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lunedì 29 febbraio 2016

Persone trasparenti io non ne vedo



Ai collezionisti di promesse disattese vorrei segnalare che nella giornata di ieri, intercettato all’uscita di un ristorante di Matelica, Cognigni ha dichiarato che con questo tempo ai fiorentini basterà togliere gli occhiali da vista per credere di essere a Londra. Non è un caso se tra la miriade di caramelle che offre il mercato, ami “ciucciare” solo le Mentos. Se a Firenze vincessero i moderati come in Iran, moderati intesi come tifosi di Maratona, ci metterebbero ore a lapidarlo con i sassolini della ghiaia. A me sembra che fare polemica in città sia come per la polizia egiziana uccidere qualcuno che scriveva per il Manifesto, tipo la traccia d'esame. Non voglio dire che trovo strano che uno si senta così ferito da un altro che mente spudoratamente, dico solo che anche la verità ha i suoi scheletri nell’armadio. E non mi riferisco alla classifica che distoglie gli amorali come me dai grandi temi della vita, ma a quando per esempio, dopo tanti anni insieme lei ti dice "vieni nella doccia, aiutami a lavarmi la schiena" e capisci al volo che intende dire di lavarle la schiena davvero. Sarebbe meglio allora ricordarsi di quella volta che sempre la stessa moglie ci ha dato ragione, ma poi è guarita. Godiamoci invece l’importanza della partita di stasera che potrebbe lanciarci verso una verità che costringerebbe in molti a stare almeno 5 minuti senza pensare alle bugie del perfido Mario. La frase di oggi sarà quindi “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma in ansia” Ok, non hanno preso il difensore che volevamo, ma sbagliare difensore serve. Dai miei errori ho imparato che poi per trovare il codice puk è un casino. Alla vigilia di una partita così importante mi sarei aspettato una maggiore attenzione verso il campo, probabilmente questa è proprio la differenza che c’è tra me e chi invece è perfetto, o meglio, tra me e chi è bello dentro, perché da certi commenti non lo si vede tanto. E verrà apprezzata questa mia sincerità perché è proprio la stessa che disperatamente si pretende da Cognigni, ma che lui non può darci, anche se è almeno la figura giusta per chi ce l’ha messo. Così come la donna giusta è quella con la quale potete parlare di tutto tranne del fatto che avete voglia di trombarvi altre donne. Insomma, persone trasparenti io non ne vedo. Non ci crederete come fate con le parole di Cognigni, ma ho avuto una storia con Scarlett, e vi assicuro anche se non vi piacerà, che la mattina quando si sveglia è senza trucco. Perché non sempre la verità è necessaria, sabato la Rita ha comprato un nuovo coperchio del water termo-indurente, poi anche se ridendo, mi ha detto "magari fa effetto pure su di te". Ed ora la verità al campo.



domenica 28 febbraio 2016

Il giorno della shampista

Rifugiarmi qui per sentirmi normale la dice lunga su di voi. Qui dove c’è chi scrive per introspezione, chi per amore, chi per condivisione. Ma la maggior parte scrive perché non c'ha un cazzo da fare. Chissà se per qualcuno il blog è anche quello che la farmacia notturna è per un ipocondriaco. Ieri in mancanza di risposte alla storia della farmacia notturna, e in mancanza di stimoli adeguati, ho aiutato Tommaso a fare matematica: sabato + pioggia = pigiama tutto il giorno. E ora dirò una cosa che scatenerà feroci polemiche tra di noi, e forse, sulla stampa sostituirà lo sdegno per l’episodio di razzismo che ha visto coinvolto il Guetta; io la crosta del Brie non la mangio. Il Bambi su questo tema sostiene che se non hai mai mangiato una crosta di grana lessata nel brodo di gallina non puoi dire di aver vissuto veramente. E’ chiaro che su questo, come su chi fra di voi fa la parmigiana con le sottilette, che poi sono gli stessi che sottovalutano il senso critico degli specchi, non ho la verità in tasca. Ma se mi metto una mano in tasca posso toccare la verità. Poi dal ventennio alla ventenne è un attimo, la nuova fidanzata di Berlusconi ha 21 anni. È la figlia della nipote di Mubarak, ha 60 anni in meno di lui, giusto per farci capire quali sono veramente i rapporti contro natura. Così come contro natura è rimanere inermi a guardare le altre squadre che vincono. Troppo facile costringerci a giocare il giorno della shampista per guadagnare posti in classifica. E’ la stessa cosa dei ginecologi che riescono a vederla senza cena, cinema e cioccolatini. E adesso che avete visto la maglia firmata da Berlusconi per festeggiare i suoi 30 anni di Milan capirete anche perché la CIA spiava Berlusconi. Per costruirne uno uguale anche in America. Come io capisco quello che provano chi odia i Della Valle o Cognigni, lo so perché è lo stesso disagio di quando la Rita tolse la chiave in bagno per paura che Tommaso piccolino si chiudesse dentro, e quando facevo la cacca soffrivo di palpitazioni. E se la CIA vuole altri buoni esempi da replicare, si piazzasse davanti a uno che vende il lampredotto, è lì e solo lì che potranno vedere donne che anche se vestite in modo normale hanno quella classe e femminilità che ti fanno capire subito che hanno una quarta. Non ce ne vorrà Sigourney Weaver.






sabato 27 febbraio 2016

Solo perché mi piace la pasta all'uovo di Campofilone

L’appunto che mi sento di fare ai Della Valle per l’esclusione dalle coppe, è sul fatto che sono marchigiani dell’entroterra. E uso il rammarico che gli ha sempre rinfacciato anche Cognigni, quello cioè di non stare sulla costa, circostanza che gli avrebbe permesso di guadagnare molto di più affittando uteri con vista mare. Intanto sono piene tutte le sale d’attesa in città, in migliaia aspettano la partita contro il Napoli per fare i conti con l’oste (turismo enogastronomico). Mi ha sempre affascinato l’indole un po’ malinconica del turista enogastronomico e pessimista, la cui metafora è quella del salmone che contro tutto e tutti risale la corrente per poi diventare sashimi negli “all you can eat”. Ma attenzione alla felicità illusoria che può dare un’eventuale vittoria del Napoli, euforia artificiale che si trasforma in malinconia, che si trasforma in scarsa autostima, che si trasforma in depressione, che si trasforma in goccioline. Comunque anche io non è che sono sempre sereno sereno, è un periodo infatti che se becco quell’economo di Civitanova Marche che mi sussurra nel cervello le frasi obbligandomi a scriverle sul blog, gli faccio un culo così. Poi sarebbe arrivata anche l’ora di cambiare metafora, basta con 'sta storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, proviamo a capire invece se per noi è il culo grosso che fa la vita piccola, o è la vita piccola che fa il culo grosso. Perché è sbagliata la comunicazione in questa società, la felicità esiste. Anche se è un concetto che va introdotto con estrema prudenza. Già ci sono da metabolizzare 16 vittorie su 26 partite. E allora per non entrare a gamba tesa posso raccontarvi intanto una breve storia che potrà introdurvi alla positività di un’eventuale vittoria contro il Napoli. Un giorno, in un villaggio cominciarono a piovere lingotti d'oro, la gente era contenta, e così morì felice, con la testa sfracellata. Piano piano anche il Marasma rivedrà la linea editoriale dei suoi striscioni (la foto mostra la loro prima contestazione a Pradè, anche se non si legge “buho”) che diventeranno quindi più neorealisti grazie alla storia di Antonioni in Viola, anche se non proprio Giancarlo. Per capire meglio, il primo striscione della svolta sarà: “Le donne delle pulizie non scopano gratis”. E a seguire: “Raggiungeremo l’autosufficienza sessuale”. Capisco che la realtà sia difficile da spiegare, da un’accozzaglia d’incompetenza tale non può corrispondere una simile classifica, ma non è poi neanche così anomalo. Pensate a quando avete visto una persona solo in foto, poi la vedete dal vivo e allora capite perché la polizia faccia così tanta fatica a trovare i colpevoli tramite identikit. E il bello è che alla fine, per questa vostra intolleranza alla pasta all’uovo di Campofilone, passo io per uno che adora Cognigni, quando invece ho passato lo 0,001% del tempo della mia vita a trombare. E il resto l'ho sperperato. Altro che braccini.






