oggi si lascia cadere in area di rigore lo deve all’evoluzione della specie, a un calcio ostaggio dei diritti TV, al terrore del VAR che provoca cadute scomposte, l’evoluzione di chi un tempo fingeva uno svenimento per mormorare con un patetico dorso della mano “i miei sali, presto”. Oggi si chiede il rigore. E’ più diretto. E immagino la commozione che proverà Simeone una volta ritornato al gol, se solo penso a quando ritrovai un vecchio tubetto di gel per capelli nel cassetto. Che poi l’assenza dal gol è un po’ come la sindrome dell’arto mancante. Lui continua a sentirne la presenza, ma noi non vediamo una sega. La rete non si scuote. Insomma, tante occasioni a sua disposizione, ma lui ha solo due piedi. Forse. La prossima evoluzione sarà quella di riempirgli questo digiuno mostrandogli aree di rigore affollate e punte che hanno la meglio su difese schiacciate e in inferiorità numerica. Quello che oggi succede quando l’anziano parente non sta bene e si va a fotografare il cantiere per tenerlo aggiornato.

venerdì 25 gennaio 2019

Il cercatore di funghi


La svolta Muriel potrebbe rappresentare per la Viola quel passo avanti che per "Libero" è equivalso a scrivere “gay” invece di “culattoni”. “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”, invece, per scongiurare un altro errore di Simeone come quello di Genova. Banfi per evitare tonfi e tanfi. Intanto sono aperti i casting per un mio film mentale. Mandatemi gli highlights dei 30 gol di Muriel, Simeone e Chiesa nel girone di ritorno e vi farò sapere. Se così non sarà, vi parlerò di un mio debole, a proposito di coppie (d’attacco) nelle quali uno dei due è molto più basso, molto più vecchio, o molto più brutto. Così potrò pensare che dietro ci sono storie faticose, struggenti, buffe, malinconiche e anche normali. Perché in fondo a me queste storie di gol falliti stanno simpatiche. La parità tanto in una coppia non ci sarà mai, a lui basta comprare uno smoking ed è a posto per una trentina di cerimonie. lei invece si deve comprare trenta vestiti diversi. E se per far innamorare Muriel lo devi far ridere, a Simeone basterà fargli vedere gli spezzoni di Genoa-Fiorentina. Sempre a un passo insomma, a un passo da dove vorresti stare, da chi vorresti essere, dalla linea di porta e quindi dal gol. Avete presente quando uno è a fare il bischero in ufficio, o comunque dove si trova, e all’improvviso arriva qualcuno, inatteso, per non farsi beccare in flagrante si comincia a fare qualcosa a caso, tipo fare finta di rimettere i punti metallici nella spillatrice, e commentare a voce alta “quando serve non funziona mai”. Ecco, io ho come idea che Simeone stesse facendo qualcosa, probabilmente il soggetto inatteso che l’ha sorpreso era qualcuno che si occupa di calcio, e lui a differenze di chi rimette i punti metallici nella spillatrice, avrà fatto una rovesciata. A quello è piaciuto il gesto atletico e adesso si ritrova a fare il calciatore, magari era solo a raccogliere i funghi senza tesserino e quello che è arrivato all’improvviso, un agente della Forestale, di quelli che poi vanno al campo a fare i guardalinee nelle partite dei bambini. E oggi ci ritroviamo un cercatore di funghi come centravanti. Bisognerebbe essere tutti più trasparenti.

giovedì 24 gennaio 2019

Il vino avanzato



Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gol sbagliati da Simeone. Inizio a sentire forte la mancanza del suo dito davanti alla bocca. Come il caffè e la pasta quando sei all’estero. Tanto che se potessi fare anch’io  un titolo tipo “Libero” scriverei; “Pioli sostituisce Muriel con Laurini, maledetta fattura elettronica”. Capitolo allenatore, vorrei far presente che criticarlo continuamente è come chi interviene ripetutamente alle riunioni, allontana inesorabilmente il momento della pausa pranzo. A questo punto non so se si sente di più il malumore verso il tecnico o la canzone di Elisa. E dopo Banfi, mi chiedo se Alvaro Vitali farebbe giocare Montiel e Vlahovic. I due gol strepitosi di Muriel servono a dimostrare a Simeone, almeno lo speriamo, che ci vuole quella spensieratezza tipica di chi ha evitato per poco di andare al Milan. Altro problema di cui non incolperei il Mister, è il vino avanzato, una volta aperte le bottiglie vanno finite. Chi l’ha inventata questa storia dei tappi per richiuderle? E siccome sono rimasto impressionato dall’analisi tecnica che avrebbe portato a provocare il fallo di mano di Hugo, riprendendo un tema tanto caro a mia nonna in merito al non fidarsi delle apparenze, troppo evidente cioè la correlazione con lo schiacciamento della squadra, vi chiedo se è il cinghiale che attraversa la strada, oppure è la strada che attraversa il bosco? Sono i mesi che si stanno allungando o gli stipendi che si stanno accorciando? Voglio solo dirvi che una volta fatto fuori Pioli, potrei ricordarvi di quando ci indignavamo per Scilipoti e Razzi. E non vorrei mai che a Simeone di incisivo fossero rimasti solo i denti, perché a 23 anni anche John Wayne era già protagonista. Era il 1930 e Dorino aveva appena cinque anni.

mercoledì 23 gennaio 2019

La Terra dei Fuochi di paglia


Sono stato stordito dalla diossina che si trova nella Terra dei Fuochi, anche il ritardo con cui arriva l’editoriale è segno di contaminazione da cesio contenuto nelle mozzarelle di cui ho fatto incetta. Mi sembra di aver capito però, e chiedo conferma a voi che di cinema sapete, che hanno cominciato a girare le riprese del nuovo kolossal “Godzilla contro la sostituzione di un attaccante con un difensore”. Saranno i metalli pesanti, ma qui le cazzate mi vengono in tutti i modi, mi passano nella mente in più modi ancora, ma tutti porno. Se non fossi qui, per avere speranze di diventare un giorno anch’io ambasciatore italiano all’Unesco, mi sputerei in faccia. Ma so di essere inquinato. Vorrei staccare la spina dalla contestazione a Pioli, ma qui sul secondo lotto dell’Alta Velocità “Napoli-Bari” ieri hanno installato il gruppo di continuità. Intanto “Rigoni” mi scrive che nella provincia di Firenze la “Nocciolata bianca” viene distribuita da Conad, Simply e Pam Panorama, questo vi dovevo, anche se ambiasciator non porta pene. Sì, mi è caduto per via delle contaminazioni circostanti. Che sono inquinato dentro lo dimostra il fatto che in questi giorni ho persino cominciato a credere non solo che una punta dovrebbe fare gol, ma anche che la Terra è tonda. Ed è da qui che mi sento di dover sfatare la leggenda che gli uomini non sono in grado di concentrarsi su due cose contemporaneamente. Ho visto due poppe apparentemente non contaminate. Insomma, la Francia può contare sulle colonie africane, la Germania su una moneta fatta apposta per lei, noi dobbiamo batterci con un centravanti che non vede la porta e un allenatore che si caca sotto. E’ una tragedia che non possiamo chiamare sogno europeo. Nemmeno con Muriel che potrebbe essere un fuoco di paglia. Qui anche i quadri mostrano le mutazioni genetiche dovute a certi sversamenti. Le donne nascono già con le calze a rete. E’ sparito il congiuntivo. Qui sembra far tutto parte di un piano incrinato. Del resto la Toscana è stata inventata perché chi ci abita si senta felice. Poi è arrivato Pioli.


