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martedì 31 maggio 2016

Le domande dei figli


A Tommaso ieri non ho saputo rispondere a ben due domande: quando avremo uno sponsor sulla maglia, e nemmeno quale sarà la prima corvinata. In compenso ho risposto negativamente a quella se Dio esiste. Mentre alla conseguente su chi decide tutto allora, ho risposto “la mamma”. E così pensavo di aver pareggiato due a due. Invece, come accade sempre più spesso nel calcio, ho perso proprio nei minuti di recupero, quando mi ha chiesto se le brave ragazze mangiano le banane mettendole orizzontalmente alla bocca. Infilato in contropiede, non mi è rimasto che capire dove avevo sbagliato, e per la serie “le domande tra me e me”, dopo la finale di Champion mi sono chiesto se fosse la coppa con le orecchie, oppure le orecchie con la coppa. Poi, per la serie “chi l’ha visto”, la cellula della Riblogghita che si interessa di ritrovare i vari utenti scomparsi nel tempo, ho emesso il seguente comunicato (e credetemi non sono a favore delle armi): “a volte per legittima difesa spariamo. Voce del verbo sparire”. Poi, anche se a tempo scaduto ho comunque voluto rispondere a Tommaso circa quella domanda frutto dei tempi, facendogli presente che proprio quel modo malizioso di porre la domanda descrive perfettamente la differenza che c’è tra la donna e l’uomo. A maggior ragione in presenza di una qualche condensa che si evidenziano maggiormente le diversità, è quando si appannano i vetri che le donne disegneranno cuori, mentre gli uomini solo uccelli.

lunedì 30 maggio 2016

Per ritornare ragazzi



Non c’è bisogno di vedere la Nazionale contro la Scozia, la verità è che la crisi del calcio italiano era già chiara, basta pensare che in Spagna dopo un gol vanno a baciare una bionda, mentre noi abbracciamo una nonna. Purtroppo le favole non esistono, e quella dell'Atletico Madrid è finita con il bell'addormentato Cristiano Ronaldo che si è svegliato all'ultimo rigore (comunque al posto di Marcelo e Ronaldo c’erano Ficarra e Picone). Poi vi chiederete se non mi sento così solo e diverso a sostenere le qualità di questa proprietà, no però un po’ solo e diverso mi ci sento quando vado a fare le passeggiate sulla spiaggia, incrocio gli altri e mi rendo conto che sono senza neppure un tatuaggio. E comunque la vita di ciascuno di noi probabilmente sarebbe più entusiasmante se la commentasse Piccinini. Il Bambi sostiene che la finale di Champion è stata giocata male per onorare San Siro. Adesso prima che vi incazzate con me o con Cognigni, dovrete fare molta attenzione prima di dire "No" ai Della Valle, che poi arriva la Boschi e vi dice che non siete dei tifosi veri. Come al solito anche oggi non vi darò consigli di mercato, ma in quanto poeta ve ne suggerisco di altrettanto importanti. Portatela in riva al mare, occhi negli occhi al tramonto e poi sussurratele "derato?" Così che rimanga stupita come non eravate ancora riusciti a fare. In modo che vi chieda "eh?", ed è in quel preciso momento che potrete rispolverare un classico della nostra giovinezza, quando ci piaceva Hendrix: "poppaaa". Poi una volta uscita dallo stupore di quella vostra innocenza ritrovata, meravigliatela con la cultura classica che vi contraddistingue, e chiedetele se sa chi diceva che tutti possono essere capaci a farci piangere, ma solo un genio può farci ridere. Una volta che si sarà arresa e penderà dalle vostre labbra, ditele: "stocazzo!".

domenica 29 maggio 2016

Il Cholo l'ha preso nel bocciolo



Niente miracolo ‘sta volta, coppa al Real e nessun argomento di rivalsa per i poveri, hanno vinto i ricchi del calcio (e così piove forte anche sui nostri sogni). Non ci rimane che il mercato, un mondo dove per sparare nomi a caso non servono soldi, quelli servono solo per comprare i giocatori che fanno la differenza. Non a caso gli esperti di mercato sono quelli che definiscono l’Udinese “una bottega cara”, i più vecchi di loro, a proposito di come cambiano i modi di dire da dopo la sentenza Bosman, quando cadeva il gelato dal cono bestemmiavano tutti i santi. Ora lo chiamano cornetto destrutturato. Io che non seguo il mercato e quindi sono esperto almeno quanto loro, dico invece che l'altra faccia dell'amore è il culo (e non penso per questo di essere meno esperto di mercato). E mi rammarico che in tempi così moderni non riusciate a bruciare le calorie nelle sessioni di stalking verso Cognigni. Solo questo è il mio rammarico per la stagione passata. Non certo Benalouane. Pur essendo profondamente contrario alla battaglia di quelli contro i Della Valle, riconosco l’importanza di avere qualcosa a cuore, non importa cosa. Io per esempio mi batto per il ritorno degli alamari veri sui montgomery. Altri sono per il ritorno dello sponsor sulla maglia. Io lo dico per voi, mi preoccupa questa eccessiva sensibilità verso il mercato, basta una voce dall’ortolano e vi deprimete, un’altra dal pizzicagnolo e vi esaltate. Almeno prima passate in merceria. Perché l'umore, a volte, é un po' come quei calzini col bordo lento.

sabato 28 maggio 2016

Ufficiale: i nani da giardino hanno iniziato a chiedere l'Autan



Oggi vi svelo perché amo tanto Cognigni, stesso luogo di nascita e stesso modo di parlare della nonna materna della Beatrice dalle poppe grosse. Stesso genio (stesse poppe). Si chiamava Zaira e d'estate per fare piatti più leggeri ci preparava il montone col sugo sui piatti di plastica. Se non amate Mario è solo perché non avete potuto apprezzare le madre di tutte le poppe. Anzi la nonna. Stessi consigli con i quali l'economo oggi gestisce la parte economica, e che lei usava per aiutarmi a crescere quando andavamo in vacanza a Civitanova. Mi ricordo ancora quando mi spiegava come fare per diventare quell’uomo romantico che sono oggi e che piace tanto alle donne: “l'uomo romantico te lo appoggia mentre stai cucinando”. E’ questo secondo me il vero sapore della vita, mentre il vostro modo di attaccare Cogngini mi ricorda tanto la spocchia di chi ha fatto il liceo classico in una città di provincia. Denigrate Civitanova mentre quello è un posto dove gli uomini slacciano il reggiseno con una mano sola. E malgrado ciò, nonostante la vostra indole malvagia, in quanto tifosi Viola (e solo per quello), per farvi vivere meglio vi regalerei comunque l'ottimismo dei cartelli McDonald's a 2 minuti. In modo da interrompere il tassametro dell’infelicità alimentato da frasi del tipo: “stasera sono 12 anni e mezzo che non è serata”. Questo è un editoriale che vuole rendere omaggio alla figura di Cognigni troppo spesso deriso su questo blog, malgrado abbia fatto di tutto per decantarne le virtù. Certo non mi meraviglio, anzi, mi immagino che nonostante le raccomandazioni della mamma di trovarvi una brava ragazza ne abbiate scarrozzati di troioni. Voi dite che era da cambiare Cognigni e non Pradè, io dico invece che erano da cambiare i tubi sotto Firenze  e non la Costituzione (per non parlare delle buche, mentre voi tutti i giorni pensate solo ai buchi).

venerdì 27 maggio 2016

Houston, abbiamo un poeta (vedi foto)



