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domenica 31 agosto 2014

Delusione e speranza


Squadra titubante più che brillante, almeno nel primo tempo dove il 70% di possesso palla Roma produce di fatto solo il gol di Nainggolan lanciato negli infiniti spazi australiani. Poi solo tiri da fuori area ma senza che Neto si debba affannare più di tanto. Sbaglia Montella a proporre l’uomo venuto da lontano, che bene aveva figurato nel precampionato dimostrando qualità che ci potranno tornare utili più avanti, ma che evidentemente non è ancora pronto, specie all’esordio, e su un campo difficile come quello della squadra più forte insieme alla Juve. E’ vero anche che alla Fiorentina mancavano Rossi e Cuadrado, che Pizarro giocava condizionato dall’infortunio e che Aquilani era in panchina condizionato dalle scelte dell’allenatore. Sta di fatto che nel primo tempo si è vista la Fiorentina meno montelliana di sempre, con un centrocampo decisamente in difficoltà, e se di Pizarro e Brillante è già stato detto, di Borja Valero posso dire che è sembrato leggero come un aeroplanino di balza in balia del riscontro generato dal pressing giallorosso. Ripresa migliore nella quale il possesso palla della Roma si abbassa al 56%,  e dove la Fiorentina confeziona un paio di occasioni niente male per pareggiare, fino a riprendere gol nella stessa identica maniera, anche se questa volta a perdere palla per ci pensa Pizarro. Poi Montella sbaglia anche la sostituzione di Babacar vicinissimo al gol solo pochi minuti prima, Vargas no e Tomovic no, contribuiscono alla giornata no di tutta la squadra, che non lascia una buona impressione di se. Ma come avevo anticipato ieri, non cambio la mia opinione sul fatto che la Fiorentina potrà essere una delle protagoniste del campionato, ha iniziato male, ha deluso insieme al suo allenatore, ma rimango comunque fiducioso, la squadra è forte e lo dimostrerà. E mentre mi stavo immalinconendo nel cercare di trasmettere messaggi positivi, tra la posta che mi arriva in privato, questa volta anche una segnalazione dura, molto cruda, di quelle che dietro al freddo mondo dei numeri ci racconta il dramma di chi predica la qualità ma poi tradisce un grande bisogno di quantità. Riporto il grido di dolore di Lud sul suo blog: “Alle 18,30 Pollock era in vantaggio soltanto di un post. A quel punto ha incominciato a postare Cuccureddu e la forbice si è di nuovo allungata. Antonello, potevi restare in Sardegna qualche giorno di più”. E così la San Frediano della generosità si è subito mobilitata in favore dell’amico in difficoltà, per l’occasione e solo per fare della beneficenza si è riunita la banda degli scippatori. Il matematico, il tattico e il Bambi detto Sollicciano, si sono messi intorno a un tavolo per studiare il da farsi. Il matematico che all’epoca aveva il compito di dividere in parti uguali il bottino ha fatto un’analisi della situazione mettendo poi il tattico nella condizione di disegnare la strategia. Insomma, solo ieri sui 46 commenti del suo blog ben 22 se li è scritti da solo. Questo il primo dato saliente. Ovvero quasi il 50%. Non certo come me che sui 139 sempre di ieri ne ho scritti la miseria di 4 che è meno del 5%, e che poi vedremo sarà una percentuale che mi inchioderà non consentendomi gli stessi margini di miglioramento di Lud. Per ragionare su un periodo di tempo più lungo il matematico ha calcolato il gap settimanale in modo da fare una statistica più credibile, e subito sono sembrati molto fiduciosi. Il blog di Lud ha raccolto 113 commenti scrivendone personalmente la bellezza di oltre 50, contro i  miei 1095 con bene o male lo stesso numero d’interventi personali. E allora è sceso in campo il tattico con la soluzione, il blog di Lud può crescere moltissimo mentre il mio no, questo è stato il verdetto, come? La soluzione è scritta proprio nel numero dei commenti che si manda da solo. Basta solo che se ne mandi molti di più e il gioco è fatto. Io invece me ne mando troppi pochi per avere quel margine di crescita. E visto che erano a fare  della beneficenza ha calcolato anche lo sforzo in termini di tempo necessario a Lud per ridurre definitivamente il gap, secondo il tattico sarebbe sufficiente che si impegnasse a scriversi commenti per tre ore e un quarto. Semplicemente il tempo di un film, tre docce e una passeggiata in meno alla settimana. Numeri decisamente più interessanti di quelli della partita di ieri all’Olimpico. Numeri di speranza.



sabato 30 agosto 2014

L'anagramma della passione

Se Dio vuole si ricomincia, non se ne poteva più di parlare di Fabrizio Favilli al quale Nardella subito dopo aver intitolato a Berlinguer lo slargo davanti al Mandela Forum, intitolerà l’ex piazza Santo Spirito, tanto ormai è tutta roba sua. Ci ritoccherà Failla. Un saluto doveroso va a Roncaglia che dalle sue prime dichiarazioni appena arrivato a Genova, ha fatto sapere di volersi mettere subito a disposizione per smontare la Concordia. Il solito guerriero. Allora, senza ancora conoscere le ultime mosse di mercato mi espongo come un quadro alla Biennale e inserisco la Fiorentina tra le candidate allo scudetto. Ovvia, l’ho detto, e giuro che non lo dico dopo aver trascorso la notte a bere al minimal-pub del Favilli. Lo dico perché ci credo. Mi viene naturale come quando uno torna a casa e trova il catalogo dell’Ikea, vuol dire che sta arrivando settembre. Vuol dire che sta arrivando il Terzo. Tanto che la partita di stasera la ritengo ininfluente ai fini del mio pronostico, nessun risultato negativo potrà smontare questa mia convinzione, nessun risultato positivo potrà rafforzarla. L’arbitro Guida, poi, potrà anche anagrammarsi in qualcosa di più spregevole e traditore, niente comunque potrà mettere in discussione il mio pronostico, che anche anagrammato rimarrà sempre un’orgia della passione al pari di un pornostico. Perché sono così sicuro? Perché questo tipo di sicurezza gli scienziati la definiscono “effetto Dunner/Kruger” dovuto ai nuovi palloni, e che prende il nome dagli studiosi che hanno cercato di capire come mai gli stupidi sono sempre strasicuri mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. E allora facciamocela, questa domanda: noi esseri umani siamo capaci di essere obiettivi su noi stessi e sulle nostre abilità? La risposta è no. In particolare, quanto più qualcuno è incompetente su un certo tema o in una certa attività, tanto più crede di essere più bravo di quel che è. Invece quelli più competenti tendono a “fare i modesti”, cioè sottostimano la loro competenza. e così non ci danno in lotta per lo scudetto. Nel mio caso si tratta di una “stupidità al Cuadrado” anche se è squalificato, in quanto sei stupido, sempre su un certo tema, beninteso, e lo sei talmente tanto da non capire di esserlo. Dall’altro lato, il fatto che quelli competenti siano modesti sulle loro previsioni si può spiegare in questo modo: loro ritengono che la bravura degli altri sia paragonabile alla loro, e dunque non pensano di essere così bravi. Insomma, se ai più bravi fai vedere qualcuno dei pronostici fatti dagli altri, quelli bravi capiscono meglio e diventano meno modesti e più obiettivi, in quanto si rendono conto con chi hanno a che fare! Invece l’incompetenza è una specie di buco nero: se in un esperimento fai vedere ai somari i compiti fatti dai più bravi, i somari continuano a pensare di essere meno somari di quel che sono, perché non riescono a vedere la differenza tra compiti fatti bene e compiti fatti male. Questa ricerca è illuminante ma anche preoccupante: se non riesci ad allenare i somari, questi resteranno tali, perché continueranno a pensare di non esserlo. Oppure è vero quello che dice il capo ultrà del Guingamp: “Stupido è chi lo stupido fa”, lui invece affetto dal fattore K del sorteggio di Europa League. A prescindere dalle diverse teorie in materia sono sicuro che lotteremo per lo scudetto. Sperando anche nel fattore C a cominciare già da stasera. E che nessuno venga a rompermi le uova nel paniere della mia stupidità.

