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mercoledì 31 gennaio 2018

Quando il forno a legna tira più della classifica cannonieri


Il rimpianto per il buco di bilancio lasciato da Vittorio Cecchi Gori è stato finalmente superato, è notizia di ieri, ed è successo al Museo di Ravenna, dove l’opera d’arte era un buco nel muro e un muratore di fede Viola l’ha stuccato. Così è potuta partire finalmente libera dal pericolo di malattie professionali tipiche di chi spala la neve, la contestazione contro i Della Valle. La contestazione ha tempi brevi e va consumata subito, non è come il mio sale che proviene dal mare primordiale e che dopo più di 250 milioni di anni mi scade il prossimo anno. Fate solo attenzione a non essere così precisi nel fare i conti in tasca ai Della Valle per dimostrare il loro disinvestimento, perché magari arriva la vostra compagna, vi fa chiudere gli occhi e poi vi chiede cosa indossa, a quel punto cari i miei precisini solo per i bilanci della Viola, a fare una figura di merda ci vuole un attimo. Circola voce dagli ambienti vicini alla Fiesole che l’unica condizione per accettare un ritorno dei Della Valle a Firenze sia ormai quella di venire già mandati a fanculo. Ma perché a me questa figura dell’industriale che parte dal suo piccolo paese di provincia, capace di conquistare i mercati dell’eccellenza di mezzo mondo mi ha sempre affascinato? Malgrado Save the Children, il restauro del Colosseo, la fabbrica di Arquata del Tronto, il terzo tempo e Mario Gomez. Ero bambino quando un giorno scappai di casa, non è che avessi un disagio tale da giustificare una scelta così estrema, è solo che avevo deciso di fare l’avventuriero e di girare il mondo. Arrivai fino all’altezza di Piazza della Calza, in fondo a via dei Serragli poco prima di Porta Romana, non sapendo più dove andare tornai indietro. Non l’ha mai saputo nessuno prima di oggi. Riguardo al Baba che dire, l’abbiamo cercato per mari e per monti ma lui era al lago. Andrà a rincorrere i suoi sogni altrove, qui purtroppo aveva visto una pizzeria con il forno a legna e si era fermato.

martedì 30 gennaio 2018

L'amore è


La disfatta interna contro una squadra alla canna del gas potrebbe sembrare una gentilezza da parte dei giocatori Viola nei confronti di coloro che non sopportano più i Della Valle. Attenzione però, anche il Bambi certe volte portava un vassoio di bomboloni alla crema in ufficio, e non certo per generosità, ma solo quando erano mesi che non andava in palestra, la sua tattica diventava quella di far ingrassare i colleghi. Comunque per l’avvicendamento societario è come per le elezioni politiche, con tutti i candidati che ci sono, c’è veramente la scelta dell’imbarazzo. Si dice che sia arrivata una solo proposta indecente, quella di Cavalli; just un Crodino per l’aperitivo. Del resto siamo nella Merla. Magari la Fiorentina sarebbe anche appetibile come una Rustichella, ma i potenziali proprietari vanno troppo veloci e non riescono a imboccare l’uscita per l’area di servizio. Oppure bisogna puntare su una cordata di nonni che comunque garantisca una sorta di zoccolo duro della paghetta visto che l’azionariato popolare non decolla per via dei braccini corti del fiorentino medio. Anche in questa fase di disamore conclamato dai festosi e saltellanti tifosi al ritmo di “chi non salta... “ è giusto riconoscere ai Della Valle almeno la capacità di accontentare tutti quando c’è da scontentare qualcuno. La contestazione dopo 15 anni di pace è un bel salto indietro nel tempo, il ricordo va a mia nonna che non potendo seguire le influencer non sapeva come vestirsi, e mi si stringe il cuore. Comunque se tu insisti nel dire “Via i Della Valle” senza tenere conto della difficoltà di chi va veloce per la sua strada e ha serie difficoltà a imboccare l’uscita per l’Autogrill, ti dico che non serve a niente, tu credimi credimi credimi credimi sempre.

lunedì 29 gennaio 2018

Quando manca l'asterisco



Avendo finito il Sauternes solo con l’ironia posso affrontare questa batosta, e così come Forza Italia per la campagna elettorale usa lo slogan “Onestà - Esperienza - Saggezza”, io sostengo che Simeone è implacabile sotto porta. Sempre romanzando, l’azione fallita dal Cholito si può paragonare a un giocatore di biliardo che per colpire la biglia usa una corda invece della stecca. Alle partite perfette come quelle della Samp o dell’Atalanta c’è da dire a brutto muso che dovrebbero ringraziarci perché oltre a fare schifo di nostro ci becchiamo anche tutte le sfighe che statisticamente sarebbero dovute toccare a loro. Una domenica serena l’aspetti tutta la settimana, ma lei manda la cugina, la domenica di merda, e allora meglio tornare a lavorare. Penso che siamo riusciti a peggiorare ulteriormente la percentuale di tiri nello specchio della porta, i giocatori Viola sono ormai così abituati a sprecare che non leccano più nemmeno la stagnola dello yogurt. Evidentemente Corvino con certi giocatori è stato fregato, o al limite si sono “dimenticati" di mettere l’asterisco del surgelato sul loro cartellino. Insomma un disastro, società sempre più lontana, tifoseria che contesta, squadra che affonda, certo la speranza è l’ultima a morire, ma ultimamente la vedo parecchio invecchiata. Sempre cercando di romanzare una realtà troppo brutta, il magazziniere inferocito per lo striscione censurato al figlio ha messo i tacchi invece dei tacchetti trasformando la squadra in un edificio pericolante. Ogni domenica ha il suo problema e la sua soluzione, ma purtroppo è quella del problema della domenica prima. Come descrivere l’esperienza dei Della Valle a Firenze, che era un bel sogno e poi ci siamo ritrovati in mezzo a una sparatoria. E che gennaio dovrebbe lasciarci andare mentre manteniamo il panico e non ci facciamo prendere dalla calma. Basterebbe anche un piccolo segnale positivo, sarebbe sufficiente andare oggi dal dottore e trovare una rivista più recente di quattro anni. Cosa forse più difficile di un gol a porta vuota di Simeone. Purtroppo si sono anche scusati, non come la Beatrice che quando discutevamo non lo faceva mai, così ne approfittavo mettendola in guardia che tutto quello che diceva poteva essere usato contro di lei per fissargli le poppe. Che dire allora, bisogna avere Federer.

domenica 28 gennaio 2018

Cose normali



Con la voglia di sentire altro le parole di Pioli mi avevano ingannato, ma alla fine niente di rivoluzionario. Un classico di chi è distratto o di chi spera di sentire quello che vorrebbe. Era già successo quando dissi alla Beatrice dalle poppe grosse di avere il pane duro (serviva per la ribollita) e lei capì che avevo un’erezione. Colpa della madre che tastava i salami e sosteneva che i migliori erano quelli più compatti. Da quel giorno sono anche molto attento a non comprare la marmellata di sousine. Purtroppo le interviste tradizionali come quelle di Pioli non rispettano più la realtà, nelle pubblicità anche la famiglia viene reinterpretata, ed oggi è composta da padre albino, il secondo padre alpino, figlio adottivo altoatesino in prestito con obbligo di riscatto, figlia transgender, l’unico rimando alla tradizione è la mamma maiala. Pioli oltretutto toglie anche il grasso dal prosciutto, si dice che Lo Faso non l’avrebbe presa bene, da qui la sua mancata convocazione trasformata in un’influenza diplomatica. Quello che mi sento di dire è che non c’è niente di male a fare e dire delle cose normali. Perché tale sarà anche la formazione di oggi. Cose normali come battere il Verona. Però capisco anche la sofferenza di quando il tifoso sa che il tuo è un coglione mentre gli altri allenatori no. Si, sono intriganti le donne che fumano il sigaro, ma io ho solo voglia di ricominciare da un gol di Simeone. Non voglio insomma che le donne buttino via la dolcezza, tanto tra un paio d’anni tornerà di moda e potranno indossarla senza essere derise. Siamo tutti a cercare il fenomeno in campo, il fenomeno in panchina, la ricerca spasmodica di talenti in cucina, quelli che cantano, ballano, il tiro vincente dalla metà campo insomma. Alla fine ho come il sospetto che il talento più puro sia quello della normalità, di chi riesce a vivere serenamente anche a metà classifica, di chi è ancora capace di guardare Rete 4.

