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domenica 31 dicembre 2017

Oltrarno sarebbe oltremare



Sfortunata nel subire gol (l’incertezza di Sportiello proprio sui piedi di Chalanoglu che trova spiraglio non facile) senza concedere praticamente niente, colpevole però nell’aver sprecato ripartenze su ripartenze sbagliando tutte le ultime scelte di passaggio. C’è un cartellino rosso da ultimo uomo che diventa giallo (un Milan in 10 al 38° del primo tempo dopo i supplementari di coppa Italia evidenzia quanto può essere falsato il risultato dalla topica dell’arbitro), e la conferma che Chiesa aveva davvero bisogno di un turno di riposo. Il sinistro di Biraghi per Simeone (bravo solo nell’occasione) sembra roba già vista ai tempi di Pasqual. Sei e mezzo è il mio voto al girone di andata, anche se vedo sottolineature in rosso, come se ci fosse una tendenza a tifare solo per solidarietà nei confronti della propria passione. A questo proposito allora ha fatto meglio il Centi con il libro scritto dal Pizzichi, 10 € di cui 5 a lui e 5 in beneficenza. Dopo che gli ho detto che il libro faceva cacare ha deciso di non comprarlo e di dare 10 € in beneficenza invece di 5. Di buono rimane la striscia positiva (imbattuti in campionato da 7 turni) che si allunga. Fiorentina non certo brillante ma che almeno fa la partita, anche se schiantandosi su un catenaccio da 240 milioni. E di buono aggiungo anche il punto guadagnato sull’Atalanta che ci permette di riagganciarla, e il fatto che ho finito finalmente gli avanzi di Natale. L’Udinese ci ha riacciuffato è vero, ma io sono pigro e si sa che occorrono meno muscoli per sorridere che per essere imbronciati. Il brindisi di stasera non sarà certo offuscato da rimpianti per Ilicic e paragoni mortificanti con Gasperini. Poi vi ricordo che chi ha troppo finisce sempre per invidiare chi ha poco ma è felice. Vanno bene le lenticchie per chi ama la tradizione, faccia invece attenzione chi è interessato ai bitcoin di Sundas. Permettetemi quindi di non sprecare un desiderio per Oddo, preferisco sognare il mare davanti a Firenze. Sarà per questo che se il mio futuro fosse stato scritto non avrebbe venduto nemmeno una copia. Adesso saluti e auguri. Saluto il 2017 che per me è stato un anno sexy sperando che nel 2018 mi si rizzi ancora. Il Bambi andrà a fare il capodanno yoga, menù a base di frutta, all’alba esercizi e saluto al sole. Tocca a me rimanere a difesa del millefoglie di Giorgio. E se qualcuno vuole venire a salutare l’anno nuovo con me in Oltrarno non si deve preoccupare, vi dividerò in due gruppi, tutti i pessimisti a riempire i bicchieri e tutti gli ottimisti a svuotarli. Buon anno Fiorentina.


sabato 30 dicembre 2017

Quando arriva la sera


O vediamo se oggi a pranzo gli recitiamo Ezechiele 25:17. E se Gattuso in panchina sembra già un azzardo, che dire allora di un’eventuale vittoria di Berlusconi che potrebbe generare un incontro di Stato con Weah? O forse Gattuso traghetterà anche il Governo? E ancora, ma il mondo ha davvero bisogno di un’altra domanda retorica del tipo “giocherà Hagi?”. Si ok la classifica, ma in questo periodo quando faccio il calcolo delle bottiglie di Fonterutoli che uno potrebbe comprarsi coi soldi spesi per i petardi mi viene da indignarmi come Zenga per il silent check che non porta a nessun rigore. Mentre il Napoli è campione d’inverno, e voi sperate nel mercato di gennaio, io punto tutto sui buoni propositi, uno in particolare; cercare una maglietta per Bolle. So che per molti la preoccupazione non può essere il Milan spremuto dal derby, quindi se pensate di avere esagerato col mangiare, stendetevi sul letto per tirare su la cerniera e non si farà male nessuno. Più ansia per la partita o per l’anno nuovo? Se sarà zero a zero allora sarà come quei cinque secondi prima dello scoccare della mezzanotte di domani in cui ti senti emozionato come se dovesse succedere qualcosa d’importante, e cinque secondi dopo non è cambiato una sega. A parte l’aumento di luce e gas. O l’ansia deriva soprattutto dall’acquisto della macchina nuova da immatricolare nel 2018? Si perché quando un uomo ordina una macchina che gli arriverà fra tre mesi, dovrà trascorrerli tutti a guardare video che la riguardano. Per la partita di oggi sono in grossa difficoltà perché tendo a schierarmi sempre per il più debole, e non vorrei soffrire per i rossoneri, non a caso nella puntata di Masterchef ho fatto il tifo per il pollo disossato. Possiamo solo farci un’idea della formazione che metterà in campo Pioli, accettando però che sia un’ipotesi. Poi quando arriva la sera, improvvisa, e finisco le parole, accendo la luce. E’ così che da una certa ora in poi tendo a dare i numeri. Come se fosse un pronostico.

venerdì 29 dicembre 2017

Frasi fatte



Della Valle, Nardella, la questione stadio, la Mercafir, l’aeroporto, chissà se visto il periodo si sono ingrassati pure gli scheletri negli armadi. Io non ne ho mai avuti perché ho sempre preferito le rotondità, del pallone che è rotondo per eccellenza, delle frasi fatte e di quelle che mi sono fatto. Ne ho anche parlato tanto in questi anni, mentre gli allenatori non firmavano per il pareggio e credevano nella buona fede degli arbitri, così oggi vi mostro una foto della Beatrice, ritrovata in una vecchia scatola a righe larghe dove un tempo c’era un pigiama comprato dal Masini. E anche al mio inconscio piacciono le poppe grosse. Lo dico contro il mio stesso interesse di gestore di blog dove spesso ci si riempie la bocca di parole, quando invece sarebbe meglio una poppa. Come sono cambiati i tempi! Ho incrociato la Beatrice in via Maffia, era Santo Stefano, mi ha confessato di aver mangiato un torrone intero, poi mi chiesto se valeva come sesso orale natalizio. Che il 2017 si porti via i dolci serviti nei vasetti, gli ho risposto. Il fatto di non vincere niente ormai da molti anni mi ha completato, oggi ho un aplomb tipo inglese conservatore, rimbalzo tutti con educazione e rispetto, potrei gestire account istituzionali e fregare i troll. Chissà se alle prossime elezioni Spalletti seguirà i suggerimenti di Totò; “Vota Antonio, vota Antonio!” Antonio Donnarumma. L’autofinanziamento è come “Secret escapes” che ci propone viaggi di lusso al prezzo del lesso, con l’aggiunta che a noi manca pure la benzina per arrivare al casello. Oggi possiamo dire che i quarti posti erano entrati a far parte del quotidiano, fino a farci pensare ad una noiosa routine, e così per amarla di nuovo questa vita ti deve prima fare un po’ schifo. Benedetta eliminazione di coppa. Il Bambi non la pensa così, ieri mi ha chiamato per dirmi che aveva pensato di farsi togliere il malocchio di Coppa Italia, allora gli ho fatto notare che magari togli quello e te ne arriva subito un altro di campionato, e perdi pure con Gattuso. A quel punto ha deciso di continuare così.

giovedì 28 dicembre 2017

Amarezza mezza bellezza



Flaubert consigliava a de Maupassant di fare meno sesso e impegnarsi di più per diventare un bravo scrittore. Oggi sarei il suo pupillo nella categorie “blog”. Con questa consapevolezza scrivo che l’avventura in Coppa Italia è finita come finirà quella dei panettoni invenduti a 2 € quando arriverà il giorno della scadenza. Mentre Eysseric ha cominciato finalmente a prendere il caffè con il Dietor. E non è difficile capire che l’attuale situazione ambientale ed economico-finanziaria sia frutto del sistema capitalistico. Il quale persegue il fine del massimo profitto dei Della Valle disinteressandosi della bacheca, dello sviluppo del tifoso e della Coppa Italia. Il Bambi mi ha chiesto se anch’io quando sono triste per un’eliminazione sento canzoni tristi per poi ritrovarmi ad essere più triste di prima. Niente ceppicone, niente Simeone, il derby lo decide Cutrone, e ascolto solo Carosone che mi aiuta a superare i momenti di crisi, perché è facile dire ti amo, più difficile è dirlo dopo aver mangiato la frittata di cipolle di Certaldo. Prendetela sempre con filosofia, con la finocchiona se si tratta di schiacciata all’olio. E in culo se si tratta di interisti ai supplementari. Finché c’è del vino in giro è da veri cafoni lamentarsi per la terza sconfitta consecutiva. Affacciamoci alle finestre, nerazzurri e non, per verificare positivamente che l’erba del vicino non è sempre più verde. Il Bambi non capendo perché Pioli gli resta antipatico vorrebbe avviare una seduta collettiva di analisi dei possibili perché, allora gli ho detto di fare molta attenzione perché qualcuno potrebbe sempre dirgli che in lui vede ciò che più detesta di se stesso. Poi ha preso spunto dalla telecronaca di Galderisi per strumentalizzare l’annosa questione dell’altezza degli uomini, anche se per una volta non ha messo in mezzo Brunetta, ricordando malignamente che la moglie del Nanu è molto più alta di lui. Che probabilmente già da piccola sceglieva buoni partiti e giocava solo con i bambini col pallone di cuoio. Troppo facile dire che le donne più alte si innamorano di uomini più bassi ma decisamente ricchi, la versione preferita dal Bambi quando l’amarezza per un’eliminazione di coppa prende il sopravvento. Ci sono casi invece dove le altre squadre sono più forti e dove le persone s’innamorano da sedute, poi una volta in piedi è già troppo tardi.