venerdì 26 febbraio 2016

Sappiatelo

Più forti. Dispiaciuto per l’eliminazione e come sempre quando la Fiorentina perde, ma comunque orgoglioso della squadra. Del resto questo è solo un arrivederci alle coppe, e non un addio. Anche se siamo mancati soprattutto negli uomini che dovevano cucire dietro a un Kalinic in netta ripresa. Peccato. Ma adesso che tutte le italiane saranno impegnate solo in campionato, sarà una lotta avvincente. Il 3 a 0 certifica la superiorità degli inglesi, la Fiorentina avrebbe tenuto anche bene nel primo tempo, ma quando occorreva accelerare per trovare il pari, ha sbagliato un paio di ultime giocate importanti, e abbiamo subito il raddoppio. Da lì la squadra ha spento le trasmissioni, mentre malgrado ADV fosse presente in tribuna, il braccino è sembrato averlo più Tata sul primo vantaggio degli Spurs, poi è stato comunque molto bravo in un altro paio di interventi. Spero non si riduca tutto a dimostrare che la terza del campionato italiano non regge il confronto con la seconda del campionato inglese, solo perché Cognigni non spende. Attenzione, il rischio di mettere in giro certe voci è grande, e non mi riferisco solo a vicende tristi come quella della povera Mia Martini. Non vorrei che a forza di instillare il dubbio, alla fine si venisse a scoprire che è stato proprio Cognigni a nascondere Matteo Messina Danaro. Se ci pensate, chi avrebbe potuto nasconderci le risorse meglio di lui? Proprio quelle che sarebbero servite per comprare Mammana, e a proposito di difesa, a volte per non sentire il colpo del KO (vedi foto) l’unica difesa è la musica a palla. Semplicemente non è riuscita l’impresa al White Hart Lane, una serata che mi ha ricordato le grandi aspettative del luna park, quando mi  mostravano il panda gigante e poi vincevo un portachiavi. Ma siccome anche dalle sconfitte ci hanno sempre detto che dovevamo imparare, invito tutti coloro che nominano sempre il povero Nenad, pensino piuttosto a non chiamare i propri figli Pancrazio, Thor, Oceano e Cunegonda. E visto che il 29 febbraio arriva una volta ogni 4 anni, come festeggiarlo meglio se non battendo il Napoli. Dimenticheremo così l’eliminazione dalla coppa guardando una squadra con la maglia Viola risalire la classifica vincendo tutti gli scontri diretti. O, per dirla in breve, “scudettosa”. All’Accademia della Crusca propongo anche l’aggettivo Cognignoso per le cose fatte a cazzo. Tanto per tutelare anche chi esce da questa sconfitta meno serenamente. Quelli cioè che a un eventuale vittoria contro il Napoli, potrebbero dirmi che “una rondine non fa primavera”. Ma anche la Converse non fa primavera. Sappiatelo.








giovedì 25 febbraio 2016

Se eliminiamo il Tottenham ti chiama la mamma

Se i risultati raggiunti in questi anni non sono frutto della programmazione, mi sembra illogica anche l'idea delle scie chimiche. Preferisco credere a un gigantesco Arbre Magique. Mentre stasera siamo a Londra solo per fare una rimpatriata al ristorante di Della Martira. Perché emerge una nuova filosofia, una New Age del calcio che si stacca dai vecchio cliché di ragionamento banale che vedeva associato il merito al risultato, o dal merchandising più sorpassato, dove si prevede ancora che le maglie vengano presentate all’inizio della stagione. In questo nuovo percorso d’innovazione le maglie vengono decise più opportunamente a seconda dell’avversario, quando per esempio giochi contro il Bayern, l’unico modo per nascondergli la tua paura è indossare pantaloncini e slip marroni. E invece delle solite lavagnette dove indicare schemi tattici del cazzo, con alberi di Natale o menate del genere, la foto di oggi mostra in anteprima lo schema di riferimento di chi il calcio lo mastica come lo si dovrebbe davvero nel terzo millennio, fregandosene di quello che dice la classifica. E tutta questa innovazione ha un costo sociale non indifferente, perché mentre i tifosi vecchio stampo si limitano a constatare che 16 vittorie su 26 partite sono un record, e non solo, perché poi si sposano, comprano casa e diventano genitori, loro no, sacrificano la vita privata allo studio del calcio e così tendono agguati ai colleghi facendo scoppiare i sacchetti delle brioches, rinunciando a farsi una famiglia. E per questo loro nuovo approccio capace di associare ai risultati fenomeni come l’immigrazione di chi scappa da paesi in guerra con il calcio come le Marche, e al fatto che nella Fiorentina non ci sono più campioni come Mutu, perché nel frattempo i rumeni preferiscono rubare il rame lungo le ferrovie, insomma, per questa capacità di analisi fuori da ogni schema, sono consci della loro superiorità e per questo anche poco umili, come invece lo siamo noi che quando abbiamo paura di sopravvalutarci ci ricordiamo che qualcuno ha pagato 9 milioni di euro per Hernanes. Chi è avanti così non potrà mai accettare un Kalinic a 5 milioni, o ragionieri vecchia maniera che pensano solo ai numeri come Cognigni, infatti già si parla di Bertolaso possibile nuovo presidente visto che ADV non si fa più vedere, in modo che la Fiorentina possa finalmente imparare che cos’è la prevenzione, Bertolaso sarà sempre sul luogo del disastro prima del disastro. Altro che Angeloni. Comunque viva le opinioni diverse, i modi diversi di interpretare i risultati e di leggere le classifiche, ci mancherebbe altro. Solo ieri il Tozzi mi ha detto che se è umida e non la lecco probabilmente non mi piace la muffa. E quindi so già che se stasera eliminiamo il Tottenham, oltre a dirci che dalle delusioni possiamo imparare anche una serie di bestemmie nuove, ci diranno che anche Trump vince in Nevada, e allora?  Lo do per sicuro come quando qualcuno ti chiama sul telefono fisso, o è la mamma o è Giuseppe di Fastweb.



mercoledì 24 febbraio 2016

Anche Google è tifoso Viola

Ieri ho scoperto che anche Google è tifoso Viola. E’ successo quando ho digitato “Cosa vogliono i tifosi dai Della Valle?”, e lui mi ha risposto “Se lo scopri fammelo sapere”. Poi mi ha ricordato con l'orgoglio malcelato tipico del motore di ricerca accecato dal tifo per la Fiorentina, che le più grandi domande della vita sono: “siamo soli al terzo posto?”, che scalza anche se di poco un classicone come “siamo soli nell’Universo?”, poi “Diego esiste?” al posto del meno popolare “Dio esiste?”, per finire con “che cazzo ce ne frega a noi del caso Totti-Spalletti, che c'abbiamo da pensare al mercato da pezzenti?”. E a prescindere dall’imbarazzo che la Fiorentina genera tra gli opinionisti per la sua posizione in classifica, sono sereno e non me la prendo quando parlano del Milan in lotta per il terzo posto, quando danno per scontato che la Roma ci sorpasserà, mentre Napoli e Juve fanno corsa a se per lo scudetto. No, non me la prendo, anche se la Rita è preoccupata perché dice che non è mai un buon segno quando si inizia a inveire contro il televisore agitando il pugno. Dato il mio modo un po’ irresponsabile di affrontare l’argomento calcio, ho pensato che al posto delle solite trasmissioni stantie con Raffaello Paloscia e Michel Isler (nella foto con il giovane Mammana), di proporre un remake di "Carramba!" in cui anziché un parente in Argentina rincontri Milkovic Savic prima delle lacrime, Salah prima della scrittura privata con Mencucci, ma soprattutto Berbatov prima dell’SMS di Marotta. Perché l'erba di quello che poteva essere e non è stato è sempre più verde. Poi ho pensato anche a un’assicurazione dedicata ai tifosi Viola che pur cadendo e rialzandosi in continuazione, non preveda di alzare la franchigia sugli infortuni (anche se a Firenze si chiamano bischerate dette soprattutto in sede di mercato). Avrete facilmente intuito che basta un refolo di riavvicinamento alla testa della classifica per farmi parlare di scudetto, il concetto è un po’ lo stesso del 90% delle riunioni, che vengono organizzate solo per poter dire “sono in riunione”. A chi sostiene che Cognigni è un incompetente, che poi sono gli stessi che sostengono che il calcio oggi è molto più veloce di quello degli anni 80, vorrei far notare che in Napoli-Milan al  28° minuto Montolivo si è spostato dal dischetto di centrocampo, e ha realizzato che il calcio d'inizio era stato battuto. Oggi chiudo ricordandovi, come del resto ho sempre cercato di fare prendendomi gli sberleffi, che il mercato va giudicato solo attraverso i risultati, perché i numeri son numeri. Per esempio, ieri 1. Svegliato 2. Incontrato bellissima ragazza 3. Baciato la ragazza 4. Vinto lo scudetto. Ma il tutto nell'ordine 2,3,4,1.  E adesso mettete un po’ d’ordine anche nei vostri pensieri, perché poi magari si scopre che buho è chi scrive che Gnigni è buho.

martedì 23 febbraio 2016

Dopo il pareggio di ieri sera possiamo convivere con i pensieri audaci e fare un'ammucchiata

Non vorrei creare falsi allarmismi ma siamo ancora terzi. Lo dico a quei tifosi e il pessimismo, che ormai sono una coppia di fatto. Mentre nel calcio imperversa l'ultima guerra di religione in tribuna all'Olimpico. Se vinciamo i prossimi due scontri diretti, dovremo passare da striscioni tipo “mai una gioia” a striscioni più calati nella realtà di tutti i giorni, tipo “mai una vicina bona che finisce il sale, quando serve”. Non siate negativi, non sempre sulle confezioni dove c’è scritto "Aprire qui" si romperà la linguetta. E capisco benissimo il disagio di chi in vista di partite complicate annuncia possibili tracolli, poi le vinci, e c’è quell’imbarazzo tipico di quando porti la macchina dal meccanico perché fa un rumore strano, e appena arrivi, smette. Per chi invece manca di fantasia e non ha mai pensato almeno una volta allo scudetto in questa stagione, ci sono trucchi per rendere la realtà più audace. Per creare situazioni che danno una svolta al quotidiano, potrebbe essere interessante, per esempio, abbassare diabolicamente il livello della crema idratante, in modo che quando lei sarà costretta a spruzzarsela in faccia sarà subito Ilona Staller. Il Codacons invece da ragione proprio a chi ha criticato aspramente il mercato di gennaio, nell’ultimo rapporto sostiene infatti che in Italia ci sono quasi un migliaio di opere incompiute, tra le quali anche il tentativo della Fiorentina di comprare un difensore. E comunque c’è sempre un lato positivo anche nel lato negativo, non solo nel pessimista, conosco un dislessico che sta a Marignolle, che si eccita a guardare le fighe del pavimento. Come sempre invito a non prendersela se butto là qualche battuta cretina per sdrammatizzare certe vittorie che ci avvicinano sempre di più alla vetta, fate conto che io sono come quei simpaticoni che passano quando state lavando la macchina che: "già che ci sei, vuoi lavare anche la mia? Ahahah". Intanto Napoli e Milan frenano, e così la Fiorentina guadagna cinque punti sui partenopei in due partite, che potrebbero diventare addirittura otto in tre. E il mio pensiero ritorna a volare là dove osano le aquile, si, il sogno dello scudetto può convivere in noi malgrado in Italia siamo ancora un po’ bigotti e costringiamo l'Omino Bianco e Mister Muscolo a stare insieme vivendo la loro storia rimpiattati nei ripostigli. Il sogno può convivere con la realtà, così come la musica con lo sport. Quel giorno useremo le gallette di riso come sottobicchieri. Scusate ma ora devo proprio andare, devo rispondere ad un annuncio (affitto utero, posizione centralissima).



