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sabato 7 marzo 2020

Il pozzo


Rocco ci dimostri la tempra di Berlusconi che mentre tutti gli ottantenni hanno paura di morire lui si fidanza. Ai trofei penseremo dopo, oggi non conviene vincere niente, sarebbe una beffa guardarlo da un metro senza poterlo neanche alzare al cielo. Teniamo duro che una volta superata l’emergenza ci ritroveremo le scale elicoidali del Franchi, elicoidali come la forma di alcuni virus. Epidemie, asteroidi, Pioli, spaghetti with meatballs, Hagi in ombra dove i virus proliferano di più, siamo arrivati a un punto di non ritorno; il girone di ritorno, appunto, a porte chiuse come una volta le case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale. Sento il Bambi ripetere come un mantra “è solo un’influenza” con lo stesso intercalare indolente di quando diceva “è solo un’amica” e poi ci è andato a convivere. Smaltito anche il metadone, dopo l’esperienza delle mani, adesso dice che per difendersi dall'asteroide si fa il bidet tre volta al giorno. Bambi che in doccia è un perfetto diplomatico, un vero negoziatore, trova soluzioni a tutto, poi però esce e fa cazzate, si ubriaca, va insomma nella direzione opposta. Quale direzione? Entra in un bar di Firenze Nova, è vuoto, il barista lo invita a sedersi perché secondo le disposizioni non può essere servito al banco, parlano della situazione, il barista si foga. Poi esce senza pagare e scappa. E così come è possibile innamorarsi del carceriere si sono già verificate le prime torbide storie d’amore tra il contagiato e il virus. E molti secondo me, poi, erano già così anche prima del virus. I soliti complottisti sostengono che il virus ha avuto origine da quando il mondo del lavoro ha iniziato a cercare i giovani con esperienza. Ve lo ricordate ancora quel gioco di sguardi per capire se ci stava? Oggi ci serve per capire chi è malato e sta mentendo alla nazione. Magari passata questa emergenza si ricomincerà a parlare di siccità, di sicuro non da me che ho riempito il pozzo di Nerello Mascalese. Bollettino della nottata; Santarpia aperto alle Due Strade, Eruzione 1614 Carricante di Planeta, + un Setter Irlandese.

venerdì 6 marzo 2020

Quando il problema era solo Pioli


Che poi con le scuole chiuse ti ritrovi nelle sale d’attesa dei pronto soccorso con i nonni che oltre alle cartelle cliniche si portano dietro anche quei nipoti che la famiglia non sa più dove mettere. Adesso non ricordo cosa ci avesse preannunciato l’oroscopo del 2020, ma forse solo Paolo Fox aveva indicato un certo appannamento della forma fisica tra febbraio e marzo, che è facile ricondurre al Coronavirus. Pur vincendo a Udine ve lo dico adesso che non potrò dichiararmi positivo per paura che mi mettano in quarantena. Diciamo che alla fine non ci rispondono più nemmeno da Houston, e lo capisce anche un ceppicone che ormai girano solo quelli con la partita IVA. Viviamo tra la consapevolezza del perché in Germania ci siano così pochi contagi, e l’angoscia esistenziale di chi si chiede se il destino si fosse lavato le mani. Oggi Sciascia direbbe quarantena, quaresima e quaquaraquà. Chiusa la piscina la tristezza ha preso il sopravvento, e così mi sono messo a pensare quando i problemi erano Pioli e le penne lisce. Alla fine moriremo di Coronavirus, non più solo senza scudetto ma anche con i figli ignoranti. Rocco invece di cercare ricavi dallo stadio dovrebbe pensare di creare un business legato alla disdetta delle prenotazioni. Adesso che ci siete arrivati anche voi capirete perché ho cominciato a stappare tutte queste bottiglie di Nerello Mascalese. O forse ha davvero ragione il Bambi che sostiene che tutto questo è solo una normale pestilenza che non può privarti della magnifica vista che ti regalano certe terrazze. Che ci confermassero almeno che Pasqua è ad aprile, perché potremmo anche non riuscire più a toccare nemmeno il fondo per quella storia della distanza di un metro.


