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giovedì 7 maggio 2015

Tagliarsi i capelli corti non sempre è sufficiente per vincere l'Europa League

Per stemperare l’attesa e allo stesso tempo mostrare difetti di me, e non solo quindi i pregi di un allenatore privato ingiustamente dai Della Valle degli schemi offensivi di Messi, vi racconto con quale fare bieco ho gestito alcuni sporadici cali del desiderio nei miei 18 anni di matrimonio. Momenti di stanca come quando alla fine di un ciclo si pensa a Bielsa o a Spalletti per ravvivare certe notti di coppa. La prima volta feci come Sandro Cois, accusai un infortunio, e quando la Rita mi chiese se avevo voglia, gli risposi che avevo male ad una spalla. Naturalmente l’ultima parola è sempre la sua e la usò per sostenere che mi aveva chiesto solo di fare l’amore e non di rimbiancare casa. Però capì subito che avanzavo scuse, che qualcosa si era rotto, che il mio appetito mostrava episodi da reflusso esofageo, allora, furba, la volta dopo mi fregò bene bene. Ricordo ancora che come andammo a letto mi invitò a prendere un Moment, e non appena dissi, stupito, che non avevo nessun mal di testa, mi costrinse subito all'accoppiamento. Una donna tatticamente più accorta di Montella, capace di ripartenze fulminee, ma con un Rakitic in mezzo al campo. Altre volte in assenza dei parastinchi ho usato il paradosso, un po’ come mi succede anche qua sostenendo che la Fiorentina pratica del buon calcio. Paradosso che però quella volta mi ha aiutato a gestite la richiesta di prestazione, e alla fatidica domanda diretta  se mi andava di trombare, risposi che era troppo tardi per andare a puttane. Del resto ci vuole collaborazione quando si parla di fare sesso in una coppia ormai alla Ferguson, altro che Montella. E allora alla domanda “Facciamo l’amore?” mi è capitato anche di rispondere “Pensaci tu, io ho sparecchiato”. Poi solo cose di ordinaria amministrazione che riguardano un normale calo del desiderio così come potrebbero essere le riunioni condominiali, roba del tipo “Sto scrivendo l’editoriale per domani” in risposta alla solita richiesta, oppure quando la richiesta si faceva pressante come è quella di vincere qualcosa da parte della tifoseria: “Guarda, la paletta è fuori, vai tu?”. Per variegare al massimo la tipologia della scusante ho usato il contropiede più classico rifacendomi al modulo di Mazzarri, come quando alla tanto temuta domanda risposi “Io e chi?”. Ho sfruttato anche i miei giochi di parole per giustificare i periodi un po’ più lunghi nei quali mi veniva contestato una mancanza di attività sessuale, e allora sostenevo che si chiamasse sesso e non spesso. Essendo poi un buono ho usato anche scuse pregne di riguardo, ed è successo così che mi fossi negato solo per non essere irrispettoso nei confronti dei sui ex. E alla stessa maniera mi comporterei anche se avessi Scarlett al mio fianco da 18 anni, anche se per ravvivare il rapporto si fosse tagliata i capelli corti. Nella vita del resto devi fare i conti anche con lo stress, ultimamente ho rifiutato di fare l’amore perché ero in ansia per i Marò, e solo ieri sera perché lo ero per la Fiorentina a Siviglia.


