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domenica 31 gennaio 2016

Un campione di salto mortale per le buche di Marassi



All’indomani dei colpi di scena sulla trattativa Mammana, come reputa il mercato il tifoso Viola diviso tra ottimismo e scetticismo? Un po’ come per il Family Day, Circo Massimo per gli organizzatori, medio secondo la Questura. O forse è anche questo un mercato da pezzenti? Mi pare quantomeno indelicato quello che afferma il presidente del River, e non tanto quando  racconta la logica di chi come i dirigenti della Fiorentina sarebbero arrivati a un centimetro dall’accordo per poi ritirarsi, ma perché il dirigente argentino mette in piazza certi passaggi della trattativa che sarebbero dovuti rimanere in Argentina. Cognigni infatti aveva raccontato a D’onofrio come reperire i soldi che lo separavano dalla conclusione della trattativa, di fatto non pagando il canone Rai in due semplici mosse; disdire l'ENEL entro giugno, e trasferirsi in un bosco dell'ascolano e vivere dei frutti della terra. A parte quelli che sanno esattamente come è andata, ci sono quelli, di cui anch’io faccio parte, che hanno più difficoltà a capire, solo perché meno perspicaci. Ricordo le prime volte che mi approcciavo all’altro sesso, quando cioè per capire se la mia donna stava godendo mentre trombavamo ero costretto a guardarle i piedi, e solo se aveva ancora le pantofole capivo che non era propriamente coinvolta. E per volermi disintossicare dalle schermaglie di mercato, e dal calcio più in generale almeno per una sera, al posto di guardare la Roma di Spalletti mi sono visto l’ispettore Coliandro, più verosimile delle dichiarazioni del presidente del River, che hanno fatto scendere al secondo posto degli eventi più brutti del 2016 il concerto di Capodanno di Gigi D'Alessio. Perché il presidente del River già che c’era ha voluto dire la sua anche sul Family Day (qualcuno gli aveva fatto credere che l’avesse organizzato la Fiorentina), sostenendo che lui alla famiglia naturale preferisce quella leggermente frizzante (e qualcuno sostiene che sia questa la vera causa che poi ha fatto saltare l'accordo). Ma adesso bisogna pensare solo a battere il Genoa, e non sarà facile anche per colpa di un campo pieno di buche. A questo proposito, in caso di mancata vittoria sembra già pronta una contestazione alla società incapace di ingaggiare campioni in grado di adattarsi efficacemente ai terreni infidi. Campioni anche di salti mortali insomma, di quelli che a fine allenamento invece di andare a farsi la doccia, per cercare di migliorare la propria tecnica frequentano case con i bambini che lasciano le macchinine in giro. E infine la sola cosa che trovo credibile di quanto dichiarato dal presidente del River, è che comunque ci vuole pure la cugina troia per essere una vera famiglia tradizionale. Una cugina troia nel buio pesto della famiglia tradizionale.




sabato 30 gennaio 2016

Più realistiche le nuove Barbie o il dietrofront su Mammana?

Questa storia delle statue ci ha sensibilizzato tutti, come un dente che sente il caldo e il freddo, il Bambi (che usa Sensodyne) mi ha raccontato che ieri sera è venuta a casa loro un’amica della sua nuova compagna, uscita proprio ora da un doloroso divorzio. La compagna del Bambi si è sentita quindi in dovere di coprirlo con uno scatolone. Così nascosto ha però avuto modo di ascoltare un’interessante dialogo sulle nuove Barbie più realistiche, ed è rimasto sconvolto dalla "Barbie piedi ghiacciati", da quella "vescica piena", e da quella "Equitalia". E’ riuscito a capire che l’azienda era stata criticata per aver proposto un canone di bellezza legato all’eccessiva magrezza, che secondo i soliti detrattori di Cognigni, avrebbe poi contribuito a diffondere e a radicare modelli sbagliati e pericolosi per la salute delle bambine. Un po’ quello che sta succedendo in queste ore con i tifosi che attaccano la società rea di essersi ritirata dall’affare Mammana. Da qui le tre nuove versioni che saranno messe in vendita nelle prossime settimane. La mia idea sull’argomento è che nessuna Barbie sarà mai realistica finché non si potrà inginocchiare. Mentre a Firenze si vorrebbe un Cognigni che mangiasse il lampredotto invece del solito ciauscolo spalmato sul pane. Fossi stato io quello nascosto dentro lo scatolone sarei uscito all’improvviso e gli avrei fatto presente anche i problemi di lui che un tempo era Ken e ora si fa chiamare Luana. Stessa cosa che farà Cognigni quando uscirà fuori dallo scatolone con il contratto di un altro difensore centrale (Bartra?), e farà “bausettete!!”. In questa settimana passata lontano dal Marasma del traffico sui viali, la sera ho avuto modo di riflettere su certe iniziative imprenditoriali. Avrei messo a punto anche un franchising adatto per le città attraversate dai fiumi, l’idea è quella di un chioschetto su una delle due  rive intanto che s'attende il nemico passare, un panino e un birrino sarebbe la morte sua (e di Cognigni). Il chioschetto pilota sarà naturalmente posizionato Diladdarno e se non arriverà un gran difensore centrale avrà un successone. Un’altra idea è quella di fare da contenitore di frasi fatte per gli autori di striscioni  in mancanza d’ispirazione. Le prime frasi omaggio per attirare la clientela sono; “bello, c'hai un euro? mi lasceresti 2 tiri? cazzo che sballo”. Se poi tutte queste incomprensioni con la società, la difficoltà di capire certi dietrofront di mercato vi tolgono le energie per tifare serenamente domenica a Genova, non c'è niente di meglio che prendere un bel Multicentrum in attesa di Bartra. Mentre un uccellino stanotte mi ha detto che "Barbie Ikea" è l'unica che Ken riesce a montare.

venerdì 29 gennaio 2016

Cognigni intervistato dalla Leosini non può farla Franca

Siamo all’ultimatum per Mammana, un aut aut però di quelli lenti, insomma, ai dirigenti gli son presi i cinque minuti che alla fine saranno cinque giorni. Io sono arrivato a pensare che se Mammana non arriva è perché Dio è arrabbiato per quelle volte che in chiesa fingevo di cantare le canzoni e in realtà muovevo solo le labbra. La cosa più strana della giornata comunque non è stata l’ufficialità di Ranocchia alla Samp, quanto “storie maledette” dove la Leosini intervista Celeste, in galera a Bollate, comunque più abbronzata di me al 15 di agosto. Quando la vita ti riserva solo casini, divano, sushi e appunto Franca Leosini, “La sera della scomparsa di suo marito l’hanno trovata che sbocciava una bottiglia di Don Perignon. Non è sospetto?”. Mammana sembra proprio una storia maledetta. Intanto oltre alle notizie di mercato filtra anche un’indiscrezione da Palazzo Vecchio, in riferimento allla visita del primo ministro indiano, la prossima settimana verranno coperti tutti i nostri pescatori sulle rive dell’Arno. Mai come Roma, certo, ricoperta di nebbia, ora mi sembra che con le attenzioni per Rouhani stiamo veramente esagerando. Comunque che venga o no Mammana, la vita è donna, perché decide sempre tutto lei. La Danimarca intanto approva la legge per la confisca dei beni ai migranti. E adesso provate a dire che non c'è del marcio. Altro che rifarsela sempre con Cognigni. E poi anch'io dico dico, ma quando viene un ospite che è a dieta, per correttezza copro il frigorifero con un cartone.



giovedì 28 gennaio 2016

Ore decisive per Mammana

Si fa sempre un largo uso dei numeri per leggere una partita, dal risultato alle percentuali di possesso palla (dove la Fiorentina è prima), dai rigori a favore (7), a quelli contro (0). Poi nel Giorno della Memoria ci sono altri numeri che è difficile ricordare, e ci sono numeri che è impossibile dimenticare. Ci sono anche quelli dell’affare Savic/Suarez, perché in fondo siamo tutti un po’ Cognigni. Sono in Svizzera e per l’occasione ho deciso di frequentare un centro specializzato per la gestione delle emozioni. Ho deciso di iscrivermi per sviluppare l’autocontrollo con dei piccoli esercizi di anestesia totale. Tutto questo per non reagire più in maniera scomposta agli striscioni del Marasma. Intanto grazie alla rinomata ospitalità italiana, dopo che sono state coperte le statue, Renzi offrirà al ministro giapponese una bistecca alla fiorentina con le bacchette. Mentre il tempo scorre inesorabile e mina le nostre certezze di tifosi in attesa di un difensore centrale, fra le tante paure della contemporaneità soffro in particolare il terrore di quando appare la scritta "transazione rifiutata" sul bancomat. Non è che alla fine ci sbattiamo la testa con questo difensore, che non arriverà e che invece doveva essere il primo acquisto per importanza? Se così fosse ci ritroveremmo tutti canguri in un mondo di soffitti bassi. E non voglio pensare a quelli che hanno le corna. Se invece sistemiamo la difesa, poi daremo tutti i diritti ai gay (comunque un bambino con due padri ha il doppio delle probabilità di avere un padre presente di uno con un padre solo), io farò qualcosa anche per i perditempo degli annunci che non vuole mai nessuno. E non mi riferisco a quelli del Marasma. Come tifoso voglio precisare che vado oltre all’acquisto del difensore centrale, ho deciso comunque che vivrò fino alla mia morte. La vita del resto è troppo breve per occuparsi solo di quella reale. Nella Fiorentina poi c’è un altro problema, l’alta concentrazione di giocatori sinistri, quando il mondo già si divide in quelli che hanno imparato a usare il mouse con la sinistra e quelli che hanno imparato a masturbarsi con la sinistra. Giocarci anche a calcio diciamo che è una sovraesposizione mancina. E a proposito di sfumature che fanno sempre la differenza, il Milan se l'è vista brutta con i grigi, che non sono quelli dell’Alessandria, ma quelli della Guardia di Finanza, e l’Inter è stata asfaltata sulle strisce. Adesso bisognerà coprire Jakovenko per non offendere il ventunesimo secolo.