mercoledì 27 dicembre 2017

Fallita la prova costume



Poteva anche andare peggio, per esempio ricevere un libro di Bruno Vespa. E poi Dragowski è un bel portiere. Una partita a metà, un po’ come i nostri alberi che sul retro non sono addobbati. Meglio il secondo tempo, anche se a intermittenza come le lucine, e comunque con una sola occasione da gol (lucine cinesi). Tra subentrati e sostituiti non se ne salva uno. Il turnover non paga, e questo spiega (forse) perché Pioli sia così ceppicone da far giocare sempre i soliti. La difesa a tre regge, a centrocampo Veretout lotta e corre come se non ci fosse un domani, lui si abbassa i calzettoni mentre davanti si abbassa la notte, fino a diventare fonda, con Chiesa che per un attimo trova la torcia di quando va via la luce, ma con le pile scariche. La continua pressione e il possesso palla della ripresa sono troppo poco per far fuori una squadra forte e per di più sul proprio campo. Vien da se che Pioli abbia sbagliato a dare spazio ai vari Gaspar (inadeguato su Lulic), Saponara (inadeguato), Sanchez e Babacar (incolori malgrado la pelle). La miriade di palloni persi sono però ingredienti appropriati a una giornata come Santo Stefano, per eccellenza la giornata mondiale del microonde. Anche la Fiorentina si è quindi adeguata alla tradizione del riciclo e ha messo a tavola una partita riscaldata. E se è vero che Santo Stefano è quello che andava a comprare la Citrosodina per tutti, servirà anche a noi per digerire questa eliminazione dalla Coppa Italia. Rimanendo ostinatamente in tema devo dire che Eysseric non ha superato la prova costume di Babbo Natale. Per cui l’habitat di un giocatore appesantito dopo il pranzo di Natale è all’interno di una tuta. Non in campo. In Saponara ho visto l’aria di sfida tipica degli avanzi. Per onestà devo dire che anch’io sono uscito provato dal pranzo di Natale, mi sono presentato davanti al televisore con l’approccio sbagliato, senza la fame necessaria, indispensabile motore del tifo che poi si trasforma in capacità di spingere la squadra oltre l’ostacolo. Ho provato a muovere il pallone col pensiero per indirizzarlo nella porta della Lazio, come voleva fare Troisi in “Ricomincio da tre” con il vaso, ma alla fine mi sono arreso. Peccato, se non si fosse trattato di spostare il pallone avrei potuto usare il solito Viagra.

martedì 26 dicembre 2017

Come le star


Come ormai da tradizione il Bambi ha lavorato solo mezza giornata, da quando si è accorto che spacciare pile la mattina di Natale rende di più che rubare portafogli sull’autobus. Un periodo non per tutti proficuo, muoiono infatti tutti quei rosiconi che avrebbero dovuto prendere le medicine per il fegato lontano dai pasti. Poi nel tardo pomeriggio al bar di piazza San Felice si è accesa la solita discussione, per una volta non sulla probabile formazione di oggi, ma tra i più religiosi che a proposito di vino sostenevano che Gesù aveva invitato a berlo in compagnia (bevetene tutti), mentre per quelli che non hanno fatto i chierichetti l’invito era piuttosto di finirlo (bevetelo tutto). Sempre i più religiosi hanno messo in guardia gli altri sul fatto che Gesù se ne sarebbe accorto se uno di loro avesse mandato a tutti i contatti WhatsApp lo stesso messaggio di auguri. Comunque, già da quando il vino era cominciato a entrare in circolo che si parlava male dei parenti assenti. Sono stati aperti i regali e purtroppo anche i supermercati. Per un Natale diverso la nonna non ha regalato a Tommaso i soliti 100 € ma bensì 150, poi l’immancabile effetto placebo a fine pasto degli amari che fanno digerire, e infine ho proposto di aiutare a casa loro chi diceva che oggi non ce l’avremmo fatta a passare in semifinale di coppa Italia. E alla fine anche il presepe si è fatto un selfie tutti assieme. Ma non è finita, dopo l’amaro e la grappa di Brunello, anche il redivivo liquore abruzzese alla genziana di quello che va a piazzare le fototrappole nel parco nazionale per vedere gli orsi. Ho trovato anche falsità in quelle persone fuori forma che hanno dato colpa al Natale mentre lo erano anche prima. Fuori forma come Saponara intendo. E’ Natale ma allo stesso tempo anche giornata mondiale della saponetta alla lavanda. Niente sciarpe quest’anno? Poi siamo usciti e ho messo il cappotto sopra il pigiama. Come le star.

lunedì 25 dicembre 2017

Natalè Viola


L’ho preparato come una partita di cartello questo Natale, per le prove generali di ieri ho aperto una bottiglia di Negroamaro. La scelta del vitigno? Per stare vicino a quelli del Fronte Gobbo Interno che non se la passano bene, per i risultati Viola e per il naufragio dello ius soli che non gli permetterà di diventare juventini come i genitori. E quando penso agli altri, penso anche all’altro me, quando eravamo quattro amici al bar di via Romana che volevano cambiare il mondo, e oggi mi ritrovo a scambiare video cretini su WhatsApp. Penso che dovrei iscrivermi in libreria e non in palestra. Mentre grazie ai negozi sempre aperti, ieri sera passando davanti alla Conad ho visto entrare Giuseppe e Maria. Sarà un Natale modesto, senza stadio di proprietà e bacini d’utenza importanti, così potremo chiedere solo un po’ di serenità, quando invece ci comprerà Babbo Natale allora andrà bene anche la busta. Intanto come buon proposito prometto che se anche non ci metterà la difesa a tre contro la Lazio, non invaderò la Polonia. Lo so, le parole di Andrea sono di quelle che un Natale lo sciupano, ma quante volte avete detto basta e poi vi siete comunque finiti il pacco di patatine formato famiglia, certe passioni sono così. A tavola anche quest’anno vincerà la tradizione? Spumante batte champagne? Hagi giocherà almeno a tombola per le feste? L’invito è quello di godersi in pace questo Natale e di ricominciare ad attaccare Pioli solo da Santo Stefano, giusto per il suo onomastico. Sciogliamo comunque i sogni nel rosso rubino intenso tendente al granato di un Brunello. Natale, quello dei profumi e dei sapori che ti fanno ritornare bambino. Quello della famiglia. E quello degli ambi gridati al primo numero. Quello dei regali sbagliati. Pensiamo a chi sta peggio, al Milan che malgrado 240 milioni riesce a passare un Natale di merda. Così come non vi fidate dei Della Valle non fidatevi nemmeno di quelli per cui un cibo vale l’altro, un vestito vale l’altro, un vino vale l’altro. Attenzione perché questo è allo stesso tempo anche un giorno difficile, messaggi alle ex, malinconie assortite, noia, cibi dappertutto. Cecchi Gori latente. E ricordatevi che oggi è gradito il pigiama scuro. Infine buon Natale a chi riesce ad apprezzare ciò che ha senza pensare a Oddo.

domenica 24 dicembre 2017

All'origine dell'epiteto



La Samp ha perso, il Toro ha pareggiato, il Milan affonda, tutto sulle note di Jingle Bells. So che questi risultati a noi favorevoli, che certe vittorie intendo, non sono vissute positivamente fino in fondo, così mi sono venute in mente le parole sagge della Beatrice dalle poppe grosse quando sosteneva che la felicità ha sempre un retrogusto amaro, anche se lei si riferiva ai pompini. Avrei voluto cominciare la vigilia di Natale con un minuto di silenzio in memoria di tutti quegli elencatori seriali di squadre che ci sorpassano in classifica, l’Atalanta però ha fatto saltare il programma. Spero che dare del ceppicone a Pioli non abbia quell’accezione negativa come la intendiamo Diladdarno, perché parlando con uno di Borgo Allegri mi diceva che per lui Pioli ha solo un problema di outfit, che indossa cioè il cranio tre taglie più grandi rispetto al cervello. Ognuno ha le sue, anche il Bambi che ce l’ha tanto con Andrea non si accorge che quando guida e affronta una curva si piega su un lato. Insomma, penso al Fronte Gobbo Interno in questi giorni di disorientamento da serie positiva, e immagino che quando s'incontrano, invece di farsi gli auguri, si annussano il culo con quella diffidenza tipica dei cani. Perché poi la serie positiva è fastidiosa, questo lo capisco, anche a me piace quando una donna sorride, ma al terzo sorriso mi viene da pensare “che cazzo c’avrà da sorridere?”. Un altra immagine di questo momento positivo? Quando la Fiorentina gioca male ti addormenti sul divano, quando vinci ti alzi per andare a letto e ti passa il sonno. Ho fatto fatica ma alla fine ho ricostruito la vera storia dell’epiteto, da dove e come è nata l’etichetta del ceppicone. Tutto comincia alla periferia sud, in una latteria dove si inizia con un semplice “ceppichino” al limite dell'ingenuo, gli dai un dito in piazza Gualfredotto e quando arriva nel viale Talenti si sono presi il braccio, e così è diventato “ceppicone”, molto più maligno di ciò che pensavano a Gavinana. Così per Natale ho fatto uno sforzo economico notevole, e grazie al Brennero ho messo a budget l’acquisto di una catapulta. No, non per scavalcare l’Arno tra un ponte e l’altro, ma per farmi catapultare oltre certi pregiudizi.