mercoledì 6 maggio 2015

Se chiudo il blog posso tornare a curarmi

Avere un blog e dire di saper scrivere è come avere un Chihuahua e dire d'avere un cane. Per questo motivo, più degli immigrati clandestini mi preoccupano gli italiani che vestono i chihuahua. Facevo ancora l'ultimo anno delle medie quando mia nonna mi disse "E’ arrivato il momento che impari come si fa la gelatina con la testa del maiale", e oggi siamo arrivati al punto che anche i maiali aprono un blog. E’ per questo motivo che sto pensando di chiuderlo, non solo perché non ho un maiale e nemmeno il tempo di preparare la gelatina. Non solo perché son tempi dove si preferisce far saltare quella di Montella, che per molti è anche un maiale, ma perché non riesco a vedere in faccia la realtà. Metti quello al posto di quell’altro, metti Ilicic al posto giusto e magari fa gol anche di destro, prendi per il culo Sturaro che invece gioca titolare una semifinale di Champions. Insomma, alla fine ti accorgi che se nel Liechtenstein ci sono poche persone è perché sono tutte al padiglione di Expo 2015 mentre io ho sempre sostenuto che fosse solo densamente poco popolato. Tutte deduzioni abbastanza logiche ma che mi trovano impreparato, e quindi anche inadeguato a mantenere aperto uno spazio che ha bisogno di menti più propositive tatticamente. Io sono troppo sognatore per avere un blog così spietatamente cinico, tanto da non considerare che la Juve possa battere il Real come ipotesi realistica, e infatti ai miei editoriali mi viene puntualmente risposto che se ogni giorno getto un euro in una fontana esprimendo lo stesso desiderio di vincere qualcosa, dopo una settimana ho perso sette euro. Non è per essere venale ma da quando ho aperto il blog ho perso già più di 1000 €. E’ vero che mi ritrovo una palestra in casa che mi è servita a mantenermi in forma con quelle 70-80 riflessioni al giorno, e che forse sono riuscito a dimostrare che dove un pessimista vede un vuoto, io vedo uno spazio. Non mi basta, voglio fare come Fidel Castro e dichiarare morto il blog ogni volta che cercano di parlarmi male di Montella. E a conti fatti mi accorgo che non potrei stare aperto più di qualche giorno l’anno, magari solo dopo la vittoria di una coppa, troppo poco per rientrare di quei 1000 €, troppo alta la pressione fiscale per la partita di domani. Eh si domani, anche se volessi non potrei decidere di non vederla perché poi non saprei cosa scrivere. In questi ultimi anni non mi sono sentito libero nemmeno di commettere un reato perché il giovedì sera ormai sono impossibilitato ad uscire, no, non potrei uscire neanche se avessi bisogno di un alibi. Il bello è che c’è chi un blog lo vorrebbe aprire, e chi invece chiudere, così come noi uomini vogliamo vederle nude mentre loro si preoccupano di cosa indossare. La vita è proprio strana, tanto che quando mi capita nei pre-partita di rileggere quello che ho scritto, penso che forse era meglio non rileggerlo o non scriverlo, o meglio ancora tornare a curarsi.




martedì 5 maggio 2015

Se le cose precipitano è perché fanno bungee jumping dal ponte alla Carraia

Mentre si avvicina la semifinale di Europa League a grandi passi, solo a me l'Eurogruppo sembra una catena di supermercati? E se è così perché soffrire per la Fiorentina in Europa quando da Lidl vendono la pistola sparachiodi a 18.99? Se proprio non vogliamo cogliere l’occasione, e capire che l’Europa è ormai sotto casa, non ci resta che andare a fermare il Siviglia. Così come del resto vorrebbe fare anche Mattarella con i trafficanti di esseri umani, rivolgendosi al Gruppo Misto di Camera e Senato. E visto che l'Europa è sotto casa provare anche come fanno il panino con il lampredotto in Andalusia. Oggi se proprio devo esprimere un desiderio che non sia quello della finale di Varsavia, in mancanza di schemi offensivi mi accontenterei che in via Roma dopo i manichini multirazziali e quelli curvy, arrivassero anche quelli stempiati. Lo so che siamo abituati troppo bene e che quindi tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi non ci può bastare. La colpa o il merito è soprattutto delle nostre nonne e di Cecchi Gori che ci hanno viziato, perché quello che ci ha servito fino ad oggi la Fiorentina dei Della Valle è come quello che in certi ristoranti usano come porzione di pasta. Alla fine equivale a quello che le nonne mettono nel piatto per farsi dire se la pasta è cotta. Per regalarvi però almeno il conforto di una voce fuoricampo che vi accompagni verso Siviglia con meno traumi possibili, vorrei farlo con la serenità  e il relax presente nella voce di Piero Angela. A meno che non abbiate il tempo di andare alle terme di Rapolano. Perché l’orecchio umano si è evoluto in milioni di anni proprio per trovare quel microclima ideale, e Piero Angela non riesco ad immaginarlo incazzato nemmeno con Vittorio Sgarbi. Come neanche Andrea Della Valle dopo lo zero a tre casalingo contro la Juve. E con la voce impastata di Xanax e Lasonil un consiglio spassionato lo voglio dare nell’eventualità che le cose precipitino, in modo da prepararsi anche al peggio. Se a seguito della semifinale di Siviglia qualcuno deciderà di staccare la spina per un po', ma non ne fosse del tutto realmente convinto, per evitare conseguenze drammatiche non lo faccia con le mani bagnate.