mercoledì 27 gennaio 2016

Pronto il nuovo striscione

A proposito di difensore, l'unico modo che conosco per non sbagliare l’acquisto è quello di non commettere errori. Mercato oltretutto impietoso per chi non mantiene le promesse (vedi Pradè), tanto le bugie hanno le gambe corte, il naso lungo e la cronologia cancellata. E poi mi sarei aspettato che la tifoseria si fosse meravigliata meno per la mancanza di tempestività da parte della società che non ha ancora chiuso per il difensore centrale, e più per il fatto che la Polizia non riesce a beccare chi fugge su un Audi gialla. Vogliamo provare con Mammana o con un Maggiolone rosa a pois? Sono sicuro che il difensore arriverà e sarà forte, poi per festeggiare lascerò scritto che quando morirò vorrei essere barriccato. In merito all’inchiesta “operazione fuorigioco” che ha scosso nuovamente il mondo del calcio, mentre tutti si tirano fuori, solo Galliani si è dimostrato un vero uomo, ha ammesso le proprie responsabilità, e alla fine ha patteggiato dando al fisco Montolivo. Insomma, è facile rifarsela sempre con quel pover’uomo di Cognigni, reo di ritardare l’acquisto del difensore solo per tirare sul prezzo, critiche e sempre critiche da parte di chi crede di avere una dignità, mentre vorrei vederli specchiarsi quando cercano di tirar fuori molecole di xilitolo dal dentifricio finito. Nella foto intanto si può vedere con quanto scrupolo il Marasma (soci ritratti nella Biblioteca Marucelliana sede storica del loro gruppo) studia i testi dei nuovi striscioni. A valle del mercato, il prossimo sarà naturalmente rivolto all’economo di Civitanova, e reciterà; “la tu’ Mammana maiala”. Si certo, quelli dell’Audi gialla hanno cambiato auto, il difensore non è ancora arrivato, coprono le statue nude per rispetto a Rohuani, il nuovo scandalo che travolge il calcio, Ranocchia alla Sampdoria, poi però anche un raggio di speranza. Non è ancora scudetto, ma almeno è stato identificato l'uomo con il fucile giocattolo a Roma Termini, grazie al sistema di sorveglianza del negozio Clementoni.


martedì 26 gennaio 2016

Il segreto dei krapfen di Ugetti

Siamo cresciuti sapendo della figlia del dottore che faceva sesso animale con tre civette sul comò, e ora ci sconvolgiamo per un matrimonio gay, o perché Ranocchia va alla Samp? Mentre peggiora la situazione di De Rossi, sul referto dell’arbitro sembra infatti che ci sia scritto “ dava del democristiano a Mandzukic”. L’attesa per il difensore centrale intanto va di pari passo con quella per la sentenza del caso Salah, un’attesa che ci logora e ci fa invecchiare più ancora di Bruce Willis per colpa dell'ADSL Vodafone. Si dirà che sono giorni di riflessione in casa Viola, si, lo so che il difensore centrale sarebbe dovuto arrivare il primo giorno di mercato, altro che riflettere, ma in un mondo ideale allora gli uomini non farebbero più la guerra, e le donne avrebbero un mio poster appeso nell'armadietto della palestra. E poi non ci sarebbero mai state neanche le operazioni Gomez e Suarez. Che non sia un mondo ideale lo dimostra anche il fatto che ieri a Bardonecchia è stata una giornata fantastica, alle 14 c’erano 16 gradi, un cielo terso, senza neve, e i krapfen caldi di Ugetti sfornati a metà pomeriggio (non ideale per chi va a Bardonecchia a sciare e non a mangiare i krapfen). E mentre il krapfen di Ugetti vive il suo segreto di bontà nelle sue tre varianti gianduia, crema e confetture, un solo segreto mi permette di fare ancora impazzire a letto la Rita dopo tanti anni, farle trovare le federe non abbinate alle lenzuola. So che nel frattempo il Giani è stato stoico e ha rinunciato persino a un buffet gratis pur di prendere le difese della famiglia Della Valle, troppi malumori e critiche secondo lui, e c’è troppo scetticismo anche per me se è per questo. Il tifoso dallo striscione facile ricorda un po’ quell’atteggiamento di quando si prendono per il culo le donne per i parcheggi, dimostrando una certa chiusura mentale. Perché le donne hanno problemi anche con le rotonde. E quando il tifoso Viola non affigge striscioni nella notte sulle cancellate dello stadio, tranquilli, è solo perché è a rifare un attimo l'orlo al baratro. Ma poi torna. Per quanto mi riguarda, mi accorgo invece di essere sempre meno disponibile, tra il lavoro e il blog tolgo un po’ troppo spazio alla famiglia, non vi meravigliate quindi se inizierò a scrivere con le k per riguadagnare un po’ del tempo libero (la foto di oggi è più che altro una proiezione futura, di quando cioè scriverò con le k e avrò il tempo di portare la Rita sul Campanile di Giotto).






lunedì 25 gennaio 2016

La sciabolata morbida

E’ un ritorno alla vittoria impreziosito dalla conquista del terzo posto. Squadra ridisegnata, con Ilicic ad ispirare il tandem Babacar-Kalinic, che a proposito di coppie maschili sono meglio di quella composta da Renzi e Verdini (quest’ultimo una declinazione del buon Verdù). Al minuto 24 arriva il decimo gol dello sloveno, mentre il raddoppio di Gonzalo ci ricorda quando ci sia mancato l’argentino contro il Milan. C’è spazio anche per l’esordio di Costa e Zarate, tracce di un mercato che renderà la squadra più forte. Squadra che ricama meno ma che è più compatta. La nota negativa della domenica è stato Mancini che a fine partita ha gridato "Lasagna di merda", di fatto offendendo tutte le nonne. Sono di corsa e in partenza, un po’ come Mati Fernandez e Suarez, sto andando al Frejus per qualche giorno, e poi giovedì sarò in Svizzera (tenete in ordine a proposito). E correre vuol dire accorciare una vita già di per se breve. Troppo breve per non sognare il sorpasso sulla Juve e il recupero sul Napoli, e per non mandare affanculo le persone che ti rivolgono la parola continuando a toccarti il braccio. Che ne sanno quelli del Marasma di quando noi scrivevamo “forza Viola” col pennarello indelebile sul motorino o sullo zaino. Mentre metto in moto la macchina, vi lascio tutta la settimana per pensare a Ramy Abbas, a quanto ancora non abbiano inciso Montella e Spalletti, ma soprattutto vi lascio tutta la settimana per tornare a sognare, lasciando la tristezza ad altri. La tristezza di Piccinini quando vorrebbe bere lo champagne, ma con la sciabolata morbida non va. Quella di Ilicic invece si che va!
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domenica 24 gennaio 2016

Interrogativi a km zero

No, Sousa è stato chiaro; non sarà una Fiorentina diversa tatticamente, così come in Italia l'unica famiglia tradizionale è quella che non paga il Canone Rai. Se a Firenze si sceglie lo striscione per contestare la famiglia Della Valle, a Milano si è scelto il Pirellone per il Family Day. Che poi non era facile rendere ancora più brutto del solito quell'edificio. Ma è anche vero che uno appena impara a scrivere ci tiene a farlo sapere a tutti. Il Bambi che ha avuto un’infanzia difficile intende la famiglia tradizionale formata da un nipote, una nonna e i fiori di zucca fritti, e poi basterebbe chiamarlo Family Gay per metterli tutti d’accordo. Come anche battere il Toro tra uno “gnudo ricotta e spinaci”( il solo ripieno del raviolo senza la pasta), e una “francesina”(il lesso rifatto con le cipolle) metterebbe tutti d’accordo. E adesso via alle ipotesi di formazione; forse subito Tino Costa, anche Zarate e Alonso tra i convocati, mentre la formazione titolare di una famiglia sono; uomo e donna, in panchina col 14 il postino, col 28 il migliore amico di lui, col  6 il trans e col 12 la cognata. Il centrocampo sarà invece tutto da inventare, ma anche al Toro mancheranno Bruno Peres e Maxi Lopez. Il Bambi è d’accordo con Sousa, oggi è importante vincere anche giocando meno bene, in modo da recuperare infortunati e squalificati, per avere poi il tempo d'inserire i nuovi acquisti senza perdere il contatto con l’alta classifica. E’ anche convinto che il Family Day sia opera del “Boss delle cerimonie”. Adesso speriamo che Sousa non faccia errori di formazione dopo che quelli del Pirellone non ne hanno fatti d’ortografia, sennò chi li sente quelli del Marasma. In serata, dopo il pareggio per 2 a 2 tra Milan e Empoli è apparsa un’altra scritta sul Pirellone “Vendo Panda usata” (mentre nessuno striscione nuovo è apparso sulle cancellate dello stadio). Adesso vi lascio con gli interrogativi più classici, interrogativi di territorio, interrogativi di stagione, quelli di formazione e quelli sul nuovo difensore, mentre il mio vicino che non segue il calcio si domanda perché nella mia casetta della posta non ricevo mai pubblicità e lui la riceve sempre doppia. Non prendete la macchina per andare allo stadio.