venerdì 29 agosto 2014

Generosità da trasferta

Volevo dare seguito a quanto denunciato ieri in merito al regista difensivo di Santo Spirito, un professionista del catenaccio cinematografico che difende la sua arte arroccandosi quando gioca in casa del Comune, per ripartire a tutta birra spillandola appena fuori dall’area di stoccaggio dei fusti. Solo per aggiungere che Firenze non è Lecce, che non sono cioè contro la Movida del nord, il mio era un lavoro topografico per segnalare la punta dell’iceberg sulla mappa dell’indignazione. Una punta che fa reparto da se e che trasforma la notte fonda di Santo Spirito in un centro(campo) affollato come all’ora di punta. E’ chiaro che il flusso della Movida segue tracce precise che sono sentieri e non i grandi viali della città. Oltretutto voglio dire che Firenze non è una città intollerante, perché proprio in San Frediano anche una persona problematica come il Bambi, da quando è uscito dalla tossicodipendenza ed ha avuto la fortuna di conoscere Paolo Brosio a Medjugorje, ha sempre portato avanti la filosofia del “Bussate e vi sarà aperto”. Pur con qualche eccezione come quella della foto segnaletica di Fabrizio Favilli attaccata sulla porta accanto allo spioncino. Perché a casa sua ogni tanto qualcuno bussa davvero dicendo che ha fame. In San Frediano siamo generosi, non siamo delle merde, e a dire il vero Firenze è generosa più in generale, visto che lo è anche chi ci amministra se solo pensiamo che in un Comune di destra come quello di Renzi è stato fatto un grande lavoro di apertura politica, tanto che il suo erede Nardella il 5 di settembre davanti al Mandela Forum parteciperà all’inaugurazione per intitolare uno slargo ad Enrico Berlinguer. Insomma non siamo gente contro per partito preso, e anche il Bambi accoglie tutti nei suoi spazi, perché crede che questo sia proprio alla base di una convivenza civile e anche perché vede in ogni persona un suo fratello. Quando ha letto per esempio la storia della borsa della moglie del Colonnello mi ha subito chiamato come per giustificarsi, intanto dicendo che quello era un periodo dove non era ancora passato al metadone, e poi mi ha pregato di dire al Colonnello che lo scippo della borsa fu eseguito solo una volta verificato che era un danno contenuto proprio perché il prodotto era visibilmente contraffatto. Questo per ribadire la sua generosità professionale di ladro gentiluomo. E io ci voglio aggiungere anche la generosità tipica della ragazza fiorentina, bella, mora, sana, e senza infiammazione. Che se proprio vogliamo fargli un appunto è generosa soprattutto in trasferta, o chiamiamolo precampionato, o meglio ancora ferie dove si sdà e diventa una vera Onlus. Adesso, però, la cosa sta diventando pesante, perché c’è gente che bussa di continuo alla porta del Bambi, sia all’ora di pranzo che a quella di cena. Talvolta anche di notte. Tanto che lui credeva di essere diventato davvero un punto di riferimento importante per la povera gente, fino a quando non gli ho suggerito di togliere una volta per tutte l’insegna della pizzeria, ormai chiusa da tempo, che è ancora affissa sul muro di casa sua.

giovedì 28 agosto 2014

Piazza Santo Spirito, Bilbao, Istambul

Questa volta esulo dal cazzone che è in me, mi evito accuratamente e uso il blog per raccontare quanto sta accadendo là dove sono nato. Storie d’Oltrarno. Storie d’Oltrelimmaginario. Nardella si deve svegliare, togliersi la fascia di Sindaco davanti agli occhi, o smettere di fare finta di niente e intervenire, perché ciò che ci racconta il quotidiano vivere della città è roba da non credere. O almeno pensavamo che non fosse così a queste latitudini. Peggio sta solo Napoli dopo l’uscita dalla Champion. Chissà perché poi pensavamo di essere immuni, specie dopo Prandelli. Come se fossimo in una sorta di zona franca e non in una semplice e più volte abusata ZTL. Sarà meglio risvegliarsi dai ricordi ormai troppo sbiaditi di quel Rinascimento Diladdarno che ha cominciato la sua discesa negli inferi da quando si è cominciato a rubare anche la paccottiglia, come si dimostrò essere la borsa falsa di Gucci della moglie del Colonnello, per arrivare oggi a quella che è la nostra Bilbao, e che sarà tra un po' anche la Istambul per i tifosi del Galatasaray. Tutto ciò è vergognoso al netto della propaganda di regime sulla lotta contro gli eccessi della movida. Eccessi che purtroppo non riguardano solo la movida e le esasperate vittime che sono costrette a subirla. I fatti. C’è un signore che si chiama Fabrizio Favilli, la sua qualifica ufficiale è quella di regista e titolare di Astrofilm, che dal 2009 occupa un appartamento di 250 metri che affaccia sulla piazza Santo Spirito, concessogli dall’allora giunta Domenici come set cinematografico per un film su Villa Triste e la morte di Bruno Fanciullacci. Contratto di 1000 € a forfait per i 3 mesi e mezzo previsti per girare le scene del film. Mentre nella piazza continuano gli eccessi della cosiddetta movida, tanto che si è stati costretti ad una certa ora a fare uso dei camion  della Quadrifoglio  che con gli idranti lavano la piazza per costringere le persone a togliere il bivacco. Naturalmente scortati dalle forze dell’ordine per evitare la reazione di chi non ama troppo gli idranti e la pulizia. Ma da domenica notte c’è qualcosa in più, se qualcosa in più era ancora possibile immaginarlo, oltre alle casse che sparano musica ad alto volume, alimentate dalle batterie delle auto custodite in zainetti posizionati strategicamente in più punti, tra i quali non poteva certo mancare il sagrato della chiesa, e dopo che le catene sono state spezzate per permettere l’uso della piazza anche a un più comodo parcheggio, è spuntato addirittura un chioschetto abusivo. Ma chi è l’improvvisato barista? E qui le storie si ricongiungono come per magia. Perché è nientepopodimeno che il regista Fabrizio Favilli, titolare di Astrofilm, noto alle cronache fiorentine per essere l’occupante dell’appartamento di 250 metri quadri che si trova all’interno di una palazzina che affaccia proprio sulla piazza. Nel 2009 infatti la giunta Domenici aveva concesso a Favilli lo stabile in questione come set,  per realizzarvi un film sui fatti di villa Triste, che nazisti e repubblichini di Mario Carità usarono come carcere e sede di torture. Proprio qui, Bruno Fanciullacci, l’assassino di Giovanni Gentile, rimase ucciso gettandosi da una finestra nel tentativo di fuggire da supplizi e interrogatori. Fra i finanziatori del progetto figuravano la Regione e l’Anpi, che puntava a far circolare il film nelle scuole e nelle università. Per tre mesi di riprese, come già detto,  ma è bene ribadirlo, il prezzo forfettario accordato al regista era di mille euro; ma da allora le riprese non sono mai finite. Nel 2011, l’allora vicesindaco, Stefania Saccardi, aveva ipotizzato che l’appartamento non venisse utilizzato solo come set ma anche come abitazione. Qualche anno dopo si arriva alla soluzione della restituzione dell’immobile previa conclusione delle riprese. Ma il Favilli non molla, nemmeno quando alcuni addetti del comune arrivano per riprendere possesso dell’immobile: all’interno dell’appartamento ci sono almeno cinque persone che impediscono lo sgombero, srotolando lo striscione “Lasciateci lavorare! Giù le mani da villa Triste!”. Fatto sta che la forza pubblica non è riuscita ad intervenire neanche quando Favilli ha aperto la mescita di birra abusiva in piazza, vendendola a tre euro per far concorrenza ai locali della zona. Così facendo viene inquinata anche la scrupolosa ambientazione del set, perché nel frattempo il vano scale dell’appartamento prestigioso che il Comune di Firenze ha concesso allo spillatore abusivo da ormai 5 anni, è diventato un magazzino dove si accatastano i fusti della birra alla spina. Ma forse anche i nazisti bevevano la birra. Quello che chiediamo a Nardella, se non proprio la restituzione dell’immobile, si pensi almeno alla restituzione della borsa falsa alla moglie del Colonnello


mercoledì 27 agosto 2014

Solo cose belle

A tre giorni dall’esordio in campionato voglio lasciare solo una scia di notizie positive, solo cose belle, una sorta di traccia benaugurante nel cielo del blog, da seguire per arrivare sani e salvi fino all’Olimpico senza inciampare in qualche altro trabocchetto della sfortuna. Diciamo intanto che Rossi non si deve operare e che Montella dovrà essere bravo a gestirlo per sfruttarlo al meglio in quelle che potrebbero essere le 25 partite che ha in canna. Poi Cuadrado resta, arriva il centrocampista forse due. Bernardeschi e Babacar rivelazioni del campionato. Pizarro recupera. La bomboletta spray dell’arbitro ci permetterà di tirare la prima punizione dell’era Montella con la barriera a distanza. Poi che dire, più in generale che mi ha telefonato il Bambi euforico perché è stato assolto nel processo che lo vedeva accusato di aver scavato un tunnel per rapinare la CRF di via de’Serragli. Questo quando ancora si bucava. Assolto grazie ad un condono edilizio. Un’altra buona notizia è che dopo la gara del Mondiale Italia-Uruguay, Thiago Motta ha finalmente raggiunto gli spogliatoi. Mentre per i giocatori di colore investiti dai cori razzisti durante le notturne, quando cioè tra il colore della pelle e il cielo scuro è più facile essere investiti, scatta l’obbligo di indossare sopra la maglia la pettorina catarifrangente utilizzata per le forature in autostrada. Note positive anche dalla redazione di Studio Aperto che si è accorta dell’errore e finalmente ha tolto la fotografia di Peter Gabriel dalla notizia della morte di Giorgio Faletti. Renzi sembra voglia introdurre l’obbligo per i partiti, di transazioni elettroniche per le tangenti. Un post questo di alleggerimento quindi, che ha la presunzione di gestire il risultato di arrivare sereni a Roma dando il calcio d’inizio alla sfortuna, e metaforicamente se possibile anche un calcio nel culo a Varriale e Tavecchio. Poi un’ultimissima che mi arriva dalla Bice in ferie alla Mazzanta, un’indiscrezione carpita dai vicini d’ombrellone che gli è arrivata grazie al forte vento di scirocco che tirava in quel momento. Una notizia che non solo farà vedere finalmente la luce in fondo al tunnel della ristorazione, ma che unisce in maniera perfetta le due anime di questo blog, perché nasce in Piazza della Calza il primo ristorante dove se non pubblichi la foto di quello che mangi, non paghi il conto. E a fine editoriale, per “solo cose belle” intendo naturalmente anche un buon caffè.