sabato 23 dicembre 2017

Babacar come il muschio


Non facciamoci illudere da quel paradiso artificiale chiamato vittoria esterna, i tre punti, subdoli e tentatori, non devono cambiare le tradizioni di famiglia, chi vuole può benissimo continuare a comprare il pandoro Maina per scriverci “gioia”. Impossibilitati come siamo a scrivere striscioni perché la notte del solstizio d’inferno di una serie utile, di porte inviolate, di classifica consona, si è fatta più fredda e buia. Quando il Natale non è solo calorie, ma calore della squadra che ci crede fino in fondo. E non c’è da preoccuparsi se la difesa continua a non prendere gol, così come non c’è da preoccuparsi per i nostri biscotti, tanto lo sanno che è solo una piccola avventura senza importanza quella del pandoro Maina. Presto perderemo di nuovo. Non sempre un gol di Babacar potrà salvarci da situazioni imbarazzanti come squallidi zero a zero, a questo proposito sono un po’ di anni che faccio anche il presepe, e così se capita qualche vegano all’improvviso c’è sempre il muschio. Babacar come il muschio. Non vi chiedo di dire che certe valutazioni sono state quantomeno affrettate, non voglio dire che giungere subito a conclusioni vuol dire fare poca strada, è Natale e vi chiedo solo di sedervi dalla parte delle torte. Tranquilli, queste sono quelle giornate meravigliose rese migliori dalle sorprese inaspettate, e per sorprese inaspettate non intendo la vittoria a Cagliari, non sia mai, ma le poppe. L’avversione nei confronti di Pioli è presto spiegata; ha spremuto mezzo limone su un magnifico fritto di paranza locale, roba pescata dalla pescaia di Santa Rosa. Un tempo, quando ancora non eravamo i buongustai che siamo diventati oggi dopo aver frequentato Eataly, Fico, il Camp Nou, il gol di un subentrato ci faceva dire che l’allenatore aveva azzeccato il cambio, oggi no, diciamo che l’allenatore è un ceppicone e che ci ha messo troppo a capire. E forse sarebbe ancora più giusto dire che non abbiamo nemmeno vinto ieri, ma che ha perso il Cagliari. Che sarebbe meglio vincere in casa e pareggiare in trasferta per la media inglese che preferiamo alla zuppa. Che sarebbe meglio vincere ma subendo gol per dare di pippa ad Astori. Che sarebbe meglio sostituire l’allenatore perché la squadra malgrado la serie positiva dimostra di non essere compatta, di non crescere, di non crederci. Di non sabotare come quella dello scorso anno. La zona Europa non può bastarci, diciamocelo, con Oddo lotteremmo per la Champion. Senza Astori saremmo la sorpresa del campionato malgrado i Della Valle. Senza Astori, Pioli e i Della Valle saremmo forse la Juve. Questo bel risultato, insomma, è come quando la mi’ nonna per Natale mi regalava dei soldi in gran segreto sfilandoli dalla manica, pregandomi di non dire niente a i’ nonno, poi arrivava lui e faceva la stessa cosa pregandomi di non dire niente alla nonna. L’omertà come vero spirito natalizio. Quindi non diciamo niente di questo successo e continuiamo a criticare come se niente fosse.

venerdì 22 dicembre 2017

Il mio augurio per questo Natale


Se con la Fiorentina non ci riesce sognare per fortuna c’è il Tavor. Infatti per il solstizio d’inverno non mi sono tolto nemmeno il pigiama. Si le parole di Andrea, si il Cagliari stasera, poi Pioli e Astori, ma quello che ci deve preoccupare di più arrivati a questo punto è l’integrità della lavastoviglie per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. Non possiamo pretendere che Andrea si prenda cura di noi tifosi che lo offendiamo, prima di tutto bisogna che ci prendiamo cura di noi stessi. Voglio dire che dobbiamo farci curare. Grazie a Ventura Mediaset trasmetterà i Mondiali pagandoli una sciocchezza e facendo felice soprattutto Papa francesco che aveva detto “In cielo non vale ciò che si ha, ma ciò che si dà”. E’ incredibile come non si voglia accettare che il calcio è cambiato, che i Della Valle sono cambiati, che il pallone è cambiato, i tatuaggi, le maglie, la parte femminile del tifo dovrebbe sperare che la tecnologia non sia solo il VAR, ma che fornisca anche un vibratore per penetrare l’animo umano di chi deve cacciare i soldi per farci vincere. Noi tifosi Viola purtroppo è dagli anni 70 che siamo profondamente convinti che la massima espressione della tecnologia debba essere il razzo missile coi circuiti di mille valvole. Mentre Sensi e Cecchi Gori si sono già rovinati, Moratti e Berlusconi hanno venduto ai cinesi, Zamparini ha cercato di farlo ad un inviato delle Iene, Preziosi ha scelto Mastrota e quindi la televendita, per noi non c’è rimasto forse che far nascere i nostri figli in una corsia della Conad. Troppo facile raggiungere l’orgasmo per il 4 a 2 contro la Juve, l’orgasmo va superato. Noi chiediamo chiarezza mentre dovremo dire grazie a chi cerca il modo di starci accanto quando neanche noi sappiamo trovarci. Quindi il mio augurio per questo Natale sono molti momenti di esitazione; quando offendete Andrea, Astori, Biraghi, Pioli, prima di credere di sapere tutto. Insomma, l’eventuale mancata vittoria a Cagliari non sarebbe l’unico neo.

giovedì 21 dicembre 2017

Silenzio, parla Andrea


Ritorna Pepito nel calcio italiano, sono contento ma con tutti ‘sti ritorni da infortuni e da altri campionati, l’entusiasmo tende a lasciare spazio alla noia e alla rassegnazione forse tipiche solo delle luci a intermittenza. Ritorna Pepito come certi dipendenti dopo che gli amici non gli strisciano più il badge. Intanto la colpa non è di Simeone quando sbaglia i gol, ma di Pioli che lo sfianca in un lavoro improbo, un rincorrere chicchessia che gli toglie la lucidità necessaria per battere a rete, gira gira per il campo che sembra più in gita fuori porta che sotto porta. D’altra parte la colpa non è di chi ricicla i regali, ma di chi fa regali di merda. Andando verso il Brennero ho sentito in radio la polemica non so di quale sindaco che sotto le feste di Natale ha vietato alla cittadinanza di dare da mangiare ai clochard sotto i portici, seguita da tutta una serie di interventi tra i quali l’immancabile “dai un pesce a un uomo e lo fai mangiare per un giorno, insegnali a pescare….io dico, ma se gli insegni a pescare chi lo piglia in culo alla fine è il pescivendolo che poi diventa clochard. Intanto il 2017 è passato così veloce che Hagi non ha fatto in tempo nemmeno a esordire in serie A. Sentendo le parole di Andrea, che non sarà Agnesi, ma che è comunque una pasta d’uomo, non capisco quelli che rimpiangono Cecchi Gori e che provano nostalgia addirittura per i capelli di qualcun’altro, non i propri come me, ma quelli di Frey. Straziante. Direi a questo punto, per il bene di tutti e senza preconcetti, io che sono stato orgoglioso di questa Fiorentina, e che lo sono ancora, e chi invece non lo è stato o non lo è più, invece di offendere e offendersi, lottiamo, lavoriamo per catalogare, indicare e preservare anche il “tornare a letto” come patrimonio dell’umanità.

mercoledì 20 dicembre 2017

Siamo tutti uguali una bella sega!