sabato 23 gennaio 2016

Gruppo Car Sharing

In questa vigilia di Fiore-Toro c’è anche spazio per la bufera che si è abbattuta su Putin, senza nulla togliere a quella che ha travolto Sarri. Sembra proprio che sia stato l’ex funzionario del KGB a ordinare l'omicidio Litvinenko. Lo rivelano i tracciati di Amazon. Non è esente da accuse nemmeno Maurito Zarate, che viene accusato di episodi altrettanto discutibili, mentre io non me la sento di condannare il neo acquisto Viola. Non lo giudico perché non sono un verginello, l’esperienza mi ha insegnato che se dopo aver montato un mobile Ikea, ti rimangono in mano delle viti, hai fatto qualche cazzata anche te. Con il Bambi abbiamo passato una bella serata a parlare delle più grandi domande della vita, accompagnate da un Barolo chinato e della cioccolata fondente. Siamo soli nell’universo? Dio esiste? Perché le donne amano spremere i punti neri? Arriverà Lisandro Lopez? Perché gli uteri in affitto si e le prostate in affitto no? Un neonazista in birreria ordinerà una Weiss o una Lager? Poi ci siamo detti che siamo invecchiati (da quando ho perso i capelli e porto la barba, per ringiovanire un po’ la mia immagine, vado dicendo a chi incontro che cammino a testa in giù) che il mercato è cambiato, e che un giorno ci saranno le nonne vegane che per natale friggeranno l'albero. Ci siamo anche dichiarati soddisfatti degli acquisti Viola, con la premessa che arrivi anche il difensore. E che domenica servono 3 punti. Forse sarà stato che la bottiglia ce la siamo bevuta tutta, alla fine abbiamo dovuto ammettere che l’idea Zarate è quantomeno intrigante, Tello potrebbe essere una gran bella sorpresa, e che almeno io non avrei saputo consigliare meglio. Anzi, un consiglio spassionato al netto del Barolo chinato voglio darvelo almeno a voi, non date mai consigli a nessuno, neanche se richiesti. Se insistono, dite solo che è meglio non sputare dentro a un tornado. Perché la vita mi ha insegnato un sacco di cose che non ho capito. Forse sono in leggero aumento i tifosi soddisfatti dal mercato Viola, e aumentano al pari delle adesioni al Family Day. Tra gli acquisti oggi sarà il turno di Tello, mentre tra le adesioni quello di Rosa e Olindo. Gli altri, gli scontenti intendo, se volevano essere presi in giro dalla Società, avrebbero fatto parte del “Gruppo Car Sharing”. E dopo il fattaccio Sarri-Mancini avrete notato che sono molto più prudente, i miei editoriali sono più titubanti, vorrei spiegarvi che la mia non è una flessione come quella della Fiorentina negli ultimi due turni. E’ solo che ho pochi amici gay, e quindi se dicessi qualcosa di omofobo sarei a corto di scusanti. La foto di oggi mostra il solito straordinario panorama di Firenze dal Piazzale Michelangelo, mentre nella parta bassa già si notano gli effetti della pedonalizzazione Nardella.



venerdì 22 gennaio 2016

Tipo Jakovenko

Oggi mi affaccerò alla finestra dello staremo a vedere se viene anche un difensore. Mentre attaccanti, esterni e centrocampisti arrivano alla spicciolata. Poi il grido di dolore “tappami Levante”, ovvero l’arrivederci di Rossi. Zarate fa discutere e non poteva essere altrimenti, c’è chi apprezza e chi storce la bocca. Dalle nostre parti ci si divide anche quando si va d’accordo, figurati. E si smette di andare d’accordo quando c’è da dividere, per esempio un’eredità. Da noi tutte le scuse sono buone per dividersi, e non solo per soldi. Mi ricordo la Beatrice dalle poppe grosse, ci amavano. Avevamo gli stessi gusti, ci piaceva lo stesso film, condividevamo la passione per Firenze, ci piaceva lo stesso cibo e anche la stessa donna. Poi malgrado tutte queste affinità è finita lo stesso. Col Bambi per esempio ci si conosce da 30 anni, e siamo sempre andati d’accordo, eppure mentre io amo Bolgheri, lui si chiede che cazzo hanno da ridere certe località. Come sempre sarà il campo a dirci che mercato sarà stato, e malgrado la classifica finale, sono sicuro che non ci troveremo comunque d’accordo. A questo proposito sono stato contattato dall’autore dell’ultimo striscione, quello che invitava i Della Valle ad andarsene, ha voluto farmi conoscere il motivo per il quale i suoi striscioni sono sempre così velati di malinconia. Mi ha raccontato la loro storia triste, si perché prima erano in due, adesso è rimasto solo, e gli striscioni sono scritti in memoria dell’altro, e risentono della tragedia che gli ha colpiti. Quello che se ne è andato era il vero autore dei testi, il più creativo dei due, poi la tragedia, improvvisa. Dopo l’acquisto di Kalinic è stato colto da un attacco di scetticismo, i suoi testi sono diventati un misto tra indecisione, iniezione di fiducia, e una boccata d'ossigeno. Alla fine si fece forte e decise per l'iniezione d'ossigeno. Fu subito embolia. E mentre Firenze si divide anche su Zarate, visto che non basta l’Arno a tenerci separati per via di quei maledetti ponti (quello sono io sul ponte alla Carraia), ecco il mio appello accorato; “ma perché dovete attraversare? Rimanete dalla vostra parte. Cos'è tutto questo mutamento di intenzioni, questa confusione?”. Ed è comunque triste vedere partire Rossi, quindi previsione sbagliata la mia, quando sostenevo che la Fiorentina proprio grazie a lui era la squadra con il margine di crescita più ampio. Non è andata così. Speriamo solo che adesso faccia bene e poi torni. Anche se una parte della tifoseria non si fida più, e qualsiasi mossa di mercato diventa un errore, malgrado la classifica, forse siamo tutti un po' correntisti MPS, altro che Zarate, i correntisti MPS ormai non si fidano nemmeno a lasciare gli oggetti metallici nelle cassettiere. Comunque grazie alla sceneggiata Mancini-Sarri è cambiato tutto, sul rigore negato, Allegri ha detto "Scemotto" a Pioli e lui ha risposto con "Zuzzurellone". Ultima precisazione, che non raggiunge certo le vette del “Della Valle vattene”, ed è sul tema dei furbetti del badge. Perché chi timbra e se ne va, di cose ne ha da fare eccome. Il fannullone è chi timbra e resta a non fare un cazzo. Tipo Jakovenko.




giovedì 21 gennaio 2016

Musiche di Elvis Costello

La discussione sullo scontro verbale tra Sarri e Mancini ha tenuto banco in tutti i modi, in tutti luoghi in tutti laghi. Anche molto animatamente, io mi sono preso con un tipo, forse sarà stato per il freddo pungente, a un certo punto voleva picchiarmi al bar in piazza San Felice, quando mi ha detto "ti aspetto dentro”. Chissà se tra un po’ sarà discriminatorio anche dire “Marcato a omo”. E alla fine non so se è più omofobo dare del gay a qualcuno o prenderlo come un'offesa. Triste. Anche se per chi ama il cinema oggi è difficile continuare a parlare di rozzi battibecchi sapendo che se n'è appena andato Ettore Scola, per il quale la prima causa di morte al mondo è stato purtroppo il 2016. Guardando il testa a testa Sarri/Mancini mi è venuto da pensare che non tutte le persone alla fine sarebbero davvero volute nascere. Magari avevano solo accompagnato un altro spermatozoo, e come qualche volta accade, poi hanno scelto loro. Insomma, uno è un ignorante, l’altro uno che a scuola andava dalla maestra a dire chi copiava. Mentre il Bambi è rimasto estraneo alla vicenda perché attraversato da sentimenti quali negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione. Le cinque fasi cioè dell'elaborazione dei risultati del colesterolo. Si è fatta della facile ironia sull’orientamento sessuale di Mancini, e per chiudere dico che se Mancini si fosse sentito toccato realmente da Sarri, gli sarebbe piaciuto. Se fosse successo a Firenze i tifosi avrebbero subito condannato Sarri senza esitazioni, non come a Napoli, sostenendo cioè che il tecnico aveva gravemente sbagliato, perché Higuain doveva giocare. Tutto questo mentre il mercato sta entrando nel vivo,  e soprattutto dopo il cambiamento epocale del canone della televisione inserito nella bolletta della luce. Mi sa che tra un “frocio” e un “finocchio”, ancora nessuno si sia reso conto che da quest'anno se uno non paga la bolletta della luce gli staccano la Rai. Dopo i recenti fatti calcistici e parlamentari, ammettiamo pure che l’Italia rispetto ai paesi islamici più integralisti è ancora indietro. Sospetto che gli stacanovisti dello striscione radicati nel tessuto sociale fiorentino, al prossimo Family Day possano scrivere nuovi striscioni contro Mancini. Ora largo ai colpi di mercato, le musiche sono di Elvis Costello (Tino e Cristian), mentre lo sponsor è il marchio di abbigliamento Zara-te (Mauro).

mercoledì 20 gennaio 2016

Quando lui non accende il riscaldamento in macchina

Contro il disfattismo applicato allo striscione lancio l’ennesimo grido di ottimismo, se il mondo e la classifica Viola vanno a rotoli, la luce della speranza non si spegnerà mai finché sulla Terra rimarrà anche solo la stufetta del bagno, o il sinistro di Ilicic. Poi a sostegno di chi vuole ancora sperare, c’è uno studio condotto dall'Università di Todi, nel quale si afferma che la Fiorentina non potrà vincere lo scudetto. E siccome a Todi non c'è nessuna università, significa che lo potrà vincere. Ed eventualmente arrivasse anche uno striminzito secondo posto non facciamo tanto i "pignolini", considerato che anche i puristi della carbonara si piegano al volere della pancetta. So che in molti invece prevale la diffidenza, e quindi monta forte il sospetto nei confronti dei “Braccialetti & Braccini”. Un sospetto che s’insinua subdolo come quando lui non accende il riscaldamento in macchina, perché probabilmente è intenzionato a scoreggiare. Leggo troppa rabbia sopra certi striscioni, il tifoso si macera dentro perché i giorni passano e gli acquisti non arrivano. Ma capisco di più chi lotta dentro quando si siede vicino a un finestrino appannato e non ci fa nemmeno un disegnino elementare. Altro che l’ostentata arroganza di uno striscione, il rigurgito acido delle parole su superfici adattate alla bisogna. Penso che il mercato di gennaio non sia facile, la difficoltà più grande è quella di individuare giocatori veramente funzionali, e poi avere la fortuna che siano capaci d’inserirsi in tempo zero (vedi Salah), perché altrimenti il rischio è quello di non aggiungere niente da un punto di vista tecnico, e alterare invece i già fragili equilibri. Bisogna essere molto bravi e anche avere un bel culo, oltre ad una bella macchina. La situazione mi ricorda chi è costretto a pagare comunque il canone Rai, e quindi ipotizza di comprare un televisore, ovvero buttare via i soldi per non buttare via i soldi. Quando poi Renzi dice: "Fannulloni via in 48 ore", personalmente spero si riferisca anche a Jakovenko, esempio di risorsa male allocata come il televisore. Ci vuole la capacità di vedere oltre, come Sousa con Kalinic, individuare cioè il giocatore che fa la differenza per ridare entusiasmo, là dove si pensava ormai solo a una deriva di striscioni carichi di amarezza e rimpianto. Il mercato delle idee, insomma, io non avrei mai pensato che il matrimonio gay potesse avere l'indiscutibile vantaggio di raddoppiare gli addii al celibato. C’è invece chi pensa, a proposito di unioni, che Tino Costa e Tello siano l’esempio più classico delle nozze coi fichi secchi.

