.

.

martedì 17 gennaio 2012

Tra supercazzola e incazzatura super

La sconfitta con il Lecce è stata salutare come una labbrata che non ho mai ricevuto e che non ho mai dato, perché in famiglia evidentemente siamo abituati ad essere malati. L'ultimo rovescio interno però è un punto di non ritorno, un acceleratore di particelle e ripulisti, per produrre fasci di ioni e coglioni che useremo per scopi di ricerca, come quella dei giocatori finalmente giusti sul mercato, per sostituire gli smaterializzati mollicci uomini medusa. Questo fascio di elevata energia creata dal rigore di Di Michele, ci permetterà di sondare oggetti di dimensioni molto piccole come il cervello di Cerci. I metodi per accelerare le particelle sono basati sull'uso di campi elettrici, magnetici e di calcio, con in particolare evidenza l'Artemio Franchi di Firenze. E' l'ora di sostituire i campi elettrici statici, ovvero quasi tutti quei bighelloni che se ne vogliono andare , ma non per passare agli acceleratori lineari che utilizzano campi elettrici alternati come gli impulsi al cervello di chi straparla e di chi stramangia. Ci vuole il ciclotrone, si, che finalmente abbia inizio questo benedetto nuovo ciclotrone, un acceleratore circolare come la sagoma di Vargas, ma se il ciclotrone va bene perché accelera principalmente ioni e protoni, cioè coglioni e caproni ad andarsene, è però poco adatto all'accelerazione degli elettroni per i quali si raggiungono subito velocità relativistiche come relativo è il fatto che Montolivo sia vertebrato. E allora vai con il betatrone che non è un modello di motorino, ma una macchina che sfrutta l'induzione elettromagnetica alla prostituzione, ovvero quel desiderio di offrirsi ad altri come Gilardino al Genoa. No, non basta, ci vuole il sincrotone che punta sulla sincronia dei movimenti, compattezza dei reparti e squadra corta, accelerazioni ottenute tramite cavità risonanti, vuote come certe zucche che risuonano come noci di cocco e testa di giocatore buona per portare latte di noce di cocco. Insomma ce lo dica Delio quali acceleratori ci vogliono per recuperare il terreno perso, se quelli ad alta energia in modo da spenderne un pochina in campo, o almeno per rivitalizzare certi morti nel caso non li volesse neanche il maiale. Oppure gli acceleratori a bassa energia, ma di quelli siamo già pieni, come del resto le palle, e allora forse ci vogliono quelli lineari come certe scelte dettate dalla logica e dal buon senso. I Della Valle oltre a mettere a disposizione i capitali per il restauro di monumenti, che sono opera meritoria, si adoperino anche in direzione della ricerca, con qualche bel milioncino in modo che si possa trovare il farmaco per curare l'intolleranza da passione che ha colpito copiosa la popolazione Viola. E quindi via al ripulisti dei finti turisti mescolati con quelli veri per poter girare in campo indisturbati senza fare una sega, tanto vi si riconosce, o almeno dite a Cerci che quando passa dagli Uffizi, quella gente in coda non è lì per chiedergli l'autografo, no perché sai, l'ultima volta s'era diretto tutto concentrato con la penna in mano verso un cinese, determinato a non sbagliare il proprio nome, si insomma, per fargli l'autografo della sua vita, s'è girato compiaciuto verso la fidanzata e gli ha detto “ hai visto mi conoscono anche in Cina”, mentre il cinese gli rispondeva “ ma vai a cacale”. 

18 commenti:

  1. Sulla grafia del termine c'è dibattito. I puristi propendono per "supercazzora", la vulgata è per la "l" finale.
    Fine di' ricreativo, principia i'ccurturale.

    RispondiElimina
  2. Lui ha detto, "visto che mi conoscono anche  a Cercina" e s'è preso una labbrata perchè di Cercina, pe' quell'artra, ce n'è una sola, lei. "O buffoni, no Cerci, no Coppa", e neanche party, ma quando tu parti? anzi, vu' partite tutt'e due? che aspettae l'8 settembre pe' la festa delle rificolone? Si continua co' i ricreativo, i'cul-turale ce l'ha belle fatto i'Lecce.

    RispondiElimina
  3. Mi verrebbe voglia di strappartele quelle mostrine caro colonnello dei suoi stivali lucidi, e senza neanche aspettare di andare in quella lurida palestra di Berlino. Io non so cosa cazzo combini in quella postazione pubblica, alla quale io peraltro non ti farei più entrare, so però che essendo un oltrarnista non vorrei diventare anche un oltranzista. Ora so che mi riscriverai da quella cazzo di postazione pubblica e io dovrò fare ancora il tuo amplificatore, e allora ti propongo la resa e ti concedo un esilio dorato con tanto di postazione Internet come cazzo si deve.