martedì 22 gennaio 2019

Saluti dalla Valle di Maddaloni



Penso a un tifoso giovane, ancora vergine di dinamiche dell’ego, a digiuno da contrapposizioni di rendita, che guarda ai gol di Muriel come guardava le apine Chicco sulla culla. E’ così che si innamorano della Viola, è così che a quelli che non hanno mai avute le apine, si riaccende la passione. Vorrei per questo che non si alzassero troppo le aspettative sul prossimo tecnico, ricordando che anche la donna dei sogni magari mangia molto pesante. E così risvegliarsi da quel sogno prima che si accendano i termosifoni. Ho seguito Pitti Uomo per capire le nuove tendenze, e sapere in caso di conferma del Mister, quale Gaviscon indossare. Dovrei comunque rimanerne fuori da questa diatriba, a prescindere, certi pregiudizi puzzano come vecchi ring, di sogni infranti, di rabbia, sudore e sangue della passione. Per dirne una il Bambi al pareggio della Samp ha salvato il file della partita come “ultimo”, al raddoppio come “ultimissimo”, e al terzo gol di Quagliarella come “ultimissimo-o-morte”. E poi ok ai bambini cinesi che su YouTube fanno i fenomeni risolvendo bendati il cubo di Rubik in 10 secondi, ma provassero a far segnare Simeone. Se non fosse precipitata la situazione dopo la sostituzione di Muriel con Laurini, avrei ricordato degnamente Loacker per i suoi wafer che quando avevamo il palato ancora da affinare abbiamo in qualche modo apprezzato. Pro e contro Pioli cospargiamoci quindi il capo di nocciole invece che di cenere. Prendiamola a ridere. E a chi dice che adoro Pioli e che sostengo che non sbaglia mai, rispondo che mi ricordano certe nonne. Quelle che si inventano preferenze a tavola mai esistite. Quelle che ti fanno la carne di cavallo che ti piace tanto. Ma quando mai? Ma non è vero! Ma chi l’ha mangiata mai? E a Carnevale mi vesto da Muriel.


lunedì 21 gennaio 2019

L'Abruzzo esiste


La partita ci ha raccontato dei gol da fenomeno di Muriel, di un fuoriclasse di nome Chiesa (strepitosi certi suoi strappi), del carattere di Capitan Pezzella, della prestazione orgogliosa della squadra, commovente, fino alla fine. Degli errori di Edmilson e Hugo. Ma Di Pessimo solo Di Bello che applica due pesi e due misure prima non espellendo Gaston Ramirez, e poi apparecchiandogli la tavola concedendo una punizione che a parti invertite non concede. Se invece di mangiare il tiramisù e godersi le meraviglie di Muriel, vogliamo sgranocchiare l’alga nori, e quindi preferiamo elencare le responsabilità di Pioli, per me la più grave è quella di aver schierato Simeone e Gerson. Dal punto di vista del gioco e delle occasioni il pari sta stretto, ma per come si era messa la partita è un ottimo risultato. Per gli amanti dell’alga nori ricordo che la Fiorentina ha giocato in 10, e come se non bastasse  ha omaggiato la Samp anche di un rigore. Sul terzo gol l’errore è di Milenkovic con la complicità di Pezzella, due contro uno. Non parlerei di Fiorentina schiacciata, in questo caso e periodo parlerei piuttosto di schiacciata alla fiorentina ripiena di chantilly. Mi fa impressione leggere l’equazione matematica che sia stata la sostituzione di Muriel a compromettere la partita, è impressionante cioè come si riesca a non dubitare che non c’è nulla a questo mondo che Pioli non possa fare male. Chissà se almeno come padre di famiglia riuscirà ad assolvere il compito di girare per casa a spegnere le luci. Il mio timore più grande, se confermano Pioli, visto il disagio dilagante, è che il prossimo campionato qui sul blog si comincerà a rappare per esprimere tutto ‘sto malessere. E dopo l’alga nori se non bastano nemmeno le lasagne che ingrassano Muriel, sarà tempo di brodini di miso d’orzo con noodles di grano saraceno e amaranto. Perché dopo la sostituzione del colombiano con Laurini il Bambi è sbottato, ed è arrivato a dire che se arrivasse Giampaolo al posto di Pioli sarebbe disposto a fargli il baciamano, vuole aiutare i ceppiconi a casa loro insomma. Per lui l’esonero è un gesto galante. E poi il conforto, la serenità, la pace che gli da un esonero non glieli da nemmeno lo Xanax. Insomma non è domenica finché non succede niente e poi diventi triste e depresso intorno al 93°. A me quello che ha fatto specie è stato assistere al processo dell’allenatore messo su in quattro e quattr’otto quando ancora l’ingiustizia di una possibile sconfitta immeritata non si era ancora abbattuta tra il capo e il collo del povero tifoso. La priorità di voler dimostrare che le colpe son tutte del ceppicone, è una dimostrazione che tutto il mondo è paese. L’incontinenza dell’accusa, la sua perseveranza, insieme a una visione non solo del calcio, ma anche della vita, che quindi va anche oltre il risultato, e per questo le vittorie immeritate non piacciono, meglio le sconfitte, mi ha ricordato una storia abruzzese. Lei si chiamava Rosina e fino a 104 anni, ogni mattina alle cinque e mezza è andata in camera del figlio (80 anni) per buttarlo giù dal letto. “Ma come se po’ mannà avanti ‘na famiglia se fuori ci sta già lu sole e tu stai ancora a dormì”.