Ultimamente mi sveglio  nel cuore della notte per riflettere sulla figura di Cognigni. Una specie d'incontinenza dell'anima. Forse sono ancora troppo confuso malgrado l’età non lo permetta. Diciamo come quelli  che vorrebbero un figlio ma sono ancora troppo tormentati dalla scelta del tatuaggio. Io invece non vorrei niente di così definitivo, mi accontenterei anche solo dell’immagine di Cognigni sulla maglia (a proposito di marketing). Insomma non ho dormito bene, sarà stata l’aria troppo pulita della Valtellina, oppure che con questa stagione invernale prolungata, non ci sono più poppe neanche sui Social. Poi mi ha chiamato il Bambi per dirmi che Ines lo sta convincendo a virare su una filosofia alimentare che non prevede più il lampredotto: ha sostituito il burro con l’avocado, il latte con la soia, la carne col seitan e la voglia di vivere con le tendenze suicide (mi ha assicurato che Cognigni non c’entra davvero niente questa volta). Ma è combattuto grazie a quelli del Marasma, che nella notte hanno affisso uno striscione questa volta rivolto ai tifosi e non alla società: "Mangiate. Magri non ci piacete". Gli ho risposto di portarla al mare (vedi foto), di baciarla in riva al mare (vedi foto) e fermarsi per sussurrare: "ma ci pensi a quante fritture miste stanno nuotando in questo momento?". A voi dico invece che se avete pensato: "che culo il Milan ad avere trovato i cinesi mentre a noi non ci libera nessuno dai Della Valle, vi ricordo quando l’altra sera avete pensato "che culo un posto libero", un attimo prima di parcheggiare sul Lungarno. Ma cosa vi devo dire ancora? Che stanotte mi è apparso l'Arcangelo Gabriele consegnandomi il vostro archivio con tutti gli apprezzamenti su Cognigni, in una chiavetta Usb dorata?

giovedì 26 maggio 2016

Il Lungarno ha cambiato verso (per Nardella è un segnale di grande cambiamento)


Non so se è più triste vedere franare il Lungarno Torrigiani (c’era uno con la canna da pesca che riprendeva una Smart invece delle solite alborelle) oppure la maglia della Fiorentina senza sponsor. Comunque sia non è un buco di bilancio del Comune. Ne di Bilancino. Purtroppo ha ceduto, con un sovraccarico d'introspezione tipico di chi non capisce un tubo in fatto di manutenzione di tubi, proprio come Publiacqua. Introspezione che inevitabilmente rende infelici gli stessi tubi che poi scoppiano in crisi d’impianto. Il Lungarno Torrigiani ha fatto come il Bambi  quando si prende a morsi per conoscere il sapore che ha. E si sono visti per la prima volta i canottieri con la Panda. A proposito d’introspezione, dopo un duro lavoro che mi ha visto impegnato per ben 5 anni in analisi, sono riuscito finalmente a capire cos’è che non vi fa inquadrare correttamente i Della Valle. Verso i 10 anni vorresti essere quello che parcheggia autoscontri al luna park. Non ci riesci e da lì in poi tutto assume contorni incerti. Vi capisco. Eccome se vi capisco. La vita del tifoso medio Viola stritolato tra il bacino d’utenza, e il Lungarno Torrigiani che gli frana sotto i piedi, è dura e necessita di tentazioni per evadere dalla triste routine di una bacheca vuota. La donna tifosa Viola media in più ha anche il peso delle poppe che tende ad appoggiare sul tavolo. E così si barcamena come può tra gironi di andata in testa alla classifica e gironi di ritorno che collassano come una dorsale di Publiacqua. Lo so bene perché anch’io stavo pensando a come risolvere i problemi della mia vita causati da Cognigni, quando all'improvviso ho visto un pacchetto di patatine sul tavolo.

mercoledì 25 maggio 2016

Corvo non avrai il mio scalpo (ma solo perché non ce l'ho più)


Ieri volevo intervenire anch’io nella solita polemica su Cognigni, ma poi mi sono addormentato. Già c’era il tormentone Pradè-Corvino che per fortuna è finito, ma che lascerà purtroppo spazio all’estate non in quanto tale, ma per via delle foto dei piedi che pubblicherete sui social. Quel Pradè che reputo abbia svolto un buon lavoro, ma che non fosse da premiare con il rinnovo, così come penso non fosse da premiare Rudy Guede (omicidio Meredith) che ha avuto un permesso premio di 36 ore, troppo davvero, anche se sicuramente meno di quello accordato agli assassini. Se è questo l’andazzo allora preferisco andare ad aiutare il nonno del Bambi che sono ormai tre giorni che non riesce ad uscire dalla rotonda di Porta Romana. Ora poi che torna Corvino, per rifarmi l’orecchio e riuscire a capire qualcosa di ciò che dirà, mi tocca ricominciare a vedere il Maurizio Costanzo Show, l’unico programma che ha restituito dignità ai geroglifici. Son contento che è tornato Pantaleo perché nella sua precedente esperienza aveva avuto modo di litigare con Brovarone, Guetta, Ferrara, e tanto basta. Poi valzer degli allenatori che spero vivamente possa interessare anche Prandelli in modo da fargli ritrovare il campo e abbandonare finalmente l’orto. Mentre il sessantottenne Giampiero Ventura sarà il nuovo Commissario Tecnico della nazionale, gli mancavano altri due anni di contributi. Austria mezza verde e mezza nera? Certo, Giorgio Squinzi non è mica braccino come i Della Valle, il Sassuolo ha fatto le cose in grande per festeggiare l'Europa League. Io che ho sempre amato questa proprietà malgrado i vostri avvertimenti, vorrei che apprezzaste di più questa mia maturità che viene fuori soprattutto proprio quando criticate tutto e tutti, e che grazie alla quale evito di rispondervi. Avere 50 anni suonati del resto qualche vantaggio ce l’ha. E la stessa cosa mi è successa l’altra sera quando il Bambi mi ha presentato la sua nuova fiamma che si chiama Ines, donna semplice ma capace di mettersi nuda davanti agli altri, senza il timore di essere fraintesa, di apparire fragile, di finire alla mercé di chi le sta di fronte (una che si espone insomma), ed è con quella maturità di cui sopra che ho evitato la domanda "seta ultra?" mentre le stringevo la mano.

martedì 24 maggio 2016

Le verità di Prandelli (in mancanza del difensore centrale)

 
Come per tutte le verità c’è sempre una doppia chiave di lettura, non solo quindi per quelle di Prandelli (il cui valore più importante emerso dall’ultima intervista è il colesterolo a 195), per alcuni il delitto di Cogne è diventato quello di Cognigni. Non solo, ci sono tedesche che in Maremma si misurano l'abbronzatura con le tabelle di sbiancamento dei denti. Per quanto riguarda il rilasciatore d’interviste in mancanza di una panchina Prandelli, dico solo che la vita è troppo breve per perdere tempo con chi non ci vuole. E poi quando un uomo incontra il lunedì di una settimana che inizia con un’intervista di Prandelli, quell'uomo è un uomo morto. Ok, va bene che in Italia non esiste futuro senza coscienza del passato, ma il Pranda col passato ci sta facendo “all'ammore”, e del futuro non ha neanche il cellulare. Ma davvero nessun DS ha il cellulare di Cesarone? Prendetecelo così le sue interviste ritorneranno ad avere un tocco di attualità (tipo la formazione che manderà in campo da lì a poche ore). Per chiudere questo argomento dico che le verità di Prandelli sono come quella della Nicoletta di Borgo San Frediano, che fa il tifo per i Bianchi. Lei che quando il marito è via tromba con altri. Tanti altri. Poi sui social si definisce “dolcemente complicata” (e all’aperitivo mostra la passera). Con questo non voglio dire che io sono una verginella, anzi, quando metto le mani avanti mi accerto sempre che quella di fronte abbia almeno una quarta. E nella Boschi che parla dei partigiani non vedo nessuna gaffe, perché guardo solo il culo. Infine voglio sfatare anche la leggenda che mi vedrebbe tifoso che si accontenta. Anche no. Io all’acqua e sapone preferisco lo champagne e caviale. Via, su!! Che vi sembro tipo che si accontenta? Ma secondo voi, un pezzo d’uomo come me, c'ha bisogno di andare a puttana? “Scicuanta belo. No scendo di prezzo”.

