Il Bambi non capisce perché, almeno per chi come noi si ritrova un attacco e una proprietà così, non venga legalizzata la cannabis. E pensare che ancora non mi era passato il dolore per il gol di Pinamonti. Gli ho quindi dovuto spiegare che in mancanza di normative che ne consentano anche la produzione per uso personale, complici clima e isolamento, intanto è la Sardegna a diventare il principale centro per la produzione di marijuana in Italia. Il tutto avvenuto su incentivo della ‘ndrangheta, che preferisce delocalizzare e occuparsi della logistica. Da qui nasce l’accordo di filiera con produttori e criminalità sarda, accordo dal quale il Bambi è rimasto fuori. In Toscana solo olivi e vigne. Il Benedetti ci ha detto all’aperitivo che un cugino di una sua ex ha saputo dal farmacista di Commisso, che ha lasciato andare Vlahovic a gennaio perché lui quelli che ama non li trattiene, tanto è inutile andare con due macchine. Io comunque sono uno di quei tifosi che da queste sconfitte ne esce sempre a testa alta in modo da veder meglio il disastro. E il ritorno di Rocco in città mi ha fatto pensare al ritorno delle scolaresche a visitare i musei, con loro ritorneranno i chewingum appiccicati sulle opere d’arte, tipo quelle che si ritrovano in sala stampa sotto la sedia di Rocco. Anche la compagna del Bambi, che all’ultimo addio al nubilato della Nicoletta le aveva messe in guardia: “donne, state attente quando nelle sere tempestose vi portano delle rose, nuove cose, è solo per farvi dire un altro si”, oggi non si fida più neanche delle partite facili, quelle alla portata per intendersi. Malgrado Mandragora mi sento di dire ai terrapiattisti che la terra non è piatta! Ha le poppe. E poi non c’è solo Nico, anche alle foglie piace un sacco cadere.
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mercoledì 14 settembre 2022
martedì 13 settembre 2022
Certe domande a bischero
Pensavo che la cosa più ridicola di questi giorni fosse la campagna elettorale, poi ho guardato la Fiorentina a Bologna. Partita che però è servita a sancire una verità scomoda: le meduse non hanno un cervello, si muovono in base alla Fiorentina vista dal Brova. A questo punto mi chiedo se è meglio crescere con due mamme oppure con una Viola che ha due centravanti come Cabral e Jovic. E poi perché noi, a differenza di Pioli, dobbiamo seguire i consigli dolorosi del nostro Angelo custode? Chissà se il mio centravanti immaginario è un po’ geloso dei miei pensieri scurrili rivolti ai due nostri eroi là davanti. Ora fa gol pure Piatek, episodio che ha fatto dire al Bambi che una sua ex ritrovò l’amore dopo 4 ore. Così mi siedo dalla parte di quelli che piangono mentre Arnautovic gioisce. Ho visto l’intervista ad Alvini sull’episodio della sua ammonizione quando viene annullato il gol subito per il fallo di mano subito dalla sua squadra e lui se ne accorge guardando il video dietro l’arbitro: più Alvini per tutti. Insomma, non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, oppure che magari sa dove andare, ma non vuole schierare Cabral e Jovic insieme perché sennò Nico non può ricoprire lo stesso ruolo di Ibra. Domenica sera ho bevuto prima un gin tonic, poi del Riesling tedesco, per finire con un meraviglioso moscato, ma niente, gli indizi dell’esistenza di un campione in rosa si sono fatti comunque sempre più flebili. E a proposito di centravanti mi sono convinto che il problema è quando colmi una mancanza con un altra mancanza. E ormai dopo certe partite della Fiorentina, peraltro sempre più frequenti, mi viene da chiedere, ma, esattamente, chi è che ha fatto tutta sta pacchia che ora è finita?