martedì 19 gennaio 2016

Oggi a te domani a me

Ve lo dico subito, abbozzatela con gli striscioni di contestazione a bischero. Adesso è l’ora di compattarsi per continuare a crederci, e non di fare casino. Attenzione, perché con lo striscione del Marasma l’ho buttata sul ridere, ma a questo punto della stagione passo alle maniere forti. Da oggi, chi molla e non continua a crederci lo tratto come un ex tifoso, e tanto per farvi capire la perentorietà di certe mie affermazioni, vi ricordo come tratto chi un tempo è stato qualcosa, per poi non esserlo più. Una volta ho incontrato una mia ex, che evidentemente incinta, mi ha detto che ero io il padre. Ho usato lo spray al peperoncino. Poi ho bruciato tutte le foto con la mia ex. Non ce l'ho fatta, mi faceva troppo male rivedermi con quei capelli di merda, intendo. Ho tenuto solo quella dove non c’ero io, e dove soprattutto si vedeva il letto della nonna a cui ero molto legato. Insomma, avanti tutta. Mercato, e poi abbiamo pozzanghere da far schizzare, altalene da spingere, cieli da salutare, striscioni da bruciare. E a proposito di mercato non ce ne frega niente se gli altri spendono o spandano, decine e decine di milioni per mezzi giocatori. Noi siamo ricchi anche se vivessimo in un monolocale di 15 mq tutto tinto di Viola, perché vuoi mettere la comodità di non dover cambiare presa quando passi l'aspirapolvere? Pensate poi se avessimo comprato Dzeko, che tra l’altro mi dicono non sia riuscito a segnare nemmeno dall’alimentari sotto casa sua. Non preoccupatevi di Roncaglia, e neanche del destino, perché se è già scritto useremo il bianchetto. E poi, Tello dal Barcellona, un centrocampista che non sia per forza Grassi, Lisandro Lopez o chi per lui, nomi e ancora nomi, su chi scommettere? A quale posizione di classifica bisogna ancora puntare? Fino ad oggi lo avevo fatto io, oggi tocca a voi scommettere sulla squadra, e io passo dall’altra parte. Esiste qualcuno che si è arricchito con le scommesse a parte chi tiene il banco? Del resto la vita è una ruota, oggi a te domani a me. E la soddisfazione che non mi sono potuto togliere domenica sera a Milano me la sono tolta in tramvia quando una signora anziana mi ha chiesto gentilmente di cederle il posto. L’ho guardata come un innamorato guarda il nuovo fidanzato della sua ex.

lunedì 18 gennaio 2016

Un sabato sera da ribelle

E’ la prima volta che nel calcio il cambio dell’allenatore priva i tifosi della possibilità di rifarsela col tecnico. E così a Roma non hanno potuto intonare neanche “Garcia vattene”. Ma pensiamo a noi che non stiamo poi  così tanto meglio. Altra sconfitta, altro infortunio (Alonso) e altro cartellino giallo che ci priverà, dopo Badelj, anche di Vecino nella partita contro il Torino di domenica prossima. Piove sul bagnato come si suol dire, anche se le previsioni meteo mettevano neve. Mi sono piaciuti solo Alonso e  Borja Valero, il resto è una squadra sgonfia, poco determinata, sterile, scoraggiata. Il Milan ci infila senza neanche faticare troppo, e vince meritatamente. Kalinic non da più la profondità, Ilicic è in giornata no, e la squadra sembra proprio non crederci più. Quella gran bella squadra della prima parte della stagione è solo un ricordo, ci avevo creduto perché giocava splendidamente, ed era tatticamente forte. Oggi invece devo dire che se la donna della tua vita ha 30 anni meno di te, o sei milionario o sei padre di una femmina. Insomma, poche idee, ritmi bassi, e nessuna occasione da gol. Ha detto questo in sintesi la partita di ieri, confermando il momento negativo già intravisto contro la Lazio. Napoli e Juve intanto se ne vanno, come me che sono in viaggio verso il Piemonte. Del resto, che il campionato, e più in generale il mondo, sarebbe andato a puttane entro poche settimane/anni dovevamo capirlo quando Robert De Niro ha cominciato a fare solo film di merda, e da quando Kalinic ha smesso di far gol. Ieri per la prima volta in questo in campionato anche la Fiorentina non è riuscita a segnare. E’ chiaro che questi ultimi risultati non cancellano tutto quanto di buono è stato fatto, ma qualcosa sembra essersi rotto, e trovare un po’ di entusiasmo oggi non è facile. Adesso c’è bisogno di integrare nella rosa giocatori che possano portare un po’ di qualità e che diano alternative valide al tecnico. Tocca quindi alla società. Sono in ritardo e devo andare, spero solo di rivedere quella bella Fiorentina che mi aveva fatto sognare, magari con l’innesto di qualche giocatore che dia una scossa. Altrimenti avrò fatto la fine di quello che per passare un sabato sera da ribelle (puntando cioè a vincere il campionato contro tutte le logiche) sia costretto a mangiare la minestrina partendo dal centro dove scotta di più.


domenica 17 gennaio 2016

Paolo Fox è più pericoloso di Higuain

Ve lo ricordate il PM Henry John Woodcock (Pasquariello da parte madre)? Dopo il proscioglimento ottenuto dal Gip di Napoli, l’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ritorna sull’inchiesta, che lo ha visto indagato per oltre due anni, sulle presunte tangenti pagate da Fincantieri e Finmeccanica al governo del Brasile. E in una nota, rilancia una sua dichiarazione diffusa nell’ottobre 2012, dopo l’apertura delle indagini, in cui ricordava di essersi effettivamente “interessato” affinché l’industria italiana ottenesse la commessa. Scajola però disse allora, e ribadisce oggi, di non essersi dato da fare in vista di una mazzetta, ma per il semplice motivo che quell’affare avrebbe fruttato all’Italia una commessa da 5 miliardi. Un tesoro che sfumò proprio per l’inchiesta avviata dal PM di Napoli Woodcock. Il quale oggi ammette che tangenti non ne girarono. E che il solo risultato è stato quello di aver fatto saltare la commessa. Cosa c’entra? C’entra perché siete sempre ad accusare Cognigni, come se fosse uno Scajola qualsiasi, mentre se salta l’esterno clamoroso, da oggi sarà più facile capire di chi è la colpa. Comunque ognuno ha le sue, ma mentre c’è chi perseguita ministri e chi ragionieri civitanovesi, a me da più fastidio quell’essere spregevole che si aggira tra noi, sempre pronto a portare la sua famelica consolazione alla donna ferita, e che altro non è che l’avvoltoio amoroso. Una sorta di Kalinic che in vece di chiudere sul primo palo chiude sul primo pelo. Intanto la giornata di campionato ci racconta che l’Inter impatta a Bergamo e rallenta, il Napoli vince, e in questo caso per farlo rallentare ci vorrebbe che John Woodcock indagasse anche Higuain. Venendo a noi invece, battendo il Milan potremo gettare i rossoneri all’inferno, e allo stesso tempo accorciare la classifica, mentre la Roma vincerà facilmente e la Juve potrebbe pareggiarne almeno una. Anche se questo è il nostro periodo peggiore, tra squalifiche e infortuni, periodo peggiore dell'anno anche perché col freddo è proprio quando la Nutella diventa dura. Si va verso il terzetto difensivo composto da Roncaglia-Astori-Tomovic, con Alonso esterno di centrocampo e la coppia d’attacco Rossi- Kalinic, con alle spalle Ilicic. Mentre Babacar sembra già indagato dal PM di Napoli, e il mio modulo preferito rimane il 356. Per tornare al mercato che non è stato reattivo come ci aspettavamo, c’è da tenere conto che un ragioniere pondera le uscite economiche in quanto tale, solitamente il concetto di vita spericolata di un contabile è al massimo quello di viaggiare in macchina con la spia della benzina sempre accesa. La prossima settimana comunque sarà quella buona anche per i nuovi acquisti. Sono invece più preoccupato per la classifica di Paolo Fox che quest'anno vede il mio segno arrivare proprio dietro al Milan.





