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martedì 31 luglio 2012

Gulp, fumetto di Pesce

Solitamente rimorchiata questa volta gioca d’anticipo, e a rimorchio della seconda fase del ritiro, la Bice indice, che fa rima ma soprattutto conferenza stampa per la presentazione del primo numero di “La Cucina Itagliana” la rivista ufficiale della riblogghita, che al pari di un diospero acerbo allegheremo ogni mese a una mail che sarà inviata agli iscritti del blog e ai loro parenti al costo di 40 euro. Lo scopo è sempre quello di mixare i comuni interessi per il calcio a quelli per la cucina, mescolando il fascino della Premier League a quello di un calcio itagliano con molto meno appeal, cercando di ingentilire le papille gustative del lettore in modo da conferirgli l’attestato di Premier Lingue, il tutto grazie al Minipimer 7 Cordless che ci permette di amalgamare senza grumi e senza che la fantasia sia legata da antipatici fili. In tempi di calciomercato, il primo grande tema affrontato dallo staff della cucina, esprime già una preferenza marcata, un gusto fortemente strutturato e quindi un palato certamente educato, e con “ Voglia di pesce” vuole esprimere l’apprezzamento per il centrocampista Simone Pesce, un giocatore che come ci mostra bene lo chef, insaporisce il suo gioco calcando le erbe aromatiche del campo, tiro svelto come l’antipasto che ci viene proposto, mentre quando si parla di “Babà bagnato in riduzione di sgombro”, si intende un centrocampo sgombro da inutili passaggi laterali, in modo da ridurre i tempi delle ripartenze a vantaggio di una manovra che poi venga bagnata con il gol, che come sappiamo è il babà del calcio. Nella rubrica dei nuovi talenti, questo mese abbiamo individuato uno chef confiscato alla mafia di San Francisco, trovato nascosto dentro alla baia mentre faceva finta di essere un cane che abbaia, “In fuga da Alcatraz” è il suo ristorante aperto all’interno del carcere di Sollicciano, la cui caratteristica è quella di prevedere sempre un bis ad ogni portata, il 41 bis, e che per l’occasione del lancio della rivista ci presenta il primo pomodoro innestato con i pallini della lupara, e per questo denominato “Pomodoro Lupatelli” in onore del terzo portiere della Fiorentina, e già diventato un presidio Slow Tifood. I nostri due gourmand, nella rubrica “Speciale ricevere”, evidenziano l’importanza di farsi trovare smarcato e di ricevere quindi il passaggio in posizione favorevole per cercare la superiorità numerica, grandissimo successo poi per la “Marmellata di scorfano”, che avendo la peculiarità di essere spalmabile, consente di dare un cacciucco mascherato da toast anche ai bambini. Infine gli chef hanno voluto affrontare il tema spinoso dell’organizzazione dei compleanni, senza neanche farselo pulire dall’inserviente della Coop, e dopo quanto successo alla cena per festeggiare quello di Cerci, con “Il catering perfetto per i compleanni” si indicano poche ma importanti regole come quelle di non utilizzare mai animali imbalsamati come le pernici di Vargas, ma solo animali freschi, per evitare che la paglia del ripieno faccia mappazza, infine per i compleanni degli atleti professionisti è consigliato il primo mojito analcolico, basta farlo senza rum, sostituendolo con un barman di etnia rom.


Cliccate sulla foto per ingrandirla e apprezzarla meglio, un grazie invece a chi l’ha realizzata.
Una volta cliccato vi saranno puppati in automatico 40 euro dal conto corrente.

"Immagine prodotta da: D&P per LifeRedBlog (http://lifered.wordpress.com/)
Ph. Lorenzo Corsiani
Daniela Pelagalli, Alessio Giovannelli, Fabrizio Galluzzo.
Location & fish: Circolo ARCI Petrazzi, Castelfiorentino - FI-"

lunedì 30 luglio 2012

La chiamavano Trinità

In questa pausa della preparazione la Bice si è confessata al prete di Moena, una fede Viola la sua, della quale prende coscienza ai tempi di Enrico Chiesa, e che per uno strano segno del destino vede poi il suo esordio professionale il due marzo del duemilaotto intervenendo come inviata di Comunione e Liberazione a raccontare il gol di Papa Waigo. Le nostre strade si sono incontrate, invece, una domenica di settembre in Santo Spirito, dopo averla notata prendere appunti durante l’omelia, e subito fuori dal sagrato l’avevo fermata perché colpito da quell’insolito comportamento, che lei poi mi spiegò non essere quello che appariva, e che non c’entravano niente nemmeno i contenuti della predica di Don ey che raccontava di aver preso i voti abbandonando l’omonimo Gran Caffè di famiglia dopo che dentro a un cappuccino servito ad un americano, era affiorata la copertina dell’ultimo numero di Famiglia Cristiana, insomma, quegli appunti non c’entravano niente con l’omelia, più semplicemente aveva avuto notizie sul trasferimento di Amelia attraverso l’inseparabile auricolare di servizio. Tanto era bastata quell’intraprendenza a farmi innamorare del suo essere inviata dentro, poi mi conquistò definitivamente quando volle mostrarmi la ferrea determinazione nel voler diventare una numero uno in modo da permettersi finalmente una casa a Ostia, perché gli ricordava tanto il rito della Comunione, una donna colta e complessa ma anche semplice, in grado di chiudere la sua giornata lavorativa come fosse una messa, è noto infatti come ogni sera baci la foto di Amenta. E’ una Bice che si apre totalmente quella che confessa la sua fede al prete di Moena, una moderna donna cattolica, protestante solo davanti a cristiani tipo Ronaldo e Lucarelli, capace di difendere la sua libertà sessuale anche davanti ai pettegolezzi, e allo stesso tempo di confessare senza nessuna remora a Don ey, il fatto di non poter fare a meno di  fare all’amore con il sapore tutti i giorni durante le colazioni in Val di Fassa. La Bice che fin da piccola è sempre stata convinta di sposare un uomo che si chiamerà Rosario, e che anche nei momenti in cui stacca la spina dal lavoro, riesce sempre a distinguersi ed elevarsi a regina di una categoria, quella giornalistica, in crisi d’identità tanto che agli inviati viene timbrato sulla mano il nome della testata giornalistica per cui lavorano, in modo da raccoglierli e smistarli nei relativi alberghi alla fine della giornata. Insomma, mentre la Bice si accingeva a dire le preghiere di penitenza, una telefonata importante le permetteva di svelarci finalmente uno dei grandi quesiti ancora irrisolti di questo ritiro Viola, la seconda foto ci mostra infatti la casa fiorentina di Montella, e una scelta abitativa così precisa qualcosa vorrà pur sempre dire sul modulo che adotterà la squadra.

domenica 29 luglio 2012

La Specola di patate

Finita la prima fase, il circo mediatico ha smontato le tende, e Fassa che Fassa la valle buona, speriamo che la brutta faccia di questo ritiro non faccia più ritorno, che non sia tornante insomma come invece ce ne sono molti, che lo alzi quanto gli pare, ma che non affronti più le curve a gomito che portano a Moena. Un primo bilancio positivo lo possiamo fare in attesa di una settimana che a detta di ADV sarà importante sotto il profilo dei nuovi arrivi, al ritrovato entusiasmo manca all’appello solo il ritrovamento delle pernici, mentre mi sono lasciato irretire dalle dodici ore di programmazione televisiva, e oggi sono riverso non solo sul divano, ma quasi totalmente in quel clima olimpico che toglie alla famiglia il battuto di odori finemente tritato, la base di un sugo alla contadina promesso e non mantenuto, e macerato nei sensi di colpa mi fa un po’strano parlare di una cosa che non c’è come la Fiorentina, mentre a Londra ci sono tante cose che ci sono, e allora lasciamo per un attimo la Viola, la Rita a fare il sugo, e mentre mi ammazzo di Olimpiadi, voglio dare spazio alla Bice che invece a Moena c’è rimasta per chiudere un’inchiesta sui comportamenti anomali che hanno sottratto animali alla vallata. Stiamo parlando di Vargas che ha mostrato fin da subito un certo nervosismo, e che la Bice ha monitorato seguendolo nei momenti liberi, per capire, senza per questo voler invadere la sua vita privata, ma per cercare di scoprire cosa nascondesse quella sua irrequietezza, e dopo la notte delle pernici, la nostra inviata ha capito di essere finalmente sulla strada giusta. Vargas è un giocatore che si è perso negli ultimi anni, dapprima lasciando molliche di pane per ritrovare la strada, uno stratagemma infantile che ha ingrassato solo i piccioni, e poi disseminando i suoi percorsi fiorentini di bottiglie di birra che l’hanno suonato come una campana, e costretto poi qualcun’altro a buttarle nella campana della raccolta del vetro. E mentre la Fiorentina perdeva un capitale, lui ha capito di non avere più mercato, perché a fronte di zero richieste dal calciomercato, una è arrivata, strana, ma comunque concreta, e da lì sono iniziati i dolori del giovane Wargas, ricostruiti attraverso il fiuto della Bice. In poche parole Vargas oggi è considerato un giocatore svuotato, un quasi estinto da riempire di paglia e da mostrare alle scolaresche, ed è così che in società è giunta l’offerta del Museo della Specola, che è una delle sezioni del Museo di Storia Naturale di Firenze, quella zoologica, che accoglierà quindi anche l’esemplare andino opportunamente impagliato. La scrupolosa Bice ha capito le difficoltà di un uomo conscio di un prossimo futuro fatto di staticità, quasi come quella di una guardia giurata davanti a una banca, un mondo quello degli impagliati che non lascia spazio neanche alle dinamiche della fantasia, e così ha cercato di rifarsi una vita, e da subito di crearsi una nuova cerchia di amici che poi lo raggiungessero in via Romana, prima le pernici, e poi seguendolo, la Bice ha scoperto i segreti della malga affittata da un prestanome, dove la sera manteneva relazioni anche sessuali con i suoi nuovi amici, e la Bice, che è cronista vera, ci mostra quella realtà nuda e cruda.  