lunedì 23 maggio 2016

La teoria del giglio

 
Penso che la Fiorentina non vinca perché sconta la bellezza della città che rappresenta, i Della Valle non sono colpevoli ma vittime di tutto ciò. Voglio dire che il grande vantaggio, diventa peso. Il giglio sulla maglia alla fine ha un costo, e a conferma di questa mia teoria faccio presente che il Leicester non ha nessun giglio. E poi è la stessa cosa che succede con i Testimoni di Geova che sono il nostro contrappasso per quando da piccoli suonavamo i campanelli e poi scappavamo via. Direte che anche a Montolivo non è andata molto bene scegliendo Milano che non ha nessun giglio, ma lì il problema è un altro: c'è di mezzo la Juve. Una stronza, una che te la fa annusare ma poi non te la dà mai. Grazie a concetti come quelli appena espressi, ho sempre avuto l’obiettivo di fare di questo blog un'edizione limitata, e posso dire di essere arrivato a metà strada: sono limitato. Quindi, per quanto detto, la prossima stagione bisognerebbe non fare calcoli, e anche dopo solo una vittoria puntare subito allo scudetto, perché la vita è incredibile, un momento prima sei felice, un attimo dopo ascolti Lorenzo Fragola che canta l’Inno di Mameli. Tutto è possibile, anche che venga smentita la mia teoria del giglio, anche se Firenze è più bella di Parigi e non è un caso che per le tifose del PSG sia diventata addirittura una tradizione quella di salire sulla Torre Eiffel per gridare “salutate la capolista”. Mentre sul Campanile di Giotto il tifoso Viola non ci sale mai, e se lo fa è solo per buttarcisi di sotto. Poi voglio sfruttare il periodo del mercato sempre così pieno di voci per fare girare quella che ieri notte hanno visto Lorenzo e Marquez uscire dal box di Rossi con fare circospetto, per allontanare i sospetti da Cognigni. Non amo molto il periodo del mercato, troppi nomi inventati, non vedo l’ora che sia tutto finito, si, anche le ingiurie nei confronti della società. E poi ormai ho solo la testa alle vacanze, il mare della Maremma lì a pochi metri, tra i pini marittimi e la macchia mediterranea, le dune che si spingono fino all’Oasi del WWF del Lago di Burano. Passeggiate di chilometri in solitudine, la sera si torna nella tenda, dettagli shabby chic, arredi in legno. Insomma, se avvicino l'orecchio alle conchiglie Barilla sento la Rita che dice "Smettila di fare il bischero e mangia".

domenica 22 maggio 2016

Pensare positivo

 
Non sono intelligente, ci faccio. Mi sforzo cioè di spiegare su questo blog la fortuna che abbiamo ad essere tifosi Viola, e in cambio ricevo solo rammarico, frustrazione, sconforto. Come se mi rivolgessi a quelli che hanno davvero una collezione di farfalle e non possono vantarsene perché sennò passano da pervertiti. Pensiamo positivo invece, come se avessimo evitato i preliminari di Europa League. Ce la possiamo fare, è solo questione di allenamento. Andiamo al supermercato (per fortuna ce ne sono di aperti anche la domenica mattina) e prendiamo in mano un pacchetto di caramelle gommose e poi lasciamolo lì. Se superiamo questo esercizio, anche Cognigni ci farà meno paura. Per stare bene con se stessi e con la Fiorentina bisogna parlarne come si parla della fine della guerra, delle ciliegie rubate in estate, del bagno che si fa nudi a mezzanotte. E per superare la paura del buio bisogna farci l’amore dentro. Quando invece si usano toni perentori avvolti di sicumera nel prospettare un futuro di insuccessi per colpa dei Della Valle, mi viene sempre in mente mia madre quando di quel mio amichetto mi diceva "Vedi lui quant'è bravo?", oggi è un alcolizzato e spaccia. Malgrado non ci siano più le mezze stagioni a Firenze, e i Della Valle ancora si, certi tifosi vanno a comprare le sigarette e poi ritornano. Roba da matti. Quando il finale di una fiaba moderna che si rispetti sarebbe: vissero felici e contenti senza vedersi mai più. Ma ci sono anche storie che finiscono bene come quella di Montolivo, o come quella del Tozzi che ha passato una vita nel Collettivo, e che stanco della mancanza di sponsor sulla maglia, per un periodo ha fatto finta di seguire lo stesso la squadra, ma in realtà pensava a un’altra con lo sponsor sulla maglia a strisce che vinceva sempre. Ieri si è finalmente liberato davanti a un piatto di lampredotto in inzimino: "è vero, ti ho tradita, ma sono stati solo tre anni di debolezza". E col Bambi sull’argomento ho cercato di essere franco, gli ho detto: "se i Della Valle erano persone simpatiche nella tua mente e ora sono diventate antipatiche nella tua mente, non te la prendere con loro ma con la tua mente. Viva quindi l’estate, il mare ci aspetta, non ci resta che pensare positivo. Sicuri che Dio ce la mandi buona e (soprattutto) senza vento.

sabato 21 maggio 2016

Sovrastrutture

 
Pannella che era un paladino dei diritti civili è morto dopo essersi reso conto che per il terzo anno consecutivo ai tifosi Viola era stato negato lo sponsor sulla maglia. La mia paura più grande però non è il marketing all’acqua di rose o Cognigni che usa l’Acqua Velva per risparmiare, quanto invece mettere in moto la macchina dopo averla prestata alla Rita che ha lasciato l'autoradio a tutto volume. Beato chi gli basta una notizia di mercato  inventata per prendersi certe paure, e un po’ li capisco anche quando viene criticato l’organigramma troppo… troppo insomma, perché chi lo vorrebbe snellire, la panna spray la mangia direttamente sparata in bocca in piedi davanti al frigo senza ciabatte, tutto il resto sono sovrastrutture. Io mi accontento di poco si dice, mi accontenterei dei quarti posti limitandomi, insomma, non mirerei più in alto come quelli del Leicester. Meno meno, molto meno, perché se c'è gente, per darmi un tono mi fermo d'avanti all'espositore dei profilattici e fingo di acquistarli. Poi li abbandono nella zona dei surgelati. A chi mi accusa di non criticare mai i Della Valle mostro i fatti, si grida allo scandalo della maglia senza sponsor, io invece li ringrazio perché è quasi giugno e ancora non ci ha punto nemmeno una zanzara. E poi sapete che c’è? Si discute, ognuno dice la sua, e naturalmente si rimane nelle proprie posizioni per anni e anni, ma a volte bisognerebbe avere la maturità di chiudere una discussione persa con "Vabbè almeno non ho la mamma maiala come la tua". Così tutti i giorni scrivo uno sporco editoriale con la speranza di vedere se ce ne sarà mai uno senza neanche un commento di critica verso la società. Oggi finalmente ho scritto con più di una semplice speranza, perché ieri sera a cena ho visto al tavolo accanto che una ragazza ha ordinato il dolce, invece di mangiarne mezzo dal fidanzato, e non è morta.

venerdì 20 maggio 2016

Apprendimento per esposizione

 
Non c’è solo Baiesi ad essere affetto da perdita di memoria (si è dimenticato lo sponsor), è stata recuperata in America la lettera con cui Colombo annunciava la scoperta del nuovo continente. S’era dimenticato di spedirla, eppure rimane un grande e nessuno oggi lo contesta per questo. Se proprio dobbiamo cautelarci da chi ha difficoltà a trattenere le informazioni in memoria, suggerisco di non far mai capire a una gioia che la stai aspettando. Del resto il tragitto del fair play finanziario è disseminato di trappole, così come quello casa-palestra: bar, pizzerie, Siviglia, rosticcerie, Leicester e gelaterie. Niente, quelli del Marasma non conoscono, e dopo la grandine di ieri rilanciano sostenendo che i Della Valle si sono venduti pure l'estate. Mentre a quelli impegnati giornalmente nell’arte del pelo e contropelo a Cognigni, voglio ricordare che siamo tutti il "ma guarda come cazzo ha parcheggiato questo imbecille" di qualcuno. Siamo onesti via!! Se i Della Valle hanno preso la Fiorentina per avere un ritorno d’immagine dov’è il problema? Noi pensiamo di essere migliori? Noi non guardiamo mai al nostro interesse? Io si. Dopo l’imprinting con la Beatrice, se una mi confessava di essersi rifatta le poppe per stare bene con se stessa la capivo perché io volevo trombarla per stare bene, mantenendo lo stesso standard della Beatrice. Una quarta vale un quarto posto. Poi certe bugie sono necessarie, e non solo quelle del comparto sportivo, io per esempio mento sulla mia età fingendo di non sapere chi fosse Lino Toffolo.

