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giovedì 17 aprile 2014

Tutta colpa di Santo Spirito

Avvicinai la Mirella in una pizzeria storica di via D’Annunzio, il Fiorella, lo feci con sottomissione e grande delicatezza, mentre sceglievo il tipo di mozzarella. Per poterla conoscere. Scelsi la bufala. Ho speso tempo, energia e denaro in questo lungo corteggiamento. Ho fatto appostamenti estenuanti, l'ho conquistata con la sensibilità  e i regali. L’ho seguita fino all’Antella dove viveva insieme alla sorella Ornella, in via della Sora Lella. A tutto questo bisogna aggiungere le perdite di tempo accessorie, ovvero la maggior cura del corpo, le sedute dal sarto e dall’estetista Lorella, solo per rendermi più accattivante. Ho comprato anche una cravatta di Marinella. La Natura, psicologa finissima, ha reso la strada verso il sesso molto difficile per il maschio, per evitare che egli si annoi. Poi mentre frequentavo la Mirella, vedevo che non rappresentava più il punto d'arrivo, non era lo scopo unico della vita, non era la donna ideale che meritava tutti questi sacrifici. Eppure stavo lottando come se fosse così. Pensieri che spesso facevo quando mi rifugiavo al parco dell’Anconella. Poi spegnevo la mia arsura da diabete con la Sanguinella, una spuma che in quel periodo andava per la maggiore. Nemmeno avessi mangiato le acciughe. In quei pochi momenti di lucidità dove non mistificavo la realtà ero consapevole che la donna ideale non esisteva. O non era quella. Così avevo diminuito le mie esigenze fino ad accontentarmi di una donna qualsiasi, di una donna come era la Mirella. Quando stavo insieme a lei, ero consapevole di questo. Vedevo tutti i suoi difetti: i capelli troppo corti, il bel viso che però aveva un sorrisetto da Pulcinella, quella spregiudicatezza nell’offendere e quella poca attenzione a difendere. Eclatante fu come non avesse mai pensato di mettere l’allarme in casa e continuasse a dare confidenza a quel vicino sulla sinistra, mentre avesse sempre ignorato Alonso. E poi i difetti psichici. La sua mancanza di cultura, di interessi oltre al calcio, la sua grande convenzionalità, la presunzione di certe scelte, i suoi bisogni creati dalla moda in voga a Barcellona. Poi la sua storia a Roma che l’aveva profondamente segnata. Odiava Romulo e Remo. Quando non c'era tornavo a desiderarla e a trasfigurarla con l'immaginazione. Nella solitudine esaltavo la Mirella sempre di più, come se fosse Simeone, me la raffiguravo bella grintosa, più intelligente, più desiderabile. La separazione rafforza l'amore, la lontananza accresce il desiderio perché, nella mia fantasia, la Mirella si avvicinava al modello ideale. Per uccidere la mia solitudine esistenziale nella quale ero precipitato il giorno dopo il divorzio con Prandelli, cercavo la compagnia di una donna. Quando sono deluso dalle donne vado a consolarmi con gli amici. Ma quando gli amici mi offendono ritorno agli interessi della mia vita, la Fiorentina, l’enogastronomia, l’arte e la poesia. Ma la Fiorentina è sesso, la poesia è sesso, l'arte, la musica e la religione sono sesso. Tutte queste cose sono surrogati del sesso. È l'energia sessuale, la libidine, che si incanala verso qualcosa che assomiglia alla donna, qualcosa associato alla donna. A questo punto allora, ritorno dalle donne. Alla fine ogni partner però mi lascia insoddisfatto, ogni interesse mi delude. Ma io continuo a cercare, mentre la vita scorre. Oggi c’è Montella, mentre Il mio prototipo di giocare ideale è stato Fiondella, lo ricordo con piacere, scomparso nel 2009 insieme alla compagna in un incidente stradale, perché dentro di lui c’era tutto quello che si poteva desiderare, ed era già sindaco reggente molto prima di Dario.

17 commenti:

  1. Quella di Bearzot innovatore non si po' leggere!!!
    S'infila sempre in discussioni in cui la portata della cazzata scritta non è rimediabile in nessuna maniera, ma non ci fa caso, anzi, la riscrive con convinzione. Uno che crede di conoscere un minimo di calcio si auto elimina da solo dopo un'affermazione del genere. Affermazione di natura belluina inerente al calcio ma tant'è.

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  2. Mi sento incompreso...

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  3. Bearzot come Michels. Cardarelli come Petrarca. Fred Bongusto come Frank Sinatra. Lud come Rocco Siffredi.

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  4. L'ultimo post è un disperato tentativo del cantastorie che tenta di salvarsi dalla decapitazione per aver annoiato il Re. Sciorina il niente assodato tentando il recupero in extremis, non ha ancora capito che a dimenarsi affonda inesorabilmente.

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  5. Che è successo Foco?

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  6. Gat mi ha ringraziato.

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  7. Mazzoleni a Firenze, la Juve ha inviato il killer per la Roma.

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  8. Dai precedenti che ricordo, penso che Mazzoleni più che altro sia uno dei principali uomini di Galliani, forse il principale da quando ha smesso Rosetti (e Farina e Morganti)

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  9. Desertificazione Sitollockiana oggi....pre-pasquetta?

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  10. Mazzoleni.... Quindi De Rossi può giocare con le mani?

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  11. Siete dei cafoni in un acquario che non sanno come e dove gioca Cuadrado. E attenti al tram!

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  12. Bernardeschi glaciale. Babacar Pirlesco.

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  13. E' un pazzo, adesso si vanta pure di aver capito prima di altri dove e come doveva giocare Cuadrado quando non ha mai spiegato quello che ha fatto, fa in campo e neanche le caratteristiche.
    Sui tram sorvolo, non basterebbe un prontuario con espansione a diciotto scaffali per racchiudere tutte le scemenze espresse, quella di Bearzot innovatore è l'ultima perla del milione di cazzate scritte.

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