sabato 28 luglio 2012

Di Tac in Di Tacchio

In questi anni di randagismo della passione, di lunghe notti all’addiaccio di un nomadismo della fede che si è spostato sempre di più verso Torino, il tifoso Viola ha cominciato a soffrire della sindrome del pensiero bianconero latente, una patologia molto seria, le cui negatività sono state subite anche dalla parte sana della città, degenerando a volte nel morbo della vecchia signora vuturista. La Bice, a differenza degli inviati impegnati a immortalare l’elicottero di Andrea, trasformando Moena in una sorta di Area 51 per l’avvistamento degli UFO, ha portato a termine un inchiesta importante sulla juventinità recondita dei tifosi Viola affetti dalla sindrome del distacco, denominata dal pool di scienziati che se n’è occupato: “dalla bottega a Bettega”. Il pessimismo cosmico, il mammabeismo cronico e l’autolesionismo della sfera sentimentale, che poi ha finito col rompere le sfere anche a tutti gli altri costretti a subire la risacca del bubare, sono i sintomi che sono stati studiati da uno staff di ricercatori, “si va in serie B”, oppure “se Cuadrado l’era bono un veniva da noi” sono gli esempi più classici del disturbo della personalità del tifoso,  che la scienza sta studiando correlandoli allo sdoppiamento della fiorentinità, una crisi epilettica di quello stesso concetto che tende alla convulsione, e quindi ad essere ribaltato con il variare dello scenario, ovvero, nel caso che Cuadrado fosse finito all’Inter, il tifoso avrebbe elaborato pensieri del tipo “ figurati se quelli boni vengono da noi”. Un fenomeno decisamente complesso, molto articolato e allo stesso tempo saturo di logica disarticolata, con la difficoltà più grande di avere a che fare con una tipologia di paziente inconsapevole di esserne affetto. Finalmente però qualcuno ha voluto affrontare gli esodati della passione senza spending review, ma addirittura investendo in ricerca come ha fatto la riblogghita, cercando da una parte di sensibilizzare i “disorientati” a prendere atto della loro realtà, e dall’altra cercando uno strumento che ne certificasse la malattia in modo da riconoscergli un invalidità permanente, concendendogli cioè un’ innovativa Daspensione dal tifo, con accompagno in questura all’inizio e alla fine del primo tempo. E la Bice, come sempre è riuscita a produrre un documento sconvolgente, prestandosi personalmente all’esperimento come faceva Mino Damato quando correva sui carboni ardenti. Adeguatamente monitorata con una macchina sperimentale, la prima Tac del pensiero, e così per una settimana ha pensato come fosse un tifoso Viola affetto dal randagismo della passione, gli sono stati consegnati tutti i post del dopo Prandelli, quelli naturalmente di stampo rancoroso, pubblicati nei siti web oppure sbobinati tra le migliaia di ore di telefonate alle radio, telefonate dove fosse stata registrata almeno un’infamata alla società, il tutto mentre la macchina registrava le negatività per poi renderle visibili attraverso la proiezione fotografica del pensiero bianconero latente. La relazione finale degli scienziati alla quale è stata allegata la foto shock della Bice ci mostra per la prima volta, come il pensiero juventino sia mimetizzato all’interno di una fede Viola purtroppo quasi del tutto compromessa. Quello che emerge insomma è ormai un pensiero quasi totalmente juventinizzato. La seconda foto ci dimostra la validità dell’esperimento con la Bice che invece esprime liberamente il suo pensiero, che risulta avvolto in un’ atmosfera di nobiltà, il pensiero rilassato di chi aspetta con fiducia il completamento di una squadra che è ancora evidentemente in maschera, guidata da un allenatore furbo come una volpe, esprimendo attraverso le calze autoreggenti un utofinanziamento addirittura seducente, è insomma la foto di un pensiero positivo comodamente seduto sulla propria passione, che ha messo finalmente al tappeto le negatività del bianco e nero. Gli scienziati ci fanno sapere che la mancanza di colore è dovuta solo al fatto che la seconda Tac del pensiero è stata scattata subito dopo la prima e quindi l’obiettivo non era stato ancora pulito dalla juventinità

venerdì 27 luglio 2012

Viviaticano

Nel mondo del calcio dove le teste di cazzo saltellano come cavallette divorando intere piantagioni di tifo, e in special modo a Firenze dove addirittura volano di Fiore in Fiore, quella volontà di Viviano di indossare la maglia Viola è di una rarità che ha il sapore antico di un calcio libero dal potere dei procuratori, con il libero ultimo baluardo difensivo e le maglie dall’uno all’undici. Il nuovo portierone Viola ha lottato come un leone, “uno di noi” che davanti ai soldi ha messo la volontà di coronare un sogno, quello che non si può certo dire una tendenza nel movimento globale del calcio di oggi, tra giocatori che pur di guadagnare di più vanno a giocare anche in Tibet, un tempo stato vassallo dell’Impero Mongolo, Vassallo è vero, ma anche un campionato poco credibile perché pieno di Valvassini e dove gioca ancora il sessantenne Giovanni Valvassori. Ci riempie di orgoglio questa sua scelta che ci auguriamo sia anche un efficace antibatterico da dare dentro lo spogliatoio come fosse il ramato, per renderlo cioè il più inospitale possibile alla proliferazione del virus dell’ammutinamento che ultimamente l’aveva infestato, ma non solo toccasana fuori dal campo, visto che prima dell’infortunio Viviano era considerato l’erede di Buffon. Speriamo che questo serva quindi a riportare anche l’entusiasmo nel deserto dei tifosi col tartaro sulla passione, perché la squadra che sta nascendo è figlia di buone idee e di gente finalmente motivata, e sono convinto che alla fine sarà una squadra profondamente nuova e divertente, che permetterà anche ai più rachitici, quelli cioè che hanno zone di calcificazione provvisoria dell’entusiasmo, di ritirare in fuori quel petto di pernice che ultimamente avevano posizionato pieno di segatura poco sopra il caminetto, utilizzato in questi anni per farci la Fiorentina alla brace. Ben arrivato anche a Della Rocca e al talentuoso Fernandez, e mentre Viviano dovrà dimostrare anche di meritarla quella maglia, la Bice ha voluto sottolineare l’importanza che questa operazione avrà non solo dal punto di vista tecnico, oggi si è voluta mettere professionalmente a nudo davanti a quel gesto che purifica l’anima del tifo e lo libera un po’ dall’eterno demone del malcontento, con la foto di copertina ha voluto rappresentare il significato della sacralità di quella scelta di fronte agli atei dell’attaccamento alla maglia, ed è così che la regina di Moena ha voluto immolarsi sull’altare dell’informazione nuda e cruda, con classe invece che in conclave, alla fine della sessione di allenamento e non dopo la sessione di scrutini, dando enfasi a quel segnale tanto atteso. Invece delle schede di scrutinio e la paglia umida, per bruciare sono state utilizzati gli appunti di Montella e l’imbottitura delle pernici di Dantone, ma quello che conta è che la Bice in tutto il suo neorealismo, al termine di una giornata ancora convulsa ci ha annunciato la tanto attesa fumata bianca.

