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sabato 30 aprile 2016

Titolo originale: "Quello che i tecnici non dicono" (Fiorella Mannoia)

 
Bene l’intervista di Sousa, schietta, diretta, del resto (quando non è mancia) è sempre vero quello che dicono i tecnici. Specie quando non si capisce quello che dicono. Mentre è giustificato dai fatti il grande scetticismo nei confronti di chi non è tecnico, con picchi di rabbia e delusione per chi è economo o fratello maschio di altro fratello maschio. Non fa una grinza, alla faccia del lifting. E comunque pur avendo fiducia estrema negli allenatori, forse perché sono fratello maschio di sorella femmina (la foto vuole proprio dimostrare come la gente ami e festeggi soprattutto i fratelli di sesso diverso), la mia bici la lego lo stesso. Belle poi le parole del Marasma anche se con un italiano più stentato "Qualcuno pagherà per questo!", riferite alla malaugurata ipotesi di un addio di Paulo. Frasi importanti che ho sentito fare solo alla cassiera della Coop mentre passava il pecorino di fossa. Non vorrei rovinarvi il fine settimana, ma a proposito dei Della Valle le sfighe sono come le rose: arrivano sempre a multipli di dodici (anni). Dovete avere quindi ancora un po’ di pazienza perché sono appena scattati i secondi dodici. Oggi si gioca ma la partita passa in secondo piano dopo la bellezza delle parole uscite dal cuore di Paulo. Un sunto dell’intervista prima di salutarvi per andare a comprare il pecorino di fossa. Concetti che evidenziano i tre errori da non ripetere nella vita: innamorarsi dell’allenatore sbagliato (per non perdere il gusto del quarto posto), lavorare sottopagati (per non perdere la giusta tensione di gioco, e poi staccare la spina per periodi abbastanza lunghi), fare il cambio degli armadi ad aprile (se questo è addirittura peggio del turnover di Paulo).

venerdì 29 aprile 2016

L'omelette, l'inconscio e il vivavoce

 
 
L’estate sta finendo (piumone torna, ti posso spiegare), non solo il campionato. E siccome la prossima settimana sarò a Bressanone per il sottoattraversamento dell’Isarco, se siete d’accordo posso noleggiare un Piper da Peretola al Brennero per gettare volantini contro la sua chiusura (e se proprio il muro si deve fare, che sia eretto il più alto possibile in modo da parare quest’aria fredda). Tra le tante domande sul futuro che vi butto lì come fossero dadi, non solo chi sarà l’allenatore del prossimo anno (stamani per colazione mi sono fatto un omelette con l’uovo che avevo), o se faremo i preliminari di EL, ma soprattutto: poppe o culo? Seguito da un meno pruriginoso: vuoi più bene alla mamma o al babbo? E a seguito di questa ondata di antidellavallismo, devo precisare che "a me mi" non si dice tranne che nel logo del Marasma "a me mi hai rotto le palle caro Della Valle". In quel caso va bene perché è rafforzativo. Sapevate che vendi la Fiorentina il nostro subconscio vendi la Fiorentina assorbe messaggi che vendi la Fiorentina sente vendi la Fiorentina e ci influenza a compiere determinate azioni? Quindi cominciate a scrivere tutti così, inframezzate le vostre considerazioni con frasi vagamente invitanti alla cessione, con la speranza che leggano anche solo distrattamente. Ieri intanto, di ritorno da Bergamo mi sono accorto di essere invecchiato (senza aver vinto niente negli ultimi quindici anni), me ne sono accorto quando dapprima ho pensato di vedere una persona da lontano con un vassoio di pasticcini che parlava da solo, quando si è avvicinato mi sono reso conto che invece stava parlando al vivavoce dello smartphone. Ormai solo uno vecchio (dellavalliano) poteva pensare al vassoio di pasticcini.

giovedì 28 aprile 2016

Non ci sono più i quarti posti di una volta

 
Sono completamente slegato dal contesto delle vostre discussioni, sono a giro per cantieri (oggi Bergamo) e non so quindi cosa siete riusciti ad addebitare di nuovo ieri ai Della Valle. Andando per cantieri disseminati sul territorio (il 1° luglio intanto si mette in moto la TBM a Campo di Marte e parte lo scavo meccanizzato per realizzare il Passante dell’Alta Velocità) conosco invece bene la potenza espressiva dei dialetti degli uomini che ci lavorano. Lo senti comparando un "I tuoi cari estinti" con "Chitemmurt" e "Mortacci tua". Per il resto immagino che siamo sempre nel solito vicolo cieco del “via i Della Valle da Firenze” al quale rispondo, ma che ne sapete voi di quando puntavo allo scudetto nel girone di andata, voi che non avete mai fatto le interurbane di nascosto. E siccome non apprezzate nemmeno lo sforzo con il quale cerco giornalmente di elencarvi tutti i meriti della proprietà, ho deciso di fondare un social in cui posso scrivere tutto quello che voglio senza che gli altri mi rompano le palle. Si chiamerà Moleskine. Non ho più intenzione di impegnare giornate intere ad esaltare i quarti posti, tanto non ci sono più i quarti posti di una volta, se ne sono andati insieme alle mezze stagioni e a Prandelli. Le nostre posizioni sono ormai definite e in antitesi come da foto. E già che ci sono non voglio nemmeno più compiere gli anni perché corre voce che se ne compi troppi poi muori. Quindi basta parlare sempre di cose brutte che poi generano solo negatività, visto che per la prima volta scende l'aspettativa di vita in Italia, finalmente una buona notizia, dopo tanto soffrire per il mancato arrivo di Mammana. I tifosi milanisti intanto coronano il sogno al quale anche voi aspirate tanto, quando si dice che il Milan potrebbe avere un presidente cinese, s’intende che Berlusconi non vende ma continua con i lifting. E’ una bella dritta questa, approfittatene suggerendo a Diego e Andrea di vestirsi con ampi abiti lunghi fino ai piedi noti come "kandoura" o "dishdasha", solitamente di cotone bianco, anche se stoffe più pesanti e di colori più scuri possono essere utilizzati in inverno. Un piccolo copricapo bianco di maglia, il "gahfia" o "tagia", è ricoperto dal "gutra", lungo telo di cotone bianco o talvolta, in inverno, di stoffa di lana rossa e bianca. Il "gutra" è tenuto fermo dall’"igal", una doppia treccia di lana nera che incorona il capo. E lo sceicco di Sant'Elpidio è servito.

mercoledì 27 aprile 2016

Sguardi che corrispondono

 
Lo capisco il disagio di chi è infastidito dai Della Valle. Due persone brutte. E questa situazione incresciosa la può capire meglio ancora chi ha la moglie brutta, e quando viene l'idraulico flirta solo con loro. Comunque, a me Della Valle o non Della Valle, nessuno può vietare di cantare “We are the champions”, e non importa se l’unica cosa che ho mai vinto è stato un paio di Tod’s inviatemi da anonimi (il timbro postale è di Morrovalle ma io non conosco nessuno lì) per ringraziarmi di quello che scrivo sul blog. Questa caccia alle streghe mi ricorda tanto le persone sovrappeso che pur di non affrontare la prova costume stanno godendo del ritorno del freddo. Certo, mandare via la proprietà è molto pratico, lo riconosco, ma solo se sei un vegano che per un picnic si accontenta del prato. O se fai il tifo per il Leicester, oggi utilizzato dalla medicina alternativa anche al posto degli antistaminici per combattere il polline che si posa sui fatturati. Non dico che siamo ingenerosi noi tifosi, dico però che più che "dei fiori nei vostri cannoni", metterei del sapone per il viso nei vostri bidet. E’ più appropriato visto che da queste parti ci siamo dimenticati di essere (tra un trionfo e l'altro) retrocessi due volte e falliti una (un 2 a 1 nella partitella in famiglia). E non credete a chi vi dice che i fallimenti fanno crescere, perché sennò a quest'ora dovremmo essere in grado di cambiare le lampadine senza lo scaleo. E invece di lamentarvi dei DV, mi sarei aspettato una presa piccata sullo scandalo vero che ha investito il calcio e che vede  Padoin vincere più scudetti di Maradona e Pelè messi insieme. Mentre a quelle tifose Viola che hanno ormai la testa altrove, dico che lo sceicco (il principe azzurro dei giorni nostri), è già passato mentre erano in bagno. Io non ho paura del futuro coi Della Valle, sono ottimista e pronto a dimostrarlo mettendomi la camicia bianca prima di mangiare gli spaghetti con le vongole. Potrei dire che si tende a cercare sempre ciò che non si ha, e per questo si ama tanto la passera. Mi limito a dire invece cose più scontate come quella dell’erba del vicino. "Ma com’è che non cambi mai idea sui Della Valle?" Mi state chiedendo questo? Perché ho paura delle persone che rivedono spesso le loro posizioni, per me non sono affatto intelligenti come si dice, sono solo individui che si filmano mentre trombano. Vorrei condividere le vostre preoccupazioni sul futuro di questa squadra, vorrei, leggo però il vostro sconforto senza il supporto delle vostre espressioni, che mi rivelerebbero invece se il vostro sguardo è da pennichella o da Lexotan. Se il vostro nick insomma corrisponde allo sguardo di Nick, quando parlate male dei Della Valle. E allora vi chiedo solo una cortesia, non state sempre lì a guardare se si vince qualcosa, perché è come l’acqua: se la guardi non bolle mai.