lunedì 22 febbraio 2016

Tra la mamma e la figlia c'è chi sceglie la faglia


Assist e gol di Tello, uno di quelli del mercato scandaloso. Incompleto sicuramente, e per molti semplicemente da rivalutare con calma, lontano dalla delusione del momento. In una partita brutta almeno fino al gol di Mati. Poi vittoria e tre punti importantissimi per consolidare il terzo posto, checché ne dicano i geologi del tifo sempre pronti a prevedere frane sulla classifica (16 successi in 26 turni). Vittoria che include anche il valore della gestione del minutaggio di uomini importanti come Borja Valero e Kalinic. 6 punti dalla Juve che ne ha vinte 15 di seguito (dal Napoli si vedrà stasera) con gli scontri diretti in casa, non mi sembrano poi così tanti, anche se i geologi si precipiteranno a ricordarci che vivere sopra una faglia non garantisce un futuro sereno. Insomma, dopo la 26° le romane (la Lazio di Milinkovic Savic viaggia 15 punti sotto la frattura di Sant'Andrea, dopo il derby della caciotta) e le milanesi rimangono ancora dietro, malgrado la pletora di dirigenti incompetenti e la mancanza di Mammana. C’è un recentissimo studio che ha messo in relazione alcuni sogni ricorrenti in quei bambini che da adulti sono poi diventati geologi, con certe strane sparizioni. Emerge che da piccoli hanno tutti desiderato una casetta sull'albero, come nei film americani, per quel senso di libertà e per nascondere gli amichetti morti (lo studio rivela che tutti gli amichetti morti erano contenti della loro squadra del cuore). Tutto questo mentre Babacar titolare delude ancora. Anch’io ho i miei belli scheletri nell’armadio, e a coloro che li cercano per ritorsione, tiro fuori subito quello dello scudetto perché è tornato di attualità (se il Milan con una partita in meno e a 9 punti lotta per il 3° posto, noi lottiamo per lo scudetto), poi per non fargli perdere tempo dico che i miei scheletri li tengo nel frigo, nell'armadio ci sono ormai solo i vestiti della Rita. E comunque apprezzo molto di più chi ce l’ha con Cognigni, che chi come Bagansco è  invece contro Masterchef perché secondo lui cucinare è solo compito della donna. Le belle notizie sono il rientro di Badelj e la crescita di Kalinic, che ho festeggiato con burro, acciughe e Amarone, vino importante che mi ha aiutato a dimenticare gli errori grossolani in difesa, che per fortuna alla fine non hanno inciso sul risultato finale, importantissimo. Bene la gestione della partita, quando il pressing dell’ Atalanta è calato inevitabilmente, la squadra ha colpito dimostrando maturità e riuscendo persino a praticare turnover per l’Europa e per le squalifiche di Zarate e Alonso. Bravo Sousa nella gestione della gara, meno bene però il calo di concentrazione di certi giocatori sul doppio vantaggio. E c’è ancora da vedere se Kone e Benalouane risulteranno d’aiuto nella volata finale. Per tornare a chi non ha gradito il mercato di gennaio, devo confessare che anche io non sempre capisco tutto alla prima, ricordo che una volta mi rivolsi al Bambi meravigliandomi che fosse così timido, e che non l’avesse ancora invitata ad uscire. Mi rispose che era ai domiciliari per lo scippo della borsa della moglie del Colonnello. Non ve la prendete se faccio facile ironia sfruttando come uno sciacallo le vittorie che sembrerebbero solo apparentemente contrapporsi con la geologia, perché il calcio così come il sesso è una materia in cui non mi sono mai applicato molto. Almeno potevo andare a ripetizione dalla mia giovane vicina di casa.








domenica 21 febbraio 2016

Mai un laghetto in cui far rimbalzare i sassi quando hai voglia

Non è vero che ADV è latitante per via di ciò che gli è stato gridato dietro da uomini stizzosi, è persona pratica, marchigiano dell’entroterra cresciuto con i vincisgrassi e il coniglio in potacchio. Per lui la mancanza di rispetto è ben altro, se compra una confezione di pistacchi e non la finisci entro due ore, allora si che lo ferisci. E non è vero neanche che sia stato infastidito dall’ultimo bonifico a fondo perduto, semplicemente ha una passione domenicale che mal si coniuga con Firenze, alla quale non a caso ha rivolto un ultima considerazione amara dopo Fiorentina-Carpi; “mai un laghetto in cui far rimbalzare i sassi quando hai voglia”. Adesso passa felice le domeniche con la famiglia sul lago di Caccamo e non ha nessuna intenzione di rinunciarci. Comunque noi dei bassifondi di San Frediano ci siamo sempre divertiti anche senza ADV e Mammana, perché dal basso si vede sotto le gonne delle signore. Anche se è diventato proprio un mondo di pazzi, ieri parlando del terzo posto al bar con uno del Marasma, ho fatto presente di essere felice. Mi ha risposto che allora avevo proprio un nome di merda. Probabilmente il problema a certe latitudini, lontano cioè da San Frediano, che diciamocelo è come il “Fior Fiore” della Coop, insomma, in certi frigoriferi di case di periferia, anche quando fai 200 euro di spesa sembra che non hai comprato un cazzo. “Ma tu che prendi per il culo il mondo intero, non hai nessun difetto?”, questo me lo ha detto il Bambi al telefono dopo aver letto l’editoriale di ieri. “Non riconosco i miei difetti solo perché assomigliano a quelli degli altri”, gli ho risposto prima di dirgli che proprio per questo motivo finirà che se morirò senza aver fatto in tempo a chiudere il blog, saranno lì tutti a insultarmi, senza poter più replicare. So che oggi è il giorno di Atalanta-Fiorentina e non di fare profonde riflessioni sulla vita, purtroppo però stamani presto mi è morto il tamagotchi, aveva 19 anni. Insomma, a tutti quelli che aspettano il difensore, passa il tempo, passa il dolore per il tamagotchi, passa l'amore, e anche Zarate potrebbe passarla. Ma non passerà mai l'autobus che aspettate. E poi basta andare a prendere un aperitivo per scoprire nuovi talenti. Ho visto gente al buffet di Reale in piazza Stazione, che si sarebbe destreggiata altrettanto bene nelle mischie in area di rigore. Altro che Tomovic. Voi che conoscete i giocatori di mezzo mondo, e siete sensibili al tema del vincere qualcosa, avete mai notato che Babbo Natale porta i regali migliori ai bambini che hanno i genitori ricchi?

PS: (riflessioni con la F su Atalanta-Fiorentina)

Faccenda Fiorentina, forte! Facilmente fare festa fragorosa, Fernandez fare fagotto. Falsi fiorentini, frustrati, fave, fischiano fratellini, famiglia fiera. Finché Fastpay futuro fantastico, forse faranno festa, futuro fatiscente. Fiume fende Firenze, finocchi, farisei, farlocchi fermentano fuori fior fiore fiorentinità. Favoleggio fuochi fluorescenti, faccio film fantascienza, fica? Figurati! Fiorentina favorita festeggia finale foto finish. Fabbricheremo felpe forza Fiorentina, fischietti faranno fermare femmine. Fiesole, Ferrovia fervono festeggiamenti, finiti farmaci fegato. Federazione fetente, figli femmine facili. Figuro felicità frastornante, finora flebile, faremo figurone fino Figline, Fauglia, Francia, Finlandia, Florida, fiordi, falesie. Finimondo. Fuorigrotta fallisce fuga, felsinei fermano falsoni. Fairplay finanziario fratellini farà furore. Formula felicità: forza fisica, fiuto finanziario, fosforo, fortuna, fanno futuro fasto. Fine faida fratricida Fiorentina fans. Forse. Fintanto finiranno frustrazioni faremo fronte frastagliato. Freneremo futuro, frigneremo, faremo frittata. Frontiera futura? Fiducia! Fame? Fegatini, fiori fritti, frattaglie, frittelle, finocchiona, frutta, fiasco fluido fosco. Forza Fiorentina. Foto: fica, Ferrari.






