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martedì 3 luglio 2012

Melanconia


Per alcuni la Nazionale è stato purtroppo solo un doloroso viaggio a ritroso verso l’epicentro dell’abbandono, un trauma dovuto allo smarrimento della figura del proprio Santo protettore, un’autostrada del dolore talmente lunga e diritta, che la psicoanalisi lo definisce un “dolore Prandilineo”, senza curve e casello d’uscita, con l’abbandono della propria passione in un’area di servizio, trasformando un esistenza fino a quel momento felice in una vita da cani abbandonati. Questo blog che è invece dichiaratamente curvilineo, e lo dimostrano i tanti culi che spesso ne sintetizzano il pensiero, è sicuro di poter far sparire quella tristezza costante, e lo può fare grazie a studi approfonditi e di prossima pubblicazione, attraverso una sperimentazione effettuata su uomini maschi adulti dall’alto tasso di testosterone nel sangue, uno studio che basa la sua efficacia sulla sostituzione dell’immagine dell’icona bresciana del dolore, con quella di culi prodigiosi in grado di distrarre quella malinconia e trasformarla in melanconia, che altro non è che la venerazione delle mele. Certo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma la serietà dei nostri studi ci permette di affrontare il problema in diversi step, perché sappiamo benissimo che  un paziente affetto da dolore Prandilineo, messo difronte a un culo sfacciatamente curvilineo subirebbe l’equivalente dello shock anafilattico, che l’analisi freudiana definisce anofilattico. Per questo motivo il blog oggi pubblica gratuitamente la prima immagine di un ciclo terapeutico all’avanguardia, che permetterà con possibilità di successo vicino al cento per cento, di uscire finalmente dalla spirale del dolore, e per farlo, come potrete vedere, il paziente affetto dalla depressione, potrà immergersi tranquillamente nel nero con il quale è abituato solitamente a convivere, che la nostra immagine offre in abbondanza per rasserenarlo e farlo sentire a casa, e poi lentamente intravedere quello che diventerà l’anticorpo della sua malattia, che altro non è che una gran bella parte del corpo. Il dieci per cento individuato invece come percentuale di pazienti che rigettano la terapia con sdegno sono stati raggruppati nella categoria dei metrosexual, il primo step dunque vuole far abituare gli occhi del Prandilineo all’oscurità del suo pensiero, e abbiamo  potuto constatare come negli step successivi  il paziente abbandoni con gioia l’oscurità sostituendola con la voracità di chi vuole vedere sempre meglio quelle curve, le uniche controindicazioni riscontrate riguardano quei pazienti che hanno associato la terapia curvilinea ad un eccessiva attività di autoerotismo da essa derivato, fino a riportarli nuovamente alla cecità, anche se questa volta si parla di un oscurità non dovuta più a traumi come potrebbero essere quelli di una ricaduta nel dolore Prandilineo oppure a seguito di un pugno che ne abbia danneggiato in qualche moodo la retina, niente più traumi psicologici o pugni quindi, ma una cecità più classica dovuta all’uso eccessivo delle pugnette.

37 commenti:

  1. Chiarificatore3 luglio 2012 09:50

    Non c'è il minimo dubbio che Prandelli , ipocrisia e manfrine sue a parte, in nazionale abbia fatto un ottimo lavoro e sarebbe una iattura se la lasciasse. Detto questo deve  lavorare ancora molto in un ambiente, e su questo ha ragione, non ancora organizzato e predisposto.Per spiegarmi meglio, provo a fare alcuni esempi che aiutano a capire le
    differenze che ancora ci sono tra il calcio spagnolo e quello italiano,
    nonostante la "cura Prandelli". Quante volte abbiamo visto centrocampisti italiani
    palla al piede incarognirsi in un duello individuale con l’avversario che lo
    preme alle spalle e poi magari perdere la palla ,quando sarebbe bastato alzare
    la testa per vedere uno o due compagni liberi in posizione migliore della sua
    ai quali passarla? Quante volte abbiamo visto un attaccante o un centrocampista
    italiano arrivare ai limiti dell’area avversaria e tentare un tiro  improbabile quando aveva uno o anche due  compagni che chiamavano la palla e che offrivano
    soluzioni migliori e con più probabilità di buon esito? Quante volte  abbiamo visto un difensore centrale italiano
    palla  al piede attardarsi senza sapere
    cosa farne per poi, premuto, passarla troppo tardi in affanno e male o
    addirittura ricorrere al lancione? Queste cose gli spagnoli non le fanno mai, e   sapete perché? 
    Perchè sono drogati. Ahahahahahahahah! Adesso ve lo spiego io come si
    chiama la droga degli spagnoli, si chiama Cantera, dove insegnano a tutti in
    tutti i ruoli ,indistintamente ed esasperatamente , la  tecnica del pieno controllo della palla  in qualsiasi situazione, ed a tutti in tutti i
    ruoli indistintamente ed esasperatamente non solo a non buttarla mai via ma a
    sapere vedere ed attuare sempre  la
    soluzione migliore, quella che da la più alta percentuale di possibilità di
    prevalere sull’avversario. Cose semplici si potrebbe pensare, ma che nessun
    altro fa in modo così generalizzato,esasperato, scientifico e continuativo, e che
    invece vanno fatte e curate PER TUTTI I RUOLI come e più della parte atletica,
    e  che consentono di attuare con estrema rapidità a facilità e con più efficacia
    qualsiasi modulo di gioco.
     