martedì 26 aprile 2016

I nipoti dei partigiani

 
Non mi meraviglio affatto, sono sicuro che persino nei forum di cucito c'è gente che vorrebbe mandar via chi detiene il ditale. E’ l’eterna ricerca del "dopo" che combatte i preliminari, l'antipasto, la prefazione, gli aperitivi, le attese. Ho letto sempre in quel forum di una conservatrice bigotta, che mentre ricamava faceva presente a quelle che cucivano a macchina, che delle volte "l'ante" è molto meglio di ciò che arriva dopo. Punti a croce di vista. Capisco perfettamente che inizia ad essere decisamente demoralizzante vedere quanto devi scorrere indietro per trovare il tuo anno di nascita nel menù a tendina, senza prima imbattersi in nessuna vittoria. Ricordo quando ci fu la sollevazione popolare per non far venire Ranieri, quel giorno di fatto abbiamo generato il "dopo" del Leicester. E oggi facciamo il tifo per gli inglesi proprio perché lo sentiamo un po’ anche nostro quel miracolo sportivo. Del resto se non ci fosse stata la cancrena a una gamba del Re Sole non ci saremmo mai inventati il doposole, oppure se non avessimo trovato palloso il gioco orizzontale di Montella non ci saremmo leniti l’insofferenza con il dopobarba. Anche la cinematografia ha scritto pagine memorabili sull’argomento con “The Day After”. Ieri sono usciti tutti i fans di Prince e sono entrati tutti i nipoti dei partigiani che adesso vogliono liberare Firenze dai Della Valle.  So che per questo motivo vi piace ricordare i partigiani che combatterono e vinsero contro i tedeschi, con reti di Rossi, Tardelli e Altobelli. Pensate che bello, via i Della Valle, e così dopo saremo finalmente liberi di fare quello che vogliono le nostre compagne. Si, dobbiamo pensare che senza di loro possiamo finalmente vincere, così come hanno fatto l’Atletico Madrid, il Verona di Bagnoli e speriamo anche il Leicester del bollito Ranieri, oggi rifatto con le cipolle. E basta una volta per tutte con questa storia dei fatturati e dei diritti tv. Si basta davvero! A quelli per i quali le dimensioni non contano (vedi foto) chiedo solo l’accortezza di non rimanere mai in mezzo all'oceano, dentro a una barchetta bucata, con un cucchiaino da caffè.

lunedì 25 aprile 2016

Siamo nati per sentire freddo


 
C’è gente ben oltre la cinquantina che continua a drogarsi, e a questo punto non si sa se per colpa della Fiorentina o della Fornero. Sta di fatto che la squadra ha dimostrato contro una Juve micidiale, che avrebbe potuto fare molto di più in questi ultimi mesi se solo non avesse staccato la spina. Magari è proprio questa la cosa che dispiace di più, molto di più del rigore sbagliato, che non c’era e che fa il pari con quello non concesso per fallo di Rugani su Alonso. Dispiace di più anche del gol regolare annullato a Bernardeschi e della traversa di Kalinic allo scadere. Mi davano dell'intelligente e promettente, quindi non mi spiego proprio come abbia potuto fare questa fine. Stare qui a dispiacermi per aver abbandonato il piumone e dopo un giorno tornare da lui in ginocchio. E’ così, siamo nati per sentire freddo malgrado la sciarpa Viola al collo. O forse proprio per quella. Ma oggi non chiamatelo lunedì, è più una domenica 2.0. Ed è questo alla fine il bicchiere mezzo pieno dopo una partita nella quale la Juve tira solo due volte in porta ma vince perché è la più forte.  E non neghiamolo: ci piacciono stronze e tifose Viola, con le poppe grosse e un bel culo. Zitte e brave in cucina. Ma adesso che ci penso tifose Viola non è importante. Insomma, una Fiorentina bella e coraggiosa non basta davanti a una Juve cinica e a un arbitraggio insufficiente. Atteggiamento aggressivo, pressing e possesso palla veloce preceduto da una splendida coreografia. Juve pericolosa in contropiede ma la Viola concede poco. E purtroppo anche un grande Buffon. Il secondo tempo si gioca addirittura a una sola porta, pareggio Viola che dura meno di una sveltina, Allegri indovina i cambi e Morata riporta in vantaggio la Juve. Per non farsi mancare niente del repertorio tipico del tifoso che sente freddo malgrado la sciarpa Viola al collo, o forse proprio per quella, sarà rigore sbagliato al 90° e poi traversa nel recupero. Errare è umano, ma a un certo punto devi tornare a casa (dove magari la vera bellezza la trovi negli occhi di chi ti guarda).



domenica 24 aprile 2016

Ormai anche il meteo ha capito

 
La mia proposta è quella di spostare le festività in altri giorni a caso del calendario, perché ormai il meteo ha capito quali sono e fa tempo di merda. Così come gli allenatori della altre squadre quando incontrano la Fiorentina. Sanno come giochi e non li freghi più. Vediamo se stasera riusciamo almeno a ritrovare lo smalto di un tempo, quello che non ha mai perso il Signor No. E’ rimasto una carogna, evidentemente perché ha fatto una preparazione migliore della nostra. Sarà una serata da ricordare? Basta che non sia come le mie siciliane: la sera leoni, la mattina preparazione H. Non so cosa ci riservi il futuro, ma fare scorta di lubrificanti non è da considerarsi un eccesso di pessimismo quanto invece una sana prevenzione. Il segreto a questo punto della stagione è far credere che quest’anno gli addominali e il quarto posto non vanno di moda. Intanto Inter-Udinese rimarrà nella storia del calcio italiano perché per la prima volta sono stati schierati 22 stranieri in campo dal 1° minuto. Niente italiani, così come quando faranno un film sulla mia vita sarà un film dove non ci saranno scene di sesso. 6 brasiliani, 4 francesi, 2 colombiani, uno sloveno, un giapponese, un croato, un montenegrino, un argentino, un greco, uno svizzero, un portoghese, un serbo e un ghanese, insomma un po’ come avere una montagna di tempo e preferire il mare. Ed è stato così fino al 76° quando è entrato Pasquale, che almeno è un vero concentrato di italianità. Tutta questa pappardella solo per introdurre il tema delle anomalie ed arrivare al vero nocciolo del problema, in un periodo della stagione dove già la doccia è più importante del rispetto, devo dire con grande rammarico (e non mi riferisco a quei fascisti dentro che li riconosci da come fermano gli autobus), che ormai tira più un paio di giga che un carro di buoi. Per stasera poi sono molto combattuto, ho una speranza legata però anche a una grande preoccupazione, ho paura di vincere, andare in Paradiso, e scoprire che non c'è nessuno che conosco.