sabato 20 febbraio 2016

Metti una sera a cena

Non mi sorprendo affatto se dopo avergli dato ripetutamente dei “braccini”, si apprende dall’ultimo CdA che hanno versato altri 16 milioni per ripianare il passivo. Non mi sorprendo perché ne ho viste troppe per sorprendermi, tanto che mi ricordo persino il Dash nella confezione cilindrica. Poi arrivò il fustino salvaspazio, e dopo ancora arrivarono gli striscioni del Marasma. E’ chiaro che al loro posto sarebbe ideale una figura più illuminata, e penso a Rizzi, il consigliere regionale lombardo al quale sono stati trovati soldi nel congelatore. Metti che t'arriva a cena un tangentaro all'ultimo minuto, oppure il presidente del River. E poi perché non credere ad un argentino flessuoso come D’Onofrio, visto che nei loro licei classici si studia il latino americano. E quindi la capisco perfettamente la diffidenza di una parte della tifoseria, è tipica dell’essere fiorentini. Il Bambi è talmente diffidente che prima di chiudere la porta del garage aspetta sempre che la luce interna della macchina si spenga da sola. Ma allo stesso tempo ADV deve essere meno insofferente nei confronti dell’impazienza del tifoso Viola davanti a una bacheca vuota. Non dico che deve avere la pazienza biblica di Giobbe, davanti alle ripetute critiche nei suoi confronti. Se torna allo stadio gli possiamo garantire di non entrare mai in contatto con l'informatore scientifico senza appuntamento. E poi non tutti si lamentano, nel mio caso il sogno non è stato mai il difensore a gennaio, ma a distanza di anni è ancora quello di possedere una Dune Buggy. Lo scontento di casa Viola nasce sostanzialmente da uno stato di sofferenza psicologica detta anche “ipocondria della zona di prefiltraggio”, una condizione subdola che si manifesta anche quando uno si sente bene, perché in quel caso il tifoso si preoccupa di non sentirsi come al solito. Una patologia che oltretutto si svaluta nel tempo. Questo tipo di tifosi un tempo quando trovavano 200 lire per terra era festa grande, adesso i 10 centesimi li lasciano lì. Conosco tifosi ipocondriaci che hanno lasciato la propria ragazza perché secondo loro valeva meno di uno Zerinol. Per capirne profondamente il dramma basta pensare che anche quando hanno ragione, le mogli alla fine li perdonano (la foto di oggi è tratta proprio da una ricerca di un gruppo di medici dell’Olmatello, e ferma quel preciso momento in cui lui aveva avuto ragione a sostenere che Montella aveva avuto ragione a non far giocare Marin). Un tipo di donna quella della foto solitamente più truccata di un appalto. Abbia quindi un po’ di comprensione Andrea, faccia il Colfiorito, così compra anche un ballino di patate rosse, e torni a Firenze. E lo faccia prima che chiuda il blog, quando ci saluteremo come l'ultimo giorno di vacanze, fra lacrime, abbracci e promesse. E poi ci dimenticheremo di tutti.





venerdì 19 febbraio 2016

Ai tempi di Liedholm, Zarate non era ancora nato

Giocata alla pari. Con una delle migliori squadre della Premier, la Fiorentina si mostra prima timorosa e snaturata dalla scelta del Mister di rinunciare al centravanti, costretta a subire il pressing degli inglesi, e a fare un uso intensivo del lancio lungo. Poi nella seconda parte, una volta corretta, può mostrare i propri tratti somatici con orgoglio. Meriterebbe la vittoria per piglio, gioco e occasioni create. Risultato finale favorevole agli inglesi, che a Londra però non saranno comunque tranquilli. L’assenza di un centravanti ha spiazzato più me (e la squadra stessa), che gli avversari. Buono il ritorno di Badelj, steccano invece l’influenzato Ilicic e il polacco barbuto. Peccato per quel tentativo tattico di non voler dare punti di riferimento all’avversario, che alla fine ha affascinato anche Sousa. Una ricerca di sorprendere l’avversario togliendo il centravanti, che fa parte dell’evoluzione dell’uomo in quanto allenatore. Tutti ci sono passati. Del resto ci sono persone che considerano le cinque di mattina una leggenda metropolitana, è possibile quindi pensare anche a Zarate in pasto alla difesa avversaria. Per onestà devo dire che io non sono proprio il più indicato ad analizzare le scelte tattiche del Mister, sfrutto biecamente l’occasione di dissentire sulla formazione del primo tempo, che solo il calcio ti regala, tanto nessuno potrà mai dimostrare che quello che affermo sono stronzate. E non solo, incoerente, opportunista e voltagabbana, così facendo ho rinnegato anche parte del mio passato, quando proprio contro il potere forte di quella fetta della tifoseria che sa sempre qual è la cosa giusta da fare, appunto dopo che i fatti sono già successi, fondai le Brigate Dubitanti. Ricordo con tanta nostalgia che ci infilavamo in cortei e manifestazioni a gridare "Forse!". Oggi mi sono imborghesito, ma soprattutto sono stato traviato dalle amicizie cattive, voi per intendersi, mentre prima ero più umile e non mi sarei mai permesso di mettere in dubbio le scelte di Cavasin. Ero più vero a quei tempi, quando la prima cosa che guardavo in una donna era ancora il colesterolo. Oggi alterno profonde riflessioni filosofiche a enormi stronzate. E il problema è distinguerle. Ieri vedendo la partita con il Bambi, ho messo in dubbio addirittura cose che ritenevo certezze, prima del match infatti sapevo che nel cervelletto avevano sede i neuroni dell'equilibrio, e nell'ipofisi i regolatori ormonali. Ma quando l’arbitro ha fischiato il rigore che per il Bambi non c’era, ho capito che i neuroni della bestemmia non si trovano nel mignolo del piede. Una partita che se anche non ci permetterà di passare il turno, mi ha consentito di capire che devo ritrovarmi. Smetterla di frequentarvi, e riscoprire quando mi andavano bene persino le formazioni di Bruno Giorgi. Per non parlare di quando c’era Nils Liedholm sulla panchina Viola, solo al pensiero mi emoziono ancora, perché quello fu il periodo della mia prima lezione di flauto alle medie, quando mangiai i bucatini. Oggi dobbiamo invece combattere con le malattie psicosomatiche che certe proprietà ci fanno venire. Comunque solidarietà ai claustrofobici che non possono tenersi dentro tutto quello che provano per Cognigni.




giovedì 18 febbraio 2016

C'è il Bambi ma anche il Bimby

Vorrei che fossimo tutti più comprensivi nei confronti della società e dei miei editoriali, nel senso che soprattutto io dovrei esserlo con me stesso prima di scriverli. La società sbaglia, è vero, del resto come voi che continuate a rispondermi. Ma se guardiamo l’operato della società nel suo complesso vedremo un bel segno più nel suo gruppo sanguigno. Mentre solo quello del sottocosto nel mio. Per essere più comprensivi nella vita bisogna introdurre strumenti appositi che si chiamano compromessi, e che in molti casi permettono una convivenza più serena. Se potessi dare il mio di contributo, scegliendo un tema che in questo periodo, e per assurdo, sembra interessare molto di più delle nostre coperte mezze corte in difesa, per risolvere le polemiche sulle unioni civili avrei studiato giusto un compromesso ad hoc. Per me i gay potrebbero sposarsi, ma senza l'addio al celibato. Ci sono cose che poi si possono risolvere più semplicemente di quanto si pensi, si da sempre la colpa ai DV così come la Rita la dava a me. Io però per invertire questa fastidiosa tendenza, le ho comprato il Bimby, così finalmente avrà qualcun altro con cui rifarsela. Perché allora, sulla scorta di questa mia esperienza positiva, non glielo compriamo noi un bel difensore alla Fiorentina, lo sai che smacco per i Della Valle! Cosa scriverebbero a quel punto le merde come me, non gli resterebbe che scrivere "spingere" sulla porta per attaccare quelli che invece tirano. Menomale che oggi si gioca contro gli Spurs, che a Firenze potrebbe sembrare anche uno scaracchio. Il dramma è che ogni partita viene preceduta da una conferenza stampa della vigilia, quella cosa dove gli allenatori fanno pretattica, così si ama dire, mentre sarebbe più onesto dire dove mentono. E a me durante la conferenza stampa di un allenatore che mente, viene appunto in mente che l'universo maschile si basa proprio sulle menzogne, anche se tra quelle più grandi non c’è nessun argomento trattato in sala stampa. Perché nella realtà dell’uomo sono tre le grandi bugie che lo caratterizzano; “è solo un'amica” al primo posto, “non le ho guardato il culo” subito dopo, e “non me lo sono mai misurato” terzo;. A un passo dal podio però arriva proprio la conferenza stampa della vigilia. E per me non c’è cosa più triste di un conferenza stampa della vigilia, mi perdoneranno i vedovi di Prandelli che ancora soffrono, tra domande scontate e risposte sempre le stesse. Là in quelle stanze tristi e senza quadri alle pareti, dentro alle pance di stadi obsoleti, dove si vive una realtà parallela a quella di tutti i giorni. In sala stampa si dice e non si dice, eccetto la considerazione di Sousa sulla squalifica di Sousa, che in quel caso era molto meglio se non avesse detto, mentre nella realtà vera di tutti i giorni ti accorgi di quante ingiustizie devi ingoiare. Mi viene in mente che in una persona adulta ci sono 206 ossa, mentre nel coniglio al sugo milioni. Aboliamo le conferenze stampa della vigilia. Liberiamo i giornalisti dalla farsa e dalla menzogna. Evitiamogli di vivere una latitanza con la loro coscienza professionale. Penso alla sofferenza di quegli uomini romantici costretti a nascondersi dietro erezioni perenni. E tra i tifosi e la società basta sospetti e allusioni, la stessa cosa che dissi alla Beatrice dalle poppe grosse un pomeriggio all’ora della merenda. Quando la invitai ad ignorare le allusioni falliche e a dividersi quel metro di sfilatino con dentro il salame del Chini.





