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giovedì 6 settembre 2012

Sostiene le puppe a Pereira

Siamo troppo spesso impegnati a ricordare i moduli di gioco che caratterizzano l’idea del calcio di un allenatore, quelli che in definitiva non sono altro che dei brevetti depositati sul campo, scordandoci invece di quei brevetti geniali che ci hanno accompagnato, prima che nella nostra vita di uomini sessuali, nelle nostre fantasie, poi in bagno dove diventavamo cechi, e subito dopo nei nostri giochi preferiti, e che a seconda dei modelli più o meno blindati, ci hanno procurato anche qualche affanno di troppo ad aggirarne il meccanismo di sgancio, facendoci fare così la figura degli imbranati, problemi e giochi che per molti persistono ancora, e che comunque ci piacciono molto di più di una diagonale difensiva ben effettuata. Perché ieri per chi non lo sapesse è stato il compleanno del reggiseno, che festeggio solo oggi non tanto perché distratto, ma solo perché ieri ero immerso in argomenti forti di natura spirituale, un po’ come le amarene Fabbri, che mi avevano portato fino quasi a rinnegare la passione per il calcio, i pensieri, e quasi ad ubriacarmi le amarene, e che prevedevano, ironia della sorte, proprio la rappresentazione di un seno nudo sul quale non ci saremmo potuti arrampicare più di tanto per giustificare l’assenza proprio del festeggiato. Insomma, il 5 settembre del 1899 veniva brevettato il reggiseno, ben 113 anni di femminilità e fascino che sono anche il tempo stimato da Montella per fare assimilare uno straccio di schema difensivo a Cerci, lavoro oggi delegato a Ventura, che in quanto tale tenterà l'avventura del tanto sospirato avvento di almeno un recupero sul difensore a partita, alternandolo un po' a quel modo naif di stare in campo, e comunque a sostenere il seno ci avevano già pensato gli antichi romani, e qui Cerci non centra una sega. E allora veniamo a quelle affinità con il calcio che mi sembra doveroso sottolineare, per esempio, quando uno crede di guardare furtivamente nello scollo altrui e prende un calcio negli stinchi dal difensore che lo marca stretto, come solo può fare una compagna che applica la marcatura a uomo, oppure lo stop di petto che richiama all’ormai desueto modo di chiamarlo reggipetto, poi c’è la massima aspirazione che è quella di vincere, e per la quale ogni allenatore ha i suoi segreti, riassunti meravigliosamente nelle collezioni di Victoria Secret appunto. E se nel calcio c’è il top player, quando si toglie il reggiseno c’è il topless, mentre il player diventa Plaitex, e l’incrocio che fanno gli attaccanti in area diventa l’incrocio magico Criss Cross, poi alla fine rimane solo il più classico dei cross dalla linea di fondo, e chi in fondo ama il reggiseno solo per il gusto di farlo scivolare in un angolo se non quando in calcio d’angolo. Wonderbra e Wonderibra, push up e Tim Cup. In questa obliqua contaminazione tra i due mondi qualche problema potrebbe nascere solo nell’interpretazione dei parametri della bellezza, perché dalla parte del reggiseno una delle unità di misura è la coppa, mentre là dove si randellano calcioni la coppa è il coronamento di una vittoria, ma se nell’universo dell’eleganza e della bellezza il seno perfetto è quello che sta in una coppa di champagne, nel mondo del calcio dove la volgarità convive con l’eccesso, il seno perfetto è molto più grande, è quello per intendersi che sta in una Coppa dei Campioni.

100 commenti:

  1. Celebriamo quindi questo compleanno. Per me si tratta di una cosa che adoro, un po' come la pelliccia di cui parlavamo ieri, entrambi nati per proteggere, abbellire, nascondere e rendere più desiderabile un paradiso.

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  2. Pezzo del giorno favoloso, favoloso, da ideale antologia oltrarnista. Stavolta, a cominciare dal titolo, occorrerà che il Sopra si metta di buzzo buono per tenerti dietro, Pollock: siete alla quindicesima ripresa, ormai menate colpi assassini, di profondità inaudita per gli organi ma ciechi, come vengono vengono, la guardia è saltata, anche il clinch sembra strumento insufficiente a impedire la gragnuola, dietro il ring i secondi seguono spasimando pronti a gettare la spugna per proteggere l'incolumità cerebrale futura (il passato ormai è passato... ahahahahahah!) dei loro assistiti. A proposito d'altro, Sopra, mi vuoi dire, se l'hai capito, qual è il censo che, a suo dire, impedisce a Yo el supremo di offendere/ti/ci/li? Sarà il caso di aggiornare la battuta sempreverde di Frassica (Camillo, penso, conte di Cavour) con un Camomillo per censo conte di Cavour?

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  3. Sopravvissuto49why6 settembre 2012 09:43

    Hola hombre,oggi siamo sul voyeurismo andante,che tange l'onanismo tanto caro al Giuda meno conosciuto dei due(e non riguarda Judd Law);l'argomento di oggi ci fa entrare nel campo della mistificazione,dell'alterazione della realtà:mai invenzione celerebbe 'si tanta grazia e beltà ma ultimamente è fronte di situazioni imbarazzanti:l'aggeggio viene usato a guisa di rinforzante,come il personaggio de "Il Casotto",massima espressione cinematografica di un tempo che fu,icona che vide una imberbe Jodie Foster accanto a mostri sacri del nostro paese.Colui che riempiva di ovatta le sue mutande è l'altra faccia delle donne che a forza di push-up illudono l'utente di turno.A tal proposito sovviene una rimembranza,allorché una pulzella tolto il reggiseno mi fece esclamare "Ahò,ma che 'na seconda o 'na prima,te c'hai la retromarcia!".L'amarena Fabbri è altra rimembranza osmotica col Fabbri CT ed un calcio che non esiste più.Direi che al tifoso fiorentino medio occorre quel che a noi non occorre:un reggisenno,e peccato per coppe o trofei,vuol dire che attenderemo e saremo omonimi della Coppa Del Nonno,quando festeggeremo una coppa(scongiuri,rattatio pallorum,corna a josa).Il Sardanapalo che citi,COLONEL,se facesse perizia e la diagnosi dicesse "Soffre di manie di grandezza,di delirio di onnipotenza" denuncerebbe i dottori chiedendo i danni+Gasbarroni+Natali.Io sono come un centravanti che prende il montante:la punta dice "Traversa!",io dico "Traversi!".Il problema è la mancanza di contatto con la realtà terrena,lui è un personaggio rettiliano di Thomas Ike;cosa dire?Svenda tra di noi,ogni tanto,goditela,vivila e non lasciarmi solo col mio libro "Io ho vissuto" di Neruda.Sopravvissuto.

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  4. Il «reggisenno» per i tifosi viola ce lo conserveremo per sempre tra le cose più care, la richiesta di danni+Gasbarroni+Natali asporta di netto il bersaglio (avrebbe detto Cecchi) e, purtroppo, ci toglie così molto divertimento a venire. Da Re Nudo a Re Neruda il passo è breve, con Pollock infinita la sfida.