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  2. Io direi che il segreto, oltre ad un ottimo controllo di palla in velocità, è il movimento. E' vero che difficilmente vanno oltre i due tocchi, ma è perchè almeno un paio di compagni si son mossi per fornire opzioni di appoggio e c'è l'abitudine mentale a cercarli. In questi movimenti, in genere di breve respiro, quindi non richiedenti grossi sprechi di energia, risiede il segreto, perchè disorientano gli avversari che dovrebbero recuperar palla, e quando il disorientamento arriva vicino alla porta, patatrac! Quando è finalizzato all'offesa questo movimento è l'essenza del calcio, quando è finalizzato al controllo palla e alla difesa, è anch'esso abbastanza palloso, utile ma non certo bello.

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  3.  Un'Africa che intravede...
    Ciao,
    le
    linee del culo che ci proponi,promettono bene,speriamo poi che,al tira
    via il velo come ad una mostra,non siano quelle che ama Deyna ben
    camuffate,ah ah.
    Vorrei
    dire due paroline sulla,per me,boutade del doping spagnolo.Non mi
    addentro nei casi di ciclismo,atletica e tennis,solo a volte,vedendo
    Nadal che fa i 5 set con la naturalezza con cui io faccio le scale di
    casa,qualche interrogativo me lo chiedo,ma non mi garbano le
    dietrologie,e mi piace piu'pensare che si tratti di un superman.(nella
    Juve di Lippi era facile vederlo,chi si ricorda,es.,la prestazione di
    Torricelli in finale contro l'Ajax?)
    Per me si aiutano come
    tutti,ne'piu'ne'meno.Tutte le volte che vedo giocare il Barca,come
    la Spagna in finale,non mi e' mai venuto il sospetto,perche'mi dico
    sempre che giocano la palla e non durano fatica.Chi ha un po'giocato,a
    tutti i livelli,sa bene che avere il pallone tra i piedi,fare 700 corti
    passaggi a partita,e in pratica accorciare il campo del 50%(questa e' la
    difficilissima tattica dei catalani e per comuni mortali possibile solo
    in partitelle di allenamento)permette di correre meno,non a vuoto,e
    soprattutto con meno frenesia.Quando devono recuperare fiato,cominciano a
    darsela nei dieci metri,per poi fare quello verticale che
    e'mortale(vedi gol di Alba e tantissimi che sappiamo a memoria)
    Risultato:una squadra cortissima,che,con'l'organizzazione,unita alla tecnica cui Chiari si riferiva,si permette di avere piu'lucidita'ed efficacia.
    Quindi,oltre
    che inelegante adombrare una prestazione superiore con
    sospetti,e'superficiale e priva di fondamento,fino a prove contrarie.
    L'Italia
    ha giocato con giocatori base in non perfette condizioni(non voglio
    ritornare al tiritera Prandelli che tanto sappiamo bene gli errori
    commessi)che anche se erano al meglio erano stanchi,si e' dunque
    allungata,e cosi'ha corso il triplo,senza costrutto e con il cervello
    annebbiato.
    Ecco
    che,di contro,la prestazione della prima giornata,con giocatori freschi
    e con la giusta tattica,ha la sua giusta motivazione.
    Onore a loro,meno a noi.(plurale maiestatis)
     
    Lele

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  4. Chiarificatore3 luglio 2012 12:47

    Quanto a ciò che il Poeta oggi ci fa intravedere, io non mi fido. Amo le cose tutte bene in chiaro, così come il mio nick lascia intendere. Conoscendo poi la  perfidia di Pollock e coi tempi che corrono le brutte sorprese sono sempre dietro l'angolo. Pollock se vuoi un giudizio  su quel culo accendi la fottuta luce! 

