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mercoledì 31 agosto 2016

La "gocciolella"



Un buio così non l’avevo visto nemmeno dopo il fallimento della Fiorentina. In città le luci schermano la bellezza delle notti d’estate. E il buio è sbiadito come le nostre facce dopo un inverno. In mezzo a questa natura tutto torna magicamente a posto, lontano dai grandi centri sembra che il cielo sia il giocatore più rappresentativo. Quello con la fascia di capitano. Un cielo fantastico, pieno di stelle. Ecco cosa manca veramente in San Frediano dopo che è stata sistemata anche la difesa, manca il rumore del mare e un cielo imbottito di stelle invece del solito lampredotto. Insomma, di così nero ricordo solo la passera della Beatrice dalle poppe grosse. Un amore velocemente passato dalle stelle alle stalle. Come Mario Gomez. Poi le luci dell’alba fanno capolino sulle prime ipotesi di calciomercato che hanno la stessa credibilità di certi articoli su settimanali femminili, che da una parte spiegano come non farsi condizionare dagli altri, e poi giù 3457 pagine di pubblicità. Adesso mi corre l’obbligo di precisare che se sono tre giorni che non indosso nessun tipo di calzatura, non è perché sapevo che avrebbero venduto Alonso. Non ho niente contro loro e contro le loro scarpe, vivo scalzo perché c’è solo la sabbia che mi divide dal mare. Nel frattempo Mentana inventa il termine “webeti” per indicare i cretini che scrivono sciocchezze sui social, penso si possa tranquillamente estendere anche a quelli che fanno ipotesi sul mercato della Fiorentina. E a questo proposito la Rita in questi giorni di facile ironia nei confronti dei giornalisti sportivi, mi sta minando certa spavalderia sanfredianina innata e soprattutto immotivata, me le butta lì incrinandomi le certezze. A un certo punto mi ha chiesto se non esagerassi un po’ troppo con tutto questo scetticismo verso chi scrive di mercato, una “gocciolella” che si fa spazio senza fretta durante i chilometri di passeggiate tra mare e dune di macchia mediterranea, fino a quando non  ha affondato il colpo ricordandomi che anche  lei non credeva nella stregoneria, ma poi in lavatrice ha cominciato ad usare i foglietti acchiappacolore. Infine non vi limitate solo a prendere atto che oggi  è l’ultimo giorno di trattative, il famoso “ne riparliamo a settembre” è già domani.

martedì 30 agosto 2016

Amo il ginepro anche se è invadente, perché comunque non è mai contro



Lotto giornalmente con il ginepro per tornare a “casa”, immerso completamente come sono nella macchia mediterranea. Un’estate con la macchia e con la paura che vendano Kalinic, e che spunti da un cespuglio una Fiorentina senza infamia e senza lode. E la sera poi, senza nemmeno le luci della città, solo con un cielo strepitoso di velluto nero e Swarovski. Quando ti diverti a contare le stelle anche il tempo passa prima. Penso che allora potrete uscire dall’ufficio a metà ottobre. Intanto i giornalisti sportivi continuano a sparare alla cieca ferendo anche il proprio senso del ridicolo, c’è da prenderne atto ma non da scandalizzarsi. Del resto i libri delle medie di oggi spiegano le stesse cose di quelli del ‘67, è solo che serve una nuova edizione ogni anno. Ora non è che voglio parlare male di questo ambiente, intenzione che in questo momento mi è lontana come l’asfalto, anche perché il Bambi fa parte di quella corrente d’intellettuali che a fine agosto passa il tempo ad aggiornare le pagine dei siti di calciomercato. Sta di fatto però che leggere di certe ipotesi di mercato mi fa venire forte il dubbio che stiamo sognando, e in realtà quando dormiamo siamo nella vita vera. E quelli che scrivono striscioni in notti molto meno stellate delle mie, sono a tutti gli effetti dei complottisti che tra un po’ ne faranno un altro con scritto: “dormite troppo”. Se stai dietro alle notizie di mercato, e soprattutto se ci credi, non ti troverai mai bene, passare dal gel Durex al gel all’arnica è un attimo. Tanto non ne indovinano una, e sono convinto neanche se avessero il 50% delle probabilità, insomma, se si occupassero di cronaca sbaglierebbero anche il vincitore dell’appalto per la ricostruzione tra ‘ndrangheta e camorra. Allora è meglio sentire le fregnacce di Marchionne che vuole condannare l’avidità, anche se l’ha detto a un operaio che voleva fare la pausa pranzo. Preferisco la spiaggia dalla quale s’impara sempre tanto: “Stasera ti porto dalle suore” è stata l’ultima minaccia della moglie di quello che minacciava di far vedere la partita dell’Inter al figlio. Tutto ormai spaventa più dell’uomo nero, non solo l’Inter, anche il cattolicesimo. A parte quello di Civitanova Marche.


lunedì 29 agosto 2016

C'è una morale che non vi piacerà


La Fiorentina fatica ancora molto anche se questa volta vince. L’opposto di quella che iniziò entusiasmando la scorsa stagione. Brillante e dal pressing furibondo. Oggi appare intrigante come un uomo che fuma la sigaretta elettronica. Della formazione iniziale ho capito poco, ancora meno dopo i cambi obbligati. Grandi difficoltà fisiche, e tatticamente un po’ come quando metti lettere a caso per finire il cruciverba. Io non l’ho mai fatto, ma solo perché tatticamente non ci capisco una sega. Ho capito bene invece che la differenza più evidente tra De Boer e Mancini è il ciuffo. E se Borriello è meglio di Dzeko, allora Lezzerini è meglio di Tata. Bella la coreografia della Fiesole nella serata della festa dei 90 anni (anche se ridimensionata), esclusi Badelj e Bernardeschi dalla formazione titolare, Sousa sorprende tutti con l’esordio di Milic. Anche se i piani tattici del portoghese saltano praticamente subito con l’infortunio di Vecino. Festa della Fiorentina o dei “becchi” si è chiesto qualcuno più attento ai numeri, 28 agosto e gol vincente di Sanchez al 28°, con il Chievo che intanto continua a premere. Solo chi aveva la compagna fisicamente a fianco era tranquillo, il pericolo a quel punto, oltre alla reazione del Chievo, era quello che anche qualcun altro premesse a loro insaputa. Insomma, trauma cranico, infortuni muscolari, il congedo di Rossi, Antognoni in tribuna, il ritorno di Jovetic, la traversa di Ilicic a lasciare tutti con il fiato sospeso fino al triplice fischio. Alla fine sono stati due i protagonisti inattesi; il centrocampista colombiano che decide la partita con un colpo di testa su calcio d’angolo (2° gol su 2 dalla bandierina entrambi battuti da Ilicic), e il giovane portiere che salva la partita con una grande parata. Oggi saranno ancora forti le sirene di mercato, e forse ci saranno ancora nuove punizioni, specchio dei tempi che cambiano, si perché ieri ho sentito un babbo (romano) che minacciava il figlio di fargli vedere Inter-Palermo se non fosse uscito subito dall’acqua. No, non c’è più l’uomo nero di una volta, oggi c’è Santon che gioca titolare malgrado l’Inter si permetta di pagare 45 milioni un giocatore. Comunque è sempre meglio stare al mare che a Firenze di questi tempi, qua almeno sono tutte in costume e non sbagli, ormai sono vecchio e in città non capisco più tanto bene se le ragazze in giro indossano jeans corti o mutande lunghe. Quindi per non sbagliare ci starò tutta la settimana. Morale: le ferie sono finite andate in pace.