sabato 27 gennaio 2018

Nel '77



Nel giorno della memoria, già compleanno di Tommaso, voglio ricordare anche Kim nel ‘77, avevo 15 anni. Allora non sapevo ancora che dietro due grandi poppe c’è sempre un grande cuore. Mi fermavo all’apparenza plateale dei capezzoli. Oggi voltandomi verso il ‘77 posso dire che le parole sono importanti, ma mai quanto i capelli. C’è stato un periodo che ero tronfio, in San Frediano ero “il duca”, mi chiamavano così per una certa eleganza innata, per la cura della persona, per certi modi garbati così rari nel quartiere, fino a quando un giorno il Bambi volle spegnere quel sorrisino ebete di compiacimento e mi confessò che era l’abbreviazione di “du capelli”. Allora bastava un panino col lampredotto per risolverne tante, oggi che a tempo indeterminato ci sono soprattutto le preoccupazioni. Ora che sono invecchiato e mi rimane l’ignoranza, nel ‘77 in Oltrarno la confidenza che non avevamo con l’italiano ce la prendevamo con le straniere. Adesso ignoranza non solo con l’italiano, forse censurerebbero anche il mio striscione a risposta del nuovo acquisto francese “Daboh!” Per fortuna molte cose che so le ho apprese nel periodo della Settimana Enigmistica. Trump chiede un Van Gogh io invece un Van Basten che la butti dentro, avrebbe anche i requisiti giusti dell’infortunato cronico su cui scommettere. La Rita invece insiste che dovremo proseguire la stagione senza cambiare niente in attacco, secondo lei la percentuale al tiro disastrosa che può vantare la Fiorentina non può farmi altro che bene. Ho pensato che volesse prendermi per il culo come quando mi chiamavano “il duca”. Poi ho sentito una telefonata con la Chiara alla quale parlava di Dostoevskij sottolineando il fatto che fosse un giocatore d’azzardo. Questo per dire che la moglie sopportava che lui si giocasse tutto fino a rovinarsi, anzi sopportava e faceva fronte ai debiti. Enfatizzando proprio quell’essere moglie che faceva tutto questo perché quando era disperato scriveva meravigliosamente. Evidentemente spera che la mia disperazione per i gol sbagliati faccia bene al blog.

venerdì 26 gennaio 2018

Tenetevi tutto dentro



Se la nostra preoccupazione è un campionato grigio, al massimo sale e pepe, senza scossoni e nemmeno la tinta migliore per coprirne le radici, la stessa cosa si verificherà il 4 marzo quando andremo a votare. Cosa fare? Serve un colpo di scena tipo un tiro che centra la porta, e Alessandro Borghese che arriva trafelato alle urne un attimo prima della chiusura per dire “Manca ancora il mio voto che potrebbe confermare o ribaltare il risultato”. Se poi continueremo a sparacchiare sul fondo senza costrutto c’è sempre il piano B (che non è rasarsi tutti i capelli per eliminare il grigio), ma andare a vedere la partita della Fiorentina in pizzeria che è sempre uno dei posti più belli. Capitolo gestione e autofinanziamento, secondo la Nicoletta che lavora con un commercialista di grido (mentre lui le guarda il culo da urlo), fanno bene i Della Valle a vendere i giocatori più forti e a fare le plusvalenze, anche a costo di campionati anonimi, lo dice forte del suo rimpianto più grande, dopo quella esperienza è d’accordo che quando c’è da vendere bisogna farlo e basta. Lo sa da quando una persona di quelle considerate strane, allora abitava sopra la Trattoria “I’Raddi” in via dell’Ardiglione, le offrì un milione (lire) per le sue mutandine usate, e lei invece di accettare rispose “Si faccia curare”. Il Bambi ha invece a cuore la gestione dei giovani lasciati spesso ad ammuffire, è stato uno dei primi a non capire il vantaggio di tenere Hagi ai margini della rosa e Dragowski senza giocare per due anni. Propensione a non capire che ha manifestato fin da piccolo, ancora oggi racconta la prima volta che non capì come mai Adamo ed Eva avessero la foglia di fico se erano solo loro due. Il Centi che invece è un salutista, esprime soddisfazione per un calcio che dopo l’asta sui diritti televisivi ha dimostrato finalmente di aver tolto il glutine ormai da tutto e di essere rimasto senza grano. Io tra gli amici che ho citato sono quello che difende a spada tratta tutto ciò che è Viola, per me non ci sono figli e figliastri, chi è meglio tra Babacar e Simeone è una domanda che non m’interessa, chi indossa quella maglia va bene, così come a un alcolizzato non puoi chiedere se è meglio la birra o il vino o a un bambino se vuole più bene al babbo o alla mamma. Alla Fiorentina non ci sono grandi campioni? Ho frequentato mezzi scemi per l’altra metà. Se non fosse che è controproducente, anche se potrei farlo passare per salvaguardia dell’ambiente, quando leggo che viene attaccato tutto e il contrario di tutto, quando gli altri sono sempre più bravi, vorrei suggerire di tenervi tutto dentro, ma non per una questione di privacy. Per non inquinare. Alla fine vi chiederò di fare solo critiche biodegradabili.

giovedì 25 gennaio 2018

Con gli occhi di Wes Anderson



Un po’ li capisco quelli che “Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare”, ma allora in un mondo ideale, fuori da Firenze, ci sarebbero i distributori di panini col lampredotto. Per fortuna il nostro cervello cancella il dolore: è un sistema di autodifesa senza il quale i tifosi incasserebbero un gol al novantacinquesimo una volta sola e poi comincerebbero a seguire la migrazione delle rondini per capire meglio quel discorso sulla primavera, e non più il calcio. Ecco perché diamo ancora credito a Benassi. Non si può considerare tragedia un campionato così, anche se più anonimo dei precedenti, senza progetto, con la società in vendita, quando invece Heidi è orfana, Anna dai capelli rossi è orfana, Candy Candy è orfana, Georgie è orfana e in più i fratelli sono in guerra tra di loro, Lovely Sara non ha la madre e il padre è disperso, Kiss me Licia non ha la madre. Via siamo seri! Mai uno striscione del Marasma per la famiglia nei cartoni animati degli anni 80, ma solo per la famiglia Della Valle. Guardiamo là fuori con gli occhi di Wes Anderson, gli edifici saranno particolari, i colori vintage e i toni pastello. Ordine, linea, simmetria come nel calcio di Pioli. Poi certo se si ci voltiamo indietro non importa arrivare fino a Batistuta, esattamente un mese fa a quest’ora eravamo ancora a pensare al pranzo di Natale che ci aspettava e ai regali che avremmo ricevuto. A me basterebbe escludere che gli stessi utenti che oggi attaccano Pioli, i Della Valle, Cognigni e Corvino, il 4 marzo non votino Casini perché il troppo è troppo. E poi non me la raccontate giusta con Pioli, a voi quello che manca è una Fiorentina competitiva, Pioli è solo un modo di sfogare quel complesso del tifoso povero. Come quando il Bambi mi faceva due palle così perché gli mancava Cuba quando invece gli mancavano le cubane. E poi sono tranquillo che fuori dal blog non esistono davvero quelli che scrivono sempre contro. Sono solo una creazione di Disqus per aumentare i commenti. Sennò li ritroveresti anche alla macchinetta del caffè e ti sconsiglierebbero di andare alle Canarie a giugno perché l’acqua è fredda. Mentre a me non capita mai mentre prendo il caffè di dire che anche se non farò il bagno berrò comunque birra senza pensare al traffico dei viali e senza rispondere alle telefonate di lavoro. Così come Di Maio con 20 punti sulla patente non può guidare il Paese, così il tifoso Viola non può allenare la sua squadra del cuore. Se ne faccia una ragione. Al limite può divertirsi con il Fantacalcio. E comunque anche agire non in prima persona non è esente da rischi. E’ notizia di ieri che è morto l’attore che stava dentro Tinky Winky dei Teletubbes, quello Viola naturalmente. Per dire cosa, che dovrebbe essere regolamentato anche l’uso del sostantivo maschile, e quando quello non consentito viene rivolto a qualcuno della propria squadra, penso a “ceppicone”, quel tifoso dovrebbe indossare il costume della persona a cui lo ha rivolto. Sarebbe divertente vedervi girare in piazza Santo Spirito con il Teletubbes di Pioli. Sono convinto che vi chiederebbero lo stesso se volete il fumo.

