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mercoledì 5 settembre 2012

Armani ha pochi ormoni

Giornata di considerazioni amare come quando ti accorgi che amare non vuol dire considerare la vita alla giornata, quando davanti a te c’è un progetto di famiglia e non la pontellizzazione in formato famiglia, una giornata di ripensamenti come quando uno prima infama e poi ama i Della Valle. Mi sento un po’ come un prete in crisi di vocazione, senza che questa volta c’entri in qualche modo Prandelli con la storia che sembra un prete, e neanche per quella sua fede Viola estinta con l’avvento sulla scena del diavolo bianconero. O forse si tratta solo della crisi di un cinquantenne allo sbando, non lo so, la mia alla fine è forse solo una richiesta di aiuto, anche se mi rendo conto di rivolgermi a persone che frequentano il blog, dimostrando così di essere più allo sbando di me, o forse il mio è solo un tentativo patetico prima di abbandonare, pur sapendo bene che le nuove geometrie della squadra, la palla deliziosamente a terra che veloce cambia di proprietà come i giudizi dei tifosi nei confronti dei Della Valle, sono argomenti che mi rovescerete addosso con rabbia, ricordandomi che la barcellonite è diventato un dialetto che in città si mastica ormai più del lampredotto, snocciolerete percentuali di possesso palla con l’arroganza tipica di chi supera costantemente il 60%. Ma non so se questo sarà più sufficiente, mi sembra che a niente sia valso nemmeno il tentativo di riempire la squadra di stranieri dai nervi di acciaio, fino a farne un organico tipico di un acciaieria piena di stranieri, se non addirittura di una conceria dove non c’è nessun limite agli extracomunitari, un ambiente in grado di temprarti e renderti adatto ad affrontare anche campi conciati male come quello di Napoli. Si è vero del rilancio, è vero che Jovetic è rimasto dichiarando di essere felice perché gli hanno fatto una grande squadra, è tutto maledettamente vero, Montella giovane, ambizioso ed elegante che Delio Rossi a confronto sembrava un profugo sbarcato a Lampedusa. Tutto troppo bello, tutto insufficiente però a trattenermi negli stessi pantaloni di sempre, anche se Montolivo l’ha preso nelle mele andando nel progetto milanista a più alta densità di smobilitazione della sua storia, di fatto prendendo l’asticella delle ambizioni diritta tra i denti, tutto questo mi sembra comunque non più in grado di farmi credere nel progetto. Troppi tatuaggi, barbe incolte come quella di Cassani, tagli di capelli come Hamsik, con il rischio che se hai un figlio in zona Mergellina ti torni a casa con la cresta, no, non ce la faccio, e poi Cecchi Paone e i metrosexual, il vuturismo, Della Valle che è troppo marchigiano e Viviano che è troppo fiorentino, e poi ancora Marotta che pensa di mostrare lo sguardo fiero della juventinità quando all’esterno appare invece una juventinità guercia e nessuno ha il coraggio di dirglielo, no, c’è troppa ipocrisia, è un ambiente troppo maschile anche se voi mi direte che c’è pur sempre Montolivo con la passata, perdonatemi ma ormai sono attratto da altri sport e non so spiegarmelo, ebbene si voglio abbandonare il calcio. Stamani mi sono svegliato provando un’attrazione irresistibile per il golf, e costretto a darmi una spiegazione, l’idea strampalata che mi son fatto è che sono stato influenzato da Batistuta o dai tanti ex giocatori di calcio che a fine carriera lo praticano, e poi sento il bisogno anche di fare delle sane arrampicate, sforzo fisico e non più passiva contemplazione degli eventi, pareti da scalare, e qua forse avranno influito tutte le arrampicate sugli specchi per giustificare il rilancio marchigiano denunciato invece come pontellizzazione. Ma se mi volete bene davvero datemi una sola motivazione per non frequentare più le palline fuori dal green, specie quando il green è così maledettamente folto e spettinato, e quando i tempi sono quelli delle pelate tipo Borja Valero, intanto per rifugiarmi a meditare su di un eremo, mi arrampico in seno alla mia passione per il seno.

159 commenti:

  1. Io mi aggrego alla spedizione ritagliandomi lo spazio di chi pianta l'asta su quel monte ( di Venere), e ci si ferma in meditazione attiva, durante questi lunghi giorni di pausa del campionato, sul tema : "Come andare, ripetutamente e con diverse soluzioni, a segno?".

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  2. L'importante è non far buca alla prima.

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  3. Ma la vera domanda è: pelliccia o non pelliccia?

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  4. Aquilani out anche contro il Catania.

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  5. Antognoniforever5 settembre 2012 09:45

    Mati titolare!!!

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  6. Io direi Migliaccio. Con già Borja e Pizarro il fosforo non manca e un mastino sulle tracce di Gomez che arretra spesso a cercar palla non mi sembrerebbe cattiva idea. Comunque se non conosce Montella le contromosse per il Catania allora non le conosce nessuno!

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  7. Ma la buca un n'è da quall'altra parte?

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  8. Ancora un si sa colonnello, certo che le tendinopatie achillee le sono uggiose e non rapide a guarire

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  9. Pelliccia, Venetoviola, pelliccia, l'esplorazione del mistero della foresta dove la metti altrimenti?

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  10. Alziamoli da terra con Migliaccio e abbattiamoli con Mati.

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  11. Appunto, dalla cima del monte parte la ricerca della buca attraverso la foresta, con calma e testa, c'è tempo.

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  12. Poi andiamoci piano con la
    categoria del medianaccio, troppo generica, perché lì dentro ci sta di tutto,
    occorre distinguere, e mi spiego. Ci sono gli quelli di rottura del gioco
    avversario  e quelli che sanno anche
    giocare la palla, e sempre come giocarla. Donadel e Pazienza non potrebbero mai giocare
    nel Barcellona, Gattuso e Benetti avrebbero potuto. Migliaccio, collocazione in campo a
    parte, appartiene, secondo me, alla seconda categoria.

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  13. Chiari ma anche camminare a piedi nudi nel green bello raso ha il suo gran perchè!

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  14. C'è un gli di troppo.

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  15. Che ne dite di un 4-3-3 così composto: Cassani e Pasqual esterni di difesa, Savic e Gonzalo Rodriguez, che talora io chiamo Gonzalez per crasi. A centrocampo i tre centrocampisti tecnici Aquilani, Pizarro e Valero con Migliaccio in attesa a bordo campo pronto a rilevare uno dei tre in caso di difficoltà difensive. E in attacco uno Jovetic unica punta con Mati a sinistra e Cuadrado a destra. Per me è equilibrata e produttiva nella misura in cui Mati e Cuadrado con la loro tecnica individuale riescono a scardinare le difese avversarie. Ho visto che Mati segnava moltissimo nel Colo-Colo. In Europa non si è mai ripetuto, ma forse con accanto Jo-Jo potrebbe rivivere quei tempi e darci quei goal di cui abbiamo bisogno. Dei nuovi acquisti è uno dei più sacrificati finora ma aspetto con ansia di vederlo.

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  16. Sei un modernista Venetoviola, io sono all'antica, in quel campo, secondo me, le cose troppo chiare impoveriscono, le selve oscure attirano. 

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  17. Chiari a casa di Pollock non poteva che essere così. Ludwig secondo me un centrocampo come dici tu sarebbe un sogno ma per poterlo rendere effettivo bisogna che Aquilani (soprattutto) sia al 100% della forma altrimenti il filtro diventa complicato con il solo Borja portato anche alla fase difensiva (Piz ha intelligenza tattica ma anche 34 anni). Mati è tutto da scoprire. I gol fatti al Colo non devono essere considerati secondo me visto che in Cile segnare non è proprio come in Europa (per dire credo che un Toni, per stare in argomento viola, a 35 anni correrebbe il rischio serio di vincere il pichichi)

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  18. Blimpe dicci di Spaccafirenze.

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  19.  Approvazione africana
    Caro
    Gianni,praticare il golf,e'la scelta piu'intelligente che puoi
    fare.Senza sarcasmo.E Bati...indimenticabili le18 buche come suo
    compagno,a Scarperia.
     
    Lele

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  20. Come si possa preferire Cassani a Roncagloia mi è difficile il comprenderlo, Cuadrado che parte alto ce lo vedo poco e Mati sulla fasci meno ancora. Il posto di Mati è quello del trequartista in un 4-3-1-2 che porterebbe necessariamente ad altri sacrifici, giustificabili solo da prestazioni notevoli dell' argento-cileno. Lo stesso destino ha Ljaic che non vedo proprio dove possa giocare, a parte qualche scampolo qua e là, come sempre in questi anni, ed è un peccato perchè nel suo ruolo non è male ed attualmente ci si impegna anche.

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  21. Su alcuni mediani non saprei che riprendere le parole immortali di Boskov, certo per gettare acqua sul fuoco (ahahahahahahah...) alla vigilia di un derby della Lanterna: «sei io sciolgo mio cane in giardino lui giocare meglio di Perdomo». Stasera, Pollock».

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  22. C''è anche Migliaccio da tenere in caldo, Veneto, nel caso in cui il centrocampo risultasse debole in interdizione. Si potrebbe partire, sopratutto in casa, con il 4-3-3 più tecnico e poi inserire Migliaccio dopo essere passati in vantaggio. Concordo e l'ho scritto che segnare in Europa è un'altra cosa e ancora di più in Italia, ma sicuramente gli inserimenti di Mati e Cuadrado farebbero molto male. 

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  23. Inarrivabile Boskov.

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  24. Rosa ricca, valori in movimento, soluzioni variegate, efficienza fisica da testare per certuni. Allo stato confermerei graniticamente la squadra di Napoli in difesa e in attacco, a centrocampo se sta bene Aquilani è imprescindibile, intoccabili Cuadrado di fascia e Borja universale (al San Paolo, però, non bello), in fascia sinistra porterei Romulo ma se Llama è tonato nei suoi cenci quest'ultimo di preferenza, Pizarroal centro  se ha i novanta minuti sennò Mati (anche staffetta) e allora si gioca a centrocampo più diffuso (come mi piace anche di più). Altre due cappelle in porta e mi attacco al telefono facendo il prefisso della Polonia e piangendo miseria.

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  25. Non c'è verso. Puoi provare con la cucina, puoi provare con la passera, non c'è verso!

    Si certo, con un ciuffo di pelo, un capezzolo o un paio di mele riesci ad ottenere una fugace occhiata di sbieco, ma non c'è verso: tira più un pelo di' Franchi che una pariglia di post cul-in-aria.