domenica 20 gennaio 2019

La pizza non è solo buona


Per seguire il trend salviniano di chi indossa divise a seconda delle situazioni, chi vuole insegnare a Pioli come schierare la squadra in campo deve mettersi la tuta di Sarri. Puro acetato. Anche se la tuta non è di vino e neanche di mele, e da sola non risolve i problemi di Simeone, non ci possiamo permettere Higuain, e l’Arsenal ce ne rifila un paio. Se malgrado il completino elegante e il maglioncino a collo alto dovessimo vincere, superare il Toro e raggiungere la Samp, per non dare meriti al sarto potremo sempre parlare di recessione e boom economico contemporaneamente. Di schiena e banana insomma. Oppure sostenere che è troppo economico questo boom per via del fair play finanziario. Il Bambi per esempio è passato dal festeggiare le vittorie con il tiramisù, quando c’era ancora il Maestro Sousa, a festeggiare le vittorie di oggi sgranocchiando alga nori. Ho fatto presente al Bambi dei vantaggi di una vittoria con la Samp per ricominciare con slancio lasciandosi alle spalle vecchi malumori. Sì, ma per lui malgrado la vita sia bellissima, magari mentre Muriel decide la partita, da qualche parte, nonostante il freddo,  un single si prepara per uscire e il destino gli farà incontrare il raffreddore della sua vita. L’autofinanziamento, le risposte dei DV alle continue richieste di chiarezza, il ritorno di Corvino, l’arrivo di Pioli, il gol di testa sbagliato da Simeone a Genova, hanno segnato anche la fase REM del Bambi. Irrimediabilmente. Ha cominciato a sognare di svegliarsi ed essere un altro. Tutti i giorni; essere un altro al risveglio dei sogni. Quelli belli e quelli brutti. Questo è il grande male del fair play finanziario. Non ride più, con quella sua risata da ragazzino, note alte e voglia di dimenticare lo zero a zero di Cagliari nell’ottantadue. Purtroppo a lui non interessano che i conti siano a posto, e non serve nemmeno mettere le pizze sul sedile del passeggero per capire l’importanza delle cinture di sicurezza.

sabato 19 gennaio 2019

La priorità acquisita


I bartaliani del tifo pur avendo la fortuna di essere Viola sono come Emily, che pur essendo “bona”, un geologo di Roma conosciuto per una galleria a Morbegno, dice che a guardare le foto sembra che je roda sempre er culo. Ne conosco uno di quelli più critici, questa volta fiorentino, che al risveglio dopo una vittoria immeritata, avrebbe bisogno di un anatomopatologo. Il Bambi che ha sposato appieno l’etica della vittoria si sta facendo crescere le occhiaie. La Nicoletta invece, da via Starnina mi fa sapere che più di Pioli per lei è soprattutto la mancanza d’uccello a creare mostri. Non a caso il suo t9 le cambia “minchia” in “manchi”. E se mai riuscissimo a catturare una palla vacante, o anche una seconda palla contro la Samp, potremo sempre ringraziare i Ministri Bonafede e Salvini. Purtroppo noi siamo l’esempio di un errore di fondo molto importante, se invece di candidarci allenatori tutte le volte che gioca la Fiorentina, ci fossimo iscritti al Movimento 5 Stelle magari oggi saremmo Presidenti del Consiglio. Il popolo Viola ha deciso di rimuovere la propria dimensione attraverso Pioli, quando sarebbe stato più opportuno farlo con un carroattrezzi. Devo dire che sempre più spesso i terrapiattisti bartaliani non lasciano disposizioni testamentarie sul loro corpo, mi contattano privatamente per dare disposizioni di far cremare tutti i commenti negativi su Pioli. A partire dal momento che per motivi ad oggi ritenuti impossibili, l’allenatore dimostrasse con ì fatti di non essere un ceppicone. Questi gli svantaggi, uno dei vantaggi delle cose scritte è invece quello di avere uno storico, che una volta ricevuto un invito a cena da un amico tifoso Viola che vuole festeggiare una vittoria immeritata, permette di sapere a chi in famiglia tocca stavolta essere malato. Per alcuni il Blog è diventato strumento indispensabile per esprimere dissenso nei confronti dell’allenatore, uno strumento irrinunciabile per elencarne i limiti. Tanto che certi non dormono più per non perdere la priorità acquisita.

venerdì 18 gennaio 2019

Sotto sotto


Ho rivisto gli highlights della Supercoppa e ho potuto apprezzare meglio l’ultima finta di Cristiano Ronaldo, quella che di fatto ha mescolato gli uomini con le donne sugli spalti. Non è un doppio passo, ma se la Juve continuerà a vincere ancora, il prossimo passo sarà quello nel vuoto. E a proposito di donne mescolate dalla finta del portoghese c’era anche una sua ex, che subito dopo ha dichiarato di avere prove compromettenti su di lui. Si tratterebbe della registrazione di una partita nella quale Ronaldo risulta non decisivo. Simeone a questo punto è compromesso fino al collo. Quando ieri parlavo di attinenze tra Juncker e una parte della tifoseria Viola mi riferivo alla mancanza di solidarietà del primo nei confronti della Grecia, e dei secondi nei confronti di Pioli. E alla fine sono proprio quei tifosi a certificare che il ceppicone è infallibile, uno che cerca di capire cosa serve alla squadra e poi col cazzo che lo capisce. Il Bambi che alla Grecia preferisce la gricia, non si lascia certo suggestionare dall’arrivo di Muriel, e nemmeno da quello più in prospettiva di Traorè, non si lascia suggestionare dalle vittorie immeritate e tanto meno dalle finte di corpo, anche se poi si ipnotizza davanti a una betoniera che gira. Quindi se Berlusconi si candida perché si sente responsabile, di fatto quei tifosi Viola hanno già candidato Pioli alla Presidenza della Repubblica. Ieri è cominciato MasterChef 8 e a proposito di chef e della mania dei piatti scomposti, trovo che anche parte della tifoseria lo sia un po’, scomposta nel suo modo di criticare intendo. La scomposizione di una formazione, di un passaggio, di un movimento, per non parlare delle caratteristiche di un giocatore; troppo di quello e meno di quell’altro. Più latte e meno cacao alla fine. Il Bambi sostiene anche che i NAS dovrebbero chiudere tutti quei ristoranti che a fine pasto non ti offrono il mirto o il limoncello. Devo riconoscere che mi ha dato una bella lezione il Bambi, non solo trova ingiusto vincere le partite immeritatamente, che trova razzista "più latte e meno cacao", ha trovato ingiusto anche che avessero rubato 40.000 euro a Lele Mora in un campo Rom. C’era andato solo per comprare delle bottiglie di champagne a buon prezzo. Non solo quindi il disappunto per certe partite vinte, anche quando si guarda dentro, poi si allontana fischiettando proprio per nascondere il disappunto.