domenica 28 agosto 2016

Non c'entra niente il cemento



Posso accettare tutto, si, anche uno striscione che non apprezza appieno le frequentazioni di Mastella, ma non vi sognate di fare beneficenza con la pancetta affumicata. Croce edilizia. Di un mercato e di una tragedia. Non ci voglio più pensare, d’ora in poi tutto quello che scrivo avrà solo i sentori del Bianco di Pitigliano con tappo a vite, così radical chic, e i profumi della macchia mediterranea, in attesa della cessione di Kalinic non appena Aurelio avrà finito la partita a scopa con Lotito e presenterà finalmente un’offerta al ribasso. Naturalmente anche in trepida attesa della schiusa delle uova di una Caretta Caretta qui sulla spiaggia della Graticciaia. Insomma, non accettate striscioni dagli sconosciuti, e non ascoltate voci inventate da giornalisti che scrivono peggio di quelli degli striscioni, lasciatelo lavorare Corvino, per criticare ci sarà tempo quando avrete 80 anni, il cappello e le mani dietro la schiena. Del resto c’è chi fa il verso ai giornalisti veri e chi ai bobby, so’ ragazzi. Pensate al mare che è una cosa bella davvero, pensate a certi culi che vedi passare sulla spiaggia, e che lo sono ancora di più. Poi la Rita mi ha fatto presente che era quello di un uomo. Allora che schifo. Visto che Juve e Napoli intanto hanno vinto dico cose scontate, come quella che vivo il mare e la Fiorentina in maniera molto tradizionale, mentre qua sul blog altri hanno vedute meno conformiste, più allucinogene, come chi, quando la sabbia scotta, se ne frega perché in realtà è in vacanza ad Amsterdam. Forse la passione bisognerebbe viverla proprio come loro. Poi Pedullà & Co hanno spiegato con l’aiuto di un sismografo, che l’acquisto di Cristoforo dal Siviglia è stato come un terremoto, e quindi non prevedibile. Un po’ come gli striscioni che appaiono sempre di notte. E a proposito di malpensanti c’è il Pizzichi (non è lui comunque che ha scritto lo striscione perché è alle spiagge bianche, e a questo punto neanche Antognoni), che sa di una lesbica a cui piace tanto l’amatriciana, e quindi sa anche di chi è la colpa. Non c’entra niente il cemento.

sabato 27 agosto 2016

Giro turistico


E venne il giorno delle plusvalenze, così il Corvo per evitare lo slang che da sempre lo ha danneggiato nell’ambiente, in fase di trattativa finale con De Laurentis userà lo spelling inserendo come clausola per la cessione di Kalinic anche un bel giro turistico: Firenze Ancona Napoli Como Udine Livorno Otranto. Intanto la Rita che è sempre stata la mia ancora di salvezza, leggendo sul blog la mia posizione sugli antidellavalliani che godrebbero quando la Fiorentina perde, mi ha fatto ragionare e ho cambiato idea su di loro. Mi ha spiegato di certe persone che sembrano ridere delle disgrazie della Fiorentina, in realtà potrebbero aver capito solo in quel momento una battuta di un mio editoriale della settimana prima. E poi ha cercato di liberarmi anche da certi complessi, e quindi di farmi pubblicare la mia immagine come in un qualsiasi blog che si rispetti. Di metterci la faccia insomma. Mi sono giustificato dicendo che non è facile liberarsi da certi blocchi psicologici senza un adeguato percorso, in realtà non pubblico la mia foto per un motivo che non c’entra niente con la psicoanalisi. Ogni volta che una donna mi fissa non saprei più se lo fa perché sono quello della Riblogghita o perché sono ancora un uomo interessante. Poi quel Qarabag uscito dall’urna dei sorteggi di coppa mi è sembrata una trappola, solo apparentemente un accoppiamento fortunato, visto che le partite iniziano tutte dagli azeri azeri. Insomma rimango fiducioso a guardare le gesta di uomini capaci come il Corvo, cose per me inimmaginabili. Così faccio anche per i porno. Un  mercato che ci dice come anno dopo anno siamo passati dalle comproprietà ai prestiti con obbligo di riscatto, poi con diritto, e poi ancora miseri prestiti secchi, e alla fine quelli della “generazione voucher” guarderanno ai vecchi precari come degli schifosi privilegiati. Adesso voglio dire un’altra cosa importante prima della scelta del vino di oggi, anche se potrà essere parzialmente controproducente: quelli che vanno in vacanza a settembre e tornano abbronzati quando tutti già lavorano è giusto che vengano trattati come Cognigni.

venerdì 26 agosto 2016

C'era una volta in attacco


L’episodio dell’oppio che ci ha raccontato Stefano Vienna ieri, le mattonelle di un locale che si muovevano e che Foco fece scrupolosamente presente al gestore, quelli dell’Inter che pensano di farci pagare lo stipendio di Jovetic, per non parlare di quelli del Napoli che vorrebbero inculare Corvino con Gabbiadini, tutto ciò mi ha fatto capire che quando arriva il bonus dei 500 euro da parte del Governo ai diciottenni, sono ore di gioia per gli spacciatori. Niente festa dei 90 anni invece, è stata annullata, anche se questo impeto di sensibilità non salverà i Della Valle dopo l’inchiesta della magistratura che getta sospetti sul loro modo di essere magnati. A seguito della perizia dei materiali utilizzati per la sua ristrutturazione, è emerso infatti che il Colosseo è stato restaurato a risparmio, con materiale scadente tipo tolgo Kalinic e ci metto Pavoletti, mentre andava rifatto in cemento armato per non correre il pericolo di perderlo. E poi continuo a vedere analogie tra gli antidellavalliani che un po’ godono quando le cose vanno male, e Bruno Vespa che durante lo speciale per il terremoto tiene la cartellina sulle gambe per nascondere l’erezione. Anche se l’accoppiata risvoltini + Hogan è un punto a favore dei primi. E dopo che è svanito l’effetto dell’oppio anche sul povero Zemanviola, e gli rimangono da smaltire solo i postumi dello sballo che sono simili a quelli di una sbornia di Porto, posso svelarvi la mia di ossessione a forza di stare a contatto con così tanta avversione. Mi sento circondato da antidellavalliani che si moltiplicano a vista d’occhio e non si vede mai la fine. L’altra notte mi sono svegliato di soprassalto tutto sudato e con il cuore in gola. Ho sognato persone con la sciarpa Viola che chiamavano gente a caso, ma anche questi sempre con la sciarpa Viola, chiedendo di Gioia per sentirsi dire che anche loro, come gli altri, non conoscevano nessuna Gioia. Solo la Rita ha voluto sapere chi cazzo fosse questa Gioia. Neanche il Bambi fa telefonate così tendenziose, al massimo mi chiama a casa per chiedermi se sono a casa perché sa qualcosa sulle prolunghe telefoniche che io ignoro.

giovedì 25 agosto 2016

I nuovi San Bernardo



Non ha fatto in tempo a volare fuori dalla Champion che il PD a Roma aveva  già dato la colpa alla Raggi (Cognigni si dice abbia un alibi di ferro). Adesso dopo l’acquisto di Salcedo che ha spazzato via i languori difensivi, e il terremoto che ha spazzato via Amatrice, la macchina degli appalti potrà mettersi finalmente in moto. Il programma di oggi prevede infatti la partitella in famiglia, e le polemiche sulla mancata gestione del rischio idrologico. Lo scambio Gabbiadini-Kalinc, e il ritorno di Jovetic, è invece  il solito sciacallaggio. Menomale che la Rita è contenta di andare al mare in questo periodo, perché sostiene che alla fine dell’estate l’acqua è più calda. Non gliel’ho detto che sono d’accordo, ma che il vero motivo è perché ormai ci hanno già pisciato tutti. Gli ho detto invece che in spiaggia il cellulare dentro la bustina appesa al collo solo se sei un San Bernardo. Vedrete che editoriali, Capalbio è capace di tirarmi fuori tutta la poesia, sarà l’età, la posizione sulla spiaggia, ma quando arrivo alla sera e guardo il tramonto sul mare penso sempre a quando cazzo si mangerà. Io e la Rita abbiamo l’esperienza di una coppia di centrali difensivi affidabili, e quindi ci circondiamo solo di persone che si abbronzano meno di noi. Quel posto lì m’ispira parecchio, lo scorso anno sorseggiando un Bianco di Pitigliano dissi alla Rita che avrei voluto vivere una giornata nella quale tutto quello che facevo venisse spiegato dal tizio dell’Istituto Luce. Ora è convinta che mi faccia male il vino bianco. Quando penso a tutto lo scetticismo che c’è intorno alla Fiorentina dei Della Valle mi viene in mente che tutto potrebbe essere nato molto da lontano. E non mi riferisco a Benalouane. L’idea che mi sono fatto è che i problemi di fiducia sono iniziati molto molto prima, almeno in San Frediano, quando per mangiare ci facevano aprire la bocca con la polenta fritta, e poi ci infilavano il minestrone.