sabato 16 gennaio 2016

Code tra Roncobilaccio e Barberino

Ieri ho fatto la variante di valico in entrambi i sensi, e devo dire che è un’opera importante non solo in tema di sicurezza ma anche da un punto di vista della viabilità. Alla faccia di quelli che dicono che l'Italia è così arretrata che viene minacciata ancora da Al Qaeda. Gli stessi che poi commentano sempre che se viene un giocatore a Firenze è solo perché è rotto. Dopo la soddisfazione di aver verificato la bontà dell’infrastruttura che di fatto smette di essere il collo di bottiglia che troppo spesso divideva l’Italia in due, adesso mi aspetto il famoso esterno destro clamoroso. So già che mi darà la stessa soddisfazione di quando riprendi un giaccone dell'anno prima e ci trovi 50 €. Il problema sull’Appennino adesso semmai rimane quello che con il petrolio sceso sotto i 30 dollari a barile (Costa meno del Tavernello), quando fai benzina per andare a Bologna, un chilometro su due sono accise. Leggo e mi sorprendo invece nel constatare questo repentino cambio d’umore del tifoso Viola, che è passato dall’entusiasmo dopo la vittoria di Palermo, all’improvvisa contestazione dopo la sconfitta con la Lazio. Non trovo nessuna spiegazione plausibile. A meno che la delusione sia solamente correlata alla Fiorentina, e il problema sia più legato a dove lasciare la macchina quando si va allo stadio, e alla fine la colpa sia di quelle cazzo di macchine piccole parcheggiate in dentro, che fanno sembrare il posto vuoto, che potrebbero essere state il vero motivo per cui la gente ha perso l'entusiasmo ed ha poi contestato ADV perché costretti a prendere il taxi. E allora mi tornerebbe. Comunque Pradè e Angeloni fotteranno il sistema acquistando giocatori che alla fine faranno la differenza, la conseguenza sarà che chi aveva sempre avuto fiducia di loro, a sua volta fotterà il sistema prendendo SIM senza piano dati. Ero talmente contento di aver percorso la variante di valico, ed entusiasta per il mercato Viola che sta decollando, che mi sono lasciato trascinare, e così al Bambi, che ha una Renault Clio, ho fatto presente con sarcasmo eccessivo, che anche i francesi hanno fatto i furbi come i tedeschi. Ma lui freddo e lucido come Ilicic sul dischetto mi ha fatto ritornare subito con i piedi per terra. Sostiene infatti che anche in Fiat volevano il software che tarocca le emissioni, ma non riuscivano a farlo funzionare. E non solo purtroppo, riguardo al mercato e al famoso esterno clamoroso è andato persino oltre. Lui sostiene che sia clamoroso solo in quanto ritorno, perché dopo Spalletti alla Roma, Boateng al Milan, Immobile al Toro, Al Bano con Romina, il famoso esterno dovrebbe essere Pippo Franco Semioli.




venerdì 15 gennaio 2016

C'è rimasto male anche Neil Young

Sono ottimista sul mercato Viola anche perché Pradè e Angeloni sono in due, lo sono meno quando devo inserire il piumino nel copripiumino. Da solo. Altro che chiudere in gran segreto la trattativa per un esterno forte clamoroso. Lo capisco bene questo disagio da parte della tifoseria che denuncia una sostanziale mancanza di programmazione da parte della società. Teniamo conto che in una famiglia media di tifosi Viola rispettabile, dalle tre del pomeriggio in poi, è già troppo tardi anche per pensare a cosa preparare per cena, e si ordina pizza. E poi troppi nomi, se si continua così si fa la fine di Salvini con gli attentati, sono così tanti che poi non riesce a strumentalizzarli tutti. Avrei da scrivere una battuta sui kamikaze quando non ci sono notizie di attentati, ma non riesco a trovare uno spazio. Poi ho sognato che capivo tutto sulla strategia di Pradè e Angeloni, ed è stato orribile. Ma Pradè, Rogg, Cognigni e ADV se la devono rifare con se stessi visto che hanno promesso mare e monti senza essere nemmeno cuochi. Prima caldo, poi piove, poi freddo, poi vento, poi di nuovo caldo. Il meteo di ieri ha avuto una trama più avvincente della giornata di mercato Viola, che invece ha visto solo l’ufficialità del prestito di Rebic al Verona. Io per essere in tema ho ascoltato “Le quattro stagioni di Vivaldi”. Qualcosa si muove comunque, Luisao torna in gruppo e forse ci potrebbe essere un’accelerata sulla operazione Lisandro Lopez, anche se ormai quello che c’intriga di più è il fantomatico esterno clamoroso che gioca (O non gioca) in una big. E poi non fate come le donne, non sminuite gli eventuali arrivi, come invece fanno loro capaci di far diventare allarmanti anche gli stessi diminutivi. Tipo: mercatino, negozietto, brillantino. Babacar intanto non si muove, sederà ancora in panchina. Dicevamo dell’esterno, sembra che siamo davvero molto vicini al suo arrivo a Firenze, si parla massimo entro sabato, va a finire che sarà un colpo di mercato ancora più clamoroso del testamento di David Bowie che ha lasciato tutto a Baccini. C’è rimasto male anche Neil Young. Dopo che ho letto però di un fronte caldo con il Genoa mi si è inaridita l’ispirazione, non riesco a chiudere degnamente l’editoriale. La conseguenza di quest’asse con Preziosi è che adesso quando dormo mi vengono i colpi di genio, e quando sono sveglio i colpi di sonno.




giovedì 14 gennaio 2016

E' già tempo di schiacciata alla fiorentina di "Giorgio"

Alterno le notti in cui non riesco a dormire angosciato dal tira e molla per Lisandro Lopez, ad altre in cui non prendo sonno chiedendomi che fine abbia fatto Bolatti. Per il resto sono abbastanza tranquillo, la società sostiene di essere in sintonia con l’allenatore, e la cosa più importante per me è proprio la loro comunione d’intenti. Sembrano essere d’accordo come lo sono i carrozzieri con noi quando mandiamo i messaggini mentre guidiamo. Ma ci pensate se alla fine la società rinforzerà la squadra facendo davvero quello che ha promesso? Uno ci rimane di merda come quando vai in un centro massaggi cinese e ti fanno un massaggio per davvero. Intanto i tifosi si dividono tra quelli che il merito è di Sousa, e quelli che sostengono che il merito è di chi ce l’ha messo, o almeno cerca di dividerli più equamente. Insomma c’è chi dice che Sousa andando oltre le più rosee aspettative, di fatto abbia messo in difficoltà la società, che adesso è costretta a investire per rispondere alle ambizioni cresciute suo malgrado. Sousa sarebbe andato oltre i suoi limiti. Sono tutte interpretazioni legittime, ognuno dice la sua, il Bambi sostiene addirittura che questo clima primaverile sia dovuto alla Volkswagen, figuriamoci. Quindi alla fine persino Cogngini potrebbe avere qualche merito. Teoria un po’ strana quella del Bambi però, ma non posso dirgli niente, anzi, sono stato da Giorgio a comprare la schiacciata alla fiorentina ripiena di chantilly per festeggiare il suo babbo, oggi sono infatti 8 anni che gira con la freccia della macchina accesa (Come si può vedere bene dalla foto, causa di molti incidenti in Oltrarno). Siamo tutti un po’ strani noi tifosi Viola, perché ognuno vuole accanto a sé la persona che sia in grado di farlo ridere, ma tra questi c’è chi “Per far ridere” intende abbia i soldi dei Della Valle. E’ tutto soggettivo quindi, come anche per chi ce li ha spenderli. Una cosa che vi pregherei, quando saranno finalmente svelati gli acquisti, è di non giudicare i giocatori solo dal nome, vedi Tino Costa che sembrerebbe invece averlo voluto Sousa, che almeno ci serva da lezione l’affare Kalinic. Insomma, non giudicate un uomo sul divano solo dalla copertina. Noi che siamo divorati dalla curiosità di sapere cosa avranno in testa Pradè e Angeloni, ho cercato di entrare anche nel giro giusto di quelli che sanno sempre tutto. E con la precisa volontà di fare la tessera, una volta ho suonato anche alla loro porta di via del Campuccio, chiedendo se era quello il club per chi sapeva leggere nel pensiero, “Non porto il push-up”, fu la risposta secca prima di sbattermi la porta in faccia. Oppure alla fine potrebbero avere ragione gli scontenti, Pradè e Angeloni sono del segno dell’Ofiuco, che non hanno oroscopi dedicati e devono affrontare anche questa giornata di calciomercato improvvisando.






mercoledì 13 gennaio 2016

Nervi a fior di Pellè

Mentre sulle notizie di mercato ci sono poche certezze, di concreto c’è invece che oggi grazie ai saldi i “Riposa in pace” per David Bowie sono al 30% in meno. Poche certezze ormai anche da un punto di vista meteorologico, un gennaio così non lo si vedeva da aprile. E poi mercato, mercato, e ancora mercato. Voci all’impazzata che generano ansie in molti tifosi, che a loro volta le riversano poi sulle proprie mogli. E che genio Verdone che con Furio li aveva già capiti i tempi dei Pedullà e dei Criscitiello. Anche la pista Lisandro Lopez porta alla destabilizzazione, una volta viene, mentre un’altra rinnova con il Benfica, e per molti il problema non è tanto che questa operazione di mercato alla fine possa rivelarsi un buco nell’acqua, ma il fatto che i buchi nell'acqua non siano trombabili. E allora non restano che le seghe mentali. E in questo scenario, il tifoso più voglioso due colpette a Cognigni gliele darebbe volentieri. Anche le quote rosa della tifoseria non sfuggono a questa logica, dopo l’ormai più che probabile acquisto di Tino Costa cominciano a pensare che la parte "Partorirai con dolore" fosse la buona notizia. Due sono addirittura arrivate a darsele al bar in via Sant’Agostino, perché un voleva Mexes e l’altra Zambrano, mentre il Bambi beveva un amaro Cora. E comunque non ergiamoci sempre a grandi intenditori, che poi arriva un altro Kaliinic che ci fa storcere la bocca, e se anche un acquisto si rivelasse non perfettamente riuscito come il buon Nikola, con un approccio positivo qualcosa da salvare lo troviamo di sicuro. Mi viene in mente una volta che ho scritto t'amo sulla sabbia, nel piatto di spaghetti, e così invece di rifarmela con la Rita rea di non aveva pulito bene le vongole, ho trovato il modo di farle una dichiarazione d’amore. Certi tifosi poi mi fanno schiantare, vorrebbero che la società avesse anticipato i tempi per consegnare subito a Sousa i giocatori richiesti, senza considerare che così facendo ogni quattro anni c'è bisogno di un 29 febbraio per rimettersi in pari. Insomma, se non finisce questo calciomercato in fretta non c’è più verso di parlare serenamente con nessuno, ma neanche da soli. Regna il nervosismo, la gente è avvelenata dalla continua sarabanda di nomi seguiti da smentite, e poi da nuovi nomi. Stavo parlando appunto da solo e ad alta voce per strada, facevo supposizioni su chi potesse essere il nuovo esterno clamoroso, quando un tizio mi ha guardato male e ho perso il filo. Durante il calciomercato non è più possibile impazzire neanche in santa pace. E dopo che in città è uscito il nome di Ranocchia sono stato testimone di un altro episodio di nervosismo sgradevole. Niente a che fare con la solita clacsonata appena scattato il verde. Ho visto un ragazzino che piangeva sulla scalinata della chiesa di Santo Spirito “Cosa ti succede bambino?” gli ho detto. E lui: “Fatti i cazzi tuoi”.