martedì 26 agosto 2014

L'indifferenziato

Dopo la supercazzola del referto medico sul ginocchio di Rossi, una certezza quindi che qualcosa non va davvero là nel buio dell’articolazione, così come nell’articolare la solita intervista dopo l’ennesima sconfitta in una partita che conta, anche se questa volta le parole di Prandelli che incendiano Istambul sono in turco: “Antani, come tradizione, Perdellasaray, manco fosse la supercazzola bitumata, con lo scappellamento a destra anche sul Bosforo”, e in attesa che su Cuadrado alla fine qualcosa comunque succeda, quel succedere a qualcosa tipico che in medicina significa venire dopo, il contrario cioè dell’eiaculazione precoce, premessa doverosa solo per sottolineare finalmente il primo outing tecnico di un giocatore di seria A. Joseph Ilicic ha infatti dichiarato sul suo profilo migliore: “sono un bidone solo per timidezza”. Lo sloveno ha la faccia del bravo ragazzo ma anche qualche sfumatura che ricorda Frankenstein, è arrivato nel mondo del calcio come tanti altri giovani prima di lui, lui però a differenza degli altri ci è rimasto illegalmente senza il permesso di soggiorno, mentre in molti sono oggi in fabbrica o peggio ancora in cassa integrazione. In lui c’è qualcosa di diverso da tutti i campioni in maglia Viola che lo circondano: si vergogna cioè a mostrare le sue qualità nude e crude, perché è timido davanti alle telecamere, non si spoglia delle sue paure, dondola, caracolla, mentre negli allenamenti a porte chiuse da il meglio di se tanto che la Fiorentina avrebbe chiesto di giocare sempre a porte chiuse. Rimane però  il problema delle telecamere, e allora registi e cameramen Rai, Sky e Mediaset, una volta riconosciuto il suo enorme talento per sentito dire, hanno deciso di andargli incontro e invece di rovesciarsi il solito secchio di acqua gelata in testa che riesce a tutti, lo agevoleranno in accordo con la Fiorentina: da quest’anno in tutte le azioni che lo vedranno protagonista verranno spente le telecamere, il
regista e tutti gli altri membri della troupe si allontaneranno dalle loro postazioni. Così facendo magari esploderà e noi continueremo a non vedere tutte le sue immense qualità, quel suo sinistro che per adesso rimane  solo il sinistro presagio di averlo preso nel culo. E mentre nessuno a Firenze è riuscito a vedere la sua classe, il suo sito web campione-indifferenziato.com sta spopolando, e su Google le ricerche che lo riguardano hanno persino superato quelle di chi cerca Facebook perché non sa scrivere da solo l’indirizzo completo. Joseph Ilicic, ora ventiseienne, è così diventato quest’anno il bidone più pagato al mondo, e già si prepara a fare l’ultimo salto di qualità. Sarà infatti ospite di una speciale edizione dell’Isola dei Famosi Bidoni, ma sempre a telecamere spente. Il suo agente sostiene che fuori dal campo però sia forte almeno quanto Dani Alves, e che indossano gli stessi sandali a dimostrazione che anche il suo alluce si prende sempre le sue belle responsabilità davanti a possibili impatti violenti. Mentre sul suo profilo Twitter, Liam Gallagher saluta Jovetic e si chiede “Chi cazzo è Mario Balotelli?”



lunedì 25 agosto 2014

Settimana difficile

Sarà una settimana da trascorrere aggrappati al traliccio della nostra alta tensione, il calcio mercato da una parte con la vicenda Cuadrado che potrebbe rilasciare una scarica mortale al nostro morale, oppure anche no perché potrebbe essere invece una scarica di sana adrenalina, con tutte quelle operazioni che andrebbero così a disincagliarsi. E’ poi la settimana che ci accompagna all’esordio in campionato, di solito già di per se la più carica di aspettative per aggiungerci anche tutte queste variabili. E' la settimana della speranza di recuperare Pizarro, ma anche e  soprattutto quella dove ci verrà comunicato l’ennesimo verdetto sulle condizioni del ginocchio di Giuseppe Rossi. Visto quanto sta accadendo in maniera così virale non vorremmo prenderci anche noi una bella secchiata d’acqua gelata. Se Freud fosse ancora in vita, attribuirebbe con ogni probabilità alle secchiate d'acqua il significato recondito del voler spegnere eventuali ardori sessuali. Freud aveva a che fare con gli isterici, altri considerano di avere a che fare oggi con dei pirla intenti  più che altro a mostrarsi e meno a fare della beneficenza. Per quanto mi riguarda anche un solo euro in più diverso dallo zero sarà comunque utile alla causa. Ma tornando a Pepito la speranza è che almeno questa volta ci possano essere solo notizie positive, anche se sono pessimista, a tal punto che sono un po’ di giorni che non ci dormo, avrei voluto avere qualche notizia positiva da darvi, qualche indiscrezione rassicurante, ma la Bice è alla Mazzanta e senza di lei che è l’unica in grado di fare qualcosa di meritorio senza per forza rovesciarsi un secchio d’acqua gelata in testa, non mi è rimasto che rigirarmi nel letto e prendere le gomitate della Rita. E dire che le ho provate tutte per non vivere questa settimana ad alta tensione, ho cercato risposte persino là dove non avrei mai pensato di rivolgermi. Anche ieri, come accade da qualche giorno, all’angolo tra via Sant’Agostino e via Maffia c’era una bella ragazza alla quale ho chiesto di leggermi la mano e quindi di darmi quelle risposte che mi sono state private dal contratto della Bice che prevede purtroppo anche le ferie. Lei non se l’è fatto ripetere, chissà da quanto tempo cercava un bischero, in un quartiere difficile dove è più facile essere mandati affanculo, così mi ha aperto la mano e solo quella, dopo capirete, l’ha guardata con attenzione e ha cominciato a mormorare: “… pane… pasta… latte… uova…. farina….”. Era sbigottita e non credeva a ciò che stava leggendo. Questo purtroppo mi succede ogni volta che esco per andare a fare la spesa e non  trovo un pezzo di carta. A quel punto visto che era  parecchio bona e che mi aveva guardato le linee della mano le ho chiesto se per altri 50€ fosse stata disposta a mostrarmi le sue di linee, mostrarmele me l’ha mostrate, senza però andare oltre, come se fosse una modella. Così appena se ne è andata anche io ho cominciato con la beneficenza.


domenica 24 agosto 2014

Quel calcio del Bambi sempre più androgeno

Il mistero su chi sarà il nuovo centrocampista si fa sempre più fitto, in alcuni posti più umidi ci sono tifosi che la mattina trovano persino la guazza sulla propria auto. Cuadrado se ne andrà o resterà ancora a regalare imprevedibilità al gioco della squadra e soprattutto ad un calcio italiano in evidente dismissione? Con quale modulo giocheremo, difesa a tre o a quattro? Vargas è veramente diventato imprescindibile, così tosto e capace di far male arrivando da dietro, oppure viene riciclato per mancanza di fondi? A questo proposito il Bambi sostiene che il peruviano è giocatore adattissimo alla crisi economica che strangola il calcio e il paese, tanto che la Fiorentina ricicla esattamente come fa lui che per la sua macchina, ormai con troppi anni e troppi chilometri, i pezzi di ricambio li va a prendere da un demolitore, l’unico tra l'altro dove ancora riesce a trovare qualcosa. Ma da un po’ di tempo, sempre per il problema che la sua macchina è troppo vecchia, anche lui ha qualche difficoltà a reperirgli i pezzi. E allora ha cominciato a rivolgersi altrove: gli ammortizzatori per esempio, glieli ha forniti un tombarolo di Tarquinia. Il Milan non si vergogna ad utilizzare giocatori fratturati, e il nostro campionato è diventato il magazzino dei pezzi di ricambio per i campionati più ricchi e che amano il vintage, adesso toccherà a Benatia andarsene, forse anche a Vidal. Per non parlare dell’evoluzione tattica che sta colpendo la nostra passione, peggio ancora di una bomba d’acqua, sempre di più difficile comprensione, con Bacconi come tutor della ASL, con variazioni di moduli continue all’interno della stessa partita, giocatori che cambiano fascia e maglia all’interno della stessa azione. Il Bambi che è un tifoso passionale ma alla vecchia maniera, grezzo come l’olio non filtrato, ha difficoltà a seguire lo svolgimento di una partita senza che gli entri il mal di testa, senza avere più i terzini come riferimento, ma soltanto insulsi esterni bassi, senza più ali ma indefinibili esterni alti, vive la sua passione ormai tra bassi e alti, solo ieri mi raccontava il disagio che gli procura più in generale un mondo che fa sempre più fatica a riconoscere, come gli succede sempre più spesso con i giocatori quando nelle partite di precampionato contro i dilettanti scendono in campo senza il nome sulle maglie, di più difficile lettura per adesso ha trovato solo il caso di un uomo che è morto durante l’operazione per cambiare sesso e diventare donna, non ha capito cioè se definirlo un omicidio oppure un femminicidio.