Chi sostiene che il dolore di un cuore infranto sia insostenibile non ha mai visto sbagliare un gol come quello di Simeone contro il Genoa. Il Bambi per dimenticare è diventato spritzariano, e dopo il quinto giro, anche filosofo del riciclo, con la bocca leggermente impastata e biascicante mi ha detto che nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma in regali di Natale. Se in queste feste capitate Diladdarno andate in Santo Spirito a vedere il presepe monumentale dei Sassi di Matera realizzato dall’artista Franco Artese, già esposto al Vaticano e a New York. E’ così realistico che Melchiorre è stato messo a lavorare da un vinaino in miniatura. Non andate solo a pregare Sundas insomma. Mi raccomando poi di rallentare un po’ con tutte ‘ste critiche, almeno fino a Natale, perché una tira l’altra e alla fine non vorrei vedervi costretti il 24 sera ad andare all’Autogrill a comprare i regali. Per la mis en place natalizia perfetta il più raffinato dei centrotavola che vi posso suggerire è una bel vassoio di crostini di fegato di un metro di diametro. Mentre i panettoni e i pandori, se industriali, fanno schifo entrambi. Se non riusciremo ad andare a Roma a giocare la finale di Coppa Italia, il 3 luglio ci sarà il concerto dei Simple Minds. Prima di scappare verso il Brennero devo replicare a quanto dichiarato in un comunicato del Fronte Gobbo Interno nel quale mi si accusa di discriminazione reiterata nei loro confronti solo per un approccio più critico. Secondo loro, malgrado il pessimismo e l’ottimismo che ci caratterizza, alla fine siamo tutti tifosi della Fiorentina, siamo tutti uguali: io però non sono per niente uguale a chi allunga il vino con l’acqua.

martedì 19 dicembre 2017

Pensiero numero uno e due


L’unico modo per far giocare Hagi è dargli subito una seconda possibilità così da non rimanere delusi dalla prima. Quelli che danno del ceppicone a Pioli, anche perché non fa giocare il rumeno, mi ricordano quelli che arrivano dopo di te al semaforo pedonale e schiacciano il pulsante di richiesta attraversamento, mettendo in dubbio le tue capacità di premere pulsanti. Intanto Montella per il suo Natale quest’anno ha scelto decisamente il pandoro, quello che forse non mangerà Gattuso. Non abbiamo battuto il Genoa, ma vinto il contenzioso per Ljajic contro la Roma, un fallimento per quelli che “non ne vinciamo una”. Un fallimento purtroppo come quello di “Borsalino”. E mentre vi preoccupate di elencare i mali della Fiorentina, là fuori una vostra zia starà scegliendo l’ennesimo pigiama da regalarvi a Natale. L’importante comunque è fare attenzione a passare una vita da tifoso a mettere i puntini sulle “I”, fare attenzione cioè a non aver scritto in maiuscolo. Ma io ho ancora speranza che il tifoso semplice possa sopravvivere, e per tifoso semplice intendo quello che non capisce una sega, senza cioè ambizioni tecniche, senza laurea in economia, senza essere Direttore Sportivo dentro. Il tifoso che non sa i motivi per i quali ha vinto, perso e pareggiato, e non sente il bisogno di saperli, confido che esisterà sempre come continueranno a esistere i libri di carta fino a quando non si potranno schiacciare i ragni con l’e-book. Da tifoso molto semplice ho cercato di elaborare due pensieri basici, di quelli che non hanno la presunzione d’insegnare al culo a cacare. Pensiero numero uno; se restiamo calmi e uniti ce la faremo ad arrivare al 7 gennaio senza esonerare Pioli. Pensiero numero due; lo scopo della forza di gravità è forse quello di ricordarci che è meglio rimanere sdraiati per terra quando siamo in vantaggio e manca poco al termine.

lunedì 18 dicembre 2017

Non spezzate gli spaghetti


Che sfortuna; una foglia in più e avevamo trovato un quadrifoglio. O un centravanti. Non è stata una Fiorentina ficcante, ma per certi versi è anche meglio, perché qualcuno avrebbe potuto fare dei pensieri osceni. E anche se la manovra non è stata fluida potevamo vincere lo stesso. Le occasioni ci sono state, copiose, più che di allenatore parlerei quindi di errori, di tiri sballati, di pali sfiorati. In campo ci vanno i giocatori del resto. L’unica colpa che mi sento di dare a Pioli è una preparazione sbagliata sui calci di rigore in corsa. L’atteggiamento della squadra però è giusto, se crei così tante occasioni da gol significa che il gioco produce situazioni pericolose. Su 22 tiri solo 4 nello specchio della porta. Sesto risultato utile consecutivo, ma passo indietro (l'occasione era ghiotta visto il risultato di quelle che solitamente invidiamo), troppa imprecisione e poca lucidità sulla scelta della giocata decisiva. Palla inattiva o giocata individuale aiutano molto a risolvere certe partite, anche dove in panchina ci sono nomi più prestigiosi del nostro. E non ho mai sentito nessuno di loro vergognarsene. Rimane comunque inspiegabile il costo di Simeone in proporzione a quello di una casa cantoniera a un euro nel milanese. Babacar entra ma non fa meglio di chi ha sostituito, alcuni sostengono che dovrebbe giocare con più continuità, di sicuro se continua a giocare così poco rischia di non andare al mondiale. Gil Dias ed Eysseric non incentivano il ricorso al turnover. Chi continua a parlare male di Pioli, che almeno non spezzi gli spaghetti insomma. Siccome la vita è fatta di alti e bassi diciamo che oggi è tempo di subwoofer. Malgrado gli errori non è neanche giusto buttare la croce addosso a Simeone, io non me la sento, a maggior ragione se pensiamo che Donnarumma prende 6 milioni all’anno e non ha fatto neanche un gol. Quello che manca come sempre è l’equilibrio e la pazienza; Pioli era da esonerare dopo un quarto d’ora, oggi la squadra sembra compatta, motivata e in grado di inanellare una mini serie positiva (oltre a far fuori la Samp in Coppa Italia), abbiamo dato addosso alla difesa e nelle ultime 5 partite ha subito solo due gol risultando la migliore della serie A nell'ultimo mese. L’ambiente è sereno, il blog no. Quindi venerdì tripletta di Simeone.

domenica 17 dicembre 2017

Disfunzione emotiva



Come anticipo di Natale ieri a Spalletti hanno cantato “Tu scendi dalle stelle”. Dopo l’arresto del killer di Budrio in Spagna, e dopo la sconfitta di Luciano si arresta quindi anche la fuga di cervelli. Diciamo che il Natale dei tifosi nerazzurri sarà come quando scartavamo il regalo e c’era la scritta “batterie non incluse”. Perde il Toro, l’Atalanta non ce l’ha facile, per guadagnare posizioni in classifica bisogna vincere,  badare al sodo insomma, sarà per questo che mi piacciono poppe e culi. Immagino lo stupore degli scettici ad oltranza magari davanti a un doppio sorpasso, come la nipotina del Bambi quando lo ha visto tirare su il finestrino della Panda con la manovella. Per lo stupore negli occhi degli scettici ci vuole un buon collirio tre volte al giorno. Potrei anche togliermi definitivamente un dubbio oggi, perché l’Inter ha perso, il Toro ha perso, se Atalanta e Lazio pareggiano, e noi vinciamo, allora Babbo Natale esiste davvero. E se è così temo per la sua salute, e per questa sua recente fissazione di arrampicarsi alle finestre, perché penso che sono quasi 50 anni che Pino Pinelli volò da quella della Questura di Milano. Se la Fiorentina vincerà, solo la tredicesima potrà addolcire il Natale del Fronte Gobbo Interno. Senza tredicesima non rimarrà che ruttare Jingle Bells. Hamsik come Maradona, Veretout grasso come Maradona. Nei presepi napoletani di quelli che non vogliono offendere i seguaci delle fedi minori hanno messo un pastore con la maglia dell’Inter. Anche se bisogna dire che l’Inter era svuotata mentalmente dalla sfida con il Pordenone. E non accusatemi di esultare smodatamente, perché soffro di una disfunzione emotiva per cui voglio bene all’istante a chiunque faccia gol con la maglia Viola. Biraghi incluso. Ma capisco anche lo scetticismo maturo del Fronte Gobbo Interno di fronte a certe manifestazioni adolescenziali di gioia effimera. Con l’età i gusti cambiano, da giovane al Bambi i giocatori Viola piacevano tutti, bastava che respirassero, oggi apprezza di più quei giocatori che escono alla distanza, dopo che se ne sono andati i Della Valle.

