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martedì 20 ottobre 2026

Quando la cantina è meglio dell'attico

 


Da fiorentino Diladdarno, dove si veniva battezzati col brodo di trippa, all'Enoteca Pinchiorri il passo è lungo. E anche piuttosto costoso: più o meno quanto il cartellino di Oulai.

Devo dire però che mi sono ambientato subito. Molto meglio del giocatore ivoriano.

Tra Champagne, Bordeaux, Pinot Nero francese, Barolo, Moscato di Saracena, Chardonnay del Mugello e Vernaccia di Oristano ho trovato un equilibrio che supera largamente quello della squadra di Vanoli.

Anche la mia fase difensiva si è rivelata superiore a quella viola: nonostante otto vini diversi, sono riuscito a riportare a casa la patente sana e salva. Alla faccia di Nico Paz.

E di bello c’è che Di Bello non c’era a rovinare la serata con una delle sue decisioni.

Tutto è stato all'altezza delle aspettative: tre stelle, proprio come i tre gol del Como.

La visita finale alla cantina ha confermato che l'impianto di climatizzazione funzionava alla perfezione. Molto meglio del fuorigioco automatico del VAR.

Per completare questo tuffo nella malinconia del tifoso viola, chiuso in se stesso nel timore di subire un'altra ripartenza, andrò a visitare la mostra di Hopper a Palazzo Blu. Blu, come le maglie del Como.

A Pisa. (Merda.)

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