mercoledì 24 gennaio 2018

Quando la tecnologia cerca di renderti la vita impossibile



Il problema è che alla fine chiuderanno i blog come hanno fatto con i manicomi. Comunque Pioli ne uscirà bene da questa esperienza dimostrando agli utenti rimasti senza più lo strumento per attaccarlo di saper succhiare una Fruit-joy senza masticarla. Altro che ceppicone. Nel frattempo un mercato così povero non si era mai visto, così tanto che ai tifosi Viola non si forma più nemmeno la lanugine ombelicale. A me malgrado questo scenario, e la necessità quindi di assumere un atteggiamento serio, mi è scappato un sorriso al passaggio di un bel culo. Sarà che nella mia disposizione psicologica a prevedere e giudicare favorevolmente il corso degli eventi, fino a quando Maria De Filippi e Costanzo non si lasciano, continuerò a credere che l'amore esiste. E proprio per questo a chi sostiene che ci hanno distrutto il sogno del quarto posto, oggi rivalutato neanche fosse un film di Bud Spencer, rispondo che distruggere fa parte del processo creativo. L’autofinanziamento che piaccia o no è vitale per la nostra stessa esistenza, i conti devono essere in regola, e non sentiamoci poveri, è solo ottimizzazione delle risorse, mi viene in mente che anche Gianfranco Fini, la moglie, il cognato e il suocero, in quanto tutti a processo hanno dichiarato di andarci insieme con una macchina sola. Ed è un po’ sbagliato l’atteggiamento quando dite che sta andando tutto a puttane, lo fate sembrare insomma come una cosa brutta. Non si può sempre e solo prendersela con Pioli, un po’ di fantasia, la bambola gonfiabile per esempio si potrebbe anche farla accomodare a tavola, a proposito della famiglia tradizionale, così potremo divertirci a fare le palline con la mollica del pane e cercare di fare canestro. Personalmente soffro meno quel senso di precarietà esistenziale quando mancano Astori, Veretout e Thereau di quando invece mi rimangono solo quattro Digestive nel tubo. E l’inferno me lo immagino come un posto diviso da un fiume dove tutto il giorno continuano a ripeterti che l’allenatore della tua squadra è un ceppicone, il direttore sportivo un incompetente, molti dei tuoi giocatori sono grassi, e non riuscendo a pensarla così ti senti un povero coglione. Cerco di immedesimarmi comunque con chi vede la realtà così fastidiosa e credo di capire cosa si prova all’idea che con la tecnologia c’è qualcuno che la voglia pure aumentare.

martedì 23 gennaio 2018

Il tifoso ai tempi dei suv


A quei tifosi che vivono col sospetto di avere sempre ragione, e che quindi l’allenatore sbaglia, la proprietà sbaglia, e anche il centravanti sbaglia, chiedo se prima della moda dei suv avevano mai sospettato che ci fossero così tanti uomini con l’uccello piccolo. Ogni giorno che passa maturo la convinzione che il candidato premier autorevole di Berlusconi sia proprio un tifoso Viola di questi. Sono altresì convinto che il solerte tifoso Viola saprebbe anche come gestire le problematiche di un perizoma che si infila ovunque, e delle tecniche per rimetterlo a posto senza che la compagna possa apparire minimamente volgare. Tifosi che per rendere le trasferte meno amare di quella genovese sono costretti a viaggiare su un Toblerone. Per quanto riguarda la divisione presente nel nostro modo di vivere la passione, né la beatificazione e né la demonizzazione hanno ormai più senso, forse dovremo smetterla di fare distinzioni. Diciamoci la verità, la malinconia sta bene su tutto, ma malinconia di cosa? Per eliminare le distinzioni comincerei nel trovarci d’accordo sul fatto che per mandare via i Della Valle bisogna avere una soluzione almeno uguale o migliore. Non ha senso aprire le case chiuse se non si aumentano gli stipendi degli uomini. Su questo spero di trovare condivisione massima. Anche se non vorrei fare peggio, ovvero la mancanza di divisione alla fine potrebbe disorientarci, così come l’influenza senza febbre vuol dire toglierci dei diritti. Semmai teniamoci solo le differenze tipiche presenti tra uomini e donne, loro che continuassero pure a guardarci negli occhi prima di arrivare casomai al pacco, noi che prima di arrivare agli occhi facciamo degli strani giri tutto intorno. Differenze che devono rimanere chiare almeno tra corteggiamento e molestia, tra chi vuole lavarti il vetro e chi ti riga la macchina.

lunedì 22 gennaio 2018

Loft loffio


E’ una sconfitta salutare perché finalmente ci permette di apprezzare la difesa senza Astori.  Così come giocare con Babacar e Simeone dimostra che avevano ragione chi li reclamava insieme. Squadra che a parte i soliti gol sbagliati (nel primo tempo) è irriconoscibile in tutti i suoi elementi, con menzione speciale per Chiesa, tranne Sportiello (e forse anche Badelj). Irriconoscibile anche nell’atteggiamento, senza dubbio la sosta ha fatto meglio alla Samp e fatto male a chi tra i tifosi oggi avrà difficoltà nel trovare motivazioni. Certo è che l’unico rimedio anti invecchiamento è morire giovani. Personalmente è proprio dopo questa sconfitta che ho dato disposizioni, quando arriverà il mio momento, invece del cane, porterò con me la sciarpa Viola del Gruppo Chiava. E mentre si addossano responsabilità a Pioli, la sconfitta del resto è quanto di meglio ci possa essere in questo senso, rimarco  l’ennesima delusione nel vedere quanto sia irraggiungibile una qualche maturità calcistica da parte di Babacar che fallisce l’ennesima opportunità da titolare (il gol trangugiato con testa altrove dimostra che in quel momento stava cercando di ricordare se aveva chiuso il gas). La sua maturità è irraggiungibile come gli anni di contributi per la pensione. Per non passare però da quello che non vuole mai trovare delle pecche nella conduzione dell’allenatore, questa volta devo dire che prima di partire per Genova avrebbe dovuto chiedere a Babacar se aveva chiuso il gas e saremmo andati facilmente in vantaggio. Un grande allenatore si vede anche dai particolari, e questo esclude definitivamente che lo sia. Giampaolo non a caso ha imposto ai suoi attaccanti solo piani cottura a induzione. Se vi sembra un editoriale troppo irriverente, irrispettoso dopo una disfatta, irriguardoso nei confronti di chi soffre, sotto il cappuccio della felpa tutto sembrerà più sicuro. “Perché Babacar fa il fenomeno solo quando subentra?” Dovrebbe essere il titolo di uno speciale di Alberto Angela. Intanto sono stati depositati al Viminale altri 55 nomi di partiti, nel caso voleste crearne uno nuovo rimane libero solo “Lista civica contro i ceppiconi”. Squadra scollata soprattutto nel secondo tempo, più di così ricordo solo Jayne Mansfield. Veretout è un muro portante senza il quale la Samp si esalta negli spazi aperti del nuovo centrocampo open space, un moderno loft loffio. La Fiorentina perde le giuste distanze, e quando ti apri completamente con qualcuno, specie con Quagliarella, dopo non sarai più come prima. Diventi come i bugiardini dei farmaci.

domenica 21 gennaio 2018

Una fortuna sfacciata


Si ricomincia a giocare perché a bubare non si è mai smesso. Al limite si potrà bubare per come si poteva giocare. Ci scherzo e non bubo solo perché ho la fortuna di non vivere con la costante paura di perdere Hagi. Non è un merito ma solo una fortuna sfacciata. Il vantaggio di soffrire per il mercato di gennaio è che si suda meno che per quello estivo. Consolatevi. E poi mi sono chiesto come si fa a diventare esponente del Fronte Gobbo Interno, se fosse cioè per discendenza o fosse invece qualche delusione grossa a fartici diventare, e alla fine  mi sono convinto che succede solo quando un tifoso Viola viene morso da uno del Fronte Gobbo Interno. Dalla rubrica WhatsApp di uno del fronte Gobbo Interno si scorrono infatti i nomi: Nicola Berti, Gianpaolo Calvarese, Riccardo Montolivo, Cesare Prandelli, il Bambi, Voldemort, Enrico Preziosi, Enzo Bucchioni, Enzo Paolo Turchi, Marco Giampaolo, Giampaolo Pazzini. Il mio intento sarebbe quello di far ridere almeno prima che la squadra scenda in campo, ma non ho tutta l’erba necessaria. Così associo il brusio del “bubìo” alla discografia di Pierangelo Bertoli. Inquinamento, guerre, molestie sessuali, traffico sui viali, Pioli, quanti problemi risolveremmo insomma se passassimo almeno l’80% della vita dormendo, quanti passaggi sbagliati, quanti tiri sbilenchi in meno e giocatori lasciati in tribuna eviteremmo, forse contro i mali del mondo la soluzione è davvero il letto. Per esperienza personale se una squadra del cuore non vi vuole più o non vi ama più, scappate, non andate oltre, non chiedete spiegazioni, o un centrocampista dal mercato di gennaio, tanto Corvino dirà delle cose che sicuramente faranno ancora più male. Non ti amo più basta e avanza, non importa Eysseric al posto di Thereau. Perché io rimango? Perché ho accettato di non sentirmi un motociclista quando giravo con lo scooterone, e se tra tanti ci siamo scelti un motivo ci sarà. Forse siamo due chiaviche ma ci amiamo. E amare i nostri colori significa anche mettere il maglione intonato alle sue orecchie.