giovedì 17 gennaio 2019

Siamo ancora vivi



A proposito di cose incredibili come l’anticipo di cassa per Traorè, ieri a Vipiteno ho visto una signora che mangiava una pizza ai wurstel e patatine fritte. Giuro che era senza figli, sola, come Simeone a Genova a due metri dalla porta vuota, e nessuno la stava costringendo a farlo. E infatti Simeone non l'ha fatto. Mentre nel frattempo sono stati tradotti i tribali di Muriel che di certe cose se ne intende, tatuaggi che hanno entusiasmato anche Veretout; “Nulla si crea e nulla si distrugge” sull’avambraccio destro, “Tutto si deposita sui fianchi” sull’avambraccio sinistro. Non ci crederete ma quando ho visto le immagini da Ciampino con Salvini, Bonafede, lo schieramento delle forze dell’ordine e dei giornalisti, ho pensato che dall’aereo sarebbe uscito il nuovo allenatore della Fiorentina con la sciarpa Viola al collo. Tipo Oddo. Bisognerebbe che tutta ‘sta parata si facesse trovare anche quando torna la Juve dall’Arabia Saudita. E’ chiaro che la distanza in essere tra i terrapiattisti e la palla che invece è tonda non si misura in gol sbagliati da Simeone, e nemmeno dal numero di vittorie immeritate. Il mondo è bello non solo perché è piatto, vi confesso di avere il problema contrario da quando ho visto le poppe della Beatrice, l’evidenza cioè che la Terra non è solo Pianura Padana, insomma ho visto andare via dalla Fiorentina tanti di quegli allenatori che ormai quando restano, ho paura di essere andato via io. E che per tornare a casa non posso fare il giro ma posso solo tornare indietro. Non è che non penso a un domani senza Pioli, non penso proprio al domani. Preferisco uscire presto a comprare il pane appena sfornato, annusarne il profumo, ogni passo che trova l’incastro con l’oggi. Specie quelli che mi riportano Diladdarno. Voglio dire, insomma, a quelli che aspettano tempi migliori, che magari sono passati e non se ne sono accorti. E alla fine dovranno fare come Junker quando ammette errori sull’austerity, anche se sull’autofinanziamento. Errori nel senso che siamo ancora vivi.

mercoledì 16 gennaio 2019

Quegli occhi al cielo



Ho avuto finalmente i risultati e posso dire che il panino col lampredotto ha superato l’analisi costi-benefici. Risultati inaccettabili dal Bambi, e dal suo dietologo. I risultati positivi come può esserlo una vittoria, non è del tutto vero che sono sempre positivi sul serio. Così il dietologo gli ha vietato il pane, aboliti i latticini, e decretato la carne come un male al pari di Pioli. Bere tanta acqua sì, ma fuori dai pasti. Al bando gli alcolici, e ok a frutta e verdura, ma mai durante i pasti. E’ così che s’incentiva l’uso della droga a pranzo, e quell'essere anarchici che irrimediabilmente porta all'uso degli esplosivi per far saltare panchine. La mia paura quindi non è tanto la conferma di Pioli, quanto invece la possibilità che alla fine Salvini possa indossare anche la nostra divisa. Insomma, non ho bisogno né di Pornhub e né di un nuovo allenatore, grazie alla mia fantasia fervida. E dopo due “né” così, non poteva arrivare che l’ufficialità di Traorè. Senza un perché. Là dove la dismissione non c’è, e farsi le seghe è una sorta di fai da te. E’ una questione di rima. Nel caso di Pioli di rima-nere. Ma il Bambi a proposito di fai da te non sente seghe, non c’è acquisto di prospettiva che tenga, e se persiste questa gestione tecnica affidata all’incapacità di Pioli, ha deciso di farsi trasportare dal carrello della spesa senza opporre resistenza. A costo di perdere l’euro per sbloccarlo. Oramai è sempre più spesso costretto ad alzare gli occhi al cielo come per rivolgersi ancora a quella stella cadente, a ricordargli che gli restano suppergiù ancora sette mesi a soddisfare quel desiderio di esonero incipiente. Per non passare dalle stelle cadenti allo stallatico. Dal Re nudo alla regina nuda. Da Madre Teresa di Calcutta all’ultimo singolo di Calcutta. Da una bestemmia a un porca miseria. Dal disegno divino alle macchie di vino. Da essere i Beatles a doversi sbrigare ad attraversare sulle strisce pedonali.

martedì 15 gennaio 2019

L'ossessione della bellezza



Il Bambi è almeno coerente, glielo devo riconoscere, perché così come non vuole confessare che è arrivato a gufare per evitare il rinnovo del ceppicone, anche quando la moglie lo becca a bere birra in orari non consentiti, nega sostenendo che è una tisana di luppolo. Ama il programma di Governo perché dopo aver eliminato la povertà, annunciato il nuovo boom economico, consegnati i latitanti alle patrie galere, il prossimo punto prevede di far giocare bene la squadra di Pioli. L’eccezione che conferma la regola è invece che Callejon non segna da una vita, ma ad allenarlo non è Pioli. Così gli ho spiegato la differenza che c’è tra i nostri due diversi modi di tifare Viola. Per me un gol vale un gol, la vittoria vale una vittoria, e niente viene condizionato da allenatori, dirigenti, giocatori, proprietà. Mentre per lui un gol è meno gol e una vittoria è meno vittoria se è funzionale a consolidare posizioni di personaggi a lui non graditi. Così gli ho suggerito di fare come faccio io quando la vittoria viene dopo una partita giocata bene, che è perfettamente la stessa di quando viene dopo una partita giocata male. L’esempio che ho utilizzato per aprirgli la mente è stato quello della presa di coscienza dei vantaggi che l’età adulta ci concede, perché se ci sono due diversi pacchi di biscotti da aprire puoi decidere di aprirli entrambi. Così come amare entrambi i modi di vincere. Essere adulti in certi casi comporta però anche questa ossessione per il bel gioco che ci rende estremamente infelici. Siamo arrivati al punto che alla fine non si sa se è peggio perdere il gusto di tifare per via dell’ansia o per via dei rimedi per l’ansia. E per colpa di questa eccessiva ricerca della bellezza, dell’eleganza del giro palla, di un calcio champagne che non tiene conto degli interessi del distretto del prosecco, anche il suo cane ormai accavalla la zampa. Alla fine perderà il vero senso della passione, di quel vincere senza sentire il bisogno di sottilizzare, perché vincere vuol dire affrontare la settimana con lo spirito giusto. Fino a quando non gli faranno più paura nemmeno i capelli bianchi, gli acciacchi, la perdita dei riflessi. Rimarrà in lui solo la paura che gli crescano i peli nelle orecchie.

