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giovedì 12 gennaio 2012

Capitolare in una notte capitolina

Visto che i gol di Lamela sono stati almeno due si può senz'altro dire che s'è preso nelle mele, anche se la Fiorentina non ha dato affatto la sensazione di essere una squadra alla frutta. Anzi, nel primo tempo ci ha servito un piatto delizioso, cucinato da chef di talento ai quali è mancato solo il sale del gol, ingenuità di percorso che non cancellano però le qualità comunque espresse. E del resto quando ci sono delle occasioni così ghiotte è anche comprensibile che poi ci sia qualcuno che se le voglia mangiare, e Vargas questa volta non c'entra niente. I giovani del resto per crescere hanno bisogno anche di sbagliare, e allora, quegli stessi errori della linea verde si sono trasformati in campo, in Campus alLamela verde, shampoo profumatissimo targato anni 80, che un po' ci brucia negli occhi ma che poi aiuterà Delio a dare una bella lavata di testa a chi di dovere. E con la Roma che ha chiuso il lauto pasto del tre a zero con la torta di Lamele, a noi è toccato buttare giù l'amaro del risultato, l'Unicum neo di una prestazione, che non è stata così negativa come il largo passivo sembrerebbe raccontare. Salifu per esempio è stato un gigantesco frangiflutti d'ebano, e l'errore che macchia la sua prestazione, è una macchia sull'ebano che neanche si vede, e quindi per me la sua prestazione rimane comunque straordinaria, un po' meno quella di Neto, che dal cognome potrebbe sembrare addirittura una fermata della tramvia, e infatti al Neto passano i binari in mezzo alle gambe, che i giocatori della Roma hanno utilizzato per arrivare dritti al gol. Anzi, quella sensazione di giocatore ancora imberbe che Neto ha lasciato ieri all'Olimpico, ci serve per valutare più correttamente lo spessore e le garanzie che ci rilascia invece il buon Boruc, e anche per non farsi trasportare troppo dal romanticismo legato ai ricordi della squadra ye-yè. Personalmente gli errori dei giovani non hanno dato nessun fastidio e infatti ci scherzo volentieri, mi ha invece deluso di più la prestazione slavata di un giocatore come Montolivo, che invece avrebbe dovuto mettere sul piatto della partita la personalità per salire in cattedra e non invece per nascondersi dietro la lavagna. Ma siccome voglio pensare solo positivo, oggi dico, che se la Fiorentina aveva incardinato il suo progetto futuro su due giocatori come Jovetic e Montolivo, sarebbe stato un dramma se a rinnovare fosse stato l'uomo di Caravaggio e non il nuovo Baggio. Perché mentre Jo Jo illuminava a tratti la serata capitolina, l'altro ruminava in campo come la mucca Carolina. Simpatica animazione di quando bambini, prima di andare a letto seguivamo le sue avventure a Carosello, e che terminavano sempre con il formaggino Invernizzi da mettere dentro la minestra. Ecco, Montolivo pascola come la mucca Carolina nella sua eterna infanzia calcistica, e il formaggino si tuffa perfettamente nella sua personalità da brodo.

3 commenti:

  1. Chiarificatore12 gennaio 2012 09:27

    Coma sempre capita,Pollock, ti apprezzo non solo nell'arte dello scrivere ma anche nei tuoi giudizi tecnici, ed è soprattutto per questo che ti rimpiango nel sito dei siti. Ti appunto una sola cosa che secondo me hai dimenticato, il paradosso Lijajc, per quasi tutti, ieri deludente. Vuoi spiegarmi, allora, perchè il bel primo tempo di ieri con lui protagonista? Protagonista certamente anche nel male, solo per  errori di conclusione non così rari in quelle circostanze  e per grande merito del portiere avversario, ma sicuramente protagonista anche nel bene di un gioco spumeggiante,rapido, frizzante e penetrante? Vuoi spiegarmi  il  mistero di una Fiorentina che si ammoscia letteralmente nello stile dell'ex-capitano, guarda caso proprio dopo che Lijajc è uscito? 

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  2. Per me Lijajic non è nessun paradosso, ha dimostarto per la seconda volta consecutiva qualità fuori dalla norma e carenze tipiche della sua giovane età, gli errori poi fanno parte di questo percorso di crescita. Una squadra così giovane, tradita da singoli errori può comprensibilmente avvolgersi su se stessa, senza dimenticare che le squadre di Delio Rossi, se non riescono a mettere a frutto il grande dispendio di energie che il suo gioco richiede, sono soggette a prendersi delle belle imbarcate.

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  3. Per rispondere all'appello di Gatto Silvestro che generosamente mi rivolge sul sito dei siti, rispondo ribaltandogli l'appello. Vieni tu a omaggiarci dei tuoi interventi.

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