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  5. Red carpet africano


    Oscar del post del giorno,a tale Realista.
    Lele


     

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  6. Nella realtà attendiamo frementi il compleanno della coulotte e poi del perizoma.O' Pollock,dimentichiamo il food?La cena vagheggiata si potrebbe consumare al nuovo ristorante di Firenze "L'è maiala" e mai nome di locale si legherebbe così bene al blog.L'alternativa è "Gigi il troione".

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  7. Oh Sopra abbazzola!! E tu mi bruci gli argomenti, "l'è maiala" è al vaglio per il topic di domani, ma non so se ci sarà il travaglio. Sennò  io vo a fare du giri in centro e i' pezzo tu lo scrivi te,vai!

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  8. Il problema, caro Lele e caro Sopra e cari tutti è: se sui blog strusciamo di buona gana egroti di simil fatta (beh lui va forte, ammetto, di pari c'è solo quello le cui altisonanti loffie Re Nudo paragonò memorabilmente ai temoni del suo compagno di banco Robertino alle elementari), possiamo noi essere molto migliori? Voglio dire, un crociano «Perché non  possiamo non dirci anormali» non dovrebbe sfiorare con un brivido almeno la base del nostro encefalo?

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  9. O colonnello o icche son gli "egroti" che un c'è nemmen su gugle? Possibile che pe' capi' icche tu dici e mi tocca a perdici un quarto d'ora su internette tutte le vorte? o perchè un tu ci metti la traduzione pe' ceppiconi? poera gente, anche noi e s'ha diritto d'essere anormali se i'normale e tu se' te!

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  10. L'anima del Brusca si rivolta nella tomba. Chiari, vai a riscuotere pegno e poi porta qua.

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  11. E si rivorterà anche ma icche vor dire e un tu l'ha detto. E poi la vo' fa' finita di nomina' quell'esattore? l'è tu'amiho, non mio, pe' forza nemmen l'aceto. Ma qui i'ceppihone e tu se' te.

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  12. E perché dovrei dirlo? Appiccicherei l'etichetta col prezzo sopra il testo, per dirla con qui' buho di genio che faticava ad addormentarsi e per questo ci scrisse sopra un romanzo in più tomi che capelli in testa a Viviano. Prova col latino e pensa che ognuno ha i suoi private jokes: tu rispondi al baseballista e al Multinick, io gioco con le parole, eppure la gente di fori da i' blog la un non crederebbe che siamo così fave, in principio.

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  13. E circa il generoso benefattore del sito, Uncle Scrooge, io confido nel tempo, che medica le piaghe.

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  14. Lasciami dire Colonnello che il Nevra
    un po’ di ragione ce l’ha, a volte sei troppo ricercato nella scelta dei
    vocaboli ed enigmatico nei tuoi riferimenti, anche il Sopra a volte incede, ma
    lui c’ha la licenza poetica, esiste anche quella prosaica per quanto ti
    riguarda? Eh eh eh.

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  15. Vedi, Orgogliosaccio (ma non credevo fino a questo punto), ti tende pure la mano. E in più ci faccio le spese io: e che cazzo!

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  16. CHIARI,il portamostrine collonn-a, aspirante pietra angolare ha ben spiegato che ognuno ha i suoi "jokes"(purché non junkies)e quindi tocca(non il nick...eh ehe eh)sopportare,a volte supportare con altri strumenti i post;abbiamo una fortuna,noi potremmo essere definiti i Club Dogo del calcio/trastullo internettiano:nella loro canzone sostituiamo la "PES" con gli scritti,i roboanti calciatori da loro citati con i nostri onesti e abbaglianti eroi viola e via...sempre meglio del "Pulcino pio" nel quale si trasforma a volte il sitone,il Pulcino pio che aggiunge proseliti alla sua fattoria orwelliana,visto che spesso si parla di censura.e poi,come direbbe chiunque:a chi del Pigato,a chi dello sfigato.Comunque tocchi tasto giusto con me,a volte non mi capisco da solo....e neanche in compagnia.POLLOCK,chiedo venia ma...era troppo allettante il locale che sarà dedito al baratto:immagina cosa potremmo portare noi come baratto!!!indicibile,a livelli di remake di "Amici miei".Potrei osare di sperare di agognare di ottenere perdono?Perdo no?Per Diana?Perdido Joe?Per-fido?Fido.

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  17. Dovresti aver capito Colonnello che tra i miei difetti non c'è quello dell'essere prevenuto, sia in positivo che in negativo, verso alcuno. C'è invece quello della vis polemica, quando penso che la ragione mi supporti, e questa non mi fa guardare in faccia a nessuno, anche, e potrei dire in particolare,quando si tratta dei migliori amici.

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  18. Strano silenzio di Yo el supremo, Sopra: non vorrei che fosse foriero di qualche papiro tempestoso, sotto i numi tutelari di Oliviero l'Unghevese e di Gobineau. Il Realista sembra aver toccato le parti molli (contento lui, direbbe quello... ahahahahahah!). Forse dovremo aspettare la prossima notte, la prossima addentata di vampiro che non guardi al censo.

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  19. Mi sembra d'aver capito tutto (speriamo) ,autoironia inclusa, Sopra, e sono d'accordo.
    A stasera mattacchioni.

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  20. COLONEL,poc'anzi ho scritto due cosine minimaliste sul sitone,una veramente laconica per Spinelli,una "morbida" per il vate,che ha scritto che "....Sopra lei è fortunato,come dicava una mia donna,poiché mi conosce e mi legge..." o qualcosa del genere.Fortunati i viticoltori,vedranno con lui innalzamento del fatturato.CHIARIFICATORE,e si stasera,e chi illumina quando il sole scompare?

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  21. Ma chi vi sta dietro, avete superato anche le mie più rosee aspettative, e la Gazzetta non c'entra niente. Sopra, l'argomento da adesso è cassato dal blog in quanto sarà ufficialmente argomento del topic di domani, ogni insubordinazione passerà dalle maglie fitte della censura. Blimpe & co avete raggiunto un gran bel livello, che se da una parte vi qualifica dall'altra vu' l'avete preso nelle mele, perché non potrete mai più alzare l'asticella come ha fatto Montolivo, e andarvene in un altro blog dal progetto più affascinante di questo. Siete schiavi del vostro contratto e io gongolo, gongolo a tal punto che l'elettricista ha finito adesso di sostituirmi il campanello con il gong.

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  22. Sopra, hai citato Bacco e Tabacco (anzi, Tabacco e Bacco, nell'ordine), manca Venere, che trovo un poì ammutolita, in effetti, dal mercato estivo e dalle prime belle prove della Viola: solo una battuta alla Quartetto Cetra su Toni, poi il nulla. Dev'essere il ritmo frenetico della vita moderna milanese col Cynarone montoliviano, la convocazione di Segnamai o non so che altro.

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  23. «Un po'» non «un poì»: solo perché Jordan non vada a cercare su google.

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  24. POLLOCK,a chi Niang e De Jong,a te il gong.