sabato 20 gennaio 2018

La magia dei solai in legno


Quando parliamo di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, di pro e di contro, dobbiamo per forza considerare anche gli aspetti negativi di chi ha il privilegio di vivere in una vecchia casa d’Oltrarno. La magia dei solai in legno, dei soffitti a cassettone, o anche delle semplici mezzanine in cotto sopra i travicelli di legno, di contro c’è l’esperienza terribile del Bambi che è passato a salutare la mamma che abita in via dell’Orto e l’ha trovata riversa a terra, in cucina. Prima di riprendersi dallo sgomento e di chiamare i soccorsi, si è mossa portandosi un dito davanti alla bocca chiedendogli di stare zitto perché sennò non riusciva a capire bene cosa stesse dicendo al telefono la zia Milena che abita al piano di sotto. Con il cemento armato non sarebbe possibile fare come gli indiani che ascoltano il terreno e così spiare le telefonate dei parenti. Mentre a quelli che il solaio in legno rompe i coglioni a prescindere perché scricchiola e si sente quello sopra quando cammina, se stamani non hanno ancora ben chiaro per cosa preoccuparsi, possono benissimo improvvisare. L’esonero di Prandelli intanto ha riportato alla mente dei nostalgici l'esperienza in Viola considerata indimenticabile. Aggettivo che io uso invece per definire la prima volta che mi hanno chiamato “signore”. Oggi posso dire che non avrei mai pensato che avere 55 anni fosse una cosa così seria. Tanto da farmi amare l’intelligenza di una donna che recita ad alta voce un passo della Divina Commedia con tutte le poppe di fuori. Non solo, una cosa così seria che spruzzerei la buccia dei mandarini negli occhi a quelli del Fronte Gobbo Interno. E voi ancora vi lamentate di Cognigni e dei Della Valle per via dell’autofinanziamento, capaci di mantenere i conti in ordine, quando Renzi ha sperperato 140.000 euro in due anni visto che un Presidente del Consiglio guadagna 80.000 l’anno e lui ha dichiarato di averne sul conto solo 20.000. Mentre un gruppo di studiosi dell’Università della Saccenza ha scoperto che la causa del giramento di coglioni giornaliero di una parte dei tifosi Viola è dovuta alle dichiarazioni dei giocatori che parlano bene degli allenatori che stanno sul cazzo a quegli stessi tifosi. Sempre la stessa università ha anche scoperto che i tifosi che sanno tutto sono quelli che hanno i vari PINo memorizzati in rubrica, perché sanno anche che il ladro non ci arriverà mai. Non pensate che chi come me vede le cose dal lato positivo non abbia dei momenti di nervosismo, non li sfogo su Pioli, non scrivo striscioni e non assumo inibitori della pompa protonica da quando Hagi è andato al Real Vitorul, però anche io divento aggressivo. E quando mi succede rovescio l’acqua bollente sulla bustina di tè bianco che si gonfia e si divincola, non le do tregua, la seguo e continuo a centrarla in pieno fino a quando non ho riempito la tazza.

venerdì 19 gennaio 2018

Sono entrato nella vecchiaia dalla porta di servizio


Un consiglio utile per uscire dal ristagno di questo mercato; provate il tonno in vetro. E non leghiamo la nostra serenità al fatto che arrivi un giocatore che salta l’uomo, magari oggi qualcuno potrebbe dirci che assomigliamo a un concorrente di Forum e abbiamo svoltato la giornata. Ci distraggono con il mercato e intanto stanno reintroducendo le pence nei pantaloni. La May ha nominato un sottosegretario alla solitudine prendendo spunto da quelle squadre italiane che giocano con una punta. Io invece sono limitato perché il calcio estero non lo guardo mai. E così mentre cercate un nuovo centrocampista io guardo se riesco già a trovare un uovo di Pasqua. E’ ufficiale il mio ingresso nella vecchiaia da quando mi sono reso conto che stavo camminando con le mani dietro la schiena, non ve la prendete quindi se non offendo Pioli, ho veramente altro a cui pensare. Me ne sono accorto mentre mi chiedevo chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e chi cazzo votiamo. Oggi ho ritrovato anche una vecchia foto del militare, eravamo nella stessa camerata io il Bambi, il Centi, il Pizzichi, il Fude e il figlio del Tozzi. Ora che sono invecchiato, dopo mezza bottiglia di Fonterutoli sono il mio filosofo di riferimento. Così quando arrivo a Mules tendo a dire di essere solo di passaggio per non creare false aspettative. Non dovete invidiare il mercato delle altre squadre come certe donne non devono invidiare le amiche alle quali il marito tira fuori l’auto dal garage. Diteglielo che non è amore ma sfiducia.

giovedì 18 gennaio 2018

Meglio i bamboccioni di chi va via a scadenza


Guardando Tommaso che già tromba mi sento di dire a chi ha ancora i bambini piccoli, di goderseli finché può, perché poi è un attimo, crescono e vanno via di casa a quarant’anni. Non come i calciatori che se ne vanno subito, per fare plusvalenza o come Hagi per seguire un percorso di migrazione al contrario. Oppure se ne vanno via a scadenza di contratto. Dopo Antognoni, di bandiere rimangono solo i figli. Dire che i giocatori pensano sempre ai soldi è realtà, dire che i nostri figli ventenni pensano solo alla passera è invece mistifigazione della realtà. Per Tommaso sarà anche la prima volta che andrà a votare, e dopo avergli raccontato di come funzionavano certe cose quando c’erano ancora DC, PCI, MSI, PLI, mi ha detto che leggerà attentamente tutti i programmi e darà il voto a chi rimetterà le sorprese nei sacchetti di patatine. In questi giorni ho provocato qualche risentimento con i miei editoriali, ma forse perché non avete capito che erano solo uno spot, che volevo dire; sono qui se avete bisogno di uno che non capisce una sega. Prezzi modici. Per ritornare ai figli, basta parlarci dieci minuti e si capisce subito che tutte le ansie, i conflitti, i traumi, certi blocchi psicologici e certe cessioni sono causate da famiglie e parenti, vedi me, Hagi, Ljajic. Non capisco perché allora su certi striscioni leggo “difendiamo la famiglia tradizionale”. Poi ci sarebbero quelli che nel 2018 ancora dividono gli uomini per razza e non se l’uomo lo saltano per creare la superiorità numerica.

mercoledì 17 gennaio 2018

Un bel mazzo di fiori


Perché la squadra con il giglio? Perché sono sempre rimasto affascinato da un bel mazzo di fiori. Anche solo da un bel mazzo. E anche quando il profumo non è propriamente quello della vittoria ma ci sono dei sentori di pepe nero e spezie. E poi non è sempre un bene essere dei numeri uno, specie quando stanno servendo il 48. E’ meglio vincere, certo, ma il pane e salame è comunque meglio di una colica renale. E alla fine ne una vittoria e nemmeno il salame potranno mai rallentare il processo che vede la nostra vita costellata da persone che muoiono prima di noi. In un’epoca in cui tutti parlano di tutto spesso senza sapere nulla, il salame deve farsi argine. Mangiare pane e salame distoglie almeno per qualche minuto dalla convinzione di sapere cosa pensano davvero i giocatori quando rilasciano interviste. So benissimo che è tutto soggettivo, il Marasma dopo l’apprezzamento di Pioli da parte dell’argentino ha creato il primo striscione del 2018: “Trasparenti, genuini, semplici, innocenti come Pezzella sarete voi”. A chi crede che dire tutti i giorni la stessa cosa porti col tempo a dire una verità, suggerisco di attorcigliare 4 spaghetti al centro del piatto come prova del nove, e poi verificare se si è diventati anche chef. Secondo me l’allenatore che legge le critiche dei tifosi della squadra che allena, dall’alto di una competenza necessariamente superiore, si comporta come ho fatto io con il venditore di rose. Il ragazzo aveva fame e allora gli ho offerto qualcosa da mangiare, mi ha ringraziato precisando di non volere niente con il maiale, ha preso due pizzette e poi si è sfondato di tartine con la ‘nduja che a suo dire è il peperoncino più buono che ci sia. A quel punto non me la sono sentita di dirgli che si fa con il maiale. E già che ci sono mi chiedo anche a cosa serve dire che mettere quel giocatore al posto di quell’altro migliorerebbe il rendimento della squadra, che giocare a tre in difesa invece che a quattro ci consentirebbe di sfruttare meglio le caratteristiche dei giocatori. Io per far capire l’inutilità di tale logica comincerei con il riportare i Marò in Egitto, che da quando sono tornati, al tifoso Viola non è cambiato un cazzo.