lunedì 14 gennaio 2019

Merito ai vinti


Se Bellotti fosse ancora quello pre-infortunio anche Mazzarri che guadagna 3 milioni perché è bravo, sarebbe meno ceppicone. E quindi invece di rispondere a voi questa volta mi rivolgo ai tifosi granata che minacciano un anno sabbatico se il mago di San Vincenzo verrà confermato anche il prossimo anno. A loro che amano il bel calcio e si schifano davanti alle vittorie fuori casa che causano il passaggio ai quarti chiedo se vanno solo con donne colte ed educate per sentirsi dire “giungo” quando arrivano all’orgasmo. Sembrerà strano quindi ai più critici sponda granata, che se l’attacco non segna si perde anche contro i ceppiconi della panchina. Comunque sia, a me nessuno spegne l’entusiasmo dopo una vittoria. Mentre a loro niente mortifica di più che leggere di noi che ci adombriamo così per averli eliminati. Anche perché le mie pappardelle con il cinghiale, e a seguire il cinghiale in umido, sono rimasti sullo stomaco a Mazzarri. Non capiscono perché malgrado la vittoria rimaniamo comunque alcolizzati contro Pioli, e non si spiegano nemmeno perché siamo rimasti estasiati per come è stato eliminato il Sassuolo. A questo punto non so se temere di più i tifosi che piangono dopo una vittoria in casa di una concorrente per il passaggio del turno e per l'EL, o Don Mazzi tra un anno piangere dalla D’Urso sui permessi premio e i lavori socialmente utili per Battisti. Anche se gli anti-ceppicone avrebbero preferito che ad essere arrestato fosse stato Berlusconi. E poi trovo che la priorità siano le dimissioni di Macron, Pioli può anche aspettare di vincerne un’altra. Insomma, per i terrapiattisti non si tira mai in porta, e per i terrabattisti è ancora libero. Questo rivolgermi ai tifosi granata è per darvi una speranza visto che loro a differenza vostra, da quando c’è Mazzarri escono di casa con la scopa a riordinare le foglie appena tira vento. Di voi non mi risulta. E sempre a differenza vostra, quando litigano con se stessi non si parlano più. Infine voglio riconoscere anche ai perdenti di questo turno di coppa Italia delle qualità che comunque emergeranno, magari non proprio quelle che vi hanno fatto innamorare di loro, ma penso per esempio che De Zerbi ci possa dire a che ora evaderà Cesare Battisti.


domenica 13 gennaio 2019

Là dove l'aiutino ancora serve


Non sono così demotivato per via di Pioli come invece altri tifosi Viola, ma solo perché sono in quella fase della vita nella quale mi alzo il sabato mattina e provo soddisfazione nell’andare a comprare la verdura di stagione a km zero. La fase della calvizie è arrivata prima del tempo, adesso rimane solo quell’ultima, troppo poco Pioli per sprecare energie nel disapprovare il suo lavoro. E poi a me in questa fase che l’aiutino serve, l’aiutino fa effetto. Mentre a chi si sente impotente di fronte alle scelte scellerate di un ceppicone, il Viagra non serve. Finalmente si gioca, la novità potrebbe essere Muriel per cercare di migliorare i numeri là davanti, come rilevato dagli esami al microscopio. E mentre il fascino della polemica per molti è irresistibile, io continuo a rimanere più attratto dalla forza di gravità. Alla vigilia della partita dal risultato scontato vista la differenza di spessore tecnico alla guida delle due squadre, per non parlare di Giampaolo che a Marassi è riuscito nell’impresa di portare il Milan di Gattuso ai tempi supplementari, il Bambi ha voluto ferirmi. Mi ha detto che tra le più grandi mancanze della sua vita c’è un amico medico da contattare tutte le volte che insorge una qualche nuova paranoia solo per sentirsi dire di stare tranquillo, e come nell’ultima settimana essere rassicurato che Muriel può dimagrire grazie alla dieta del gol inventata da Simeone. Per non rovinare la domenica a chi non sopporterebbe Pioli ai quarti, mentre Mazzarri e Giampaolo no, ho pensato ad una nuova coniugazione del verbo “gufare”.

sabato 12 gennaio 2019

Come ti a pro il quarto chakra del vicino che è sempre più verde



Dopo il dripping di sangue da fustigazione che mi ha fatto pensare ad un suo avvicinamento al pensiero astratto di Pollock, il Bambi è passato all’urlo di Munch, che a suo dire lo rappresenta meglio, specie dopo il colpo di testa di Simeone a Genova. La compagna invece preferisce decisamente concetti più attuali, e quando spazza crea installazioni itineranti. Dalla cucina al bagno in fondo a destra ha creato il suo Corridoio Vasariano. Lui che è ha fatto dell’erba del vicino un daltonismo cosmico, e anche se Davide ha sconfitto Golia, avrebbe voluto vederlo contro Fishermans Friend. Non ci siamo proprio, tutte queste incazzature, ultima la possibile vendita di Milenkovic, mentre il mancato arrivo di Mammana si è cronicizzato in un’estesa psoriasi sui gomiti, così la compagna gli ha fatto una bella tazza di camomilla per farlo dormire più tranquillo anche in previsione del turno di Coppa Italia, già prevedendo la sconfitta di fronte al mago di San Vincenzo. Solo che si è alzato tre volte per andare in bagno a pisciare. Poi mettici gli aggiornamenti di Windows. Non ama la manovra di Pioli perché è troppo leziosa e non riesce ad aprire le difese avversarie, lui che è più sbrigativo, più spiccio, ama di più le verticalizzazione che il possesso palla. Non a caso, alla compagna che parlava della volontà della vicina di aprire il quarto chakra verde ha proposto il piede di porco. All’affetto preferisce l’affettato tanto per intendersi. Scrive lettere anonime d’insulti a Pioli, che non invierà mai, solo per regolare il battito cardiaco. Non predica affatto bene, e un giorno avrò il coraggio di raccontarvi soprattutto come razzola.

venerdì 11 gennaio 2019

Il passo più lunghissimo della gamba



Da quando il Bambi ha innescato il processo accusatorio, e ha quindi cominciato a puntare il dito contro a destra e a manca, per uno strano e sfortunato rimbalzo dovuto alla presenza massiccia di materiali metallici vicino a un'impalcatura in via dei Fossi, ha puntato il dito anche contro se stesso, e da quel momento non è più riuscito ad assolversi. Come un Pioli qualsiasi. E’ da lì che nasce il mio bicchiere sempre pieno. Se vincessimo qualcosa si troverebbe a disagio, lontano dal dissenso e dalla polemica si trova disorientato come quando vai in un supermercato sconosciuto. E con il carrello si entra in terreni sconosciuti come la parafarmacia. Ormai si rasserena solo con il Soffocone di Vincigliata. La beffa poi è che quando sta per perdere la speranza si ricorda di averla già persa nel 2017. Tra un po’ c’avrà da ridire anche su chi ricapitalizzerà la banca del seme. Per non perdere neanche una sfumatura del suo essere scontento non ha ancora trovato il tempo per smontare l’albero. Come se non bastasse ha deciso di vestirsi al buio e andare a Pitti Uomo. Per questo sono entrato in camera sua ieri, per capire come mai si era conciato così. Per aiutarlo a cambiarsi. E’ troppo triste, così tanto da non accettare nemmeno la gente che per strada sorride da sola, mentre per me è lecito che chi spende tanti soldi dal dentista poi quel sorriso lo voglia sfoggiare. Alla fine si è rotto le palle di tutti questi editoriali e mi ha detto che fare pace con le proprie parole sarà per me un passo lunghissimo.