mercoledì 17 febbraio 2016

Zaratre

Il fatto che difendo la società anche di fronte al mancato acquisto di Mammana dimostra che sono mezzo scemo. Secondo voi, che sapete anche la percentuale in punti che questo acquisto sfumato ci avrebbe portato in dote, ma soprattutto sapete chi accusare, cosa devo fare, devo accusare i geni della mamma o quelli del babbo? Da bambino, credevo a tutto quello che mi dicevano gli adulti, ora però le cose sono cambiate. Non sono più un bambino. Poi una breve storia triste tratta da un’intercettazione della Digos, loro sono una giovane coppia di tifosi Viola iscritti entrambi al Marasma, la telefonata si riferisce a un breve ma significativo scambio di battute subito dopo l’annuncio dell’arrivo di Benalouane. "Ho visto il selfie che hai appena pubblicato su FB, hai un viso molto idratato, che prodotto usi?" Pausa, e poi; "Lacrime!". Alla fine quando anche questo mercato sarà rivalutato, ringrazierò di essere cresciuto imparando che anche se arrivano in ritardo, la scuse bisogna sempre saperle accettare. Per poi disossare e darle in pasto ai maiali. Non m’importa se la difesa della società, anche per quanto fatto a gennaio, mi espone al pubblico ludibrio, non temo l’impopolarità e le ire funeste di chi la pensa diversamente, tanto il vero uomo può anche avere Belen Rodriguez nuda nel suo letto che lo aspetta, ma non torna mai a casa senza prima aver  fatto la "bella" a biliardino. E poi gli amici veri non ti abbandonano mai, un po’ come i coriandoli. E anche io una volta ho offeso a bestia i Della Valle, cosa credete. Poi mi sono svegliato tutto sudato, e non mi ricordo nemmeno più se nei ristoranti vegani ci mettevano il guanciale o la pancetta nella carbonara. Nel sogno c’erano anche i giornalisti che incalzavano Cognigni sulle plusvalenze, lui non rispondeva, mentre una voce fuori campo raccontava di quella sua reticenza piccata, con parole dure: “non sa, non dice, nicchia, tentenna”. E prima di commentare la squalifica di Zarate, devo dire che ieri per la prima volta c’è stata un po’ di tensione tra me e il Bambi, perché dopo l’ennesima considerazione sulla lentezza della società dimostrata nel mettere a disposizione del Mister un qualche difensore, gli ho fatto presente che a lui ci sono voluti 6 anni per scrivere il nome sul campanello. S’è incazzato. Intanto sono 22 le candeline per Bernardeschi. Sulle tre giornate di squalifica a Zarate, tra “stangata” e “sticazzi” scelgo “Stangetz”. Altro non c’è da dire, se non che la considero una sentenza spazzatura. E se il canone Rai fosse compreso nella bolletta della spazzatura lo pagherei con più convinzione.

martedì 16 febbraio 2016

Siamo Messi male

Si certo, possiamo anche dire che la società non programma e che naviga a vista, del resto al Fantacalcio è rigore sbagliato di Messi. Ed è meglio prendere un morso in un orecchio da Suarez che un goal così, almeno su questo dovremo essere tutti d’accordo. Il rigore di Messi con tocco a due all'ottantesimo sul 3 a 1 è di un'irriverenza che i Della Valle se la sognano con l’acquisto di Benalouane. L’avesse fatto Ilicic, sarebbe stato giusto pagare dazio con uno striscione in cinese del Marasma, pronto ad imputare alla nuova proprietà orientale un mercato fatto di difensori contraffatti a San Donnino. So che il mio opportunismo è spregevole, è veramente odioso cogliere certi momenti di debolezza come sono quelli di chi alla fine di un primo tempo in svantaggio attacca la società per il mercato, rimarcandolo subito dopo aver ribaltato il risultato. E’ odioso ma più forte di me. Perché cogliere da ogni situazione vantaggi personali come faccio io, denota un'intelligenza viva, ma anche una mamma che vende il proprio corpo per denaro. Come sei poi io non sbagliassi mai, oggi per esempio sono in Corso Sempione a Milano, mentre sarebbe meglio se fossi in via del Plebiscito a Roma. Al Torre per dirne un’altra, l’altro giorno ho fatto i complimenti su Facebook dopo aver visto il suo album di carnevale, specificandogli di aver apprezzato più di tutti quella donna vestita da Alien. Mi ha risposto che quella era la moglie, ed erano foto di Natale. Tutti si può sbagliare. E anche la società ha le sue belle responsabilità, soprattutto nella comunicazione, avessero almeno uno di quei geni della Perugina che per San Faustino (la festa dei single) nei Baci hanno fatto trovare un verme solitario al posto del bigliettino con le solite frasi del cazzo. Ma basterebbe anche solo il Bambi,, lui si che sa comunicare, nel suo periodo più creativo, quello per intendersi che vide coinvolta anche la moglie del Colonnello (la scippò in via Sant’Agostino), sapeva benissimo cosa dire alle sue vittime, molto meglio di quello che dice Cognigni ai suoi carnefici del web. Era affabile e per niente permaloso, faceva proprio della comunicazione il suo marchio di fabbrica. A lui non avrebbero mai chiesto una maggiore chiarezza (anche perché le impronte digitali non mentono mai), con le sue vittime era impeccabile. Esponeva i suoi concetti meglio di Piero Angela. Ricordo che alla Marchesa Torrigiani cominciò con il fare i complimenti per il mastino napoletano che stava portando a guinzaglio in via dei Serragli. Poi chiese se era aggressivo, e infine se mordeva. Quando lei ridendo e apprezzando molto l’interesse di lui verso il suo cane, gli confessò cercando di rassicurarlo, che non solo non mordeva, ma che era anche un gran giocherellone, a quel punto le intimò di dargli tutti i soldi.


lunedì 15 febbraio 2016

Una vittoria al bacio

Risultato giusto, prima di tutto. Mentre si continuava anche su questo blog, sullo 0-1 (immeritato) alla fine del primo tempo, a fare polemica per il mercato di gennaio. Alla fine dimenticandosi come per magia, che anche questa volta la squadra ha vinto con lo zampino di uno che è arrivato proprio grazie a quel mercato. Ho ricevuto mail di spam dalla Nigeria più coerenti dei discorsi che si fanno a Firenze sui DV. Lo dico in maniera molto serena, ma a me tutte queste recriminazioni per il mancato arrivo di Mammana mi ricordano quelle donne sul divano con il plaid, che guardano la partita di rugby e pensano a tutti quegli ormoni sprecati. Intanto la Fiorentina cresce, a momenti tornando ad essere di nuovo arrembante, capace di reagire ad un immeritato svantaggio, e a riprendersi il terzo posto. Dimostrando a chi ha proprietà thailandesi con debito consolidato pari a 417 milioni, di essere molto più squadra. Bernardeschi migliore in campo, bel gioco e tanta anima. Il silenzio stampa dell’Inter in polemica con l’arbitro ha invece del ridicolo. Personalmente dispiace l’assenza di ADV, non perché non ci debba essere il diritto di dissentire sulle operazioni della società, ma perché lo si è fatto veramente esagerando nei toni. Con la squadra al terzo posto. Speriamo solo che adesso il clima torni ad essere almeno più costruttivo. E non solo sono contento delle dichiarazioni di Sousa a questo proposito, sono contento che i protagonisti siano stati Babacar e Bernardeschi, due giocatori del vivaio i cui contratti sono stati rinnovati in un altro mercato non proprio dei più apprezzati, e che sempre secondo i soliti, non li avrebbero mai rinnovati. Intanto questa vittoria è stata una gran bella risposta alle avversarie per la CL, e allo stesso tempo è servita a ricacciare all’inferno l’Inter di un Mancini al limite di una crisi di nervi. Patetico. Dopo il bacio al Piazzale, e dopo la vittoria al bacio, possiamo dire che è stato un gran bel San Valentino, il Bambi che vuole fare sempre di testa sua, non mi ha voluto credere quando gli dicevo che per San Valentino le rose crescono ai semafori, così è andato in farmacia a comprare dodici preservativi al gusto di rosa. Poi, di nascosto dalla sua nuova compagna, ha inviato con Interflora una dozzina di rose alla sede di YouPorn. Anche se sono ancora lontani i tempi in cui cenava a lume di candela, il fatto che gli avessero staccato la luce perché non pagava la bolletta lo rendeva più romantico. E parlando di San Valentino, coloro che non riescono a scordarsi il bacio ricevuto a gennaio da questa proprietà Giuda, spero abbiano almeno fatto tesoro della brutta esperienza dello scorso San Valentino, quando il servizio fu pessimo, il cibo schifoso, e niente musica d’atmosfera. Spero insomma che quest’anno siano usciti di casa.