giovedì 19 maggio 2016

Finalmente un po' di sole. Non se ne poteva più di stare al pc con la pioggia

 
Dopo il no ai braccini, il Bambi come Red Ronnie dice noi ai vaccini, e aggiunge: "se gli scienziati sono così bravi perché poi anche loro muoiono?". Cinismo tipico del tifoso Viola che cerca solo il proprio resoconto, ed è per questo che poi non gode nel vivere la magnificenza della passione per quella che è, ma soffre quando tutto ciò non genera successi da collocare in una bacheca. Perché è solo un tifoso materiale, cosa che ho potuto riscontrare l’unica volta che ho vissuto una storia d’amore con una ragazza del Vieusseux. Io le parlavo con il cuore in mano di quanto Mattolini in porta non desse sicurezza alla difesa, e lei controllava che non macchiassi di sangue il parquet appena lucidato. Il tifoso Viola medio se non vince soffre già alle prime luci dell’alba, quando appena apre gli occhi articola frasi apparentemente solo poco attinenti come: "anche stamattina, niente risveglio alle Maldive" (e poi gli esce fuori il latte dal pentolino). Il tifoso Viola vorrebbe che la vita fosse un film, così che quando si perde nelle città dove va in trasferta, allora trovi l'amore. Poi s’incazza con i Della Valle se invece si ritrova nel ghetto tunisino. E ricordiamoci sempre che il tifoso PM (Plant Manager), quello che accusa Cognigni perché solo ragioniere, e poi dispensa strategie snocciolando nomi con i quali sarebbe vincente come un tifoso del Siviglia in EL, se non avesse la supervisione della propria compagna però si vestirebbe o troppo formale, o troppo sportivo, e comunque quei colori non c’entrano un cazzo. E quando gli dici dei quarti posti e che quindi qualche merito ce l’avranno anche i Della Valle, ti risponde che pure Verdini ha fatto delle cose buone. Penso che molti tifosi Viola non siano sereni nei giudizi perché da bambini hanno vissuto in una casa col rovere in bagno (io sono più pacato perché invece mi è rimasto impresso il sorriso di un beluga). Insomma, a quelli che vedono il marcio ovunque, dico che Firenze non è Lecce anche se torna Corvino, e nemmeno la Danimarca. A me, che intanto leggo di uno scambio Icardi-Dzeko e allora chiedo alla Rita se mi da il suo Dash in cambio di due fustini, dico che va bene seguire la passione e farsi trasportare dalle emozioni, poi però viene il momento in cui nella tua vita devi fare ordine. Per questo ieri ho ordinato un panino con il lampredotto e un bicchiere di vino a Mario.

mercoledì 18 maggio 2016

Io e la maestra Bianco

 
Pensavo non mi superasse nessuno, e invece la polizia di Chicago dichiarando che Sinéad O’ Connor sta bene (era solo a cena da Grignani) si è dimostrata più ottimista di me che comunque punto allo scudetto anche la prossima stagione. Che comunque rimango ottimista anche dopo la sassaiola di Guerini, rimango uno che guarda sempre e solo avanti, non maledico il presente pensando ai successi trapassati della Fiorentina. Se proprio devo salire sulla macchina del tempo, non lo faccio certo per fare le corna ai Della Valle insomma, ma eventualmente per andare dal me adolescente a dargli lo smartphone al posto del Postalmarket. Chi si volta indietro per rivivere certe vittorie, si d’accordo, esperienze che tolgono il fiato, dovrebbe ricordarsi anche le fitte del mal di schiena. Del resto vincere non è mai stato troppo facile a queste latitudini, difficile ma fortunatamente non impossibile come invece risulta, dopo essermi lavati i denti, sciacquarmi la bocca sotto al rubinetto dal lato opposto al solito. No, non guardo ai successi che furono, se proprio devo voltarmi perché il cuore mi chiama, penso agli affetti. E tra le persone che mi sono rimaste di più nel cuore, c'è la mia maestra bionda d'italiano della Gaetana Agnesi in via Maffia: mi ha imparato un sacco di cose. Tranne una che ha rischiato di rovinare il mio primo amore. Ancora oggi non li capisco proprio certi “No” come quelli ai Della Valle, così come non capirò mai quel “No”. Quello non l’ho davvero mai compreso e di conseguenza accettato. Ricordo ancora che a causa della mia scarsa familiarità con la doppia negazione, cara la mia maestra Bianco che mi accarezzavi per consolarmi quando non lo capivo, caddi in depressione per la risposta della Beatrice dalle poppe grosse, la prima volta che la invitai a cena: “Non posso proprio dirti di no”.

martedì 17 maggio 2016

Le Piagge come Hollywood

 
Giri per strada guardando in terra per non pestare le merde dei cani, e quando ti fermi a parlare con qualcuno di Fiorentina, se entro 4 minuti non ti dice di essere antidellavalliano è un po’ come succede con uno che non ti dice entro 4 minuti di essere un vegetariano. Che vuol dire? Che non è vegetariano. Queste cose premono a tal punto che le persone tendono a dirtele subito. Perché ormai si è più “anti” qualcosa che non “pro” qualcuno, che sia Cognigni, la ciccia o l’olio di palma. E a proposito di atteggiamenti innaturali, è di questi giorni la notizia del primo medico onnivoro che immobilizza una giovane infermiera per rubarle un ovulo, anziché per darle i suoi spermatozoi. Dove andremo a finire di questo passo, magari in Champion League, magari in Santo Spirito a vedere un concerto per beneficenza, o magari qualcuno col pallino del cinema si sveglierà una mattina alle Piagge, non a Hollywood dico, e dopo la serie di film su meteoriti e catastrofi varie, butterà giù una sceneggiatura che vede come protagonisti quelli che alle fiere creano intralci col passeggino dei figli. Anche il Papa ci ricorda severamente che non si possono amare i cani, portarli fuori e saltellare felici al loro fianco magari su una spiaggia dove un’ordinanza ne impedisce l’accesso, e allo stesso tempo  rimanere indifferenti verso il prossimo, magari un Baiesi solo e senza sponsor, oppure un Mammana sedotto e abbandonato. E alla fine ci ritroviamo qui con la stessa ridda di voci di mercato, stessa storia, stesso posto, stesso bar, stesso vecchietto col Pandino che ti taglia la strada alle 7:30 del mattino. Stesse domande: quali saranno gli obiettivi della prossima stagione? Vinceremo finalmente qualcosa prima che si sia fidanzato pure Bobo Vieri? E’ nata prima la Meloni o il photoshop? Meglio il ritorno di Corvino o del bel tempo? Domande legittime alle quali però la dirigenza non risponderà mai. In mancanza di programmazione, al limite ci affideremo a Trenitalia che ha lanciato il treno che non passa neanche una volta nella vita.