martedì 16 gennaio 2018

Victor Hugo non potrà giocare bene a Genova



Dopo le dichiarazioni di Pezzella su Pioli abbiamo capito che alcuni di noi hanno il dono dell’antitesi. Il concetto dei giocatori che parlano bene dell’allenatore (anche se nessuno gli ha chiesto niente in merito, e anzi, a maggior ragione ancora più sospetto) solo perché giocano titolari non fa una grinza, è un pensiero un po’ basico, quasi rozzo, ma che regge, forse anche più strutturato di quello che i fotografi trombano le modelle. Fa male sentire parole di apprezzamento per il proprio tecnico, di buono però c’è che questo malessere ha il potere di distogliere il malpensante dal dolore fisico provocato da un’influenza decisamente aggressiva. Chi invece crede alle parole di Pezzella in quanto sincere, e ingenuamente usa carota, sedano e cipolla per il soffritto, l’influenza cattiva se la deve ciucciare tutta. Sarebbe stato il blue monday a far percepire così negativamente le parole dell’argentino? No, non credo che oggi sarà diverso. Rimane il fatto, blue monday o no, che discutere sul contenuto di un virgolettato dovrebbe aprire a un dibattito di condivisione o meno di quei concetti tra virgolette, e non aprire ad un tentativo di delegittimazione del soggetto dichiarante nel tentativo di dimostrare che certe parole sono state espresse per secondi fini. Allora così si invita la lepre a correre, specie in San Frediano, e se non ci si attiene strettamente a quanto dichiarato (certo, se uno apprezza il dichiarante in quanto giocatore, ma ciò che dichiara è contrario a ciò che avrebbe voluto fosse stato dichiarato specialmente da lui…) in qualsiasi discussione potremmo avanzare le ipotesi più variegate, o quelle più comunemente conosciute quando non ci sono altri argomenti per controbattere, come per esempio avanzare dubbi sul tipo d’impiego notturno praticato sui viali dalla mamma dell’interlocutore, escludendo senza prima aver avviato un'indagine, che faccia la metronotte, la guardia giurata o la tassista. Il Bambi va persino oltre in quanto mente sopraffina, per lui non solo Pezzella parla bene di Pioli perché lo fa giocare, ma gioca addirittura meglio di quello che potrebbe, pur di giocare titolare e così parlare bene di Pioli. Se questo modo di pensare verrà riconosciuto anche dagli altri componenti della rosa, domenica contro la Samp Victor Hugo purtroppo dovrà giocare male suo malgrado per non parlare bene di Pioli qualora lo intervistassero nel post partita e a quel punto qualcuno pensasse che ne ha parlato bene solo perché ha giocato. Deve giocare male per forza in quanto titolare solo per la squalifica di Astori. Pioli di contro è costretto a leggere libri con le pagine bianche per paura di certi scrittori che scrivono solo perché qualcuno li legga.

lunedì 15 gennaio 2018

Quel sogno coltivato a San Donnino


Se trovate ormai qualunquisti i miei editoriali la colpa è tutta di questa classe politica. Che almeno sia giunto il momento delle promesse elettorali che cominciano a mantenersi da sole. Capisco meglio di chiunque altro la delusione che si prova quando si arriva in fondo all’editoriale mentre si vorrebbe leggere parole quotidiane contro i Della Valle, o almeno piene di rabbia nei confronti di un destino cinico e baro. Conosco quel tipo di delusione, a me succedeva quando ero più giovane però, lei era generosa, intelligente, premurosa, bella da impazzire, ma non era quello di cui avevo bisogno. Non era un panino col lampredotto. Scusate poi se non mi sono fatto promotore di Hagi patrimonio dell’umanità, posso farmi perdonare di questa poca attenzione alle eccellenze mettendo a disposizione questo spazio per il mea culpa anche di Barcellona, Real Madrid, PSG, Chelsea e Bayern Monaco, altrettanto poco attenti. Scusatemi quindi se Hagi e Vitorul mi ricordano Orietta Berti e i 5 Stelle. Se penso a quanti ceppiconi ci sono nel calcio che conta, e che per tornare a giocare è dovuto andare in una società dove proprietario e allenatore sono il padre, l’acqua a bollire per il tè caldo alla fine del primo tempo la mette su la nonna, e a fare i biglietti ci sono le sorelle. Un po’ mi ricorda quel cinese di San Donnino che per consentire al figlio di coltivare il sogno di andare nello spazio intanto gli ha fatto le tute su un modello di Moschino. Dietro ci sono naturalmente loro, i Della Valle, che per non essere più accusati di vendere i campioni e incassare le plusvalenze vendono i giocatori prima ancora che diventino giocatori. Ma il tifo è sempre pronto ad accusarli lo stesso, oggi per averci fatto perdere quel patrimonio economico che domani sarebbe stato altro argomento ideale per montare polemiche. Ognuno affronta il proprio dolore come può, fatevene una ragione.

domenica 14 gennaio 2018

Abbiamo solo voglia di sedano



Non ci resta che fare un gioco per passare il tempo in attesa del campionato. Io penso a una parte del corpo della Beatrice e grazie alle mie capacità telepatiche vi faccio indovinare qual è. Per distrarci dalla cessione di Hagi che se è vera la storia che il dolore forgia le persone ci ritroveremo contro la Samp con i nervi d’acciaio 18/10. E diciamo anche basta al razzismo, che almeno questa pausa ci consenta di odiare tutti i marchigiani a prescindere dalla provincia di Fermo. Il primo colpo ufficiale di gennaio? Ho finito l’ultima fetta di pandoro. Io non rimpiango i tempi di Edmundo dove a quest’ora si organizzava per il carnevale mandando a puttana il campionato, vorrei invece tornare tanto a quando i film iniziavano alle 20:30. Il Bambi ha finalmente elaborato una teoria che mi convince, di solito se ne esce con certe strampalate che ‘sta volta mi ha fatto riflettere davvero. Ha avanzato un metodo per individuare le persone gay che ancora non hanno fatto outing, e che potrebbe essere utilizzato soprattutto da quei genitori che nutrono qualche sospetto. Se il proprio figlio è al computer, in chat, apre il frigo in continuazione, sente la musica in cuffia e quindi non risponde se lo chiami, tutto questo come se niente fosse malgrado la febbre a 38,5 qualche dubbio deve nascere. Non ve la prendete se Juve, Napoli e Inter faranno mercati di gennaio da ricchi tanto che nelle pubblicità per i loro tifosi certi parti avverranno da Eataly. Noi siamo quelli che non potranno più portare nemmeno il trolley come bagaglio a mano su Ryanair. Il tifoso da Champion esprime la sua voglia di pane e Nutella, dal settimo posto in giù abbiamo solo voglia di sedano. Io non faccio testo, tranquillizzatevi, il mio è un disturbo ossessivo compulsivo che mi porta a riempire il bicchiere appena resta vuoto. Un appello nel caso in cui la Fiorentina a marzo non fosse in lotta per la Champion, non fatevi prendere dallo scoramento e andate a votare lo stesso, qualcuno dovrà pur vedere i disegni bellissimi dei bambini appesi alle pareti delle scuole. Sempre per quel mio disturbino vi esorto quindi a non pensare al passato ma al passito.

sabato 13 gennaio 2018

Come il materassino al mare



Chi guarda al mercato di gennaio con colpevole ingenuità mi ricorda certe dinamiche fatte di sguardi, quando la guardi e sorride, la riguardi e ti sorride ancora, alla fine abbassi anche lo sguardo perché ti sembra di guardarla troppo, ma poi è più forte di te, l’uomo del resto è cacciatore, allora ritorni a guardarla e lei imperterrita e senza ritegno ti continua a sorridere, così capisci che è la bambola gonfiabile della tua vita. Se vogliamo incanalare energia positiva, asettica da certe logiche del tifo e dalla frustrazione che ne deriva dopo nove risultati utili consecutivi di cui però molti pareggiucci, non ci resta che isolare quella sensazione di benessere che ci pervade quando facciamo mente locale all’improvviso che è venerdì pomeriggio e il giorno dopo possiamo dormire di più. Lo so che è la voglia di Baggio che ci ha fregato con Hagi, al Bambi succede quando ha troppa voglia di passera, ma non solo, è talmente ghiotto che vorrebbe allevare i vitelli già tonnati. Dobbiamo considerare l’esperienza di Hagi in Viola con un finale diverso, più politically correct, come il finale cambiato dal regista alla Carmen. So che sto antipatico a molti quando parlo di Hagi in questi termini, ma rimango umile. Comunque uno non si deve certo arrendere, e malgrado me continuare a lottare per vedere finalmente campioni indossare la maglia Viola, e se proprio uno deve alzare le mani perché il campione alla fine viene venduto, c’è da fare attenzione a non aver messo il maglione con il buco sotto l’ascella. Per non aggiungere al danno anche la beffa. Al limite, insieme ai sentimenti, alle bugie, e a certi pensieri peccaminosi, tutta roba che nascondiamo alle nostre compagne, ci metteremo pure il buco sotto l’ascella. Forse la voglia di Hagi è un po’ gonfiata, mi sono sempre immaginato che se Pioli lo avesse impiegato davvero e lui fosse andato a segno, il rischio di abbracciarlo per la gioia sarebbe stato quello di vederlo sgonfiare come il materassino al mare. A me da sensazioni più forti, al limite del cardiopalma, sbracciarmi fuori dal finestrino per richiamare l’attenzione del lavavetri, vederlo correre, insaponare, asciugare, io che pago e scatta il verde giusto un attimo prima che quelli dietro possano attaccarsi ferocemente al clacson. Si, fisicamente c’è più un lavavetri di Hagi.