sabato 23 agosto 2014

Controvoglia

La Fiorentina gioca a Lucca con i bigodini in testa e una tremenda paura di stropicciarsi il vestito della festa già stirato per il debutto al Gran Galà del campionato. Fa indossare solo le pailettes a Cuadrado che tanto non ci sarà, riflessi di classe sulla partita che portano un po’ di scompiglio nella difesa della Lucchese propiziando il bel gol di Wolski. Ilicic che invece è a suo agio solo nei preparativi al match, quando cioè c’è da trastullarsi in camerino, gioca oltre che con i bigodini anche con le ciabatte, con il risultato di trascinare i piedi per non perderle. Nient’altro da segnalare se non forse che mi sarei aspettato qualcosina in più almeno da Bernardeschi, ma forse la colpa è solo mia che ho così tanta voglia di vederlo giocare. In una giornata dove le voci di mercato si rincorrono intervallandosi alle secchiate d’acqua gelata della beneficenza, la difesa Viola non è voluta essere da meno, rivelandosi molto generosa e facendo così acqua gelata da tutte le parti. Convince sempre di più Vargas che dimostra di essere uno dei pochi non attaccanti in rosa ad avere la confidenza giusta con il gol. Eccezionale il recupero del giocatore sul piano mentale. Mi ha colpito molto il prezzo di 50 € per il settore ospiti che la Roma ha reso noto ieri riguardo alla partita d’esordio, con il biglietto del pullman e la porchetta di Ariccia il tifoso Viola avrà bruciato in una volta sola tutti gli 80 € di Renzi, che saputo del furto perpetrato ai suoi danni ha proposto subito 80 € in più anche nelle paghette dei bambini. L’ultima amichevole dell’estate se ne è andata malinconicamente, è rimasta una settimana precisa precisa all’esordio in campionato e la squadra non sembra ancora essere stata completata, ma il mercato adesso è fatto così, è cambiato, i soldi non ci sono e probabilmente qualche botto scoppierà solo alla fine quando i listini diranno finalmente il vero. Fernando e  lo Strombouli  non sono isole abbandonate ma piste ancora attive che potranno eruttare fino alla fine, dietro sembra che a destra siamo a posto così anche se ieri ha funzionato meglio la catena di sinistra con Alonso e Cuadrado, mentre nella catena della solidarietà l’unico a fallire miseramente il bersaglio è stato naturalmente Marotta.



venerdì 22 agosto 2014

Il Terzo

E’ stata una giornata molto dura ieri, non solo per l’infortunio al soleo di Pizarro, ma anche per la visita di Conte al Centro Sportivo, sarebbe stato meglio almeno per una volta seguire la politica del M5S, e i convocati della Nazionale fargli scegliere dalla Rete. Intanto il calcio italiano perde pezzi, il ranking Uefa è quello che è, e la gente non potrà più fischiare nemmeno Balotelli. E poi c’è sempre il problema del mobbing nei confronti dei giocatori senza tatuaggi. Il campionato non è ancora iniziato e già si parla di protesta da parte dei giocatori che non vogliono farsi tatuare neanche la targa della Porsche per ritrovarla nel parcheggio della Coop, Pizarro se recupera,  per esempio, contro la Roma non si farà il segno della croce prima di entrare in campo. Di buono comunque c’è che senza più Balotelli anche il figlio di Galliani dovrà per forza rifarsi una vita fuori dallo stadio. E di buono nella giornata di ieri c’è stato soprattutto il cacciucchino, e il fatto che per la prima volta ho visto un ciclista fermarsi al rosso, da non credere, e poi scattato il verde procedere in fila indiana senza invadere tutta la carreggiata. Mi sono emozionato come quando è nato Tommaso. Sento anche sensazioni positive quindi, come se oggi arrivasse il centrocampista che ci manca, come se malgrado tutti i problemi che investono il nostro povero calcio italiano, questo sia l’anno buono, si , più buono ancora di quel cacciucco guarda caso mangiato da “11”, che potrebbe anche non essere più un piatto unico ma solo l’antipasto di un altro 11 vincente. Sono per il Terzo in generale, si,  anche per il terzo tempo, sono per il fair play, è vero l’ho sempre sostenuto, però e per una volta sarei disposto a tutto pur di vincere questo benedetto terzo scudetto, e l’idea mi è venuta leggendo la storia di un giovane tifoso che durante una tappa di montagna del Tour de France ha raccolto una borraccia e poi è tornato a piedi a Catania, si lo so che certe cose non si dovrebbero nemmeno pensare, ma anche a fare sempre le cose per bene poi non ci si toglie mai una cazzo di soddisfazione, e poi non sempre ad essere salutisti la si sfanga, basta vedere la povera Federica Pellegrini che tutti pensano sia sana come un pesce, mentre si scopre che è dipendente dal cloro. Se proprio non vogliamo usare borracce miracolose, potremo sempre cercare di vincere il giro d’Italia usando una bicicletta elettrica. Il Terzo, si. Pulito ed ecologico.

giovedì 21 agosto 2014

Veleno per topi


Quel vecchio marpione di un Lucescu pesca insofferenza in città con chilometri di palamito calato intorno al nostro scetticismo più tipico, tanto che alcuni gli saltano addirittura nella barca perché son furbi e vogliono evitare di abboccare, lui pastura comunque perché conosce bene il mestiere, sa il fatto suo, e dando di braccini di qua e Diladdarno, sono in molti a sposare entusiasti il suo amo, perché sotto l’esca malefica di uno sgombro, sotto un cielo sgombro di finocchi con il culo degli altri, spunta acuminata la verità su Fernando: 2 milioni di prestito oneroso, altri 15 per il riscatto obbligato con pagamento in due rate. E nel frattempo che Lucescu tirava su tonni obesi dai grandi banchi dove si prende il master in Guelfi e Ghibellini, abbiamo visto soffrire il Napoli, lasciandosi dietro le spalle una scia di polemiche velenose, niente a che vedere con il clima e lo spirito di squadra che si respira invece in casa Viola, lo si è visto chiaro scendere e salire da ogni aereo di questa estate piovosa di soddisfazioni. Un gruppo che è cresciuto molto specie dopo la gita a Varsavia, una squadra che al terzo anno di Montella potrebbe essere pronta davvero per il Terzo. Ma come dice la moglie di Insigne riferendosi ai fischi riservati al marito, alcuni tifosi viola non se lo meriterebbero. Si perché a Firenze qualcosa di terzo c’è già, ed è il terzo mondo del tifo, quello che tituba e scaracchia per terra culaccini di sigaro Toscano, che rivanga, che recrimina, un marchio di fabbrica della città specializzato nel rompere i coglioni, insomma, sono i braccini corti della passione, quelli che non si lasceranno andare e non faranno  mai squadra. Siamo fatti così da queste parti, c’è chi ci crede e chi no, io per esempio sono un prodotto del tifo specializzato unicamente nel credere, anche se oggi a Firenze i prodotti troppo specializzati hanno poco successo di vendita. Ed ecco quindi i detersivi che lavano molto bene, ma che in più deodorano e non rovinano i tessuti. Oppure i deodoranti che deodorano, ma che ammorbidiscono la pelle e profumano come la più costosa acqua di colonia francese. Mio zio Gigi che brontolava anche nel sonno, è riuscito a brevettare un formaggio morbido dal sapore buonissimo, con poco colesterolo e che, spalmato sulla pelle, è anche un ottimo abbronzante. Peccato che poi il prodotto sia stato ritirato dal mercato. Forse perché veniva pubblicizzato anche come efficacissimo veleno per topi. Si, c’è del veleno per topi in città. Noi invece siamo quelli innamorati del lampredotto, che non credono alle parole di Lucescu così piene di kebab, ma crediamo solo alla nostra passione schietta di Sangiovese, sarà perché siamo nati nel bello e il bello ci si è appiccicato dentro, e così appena possiamo andiamo a fare due curve al Piazzale, oppure apriamo la finestra e all’orizzonte vediamo la Cupola. La nostra passione è soda.