sabato 23 aprile 2016

Le due facce della stessa medaglia

 
Guardando "Rischiatutto" mi viene in mente: "Mercati di gennaio famosi da 10.000", "Usi e costumi marchigiani da 5.000", "braccini da 2.000", "striscioni offensivi e polemici da 1.000" e "checche isteriche da 3.000". Anche se l’unico vero "Rischiatutto" per me rimane la roulette russa ne "Il cacciatore" diretto da Michael Cimino. Ho in frigo un barattolo di sgombri scaduti che comunque dimostrano più vitalità della conduzione di Fabio Fazio. E per tornare invece al mio periodo d’oro, quando cioè puntavo allo scudetto, e che giustamente mi rinfacciate tutte le volte che volete rivalervi su di me, devo dire che ci sono cose che sai fin dall'inizio che non accadranno mai. Eppure ci credi, fino all'ultimo. Perché certe speranze un po' te le devi. Io lo so perfettamente che mi considerate un povero poeta, e che quando vi addormentate tra le braccia della persona che amate pensate a quanto fortunati siete mentre io dormo pensando ai gamberi rossi crudi di Mazara del Vallo. So anche che ieri la Beatrice dalle poppe grosse ha destato un certo interesse, ricordo ancora che per sottolineare i suoi pregi gliele coloravo con l’evidenziatore. Ma non ci sono stati solo i momenti d’oro della Beatrice e delle sue poppe grosse che sfidavano con sfrontatezza la forza di gravità, come quando la squadra sfidava il fair paly finanziario dall'alto della classifica. Ci sono anche certi oggi e certi ieri dove hai fatto e devi fare i conti con la realtà, il crollo della squadra negli ultimi mesi fa il pari con quando comprai l'ultimo modello di bambola gonfiabile, talmente realistica che non me la dava. Le due facce della stessa medaglia insomma.

venerdì 22 aprile 2016

Il sushi delle Caldine

 
Visto l’arco temporale che passa tra la vittoria di un trofeo e l’altra, non conviene vincere per non fare la fine di chi non vede l'ora di andare in pensione per godersi in pace gli ultimi sei mesi della propria vita. Per questo bisogna ringraziare i DV, che invece fanno di tutto per allungarcela. Basta solo non star lì passivi a subire questo periodo buio, ma cercare di sfruttarlo al meglio per dormire. Ieri a questo proposito, per sdrammatizzare un po’, ho parlato al telefono col Bambi della qualità del pesce crudo che ho mangiato in Sicilia. Niente, l’ha presa male, fino ad arrivare a parlare del sushi che per lui è come la madeleine per Proust: dice che gli ricorda la sua giovinezza, quando usciva con una delle Caldine che non curava l'igiene intima. Intanto gli unici veramente felici delle parole di Padoan sul fatto che bisogna lavorare fino a 75 anni, sono Totti e i tifosi romanisti. Voi mi direte che la vittoria della Fiorentina cambia la giornata, ed è vero, così come la sconfitta, però ieri ho sopperito alla grande, in fondo anche se ci sono poche cose che ti rendono felice come la vittoria della Viola, un’altra l’ho trovata. Sono riuscito ad immetterti in strada sulla valle dell’Anapo prima del trattore con venticinque macchine dietro. E a chi non sente neanche i benefici nell’anticipare i trattori, ricordo che 52 anni fa nacque la Nutella, il primo antidepressivo acquistabile senza prescrizione medica. Nella foto il risultato del Milan che è stato fermato in casa da un vigile di Carpi. Morale di questa giornata di campionato e della favola della vita: più passa il tempo e più mi rendo conto che la gente muore.

giovedì 21 aprile 2016

Sono stato più bravo di Sousa

 
La scelta giusta non sono stati solo i gamberi in pasta kataifi, ma quella di non vedere la partita. Non mi piacciono le supercazzole in portoghese, scusate ma sono un purista della materia. E se proprio devo fare un’eccezione, molto meglio allora quelle in marchigiano, che se anche hanno una flessione dialettale non ottimale ci permettono di stare a buoni livelli da molti anni. Insomma, ormai dopo ogni intervista del mister, non vedo l'ora di avere 80 anni, una panda rossa e un cappello. E una BMW dietro che sfanala. Quasi quasi rimpiango i tempi di quando si moriva democristiani. Anzi, facciamo che mi date adesso la metà dei soldi che mi spetterebbero di pensione e quando avrò 75 anni vi do il permesso di uccidermi. Sembra che non sia nemmeno lui il responsabile della squadra e quindi anche di questa apnea nei mari inquinati della crisi tecnica e motivazionale. Mentre di motivazioni la squadra ne dovrebbe avere vista la classifica, non dico tanto per cercare di superare l’Inter (non sia mai arrivare quarti, vorrebbe dire equipararsi ai risultati di uno scarso come Montella), quanto almeno per guardarsi alle spalle. Così qualcuno oggi si lamenterà perché la Fiorentina arriva sempre lì lì, a "quel punto" dove non sai se sei carne o sei pesce. Diciamo come quando sei in tramvia e non sai se restare in piedi e sbattere il pacco in faccia alla gente o sederti e avere il viso ad altezza dei culi. Poi qualcuno mi spiegherà, se gli avanza tempo, come fanno quei giocatori che hanno l'auto con il rilevatore di stanchezza, come fanno cioè la mattina a farla partire. Stremati da un mercato di gennaio inadeguato (quindi neanche un mercato, ma evidentemente più una specialità multipla e usurante tipo decathlon), che gli ha costretti a sfinirsi, e che secondo molti avrebbe fiaccato anche le ambizioni dell’allenatore. Scontento, demotivato e deluso, come chi preferisce andare a cena che vedere la partita, e che ritiene il mancato acquisto di Mammana una fortuna a questo punto, vista la gestione del turn over. E’ difficile tradurre in spiegazioni attendibili cosa può essere successo a una squadra che giocava il più bel calcio, e non mi fido affatto di chi identifica la carie nel mercato di gennaio, così come non mi fido dei traduttori egittologi, perché non posso credere che ai tempi non ci fosse nemmeno uno che scrivesse “POPPA” coi geroglifici. A tutto c’è un rimedio comunque, anche quando le cose precipitano e sembra che non ci possa essere un’altra prospettiva. No, non è così, certe donne hanno la capacità di far apparire bella ogni frase da loro detta, anche la più banale tipo "la Fiorentina ha perso anche a Udine". Io le chiamo "donne dalla quarta in su". La Beatrice dalle poppe grosse è stata quella che più di tutte mi faceva superare i risultati negativi. E scusate se oggi sono così positivo, ma è arrivato quel periodo dell'anno che non riesco più a guidare concentrato. Stronze. Insomma, non è per vantarmi, se ieri sera sono stato più bravo di Sousa nelle scelte (soprattutto quella di non guardare la partita, poi a seguire quella dei piatti), ma appartengo a quella categoria di intellettuali che ancora oggi, di fronte ad un "a scanso di equivoci", fanno una finta come Edmundo.



mercoledì 20 aprile 2016

Verso Siracusa

 
Io non ho mai dovuto pagare per il sesso, e anche a Cefalù, non a caso, la connessione a Internet era compresa nell’importo della camera. Per quanto riguarda invece la parte logistica, il cannolo vero  è naturalmente quello che te lo riempiono all’istante. Una rivincita nei confronti di quei menù dove mettono la pizza con l'ananas come monito di come la nostra società potrebbe andare a finire. Società non intesa come Fiorentina. E per amore di un qualche filo conduttore che ci lega a un destino, sono bastati solo un paio di giorni sull’isola per farmi un harem di persiane, che naturalmente alla fine se le sbatte solo il vento. Oggi vado a Siracusa, e di Cefalù mi rimarrà il colore del mare, il sapore dei gamberi rossi crudi, certi contrasti di luce, e a proposito di contrasti, sul lungomare, quegli occhi da cerbiatta e allo stesso tempo quell'aria da mignotta. Stasera è già campionato (anzi, il Napoli ha già passeggiato non a Portici ma sotto i portici) e mi pare strano, qua in Sicilia, senza nessun pensiero alla Viola, e non so se per questo motivo mi potrebbe dare più noia una sconfitta della Fiorentina oppure arrotolare lo spaghetto coi ricci attorno al manico della forchetta. Perché poi quando sei in trasferta in un posto bello, col lavoro che si fa interessante, ti esalti anche per certi particolari (vedi foto), la verità del resto sta tutta nei particolari e nei piccoli gesti. Se ti infili il preservativo è difficile che poi vuoi solo parlare. Che è poi la differenza tra l’uomo e la donna, a noi d'altronde basta poco per essere felici: mangiare, bere, dormire, trombare e non capire un cazzo (non è vero che i venditori televisivi uomini venderebbero l'anima per un nuovo cliente anzi, ve la regalano se acquistate il set di pentole).



