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lunedì 16 luglio 2018

Una rima di note e parole


Conosco una sensitiva che sostiene di riuscire a parlare con l’allenatore perfetto che morì prima ancora di nascere. Col Governo del cambiamento spero anche che arrivi un decreto umiltà per quei tifosi che sanno sempre tutto. Il Bambi pensa che questo Governo faccia solo demagogia e non affronti invece i problemi reali come quello che vede Pioli chiudere la porta e non i porti ai fantasisti. Temo che questo stato di malessere nasconda un’insoddisfazione che parte da quando a scuola chiedevate “professore ce l’ha con me?” Quando il babbo del Bambi lo lasciava all’asilo di via de’ Serragli si ricorda ancora la sensazione di solitudine, quindi il suo pensiero oggi va al povero Hagi. Riguardo al mercato se fallisce il piano A l’unica garanzia rimane Mattarella. Poi mentre con orgoglio ho girato le spalle ad un’eventuale finale mondiale senza l’Italia, ho pensato che a Francia e Croazia non sarebbe fregato niente per chi avremmo tifato. E forse alla fine avrebbe vinto la più forte. Mentre il pianoforte di Bollani chiaccherava dentro l’estate, una rima portoghese, un tappeto di note e parole è calato su un Mondiale senza l’Italia. Ci ha pensato Caetano Veloso a stenderci un velo pietoso.

domenica 15 luglio 2018

Per risparmiare la colazione


Se anche ci fosse la finale di un Mondiale senza l’Italia stasera andrei comunque a Umbria Jazz a vedere Caetano Veloso e Stefano Bollani. Così per qualche ora mi distrarrei dalla solita visione apocalittica del mercato Viola. Sperando che una volta tornato da Perugia, non debba scoprire che hanno portato via Milenkovic nella notte per risparmiare la colazione. O forse invece è proprio meglio sperare di venderlo, e se oggi si parla di 40 milioni mi chiedo se chi l’ha valorizzato possa allo stesso tempo deprezzarlo sacrificandolo sulla fascia. Il tema è difendersi a tre o a quattro, o addirittura meglio ancora difendersi al TAS come il Milan. E poi per me è molto più bello il gol al volo di esterno destro di Dabo su cross di Biraghi, piuttosto che quello di Hazard in una eventuale finalina di un Mondiale senza l’Italia. Meglio Montiel di Sterling e Vlahovic di Lukaku. A chi già trova modo di fare polemica per la sostituzione di Montiel chiedo quanto ha giocato invece Maxi Olivera, e se anche lui è un fantasista. E mentre ancora non riuscite a smettere di pensare a Nastasic e a Savic, io invece, anche perché grazie a queste due cessioni mi ritrovo una difesa migliore, non ho mai smesso di pensare all’intervista di Franca Leosini a Sabrina Misseri. Quindi se siete preoccupati per Milenkovic io allora spero che lo vendano. E quando Pioli nella prossima stagione dimostrerà definitivamente il suo valore potrò dire che io sono sempre stato avanti, avendo per stasera biglietti di platea in Fila A intanto dico che sono davanti.

sabato 14 luglio 2018

Gli ubriachi siamo noi


C’è anche il problema inverso. Non girano solo bufale che scambiamo per notizie vere, esistono anche notizie vere come l’acquisto di Ceccherini che il Bambi spera siano delle bufale. Ce ne beviamo troppe insomma, più di quanto abbiamo creduto avesse fatto Junker. Di fatto gli ubriachi siamo noi. Io comunque tra quello che dicono gli esperti di mercato e le cicale, visto il vigore, la costanza e l’autorevolezza, credo più a quest’ultime. Vi chiederei piuttosto chi è che porta la bandiera di quelli che non trombano, così ho un riferimento per accodarmi. Noi che non abbiamo certo i sensi di colpa tipici degli sciupafemmine. Il fatto che tutti i giorni io scrivo e voi commentate tutte cose che non c’entrano un cazzo con quello che ho scritto renderà più complessa del previsto la via che mi porterà ad essere un accomodante e sorridente vecchietto. Questo luogo nasce per offrire un bicchiere mezzo pieno al viandante del terzo millennio, mentre chi lo frequenta di solito mi lascia i vestiti impregnati di scetticismo. Qui passano friggitori d’incredulità, diffidenti fumatori di sigaro. E alla fine un po’ perché sto diventando quel vecchietto di cui sopra, un po’ per il vostro pessimismo che profuma l’ambiente, mi stanno venendo le piaghe da nedubito. Non ci resta che capovolgere il blog e il vostro scetticismo verrà accolto con una standing ovation. Altrimenti rimaniamo così come siamo, chi con la nostalgia di quando non vincevamo niente lo stesso, e chi come me che guarda sotto il tetto dove ritornano le rondini, quella si che è nostalgia.