giovedì 26 luglio 2012

Pernietzsche, la filosofia della segatura

Se ci fosse stato ancora di mezzo il Guetta sarebbe stato “il giorno della civetta”, con i tifosi stufi si sarebbe parlato invece del giorno dei gufi, ma siccome in mezzo c’è sempre la Bice, giocoforza è stato il giorno della pernice. Animale che per assonanza doveva essere rubato da un altro animale questa volta della rosa, un gesto disperato e allo stesso tempo una prova di coraggio da usare come grimaldello per entrare nel cuore della regina di Moena. Purtroppo non si è trattato di un romanzo di Sciascia ma di una bravata perpetrata da chi lo spogliatoio son due anni che lo sfascia, mentre il festeggiato Cerci lo ha definito “quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, precisando subito che quel “brutto” era riferito a Behrami che se ne è andato per cercare di vincere qualcosa proprio sul filo di Merulana della propria carriera. C’è anche chi sostiene che l’accaduto sia stato ingigantito, e non è un caso che il proprietario del locale si chiami Dantone, e che abbia raccontato quindi di un infernone dove i dannati rompevano bicchieri dall’oltretomba del suo locale, esattamente 34 come i canti, divisi a loro volta in terzine, rappresentate dai metrosexual Pasqual, Romulo e Cassani. Nella serata intanto è filtrata la voce dell’acquisto del talentuoso Mati Fernandez, una trattativa lampo che un po’ ha ricordato quella di Viviano, e a Firenze il cileno già fa discutere, perché se è vero che da una parte gli si riconoscono i piedi buoni, l’immancabile mugugno dell’ala vuturista gli addebita però anche un’esasperata lentezza, tanto da definirlo una sorta di Matiz, la solita Chevrolet quindi e non una Ferrari come invece avrebbero voluto. All’improvviso poi, dopo che è apparsa la Bice cambiata d’abito, a qualcuno è battuto forte il cuore vedendola scendere dalle scale così vestita, e come ci mostra la foto di copertina, a chi ha in testa sempre e solo il Pranda, è sembrata “un pesce di nome Wanda”, mentre a chi non porta il lutto è sembrata invece più semplicemente un pesciolino Rossi, ma a parte le curiosità sul suo abbigliamento, come sempre e soprattutto ha fatto la differenza il suo modo di fare notizia, di andare a scavare sul fondo delle questioni come nel caso della pernice, annunciando, orgogliosa, una conferenza stampa che si sarebbe tenuta più tardi nella sala dei trofei, tra cervi, caprioli e daini, tutti rigorosamente imbalsamati per le stesse note questioni del ristoratore, che ci ha spiegato essere la filosofia degli affetti conservati con la segatura, pensiero filosofico del grande Pernietzsche, sposato in tutta la Val di Fassa, conferenza stampa nella quale sarebbero state comunicate le decisioni della società in merito ai fatti incresciosi accaduti. Avevano promesso di intervenire duramente, e così hanno fatto, consentendo in esclusiva alla Bice la lettura dei provvedimenti presi una volta individuato l’unico responsabile, e la seconda foto ci mostra una Bice severa, all’ennesimo cambio di abito, entrare nella sala degli affetti, e mostrarci come la società avesse voluto mettere la parola fine a qualsiasi intemperanza dei giocatori, e per farlo ha deciso di mettergli il guinzaglio iniziando proprio da quel cinghiale di Vargas, responsabile prima di episodi di nervosismo in campo, e poi in assenza dell’amata macchia mediterranea in quota, reo di essere andato a grufolare le pernici nel ristorante di Dantone.

mercoledì 25 luglio 2012

Uomini oggetto



Tutto procede bene a Moena, tra nuovi arrivi e vecchie speanze, tra il Ramadan di El Hamdaoui e il Ramadani di Jovetic, anche se per la verità, tra chi digiuna e chi vorrebbe lasciarci i tifosi, ci corre come tra Belen e quelle teste di belino che vanno a fare schiamazzo della propria fede invece di andare a funghi. Intanto Vargas, che a proposito di teste di belino è non a caso come una testa di Vergas, in un baleno ha già litigato più di Sgarbi in un’intera stagione televisiva, e Cuadrado in crisi d’astinenza da appendicite, è stato affidato al programma di recupero predisposto dal Muccioli della riabilitazione, la fumata grigia per Viviano rivela invece la fase più metallizzata in cui è finita la trattativa, adesso per sbloccarla ci vogliono solo gli ecoincentivi del governo marchigiano. E dopo che in mattinata, per il nuovo centrocampo era circolato anche il nome di Gargano, i vuturisti hanno intensificato a dismisura i contatti sul sito delle Isole Tremiti fino a paralizzarlo, mentre la fidanzata di Cerci deve proprio aver fatto scuola visto che la società ha pensato di omaggiare il pubblico femminile che frequenterà lo stadio, con una rosa del deserto, che a detta di Teotino è il fiore più adatto a rappresentare la desertificazione degli spalti. La Bice intanto ha definitivamente mostrato la forza del suo carattere dominante, perché dopo aver subito quell’intrusione volgare nella sua intimità da parte del Guetta, ha subito reagito ancheggiando il suo piano più sontuoso al limite del sinuoso, con il quale a reso pan per focaccia mettendo in atto la cosiddetta legge del taglione, che solo per questa occasione diventa teglione proprio per cuocere la focaccia, e così ha fatto credere agli inviati di Lady Radio e di Radio Blu di essere disponibile a concedersi se solo le avessero dimostrato un concreto interesse, tangibile, e che non fosse legato unicamente all’espletamento dell’atto sessuale fine a se stesso. Nella prima foto la Bice ha chiesto agli inviati di Radio Blu di mettere a nudo i loro sentimenti, di essere per lei dei veri e propri libri aperti, e già che c’erano anche un po’ libreria, nell’altra foto invece, ha chiesto agli inviati di Lady Radio di essere degli uomini forti in grado di sostenerla, uomini sui quali avrebbe voluto poggiare le speranze per un grande futuro e un mondo migliore, o almeno, un futuro che non preveda più il tubo catodico, e un mondo che abbia ancora il fascino intonso di un mappamondo. A Benedetto Ferrara invece, immortalato nella terza foto, si è limitata a chiedere d’illuminarla d’immenso.

martedì 24 luglio 2012

Chi va al mulino s'infarina

Anche il freddo è arrivato a Moena prima di Viviano, della serie anche prima di Della Valle e Della Rocca, della serie il freddo non ha certo raffreddato i bollori di chi in questo ritiro ha strusciato spesso gli sguardi sull’anfora della Bice, e tonsille permettendo stamani dovrebbe arrivare anche Cuadrado. Colombiano convalescente si, ma non per questo meno galante, perché non appena informato della presenza e soprattutto della bellezza della Bice, si è premunito di fargli arrivare una bella rosa scarlattina. Per la varicella invece ci sarà tempo ha affermato, mentre quella fucina di idee della Bice ha voluto mettere in risalto anche l’altra anima del blog, organizzando il primo evento di cucina nell’albergo degli inviati, offrendo a tutti la possibilità di partecipare a un corso di pasticceria. Ed è qua che si è registrato un episodio veramente increscioso, e che ha visto coinvolto David Guetta rimasto in ritiro perché ammaliato dal fascino della nostra inviata, e non contento, una volta iscritto al corso si è fatto inviare gli occhiali a raggi X comprati su Diabolik da un prestanome, quelli per vedere le donne nude insomma, e la foto di copertina è stata scattata proprio dal Guetta mettendo gli occhiali all’obbiettivo della macchina fotografica mentre l’inconsapevole inviata  faceva l’impasto dei biscotti, foto di copertina recuperata dal web dove David l’aveva fatta circolare vantandosene, e che per questo ha infiammato l’ala più gossippara della compagnia. Non è stato tanto per lo stratagemma degli occhiali che ha permesso prima al Guetta e poi agli altri di rubare immagini dell’intimità della Bice, quanto per quella farina posata sulle sue mele, che tradisce le mani in pasta di qualcuno che su quelle mele ce l’ha posate davvero visto che la foto è stata scattata con l’inviata correttamente vestita. Impazzano le ipotesi su chi avesse posato le mani sul suo sedere, ma tutti hanno impastato e quindi tutti potrebbero essere stati i fortunati, in quanto ai corsi della Bice è sempre prevista la partecipazione attiva degli iscritti. E a parte questo segreto che rimarrà tale perché nessuno alla fine è riuscito ad arrivare a una conclusione certa della vicenda, un segreto ve lo devo svelare io invece, perché sotto le mentite spoglie di un cliente dell’albergo in vacanza, con finto disinteresse alle questioni del calcio, con fare un po’ snob ho partecipato al corso di cucina, per cercare di rubare i commenti, di carpire i pettegolezzi di tutti gli inviati, e naturalmente anche vedere la meravigliosa Bice all’opera. E una volta fatto il mio impasto sono poi andato in camera anzitempo con la scusa di una telefonata importante, dopo aver chiesto scusa ai partecipanti per aver portato via la Bice un attimo, adducendo questioni private e avvertendola invece degli occhiali sospetti del Guetta, dopodiché, con l’impasto ho terminato in camera i miei biscotti, che ho fotografato e che vi mostro nella seconda foto, anche per capire se qualcuno di voi ha una qualche idea del perché li avessi fatti con quella strana forma.

