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martedì 29 settembre 2020

L'incitamento


In un futuro distopico nel quale vengono permesse 5 sostituzioni all’interno di partite ambientate in un futuro distopico, un tifoso Viola Diladdarno si batte come un leone (Marzocco) per il ritorno alle 3. Finirà braccato dai potenti dei grandi club, ma intanto avrà portato a casa il 2 a 3 di San Siro. La serie tv finisce che era estate e due giorni dopo stava cucinando la minestra con le stelline. Titolo della serie “Era estate due giorni fa”. Oggi invece dei trofei a noi geometri del tifo non ci resta che esporre le targhe dorate con la nostra qualifica. Ma la realtà ci mostra anche la sua faccia buona con tutto questo inturgidire di capezzoli. L’ultimo sogno intanto l’ho abbandonato al casello di Melegnano. Diciamo pure che l'avevo prevista questa delusione meneghina così come anche Renzi aveva previsto, confermandosi grande statista, l’arrivo dell’autunno. Adesso bisognerà lavorare sodo in modo che tra tre mesi arrivi pure l’inverno. Il Bambi risponde alla delusione di San Siro con smart working, droga e termosifoni accesi. Poi sta facendo degli strani esperimenti, sta cercando di produrre col culo la stessa quantità di aria, con altrettanto rumore, che rilasciano le Harley-Davidson dalle marmitte. Questo per incitare Vlahovic.

lunedì 28 settembre 2020

L'editoriale del giorno dopo


Una volta urlavo e litigavo con me stesso, adesso dopo una sconfitta come quella di Milano, mi guardo allo specchio dritto negli occhi, poi giro le spalle e me ne vado. Vedi, a volte, diventare grandi. Adesso ho pure una formula magica “Io prendo te Etna Rosso come legittima scusa, e prometto di amarti e onorarti sempre, soprattutto il giorno della partita Viola, soprattutto con la pioggia. Non sentire il nome di Hagi neanche in una singola voce di mercato ha invece fatto maledettamente incazzare Dio, che strano è dir poco, ed è così che ci ha mandato vento, piogge, burrasche, si è incazzato come quando chiese ad Abramo di uccidere suo figlio. Per i tifosi di società che non hanno problemi di soldi ma sono lo stesso povere il calcio è diventato deleterio, come mangiare un Tic Tac alla volta. Il gol sbagliato del 2 a 4 mi ha convinto a tirare fuori il plaid dall’armadio. Questa partita, questa stagione, me la voglio ricordare così, in quel preciso momento in cui capisci quanta classe, quanto talento, e visto che Quota Cento va in pensione, sperare ancora in qualche esodato di lusso. Poi francamente ho altro a cui pensare tra la maledizione della porta che non si chiude e la struggente storia d’amore tra lo strappo e la regola. So che la colpa è solo mia, fondamentalmente una questione di preparazione, se solo riuscissi a mettere cultura e lampredotto nella stessa frase potrei anche perdonare Vlahovic.

domenica 27 settembre 2020

Dream, il sogno anagrammato


Io penso che se aspettiamo dell’altro sulle rive dell’Arno potremo veder passare il nostro cadavere. Menomale che arrivano le nuove emoji così potrò usare la donna barbuta. Questa sconfitta è come l’outing di Garko. Incredibile. Per il Bambi è più come il gatto che ha pisciato sulla crostata di fichi, ma siccome la temeva e prevedeva come sarebbe finita si è premunito anzitempo e subito dopo il triplice fischio finale si è buttato sulle patatine San Carlo al gusto porchetta. La nostra non è più nemmeno una passione, è piuttosto una rassegna stampa, nel senso che ci dobbiamo rassegnare quando leggiamo il risultato e il voto in pagella di Blablahovic. Così il mio sogno di vincere a Milano per scatenare l’entusiasmo, anagrammato diventa merda. Diciamo che dovremo aspettare ancora un po’, come chi aveva in agenda di rifarsi le labbra e per via delle mascherine è lì ad aspettare il vaccino. Sconfitta che comunque non ci impedisce di vedere lungo visto che è iniziata la vendemmia da cui dipenderà la serenità del prossimo lockdown. Sconfitta che oggi non mi fa iniziare la giornata con il piede di porco perché la squadra mi è comunque piaciuta e poi perché domani arriva il giocattolo nuovo, che non è un centravanti perché ha le ruote che però farebbero comodo anche a Vlahovic. Almeno sarebbe una carriola. Squadra anche sfortunata nell’episodio dell’autogol di Ceccherini, che mi fa dire vivi e lascia vincere. E poi visto che io non posso alzarmi lo stipendio come Tridico mi abbasserò le aspettative.

sabato 26 settembre 2020

Di soppiatto


Il problema di Ibra è che è costretto a portare la mascherina con il naso di fuori, il mio invece, stasera potrebbe essere molto più grande del naso di Ibra. Roba da nasocomio. Ho assoluto bisogno di un risultato di prestigio per alimentare il fuocherello della passione che si sta spegnendo. Altrimenti dovrò aggrapparmi a voi che con l'allegria, spensieratezza, e aggiungiamoci anche attitudine a non fare una sega dalla mattina alla sera, alcune volte mi strappate un sorriso. Tenete presente che mentre voi avete tre lauree io sto ancora cercando di capire come si lavano i piedi quelli che hanno il box doccia 90x90. Probabilmente non ce la farò, se non vinciamo potrei morire strozzato scatenando la cronaca nera locale. La Nazione e la sua civetta, già la vedo a Porta Romana titolare “Delitto e crostini”. Non sono certo come quelli che si ammazzano per ottimizzare i tempi, io semmai lo faccio come chiodo scaccia chiodo, dimenticare un amore con qualcosa di estremamente coinvolgente come la salsa verde e quella di fegatini. Di soppiatto, è così che dovrebbe muoversi la felicità. Magari adesso è già arrivata a Milano e nessuno se n’è accorto. Se non vinciamo, e prima dei crostini misti? Mi sentirò come quando il collega rompicoglioni vuole pagarmi il caffè ma io volevo pure la brioche, e allora non la prendo per educazione. La via d’uscita potrebbe essere quella di andare a vivere i sogni direttamente nel confessionale. Anche perché i due appartamenti sarebbero perfetti per il Bambi e per la Beatrice dalle poppe grosse.