martedì 19 aprile 2016

Con pacatezza

 
Ho sentito gemiti provenire dalla camera di fianco, dev'essere che a Cefalù qualcuno c’è che ha detto SI alle trivellazioni. Stanotte in Sicilia il vento sbatteva le persiane, ma gli ayatollah non so se l'hanno presa bene. Come invece benissimo ho preso io certi gamberi rossi crudi. E poi i dolci siciliani, così dopo una commovente ricotta locale, lavorata per accasarsi, focosa e passionale, tra lingue di gatto fatte in casa, è bastata una vendemmia tardiva di Grillo per farmi ricordare che al referendum non si sarebbe raggiunto il quorum, Oriana Fallaci lo aveva previsto. Cefalù è già piena di turisti e infradito, e ho trovato addirittura più presunzione di quella che ho mostrato io quando parlavo di scudetto. Due ragazzi hanno chiesto a una tipa se prendeva il traghetto con loro, lei invece ha preferito fare due passi. Non so se servirà per le indagini, ma ho visto anche l’uomo col cappello. Oggi vi lascio un tema da trattare, che un po’ nasconde anche più di qualche sospetto, quando cioè dicevate che se non avessimo rafforzato adeguatamente la squadra a gennaio, poi sarebbero stati cazzi amari. Come fate a sapere che i cazzi sono amari? Si, va bene la Sicilia, il mare, la pasta con le sarde, i colori. Si, tutto bello, però sono venuto qua per lavorare, e così con la pacatezza e il senso del dovere mi accingo ad affrontare una nuova giornata: “Pe pe pe pe pe pe pe pe pe, zarzueeera, zarzueeeeeraaaaaaaa, A-E-I-O-U-Y, brigitte bardot bardot, ay ay caramba, ay ay caramba, brasiiiiil, la la la la la la la laaaaaaaaaa eeeeeee meu amigo charlie brown”.

lunedì 18 aprile 2016

Per dimenticare Mammana mi fumo due cannoli

 
Soprattutto nei primi venti minuti ho rivisto la Fiorentina scomparsa dopo l’immalinconimento di gennaio, lo stesso effetto che mi ha fatto rivedere la madre della Mila al Mercato Centrale, che non vedevo da così tanto tempo che infatti non era sua madre ma era lei. Rimane, grande, la sensazione che con una gestione diversa da parte dell’area tecnica, troppo demotivata fino a lasciarsi travolgere dalle "marmeggiole" di mercato, oggi saremo a lottare per la CL. Anche se per molti è l’esatto contrario, e le responsabilità sono solo della società che ha demotivato il gruppo non intervenendo adeguatamente a supporto delle ambizioni cresciute come se fossero erbacce. Gli stessi che dicono che la marijuana dà dipendenza, solo perché non hanno mai provato le gocce per stappare il naso. Comunque sono vicino a quelli che sono rimasti delusi per il mancato arrivo di Mammana, e allo stesso modo mi stringo alle famiglie di quelli che hanno digitato "lesbo" su Google e hanno trovato solo foto del Papa in Grecia. Non so se Sousa abbia trovato l’interruttore giusto per riaccendere la squadra (se l’ha trovato aggiungo finalmente), di sicuro si è riacceso il sinistro magico di Ilicic (e fanno 13), Gonzalo e Alonso tra i migliori, poi frullatore Borja Valero a marcare il territorio in lungo e in largo, mentre Kalinic, tignoso si, ma ancora in cerca del senso del gol (ne sbaglia 2/3) smarrito insieme alla sentenza Salah. In serata, con lo spoglio delle pagelle, verrà stabilito che Vecino non segnerà mai per mancanza del quorum. La giornata poi ha detto anche che Borriello ama farsi detestare dalle ex, e che è Consigli "uno di noi" altro che Viviano. Io vi dico invece che non garantisco niente in questa settimana che trascorrerò tra Cefalù e Siracusa. Torno venerdì e se non riuscirò ad essere puntuale come al solito, compenserò con tutta una serie di comunicati del tipo "Siamo molto simili", che è un modo per insultare una gran quantità di persone. Ho messo in valigia le polo, anche se pur essendo adatte ad affrontare le belle giornate siciliane, sono diventate un capo di abbigliamento che ha avuto un’evoluzione chiacchierata, ai miei tempi infatti era di moda alzare il colletto solo quando ti facevano un succhiotto sul collo. Sarò scontato, anche se non volo low cost, ma la terna arbitrale non mi è piaciuta affatto, diciamo troppo distratta per fischiare i fuorigioco del Sassuolo, e così evinco che per ogni libero arbitrio, ci sono sempre due liberi guardalinei.

domenica 17 aprile 2016

Storie di referendum



 
Bisognerebbe fare un referendum per abolire il mercato di gennaio che ci ha trivellato i sogni, e che alla fine è stato come per chi è andato a Lesbo carico di aspettative, e poi ci ha trovato i migranti. E uno bisognerebbe farlo perché è anacronistico che nel 2016 continuiamo a distribuire ancora i biglietti da visita, praticamente solo per fare un favore a chi si fa le canne. Un referendum anche per regolare i rapporti tra chi ha un blog e chi lo frequenta, perché se chi lo gestisce vede il bicchiere mezzo pieno, ma chi lo frequenta continua ad avere un rapporto piatto con le emozioni della stagione, rimarrà sempre un blog a cui manca la tovaglia. Oppure due referendum in contemporanea in modo da non dare all’altro il vantaggio di conoscere il risultato, e così capire se c’è più affluenza in quello sull’abolizione del pessimismo negli stadi (SI o NO agli striscioni del tipo "mai una gioia") oppure in quello un po’ più effimero sulla moda in curva (SI o NO al colletto alzato della polo). Qualche briciola di intelligenza ce l'ho anche se faccio questi discorsi, che credete, non la mostro solo perché non amo lasciare sporco in giro. E poi perché in un blog non c’è una colonna sonora, altrimenti sentireste come il verso di un cormorano, mentre in realtà è la Rita che urla perché dovevamo uscire per andare a mangiare la pizza da Berberè in piazza de’ Nerli. Mentre io ero ancora al salone dell'immobile. Il referendum che mi fa più paura però è quello SI o NO ai DV, perché non vorrei che alla fine, quando vinceremo finalmente qualcosa, ci sia qualcuno che si ritrova come mi ritrovo oggi io con il tatuaggio "viva la vida loca" sul polso, in evidenza quando stendo il braccio per buttare la spazzatura. Il referendum ha solitamente il difetto di essere troppo diretto, o SI o NO a qualcosa, mentre spesso ci vogliono strategie più articolate e raffinate per raggiungere il proprio obiettivo. Anche perché il rischio è che ci sia scarsa affluenza per la troppa brutalità della domanda. Quindi se c’è un referendum che non farei mai è quello sulla risoluzione del contratto di Cognigni, ve lo ritrovereste sempre lì, quindi se non si riesce a sconfiggerlo alle urne, dovete farvelo amico, e poi invitarlo alla comunione di vostro figlio. Mentre voterei SI a quello sulla vittoria della Fiorentina contro il Sassuolo e No alla messa in ordine coatta della camera da letto di Patti Smith. Il mio referendum preferito? SI al finanziamento privato di un tatuaggio sulla passera di qualsiasi ragazza conseziente, a patto che me lo faccia toccare ogni volta che glielo chiedo.



sabato 16 aprile 2016

Gli arbitri potranno finalmente rispondere alle domande

 
I gatti quando attraversano la strada corrono sempre, tranne quelli neri che rallentano e ti fissano. Loro sanno. Secondo me a leggere tutti i suggerimenti che diamo per risolvere i problemi della Fiorentina, anche noi sappiamo. Infatti, una delle certezze della vita che sappiamo meglio, oltre a quella di denunciare l’esigenza di un restyling dell’organigramma societario, è quando diciamo: "questo teniamolo che può sempre tornare utile". E  alla fine non tornerà mai utile. Forse c’è una cosa che non sappiamo, una sola, visto che dalle formazioni di Sousa si evince subito che non sarà una buona giornata, per un’ottima giornata bisogna invece controllare quando il reggiseno è accoppiato con la mutanda, allora lì si che ci sono delle buone probabilità. Quando mettiamo in dubbio le competenze dei dirigenti Viola dovremmo essere solo un po' più umili, e ricordarci di quando giravamo con il frontalino dell'autoradio in tasca. Intanto domenica non c’è solo la Fiorentina contro il Sassuolo, si vota. Speriamo di ricordarmi come si fa. Devo essere saggio e tenere conto che la mia libertà finisce dove comincia quella di Renzi. E poi che il successore di Casaleggio sarà il figlio Davide, come accade nelle più avanzate democrazie dirette del mondo. Alla fine non mi importa nemmeno se al referendum vince il sì o il no, basta che non trivellino dopo una certa ora che la gente dorme. Ho trovato chi in questo momento si lamenta più di noi per Benalouane, sono gli organizzatori del Salone del Mobile, che vorrebbero un calendario più favorevole, che gli permettesse di arrivare prima di Vinatily, perché questo gli consentirebbe di vendere un sacco di mobiletti dove mettere il vino. Ridotta di una giornata la squalifica di Higuain, vi ricordate Borja Valero vero? Ci diranno che il Giudice Sportivo tiene conto del referto dell’arbitro, poi la Corte Sportiva di Appello della Federcalcio che avrà tenuto conto degli atteggiamenti irriguardosi di Bonucci che non è stato nemmeno squalificato. Insomma, il festival della discrezionalità, una tipicità quella degli arbitri, unica, e che presto diventerà un presidio dove ci potremo confrontare, e dove finalmente potranno rispondere. Se gli chiedi di una ragazza  acqua e sapone che fa sesso orale, Irrati ti dirà che si è trattato di un pompino, mentre per Gervasoni solo di un bidè (nella foto un takle regolare secondo Calvarese, comunque con espulsione di Cuadrado per simulazione).