giovedì 5 marzo 2020

Nasce la Repubblica Diladdarno


Forse tutto questo è solo una manovra per spingerci tra le braccia del burraco. Ma non facciamoci prendere dal panico, restiamo negativi. Ora che è ufficiale, e anche se a porte chiuse si continua a giocare, il vantaggio è che non sarà più necessario chiedere la distanza della barriera. Mentre il problema principale del Bambi è quello di rimanere a distanza di un metro da sé stesso. Alla fine sarà sufficiente farsi compagnia con la sua solitudine. Sputare sul piatto dove si è mangiato oggi assume un significato ancora peggiore. E mentre anche il Vinitaly è stato rimandato, purtroppo neanche con il Coronavirus sono riusciti a chiudere la querelle dell’altro allenatore che ci avrebbe fatto lottare per la Champions. Il Bambi nel frattempo ha notificato alla suocera l’ordinanza ministeriale per cui deve stare a casa, sua. Ma la sfiga più grande può manifestarsi beffarda soprattutto con Hagi che magari riesce pure a fare gol senza deviazione, ma nessuno vuole abbracciarlo facendo incazzare il padre che se ne frega delle procedure. L’unica cosa da sottolineare dopo il decreto di chiusura delle scuole è che ieri splendeva un bel sole sulla pandemia. In questa situazione di emergenza si verificano anche malintesi fastidiosi, come ieri in via del Leone quando una persona anziana è stata portata via di peso da uomini in tuta bianca e mascherina. Poi si è scoperto che erano solo imbianchini incazzati perché l’anziano architetto aveva contestato la tonalità di ocra scelto per l’ingresso. Così come sono stati trovati profughi nel doppiofondo di un TIR sloveno, ma una volta portati al centro di accoglienza per il riconoscimento si è scoperto che erano cittadini italiani che scappavano dalla zona rossa. Noi nati dalla parte giusta abbiamo sfruttato la situazione per tirare su un muro di presunta protezione dal virus e subito dopo abbiamo issato la bandiera della Repubblica Diladdarno. E a parte questo la ricorderemo come un’ottima annata per gli anaffettivi, tra i quali i Della Valle che con il senno di poi hanno dimostrato di vederci avanti eccome, che senza avere bisogno dei decreti avevano già ridimensionato baci, carezze, illusioni e promesse.

mercoledì 4 marzo 2020

In regime di fantasia


Viaggiare con la fantasia mette al riparo anche dal Covid-19, e non c’è nessun problema nemmeno per l’indotto; libri, film, sogni di scudetto, ricordi. Con la fantasia ho imparato anche ad aprire le porte con i piedi. Con la fantasia Obelix ha potuto incontrare Manara. Con la fantasia possiamo persino farci contagiare dall’allegria. Mentre per rilanciare il turismo, al pacchetto volo + albergo + museo dovremmo aggiungere anche il tampone. Per gli americani sarebbe un affarone. Ed è chiaro a tutti che due rette parallele non potranno mai contagiarsi, l’unica cosa è che a guardare i lavori non c’è rimasto più nessuno. Forse dovremo sfruttare questi comunicati che invitano i sessantacinquenni a non uscire di casa perché ritenuti soggetti a rischio, una volta superata l’emergenza, usarli per pretendere la pensione. In un mondo nel quale l’apparire conta più dell’essere bisogna dire che la mascherina favorisce i brutti. E poi sempre in regime di fantasia il Bambi ha disegnato la soluzione proprio per superare la carenza di mascherine che i brutti hanno finito per migliorare il loro appeal. E in casa, rigorosamente in quarantena, l’aperitivo sarà il tè delle cinque. Sono sicuro guardando fuori dalla finestra che sia il Bambi ad agitare il vento. Che se gli prende un attacco di allergia adesso è finita, e passata la quale già me lo vedo ballarci i tormentoni con la mascherina. Senza sapere se Udinese-Fiorentina sarà recuperata di sabato, di domenica, di lunedì, di pomeriggio, di sera, intanto, chiusi a riccio dentro noi stessi in una quarantena interiore, viene a mancarci il continuo cambio di panorama che corre via veloce fuori dal finestrino. A meno che ad Udine non ci andiamo in treno.