mercoledì 24 agosto 2016

Tutti i caffè portano aroma



Non me la sento di infierire sulla Roma perché se a loro bastano due cartellini rossi e tre gol per mandare a puttana la qualificazione ai gironi Champion, a me bastano un paio di scelte sbagliate nella vita per essere costretto a scrivere “imprenditore di me stesso” sui social network che si occupano delle reti di contatti professionali. Cosa farà adesso Luciano non lo so, m’interessa di più sapere cosa farà Enrique Iglesias da settembre a maggio. Andare a Roma e non vedere il Papa, ai giallorossi costa comunque molto meno che a chiunque altro esclusa la Lazio, meno anche di quello che costa a me quando ordino gli spaghetti con le cozze e mi portano solo gli spaghetti, che poi faccio ancora peggio che lasciare la squadra in nove, lascio la mancia perché quando c’è l’amore per i Della valle il resto non conta. Poi se perdi tre a zero o di misura poco cambia, lo dice uno che quando ordina un etto e mezzo di crudo e gliene danno una tonnellata e trecento chili chiedendogli “che faccio lascio?” subisce per non passare da pezzente che non può permettersi il prosciutto e dovrebbe comprare solo la mortadella. C’è sempre l’Europa League, con o senza pistacchi per la Roma. Buona con la “rosetta”... che si ritrova anche senza Borja Valero. Adesso sarà caccia alle streghe a Roma, se non di pokemon, quando ci sono già almeno un’altra dozzina di ragioni valide per le quali le romane non gliela daranno per un bel po’. E i giallorossi non dovranno nemmeno farsi troppo i conti in tasca per la mancata qualificazione, che oltretutto premia Napoli e Juve con altri 10 milioni a testa, rischierebbero di innescare circoli viziosi che li porterebbe all’uso della moviola in campo non solo per valutare le entrate con il piede a martello, ma senza la falce, piuttosto, per sapere se è dentro o fuori quando trombano sarebbero costretti a chiamare il challenge. Ma adesso scusatemi non posso distrarmi con le disgrazie altrui, la preoccupazione principale è quella di ricordarmi la prossima settimana, quando sarò in spiaggia con la Rita, di mettere l’uccello in modalità aereo. Comunque i tifosi giallorossi, così come i tifosi più in generale, ce la potranno fare solo se combatteranno le proprie delusioni creando dei veri e propri capolavori del cinema fantasy. Come la Viti che era single per scelta, aveva le ossa grandi, e il professore ce l’aveva sempre con lei.

martedì 23 agosto 2016

L'associazione a delinquere di chi mette i cerotti tondi nelle scatole miste



Riguardo Calciopoli, aggiungo solo che chi non conosce la Storia è destinato a non passare l’interrogazione. Del resto è stata un’indagine travagliata per non dire frastagliata, dalla quale il mitico investigatore Auricchio ne uscirà sballato, gasato, completamente fuso. Cumula più stress che cariche all’interno del comune, che già non furono poche: capo di gabinetto, direttore generale, comandante della polizia municipale, capo della cabina di regia per la gestione del patrimonio immobiliare, delegato per le vicende relative alla Coppa America. Da un’indagine così precisa e puntuale, potevano nascere due tipi di condanna per i Della Valle, e i giudici rimasero in camera di consiglio due giorni prima di decidere. Scelsero quella che conosciamo perché l’altra che li avrebbe dovuti punire per l'illecito inserimento di cerotti tondi dentro a scatole di cerotti misti, è mancata della necessaria intercettazione telefonica, finita insieme a quelle di Facchetti, e che doveva inchiodare i Della Valle rei d’imboscare i cerotti tondi nelle scatole di quelli misti, cerotti tondi che sarebbero serviti, sempre secondo Auricchio, per coprire i succhiotti. Associazione a delinquere quindi, perché si sarebbero dovute fare scatole di soli cerotti tondi con l’indicazione “per coprire i succhiotti”. E come verità processuale aggiuntiva c’è da dire che settembre inizia sempre un po’ prima di settembre. Mese nel quale inizierò ad allenarmi per i prossimi quattro anni coltivando il sogno olimpico, naturalmente dopo quello del terzo scudetto. La sentenza di primo grado usata per affondare il nemico è sempre rischiosa, almeno quanto l’uso delle fasce modellanti per contenere la pancia, e chi lo fa deve sapere che alla fine potrebbe ritrovarsi con la gobba. Alla campagna denigratoria ho sempre preferito la campagna e basta. So’ bucolico, che ci volete fare. Cosa ci lasciano questi giochi olimpici, cosa ci hanno insegnato di così profondo che il calcio non riuscirà mai a regalarci, forse  che anche in uno sport nobile come la pallavolo l’arbitro può avere la mamma troia. Ed ora ci accingiamo alla già delicata partita di domenica con la consapevolezza, viste le varie doppiette e triplette degli attaccanti, che ci sono tanti altri Tomovic in serie A (forse non è così facile trovare di meglio?). E che i cinesi stanno già copiando l’Inter degli ultimi anni. La prossima settimana me la passo a Capalbio, e siccome non mi posso permettere la villa sul mare, mi sono inventato il “glamping”, così mi addormento lo stesso con il rumore della risacca, là dove il radical chic nega asilo agli immigrati. Fatelo pure voi, si può essere felici anche senza essere per forza tifosi della Juve. Del resto anche le poppe piccole sono glamour.

lunedì 22 agosto 2016

Come Giucas Casella



Archiviata la prima giornata di campionato non senza qualche sorpresa (noi che abbiamo perso di misura malgrado Tomovic), adesso o si comincia a dubitare anche di Salcedo (tipo i messicani sono buoni solo per i tuffi), oppure è finito il tesoretto Benalouane. E’ finita insomma la pacchia e si dovrà ricominciare a sperare solo di battere il prossimo avversario senza più sperare nell’arrivo di un difensore centrale. Forse però a pensarci bene un’ultima possibilità ci rimane: il Chievo dopo l’Inter batte anche la Fiorentina in modo da boicottare la festa dei 90 anni contestando a bestia. Se però battiamo i clivensi sarà una settimana nella quale non ci resterà che rifarcela coi figli che mettono la Nutella in frigo. No, perché dello volte ci si abitua così tanto a cavalcare la critica che se ti sbalzano di sella togliendoti anche uno solo di quegli argomenti sui quali galoppavi felice, ti succede come quando devi riconoscere il valore delle donne perché sai che ci completano, poi però ti rammarichi perché vorresti che ci completassero un po’ meno. Devo dire che tanta sofferenza nel seguire una passione (la Fiorentina) non l’avevo mai vista nemmeno ai tempi delle fideiussioni di Vittorio, davvero, si è avvicinato solo il Bambi una volta, ma per un altro motivo: era alla Mazzanta e uscendo dall’acqua attraversò il bagnasciuga pieno di conchiglie al grido “chain chain chain”, come Giucas Casella. Insomma, tutto 'sto amaro in bocca mi sembra un po'eccessivo, vada per quel sapore di ruggine, ma solo se sei un pugile e hai preso un gancio nella mascella, o al limite quando lo spazzolino ti taglia la gengiva. Però a pensarci bene anch’io ho una bella recriminazione da fare. Ho sempre creduto che fossimo una grande famiglia, numerosa intendo, invece ho dovuto prendere atto che è solo molto litigiosa, lontana dall’idea che mi ero fatto. Intendo una famiglia dove ci si aiuta l’un con l’altro, e non che si discute per mesi sul difensore centrale. Forse non ci aiutiamo abbastanza solo perché non ci chiamiamo Boschi. Intanto dopo Salcedo è ufficiale anche la notizia che Lucchetta ha ingoiato un libro di Bergonzoni, e poi l’argento è meno volgare dell’oro, va su tutto.

domenica 21 agosto 2016

Dietro l'angolo


La Fiorentina non costruisce ma comunque non molla mai e rimane in partita fino ala fine. Non è che sia poi così scontato a Torino, e tra le note positive ci metto anche l’esordio di Chiesa e il ritrovato feeling con la porta di Kalinic, che pur isolato come un impianto elettrico da mettere a norma, lotta e timbra il cartellino al minuto 70. Deludono invece Bernardeschi e ilicic (anche se Josip ha il merito di battere l’angolo del pareggio), non sviluppano gioco Badelj e Vecino per un centrocampo inappetente, disastroso Tata con i piedi, più impegnato però dai compagni con dei retropassaggi che non dagli attaccanti juventini. Sono stati gli inserimenti di Kedhira a decidere la partita in mezzo a tante gambe imballate che ci servono per ricordare gli ottant’anni delle gemelle Kessler. Grande spessore tecnico e forza fisica della Juve che vince con delle belle iniezioni di quella panchina che grazie a Higuain non è più da considerarsi lunga ma bensì larga. Peccato per il rimpallo che innesca il gordo, che decide pur tornando dalle ferie in evidente sovrappeso, e da fonti napoletane si dice che lo sarà tutte le volte che ritornerà dall’Argentina, almeno fino a quando non morirà la nonna. Trovo che ci sia troppo scetticismo intorno alla squadra Viola, ma so anche che alla fine risulterà come le probabili formazioni, il meteo, l’oroscopo ed altri errori semplici semplici. E’ ancora estate per essere così negativi, pensate a Higuain che pur essendo grasso è stato in grado di decidere una partita di serie A, e poi potrete sempre controllare il vostro peso e continuare comunque a prepararvi il mojito con il dolcificante al posto dello zucchero di canna. Io in questi momenti penso sempre al mio professore di matematica che aveva una passione per la goniometria, e mi diceva che la felicità era dietro l’angolo. E se ci penso dietro l’angolo c’è il Chievo.