lunedì 16 maggio 2016

Quel formicolio al braccio spiegherebbe tutto

 
Stessi punti (64) dello scorso campionato, con lo smottamento speriamo non troppo scivoloso di una posizione. Ovvero una frana verso i preliminari se il Milan ritroverà la strada per tornare a casa. Contro la Lazio una vittoria bella come la Puccini, anche se allo stesso tempo alza folate di rammarico per una stagione che dopo il girone di andata sarebbe dovuta essere solo entusiasmante. Continuerò comunque a sognare così come ho fatto stanotte sognando una tipa che voleva darmela, ma ho rifiutato dicendole "conservala per quando mi sveglio". Più di tutti mi è piaciuto Lezzerini, sarà perché mi ha ricordato tanto Pavlov, un portiere russo dai riflessi pazzeschi. E forse sarà stata la serata fortemente piovosa, insomma quel clima un po’ troppo vintage per essere metà maggio, che ha spinto la squadra a ritrovarsi e  a giocare come faceva appunto a novembre. Poi i saluti doverosi vanno a Milo Klose, ma anche a Milinkovic Savic, che come Montolivo ha dimostrato la lungimiranza tipica di chi dal menù sceglie sempre le linguine all’asticella. E mentre ritrovavo certe sensazioni smarrite, pensavo a questo girone di ritorno senza luce, a quante promesse non mantenute. Quante menzogne che abbiamo dovuto accettare. Quanti "Un minuto e le porto il conto" seguiti da ore di attesa. Adesso i giocatori andranno in vacanza, non per tutti meritata, con un futuro che potrebbe essere già alle porte, i preliminari per una volta potrebbero sostituire i Testimoni di Geova. Meglio tardi che mai si addice bene invece a Vecino, che con una doppietta ha voluto festeggiare il prolungamento del contratto, a dimostrazione che si sta già lavorando per il futuro. Una speranza che ci coglie in questo lunedì mattina mentre andiamo a lavorare, insieme a una domanda: non è che con la conferma di Sousa metteranno insieme quel poco che ci manca per fare finalmente il salto? O forse lo dico solo con il cuore, del resto non è che ci capisca tanto, se è vero che a un certo punto ho creduto di poter vincere lo scudetto. Anche quando ascolto programmi radiofonici che parlano di finanza e borsa, faccio "si si" con la testa per far finta di capirci qualcosa. E infatti ancora non ho capito come sia stato possibile un rendimento così diverso nelle due fasi della stagione. Il Bambi ha una sua teoria che ho ascoltato con interesse, secondo lui infatti è stato proprio il girone di andata a generare quello di ritorno, con quel formicolio all’arto che ci prese proprio nella partita di andata contro la Lazio, insomma, lui sostiene che è brutto essere single, ma anche essere svegli da due ore senza potersi muovere perché lei ti dorme sul braccio non scherza.

domenica 15 maggio 2016

Finisce il campionato, non ci resta che il cocomero

 
Ai più distratti, e mi riferisco a quelli che non ricordano la data dell’anniversario di matrimonio e i meriti della società, solo a loro voglio segnalare che finalmente un altro vuoto è stato colmato: è arrivato in edicola “meduse e polpi edizione gigante”. Sempre a loro, distratti da uno scetticismo che ormai prevarica tutto come l'edera, si, anche le statistiche, ricordo che Higuain ha chiuso a 36 gol, e visto che andiamo incontro alla campagna acquisti, vorrei che l’arrivo di un giocatore gradito potesse rendere più marcata quella sottile differenza che invece c’è tra fidarsi dei marchigiani e la roulette russa. La strada per la fiducia del resto è lastricata di promesse che vanno mantenute. E io vi prometto che questa volta non soffriremo per Mammana, e se anche Benalouane non uscisse dalla nostra mente nemmeno per ferragosto davanti ad una fetta ghiacciata di cocomero senza semi, beh il mio invito è a non mollare mai, perché è proprio quando tutto sembra perduto che si ritrova l'accendino. E non ci angosciamo più con ‘sto fatto della chiarezza, il futuro della comunicazione è il silenzio. Se poi non vi muovete da lì, dalla convinzione cioè che la società è inetta, vi chiedo, “chi è che non sbaglia mai?” Anche io malgrado avessi creduto allo scudetto, ieri volevo vedere un video su un sito, e invece ho scaricato dieci plugin, vinto un milione di euro e fatto innamorare tre ragazze dell'est. Non è che per questo la Rita mi ha dedicato uno striscione dandomi del pezzente. Purtroppo l’organigramma societario è troppo vasto (se salite sul Campanile di Giotto tutto quello che riuscite a vedere sono dirigenti della Fiorentina), ed è questo quello che vi danneggia di più. Smettetela di odiare tutti. Siate solo più specifici. Del resto sognare lo scudetto non ha mai ucciso nessuno, per il prossimo campionato sogno infatti un mondo senza più barriere, con una montagna di gol su calcio di punizione (Ilicic se ne può andare, non ci sarebbe più bisogno di scavalcare o aggirare). E a proposito di una visione del mondo meno sofferta, ho una notizia che potrebbe procurarvi una scarica di adrenalina, ve lo ricordate Gianni, quello che l'ottimismo è il profumo della vita? È morto.

sabato 14 maggio 2016

Per un mondo meno trafficato

 
Quello che mi sento di dire per un mondo meno trafficato, è di amare Cognigni almeno quanto i carboidrati. Eviteremo così quel terrore istintivo di chiudere un attimo gli occhi sul treno diretto verso Bologna, e risvegliarsi di sera a Crotone. Fidiamoci di quell’uomo, e siamo invece più scettici quando troviamo un gommista con il calendario di frate Indovino. Ieri intanto più che gli anni ho compiuto un atto terroristico: dicesi attempato. Guardo le foto di quando ero ragazzo e mi domando come mai ho trombato così poco. I giardini, le panchine, il pallone, gli amici, le birre, il motorino sul marciapiede. Il divertimento non mancava mai, mancava solo la passera. Per ritornare invece a Cognigni e agli apprezzamenti giornalieri che gli vengono recapitati con gusto e misura, li ascolterei per ore, davvero, poi invece finisco sempre per preferire "The dark side of the moon". Forse c’hanno ragione loro: i verdi e le loro propaggini. I salutisti, i vegani, ma anche solo i vegetariani, un modello più light, però efficace e sufficiente lo stesso. C'è infatti chi ha bisogno di uno psicologo o di una psichiatra, chi semplicemente di un pisello o di una patata. I delusi dal caos che regna oggi in una società moderna non ce la fanno proprio, non gli riesce affrontare poi anche le problematiche che questo comporta, come per esempio la realtà amara del traffico cittadino e delle macchine troppo grandi per girare in una città così rinascimentale. Hanno bisogno di una figura meno marchigiana di quella di Cadillac Man Mario, diciamo una proprietà più Smart, per fregargli la mente e fagli sembrare libero il parcheggio.

venerdì 13 maggio 2016

La forma delle nuvole

 
Dalla reazione che stanno avendo gli omofobi devono averlo preso nel culo. Questo per dire che non dovete incazzarvi se Cognigni è diventato il garante di Sousa. Vi ho sempre immaginato sognanti, quando aspettavate il difensore centrale che ci avrebbe fatto vincere il tricolor, avevate gli occhi belli di chi attende dietro la finestra l'arrivo della consegna a domicilio. Non rovinatemi questa immagine con la vostra foto tessera. Anche se c’è da dire a giustificazione di certe smorfie, che mentre un ragazzino di 15 anni scopre una città Maya, noi sono 15 anni che non troviamo il verso di vincere qualcosa. E dopo l’addio di Pasqual, che prima veniva infamato ad ogni cross sbagliato, adesso improvvisamente diventato la nostra bandiera, tanto, troppo vituperata, col recupero dei quadri rubati a Castelvecchio, m’immagino che andrete tutti a vederli. Mi sento intelligente quando faccio certi pensieri, che però non assomigliano per niente a quel coglione che sorride allo specchio ogni mattina. Vi chiedo allora, se non capire una sega vale come "genio incompreso"? Mentre convengo con voi che questo girone di ritorno innescato dal mancato arrivo di Mammana, più decisivo di Messi e Ronaldo messi insieme, ci abbia messi tutti in uno stato di agitazione pari solo a quando là fuori le poppone litigano con la cintura di sicurezza. Con l’aggravante che io guardo le nuvole con l’occhio libero dal pessimismo, cercando di individuare forme che assomiglino a qualcosa di riconoscibile, (ieri nelle nuvole “mi è sembrato di vedere un gatto”) e voi invece ci vedete solo la pioggia. Poi continuo a trovare inaccettabile l’attacco giornaliero a Cognigni, quando per sfogare certi istinti è preferibile il bondage.