    RispondiElimina
  4. e patapim ... e patapum ... ma un si doveva pallale di Celci ?

    RispondiElimina
  5. Colonel Blimp (la lena manca, sul ponte sventola bandiera bianca)
    Pollock, per qualche giorno non posso e questa postazione, ti ripeto (di grande istituzione pubblica, che deve apparirti nell'IP), non mi consente altra scelta, almeno da me conosciuta ed esperibile (cosa vuol dire account google, livejournal, wordpress, typepad, aim, openid, nomeurl, sennò? Io ti avevo scritto dalla mia postazione due volte con Disqus, senza problema, ma qui non appare!). Ribadisco che l'opzione "anonimo" appare legittima, anzi è la prima proposta dal sistema. L'offesa alla British Army, quella non la sconto, però.

    RispondiElimina
  6. Colonel Blimp (la lena manca, sul ponte sventola bandiera bianca)
    Pollock,
    per qualche giorno non posso e questa postazione, ti ripeto (di grande
    istituzione pubblica, che deve apparirti nell'IP), non mi consente altra
    scelta, almeno da me conosciuta ed esperibile (cosa vuol dire account
    google, livejournal, wordpress, typepad, aim, openid, nomeurl, sennò? Io
    ti avevo scritto dalla mia postazione due volte con Disqus, senza
    problema, ma qui non appare!). Ribadisco che l'opzione "anonimo" appare
    legittima, anzi è la prima proposta dal sistema. L'offesa alla British
    Army, quella non la sconto, però.

    RispondiElimina
  7. Allora prenditi un 48 e vattene dal fronte

    RispondiElimina
  8. Sinceramente non so più cosa pensare se non che quelli che credevamo buoni, siano in realtà pessimi calciatori. Un po' come quando a 18 anni si andava al ristorante e si prendeva un "Capsula viola", come fosse un vino fra i migliori, solo perchè aveva quel nome così importante (così almeno a noi sembrava). Ora di viola c'è rimasto ben poco e le capsule bisognerebbe inserirle nel deretano a questi babbei per vedere se corrono un po'.
    Insomma mi è venuto il dubbio che più di questo non riescano a fare davvero e che i giocatori buoni li abbiano altre squadre. Non voglio soffermarmi troppo sulle scelte del buon Cesare ce ci ha privato di elementi che forse avrebbero fatto meglio e mi auguro che Corvino (sempre che non gli sia passata la voglia.......e purtroppo sembra così) sappia mettere due pezze per finire con dignità questa stagione.
    Non sono uno di quelli che vorrebbe lo sceicco, perchè quando vedo gli sperperi che ci sono dietro al calcio m'incazzo parecchio, però almeno la competenza per creare una squadra decente la esigo.
    Sinceramente non so più cosa pensare.............

    RispondiElimina
  9. Il Capsula Viola si è piano piano defilato fino a collocarsi nei frogoriferi delle pizzerie, e questo lo dico non in senso dispregiativo, perché non sempre è necessario e sostenibile economicamente pensare a una bottiglia importante. Un po' come Cerci, non sempre fa giocate importanti ma più spesso il suo gioco è privo di verve narrativa, è lento di pensiero, si insomma è proprio una pizza.

    RispondiElimina
  10. Chiarificatore17 gennaio 2012 18:58

    Il fatto è che l’ambiente fiorentino è più irascibile de quello milanese. Là si son liberati di gente come Kakà, Jbrahimovic, Eto’o, appena hanno detto di volersene andare, e nessuno ha battuto ciglio, nessuno ha parlato di smobilitazione. Noi abbiamo tenuto e stiamo tenendo, da due anni, i vari Gilardino, Montolivo, Vargas contro la loro volontà, ed i risultati si vedono. Lo  spogliatoio viola di questi tempi non lo governerebbe neppure il migliore degli allenatori. Non aver venduto, con coraggio e determinazione, i big disadattati al momento giusto, questo è stato l’errore più grave, tecnico ed economico.