martedì 12 gennaio 2016

Under pressure

E' morto  David Bowie e lo piangono una trentina di generi musicali diversi. O forse non è morto, ma è solo il suo periodo dark. Periodo nero anche per quei tifosi Viola che hanno perso la fiducia nei Della Valle, io ancora mi salvo perché faccio parte di quella parte di illusi già da quando nelle barzellette con inglesi, francesi e tedeschi facevo sempre vincere l'italiano. E poi uso l’ottimismo anche più in generale per avere benefici economici, essere positivi aiuta sempre. E se Tino Costa Poco, io invece percepisco uno stipendio a sei cifre semplicemente perché conto anche i 2 zeri dopo la virgola. Mentre lo scetticismo che regna sovrano dopo la sconfitta con la Lazio genera molta agitazione intorno al mercato della Fiorentina, con tifosi che rasentano quasi l’isteria, e allora mi auguro di cuore che ci siano i saldi anche sugli ansiolitici. Insomma, gli uomini mercato della Fiorentina sono più “Under pressure” del solito. Il tifoso Viola aspetta che succeda qualcosa, e lo stallo lo snerva, così come l’ultimo panettone ancora confezionato che mi è rimasto sul mobile del soggiorno. Ogni volta che gli passo accanto mi fa "Oh, che cazzo dobbiamo fare?". I panettoni con i canditi poi sono più volgari persino dei tifosi inferociti con i Della Valle. C’è veramente tensione in città, sono entrato in un Viola Point per comprare la maglia di Tino Costa Parecchio (La maglia), ed ho urtato un manichino con la sciarpa Viola. Ho chiesto subito scusa, lui per la verità non ha detto niente, ma aveva un'espressione tipo "Scusa un cazzo”. E comunque c'è chi sta peggio del tifoso Viola ansioso, metti che, oltre ad essere dispiaciuto per David Bowie, uno è pure marchigiano. Il Bambi è convinto poi che se tutti dicono “BAUI”, vuol dire che era David a pronunciarlo in maniera sbagliata. Va bene Tino Costa, Lisandro Lopez e pure Grassi, ma io intanto surfo felice insieme al bambino che è in me, sull’onda di questa fantomatica operazione clamorosa che vedrebbe la Fiorentina prossima a chiudere per un esterno che gioca in un top club della Premier League. Surfare sull’onda della fiducia, che è un approccio sostanzialmente diverso da chi dopo gli acquisti di Costa e Schetino vede invece il naufragio di tutte le trattative più importanti



lunedì 11 gennaio 2016

Mi fido solo dei cuochi grassi


Ho attaccato un post-it sul frigo e l'ho lasciato in bianco, così, per ricordarmi di non ricordare l’ultima giornata del girone di andata. Anche se la sconfitta dell’Inter in casa al quinto minuto di recupero ha un suo perché. Una conferma della teoria sulla struttura del calciatore che gli consentirebbe di star in piedi, ma lui vuole il rigore e cade lo stesso. Intanto lotto facendo uso di tappi per le orecchie per non smettere mai di sognare, anche se devo fare i conti con la movida d’Oltrarno che non mi lascia dormire. A caldo avevo parlato di lacrime, e sempre di lacrime ho parlato anche con un Bambi filosofeggiante, che allora mi ha consigliato di allontanare tutto ciò che mi fa piangere. Ci ho pensato, ma poi non saprei più con che cosa fare il soffritto. Il Bambi cerca di fare del suo meglio, di svolgere cioè il suo ruolo di amico nel migliore dei modi. E ci sono dei momenti dove una parola è di conforto, a volte "Scusa" sono le uniche cinque lettere che uno vorrebbe sentirsi dire. Ma più spesso "Pizza", specie se c’è una sconfitta interna della Fiorentina contro la Lazio, con conseguente sorpasso di Napoli e Juve. Quando ti assale quella tristezza presente nelle tovaglie in plastica a fiori a casa delle nonne. Per tornare sull’episodio sgradevole della mini contestazione ad ADV, quello che mi dispiace di più è la modalità troppo scontata per una piazza come Firenze, o se preferite prevedibile come il bagno in fondo a destra. Sempre meglio uno striscione che evita soprattutto il rischio sempre alto di trovare il bagno occupato. Trovo molto più giusto che sia stato il Napoli a diventare campione d’inverno, e i tre punti che ci separano dalla vetta della classifica sono alla fine quelli dello scontro diretto. Se avessimo pareggiato al San Paolo la classifica oggi vedrebbe quattro squadre a 39. Penso poi che molte delle polemiche presenti nel calcio vengono alimentate proprio dall’utilizzo della Rete, è lì che s’innescano i focolai. Una cassa di risonanza che genera personaggi, e che addirittura inventa nuove professioni. Una volta, quelli che ci mettevano mezz'ora a descrivere il colore di un maglione si chiamavano daltonici, oggi li chiamano fashion blogger. Io stesso avrei detto le mie bischerate al bar invece che scriverle su un blog. Non esagero, la Rete ha cambiato i nostri usi e costumi, un tempo per le nostre mamme quella di tenere la casa in ordine era una missione, oggi lo si fa solo nella zona dove si scattano i selfie. Mentre ci saranno generazioni prive della scatola di fotografie intorno alla quale riunirsi per riguardare la storia della propria famiglia. Quelle dove si vede la mamma giovane, immortalata in bianco e nero dal babbo, a Parigi in viaggio di nozze. Intanto voglio continuare a dare fiducia alla società e alla squadra, del resto la classifica è lì a dimostrare che se la meritano. E la classifica si vede insomma, non sono discorsi, così come mi fido solo dei cuochi grassi e dei mendicanti magri.

domenica 10 gennaio 2016

Menomale che ci sono le canzoni

Cosa si accompagna perfettamente con l’insalatina di sedano e rucola scondita? Le lacrime. Ecco come descriverei l’ultimo boccone da ingoiare  nel girone di andata. La sconfitta non mi piega naturalmente, bene i 38 punti, ma non mi accontento perché voglio continuare a godere. Partiamo dal fondo, gli unici  2 tiri in porta pericolosi sono stati quelli di Rossi, ci sarebbe voluto un Mati in meno e una punta in più? Di Kuba aveva già esternato certi timori che poi si sono verificati. Mi sono sembrate scelte cervellotiche quelle di Sousa, insomma. Lo dico perché se decidessi di parlare solo con persone intelligenti non potrei più fare discorsi tra me e me. Allora esterno queste mie cervellotiche considerazioni che sanno tanto del senno di poi. E fortunatamente per sognare non occorre essere intelligenti. Ieri sera ho bevuto molto per dimenticare, del resto ci hanno fatto credere fin da piccoli che quando ci facevamo male passava tutto con l'alcol. Ecco perché ne ho fatto un largo uso. La partita malgrado i tre gol sul groppone è stata equilibrata, e la Lazio è stata più brava perché ha saputo sfruttare i nostri errori, ma non ha giocato meglio. Anche se di qualità ne hanno tanta se sono stati capaci di vincere in casa della prima e della seconda. Non bastava la sconfitta però, e neanche Badelj uscito in barella per infortunio, non avrei mai creduto che dopo un girone di andata di questa qualità potessero esserci tifosi (Una decina diciamolo) così avvelenati da inveire contro ADV accusato di lesinare sugli investimenti. Probabilmente fa parte del rituale della sconfitta, ma sono convinto che non dicevano sul serio. Così come mi chiedo se i sommelier sentono davvero tutte quelle cose nel vino, o ci prendono solo per il culo. Oppure quelli che contestavano erano semplicemente una delegazione di sommelier ai quali è andato di traverso il risultato. Poi per carità ognuno è libero di esternare la propria delusione, così come di roteare i bicchieri e affondarci il naso per sentire i sentori di frutta marcia. Fa parte del gioco e della libertà di espressione. O potrebbe anche essere che non sono nemmeno sommelier, ma solo tifosi che hanno perso una scommessa, un po’ come quelli che praticano lo sci di fondo. Quale scommessa avranno perso? Per tornare invece alle scelte che non ho capito bene, neanche quella di Ilicic che entra nella ripresa mi convince più di tanto. Mentre nella battaglia del pressing alto, quando la palla la riconquistavamo noi non riuscivamo mai a ripartire, mentre la Lazio si. Sousa ha provato fino in fondo a non arrendersi, funziona infatti la mossa di togliere Kuba per Pasqual spostando Alonso sulla destra. Ma non basta. Un gol lo avevamo subito nell’ultimo minuto del primo tempo, tutto il resto succede nei 6 minuti di recupero. E questa cronologia dei gol subiti così a ridosso del fischio finale accentua l’amarezza. Forse è anche per questo che accuso la sconfitta, ma i sogni veri li tratto come i vecchi jeans. me li tengo stretti. E ancora non mi sono tolto nemmeno quel vizio che avevo trent'anni fa. Quello di usare le canzoni per far raccontare da altri quello che io non sono capace di dire. E oggi userei quella di Marco Masini.