lunedì 23 luglio 2012

Castrocaro Tarme

El Halmadoui è una di quelle scommesse che sembrano promettere bene, Roncaglia comincia a piacere anche all’interno del gruppo, e Ljajic sembra aver imboccato la strada della stagione giusta, Cuadrado sta arrivando insieme a Viviano e Della Rocca, intanto, a voler bene a quella maglia Viola si potrebbe strizzare un po’ di sano ottimismo da questo week end, a parte i tifosi che hanno abbandonato in autostrada quella passione da cani, ricordandosi invece di portare fino a Moena le magliette della salute mentale. Dopo l’articolo di ieri, la Bice ha voluto scandagliarle un po’ più a fondo quelle personalità complicate, e lo ha fatto a bordo del rompighiaccio di Diego, scoprendo in loro una grande passione per le moto e la maniacale cura dell’igiene mentale, da qua l’ennesimo scoop. La Bice ci mostra il loro vero fiore all’occhiello, prima ancora delle fashion t-shirt, un oggetto già brevettato e che risulta essere il vero gioiello della loro intelligenza, ideato per viaggiare a cavallo di quella passione a due ruote, senza però essere condizionati dalla ricerca spasmodica del pulito, la foto della Bice evidenzia l’oggetto che è stato studiato per pulire la stanza dell’albergo di Moena mantenendo allo stesso tempo il brivido di fare due pieghe intorno il divano, finalmente senza casco, riscoprendo così anche il piacere del vento tra i capelli. Poi direttamente da Castrocaro Tarme sono arrivati i più tignosi urlatori della passione, più che tignosi vorremmo dire tignole che si nutrono della stupidità, e che nella giornata di ieri hanno diviso la scena con gli scioperati chopperisti, quest’ultimi hanno temuto a un certo punto, che quelle larve, dopo Ljajic attaccassero anche il tessuto delle loro ormai famose t-shirt. Per la Bice un grande lavoro, tra la partita col Vigonovo e i contestatori a fuoco incrociato, e dopo aver raccontato l’ingegnerizzazione dell’aspirapolvere a quattro tempi, è stata la volta di raccontare anche la storia di chi è venuto fino a Moena a cantare il proprio attaccamento alla maglia, coincidenza ha voluto che anche loro fossero amanti delle due ruote. Per farla breve, la Bice, dopo aver constatato il modo di parcheggiare le bici, li ha definiti dementi più che amanti delle due ruote, tali e quali ai bikers, e quanto alla loro passione Viola poi, sbandierata attraverso le ugole selezionate a Castrocaro, in realtà, come mostra bene la seconda foto, è risultata essere alla fine solo una passione di facciata.

domenica 22 luglio 2012

Questione di forma

E la chiamano contestazione, quattro esodati sui monti che neanche Heidi saluterebbe, probabilmente frutto della macelleria sociale di Monti, e in cerca di cinque minuti di visibilità prontamente concessa da chi fa da sempre il maggiordomo della polemica. E la chiamano pure ironia fiorentina quella di andare a mostrare l’autolesionismo in t-shirt, insieme a un sorriso vuoto come il cervello di chi crede di fare anche una ganzata. Chi va a rompere i coglioni alla squadra in ritiro non mi rappresenta affatto, questi gran creativi che lanciano idee come Corona lancia le mutande dal balcone della propria demenza, rappresentano solo se stessi, e se uno di questi geni mi venisse a chiedere aiuto dicendo “sono tre giorni che non mangio”, gli risponderei “allora puoi fare il bagno”. C’è da vergognarsi a pensare di essere accomunati a chi s’è fatto venire l’ernia per lo sforzo di partorire una simile stronzata, la Bice che li ha visti da vicino mi ha detto che avevano tutti l’auricolare come Ambra Angiolini, solo che invece di Boncompagni, a suggerirgli certe minchiate c’erano invece i soliti compagni di merende del vuturismo. E una volta assistito alla presentazione di El Hamdaoui e Roncaglia, la Bice, mentre tutti gli inviati sgomitavano per scattare foto agli umorali del tifo fiorentino, ha voluto testarne anche la virilità utilizzando il fascino e la femminilità che ne hanno fatto ormai un’icona della bellezza del giornalismo d’assalto, a differenza degli altri inviati, che il giornalismo prima lo hanno assaltato e poi violentato. Gli ha stanati con un semplice jeans ben fasciato alle sue forme e portato a spasso con dondolante sensualità, facendogli credere di essere rimasta folgorata dalla loro intraprendenza intellettiva, e invitandoli a dimostrarne altrettanta, riferita però non più alla loro testa, ma al loro testosterone. La Bice racconta nell’articolo dedicato ai mal di pancia della tifoseria, un pezzo intitolato “ A Moena i contestatori sono riportati dalla piena”, che una volta fatti entrare in camera, ha voluto mettere a proprio agio suonando per loro qualcosa, così tanto per rompere il ghiaccio, anche se uno dei quattro ha preferito prendere quello dal cestello dello champagne, e per romperlo gettarlo dalla finestra, che poi è anche quello che ha scattato la foto di copertina, dopo che la Bice aveva fatto intendere una certa riconoscenza amorosa. Si insomma, per farla breve, la Bice si era già accorta della loro limitata autonomia decisionale, e mentre suonava sinuosa e provocante, i quattro, più che a caccia di trofei sembravano quattro del circo Orfei, uno di loro comunque ha dato subito forfait dichiarando di essere un metrosexual e mettendosi a giocare con il telefonino, gli altri tre maschioni invece, venivano guidati attraverso l’auricolare del vuturismo, e la Bice racconta di aver sentito nitidamente la voce del vuturismo esortarli a lasciarsi andare davanti alle forme accattivanti che vedevano e che suonavano la carica alla loro mascolinità. La seconda foto ci mostra tutta la tristezza della scelta delle forme con le quali avevano voluto fare all’amore.

sabato 21 luglio 2012

Mouna, nessuna e centomoena

Dopo l’inchiesta shock sulla solitudine degli inviati, grazie alla quale è stato scoperto cosa si nasconde dietro l’uso d’intelligenze animali spacciate per giornalismo, Moena è diventata per la Bice pericolosa quanto Damasco, o almeno come un congiuntivo d’emblèe di D’Amico, una tensione in quota che si potrebbe allentare solo con l’arrivo di Della Valle. Ho fatto una lunga chiacchierata con lei nella mattinata di ieri, perché ero preoccupato per i rischi di ritorsione di una certa frangia di quella categoria che si ritiene di un altro pianeta, e che proprio la Bice ha scoperto essere il pianeta delle scimmie. Però mi ha subito rassicurato, come del resto ha fatto Pradè con Montella, e mentre a Vincenzo è stato confermato l’arrivo dei giocatori promessi, la promessa della Bice è stata quella di tenere gli occhi ben aperti, un eccessiva tranquillità la sua, una sorta d’imprudenza della superiorità che mi ha fatto temere per la sua incolumità. Ma è talmente sveglia da non temere agguati neanche quando invece sveglia non è, sostiene infatti di essere come un cowboy, capace di dormire con gli occhi aperti, anzi, una volta compresa la mia preoccupazione relativa alla gestione della fase REM, ha voluto rasserenarmi inviandomi la foto di copertina che ne evidenzia proprio la particolarità del sonno leggero, che è poi quella che le permette di mantenere alte le difese da eventuali agguati, e non solo dal letto. E se non arriva ADV a Moena, intanto arriva la pioggia insieme alla richiesta di 900.00 euro di Moratti, un’evoluzione cabarettistica della vicenda Viviano che rischia di oscurare anche la verve creativa di Benedetto Ferrara. Intanto continua ancora la convalescenza di Cuadrado, e menomale che era stato operato con tecniche innovative, meno invasive proprio per accorciare i tempi di recupero, una tecnica che ha dato comunque modo allo spiritaccio becero fiorentino di sottolinearla quella caratteristica del nuovo acquisto, capace di accusare patologie adolescenziali proprio durante le visite mediche, tanto che in Santo Spirito già lo chiamano Buadrado. Che la Bice sia stata ormai isolata in quella polveriera che è lo spogliatoio degli inviati, è un dato di fatto, la guerra è in atto e le gelosie offuscano la ragione, al punto che nessuno gli passa più neanche la penna, poi c’è chi fa il finto amico, ma solo per fregarla, l’ultimo episodio increscioso, al limite del wudù, è stato quello di ieri quando a Moena si è presentato il Guetta, motivando la sua inaspettata presenza col desiderio professionale di venire a conoscere di persona quel fenomeno mediatico, e David, una volta conosciuta ha cercato di rigirarla con una serie di complimenti accompagnati da smancerie inenarrabili, e poi ha voluto esagerare offrendole un caffè per conto di Radio Blu, specificando con fare insidioso, che non era un semplice caffè servito al banco, ma una confezione speciale, un’edizione limitata che le veniva consegnata con stima e soprattutto con spirito benaugurante per la sua carriera.