mercoledì 20 agosto 2014

La Quercia delle Checche Isteriche

Dopo aver saputo che Rossi ha un menisco screpolato, che Marin ha fatto tutti gli sforzi pro Fagorzi arrivando direttamente infortunato per mantenergli il lavoro, dopo che anche Lucescu parla di tipici arti superiori rattrappiti al di là del Colfiorito, e riferendosi a Fernando precisa che non è quel solito giocatore di Das che siamo abituati a prendere con due lire, ma soprattutto dopo essere tornati il santuario del tifo trasparente ed ecologico, liberato cioè dalle truppe dei Colonnelli mercenari senza scrupoli che oggi impoveriscono altri lidi con uranio giustappunto impoverito, ci sentiamo in dovere di lanciare l’allarme: notizia d’emergenza, agite con urgenza! La famosissima e splendida Quercia delle Checche Isteriche nel cuore Della Valdorcia, a pochi metri dal letto del fiume ancora disfatto, è in pericolo. Dopo la pontellizzazione, il simbolo della resistenza agli invasori marchigiani, sotto al quale la checca isterica si riposava prima di indossare parrucche e nasi finti, è lesionato come il ginocchio di Giuseppe Rossi. Risente del ridimensionamento, su di lui si è abbattuto il fair play finanziario della manutenzione. Un ramo mostrerebbe infatti una vistosa ferita, e dopo la risonanza magnetica ne sapremo di più. Il nostro grido di dolore è chiaro, non è un appello trasmesso cioè da blog occupati militarmente o da siti poco chiari come Violachannel, qualcuno intervenga”, perché la Quercia delle Checche Isteriche è uno dei simboli di questa tifoseria e del tipico paesaggio toscano fatto di burberi rincoglioniti e perché no anche di gobbi infiltrati. Ma è pur sempre un “monumento” della natura. Molto fotografato, peraltro, più ancora del figlio di Bruno Conti, ecologista convinto che appena ha saputo della liberazione della Riblogghita ci ha tenuto a mandarci un selfie per festeggiare le terre un tempo inquinate dall’oppressore malvagio. Un monumento fotografato sia dalla gente dei dintorni che dai turisti in transito, numerosi per la strada che “passando da sotto”, cioè dalla Valle dell’Orcia, porta da Pienza a Chianciano,  via la Foce. Mentre altri blog adesso si portano una bella  croce. Per farsi un’idea dell’importanza e dell’imponenza dell’albero basta dare un’occhiata alle dimensioni: al 4 ottobre 2013, la circonferenza del tronco misurava, a un metro e mezzo da terra,  4 metri e 90 centimetri, quasi come Galeazzi, con un ritmo di crescita costante di 2 centimetri all’anno (cosa che fa pensare che la Quercia abbia un’età di almeno 245 anni). La chioma misura, nella direzione parallela all’adiacente strada provinciale, 38 metri; nel senso invece, perpendicolare alla stessa strada, ne misura 33, e ricorda molto Fellaini. Differenza dovuta al taglio di alcuni rami che avrebbero impedito la circolazione stradale. Da quando sono arrivati i Della Valle non dico che sia diventato un faggio, ma i segni dell’autofinanziamento lasciano ferite profonde, anche gli addetti alla manutenzione vengono presi direttamente infortunati dall’Inail per pagarli meno. Ricordiamo che la definizione di “Quercia delle Checche Isteriche” deriva da un uccello che nidifica tra i suoi rami: il Gufo Gobbo che in dialetto è detto anche Checca o Checca Isterica. La sua ombra appare come un rifugio ancestrale, un punto di riferimento e di sosta per i viandanti e pure per gli eserciti che sono sfilati lì davanti, dai soldati napoleonici agli americani e ai franco-marocchini di De Gaulle nella seconda Guerra mondiale, fino ai Colonnelli senza scrupoli dei giorni d'oggi e alle vedove prandelliane che proprio sotto le sue fronde ombrose hanno cominciato la battaglia per liberare Firenze da chi ha invece braccini corti come bonsai. Quella ferita che si è aperta su uno dei suoi grossi rami,  ci fa adesso lanciare grida d’allarme, così nascono nuovi nick pregni d’insulti per i cattivi custodi di questa passione comune che risparmiano anche sul ramato. Il Comune di Pienza invece di pensare solo al pecorino, visto che tra l’altro è amministrato da una maggioranza civica a forti tinte ecologiste faccia il possibile per salvare quel ramo e soprattutto la quercia.  Tolga la manutenzione ai marchigiani che l’hanno presa apposta per abbattere quello che è un simbolo proprio contro la loro politica sparagnina. Le checche isteriche ringrazieranno, più che per una sconfitta della Fiorentina a Roma o un nuovo infortunio a Pepito Rossi.



martedì 19 agosto 2014

A picco

“Violachannel live è visibile solo su Commodore 64”, finalmente è stato tradotto il seguito della scritta bianco su bianco che annunciava “l’evento non è ancora iniziato”, si anche all’ottantesimo, e così malgrado la tripletta celata dalla cortina di ferro tecnologica, mi è presa la stessa tristezza che avevo provato solo in Bulgaria nell’82, anno tra l’altro della commercializzazione del primo Commodore 64. Magari comprare una frequenza sul digitale terrestre potrebbe essere un’idea, così, tanto per fare quello che si definisce una canale ufficiale, senza affidarsi all’improvvisazione, qualcosa cioè d’improbabile e poco affidabile come il solito Ilicic che solo davanti al portiere riesce a sbagliare ancora. Insomma, un primo tempo che la Fiorentina chiude sul 4 a zero mentre Violachannel risente ancora dell’umido di una stagione effettivamente molto piovosa. Più facile raccogliere un porcino che qualche immagine. Poi al 40°, dopo gli sforzi sovrumani di tecnici evidentemente qualificati, appaiono sagome tipo Space Invaders, molto, molto meno mobili però, e questa volta non mi riferisco a Ilicic, forse una fungaia ha definitivamente colonizzato Violachannel, e la natura selvaggia, si sa, quando si impossessa dei resti della civiltà, la inghiotte, qualche macchia di colore qua e là per un attimo mi ha fatto pensare ad una colonia di gorgonie. C’è da dire per onestà che si vedeva meglio quando non si vedeva, e allora a quel punto non aveva più senso nemmeno lamentarsi. Alla fine dei primi 45 minuti campeggiava ancora la scritta che l’evento non era ancora iniziato, e che si sarebbe potuto vedere solo su Commodore 64 dell’82, anno nel quale Teleregione già trasmetteva le partite della Fiorentina con una qualità migliore di quella che ci offre oggi il sito ufficiale della società. Una vergogna, si può dire? Si, bisogna dirlo anche se con Violachannel magari ci scappa un risotto con i funghi mentre Teleregione invece se lo sognava. Poi in verità sparisce anche la Fiorentina, tra Belek, Jakovenko e Octavio, oltre alla notizia in home page che faceva riferimento alla trasmissione della partita, e così fatte sparire le prove, Violachennel ha cominciato a fischiettare facendo finta di niente, non solo quindi non ci sono state le scuse, si è cercato di far passare per grulli tutti quelli che in effetti un po’ grulli lo sono davvero, e se non fosse stato per il cattivo odore avrei pensato di aver pestato una merda, e perché no, allora mi sono guardato anche sotto le scarpe per sicurezza, no, era solo la loro figura. Poi anche Bangu e Lezzerini e il rigore su Jakovenko con Joaquin che porta il punteggio sul 5 a  0 al 75°. E ancora Petriccione e Gigli, che non lo sapevo ma è il proprietario di un centro commerciale. La notizia però che più ci colpisce è il risentimento meniscale al ginocchio destro di Pepito che dovrà essere  valutato meglio nei prossimi giorni, risentimento che fa più male di quello per Violachannel. Non c’è stata rottura e il problema sarebbe di poco conto se non si trattasse ancora una volta del ginocchio destro, così la decisione se operare o meno verrà presa dopo aver verificato con estrema attenzione la reazione dell’arto alle cure. Speriamo che Pepito non debba rientrare nel tunnel che fa purtroppo rima con Vilachannel. Un sinistro presagio, anche se il ginocchio è quello destro. Intanto il nostro umore è precipitato a picco.


lunedì 18 agosto 2014

Poesia per matti

Girano molte bufale e sindromi d’estate, soltanto sabato sera a Varsavia un appesantito tifoso travestito da Cristiano Ronaldo entra in campo e va a difendere su un calcio d’angolo, e qui la truffa per fortuna viene sventata perché l’imbolsito impostore si pettina solo 2 volte in 30 secondi. Insomma, se nasci Cuadrado non diventi Toldo, se sei centravanti boa come Gomez non potrai mai sgusciare fuori dall’area come un centravanti biscia. Il boa sta lì, staziona, non a caso quando hanno inventato il segnalatore galleggiante arancione hanno pensato di chiamarlo come il centravanti boa. Non sempre però il truffatore commette errori così marchiani, per non dire marchigiani, perché se la bugia ha le gambe corte, l'errore marchigiano ha invece i braccini corti, e poi d’estate c’è il problema atavico per non dire Triassico Superiore, della mancanza di uno schedario delle scadenze aggiornato che getta nel panico le persone più anziane, gli psicologi la chiamano sindrome del dinosauro, la paura cioè che ti scada una bolletta e quindi arrivi l’Ufficiale Giudiziario a portarti via prima Ljajic e poi Babacar. E per evitare questo pericolo c’è gente che pretende di fare il versamento addirittura tre anni prima della scadenza. Un problema non di poco conto perché innesca tutta una serie di problematiche che vanno dal calcolo presunto dell’importo da parte dell’ente erogante, a tutta una serie di meccanismi psicologici da parte del contribuente ansioso, che sfociano poi nel rimpianto del coccodrillo, il fatidico momento nel quale viene ritrovata la bolletta non ancora scaduta in fondo al cassetto della credenza, che scatena il contraccolpo psicologico di chi prende atto di aver anticipato una certa cifra abbondantemente prima dei tempi dovuti. A volte purtroppo la sindrome degenera, e allora per paura che scada lo yogurt si tende a mangiarlo prima ancora di averlo acquistato, ho sempre avuto un debole per chi soffre anche solo per il bollo auto. Solo ieri mattina ho visto i matti scendere dal pulmino bianco accompagnati come bambini in gita, una donna con uno strano cappellino e un signore con il riporto pettinato. Quei visi s’illuminano per un niente, presi per mano hanno lo sguardo dei figli, puntano il dito su tutto, anche sul tagliandino del parcheggio scaduto sopra cruscotti fermi come centravanti boa, il sole d’agosto che scende su donne senza trucco e senza inganno, risate acute come l’odore dello yogurt andato a male. Li ho salutati come si salutano i bambini, facevano ciao con la mano, mani che vedo dietro di me salire nel cielo come quaglie, qualcuno mi ha fatto le corna, la signora con lo strano cappellino d’iguane mi ha mostrato il dito medio. Anche un matto può scadere nella volgarità.