giovedì 10 gennaio 2019

Brivido di potere



Il Bambi non ha pace, una bene, quando vede che l’Inter vuole Biraghi, tanto c’è Hancko che non conosce bene ma che è meglio a prescindere, e una male, anzi molto male, quando teme che a essere venduto sia Milenkovic. E quando al Bambi girano le palle così, cresce in lui il desiderio di essere intervistato in modo da potersela rifare con l’interlocutore per rovinargli la giornata, investendolo di tutte le sue seghe mentali, digressioni su chi in assenza di Biraghi possa rifornire la testa implacabile di Simeone, teorie sconclusionate sulla sterilità della manovra (non tiriamo mai). Gli farebbe comodo anche solo l’informatore della Coop che intervista fuori dal supermercato per verificare il grado di soddisfazione. Poi in realtà qualcuno lo ha incontrato davvero, gli ha chiesto come andava, e ha risposto “tutto bene”. Da qui l’ansia che lo divora, ha persino paura che esista l’aldilà, col rischio di ritrovare Pioli anche lì. E soffre l’immobilismo societario, più della cervicale, quel fair play finanziario che ti costringe a ponderare le scelte, e mi fa sempre l’esempio del ragno in camera sua, che dopo un mese si è spostato di un centimetro a sinistra. E’ arrivato ad essere psicologicamente così instabile da fare tardi a lavoro perché uno dei personaggi del libro che sta leggendo non si sentiva bene, e la mattina è inquieto. Da qui poi parlare bene di Lotito è un attimo. Solo alla terza bottiglia di vino ritrova l’equilibrio che aveva prima di lottare per il settimo posto. Mettici che c’è anche Pitti Uomo, e che indossare i pantaloni stretti senza perdere due diottrie, equivale a passare il turno di Coppa Italia col Torino sapendo già che dopo c’è la Juve. La cosa che invece mi aveva fatto enormemente piacere era stato vedere un Pollock sulla parete della sua camera, gli avevo anche fatto i complimenti, poi mi ha svelato che in realtà era il sangue di quando la sera si fustiga pensando al Napoli di De Laurentis. A uno che è già in una sconfort zone, e anche a Malta Benassi ha segnato il doppio di Simeone e Pjaca messi insieme, chi glielo dice che il Messia giusto non arriverà mai? L’unico brivido di potere che gli è rimasto è il tasto cancella. Anche se il gol sbagliato da Simeone a Genova rimarrà indelebile.

mercoledì 9 gennaio 2019

Stratagemmi emozionali


Per ovviare alla mancanza di festeggiamenti che ha caratterizzato la gestione Della Valle fino ad oggi, uso stratagemmi emozionali, e così quest’anno festeggerò il 25° anniversario da quando ho smesso di fare gli addominali. Poi in mancanza di centravanti che segnano a porta vuota, attivo palliativi questa volta di tipo alimentare, vedi il panino col lampredotto. Buono sempre, quando vinci e quando perdi, ultimamente è altamente indicato soprattutto quando pareggi. Un po’ come la cioccolata e il Barolo Chinato. Lampredotto che è Patrimonio dell’Umanità, quella che galleggia tra salsa verde e ambizioni sedate. Il panino col lampredotto è la vita che sorride, è l’amante perfetto. E’ un allenatore che farebbe le tue stesse sostituzioni preferite. L’importante è sapere sempre cosa si mangia, non come il Bambi che a una cena vegetariana, anzi subito dopo, aspettava che arrivassero le portate pensando che quello fosse solo il contorno. Un amico che per correggere la realtà usa invece capacità grafiche non indifferenti,  e che per questo è fortemente sospettato di essere l’autore del photoshop di Muriel, millanta di avere doti importanti, capace a suo dire di saper interagire con la realtà modificandola attraverso la correzione fotografica. Così come si dice in grado di mantenere la verticale di un atleta grazie all’aiuto degli spettatori, sostiene che il gol sbagliato da Simeone a Genova sia di fatto opera sua, che per dimostrare le sue doti a un potenziale cliente, ha spostato la porta proprio nel momento in cui il Cholito impattava a rete a botta sicura. Il Bambi non usa né stratagemmi emozionali, né palliativi di tipo alimentare, per lui non esiste la possibilità che la Fiorentina possa cogliere al volo alcuna occasione da questo mercato. E solo perché Lafont ha mostrato di non avere una presa sicura.

martedì 8 gennaio 2019

Dietro occhiali scuri



A coloro che rimpiangono i fallimenti, serie C e affini, voglio ricordare che le cose grandi prima o poi finiscono. E’ fatalmente successo anche all’Inter dopo il triplete. E così oggi ci tocca la navigazione di cabotaggio in una serie A fatta di cordoni della borsa chiusi, altro che porti.  Serie A nella quale ci sono tifosi che trovano belli anche certi semafori, quelli che il rosso dura così tanto che grazie allo start e stop, una sorta di fairplay finanziario dell’auto, credono si abbassi la media l/100km. Tale malinteso regala quella spavalderia che poi permette di nascondere stati d’animo complessi tipo dopo certe vittorie immeritate, dietro occhiali scuri. E il bello è che tifosi in un modo quando s’incontrano con tifosi in un altro modo, s’innamorano. E quando succede, portano alti e bassi invece del solito vassoio di paste a casa dei suoceri. Chi trova un tifoso amico diverso trova un tesoro (vedi foto). Il Bambi è uno di quelli che vorrebbe fare la rivoluzione, mandare via i Della Valle, Pioli, ha voluto mandare via Ilicic, voleva mandare via Alonso quando non valeva niente, costi quel che costi, si vuole godere quel momento, l’adrenalina del cambiamento. La rivoluzione non ha prezzo, dare di matto, buttarsi in Arno come il Giani per Capodanno, mangiare il lampredotto con il ketchup, anche se poi per attraversare la pista ciclabile guarda sei volte perché ha paura di essere investito dalle bici elettriche. Riconosco che io ho un modo diverso di guardare in faccia la realtà, il Bambi la guarda dritta negli occhi, io sono stato traviato dalla Beatrice. O forse per lui è solo più facile perché quelle con le poppe piccole che frequenta di solito hanno un bel viso, mentre quelle con le poppe grandi non ne ho idea. 