    Never mind the Pollock!

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  26. Ah ah  Pippo, vuoi scatenare la bagarre o quella bagascia che è in te?

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  27. Antognoniforever5 settembre 2012 12:02

    Ehehe, Perdomo in Sudamerica era considerato un grandissimo "volante", titolarissimo in quegli anni dell'Uruguay che vinse la Coppa America e del Penarol che vinse la Coppa Libertadores. Quando il Genoa prese il trio uruguagio Paz, Perdomo e Aguilera, il meno titolato e il meno conosciuto era proprio Aguilera, che invece fu l'unico a sfondare in Italia.
    Perdomo in realtà era troppo lento per il calcio italiano, così come lo era Andrade "er moviola" della Roma, che in Italia giocò malissimo, mentre in Brasile ancora adesso è considerato un grandissimo centrocampista (e con un palmares di vittorie con le squadre di club brasiliane di tutto rispetto).

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  28. Pensieri africani bonsai

     
    Colonnello,lo sapevo che piano piano ti convincevi...
    Lele

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  29. Lele, ma guarda che Mati mi piace un fottio da sempre né, come vedi, lascio una maglia a mio cane in giardino.

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  30. Anch'io credo che la squadra di Napoli abbia la struttura di base migliore, poi puoi cambiare questo o quello a seconda dello stato di forma. Di sicuro deve entrarci Aquilani, dietro ci si può ruzzolare un po' se Savic dimostrasse di essere forte davvero (ma Tomovic mi è piaciuto un sacco), LLama può dare il cambio a Pasqual, e Migliaccio a Pizarro quando non ce la fa o in partite particolarmente spigolose. Resta il problema utilizzo di Mati, che vedo difficile nella formazione base (a meno di indisponibilità di qualcuno), ma molto utile in corsa, anche per spezzoni più ampi dei 10-15 minuti di Napoli. Insomma oltre una base solida abbiamo anche valide alternative, fuori che davanti, dove son due + Toni, tutto il resto son rimediotti anche bravi ma che giocano fuori ruolo.

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  31. Africa sempre molto stringata

    E lo so,ti conosco troppo esteta per non inserire Mati,come so che ti garba,come a me,El Ham...
    Ero io,piuttosto,un ruvido Behrami ed ora Migliaccio...eh eh
    Lele
     

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  32. Colnnello, prima di chiamare la Polonia, una prova di qualche partita, per vedere davvero che bestia è, la devi fare anche con Neto. Poi a gennaio si decide come si va avanti e magari si telefona davvero in Polonia. Ma qualcuno parlava di uno scazzo con ADV che, se fosse vero, puoi risparmiarti il gettone.

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  33. Allora: (1) il green [pink?] lo voglio inderogabilmente rasato come da indicazioni di Montella, anzi, userei pure un erbicida (2) a gennaio per la telefonata in Polonia sarà troppo tatdi, ma sarà vera sta cosa dello scazzo con Andreino? Quell'"alleluja" calza fin troppo su misura per il personaggio Boruc (3) con quell'immagine di Gattuso a deturpare il centrocampo del Barça come un vandalo minorenne in gita agli Uffizi, Chiari, mi hai fatto sentir male...al limite al limite Benetti ci poteva ancora stare, aveva un piede e una visione di gioco più evoluti. Comunque il problema a centrocampo, come ahinoi prevedibile, temo che lo risolveranno le condizioni fisiche di Aquilani...

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  34. Mati non potrebbe fare l'esterno sinistro nel 4-3-3, Jordan?

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  35. Troverà spazio pure Mati, non tutti sono sempre disponibili al 100% e il bello della nostra rosa è che possiamo evitare di schierare qualcuno non al meglio schierando qualcun altro anche se variando il modulo.
    Anche io ho messo Cassani e non Roncaglia in un'ipotetica difesa a 4, Jordan, non tanto perché preferisca l'italiano all'argentino quanto perché ritengo che la difesa a 3 sia la soluzione definitiva per il modulo "titolare" e magari si può passare a 4 se dovesse mancare qualcuno dei 3 titolari. Poi sinceramente Facundo non l'ho mai visto giocare largo a dx e non so dire se sia meglio di Cassani che invece in una difesa a 4 so x certo che ci sta alla grande. Nel campionato scorso prima dell'infortunio stava andando molto bene poi è arrivata la difesa a 3 di Delio e lui ha sofferto molto lo spostamento a esterno di centrocampo semplicemente perché non lo è.

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  36. Deyna, sul punto uno, de gustibus....., sul punto due, vogliamo aspettare ancora un po' Viviano, o no? Sul punto tre confermo il mio  punto di vista e ti invito a riguardatelo Gattuso , sbagliava ben poche giocate e sapeva, come Benetti, quando era il caso, tenere
    in piedi la squadra da solo, e che squadra,non ti lasciar condizionare dal  suo stile certamente  più  “rurale”,
    anche rispetto a quello di Romeo, più eretto e autoritario e altezzoso, perchè
    nella sostanza del gioco, della personalità, della tecnica, della visione del campo, del fraseggio, e del peso in squadra, non c’era differenza, tra i due.

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  37. Camporese, non essendo ancora stato avvisato della cessione di Montolivo e Gamberini, si attrezza per i minuti di silenzio.

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  38. Quanto ad Aquilani anche io non vedo l'ora di vederlo al meglio, con quel 10 sulle spalle che ha i numeri per indossare degnamente, ma anche lui non è indispensabile. L'unico insostituibile è Jovetic. 

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  39. One-to-One Montella avrà spiegato ai suoi che a Napoli,per la viola,era solo allenamento,come una delle tante batterie olimpiche per determinare la griglia finale;il Plinio esegeta del sito pone quasi un interrogativo a se stesso,a noi,al quale risponderei a mo' di gesuita:quale motivazione?A domanda rispondo con domanda?Tu scrivi di uno sport(??!??)nel quale ci sono 2 sfere,una sopra l'altra,e bisogna colpire la più piccola.Gioco per virtuosi,placidi,quasi come un pescatore;tu sei tifoso virtuoso,come tutti qui,e non virtuale come molti tastieristi folli.Radio 24 ha parafrasato il blog,allorché ideò "Chiedo asilo" ma loro avevano budget,ascoltatori per inerzia e canovaccio.Qui no budget ma Migliaccio.Qui siam partiti dall'ultimo gradino e qualcuno è arrivato su,è progredito...altri stanno ancora pulendo il primo piano.Regalo al peggior offerente DVD del Colo-Colo campêon,quello col "Chupete" protagonista,dove gli spalti sono tutti come a casa del Chievo,quasi vuoti.Mati può spaccare le difese,come El Ham può segnare ma siamo sempre nel campo dell'intenzionalità.A Napoli è stato dimostrato che il cagnaccio/Migliaccio non è necessario,che il dirompente Zuniga ha dovuto fare retromarcia molte volte davanti ad un Cuadrado che sembra avere foglia di coca sotto la lingua e che Liajic e Seferovic non abbiano capito che i minuti concessi vanno usati per stravolgere,soprattutto se stessi,gli schemi e roccaforti avversarie;gli avversari grideranno "Vade retro,Borja Valero," ma la corazzata è pronta.In seno alle voglie del seno germoglia la voglia di evasione per il periodo di maledetta-nazionale-che-blocchi-il-campionato,c'è il desiderio di sfericità(presunta),il passaggio da tuberosa(patata)a frutto(pera) ed il golf è sempre il confronto con una sfera.Una sola.Non la coppia che rompono spesso sul sifone.Ieri è apparso un nick downunder "molto contro"....e noi che credevamo che i coglioni fossero solo due......(Boruc svincolato.....bzzzzzzzzzzzzzz........bzzzzzzzzzzzzzz.........bzzzzzzzzzzzzzz.........).

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  40. Ludwig, come dissi in un post durante le vacanze, il 4-3-3 vuole due universali di gamba anda e rianda e almeno uno del tridente che ritorna: al limite, Aquilani e Borja, se Aquilani sta bene, possono veder di coprire garantendo cifra di gioco, ma Mati non è un regista da un lato né un terzo d'attacco che stantuffi (circa Jojo e El Hamadaoui, di disposizione al sacrificio in retrovia non si parla). Insomma, il 4-3-3 deprimerebbe le risorse della squadra denudandone le carenze e togliendo peraltro un uomo al centrocampo laddove la difesa a tre sta funzionando egregiamente.

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  41. Mah, già mettere Benetti nel centrocampo del Barça lo vedo come un mezzo oltraggio, ma almeno l'estetica non ne sarebbe uscita così tanto insultata, e sarebbe venuto buono, oltre che per far muro, anche per i tiri da fuori. Gattuso ha smesso da poco col grande calcio, e me lo ricordo piuttosto bene. Sapeva contrastare, aveva peso in squadra, occupava bene gli spazi, ma non aveva assolutamente la tecnica, la visione di gioco e la rapidità di pensiero per dialogare con gli altri centrocampisti in un gioco come quello del Barcellona. Ma anche qui, ovviamente, sono opinioni...

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  42. Deyna, almeno uno che abbia i miei gusti. Eh eh. Sul medianaccio per il Barcellona stellare sai chi ci vedrei come un pisello nel bacello? Dunga. Con un Dunga al posto del pur eccellente Sergi il Barca sarebbe perfetto.

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  43. Fellaini a centrocampo sarebbe perfetto.Lui,il Cuellar dell'epoca moderna.

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  44. Dunga vorrebbe che il gioco filasse come dice lui, non era solo un randellatore, e questo i blaugrana, che hanno vinto tutto senza speculare sui lividi agli avversari, non glielo lascerebbero fare: direbbero «palleggia fino a mille al muro degli spogliatoi e poi ne riparliamo, intanto la palla gira come vogliamo noi».

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  45. Considerazioni che condivido Blimp. Tieni conto però che nel 4-3-3 ci sono anche due esterni bassi a presidiare le fasce. Dunque avresti a destra Cassani e Cuadrado, mentre a coprire le spalle a Mati potrebbero essere Pasqual o Llama. Nell'insieme penso che questa formazione avrebbe un certo equilibrio, anche se da Mati non credo ci si possa attendere un lavoro costante in copertura.