venerdì 20 luglio 2012

Le strane solitudini dell'inviato

Il calendario dice che siamo entrati nel mese del Ramadani, costringendoci di fatto a purificarci dai campioni attraverso il digiuno dalle loro prestazioni, purtroppo con un procuratore così curvo verso la mecca del Dio denaro, non sarà più possibile osservare il nostro pilastro dell’attacco, bensì il quarto dei cinque pilastri dell’Islam. E  per questo a Moena c’è un po’ di preoccupazione, non tanto per l’astensione dalle pratiche sessuali, anch’essa prevista durante il Ramadani, dato che tanto non tromba più nessuno, ma dal fatto che anche la più semplice giocata gradevole di Jovetic viene considerata corruzione del corpo e dell’anima, e il timore è che quando si parla di corruzione, poi si presenti Palazzi a presentare il conto, oltre naturalmente a chi comprando Jovetic ci toglierebbe la tentazione d’ingerire qualsiasi azione succulenta direttamente dalla fonte. Certo passare da Pallavacino al procuratore del digiuno, chiamato nell’ambiente Weight Watchers, ci impedisce anche di utilizzare modi di dire familiari e ormai entrati nell’uso comune, come “cadere dalla padella nella brace” perché con Ramadani anche uno strumento innocente come una padella, diventa un’ idea di peccato legato al cibo da punire con la fustigazione, e infatti, con Ramadani in giro, i giocatori preferiscono “bucare” un pallone piuttosto che “padellarlo”. E così dall’alba al tramonto la popolazione giornalistica a seguito della squadra Viola vive un languore professionale molto spesso represso in un più corporale languorino, e le prorità del centrocampo vanno a farsi benedire diventando molto più materialmente quelle del centrotavola. E in questa valle di privazioni, c’è qualcuno che azzarda addirittura che la scelta della Val di Fassa sia un chiaro riferimento alla magrezza di Fassino, che bene incarna l’espiazione e il digiuno del popolo Viola, ma soprattuto si cerca di combattere questa prescrizione religiosa spostando i pensieri altrove, cercando sollievo in pensieri più piacevoli che non siano per esempio la manfrina per Viviano, e la Bice tanto per cambiare diventa epicentro, crocicchio, focolaio di pensieri maschi alla catena, la foto di copertina ha infatti sconvolto la comunità degli inviati, perché la Riblondgirl, accortasi di movimenti massicci come spostamenti di truppe al di là del buco della serratura della sua camera, ha voluto mostrare un lato che potesse infiammare la fantasia dei guardoni della notizia. E c’è riuscita alla grande, perché in questo preciso momento a Moena impazza la discussione su quell’impronta di rossetto, c’è chi dice che sia la firma metrosexual di Diego sul contratto in esclusiva, c’è chi invece avanza l’ipotesi che sia un tatuaggio malizioso, e chi malizioso, sostiene invece che sia il dripping, le famose gocciolature di colore, o se preferite, la firma del mobbing pollockiano sull’inviata. D’altronde i giornalisti in trasferta vivono di stenti, sfruttati come sono da uomini di redazione senza scrupoli, vivendo molto spesso ai margini della povertà professionale, se non direttamente accampati tra i ruderi di qualche acropoli, spesso privi di mezzi di sostentamento e di compagnia femminile. La Bice sempre più maestosa, dopo essersi sentita spiata nella propria intimità, ha contrattaccato usando la stessa moneta, attraverso un’inchiesta shock dal titolo “Le strane solitudini dell’inviato”, un’inchiesta impreziosita da una foto verità che getta la categoria nello scandalo, uno scatto questa volta rubato all’intimità di due colleghi di una nota radio fiorentina, colti a dividere la loro solitudine e le spese per la camera, ma anche custodi del segreto sconvolgente sull’uso di cavie per testare l’utilizzo di “intelligenze” animali, che costerebbero molto meno, e che secondo alcuni direttori di testate giornalistiche, scriverebbero anche meglio.

giovedì 19 luglio 2012

Dio.tod's

I giorni trascorrono lenti a Moena, come una cantilena, tra allenamenti e inviati impenitenti, in attesa di sviluppi e in mezzo a inghippi intrisi di gelosia professionalmente hippy, quella di una categoria bruciata dall’esperienza prandelliana. Giornalisti figli dei Fiore e con Brocchi quale manifesto della loro liberazione dalla mediocrità, mentre per la liberazione sessuale hanno dovuto aspettare le rivelazioni cecchipaoniane di metrosessualità latenti, che una volta svelate, gli ha finalmente liberati dalla pratica occulta della depilazione invasiva, ma una volta costretti a raccontare le immagini di quotidianità opaca dei vari Lazzari e Kharja, opaca perché probabilmente non usano come loro la ceretta, gli si è paventato in tutta la sua drammaticità  il Vietnam dellavalliano, e da lì il famoso “Mettete Fiore nei vostri cannoni”, uno slogan che difendono ed onorano nelle penose serate in Val di Fassa, al contrario del “Fate l’amore, non la guerra” che non solo hanno disatteso avendo smesso di trombare, ma addirittura ribaltato dopo aver cominciato a fare la guerra ai Della Valle. La Bice, nei suoi pezzi diventati ormai un riferimento preciso di questo ritiro Viola, ci racconta che molti dei suoi colleghi, per mantenere accesa la fiammella di quella loro cultura on the road, la sera, invece delle carte da gioco usate per passare un po’ di tempo, usano le cartine per poi accendere la fiammella a dei gran bei cannoni. Bisogna anche dire, a parziale giustificazione di questa ritualità un po’ reggae, che in attesa della vera faccia della nuova Fiorentina, forse solo l’alcool in alternativa potrebbe accompagnare la loro desolazione professionale, precipitata definitivamente con l’arrivo della Bice. Anche se ieri la conferenza stampa di Montella ha un po’ ravvivato la giornata mostrando determinazione, fiducia nella società, idee chiarissime, oltre a una grande professionalità che accompagna allenamenti non troppo lunghi ma dalla giusta intensità, il napoletano ci piace, lasciandoci per ora dormire sonni tranquilli. Poi in serata la nostra inviata ha calato l’ennesimo asso, dopo che Diego Della Valle le aveva aperto la via del cachemire, una via privilegiata assegnandole la suite degli Skybox, e così la Bice che conosce perfettamente anche le lingue, dopo una lunga telefonata in marchigiano ha offerto ai suoi colleghi dello champagne comunicando trionfante di aver raggiunto un accordo per l’esclusiva di tutte le interviste di Diego. Accordo che era evidentemente sicura di raggiungere visto che con un colpo di scena degno della miglior Riblondgirl, ha poi accompagnato i colleghi a fare un giro intorno a Moena per mostrargli, come si può vedere dalla foto, la campagna pubblicitaria del nuovo sito, che di fatto è figlio dell’accordo con Diego, e dal quale tutti i colleghi dovranno passare se vorranno “un incontro personale con Dio”. In molti hanno accusato il colpo, Guetta invece ha reagito con prontezza e mestiere, proponendo a sua volta un sito tematico alternativo a quello della Bice “www.vuoiparlareconlamadonnadiloreto.it, giocando sul cognome del suo inviato di punta, altri ancora si sono arrangiati con mezzi di fortuna, Violanews per esempio, come si vede nella seconda foto ha cercato di parare il colpo inviando per SDA con trasporto a carico del destinatario, un vestitino che potesse creare un aria più sexi intorno alla propria inviata, cercando così di distogliere l’attenzione dalla strabordante sensualità della Bice.