sabato 16 dicembre 2017

E poi giù Barolo Chinato



Come prima cosa mi viene da dire Maleskin, la finale di XFactor in chiaro è come invitare a un pranzo dove stanno già mangiando il dolce. Quanto agli ipercritici professionisti ricordo che in tutte le ricette per la felicità non c’è la Fiorentina, ma la passera. Così come è sempre meglio parlare al cuore e non agli occhi, sempre però se non si mettono in mezzo le poppe. Del resto non solo il destino del tifoso Viola è spietato, lo è anche la telecamera frontale. Ieri in compenso ho comprato una cassetta di Envy da Melix, la mela super dolce nata in Nuova Zelanda, un incrocio tra Royal Gala e Braeburn, croccante, dolcissima e succosa, e anche una vittoria contro il Genoa sarà meno amara. Ma capisco la forza di carattere del Fronte Gobbo Interno che non si lascia addolcire il palato da una mela e combatte, anche quando un bambino in fila alla cassa fa la mano a pistola e spara, non finge di morire, è sempre competitivo, attiva lo scudo magico e lancia cori contro i Della Valle in direzione del moccioso. Domani in caso di vittoria e in mancanza di mele adeguate a togliere l’amaro in bocca, difficili da reperire in città, c’è sempre il vecchio ma pur sempre valido sonnifero, tipo una bottiglia di Pinot Nero come l’umore. E poi giù Barolo Chinato fino alla Domenica Sportiva. Anche se è doveroso chiarire che il tifoso rancoroso, pur sotto sedazione enogastronomica tradisce sempre un’espressione d’indignazione nei confronti di un paese che non sa formare un governo. Il Bambi è reduce da una ciaspolata con la compagna sotto la Marmolada al tramonto, tornati sono entrambi a letto con trentotto e mezzo di febbre. Lui però va oltre il delirio e mi chiede se nell’ultimo cinepanettone ci sono i canditi, se gioca Hagi, se Puigdemont è grasso come Veretout. Poi parlando di classifica, dopo aver bevuto un sorso d’acqua Plose mi ha detto che il giorno giusto per andare a riprendersi il settimo posto è stato rimandato a ieri.

venerdì 15 dicembre 2017

Misunderstanding


Astori che fa le cazzate e poi nell’intervista post-partita fa il ganzo prendendosi i complimenti per la gara della squadra, al Bambi ricorda un po’ Fabrizio Corona che prima combinava i guai e poi correva dalla D’Urso. E peggio della D’Urso solo quando lo facevano salire sulla sedia a dire la poesia. Mentre chi ha pronosticato di lottare per non retrocedere, mai provare a indovinare l’età di una donna senza prima dividere per due. Viste le recenti vicissitudini che vanno a scrivere un nuovo capitolo della storia del ciclismo già così travagliata, forse per l’Italia al mondiale c’è ancora la speranza del doping svedese. Il rapporto Della Valle - tifosi ormai deteriorato, secondo me è frutto di una mancanza di sensibilità da parte di chi li attacca non tenendo conto che i bambini marchigiani prima di imparare a camminare, imparano a friggere le olive ascolane. Poi ho letto che Schick ha dichiarato “obiettivo scudetto”, ma allora alla fine le aveva superate le visite alla Juve. E sempre a proposito di misunderstanding non so più se è Ottavia Piccolo o Carletto Ancelotti. Di Veretout mi piace la concretezza, giocatore senza inutili svolazzi, un approccio concreto, di rendimento puro, che ho imparato ad apprezzare grazie ai completini perizoma e reggiseno di “La Perla” dei quali giustappunto guardo solo il contenuto. L’Italia questa volta si spacca in due non per il maltempo, anche se qui nevica, ieri è stato un giorno importante perché al sud il 14 dicembre iniziano i preparativi per il pranzo di Natale. Mentre scrivo del più, ma molto di più del meno, è stato approvato il biotestamento, forse anche grazie alle battaglie dei radicali, e forse anche per questo oggi si parla molto di radicali liberi. Misunderstanding; entità molecolare molto reattiva o richiesta accorata di liberare soggetti politici legati soprattutto alla liberalizzazione delle droghe leggere? La donna riccia o la porchetta di Ariccia? Astori o astuti? Lotta per la retrocessione o per l’Europa League? Abbiamo demonizzato troppo i Pioli di palma, o è veramente giusto esonerarlo dalla nostra cucina?

giovedì 14 dicembre 2017

La moka da 6


Pali, VAR, rigori senza supplementari, e così la Samp va fuori, chissà se lo zenzero farà bene anche a Giampaolo. Dopo questo passaggio ai quarti, sofferto e meritato, mi rimane un unico rimpianto nel 2017, quello di aver perso Inter-Pordenone. Sono al Brennero e visto il caso Donnarumma ho anche un po’ di paura che quelli del cantiere mi accusino di avergli fatto firmare un contratto milionario sotto pressioni psicologiche. Si sono riuniti addirittura sugli spalti dello stadio di Bressanone, il Marasma a km zero ha esposto persino uno striscione. Tornando invece alla partita posso dire che un fornitore, senza saperlo, mi ha mandato la cassetta di vino preferita; Fonterutoli (Veretout fonte di futura plusvalenza)), Ser Lapo (Babacar in quanto riserva), Badiola (Badelj). Non ho visto il primo tempo e quindi scriverò solo metà editoriale. Ieri 13 dicembre non mi sono accorto solo che Veretout è meglio di Vecino, ma anche che sono 55 anni e 7 mesi, salvo qualche momento di fisiologica distrazione (tipo il 4 a 2 alla Juve), che mi piacciono le poppe grosse. A questo punto mentre metà editoriale giunge velocemente al termine non so se tengo più a questo passaggio ai quarti oppure alla moka da 6 che è entrata ormai a far parte della famiglia. Infine un po’ frutta secca e un po’ storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”, ciao Everardo siamo andati in culo al Fronte Gobbo Interno. Linea a chi sminuisce.


mercoledì 13 dicembre 2017

Rimangono solo terroristi ceppiconi


So che molti tifosi stanno morendo di sopravvivenza, altri rivendicano il diritto di non farcela. Altri ancora spinti da buone intenzioni (c’è chi ha fatto l’abbonamento) cadono in un burrone. E gli scemi sono ormai più dei villaggi. Pensate che casino se per una volta, solo per vincere una partita e passare il turno di Coppa Italia bastasse Biraghi che la scodella al centro dove a ricevere e ribadire in rete ci fosse Astori. Io non mollo e ci credo, è storia, perché anche quando la Fiorentina morì per mano di Cecchi Gori rimasi lì come Hachiko, fino a quando non è arrivato lo street food a farci pagare una schiacciata con la finocchiona quanto un sopravvalutato centrale difensivo. I tempi sono quelli che sono e così i tifosi della Lazio chiedono a Lotito di ritirare la squadra, stanchi per i torti subiti, a Roma il VAR è incomprensibile almeno quanto cogliere la differenza tra Kansas e Arkansas. Intanto con quel tono tipico di chi torna a casa e fa il paragone in negativo con il Paese che ha visitato, qualcuno ricorda che l’Atalanta ci ha sorpassato in classifica, e mi sento in colpa, perché ieri sera verso le 21:00 sono andato in centro con la tramvia e non c’era nessun ubriaco, ne chiazze di vomito dentro le carrozze. Domenica battiamo il Genoa mentre l’Atalanta se la gioca con la Lazio e il Toro con il Napoli, così ritornerà il sorriso e sarà bellissimo malgrado il pezzetto di rucola incastrato tra i denti. Malgrado Pioli insomma. Perché anche l’ultimo attentato in America ha dimostrato che i terroristi capaci sono già morti tutti. E magari oggi battiamo pure Giampaolo.

martedì 12 dicembre 2017

Salviamo la Coop vincendo contro la Samp


Per aiutare Melegatti quest’anno Tommaso ha la scusa di mangiarsi 10 pandori. Lo stesso Astori a proposito di sociale ha deciso di fare un fallo da rigore vero contro la Samp in Coppa Italia per evitare a certi tifosi, altrimenti costretti a immaginarseli, l’accusa di alcolismo. E continuando sul filone del sociale è sempre bene usare termini come “ceppicone”, perché nessuno si domanda mai come si sentono le parole che non servono. Certo, uno può dire una stronzata tanto troverà sempre qualcuno che gli darà ragione facendo di si con la testa. Angeli custodi della propria autostima. Da domenica sera poi non faccio altro che ripetermi “dopo aver sentito questa me ne torno a casa” mentre già ero a casa. Gente che parla per mentito dire. E la fortuna di Astori è che adesso chiude anche l’ultima miniera di carbone della Sardegna, dovremo pensare bene a cosa mettergli nella calza. Mi conforta il fatto che oltre il 90% delle soluzioni sono racchiuse sotto la doccia. Troveremo una soluzione come l’abbiamo trovata quando ci hanno imposto la moda dei pantaloni stretti e oggi ci mettiamo i calzini quando ancora siamo in mutande, e non viceversa. Ma quando tutto sembrava messo al peggio con la Fiorentina uscita indenne persino da Napoli, anche i vegetariani del Fronte Gobbo Interno hanno esultato per lo spezzatino, perché grazie al posticipo il Toro ha potuto superarci battendo la Lazio. Prendo spunto da questa partita per ricordare lo striscione dei tifosi granata in un vecchio Toro-Lazio come risposta all’omaggio dei laziali al criminale di guerra Arkan detto “la tigre”. Sappiate comunque che non ce la farete mai ad abbattermi, continuo imperterrito a volare sulle ali spezzate dell’entusiasmo, pensando a come sarebbe triste la Coop se fossi davvero tu tifoso del Fronte Gobbo Interno.

lunedì 11 dicembre 2017

Gli "sminuatori"