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  46. Colonnello io fui tra quelli che quando ancora si parlava di predilezione di Montella per il 4-3-3, vide, discutendone con Ludwig, nel 3-5-2 ( ma senza Cassani e Pasqual) il modulo che più poteva mettere a frutto il meglio di questa rosa. Detto questo ogni modulo sacrificherebbe qualcuno, quello adottato ora sacrifica, in qualche  modo, le attitudini sia  di Mati che di Lijajc. Non è detto però che il 3-5-2 sarà il modulo utilizzato sempre, ci sono gli avversari, lo stato di forma dei nostri, le loro prestazioni, i risultati del campo e la sapienza di Montella a condizionare la scelta del modulo più adatto.

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  47. Sopra, ho appena letto sul sitone  i due tuoi post delle 14,28 e delle 14,33 e m'inchino come dinanzi a Re Nudo un tempo. M'inchino, tanto per rimanere sul tema che toccavi nell'ultimo dei due, honoris causa... ahahahahahahahah!

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  48. Certo Deyna, stiamo parlando di opinioni e di esempi partendo da una considerazione sui medianacci, non dalle esigenze del Barcellona. Sullo stile siamo d'accordo, in parte anche sulla tecnica in senso stretto, però se vogliamo parlare di chilometri percorsi in una partita e di capacità di aggredire gli spazi, Gattuso si lascia preferire a Benetti.

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  49. Chiari, però devi fare le proporzioni, come fra le medie di Coppi e quelle di Armstrong pasticcato e flebato: il calcio Benecti temporibus era più statico, fatto di duelli individuali in tutti i settori del campo.

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  50. Ma Blimp, ti dirò. Nei miei quasi tre anni a Barcellona di partite ne ho viste e, credimi, non è che i blaugrana siano proprio dei femminielli. Randellano e anche parecchio soprattutto Sergi, Mascherano e il Piqueton, solo che, come ai tempi di Baresi e Tassotti, si fanno notare di meno. Sull'essere accentratore Dunga son d'accordo ma lo faceva quando la squadra lo necessitava. Secondo me è stato uno dei più intelligenti (calcisticamente) giocatori degli ultimi 30 anni e nel Barca di oggi lo vedrei alla grande. Poi, come si dice, son opinioni.

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  51. http://www.firenzeviola.it/?action=read&idnotizia=119777
    Affronto! Oltraggio! Vilipendio! Sacrilegio!
    Certo Stefano Borgi ha inserito Scirea nella stessa categoria dei Passarella e dei Beckenbauer!

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  52. COLONEL BLIMP,la guerra è sempre stupida e non la faccio con nessuno,tanto sia il passo del leopardo sia l'arrampicarsi sugli specchi presuppongono quasi lo stesso movimento,è questione di scelta.Allorché Adamo prese la mela(per un certo tipo di cultura)esercitò per la prima volta il libero arbitrio e ahimè fu l'inizio dell'inizio dell'inizio...e quindi ci sono gli iniziati del Vate(quello vero a me caro) e quelli che iniziano esercitare il benedetto libero arbitrio,che da piccoli é un'opportunità,da grandi una scelta(nella scelta);La sua lista di acquisti manco il Machester la sosterebbe.Io nudo non ho problemi,il musicante secondo me si ma il problema,credo,è che lui soffre di Sindrome di Asperger.

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  53. Per me se lo intendi come un esterno alto che deve giocar sulla fascia, no. E' un fantasista che deve svariare, nemmeno troppo distante dall'area perchè vede bene anche la porta.

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  54. Il tritacarne deluxe perfetto a centrocampo il Barcellona ce l'avrebbe già, è Mascherano, solo che per vezzo snobistico l'hanno spostato a chiudere i varchi lasciati in difesa. Ecco, da Villanova mi aspetterei un maggior realismo difensivo, col ritorno, dietro, a difensori tradizionali, ferma restando la loro capacità nel giocare la palla.

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  55. Sul piano del palleggio puro, Veneto, Mascherano è peggio ma non pretende di dettare i tempi, e nemmeno gli altri due, tecnicamente migliori (Piqué, poi, di piede sta a Dunga come io al papa).

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  56. Per me Roncaglia è meglio di Cassani in una difesa a 4 a 3 o a 1, perchè è molto meglio in difesa e buono anche in appoggio. Nel Boca l'ultimo anno ha sempre giocato in quella posizione tra l'altro. Comunque credo anch'io che si andrà avanti con la dfiesa a 3 che risolve al meglio la collocazio0ne di uno dei nostri punti di forza che è Cuadrado.

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  57. E' una sentenza dura, Sopra, perché su quel terreno sai che sta vincendo la scuola cognitivista, dopo lunghe illusioni bettlheimiane: non gli lasci scampo, al massimo qualche piccolo risultato con un grosso lavoro di fondo comportamentista-premiale.

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  58. Blimp adesso ho capito chi era quello vestito di bianco accanto a te nell'ultimo Angelus da Piazza San Pietro. eh eh eh
    Come ti dice anche Deyna Mascherano non detta perchè trasformato in centrale di difesa (e comunque con Xavi in squadra nessuno può dettare) ma nella sua precedente vita il suo ruolo era proprio di fare il Dunga (peggio di lui ovviamente) e comunque è il vero regista di difesa. Sergi non lo considero così tecnico. Imprescindibile per la squadra, dotato anche lui di notevole velocità di pensiero che gli permette di mimetizzarsi alla perfezione nel centrocampo blaugrana ma non così tecnico. Fa giocate semplici, passaggi al massimo di 10 metri ma questo gli chiedono e lo fa bene (intelligente ragazzo). Piquè,a mio modo di vedere, non è tutto sto gran difensore. Ho idea che in qualsiasi altra squadra sarebbe un buon difensore (questo si, a tratti anche motlo buono) ma nulla di straordinario (Costacurta nei suoi cenci era un'altra cosa per capirci) è che vive talmente in simbiosi con gli altri che cambiarlo sarebbe sacrilegio (oltre al fatto che è catalano e quindi di per se intoccabile).

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  59. Nessuno dei tre, Veneto, può dettare alcunché a quel popò di Dio che gli sta davanti e due dei tre sbarbano meno l'erba, quando colpiscono la sfera, di quanto facesse Dunga il quale aveva doti di trascinatore umorale ma per squadre di impostazione premoderna, di gioco rigido e con ruoli-nicchia, come nel presepe. Su Piqué in genere non sono d'accordo per il valore, che per me è insigne.

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  60. D'accordo su Busquets. Ma avete riesumato uno dei giocatori italiani da me più vilipesi, Costacurta Billy, un sopravvalutato al cubo, reso decente in mezzo a una difesa solo grazie alla presenza di Baresi [con lui a manovrare i fili e tagliare l'erba nei pressi dell'area con ferocia, financo un Natali avrebbe potuto giocare un mondiale]. Non sottovalutiamo troppo Mascherano in impostazione, però: agli inizi di carriera, quando era meno compres[s]o in ruoli tattici delicati e stringenti, si esibiva spesso anche in belle sferragliate e lanci al bacio.

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  61. Antognoniforever5 settembre 2012 15:47

    Il lavoro sporco del centrocampo blaugrana di solito lo fa Busquets, che comunque ha buone capacità di palleggio.

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  62. Via, Deyna, al bacio lascialo dire al fedele all'Alma, il quale ce lo mise nella lista della spesa quando costava il doppio di quanto costi adesso, se ben ricordi: se fossero stati al bacio al Barça non lo utilizzerebbero, del resto, come sguattero, le sue erano sventagliate. Su Billy d'accordissimo, aveva una sola cosa notevole, il sincronismo di coppia e l'attenzione sulle palle alte in area, per il resto un vangatore alla fine della giornata e che sia stato in Nazionale è una delle tante onte geopolitiche della nazione calcistica.

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  63. Deyna il mondo (del pallone) è bello perchè vario. Io Costacurta l'ho visto giocare bene anche senza Baresi (che è stato sicuramente un grandissimo) ma non per questo lo considero il migliore, anzi. Era proprio per proporre un paragone di come io non consideri così bravo Piquet (buono, ripeto, ma non eccelso). Antogno confermi quanto da me detto precedentemente. Sergi fa di professione il randellatore pagato a cottimo da Xavi che invece fa il maestro. Non l'ho mai visto fare un lancio più lungo di 10 metri e temo che se ci provasse chi siede in panchina se lo mangerebbe vivo. Blimpe chiaro che ognuno va rapportato ai tempi ed al tipo di gioco che si fa. Pochi sono i giocatori del passato che, paro paro, potrebbero essere teletrasportati nel tempo e potrebbero permettersi di scendere in campo domani senza alcun allenamento (tattico-fisico) specifico adatto al tempo attuale. Così spaziando ampio mi vengono in mente Crujiff, Di Stefano, Riva, Beckenbauer e sua maestà Maradona (attenzione non parlo di valori assoluti perchè in questo caso, ovviamente, Riva non entrerebbe nel novero). Nemmeno il Vicerè Do Nascimento potrebbe farlo (non ho dubbi che si adatterebbe in fretta)..... 

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  64. Antognoniforever5 settembre 2012 16:12

    Giusto, veneto, infatti Xavi si paga Busquets anche per la Nazionale spagnola (che poi a centrocampo praticamente è il Barcellona più Xabi Alonso).

    Visto che parliamo di Spagnoli, vi ricordate di quando avremmo dovuto comprare tale Calderé del Barcellona? Non mi ricordo, onestamente, né perché non l'abbiamo preso ne che fine abbia fatto.

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  65. Sì, è un discorso che Jordan estremizza, Veneto, e che io uso ma accetto fino a un certo punto, preferendo fare un prospetto di cosa avrebbero dato le metodiche moderne di allenamento e il mutamento degli schemi ai giocatori del passato. Posso dire, per quelli che citi, che una punta statica benché tonante come Riva non avrebbe eccelso oggi a meno di cambiare le sue abitudini di viziato (alzata alle 12, allenamenti pro-forma) e di reuccio (fece fuori Boninsegna perché gli faceva ombra, rifiutò sempre i grandi club per non mettersi in gioco). Crujiff vado a prenderlo con la macchina del tempo e nemmeno si accorge che siamo nel 2012, Di Stefano non se ne parla, Beckenbauer, che non potrebbe occultare la sua scienza comunque, avrebbe qualche difficoltà di posizionamento, Maradona sarebbe seconda punta senza remissione e ne sarebbe un po' limitato (si parla di centesimi, eh?), Pelè non potrebbe fare il genio senza mansioni e dunque assolverebbe a una mansione genialmente, Rivera dovrebbe fare quel lavoro sul fisico che Gipo voleva che facesse onde Giannino lo fece cacciare e allora sarebbe titolare a centrocampo di qualsiasi nazionale campione del mondo.