domenica 14 febbraio 2016

38 euro di chianina



In un mondo di eccessi come quello del calcio, dove la Juve vince ancora, e dove c’è bisogno estremo di enfatizzare più ancora di andare allo stadio (che però vincono Sanremo pur essendo vecchi e scoperti), insomma, in un mondo dove tutti gridano e prendono l'acqua, parlare a voce bassa come provo a fare io, è un gesto di vera ribellione. Lo sciopero vero non è quello della curva, ma il mio che mi ostino a tenere aperto il blog. Altro che contestazioni alla proprietà. Così come esistono anche due modi per festeggiare San Valentino. Ma capisco l’esigenza di offendere Cognigni, e dopo aver speso dal macellaio 38 euro di chianina, comincio a comprendere anche i vegani. Due modi anche qua di intendere le cose, loro che ce l’hanno con i maghi che toccando il cilindro con la bacchetta fanno apparire un coniglio, e mia nonna che da quando vide quei maghi cominciò a tenere il cappello vicino al forno. Il mondo del calcio è troppo abituato ad alzare la voce per accorgersi che esiste anche un cimitero dove giacciono i gesti garbati. Silenziosissimo, e per garbo non ci va mai nessuno. Anche per San Valentino mi immagino coppie di tifosi che alimentano l’amore per la polemica regalandosi la  sciarpa del Marasma, e altre che invece corrono forte per non perdere l'autobus, anche se sarebbe stato più facile lasciarsi la mano, ma loro volevano perderlo insieme. Per gli urlatori l’amore è quella cosa che tu vuoi vedere Juve-Napoli e lei la finale di Sanremo, e si guarda la partita ma la perdoni per la sua richiesta. Saranno contenti quelli che amano strillare visto che da quest’anno è uscito finalmente sul mercato il prodotto per farsi lasciare dalla propria ragazza in modo più o meno elegante: i Baci Perugina con le frasi tratte dalle interviste a Cognigni. Insomma, il mondo del calcio ti misura e poi ti esalta solo se hai vinto qualcosa, senza trofei il calcio genera solo tifosi frustrati, che in quanto tali gridano sempre di più la loro disperazione, magari anche auspicandosi che la Fiorentina vada a finire in mani cinesi, mentre certe volte è meglio non avere niente di tangibile da mostrare. Per questo sono così grato ai Della Valle, visto che non so con quale coraggio racconterò ai miei nipoti che la cicatrice sul pollice non è dovuta alla guerra, ma all'apertura del Tonno Insuperabile. Senza eccessi e senza enfatizzare non posso che concludere con un garbato INTERMERDA.




sabato 13 febbraio 2016

Choc in città

E’ comprensibile lo choc del povero Giovanardi per il bacio gay in Senato, dopo che l'ultimo senatore ad aver baciato un uomo fu Andreotti. Choc anche nel vedere la Roma al terzo posto. Che dire poi del Festival che oggi risentirà pesantemente dell’anticipo di campionato, choc quindi anche per Carlo Conti che teme un crollo dell’audience. Choc per Sousa perché oggi arriva ADV in città, e choc per una popolazione disorientata dagli eventi, perché quando si parla di una band che festeggia i 50 anni di carriera, non sa se ci si riferisce alle BR o ai Pooh. Così come non sa se gioca Tino Costa e Tello. Insomma, Zarate come Riccardo Fogli? E infine choc in città per il fenomeno dei parcheggi selvaggi, ultimi due casi a Boboli sul paratone dei morti, e al Bobolino per andare a Porta Romana a mangiare il lampredotto da Mario. E se non ve la sentite di ringraziare Cognigni come invece faccio io tutti i giorni quando mi alzo, fatelo almeno con chi non vi ha mai voltato le spalle e vi è stato sempre vicino anche nei momenti bui, che ad occhio e croce direi possono essere solo i biscotti. Mentre per ricordare che questo blog ha anche velleità di carattere gastronomico, oltre ad una generosità di fondo che ritrovo solo nei Della Valle, potessi organizzarlo io il Festival, dopo aver cantato farei portare i fiori di zucca fritti. Penserete, “ma sei scemo?”. E’ un pensiero positivo e vi ringrazio, perché la bellezza passa mentre la scemenza no. Diciamo così, le giornate iniziano e finiscono a prescindere da come ci poniamo nei loro confronti, c’è chi soffre perché sa che in questo arco temporale dovrà fare i conti con Cognigni, e chi come me che invece considera Banalouane il nuovo Beckembauer. Tanto è vero che le giornate adesso si allungano, ma solo se le tocchi nel modo giusto. Comunque tranquilli che l’anomalia sono io, non voi, anche perché durante la vita si sviluppa naturalmente un comportamento oppositivo. È la fase del no a tutto, non solo a Benalouane e ai DV, ed è intorno ai 2 anni. E poi a mio ulteriore discapito devo dire che mentre per voi quel momento è ancora lontano, per me è già arrivato il giorno che ti scopri a guardare il culo di quelle che passano più per completezza di catalogazione che per altro. Comunque Cognigni o non Cognigni, Benalouane o non Benalouane, sono stato in pasticceria per carnevale, e le chiacchiere stavano a 20 € al chilo, altro che zero.






venerdì 12 febbraio 2016

Da bosco e da riviera


E’ stato vistoso il repentino calo del desiderio che vi ha colto dopo il mercato di gennaio, e mi riferisco allo scudetto naturalmente, mentre il segreto è perdere interesse molto più lentamente, così da sembrare sempre presenti e partecipi come lo sono io. Un tema quello dello scudetto che dopo essermi sbilanciato mi pone oggi in balia degli sciacalli del copia incolla, ma più in generale anche in balia degli elementi (e nel vostro caso elementi poco raccomandabili), ovvero l’atmosfera che si respira da queste parti è diventata quasi irrespirabile. A Firenze si dice che non è aria, insomma, sono a terra. ho scherzato col fuoco e ora mi ritrovo con l'acqua alla gola. E ingannevole è il cuor più di ogni altra cosa, anche se c’è il push-up che non scherza. Se amate la vita ma lei ama un altro, fate come me che piuttosto di guardare Sanremo mi rileggo i vostri commenti. Poi visto che sapete di difensori giusti da prendere e di come gestire società CognigniFree mi spiegherete questa storia delle unioni civili e del Family Day, perché io ho una situazione davvero anomala in famiglia (peggio di quella del difensore arrivato all'ultimo giorno), e non so come essere inquadrato. Perché a casa la differenza tra me e la Rita è che io c’ho l’uccello e lei le palle. Intanto tornando da Dalmine, all’altezza di piazza San Felice ho aggiornato la classifica delle migliori finte di tutti i tempi: Maradona resiste al primo posto e Ronaldo al secondo, mentre un’anziana che doveva attraversare la strada ha scalzato prepotentemente Cruijff dal terzo. E a proposito di modi di essere, la vita mi ha segnato profondamente, da piccolo infatti sono caduto in una tinozza di bicchieri mezzi pieni, così capisco anche Eros Ramazzotti che da piccolo è caduto in una piena di mollette per il naso. Poi finalmente è arrivato anche il giorno della presentazione del sottovalutato Benalouane, checché ne dite voi, il più grande difensore europeo (nella foto il classico atteggiamento di chi come voi mini-mizza), l’ho letto su Linkedin che è quel posto dove puoi trasformare un pescivendolo in un biologo marino. Come non capisco il clamore suscitato da chi ha annunciato in pompa magna di aver trovato le onde gravitazionali, se lo chiedevano al Bambi glielo diceva subito che erano nella sede di Radio Maria. Infine vorrei spiegarvi come mai il mio atteggiamento verso la squadra non cambia sostanzialmente mai, che le cose vadano bene o male. Molto semplicemente perché mi adatto alle situazioni con estrema naturalezza, la mia indole è mimetica, il mio approccio è da bosco e da riviera. Mi sono nutrito di silenzi, di ombre e di ricordi, però poi ho aperto una birra e mangiato un panino col salame.



giovedì 11 febbraio 2016

Non vi ho mai chiesto niente

Non solo i DV sono distanti dalla squadra, comincia il Festival di Sanremo e Mattarella è negli stati Uniti, a conferma che quando succedono le tragedie la politica italiana è sempre lontana dalla gente. Forse per questo Diego vuole fondare un partito. Poi panino con il lampredotto alle 2:00 e la giornata prende una svolta. Mi stavo infatti tormentando con la domanda “ma Beppe Vessicchio dov’è finito?”. Perché Sanremo è Sanremo, se non hai un difensore non hai un difensore, e grazie al cazzo vuol dire grazie al cazzo. Da una parte Sanremo quindi, mentre per i prossimi tre anni tutte le partite di droga sono un'esclusiva Mediaset Premium. Le novità introdotte al Festival alla fine sono la tessera del tifoso per sentire gli Stadio, e il canone in bolletta. Poi è stata tutta un escalation, non era ancora finita la prima puntata e già ci minacciavano con lo spot di “Ballando con le stelle”. E chi lo prende nel culo è sempre e solo il tifoso Viola che rimane senza difensore mentre a Sanremo Vessicchio c’è, riapparso con tutta la sua barba nella seconda puntata. Intanto Dolcenera veste un abito bianconero perché anche al Festival si spera evidentemente nei favori arbitrali. Poi Nino Frassica che fa più ridere di Ranocchia. Insomma, alla fine me ne sto andando a Dalmine fischiettando il brano di Elio e le Storie Tese, anche se non so da quale parte cominciare. Le notizie  buone non finiscono solo col ritorno di Beppe Vessicchio però, per tornare alle cose di casa Viola, anche Cognigni è riapparso per cominciare la fase di disgelo tra società e allenatore. Si sono confrontati per capire se sia meglio lavare i panni sporchi in famiglia o sciacquarli in Arno. Adesso non ci rimane che ritrovare il gioco della Fiorentina che MI aveva fatto gridare allo scudetto. Un po’ di forma fisica, i gol degli attaccanti e magari anche le ritrovate geometrie. Si dice che Sousa stia pensando ai social per apportare qualche novità tattica, perché nessuno conosce la geometria quanto le tipe che in un solo selfie riescono a metterci, culo, poppe, occhi e paesaggio innevato. Non so se sarà sufficiente per rivedere la bellissima squadra dell’andata, nel frattempo vi lascio con una domanda: c'è qualcuno di voi che ha gentilmente da cambiarmi un pezzo da cinquanta euro con due da cento?


