Garlasco. Quando lo sdegno diventa biologico
L'inchiesta sul delitto di quella povera ragazza che ormai quasi nessuno nomina più è una bomba. Ma, al posto dell'acqua, fa scorrere fiumi di miseria umana.
Quella che ENI sta combattendo con lo sconto alla pompa.
Io non la nomino per non rischiare la cappa della querela o un esposto all’ingrosso. Roba low cost.
Se davvero qualcuno ha anteposto carriere, promozioni, visibilità e convenienze alla ricerca della verità, allora il disgusto non può essere solo morale. Deve diventare biologico.
La giustizia farà il suo corso e accerterà responsabilità e conseguenze. Nel frattempo, giornalisti investigativi improvvisati, opinionisti improbabili, criminologi da televendita e professionisti della narrazione tossica stanno assistendo al crollo del bene più prezioso che possedevano: la credibilità.
Si agitano come mosche nella tela della procura di Pavia, ma ormai anche la tela ha smesso di reggerli.
A qualcuno, presto, perfino il riconoscimento facciale del telefono potrebbe rifiutare l'accesso per manifesta perdita d'identità.
E noi?
Noi potremmo riscoprire una gloriosa tradizione italiana. Per una stagione, rinunciamo alla conserva fatta in garage. Non però ai pomodori.
Biologici e ben maturi.
Bersagliamoli di licopene. Quell’antiossidante che li proteggerà dallo stress delle inevitabili conseguenze.
E magari, per una volta, una sentenza potrebbe essere pronunciata non soltanto in nome del Popolo Italiano.
Ma anche in nome del Pomodoro Italiano.
