Devo dire però che mi sono ambientato subito. Molto meglio
del giocatore ivoriano.
Tra Champagne, Bordeaux, Pinot Nero francese, Barolo,
Moscato di Saracena, Chardonnay del Mugello e Vernaccia di Oristano ho trovato
un equilibrio che supera largamente quello della squadra di Vanoli.
Anche la mia fase difensiva si è rivelata superiore a quella
viola: nonostante otto vini diversi, sono riuscito a riportare a casa la
patente sana e salva. Alla faccia di Nico Paz.
E di bello c’è che Di Bello non c’era a rovinare la serata
con una delle sue decisioni.
Tutto è stato all'altezza delle aspettative: tre stelle,
proprio come i tre gol del Como.
La visita finale alla cantina ha confermato che l'impianto
di climatizzazione funzionava alla perfezione. Molto meglio del fuorigioco
automatico del VAR.
Per completare questo tuffo nella malinconia del tifoso
viola, chiuso in se stesso nel timore di subire un'altra ripartenza, andrò a
visitare la mostra di Hopper a Palazzo Blu. Blu, come le maglie del Como.
A Pisa. (Merda.)

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