sabato 20 agosto 2016

Sincronizziamoci sul campionato



Non puoi dire di essere veramente in vacanza se non fai almeno tre/quattro colazioni. Le fai, poi però leggi la Gazzetta al bar e la quarta volta ti accorgi che c’è già la prima di campionato. Così tutte le certezze crollano. Non solo, vedi anche una donna stare zitta cinque minuti, ma poi ti svegli. Non ci si capisce più niente. Non ci sono più le mezze stagioni. Non ci sono più i difensori centrali di una volta. Anche il Bambi a San Vincenzo lamenta un astinenza di 12 giorni da un Kinder Bueno, ho paura che se ne vede uno in mano a qualche bambino finisca male. E preso così alla sprovvista dichiaro di non sapere niente sulla formazione anti-Juve, mentre qualcosa posso dirla ai tifosi più giovani che vedo godersi le vacanze spensieratamente: studiate medicina perché così vi saranno riservati i migliori completini intimi. Comunque ben venga la partita altroché, anche in pieno agosto, così mi salva da certe discipline delle Olimpiadi che contribuiscono a mandarmi in confusione. Tutte le volta che guardo il nuoto sincronizzato penso a loro. Mentre è grande la pallavolo maschile (dove c’è il Giannelli quello non stupido, uno che non alza un muro e basta, lo alza, lo imbianca e ci costruisce anche un soppalco), il Settebello ma non bellissimo, e speriamo Viola stasera, ma non di rabbia. Superare la prova Juve potrebbe dipendere da una mossa tattica di un Sousa ritrovato, così come per una donna è più facile superare la prova costume indossando il burkini, nel caso fosse ingrassata potrebbe sempre mandare in spiaggia una controfigura. Ora che ci siamo davvero al calcio d’inizio vi avverto subito, visto che a Firenze si è fatto a gara per parlare male della società, esprimendo tutto il malcontento possibile per la pochezza della squadra, non pensate di farla franca. Se la Fiorentina dovesse entusiasmare diventeranno carissimi i biglietti per salire sul carro. Editoriali di fuoco nei quali vi ricorderò cosa dicevate, come del resto ho fatto anche col Bambi telefonicamente. E’ tanto infatti che gli dico di abbozzarla di lamentarsi dei Della Valle, e gli ho già anticipato la propria fine. Parla sempre male degli immigrati, poi se non se lo sposa una romena rimane solo a vita.

venerdì 19 agosto 2016

Rotonde di merda


Ieri sono stato a pranzo a Civitanova, una rimpatriata a base di pesce. Toccata e fuga, ma sufficiente per capire molte cose, perché la patria di Cognigni è una terra dove si calcola tutto al millimetro. Quindi, oltre a seppie e piselli, cozze, vongole, scampi, gamberi e cicale, c’era lo spirito marchigiano giusto, e magicamente anche il mio punto di vista sulle donne che indossano il burkini è cambiato. Mi hanno fatto capire quanto quella sia davvero una scelta da “braccini”, secondo i ragionieri dal sangue denso come il brodetto, il burkini infatti è solo una scusa per evitare la ceretta. Pesce fresco ma “probabilmente” non dell’Adriatico perché adesso c’è il fermo biologico, comunque gli agganci sono agganci, e per farvi capire meglio come si fa ad avere comunque del pesce freschissimo nonostante i pescherecci siano ormeggiati in porto, pensate alle conoscenze di Corvino nei Balcani. Devo dire bellissima la strada nuova che è stata inaugurata un paio di settimane fa, ormai da Foligno a Civitanova è tutta superstrada, anche se è andato perduto un po’ il fascino del Colfiorito. Vecchie strade e curve a gomito che non ci sono più proprio come le bandiere nel calcio. Poi l’uso indiscriminato e perciò poco marchigiano di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva DOCG - Plenio - Umani Ronchi 2012, ha sciolto la lingua a un ragioniere della zona industriale che ha così spiegato certi segreti professionali di territorio, quella che secondo lui è la chiave per sconfiggere il terrorismo. Una teoria che a mio dire invece sapeva di tappo, però io non sono marchigiano. Il contabile di Civitanova sostiene infatti che se gli attentati vengono fatti per distruggere il turismo e non farci girare il mondo, per combatterlo basterebbe restare a casa e dormire fino a mezzogiorno. Noi ci lamentiamo tanto perché a Firenze non c’è spazio per Antognoni nella Fiorentina marchigiana, ma tutto il mondo è paese, a Civitanova ho preso atto che il problema non è il difensore centrale, ma certe serpi in seno che permettono di allestire rotonde di merda. Come se all'Osmannoro ne facessimo una inneggiante alla porchetta e non al lampredotto. Poi dopo il caffè col Varnelli, e soprattutto dopo il Varnelli liscio senza caffè, Ciro ha ripensato alla storia del burkini, e amareggiato perché il governo lo vuole vietare, si è intristito ripensando alla sorella di Gennaro che a suo dire li fa così bene.

giovedì 18 agosto 2016

Corvino medaglia d'oro



Netflix ha annunciato che non appena sarà finita la guerra dei ricorsi tra i comuni della Piana, farà una serie su quei tifosi che puntano all’ampliamento della pista per alimentare le proprie ambizioni, quelli che insomma odiano i mercati funzionali a favore dei nomi che li fanno impazzire all’aeroporto. Poi se si verifica un girone di andata da primi della classe sarà solo sfortuna. Un po’ come quando si dorme e gareggiano Phelps, Pellegrini e Bolt, mentre negli orari in cui siamo svegli tocca al golf, alla arrampicata su corda e alla palla prigioniera. Il difensore centrale? Una passeggiata in confronto alla trattativa tra il tifoso cencio che dice male del presidente straccio, e l’ambulante in spiaggia per un bracciale da regalare alla propria ragazza. Vedrete che il difensore centrale arriverà, e allora sembrerà strano come quando dopo un’ora che siamo sul lettino ancora non è passato nemmeno un vucumprà, quei giorni insomma dove preferiamo andare in piscina. Io intanto sogno non solo lo scudetto, l’altra notte mi ero fatto tatuare persino la scritta “potabile” sul pube. E se la Fiorentina anche quest’anno disputerà l’Europa League malgrado i Della Valle, il beach volley italiano va in finale malgrado la telecronaca di Lucchetta. L’unico vero problema di questo mercato, in caso di acquisto convincente in difesa, sarà la consapevolezza che non ci sono più le scie chimiche di una volta. E se proprio volete mostrare il nostro medagliere vicino a quello di Cina e Usa, allora vi ritorneranno utili anche i nasi finti e le parrucche da pagliaccio per non farvi riconoscere, perché sarà come togliersi le mutande in mezzo a 10 africani e mostrare l’uccello.