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  5. Chiari si sta parlando di una terapia contro il dolore Prandilineo, il primo step non può prevedere quello che chiedi causa shock anofilattico, come ho già spiegato, ma se mi mandi una cassa di Pigato, privatamente te lo mando illuminato a giorno. 

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  6. Chiarificatore3 luglio 2012 13:10

    In ogni caso varrebbe il detto del prima vedere cammello, che con quelli come te vale il doppio, poi, piuttosto che rimetterci una sola goccia di Pigato, me lo immagino come voglio io, a gratis, quel culo.

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  7. Per me è una pesca e il poeta ci piglia per le mele

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  8. D'accordissimo con quanto detto da Chiari, Lele e Jordan. Sono movimenti che gli spagnoli ormai imparano e automatizzano fin da bambini, a questi giocatori ormai viene naturale pensare in termini di "rete", una tela intessuta lungo tutto il campo, cercando di mantenere sempre le giuste distanze tra i giocatori e tra i reparti, muovendosi all'unisono, e offrendo al compagno con la palla sempre almeno due soluzioni. A volte visto dall'esterno questo possesso palla può risultare anche palloso e stucchevole, ad esempio quando è fatto per irfiatare o per difendersi tenendo il pallone, ma se ti metti nel cervello di questi giocatori capisci che anche in quei momenti si stanno divertendo un mondo. E gli avversari scoppiano mentalmente ancor prima che fisicamente, dalla frustrazione...

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  9. La Spagna se gioca come sa non perdona.  Non ho mai visto una squadra così squadra e tesa a finalizzare ogni azione, a sfruttare ogni centimetro del campo, l'avversario in soggezione si mata da solo.  Ha ragione Deyna, giocare contro di loro può essere origine di turbe psichiche,  chi siamo...da dove veniamo...dove andiamo...  Per tornare alla foto per me quella è un eclisse di culo.

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  10. un'eclissi, sorry

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  11. Anche nel caso della DDR non si può dire che non si fosse di fronte a sistemi di allenamento accurati e scientifici, che hanno influenzato le metodologie di allenamento in  tutti i campi dello sport ed in particolare nell'atletica. Ma sullo sfondo c'era un uso massiccio del doping. Quando si analizzavano i successi degli atleti dell'est di solito si chiamavano in causa le raffinate tecniche di allenamento. Dietro le quali, però, si celava una realtà diversa.

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  12. Attila, l'avversario, nel caso dell'Italia, si è matato da solo aldilà dei meriti delle furie rosse. Quindici giorni prima avevan fatto molto meno i galletti, quattro giorni prima col Portogallo, idem. Dipende anche da chi hanno di fronte. Se non hai gambe e testa e regali un goal dopo un quarto d'ora ed un uomo nei 35' finali, non è più una partita di calcio, ma un massacro. Casillas alla fine si è incazzato con i suoi ed ha gridato: "Basta, rispetto per l'Italia!". In realtà il quarto goal a partita starvinta ed in superiorità numerica se lo potevano risparmiare.

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  13. Chiarificatore3 luglio 2012 22:13

    Ludwig ti prego di documentarti o di informarti meglio prima
    di sparare  giudizi, altrimenti rischi di prendere delle cantonate pazzesche. E’ assolutamente infondato infatti   anche quanto sostieni a proposito della DDR, e
    te lo posso dire per esperienza diretta avendo una figlia che si misurò con
    nuotatrici DDR, anche in casa loro, negli anni 80. La DDR ottenne successi ,clamorosi
    in campo femminile per il doping ormonale, soprattutto in discipline quali il
    nuoto , l’atletica leggera e pesante, dove l’aspetto tecnico era di gran lunga
    secondario rispetto a quello prettamente fisico. Ti sbagli di grosso anche in
    relazione ai loro allenamenti che non avevano nulla di evoluto e sofisticato tecnicamente
    rispetto all’occidente, erano soltanto molto più intensi grazie alle maggiori
    prestazioni in termini di potenza e resistenza consentite dal doping. La loro
    scienza era sviluppata quasi esclusivamente in laboratorio ed era chimica più che fisica e per
    niente tecnica. Nelle discipline più tecniche infatti, quali ,ad esempio, il
    calcio, il tennis , il basket,  la DDR anche negli anni del doping , sia in campo
    maschile che femminile, non ottenne mai nulla.