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  66. Calderè? Chi è costui? Quando? Proprio non lo ricordo. La simbiosi Xavi-Busquets ricorda un po' quella degli innominabili...mmff, gnnng,,,...non riesco a dire i nomi. Vediamo se indovini...Deyna e Blimp. Suvvia, Billy non sarà stato Nesta però manco sta ciofeca che dipingete. Insomma è stato nel grande Milan e  le capacità di sincronismo ed il tempismo in elevazione non mi sembrano qualità da poco con le difese in linea dei tempi moderni no? In Nazionale, poi, Blimp, ai tempi non è che ci fosse tutta sta concorrenza quindi il suo farne parte non lo considererei scandaloso.

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  67. Beh, beh, Colonnello e Venetoviola, anche quello è vero fino ad un certo punto. Già allora c'erano mediani che macinavano chilometri e aggredivano gli spazi più di Benetti, penso a tipi come Bedin, Bertini, Oriali, Lodetti e lo stesso Furino. Benetti aveva un'eccezionale e perfino troppo robusto senso della posizione che lo faceva essere sempre nel posto giusto per contrastare il gioco avversario, oltre ad una tecnica e una visione di gioco che gli consentivano di impostarlo al meglio.

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  68. TOCCA L'ALBICOCCA5 settembre 2012 16:32

    Appena ho letto il nome di Baresi ho mollato il mouse e ho alzato il braccio,mi dicono trattasi di riflesso condizionato.Niente gurdalinee però,solo un'attonita vecchietta del palazzo di fronte che scuoteva i'capo,si vede che unn'era fuorigioco...

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  69. Certo che sono due doti, Veneto, le ho citate obiettivamente, basta non avere solo quelle, quantunque spiccate. Altrettanto obiettivamente debbo dire che i tifosi del Milan, tutti ma proprio tutti quelli che conosco, forse per la sua lunga militanza ne hanno grato ricordo, più di altri autentici talenti che hanno avuto nella loro storia.

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  70. Antognoniforever5 settembre 2012 16:35

    Calderé: si parla dei tempi della Fiore di Eriksson.

    Veneto, per gli innominabili, ti riferisci a Platini e Tardelli?

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  71. Del resto, per dire, anche noi abbiamo mitizzato Beppe Iachini, che zoppicava peggio di Tersite e toccava palla come il suonatore la grancassa alla festa paesana.

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  72. Mi direte: era perché noi, all'epoca, avevamo poco altro, dunque siamo più giustificabili.

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  73. Chiari ovvio che i mastini pedatori, polmonati e sgobboni sono di ben più facile inserimento dei veri geni che però, nel passato, godevano di "tempi di ragionamento" ben maggiori di quelli di cui godono i Messi o i Ronaldo di oggi. Blimp sui comportamenti di Riva son d'accordo ma in doppia cifra ci andrebbe anche oggi. Anche il Vicerè, d'altro canto, sempre rifiutò di confrontarsi con il calcio europeo ma mi piace di più pensare alle bandiere (sono un romantico). Non ti sapevo innamorato di Rivera mentre non ho capito il tuo "non se ne parla" riferito a Di Stefano. Intendi che non avrebbe problemi o il contrario?

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  74. Antogno. IL primo l'hai beccato, il secondo lo ha nominato il Chiari (coraggioso) poi sostituito dall'altro che correva per due...un ce la fo' a nominarli sti zozzi.

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  75. Ovvio che non li avrebbe avuti, era in anticipo di 50 anni sul calcio d'oggi! Cantava come Del Monaco e portava la croce come... come... voglio dire, è una metafora, non si mettano le leghe delle madri cattoliche del tuo Veneto a romperci i coglioni, veh!

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  76. Ah ecco. Sul grande Alfredo siamo d'accordissimo. Forse il più grande pedatore della storia. Anche l'ho sempre considerato un marziano pur avendone goduto solo da spezzoni di vecchi cinegiornali. Oggi sarebbe uno da 25 milioni di ingaggio. Sulle leghe...stendere un velo pietoso mi sembrerebbe corretto. Non le stimavo prima, pensa adesso!

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  77. Antognoniforever5 settembre 2012 17:18

    Beh, paolorossi e brunogiordano, ai giorni nostri, con 38 partite a campionato, con molte difese più lasche, coi portieri che ci sono in giro, con il divieto del retropassaggio al portiere, con i gol che ti assegnanno anche se sono autogol degli avversari, farebbero tranquillamente 25 gol a campionato.

    P.S.: di Calderé mi ricordo solo io?

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  78. Calderè,calzettoni bassi,stempiato(è un complimento),con baffetti.Danzava palla al piede,meteora che provocava meteorismo ai più(il vate lo avrebbe messo tra i suoi preferiti,era un Gasbarroni più tecnico-per la cronaca Gasbarroni mio concittadino,il cugino Paolo s'incazza quando sa che lo critico.Perchè poi?Un giocatore di C che arriva in A,che culo!).Comunque,come scrissi tempo fa,con lacrima di un cantore di questo blog,il mio idolo era Magico Gonzalez,un potenziale Hall of Fame;se all'epoca c'erano i media di oggi,sarebbe andato in Inghilterra.Beckenbauer,braccio rotto e legato,ha fatto getti tecnici che neanche Baresi o Scirea nel fulgore agonistico immaginavano.

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  79. Colonnello, un Rivera lavorato fisicamente, secondo te, oggi farebbe ancora il dieci, o sarebbe costretto dalla relativa lentezza ad arretrare in un ruolo alla Pirlo? Io non sono sicuro che si adatterebbe al ritmo del calcio d'oggi. Comunque non sono molti i giocatori che potresti prelevare dal calcio anni '70/'80, far preparare un'estate con Zeman, e gettare in campo ad incidere come facevano trenta o quarant'anni fa...Mi vengono alla mente Cruijff, Neeskens [lui anche senza preparazione moderna, basterebbe consegnargli la borsa con maglia, pantaloncini e scarpini], Lato, Boniek, Rummenigge, Schuster, Cabrini, Tardelli, Antognoni, Francisco Marinho Chagas, Cerezo, Zico, Maradona, Passarella...e mica tanti altri, tra i grossi nomi. Gente come Deyna e Platini, per dirne due, avrebbe grossi problemi. Così come forse Krol, ed altri ancora...

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  80. Bene Pollocche, alla tu' ghida tu le pò di' che l'antiha direttrice che ti porta da un contado all'antro, da un lercio gobbo all'antro però passando attraverso le mirabilia urbis, e cioè voglio dire la cittade di qui' furbino con rispetto parlando che non pe' niente e' la fece completare da priore verso est perché c'avea e' terreni che prima un valevano una sega 'dno ora e' sc'è Benetton all'incirca (e' gni si vo' bene lo stesso a quell'omo, giusto perché con la penna quarcosina di bono l'ha fatto, ne' ritagli di tempo, e perché chi ha fatto la scola disce che una quarche groriola a Firenze la l'avrebbe data), Spaccafirenze 'nsomma, che quarche attraversamento nonché e' piemontesi già gobbi all'epoha con le loro manie di trovacci urbanistihamente provinciali e' dissimulano un pohino, la lama che taglia i' villaggione de' superboni, discreta ma affilaha come la spada di Landolfi che tagliava 'n due senza parere 'na fiha di nulla ni' racconto «La spada» che dà i' titolo a i' volume che ce l'ha dentro, 'nsomma e' va da via d'i' Palazzolo, la si raddrizza pe' modo di dire 'n via della Spada (ma non di Landolfi, hella), la tira diritto passato i' palazzo più bello d'i mondo come in quanto essendo chiamata via degli Strozzi, l'attraversa una cahata che nemmeno quelle d'i' Chiari c'hanno rapporto, fila per i' Corso, la sbocca in Borgo degli Albizi e la si contorce un po' per entrare in Pietrapiana, poi dritta com'un fuso Borgo la Croce, tu sarti 'n via Gioberti ed eccoti 'n via Aretina, ma un proseguire perché poi e' ci son le scimmie e puzza già di gobbo.

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  81. VENETOVIOLA&COLONEL:l'abocado Cervera,70 anni di abbonamento al Mestalla,finisseur che oggi troverebbe un'oasi sul blog,gustando un blob ed un cafè del tiempo-specialità valenciana),disse "Ho visto Di Stefano,Pelé,Maradona,Messi.....ricordo solo le gesta del nato a Capri,argentino naturalizzato spagnolo.Di Stefano.".Credo che gli universali olandesi,però,erano tutti sopra la media(anche attuale)dei calciatori "forti" o "bravi".

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  82. Grazie Blimpe, dopo telefono alla guida e gnene dehanto, poi se c'è quarche contestazione in merito te la rivogo.

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  83. Antognoniforever5 settembre 2012 18:05

    Aggiungerei Falcao (volante davanti alla difesa), Zaccarelli, Ardiles (centrocampisti a tutto campo, altro che Montolivo), Dirceu (seconda punta, ahimé),Eder (ala sinistra nel 4-3-3),  il povero Pezzey, diversi attaccanti.
    E comunque in un 4-3-3 gente come Bruno Conti, Claudio Sala e Causio ce li vedrei.


    Ah, e dimmi la differenza che c'è fra l'attuale Luca Toni e Hrubesch, ahahah.

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  84. Musica per le mie orecchie, caro corregionale, musica.

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  85. Antognoniforever5 settembre 2012 18:29

    Comunque, in generale, deyna, penso che qualunque giocatore degli anni 70 e 80, allenato con i metodi di oggi e indottrinato con la tattica di oggi, giocherebbe tranquillamente. Anche quelli lenti, se ben utilizzati, potrebbero rendere bene a centrocampo (anche Pirlo e il nostro Pizarro sono lenti).
    Per quanto riguarda i trequartisti tipo Platini o Giresse, o li metti seconda punta o li metti in un 4-3-1-2 dietro di due attaccanti. Certo devono farsi il mazzo a fare pressing e via dicendo.

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  86. Infatti VENETOVIOLA:con Di Stefano era ovacion y musica.Question-time:da quanto tempo Giaccherini non gioca un match da titolare?Da quanto tempo ri-gioca con continuità?E che ci sta a fare in Nazionale?Linea gobba?(Woooow,quasi quasi un'ossimoro).Risposte che dimostrino competenze,please.Cassano no(eeh si,deve ritrovare forma-2partite un gol ed un assist)?