lunedì 7 gennaio 2019

L'ultimo regalo


Secondo il Bambi, sfruttando la tournée a Malta, e ingaggiando il sindaco di Trieste potremmo far sgombrare anche l’armadietto di Pioli. Personalmente trovo tutto ciò troppo cinico, perché magari poi mettiamo il cappotto al bassotto, e ci auguriamo l’ingaggio di Oddo. Sono già stato troppo fortunato per meritarmi anche un allenatore capace. Nel senso che un americano è morto e ha scelto me, sorteggiando la mia mail, per lasciarmi un’eredità di 10 milioni di dollari. Devo solo pagare 1000 euro per le spese del notaio. Va beh! Volevo comprarmi lo zaino Piquadro al 50%, lo comprerò a prezzo intero una volta incassata l’eredità americana. Intanto arrivati a Malta, una volta montati sulla navetta, Pioli, uomo legato ai risultati, ha potuto prendere atto di ciò che era promesso in quel titolo, e ha dato subito mandato al suo secondo di verificare se in quella collana di libri ci fosse anche “Come fare a gol a porta vuota”, visto che gli era rimasto da fare il regalo a Simeone per la Befana. Mentre ieri, tra la rievocazione storica della Cavalcata dei Magi, il solenne corteo composto da 700 figuranti, i sontuosi abiti di seta dei Magi ispirati a quelli dell’affresco di Benozzo Gozzoli di Palazzo Medici Riccardi, la deposizione dei doni ai piedi del presepe vivente, e gli scaffali, vicino a uno dei profumi più erotici, raffinati e persistenti, “Musk” di Alyssa Ashley, mi si avvicina una commessa per chiedermi se cercassi qualcosa in particolare. Gli ho dovuto confessare che stavo cercando la Rita. Poi la ciambellina con la panna da Rivoire (Paris-Brest), alla fine la Rita mi ha svegliato dopo che la invocavo nel sonno, mi ha rassicurato, e così gli ho spiegato che non riuscivo a girare le manopole del biliardino.

domenica 6 gennaio 2019

La zia Milena



Il Bambi teme che Muriel possa dimostrare che il problema non era Pioli. Nel caso in cui la Fiorentina risalga la classifica, gli ho suggerito allora di comprare delle piantine in modo da potersi disperare comunque quando moriranno dopo due settimane. Ma il suo problema vero rimangono i social, strumenti ideali per la lamentela. Lo riconosce anche lui che il padre, invece, quando doveva lamentarsi era costretto a scrivere lettere di proprio pugno a Sandro Pertini. E così non si alimentava la polemica come succede oggi. Ma lui ama troppo mangiare il polpettone tenuto in mano, incartato, e preso a morsi mentre scrive male di Pioli davanti al PC. In Italia dal 2013 al 2018 si sono perse centomila imprese nell’edilizia. In forte aumento i tatuatori. Gliel’avevo detto di diffidare nei muratori esperti in tribali. E meno male che questa volta mi ha ascoltato, così tra un equazione di Einstein tatuata sul polso, piena di termini con la costante cosmologica, tensori e forme differenziali, ha scelto di scriversi “Gigi Cagni” con il pennarello sull’avambraccio. Poi mi ha mostrato lo snapshot della zia, istantanee che raccontano la vita tra l’ultimo scudetto e la morte sopraggiunta prima che ne arrivasse un altro. Era molto attaccato alla Milena, per lei la Fiorentina era la cosa più bella che avesse mai visto, una donna che però non era mai andata oltre Pratolino. Troppo influenzato dai ricordi, solo se perdesse la memoria potrebbe essere come vorrebbe. E così dimenticarsi di Pioli che gli ricorda qualcuno che vuole scordare il prima possibile.

sabato 5 gennaio 2019

In questo chiaroscuro


Il vecchio mondo, quello per intendersi nel quale le punte venivano giudicate solo se facevano gol, sta morendo. Quello nuovo in cui si tende a giustificare le punte che non fanno gol, con l’incapacità di essere sfruttate correttamente, sta facendo capolino. E intanto in questo chiaroscuro avanzano le disaffezioni. Dentro alle quali si alimenta la fase miscredente, quella in cui si guarda con sospetto anche agli addomi dei giocatori, ed è lì che il photoshop si annida sordido. Il Bambi non si fida più di niente e di nessuno, per credere alla dieta ferrea di Muriel che lo renderebbe nuovamente agile come una gazzella, vorrebbe controllare personalmente se fa la cacca a pallini. Dubbi iniziali, infarciti di preconcetti e pregiudizi, anche sull’abbonamento della compagna alla rivista “A quattro zampe”, prima che arrivasse il numero uno ha temuto che fosse una roba porno. Compagna che ha cercato di circoscrivere le responsabilità dell’area tecnica, escludendo almeno quelle quando gli si rompe la linguetta della scatoletta di tonno. Lui di Muriel vede solo la fase decadente, come Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”, quando le dice “tu alla mia età giocherai a pallone con le tue tette”. Mentre di lei sospetta sogni erotici invernali tipo l’asciugatrice. Riesce a pensare positivo solo riguardo al problema del sovraffollamento dei cinghiali, che secondo lui è facilmente risolvibile aumentando la produzione delle pappardelle. Magari allargando le porte si risolverebbe anche quello della fertilità sotto rete. Per finire in bellezza la giornata gli si è bagnato il polsino della felpa mentre si lavava le mani. E questo in una giornata rigida come quella di ieri non è facile da superare. Intanto le fiorentine più in vista, accompagnate anche da qualche presenza internazionale importante, hanno manifestato a causa delle limitazioni imposte alle donne in alcuni settori dello stadio per la finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita. Il Bambi non è contrariato tanto per i 7 milioni di euro che hanno convinto la Lega ad accettare regole contrarie alla Costituzione italiana. E’ più preoccupato per la sana ma troppo robusta costituzione del colombiano. La speranza è che a Malta smaltisca.

venerdì 4 gennaio 2019

A disegno dal vero non c'era il photoshop


Non sono le aspettative su Muriel che gli fanno amare i primi giorni dell’anno, no, per il Bambi sono più i pandori a metà prezzo. Ai quali aggiunge la carica del caffè e l’energia del cioccolato. La riduzione dell’IVA sui tartufi lo lascia indifferente, così come la pasta di legumi. Speriamo almeno che il 2019 non inizi come è finito il 2018, no ai pali, o da quest’anno penseremo che qualcuno ci ha fatto la fattura elettronica. Non è più sicuro di niente, non solo non sa se Muriel e Simeone potranno giocare insieme, non sa più nemmeno se il Papa è cattolico. L’ho visto così sconfortato che gli ho confessato il segreto per vivere felici. Fottersene cioè di queste tre cose: i gol sbagliati da Simeone. I gol sbagliati. Da Simeone. Così frustrato lo ricordo solo quando stava con la Cecilia, stessa classe, e all’ora di disegno dal vero arrivò un modello di colore che a lei servì per mettere a frutto l’arte del tirare a comparare (o giù di lì) che le aveva insegnato la nonna. Donna di una praticità disarmante, e che alle scarpe grosse e al cervello fino del nonno, aveva sempre preferito l’uccello grosso del vicino. Da positivo quale m’impongo sempre di essere, del 2018 mi sono tenuto solo le cose più care come le tradizioni di famiglia. Mia madre e mia sorella continueranno a mettere un “like” all’editoriale prima di uscire di casa. Come da accordi. Anno nuovo propositi e idee nuove, e così ho dato disposizioni alla Rita, eventualmente, di scrivere sulla mia lapide “Che aspetti? Di qua Simeone è capocannoniere!”. Da alcune questioni poi, tipo la posizione in campo di Veretout, è così chic rimanerne fuori. La bellezza, quella vera, rimane, anche se la maglia Viola è bagnata, strappata, sporca di fango, allungata da difensori arcigni. Tipo Firenze. La Juve vuole Ramsey, mentre sarebbe stato da prendere a Firenze e affiancarlo a Muriel per controllare se mangia veramente di merda. Avercela con quello e con quell’altro? Per non essere inutilmente aspro e spigoloso fino a non godere delle vittorie immeritate, canto “Dolce più che posso, come il mare  come il sesso”. Insomma, Britti ma buoni.