mercoledì 18 luglio 2012

Moine a Moena

Stamani la prima cosa che ho fatto è stato mandare un SMS (due euro dal cellulare e uno dal fisso) ad una Onlus che grazie al GPS sta cercando di rintracciare lo sceicco del PSG che si è perso intorno alla fontana di Place de la Concorde, per capire se c’è interesse anche verso la squadra Viola, ormai più alleggerita di una Porsche RS che in quell’allestimento non prevede nemmeno le maniglie per l’apertura delle porte dall’interno, ma solo un cavetto d’alluminio, mentre la società dei Della Valle alleggerisce la sua scocca togliendo Behrami e barriere dal campo. Mi dispiace un po’ per tutti quelli che hanno sofferto lo scorso anno per la mancata rivoluzione, e che oggi soffrono le stesse pene dell’inferno, ma questa volta per la rivoluzione, ben venga quindi una Onlus che lavori sui disturbi legati all’uso improprio della logica, in molti casi degenarati nell’abuso, fino ai casi limite di abusivismo e sfruttamento della logistica minorile, cercando persone vestite di bianco, gli infermieri del petrolio, i soli in grado di curare le patologie relative all’insufficenza della fede, del resto il nostro blog fa quello che può cercando di mantenere un atteggiamento sempre positivo, con la barra dritta verso l’ottimismo, ma non abbiamo gli strumenti necessari per combattere pensieri coupè dall’assetto e umore ribassato, spesso scomodi perché troppo rigidi, dai quali non si scende facilmente, e soprattutto senza il bagagliaio dell’esperienza necessario a trasportare la passione. Intanto in serata è arrivata un’altra faccia nuova, spigolosa e dura, come nella più classica e tignosa tradizione dei ghigni argentini, dura e spigolosa come la guerra tra gli inviati, che proprio quando cala la sera diventa sempre più aspra. Quando la sera il freddo si impadronisce delle carcasse dell’informazione mandate in trasferta come alla campagna di Russia, anche loro alleggerite nel corredo da gente senza scrupoli, mentre la Bice affonda i suoi reportage nel caldo conforto del perfetto guardaroba dell’inviato, che solo la rblogghita è in grado di metterle a disposizione, sembra però che il Guetta questa volta si sia messo una mano sul cuore e forse l’altra sul portafoglio, rimasto molto colpito dalla seconda foto nella quale la Bice ha immortalato gli inviati ghiacciati sulle tribune del centro sportivo di Moena, e in una telefonata drammatica e convulsa era sembrato che in un primo momento David  avesse dato mandato di fare tutto il possibile, e soprattutto gra... si, insomma, si era pensato a sue spese, ma su quel “gra” era caduta la linea troncando la verità delle parole del boss di Radio Blu, ma il Guetta si è immediatamente preoccupato di precisare, a scanso di equivoci, specificando che con un Tommaso Loreto ridotto così come evidenziato dalla foto della Bice, aveva solo dato il mandato per farci una gra...nita.  

martedì 17 luglio 2012

Moena Pozzi

Subito dopo essere arrivata in albergo, la squadra si è disposta con lo schema più congeniale a Vargas nel tentativo di recuperarlo, e il giocatore si è presentato tirato e in una forma già sufficiente per applicare diligentemente le sovrappennichelle, dando di fatto il via alla Marcialonga della preparazione, intorno alla quale anche la mano longa dell’informazione ha preso possesso degli spazi in comune, tra dispetti e finti patti stabiliti dentro ai canapi della convivenza forzata. Gli inviati hanno saggiato subito il terreno in cerca di accordi ed alleanze, come tanti fantini di un Palio, alla caccia del titolo più ambito in palio sulle Dolomiti, quello di miglior inviato. La foto di copertina ci mostra come il Guetta abbia dato ordine di scambiare il dentifricio della Bice, con il colore che i suoi ragazzi usano come divisa d’ordinanza prima di uscire dall’albergo, nel tentativo di screditarla, facendola apparire come una traditrice passata dalla riblogghita a Radio Blu. E questa guerra sembra diventata una fissa del buon David, accentuata dall’altitudine della Val di Fassa, e se fosse davvero così, pensiamo che non faccia altro che scavarsi la fossa, vista l’intraprendenza e la classe della Bice, una professionista non solo scalza quando dismette il tacco alto di Miss Alto Adige, ma anche e soprattutto scaltra nell’anticipare il mossiere urlatore, la nostra non è un inviata qualsiasi, ma una riblondgirl. I 1.184 sono i metri sul livello del mare ma anche il numero di tutte le possibili variabili che potrebbero portare la Fiorentina in quota, oppure planare rovinosamente sul livello del male, noi siamo sicuri che ricominciare da quei tre sia un modo buono non solo per onorare la memoria di Troisi, ma anche e soprattutto per non fare un troiaio di squadra, Pradè, Macia e Montella adesso custodiranno i nostri sogni nella conca delle Dolomiti, da dove, indomiti,  cercheranno di cancellare i dolori dell’ignobile zerocinque attraverso la quasi totale cancellazione di quella squadra. E a Firenze intanto, una volta allentata la morsa di Minosse, si riaffaccia il randagismo di qualche minchione, che una volta augurata l’epurazione, adesso soffre per la mancanza di zavorre, imprecando per una Fiorentina troppo leggera, che va finalmente incontro alle scelte senza invece subirle, e l’ultima suggestione di antidellavallismo li vede lavorare tra le interiora di una teoria denominata appunto della “coratella”, là dove tira più un panino con la poppa che il vento della ragione a poppa, in una  Firenze dove la callosità di pensiero prende il sopravvento, si sostiene infatti che i Della Valle abbiano trattato l’acquisto di Cuadrado scontando dal cartellino anche la sua appendicite. Mentre la battaglia tra gli inviati si allarga a macchia d’olio visto come tutti vogliono rispondere alla esasperata coerenza della Bice, e dopo gli inviati di Guetta dipinti di blu, è arrivato a Moena anche il corrispondente della testata giornalistica Firenzeviola, la seconda foto inviata dalla Bice ci mostra l’arroganza del suo parcheggio davanti all’albergo.

lunedì 16 luglio 2012

Lenti di gradimento

La Fiorentina parte per Moena, Moet & Chandon al seguito per stappare i colpi di mercato & forse Chevanton invece per la spending review del calcio, sarà sui Monti e con Montella che costruiremo la prossima stagione, crediamo effervescente come lo champagne. E intanto scaldano i motori anche i media fiorentini al seguito della squadra, la foto di copertina ci mostra la piccata risposta del Guetta alla Bice e alla riblogghita, costretto a far colorare gli inviati di Radio Blu per rispondere all’inviata più coerente dei blog, quella Bice però sempre più irraggiungibile, perché se la voce delle nostre radiocronache fa metallizzare i suoi inviati, l’inarrivabile Bice, oltre al cappello si è presentata a Moena con un tacco 30, diventando di fatto l’inviato più Alto Adige, ora il Guetta per far meglio, di inviati ne dovrebbe mandare un Trentino. C’è una frizzantissima aria di novità in casa Viola, le sacche di resistenza del vecchio ciclo sembrano essere finalmente debellate, con il solo Behrami a suscitare rimpianti, ma a Moena non c’è più spazio per il rammarico, già tutto esaurito come sempre per il concerto in memoria di Prandelli, c’è invece spazio per ricostruire, e bisogno di farlo bene, formando una squadra orgogliosa di rappresentare una città magnifica, e anche capace di riportare l’entusiasmo che l’aveva sempre caratterizzata fino alla crisi esistenziale da separazione non consensuale. Siamo elettrizzati in attesa di capire chi andrà a coprire i ruoli di centracampo e di prima punta, sguarniti come l’elettrificazione di chi invece manda i ricordi ancora a gasolio sulla littorina verso Orzinuovi, mentre ci sembra di aver capito che dopo l’arrivo di Montolivo a Milano, facciano tutti a gara per non giocarci insieme, c’è quindi chi come Riccardo è scappato da una società senza progetto e ambizioni, e chi invece scappa dalle ambizioni se queste hanno come pezzo pregiato il gozzo di quello che forse sarà invece il mozzo di una barca arenata sullo scoglio del fair play finanziario, e forse anche Montolivo è lì ad aspettare l’ennesima discesa in campo di Silvio Berlusconi a fare le diagonali difensive al posto di Nesta e Thiago Silva. Si sa che l’erba del vicino è sempre più verde, o meglio, qua a Moena lo era fino a quando il Guetta, ossessionato dal successo della Bice, l’erba l’ha fatta colorare di blu cercando di anticipare le mosse della nostra geniale inviata, e dal fronte  di questa guerra della notizia, mandiamo un grande in bocca al lupo ai Viola vecchi e nuovi, a Montella e al suo staff, con la speranza che finalmente si riesca a forgiare una squadra di qualità tecnica, ma anche di valori umani, capace cioè di rappresentare al meglio l’orgoglio e la passione della sua gente, e quando serve sia capace anche di gettare il cuore oltre l’ostacolo, come piace a noi, e a seguire tutto questo, come sempre, e in mezzo alle ripicche di una concorrenza sempre più nervosa, ci sarà la Bice insieme agli altri inviati, tutti con le lenti d’ingrandimento a spaccare il capello in quattro, ma nessuno come la Bice, e la seconda foto non mente, che alla lente ha voluto aggingerci anche le lentiggini.