giovedì 12 maggio 2016

Non tutti i mercati di gennaio vengono per nuocere

 
Ma perché non li volete? Neanche fossero un’insalata, e poi allo stesso tempo ve ne infischiate di sapere che fine ha fatto Orlando Portento, quello di "tricche e ballacche". L’ho capita la vostra avversione, ma fino a un certo punto, e che diamine! Se proprio non vogliamo tenere conto del fair play finanziario, dobbiamo farlo almeno per la crisi più in generale, e quindi non incazzarsi con Cognigni se il mago fa uscire dal cilindro le patate al forno. E’ una questione di bacini d’utenza, o di braccini d’Ete se proprio volete essere pignoli. Vi meritate Ferrero, uno che tiene i tergicristalli accesi anche quando fanno quel rumore infernale. Siete così cinici, che quando sul campo si deve ricordare l'arbitro morto, con una scritta commovente, non è il suo nome che volete leggere, ma "Comunque era rigore". Vorrei sapere cosa volete di più? Poi va a finire che fate la fine del Bambi, cambiate proprietà e per un attimo vi sentite fortunati come lui in amore, solo perché gli ha chiesto di salire a vedere la sua collezione di bottiglie d'acqua. Abita al quinto piano senza ascensore. E allora non vi resterà che autopunirvi, ma anche lì sarà dura accontentarvi, sicuramente vorrete i ceffoni di cuoio bulgaro per schiaffeggiarvi da soli e v'incazzerete anche con Jacovitti. Per fortuna che non tutti i mercati di gennaio vengono per nuocere, un ragazzino di 15 anni ha infatti scoperto un’antica città Maya, con Google Maps, dopo aver passato mesi a cercare un difensore centrale. E penso a quei genitori che entrano nella stanza del figlio quindicenne e lo trovano sul pc a scoprire vecchie città Maya. Immagino la delusione. Altro che Benalouane.

mercoledì 11 maggio 2016

Aguzzate la vista

 
Il punto debole del ritorno di Corvino a scapito di Pradè è lo stesso di "Salvate il soldato Ryan": non puoi far morire Tom Hanks per far tornare Matt Damon. Ognuno poi è libero di studiare le proprie mosse, del resto  c’è tanto studio anche nel lavoro dei progettisti dei treni per inventare il poggiatesta su cui è perfettamente impossibile stare comodi. E Adesso si comincerà a parlare di milioni come noccioline, già, il mercato, i braccini, per vincere bisogna spendere, tutti discorsi già sentiti e magari pronunciati da quegli stessi tifosi Viola del sud venuti a vivere a Firenze per alimentare la passione dal km zero, gente che monitora tutti i voli low cost e che torna a casa almeno una volta al mese per tagliarsi i capelli. Si, insomma, adesso che levano la banconota da 500 euro non so proprio come faremo a Firenze a incartare il collo delle bottiglie. Sullo scetticismo verso i Della Valle, ormai non mi resta che invidiare l'irriducibile ottimismo delle donne che invece di far notare le qualità dei marchigiani al proprio uomo, pensano "Ci deve arrivare da solo". Insomma, il mio ruolo qua è chiaro, quando un utente dice "cosa ho fatto di male per meritarmi i Della Valle", mi armo di occhiali, penna, blocchi note e dico "bene, da dove iniziamo?". E per colpa di questa proprietà è chiaro che anche oggi sarà la giornata più bella della vita di qualcun altro. Ma sbagliate, non c’è solo il Leicester, anche le corna ad Angelina Jolie rappresentano un episodio di democrazia nella cronaca recente. E soprattutto una speranza per il prossimo campionato. Andiamo fiduciosi in cerca di gloria.



 
 



martedì 10 maggio 2016

Tifoso contro

 
Se Enrique Iglesias che è figo e pieno di soldi ogni anno ha problemi di cuore, quali speranze abbiamo noi tifosi Viola di non soffrire ancora nel prossimo girone di ritorno? E’ inutile prendersela con l’orientamento sessuale di chicchessia. Prendiamone atto senza addossare colpe a vanvera. Anche in assenza di amore tra la proprietà e i tifosi, i rimedi si trovano con la buona volontà. Dopo anni di matrimonio, per la serenità e la stabilità della coppia, per esempio, più che l'amore è indispensabile il secondo bagno. Quindi non disperate, anche se per i più ottimisti, allargando l’orizzonte e andando oltre il mercato di gennaio, alla fine il vero problema dell'Italia è che si ostina a rimanere una terra emersa. Io lo dico per voi. La notte crea pensieri, i pensieri creano seghe mentali, le seghe mentali creano paranoie, le paranoie creano ansia e l'ansia crea insonnia. E’ stato Benalouane a innescare questo circolo vizioso. Lo so. Ma adesso tranquilli, è tornato Mario sulla plancia di comando, e vedrete che Sousa non si sentirà più un professionista svuotato e assenteista. Arriverà Lisandro Lopez a rendere tranquilli i nostri sonni. Anche se il Bambi è convinto da sempre che sarebbe meglio un difensore di colore, così come è uso ormai anche nei locali notturni. Sostiene infatti che a parità di stazza, un buttafuori nero incute più timore. E’ per questo che lui sceglierebbe la xenofobia per una maggiore sicurezza nella fase difensiva. Toglietevi pure le mani dai capelli, qualcuno provvederà a mettere in piedi una squadra decente, del resto solo Juve, Napoli e Fiorentina hanno garantito in Italia la partecipazione alle coppe per quattro anni consecutivi. E non vi meravigliate se vi appaio un po’ pecora nera, come può risultare solo chi è sempre dalla parte della società, ma è proprio un marchio di famiglia quello di andare contro. Il nonno era partigiano, il babbo sessantottino, io ho mangiato sushi l’altra sera senza fotografarlo.

lunedì 9 maggio 2016

Pasqual addio cantavi

 
Quinti. E’ questo il verdetto di una stagione double-face, pessima nella partecipazione alle coppe, meravigliosa nel girone di andata in campionato, ancora pessima nel girone di ritorno. Personalmente positiva, per le grandissime emozioni vissute in cima alla classifica e dintorni, ma che ve lo dico a fare, che ne sapete voi delle ore passate vicino alla radio in attesa del brano del momento con la cassetta pronta e il dito sul pulsante REC. Per tornare all’attualità invece, contro il Palermo va in scena l’ennesimo copione, una partita senz’anima, passaggi in orizzontale a perdifiato, zerovittorie nelle ultime non so più neanche quante partite. L’ultima di Pasqual, come spero anche quella di Ilicic, se è vero quello che dichiara la bordocampista di Sky quando dice che il giocatore ha rifiutato la maglia ad un tifoso dicendogli: “Facile chiederla oggi, ma quando mi fischiavate…”. Cosa sia successo ad una squadra meravigliosa diventata lenta, molle, sterile, prevedibile e incapace di vincere anche contro le peggiori del campionato, non lo so. Solo Bologna, Verona e Frosinone hanno fatto meno punti nelle ultime 11 giornate. Forse non si sono capiti, lui voleva Lisandro Lopez, invece gli hanno comprato Benalouane, e si è svuotato come un wc. Povero, come lo capisco. Mi è successa la stessa cosa anche a me, per questo so bene che cosa ha provato. Non capirsi è brutto. Ricordo perfettamente quel giorno, avevo 8 anni e portai a casa un disegno per la festa della mamma. Appena lo vide scoppiò a piangere dicendo: “E’ un cuore bellissimo, ti voglio bene”. Inevitabilmente scoppiai a piangere anch’io, ci abbracciammo forte forte, e lì per lì non riuscì a dirgli nemmeno una parola. Sono passati 46 anni, e ieri che è stato ancora quel giorno speciale, ho sentito che era arrivato il momento di pronunciare quelle parole che non avevo mai avuto il coraggio di dirle; “Non era un cuore, era una coccinella. Cazzo”.