venerdì 12 gennaio 2018

Siamo cinici e falsi


Questa stagione potrebbe confermare che invece dall’euro siamo usciti definitivamente dall’Europa League. E’ inutile però lamentarsi sul blog prevedendo tutto ciò menciamente, accusando a destra e a manca. Dopo le feste è meglio mangiare i panettoni a colazione come atto di protesta al posto dei cori e degli striscioni. Ieri sono sceso in pigiama a buttare via la spazzatura quando uno di Pitti Uomo mi ha fatto i complimenti per la borsa nera. Questo per dire che fuori da Firenze le persone sono più propense ad apprezzare i quarti posti quando ci sono e non a rimpiangerli quando non ci sono più. E poi siamo cinici e falsi, ero alla finestra ed è passato il Bambi mano nella mano con la sua nuova compagna, quando da una fila di macchine parcheggiate sul marciapiede è sbucata una ragazza con un culo fantastico, a quel punto ha abbracciato la compagna tenendola scrupolosamente di spalle a quel gran culo in modo da seguirlo fino a vederlo scomparire in fondo a via Sant’Agostino. Il bello è che la compagna ha pure apprezzato quel moto di affetto ipocrita. Siamo falsi e predichiamo chiarezza (dovrebbero essere abolite le risposte che non vogliamo sentire). Siamo dei pidocchi e vogliamo che i Della Valle dilapidino capitali. Falsi e pidocchi può essere riassunto perfettamente nella filosofia del Tozzi, pizzicagnolo di via Romana in pensione e fiorentino da 7 generazioni, che oggi si vanta di avere una villa costruita con muratura facciavista. Piuttosto che a tutti questi parolai che danno di parolai agli altri, darei voce agli scantinati che hanno verità inconfutabili trasformate in muffe dall’alluvione. Insomma, non dico che esistono le condizioni per vivere senza l’ansia, questo no, ma almeno non facciamocela venire per la Fiorentina, pensate invece che questo blog potrebbe chiudere da un momento all’altro.

giovedì 11 gennaio 2018

Come eravamo diversi



Il bello di Firenze sta proprio nelle divisioni in cui si esalta, riva destra e riva sinistra, lampredotto o schiacciata all’olio, guelfi e ghibellini come metafora di una diversità necessaria a generare il DNA della genialità. Incrociare un guelfo con una ghibellina o viceversa evita accoppiamenti monotipo che innescano solo problematiche serie all’interno del corredo cromosomico cittadino. Prendiamo il Bambi e la sua ex compagna (entrambi guelfi) entrambi con gli stessi disturbi mentali, siccome entrambi stalker, quando lei abitava all’Antella e lui in via del Campuccio, passavano intere giornate ognuno sotto l’abitazione dell’altro a telefonarsi per chiedere “Dove cazzo sei?”, “No, dove cazzo sei te?” Da ghibellino, la diversità con la guelfa Beatrice s’incastrava perfettamente e faceva sì che io ammiravo le sue poppe grosse mentre lei mi chiedeva se mi piaceva lo smalto. Non solo, parlo sempre e solo delle sue poppe, ma quando la gonna corta le scopriva le cosce lisce nella parte non abbracciata dalle autoreggenti, il contrasto con le mie invece molto più pelose si faceva estremo. Come eravamo diversi. So di coppie di tifosi Viola monotipo che hanno scambiato Hagi per Baggio, che hanno problemi seri con lo streaming, e purtroppo nei casi più rari costretti a vivere esperienze di pre-morte prima di ricordarsi dove avevano parcheggiato. Quel guelfo di Nardella insieme a quella guelfa della sua compagna hanno deciso che la voce del prossimo “Escamillo” sarà quella asmatica di Roberto da Crema per un discorso di pari opportunità. Fino ad ora ho parlato solo degli svantaggi dovuti ad un accoppiamento monotipo, ma non dei vantaggi che si hanno quando la coppia è perfettamente assortita per diversità. Non voglio parlare di coloro che ne sanno più di Pioli, parlo più volentieri della mia esperienza personale, che grazie alla Rita non è fatta solo di vantaggi, confesso addirittura un superpotere. Riesco ad indovinare che lavoro fa la mamma del tipo che di solito mi incula il parcheggio sotto il naso. Sembra incredibile ma fanno tutte lo stesso mestiere.

mercoledì 10 gennaio 2018

All'albatros di un futuro senza cioccolata


Non so se avete apprezzato la volontà di Nardella in quanto direttore del Maggio Musicale, di cambiare il finale della Carmen, a suo dire un “messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia”. Per me la Carmen è un simbolo proprio perché muore, così come la Fiorentina perché perde il suo terzo scudetto in maniera sanguinosa nell’ultima giornata di campionato a Cagliari ben 36 anni fa. Se la folla avesse salvato Gesù oggi avremmo il crocifisso di Barabba. E come faremmo a bubare se non ci fosse Juve ladrona? Se ambite all’equità e il vostro sogno è addirittura una Juve danneggiata non siete dei veri tifosi Viola. Siete solo dei coriandoli ad agosto. Allora meglio la proposta di Grasso di togliere le tasse universitarie ai ricchi. Noi rientriamo in quelli che riescono nell’impresa ogni 50 anni, noi siamo l’albatros di nuovo mamma a 67 anni con il suo nuovo compagno. Chi si è innamorato della Viola confondendo il ruolo che ci è stato assegnato dalla storia si ritroverà a fare i conti con uno che non stava aspettando, e neppure uno di cui aveva bisogno, ma uno che gli chiederà in prestito 50 euro. Quindi non chiedete a me come faccio a vivere serenamente la mia situazione di tifoso Viola nonostante le limitazioni in fatto di ambizioni, chiedetevi piuttosto perché non riuscite a farlo voi che invece non ne avete. Probabilmente nel 2050 vinceremo ancora qualcosa e saremo orgogliosi che sia passato tutto questo tempo, di contro però devo anche dire che entro quello stesso anno non ci sarà più cioccolata. Condizioni climatiche e batteri stanno distruggendo le piante di cacao. Questa nota di cacao amaro è proprio l’anima del tifoso Viola, riportare con i piedi per terra la gente che si illude è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.

martedì 9 gennaio 2018

Gli scantinati della propria passione



L’idea mi è venuta guardando “Totò, Peppino e i fuorilegge”, suggerisco perciò a chi vuole ottenere qualcosa, di non sprecare tempo e lenzuola con degli striscioni inefficaci, è sempre preferibile una bella lettera minatoria. Può darsi che ad Andrea possa tornare persino il buon umore. Intanto l’ultima giornata di campionato ha lasciato strascichi polemici, ma il Var se utilizzato bene ha dimostrato di essere molto utile, non a caso è proprio grazie a questo strumento che si è potuto smentire la gravidanza di Ambra Angiolini. Effettivamente era fallo da dietro (nella foto il fermo immagine visionato dall’arbitro). Non so a voi ma a me il Natale nel suo significato meno commerciale mi ha aiutato a comprendere un po’ di più chi tende ad essere pessimista sui francesi della Fiorentina. Effettivamente non si può essere ottimisti ad oltranza in un mondo in cui hanno scelto di crocifiggere chi trasformava l’acqua in vino. Mentre il Bambi dopo le parole del Papa “Va amata anche una vita ripugnante” se ne è uscito con un “Fiorentina, i love you”. Sono rimasto così sorpreso da questa suo apparente avvicinamento alla fede che ho cercato di approfondire, ma è stato a quel punto che mi ha detto che quello era un momentaccio per gli approfondimenti interiori, doveva portare i suoi preconcetti a far pipì. Non mi è rimasto che invidiare chi pensa al mercato con la mente così sgombra mentre io devo ancora smontare l’albero. Ma non voglio tediarvi con il Sentimento Viola Unico, quello sopra ogni cosa, vittorie, proprietà, giocatori. Non sono affatto un buon esempio. Una volta ho sbagliato l’uscita dalla sala del cinema, successe che un gruppo di persone sicuramente distratte mi seguì. Come dicevo, oggi ho maturato l’esperienza per non indurvi a seguire il mio esempio. Perché dopo un po’ quel gruppo era sempre più numeroso, e alla fine mi ritrovai a condurre una folla di persone negli scantinati. A quel punto feci finta di niente e tornai indietro con nonchalance. E ho paura che qualcuno si sia perso negli scantinati della propria passione.

lunedì 8 gennaio 2018

Il bucorvo (gufochecca di Leadbeater)