mercoledì 17 agosto 2016

Così è la vita


E’ bastato il rinnovo di Corluka con la Lokomotiv e giù addosso alla società. E’ la vita. Prendi i figli, li porti a nuotare coi delfini, nelle cascate a fare rafting, sul Nepal col deltaplano, a Rio a fare volo acrobatico, poi non gli prendi il gelato e ti odiano. E’ la vita. Come quando sei al casello e nell’auto di fianco vedi la donna dei tuoi sogni che ti guarda, ma lei ha il telepass e tu no. Così è la vita. E poi perché proprio Corluka, con tutti questi stranieri che già ci vengono a rubare i congiuntivi. Adesso si a De Maio anche se siete renziani, e occhio a Ranocchia perché a Corvino sono sempre piaciuti i giocatori che hanno l’eleganza di chi si avvicina al buffet per il secondo giro. Perché quello che ho capito alla fine degli anni ‘70 in Oltrarno, quando le borse di Gucci erano ancora più false del brodo che si faceva con la trippa, che pretendere è sempre un errore, che non aspettarsi niente è il segreto, e meravigliarsi resta tra le cose migliori. Credo insomma che un padre di San Frediano debba saper tacere e casomai mentire: i figli hanno diritto di vivere le proprie illusioni di scudetto e vederle crollare nel girone di ritorno. Comunque non disperate mai, Elia Viviani cade, si rialza, vince la medaglia d’oro, e così diventa la metafora perfetta. Anche noi ce la possiamo fare se ci liberiamo dello stipendio di Gomez. Non ci resta che abbandonarlo in autostrada, tanto è tedesco e saprà rialzarsi.

martedì 16 agosto 2016

Intellettuale, presidente e poeta

Battere la Juve a questo punto è diventato più un dovere che un piacere. Indispensabile per ridare al campionato quell’imprevedibilità tipica riscontrata soprattutto quando la Juve era in B. Di certezze già ci erano bastati l’oro e l’argento delle cinesi nei tuffi, sicuri come le tre grappe dopo il pranzo della “poera” nonna Zaira la domenica. Le giornate intanto si sono accorciate e al mare l’italiano è pronto per l’aperitivo in spiaggia, pronto a perdere la dignità, oltre a Pjanic e Higuain, e a combattere gli infiltrati degli altri bagni come se fossero sporchi juventini. Ho sempre cercato di distinguermi da questi fenomeni di pessimismo di massa, forse perché sono rimasto uno degli ultimi intellettuali che bussano sul cocomero e ostentano sicurezza. Non a caso sono presidente di un’associazione no-profit che anche quest’anno ha lottato duramente per evitare che le grigliate coi piatti di plastica potessero fermare il nostro pranzo di pesce al ristorante. Quindi un ferragosto che mi ha visto prima intellettuale, e poi presidente, una giornata dove oltre al difensore centrale, non poteva certo mancare la poesia che decanto sempre dopo il caffè. Quest’anno ho puntato tutto sul territorio, versi a km zero e in autofinanziamento, per una sensibilità nei confronti dell’ambiente che scuote le coscienze di quelli che hanno Bonucci, Chiellini, Barzagli e Benatia. “I profili delle colline che si stagliano all’orizzonte alle prime luci del mattino, Madonna che voglia di un bel paio di poppe”.

lunedì 15 agosto 2016

Ferragusto


Per i dubbi di questo precampionato la mia soluzione a tutto è friggere e grigliare, grigliare e friggere, nel dubbio impanare e friggere. Tanto è Ferragusto. Riuscire a capire che giorno è durante le ferie è invece il mio sport olimpico preferito. E non pensate che la scelta dello sponsor sia casuale, sarete così finalmente responsabilizzati, è l’ora di farla finita di passare il Folletto senza spostare le sedie. Mentre se proprio vi interessa sapere cosa faccio a Ferragosto, è presto detto: ingrasso. E non lamentatevi troppo per questo precampionato di sconfitte, pensate a chi ha aspettato 11 mesi per scrivere “Ti amo” sulla sabbia, e poi ha trovato solo spiagge di sassi. Campriani ha confessato intanto il segreto del suo secondo oro: “Mentre miravo mi sono immaginato di colpire Astori che la passava indietro a Tatarusanu". Poi è arrivato anche  il 9’81 di Bolt, che non solo lo incorona vincitore nella gara più veloce in pista per la terza edizione consecutiva, ma stabilisce che le Olimpiadi sono l’unico luogo dove un nero può correre senza che gli sparino. E per chi non pensa solo al difensore centrale e al fatto che la Fiorentina diventi sempre più croata, una raccomandazione nella settimana della Juve: se passate il Ferragosto in spiaggia, non sottovalutate la quantità di sabbia che si nasconde nei risvolti dei pantaloni. Poi un genio assoluto, nessuna ti dirà mai di no in mondovisione.

domenica 14 agosto 2016

L'elenco delle raccomandazioni



Prima che Tommaso se ne andasse in campeggio a Baratti con gli amici, io e la Rita abbiamo concordato le raccomandazioni. Lei, più concreta, si è accertata che avesse i preservativi, io a quel punto l’ho esortato a fare l’amore e a non fare la carbonara vegetariana. Sarà stato per l’intero pomeriggio passato con la Rita a fare l’elenco dei “mi raccomando”, che a Tommaso sono infischiate le orecchie. Non mi è piaciuta molto la polemica del clan Antognoni, incazzati coi Della Valle perché non l’hanno mai chiamato, e cosa dovremo dire noi, quando in ferie e sul divano nell’altra stanza, lei ti chiama perché vuole andare all’Ikea. Che dire “Antogno”, questi messaggi di moglie e figlio sui social dimostrano proprio che d’estate il sole sorge ad est e tramonta su Facebook. Intanto le Olimpiadi anche ieri ci hanno detto che gli italiani sono un popolo di santi, poeti, navigatori, e tiratori di piattello. In serata, poi, è toccato invece al fioretto d’oro di Bernardeschi seguito dal lancio del martello sui coglioni di Astori. Un primo tempo quello al Mestalla chiuso in parità, e un secondo confezionato ad arte per la quinta sconfitta consecutiva e l’infortunio a Borja Valero. Peggio di così solo la prima di campionato contro la Juve a Torino. E’ stato un precampionato triste come gli ultimi dati Istat che vedono il debito record e la crescita zero. Ma c’è chi sta peggio. Gli ultimi dati infatti indicano a luglio un 12% in più di sbarchi in Puglia. Partono da lontano in un viaggio della speranza senza sapere se e quando arriveranno. Meglio quindi le nostre 5 sconfitte che i milanesi in ferie. La poca qualità difensiva ha evidenziato ancora una volta la necessità di almeno un giocatore importante in quel reparto, dopo anni di ricerca speriamo di trovare la soluzione definitiva, un colpo geniale di Corvino come quello di alcuni scienziati che per risolvere una volta per tutte il problema della cellulite hanno indicato la gonna al ginocchio. Difensori scarsi che fanno il paio con certi materiali scarsi che mi hanno segnato profondamente impedendomi di avere fidanzamenti lunghi perché mi si bucavano le fidanzate.

sabato 13 agosto 2016

Non prendete il prosciutto cotto dagli sconosciuti



Sarà come dite voi circa la Fiorentina della prossima stagione, sicuramente, che dovrebbe corrispondere all'incirca a questa che sarà l’estate più calda del millennio per via dell’inquinamento. Poi cena in terrazza con la maglia. Non a caso le parole di Ranieri sembrano dire “ma chi vi accontenta?”, non ci conosce bene evidentemente, perché a noi piace la donna che la prima sera non la dà ad un altro. E poi Ranieri non era buono quando era l’allenatore della Fiorentina e anche quando sarebbe dovuto ritornare, è tornato buono dopo aver vinto la Premier, e adesso dopo l’ultima intervista non è buono un’altra volta. Perché il tifoso Viola tra tutti i bacini d’utenza è quello più intelligente, e quindi cambia spesso parere. Tra gli ottimisti, chi pensa positivo come me, non lo fa solo perché crede che con la partita contro la Juve cominci di fatto la corsa al terzo scudetto, ma perché se ho fatto bene i calcoli, un altra decina di giorni e ci siamo tolti dalle palle pure Alvaro Soler. Poi ho incrociato la Lucia Burbassi, la madre faceva la sarta in casa, lei invece ha un centro abbronzatura, e mi ha detto che il fenomeno di quest’anno sono stati gli uomini che sono andati a farsi la lampada sul dito della fede Viola. Ho pensato a lungo a quel vostro crescendo di critiche verso i Della valle, e ho realizzato che ormai sia fuori controllo, vi ha preso la mano come quando si inizia coi salumi leggeri tipo il prosciutto cotto, poi non ti fa più niente e si finisce con l’ammazzarsi di soprassata. Da quando poi, sempre più numerosi, avete dichiarato di non leggere gli editoriali mi sento più libero di raccontare cose anche meno credibili dell'intolleranza da quarto posto. A questo proposito, a chi invece è rimasto a leggere, e si chiederà se sono capace anche di subirla l’ironia, do ampie rassicurazioni in merito. Aggiungo, tra le cose meno credibili che mi posso permettere proprio per una scarsa attenzione di fondo da parte di un popolo che legge sempre meno, di aver accettato con sportività la mancata apertura delle gambe da parte dell'allora più bella passera di San Frediano. La Mila. La presi con ironia. Da dietro.