mercoledì 10 febbraio 2016

Mirò. Prima di sparare ai Della Valle

Diciamoci la verità, la provincia di Firenze è una zona in cui col vino non si scherza mentre con i difensori si, a parte l’Empolese Valdelsa dove invece sono molto seri e ne vendemmiano di buoni tutti gli anni. Ma cosa ci posso fare se ci ho creduto e continuo a credere nei DV? Forse mi sono fatto trascinare dall’illusione di una vita vissuta in compagnia di un bicchiere mezzo pieno, mentre era meglio fin da subito pensare, anche se con raccapriccio, come gli atei, che quando fanno l’amore urlano “Oh mio niente! Oh mio nienteeee!! Comunque quello che disse "chi cerca trova" non aveva considerato le difficoltà della Fiorentina durante il calciomercato di gennaio. Poi vorrei precisare che i DV non sono organismi nocivi che competono con voi per la banda Wi-Fi. Solo questo. Troppe cose in questo periodo per fossilizzarsi solo sull’asse marchigiana. Carnevale, Sanremo e anche San Valentino, festa quest’ultima che vi sembrerà strano, mi ricorda che la coppia preferita non è quella Cognigni-ADV, ma in assoluto carciofini e salame. E a tutti coloro che rinfacciano alla proprietà di non essere stata in grado di trovare uno straccio di difensore in 5 mesi, vorrei invitarli a riflettere su un dato statistico, che non è il possesso palla, ma i 57 minuti di media che ognuno di questi signori impiega per trovare due calzini uguali fra i panni asciutti. Ieri intanto per festeggiare un inverno molto più mite delle vostre invettive, mi sono fatto un piatto di mezze maniche alla amatriciana. Vi chiederete se anche Tommaso ha ripreso da me, dico di si anche se ho un po’ forzato la mano per paura che avesse un indole diversa dalla mia, più vicina magari a quella della Rita, gli ho spruzzato talmente tanta soluzione salina nel naso che non può che diventare uno di quei poeti con il mare dentro. Oltretutto dopo che D’Onofrio ha cercato di far lievitare il costo di Mammana, sembra che i DV abbiano fatto un discorso di assoluto buonsenso ad Angeloni. Gli hanno ricordato di quando con lo stipendio di un operaio di Sant’Elpidio ci campavi la famiglia pagando il mutuo. Potevamo vincere lo scudetto se solo avessimo comprato Mammana (per me anche senza), è stata la risposta del popolo Viola alle parole di buonsenso di ADV, ma non solo, potevamo essere anche la più grande potenza mondiale, ma poi abbiamo cominciato a comprare le ciabatte a forma di zampe animali (tutta roba della concorrenza). Anche il Bambi la pensa esattamente come voi, e come voi non perde l’occasione per ribadirlo, è talmente avvelenato che ieri quando è uscito e ha incontrato Diego Della Valle in via Sant’ Agostino, gli è andato il sangue alla testa e gli ha urlato. "Maledetto bastardo non te li potrai portare nella tomba". Un attimo di silenzio e poi: “Signore è il mio costume da carnevale”

martedì 9 febbraio 2016

A Carnevale ogni screzio vale

Ho appena letto che il 18 luglio Byoncé sarà a San Siro, i detrattori dei DV diranno che non è proprio l'Artemio Franchi, ma forse questa volta ce la faranno a soprassedere. Tutto naturalmente dipenderà dal piazzamento finale della squadra. E forse un giorno riusciremo persino a vivere in un mondo senza più sveglie, diete, difensori centrali, e altre bischerate così deprimenti. Certo un Benalouane non può far pari con i vari Coldplay, Bruno Mars e Beyoncé al Super Bowl, quello si che è uno spettacolo. Grazie ai contratti portati positivamente a casa alla faccia di Angeloni. Oggi però voglio spiegarvi un semplice trucco che serve proprio a mantenere alto l’umore anche in mancanza dei vari Mammana e Lisandro Lopez, e in presenza di spettacoli mediocri come il Festival di Sanremo, Bologna-Fiorentina, e soprattutto in presenza dei Della Valle. Per rincuorarsi dalle sfortune della vita è sufficiente fare un semplice esercizio di comparazione, anche se per voi sarebbe più indicato un mandato, pensare cioè anche solo per un attimo alle difficoltà che deve affrontare chi disegna identikit in Cina. Comunque quando spreco il mio tempo nel tentativo di evidenziare i risultati raggiunti dalla squadra malgrado LORO, non lo faccio con l’intento di urtare la vostra sensibilità, mi è già successo lo stesso problema la prima volta che ho conosciuto la Beatrice dalle poppe grosse, quando cioè le chiesi subito scusa precisando anche a lei che non volevo urtare la sua sensibilità ma solo il culo. Ormai ho preso atto che non vi fidate dei DV come non vi fidate di chi si alza allegro di lunedì mattina. Me ne sono fatto una ragione, anche se per me rimangono esagerazioni e luoghi comuni, come chi non trova le chiavi, e quando gli viene suggerito che potrebbero essere nella borsetta della moglie, allora non trova più nemmeno le mani. Ora poi va di moda sbattere in faccia il Leicester per dimostrare che si può vincere anche senza essere per forza un top club, e così mortificare la Fiorentina, anche se quando voleva ingaggiare Ranieri, il tifo illuminato si mise a scrivere striscioni di sbarramento. Comunque sugli aspetti sorprendenti della Premier League non mi pronuncio, d’inglese conosco solo la zuppa. Quello che più mi conforterebbe sapere, è che se avete perso le speranze, che dentro non ci fossero anche i documenti. Trovo nell’atteggiamento del tifoso Viola una buona dose di trasformismo, e mi riferisco a quelle figure ondivaghe che prima dubitano per indole, poi si ricredono e violentandosi si esaltano, poi tornano finalmente scettici ritrovando le atmosfere più familiari e congeniali di quando si ritorna a casa dopo un lungo viaggio. Lo stesso identico atteggiamento di quelli che non credono all'amicizia tra uomo e donna, poi quando vengono beccati, quella della foto è solo un'amica che lavora da Calzedonia.




lunedì 8 febbraio 2016

La battaglia si fa virulenta

Anche le milanesi hanno pareggiato per mancanza di Mammana, la Juve invece perde Chiellini e Allegri fa subito quadrato con squadra e tifosi facendo incazzare Agnelli. E malgrado tutto ciò, una volta ho letto dei "Termini e condizioni d'utilizzo", a metà c'era scritto "Cazzo non pensavamo che qualcuno sarebbe arrivato fin qui". Si insomma, nonostante i DV siamo ancora terzi. E questo l’ho letto in una classifica stampata clandestinamente dai partigiani della Resistenza fiorentina che combattono i giornalai del fuoco amico. Al fronte dove si alimentano voci (nella foto un tipico avamposto), si sostiene che il tifoso Viola sia l'unico che fino ad oggi ha preso più botte (rialzandosi sempre) anche di Willy Coyote. La Resistenza Viola per correttezza e senso della misura comunica però che non  tutto è andato per il verso giusto, non solo hanno vinto Napoli, Juve e Roma, ma ho fatto i complimenti alla Rita per il suo bellissimo vestito di carnevale tutto colorato. E Non capendo ho chiesto cosa rappresentasse, mi si è ghiacciato il sangue quando mi ha spiegato che l’aveva comprato il giorno prima ai saldi da Desigual. La Resistenza al fronte ci suggerisce di tenere duro, e per farlo ottimizzando le forze ci ricorda quanto di buono ci ha fatto vedere la squadra nel girone di andata, perché la speranza concreta è quella di rivederla molto presto a quei livelli, informazioni proprio dal fronte raccontano che il nostro periodo di flessione è finito, mentre per gli altri sta arrivando. Insomma, nel comunicato si legge che quando la ruota girerà, speriamo che schiacci Higuain. Mentre Allegri sulla corsa scudetto dichiara che non sarà una corsa a due con il Napoli, non riferendosi per forza al blog quando sostenevo la nostra candidatura, evidentemente pensa che anche gli arbitri faranno la loro parte. La battaglia in città si fa virulenta e senza esclusione di colpi, nella notte è infatti apparso un ultimo striscione “Esci e trovi in giro unicorni, chimere, accendini, Godot, ma mai una cazzo di gioia”.