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  25. Il Colonnello si diverte a infilare qua e là delle supercazzole, confidando nel fatto che anche il più secchione di noi, al 23° vocabolo ostico, si arrende alla pigrizia e manda affanculo pure google. "Egroti" però è neologismo di genio - suppongo, non avendolo mai visto né sentito usare - mi evoca una casta di idioti egocentrici. Quanto al reggiseno, io l'ho sempre odiato. Esteticamente orribile, sia su corpo nudo che sotto magliette o altri vestiti. Va detto, in tutta onestà, che è un male necessario: anche in corpi ancora non marcescenti [over 21, per semplificare, ahaha], ove non sia necessario contrastare con forza la legge di gravità incipiente, un seno libero lasciato alla sua natulare esuberanza rischia di provocare tumulti sociali e violenze belluine pari solo ad un aumento delle temperature oltre i 45°. La morale in fondo non è che una variabile atmosferica, o di costume [letteralmente]. A che pro, poi, tutta la nostra arte dello sbirciare discreto nelle scollature, alle casse del supermercato quando si riempiono le buste di verdura, se poi il premio è un misero pezzo di stoffa? Ricordo ancora una compagna di liceo che non lo metteva mai, il reggipetto. Pur avendo una seconda scarsa, diventava la più attraente del lotto, specialmente in concomitanza dei primi freddi. Pare comunque che tra le vip dello spettacolo stia diventando di moda lo sbarazzarsi dell'ingombro, finalmente, tra tutte le cretinerie che lanciano, qualcosa di sensato.

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  26. No, Pollock lo vedo più da Erika Jong, una trentina d'anni fa, a fingersi più femminista delle femministe. Sperando che in premio a tanta apertura la liberazione del desiderio provocasse aperture microcosmiche anche nelle sue immediate vicinanze.

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  27. Dimenticavo Nina Seni-car.

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  28. Certo che seguire voi se uno arriva un po' dopo diventa impresa che neanche un Cerci disarticolato riuscirebbe a compiere.  Almeno lasciate un filo di Arianna per rintracciare le origini del vostro universo parallelo.  il risultato è che qui non riesco a dipanarmi, sul sito pervaso da una sorta di ejaculatio preacox sulle sorti della nuova Fiorentina si rischia di restare incinti.  Un mi toccherà miha tornare sul forum di Finanza on line e finire di rovinammi?  I've got no other place to go, damn it.  Mi viene pure da pensare che anche il 'natulare' di Deyna sia un neologismo invece che un errore.  C'è poho da fare sono in chiara soggezione,  e non vi chiedo aiuto perché, sadici come siete, infierireste su un'omo già mezzo ito.

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  29. Troppo onore, Pollock, ma non scherziamo, è già nell'Ariosto, tanto per dire. Circa il reggiseno posso anche concordare, ma la righina bianca e la farfallina centrale, da bikini, sulla schiena altrove tutta abbronzata, ispirano feticismi intensi, durante la presa da tergo.

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  30. Piuttosto, dimmi cosa ne pensi, vecchio porcello d'un unno, delle mie considerazioni qua sotto.

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  31. Troppo onore Deyna, non Pollock: ma che mi prende? La pornografia deyniana mi confonde? Va bene che, come diceva il Landolfi ieri da me citato, dietro ogni amata i fiorentini vedono un giovinetto, ma questo sarebbe troppo patente... ahahahahahah!

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  32. Sbagliate di grosso il reggiseno è indumento altamente erotico, in particolare nel momento in cui lo si sgancia e tutto ti si riversa addosso in tiepido languore.  Imparate fanciulli!!  Un marito compra un reggiseno per la moglie.  Prima o seconda? Chiede il commesso.  Mi dia la retromarcia se ce l'ha.  ahahahahah

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  33. Bada Attila che la battuta l'ha già usata, ma attribuendosela, il Sopra qua sotto.

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  34. Mi era rimasta in testa dopo averla letta saltellando qua e la su internet.  Probabilmente ho letto proprio quella di Sopra senza memorizzare il luogo.  Non intendo rivendicare paternità alcuna, comunque m'ha fatto schianta' dai ridere.  

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  35. Ricapitolando, i' reggiseno ci vole, ciò che deve essere lasciato il più libero possibile sono invece le natiche sotto la gonna, ovviamente se sono ben modellate.  Ciò per apprezzarne il sommovimento da palpitazione.  Do u agree?

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  36. Il mio record indoor di sganciamento di reggiseno è 4,2 secondi se le tre dita sono coordinate,ma ai bei tempi;oggi giro intorno ai 4,9/5.ATTILA,colui che ti da il nick,allorché s'impaludò verso Venezia sobbalzò alla bista della perfezione dei glutei delle venexiane,primato che resiste,causa il camminare continuo,il sali e scendi dai ponti.I agree with you,vi sono tanti sederi ma i culi sono pochi,quelli con la C maiuscola.

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  37. Io ho la C maiuscola ma del mio c minuscolo ve ne fregate e fate bene, non ammetto intrusioni... ahahahahahah! Però, Sopra, non mi hai ancora parlato di Venere e del suo c minuscolo smarrito sul sitone, a quanto vedo o non vedo. Attila ha detto parole sagge e ci costringe, una volta di più, a lasciargli la parte migliore della preda: è o non è lui il capo di questa orda? L'impaccio, tipicamente maschile (col tuo tempo Bolt si fa 50 metri), nello sganciamento provoca spesso risolini nella vittima per darsi une contenance, o Sopra.

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  38. Eh no, Attila, errore fu. Mi sto accorgendo che da qualche anno, "grazie" a internet, sto diventando dislessico. E le ragazze sempre più dislesbiche. Sul reggiseno, devo però confermarne l'utilità balneare: detesto il topless, che mi ha ovviamente incuriosito [diciamo così...] solo quando, regazzino, vagavo d'estate sui bagnasciuga di Tirrenia come un rabdomante, alla ricerca di quelle visioni da oasi. Molto, molto meglio il contrasto bianco-cioccolato successivo all'abbronzatura coperta, preferibilmente da triangolino alla brasiliana. 

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  39. Ci vuole tanta pratica Sopra, vero?  Per il resto comprendo bene ciò che descrivi dato che fra Attila ed attila ci si capisce al volo!

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  40. Deyna quando tu porti queste ti perdono tutte quell'artre oscenità d'arte che ogni tanto tu ci propini. Queste le son poppe che Iddio la benedica.

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  41. Io e gli ero pe' gli "egregi idioti" ma poi m'ha tirao 'n ballo i' prof di latino buonanima e m'ha messo 'n crisi. Forse mi pigliaa pe' icculo.  Comunque queste poppe e un c'è male, (a parte la terza che la dee esse' gravida) ma la Seni-car la m'attizza di più

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  42. Bene Deyna, sapevo di poter contare sul tuo voto per la schiena rigata. «Dislesbiche» passa agli almanacchi, con menzione.

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  43. I che sarebbe come dire che siamo un monte di buchi? Ma codesto Landolfi perchè un va a pigliassselo ni' "c" piccino, e giovinetti e li vedrà brutto finocchio!