lunedì 4 maggio 2015

Andiamo verso un periodo biondo


Se è vero che la nostra manovra è priva di schemi offensivi allora ha ragione anche la moglie del macellaio di Borgo San Frediano, quella bella tutta in marmo (non la moglie) quando sostiene che i figli dei vegani li porta la cicoria. Le oltre 100 occasioni da gol avranno un po’ destabilizzato i contabili della conclusione a rete, che per contarle avranno utilizzato la sequenza di Fibonacci. In un pomeriggio dove persino Montella sembra meno incapace del solito, ed Ilicic affianca Gomez nella classifica cannonieri. E’ vero invece che lo sloveno e Gilardino potranno risultare molto utili in questo finale di campionato, un Ilicic che a furia di correre senza freni ha finito la partita con tutti i moscerini spiaccicati sull'ebbrezza. In generale si conferma la mancanza di precisione al tiro anche se Agliardi ci ha messo del suo, Salah non riesce più a trovare lo spiraglio giusto con quella facilità impressionante che ci aveva mostrato non appena arrivato. Speriamo la ritrovi tutta a Siviglia. Penso che le cause del periodo difficile della squadra siano una faccia troppo in ombra della medaglia, quella che conosciamo meno malgrado in molti tendono a semplificare, e specie quelle psicologiche non le possiamo proprio sapere anche se il calcio è bello proprio perché invita chiunque a dare ricette miracolose. La differenza che rimane, malgrado la fila allo sportello del bar dove rilasciano patentini, quella maledetta differenza che comunque c'è tra chi sta dentro lo spogliatoio sul serio e chi invece segue le partite stravaccato sul divano, è la stessa che c'è tra la bicicletta e la cyclette. Io non uso nessuna delle due per esempio, al massimo posso guardare la Parigi - Roubaix stravaccato sul divano, col rischio di addormentarmi e di risvegliarmi con il mal di schiena per colpa del Full HD che ti fa sembrare di aver dormito sul pavé. Ieri però è stata una di quelle giornate dove abbiamo messo la freccia, di quelle dove anche i ciclisti hanno mantenuto la destra, una metafora che mi fa tornare in mente quando il piccolo Tommaso aveva già chiari alcuni schemi base. Più di Montella. Una volta mi chiese che cos’era il Tom Tom, cercai di semplificare il concetto raccontandoglielo come una favola, che cioè quella scatola misteriosa mi serviva perché mi diceva cosa dovevo fare. Le sue parole di bambino innocente furono che allora la scatola misteriosa faceva proprio come la mamma. Ecco quello che ci vuole, un po’ più di fiducia in chi ha ampiamente dimostrato di conoscere bene la strada come la mamma. Non ci resta che farsi trasportare dal Tom Tom fino a Varsavia. Certo, la vittoria con il Cesena dopo quattro sconfitte consecutive è il minimo che potevamo attenderci, però ci aiuta a dimenticare quelle sconfitte che ci hanno portato a vedere tutto nero. Invece c’è anche Scarlett Johansson là da qualche parte. Come se fossimo quelli sfigati che ogni volta che volano con la fantasia arrivano i terroristi e dirottano l'aereo. Come se avessimo comprato un impianto ad alta fedeltà per scoprire che ci metteva le corna. Giovedì ci giochiamo una semifinale di Europa League. Non ci sono fallimenti. Ci sono bilanci affrettati.