Per l'anno nuovo ho apportato delle modifiche tecniche, da oggi quando il Fronte Gobbo Interno invierà commenti carichi di preconcetti comparirà la scritta “Please disable Adblock”. Mentre in aiuto del contestatore seriale compulsivo arriva uno studio dell’Università della Terza Età nel quale si evidenzia come questo tipo di atteggiamento in effetti sia dovuto soprattutto ad una buona conoscenza delle lingue, più che una vera e propria tendenza alla disillusione, chi buba in pratica traduce perché ha ben chiaro che “dream” è l’anagramma di “merda”. Così quando la giornata finisce il Fronte Gobbo Interno tira lo sciacquone. E allora un po’ per renderlo più fiorentino, e allo stesso tempo senza stravolgere la negatività tipica di chi gufa, nel 2018 questo traduttore simultaneo di pessimismo lo ribattezzerei “bucorvo”. E con questo ho il dovere morale di spronare i bucorvi a dare un taglio a certe polemiche stagnanti vista la brevità della vita. Guelfi e Ghibellini, cloro e salsedine. Le bande armate ad Haiti sono meno divise delle fazioni presenti al Franchi, sul nostro blog, in città. Purtroppo con gennaio peserà sui bucorvi non solo un mercato carico di francesi, ma tutte le volte che finalmente decideranno di fregarsene, di farsi un sacchetto di cazzi propri insomma, dovranno aggiungerci anche il costo dei due centesimi. Aiutatemi quindi a non soffrire più per loro, non posso somatizzare le loro ambizioni frustrate, è ormai insostenibile per me saperli sbavare per la cioccolata calda con panna mentre bevono il tè verde. Quindi non si preoccupino più per la Fiorentina, che poi è solo una fetta di vita tagliata male.

domenica 7 gennaio 2018

Ambizioni sprecate


Hagi campione mortificato da ottuse visioni di calcio, ok, però i miei film di fantascienza preferiti rimangono quelli in cui i protagonisti fanno un lavoro normalissimo ma hanno ville a Fiesole, suv, sono sposati con figli, e nel tempo libero non fanno i narcotrafficanti. Mi piacciono film anche più intimisti, al limite del neorealismo, la scena che amo di più è quella dove noi del blog che potevamo dirci tutto, abbiamo preferito tacere. Il segreto di essere tifosi del Barcellona ci ha uniti. Tra i film dell’orrore (specie per noi tifosi dall’indole blaugrana mortificata da pennellate di Viola), sullo sfondo di un gennaio appena iniziato, grigio e già portatore di un pareggio, una mattina Maxi Oliveira in procinto di trasferirsi a Cagliari, destandosi da sogni inquieti di sottoutilizzo, si trovò mutato, nel suo letto, in Antonelli. In questa sosta non potrà mancare la visione di un film sulle baby gang, quel fenomeno di microcriminalità organizzata che lambisce il nostro quotidiano, dove fabbricanti di ascensori senza scrupoli, ne producono di certi con le porte già riccamente incise di “Pioli ceppicone” e “Della Valle vattene” per andare in culo almeno ai vandali condominiali. Non solo film, vedrò anche un corto che mi ha colpito particolarmente dal titolo “Abolirò il canone Rai”, uscirà a marzo. E mentre la Fiesole continua la sua bella battaglia contro la proprietà, potrò dedicarmi a un’altra polemica contro i trippai che non fanno i saldi. Certo non sarà una sosta di campionato dedicata solo ai nostri film mentali d’autore, avrò voglia d’infilarmi in un posticino a metà tra caffè ed enoteca a chiacchierare a voce bassa e ascoltare la storia di chi preferirebbe giocatori più forti e una classifica migliore. Almeno potrò chiedermi come faranno ad avere tutta questa voglia così sana tanto da desiderare addirittura di vincere e non di pareggiare. Io che spreco ambizioni apprezzando gli uccelli che cacano in testa ad alcune persone.

sabato 6 gennaio 2018

Gioco emancipato



Differenza di prestazione netta tra le due squadre, la Fiorentina ha giocato bene al calcio, padrona del campo, l’Inter è stata inferiore nella manovra, in personalità e qualità. Forse il gioco di Pioli è così avanti che qualcuno fa fatica a comprenderlo, come quando il Bambi portò a casa la nuova fidanzata e la mamma ci rimase male perché le sembrò un uomo, lui fece fatica a spiegare che non era vero, ma alla fine dimostrò che era solo tanto tanto tanto emancipata. La squadra intanto cresce, tra voglie di allenatori altrui e balle di erba sempre più verde, e a me piace. Sono otto adesso i risultati utili consecutivi anche se qualcuno dirà che questo vale la metà visti i saldi. E forse al Fronte Gobbo Interno questo pareggio al novantunesimo non permetterà fino in fondo di esaltare gli aspetti negativi della vita, quindi oggi pur sforzandosi di non ascoltare canzoni depresse, ci sarà una vocina nella loro testa che farà come gli pare e la canterà a squarciagola ignorandoli. Oggi insomma sarà meglio parlare dei sacchetti per la frutta. Dopo aver visto il Milan non pensavo che ci fosse una squadra che giocasse addirittura peggio, e questo mi fa pensare che uno dei meriti di questa Fiorentina è proprio quello di non far giocare bene gli avversari, di prendere pochi tiri in porta, e che avrebbe meritato di vincere con entrambe le milanesi. La Viola ha tenuto testa a squadre che le stanno avanti in classifica, compreso il Napoli, dimostrando di aver fatto molti progressi. Pioli sta indubbiamente facendo un buon lavoro, la squadra è convinta, unita e crede nei mezzi che le ha messo a disposizione la Società. Migliore in campo Chiesa, ma confortante anche la prova di Simeone, che ci mette l’anima come sempre, ma pur sbagliando qualche occasione di troppo, ha ancora forza e qualità per pareggiare allo scadere. Bene Laurini, Eysseric che grazie all’assist e a un magnifico lancio ‘sta volta non sarà ricordato solo per il culo da sposa. Veretout, instancabile, copre il campo come un robot tagliaerba. Rimangono gli errori nella scelta dell’ultimo passaggio e si conferma squadra poco precisa al tiro (23 tiri di cui solo 4 in porta). Forse la migliore prestazione della stagione. Se la squadra corre, pressa e crea gioco, è intensa e concentrata, c’è da fare i complimenti a Pioli. E se Di Francesco non ha convocato Nainggolan, mi viene da pensare che anche Hagi bestemmia.

venerdì 5 gennaio 2018

Oltre ogni ragionevole dubbio


Per colpa del mercato di gennaio il povero Hagi ha dovuto ingaggiare un sosia per depistare tutte le grandi squadre che lo stanno seguendo. Ma Antognoni che ne pensa di lui? Che è un campione ma ha scoperto che il ragazzo ha un portamatite della Juventus sulla scrivania e allora preferisce che Pioli dia una chance a Saponara e ad Eysseric. Ma ho ragione anche io quando sostengo di non capire una sega e quindi neanche il valore del giocatore, e ci arriverò dopo come sempre, come quando la Beatrice dalle poppe grosse comprò le ginocchiere e io m’incazzai perché nessuno dei due giocava a pallavolo. Pure il Bambi sostiene che Hagi è un fuoriclasse rovinato dall’allenatore, e lui le persone le riconosce subito. Una volta a una cena dei compagni delle medie ritrovati su Facebook, andò da quegli inconfondibili occhioni di cui si era innamorato per la prima volta in vita sua dicendogli che lei nella foto di classe era sicuramente quella dietro la cicciona. Rispose che era lei la cicciona. Non è per mancanza di fiducia e nemmeno per testare ulteriormente menti così spiccatamente investigative, solo un gioco per allentare la tensione in attesa della partita di stasera, insomma, martedì ero al mare (quindi adesso non uscite sostenendo di aver scoperto anche che martedì ero al mare), chiedo a chi riconosce campioni tra un record in orbita intorno alla Terra e una più terra terra boccata in terra, se è capace di capire attraverso il campione in foto dove ero ieri. Una volta che avrete confermato certe doti innate non potrò comunque rassicurarvi in caso di andamento negativo della partita contro l’Inter. Ho infatti affinato una tecnica per raddrizzare i quadri storti proprio perché non riesco a farlo con i risultati. Secondo me che sono in perenne e palese mancanza di qualità in senso generale, tanto per rendere l’idea prendo anche integratori di magnesio e potassio rimanendo comunque in flagranza di carenza ad oltranza, la verità su ciò che accade dovrebbe ammettere tre gradi di dubbio. Si critica Corvino, ma l’abito non fa Lo Monaco, l’erba del vicino sempre più verde è ormai un modo di invidiare l’allenatore altrui un po’ datato, oggi dovremo parlare di alga spirulina sempre più verde. Non siamo scettici solo con i Della Valle quindi, io lo sono prima di tutto con me stesso. Ognuno dovrebbe esserlo nel proprio campo figuriamoci in quello non propriamente di competenza. Perché anche chi progetta divani sbaglia se nel farlo s'immagina la gente seduta composta.