venerdì 12 agosto 2016

Samba e sambuca



Il Bambi sostiene che bastano cinque sambuche e puoi vederle tutte le sere le stelle cadenti. La filosofia d’Oltrarno sarà anche un po’ rozza ma ha sempre il suo perché. Una filosofia del realismo che tra le tante stelle viste cadere annovera anche la Pellegrini, Montano, Russo, Schwazer, e la Errigo. Poi in tempi di fair play finanziario una stella appesa sopra Santo Spirito mi ha chiesto di esaudire un suo desiderio: abbracciare Cognigni. Mentre l’arrivo di Corluka dovrebbe mettere fine alla principale causa della secchezza vaginale che aveva colpito la San Frediano donna nell’ultimo anno. Non lo faccio mai, ma anche io oggi vorrei vantarmi di Mario, un amico di Borgo Tegolaio che è stato a un passo dalle Olimpiadi (come noi con Milinkovic Savic), poi all’ultimo momento la moglie ha deciso di cambiare su QVC. E guardando Paola Egonu schiacciare, invece, mi è tornato in mente mia mamma quando me le dava di santa ragione. Ieri quando parlavo di come mi era sembrato strano il ricordo di Vittorio Cecchi Gori incorniciato di rimpianti con foglia d’oro, sono stato un po’ superficiale perché non ho valutato bene che certi ricordi non si limitano a venirti a cercare, ma ti tendono delle vere imboscate. Mentre per chiudere l’argomento sulla filosofia del realismo che fa cappa in San Frediano, in serata il Bambi è andato in giro per locali alla ricerca di samba e sambuca. Rassicurato non solo per la falla difensiva tappata con l’arrivo di Corluka, ma tranquillo perché lo si è cominciato a criticare ancora prima che arrivasse, lui grande sostenitore della prevenzione. Insomma, bello carico ha subito adocchiato la cugina della Nicoletta che aveva perso di vista da un po’, da quando si era sposata ed era andata a vivere nel viale Talenti. Quando gli ha chiesto di scambiarsi i numeri lei non si è fatta pregare, maiala come la cugina, ha subito cominciato ad elencarglieli: 1 marito, 3 figli, e un mutuo di 1000 euro.

giovedì 11 agosto 2016

La parola magica


Per noi diversamente giovani è il secondo Juantorena che ci emoziona, mentre di Cognigni ce n’è uno solo. Non capisco perché fate tutte queste pulci, manca il difensore centrale, il sostituto di Alonso, e un esterno, poi di non è Francesca, Gloria manchi tu nell’aria, Marco se ne è andato e non ritorna più, ve n’è sempre importata una sega se si sono mai fatti risentire. E mentre si continua a chiedere chiarezza, mi intriga più chiedere se stanno ancora insieme a tutti quelli che hanno un nome tatuato sul corpo. Anche ieri si è avvertita sul blog una verità sui risultati della gestione Della Valle, che secondo me però non corrisponde proprio al vero. Ma io sono il primo a confondere la realtà, mi succede quando vado a mangiare dalla mamma, lei serve quattro portate, e io ne percepisco una ventina. Adesso per esempio avete incoronato la Pellegrini a vostro idolo, perché perfettamente quarta e delusa, proprio come voi con i piazzamenti della Fiorentina nel recente passato. Io invece, dalle Olimpiadi la più grande sorpresa l’ho avuta dal calcio femminile, non credevo che le atlete in barriera si coprissero gli attributi. La notte di San Lorenzo intanto ha voluto dirci che se affidare i desideri di un cambio di proprietà alle stelle cadenti non fosse solo una cazzata, non avremo certo bisogno di stare ancora tutti qui. E poi non capivo come mai in certe discussioni si rimpiangesse così tanto Vittorio Cecchi Gori, poi parlando con uno psicologo della Asl, ho capito che gli errori si pagano e allora è sempre meglio goderseli. Vedi fallimento. Comunque ha detto anche che fino a che state qua non c’è problema, fuori è tutto pericolosamente reale. “Tutto è bene quel che finisce in fondo a una scarpata”, non è un caso se era la scritta sopra il portone d’ingresso che accoglieva chi entrava a Palazzo Borghese quando ancora era di proprietà di Vittorio. Se potessi fare qualcosa di concreto per rendere la Fiorentina più appetibile, e materializzare una nuova proprietà disposta a investire centinaia di milioni per farci vincere lo farei. Diciamo che da sognatore quale sono potrei proporre una cosa che però non è ancora scientificamente dimostrabile. Se però siete disperati e disposti quindi a provarci senza le necessarie fideiussioni laureate, per fare fuori finalmente i marchigiani cattivi di Save the Children, e favorire una cordata credibile come quelle asiatiche, ho una parola magica in serbo che vale più di mille quarti posti. Esticazzi.

mercoledì 10 agosto 2016

Dal Rinascimento a Nascimiento


Ho raccontato al Bambi che ieri sul blog abbiamo confessato gli episodi che più ci hanno fatto vergognare di essere tifosi Viola, e così anche lui ha voluto rivelare il suo. Era l’ultimo campionato di Montella, ed era andato in trasferta a Milano con la Nicoletta di via Santa Monaca, poppe piccole ma compensate da un culo ritto come una cutera, quando entrambi entrano nella Chiesa Beata Vergine Addolorata in San Siro, con la maglia Viola visibilmente falsa, per chiedere un supplemento divino di copertura riguardo alla fascia di competenza di Tomovic. Una volta all’interno la soda Nicoletta vede un cartello e sussurra al Bambi “Guarda, le scritte in arabo anche qui”. Era braille. Un po’ come il Materassi che ogni giorno che vado a comprare il pane mi ricorda di tutti questi stranieri che vengono alle Olimpiadi per rubarci le medaglie. Ah come sono lontani i tempi dei Medici, dal Rinascimento alle olimpiadi di Milton Nascimiento. Per fortuna ieri è stato il giorno di Sanchez, anche se sono al corrente che non potrete goderne appieno perché oggi o c’è il vicino all’alba con il decespugliatore, o è il giorno del camion che svuota le campane del vetro. Marchigiani di merda. Forse potremo gioire almeno sulla pizza rossa che mangiata sulla sdraio al mare dopo aver fatto il bagno, dovrebbe diventare patrimonio dell’umanità prima che i Della Valle ristrutturino anche gli scogli di Castiglioncello. Ieri mi è stato contestato di non aver ringraziato, mi sembra dopo il duecentesimo post, vi giuro che non è stato per mancanza di riconoscenza, ma è solo un modo di difendermi quando viene attaccata la proprietà. Una tecnica che ho messo a punto quando la Rita mi manda a prendere le linguine e io invece compro gli spaghetti. Sicuramente quella vostra richiesta è andata a vuoto solo perché è coincisa con il momento in cui mi fingevo morto. Insomma, vi darei Radio Rai che vieta considerazioni negative su Renzi, pensate se lo facessi io qui per quanto riguarda i Della Valle. Vi costringerei a parlare di loro solo mentendo. Fregatevene (F) della proprietà, la cosa più importante è la Fiorentina (F), così come le ferie (F), la fica (F), la Fiesole (F), Falconara (F), Firicano (F) ultimo difensore di livello, Firenze (F) e la frittura di pesce (F).