 

domenica 3 maggio 2015

Il mio matrimonio è un bel quadro

Così come c’è chi se la prende con il turnover, io mi sono fissato con i fatti dell’Expo. Mi da meno fastidio vedere Gomez in panchina che non un branco di teppisti distruggere Milano senza neppure aver partecipato alla gara di appalto. Insomma, se Salah oggi riposa lo trovo più coerente di un esposizione universale che dovrebbe trattare il tema della nutrizione nel mondo, e intanto adultera il proprio inno. Non a caso dopo il passaggio dei Black bloc si è subito pensato ad un nuovo tema: “Nutrire i carrozzieri”. Poi se Reja è una delle alternative per la panchina Viola, così come per l’Expo potrebbero esserlo i Black bloc, comincio seriamente a rivalutare McDonald’s. E un consiglio mi sento di darlo a tutti i tifosi Viola che manifestano contro Montella, se vi offrono di dormire in una scuola, rifiutate. E così arriviamo alla partita di oggi pomeriggio contro il Cesena, ti svegli e c’è ancora il solito dilemma del turnover, perché farlo oppure no alla fine sembra proprio che almeno in campionato il risultato sia sempre lo stesso. Ormai ho paura anche a chiedere la vostra opinione, così come quando la Rita è arrabbiata, che solo due cose non devo fare, chiedergli perché è arrabbiata, e non chiedergli perché è arrabbiata. E allora preferisco chiedervi se secondo voi moriremo senza prima vincere qualcosa o senza sapere quando finisce l'offerta limitata di Mondial Casa. A prescindere dalla vostra risposta, personalmente devo proprio iniziare a realizzare qualche sogno perché mi serve spazio per le mutande. Vorrei quindi che oggi per prima cosa non si facesse male nessuno, anche se sono quasi sicuro che tutte le mie preghiere vanno a finire nella cartella spam. Oggi dovrei pensare ad altro visto che il mio matrimonio diventa maggiorenne, e pensare a come la mia vita sia migliorata in molti aspetti grazie alla Rita. Da bambino ero convinto di chiamarmi "Finiscila", con lei invece ho capito che “Piantala” ha contribuito a sviluppare il mio pollice verde. A casa nostra siamo i primi a mettere il piumone e gli ultimi a toglierlo. A noi la sauna ci fa un baffo. Sono sempre io a sentire la pasta, tanto che ho cominciato a parlare con i fusilli per sentire come stanno. E come per il turnover bisogna calcolare bene i pro e i contro, del matrimonio penso che siano comunque molti di più i pro. 18 anni fa ho sposato la Rita perché la cosa brutta di vivere da soli è che non puoi scroccare a nessuno l'accendino. Poi siccome lei non ha mai fumato ho smesso anch’io. Sono proprio stato fortunato. Ambo i lati, amore e terno.