domenica 17 agosto 2014

Galattica

Non è tanto la vittoria che comunque fa sempre piacere, figuriamoci poi contro il Real Madrid, ma è per come la squadra ha tenuto testa ad un avversario così prestigioso, andando molto più vicina al terzo gol, dalla traversa di Aquilani al miracolo di Navas su Vargas, per finire al sinistro sciagurato di Ilicic, che non gli spagnoli al pareggio, solo una volta con Di Maria lanciato dallo stesso sciagurato Ilicic. E tutta questa grazia di Dio regalando ai campioni d’Europa Giuseppe Rossi e Cuadrado. Non è tanto la conferma dei punti di forza che comunque sono sempre un bel vedere, quando per conferme intendo per esempio la capacità di gonfiare la rete di Gomez, ma sono stati Babacar e Alonso quelli che hanno meravigliato di più, la mobilità della punta e la personalità dello spagnolo sono la nota migliore della partita. Valida alternativa in avanti, quindi, con il ragazzo di colore capace di fare reparto e sportellate, e probabilmente gerarchie sovvertite con Alonso che potrebbe aver scalzato un Pasqual non a caso forse relegato in panchina, Alonso che a prescindere dal gol ha disputato una gara davvero convincente. Bene anche Piccini appena entrato senza nessun timore reverenziale, si, è arrivata l'ora di dare fiducia a questi ragazzi perché se la sono meritata, hanno dimostrato in tutto il precampionato di avere le carte in regola per far parte di quella che al suo terzo anno sembra essere proprio la più bella fiorentina di Montella. Bravo anche lui ieri che non scordiamocelo rimane un valore aggiunto. Al netto dai Basanta e dai Marin, dai Fernando e da chi altro ancora vorrà venire a divertirsi con noi. Unica nota stonata della serata l’invasione dell’imbolsito Guetta con la maglia di Cristiano Ronaldo. Per il resto c’è uno scudetto senza padroni annunciati, Della Valle potrebbe trarre ispirazione da una serata come quella di ieri e trovare dentro di se rigurgiti d’ambizione, visto che conti alla mano abbiamo il miglior centravanti del campionato, la miglior coppia d'attacco con Giuseppe Rossi, abbiamo ritrovato come per incanto i terzini, Vargas dove lo metti è un miracolato che sembra non voler finire più di stupire. Ci manca un mediano importante, magari dopo lo squisito Pata Negra mangiato proprio alla faccia dei madrilisti, Della Valle toglie Cuadrado dal mercato e acquista il meglio frangiflutti che potrebbe essere proprio Jamon Iberico de Bellota, e se è vero che ci sono troppi stranieri in squadra, ancora per una volta bisogna lasciare stare il campanilismo fine a se stesso, perché dinanzi a un giocatore così non ci sono paragoni con i vari mediani di Parma, San Daniele, Culatello di Zibello (che non è perché gay), o anche un mediano toscanaccio di Poggibonsi. Sarà stata la lunga stagionatura, le ghiande, il grasso color corallo che si scioglie letteralmente in bocca, ma la vittoria contro il Real è stata un’incomparabile esperienza gusto-olfattiva, tanto che il cielo sopra Varsavia mi è sembrato Terzo.


sabato 16 agosto 2014

Il muro del rimpianto

Una volta se un giocatore era scarso tecnicamente lo si metteva davanti a un muro e giù a calciare per ore con la speranza che migliorasse, a conferma di un metodo grezzo ma abbastanza efficace, si è avuta riprova a Berlino dopo la riunificazione, quando cioè i giocatori mezzi e mezzi si son visti crollare soprattutto la speranza di migliorare certe sensibilità. E’ anche vero che là dove non è avvenuta nessuna riunificazione non sempre si notavano miglioramenti significativi, il muro del pianto insomma, e allora si diceva che il muro non sempre poteva fare miracoli. L’idea per una nuova metodologia decisamente risolutiva mi è venuta leggendo l’incredibile storia di Roger Frisch, un musicista professionista dell’orchestra del Minnesota che ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico per risolvere un problema neurologico che gli causava continui tremori alla mano, debilitanti quindi per il suo lavoro. Nel 2010, mentre si sottoponeva a un'operazione a cervello aperto in anestesia locale, ha suonato il violino proprio come Gilardino. Il cervello è privo di recettori del dolore, e così  mentre Frisch suonava il violino i medici hanno potuto individuare il punto giusto da stimolare con particolari elettrodi. L'intervento è perfettamente riuscito e Frisch è tornato ad esibirsi un mese dopo. E allora perché non applicare anche al calcio questo metodo di elettrostimolazione cerebrale, e una volta individuato un calciatore che ce l’abbia un cervello, si potrebbe andare a correggerne i difetti. Per abbattere il muro del rimpianto, molto egoisticamente ho pensato a Jakovenko e al rimpianto per l’investimento della Fiorentina, in modo da operarlo mentre tira in porta, e con l’uso massiccio degli elettrodi vedere di dargli un verso, per far si che possa mettere in mostra finalmente qualche qualità, o anche solo per fargli prendere almeno una volta la porta in tutta la carriera. Per quanto riguarda la moglie, invece, l’idea sarebbe quella di una stimolazione di tipo diversa.




venerdì 15 agosto 2014

Congetture di Ferragosto

Ci sono un po’ di mancate convocazioni sospette nella lista di Montella per la partita di domani a Varsavia, e questo sarebbe l’argomento, ma oggi è Ferrogosto “Amici miei”, e vorrei passarlo con voi in una sorta di terapia di gruppo confessandovi un sospetto atroce che mi tengo dentro fin da quando ero bambino, e che ritengo abbia la stessa importanza di quello vostro sul mancato impiego di Cuadrado contro il Real Madrid. Sono dannatamente convinto cioè che Mario Monicelli abbia spiato per un certo periodo le abitudini della mia famiglia e ne abbia tratto ispirazione a mie spese, specie quando frequentavamo la stazione di Santa Maria Novella, perché quando ero piccolo ne combinavo di tutti i colori e così la mi’ mamma era costretta ad intervenire cercando di raddrizzarmi a forza di scapaccioni. Anche la mi’ poera nonna a volte cercava di correggermi prendendomi a scapaccioni. La mi’ sorella maggiore poi non se ne parla, visto che sentiva molto la responsabilità della mia educazione, e se vedeva che sbagliavo mi prendeva a scapaccioni. Per non parlare dei miei zii e dei miei cugini più grandi, che vigilavano sapendo com’ero tremendo, e se facevo qualche bischerata delle mia intervenivano pure loro con qualche sonoro scapaccione. Fu in quel periodo che la mi’ mamma, una donna dalle mani secche e dure, decise di portarmi dal dottore per farmi fare un mare d’esami, impressionata com'era dai miei continui e misteriosi mal di testa. E così ricordandomi delle sue congetture anche io ho pensato molto ai motivi che avrebbero indotto Montella alla mancata convocazione di Cuadrado, però mi è entrato subito un gran mal di testa e così ho smesso di fare congetture, e già che c’ero ho smesso anche di guardare certi culi prima che la Rita mi mollasse un altro scapaccione.