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  44.  Quesiti affracchiani
    Egroti...mah,andiamo
    avanti,Colonnello.Mi fa pensare ad Agus negli impareggiabili dialoghi
    con Fracchia,quando questo ignorava il quesito...
    "mi
    faccia l'egroto..."Oppure vado indietro con la memoria e ricordo
    l'immenso Montanelli definire Ingrao"provorno",termine mai sentito e di
    fatto,per sua stessa ammissione,inesistente,ma che fotografava a
    meraviglia,la faccia arcuata come una virgola,del vecchio Pietro.Beh,da
    oggi siamo pure egroti,come se i difetti non fossero
    abbastanza...!Vabbe'...Caro Blimpe,i'Nevra non ti ha mai visto su un
    campo di calcio,luogo dove si esprime senza veli la propria
    personalita',il proprio essere concreti,esteti o narcisisti nell'arco
    del gesto tecnico fine a se stesso o di massima utilita'.Tu scrivi come
    trattavi la palla quando cercavi arabeschi,arzigogoli,esterni e
    tacchi,che ancorche'rischiosi ed anche deleteri,divertivano il tuo ego
    in primis.Ad un passaggio di piattone necessario ed imprescindibile,eri
    capace di voltarti e darla di tacco.C'era chi,come il sottoscritto,era
    armato d'animus belli,esaltazione massima della battaglia che faceva a
    pedate(o gomitate)con chi cercava di nascondermi la palla.Ed i miei
    scritti,elementari e poveri di termini leziosi,ma pieni di errori,ne
    sono al conferma,l'esatto contrario dei tuoi.Cercando di stoppare il tuo
    precedente lancio,(con l'effetto,s'intende,ah ah)rispondo che normale
    proprio non mi sento e mi garba anche vivere nell'anormalita',se si
    intende come non prigioniero di stereotipi di comportamenti e pensieri.A
    cominciare dalle scelte professionali,sempre particolari,alla ricerca
    continua di qualcosa di nuovo che mi stimoli e non mi faccia annoiare,in
    luoghi e con realta' certamente poco comuni.Quindi non mi reputo
    normale,forse bischero forse intelligente,di sicuro non facilmente
    classificabile,spesso anche a me stesso,ma sempre e me va benissimo
    cosi',dato che non esiste,almeno nel mondo terreno,colui che
    puo'definirsi "io sono normale".Ma,e qui viene il punto,mai
    prevaricatore del pensiero altrui,o erto su un pulpito a dar lezioni ai
    vari...Pupil di turno,dove l'arroganza e'sentimento sconosciuto,l'ego
    non deve mai prevaricare il rispetto e buongusto per l'opinione
    altrui,dove l'autoincensarsi(invero materia per psicoanalisti)non
    la fa da padrone e se la fa,come bene ha fatto notare Il
    Realista,e'sintomo di traumi pregressi,fioriti e prosperati nell'eta'dei
    balocchi.Il picco,e'stato raggiunto qualche giorno fa',non per le
    scellerate scelte tecniche su giocatorini/ucci vari,su quello si
    puo'passare sopra che ognuno ha i suoi gusti,o per le rivendicazioni
    delle genialate della serie"io l'avevo detto",ma sulla ferma espressione
    esente da ironia"dovreste essere contenti che,spargo qui sul sito,il
    seme del sapere e lo faccio senza farmi pagare,gratis"il che si
    commenta,tristemente,da solo.La mi'nonna diceva sempre"chi si loda
    s'imbroda",e mai detto fu piu'calzante.
    Lele

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  45. Hai ragione, purtroppo il topless, Deyna, non è riservato a quelle che se lo possono permettere.  Quindi si rischia di restare sopraffatti da visioni caduche ed avvizzite. Roba nauseante che fa rimpiangere il vecchio buon costume in tutti i sensi. Tu ci hai deliziato con le tue Montolivette che purtroppo richiamano alla mente cotanta oscenità.  Mi raccomando prosegui sulla strada maestra e non ti perdere più, o sarai responsabile di abuso di gastroprotettori in quantità industriale.  

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  46. Lo sganciamento del reggiseno è per l'uomo un buon test della personalità: credo che l'impaccio e la frenesia vadano di pari passo con una pericolosa tendenza all'eiaculatio precox, ahahah. Per togliersi dalle difficoltà ed evitarsi il risolino trattenuto della vittima, viene utile strappare il tutto fingendosi in preda a una passione furiosa, ma le più grette calcolatrici esperte in economia domestica hanno da ridire. Quanto al lato B, Attila, dissento ancora: a me non piace il perizoma, nemmeno se intravisto da sopra la gonna, lo trovo volgare: se su una ragazza giovane, la imbaldracchisce, se su anziana [cfr. i miei rigorosi parametri] la rende solo ridicola. Amo la mutanda a coste alte, possibilmente in delicata sfumatura pastello...

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  47. Non «siamo», Lele, «sono» (egroti): i due vati. «Noi» siamo anormali, di fondo, perché perdiamo tempo a chiosarne le gesta. Montanelli volle, credo, scrivere «piovorno» e andò tentoni.

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  48. Comunque, Lele, Ingrao era il meglio che potè esprimere il PCI, piovorno o provorno.

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  49. Assolutamente d'accordo, Deyna, il perizoma non si deve vedere e magari neanche indossare, perché piuttosto volgare nel momento della caduta delle vesti .  La donna evoluta lo sa bene.  Si devono però apprezzare  le forme nella loro completezza, il segreto di ciò non è tanto in ciò che si indossa sotto ma sopra.  Una buona immagine che mi viene in mente è quella della Pippa inglese (che non è Owen).

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  50. Deyna, i tuoi canoni non sono rigorosi, sono da arresto.

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  51. Venere?Il vate e Venere?Ah ah ah....ma uno che tromba non scrive quelle cose,uno che tromba scrive un po' meno seriamente.E ride ride.Tu sai,caro(perchè costi l'iradiddio di impegno)COLONEL,perchè Milingo ride sempre?Eh...perchè l'ha assaggiata(frase ellittica del soggetto a noi noto,con lo scroto).Altro che turris eburnea delle convinzioni:il musicante ha scritto lista della spesa per la viola che rinnega 3 anni di maroni non rotti,di più,polverizzati!Quindi,non torre d'Avorio da dove dispensa semi di malmignatta,bensì s'è chiuso dentro un cunicolo peggio di quelli del Sulcis!E Li dentro vede topi,non tope.Ora vado che il mio cane,Stop è il nome,sta litigando,ma lui è un....incrocio.Incrociato con l'altro cane,Fermo il suo nome,che a sua volta diventa matto perchè dico "Fermo...vai,dai Fermo....!".E tu pensi che il vate riderebbe o sorriderebbe?Non coglierebbe.Se lui va a Roma,cerca Pannella,se noi andiamo a Roma cerchiamo Panella(via Merulana)il miglior pane/pizza de' Roma(or ora m'abbuffai dopo riunione senza senso).E ri-cito il food,in minoranza qui.

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  52. Beh, Pollock, il Sopra comincia a dare decisamente sul sublime: per te ancora pochi giorni, Pollock, forse poche ore... ahahahahahahah! Tra l'altro conobbi Milingo in una sala d'aspetto (non dico dove, comunque non di quelle case maupassantiane dove un tempo trovavi la Signoret o la Darrieux, o Sopra), e la sua guardia del corpo, contro importuni che si assieparono subito intorno a lui, difatti («Ma lei è Milingo?», «Sa che io l'apprezzo molto per quello che ha fatto?»), era in effetti una maggiorata nera trentacinquenne che avrebbe scaricato scaricatori a decine di Genova o di Livorno a colpi di patata.