lunedì 12 settembre 2022
Un obiettivo tangibile
Un primo tempo pieno di niente a parte l’infortunio di Dodo, alla bulimia del possesso palla corrisponde l’anoressia della pericolosità sotto porta. Ormai una diagnosi. Neanche deludente, purtroppo diciamo ovvio. L’infortunio di Sottil è il perfetto corollario di un primo tempo mediocre. Un episodio però fortunato perché produrrà il vantaggio momentaneo. Il meglio arriva proprio in quel secondo tempo grazie al quale Commisso potrà risparmiare anche sul riscaldamento, potrà dare fuoco al carro dei vincitori che qualcuno abbagliato da una campagna acquisti mortificante, nel frattempo aveva preparato pensando di contingentare persino i posti. Ringraziamo il buon Commisso prima che s’incazzi di nuovo e inveisca su chi parla troppo e fa poco. Non come Jovic, insomma. L’onda emotiva che ha travolto molti a Firenze e indotto a osannare Commisso, al quale erano state sbattute le porte in faccia di altre società in vendita, se solo in città ci fosse il mare, io l’avrei scansata anche con il surf. Purtroppo non sono neanche deluso perché è la conseguenza naturale di chi è disinteressato al risultato sportivo e interessato solo al bilancio, che ha operato depauperando il valore tecnico per mirare alle plusvalenze. Al Bambi in questi casi, quando la passione vacilla, quando non c’è più un giocatore che fa sognare, quando c’è una proprietà da non uscirci a cena, esplode il rammarico di non poter coltivare la cannabis, con quel suo progetto di farla gourmet, aromatizzata al lampredotto, un made in Italy che romperebbe il culo anche al cartello di Sinaloa. Facendo calcio così il rancoroso Rocco recupererà facilmente i suoi 440 milioni con svalutazione, basterà continuare questo suo percorso virtuoso. Un reparto offensivo completamente inoffensivo, un centrocampo privo di cervello, una difesa privata del numero legale anche per deliberare in assemblea condominiale, pone la Fiorentina di diritto tra le squadre che lottano per non retrocedere. Almeno un obiettivo tangibile. Questa triste Fiorentina sconfitta, con infortunati e un'espulso, mi porta a una domanda enogastronomica; come si toglie dalla bocca il gusto dell’imbarazzo per questa proprietà?
domenica 11 settembre 2022
Occhio ai rimpianti
Leggo di Peppa Pig, di Pippa Cabral, di crescere con due madri o con due centravanti, uno che cicca la palla, l’altro che svirgola, una che ti intima “copriti che fa freddo”, l’altra “chiudi che fa corrente”. Del resto la pizza non può crescere solo con il lievito madre, ha bisogno anche della figura del padre. Adesso che sono terminate le scorte di Corvino alla prossima conferenza stampa Rocco dovrà indicarci le differenze tra stringere la cinghia e chiudere baracca. Così come quando si davano i meriti dei successi del Milan a Ibra e non a Pioli, oggi per coerenza bisogna darli a Nico Gonzalez e non a Italiano. Mentre la decrescita dei salari italiani mi ricorda quella del valore dei giocatori della Fiorentina, nessuno escluso. Ci sono domande da non fare mai tipo “dove li hai trovati?” a un cercatore di funghi, ma anche a Pradè in riferimento agli acquisti. Rimane che anche oggi a Bologna amo la Fiorentina per quello che è o ci fa, così come per me la famiglia tradizionale rimane quella che ha un Riesling in frigo. Talmente sono in ritardo con il gol che le nostre punte moriranno persino in ritardo, ma al Bambi questo ormai importa poco, è talmente deluso, disincantato da questo inizio di campionato che spera solo nella pioggia perché dice che è passato troppo tempo dall’ultima volta che ha rubato un ombrello. La sua compagna si rifugia in una terapia del sorriso per pazienti depressi, anni ‘30. Dobbiamo stare attenti però, Ikonè preso di mira come Ilicic, Nico preso di mira dai tifosi, arbitri e avversari, senza parlare di Cabral e Jovic, arriverà un giorno che rimpiangeremo la Meloni e diremo “Ah, quando c’era lei!”.
sabato 10 settembre 2022
Inevitabile
I tiri sbilenchi dei soliti due là davanti, più Ikonè, sono l’equivalente di Carlo d’Inghilterra che non diventa re ma cavallo. Come se non bastassero le difficoltà dei singoli ci si mette pure Italiano a complicare le cose, i portieri vengono alternati, i centravanti vengono alternati, gli esterni utilizzati a piede invertito, o magari è solo un mio limite, la compagna del Bambi per esempio conosce tutte le discendenze e le casate dei reali fino alla quarta generazione mentre io devo ancora capire di chi sono figli Qui, Quo e Qua. Così come è inevitabile peggiorare vendendo il capocannoniere e sostituendolo con cincirinella, ciò che è successo alla Regina, inevitabile dopo la morte di James Bond. Io mi auguro solo che adesso possa sentirmi deluso dopo la prestazione in coppa senza che le guardie di Commisso vengano a sequestrarmi la patente di tifoso. Mentre si cerca di fare l’analisi di un’altra partita di merda, rivendico la mia sensazione di quando dissi che me lo sentivo che un giorno sarebbe morta. Mentre nel mezzo del cammin di nostra vita, fermatevi a prendere il lampredotto. E ripensando al Riga berremo spritz lamentandoci dello spritz solo per dare ragione a Rocco, e nel frattempo ordineremo un altro spritz conversando amabilmente anche di come risulti chiaro che la nuova premier inglese porti più sfiga di Rocco. Di come con amore, dedizione, cura e sacrificio Ikonè continuerà a fallire occasioni. Di Fratelli d’Italia contro Peppa Pig che manco il Bambi sotto acido. Di come siamo bipolari di centravanti e di portiere, un bipolarismo esistenziale di chi si sente debole, e a volte fortissimo (quando dorme). Due inconsistenti del ruolo. Rimango indeciso, tra i due, se votare Sandrino il mazzolatore o Pasquale Ametrano. Chiudo con l’amaro, mi sembra che a forza di abbassare il livello, ormai la passione Viola si possa saltare a piè pari.