giovedì 14 agosto 2014

Giovani dentro



Il tema di oggi investe il calcio come un’iniezione di acido ialuronico, nessuna bomba d'acqua che ringiovanisce, non mi riferisco cioè all’elezione di Tavecchio malgrado quel nome ne tradirebbe un dannato bisogno, mi riferisco invece alla nuova riforma dell’età che da questa stagione non sarà più un parametro oggettivo. No, l’età dei giocatori sarà solo quella che dimostrano, una riforma storica e necessaria ancora più della moviola in campo, perché essendo retroattiva cambierà per sempre i tabellini della stessa storia del calcio, un esempio? Il baffuto Bergomi del mondiale ‘82 avrà una nuova età stimata in 35 anni. L’introduzione di questa nuova norma sanerà finalmente la problematica dei giocatori africani spesso privi di certezze anagrafiche. Joseph Minala passa così dalla Primavera della Lazio direttamente alle vecchie Glorie, in un 4 3 1 2 sperimentale con D’Amico subito alle sue spalle. L’età nel calcio diventa un parametro soggettivo, come l’uso delle bombolette in dotazione agli arbitri per arginare l’erosione della distanza dalla barriera corallina, chi vorrà potrà usare la bomboletta anche per farsi la barba. Oppure aggiungere un tocco goloso al caffè tra il primo e il secondo tempo. Qualcuno ha avanzato delle riserve sostenendo che se l’età dei calciatori è soggettiva, anche la percezione dell’età dei calciatori potrà essere soggettiva. Mi spiego meglio, per me Cerci ha la stessa età di Khedira mentre c’è chi sostiene che uno è giovane e l’altro è vecchio, voglio dire che quello che percepisco io non è lo stesso che percepisce chi deve percepire in maniera diversa altrimenti frana il castello delle proprie elucubrazioni. Ambrosini per esempio non rientrando per un niente in questa nuova riforma dell'età soggettiva non ha potuto usufruire dei benefici e gli è toccato smettere di giocare. Aumentano le responsabilità un tempo delegate ad un asettico foglio di carta, non più quindi fredde carte d’identità dietro alle quali ci si nascondeva dalle responsabilità di valutazione, chi dovrà stimare l’età di un giocatore avrà un ruolo di grande importanza, e per farlo dovrà superare esami severi come il test per il riconoscimento dell’età di un elefante e di una quercia senza segarli in due per contare i cerchi. Dovrà riuscire a capire sorseggiando il brodo se la gallina era vecchia. Dovrà cambiare la strada vecchia per quella nuova senza ritrovarsi con i parametri a zero della Roma diversi da quelli della Fiorentina, perché si sa che tutte le strade portano ai parametri a zero della Roma, non potrà quindi rischiare di percepire Ilicic e Cuadrado come conterranei ma bensì come coetanei. Insomma il giurato dell’età dovrà avere spirito di osservazione acuto e giudicare l’età del giocatore facendo una stima veloce legata ai suoi ricordi d’infanzia, senza però che gli stessi vadano ad influire sui pensieri antropomorfi dell’universo trascendente. Il primo che ci ha guadagnato è stato proprio il presidente della FIGC che cavalcando l’onda della soggettività si farà chiamare Tagiovane, mentre tra i cori di discriminazione anagrafica razziale saranno inseriti tutti i riferimenti specifici all’età, oggi non sarebbe più possibile  un coro  dedicato al giovane Malusci senza rischiare la chiusura del settore di provenienza. Vietata quindi la distrazione, non sarà più possibile scrivere cose in maniera superficiale dando di vecchio a un giovane e viceversa, perché fare delle valutazioni con la testa tra le nuvole rischierà di stravolgere il senso della realtà di un campionato già in difficoltà di suo, ho paura insomma che qualcuno possa leggere sovrappensiero un titolo di giornale, magari pensando a Ljajic, scambiando l’organizzazione di gioco della Fiorentina per una più vasta organizzazione di narcotrafficanti, così da paragonare Firenze al cartello di Medellin. Un titolo che se letto pensando ad altro potrebbe addirittura cambiare la storia dei modi di dire, e considerare giovani dentro solo quelli all’interno di Sollicciano.


mercoledì 13 agosto 2014

I transumanti

Nella settimana di Ferragosto saluto volentieri i nuovi villeggianti, i fedelissimi, ma anche i transumanti che fanno spola con la spiaggia libera di cambiare nick. E già che ci siamo rimpiangiamo, perché no, anche i bei tempi del fedele delfino che ci contava le bottiglie di gazzosa, poi la crisi, e purtroppo è arrivata la cassa integrazione delle gazzose che ce l’ha portato via insieme alle mezze stagioni. E’ rimasto un vuoto a perdere. Grazie però ai nuovi arrivi, che compensano, e allora è tempo di festeggiare con il Negroni vero, quello cioè fatto con il gin e non con il prosecco, aspettando quel Khedirà la partita di Varsavia contro il Real Madrid. E’ stata una stagione piovosa, che ha messo in crisi anche la stagionalità del nick, non solo gli albergatori, con l'aggravante del fenomeno delle bombe d’acqua che ha fatto tracimare la rabbia del Pulizia delle strade che ci ha sbattuto la porta in faccia minacciando ritorsioni se non avessimo spostato la macchina. Poi ci sono i nuovi transumanti come il Bel calcio che tutte le mattine si offrono volontari per aprire gli ombrelloni. Gente attrezzata non improvvisati dell'ultima ora e nick, perché almeno lui lo fa con maschera e boccaglio vivendo l’apnea del precariato, pronto a mettere le pinne quando c’è da immergersi velocemente dentro a un altro nick. Anche se rimane irrisolta la sua personalità visto che non è ancora riuscito a superare il proprio IO troppo egocentrico e non certo supportato dalla maschera da sub, con quel cazzo di vetro trasparente dal quale si vede impietosa tutta la fatica sul volto di chi cerca di nascondere il proprio IO dietro a superfici dannatamente trasparenti. Il nostro consiglio è quello di usare una maschera da sub a specchio, che oltretutto in spiaggia fa anche tanto figo. Perché mentre noi ci crogioliamo nella nostra stabilità, i transumanti soffrono invece di una condizione di itineranti che li mina dentro, pensano di non essere graditi come Corto Viola, forse perché non portano contributi altrettanto validi, ma si sbagliano, si sottovalutano sott’acqua, perché io li considero adorabili come la gentile vecchietta che abita nel mio stesso pianerottolo, anche loro probabilmente tutti soli come lei. Mi suonano alla porta, così come lei, anche se chiede in prestito una tazzina di zucchero o qualche grammo di caffè. E allora io glieli do volentieri, perché capisco che non lo fa per bisogno, ma come loro solo per parlare con qualcuno. Oggi le ho fatto scaricare davanti al portone 2 quintali di zucchero e 50 chili di caffè. Così per un bel po’ non mi rompe più le palle. Ci vorrebbe più equilibrio nei propri pianerottoli, magari chi rimane sposato con lo stesso nick per tutta la vita potrà apparire come uno che cerca solo certezze nella stabilità di coppia, a scapito del brivido dell’avventura di una notte, ma anche quello che cambia tutti i giorni nick, per colpa di certi pregiudizi bigotti alla fine passerà solo per una puttana del web. Prendiamo come esempio la passera, rasata non va bene per gli amanti del classico senza tempo, ma neanche abbandonata al suo destino. Perché il troppo è come il poco. Anche se sono convinto che Foco si prenderebbe la briga di farci della manutenzione.



martedì 12 agosto 2014

La vitamina Q


È notte, e dalla finestra semiaperta di un tifoso Viola insoddisfatto escono bagliori di streaming, pensieri negativi e troppo ravvicinati, un po’ come le partite della sua Fiorentina che diventano insopportabili quando sono solo vittorie, odore ascellare e zanzare in fuga. E’ nervoso, Cuadrado se ne va, l’avversario è di serie B come Brillante che sembra buono davvero, mannaggia, Marin è rotto e poi fa Mark di nome, un’ insopportabile assonanza con Mork che lascia strada alla tristezza per la morte di Robin Williams. Un pezzo della sua generazione che se ne va, e tutta la sua rabbia si manifesta in una sola parola riportata sull’elastico delle sue mutande come se fosse stato un presentimento: Callisto. È notte, la finestra è semiaperta. L’occhio scorre tremante tra le 646 finestre. La prima è Groupon, ma non si fida del tutto. Peccato, perché il pacchetto di 2 giorni sulla via Francigena, con “notte sotto le stelle” in un giardino pubblico e “cena inclusa a 69.90 euro non ha niente a che fare con la dismissione dei Della Valle. La seconda finestra è Groupalia., 99 euro per l’intera tournée della Fiorentina contro le 3 spagnole, esclusi ci sono soltanto il viaggio, il vitto, l’alloggio e i biglietti d’ingresso allo stadio. Peccato che non ha mai imparato a usare Paypal, un’occasione persa. Dalla finestra n.3 alla 580 sono siti di calciomercato, compagnie aeree e il blog di Lud. Nella testa del tifoso Viola insoddisfatto girano nomi di città da visitare e giocatori da acquistare per la sua Fiorentina, fino a quando non appare Lugano e allora gli entra un terribile mal di testa. E’ tutto troppo costoso, le mete e gli acquisti, scegliere la montagna o il Marin? Città europee o giocatori nostrani? Tutto dipende dal prezzo. Legge guide, consulta transfermarkt, sfoglia tutti i sottocosto online, sa anche che da Unieuro fino al 13 agosto potrà togliersi delle belle soddisfazioni. Intanto si fa una selfie con una paella disidratata di Arnaboldi pronta in pochi minuti. La finestra 581 è quella di Facebook dove osserva attentamente il profilo di Brovarone e quello della sua fidanzatina della seconda superiore oggi felicemente sposata, i baci, i sorrisi e i figli di lei non lo mettono di buonumore, allora osserva i chili di cosce taggati sulle spiagge di mezzo mondo, fino a quando, mai abbastanza contento, il tifoso Viola insoddisfatto si ritirerà sul proprio trono Fabbricatore in lattice, un materiale che in qualche modo lo ripaga dalla mancanza di preservativi nella sua vita. Sono lontani i ricordi di quando a ferragosto mangiava senza ingrassare le pappardelle della mamma e sognava grazie ai Pontello, sperando nel terzo gelato della giornata, prima ancora che nel terzo scudetto. Si rigira nel letto e si rialza, scorrono ancora gli highlights di Betis-Fiorentina insieme all’ennesimo negroni sbagliato, rivedere Cuadrado in campo lo ferisce più di quando va a raccogliere le more, l’ennesima cessione dei Della Valle lo mortifica. Menomale che c’è sempre il crollo in borsa della Tod’s a rilanciare un’estate troppo piovosa. Neanche il gol di Babacar lo può consolare. Le vittorie estive non lo esaltano, preferirebbe delle sane sconfitte che sono sempre foriere di nuovi nick e sfoghi. E’ finito anche il Polase nella sua estate di poche gioie e tante vittorie, rimane solo la vitamina C da integrare nella sua dieta povera di soddisfazioni, se non fosse che quella maledetta C ricorda troppo il colombiano in partenza. Poi il tifoso insoddisfatto spreme dalla sua mente la soluzione a tutti i mali e alla mancanze di arance. No, quest’anno non sono le parrucche e i nasi finti. Quadrado si scrive con la Q.