domenica 8 maggio 2016

Sopra e sotto

 
Delusi di qua, delusi di là. Mi è sembrato emergere questo sentimento dopo l’intervista di Sousa, lui invece apparentemente felice di rimanere sulla panchina Viola. E delusione sembra esserci stata anche dal ritorno in prima linea di Cognigni. Ma avete mai ordinato gli occhiali a raggi X su Cronaca Vera? Intanto il Bambi ha litigato con la vegana di Voghera perché ha sostenuto senza sentire seghe che in cima alla piramide alimentare ci fosse la faraona. Poi, nel periodo del “salutate la capolista”, quando mi sembrava di non vedervi felici abbastanza, ho fatto un esperimento, ed oggi vi comunico i risultati. Sei mesi fa vi ho cominciato a far leggere ad un'amica psicologa. Oggi ha un banco al mercato. Ma prima che diventasse un ambulante mi ha voluto dire che abbandonava la professione perché non era riuscita a capire se quelli che credono di sapere tutto, siano più stupidi, presuntuosi o ottimisti. Lei pensava presuntuosi. Io so che è un'ottimista. Comunque tranquilli, se non vi sono fischiate le orecchie per via della psicologa che vi pensava, e nemmeno per la meningite, avete avuto ragione voi a non godere. Forse non era una brava psicologa. A me dopo anni e anni di “cura dell’anima”, ha detto semplicemente che avrei dovuto superare la sindrome della piccola volpe sotto un pergolato pieno di passera. E senza l’uso dei farmaci. Infatti ecco a puntino Fiorentina - Palermo, precisa, e così la vivo come uno che è stato ridimensionato nei propri sogni. Come se dovessi dire addio alla banconota da 500 euro e al preservativo da 40 cm. Sopra Fiorentina - Palermo, sotto la panzanella dell’Irma.
 


sabato 7 maggio 2016

Meno vegane più vagine

 
A proposito di lampredotto vegano, il Bambi, che in questo periodo ha una mezza relazione con una vegana di Voghera (ex casalinga), proprio l’altra sera dopo essere piombata in città dalla provincia di Pavia (Voghera è la città delle 3 P - Peperoni, pazzi e puttane),  gli ha detto: “amore, sono stata a fare la spesa. Ho preso: gallette, farro, seitan, insalata e mele”. Lui forse distratto dal cholismo che gli frulla nella testa, gli ha risposto: “perfetto, poi ci passo anche io così prendo da mangiare”. Li ho incontrati in via Romana che tornavano a fare la spesa, lui voleva entrare al supermarcatino, quelli di città, dove un tempo c’era il Cinema Astor, lei invece ha cominciato a dire "devi sapere che la carne fa male, e se non vuoi diventare vegano, almeno il pesce solo pescato al momento, formaggi e uova se conosci la mucca e la gallina". Lui non ha fatto discorsi, ha cominciato a orientare la discussione sul gossip, fino ad arrivare al tradimento di Angelina Jolie, infine la morale, facendogli presente che quella vicenda insegna che la bellezza è importante ma se non sai fare le lasagne al forno non hai certezze nella coppia. Insomma, parli di Brad Pitt e spuntano le corna. Ma lei non si è fatta ne in qua ne in là, un po’ come faccio io quando infamate Cognigni che invece ammiro quanto la Jolie, e schifata dal tubo di biscotti che lui stava mangiando mentre camminava, ha cominciato a leggere gli ingredienti: “biscotti senza zucchero, lattosio, burro, glutine, olio di palma, latte, uova. Per salvarsi bisognerebbe leccare la foto della confezione”. Il Bambi ha un solo idolo, e per l’appunto ieri lo aveva stampato sulla T-shirt, per il Giani infatti a qualsiasi evento partecipi l'importante non è vincere (e qui è in sintonia con i Della Valle). L'importante è che dopo ci sia un ricco buffet. Poi sono andati a bere una birra con la macchina di lei. “Cosa prendi? - Una birra analcolica, tu? Un taxi”. Un posto assurdo, di gente pallida, tutti praticanti la stessa filosofia alimentare di lei, e a uno dallo sguardo catatonico il Bambi ha chiesto cosa mai mangiasse visto che il cucchiaino era vuoto e davanti aveva un piattino piccolo da cui faceva finta di attingere. “Ignorante gli ha detto l’ex casalinga praticante antichi mestieri per arrotondare lo stipendio. Questa è l'ultima novità: fingere food”.

venerdì 6 maggio 2016

Raccolta firme

 
Peggio del girone di ritorno c’è solo quando ti si sfila un fantasmino da dentro la scarpa. Peccato. Ci avevo creduto davvero allo scudetto, e dico sul serio, e chi fa sul serio come me lo riconosci perché di solito sorride. Il Bambi, ieri, di ritorno dallo psicologo, mi ha enunciato uno dei pilastri dell’antidellavallismo, a dimostrazione che il sole gira sempre dal lato dove avevi parcheggiato la macchina all’ombra. Ma in città non c’è solo il referendum Della Valle SI, Della Valle NO, la città è divisa tra il “tiki taka” e il “cholismo”. Sospesa tra due modi di fare calcio a confronto, un po’ come quando va via la luce. Il padre che vede un calcio più muscolare prende la candela, mentre il figlio che vuole giocare senza mediano, accende il flash dell'iPhone. E’ invece assolutamente trasversale alla popolazione del calcio l’apprezzamento per i jeans a vita bassa, e anche l’esigenza di aprire in città una raccolta firme per l'abolizione al bar di "serve la chiave per il bagno". Locali pubblici dove si parla quasi esclusivamente della tenacia di Ranieri, quella delle squadre di Simeone, che i tifosi paragonano solo a quella del salmone che risale la corrente e dei peperoni che risalgono dopo cena. Poi tanta voglia di far pulizia nell’organigramma societario, mista alla solita voglia di legalità, quando basterebbe uscire dal bar e spostare la macchina dalle strisce pedonali.

giovedì 5 maggio 2016

Franco Gatti è uscito dal gruppo

 
A frequentarvi mi sto convincendo sempre più che se nel 2016 ancora non è possibile deselezionare un piano in ascensore dopo aver scelto quello sbagliato, di mezzo c’è sicuramente Cognigni che di ascensori non capisce nulla. Per il resto non so se dispiacermi più dell’addio di Sousa, oppure per quello del "Baffo" che lascia i Ricchi e Poveri. Su tutte le argomentazioni contro i Della Valle invece, quando non capisco una cosa devono spiegarmela anche dieci, cento, mille volte, l’equivalente di mesi e mesi di commenti prima che dica “ah, sì capito” solo perché mi sono stufato di leggere. Non c’entra niente con l’antidellavallismo, ma la mia donna ideale deve sapermi dare le risposte che cerco. Tipo “Sì” alla domanda “lo prendiamo un altro panino col lampredotto?” E la mia donna ideale indossa sempre l’impermeabile perché quando mangio il lampredotto sgocciolo da tutte le parti. Dicevo che non c’entra niente con la vostra avversione preferita, ma è solo che sono costretto a usare lo spazio pubblicità con cazzate di questo tipo per riempire il vuoto che dovrebbe essere appunto quello dello sponsor. Ma non ho sponsor. Me l’ha consigliato Baiesi di non mescolarmi con marchi che o producono in Cina, o fanno riferimento al distretto di Sialkot in Pakistan dove circa 5000 bambini tra i 10 e i 14 anni cuciono a mano  i palloni di cuoio, che poi, specie nel girone di ritorno, non siamo quasi mai riusciti a scaraventare in porta. Adesso, dopo aver perso inopinatamente il primo posto, e dopo i Marò e Corvino, puntiamo a riavere anche la Gioconda, che tra l'altro non ha mai sparato a nessuno, ne fatto plusvalenze.

mercoledì 4 maggio 2016

Ogni fiaba è buona per attaccare i Della Valle

 
Dopo il miracolo Leicester la vicina del Bambi si è precipitata a Careggi per prenotare una TAC sperando di trovare un appuntamento prima di 3 mesi. E dopo che i Marò sono tornati in Italia, sempre sfruttando la scia favorevole della favola inglese, mi aspetto che resuscitino anche i pescatori indiani. Altrimenti sapremo che la colpa morì ascolana. Quindi dopo la vittoria di David nella Premier e l’eliminazione del Bayern da parte dell’Ateltico Madrid, possiamo credere anche alla pensione. Del resto stimo Ranieri fin dai tempi del Leicester. E per rimarcare l’inadeguatezza marchigiana nella gestione della Fiorentina, non mi limiterei ad evidenziare solo quanto successo nel campionato inglese. Rilancerei. Ricordando ai nostri cari dirigenti che la Grecia ha vinto gli Europei. Mentre l’unica impresa che mi avvicina a quella di Ranieri è quando presi 6+ a matematica copiando da chi prese 9. E a proposito di fiabe, non solo "la bella e la bestia" a darci la speranza di elevarci a rapporti sessuali oltre il nostro target, propedeutica ma già sentita, ne scrivo una nuova di giornata, fresca d’immaginazione per l’occasione. Musica lenta, armonia struggente, note di pianoforte, l'immagine sfuma, il protagonista si infila i calzettoni da montagna, a maggio. Fuori il rumore dei cortei per festeggiare il Leicester lo spinge a uscire in strada, come se gli mancasse ancora qualcosa per raggiungere la felicità. Si, adesso lo sa. Gli manca solo di trovare il Punto G.