Se un genio della panchina viene incartato da un ceppicone com’è successo nel primo tempo è solo perché San Gennaro ha fatto il ponte dell’Immacolata. Non potendo essere una partita di cartello per colpa della Fiorentina, il secondo tempo è stato almeno una partita di Sportiello. A chi ha evidenziato soprattutto i demeriti del Napoli per giustificare un risultato positivo, la Leosini direbbe “diciamo che non è andata proprio così”. In San Frediano ancora mi salutano per strada solo perché non sanno che apprezzo il lavoro di Pioli, per me più che ceppicone capace di inceppare i meccanismi di Sarri. Squadra bella nel primo tempo, agile nelle ripartenze, più pericolosa del Napoli, perfetta dietro, grintosa come chiedevamo lo scorso anno guardando quella squadra invece troppo poco attaccata alla maglia, e che non era una squadra. Questa si, miracoloso il Mister in questo. E’ mancata solo la stoccata decisiva di Simeone che comunque ha giocato una bella partita, una ripresa più in sofferenza ma niente di che, pari giusto. Un plauso a tutti quindi, e se non si riesce a trovare una cazzata di Astori chissà se nel “Diario degli errori”, Michele Bravi ne abbia appuntato qualcuno per la bisogna. Se la squadra continua a crescere così fino alla fine dell’anno sarà un anno sbagliato per quelli del Fronte Gobbo Interno, potrebbero addirittura considerarlo “hanno”. Questa Fiorentina di Pioli comincia a piacere? Mettetela come quando lei vi chiede di andare per mercatini di Natale e cominciate a pensare che l’Ikea poi non è così male. Come un corpo militare scelto che invece di togliere ordigni viene addestrato a togliere meriti, gli “sminuatori” mi hanno fatto presente che non c’è da entusiasmarsi tanto perché in fondo non è uscito il due. Non è vero, e pur di contraddirli mi sono alzato in piena notte quando quel numero diventa romantico davanti alla parola spaghetti. Insomma, non saremo da copertina, ma comunque da copertina di lana. E fuori fa freddo.

domenica 10 dicembre 2017

Oltre la spalla



Tommaso promette bene, e così mentre Ronaldo è al 5° pallone d’oro lui è già al secondo pandoro. Intanto in città i locali si attrezzano a seconda del risultato della Fiorentina, e in caso di vittoria a Napoli, in quelli frequentati dal Fronte Gobbo Interno verrà servito l’aperimaloox. Purtroppo la domenica mattina si presenta già grigia dopo la doppia rimonta del Cagliari sulla Samp considerata nuova stella cometa blucerchiata dei presepi fiorentini, e per questo seguita religiosamente in quanto indicatore della giusta direzione verso una gestione più illuminata. Così grigia che qualcuno potrebbe decidere di preparare il pranzo della domenica usando una di quelle pentole per cucinare sano e senza grassi. L’errore secondo me non sta nel sottovalutare l’avversario solo perché Insigne non è stato convocato, ma sottovalutare quel nonostante tutto riferito al ritorno di Cecchi Gori a Firenze. Mentre a chi è ossessionato dall’imminente catastrofe del fascismo di ritorno mostro un esempio di testa in giù molto meno cruento. Allegri dimostra una volta di più che nel calcio non c’è discriminazione sessuale, non gioca Hagi e allora non gioca nemmeno Dybala, mentre nella moda non esiste la figura del modello curvy come nelle donne. Un modello che si gratta la pancia alcolica come Higuain ci manca davvero. E se nel calcio il tifoso critica la formazione a seconda del risultato, per Natale c’è una regola altrettanto ferrea anche al sud dove solo se paghi almeno 500 € di luce a gennaio hai dimensionato correttamente le lucine natalizie. Lo zero a zero di Juve-Inter, gara dalle grandi aspettative e dai centravanti atomici mi ha ricordato me quando prima di uscire passo quel buon quarto d’ora a cercare il buchino del nebulizzatore nella boccetta del Cool Water e alla fine spruzzo accidentalmente a vuoto oltre la spalla.

sabato 9 dicembre 2017

Riflessioni senza internet


Purtroppo ieri non funzionava internet e così non so nemmeno se ha piovuto o se c’è stato il sole, in compenso stando rintanato in casa ho avuto modo di risentire con più calma Zumkeller che a Strafactor ha cantato “Ho perso il mio nome in una forte epistassi”. Un talento, tutti ne abbiamo uno e il mio spero di scoprirlo prima di morire. Poi ho ho avuto modo di riflettere sulle migliori proposte gastronomiche in città, così oggi posso consigliare la pizza napoletana di Santarpia perché costa davvero un patrimonio dell’umanità. Per chi ama l’arte in cucina il consiglio è invece olio su pastella. Cosa ci ho guadagnato a non uscire di casa? Ho fatto l’albero senza ripercussioni, quando lo faccio fuori c’è sempre il rischio che qualche cane mi pisci sugli stinchi. Ho ripensato anche a quando ero giovane e fare l’albero significava toccargli il culo mentre metteva le palle. Riflessione più riflessione meno, le caramelle dagli sconosciuti ma anche le tisane dai parenti. E poi sono sempre più convinto che siano stati i servizi segreti russi tramite i loro hackers ad aggiungere le Z nei miei editoriali. Keith Jarrett, un buon bourbon e un Montecristo, che vita! Peccato che non ho mai bevuto whiskey e ho smesso di fumare da troppo tempo per ricominciare. Ah si, anche l’acqua della doccia che quando la senti da fuori è calda, poi entri e diventa fredda, come metafora della vita del tifoso Viola. C’è del buono però anche nell’acqua tiepida, in Pioli, e nelle donne con le poppe piccole ma con dei bellissimi occhi.

venerdì 8 dicembre 2017

Certi affreschi


Non è facile affrontare il futuro con i Della Valle litigati, ma lo è ancora di più sapere che nel 2018 i maggiorenni saranno nati nel 2000. Sarebbe da rimanere nel 2017 (un anno tra bassi e alticci) se non fosse che qualcuno potrebbe prenderlo come uno sgarro ad Hagi. La paura è che il futuro ci porti come dolce (quella che una volta si chiamava ciliegina) il budino dell’Eurospin. Però sono consapevole che ogni tifoso Viola ha diritto alla giusta quantità d’infelicità, per questo non si può fermare il tempo. E neanche Chiesa in velocità. A proposito di dichiarazioni, dopo quella fastidiosa di Cognigni su Pioli, reazione di forte sorpresa notata anche in certi affreschi, speriamo che vada meglio con l’Unesco che ha dichiarato la pizza napoletana un patrimonio, perché c’è già qualcuno che sente odore di plusvalenza invece che di mozzarella. Al Bambi invece non va giù che D’Alema abbia proposto se stesso quale nuova speranza per gli italiani, gli era già bastato Thereau per il nuovo ciclo Viola. Come sempre io non ascolterò chi mi mette in guardia su Pioli, Astori e i Della Valle, anche nel 2018 seguirò il mio istinto perché mi sono sempre trovato bene. L’ultima volta ho camminato dieci minuti dietro a un operaio di Alia che aveva un panino col lampredotto. Questa Fiorentina non piace? Penso che le grandi scene accadono mentre stai scrivendo che il film è piatto. Per questo non vedo l’ora che inizi la partita contro il Napoli, ma anche i saldi sulle zeta.

giovedì 7 dicembre 2017

Il correttore di bozze



Il giorno in cui riusciremo a trovare finalmente un terzino sinistro potremo dichiarare con orgoglio che rimarrà da trovare solo Ivan il russo. Poi devo confessare che ieri quando ho fatto riferimento all’articolo sui 10 giocatori della Fiorentina andati a segno, di fatto volevo amplificare la realtà, modificarla artatamente, volevo strumentalizzare, sfruttare quel dato per cercare d’ingigantire i meriti di Pioli, ho fatto come quella nigeriana che lavora nel bosco, e passando di lì mentre tagliavano alcuni alberi mi disse che stava ristrutturando il negozio. Dopo essere stato smascherato eviterò di pubblicare anche pezzi di Neil Young per non passare da quello che fa dei peana alla pedofilia. E sarà perché ingrandisco sempre tutto e in special modo il valore di una vittoria contro dei brodi, se troppo spesso pendo dalle grandi labbra di qualcuna. E poi se sarà un campionato in salita come dite voi vorrà dire che almeno vi si rassoderanno le mele, mentre quando non troveremo più la via della rete (allora sì che ci mancheranno i tre a zero come quello col Sassuolo) combatteremo l’insonnia con aglio olio e peperoncino. Per Natale se solo potessi regalerei poltrone e sguardi nel vuoto a tutti i detrattori di Pioli. No, io lo capisco benissimo che le vittorie non devono essere festeggiate fino in fondo, faccio solo finta di essere quello contento per puro spirito di contraddizione. Ieri ho visto una ragazza sulla tramvia e l’ho osservata con attenzione, un po’ come chi viviseziona i movimenti della squadra di Pioli dandogli del ceppicone. Ho cercato di scrutare anche i suoi stati d’animo fino a quando ho sperato che fosse almeno un po’ triste, perché era troppo bella e sarebbe stato giusto. Si, la capisco quella sensazione di cocente sconfitta quando la Fiorentina dilaga, è la stessa che s’impossessa della Rita quando vede che ci sono delle ragazzine che si fanno ancora la permanente, e pensa che gli errori della loro generazione non sono serviti a niente. Comunque non succederà più, ve lo prometto, dopo la figura di merda di ieri ho chiesto a Babbo Natale un correttore di boze.