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  53. Indroculture africane


    Su Indro,ricordo bene il termine perche'mi rimase in presso,tanto era strano.Su Ingrao,concordo

    Lele

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  54. Caro Lele, non dubito affatto anche se io non la ricordavo, e infatti credo che Indro volesse intendere, incespicando con la macchina da scrivere o col cervello, «piovorno», quindi triste, uggioso. Poi, era troppo orgoglioso per confessare la cazzata, che deve aver fatto discutere, sicuramente, suscitando interrogativi maliziosi e vuoti ammicchi (conosci la gag del sarchiapone di Walter Chiari).

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  55.  Africa in mutande
    L'underwear...mutande o perizoma,per me meglio senza nulla,mentre il reggiseno sempre.
    Deyna,l'uomo cui piacciono le belle donne,e'un uomo senza fantasia(Proust)Te,dalle foto che usavi inondarci,quanta fantasia hai?Lele

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  56. Antognoniforever6 settembre 2012 17:52

    Per adesso di egroto c'è Aquilani (di della Rocca ce ne freghiamo).

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  57. Ma sembra, Antognoniforever, che non siano preoccupati... Mah, una tendinopatia all'Achille è una rottura non da poco e non l'arrangi per scender in campo, devi esser guarito o ricadi. 

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  58. Antognoniforever6 settembre 2012 18:12

    Il timore infatti è che ricada. Contro il Catania dubito di vederlo in campo.

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  59. Ingrao l'ho avuto ospite a cena qualche volta, dai miei, quand'ero piccolo, ricordi pochi, ma mi stava simpatico. Il più divertente ed arguto però era Paietta. 
    Lele, v'ho mandato di tutto, qui: maggiorate, freak, semianoressiche, coetanee di Paola Borboni, grassone, mutilate, barely legal, fighe classiche...di tutto.
    La fantasia non so, ma la prospettiva non mi manca.

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  60. Eh caspita, Deyna, allora sei il tipico figlio di alto dirigente del PCI che, seguendo i nemmen troppo tortuosi sentieri d'Edipo, fa a papà lo spregio di buttarsi all'estremismo malattia infantile del comunismo, salottiero e velleitario, da cui mai mi sono liberato! Doveva essere simpatico, in privato, Pajetta e fu eroe resistenziale: peccato per il suo impenitente e miope stalinismo (peraltro, non aveva pesniero politico da esprimere, era un Murat da mandare all'assalto). Non ho mai capito la coppia con la Mafai. Ad ogni modo, nelle risse in Parlamento coi missini era quello che menava di più e si beffava dell'Enrico che gli diceva di stare più quieto, di non far fare figuracce al partito.

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  61. Pajetta menava ma il suocero dell'attuale sindaco di Roma rispondeva bene.La vera leader della destra(quella vera) Assunta Almirante adorava ed adora questi Ettore Fieramosca d'antan.Il film uscito ora su Ingrao non sembra aderente alla vita del leader con dittongo.....

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  62. Eh, Sopra, lei è sempre stata il tipo da idolatrare i' maschiaccio, l'omo Denim after-shave, quello che non deve chiedere mai... ahahahahahah!

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  63. Ma no, che alto dirigente, è stato una legislatura a Roma, ma il grosso l'ha fatto sul territorio toscano, sempre sul pezzo ad aiutare disagiati, scioperanti e poveracci. Sai, quel tipo di funzionari di un tempo, che anteponevano il partito a tutto, che fosse carriera, denaro o famiglia...ne avrai conosciuti. A raccontarlo oggi sembra di raccontar panzane, considerando com'è ridotta la classe politica [anche a sinistra], eppure...Però era usanza che quando un alto dirigente vero - tipo appunto Pajetta, Ingrao o Berlinguer - veniva in zona a far comizi, a volte restava a cena da qualche amico locale. Pajetta tirava fuori battute acide da spanciarsi. 

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  64. Non doveva esser facile, nella a lungo «bianca» Lucca.

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  65. Pajetta era arguto, pungente e
    persino divertente nei dibattiti e nei comizi, ma nei rapporti umani era duro e
    intransigente, spietato con i militanti ed i funzionari, che amava mettere  in difficoltà stigmatizzandone ora  il conformismo se  erano “in linea” , ora  lo scarso
     comprendonio se erano  “fuori linea”. I più grandi dirigenti e
    maestri  per me sono stati i riformisti meridionali:
     i siciliani Pio La Torre , Emanuele
    Macaluso, Napoleone Colajanni,  e i napoletani
    Giorgio Amendola, Gerardo Chiaromonte e Giorgio Napolitano, e, nei suoi scritti, il calabrese, "gemello" di Amendola,  Mario Alicata.Pietro Ingrao, che sul piano personale è quello che ho conosciuto di meno,mi dava
    l’impressione di  un santone predicatore con
    i suoi adepti, gran sognatore con i piedi  sempre staccati da terra,  sicuramente un  grande intellettuale, ma come politico non mi
    ha mai entusiasmato. Onore al suo coraggio nelle battaglie interne,  ma per fortuna perdenti, perché resto dell’idea
    che se fosse diventato lui il segretario,  il PCI avrebbe fatto la fine di Rifondazione
    Comunista di Bertinotti.

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  66. Eh già, l'isola bianca...Qui più che da altre parti tra l'altro, diciamo fino a metà anni '70, per lunghi periodi i funzionari non riscuotevano per mesi gli stipendi, altro che casta, ahaha.

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  67. L'unico a capire di letteratura era Alicata. Piano con l'ambiguo Macaluso, che flirtava con Crassi. Il PCI non poteva fare la fine di Rifondazione, coi suoi numeri, poteva invece non far morire il sogno di un mondo migliore: allo stato, è una massa di voti congelati, per lo più passivamente abitudinari, che fanno da serbatoio al moderatismo confindustriale governante.

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  68. Amendola è stato un grande, anche se gli altri riformisti li ho conosciuti meno [per le opere, dico]...Su Ingrao probabilmente hai ragione, era un sognatore ai limiti dell'utopista, anche se qualche battaglia molto concreta l'ha condotta. Del resto, col disastro della Bolognina, il PCI non ha fatto una gran fine lo stesso, va detto. Un cambiamento indubbiamente andava fatto, ma non in quei tempi [improvvisati, sull'onda emotiva degli avvenimenti che scuotevano il mondo], e soprattutto in quei modi. Ma ora mi fermo, sennò il Vicchione e s'annoia, eheh

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  69. La "bianca" Lucca,dove si annida(complice la nipote architetto)da 5/6 anni un avamposto di Giovanardi....COLONEL,se mi dai del "Lei" mi sento donna,non è il caso,visto che la mia parte femminile è omosessuale(questa è pura accademia masculo-biologica):cosa dire?Sono nato in zona bonifica,mio cugino faceva la scorta a Pino Rauti......Ma a proposito di "bianca":quando Andreotti faceva comizi per la Balena Bianca tra Latina e Frosinone la gente si arrampicava ovunque,come l'Uomo Ragno,pur di ascoltarlo;l'immortale però ha fatto,ha fatto e ha dato cose concrete(gli ha aperto 7 svincoli autostradali,alimortè).Caro POLLOCK(anche te caro nel senso che costi,costa darti dietro),come avrai notato,e con te ANTOGNONIFOREVER,oggi non si è digitata una sola frase di calcio,football giocato.Nulla.Zero.Vuoto pneumatico!Donne,accessori,effetti personali,politica....mah.....Quest'Agora della Conoscenza disegna scenari che neanche sotto effetto di oppiacei potevamo immaginare.Altro che Pulcino Pio e seguaci....