lunedì 11 agosto 2014

La notte delle coppe cadenti



Nella notte delle stelle cadenti sono cadenti anche i trofei dalle mani di Savic, cadenti come le palle a veder ciondolare Ilicic, 9 milioni di sciame meteorico su Malaga. Il rombo? Meglio quello con le patate. Di sicuro dopo questa partita c’è solo che la coppa sulla Ryanair non salirebbe a bordo. Peccato che la partita sia stata funestata dall’uno-due Rossi-Rodriguez, così che i rimanenti 70 minuti sono stati utilizzati dalla squadra per arrivare prima a Siviglia dove giocherà stasera. Jat-lag e sciame meteorico delle Perseidi non hanno disturbato però la tranquillità sotto porta di Giuseppe Rossi che dichiara l’uno a zero in buca d’angolo mentre mette il gessetto colorato sul sinistro. Si parte la mattina si gioca la sera si riparte e si rigioca, con Ilicic appunto spaesato tra le linee aeree, ma l’uno-due rallenta solo la Fiorentina e non Ilicic che è già molto lento di suo. Cuadrado in tribuna aspettando il Barca, centrocampo titolare, Savic e Gonzalo centrali, Alonso sulla sinistra e Roncaglia sulla destra. Dei due convince di più l’argentino mentre il ferrarista ha piedi di cartongesso, là davanti Rossi lavora di precisione, mentre per la precisione Gomez cerca ancora la condizione. Joaquin raccoglie applausi e poi c’è l’esordio del giovane Mancini. Aspettando Marin ci trasferiamo a Siviglia con la preghiera che i trofei siano più piccoli o consegnati da mani esperte, come minimo quelle di un ingegnere del genio civile, e poi un appunto doveroso sulla trasferta di oggi che è lunedì e i barbieri sono chiusi. Ed essendo a Siviglia non è un particolare di poco conto.

domenica 10 agosto 2014

Cuadrado non serve



Se va via Cuadrado e viene Khedira potrebbe essere ininfluente ai fini del risultato, del gioco, e anche della nostra passione, perché esistono partite inesistenti dove non occorre la qualità dei protagonisti, partite capaci però di generare un imponente flusso di scommesse online. Il calcio giocato potrebbe diventare l’ultimo elemento in ordine di importanza nel Far West del pallone globale. I fatti ci dimostrano che il calcio  può fare a meno di se stesso, più crudemente ancora, il calcio può fare a meno della partita di calcio. Lunedì 4 agosto viene segnalato uno strano flusso di scommesse sulla partita amichevole tra il Freamunde, club della Segunda Liga portoghese, e il Ponferradina, club che milita in Liga Adelante. Una valanga di puntate sul punteggio finale di 1-2, e soprattutto sul parziale di 0-2 all’intervallo. Esattamente quelli che vengono ufficializzati come esiti della gara a fine primo tempo e a fine gara. Peccato però che l’amichevole tra Freamunde e Ponferradina non è stata mai giocata. È stata solo un evento virtuale, perché nella realtà non era nemmeno chiaro in quale impianto dovesse disputarsi. Negli annunci online si parla genericamente di “campo neutro”. Talmente neutro da non esistere. Se uno si prende la briga di cercare notizie della gara sul web, ne troverà in abbondanza, alcune pagine sono state rimosse, mentre altre continuano a riportare il “risultato finale” con tanto di parziale all’intervallo. Quanto alle società coinvolte, arrivano le smentite. I dirigenti del Ponferradina mandano a dire di non saperne nulla, e che la loro squadra non si è mai messa in viaggio per andare a disputare questa amichevole in Portogallo, gli altri comunicano che quel giorno i giocatori erano di riposo. Per conoscere la posizione ufficiale del club sulla vicenda rimane la pagina Facebook, nella quale un post datato 6 agosto ospita un comunicato ufficiale dove il club smentisce la disputa della partita e minaccia azioni legali per diffamazione. Tutto come da copione. Comunque sia, in Spagna si attiva la LFP. Che attraverso il suo Departamento di Integridad guidato da Manuel Quintanar si muove dopo una denuncia di Federbet. Il Departamento de Integridad scopre pure che stavano per essere architettate altre due false amichevoli fra le squadre spagnole del Lugo e del Sabadell. Sventate, almeno queste. Dunque, la vicenda svela che nel mondo del calcio marcio siamo oltre il match fixing. Perché adesso possono essere truccate non già le partite, ma addirittura le scommesse convogliandole su eventi inesistenti. E chissà quanti casi come questi succedono in giro per il mondo. Dopo la pontellizzazione, gli antidellavalliani hanno trovato un nuovo sbocco ai propri sospetti: “Della Valle vende Cuadrado perché i giocatori ormai non servono più”.  Senza più calcio giocato io me ne torno tra le lenzuola. Si, potete scommetterci.

Fonte: Pippo Russo

sabato 9 agosto 2014

Aperimessa

Dico la mia molto velocemente, Cuadrado e il suo procuratore non sono riusciti a portare un’offerta ritenuta congrua dalla società, che allo stesso tempo non è in grado di pareggiare l’ingaggio offerto al giocatore che invece ritiene molto più congruo di quello che percepisce attualmente. La strategia è stata quella di destabilizzarlo, ma la Fiorentina è forte del contratto che scade nel 2017 e pur offrendogli un adeguamento non si muove dalla valutazione che ha dato al colombiano. C’è scetticismo che il giocatore rimanga? Se non portano quello ritenuto congruo rimane, volente o nolente. Purtroppo in questo momento siamo nella terra di nessuno, dove per nessuno intendo il giornalismo di casa nostra, e anche se la società ha già pronti piano A e B, il problema sarà sopportare ancora 7/10 giorni di frasi fatte, di parole anfratte, scritte di fretta da chi è alla frutta, parole dal peso specifico dell’aria fritta. Penso di non poterlo sopportare, non posso resistere un minuto di più, pensavo di aver chiuso con “Cuadrado scuro in volto” e speravo che ADV mettesse la parola fine. Sento che sto dando di matto, ho come una tempesta dentro, ho bisogno di scaricare anch'io la mia bomba d'acqua di luoghi comuni e frasi fatte sulla vicenda usando il triplo concentrato di frasi ad altissima diffusione mediatica, da buttare in padella senza neanche scongelare, buone per rompere il ghiaccio se viene a cena un ospite senza preavviso e ti chiede se il colombiano alla fine rimane. Anzi lo devo fare per ritorsione. Il contesto globale. In quest’ottica. Si assumano le loro responsabilità. A trecentosessanta gradi. Va focalizzato. La piccola e media impresa. È nel nostro Dna. È calato nei sondaggi. Al minimo storico. Su base annua. Fuori dal tunnel. La locomotiva tira. Giovani e meno giovani. Lo Stato è presente. Si sono chiamati fuori. Un vera chicca. Si sta ancora scavando in cerca di altre vittime. Le sinergie presenti sul territorio. Nel mirino degli inquirenti. La fuga dei cervelli. Siamo un polo di eccellenza. Subito le riforme. Le soglie di povertà. Spalmati sul territorio. Una gigantesca caccia all’uomo. Le fasce a rischio. La dieta mediterranea. Di tutto e di più. Tutto e il contrario di tutto. Le criticità. Gli uomini-radar. L’emergenza rifiuti. Ci vuole un nuovo soggetto politico. Non abbassare la guardia. La microcriminalità. Non va demonizzato. La stragrande maggioranza. Il colosso mediatico. Il Made in Italy. Pitti Uomo. Poi l’affondo. L’impatto ambientale. Sette chilometri di coda. Incasso record. Pesanti apprezzamenti. Un’Europa che guarda al futuro. Più fondi per la ricerca. È iniziato il controesodo. Stuprata dal branco. Dare un segnale forte. Le sostanze dopanti. Liberalizzare le droghe leggere. Varato il piano. La strada è tutta in salita. Si commenta da sé. Non ho la palla di cristallo. Ci sono luci e ombre. Approcciarsi alle problematiche. Le quote rosa. Bere molta acqua. Gli intrecci mafia-politica. Il presunto assassino. La malasanità. Errore umano. Molta frutta e verdura. A tasso zero. Accetto per il bene del Paese. È un Far West. È un film dell’orrore. L’ospizio-lager. Da lasciare ai giovani. Non arrivano alla fine del mese. Più tecnologia. La stanza dei bottoni. La costituzione più bella del mondo. Sull’orlo dell’abisso. Assolutamente sì. E dulcis in fundo Apericena. Che tra un prosecco e un Padre Nostro, ha dato il là all’Aperimessa. È l’idea di un giovane prete palermitano, parroco della chiesa di Maria SS. dell’Addaura. Prima la cerimonia religiosa all’aperto, vicino al mare, dopo si dà inizio alle “danze” con un vero e proprio “happy hour” a base di musica dal vivo e stuzzichini. Il ricavato di ogni “Aperimessa” servirà al rifacimento della facciata della chiesa. Perché il problema adesso non è Cuadrado ma la lingua italiana, che non batte dove il dente duole, la lingua italiana è solo stanca, stuprata anche da un prete. E così il giornalismo a km zero si trascina, non si sa più se è carne o se è pesce. Se è uomo o se è donna.