venerdì 15 aprile 2016

Sfruttiamo meglio le soffitte

 
Le teste pensanti sono molte e variegate, come le verdure in una giardiniera, quindi troveremo sempre un cavolo di responsabilità da assegnare ai Della Valle. Anche fosse solo di Bruxelles. Sott’olio o fresche che siano. L’ultimo esempio è stata l’apertura al pubblico dell’allenamento, tanto invocata precedentemente, quanto bocciata adesso. La stessa cosa di quando bere il caffè ti rende nervoso quanto non berlo. Prendiamo il Bambi, che per lui i Della Valle sono dei “braccini”, allo stesso tempo però quando prende l’autobus chiede agli anziani di alzarsi e di farlo sedere, perché sostiene di averne diritto in quanto è lui che gli sta pagando la pensione. Siccome è convinto che l'anello di congiunzione fra l'uomo e la scimmia sono proprio quelli che sull'autobus si attaccano alle maniglie e iniziano a dondolare, con questo teatrino evita di far parte di questa triste statistica. E a chi mi dice che per colpa di questa società abbiamo dovuto riporre i sogni in soffitta, dico che avere una soffitta ti consente di poterci trovare un Caravaggio. Pensa a chi non ce l’ha nemmeno la soffitta. Certo, anche per gli ottimisti ottusi come me non sono tutte rose e fiori, penso alla rabbia che mi prende quando voglio sentire una canzone triste ma non sono triste, e allora devo pensare a chi non ha sognato lo scudetto quando eravamo primi. Poi però tutto ritorna sereno, quando una volta pronto per farmi i miei 5 km di corsa, alla fine la macchina riparte. Il Bambi invece, dopo la sconfitta di domenica ha preso un’altra bella mazzata, e non mi riferisco alla Rai che dopo Riina gli ha scritto di pagare il canone in biglietti di piccolo taglio, non segnati. Ma al fatto che ha letto del concerto di Gino Vannelli a un centro commerciale alle porte di Roma, e ha percepito che la propria giovinezza fosse in svendita. Ragazzi, dopo le scie chimiche, il mercato di gennaio, e i carnivori, il nuovo nemico sono le piattaforme nel mare. Vi anticipo che il prossimo saranno gli ombrelloni troppo vicini a ferragosto. Ma io lotto contro tutte queste negatività, come sempre, e lo faccio con quello che più di tutto manca ai giovani tifosi. La grinta che hanno solo i vecchi sognatori come me, e che poi vogliono passare la spesa normale alla cassa Salvatempo. Perché il tempo guadagnato lo vorrebbero passare più volentieri con quelle tre a farsi spiegare il passaggio evolutivo che ci siamo persi, e che va dalle fritture della nonna al sushi.

giovedì 14 aprile 2016

Non aprite quella porta

 
No non lo fate, non ne avete bisogno. Non è a voi che manca l’equilibrio, sono io l’anomalia. Sono io quello ubriaco di Fiorentina, così come quando ancora brillo di allenamento a porte aperte vado a fare la spesa alla Coop, poi mi intervistano all’uscita, e confesso di amare la Conad. E’ per questo che non vivo certe sconfitte come "ferite che non si rimarginano", ma al massimo come pellicine delle dita che non c’è bisogno di continuare a tormentarsi. Non solo sono incosciente, cerco di minimizzare anche con il Bambi, che però dopo la sconfitta con l’Empoli sembra non riuscire più a reagire. Non lo vedevo così giù da quando si misurò l’uccello col righello dalla parte dei pollici pensando che fossero centimetri. Poi il crollo dopo aver verificato che i trofei in bacheca non sono misurabili neanche in pollici in quanto proprio inesistenti. A niente è valso dirgli che in amore vince chi capisce che in amore non si vince mai. Cerco di curarmi da questa dipendenza scrivendone tanto, in questi anni di blog l’ho fatto tutti i giorni, tempo che avrei dovuto occupare per fare sesso un sacco di volte, questo è quello che mi ha detto il dottore dietro quella porta. Ma gli editoriali sono gratuiti, gli ho ribattuto. Quando le cose non vanno bene, non vanno bene, questo è pacifico e ha ragione lui, il trucco dell’alcolizzato però sta nel non far notare al vecchietto con la panda che vai di fretta. Tutto qua. E dopo una crisi c’è sempre una ripresa, è morto Casaleggio ma è rinato Vauro. Ci sono poi delle invenzioni che spingono i più deboli come me a cadere nel vizio, da certe maglie e da certi occhi non si torna più indietro. Invenzioni come lo scudetto creano dipendenza, o come quando scopri che il parcheggio non esiste, ma che è solo un invenzione dei produttori di cartelli stradali "P". Si, sono un ubriacone di Fiorentina, sarà per questo che Vinitaly concluderà anche quest'anno con la solita frase di rito. "Lei con la sciarpa Viola, scusi signore, se ne deve andare, dobbiamo chiudere”

mercoledì 13 aprile 2016

La fortuna di essere tifosi Viola

Attenzione, potreste svegliarvi anche felici. E’ un po’ questo il motivo che mi ha spinto ad aprire un blog. Rendervi cioè coscienti di quali sono i terribili effetti collaterali dell’essere tifosi Viola. Se ancora non avete capito la fortuna che vi è capitata, è solo perché mi spiego male io. E’ chiaro che questo non è un blog indicato per quelle persone così insoddisfatte che direbbero che c'è poca passera pure se partecipassero a delle orge lesbo. Essere troppo negativi modifica il corredo cromosomico della nostra vera anima di tifosi Viola. Mio nonno che primo mi portò allo stadio, quando parlavamo di donne mi diceva sempre "falle ridere", io a mio nipote dirò "trombale". E così via. Bisogna migliorare la specie fino a quando un giorno vinceremo anche noi. Sappiate che la dignità non l’abbiamo persa quando è saltata la trattativa per Mammana, quella è stata solo un’operazione che non è andata a buon fine. La dignità è finita quando ci hanno dato la possibilità di fare foto senza spendere soldi. Se non avete la giusta sensibilità per apprezzare la fortuna che il destino ci ha regalato, c’è comunque sempre un piano B. La stagione poi aiuta, e quindi potreste frequentare i parchi che sono luoghi meravigliosi. Mentre i figli giocano, i genitori possono rilassarsi stando sottovento alle coppie che si fanno le canne. Il tifoso Viola è felice perché a differenza di tutti gli altri cerca la donna col cappello, e non l’uomo. Perché essere tifosi Viola aiuta anche a superare dispiaceri sentimentali, ieri al Bambi è arrivata l’ufficialità della fine della sua storia d’amore. L’ex compagna l’ha scaricato inviandogli una foto di Zamparini. Lui ha reagito prontamente inviandogliene due, quella di Andrea Della Valle e quella di Mario Cognigni, quest’ultima per regolare la parte inerente al trattamento di fine  rapporto (prevalentemente la restituzione dei regali). Insomma, io quest’anno ho visto per lunghi tratti una grande squadra, la più bella del campionato senza ombra di dubbio, mi ha emozionato e inorgoglito, ho portato questa felicità con me ovunque andassi. Fino a Mormanno, e prima di Renzi. Oggi rimane una grande squadra che vive un momento di difficoltà, ma ciò non vuol dire che sono cambiati quei valori. O quella mia felicità. Quindi se la mattina mi sveglio felice, rido mentre faccio colazione, e poi esco di casa col sorriso, non è perché sono un drogato. E’ solo perché sono un tifoso Viola.