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  87. Completamente d'accordo con Antognoniforever.

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  88. Di Calderé mi ero quasi completamente dimenticato...Sopravvissuto, mi devo esser perso ciò che hai scritto su El Magico, io interrogai soprattutto il Colonnello riguardo questo genio del calcio, ma non ottenni risposta. Allora non sono solo a questo mondo! Gonzalez mi incantava, faceva quello che voleva col pallone, e rimbiscariva i difensori con tutta una serie di scatti, frenate e giochi di prestigio che solo lui sa da dove gli uscivan fuori...Quando giocava in Spagna fu aggregato al Barcellona per una tournee, e dette spettacolo a fianco di Maradona, poi non fu messo sotto contratto perché si era attardato al mattino a letto con una cameriera, nel bel mezzo dell'incendio dell'albergo che ospitava la squadra, se non ricordo male l'aneddoto. Fu un genio, che da puro qual era privilegiava il divertimento e la bellezza [in tutti i sensi, calcistici e non] a soldi, fama e successo. Maradona ancor oggi lo considera un suo pari, e ho detto tutto.

    http://www.youtube.com/watch?v=2euX7kczwdY&feature=related 

    http://www.youtube.com/watch?v=xAsXozyqK5Y 

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  89. Colonnello un n'ho capio una sega, (ma che cazzo di lingua tu parli?) ma questa spaccafirenze l'ha 'nventaa te o la si troa scritta da quarche parte? E se tu l'ha 'nventaa te come cazzo tu volei che la si sapessi noi e quella poera guida di' poeta?

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  90. Non lo so, può darsi, era un calcio meno atletico e, soprattutto, molto meno veloce. Se portati qui senza quell'allenamento e indottrinamento di cui tu parli, per miracolo di connessione spazio temporale, anche i migliori di allora oggi non vedrebbero palla.

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  91. Sopravvissuto, a proposito di Giaccherini potrebbe risponderti meglio di tutti Mancoalicani.

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  92. Il calcio atletico nacque proprio negli anni 70 e da allora c'è stata certamente  un'evoluzione tecnico-tattica e atletica, ma graduale e non così marcata come col calcio precedente quegli anni. Al punto tale che qualsiasi calciatore post anni 60  potrebbe allenarsi come ci si allena oggi e giocare anche oggi allo stesso livello in cui giocava allora.

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  93. Nella concezione cristiana la linea di passaggio è rappresentata dalla vita di Cristo. Nella storia del calcio lo stesso ruolo dei 33 anni della vita terrena del Messia è svolto dai 90' minuti della partita Olanda-Uruguay ai Mondiali del 1974. Terminata 2-0 quella partita fu la più straordinaria dimostrazione di cosa il nuovo calcio poteva nei confronti del vecchio. Gli uruguagi, estremamente tecnici ma lentissimi, non riuscirono ad arginare il gioco a tutto campo degli Olandesi, le sovrapposizioni, i terzini che correvano sull'out. Il fuorigioco li terrorizzava almeno quanto i legionari romani erano spaventati alla vista degli elefanti di Annibale. Certo, il mutamento non avvenne di colpo e tutto insieme. Ma mi permetto di dire che tutto quello che è avvenuto prima non è confrontabile con quello che è accaduto dopo. Come la Legge mosaica non è paragonabile con il messaggio evangelico, così Crujff e Di Stefano appartengono a due universi mentali e culturali differenti e non si possono confrontare. 

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  94. DEYNA,il salvadoregno appartiene alla categoria dei Matthew Le Tissier(meno meno mobile ma mortifero)genio e sregolatezza,Paulo Futre(più disciplinato),Vercruysse(fuoco fatuo).Sono certo però che i due che citerò ora ti hanno fatto godere:Francescoli El Principe(sublime) ed il meno noto Morena del Penarol.LUDWIGZALLER,ero d'accordo con te stamane sul sitone sullo schieramento della viola attuale,vedo che rammenti la grandezza dell'Arancia Meccanica ma...non dimenticare la più grande e sconfitta dell'Inghilterra contro l'Aranycsapat ungherese:4 km di code ai botteghini per vedere un calcio stellare.

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  95. Giusto Ludwig. Esattamente quello che ho sostenuto qui sotto con altre parole.

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  96. Caro Blimpe ho parlato con Chiara, che divertita dalle tue descrizioni di Spaccafirenze, mi ha tenuto una lezione sulla città romana, di Florentia, del 59 AC, di una città fondata come una tipica città di Roma, insomma di un rettangolo. E poi del "cardo", della direttrice che da nord va a sud, da via Roma a via Calimala, Pietrapiana e via verso l'Arno, e poi il "decumano che va da est a ovest, insomma Blimpe sono un ceppicone e qualcosa m'è rimasto attaccato, anche se mi è sembrato di capire che via Palazzolo e un c'era perchè l'era ancora campagna, insomma Blimpe Spaccafirenze è una definizione che le guide in quanto tale rigettano. A me comunque il cardo mi piace gratinato, cardo o gobbo, che in quanto tale ci fanno la bagna cauda. 

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  97. Pillole  africane


    Oh,come scordarsi il fenomenale Bobby Charlton?
    E Wolfgang Overath?
    Lele

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  98. Vercruysse non lo rammento proprio...Francescoli ovviamente mi ha fatto divertire tantissimo, grande giocatore. Anche Morena mi piaceva molto, gran senso del gol.

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  99. Uno si afferma perchè ha eccezionali doti tecniche, uno perchè ha eccezionali doti atletiche, uno perchè ne ha buona quantità delle due. Ma se le doti non le hai hai voglia d'allenarti. Nel calcio diciamo pre-Olanda, prevalevano le doti tecniche anche perchè i tempi di esecuzione eran più dilatati, davanti ti trovavi gente meno preparata atleticamente, meno attenta alle disposizioni in campo. Insomma i geni ed i funamboli avevan vita abbastanza facile. Ora se uno non ha margini atletici di miglioramento si può allenare quanto vi pare, ma non migliora. Non so cosa sarebbe un Rivera nato nel '93 invece che nel '43, magari sarebbe ancora Rivera, ma non è affatto matematico.

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  100. Ma certo che non c'era, Pollock, e neanche via della Spada, coi Romani! E nemmeno al tempo di Cacciaguida, dove tutto moriva in via del Proconsolo, dall'altra parte! La definizione Spaccafirenze fu data, dopo l'uscita del romanzo di Rea, dagli intellettuali di bazzica fiorentina, con essa prendevano in giro (Contini in testa) l'itinerario che Montale, prima della guerra, faceva tornando a piedi a casa uscendo dal Vieusseux e che ripercorreva la direttrice d'uscita medievale dalle mura, verso quella via Gioberti che fu aperta per approvigionare la città verso est (verso le campagne di Pontassieve, in effetti) sotto il priorato di Dante. Altresì, via della Spada e via del Palazzolo (che c'era già al tempo del Boccaccio) completavano verso ovest la tratta.

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  101. Ludwig, è un truismo che il gioco sia cambiato, si tratta di prospettare, secondo le qualità tecniche e fisiche dei calciatori di un tempo, quel che avrebbero dato oggi. Ci sono calciatori evidentemente trasferibili pari pari, altri per i quali ci si può chiedere quale ruolo assumerebbero, altri per i quali ci si può chiedere se avrebbero avuto utilizzo a grande livello: il contenitore conta, e come!, ma dentro ci sono i calciatori. Oggi qualunque scacchista batterebbe «quell»'Andersen o anche «quel» Tchigorin, ma c'è uno stile Andersen e uno stile Tchigorin, li situi in un'evoluzione che permette di immaginare cosa sarebbero oggi mutatis mutandis (non dei giocatori di circolo, direi...). Insomma tra la legge mosaica e quella cristica c'è piena comunicazione, come fra tutte le umane esperienze e come quei Padri della Chiesa che qualche giorno fa si sono occupati di Jordan già sapevano, a loro modo. In effetti, tra i giocatori evocati da Veneto ci possono essere interrogativi globali solo per Riva e Rivera (quest'ultimo pallone d'oro, ricordo, col cagliaritano secondo piazzato!): per il primo per la disposizione al sacrificio, per il fatto che si è sempre nicchiato in una squadra di provincia (anche se con lui vincente), per la sua cedevolezza a tentazioni che oggi sarebbero molto più numerose e... tentanti; per il secondo vale quanto scrive Jordan, posto che io sarei più ottimista, perché Rivera fino ai venticinque anni aveva una rapidità di gambe (non dico di corsa) straordinaria e un fisico leggero ma non rassegato onde, costretto dal calcio e dai preparatori d'oggi, non avrebbe potuto trascurarsi come ha fatto per tutta una carriera in un ambiente che l'ha viziato e gli ha perdonato tutto. La varietà dei tagli di palla, l'ambidestrismo e la visione delle verticali (che poi non le vedeva, le creava) a mio avviso non hanno avuto pari nel football e quando si hanno quelle doti uniche non le si sprecano se ti dicono che questa è la minestra o salti dalla finestra.

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  102. Trovi, ad esempio, una delle tante allusioni a Spaccafirenze, caro Pollock, in «Amicizie» proprio di Contini, uscito per Scheiwiller una ventina d'anni fa.

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  103. Di Padri della Chiesa che si sono occupati di me ricordo solo un usurpatore del titolo, ma non capisco che cazzo c'entri con questo argomento, sul quale siamo abbastanza  d'accordo. 1) se per un miracolo spazio-temporale i fenomeni di cinquanta e più anni fa fossero portati qui, per la gran parte non toccherebbero palla ("qualunque scacchista batterebbe...."), 2) l'evoluzione tecnico-atletica non la vedo così automatica per tutti ("ci sono calciatori...."), 3) paragonare campioni di tempi diversi è esercizio teorico di ben poco momento. Sono stati grandi nel loro tempo e questo deve bastare.

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  104. Non capisco come fai a non capirlo, visto che di legge mosaica ha parlato Ludwig. E poi non ho mai usurpato quel titolo, un curato di campagna come me non si sognerebbe mai di farlo! Ti perdono soltanto perché sei una pecorella smarrita ed è mio precipuo compito riportare all'ovile quelli come te (per quel «che cazzo c'entri» sono tre Ave Maria e quattro Paternostri, a proposito, e non dimenticare di versare un obolo al sacrista genovese durante la funzione, la prossima domenica!). E' un esercizio, Jordan, che permette di rivitalizzare il ricordo di campioni che abbiamo amato. Che non ci sia automatismo lo dimostra che ci sia perplessità variabile per Riva e per Rivera, ma nel complesso la filiera regge e non può essere altrimenti, dello stesso sport si tratta.