sabato 9 gennaio 2016

Ho visto un uomo e una donna abbracciarsi felici davanti alla Chiesa di Santo Spirito

Soffro di insomma. O tanto o niente, siamo stati tutto il periodo natalizio senza la Viola ed ora siamo già alla seconda partita in rapida successione. Stare lontano dalla Viola è un po’ come non trombare da 16 ore. Si, 16 ore e 95 giorni, per l'esattezza. E stare troppo vicini significa non godere a sufficienza della vittoria precedente. E’ anche vero che in questo periodo non tutti soffrono di insomma, ho visto un uomo e una donna abbracciarsi felici davanti alla Chiesa di Santo Spirito. E senza che fate tanto i cinici, vi invito a cogliere il significato vero di quell’abbraccio nel quale si vede chiaramente che è ripartita la Serie A, e sono iniziati i saldi. E poi un insomma ci sta tutto anche per l’arbitro Rizzoli. Uno ce lo metto perché in assenza di Bernardeschi non sono così sicuro che Kuba sia in condizione di sostituirlo. Un insomma mi ci scappa anche per l'uomo ucciso a Parigi con una finta (niente a che vedere con quelle di Borja Valero a Palermo) cintura esplosiva: E’ ancora ignota la sua identità, mentre le ricerche si concentrano nel giro delle teste di minchia. Massimo Mauro ha un alibi di ferro. Un insomma poi perché c’è un limite alla gazzarra, inaccettabili tutte queste urla disumane che squarciano il cielo, di gente che si pesa dopo le feste. Perché c’è la possibilità concreta di scambiarle per urla di tifosi. Da lì a temere che lo streaming sia in ritardo è un attimo, specie se in quel momento sta attaccando la squadra avversaria. Insomma a tutto c’è un limite, come questa cosa di Leopoldo Mattia ci insegna che quando qualcuno ha un nome di merda, il portiere di riserva del padre si chiama Neto. Un insomma me lo sparo anche per certe trasmissioni di Calciomercato su Sportitalia, perché non è che mi annoi, io metto sempre le cuffie con gli AC/DC a palla quando sono interessato. E se oggi battiamo la Lazio chiudendo il girone d’andata a 41 punti, avremo confermato il forte cambiamento ai vertici del calcio italiano. Sarà 8 e mezzo in pagella il mio voto alla squadra, mentre altre città con la nostra stessa dimensione sono rimaste fedeli alla tradizione della propria classifica. Mi viene in mente Genova dove il piatto tipico rimane saldamente le trofie al pesto, o Bologna con i tortellini al ragù, oppure come Roma dove malgrado una dimensione superiore, non ci si sposta dal classico bucatino all'amatriciana. Firenze no, ha fatto il salto raggiungendo addirittura l’internazionalità di Milano dove il piatto tipico è diventato il sushi. Si al cambiamento quindi, anche per le famiglie tradizionali che ormai sono composte da un puttaniere, una milf e due piccoli rompicoglioni sempre con il tablet in mano. E un insomma finale non poteva mancare per la mia faccia tosta, visto che non solo mi prendo certe licenze poetiche, ma senza neanche avere quella elementare mi avventuro in operazioni tipo 38 + 3.



venerdì 8 gennaio 2016

Nonostante Orrico



Non ho vinto i cinque milioni alla lotteria di capodanno, e così il piano B è andato. Poi ci sarebbero le cose rimandate a dopo le feste che mi stanno fissando. Tra queste i festeggiamenti per lo scudetto che ho già programmato rinunciando alla settimana bianca. Insomma, vinceremo lo scudetto per assenza di neve. E mentre mi crogiolavo riguardando gli highlights di Palermo-Fiorentina, così tanto da farmi venire la voglia di mescolare il tè bollente con il dito per non alzarmi a prendere il cucchiaino, eccoti la telefonata del Bambi. Un classico come Real Madrid-Barcellona. Ogni volta che affronta una nuova relazione, immancabili arrivano i dubbi legati alle sue insicurezze, diventa un uomo assalito da mille paure. Questa volta mi ha raccontato di essere rimasto sconcertato da certi comportamenti di lei così poco intonati tra loro. Una che piange a guardare “Il Piccolo Principe” e allo stesso tempo, una che adora fare i pompini. L’ho tranquillizzato dicendogli che è un mondo difficile. Ci sono sempre state questi casi difficili da decifrare, penso a Miles e la Miura. Alla Mila quando si fece mora. E che di favole c’è solo la Fiorentina, infatti è la Finanza che vien di notte. Altro che la befana. Che è comunque quella che si nasconde dietro il mistero dei calzini spaiati. Ed è sempre lei che quest'anno ha portato solo un monolocale a un uomo cattivo come Bertone. Del resto non si può sempre avere tutto, io per esempio, Kim Jong Un lo preferivo quando faceva il Gam Gam Style. Gli ho detto anche di tranquillizzarsi pensando ai rinnovi di Alonso e Mati, di essere positivo anche su quello di Ilicic, di dare un’occhiata alla classifica del ranking mondiale per club, e infine di tenere conto che ieri era solo un surrogato del lunedì. Il Bambi è così anche perché non ha mai apprezzato abbastanza Calvino per la sua leggerezza pensosa. E a niente è valsa neanche la vittoria contro i rosanero, lo sdoppiamento di personalità della sua nuova compagna lo ha reso felice come uno che suona il triangolo in un’orchestra. Comunque sempre meglio di quando passò un periodo da single nel quale non voleva più andare a fare la spesa al centro commerciale di Gavinana, perché terrorizzato d’incontrare lo zio scapolo che voleva a tutti costi fargli comprare la centrifuga come la sua. Lo so che poi tutto si risolverà, e superate le paure che da sempre lo accompagnano nella fase iniziale delle sue storie d’amore, tornerà ad essere piacevole da frequentare. Tornerà a raccontare aneddoti gustosi della sua infanzia, quelli che come dice lui “Non dimenticherò mai”. La generosità dello zio per esempio, quando dormiva con il cappotto col portafogli lasciato sopra la sedia. E allora anch’io smetterò di fargli presente di quanto sia nociva quella sua insistenza a innamorarsi di persone che esistono davvero. Del resto non sogno solo lo scudetto, e nonostante Orrico, mi ritengo un sognatore seriale, durante la spesa, mi soffermo ancora davanti allo scaffale degli shampoo anticaduta.





giovedì 7 gennaio 2016

Il Dizionario dei Sinonimi

Io ce li vedo Steven Spielberg al telefono con Ridley Scott: "È l'anno di Checco Zalone, amico", e Johan Cruijff con Cognigni: “E’ l’anno della Fiorentina, amico”. Si perché la Fiorentina sbanca Palermo, e anche se solo per il tempo di pane e olio si piazza solitaria in testa alla classifica. Saranno manovre, esercitazioni, prove di avvicinamento allo scudetto insomma. La Roma batte in testa e di fatto esce dalla lotta per il titolo di campione d’inverno. Roma-Milan di domenica prossima (Rossoneri dietro al Sassuolo con una partita in meno) sa già di ultima spiaggia. L’Inter poi vincerà senza merito ad Empoli dimostrando pregi (Capacità di difendere il vantaggio minimo) e difetti (Mancanza di un gioco convincente). I botti non sono finiti quindi con l’ultimo dell’anno, la Fiorentina scoppiettante del primo tempo mette in mostra tutte le sue qualità, Ilicic su tutti, con due splendidi gol (Il secondo è un classico raudo da fuori area). Non gliel’aveva detto nessuno a Sorrentino che prima di uscire si doveva coprire bene? C’è Ilicic là fuori che è così freddo! Specie davanti alla porta. Anche nel suo caso è molto vicino il rinnovo fino al 2020. Botti dicevamo, che fanno il paio con l’esplosione provocata dalla bomba H. Spaventati tutti i cani della Corea del Nord e anche quelli di Palermo. Un bentornato intanto a Blasczykowski, che almeno ieri è stato più freddo e preciso di Kalinic, comunque sempre in grado di regalare profondità. Indispensabile. Era importante ricominciare da dove eravamo rimasti, specie per tenere dietro la Juve, rimanere a braccetto del Napoli, incollati all’Inter, e a maggior ragione dopo il mezzo passo falso della Roma. Per una classifica che si sta spezzando in alto. E’ vero che è un altro Palermo quello del secondo tempo, ma dopo sette minuti è stato Kalinic lanciato da Badelj ad avere l’occasione di chiudere definitivamente la gara. Poi la Fiorentina ha sofferto, il Palermo ha ridotto le distanze con l’inossidabile Gila, ma è bene tutto ciò che finisce bene. Bella la merenda da capolista, e bello anche il riconoscimento del pubblico di Palermo ad Ilicic. Il carbone lo diamo invece ad Astori, anche se Tatarusanu ha fatto il possibile per non farglielo recapitare. Mentre in serata Ballardini troverà nella calza un bigodino. Dopo Zenga, altro allenatore a saltare per mano della Fiorentina, e sabato c’è Pioli. Ma anche queste saranno manovre, esercitazioni, prove di esonero da parte di Zamparini, perché alla fine Ballardini sarà confermato. Malgrado il colpaccio dell’Inter a Empoli non cala certo il mio entusiasmo, anzi vi invito fortemente a credere, anche se capisco bene come si sentiva Gesù mentre predicava in Galilea. E così mentre rovistavo nel cassetto dei sogni ho ritrovato il caro vecchio Dizionario dei Sinonimi e sono contento, soddisfatto, appagato, compiaciuto, gratificato, felice , giocondo, raggiante.