    RispondiElimina
  11. Light_at_Two_Lights17 gennaio 2012 19:29

    Un classico della cucina toscana: la Cecina. Provala, è semplicissima e viene preparata con farina di ceci, olio, acqua, sale. La cecina è ottima se gustata da sola, con funghi o olio aromatizzato alla salvia, al basilico o al rosmarino. Può essere servita come secondo ma anche come antipasto, se tagliata in piccole porzioni.
    Un classico della squadra toscana della Fiorentina: la Cercina [nomignolo in voga in certi ambienti del sottobosco cittadino]. Provala, è semplicissima e viene allenata inutilmente da Delio purtroppo con farina tutta del sacco di Cerci, olio di semi di girasole, pianta con grande infiorescenza al capolino, ripieno di riccioloni che si girano al sole come una mai dimenticata frangetta bertoniana si nascondeva invece all’ombra, acqua lacrimale dei tifosi disperati, pochissimo sale in zucca. La Cercina è ottima se gustata da sola, dategli una palla tutta per sé e vi delizierà, con funghi porcini da Borgotaro (o borgataro?) o olio aromatizzato alla si salvia chi può che ‘un se ne pò più, alla basilica dove andare ad accendere un cero perché continui a rimpinguare le casse del Comune o al rosmarino, arbusto [sua frase preferita con la quale eroicamente sfida i difensori avversari: ar busto, ar busto, se hai coraggio tìrame ar busto ma nun me toccà rcapello…] che, da sempre, stimola la diuresi e la sudorazione di chiunque abbia la ventura non Simona di vederlo in campo. Può essere servita nel secondo tempo ma anche come antipasto nel riscaldamento, se ridotto in piccole porzioni di partita tende a non lasciar alcuna traccia di sé. Sarebbe un vero tiro mancino rifilarlo in terra d’Albione, che coppia farebbe con l’altro svitato, potrebbero anche essere due destini che si uniscono stretti in un istante solo.
    Anche senza fate, ritratto alquanto ignorante.
    Alla salute del guascone, berrò un goccio d'Armagnac!

    RispondiElimina
  12. Il cibo di strada (street food) è campo da me amatissimo e per questo più volte esplorato su Fi.it quando ancora non era salito al trono il Re Censo, o il censore come lo chiamano i gamberi. Tra l'altro ho indicato anche dove la si può gustare sia a La Spezia che a Livorno che chiamano 5 e 5 (5 lire di torta di ceci e 5 lire di pane), da Gagarin davanti al mercato. Quindi mi fai felice se riproponi l'argomento che io ho esteso naturalmente e per primis al lampredotto, ma anche al "pani ca meusa" (milza) che servono a Palermo (buono quello davanti alla "Vucciria" che io naturalmente possiedo in copia olio su tela 90x90, mentre quello di Guttuso-non Gattuso-mi sembra sia 3 metri per 3), cotto nello strutto. Mentre i funghi di Borgotaro mi hanno riportato alla mente Eugenio Bersellini. Noto con piacere che l'appetito vien mangiando.

    RispondiElimina
  13. Il capsula viola troneggiava nel frigorifero della Pizzeria Peter Pan di Milano Marittima (La FU pizzeria, ora rasata al suolo per gli appartamenti del buon Arrigo Sacchi) già ai tempi del mondiale nostrano. Io ero un volgarissimo comin, sbarazzavo tavoli pieni di briciole e bordi di pizza rosicchiati e spesso prelevavo bottiglie con mezza capsula viola e mezzo fondo in avanzo. Tempi in cui il povero pizzaiolo Ciro, ora in Cielo, smadonnava dal caldo e ascoltava la coppa Italia da una radiolina a 70°C piazzata nei pressi della bocca del forno. Deluso dalla fresca cessione di Baggio ero ancora inconsapevole dell'onta della B, che oramai non temiamo più. Casseci mi soprannominavano per il vizio di ripetere continuamente questa parola importata dal Brasile (Jordan, qui entri in gioco tu, ti dice niente?) dal titolare, Guido, che passava l'inverno nelle favelas di Belo Horizonte aiutando una missione di un prete cesenate. Cosa mi avete riaperto nella memoria....

    RispondiElimina
  14. Insomma Orcio, il fu pizzeria Piter Pan, il fu povero Ciro, il fu viola Roberto Baggio, speriamo che ora vada in scena anche il fu Mattia Pasqual.

    RispondiElimina
  15. "Casseci" è la pronuncia carioca (a Rio biascicano le finali "de" e "te" in "gi" e "ci") della parola "cassete" che è praticamente un paletto. Con facile sforzo di fantasia è usato, anche nel significato dell'intercalare del discorso, come sinonimo del nostro "cazzo".


    . Non so se

    RispondiElimina
  16. Pollock di "fu" ne dovrebbe andare in scena diversi e presto, ma il problema sono le nascite. Ne dovrebbero nascere anche tanti, belli, promettenti, pieni di significato, non tanti "fast food" con le seggiole di plastica. Ed il nostro approvvigionatore non mi sembra brilli per buon gusto negli ultimi tempi

    RispondiElimina
  17. Chiarificatore18 gennaio 2012 09:34

    Beh Jordan, forse per la prima volta l'approvvigionatore si sta giocando il futuro a Firenze.
    Soprattutto per non saper chiudere gli esercizi che non danno più utili.

    RispondiElimina
  18. Pollock, che tu ricami su un mio post con il tuo stile unico mi commuove!!! Jordan, sapevo che non avresti sbagliato il colpo. La variante dopo un paio di anni a cesseca divenne cazzaci con il buon Guido che in mezzo alla sala mi esortava: "cazzaci le due panne cotte al tavolo 15!" 

    RispondiElimina