martedì 3 maggio 2016

L'identità sessuale non rientra negli studi di settore

 
Quando il tifoso Viola indica le correzioni all’organigramma societario che sarebbero bastate ad evitare un girone di ritorno da retrocessione, mi vengono subito in mente Wanna Marchi, sua figlia, il sale miracoloso quanto Mammana, ma soprattutto quelle cover band di Pino Daniele talmente brave che durante i loro concerti è normale che fuori ti stiano rubando l'autoradio. Certi commenti sono la commemorazione della nostra dirigenza così come il Primo Maggio è il giorno dedicato alla commemorazione dei Litfiba. Il Leicester è campione d'Inghilterra perché hanno tolto il ciauscolo dalla dieta. Certi punti sono chiari e risolutori di una situazione sconcertante (4°/5° posto con il settimo monte ingaggi è un insulto a chi spende 80 milioni sul mercato per arrivare dietro al Sassuolo), l’unica cosa che mi lascia perplesso, ma potrebbe anche essere solo un caso, è che se unisco i punti neri esce la scritta "Topexan". E poi c’è anche un altro piccolo dilemma che riguarda sempre il tifoso Viola manager, visto che da una parte decide i budget ed elabora i forecast, mentre nel business plan domestico tiene il limone marcio in frigo, il sacco dell'umido pieno, e nella riunione di fine trimestre si domanda se deve salvarlo proprio lui il mondo, e alla fine butta il limone nella plastica. Mentre in occasione del Festival del Futuro Sostenibile vi invito a Cernobbio a fare un po’ di Storioterapia, dopo ci sentiremo meglio. Combattiamo il circolo vizioso innescato da striscioni del tipo "Stavamo meglio quando studiavamo gli Assiro-Babilonesi". Poi a tutti quelli che si lamentano della mancanza di un sponsor sulla maglia, chiedo se almeno si sono accorti che grazie a Baiesi questo tempo infame è stato sponsorizzato da Divani & Divani. Dico anche che invidiare come faccio io nei vostri confronti, l'intelligenza, il carattere e l'onestà dei giudizi sui DV ci può anche stare, ma invidiare la mia felicità per il girone di andata è da poveracci. E se proprio si vuole smuovere Cognigni, vanno toccati i tasti giusti, lasciamo fare l’identità sessuale che non è un aspetto di natura economica, proviamo invece a ricordargli che a fare gli esami di coscienza non si paga il ticket.

lunedì 2 maggio 2016

I cinesi pensavano di comprare il Frosinone

 
Non sono un tifoso strutturato, di quelli che conoscono le strategie e che razzolano nei meandri del tatticismo più esasperato per sfornare ricette vincenti. Vivo il tifo alla giornata (il rapporto con la passione Viola è regolato attraverso i voucher), a differenza di chi ha fatto i miliardi vendendo wurstel sottobanco alle cene dei vegani. Se non vi torna questo mio modo mononeuronale di vivere le emozioni, e cercate di farmi evolvere da un rapporto con la passione, semplice, come quello del raccoglitore di pomodori e il suo caporale, e cercate di farlo con dosi di ambizione sottobanco, mancanza di riconoscenza e tinteggiatura dell'erba del vicino, raccontandomi che vorreste vincere, vi rassicuro concordando almeno con quel vostro desiderio non comune al tifoso, ma non certo nell’insofferenza che lo accompagna. Quindi se volete cambiare le persone è meglio che fate i costumisti alle sfilate. Non credo poi fino in fondo neanche a quel vostro ostentato cinismo, siete solo maldisposti, so che anche i duri hanno un cuore, ne ho le prove fotografiche. Anche se forse è vero quando dite che non ho ambizioni, che mi accontento, che sono un mediocre gestore di soddisfazioni da quarto posto tendente al quinto, anzi è vero senz’altro, perché a conferma del vostro impianto accusatorio, confesso di quando dicevo alla Beatrice che aveva delle poppe così belle che me ne sarebbe bastata una. Si, non sono mai stato ambizioso come voi o come Montolivo. Ma intanto quanti Fantacalci devono essere ancora falsati per colpa di questo Milan di merda? E poi il Primo Maggio, bandiere rosse, sindacati e lavoratori in piazza. Quella del Lavoro, che ormai è diventata una festa vintage, mi ha ricordato la curva Fiesole coi tamburi e le trombe. E il rigetto verso il padrone, ogni risultato della squadra, intervista, silenzio, vittoria del Leicester, viene infatti utilizzata per attaccare i Della Valle. Tranquilli, vi sono nel cuore e vi capisco, so perfettamente che il tè è solo una scusa per mangiare una quantità imprecisata di biscotti. Mi preoccupa un po’ solo l’ennesima telenovela di Sousa che deve incontrare la società, di solito "dobbiamo parlare" è il generico del Guttalax.

domenica 1 maggio 2016

L'Ulisse di Joyce o quello della Fiat?

 
Ci sono due campionati in uno, quello fantastico del girone di andata e questo che si avvia, malinconico, al termine. Due come certi tipi di donne, quelle che agitano i croccantini ai gatti e altre che agitano il culo davanti agli uomini. Due campionati così diversi, come questo aprile che ha visto i marciapiedi imbiancati di polline e le montagne imbiancate di neve. Non è stato comunque uno zero zero insulso, al contrario invece, uno spot ideale per chi è depresso e quindi potrebbe diventare un poeta di successo. Un sussulto d’intensità ante Benalouane solo quando Tata allunga il tentacolo strozzando in gola la gioia di Floro Flores. Trame di gioco che ormai non funzionano più da tempo, area di rigore spesso deserta, sterilità da fecondazione assistita. Manca la fame, il terrore di vincere è ormai pari a quello di chi ha più paura dei carboidrati che della morte. Alonso spreca una palla gol da due metri, Ilicic sembra calciare una pallina di carta in via Tornabuoni, o forse quell’indolenza al tiro è solo per ricordarti che la vita è una donna che si mette a pecora solo per scoreggiarti in faccia. Cataloghiamolo tra i pari deludenti, e andiamo oltre, verso la telenovela dell’incontro tra Sousa e la società, appassionante come Branduardi, anzi meno, perché almeno "Alla fiera dell'est" mi ricorda il motivo per il quale la mamma non mandava mai il babbo a far la spesa da solo. Poco da annotare se non una bella conclusione di Kalinic nel primo tempo, il fallaccio di reazione di Cacciatore non sanzionato col rosso, la traversa di Zarate su punizione, e il salvataggio di Tata. So che tutto ciò sarà ricondotto sempre lì, al solito mortificante mercato di gennaio, del resto sono mesi che vi leggo e non vi capisco. Ormai siete come l'Ulisse di Joyce per me. Apro, inizio, mi perdo, richiudo. Ogni volta. Non penso insomma che si possa spiegare sempre tutto dando la colpa agli ambulanti, come succede  quando si è alla Coop, accosti il carrello in un angolo tranquillo dell'ortofrutta per telefonare e all'improvviso arrivano Angeloni, Cognigni, Pradè, Andrea, Rogg, tutti che hanno bisogno delle banane. No, non ci credo. Ma per sfruttare questa facilità a credere che ha colpito la città, il Bambi si è fatto tatuare la scritta "Bio" sul braccio, dice che così magari riesce a rimorchiare qualche salutista credulona. Io rimango fedele a quello strepitoso girone di andata, e non lo cambio certo con due fustini o fratelli, come da quando ho scoperto l'Arbre Magique alla fragranza di passera, no, non lo cambierò mai più.