mercoledì 6 gennaio 2016

A proposito di film

Oggi finalmente si gioca e non voglio star qui a fare polemicucce sterili, dico solo che è incomprensibile tutto quest’astio verso Cognigni, quando l’ammirazione per Richard Gere in Pretty Woman è totalmente infondata. Tecnicamente era un puttaniere. Poi stessa formazione che ha battuto il Chievo. Roncaglia o Tomovic, finalmente anche Kuba e Pasqual a disposizione. Non so voi ma io continuo a inseguire il mio sogno sperando che non chiami la polizia. Già da stamani a colazione ho cominciato a pensare che la strada per il paradiso dei tre punti a Palermo è lastricata di Macine del Mulino Bianco. Ricomincia il calcio, ma non mi diverto solo io in famiglia, la Rita infatti ultimamente mi filma, si insomma, mi registra e poi organizza i suoi rinomati tè coi biscotti insieme alle amiche. Proietta la sua serie di  “Corti” su di me intitolata “Pizarro”. Nell’ultima partita contro il Chievo mi si vede inquadrato sul divano mentre seguo la partita, a un certo punto la Rita fa partire l’audio di quando un elefante imbizzarrito spunta dalla giungla e mi barrisce contro (ripreso da un documentario del National Geographic). Distratto da Kalinic lanciato negli spazi, catatonico rispondo "Sì amore hai ragione". Sta riscuotendo un grande successo, tanto che oggi qualcuno ha avanzato persino la richiesta di poter venire a vedere le riprese sul set. Chissà dove li ricoverano quelli che tentano di capire le donne. Ma la cosa veramente grave è che malgrado pranzi e cenoni ho ancora fame di Fiorentina. Comunque rispetto chi ha iniziato la dieta, chi ha già cominciato ad andare in palestra, e anche chi offende Cognigni. Rispetto tutti. Sono molto sensibile anche ai diritti degli animali. Rispetto sempre il fatto che con il pesce ci vada il vino bianco. Poi che sia un anno anomalo nella lotta per lo scudetto lo si capisce anche da piccoli grandi segnali. L’uomo che corre nudo nella Basilica di San Pietro avrebbe dovuto spingere le autorità a controllare prima di tutto il crocifisso. Mentre ancora una volta sottovalutano la Fiorentina e la velocità di Kalinic lanciato negli spazi. Comunque è triste che prevalgano le squadre con meno fatturati e le mega produzioni pugliesi, a scapito di film idealisti e visionari realizzati a basso costo come Star Wars. Ed è per questo motivo che vorrei, che oggi continuassimo ad essere così adorabili come quando ci atteggiamo a paese culturalmente avanzato, tanto da snobbare la Fiorentina in testa al campionato, e un film comico come quello di Checco Zalone che centrano entrambi l'obiettivo: divertire. E a proposito di film, ieri sera mi sono visto “Agente 007 - Licenza di uccidere il campionato”.

martedì 5 gennaio 2016

La dedica

Le  forti motivazioni della vigilia mi hanno dato l'adrenalina giusta per formulare i propositi 2016 (Più un opzione). Dare l’antivegetativo al divano, scrivere un editoriale squisitamente tattico, confessare al Bambi che la gomma da masticare sull’eskimo gliel’ho attaccata io. O in alternativa comprare quei deliziosi calzini Gallo a righe. Partita alle porte ma anche calciomercato tra capo e collo. El Shaarawy ha già chiesto a Nainggolan il numero del parrucchiere. Si dice che la Roma pensi a lui perché teme sul caso Salah. E visto che nel 2016 ci saranno un sacco di ponti, Neto a questo punto ci si potrebbe buttare. Mentre il problema delle polveri sottili sarà risolto da Lapo Elkann. In questi giorni di passeggiate post abbuffate ho trovato un legno che mi ha riportato indietro di 40 anni. Quando avere una fionda equivaleva a possedere un Xbox. E mi sono venuti in mente quanti "Non ti dimenticherò mai" che sono stati dimenticati, e che basterebbero per giustificare anche qualche bugia di Cognigni. Che sia un 2016 diverso l’ho capito perché il mio lato femminile ha fatto finalmente outing. E’ lesbica. E poi il 2016 è l’anno dei ritorni imbarazzanti: Harrison Ford in Indiana Jones, Cicciolina nel porno, Rutelli sindaco di Roma, Boateng al Milan. Mi conforta invece vedere il Bambi così sereno, mi ha raccontato che l’anno è iniziato al meglio con la sua nuova compagna. E’ una bella relazione, perché lui non le nasconde nulla, e mentre puoi essere completamente se stesso lei non gli nasconde la Sambuca. Gli ho detto che mi faceva piacere, ma gli ho anche ricordato che l’amore è un dono, e quindi di farsi lasciare lo scontrino. Il 2015 ci rimarrà impresso per quella Fiorentina in testa alla classifica, ma anche per un’estate talmente calda che si sono sciolti i Pooh. Sempre più fuori luogo invece  le dichiarazioni dell’agente di Rossi al quale ricordo che più grave dello sputare nel piatto dove si è mangiato c'è il mangiare nel piatto dove si è sputato. Montolivo sta trattando il rinnovo con il Milan e a precisa domanda sul suo futuro ha dichiarato “Il mio nuovo obiettivo è fallire tutti i miei obiettivi. Così almeno uno lo avrò raggiunto”. Con il campionato che riparte dopo la sosta natalizia do ufficialmente inizio anche alla stagione dei vestiti sul termosifone prima di indossarli. Mentre prendo definitivamente atto che i tempi sono proprio cambiati, e non solo perché la Fiorentina lotta per lo scudetto, ormai quando vedo un uomo con tutti i capelli ancora in testa e senza barba, m'impressiono. E dopo tanta gavetta, nel 2016 Platini è pronto per fare il dirigente della Juve. Che anche il Bambi sia realmente cambiato lo dimostra l’esigenza di raccontarmi le sue emozioni. Mi ha reso partecipe di momenti importanti e intensi come il loro primo sguardo. Si erano incrociati al Mercato Centrale, quando si è voltato verso di lei, anche lei era voltata verso di lui. Entrambi puntavano a  quei 10 € per terra, che poi hanno usato per comprarsi il panino con il lampredotto. E’ cambiato ma è rimasto sempre un po’ strano. Mi ha infatti voluto regalare una loro foto con una strana dedica sul retro “Amo preparare ricette vegan per il semplice piacere di boicottarle, aggiungendo il burro”.





lunedì 4 gennaio 2016

Ocampos alla mela verde


C’è un modo per azzerare la differenza di fatturati? Per annientare in un colpo solo la disparità nell’erogazione dei diritti televisivi? Per fottersene del fair play finanziario? Bastano i buoni propositi di Cognigni per il mercato di gennaio? Attenzione che nelle Marche per le feste si son fritti pure quelli. Mentre ci pensate, continuo a credere che la distanza in campo sia stata già azzerata dalle capacità, e così mi concentro a cercare un modo per ampliare i miei orizzonti. Il più efficace sarebbe quello di abbattere la casa di fronte, ma vedrai che non si può. Abbattere lo scetticismo invece si. Non c’è piano regolatore che tenga. Guardate la classifica e siate fiduciosi in un altro Kalinic. Anche se mi sorprendereste, come fa la Rita la domenica mattina presto quando passa l'aspirapolvere per sorprendere gli acari nel sonno. Siamo secondi, e lo eravamo anche prima che passasse Babbo Natale. Mentre le altre ricche, brave e piene di benefattori sono prive di Ocampos. Pensate a Roma dove c’è anche l’emergenza guano. Avere fiducia significa avvicinarsi a LORO finalmente per quello che sono. Non fate l’errore di amarli solo se vi comprano il grande nome. Fareste come quelli che si avvicinano alle persone che sono l'opposto di loro e poi fanno l'errore di cercare di somigliargli. Vorreste somigliare a Cognigni? No, non vi ci vedo a prendere i meriti per lo scudetto. Piuttosto fareste finta di niente, come chi ha scritto “Mercato da pezzenti” e oggi fischietta. O come quando da bambini avevate paura del buio e adesso invece niente vi terrorizza più del conguaglio della luce. Datemi retta almeno una volta. Non fate come il ragazzo giovane che mi ha visto davanti al distributore dei preservativi e mi ha detto che quello delle sigarette era più avanti. Perché poi sono costretto a pensare “Fuma fuma, coglione”. Il tifoso è incoerente per natura, e vuole che la dirigenza pur avendo meno introiti compri comunque i giocatori migliori, vuole che i giocatori più forti vengano tutti a Firenze. Così come le donne, le vogliamo pure e puttane, timorose ed audaci, pudiche e volgari. E poi ci meravigliamo se sono schizofreniche. Non vi fissate. Se non viene Ocampos non sarà la fine del mondo (Quelli buoni poi finiscono per C). Se finisce il gin non è vero che l'acqua tonica non ha più senso. Pensate a quanto sia meno pericoloso dire “Fa te” a Cognigni che non al parrucchiere. Tranquilli, hanno la situazione in pugno proprio come quando noi pisciamo. Lo so che vi sembra di sapere sempre tutto, e allora pensate come crollano le certezze quando in albergo non sapete se per il viso state usando l'asciugamani o il tappetino per la doccia. Secondi a un punto, è questa la situazione che ci consiglierebbe di cambiare modo di giocare? Invece di scervellarvi in alchimie tattiche dell’ultim’ora, non fatevi prendere d’infilata, cercate di non farvi ripetere anche quest’anno da quella povera donna, che le dovete aggiustare la spina del ferro. Poi, seduto in macchina ad aspettare la Rita ai pre-saldi di Cos, ecco l’illuminazione (O forse solo un riflesso). E così anch’io ho avuto regalare la mia alchimia tattica a Cognigni: “Mario, se vai a vedere il film di Checco Zalone, trovi la fila”.