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  14. Jordan, sono d'accordo con quanto dici. Penso che quanto detto da Casillas fosse per i minuti di recupero accordati incredibilmente. Il quarto gol se lo potevano proprio risparmiare, sti sboraccini. E li avrei anche assecondato un nostro giocatore assestare una stecca sulle caviglie di Sergio Ramos o di Torres. Era evidente che i nostri non ne avevano più e questi hanno continuato ad infierire. Ma la storia non farà sconti a questi boriosi spagnoli che non hanno il senso del limite. Questa me la sono segnata e spero di poterla vedere saldata prima o poi.... Sulla questione del doping, Ludwig, meglio abbozzarla, lo dico con rispetto per le tue opinioni, ma questa ora non si sostiene più. Chiari è un martello pneumatico che, se fatto partite, ti smonta pezzo per pezzo, hai voglia a rilanciare. Chiari "per la precisione" non te ne fa scappare una... :)))

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  15. Eccola, me la sognavo prima o poi di farla:
    "..., che se fatto partite" doveva essere "..., che se fatto partire". © Chiarificatore

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  16. Non sono assolutamente d'accordo sul fermarsi quando la vittoria sembra ormai acquisita. Posso capire che lo faccia, per risparmiare energie, una squadra che ha da affrontare una prossima partita difficile dopo pochi giorni, ma mai in una finale, o in un normale turno di campionato. Mettersi a palleggiare aspettando la fine della partita, con entrambe le squadre che smettono di giocare, è un'offesa al pubblico, e, per come la vedo, un'umiliazione ancora più grave per l'avversario. Sapere di essere stato volutamente risparmiato, da giocatore, non lo sopporterei mai, preferirei essere seppellito sotto una valanga di gol. Quanto al caso particolare, la Spagna ha fatto benissimo, oltretutto doveva dare una lezione agli italiani, dopo che questi ne avevano messo in dubbio l'onore paventando mezzo stampa il pericolo del biscotto. Già un lusso che non li abbiano sbeffeggiati, fortunatamente gli spagnoli sono signori...

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  17. Bella cazzata il mancato riscatto di Svedkauskas, grande talento...Tra l'altro oggi già si allenava con la Roma di Zeman, la faccenda mi puzza non poco, visti i trascorsi di Pradè. Non vorrei passare per vuturista, ma quando le cose non tornano van dette. 

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  18. Chiarificatore3 luglio 2012 23:39

    Questa di Svedkauskas è veramente inspiegabile anche per me, assomiglia a quella di Romizi, attorno al quale continuo a sentire puzza di bruciato.

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  19. Ok, Deyna, secondo me 4 pere sul morale di chi non può combattere ad armi pari fanno più male di chi conclude una partita con 2 gol di scarto, consapevole che poteva prenderne altri 2-3 e per rispetto non è stato seppellito sotto 4-5 inutili gol, perché impossibilitato a difendersi ad armi pari (e con un giorno in meno di riposo sulle gambe...) Il quarto gol in particolare sa di esagerazione, con due giocatori freschi contro i nostri mezzi zoppi e con un giocatore in meno. Passare alla storia per aver segnato 4 pere ad una squadra in dieci dal 20' mi sembra una prova di forza apparente, come ha giustamente notato Jordan. Sul biscotto, poi, ti sembra che non fosse il caso di paventarlo? In effetti proprio noi ne siamo stati vittime nel 2004. Mi sembra che potessimo avere il diritto almeno di temerlo. Poi onore agli spagnoli sia per la partita con la Croazia che per la finale giocata alla grande, certamente, ma stragiocata contro una squadra a pezzi (per colpe anche del suo allenatore certamente e dell'ultimo cambio scellerato). Il paragono, poi, tra finale e partita di campionato regge poco, in quanto una finale che si sta vincendo per 3-0 a 10 minuti dalla fine con un uomo in più è, direi, segnata. In campionato, dato che ora vale la regola che si conta la differenza reti in caso di parità (Man City insegna) ha un valore sportivo diverso, benchè sia una volgare partita tra 38, mentre una finale è ben altra cosa. Se fossimo stati in 11 contro 11 non ne avrei fatto una questione così....