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  105. Un curato di campagna, bolscevico e che tromba come un riccio (o armeno lo dice) e tu se' un be' Padre della Chiesa! Per questo non ti riconosco autorità di distribuire penitenze, nè Ave Marie, nè Pateronostri, nè intonazioni dell'Internazionale (men che meno quella a strisce di Denti Gialli). Quanto all'obolo genovese mi vien le bolle al solo pensarci. Come esercizio per ricordare i grandi va tutto bene, ma che ogni confronto sia basato solo sulla fantasia è altrettanto innegabile.

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  106. No, la fantasia è arbitrio, qui c'è la serie darwiniana dell'evoluzione. Lo dico, Jordan, lo dico soltanto. Sappi che colei che sta attualmente guardando la tivù e non mi rompe i coglioni un giorno fece con me un quiz, in treno, sulla gelosia: sai, sono quei questionari superscientifici a trecento domande del tipo «quando piove, porti l'ombrello pieghevole a scatto o quello tradizionale?». Risultò che in caso d'infedeltà ella avrebbe ucciso, me solo me, col coltello, durante il mio sonno. Infine, se non un obolo, scambia almeno col sacrista (inaffidabilissimo collettore di offerte), al momento richiesto della liturgia, il segno di pace, fratello.

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  107. COLONEL BLIMP,Vanni Scheiwiller!The great!La moglie Alina(polacca)the breast(e qui ti divertiresti,anzi ti divertivi,ora è troppo matura)!Vanni,rifiutando di pubblicare un volume su Wildt,innescò la tenzone universitaria tra Medardo Rosso e lo stesso Wildt.Maremma penalizzata dal calcio scommesse!Quant'è osmotico il mondo.(se legge in vate siamo fritti,confuta di default,lui).

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  108. A me pare che stiate confondendo
    argomenti diversi. Calciatori più  tecnici che atletici, e viceversa, ci sono
    sempre stati e nessuno sostiene che con  gli allenamenti si cambiano queste attitudini.
    Pecci non diventerà mai un Tardelli, o viceversa,  in qualsiasi epoca storica e con qualsiasi
    allenamento, infatti anche oggi Pizarro non diventerà mai un Berhami, o viceversa. L’argomento
    è un altro, è cioè che quaranta anni fa è avvenuta una rivoluzione nel calcio
    che taglia di netto l’epoca precedente da quella successiva. Quelli dell’epoca
    successiva si possono ragionevolmente immaginare ugualmente competitivi, ferme
    restando le loro caratteristiche individuali (tecniche o atletiche o miste che
    siano,che nessuno vuole e può cambiare), e seguendo loro l’evolversi ,meno
    radicale rispetto alla rivoluzione precedente,tecnico-tattica, atletica  e dei sistemi di allenamento, nel corso di
    tutto il quarantennio fino ad oggi. Per quelli del periodo precedente la rivoluzione sarebbe non
    impossibile, ma certo meno facile  immaginarli, nel loro complesso ,alla stessa
    stregua. 

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  109. Ma non è, Chiari, che dopo Olanda-Uruguay la Terra si sia popolata di venusiani, anzi per un periodo non breve c'è stata coesistenza fra le due generazioni, quella precedente il big bang e l'altra, né vedemmo i primi deperire come per prossimità di kryptonite! No, si vede, si vede da quale orango discendiamo, quantunque, o Sopra, Yo el supremo non vorrebbe mai ammettere una così bruta ancestralità (conosciuto fuggevolmente Vanni a un convegno, in epoca post-Neeskens e quindi ho diritto di parlarne, mai lei, di cui si raccontano aneddoti a sfare, comunque lusinghieri per lo più)

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  110. Nessuno sostiene che la Terra si sia popolata di venusiani, nessuno esclude che in un periodo di transizione ci sia stata coesistenza, tutto ovvio quello che dici Colonnello, resta l'innegabile  profondo cambiamento avvenuto nel gioco calcio in quegli anni. Cambiamento che, altra ovvietà, non ha cambiato le attitudini, tecniche o atletiche o miste, del singolo calciatore.

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  111. Cerco di spiegarmi con un’esempio,
    Colonnello. Secondo me c’è più differenza tra una partita degli anni cinquanta ed
    una degli anni settanta, che  tra una
    degli anni settanta ed una di oggi. Eppure nel primo caso la distanza e di
    venti anni nel secondo di quaranta.

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  112. "e di venti anni" sta per "è di venti anni".

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  113. Ricordo pochi centimetri d'acqua dell'alluvione in fondo a via de'Serragli, ricordo una 500 dipinta col viola del secondo scudetto e posteggiata in via de' Serragli, ricordo Speggiorin e Casarsa che tirava i rigori da fermo, come fermo era il mio mondo che non andava oltre via de' Serragli. Claudio Desolati come i miei pensieri quando lo sfratto mi portò via da via de' Serragli.

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  114. In proporzione forse sì, Chiari, in assoluto dopo tutto non mi sentirei di dirlo: in Italia e in Sudamerica agli inizi dei Seventies si potevano giocare partite di una lentezza e di una staticità spossanti.

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  115. Certo Colonnello,dico in linea generale, o in proporzione.

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  116. COLONEL,la moglie di Vanni,Alina Calzcynska(nome da difensore/stopper)è scultrice,sodale vaticana viste radici Deyneiane(eh eh eh...le osmosi e gli incastri...)dal profondo Baltico.La signora aveva sfere che sfidavano leggi cartesiane,un po' come tutti i calciatori che,con estremo piacere,avete elencato oggi;alcuni gobbi di m....oooops....di troppo ma tutte eccellenze;i giocatori forti sfidano le leggi di gravità,sfidano geometrie assodate e rivoluzionano e impongono come cliché ordinari ciò che un tempo era straordinario.Roccotelli,con più mezzi mediatici e passaporto brasiliano,sarebbe stato un fenomeno,visto che faceva 30 anni fa ciò che Robinho ha fatto 6 anni fa(la foca ammaestrata).Bruno Conti oggi avrebbe avuto un Giaccherini o un Krasic a pulire i suoi scarpini.

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  117. Sì, il problema è, hai visto, che se dici che Petrarca era meglio di Sanguineti ti si risponde che però non poetava in verso libero (e vai a sapere cosa sarebbe oggi Petrarca, magari fattorino di casa editrice, chi lo sa?).

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  118. Ahi, ahi, ahi, Colonnello, anche tu sei di quelli che fanno dire agli altri quello  vogliono loro, e che cercano aiuto, e che vedono consenso alle loro tesi anche dove non c'è. Ahi, ahi,ahi.

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  119. Ti rifaccio l'esempio così forse capisci meglio:la nazionale italiana di calcio del 1978 è più vicina a quella del 1958 o a quella del 2012?

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  120. Appunto lo dici, quindi almeno in questo usi la fantasia come succede ai più alla nostra età e non è evoluzione della specie, ma involuzione del fisico (se ti offende diciamo che parlo per me). Poi se gli altri si convincono che è così, meglio. Si vive benissimo anche ignorandosi, quando il confrontarsi è risultato impossibile, proprio per evitare la guerra che è improponibile la pace.

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  121. COLONEL,Edorado Sanguineti era del Genoa,r.i.p.,alla festa della Regione Piemonte,su invito a Torino disse "Dove alberga chi mai potrò cantare in versi?"(le Juve). Buonanotte ai suonatori,e anche a chi scrive di loro.....eh eh eh,aperta con lui la giornata,chiusa con lui;lui che tra un paio d'ore muove membra dalla vergina di Norimberga che nulla gli fa,se non solletico,è inizierà il suo delirio sul sifone.

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  122. Non mi riferivo a te, Chiari, e io non sono «uno di quelli», ho rapporti solo con l'altro sesso. Né cerco aiuto, quando ne ho bisogno lo imploro in ginocchio. Né vedo consenso alle mie tesi in Sopra, poiché solitamente Sopra consente alle mie prima ancora che io le esprima e io le esprimo solo perché so di avere il suo consenso (non oserei altrimenti). In quanto alla tua domanda la mia risposta è: più vicina a quella del 2012, dopo tutto. Ma non vedo cosa c'entri con la possibilità di pensare Pablito in versione odierna, oppure ho mancato qualche nesso oppure tu non t'inserivi su quella lunghezza d'onda. Insomma io sto con te, di solito, salvo sulle questioni di denaro che mi devi. Sopra, a Norimberga temo che il Notturno purtroppo non chopiniano si sarebbe stecchito in saluto fallico destro levato verso l'imbianchino e verso il birraio col bastoncino (cavo) da maresciallo.

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  123. Stupenda la tua ironia Colonnello
    , e lo dico sul serio, e ti assicuro che ce n’era anche da parte mia, forse un
    po’ ferita da troppe incomprensioni emerse in altre discussioni, ma mai con te.
    Venendo al merito il fatto è che su quella lunghezza d’onda che dici tu( la
    valutazione sulla possibile  costante
    valenza di questo o quel singolo campione di altri tempi), che è diversa dalla
    discussione su quando e come s’è evoluto il calcio nel suo complesso, non mi
    pare ci fossero visioni contrastanti da parte di alcuno, come invece tu lasci
    intendere. Ma forse mi sono sfuggite. Se vogliamo proprio intrecciare i due
    argomenti si  potrebbe sostenere che
    alcuni  grandi campioni  sono talmente tali da superare indenni ogni “barriera”
    temporale,  altri, soprattutto se
    precedenti alla rivoluzione atletica ed in certa misura tecnico-tattica,
    potrebbero, in un ipotetico viaggio nel futuro, pagare un dazio molto alto e
    vedersi ridimensionati. Ai primi appartengono  sicuramente Alfredo Di Stefano e da noi Gianni
    Rivera,  sui secondi non possono che
    esserci punti interrogativi.