martedì 9 agosto 2016

Non è tutto oro quello che luccica a Rio


Scelgo il mare per le ferie perché sono sempre stato attirato dal suo moto perpetuo, più ancora di quello che esprime Borja Valero. Le onde sono catartiche, liberatorie come quando compri un difensore centrale. Coinvolgenti e ipnotiche come la Fiorentina di Prandelli non smetterei mai di guardarle, se non fosse che poi finisco di pisciare. Non è che voglio mettere le mani avanti, cerco di dare solo una chiave di lettura a più ampio respiro. Insomma, se non riuscissimo a centrare l’acquisto tanto agognato in difesa, potremo sempre consolarci pensando che poi le ciambelle che non riescono col buco diventano bomboloni. Intanto la notizia vera è che in Brasile c’è un Viola che vince qualcosa, se pensiamo che da noi è sfumato anche il trofeo Lugaresi. Ma a parte Campriani che usa la carabina per vincere l’oro, l’olimpiade ci insegna che il tiro al piattello è un modo sincero per ammettere che volevi fare uno sport continuando a mangiare come un maiale. Mentre alla Milano rossonera da quando c’è Montella sono stati associati quasi tutti i suoi ex in maglia Viola, tranne solo Lezzerini perché Vincenzo ha amici a La Spezia che gliel'hanno messo in cattiva luce, in quella nerazzurra è stato scelto De Boer come il prossimo allenatore esonerato dell’Inter. Se poi pensate che l’ansia di una finale olimpica sia grande, o se preferite, quella per l’attesa del difensore centrale è perché non mi avete mai visto buttare l’immondizia col sacco che sta per sfondarsi. Mentre l’integrazione in San Frediano è perfettamente riuscita, e me ne rallegro non solo nel veder mangiare il lampredotto a gente mai vista prima, ma soprattutto dopo, quando vado al bar a prendere il caffè e sento parlare liberamente di “Ibrimivic, Buffonne, Icarti e Bonucce. Dove ho sentito un tipo che sosteneva, persino mimandolo, che noi italiani siamo forti a Judo perché ci alleniamo ai buffet.

lunedì 8 agosto 2016

Maremma Liala


Mi torna che avete tutta ‘sta fiducia nei giudizi degli spezzini, che insomma le partite non le guardate con i vostri occhi, preferite la ginnastica artistica dove vedete la trave e non la pagliuzza. A La Spezia sono d’accordo anche con chi vende un giocatore di 23 anni in modo da avere i soldi per comprarne uno di 29. Figuriamoci. La Fiorentina perde la quarta partita consecutiva, ma le parate di un portiere sono quel linguaggio del corpo che le parole degli spezzini non dicono. Ad esempio “togliersi le mutandine” vuol significare disponibilità, almeno in San Frediano. No, vi chiedo scusa per questa facile ironia, che da una parte serve per non parlare dell’ennesima sconfitta, e dall’altra è anche ingenerosa verso un popolo, quello spezzino, che non se lo meriterebbe. Tutto questo spirito di patata nasce dall’esperienza del Bambi dopo aver vissuto una storia d’amore con una ragazza di Spezia che gli ha sempre raccontato come le donne sposassero gli uomini di lì per avere qualcuno che gli montasse le mensole o che riuscisse a pagare l’assicurazione online. Se il giudizio degli spezzini è diventato la stella cometa da seguire con così tanta fiducia, come altrettanto succede a me solo con il Tom Tom, alla fine la colpa è mia che ho generato dei mostri. Vi siete abituati alle mie di cazzate, fino a scegliere proprio il golfo dei poeti dove piantare l’ombrellone. E anche le quattro sconfitte hanno un senso, avvicinandoci a grandi passi verso la quinta, ci sentiremo a casa come se fossimo nel parco nazionale delle Cinque Terre. E capisco anche che un estate di risultati così poveri possa farvi venir voglia di tuffarvi nel fiume Magra. Mentre io continuo a lavare i panni sporchi solo in Arno, rendo atto a La Spezia di essere stata citata, oltre che da voi su questo blog, anche da altri grandi personaggi della storia. Ne ho scelti tre tra i più significativi: Hamingway che di lei disse “Le strade sono larghe e le case alte e gialle..”. Poi Napoleone: “Il Golfo della Spezia è il più bello del mondo”. Ma è solo dall’ultimo e più grande personaggio che emerge prepotente tutta la cultura calcistica dalla quale vi abbeverate con l'arsura tipica di chi ha mangiato le acciughe senza averle prima sciacquate bene, nel romanzo “Signorsì”, infatti, Liala alimenta la speranza che prima o poi arrivi anche un difensore centrale, oltre che la quinta sconfitta consecutiva: “La Spezia, azzurra città di sogno e di amore…”.

domenica 7 agosto 2016

Dopo Gilberto compriamo anche Jobim



Colto anch’io dalla sindrome invidiosa delle sintesi clorofilliane altrui, sono andato a mangiare la pizza da Aqaba a Sesto, e disperato per il Milan ai cinesi, ho bevuto della birra artigianale fatta a Prato. Comunque gran bel posto. Così il Bambi mi ha potuto raccontare che la sua ultima battaglia è quella di combattere certe tradizioni che non hanno più senso, e non potendo eliminare quella che vede vincere sempre la Juve, forse influenzato negativamente dall’attività di Cognigni in città, vorrebbe almeno cancellare quella che nella coppia vede sempre l’uomo pagare. Specialmente quando si va a puttane. E’ veramente un momentaccio per lui, il difensore centrale latita più di Matteo Messina Denaro, proprio perché latita il denaro, e poi non gliela danno più nemmeno le americane di Dallas. Oltretutto pur essendo un bell’uomo, le vegane non se lo possono mangiare neanche con gli occhi. Altro che trombare. Per rimanere in tema, la Svezia ha già vinto la medaglia d’oro per la passera. E per rimanere in tema 2 punto zero, è stata una delle cerimonie più belle di sempre, perché nessun altro può permettersi Jobim,. Anche il Bambi mi diceva di essersi dapprima stranamente esaltato per la cerimonia d’apertura, lui sempre così restio ad entusiasmarsi per questi eventi mediatici, poi gli hanno detto che quello era il video che aveva girato a Napoli un collega al battesimo della nipote. Allora si è tranquillizzato. Mentre a proposito di fastidi, è vero che sono 50 anni che non vinciamo uno scudetto, però ho letto che nel frattempo abbiamo cementificato 2000 km di coste italiane. Questo per dire che almeno la sabbia dalle mutande ce la siamo tolta. E intanto tutto rema contro i Della Valle: tifosi Viola che speravano nella partenza per fare qualcosa di intelligente, si ritrovano a riflettere sui propri errori, ma soprattutto su quelli della società, in 30 km di coda.

sabato 6 agosto 2016

Bando alle ciance



Questo precampionato vissuto tra sconfitte inattese, e lunghe attese tra operazioni di mercato disattese, rende tese le relazioni tra tifosi pieni di pretese e la squadra le cui ambizioni sembrano essere scese. Un po’ come quando parti per le vacanze estive con persone che ami, e torni con persone che odi. Ma il tempo è per eccellenza quello dell’attesa. Come sanno, meglio di noi, certi anziani seduti alla stazione senza aspettare nulla. Del resto non sono poeta molesto, così solo per gusto, poeta che amava soprattutto Zubizarreta. Perché di lavoro ho sempre fatto quello di aspettare la Rita; alla stazione giustappunto, fuori dal supermercato o dal bagno, da Cos in via della Spada. E nell’attesa giù poesie d’amore. A chi parte chiedo solo di non abbandonare le speranze in autostrada. E a chi va all’estero di fare di tutto per guardare con disgusto quelli che pranzano nei ristoranti italiani. Poi, siccome ho colto della preoccupazione per l’acquisizione dei rossoneri da parte dei cinesi, dico che per una volta bisognerebbe apprezzare di più la coerenza che ha dimostrato Berlusconi in questa operazione: ha lasciato il Milan nella merda proprio come aveva lasciato l’Italia. C’è già una scuola di pensiero il cui manifesto parla di un mondo del calcio dove la Fiorentina s’indebolisce mentre tutti gli altri si rinforzano. A questi scanzonati della materia rispondo che solo viaggiando sull’erba sempre più verde del vicino, si capisce quanto sia bello tornare a casa. Ma adesso non è più tempo di pensare alla cordata di baristi cinesi che sono entrati nel calcio per riciclare il nero. Bando alle ciance, non ci resta che diventare esperti di olimpiadi.