venerdì 13 luglio 2018

Tempo che passa


Mi rimane difficile capire questo coinvolgimento sulla possibile vincitrice qualora ci fosse un Mondiale senza l’Italia. Mi si dirà che è la passione per il calcio, ma continuo a non capire lo stesso perché si preferisca una piuttosto di un’altra. Malgrado mi piaccia la passera rimango indifferente al fatto che Belen venga trombata da Iannone piuttosto che da Stefano De Martino. Ma forse siete solo dei guardoni. Intanto ieri per festeggiare l’acquisto di Ceccherini ho acceso uno zampirone alla citronella. Cosa mi fa più paura di questa estate? Non certo i preliminari di Europa League o il tempo che passa senza acquisti di un certo peso, ma proprio il tempo che passa e che non mi permetterà più di salire sul materassino senza sembrare goffo. Tempo che passa e che segna il volto di Bargiggia. Tempo che passa mentre per il mio contapassi non sono ancora rientrato dalle ferie dello scorso anno. Tempo che passa mentre il seno perfetto non sta più nella Coppa Rica. Per fortuna è tornata Giovanna, e se non possiamo ancora dire bravo a Corvino almeno possiamo dire; “Brava Giovanna brava”.

giovedì 12 luglio 2018

La vita è troppo breve


Al Bambi l’acquisto di Ronaldo a 33 anni a quelle cifre rimane incomprensibile come lo spot di un profumo. Ho provato a parlargli del merchandising, degli sponsor, ma lui l’unico ritorno che capisce è quello di stare insieme a una donna che cucina bene e che rompe i coglioni come le altre, ma almeno cucina bene. Poi mi sono detto che si vive una volta sola e che non mi va di sprecare il tempo a spiegare al Bambi la differenza che c’è tra Pasalic e Ronaldo. Troppo breve anche per vedere due partite nella stessa giornata e così ho deciso di vedere solo il 10 a 0 della Fiorentina invece dei soliti supplementari della Croazia. E sempre perché la vita è breve e ho deciso di non vedere più di una partita nel fine settimana, solo se mi viene il torcicollo e mi si blocca dalla parte sbagliata vedrò la finale del Mondiale senza l'ltalia invece di quella di sabato contro l’U.S. Borgo. Il Bambi invece l’ha preso male l’acquisto di Ronaldo a prescindere da tutte le bischerate che posso dire io, lui lo riconosce subito un buongiorno che non lo vuole, a partire dai biscotti sbriciolati. Siccome io a colazione mangio lo yogurt bianco intero con i mirtilli e il miele (tutto rigorosamente italiano), evitando il problema dei biscotti, gli ho detto che sono sempre più convinto che Messi è il miglior giocatore del mondo. Poi guardo il cielo e al massimo mi posso chiedere se è la giornata giusta per Pasalic.

mercoledì 11 luglio 2018

Il mio gioiello vintage preferito


Forse Capabio mi ha proprio cambiato, non è sufficiente indossare sandali alla moda ed avere le unghie dei piedi smaltate se i talloni sono di cartongesso. Mentre la penna è rimasta il mio gioiello vintage preferito, con il suo declino quelli come me si ritrovano a prendere atto delle doti impressionanti che hanno i figli nell’uso dello smartphone, quando io e quelli della mia generazione facevamo la firma di nostra madre meglio di nostra madre. A me che non cade mai il telefono e giro orgogliosamente senza cover, mentre il modello Neymar di Tommaso ha pure l’airbag. Comunque le nuove generazioni sono molto più easy della nostra, quanti formalismi per noi mentre Tommaso quelle con la piscina le chiama addirittura per nome. Oggi le ragazze affrontano con molta più spavalderia quelle giornate di mal di testa e fitte alla pancia, pagando senza fare le storie che facevano le nostre, il prezzo per avere qualche giorno di poppe molto gonfie. Noi corteggiavamo per trombare, oggi non corteggia più nessuno, gli unici che lo fanno sono quelli che ti scrivono per farti fare la revisione alla macchina. E se qualcuno mi chiede di dimostrargli quanto sono uomo gli apro il barattolo dei sottaceti. Per non parlare dei tifosi segnati dal tempo che ormai vedono solo il bicchiere mezzo vuoto, quelli col buio dentro, assorti nei propri pensieri, intenti a fare le ombre cinesi, con quella maledetta giraffa che non gli viene mai. Intanto se ci fosse una finale del Mondiale senza l'Italia si servirebbe del Bordeaux invece della birra trappista.

martedì 10 luglio 2018

La granita buona per la granata



Chissà se Bukowski e Oscar Wilde hanno mai detto qualche minchiata come Bucchioni. O come il Bambi che è del parere che quando si ama qualcuna veramente bisogna anche avere la forza di lasciarla andare se è quello che vuole veramente, e poi denunciarla per abbandono del tetto coniugale. Il Bambi sa benissimo che compreremo solo giocatori mediocri e venderemo campioni, sa che Pioli è un ceppicone, sa che i Della Valle hanno i braccini corti, che Lafont non è bono, e che Firenze non è Lecce, ma non sapeva niente della relazione tra la sua ex e l’istruttore della palestra. Quindi bravo, ma non bravissimo. E poi c’è un aspetto che lo riguarda, un problema comune però anche a molti altri, ma di cui la politica non parla. Un po’ come il fenomeno degli immigrati che è nettamente inferiore a quello degli italiani che emigrano (ma di questo la politica non parla). Insomma, il Bambi che è comunista dai tempi di Berlinguer, da quando è diventato vegetariano non può più nemmeno mangiare i bambini. E mentre i radical chic di Capalbio stanno dietro le quinte io spero di starci in mezzo. Comunque la mia paura più grande non è l'autofinanziamento, ma dopo aver assistito per anni a disquisizioni tecniche minuziose su questo o quell’altro giocatore, un giorno venire a scoprire che chiamate granita siciliana dei pezzetti di ghiaccio con il Last al limone.