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  70. Grande Colonnello, così ti vogliamo! In fondo l'ho sempre saputo, che quelle fighe altoborghesi te le trombavi a spregio, ahahahah

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  71. «Lei» era Assunta, o Sopra. Dissemi parente del Giulio che, piccino, era sempre chiuso in casa, leopardianamente, a farsi gobb'e clorotico. Ma quando c'era un funerale, in vacanza estiva al paese (allora, tre mesi: ah, giovani, voi che non avete conosciuto l'inizio della scuola a ottobre inoltrato, voi non sapete cosa fosse la dolcezza di vivere; ma forse l'ha già detto Talleyrand, per i tempi dell'ancien régime), non ne mancava uno, portando il cordoglio come un familiare dietro il feretro. La mamma gli intimò di piantarla e lui «Mi togli l'unico piacere che ho!». Da cui la vocazione a prolungare quel piacere da adulto fornendo il materiale, da Gaspare fino a... ma è finita?

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  72. O banda di bolscevichi, se un vu la fate finita e comincio a parla' di Malagodi!

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  73. Ahahahahahahah! L'aveva detto, Deyna, che le Forze della Reazione erano in agguato!

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  74. http://www.youtube.com/watch?v=R7RE_hCsQl4&feature=related
    partite drammatiche.

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  75.  Ah ah ah ah ah

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  76. DEYNA,quel simil-requiem di Rezza deve far intuire qualcosa;poi era in bianconero che,solo cinematograficamente,adoro.Potremmo dare un nome a noi noto al personaggio di Rezza.POLLOCK,nulla da fare ancora:calcio zero.Qui invece del golpe blogghista,gubernator,si prepara golpe politico vero,con schieramento che parte da una sinistra estrema(o quasi) per arrivare a una destra(moderata).NEVRASTENIX cita Malagodi e mi sembra il caso di calembourare con il mala-godi,si torna a stamane alle 9,cioè donne e varie interconnessioni.Certo che siam partiti dal reggiseno e siamo arrivati a Pajetta,Ingrao,Andreotti e Malagodi....direi che se dovessimo essere definiti con un dipinto,be' saremmo un quadro di Bosch.Certificato.

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  77. Oh Sopra, e ora come fa quello che mi conta i messaggi sul sitone, un ci capisce più una sega, penserà che ho subaffittato la struttura a gente in grado di fare almeno cento coperti il giorno, e magari uscirà fuori con un post trionfale,si insomma il mio necrologio. E chi glielo spiega dopo all'ambasciatore del fosforo su Internet che invece siete sempre voi che andate a braccio, e ora spegaglielo te Sopra, che andare a braccio non significa fare il gesto dell'ombrello, sennò domani scrive subito che offendo.

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  78. Sopra, con «mala-godi» vince il premio serale. E dire che il papà (un altro del quale Rezza dovrebbe occuparsi, almeno per il rapporto col figlio) era un gran galantuomo dell'Italia giolittiana: l'Olindo (Rosa non c'entra, stavolta), direttore della romana «Tribuna», quotidiano di ottima fattura e grandi firme, artigianalmente fabbricato (idee a sfare e entrature felpate negli ambienti politici, diplomatici, culturali). Ovviamente già dal primo anno del delirio nero il kuce procurò nuovi fidati finanziatori al giornale, di cui lessi con passione tutte le annate malagodiane alla Bib. Naz. una primavera di anni più verdi, e Olindo se ne andò sbattendo la porta. Era coinquilino dei Pincherle e Moravia racconta di aver avuto l'infanzia funestata dalla propria madre che gli poneva a modello non giovando il giovin Giovanni non gioviale già all'epoca e intento alla lettura, saccheggiatore di premi scolastici e di certamina, divoratore dei volumi della splendida biblioteca paterna di letteratura inglese (Olindo scrisse obliabili versi, del resto, d'ispirazione a mezzo carducciana e a mezzo keatsiano-shelleyana). Questo per dire, Jordan che io apprezzo i Malagodi, il padre per l'intiera esistenza, il figlio fino agli inizi degli anni '50, quando smise di fare il banchiere (papà l'aveva piazzato alla Banca Commerciale Italiana) e cominciò a portare il PLI sulle rive più destrorse e retrive che conoscesse il panorama del liberalismo europeo: latifondo e celerini manganellanti contro gli scioperi, altra lingua non conobbe il Giovanni maturo, che pertanto si ha il mio ingrato ricordo.

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  79.  Alla Bolognina, Deyna,  fu fatto, non "troppo presto", ma tardi e male,  quello
    che bisognava fare da tempo, senza aspettare che cadesse il muro di Berlino,
    visto che la crisi di quel sistema e l’anti-storicità di chiamarsi comunisti si
    sapevano da tempo, e da parte di dirigenti veri non di quegli apprendisti
    stregoni  che lo
    fecero.  Ciò detto, il grosso e la meglio tradizione
    del PCI ora sta dentro, assieme ad altre, al PD, un partito con i suoi difetti
    ma certamente il  più dinamico,
    democratico, serio ed affidabile,e  non
    solo a sinistra , in Italia,  e
    certamente, Colonnello,  non composto da  una “massa di voti congelati, per lo più passivamente
    abitudinari” , ma da militanti ed elettori consapevolmente
    socialdemocratici, riformisti e progressisti. La sana battaglia politica che
    sta iniziando tra Renzi e Bersani, che non ha eguali in altri partiti, ne è
    l’ultima testimonianza, così come il sano dibattito interno che si svolge, vasto
    e valido come in nessun altro partito, su ogni decisione politica, economica,
    sociale e culturale.

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  80. Il mio ricordo non è certo così preciso, della politica me ne sono sempre occupato di schiso, però me lo ricordo più come economista logico che come manganellatore. Non mi sembra del resto che abbia mai avuto cariche onde avrebbe potuto estrinsecare tale attività (non me lo ricordo mai come Ministro dell'Interno, ad esempio)  anche qualora ne avesse avuta un'incilinazione che non ho mai percepito. Certo non era dalla vostra parte, ma non è che ti sbagli con Scelba e company?

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  81. veramente e si dice "meglio un morto 'n casa che un pisano all'uscio" qui' brutto che fa l'interviste e deve esse' davvero BIbbona Gobba o un su' amiho.