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  124. Quello che posso concedere a Ludwig è che il giocatore di quantità di età plioceniche possa non avere proprio evoluzione (anni '30, Ferraris IV, per dire: difficile dedurre da un tempo in cui potevi stare sovrappeso di quindici chili e vincere il Mondiale e dove passato il difensore eri in porta col pallone), o che nel ruolo di portiere Planicka o lo stesso Combi potrebbero essere scartati alla visita di leva per altezza insufficiente anche tra i pigmei. La rivoluzione vera, infatti, quella che ha spaccato le età del calcio in due è avvenuta col passaggio dal Metodo al Sistema: per dire, Il Grande Torino, per l'intestamento di Pozzo a mantenere l'assetto preguerra, prese nel '48 una cenciata dall'Inghilterra (due anni dopo eliminata ai Mondiali dagli USA) che è tra le più ignominiose della grande storia del calcio italiano e che fa pari comodamente con quella buscata insipientemente da Prandelli in finale. Il Metodo ai Mondiali del '50 non lo giocava più nessuno o quasi, per quel che ne so, mentre oggi, Chiari, trovi ancora versioni aggiornate del contropiede in diverse squadre e con risultati ottimi, sebbene il vento spiri altrove e giustamente.

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  125. Certo parli di rivoluzioni tattiche importanti, Colonnello,quella dei primi anni settanta fu anche quello e non meno profonda, anzi, ma fu anche atletica, e per tutti questi motivi, secondo me, la più profonda e duratura.

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  126. Ma quello schema, Chiari, se anche non fu accompagnato direttamente da rivoluzione nella preparazione, obbligò di colpo i centrocampisti a espressione atletica abissalmente diversa e intensa.

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  127. Chiari, esattamente di questo si parlava con il Blimp. Di quelli che passerebbero indenni le epoche e potrebbero portarsi la borsa con calzettoni, calzoncini e maglia pronti a scendere in campo (appunto i Crujiff, i DI Stefano, i Beckenbauer anche il Neeskens di Deyna) e quelli che necessiterebbero adattamento ai tempi (tecnico-fisico) che sono il 98%, pre o post Uruguay-Olanda non è così importante (ovviamente ci sono poi anche quelli, come giustamente rileva Blimp) che campioni in Nazionali di 50 anni fa oggi non giocherebbero in terza categoria).

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  128. La distinzione che ho fatto tra vecchio e nuovo testamento calcistico non significa in effetti che non ci possano essere osmosi. Dal punto di vista religioso e' senz'altro vero e Blimp ricordera' senz'altro il metodo figurale di Auerbach. Certamente alcuni grandi atleti si sarebbero adattati al mutamento. Tra quelli che ricordo sono certo che Boninsegna, Riva, lo stesso De Sisti e tanti altri avrebbero fatto bene anche nel nuovo millennio. Corso invece sarebbe forse sparito, chissa'. A sparire sarebbe stato il giocatore molto lento, innamorato dei suoi colpi, poco partecipe del gioco. Ecco perche' ho scritto tante volte che Cerci ha sbagliato epoca. Lo sport dove si e' vista una evoluzione analoga e' il tennis. Anche qui ormai avere colpi straordinari serve a poco se non ci unisci mezzi fisici importanti.

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  129. Ludwig sul tennis lo svizzero ti smentisce alquanto credo. Di lui si può dire tutto ma non che vinca (come il maiorchino oramai cotto fisicamente) perchè ha mezzi fisici importanti.

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  130. Si puo' dire che nel tennis l'equivalente di Olanda-Uruguay è rappresentato dalla prima partita di Borg, uno svedese pasticcione che ha imparato a giocare da solo tirando colpi contro il muro del garage, fa il rovescio a due mani ed e' lontano anni luce dalla suprema eleganza tennistica di Pietrangeli o Newcombe. Ma poi comincia a vincere, anzi a stravincere e umilia tennisti molto più tecnici di lui vincendo le partite senza lasciare un gioco.

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  131. Ci sono stati anche in seguito grandi tennisti dotati sul piano tecnico come Sampras, Veneto: ma la rivoluzione apportata da Borg non è una mia opinione. Leggerai le stesse cose in qualsiasi articolo o libro dedicato al tennis, in primis quelli bellissimi di Gianni Clerici a mio modo di vedere uno scrittore meritevole anche dell'attenzione dei critici.

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  132. Venetoviola nello sport moderno non vinci se non hai mezzi fisici importanti, poi devi anche avere "i colpi". Anche Federer ha una preparazione fisica che i tennisti del passato nemmeno si sognavano. Il tennis è invece un altro specchio dell'evoluzione darwiniana, come diceva il colonnello, dello sport. Prima bastava andare al circolo, essere il migliore, avere i colpi e la fantasia, allenarsi un poco e magari diventavi un campione. Ora ci vuole tanta palestra, allenatori, alimentazione, anche perchè l'impegno temporale non è nemmeno paragonabile. Se per il solito miracolo spazio-temporale Pietrangeli fosse sbalzato con i suoi 25 anni in un torneo di oggi ne buscherebbe sode nelle qualificazioni da chiunque. La domanda invece su che cosa sarebbe diventato fosse nato nel 1987 può avere mille risposte, tutte abbastanza "fantasiose".  Magari ugualmente un campione, magari solo un palleggiatore di circolo, dipendendo da quanto la sua testa ed il suo fisico avrebbero reagito a ritmi di allenamento e di gioco completamenti diversi. Owens avrebbe battuto Bolt se fosse nato nel 1990? Non lo so davvero, di fatto nei 200 si piglierebbe un secondo di distacco se ci fosse catapultato oggi. E' un po' il solito discorso del tennis, del calcio, e dello sport in genere.

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  133. Il linea generale, Jordan, il tuo discorso è condivisibile....in linea generale. Ma sai bene che esistono le eccezzioni come in qualsiasi campo dello scibili umano. Queste eccezzioni (che io chiamerei nel caso sportivo eccellenze) esistono in quasi tutti gli sport (che, come tali, hanno subito tutti una evoluzioni altrimenti i record non is potrebbero battere). Di queste eccellenze parlavamo io e Blimp. Di queste unicità che non hanno tempo e che si parametrano solo con la "divinità" (riferita allo sport ovvio). Nel calcio, appunto, i Di Stefano e i Crujiff, nel tennis i Federer ed i Sampras, nel pugilato i Cassius Clay e gli Hagler, nel ciclismo i Coppi ed i Merckx, nel basket i Jordan, nell'atletica Mennea o Lewis, ecc. ecc. Eccellenze, unicità, meravigliose combinazioni genetico-sociali ceh ci farebbero godere, ne son certo, anche ora.

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  134. Ludwig, tutto vero, ma non tieni conto, per esempio nel caso del tennis, della enorme evoluzione tecnologica che consente cose, oggi, impensabili nel passato. Cosa avrebbe fatto Newcombe con una Prince di oggi? Non si sa, certo, ma certo non sarebbe peggiorato.

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  135. E' probabile, ma non ne sono sicuro al 100%, soprattutto quando parli di campioni molto lontani nel tempo per i quali i cambiamenti al contorno sarebbero epocali. Sono stati divinità nel loro tempo, con le loro regole e caratteristiche, lo sarebbero anche oggi con regole tutte diverse? Saprebbero primeggiare con altrettanta autorità? Io credo che non sarebbe affatto matematico, anche se, magari, possibile. 

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  136. Guarda poi che io avevo parlato di Owens e di Bolt, non di campioni qualunque.

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  137. Jordan io credo (al 100% non lo so ma al 99% si) che Owens con una pista in tartan moderna e con i blocchi di partenza, senza allenamenti specifici moderni, toglierebbe mezzo secondo al suo tempo del 1936, così come Mennea potrebbe portare il suo 19,72 a un paio di decimi in meno. Io credo che, puliti dal doping, Coppi oggi con una Pinarello in carbonio e con gli asfalti moderni, darebbe un paio di minuti a Contador sul Mortirolo e credo che Merckx umilierebbe Armstrong al Tour. Viaggiando al contrario nel tempo non credo che Natali impedirebbe a Di Stefano di segnare o che Fognini umilierebbe Pietrangeli (con la racchetta di Pietrangeli, ovvio).

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  138. Sei romanticamente un "fan" del passato, io invece di tutto quel che dici, non ne sono affatto sicuro, almeno in toto. Che tutti migliorerebbero solo per i diversi mezzi tecnici a disposizione è vero (anche se dovrebbero imparare ad adoprarli) ma che sia solo quello, no, troppo semplice.

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  139. No JOrdan. Tutti no, sono d'accordo. Solo gli special. Che poi io sia innamorato romanticamente del passato è anche vero e quindi questo potrebbe influire sul mio giudizio. Ricordo, però, qualche anno fa una intervista ad un medico sportivo al quale fecero una di quelle domande da un miliardo di dollari, un qualcosa del tipo: chi è lo sportivo più forte in senso assoluto. Lui rispose che fatti i dovuti distiguo e considerando che la domanda in sè non ha una risposta chiaro a meno di avere tutti i parametri in mano, disse che in base ai suoi dati Eddy Merckx aveva caratteristiche fisico-psicologiche che lo avrebbero reso fuoriclasse in quasi tutti gli sport (citò atletica, pugilato, nuoto e anche altro che non ricordo). Che sia vero non lo so ma rimasi impressionato dalla cosa.

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  140. Questa volta concordo pienamente con Jordan. Anche Coppi va inquadrato nel ciclismo del suo tempo: strade sterrate, cambi di un certo tipo, possibilità ridotte di gioco di squadra e conseguentemente distacchi enormi che maturavano attraverso imprese solitarie in salita. Oggi Coppi non avrebbe solo una bicicletta migliore. Dovrebbe vedersela con squadre organizzate che bloccherebbero le sue fughe solitarie da lontano. Probabilmente avrebbe corso alla Indurain. Grande controllo della corsa grazie alla squadra (la mitica Bianchi), attacchi in salita molto più prudenti e centellinati. La vittoria nei grandi giri se la sarebbe guadagnata, lui che aveva il record dell'ora, con grandi imprese a cronometro. Comunque in definitiva penso che con queste caratteristiche avrebbe fatto incetta di corse a tappe, faticando anche meno.