martedì 12 aprile 2016

E' Sousa l'uomo col cappello


Sono d’accordo con chi ha sbrigato la pratica delle responsabilità individuandole nella società rea di aver frustrato le ambizioni di squadra, tecnico e tifosi, ma solo se siamo d’accordo anche sul fatto che per un'ottima pizza fatta in casa servono solo due ingredienti: un telefono ed un fattorino. Sennò possiamo continuare a pensarla tranquillamente in maniera diversa, del resto questa è la stagione in cui gente in infradito cammina accanto a quella con gli anfibi e gli uni pensano degli altri che non capiscono un cazzo. Meno male che in aiuto ci viene Vinitaly 2016, che rappresenta la cosa migliore che si possa fare in questo momento: bere per dimenticare. Certo che se fossimo tifosi del Barcellona non avremmo bisogno di dimenticare niente, però non lo siamo, e allora in certi momenti la Viola diventa la più odiosa al mondo, come quando ti mandano un WhatsApp mentre stai morendo dalla voglia di riceverlo da un’altra. Dal Barcellona appunto. E’ Sousa l’uomo col cappello, e i DV l’anno capito da come guida...la squadra. E a chi mi dice che sono uno che si accontenta dei quarti posti rispondo, forse, e che invidio chi è riuscito a vedere un italiano suonare il mandolino. Mentre mi preoccupo di quanto possa soffrire il lunedì all'idea di doverci affrontare tutti. Menomale che passerò la prossima settimana in Sicilia, a partire proprio da lunedì quando sarò a Cefalù, e quindi dopo il Sassuolo potrete chiedere la testa di Angeloni (se non l’avete ancora fatto la notte quando dormo) senza nessuna opposizione da parte mia. Oggi sono a Ravenna e quindi potete chiedere il pignoramento dei beni di Rogg senza il contraddittorio di uno che si accontenta di essere tifoso della Fiorentina. Diciamo di uno che si accontenta in generale, al contrario di chi vorrebbe vivere una vita all'altezza dei propri sogni, a me basta invece sorpassare questo cavolo di trattore. Comunque mi affascina incredibilmente scoprire ogni volta che siamo ancora tutti vivi. Malgrado i DV. E poi tranquilli, ho la prova (unico blog) che la fiorentina (in foto) è al centro dei pensieri dei Della Valle.  



lunedì 11 aprile 2016

Casette d'Ete Invaders

Per comodità si tende a dare la colpa a una persona sola, 2 se proprio son fratelli, così come si usa il dado per fare il brodo. Di solito è il mister, oppure la società in quanto soggetto (quindi sempre uno) esercente attività d’impresa (nel diritto e nella ragioneria). E’ la necessità sommaria di trovare un (1) colpevole, dopo che la fretta dei tempi ci ha insegnato ad essere sintetici, quasi acrilici. Si salvano solo i giocatori che non sono giudicabili in quanto ormai rose troppo ampie, e poi stanchi e delusi. Del resto quattro punti nelle ultime sei gare sono la testimonianza della loro spossatezza mista ad amarezza, disillusione, disinganno, insoddisfazione, sconforto, scontentezza, scoramento, avvilimento, disappunto, e anche un po’ di frustrazione. Si sa che i soldi non fanno la felicità. Specie se lo stipendio è pagato puntualmente. Se occorre diamogli l’intera settimana di riposo, tre giorni sembrano davvero pochi per recuperare chi è stato spremuto come uno Sfusato Amalfitano. L’Empoli in serata ha ringraziato i DV perché è solo grazie alle loro responsabilità, se sono riusciti a vincere una partita dopo tre mesi. E l’industria dei videogame, sempre pronta a cogliere l’esigenza del potenziale cliente, tenendo conto che in Toscana ci sono molti cacciatori amareggiati dai risultati della Fiorentina, ha fatto uscire un gioco che è una via di mezzo, e che quindi permette di sparare sugli invasori marchigiani anche quando la caccia è chiusa. Questo essere sintetici, ricercatori acrilici di responsabilità dei nostri tempi, ci aiuta molto anche quando dobbiamo rispondere a domande che non siano solo quelle sul calo di rendimento della squadra, quando insomma ci contestano che sulla griglia ci sono almeno 4 cm di ruggine, possiamo tranquillamente ribattere che basta accendere il fuoco per disinfettare tutto. La società non ha alimentato le ambizioni e la squadra si è ripiegata su se stessa (povera), più o meno è questa la giustificazione che in molti danno al rendimento in picchiata. Un po’ come dire che bisognerebbe costruire le città in campagna perché l'aria è più pulita. Mi spiego meglio (o peggio), noi arriviamo in ritardo in ufficio per il quinto giorno consecutivo, e alla richiesta del boss di spiegargli il significato di tutto ciò, rispondiamo che il significato è che finalmente è arrivato il venerdì. Lascio volentieri questo circolo vizioso, preferisco il mio: l'appetito vien mangiando. E visto che si riconduce sempre tutto al pensiero acrilico, bisogna fare attenzione perché a pensarla così alla fine si rischia di seguire una dieta basata solo sulle offerte del supermercato. Mentre in questi giorni di caldo e di crisi di risultati, prima di qualsiasi evacuazione dalla passione tenete sempre ben presente che prima la doccia, poi le donne e i bambini.



domenica 10 aprile 2016

Le speranze del Bambi

Ieri davanti ai tanti tifosi Viola palestrati che però non hanno saputo reggere il peso del sorpasso dell’Inter, ho cominciato a sudare freddo. Si, insomma soffro di claustrofobia difronte a menti chiuse al controsorpasso. E poi basta lamentarsi. L’atteggiamento giusto è quello di certe tifose, a me infatti piacciono molto quelle donne che non essendo venute a letto con me non si sono mai lamentate. Resta chiaro che dopo cinque partite senza i tre punti, e ancora di più dopo il gol di Icardi, oggi a pranzo non ci rimane che vincere. Così come ti rendi conto che è l’ora di lavare i piatti solo quando giri il caffè con un coltello. E se poi le cose non andranno come sperato, all'ultima spiaggia ci apriremo un chiosco. Se è vero che a Firenze siamo sempre divisi, tra pro e contro, e all’aperitivo vedi gente con in mano bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti, adesso c’è la necessità improrogabile di unirsi senza distinzioni per combattere la piaga del consenso all'uso dei fottutissimi cookie. Il Bambi che è pessimista e sostiene che oggi si perde, mi ha anche detto che nella pubblicità della nuova Ford C-Max c’è qualcosa che non torna, e non essendo il conto dell’ortolano come sempre, per lui al  bambino che da il calcetto sotto la macchina e gli si apre il portellone, poi gli si spaccano anche i denti. Del Bambi non mi da noia il fatto che vede complotti ovunque, ne mi infastidisce più di tanto il suo pessimismo ad oltranza, mi fa specie che vuole insegnarti come va il mondo del calcio, ma intanto gli si vede la canottiera sotto la camicia bianca. Per fortuna che almeno non invidia più il mercato del Milan, mentre a proposito di erba del vicino, gli è rimasta solo quella voglia di andare a Bora Bora, così, per capire se è peggio che andare al Castellani (nella foto il Bambi che va a Empoli).

sabato 9 aprile 2016

Perdersi in mille rivoli di scaramantica avversione all’orgasmo

Le interviste della Leosini sono meno insistenti delle richieste di chiarezza. Del resto anche un vegano non lo è veramente se non lo ripete almeno quattro volte in una sera. Io mi salvo da questo scetticismo compulsivo grazie al mio rinomato tempismo. Quello che regola la felicità. E che poi mi permette di arrivare primo ai buffet, di arrivare primo quando apre una nuova cassa, di arrivare prima degli anziani alla Posta. E anche di arrivare a godere del primato in classifica prima che sia troppo tardi. Il Bambi, che mi invidia perché anche lui avrebbe voluto godere invece di perdersi in mille rivoli di scaramantica avversione all’orgasmo, mi ha confessato ieri che avrebbe voluto avere un conto corrente a Panama, ma che sarebbe andato in rosso al primo viaggio per ritirare il libretto degli assegni. Gli ho risposto che ci dovrebbero essere più borse di studio per la ricerca delle gioie. Per cancellare quel muso lungo tipico del tifoso Viola, che supera di gran lunga anche quello della Jaguar E-Type. Perché il segreto sta nel vivere la propria normalità con assoluta serenità, entrare senza problemi in un bar e chiedere un caffè normale, aspettando che il barista esca dal bancone per un lungo abbraccio. Saprei anche come farvi apprezzare Benalouane agendo sulla psicologia spicciola che muove il consumismo. Mettergli una didascalia "Ultimo disponibile" sono convinto che vi indurrebbe a comprare persino un kilt fucsia taglia 56, figuriamoci un difensore. Poi è successo uno strano episodio a casa di Roberto che ha un forno Diladdarno, non so se è un nuovo modo di chiedere il pizzo, ma aveva 20 libri di Riina in soggiorno. Boh, forse è solo ammirazione, un po’ come la mia, visto che non ho un forno ma ho tutte le biografie dei Della Valle e la storia di Civitanova Marche, rilegata a mano e autografata da Mario Cognigni.