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  82. Siccome vu mi avete rotto l'anima con gli inetrventi bolscevichi e
    vu mi volete fa' passa' Malagodi pe' manganellatore, vi fo rispondere da Cilndro da Fucecchio, con un ritratto che coincide invece in pieno con le mie rimembranze:   " I n uno degli ultimi anni Cinquanta, quando da poco era stato eletto segretario del partito liberale, seguii passo passo, per un paio di settimane, Malagodi in tournée elettorale. Pronunciava - cosa rara per un liberale - i suoi discorsi in piazza. E sebbene questa fosse esclusivo feudo socialcomunista, la teneva in rispetto, sebbene le sue argomentazioni non avessero nulla che alla piazza potesse piacere. Non era un grande oratore. I suoi discorsi erano più da leggere che da ascoltare. E per di più egli li pronunciava sul tono con cui un consigliere delegato illustra una relazione di bilancio, senza nulla concedere ai sentimenti e alle passioni dell' uditorio. Al quale, oltre tutto, non offriva occasione né spazio per interpolare una fischiata o un applauso perché erano argomentazioni serrate dalla premessa all' epilogo, filate e senza pause, che andavano via sul filo della logica come un campione di pattinaggio scivola sul ghiaccio senza variare di tono, senza appoggiare sulla frase a effetto, senza ricorrere a quelle note gravi e baritonali che erano il forte, per esempio, di Nenni, fidando solo sulla ragione, sua e degli ascoltatori. La sua parabola politica fu meteo rica. Nel suo partito, di cui non era mai stato un vero e proprio militante, venne, vide e vinse senza colpo ferire. Ma non vi raccolse mai simpatie. Per la prima volta, con lui, il Pli si trasformò da club, quale fin allora era stato, in un partito organizzato come tale e con una sua base elettorale, entrò nella maggioranza di governo e sembrava avviato a diventarvi una forza in crescita. Ma il crollo, quando dalla maggioranza uscì per protesta contro le riforme agrarie di Segni («Se ne accorgeranno» disse minacciosamente sbattendo la porta) fu ancora più rapido dell' ascesa. «È la fine dell' equivoco» commentò Mario Pannunzio che lo aveva sempre avversato. Un equivoco, effettivamente, c' era stato: che Malagodi fosse un animale politico, quale invece non era e quale non avrebbe voluto lui stesso diventare. Coloro che con lui avevano consuetudine di vita mi dissero che, dopo la Liberazione, Malagodi aveva brigato per una sola carica: la Ragioneria Generale dello Stato, che con lui sarebbe certamente diventata un modello di funzionalità. Furono i democristiani a opporglisi per il suo irriducibile anticlericalismo. Avrebbero potuto dargli qualunque altra cosa: la Banca d' Italia, il Tesoro, le Finanze, avrebbero potuto mandarlo ambasciatore a Washington o a Bruxelles: Malagodi sarebbe stato capace d' impadronirsi in quattro lingue - che parlava alla perfezione - di qualsiasi congegno internazionale. Gli tagliarono tutte le strade, e fu allora che ripiegò sulla politica, l' unica che non era fatta per le sue gambe. La conversazione con lui era affascinante. Poteva fare un monologo di tre quarti d' ora su argomenti anche di arte e letteratura, perché sapeva di tutto. Anche le donne ne erano incantate. «Lo darei tanto volentieri - mi disse una di esse, sua e mia amica - come marito a mia figlia, ma non lo vorrei come amante: non scalda». Forse il suo fallimento in politica - che è più femmina che maschio - fu dovuto proprio a questo: che, pur persuadendo, non scaldava. Peccato. Era un uomo che avrebbe potuto rendere all' Italia servigi preziosi, specie sul piano internazionale. Ma ci sarebbe voluto uno Stato capace di riconoscergliene le capacità e di sfruttarle. Uscì dalla scena politica senza fare scandalo né chiasso. Nessuno poteva fargli altro rimprovero che quello di un cattivo carattere. Ma il fatto è che quando si ha un carattere, è difficile che sia un «buon» carattere."

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  83. Non so cosa provi quello che dice Indro, davvero, Jordan. Era per la repressione degli scioperi, era per la conservazione dei latifondi (una cosa vergognosa, una cosa che fece raccapriccio ai liberali europei e che lo lasciò in compagnia del MSI al voto), era inviso alla classe dirigente di origini azioniste del suo partito (e te credo!), nell'organizzazione per la cooperazione economica europea, prima di entrare nell'arengo politico, si ammanicò con l'atlantismo più gladista che ci fosse, più maccartista che si potesse immaginare, e fece poi sempre lo sgabello degli americani, al referendum votò monarchia, contribuì a cacciare Fo dalla tivù dichiarando tra l'altro, dopo una puntata di Canzonissima in cui Dario aveva parlato di mafia, che si insultavano i siciliani a sostenre che esistesse una cosa chiamata mafia, inventò le pensioni d'oro e baby per gli alti funzionari ministeriali, se ne andò sbattendo l'uscio quando Freddie Flinstone Zanone fece qualche timidissima apertura al centrosinistra. Delle qualità che gli venivano dal padre ho scritto, non incidono sul peso negativo che ebbe sulla politca italiana, autentica zavorra di destra alla destra democristiana.

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  84. La tua è la visione di un boscevico per un avversario, visione che non tiene conto dei tempi e del clima di quei tempi, che eran di contrapposizione, bianco e nero, o, meglio rosso. Lui indubbiamente è sempre stato dalla parte dei bianchi. Peso negativo  per la politica italiana? Furono nonostante tutto gli anni del miracolo economico, ora che c'è un calderone in cui tutti alla fine son più o meno d'accordo e dove per muovere un foglio ci voglion duemila assemblee siamo vicino alla bancarotta.

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  85. Jordan, ho citato dei fatti, dei fatti quali non si potrebbero citare per, poniamo, Ugo La Malfa, che pure era, come dici, avversario.

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  86. Ora te li vuoi anche scegliere gli avversari? La malfa era un avversario morbido, difatti si vede il figliolo che ha fatto.

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  87. Li vorrei rispettosi delle forme democratiche, non deneganti l'esistenza della criminalità organizzata per ributtante machiavellismo elettorale o per controllo del territorio, della mia epoca e non dell'ottocento latifondista, repubblicani e non monarchici, che non compensano i fidi coi soldi (nostri) di pensioni da mille e una notte, che non meditano, coi generali, di mandare in stalag in Sardegna i capi dell'opposizione se questa vincesse alle elezioni. Del resto, era un arnese anacronistico fin dall'inizio, che quando ha smesso di servire come stampella è finito in soffitta come se non fosse mai esistito.

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  88. Di codeste accuse un buon ottanta per cento son propaganda politica di quei tempi abbastanza discutibile tipo l'invio in Sardegna dei capi dell'opposizione che pare tanto la barzelletta di De Gasperi de "cecinesi". Che abbia votato per la monarchia al plebiscito l'ha detto forse a te, comunque l'han fatto almeno altri dieci milioni d'italiani (confermati più quelli forse ignoti), non sarebbe poi gran colpa, le pensioni da mille e una notte permettevano anche di liberare posti di lavoro più importanti chusi per i giovani. Volevi che i vecchi li ammazzasse? A quei tempi la gente bisognava convincerla ad andare a casa, magari in Russia facevano altrimenti e la democrazia nel tuo paese ideale l'osservavano molto meglio, questo è ben noto. Era uno che la pensava molto diversamente dalla tua filosofia, un capitalista convinto da studi dell'economia profondi, idee che mi han sempre convinto e non solo me se leggi l'articolo di Indro Montanelli. Sulle azioni ed i discorsi di ciascuno, soprattutto di quelli della tua squadra, ci sarebbe da eccepire tanto da dar materia a qualche migliaio di blog. Comunque lasciamo perdere, di politica non ne voglio parlare, certo non qui, ma siete voi che mi provocate col questo ossessivo Minculpop (poeta ora prendine subito spunto per una battutaccia).