mercoledì 6 dicembre 2017

In onore di Kroldrup



Da oggi per dare del ceppicone a Pioli vi chiederò una casella PEC. Non vedo poi perché non credere in Astori nuovo Brizi quando il primo punto in serie A del Benevento è firmato Brignoli. Francamente dopo quanto successo a Benevento mi sarei aspettato che alla conferenza stampa post gara Gattuso si avvelenasse in diretta come Slobodan Praljak. Ieri mi era sembrato scontato esaltare la vittoria Viola dopo le polemiche quotidiane su allenatore e rosa. E’ legittimo dare del ceppicone così come guardare la finale del Grande Fratello Vip fino a tardi, poi però non si può pretendere che il tifoso felice faccia piano coi festeggiamenti per non svegliare i contestatori. So che molti di quelli svegliati dalle urla inconsulte dei tifosi felici per una vittoriuccia contro una squadra di brodi, hanno reagito a questo tre a zero considerandolo come uno di quei tentativi che ti riescono benissimo alla prima poi ci riprovi e non era vero una sega. Il mio appello a quelli che non  riescono ad essere felici malgrado una prova convincente della squadra è di cambiarsi comunque sempre le mutande. In questo ritorno alla terminologia vintage spesso accompagnata da gesti volgari, dopo “arbitro becco” e “Pioli ceppicone” vorrei rilanciare l’usanza di fare le corna agli automobilisti che ci fanno un torto. E comunque per rendere più buona la mediocrità di Pioli basta friggerla. Il Bambi nella settimana della vittoria contro il Sassuolo, in mancanza di argomenti per attaccare a testa bassa tutti quelli di cui sopra, se l’è presa con il freddo, e poi con me che sembro felice come Elio Corno di fronte alla disperazione di Crudeli, così mi ha minacciato chiedendomi di ridargli l’estate altrimenti mi avrebbe bucato l’amatissimo e originalissimo piumino danese comprato in piazza Duomo in onore di Kroldrup, e per il quale a suo tempo mi dissanguai. Ho reagito letteralmente facendogli presente che avrei potuto sputtanarlo perché avevo intravisto dalla strada attaccato nella sua stanza, e quindi anche prontamente fotografato, non proprio la bandiera nazzista ma comunque il poster di Biraghi.

martedì 5 dicembre 2017

Questione di imprinting



Nel giro di pochi giorni alcuni bambini sono stati trovati positivi alle droghe dei genitori, ora sono pronti ad accettare anche caramelle dagli sconosciuti con la sciarpa Viola. E se il 2017 è stato l’anno più a secco dal 1800 si capisce anche del perché lo sia rimasta anche la Fiorentina di Sousa. E poi Pioli almeno non promette sogni ma solide seghe mentali. Ridendo e scherzando intanto è già un anno che Renzi e la Boschi hanno lasciato la politica. Mica come i Della Valle. Secondo me i rincoglioniti dovrebbero sparpagliarsi, anzi dovrebbe essere proprio questo il motivo principale che oggi porta a pensare a stadi più vuoti. Io sono così sereno nei confronti della squadra di Pioli perché ho le idee chiare; da grande voglio fare il vecchio. Alcune fissazioni durano mesi, anni, poi di punto in bianco mi viene il rigetto e rinnego tutto, non ero io a dare del ceppicone a Pioli, mi dissocio, il caso è chiuso. Perché ho sempre amato la Fiorentina della metà classifica, ma non perché sono un umile appassionato che accetta il suo destino con rassegnazione, è stato solo questione di imprinting sfotunato, come succede ai cuccioli con le loro mamme maiale. Era il periodo della pubblicità “Un diamante è per sempre”, andando allora in curva Fiesole, dopo la lettura delle formazioni quando gettavamo carta a pezzetti per fare la coreografia capì che anche i coriandoli non scherzano. E così ancora mi tolgo pezzetti di carta qua e là da vecchi maglioni. Forse carta igienica. O forse sarà che vedo il mondo attraverso il mio vuoto interiore.

lunedì 4 dicembre 2017

Santa Barbara oggi a Mules di Trens (alle 13:00 messa in Galleria e poi pranzo)


In una dichiarazione esclusiva Astori ci ha spiegato la foto “no, niente problemi muscolari, mi stavo disperando al pensiero che nessuno questa settimana potrà dare del ceppicone a Pioli. “E di Laurini che ci può dire?” Volevamo capire se la considera una casualità quel bel cross di prima che ha permesso a Simeone di sbloccare la partita. La sua risposta non ammette repliche “Un colpo di sfortuna”. Tornano i tre punti dopo oltre un mese dall’ultima vittoria (altro 3-0 al Toro), ma siccome il passato è troppo duro faccio fatica a rivangarlo, così guardo solo avanti tipo alla bella partita di Chiesa, e al suo gol in buca d’angolo. E se Veretout segna più di Vecino ce ne faremo una ragione. So comunque che una vittoria netta proprio perché contro quel Sassuolo che fino a pochi mesi fa portavamo come esempio da seguire, non può spostare l’ago della bilancia della nostra ammirazione da Mirabelli e Fassone a Corvino. Di fronte alle mie perplessità sul poco entusiasmo della tifoseria dopo aver riagguantato Milan, Atalanta e Bologna, il Bambi mi ha ricordato che la tifoseria in realtà era rattristata per la morte di Enrico Castellani, uno dei protagonisti delle avanguardie del secondo Novecento. E visto che nemmeno Astori può essere attaccato mi sembra inutile continuare a parlare di questa partita o parlare di Gattuso che ha iniziato peggio di Papa Luciani. Parlo allora della luna piena che ieri sera era così luminosa da tirare fuori tutto il romanticismo che è in me: le poppe grosse sono meravigliose. Luna piena che squarcia l’inquinamento visivo di una classifica che vede la Fiorentina troppo a sinistra, mentre la lotta per la retrocessione si allontana forse irrimediabilmente.

domenica 3 dicembre 2017

Lello il Carrello


Il mio freddo dentro è scaturito dall’importanza di battere il Sassuolo, e ho cercato di superarlo con il riscaldamento della macchina che comincia a fare caldo quando finisci di parcheggiare. Tutto era cominciato con il terzo gol del Chievo nel campionato Primavera, inatteso e definitivo come l’ultimo verso che manda in rovina il poema intero. E’ calato il silenzio degli eloquenti (da qui il ritardo dell’editoriale). Se Tommaso fosse ancora piccolo gli comprerei “Lello il Carrello” della Chicco, fatto apposta per insegnarti fin da subito che la domenica è meglio andare all’Ikea che allo stadio. Regalatelo per questo Natale ai vostri figli piccoli. Salvateli. Per superare la paura di Berardi ci sono sempre i magnifici mercatini di Natale e soprattutto il vin brulè a prezzi di una Maratona Centrale. Andiamo a cercare la neve, per tirarci le palle, tutto bianco, le urla, le scivolate, le risate, la poltiglia, la macchina che allunga la frenata, il palo della luce. Era meglio un gol di Berardi, almeno rimontabile senza bisogno del carrozziere. Alla fine mi sono fatto persuaso che bisogna aiutarci da soli perché Dio ha gente. A Natale il tifoso Viola non ha mai vinto nemmeno a tombola. A questo punto mi auguro solo che la partita di oggi non presenti qualche asterisco piccolo sulle maglie del Sassuolo, perché spesso dietro ai più piccoli si nasconde un’inculata. Una partita nella quale ci vorrà la stessa costanza di quando apri il frigo la quinta volta per controllare meglio che ci sia qualcosa che ti era sfuggito. Come la vittoria da qualche settimana. Speriamo insomma che il portone di oggi, se mai si aprirà non sia un trompe-l’oeil. Io per non sbagliare intanto ho messo un Santo Spirito olio su tela 60 x 40 in salotto.