domenica 15 luglio 2012

Zen-zero passione

Sarà forse perché sono un maiale, ma in questo trogolo di notizie ci sguazzo, m’intriga, anche se mi rendo conto che la mia posizione risulta contrapposta all’umore generale, come si vede bene dalla foto di copertina, ma non riesco a dispiacermi più di tanto per Behrami, perdonatemi, perché sono convinto che Montella sostituirà l’uomo multipalle con un gioco dove le palle non dovranno più essere portate a spasso, ma correre via veloci e felici per il campo, e forse questa mia tranquillità è dettata dal fatto che comunque a Firenze c’è sempre Moranduzzo, nel caso che Vincenzino scelga come modulo l’albero di Natale e ci trovassimo sprovvisti di palle. E poi mi sembra un po’ troppo etnico questo sdilinquimento albanese, etnico forse è eccessivo ma sono appena uscito da una cena talmente speziata, che ho temuto l’arrivo delle andropausa anzitempo, tra vampate dovute al tabasco, al curry e allo zenzero, tra guacamole, hummus, chutney, risi usati come condimenti, si insomma tutto molto affascinante e sensoriale, direi fusion, mentre l’argomento calcio ci riportava subito alla tradizione, e a questa mi sono abbeverato, arso di piacevole stupore una volta verificato quanto vacillasse stremata  la fede rossonera davanti alla cessione di Ibra e Thiago Silva, non più arrogante e spavalda, oggi invece così umiliata dallo sceicco, costretta ad affogare il proprio disprezzo per la società, cosciente di essere diventata supermercato della penisola arabica, così tanto mortificata da rifugiarsi nel misticismo culinario, in un viaggio doloroso dei sensi, tra Messico, India, paesi arabi, fino a nascondersi nella cucina israeliana, gente che un tempo aveva un’altra pasta, oggi chini su pasta di ceci e semi di sesamo, passioni aromatizzate ormai con olio d’oliva e aglio, succo di limone e paprica, semi di cumino in polvere e prezzemolo finemente tritato, una passione  tritata e consumata con pane azzimo. In questa salsa vegetale piccante e densa, a base di passione alla frutta, spezie e ortaggi da tirare alla propria fede, mi sono sentito un gran signore, ho capito di essere ancora vivo in confronto a chi effettivamente aveva perso qualcosa più di un Behrami, che avrà anche le palle ma che a me non fa l’effetto devastante etnicospeziato degli amici milanisti, la seconda foto di copertina è infatti dedicata proprio a loro e alla loro attuale visione del calcio, foto che ho scelto anche per quelli tra noi che guardano il mondo col lutto al braccio, per fargli trovare un comune luogo di sollievo del dispiacere, si insomma, dalla “ Fossa dei leoni” cosa meglio di una bella  fossa comune della passione.

sabato 14 luglio 2012

In tutti i Moody's

Non c’è rivoluzione senza feriti e paura quando viene messa in atto, già in ritardo di due anni va fatta in tutti i Moody’s, e tutta fino in fondo, non a rating, con la speranza che una volta terminata venga declassato solo il vuturismo. Mentre le notizie sull’arrivo di Viviano fluttuano come l’indice MIB, portando un’instabilità che scuote il mercato e i nervi di Jordan, in città il Dow Jones indica invece l’arrivo di Andrea Della Valle, che a proposito di borsa speriamo la porti piena di cash flow, magari riempita dal cinematografaro napoletano. La probabile cessione di Behrami intanto ha mandato su tutte le furie gli abitanti di Borgo dei Greci, stufi di essere additati sempre come causa di instabilità dei mercati, Finance2 rilancia escludendo questa volta le responsabilità della Grecia, adducendo invece l’instabilità presente tra la tifoseria, una conseguenza delle scelte politico societarie egiziane, ne è esempio palese l’acquisto di Hegazy, che ha causato il nervosismo delle borse, e che non fanno altro che rispecchiare la paura dei tifosi per un giocatore che sarà anche il Nesta delle piramidi, ma che col Cairo che noi ci si crede. La società ha bisogno a questo punto di grandi colpi, e allora punta molto su El Hamdaoui, considerato non a caso il mago di Amsterdam per come riesce a tagliare le traiettorie al pari dei diamanti, non un mago della finanza, certo, ma per quanto riguarda il bilancio si è pensato ad altri per far Cuadrado i conti. E in questa fase convulsa, anche l’operazione Ralf sembra difficile, dopo che Fonzie se n’è andato ad allenare la Nazionale portandosi dietro tutti gli Happy Days dei tifosi. Due parole su Behrami, dispiace perché è un bravo boscaiolo, ma con quei soldi oggi si fa tanta legna e magari anche qualche assist e gol, e soprattutto non si rischia di ripercorrere la vicenda Montolivo, il calcio è questo, piaccia o no, e non solo a Firenze, visto come si sta manifestando con tutta la sua virulenza appestando Milano. Ho grande fiducia che Macia e Pradè con un po’ di disponibilità riusciranno ad allestire una squadra finalmente nuova, motivata e divertente, mentre in questa fase della preparazione l’indice più stabile in casa Viola, oltre al caldo ci sembra il Nikkey, perché punta tutto sulla trasparenza di Pradè che piace molto a Firenze e ai mercati, tranquillizzandoli un po’, e noi del blog, sempre vigili anche più di chi fa le multe, come potete vedere dalla foto di copertina, ci siamo fatti disegnare dalla Joma, la divisa che sarà indossata dalla nostra inviata Bice quando andrà a intervistare proprio il DS, in modo da metterlo a suo agio e rendergli pan per focaccia. Un aspetto passato in secondo piano in tempi di calciomercato furibondo, che per me però ha lo stesso valore di un colpo di mercato, è quello dell’abbattimento delle barriere tra gli spalti e il campo, progetto che sembrerebbe finalmente in fase di realizzazione, un investimento di due milioni che finalmente toglierà le paratie alla passione. Sono contento poi del grande successo che ha riscontrato la Bice in tutto l’ambiente, e in special modo ci hanno riempito di orgoglio le parole della proprietà, rimasta colpita dall’eleganza e la classe della nostra inviata, parole che hanno avuto anche un importante seguito, visto che Diego in persona ha voluto riservare già da adesso uno dei nuovi Sky Box proprio alla riblogghita, nel quale, come potrete vedere nella seconda foto estrapolata dal progetto di Fuksas, il Patron consentirà alla Bice di assistere comodamente alla partita, in un ambiente pieno di confort, e nel quale ha già dato la disponibilità per un intervista tete-à-tete, che all’inizio sembrava potesse spaziare a 360 gradi, poi l’ufficio stampa Tod’s ha specificato che la disponibilità di Diego si fermerà a 90 gradi.

venerdì 13 luglio 2012

L'inviata viola non è una bucaiola

Chi era presente alla magnifica serata in Piazza Signoria, non avrà potuto fare a meno di notare la ragazza della foto alla sua prima uscita ufficiale, e un po’ alla fine ci dispiace per i volenterosi inviati delle radio e giornali, sempre affannati e congestionati nel rincorrere briciole di notizie, una guerra tra poveri che concorre a renderli sdruciti dentro e gocciolanti di pressapochismo fuori, poveri inviati al macero di una categoria che sconfina sempre più nel cabaret, che in terra di Coop da l’idea dell’ipersfruttato più che dell’ipermercato, del sottopagato più che del sottocosto, in confronto alla classe e l’assoluta immedesimazione nel ruolo, di chi invece si eleva a miglior inviata dell’intero panaroma Viola. Abbiamo aspettato fino ad oggi per presentarla ai nostri lettori, dopo un casting duro e lungo come quello di “Veline”, oggi siamo fieri e orgogliosi di presentare la Bice, una vera professionista a cui “piace più il pennello della vernice”. Quale inviato oggi può essere considerato più coerente di lei, la riblogghita di pollock infatti, connota i suoi collaboratori in maniera forte e unica nel panorama delle radio, siti e blog, ci viene in mente subito il Guetta, che per fare altrettanto dovrebbe dipingere di blu tutti i suoi inviati, oggi possiamo dire con orgoglio che dopo i Vigili Urbani, la Bice ha il miglior cappello della città, e per le sue doti professionali invece garantisco io, nessuno come lei riesce a dare colore alle notizie, il suo stile “en plen air” vi stupirà per come riesce ad essere impressionista della notizia, nel cogliere le sottili sfumature che la luce genera alla luce anche di un trasferimento minore, pur avendo il linguaggio informale del grande Jackson, ieri per esempio mi ha inviato uno schizzo di Jovetic, una sua “impressione” con la maglia bianconera, che qualcosa vorrà pur dire, visto che la Bice è una che coglie la vera essenza delle cose. Voglio ricordare con orgoglio, come la visione del blog sia sempre stata rivolta in avanti e mai ci siamo lasciati sopraffare dalle suggestioni del passato, mi viene in mente “Leonardo” del PSG che ha dichiarato “io dipingo ciò che vedo”, e dopo la Gioconda, oggi vorrebbe ritrarre Ibrahimovic e Thiago Silva, noi che dentro al decadentismo Viola abbiamo trovato invece lo stimolo non più per la natura, morta come la passione, ma per l’interiorità più profonda, per il mistero, si, il mistero di dove siano finiti i grandi schemi di Delio Rossi, per certi versi il più vicino all’arte di Pollock, visto che il riminese ha versato lacrime e sangue mentre l’americano versava il colore puro sulla tela, e qualcuno potrà criticare la mia scelta di dare alla Bice un cappello con il pennello, quando proprio Pollock lo aveva eliminato così come il cavalletto, usando le mani, ma ci sembrava inelegante mettere un barattolo di vernice in testa all’inviata, sarebbe stato troppo poco cool e col rischio di farla passare per una promoter della Mapei. Quello che ci interessava di più era mettere in evidenza la sua pittura d’azione, in grado di seguire l’azione senza mai andare in fuorigioco, restando in linea con la notizia, il suo modo istintivo, quasi impulsivo di fare cronaca in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi, quasi a ricordare Pippo Inzaghi, ci regalerà grandi affreschi giornalistici, nella seconda foto di copertina infatti la Bice ci fa il suo primo quadro della situazione in casa Viola, in esclusiva per il blog, nel quale descrive le strategie di mercato e gli obiettivi in maniera chiarissima, una scrittura di getto, ma anche se informale, di grande verità e trasparenza, l’unica poi che a seguito della presentazione delle maglie, oltre ad essere stata capace di decifrare i programmi della società, con quei tocchi di giallo ci racconta di come finalmente la terza maglia non sia più di quel colore.