venerdì 8 aprile 2016

La simulazione c'è sempre stata

Non si può lottare contro Cognigni e allo stesso tempo accettare passivamente una convenzione internazionale che fa sì che i display dei bancomat vengano sempre istallati contro luce in modo da non farti vedere un cazzo. E non vi dico certo di "Crederci sempre non mollare mai" come faccio io, se poi non ne siete capaci, ma almeno fatelo scrivere dentro gli ascensori. L’errore infatti non è stato Benalouane, ma mandare il figlio di Riina a Porta a Porta come un Renzi qualunque, quando c’era l’isola dei famosi. Mentre tra i nomi del Panama Papers, spunta fuori il Milan, che è quello a metà classifica. Insieme a Verdone: Bianco, rosso e tanto nero. Quando vi leggo che criticate tutto e tutti, mi vengono in mente i fashion blogger che pontificano: "e le calze cosi no, la gonna cosi no, i pantaloni cosi no". Oggi ho scritto l’editoriale in pigiama per paura dei vostri strali. Solo perché io voglio bene a tutti quelli che lavorano per la Fiorentina, e voi al massimo solo al tipo fermato dalla Polizia un attimo prima che passate. Si, proprio voi che vedete l’organigramma societario più come una micosi, e a me non mi accettate solo perché cerco sempre di essere me stesso, ma un po' meglio. Specie quando dico che il culo sodo è bello, ma il culatello di più. Se non credete in me siete degli atei, oppure avete un grande intuito. Perché alla fine io per molte donne sono stato quello che per voi è la Fiorentina: solo una delusione. Si piastravano i capelli per ore per far colpo su di me che a letto duravo un minuto. La Beatrice dalle poppe grosse, che non ebbe il tempo nemmeno di simulare l’orgasmo, lo fece con il reggicalze.




giovedì 7 aprile 2016

Un nuovo coro ai DV sulle note di Giorgia "Tu mi porti su e poi mi lasci cadere"

Siamo di nuovo alla richiesta di chiarezza, il pensiero sanscrito più ricorrente. Una potente Opel "Mantra" che sfreccia in città. Ricorrente come quando durante una lite lei chiede "cosa hai detto?" e tu rispondi "quello che hai sentito" perché hai paura a ripetere ciò che hai detto. Anche se da queste parti si fa più fatica ad ascoltare chi parla di autofinanziamento e fair play finanziario. Da qui gli schieramenti, i soliti inossidabili Guelfi e Ghibellini, o due tipi di persone più comuni: quelli che escono di casa col giramento di coglioni, oppure quelli che inzuppano i cantuccini nel vinsanto. Ogni generazione ha suoni traumatizzati che assocerà per sempre alla morte: i nostri nonni avevano le sirene dell'allarme antiaereo, noi le interviste di Cognigni. Ci sono sale di attesa e di disattesa, nelle quali il requiem di Mozart fa capire ai tifosi a cosa si va incontro dopo certi mercati di gennaio. Belli i tempi in cui nessuno diceva "belli i tempi quando..." e si pensava solo a godersi il momento del "salutate la capolista". Voi vi lamentate perché vorreste solo uomini di calcio in società, ma poi vi lamentate perché Raffaele Sollecito è diventato opinionista di cronaca nera per TgCom24. E vi opponete alla conduzione della rubrica "Navigare sicuri" assegnata a Francesco Schettino. E’ oltre un decennio che vedo tifosi indignati e non ho mai visto un indignato risolvere un problema. Gli stessi che oggi parlano di Panama e che hanno la Postepay con 5 euro di credito. Insomma, tutti Rambo col bidet con l'acqua calda. Che fossimo una tifoseria piena di problemi l’avevo capito quando parte della Fiesole fu riconosciuta negli spot dove si urlava "Italiaaaa Unoooo". E come se già non bastassero i problemi derivanti dalla malagestione societaria ci si mette pure un palinsesto televisivo ancora più subdolo del perfido Diego, quello che prevede su Canale 5 la partita di Champions, e su Italia 1 Dirty Dancing. Tanto per fare litigare i tifosi anche in casa e non solo sui blog. Un palinsesto che divide e che mortifica di più del mercato di gennaio, insomma, come quando andate al supermercato di gennaio per comprare le fragole che servono nella dieta, e vicino ci sono milioni di bombolette di panna. Mai una volta che il caffè arrivi a letto da solo, è invece la mia personale recriminazione della stagione. E’ evidente che sono molto più umile di chi aspirava a Mammana.



mercoledì 6 aprile 2016

Sistema limbico


Vi sarete chiesti più volte del perché mi piaccia così tanto Cognigni, vero o presunto che sia, ma quel tocco di loscaggine con il quale ammanta certe operazioni, lo rende, così come Maria Elena Boschi, molto più attraente. Tipo Catherine Deneuve nei film di Bunuel. Lo sviluppo della stagione ci ha poi insegnato che il sistema limbico deve essere la parte del cervello dove l'asticella è sempre più bassa. E sempre secondo la mia personale teoria sull'evoluzione del campionato, i tifosi non discendono dalle scimmie ma dalle pecore. Mentre la mia intelligenza si manifesta tutta nel saper parlare di niente. E a questo proposito, sapete cos’è successo quando eravamo primi, parlavo di scudetto e voi mi ripetevate di raffreddare i bollori, la stessa cosa di quando per vincere l'eiaculazione precoce durante il sesso mi hanno consigliato di pensare alla morte. Ora, quando vedo un carro funebre eiaculo. La vostra è l'eterna lotta tra il bene, la sete e il frigobar della stanza in hotel. Siete così razionali e capaci di non liberare gli entusiasmi che certe volte penso che siete cresciuti credendo che per "criminalità organizzata" intendessero malviventi con tutti i cassetti in ordine. Della serie: nasci, cresci, studi, lotti, lavori sodo, ami, soffri, rinasci, vai al bar e chiedi solo una brioche vuota. Insomma, non potete girare con il suv da 70000 euro e poi passare  i dossi a 10 km/h. C’era da godere e creare la magia, ma avete avuto paura di lasciarvi andare. Di buono c’è che molte squadre vanno addirittura peggio di noi, e questo ci aiuta, la stessa cosa che è successa a Bertone che deve aver pregato tanto, e Dio l'ha accontentato con il Panama Papers, uno scandalo così grande da oscurare il suo. Ma cos’è successo allora alla squadra? Semplice, stavamo per vincere finalmente qualcosa e ci siamo interrogati sul concetto di vittoria e sul suo significato esistenziale (seghe mentali). Naturalmente ne hanno approfittato Verona, Frosinone e Samp per pareggiare.



martedì 5 aprile 2016

Panama Papers

È chiaro ormai a tutti che con il mercato scandaloso di gennaio fornito a mo’ di alibi a squadra e tecnico, puntate all'infermità mentale. Quel Gennaio After dove anche Enel Energia ha cominciato a chiamare la sera a cena per farvi risparmiare sulla bolletta della luce in fondo al tunnel. Io che non sono tipo da cercare attenuanti, e dopo aver saputo per primo che vincevamo lo scudetto, una volta resomi conto che so troppe cose di me stesso, sono costretto ad eliminarmi. Altro che infermità mentale. Troppo facile. PG e DG sostituiranno AC e DC nella nostra storia, sembra infatti che il Prima di Gennaio sia un po’ come il Prima delle Sneakers, dove ti chiedi se la gente avesse avuto i piedi. E come erano belli i lunedì Prima di Gennaio, da lì in poi sono cambiati i nostri sogni. DG ogni lunedì ci alziamo dal letto con la sola voglia di essere parrucchieri. E mentre ancora pensate a quel mercato, non vi accorgete del dramma dei potenti non inclusi nei Panama Papers, infuriati con Cognigni per tutte quelle tasse versate. Intanto che io vi esorto a non fare troppa confusione e a crollare con eleganza, in cambio mi rinfacciate di essere stato poco attento, e che quindi l’avrei dovuto capire molto Prima di Gennaio che sarebbe stata una vita di merda la mia, da quando cioè i 6 spermatozoi arrivati prima di me si ritirarono misteriosamente. Bella l’iniziativa di FB, al quale possiamo aderire con responsabile senso della sicurezza, si chiama “Stai bene? Dillo a Facebook”. Un modo social di fare evacuazione assistita. “Partita Inter-Torno del 3 aprile a San Siro: trova velocemente gli amici interisti che erano nell’area coinvolta e collegati con loro. Conferma che stanno bene se ne sei a conoscenza”. Già attivato il collegamento Empoli-Fiorentina del 10 aprile al Castellani.

