Dici Sassuolo e viene subito in mente Berardi. Pensieri
brutti lo so.
Del resto non si è tifosi Viola a caso. Sono associazioni
automatiche come Firenze e l’Oltrarno, come Pisa e la merda.
Vuoi che la nostra difesa a maglie larghe ispirate alle
catene al collo dei livornesi, non predisponga il buon Domenico a propinarci la
purga per l’evacuazione da un tardo pomeriggio di lunedì, verso una nottata più
insonne possibile?
Vedo un Balanzone in maglia neroverde con un siringone da
clistere per curare al meglio la nostra fase difensiva.
Del resto in mancanza di meccanismi ben oliati (eppure è
tempo di frangitura), la purga rimane un rimedio universale.
Una volta inserita nell’apposito condotto non può
intervenire più nemmeno il VAR, proprio come il calcio d’angolo non assegnato
ma che invece c’era.
E così mentre la difesa incassa con puntualità svizzera
almeno due gol a partita mi ritrovo ossessionato dai lassativi.
Il percorso di questo primo quarto di campionato sembra proprio
essere quello dalla purga al purgatorio. Con Berardi potenziale spauracchio pronto a guidarci dritti nell’inferno
di Dante (non inteso come olio).
Si cresce, si smette di avere paura del buio, dei fantasmi e
dei mostri sotto il letto. Poi arriva una partita contro il Sassuolo e si torna
bambini.