giovedì 12 luglio 2012

Il giglio e l'aglio

Alla faccia della contestazione suggerita, l’’eterno borbottio del tifo questa volta è rimasto fuori e non ha disturbato l’emozione che solo l’amata maglia riesce a dare, ieri quella nuova, un momento sacro solo da venerare, lasciando le polemiche fuori dalla cripta di famiglia, la maglia rappresenta la passione, e agli indemoniati, incrostati nell’eterno malcontento, forse non sarà più sufficiente nemmeno un anticristo a placare l’anima, ma un più efficace anticalcare. Viakal quindi, nel senso di via kalcio dalla loro vita se neanche più il Viola, il bianco e il rosso della maglia strorica, ma soprattutto il giglio può più salvare, e che anzi sembra essere diventato l’aglio che fa arretrare la fede di chi succhia il sangue alla propria passione, vampiri persi nella loro notte fonda, che neanche l’arrivo di Van Persie rianimerebbe più. E a parte gli zombi che forse si aggiravano silenti in Piazza Signoria, è stata una bellissima serata, con circa cinquemila persone che hanno partecipato festanti dopo essersi tappate le orecchie ai brusii di insofferenza verso la proprietà che hanno preceduto e che seguiranno immancabili l’evento, con tanto di comunicato dalla curva Fiesole non tesserata, che per annunciare che non avrebbe contestato, di fatto ha contestato tutto e tutti ancora prima della presentazione, specificando di non condividere neanche le modalità di ripopolamento dello stadio, che secondo loro sono rivolte a un modello ideale di tifoso concepito come un cliente passivo e non invece come un più moderno tifoso metrosexual. Belle le maglie e bello l’evento all inclusive di facce nuove, vorremmo a questo punto che l’entusiasmo che sta dimostrando Viviano nel voler indossare con tutte le sue forze quella nuova maglia, possa servire a ricompattare anche gli irriducibili dell’antimarchigianità, un po’ di serenità aiuterebbe tutti, da chi lavora per la nuova stagione, a chi a questa stagione vuole aggrapparci la propria passione. La più affascinante è sembrata la terza, con la quale il club tornerà a vestire i colori delle proprie origini, suggestivo anche il particolare di inserire il testo dell’inno Viola all’interno del colletto,  il bellissimo e riuscitissimo evento di ieri a questo punto ci sembra l’occasione giusta per ripartire con un po’ di entusiasmo, ritirando fuori l’orgoglio del tifo in un fronte comune, una ricompattazione della passione in grande stile come lo è stata la presentazione di ieri, orgogliosi anche del muro che ha innalzato Viviano pur di venire a Firenze, e che ieri sera in San Frediano ha aspettato invano buone notizie per intervenire, e allora via i rancori e le antipatie in nome della Fiorentina, e per questa riconciliazione del popolo Viola, il blog come sempre innovatore e dispensatore di soluzioni all’avanguardia, mostra nella foto di oggi un modo nuovo per scambiarsi il segno della pace. 

mercoledì 11 luglio 2012

Un pieno di cervello

Mentre c’è chi buba anche per gli sconti sull’abbonamento, roba da far impallidire Rocco Papaleo e tremare il responsabile marketing dell’Eni difronte a una così alta insensibilità al ribasso, gli stessi cervelli al ribasso di chi critica anche i costi per la serata di presentazione delle maglie addebitandoli alla società, che un po’ è come addebitare il costo sociale per la cura di certi cervelli, a Bossi, solo perché anche lui ha un figlio sottocosto, ma per fortuna c’è chi come Montella, che dalla sua pompa distribuisce fiducia, cosa questa invece affatto scontata per un allenatore così giovane, sempre molto presente e lucido, tant’è che prima di dare il suo assenso anche a un semplice prestito, vuole verificare di persona la bontà dell’operazione studiando da vicino le caratteristiche dei giocatori anche in forte discussione. Mi viene in mente il congelamento dell’operazione Ljajic al Torino, messo sotto osservazione per valutarne la funzionalità al proprio disegno tattico, in modo da tentare l’eventuale rilancio, altro tassello importante di questo nuovo indirizzo Viola sembra proprio essere l’estrema attenzione nel valutare in maniera seria ogni possibile risvolto, anche gli scarti di lavorazione delle vicende negative passate, eliminando così il rischio concreto di buttare via il bambino con l’acqua sporca, e quindi vedere se Adem abbia smesso finalmente di essere bambino, visto che l’acqua sporca intanto s’è già portato via un Delio Rossi. Cercare di recuperare i giocatori che in qualche modo hanno dimostrato delle potenzialità è segno quantomeno di serietà, e anche con Cerci mi sembra si giochi la carta della fiducia, se Montella sarà bravo a trovare il giusto feeling con i giocatori per tirargli fuori il meglio, quello che ha già fatto vedere a Catania e parzialmente a Roma, potrebbe alla fine far risalire le loro quotazioni e allo stesso tempo anche i consensi dei tifosi. Oltre a lui anche Pradè, ospite a Sporitalia, è sembrato estramemente tranquillo e allo stesso tempo convinto dei programmi della società, mostrando l’entusiasmo e la decisione necessaria per portarli a termine con profitto, ribadendo ancora come anche la Società abbia la volontà di riconquistare il pubblico e l’entusiasmo intorno alla Fiorentina, attraverso un mercato nel quale sembra avere idee chiarissime, confermando poi come la pazienza sarà il grimaldello necessario per scardinare operazioni interessanti. C’è chi noncurante dell’esigenza di un clima sereno sul quale cercare di ricostruire, noncurante delle parole della società che ha messo il veto a certe ventilate cessioni, fomenta ugualmente gli animi usando il bisturi per scrivere notizie destabilizzanti, e su queste ricordare, implacabile come una scadenza fiscale, che alla presentazione delle nuove maglie ci sarà la succulenta possibilità di contestare, un opportunità low cost in tempi di crisi, che consente di liberare le frustrazioni in overbooking, senza neanche il bisogno di  salire sul pullman per Moena. Ma contestare cosa chiediamo noi a chi non ha fatto in tempo a fare il pieno al proprio cervello, contestare forse la trasparenza di Pradè, o l’entusiasmo e l’iper professionalità di Montella, saranno forse gli sconti sugli abbonamenti a dare fastidio, oppure il fatto che non ci si possa attaccare più neanche alla tessera del tifoso per dare contro, si vorrebbe forse fare una presentazione delle maglie più dimessa, magari al campo nomadi dell’Olmatello, oppure si vuole agire subito in memoria della nonna quando diceva di non contestare domani quello che puoi contestare oggi, noi però che abbiamo sempre ascoltato troppo poco i saggi consigli degli anziani, noi che abbiamo ancora il cervello a prezzo pieno per dare sempre soluzioni alternative, a chi si arrampica sugli specchi per mascherare maldestramente il suo essere prevenuto contro i Della Valle, da buongustai del settore quali siamo, suggeriamo di arrampicarsi su qualcos’altro.