lunedì 4 aprile 2016

Scaricare la colpa è il download preferito

L’unica verità innegabile è che non ci riesce più vincere, poi i motivi per i quali affondiamo nella palude del pareggio, li possiamo discutere, e trovare a prezzi stracciati su Facile.it. La colpa più a buon mercato di tutte (spese di spedizione gratuite)  è quella che vede il mercato di gennaio dal quale attingere l’origine di tutti i mali (ci lavorava anche Salah Abdeslam). Ma visto che prima di quel terribile gennaio vincevamo spesso, scelgo la scusa che costa di più, e che indica come colpevoli i tempi che cambiano. Una volta il sabato sera era più propizio, oggi infatti i tifosi che vanno su Facile.it, sono ormai più contenti se riescono a tornare a casa con la patente che non con una bella passera. E’ il tempo dei maestri, di sesso con dildi, dei maestri di vita sul divano, e delle maestre in cucina col dado. Tempi che oggi ci dicono che il Napoli non vincerà niente, che la Lazio prende l’imbarcata nella partita peggiore, che l’Inter perde in casa con il Toro e il Milan a Bergamo. Tempi di ritiri punitivi per molti, gli stessi tempi che sembrano dirci che quel 1,5 milioni a Babacar forse sono un errore, colpa sempre dei DV, come sarebbe stata anche se non avesse rinnovato. Anzi di più. Il Baba è la delusione maggiore per me, Ilicic invece si riaccende anche se non basta, e molto bene anche Tatarusanu che alla fine tira fuori due interventi prodigiosi che ci salvano dalla palude della sconfitta. Il pressing è ormai solo un ricordo, e pensare che al mercato di gennaio sarebbe venuto via a un prezzaccio, mentre di verticale rimane una discesa in classifica che ci vede superati da tutte le altre che ieri hanno fatto a gara per perdere. Da salvare c’è invece l’inizio, con Vincenzo Montella che entra in campo e il Franchi lo applaude a lungo. Si emoziona e ricambia. Su Facile.it è da ricercare tra le rarità di una civiltà calcistica che in Italia è dietro persino a quella delle unioni civili, e alla morosità degli inquilini che non pagano l’utero in affitto. Due gol di ottima fattura, come di apprezzabile c'è stato il duello tra Dodò e Tello. Quest’ultimo proveniente proprio da quel gennaio che alimenta la teoria delle scie chimiche, mentre per variare un po’ sul tema dovevamo riprendere una fischiatissima vecchia conoscenza, e così oggi avremo parlato dei Cerci nel grano. E siccome credo che infierire sui laziali sia vietato da molte organizzazioni umanitarie, faccio il signore e mi limito a mandare affanculo solo Milinkovic Savic. Io che a un certo punto ho creduto allo scudetto, l'ho presa bene, ma pur sempre nel culo. Mi consolo pensando che se Charlize Theron va da Fazio, anche noi possiamo toglierci qualche soddisfazione, e così invece che dal mercato di gennaio attingo al mercato delle idee per inventare la Madonna del Pareggio e unificare una buona parte delle bestemmie Diladdarno.





domenica 3 aprile 2016

Quella sua maglietta fina

Lei è arrivata a casa, il Bambi con la testa già alla Sampdoria le ha detto che stava benissimo con quel taglio. Gli ha sorriso come non faceva di solito e poi ha risposto "sono andata solo a fare la spesa, coglione". E’ finita così la storia del Bambi con la sua ultima compagna, senza ancora sapere nemmeno se gioca Bababcar o Zarate. E nessuno mi toglie dalla mente che li premedita certi finali, sono convinto che l'amore per lui è come un sapone caduto in una doccia comune: tutti ne avrebbero bisogno ma nessuno lo coglie per paura dell'inculata. Si sono fraintesi insomma, lei pensava che l'amasse davvero, mentre lui fingeva di amarla davvero per fare sesso con lei. Lo conosco, adesso mette i sentimenti in frigorifero per riscaldarli in un secondo momento, ma io gliel’ho già detto che non saranno mai buoni come appena sfornati. Tant’è. Ieri sera è tornato agli eccessi, si è fatto un paio di amari, ha portato in salvo l'antico vaso e ci ha pisciato dentro. Il suo problema è stato sempre quello di saper riconoscere le donne da sedurre da quelle da sedare. Poi una considerazione che vi devo per onestà visto che nel periodo di assunzione degli antibiotici per i denti, 6 giorni nei quali vi ho letto senza  far uso di alcol, le cose che dite su Cognigni sono proprio delle stronzate. Mentre una raccomandazione va invece a Paulo Sousa, ci pensi bene oggi prima di rendere nota la formazione, faccia conto di creare un indirizzo mail, non faccia come noi che non pensiamo mai al momento in cui lo dovremo dettare a un altro. Non vorrei rattristarmi insomma con formazioni cervellotiche, che già lo sono abbastanza perché questo è il periodo che i giardinieri hanno tagliato l'erba e non ci sono più le margherite. E quando la mattina mi sveglio in una Diladdarno senza margherite, un altro pensiero fisso mi assale: vincere. Seguito da un altro mezzo, come fosse uno sciame sismico, o un pensiero di assestamento: non capisco i gay come fanno a conquistare gli uomini senza mostrargli le poppe. Anche se quelli ricchi dentro hanno altri parametri come quello di non sapere se una gli piace davvero finché non si accertano che non faccia rumore mentre mangia. A me invece la Beatrice piacque subito dalla magliettina aderente.

sabato 2 aprile 2016

Friggiamo di più


Non c’è da meravigliarsi affatto se un acquisto di gennaio ancora non si allena in gruppo, ne da stupirsi tanto se non abbiamo lo sponsor, o se malgrado la nostra dimensione tutti gli anni arriviamo davanti ad almeno una società con fatturati e ambizioni superiori. Il mondo cambia, e noi invece elaboriamo pensieri sempre troppo statici, mentre il tempo è più dinamico, cambia gioco, ci sposta la palla per allargare le nostre difese. Prendete le dimissioni della Ministra Guidi: ormai quando un uomo chiede la prova d'amore vuole che gli fai passare un emendamento. Invece di preoccuparci di quello che fa Cognigni, preoccupiamoci di quel 99℅ delle volte che qualcuno si rivolge a noi dicendo "tu che sai tutto", perché da un recente studio scientifico si evince che ci sta prendendo per il culo. Non possiamo trovare sempre il modo di evidenziare solo le cose che non vanno, un po’ come quando siamo depressi e allora mangiamo la cioccolata, e poi quando non siamo depressi la mangiamo perché ci piace. Per adeguarsi ai tempi ci vuole tanto senso della praticità nel nostro tifo, se pensate che per mettere il broncio ai DV solo perché non ha comprato Mammana, ci vogliono settantadue muscoli, e solamente dodici per mandare giù un pugno di psicofarmaci. Il tempo passa, il calcio cambia  e ci dobbiamo adeguare anche se ci sembra uno sgarbo quando ci mettono l’esterno sinistro a destra per farlo rientrare verso il centro con il suo piede migliore. Possiamo insomma godere lo stesso anche se lo scudetto non lo vinciamo da 50 anni. Ogni fase della partita e della vita ha il suo perché, basta pensare che oggi il sesso potrebbe essere una delle cose che ci rende più felici, eppure nell'infanzia che è stato forse il periodo più felice della nostra vita, non lo conoscevamo nemmeno. E’ bello invecchiare anche senza vincere niente se però siamo tifosi Viola, che è la gioia più grande. Poi tante altre gioie di tipo diverso, come tutte le cose impanate ci rendono felici perché saranno fritte. Così come ieri quando Tommaso mi ha abbracciato e ha detto: "Sei il babbo migliore del mondo!". Mi ha attaccato un pesce d'aprile.