giovedì 3 gennaio 2019

La scuola dell'obbligo di riscatto



Se preferite, nel dubbio continuerò a credere all’Europa League di nascosto. Il brutto di non avere una scala interna è quello di non avere il sottoscala. Luogo ideale per non farsi vedere mentre godi dopo una vittoria non meritata, e gli altri invece si vergognano. So che i più scettici non si aspettano niente dall’anno nuovo, bisogna vedere però se l’anno nuovo si aspetta qualcosa da loro. Io intanto tra i “se”, i “ma”, i prestiti con diritto di riscatto che valgono come quelli secchi, funghi e pomodori intendo, quel profumo di tartufo che tanto è solo chimica, o forse molto più semplicemente non potevi prendere un giocatore grasso con un prestito secco, la maglia Viola la bacio, così, a prescindere. Quasi un gesto inconsulto per chi non crede più a niente. Io so di miscredenti Viola che quando lei ha mostrato le mutandine rosse hanno subito pensato che avesse il ciclo. Il Bambi rimane indifferente anche dopo la notizia dell’addio alla banconota da 500 €, disincantato com’è la considera al pari della perdita di un parente alla lontana. E’ sempre più amareggiato, per lui la Viola ha finito per somigliare al nulla, un bel nulla. E’ stufo insomma, e con la schiena dei Della Valle non ci vuole più parlare. Il suo è purtroppo il dramma dell’osservatore che viene osservato. L’ultima immagine che si ricorda del neonato 2019, prima del coma etilico da rum agricolo, è stata quella di una Fiorentina diventata libreria, dove al posto dei libri ci sono solo soprammobili. Insomma, tutto questo disagio che si è trascinato con sé dal 2018, una volta uscito dal coma, gli si è rinfacciato di colpo appena gli hanno spiegato che il prestito con diritto di riscatto è uguale a quello secco. Mettici che ha portato i suoi pantaloni preferiti nella lavanderia a secco sotto casa, e ironia della sorte gli hanno imposto l'obbligo di riscatto. Anticipato. Se il polso che mescola i “Negroni” conoscesse i suoi pensieri saprebbe che oggi ha somatizzato ancora. L’unica certezza, Muriel potrebbe essere l'ennesima scommessa persa, è che l'obbligo di firma in caserma durante le partite della Fiorentina non sarà mai come l’obbligo di riscatto dei suoi pantaloni preferiti.

mercoledì 2 gennaio 2019

Quella grigia atmosfera postbellica



Ieri il blog mi è servito a verificare che avete riportato a casa tutte le dita, perché già scrivete così male. Di Pioli. Alla fine, malgrado Muriel sia arrivato il primo giorno di mercato e non l’ultimo, non è cambiato niente nel 2019. Il Bambi alle 13:45 aveva fame. L’Oroscopo 2019 di Simeone lo vedrà, oltre a sbagliare i soliti gol, sbagliare pure la sua spesa e la sua sposa. Ma dall’entourage del Cholito ci fanno sapere che la classifica cannonieri si guarda a maggio. E aggiungono che chi reputa quello di Genova un gol facile sbagliato, lo fa solo perché vive il calcio in quella grigia atmosfera postbellica da assedio di Sarajevo. Un calcio insomma troppo introspettivo. Caro 2019 poggia pure da una parte gli effetti speciali, e i tiri da fuori area, a noi bastano anche i gol da un metro. Quelli sporchi. E’ stato un girone di andata ricco soprattutto di rimpianti, di vittorie mancate che hanno rallentato la crescita. Sono stato più bravo io impegnando così bene i miei 28 anni, che in un attimo sono raddoppiati. L’aspetto positivo di stare sotto le altre è la prospettiva. Arriva Muriel e contemporaneamente su Sky Uno inizia la nuova stagione di “Quattro Ristoranti”. Un caso? Il fatto che il campionato è fermo questa volta è un vantaggio perché così non ci possiamo ancora lamentare del 2019. Anche se il Bambi mi fa notare che stare a metà classifica non ci permette nemmeno di fare come gli innamorati, ubriachi, poeti e pipistrelli, che osservano il mondo al contrario e lo vedono migliore.

martedì 1 gennaio 2019

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Malgrado la nostra dimensione, la secchezza vaginale sotto rete, e qualche dubbio che la Terra sia piatta davvero, ieri mi sono lasciato coccolare da ostriche e champagne, che fa così tanto provinciale. Come appunto la nostra dimensione. E come se non bastasse il ricordo di quello stacco di testa elegante ancora impresso nella mente, che cigno di Utrecht scansati, la Rita se l’è lavata con Chilly al tartufo. Ostriche e cruditè solo per iniziare. Dopo gli antipasti e i primi ha fatto la sua porca figura un parallelepipedo di Muriel rosso con granella di pistacchio salata, gelèe di cipolla bianca caramellata, quenelle di bruschetta liquida. Ma per la serie “volare basso”, come proposito per il nuovo anno questa volta mi accontento che lo stacco di testa sia elegante come il tacchino per il Ringraziamento ai Della Valle, che ci hanno portato un attaccante altrettanto ripieno. Il rimpianto del 2018 rimarrà quello di non aver ascoltato il discorso di Mattarella. Non ho sparato i botti per evitare il rischio di non poter più prendere il tè con il mignolo alzato. Dal ristorante si vedeva il “babbo” di Firenze, pur non avendolo praticamente mai avuto, è comunque sempre così familiare. A me il 2018 è piaciuto parecchio, sarà per questo che ho tenuto lo scontrino. Che il 2019 sia meno prodigo di etichette, magari viene un altro allenatore, qualcuno comincia a dargli del baccalà e si ricomincia. Quando invece il baccalà è buono fritto, mantecato, alla vicentina come Baggio. Ci si può fare anche la tartare. Il baccalà, insomma, non merita di essere accostato a certe persone. Il Bambi ha salutato l’anno in giro per Firenze, con la sciarpa Viola, determinato a uscire per cercare se stesso, con la promessa che nel caso si fosse trovato avrebbe fatto finta di non conoscersi. Avrei voluto dirvi che i soldi non sono tutto, se non fosse che poi ho dovuto pagare il conto. La Rita ha voluto fare una sorta di bilancio, e davanti  a una capasanta gratinata al brandy mi ha chiesto cosa mi fosse mancato di più nel 2018, non me la sono sentita di mentire e gli ho confessato; “una diagonale difensiva di Biraghi”. Ciao 2019, sei mio.