sabato 2 dicembre 2017

Turbolenze dialettiche


I maldicenti sostengono che Rita Bellanza abbia preso il posto di Giusy Ferreri all’Esselunga, sono i soliti che parlano male anche di Astori. Intanto il Sole 24 Ore pubblica una classifica nella quale Firenze risulta al primo posto tra le città dove è maggiore il fabbisogno pro capite di polemica. Io non chiedo ai tifosi di guardarsi dentro prima di criticare Pioli, perché so che tanto possono fissare il bidone della plastica. Rivendico solo il diritto di reagire in maniera diversa alla mancanza di vittorie, oltre la frustrazione, per esempio godo molto con l’asciugamano caldo. I cosiddetti preliminari, e a me comunque novembre è piaciuto. Adesso fino al 7 gennaio sarà invece tutto un “a te e famiglia”. La Rita riguardo a queste turbolenze dialettiche tipiche del territorio sostiene che la volontà di criticare ad oltranza tradisce un’inclinazione all’inettitudine, perché secondo lei chi agisce sa quanto è facile sbagliare. Poi però è la prima a fare polemica solo perché avevo previsto neve e quando ha visto che invece pioveva è partita con un quarto d’ora di filippica. Avessi ancora i capelli la forfora sarebbe stata il mio piano B. I pro e i contro di vivere a Firenze sono l’essere circondati da cotanta bellezza che ti condanna a non meravigliarti più di niente in qualsiasi altro posto ti trovi, eccetto una partita della Samp, di contro c’è il fardello di essere tifoso Viola in una città scorbutica, mentre in una qualsiasi altra città il tifoso di una società in vendita, ridimensionato e con Astori capitano non sarebbe un tifoso a pezzi come noi, ma a chicchi. Città dura, sarcastica, chiusa, in prima superiore la Burbassi era arrivata da appena un mese a Firenze, quando il primo giorno di scuola il professore le chiese di presentarsi, disse il suo nome e tutti si misero a ridere per il suo accento pugliese. Sembrava Cassano. Ci rimase male e si guardò intorno come Babacar provato titolare in settimana e poi schiaffato in panchina, solo uno non rideva e la guardava con simpatia, il Centi, suo marito.

venerdì 1 dicembre 2017

Anche San Frediano non è più quello di una volta


Piaccia o no il fatturato della Fiorentina non consente di toglierci la sete di successi, i costi vanno tenuti sotto controllo e le ambizioni si ridimensionano, considerato che oggi anche i sentimenti hanno un costo e che per un “ti amo” devi considerare le spese di spedizione. Non sono più i tempi di quando perdevamo un dentino e in cambio trovavamo una moneta, a qualcuno forse è successo addirittura mentre il Verona vinceva lo scudetto, oggi se perdi un dente di ceramica c’è da sperare di trovare almeno 500 euro sotto il cuscino per rimettertelo. Senza contare che il 30 novembre del ‘79 usciva “The wall” dei Pink Floyd e lo stesso giorno dell’82, “Thriller” di Michael Jackson. Altri tempi, altre storie, altri terzini destri. Per fortuna con gli anni cominci a selezionare i ricordi e memorizzare ciò che vale veramente la pena ricordare tipo Sportiello, Laurini, Pezzella, Astori, Biraghi, Benassi, Badelj, Veretout, Chiesa, Simeone, Thereau. Tempi in cui è giusto assumersi tutte le proprie perplessità. Purtroppo anche San Frediano non è più quello di una volta, tanti, troppi quarantenni, passivi, annoiati, indifferenti alle decisioni del VAR, demotivati dal fair play finanziario che ritornano vivi per pochi minuti, solo al passaggio di un bel paio di poppe. E so che in certe altre zone della città per sentire l’atmosfera natalizia bisognerebbe far sparire Biraghi. Comunque dati cause e pretesto, le attuali condizioni, come direbbe Guccini, non mi sento in colpa a gioire per un punto strappato contro la Lazio, quando invece vedo in strada tante puttane lì allora mi sento in colpa a non fermarmi. Mi fa gola anche un pareggio striminzito? Si e non è niente, sono fragile e tenero come il tonno che si taglia con un grissino, tanto che quando sono a sentirmi in colpa mentre transito per certi viali frequentati da signorine vestite con personalità ed estro, mi commuovo davanti ai lampioni guasti, quando iniziano a lampeggiare prima di spegnersi.

giovedì 30 novembre 2017

Le coordinate della fiducia


Ogni tanto esce fuori uno stordito che sostiene a gran voce “La terra è piatta”, pur non avendo approfondito l’argomento più di tanto per mancanza di tempo, nego categoricamente. La Beatrice fa Terra di cognome. Una donna forte che non ha certo bisogno di sostegno (push-up). Non come certi giocatori modello Callejon che ormai si buttano anche nel calcio balilla. E visto cosa significa o ha significato il bar per ogni tifoso, non è un caso che l’osservazione dell’acqua dopo il caffè, nell’editoriale di ieri, abbia animato la discussione, oggi voglio mettere l’accento sul fatto che una decina di anni fa il barman ti faceva un cocktail in 3 minuti, oggi fanno acrobazie, si chiamano magari anche bartender, ghiaccio spaccato a mano, un’oncia di qua, un’oncia di là, lime ma zeste naturalmente, un bar spoon di whiskey non ce lo vogliamo mettere? Alla fine non resta che prendere un Crodino in ricordo di Baggio e di quella bella maglia della Fiorentina. Girando per la città vedo bandiere Viola qua e là e capisco questa voglia di manifestare la propria fede senza bisogno di festeggiare niente, vedo però decorazioni natalizie già a novembre e forse mi sono perso qualcosa. Nasce mica prematuro? Così a forza di dire cazzate la Rita è arrivata al punto di sostenere che uso il blog come alibi, in poche parole il poco tempo libero che ho, pur di non fare attività fisica lo utilizzo per scrivere, conosce bene la mia indole sedentaria, con spiccati tratti d’indolenza alla Babacar. Come se saltare le pozzanghere non fosse sport. E poi se andassi in palestra o a correre come farei a chiedere di trovare dentro di voi la fiducia che ci vuole per continuare a credere in questa Fiorentina. Attraverso il blog posso indicare le coordinate, la fiducia sta precisa tra il chiudere gli occhi e l’addormentarsi.

mercoledì 29 novembre 2017

Come i biscotti di certi pacchi


Quando vedo gente bere acqua dopo il caffè e non prima mi viene in mente il senno di poi, la scienza esatta a cui attinge il tifoso dopo il triplice fischio. Io che invece mi limito a constatare quanto può essere Figo uno malgrado certi pantaloni. Io che però non faccio testo visto che per risolvere il problema delle fake news avrei pensato che fosse sufficiente aver conseguito la quinta elementare. Poi è tutto soggettivo, la Burbassi che andava dicendo di non averci più visto in giro da quando è nato Tommaso, non si vede più in giro. Così Simeone non segna per colpa di Pioli o per colpa sua? L’Istat intanto ci dice che in Italia ci sono sempre meno bambini, ma li avranno contati quelli che i Della Valle devono spendere solo per farli felici, e quelli che l’importante è che se ne vadano, ma non possono andarsene senza acquirente? Mentre ora che si sposa Henry ci sarà chi ha perso anche l’ultima possibilità di diventare principessa, dopo aver già perso la finale di Coppa Italia contro il Napoli. La Nazionale, il calcio in generale per me è come i biscotti di certi pacchi, sono quasi tutti e rotti e quindi non me la sento proprio di criticare i Della Valle. Anche se devo riconoscere che uno dei fattori maggiori di aggregazione resta sempre l’inveire condiviso contro qualcuno, meglio se allenatore. E a chi mi accusa di essermi sfregato le mani per un misero punticino a Roma tengo a precisare che ha preso fischi per fiaschi come quando guarda le partite, perché sfregavo nella speranza che uscisse il genio che poi andava in panchina per far esordire Hagi. Senza un genio in panchina le donne del Fronte Gobbo Interno vanno ormai allo stadio con la stessa sgradevole sensazione di quando tornano a casa stanche e vorrebbero che quel buon odore di mangiare venisse dalla loro casa, ma da lì non può venire se non lo fanno loro.

martedì 28 novembre 2017

realismo e speranza


Il mio appello ai tifosi è quello di esserci sempre, anche quando ha il ciclo. Mentre Pioli deve farsi venire qualche idea geniale tipo quella di Berlusconi che togliendo l’Iva sul cibo per cani di fatto favorisce tutti quei ristoranti dove si mangia male. La Rita tratta l’argomento Pioli come se fosse economia domestica, leggendo con la coda dell’occhio sul blog sostiene che il tifoso va anche oltre i demeriti dell’allenatore per sopraggiunti problemi di fiducia nello stesso. Lei ci si rivede come quando dei 26 lavaggi per fustino dichiarati dal produttore riesce a farne sì e no sette. E la coda dell’occhio di una donna si sa è un senso a parte, così come il senso di appartenenza di un tifoso è il sesto. Io certezze non ne ho se non quella che anche quest’anno vincerà il panettone. So poco o niente anche di me stesso e quel poco non è servito a capire che non dovevo apprezzare i Della Valle. Il problema poi è che le cose che ci servono tipo una nuova proprietà sono sempre lontane da noi mentre tutto l’inutile possibile, compreso Pioli, sono sempre davanti al cazzo. Che poi se mai sarà un disastro questa stagione potremo sempre consolarci con una bella colonna sonora di Narciso Parigi. Dalle nostre parti che di amico c’è soprattutto il fuoco, il realismo va vissuto con estrema raffinatezza in modo da soffocare la speranza senza ucciderla. In un gioco erotico. E infine un appello in favore di Mastella, facciamo giocare il Benevento contro il Benevento, chissà mai che un punto lo prenda.