venerdì 5 agosto 2016

Ho parlato col destino


La notizia non è la terza sconfitta consecutiva o il probabile terzo scudetto che mi gira in testa da un po’, ma Lotito che ha scampanellato agli 11 abbonati. O come si dice tra gli addetti ai lavori: alla “squadra titolare”. Le sconfitte contribuiscono ad alimentare lo scetticismo, anche se sbaglia chi non crede più nei Della Valle, perché invece sono incredibili. Sarebbe facile invitare alla calma dicendo che il meglio deve ancora venire, se non fosse che c’è chi mette in dubbio anche il fatto che il meglio sappia dove abita la Fiorentina. Sapendo che eravate al limite della sopportazione, che non c’è quarto posto che tenga, ho parlato personalmente col destino consigliandolo di usare la sua proverbiale ironia solo dopo aver verificato che foste in vena di scherzare. Dispiace perdere, anche se è solo calcio estivo, ma se c’è veramente una cosa che mi indispettisce ancora più delle sconfitte, è non avere il maggiordomo. E come si dice a Firenze, anche ieri sera sono andato a letto caldo caldo, soprattutto presto, non solo per la sconfitta, ma perché la notte era giovane e non volevo passare per il solito vecchio bavoso che va dietro alle ragazzine. Una notte giovane come lo è rimasta la Muti nel nostro immaginario. A parte che esiste un universo sconosciuto ed ancora tutto da esplorare dopo la seconda pagina di Google, ci sono rimasto più male che per le altre due sconfitte, perché mi sono ricordato di quanto fosse diversa la Fiorentina del primo precampionato di Sousa, pur essendo la stessa. Allora una sensazione di sconforto mi ha assalito, la stessa di quando esco da San Frediano con l’arroganza tipica di chi vive dalla parte giusta dell’Arno, per andare a scoprire come vivono gli svantaggiati nel resto del mondo, e cerco di fare pratica con la lingua parlandola con quelli del posto, ma loro capiscono subito che sono italiano e lo parlano meglio di me.

giovedì 4 agosto 2016

Dal Bernini al Bernina


Sono arrivato a Thusis verso le 23,00 (all’altezza di Piacenza ho avuto come il presentimento di passare dall’Emilia Romagna alla Lombardia), e quindi non ho potuto seguire le vicende del blog. Voglio sperare che nel frattempo non abbiano comprato il difensore centrale, sarebbe davvero una sfortuna pazzesca, anni e anni senza il pilastro del terzo scudetto, e poi magari te lo vanno a comprare proprio il giorno che sei a combattere tra le alture per diventare un vero uomo, cercando di abbassare gli abbaglianti per secondo. Stamani vado al Passo dell’Albula (nuova galleria ferroviaria). Devo dire la verità, mentre guidavo il mio pensiero non è andato al mercato, l’ho rivolto a tutte quelle brave persone che vivono serenamente, ignare del fatto di stare con un partner che si dichiara single sui social. Poi l’aria si è fatta fresca e mi è tornato alla mente che ai miei tempi d'agosto era tutto chiuso, in giro non c'era nessuno. Niente traffico.  Adesso i negozi sono aperti anche di domenica. Non dovrebbe essere poi così difficile comprare un difensore centrale. Quando guido, penso, e così ho modo di riflettere sul fatto che sono diventato più vecchio di quando non avevo ancora la patente e non potevo farmi le domande tipiche che si fa una persona dopo 36 anni di guida: se per esempio tutte quelle che si fanno i selfie, e che mostrano le poppe e il culo, sanno anche cucire. Insomma quando ancora non avevo l’età per guidare, e tornavo dalle ferie, trovavo un sacco di cartoline, ora trovo un sacco di bollette da pagare. Sono proprio diventato grande, ho pensato subito dopo Chiasso. Confesso che i miei migliori editoriali li penso invece mentre mi sto addormentando, infatti poi mi addormento e li dimentico. Stessa capacità di non cogliere l’attimo della Rita, si anche lei non scherza, anche lei non coglie le occasioni per dare il meglio (del resto non starebbe con me). Mentre guidavo a 1674 mt sul livello del mare mi ha chiamato per raccontarmi che era venuto l'idraulico a casa, belloccio come nei porno, ma lei l'ha accolto con l'asciugamano in mano, struccata e vestita in tuta come nella vita vera.

mercoledì 3 agosto 2016

Anche il Bambi ha letto un libro


Pane senza glutine, hamburger senza carne, difesa Viola ancora senza difensore centrale, gelato senza latte, birra senza alcol, bar senza flipper e jukebox. Manca la donna senza passera e chiudiamo il cerchio. Anche se troppa passera da alla testa, e Vieri ne è la prova. Il Bambi non è nemmeno preoccupato di trovare la donna sbagliata al momento sbagliato (come lo è stato Benalouane per la difesa), se però è una gran passera. Io ho imparato a non giudicare una donna dalle foto che pubblica, grazie al calcio, sarebbe come giudicare un calciatore dai suoi video su Youtube (Santiago Silva era fortissimo). In questo parallelo sgangherato tra donne e calciatori vorrei aggiungere Tomovic, che corrisponde a chi con le donne non sa mai se puntare sulla bellezza, sulla simpatia o sull’intelligenza. Così finisce per puntare sempre sull’indecisione e si perde la marcatura dell’avversario diretto. C’è chi sostiene che la ricerca del difensore centrale a 17 giorni dalla sfida con la Juve sia un film già visto. Con il Bambi che rincara addirittura la dose sostenendo di aver letto anche il libro. Perché io penso alla scudetto allora? Me l’accomodo. Preferisco pensare che la gente mi creda annoiato e sbuffi per la mia indolenza, piuttosto che faccia fatica a digerire i peperoni. E perché  giocatori come Pjanic, Pogba e Higuain cambiano squadra? Perché le bandiere tanto rimpiante dai tifosi, in realtà sono solo carriere annoiate, routine, rapporti trascinati che non si è più disposti a sopportare. La sostanziale differenza tra un uomo sposato e un single, così come quella di un calciatore al terzo rinnovo quinquennale, escluso Totti, è che il primo conosce a memoria i giorni in cui ritirano la differenziata. Adesso ci sono le ferie, e qualcuno di voi affronterà degli spostamenti, vi supplico uno straccio di coerenza, di non scrivere post con le solite indicazioni per fare mercato e vincere, e poi vi si vede partire con il cuscino per la cervicale. Voi che vorreste avere sempre tutto subito, difensore centrale, una qualche vittoria da esibire, e continuate a chiedere chiarezza, mentre c’è stato il 36° anniversario della strage di Bologna senza ancora conoscere i mandanti. Non solo, pensate quanto c’è voluto per sapere che quella macchia nera sul muso della gatta valeva due milioni e la soffitta era in Svizzera.

martedì 2 agosto 2016

Ma anche



La partita contro i calabresi di Vibo, e allo stesso tempo la bella prova di Roncaglia, ha riacceso i riflettori della critica su Tomovic. Che dire, anche il wc è solo una poltrona con una brutta reputazione. Sembra ieri infatti, che facevamo considerazioni simili su Pasqual, per poi ergerlo a bandiera bistrattata. Sembra l’altro ieri invece che era luglio. Lo scorrere delle stagioni ci ha portato a nascere, studiare (si, insomma), lavorare (anche qui ci sarebbe da eccepire per molti di voi), sposarsi, avere figli, cercare ancora il difensore centrale, avere i nipoti, avere ancora i Della Valle, morire (senza ancora avere vinto niente), mentre Mike Jagger e Keith Richards vanno ancora in tour. Però, dopo la soluzione ormai prossima del caso più spinoso della storia, l’acquisto cioè di un difensore centrale, per il secondo caso più spinoso della storia, indiscrezioni dai RIS di Parma danno la celiachia e l’intolleranza ai solfiti, come prima causa della morte di Maramao. Così come il nuovo difensore è la panacea di tutti i mali, il lago lo è di tutti i mari. E c’è sempre un “ma anche” da usare per destabilizzare, mi piace Tomovic ma anche Roncaglia, oppure l’esatto contrario, non mi piace Tomovic, ma anche Roncaglia non scherza. Alla fine sono costretto a confessare tutta la mia incoerenza, e dire che mi piace il calcio, ma anche la pittura. Mi piace il mare, ma anche San Frediano. Mi piace la Rita, ma anche le altre donne. Ma anche i bambini guardano lì, non solo io. Lo so che per voi i milioni vanno e vengono, specie se sono solo un paio e certe trattative non si capisce perché non chiuderle con quella miseria di differenza. Per me invece i problemi sono altri, le cosiddette priorità. Per esempio, in un mondo civile e sviluppato, che la difesa sia a tre o a quattro poco importa, ma il fattorino delle pizze avrebbe un mezzo munito di sirena e la stessa precedenza dell’ambulanza. Poi quando uno crossa dal fondo sul secondo palo come Roncaglia, non puoi limitarti ad aspettare l’intervento in chiusura di Tomovic, devi per forza chiedere al Governo un salvataggio come per MPS. Insomma, Roncaglia, ma anche Tomovic, come l’Isis che minaccia Putin, e io son qui che non so per chi tifare. Oppure, mettiamo Roncaglia, ma anche Tomovic dentro a una stanza, così come i cristiani e i musulmani insieme a messa. Via, è il momento di scappare.