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  20. Il mancato riscatto del giovane portiere mi sembra una questione un po' preoccupante. Non lo conosco bene, ma essere premiato come miglior portiere di un torneo come quello di Viareggio mi sembrava un buon segnale...

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  21. Spagna e italia son partite alla pari, gli spagnoli avevano un giorno di riposo in più, ma avevan giocato 120'  più rigori anziché 90', ai fini del recupero è la stessa cosa. Nel calcio poi non si sa mai, quella finale di CL in cui il Milan vinceva 3-0 sul Liverpool per poi venire rimontato insegna, meglio mettere il risultato al sicuro. Le insinuazioni italiane sul biscotto poi, ripeto, erano gravemente offensive, e meritavano spietatezza.

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  22. Deyna spietatezza agevolata da un non recupero nostro contro una condizione eccellente loro. Noi con giocatori rotti, sulle ginocchia e loro tirati a lucido come nella prima dell'europeo dove hanno dovuto rincorrerci. Sul biscotto ti ha già edotto Orcio, sui signori agli spagnoli concordo, molto carini nel dopo partita, ma si sa, con un trofeo in pugno si rende sempre l'onore delle armi. Mi sfugge la tua ammirazione per il calcio spagnolo sbeffeggiando il nostro, quello si, ti riesce bene, ti auguro di festeggiare con loro altri 3 mondiali, allora, se e quando ci raggiungeranno inizierò a battergli la mani anche io. Non succederà, forse fra 200 anni arriveranno a 4 titoli ma saremo sempre in fuga rispetto a loro, due spanne sopra, mica tanto. Potranno riuscirci se allenteranno i cordoni dei controlli in campo internazionale ma non credo succederà. 

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  23. Deyna in 11 contro 11 può avere senso quello che dici ma in 11 contro 10 e con altri 3 giocatori (Abate, Bonucci e Balzaretti) che stavano in piedi solo per onor di firma secondo me Casillas si è dimostrato corretto nel chiedere che la partita finisse.

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  24. Bene, se la notizia del mancato riscatto di Svedkauskas fosse vera (io finché non c'è l'ufficialità sono come S.Tommaso), direi proprio, ed uso un eufemismo, che Pradè non sia partito affatto col piede giusto. Sinceramente, da non esperto del settore, a me sembrava un gran bel portiere. Io non mi rendo conto com'è possibile privarci di un talento come lui x vederlo poi magari sbocciare alla Roma. Roba dell'altro mondo!!!!

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  25. Oh Deyna, ma come fai a paragonare un Liverpool Milan 3-3, gara giocata in 11 contro 11, con la partita di domenica sera che noi abbiamo concluso con un uomo in meno e con 3 incerottati? Mi viene in mente la partita scapoli e ammogliati di Fantozzi che finì con la vittoria degli ammogliati per 3 infarti a 2 annegati solo che stavolta gli incerottati erano tutti da una parte, la nostra!

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  26. Antognoniforever4 luglio 2012 07:01

    Deyna, in generale hai ragione. Nella finale di domenica, pero' eravamo in 10 contro 11 e, anzi, dati gli acciacchi finali di Abate e Balzaretti, era come fossimo 8 o 9 contro 11.
    Cosi' e' facile fare gol.

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  27. Non so quanto volevano per Svedkauskas quindi non mi posso pronunciare. A me pare molto più grave perdere Neto, che abbiamo anche pagato discretamente, per andar dietro a un Viviano, che è peggio e che costa sol per supposti fini emotivi di arruffianamento con la parte più imbecille della tifoseria.

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  28. Non credo che se il Milan avesse vinto 3-0 al 42' della ripresa contro un Liverpool nelle condizioni dell'Italia domenica avrebbe rischiato qualcosa. Si sta parlando del quarto goal. E' comunque constatazione marginale, a buon rendere.