venerdì 9 settembre 2022
A Bologna con fiducia
Una partita all’asma bianca, dalla manovra gelatinosa, soffocata in un trionfo di mediocrità, un aspic in cui traspare l’unico gioco efficace, quello delle plusvalenze. Il tentativo di sembrare più forti circondandosi di lettoni traeva ispirazione dalla filosofia di chi si circonda di piante grasse per sembrare più magro. Ma è naufragato miseramente di fronte ai sobborghi del calcio in cui siamo andati a ravanare pur di fare attivo di bilancio. Sarà un editoriale breve solo perché oggi sono impegnato in un convegno medico sulla correlazione tra saponetta, doccia ed emorroidi, dal titolo “l’abbiamo preso nel culo bene bene”. Muore la Regina ma a Rocco forse interessa più la Reggina. A noi no, io sono più preoccupato di non rientrare nel testamento di Elisabetta II che non di essere in grado di fare un gol più del Riga. Per quello siamo stati penalizzati solo dal cambio dollaro - euro. E’ stato davvero bello tornare in Europa, partite queste che concentrano tutti gli aspetti positivi possibili, la vittoria, la prestazione, il morale, la fiducia. Circostanze tutte così favorevoli che mi hanno ricordato quando la Nicoletta andava a caccia di poveri coglioni e ci pomiciava in modo da farle valere come ore di volontariato. Nicoletta che ha sempre seguito le tendenze, oggi sarebbe una influencer, per esempio è stata una delle prime a scoprire le potenzialità della granella di pistacchio per fare i pompini. Mentre il fatto che non possiamo giocare con Cabral e Jovic insieme, due geni del male più che due centravanti seri, mi ha ricordato un fatto successo in via Maffia, fece scalpore a suo tempo perché due sorelle benestanti si incontrarono per la prima volta dopo 36 anni. Avevano due bagni in casa. Ma lo sa Rocco che a Firenze i tifosi si stanno tutti facendo crescere le sopracciglia perché vogliono diventare gufi in tutti i sensi? Si è spesso citato Ilicic, adesso Simeone, allora aggiungo che abbiamo crocifisso Cristo. E se avessimo pareggiato, se gli attaccanti non avessero segnato neanche contro il Riga, avrei svelato la soluzione per risparmiare sui costi del Viola Park: morire. Adesso ci aspetta un vero centravanti cool: Oltrarnautovic.
giovedì 8 settembre 2022
Fiorentini mai contenti
Se ogni tanto scrivo qualcosa di intelligente è solo per confondervi (tipo che il problema del riscaldamento si può risolvere con la menopausa). A me le ultime conferenze stampa della Fiorentina trasmettono il fascino inarrivabile dei locali balordi. Servirei del Pampero ai giornalisti. Insomma, la classe non si compra, nemmeno quando il cambio dollaro-euro è conveniente. Poi magari qualcuno di voi con la scusa delle elezioni non si è iscritto in palestra. Forse saranno proprio gli americani, visto il costo del gas in Italia, a determinare che il vero lusso sarà la pasta scotta. Oggi tocca a noi, guardando la Champions, invece, ho visto Bremer 50 milioni miglior difensore della Serie A, con Neymar che ha triangolato da solo lanciandogli la palla addosso come fosse un muretto. Tolto il Napoli siamo sembrati il Monza d’Europa. Il calcio un po’ ci irruvidisce l’animo, ieri mi sono arrabbiato con mia mamma perché a proposito di Cabral si è dimenticata di pregare. Per la questione attaccanti avevo pensato di guardare un film ognuno a casa propria, un film che faccia paura ma che finisca bene, che poi per un po’ tutto sembra possibile. Se dobbiamo ascoltare consigli su come passare l’inverno facendo docce più fredde, ricordo che la doccia gelata io ho già cominciato a farla la scorsa stagione con il gol di Pinamonti. Se uno mette una bottiglia in frigo in previsione della prima vittoria in Conference, c'è subito qualcuno a ricordarti che quando ti innamori bevi insieme a lei, quando ti molla bevi per disperazione, ti manca e bevi per dimenticare, trovi un’altra e bevi per festeggiare, fa gol Cabral e ti ubriachi per la felicità. Per dirti che non è amore ma alcolismo. E poi un po’ di ragione ce l’ha pure il povero Rocco quando dice che non ci va mai bene nulla (parlare tanto e fare poco), prendiamo me che una volta sentivo le voci, adesso non più, ma è peggio. Non le sento più ma di sicuro stanno parlando tra di loro e mi rode il culo a sapere che mi stanno escludendo.
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