domenica 7 febbraio 2016

Nella terra delle tre T

C’è chi da la colpa a Mati Fernandez, chi all’arbitro, chi invece fa semplicemente sciacallaggio, alla fine la Fiorentina si trova soprattutto sotto il fuoco amico. Insomma, giocare in 10 per più di mezz’ora, vuol dire giocare soprattutto senza Mammana. La mia spiegazione per questo pareggio è meno legata ai rancori di mercato verso la società, parte più da lontano (non è nemmeno riferita al mercato da pezzenti). Ma a mia nonna che quand'era in vita non faceva altro che morire, forse ho esagerato con quelle giustificazioni a scuola, e oggi la pago con certi pareggi che mettono a rischio il terzo posto. E a proposito di fuoco amico, quello dei giornalisti per intendersi, lo riconosci subito, se avvicini l'orecchio alla porta della vicina di casa pettegola puoi sentire il male. Mentre la partita si accende soprattutto nella ripresa, gol, espulsione e buoni ritmi che dimostrano che la squadra non è affatto stanca, con Tello che si mette in evidenza a sprazzi, e Babacar che stecca un’altra partita. Bene Gonzalo (il migliore), e meglio con l’ingresso di Kalinic che da maggiori equilibri, poi ci penserà Mati Fernandez a comprometterli un po’, alla fine Tata salverà il risultato su Taider. Il Bambi dopo la partita mi spiegava i motivi di questo atteggiamento da parte del tifo, quello cioè di voler leggere il risultato della partita sempre in chiave polemica nei confronti della società. Secondo lui però è più che altro un comportamento prudente, diciamo pure uno stile difensivo, la paura dei tifosi secondo lui sarebbe quella di dimenticarsi di criticare. Per intendersi, lui sostiene che attaccare la società è la stessa posizione di quando ti devi ricordare di andare da tua moglie, darle un bacio e farle i complimenti per i capelli perché potrebbe sempre essere andata dal parrucchiere. Ieri in terra di torri tette e tortellini si sarebbe potuto cambiare il futuro solo se Banti non avesse invertito il primo cartellino giallo e Mati  avesse tenuto lo scontrino, invece della maglia dell’avversario. Così mi prendo questo punto serenamente, e mi scuso se non riesco ad alimentare il fuoco amico, sono più galante che amico del resto, persino troppo, addirittura anche con me stesso, se pensate che mi apro sempre lo sportello prima di entrare in macchina. Figuriamoci se posso imputare a Sousa di non aver giocato con le due punte di fronte a un Bologna senza difesa.




sabato 6 febbraio 2016

Il rebus

Il giudizio sulle dichiarazioni di Rogg è pressoché unanime, la tifoseria pensa che come per i protagonisti di “storie maledette” non è importante avere delle buone giustificazioni, ma solo un’immensa faccia di culo. Io però non sono unanime, sono solo una fava. E più che per vincoli morali o timore della legge, io rigo dritto per paura di Franca Leosini. Insomma, la riassumo e la concludo così la vicenda Mammana; Angeloni ha detto NO al colesterolo ma il D’Onofrio ha capito male e s'è incazzato. Pensiamo quindi a difendere il terzo posto, con un problema in più che è quello di evitare non solo eventuali tiri mancini da parte del Bologna, ma anche quelli di Destro. E lasciamo perdere l’intervista di Rogg che mi ricorda quando chiesi a mia nonna Zaira di raccontare ai miei amici cosa succedeva durante la guerra, e cominciò a raccontare di certe trombate coi soldati americani. Naturalmente voleva intendere i bombardamenti. Comunque la fortuna è che per Carnevale possiamo mascherare i nostri giudizi per opinioni. Mi sembra che di fondo ci sia ormai  un’incompatibilità insanabile tra la tifoseria e i Della Valle, una volta la colpa è del mercato, un’altra è della mancanza di chiarezza, per non parlare della morfologia di una famiglia alla quale si imputa un inarrestabile rattrappimento degli arti superiori. E per non parlare della comunicazione. Ma sono solo tutte scuse, come quando attribuiamo il nervosismo delle donne al ciclo. La verità è che c’è incompatibilità. Come se le donne dicessero che siamo stronzi perché abbiamo l’uccello piccolo. Io credo ai Della Valle almeno fino a quando non scoprirò dove vive di preciso il "nonno che l'ha usata 3 volte in 2 anni e poi l'ha sempre tenuta in garage" da cui tutti voi che non credete nei Della Valle comprate la macchina. La mia posizione è scomoda perché difendo la proprietà, mi sento insomma come Tommaso Buscetta, come? Risolvete il rebus (foto + Tommaso Buscetta + Enzo Biagi) e così saprete come mi sento. E a proposito della partita di oggi, per prepararmi bene alla terza partita in sette giorni ho ascoltato tutte le canzoni di Luca Carboni, e per me è di Bologna.




venerdì 5 febbraio 2016

Potrebbe essere anche il 1970

Attenzione perché per domani a Bologna prevedo un altro risultato condizionato positivamente dal mercato di gennaio, e sappiate che se dopo Zarate, un altro giocatore nuovo inciderà così pesantemente sulle sorti Viola, quando tornerete a casa e vi riscalderà, vi farà sentire bene insomma, e così vi aiuterà a dimenticare i Della Valle, allora avrete scelto il divano giusto dove meditare meglio sui mercati da pezzenti. Lo so che la vita è una lunga serie di compromessi, poi però fortunatamente muori. Io mi chiedo come sia possibile che i Matia Bazar continuino a cambiare cantante, mentre a Firenze c’è sempre la stessa proprietà da più di 10 anni. Intanto il prezzo della benzina è così basso e i tifosi cosi concentrati sulle sole lotte contro la società, che potrebbe essere anche il 1970. So che le parole di Rogg non vi sono bastate, so che in molti avete dichiarato di stare dalla parte della squadra e dell’allenatore, io invece amo talmente questa proprietà che sto con i Della Valle, così come amo tanto il caffè, che se l'Uomo Ragno fa uno sgarro a qualche ditta di caffè, io sto con la ditta di caffè. Perché siete così negativi? Perché io invece sapevo che sarebbe stato un uomo dell’ultimo mercato a decidere la partita con il Carpi? Perché a volte, se ci pensate, per ridere basta averne voglia. Ormai tutti si riempiono la bocca con la storia del difensore, gli stessi che magari parlano di pane integrale e nessuno che conosca l'Accademia della Crusca. Parlate di scelte sbagliate, di strategie raffazzonate, ma sono convinto che per mangiare sempre a chilometro zero fareste la scelta di comprarvi casa entro 1000 metri da un McDonald's. Si, io tendo a giustificare il fatto che siano scappati dal tavolo dove era seduto D’Onofrio, e non mi fido di coloro che dicono che nella vita non bisogna mai scappare. Quelli non hanno mai giocato a suonare i campanelli da piccoli. Perché adesso cominciano finalmente a trapelare le prime indiscrezioni importanti, Angeloni aveva già chiuso la trattativa quando Mammana si è presentato con la borsa e la macchina coordinata (aveva scelto il numero 7 alla faccia di Zarate), è allora che c’è stato il dietroront, perché la Fiorentina a quel punto ha temuto seriamente che potesse verificarsi un nuovo caso Minala. A me poi non interessano le interviste dei vari Rogg, io considero solo LUI. Diego se ci sei dammi un sogno.







giovedì 4 febbraio 2016

C’è voluto un destro arcuato come il ponte alla Carraia

Già era stato facile anticiparlo, non occorreva certo che si favorissero gli eventi esponendo in curva uno striscione di contestazione, Maurito Zarate deve averlo preso come il segnale concordato con il destino per zittire il malcontento che stava montando senza neanche i cialdoni. C’è voluto un destro arcuato come il ponte alla Carraia per cominciare a dare un senso anche a questo mercato. Una partita che ha indicato non solo la mattonella preferita di Zarate, prima ancora era stata necessaria la mantella, con l’aggiunta dell’ombrella. Insomma, le cose che piacciono di più a quelli del mercato da pezzenti terminano tutte in "ella”, Montella, i fiori di zucca in pastella, le scarpe che hanno visto nel negozio Tod’s sotto casa della sorella. Inconcepibile come sia arrivata prima le contestazione della rivendicazione sulla gravidanza della Meloni. La squadra ne prende atto ma fa muro chiudendosi dentro il fortino. Come bisognerà prendere atto anche delle difficoltà della squadra che vince solo per una prodezza del singolo, e soffre il Carpi che avrebbe meritato abbondantemente il pari. Capisco perfettamente la preoccupazione dei genitori che hanno i figli cresciuti in curva insieme all’astio per i Della Valle, li vedo raccomandarsi tutte le volte che c’è la partita, di non discutere cioè con chi difende la proprietà perché poi li potano al loro livello, magari gli piace anche, e poi fanno figli che difendono la proprietà e che aprono blog di merda come questo. Il tutto dentro a sprazzi di Tello e lampi di classe di Ilicic, mentre il todocampista Borja Valero mostra a tutti i vantaggi del moto perpetuo, ma male la squadra che gioca solo all’inizio dei due tempi, per subire poi l’aggressività e la fisicità di un Carpi che sorprende per qualità e velocità. Si, è vero che la vittoria viene dal mercato, ma i tifosi non si danno pace lo stesso, perché sanno che comunque moriranno senza difensore centrale, e non solo, sanno che moriranno soprattutto senza sapere come faceva a pulirsi da solo lo Sfornatutto De’ Longhi. Se ci fosse più equilibrio nella tifoseria non penseremmo solo a quel cazzo di difensore dalla mattina alla sera, ma penseremmo a un mondo con le cucitrici che non si scaricano mai. Adesso però c’è bisogno che Sousa, tra un’espulsione e l’altra, trovi anche il modo di riaccendere la squadra rigenerando una manovra ormai involuta da tempo. Per mantenere il terzo posto bisogna alzare il livello del gioco, e poi bisogna tirare fuori Kalinic dal tunnel. C’è bisogno di tutti adesso, nel mio piccolo voglio suggerire a quelli degli striscioni di essere un po’ più elastici, vorrei indicare insomma di seguire la nuova frontiera della scrittura variabile in corsa.