sabato 2 maggio 2015

Grazie a lui in San Frediano si tromba di più

Non vogliamo guardare in faccia la realtà. Quella che ha i connotati della nostra dimensione. Non vogliamo, a differenza di Bocelli che invece non può, non a caso lo hanno scelto per l'inaugurazione dell'Expo, l'unico a cui potranno dire che i lavori sono finiti. Se quelli per la realizzazione dei nostri sogni non sono ancora terminati noi lo sappiamo bene a chi dare la colpa. Ad uno brutto, sporco e cattivo, e ora passiamo pure ai difetti di Montella. Conosco gente in San Frediano che per colpa sua ormai si è chiusa in casa, persone distrutte che da spermatozoi avevano più voglia di uscire. In San Frediano Montella è diventato l’idolo solo delle nostre compagne, che sono felici perché grazie a lui possono trombare anche tutti i giorni. Prima di Vincenzo le donne erano costrette a farsi trombare come se non ci fosse un domani, visto che i loro compagni il giorno dopo avevano sempre la Fiorentina da andare a vedere. Tre partite alla settimana significava trombare molto meno. Ieri però il mio pensiero è andato soprattutto alla giornata in cui non si lavora, e a tutti quegli anziani che con i cantieri deserti, non sanno che cazzo fare. Poi ho pensato al Napoli che perde ad Empoli e a De Laurentis che adesso invece di mandarli in ritiro li farà rincorrere da quattro o cinque madri di Baltimora. Intanto il Bambi si è convinto che anche i sofficini ridono della fase difensiva di Montella. A Firenze c’è sempre stata molta passione per la Fiorentina, passione che genera motivi di divisione. Passione per il calcio che in principio era il verbo. Fin qui tutto bene, poi si trattò di coniugarlo. Al congiuntivo arrivarono i primi problemi. E così la colpa di tutto alla fine, o meglio all'infinito, è stata coniugata con il verbo allenare. Ma capisco. Intanto penso che a differenza delle donne di San Frediano, i  Black Bloc non trombano da quando Fiorello faceva il karaoke, che non è difficile comprendere la loro rabbia, si vedono riflessi nelle vetrine e così gli viene voglia di spaccare tutto. Se non sono favorevole all’esonero di Montella, lo sono però alla sperimentazione sui Black Bloc. Poi lo capisco bene che per la Fiorentina siete favorevoli ad un altro tipo di guida.





venerdì 1 maggio 2015

Se lei è porca lui canta l'inno

Ieri parlando con il Bambi ho riscontrato la stessa amarezza che oggi proviamo noi dopo che la Fiorentina prima ci ha illuso e poi inaspettatamente deluso. La metafora che ha usato trovo rispecchi fedelmente anche il nostro stato d’animo. Lui dice che avrebbe dovuto fare più attenzione alle lusinghe di quel gioco simil-barcellonesco, e che evidentemente non gli è bastato capirlo nemmeno quando sua nonna prima accarezzava le galline, e poi gli tirava il collo. Oggi Montella è diventato sua nonna. E questa sua recidiva non fa altro che confermare quello che sostiene la sua compagna, che lui cioè non è ancora maturo. Perché sempre secondo lei la maturità è arrivare a 44 anni e non girarsi a guardare se passa un bel culo per via del torcicollo. La Beatrice è una di quelle donne che fa di tutto per mantenere viva la passione all’interno della loro coppia, lei non ha cali di concentrazione come contro il Cagliari, non è mai mentalmente svuotata. Il Bambi mi raccontava  che tutti gli spunti sono buoni per ravvivare il loro appetito sessuale. L’altro giorno gli ha detto che si sentiva porca, e gli ha chiesto di fare un gioco di sottomissione. Tipo che lui era Renzi e lei il Parlamento. Poi in merito alla Legge elettorale e al fatto che Renzi ha sostenuto che ad essere in ballo è la dignità del PD, ha chiesto al Bambi di rifare la scena più spinta dell’ultimo tango a Palazzo Chigi. A proposito di Legge elettorale io sono d’accordo con Matteo, non solo perché è un tifoso Viola, ma perché anche io quando a scuola non volevo essere interrogato, chiedevo il voto di fiducia. Poi in questo 1° Maggio un’esortazione a tenere duro senza bisogno di prendere nessuna pasticca. Vi chiedo solo di fare gruppo almeno fino alla fine della stagione, in modo da stare uniti intorno alla squadra, poi chi vorrà potrà esaltare e chi no potrà fare esaltare tutte le teste che vuole, adesso però non è il momento. E’ proprio in questi frangenti che bisogna dimostrare di essere tifosi veri, e a questo proposito vi suggerisco un esercizio da introdurre nel vostro ménage familiare, che serve come prova per temprare il carattere e allo stesso tempo per dimostrare il proprio valore. Perché essere tifoso vero è un po’ come essere un vero uomo, e non sei un vero uomo se, quando la tua donna ti chiede di piegare un lenzuolo, dopo 3 secondi non lo agiti cantando l'inno della Champions.