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  89. Che votò per la monarchia lo dichiarò pubblicamente e più volte, i piani Gladio sono pubblicati da un po' e via (effettivamente erano una barzelletta, ma volevano metterla in pratica, il peggio è questo), le pensioni d'oro e baby non sono mai giustificabili e ne portiamo la soma, con beneficio per i «giovani» che non ti dico, la Russia non è mai stato il mio paese ideale a partire da Stalin, la parole sulla mafia erano atti, il latifondo col capitalismo c'entra come il cavolo a merenda, che convincesse qualcuno non stupisce, voti ne ha presi anche Cicciolina da noi, il Minculpop era organico a un regime efferato e totalitario di destra, quanto cioè di più distante da me.

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  90.  Se lo paragoni a Cicciollna vuol dire che di Malagodi hai letto o ascoltato poco. A prescindere da ogni giudizio sugli atti, che per la maggior parte contesto, il concetto filosofico del suo messaggio potrebbe invece aprirti degli orizzonti. 

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  91. Te l'ho già detto (quanto alla Staller da stallone) che, contrariamente alla lettera, lo spirito vivifica... Molto ascoltato e molto letto, anche perché divertente, come un arturiano finito alla corte di Obama, per rovesciare la situazione del romanzo di Mark Twain. Mai detestato anche perché lo sottovalutavo nella sua influenza (invece un poco di male ha potuto farlo, il bicolore con Giulio ad esempio fu un bel passo indietro, dove lui faceva l'ideologia mentre Giulio si occupava della bassa cucina, delle cose «serie»). A differenza del suo amico Domenico Bartoli, confezionatore della peggior «Nazione» dopo quella di Mattei, era però genuinamente, quantunque platonicamente infatuato di vera cultura (beh, era anche più intelligente) e si credeva longanime nel riconoscere qualità a scrittori «di sinistra» che però fossero innocui sulle pagine dei giornali (non Pasolini, dunque). Il suo entichement per il mondo anglosassone (anche nell'abbigliamento: comprava solo in Regent Street, l'imprescindibilità del tè alle cinque...) che teneva dal padre (uomo di tutt'altra statura, di tutt'altro approfondimento del reale), era però una placcatura, lui era difensore non di libero mercato ma dei colossi feudo-industriali protetti dallo Stato e dei latifondi agrari. 

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  92. Nemmeno io voglio discutere qui di politica, non ne capisco nemmeno molto, però l'invio in Sardegna di esponenti del partito comunista [non solo i capi, la lista era lunga...] è cosa appurata. E il pericolo non ci fu solo nei '60, ma anche nei primi anni '70, perché ricordo che mio padre - che non era un paranoico, e non era certo il solo a farlo - per un certo periodo non dormiva a casa, ma fuori, e non disse mai a mia madre dove né perché, se non molti anni dopo, appunto perché c'era questo allarme. E ti assicuro che non era un diabolico piano di quei degenerati dei comunisti per passare le notti con le ganze, ahaha

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  93. E dietro a tutto questo c'era Malagodi? Via Deyna, per favore anche tu! Sul fatto delle ganze che qualcuno non ci abbia giocato non ci giurerei. Ma ce n'è stato uno che poi ci è andato davvero in Sardegna non per ferie e non in barca a vela come Massimino vostro?

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  94.  Non rispondevo su Malagodi, ma sul fatto che i piani di colpo di stato e di reclusioni in Sardegna fossero propaganda. In Sardegna non ci sono andati perché i piani non sono andati "a buon fine", ma, per un certo periodo e senza entrare troppo in particolari, diversi dirigenti, funzionari e alcuni militanti, oltre a spostarsi sempre in posti non troppo agevoli e comodi per dormire, avevano pronto anche tutto il necessario [contatti con l'estero, ecc] per sfuggire al golpe, se ci riuscivano. Mi pare una fatica un po' eccessiva per andare dalle ganze, eheh

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  95. Deyna, mi sembra che si metta in gioco la legittimità dei tuoi natali (ma che Yo el supremo non mi senta, potrebbe intenderla con la maiuscola e poerannoi... ahahahahahahahahah!).

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  96. Ahahahah, no, i miei natali [minuscolo, mi raccomando, minuscolo!] son comunque salvi, a meno che il colpo di stato non fosse un mefistofelico piano di mia madre per levarsi il marito di casa!

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  97. E' proprio a quello che pensavo, alla desolazione di lunghe notti solitarie, alla ricerca di un confessore delle proprie pene, fosse pure malagodiano... ahahahahahahah!

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  98. Quel "qualcuno" si riferiva a qualcuno dei numerosi dirigenti, funzionari e militanti che citi, lungi da me l'idea di coinvolgere i familiari. Se eran tanti come dici che una certa percentuale cogliesse l'occasione per andare a ganze è così fuori di logica? Mi dispiace ma sono state esperienze completamente fuori dal mio mondo che perciò duro fatica a capire e a credere. Visto poi chi erano i presunti golpisti italiani (Junio Valerio e compagnia) mi ci scappa quasi da ridere.

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  99. Ma infatti Jordan oggi stavo per scrivere qualcosa come: "Capisco anche che chi non ha vissuto queste esperienze e momenti storici dal di dentro, o era dall'altra parte senza però aver partecipato o senza essere a conoscenza di certe trame, oggi possa dubitarne o ritenerle esagerazioni...". Si tende sempre, in buonafede, a prendere il buono della nostra parte  e a non indagare o a nascondere a noi stessi il male, e succede ovunque, anche a sinistra. Dopo la Liberazione, per tanti anni, la lotta partigiana fu esclusivamente mitologia, prima che venissero fuori anche gli aspetti controversi o negativi ne è passato di tempo...Poi vabè, c'è chi oggi ci specula sopra come Pansa, ma questo è altro discorso ancora. Comunque è un fatto che il partito comunista invitava i ragazzi ad entrare nelle forze di polizia, nei carabinieri e nell'esercito, per avere una buona base che in circostanze pericolose si sarebbe potuta opporre a colpi di stato. Questo fino a metà anni '60, quando i venti antiautoritari ed utopistici del '68 allontanarono i giovani da questo progetto.

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  100. C'erano ancora le ceneri della guerra, sempre più fredda, c'erano due blocchi che si minacciavano e minacciavano e c'era chi ci doveva vivere nel mezzo. Non mi ricordo molto perchè in casa mia si pensava a tutto fuori che alla politica, operai e poi piccolo borghesi molto intenti al loro particolare come la maggioranza silenziosa, direi fortunatamente. Alla politica quindi  non ci ho mai creduto per educazione, esperienze di vita e, quindi, forma mentale. Perciò tutti questi continuano a sembrarmi romanzi d'appendice e, magari, da un certo periodo in poi, lo sono anche stati. Prima magari no, ma non ne ho avuta esperienza, se Dio vuole.

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