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  141. Ma chi aveva già al suo tempo mezzi fisici cospicui o buoni oltre a tecnica sopraffina, perché non dovrebbe profittare in proporzione dei mezzi moderni di preparazione e di strumentazione? Da un lato si dice che il tale sarebbe ammazzato oggi sul piano atletico, dall'altro gli si vorrebbero negare i mezzi di adeguarsi su quel piano a gente che nella tecnica di base appetto al tale rimane uno scolaretto. Il caso di Borg, comparato al suo tempo, è eloquente: per un po' da Panatta, fisicamente osceno, Borg le rimediò, Laver e Rosewall, passati al circuito professionistico (perché gli altri cosa erano? M'ha sempre fatto ridere, la cosa), erano geni del braccio ma anche gazzelle dai riflessi disumani e quando in esibizione il manovale biondo ci giocò contro (Rod doveva avere 35, posso sbagliare ma di poco: entrando nel circuito rinunciò per più grana a un paio di grandi slam, direi) fu massacrato. Dopo, il tennis ha creduto solo in una parte del verbo, trascurando l'altra (è ben più facile e più pianificabile, è l'industrializzazione di fronte all'alto artigianato), ma se l'equilibrio fosse stato conservato anche nella crescita di quello sport certi pallettari odierni vedrebbero pallina come Barazzutti contro Nastase (altro dal fisco notevole, seppur trombarolo suicida).

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  142. Lud confermi quello che diciamo io e il Blimp. nel ciclismo (al netto del doping) odierno si vince con le grandi squadre più che con il grande campione, ergo, metti Coppi  nella Sky di oggi e vincerebbe a mani basse e senza far fatica. Il passare da 40 minuti a 2 di distacco non ne farebbe un mito inferiore di quello che è diventato 50 anni fa. I giri li avrebbe vinti a cronometro E in salita perchè la sua superiorità sarebbe evidente e non avrebbe avuto bisogno di allenarsi con metodi diversi. La moderna metodologia, come dice Blimp, non avrebbe che contribuito ad aumentare la grandezza in quanto tale in senso assoluto.

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  143. Ma io non nego i mezzi e le possibilità di adeguarsi, solo che non le dò per certe come fate voi. I cambiamenti sono tali e tanti che il risultato non è affatto matematico. Borg introdusse cambiamenti drastici nel colpire la palla (inventò praticamente il top spin che poi è diventato per anni la base del tennis moderno) e nella tattica di gara che gli permisero prima di tenere il passo poi di svillaneggiare gente molto più dotata di colpi e fantasia, ma fu un precursore, i seguaci lo superarono di gran lunga e oggi il tennis è anni luce diverso come ritmi, potenza di colpi e necessità di preparazione atletica dal suo e da quello di Panatta. Il ciclismo poi è stravolto dalla chimica (ai tempi di Coppi i beveroni c'erano già, ma eran roba fatta in casa e, magari, anche più pericolosa), vince di più chi se ne fa accorgere meno o ha l'equipe medica più scafata. Cosa vuoi far previsioni? Il calcio è veloce, tattico, certi ruoli son molto più difficili e richiedono fisici ben strutturati (centravanti, portiere) altri magari ne risentono meno sì che i Pizarro ed i Liverani fanno pensare che per un Desisti non sarebbe stato così difficile adeguarsi. Planicka e Combi o Olivieri giocherebbero al massimo nel Fiesole-Caldin per intendersi.

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  144. Nel ciclismo di oggi si vince con le grandi equipe mediche, caro Veneto.

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  145. Bella questa discussione sul confronto tra passato e presente. Io sono del parere che i grandi campioni di ieri, se allenati con i metodi attuali e con a disposizione piste, mezzi, ecc. di oggi, primeggerebbero ancora. Owens fece 20.7 manuale sui duecento più di 70 anni fa, partendo dalle buchette e su una psita in tennisolite e senza allenamenti specifici sulla velocità (come accade oggi da Mennea in poi), facnedo leva solo sulle sue strordinarie doti fisiche. Oggi allenato e nutrito modernamente e su viste super veloci, calerebbe tranquillamente un secondo e mezzo su quel tempo e se la batterebbe con Bolt. Laver e Rosewall erano tennisti straordinari che giocavano con delle racchettine di legno, che, paragonate alle mazze spaziali di oggi, erano attrezzi da bambini. Coppi correva con biciclette che oggi come oggi sarebbero inguardabili catenacci su strade per lo più sterrate. Con i mezzi e le strade di oggi, probabilmente vincerebbe ancor di quanto di quanto abbia vinto. Comunque fare certi paragoni è sostanzialmente fuorviante, perché ogni campione è stato grande nel momento storico in cui è vissuto.
    Quanto al calcio, è indubbio che giocatori come Di Stefano, Crujiff e Pelè sarebbero stati grandi oggi come lo furono ieri. Anche lo stesso Ferraris IV oggi non si presenterebbe in campocon 15 chili di sovrappeso e sarebbe sicuramente ancora quell'ottimo mediano che è stato.
    Un appunto al Colonnello: la famosa parta Italia-Inghilterra 0-4, giocata a Torino nel 1948, fu disputata dagli azzurri con il Sistema. In campo c'erano dieci giocatori del Grande Torino (che giocava col Sistema) con in più il terzino Eliani della Fiorentina. Pozzo si era convertito al Sistema, schema di gioco che però,va detto,  non era nelle sue corde. La disfatta azzurra maturò per la cattiva giornata di Eliani, che in quell'occasione marcava a uomo Stanley Matthews. Il Sistema aveva un grosso punto debole nell'organizzazione difensiva: bastava saltare un uomo ed andavi in porta.

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  146. si, purtroppo si. Non per nulla avevo specificato "al netto del doping"

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  147. Mi correggo: nell'Italia-Inghileterra del 1948, oltre ad Eliani c'erano altri due giocatori (Annovazzi e Parola) che non erano del Grande Torino. Va detto anche che sullo 0-1 furono annullati due gol di Gabetto probabilmente buoni e sullo 0-2 lo stesso Gabetto prese una traversa. La sconfitta fu nettissima, ma troppo punitiva per l'Italia.

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  148. Caro McGuire, io sapevo che il Torino l'adottava già in campionato e dagli anni di guerra, ma che Pozzo non ne voleva sapere in Nazionale fino a quella disfatta. Siccome però non c'ero e andavo a memoria di vecchi almanacchi sono andato a verificare e hai ragione tu: Pozzo non ci credeva, al Sistema, ma si convertì per l'occasione, proprio contro i maestri di quel gioco (che lo adottavano fin dagli anni '30, ma il loro splendido isolamento non aveva permesso rapida diffusione fuori dall'inghilterra), e legnata fu come quando si fanno le cose contraggenio. Insomma l'esempio era mal scelto da parte mia, anche se la rivoluzione nel dopoguerra fu globale nel passaggio da un schema all'altro.

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  149. C'è da dire che Eliani (mio primo beniamino che mi colpi con la chioma bionda nella prima partita che vidi alla stadio a cinque anni) non aveva certo il cliente migliore. Il baronetto ne fece di vittime in carriera! Sul resto, come ho già detto son pienamente d'accordo che ogni paragone è fuorviante e la gloria va limitata alla prodezza di averla raggiunta nel proprio tempo, che non è nemmeno poco. Le previsioni di cosa farebbero i campioni di un'epoca se fossero nati in un'altra non le trovo affatto certe. Per alcuni avrebbero grosse probabilità di avverarsi, per altri meno, ma la certezza matematica non la vedo per nessuno.

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  150. Nel dopoguerra quasi tutti iniziarono a giocare col Sistema, per accorgersi però delle sue falle difensive. In pratica si giocava con soli tre difensori che marcavano ad uomo i rispettivi attaccanti. I primi correttivi arrivaro con il verrou dello svizzero Rappan, che ai monndiali del 1950 costrinse al pari il Brasile. In Italia Viani e Rocco si inventrono il lfamosissimo catenaccio con il libero e Bernardini con la Fiorentina campione d'Italia, anticipò il modulo con il quale il Brasile di Feola vinse il suo primo Mondiale nel 1958.
    Il Sistema tramontò definitivamente nei primi anni Sessanta per i suoi difetti difensivi, ma il calcio moderno vero e proprio iniziò con l'Olanda di Crujiff con il suo gioco mai visto fino ad allora su un campo di calcio. Gianni Brera, teorico massimo del gioco all'italiana, allora si disse sconcertato e inorridito nel vedere i due terzini olandesi andare all'attacco sulla medesima fascia, concludendo (ahilui!) che quel calcio non avrebbbe avuto futuro.

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  151. Sì, McGuire, poi la storia è nota. Aggiungo solo che Brera scrisse anche, giubilando dopo la finale persa dagli olandesi, che aveva vinto il contropiede all'italiana, che l'Olanda era stata salvata dalla goleada dal portiere (quel semiporaccio di Jongbloed) e che gli olandesi erano scarponi con l'eccezione di Crujiff, che però si credeva chissà chi, e di Neeskens.

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  152. Brera era un convinto assertore del calcio all'italiano, del calcio femmina come lo chiamava anche, del primo non prenderle, e la questione a meno di non portarla agli estremi anche solo per fini retorico-dialettici non è mica poi così chiara se nel 20112 e nel 2012 con quel modulo (con le opportune varianti) ci si vince ancora la Coppa dei Campioni. Natura non facit saltus e nemmeno il calcio.

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  153. Cerchiamo però di ancorare la discussione a dati autentici. Non è vero che Borg le ha beccate da Rod Laver, il bilancio e' 6-2 per Borg. Certo Borg era più giovane. Ma quel che conta e' quel che e' accaduto dopo: il modello di tennis atletico di Borg ha preso piede e ha resistito fino ad oggi, imponendosi sia nel tennis maschile che in quello femminile, ancora di più in quest'ultimo. Chi vuol far valere la tecnica deve anche allenare il fisico: non si scappa.

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  154. Ebbene, Ludwig, io ricordavo solo un incontro in esibizione e mi faceva molto comodo, tu capisci. Sulla seconda parte del discorso ho già risposto con la seconda parte del mio post sul tennis.

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  155. Jordan, se non fa salti, figùrati se non posso immaginare Di Stefano oggi!

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  156. E comunque essendo Laver del '39 e Borg del '56 quelle due vittorie valgono oro, Blmp. E lasciano credere che se Laver avesse avuto vent'anni di meno forse qualche problema l'avrebbe avuto anche Borg!

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  157. Immaginare lo puoi immaginare quanto ti pare, la fantasia è libera, che poi sarebbe vero quel che immagini è altro discorso.

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  158. I problemi Borg li aveva con McEnroe che era già molto più fantasioso e ricco di colpi, oltre che suo coetaneo, avrebbe potuto averli con un Laver vent'anni più giovane, ma era l'inizio di un cambiamento epocale nel modo di giocare a tennis e non è detto che i grande vecchi campioni ci si sarebbero adattati rimanendo a livelli di eccellenza, o, almeno non tutti, neppure se avessero bevuto alla fonte della giovinezza.

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