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  29. Chiarificatore4 luglio 2012 08:37

    Io sono d’accordo con Deyna, sarebbe stato molto più
    umiliante se si fossero fermati, anche in quelle circostanze,  per non infierire, e magari avessero palesemente
    rinunciato a segnare il quarto gol. Io non li ho  visti “cattivi”, li ho visti continuare il loro
    gioco che ha portato a quel risultato frutto anche delle nostre “menomazioni”
    che però tutto il mondo ha visto, così come tutto il mondo ha capito che quel
    risultato non rispecchia la differenza, pur esistente, tra le due squadre.  Sono cose che capitano nel calcio, altre volte
    gli infortuni giocarono a nostro favore, gli errori li commisero i nostri
    avversari non noi, noi dobbiamo solo portarci  a casa i quattro gol con dignità, riconoscendo
    il valore e la “giusta” superiorità dell’avversario, e traendone insegnamento e
    stimolo per la prossima volta, come dice Jordan. 

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  30. Chiari per quanto riguarda le tecniche di allenamento nella DDR mi sono documentato come faccio sempre prima di scrivere. Vedrai che per certi aspetti hanno apportato innovazioni interessanti. Ma come ho scritto sullo sfondo c'erano il doping e le cure ormonali. Per anni proprio le innovazioni legittime e le tecniche di allenamento corrette hanno mascherato quanto di marcio c'era sotto. Alla fine si parla di un numero di medaglie assolutamente non proporzionato rispetto alla popolazione di quel paese. Un fenomeno analogo investe ora lo sport spagnolo. Si sente il puzzo di bruciato, ma fino ad ora è mancata la prova regina, salvo che nel caso di Contador. Le tecniche per sostenere gli atleti sono le stesse nel ciclismo, nel calcio e nell'atletica e mirano ad un aumentare la  resistenza e ad alzare la soglia della fatica. 

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  31. Chiarificatore4 luglio 2012 13:10

    Non dire castronerie che non stanno né in cielo né in terra, Ludwig,
    nessuno al mondo, te lo assicuro, ha mai pensato che dietro ai successi della DDR
    nel nuoto, nel canottaggio  e nell’atletica, cioè  i campi ove ebbe successo,  ci fossero “raffinate tecniche di allenamento” , “innovative
    e corrette” , tutto il mondo sapeva FIN DALL'INIZIO che dietro c’erano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE gli
    steroidi anabolizzanti, punto e basta. Informati per cortesia.Così come è una
    cantonata pazzesca parlare di queste  presunte“
     raffinate tecniche di allenamento della
    DDR in  tutti ( sic!!!!) i campi dello
    sport”,  quando  i successi sportivi della DDR vennero solo in
    alcuni campi dove la tecnica incide meno, mentre qui si sta parlando dei
    successi della Spagna  nel calcio, cioè proprio dove
    la tecnica incide di più. Il fatto è che non ti sei documentato, o non ci hai
    pensato bene, caro mio,  e l’hai sparata
    a vanvera, così come non ci avevi pensato bene ed avevi sparato a vanvera il
    paragone Mourinho-Prandelli, nel come lasciarono, rispettivamente, l'Inter e la Fiorentina. Capita.   

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  32. Casillas che chiede all'arbitro di fischiare la fine senza passare per il recupero mi sta bene, ma che i giocatori spagnoli si fermino, no. Sarebbe stata una farsa, senza contare che ai giocatori fa sempre piacere segnare e mettere la firma su una finale europea, che Torres con un ulteriore gol sarebbe diventato il capocannoniere unico del torneo, ecc ecc...

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  33. A quel punto, se proprio la ritenevano un'umiliazione, gli italiani potevano chiudersi tutti davanti a Buffon, spazzare palla il più lontano possibile, ed aspettare così la fine della partita. Tanto ce l'hanno nelle corde, non gli sarebbe riuscito difficile...

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  34. Potevano tirare qualche pedata nelle rotule, Passarella l'avrebbe fatto, ed era argentino, e allora nessuno rischia un ginocchio per andare da 3-0 a 4-0. Ma Lucca è in Catalogna?

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  35. Nono, anzi, è feudo italianissimo, e più ancora juventino!

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  36. Altri tempi quelli del Caudillo, Jordan, allora anche se entravi all'altezza dello stomaco era dura pure rimediare un cartellino giallo, oggi basta molto meno per essere espulso!

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  37. Jordan io le avrei tirate ma sarebbe stato una macchia ancor peggiore del 4-0. I motivi della rotondità del risultato non sono ascrivibili solo alla cifra tecnica superiore della Spagna, in ogni reparto, ma al fatto che una finale 10 contro 11, sotto di due goal e con tre zoppi in campo non la vinci. Penso che a parti invertite, con noi sani, ci sarebbe stato lo stesso score. Non facciamone un dramma. 

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