giovedì 4 gennaio 2018

Quando non c'era il correttore


Il dinamico balletto di Tim contrapposto all’immobilismo di Hagi mi ricorda gli affreschi medievali raffiguranti danze macabre, dove i vivi sono statici e i morti accompagnano le danze. A differenza di Eysseric, il figlio di cotanto padre non è per niente grasso grazie alla sua dieta di magre consolazioni. Comunque il perfetto maschio medio, adesso, esclusi i tifosi preoccupati per la sorte del piccolo Hagi, pensano solo alle vacanze di Pasqua. Io non faccio ancora parte di questa categoria solo perché sono in ferie e rientro l’8 gennaio. La polemica su Hagi s’incrocia perfettamente con l’altra che va per la maggiore, e non commenterò come avrei fatto nel 2017 “siamo alla frutta”, ma “siamo ai sacchetti per la frutta”. Io non ho capacità di vedere qualità così importanti al buio di nessuna apparizione, per indovinare che Kim Basinger sarebbe diventata una bella fica ho dovuto osservare attentamente una foto del 77. Non siate circospetti solo con Pioli però, attenzione quando andate a fare la spesa perché i panettoni scontati spuntano dappertutto. Non è che ci hanno distratto con i sacchettini e poi ci vendono Chiesa? E poi non voglio credere che comprate la frutta al supermercato, non avete neanche un ortolano di fiducia? Non comprate la frutta confezionata nella vaschetta di polistirolo, la vita non è solo Della Valle, non c’è solo la signora che legge la mano per strada che illude dicendo a tutti “ciao, bellissimi”. Se aspettate il mercato in cerca di ciò che più vi manca in questa squadra, spero non abbiate visto lo speciale su Pino Daniele, perché a me quando è partita “Vento di Passione” è cominciato a mancarmi anche il pesce rosso che avevo vinto al luna park da piccolo. Intanto i tifosi Viola più invecchiano e più diventano polemici, siamo uomini così, ci facciamo prendere dalla foga. Un tempo quando ancora non c’era il correttore non avrei scritto “foga”.

mercoledì 3 gennaio 2018

La risposta più sensata



Mi sono svegliato con quel rumore anomalo, non riconoscevo l’autobus e nemmeno il camion della nettezza. Rumore troppo cupo, di fondo, continuo. Niente a che vedere con la raccolta del vetro. Mi sono agitato come solo con lo iodio, non era nemmeno la televisione di Gigi, alla fine mi sono alzato. Più mi avvicinavo alla finestra e più non poteva essere vero, poi ho aperto e sono stato contento di non aver desiderato Oddo, ma altro per l’anno nuovo. Invece del solito muro scrostato di fronte, o Sundas, un mare tempestoso con vento teso, era quello il rumore. Lungo la spiaggia fino in piazza de’ Nerli facendo attenzione a non bagnarmi le scarpe, e al posto del trippaio c’era la torretta del bagnino dove Hagi potrà finalmente trovare più spazio. Ho avuto quella sensazione di tragedia imminente tipica di quando hai un pacco di Amazon in consegna ma sei tutto il giorno al mare pur essendo a casa. Invece del lampredotto una fritturina di paranza (senza limone). La sabbia sotto i piedi invece della solita merda di cane. Che qualcosa di strano fosse successo l’ho riscontrato anche dove un tempo c’era piazza del Carmine, tra la macchia mediterranea e il profumo di lentisco, un tipo era indignato per ciò che aveva fatto Nainggolan, un tempo, quando ancora non c’era il mare se la sarebbe presa con Pioli o Corvino. Io stesso, un po’ frastornato, ho pensato di scrivere alle donne che sono state innamorate di me per chiedergli il perché. Ora capirete meglio il motivo per il quale ho sempre apprezzato i Della Valle, ci sarebbe potuto andare peggio. Pensate se invece del mare avessi aperto le finestre sul Parco del Pollino. Così è più giusto, perché quando arriva il 3 gennaio passa un po’ l’imbarazzo del magnifico anno che sarà, e finalmente arriva l’ordinario, quello in cui ci puoi mettere lo straordinario un po’ quando ti pare, e io stamani ci ho messo il mare. Il vantaggio è che prima ovunque mi girassi, paradossi, adesso paradune. Ma forse è solo un ricordo e i suoi meschini interventi di abbellimento. Il Bambi mi ha chiamato per dirmi che a volte la risposta più sensata a certi miei editoriali sarebbe un rutto.


martedì 2 gennaio 2018

Lidl al posto di Badelj


Perché malgrado l’autofinanziamento i sogni del tifoso non muoiono mai. Perché anche le cose apparentemente impossibili diventano realtà, e non mi riferisco solo ai cross di Biraghi. Come manifesto di questo stato d’animo ecco la ricetta del brodo alla griglia, che insieme ad altri sogni nel cassetto del tavolo della cucina dello chef Alain Tonné viene pubblicato sul libro di Antonio Albanese “Lenticchie alla julienne”. Ingredienti per 2 o più persone ma non più di 7 e comunque meno di 10. Un tronco di sedano immaturo. Un chilo di pomodori ramati contemporanei. 4 carote della cascina Paradiso di Menguzzo sull’Oglio del Garda. 2 cipolle dorate di Pantelleria. Pepe nero nero. Zenzero tostato quanto basta. Un cucchiaio di zucchero salato dell’Himalaya. Non potremo niente invece, almeno nei primi due mesi, per evitare di sbagliare la data scrivendo ancora 2017. L’anno nuovo non si sa come andrà a finire, potrebbe essere deciso dal VAR, ma intanto il ventesimo secolo è diventato maggiorenne. Largo ai giovani e rispetto per gli anziani che rendono i cantieri performance quotidiane, installazioni itineranti, anche se confondono la Panicucci con la Cuccarini. Lo Faso e Thereau insomma. E poi gli anni non vanno caricati di troppe aspettative, sono solo dei numeri. Chissà se i Della Valle avranno fatto come quelli che sono stati avari nei regali di Natale e adesso hanno più soldi da spendere durante i saldi. Oppure ci diranno che è comunque inutile comprare una giacca tre taglie più piccola. Tra le cose apparentemente impossibili che diventano piatti di tutti i giorni avrei potuto scegliere “Il gabbiano in crosta”, ma avrei mancato di rispetto ai vegani, oppure “Il paté d’animo”, difficile però da mandar giù con i bicchieri mezzi vuoti. “Il pollo Pollock” o “La zuppa verticale” troppo ambiziosi per il nostro monte ingaggi. Con i Della Valle che fanno spesa alla Lidl accontentiamoci di questo brodino, quindi (versione modificata): mondate le verdure selezionate con cura, non prima di averle lavate e massaggiate. Tagliuzzate alla julienne il pepe nero nero, servendovi, per trattenere i chicchi, di un piccolo tornio da orologiaio. Dopo una quarantina di minuti, versate le verdure brasate in una pentola capiente di ottone e aggiungete un litro di Amaretto di Seregno. Sobbollite per 90 minuti più recupero e filtrate le verdure per raccogliere il brodo vegetale. Ibernate il brodo nelle pratiche forme per il ghiaccio (trattandosi di una grigliata, vi consiglio forme di salsiccia e spiedini)...et voilà.

lunedì 1 gennaio 2018

E' l'istinto che ci salva in San Frediano



Mentre bevevo uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sangiovese mi sono venuti in mente quei giornalisti laureati che in quello stesso momento stavano preparando articoli sui cani spaventati dai botti. Una metafora della triste avventura in Viola di Hagi per il quale sarà il 32 dicembre e non il primo gennaio. Poi guardando il bicchiere mezzo pieno di bollicine italiane ho voluto sperare che sia stato premiato l’ottimismo di chi ha indossato mutande rosse. Passa il tempo fino a scoprire che stai invecchiando quando parlando con altri tifosi ti accorgi che il tuo giocatore preferito ha smesso di giocare da qualche anno e oggi fa il club manager. Scopri che per un 2018 migliore è giusto fare anche delle rinunce; basta giudizi affrettati e processi sommari. Scopri che se i tifosi vanno sempre meno allo stadio può anche voler dire che meno gente rimarrà delusa. Molte si saranno depilate, un po’ come quei giocatori che sparacchiano alla disperata dalla distanza, non si sa mai insomma. E non capendo perfettamente i meccanismi di gioco prometto che continuerò a non fare analisi tecniche, così come fa la Nicoletta che non è un’esperta di prodotti alimentari ma quando c’è da scegliere compra sempre zucchine di taglia media e leggermente curvate. E’ l’istinto che ci salva in San Frediano. Sulla sponda sinistra dell’Arno l’anno comincia sulle note di La La Land. Qui aspettiamo La La La vittoria sull’Inter. La La La maiala di tomà da vociare a Banti. Al Fronte Gobbo Interno, che ringrazio per gli auguri inaspettati che ci ha voluto inviare e che condivido, ricordo di non farsi trovare felice che l’anno nuovo se ne accorge. Non so cosa avranno fatto gli alieni, ma il Bambi ha salutato il sole e mangiato frutta, così per il primo anno non ha dovuto mettere il Gaviscon nell’impasto delle lasagne. Il primo caffè significa che ci siamo ancora, così anche quest’anno non avrò la pretesa di convincervi. Mi aspetto che possiate ricambiare.