venerdì 25 settembre 2020

La questione


Questione stadio sembra proprio che non ci sia più tempo per chi temporeggia. Sta di fatto che questa questione non fermerà certo la mia voglia di comprare la Settimana Enigmistica. Ma soprattutto, così come succede anche nelle più grandi storie d’amore, sento che la sto trascurando questa questione. Se Rocco conoscesse Toninelli, sempre a proposito della questione, potrebbe dire “Il nuovo stadio sarà un luogo dove mangiare e giocare”. L’importante è che lo stadio non lo faccia a Pontassieve perché per via della maledizione di quella donna Salvini ha perso le elezioni. Rocco da l’idea di essere rivoluzionario e progressivo, ma non sono certo che la prenderebbe bene se Nardella gli parlasse del formaggio su un primo di pesce. Il Bambi che non ama i suoi modi un po’ rozzi è disposto anche a prendersi il torto pur di essere in disaccordo con lui. Visto che la seconda ondata di Covid stringe al collo l’Italia, non vorrei che il pensiero smettesse di essere il nuovo stadio e tornasse ad essere il lievito. Intanto il mio di pensiero si fa spazio tra la cancellata.

giovedì 24 settembre 2020

Saadismo


Tra un po’ verrà fuori che a Suarez hanno dato anche il reddito di cittadinanza a dimostrazione che non odiamo gli stranieri ma i poveri. Che poi parla comunque meglio di Luca Giurato e come se Lotito non parlasse all’infinito. Se pensi che Del Piero andava al Cepu e che per Del Neri ci voleva Olga Fernando di che parliamo. La cosa fondamentale però è che adesso è proprio arrivata l’ora del trench. Dopo l’intervista di Commisso, quelle di Nardella, Giani e Renzi, il David ha tradito insofferenza ematica (forse sta patendo anche la mancanza dei turisti ad ammirarlo). Poi l’esperienza mi dice che nelle intercettazioni la gente millanta, lo penso la notte in albergo quando lontano dai miei affetti rifletto su cose diverse da quelle nella comfort zone, pensieri patetici tipo che se non la smetto di fare il giovane a 60 anni poi l’INPS sposta sempre di più l’età pensionabile (già sanno quante vasche faccio). Mentre lo spirito di Renzi nell’analizzare i fallimenti avrebbe fatto comodo pure a Cecchi Gori. Poi c’è chi per sopravvivere in San Frediano annuisce e chi invece si finge morto col rischio che nessuno se ne accorga. Intanto sembrerebbero tornate le mezze stagioni, e forse per questo, oppure sempre per i pensieri lontani da casa, per me la Boldrini ha alcuni tratti che ricordano la Fenech. Suarez va bene giustappunto per fare due battute ma la più grande farsa rimane quella di Saadi prima al Perugia fatto di nandrolone e poi a Udine capace di trasformare la città in un bordello. Chiude con la Samp dove non gioca mai, smette e va ad Hollywood a intraprendere la carriera cinematografica. L’ultimo filmato è del 2015, dopo che i Tuareg dove si era rifugiato lo vendono al governo libico (aveva finito i soldi), lo vede bendato e preso a ceffoni. Oggi non si sa se è vivo o se è morto. Comunque andrà tutto bene, anche se non a Milano (loro sono maestri della panatura).


 

mercoledì 23 settembre 2020

Umido o differenziata?


Nuoto, poi Brennero e infine Pinot Nero. C’è in ballo il rinnovo di un contratto e non è quello di Biraghi (è importante però che i miei interfaccia non sappiano mai delle difficoltà che ho avuto a piegare la scheda elettorale). A questa latitudine ci sono meno donne coi capelli azzurri, mentre ho fatto chilometri pensando che Standard & Poor’s ha declassato Italia Viva a Italia Terminale. Malgrado ciò ha comunque superato la Ferrari. E i parlamentari in più, umido o indifferenziata? Certo che l’autunno quassù forse solo in un maniero tipo quello di Messner, perché sennò con tutto questo umidiccio non mi rimane che scrivere il nuovo editoriale insieme a tre pappataci e due zanzare. Se vi dico che intanto con l’azoto liquido hanno terminato le iniezioni per il congelamento del letto dell’Isarco (scavi sottofalda per il sottoattraversamento) è perché penso che Hagi abbia solo bisogno di iniezioni di fiducia? Insomma se Renzi doveva essere l’ago della bilancia quella merdaccia di bilancia si è dimostrata digitale. Delle volte le soluzioni sono più semplici di quanto si pensi, e a Renzi per prendere i voti sarebbe stato sufficiente farsi suora. Intanto confermo che in galleria non ci sono monopattini. Prima di salutarvi una storia triste, non posso pensare di farvi sempre sorridere, non sono così arrogante, per farla breve ieri sera eravamo a tavola e aspettavamo che la Rita servisse la cena, serve della pasta in bianco a Tommaso alchè gli faccio “Perché lui in bianco, non si sente bene?” La Rita “Lui? Tutti pasta in bianco”. Non aveva voglia di cucinare.