martedì 3 marzo 2020

Cambiano le abitudini


La situazione del calcio ricorda molto le crisi di astinenza del Bambi, quando non solo aveva difficoltà a dormire, ma pure difficoltà a rimanere sveglio. E la sua voglia di smettere non andava via nemmeno smettendo. Con una madre che non riusciva a buttare via i vecchi pantaloni di lattice perché figlia di un preservativo bucato. A me fa un po’ ridere quella fascia di sicurezza di qualche metro che separa i parenti che si scambiano saluti e beni di consumo. Ma chi le ha scritte queste procedure, Moccia? La soluzione è diventata un problema per chi era abituato a tenerle più a distanza le persone. E al bar per mettere la giusta distanza non ci rimane che prendere il caffè lungo. Queste domeniche sgombre da calcio giocato ci fanno pensare anche ad altro, così mi sono accorto che il mondo è pieno di maniglie, e che questi rinvii sono comunque venuti bene per lasciare il giusto spazio, per dare risalto a Vincenzo Mollica alla fine di una lunga carriera, dopo 40 anni di lavoro per la Rai. C’è anche un’altra piccola consolazione, questa volta tutta per noi, c’è di peggio che avere un centrale come Pezzella, chiedere a chi ha un’agenzia di viaggi. La quarantena ci aiuta a riscoprire angoli della casa dimenticati, là dove la scatola delle vecchie foto ci ricorda che siamo tutti una foto strappata di qualcuno. Mentre c’è chi lavorando da casa fattura in pigiama prendendo il caffè con le tazzine del servizio migliore. Cambiano le abitudini non solo nel quotidiano, i migliori registi stanno girando film d’amore dove alla fine non si baciano più. E anche le infermiere non saranno più le stesse.

lunedì 2 marzo 2020

Terapia più intensiva della fase di recupero palla



Alla fine potremo incontrarci tutti in terapia intensiva e discutere se il ceppo del virus non possa addirittura ritenersi un ceppicone. I più sfortunati moriranno da soli così come sono nati, questo percorso in comune potrebbe essere utile per tirare fuori cose dolorose tipo che in mezzo a queste due fasi della vita hanno conosciuto molte persone la maggior parte delle quali gli stava pure sul cazzo. Io confesserò strategie bieche come quando dichiarai alla Beatrice dalle poppe grosse di essermi innamorato della sua mente e allo stesso tempo ebbi premura di conoscere la sua taglia di reggiseno. Il Bambi a poche ore dal decesso avrebbe ancora la lucidità per dire che a proposito della didattica a distanza lui si troverebbe a disagio senza poter alzare la mano per andare in bagno. Dovremmo essere tutti dannatamente emotivi in questa situazione tenendo presente che a mente fredda ragionano soprattutto i cadaveri. Forse non è come sembra ma è peggio, tanto che un amico che fa il cameriere a Brooklyn ci ha detto prima di essere ricoverti che per fare il tampone senza spendere i 1500 dollari necessari lui ha starnutito addosso a un cliente facoltoso così il test lo fa lui. Magari ci preoccuperemo di ciò che ci potrebbe accadere, e dico per fortuna, così non penseremo a ciò che non accadrà mai come vincere lo scudetto. E il Bambi in questo reparto ospedaliero, con il supporto delle funzioni vitali forse confesserà finalmente ai familiari che ci ha provato ad essere un altro, ma che sono state le cattive compagnie a renderlo diverso da come loro lo avrebbero voluto, e chiederà di mettere agli atti che potenzialmente era un brav’uomo. Prima di esalare l’ultimo respiro vedrà la nonna Liliana appoggiata alla moto rubata nel viale Nenni fuori dal McDonald's, farsi la foto da mettere sul proprio profilo WhatsApp.

domenica 1 marzo 2020

3000



Per l’editoriale numero 3000 scelgo il rosso, colore della festa e che a proposito di rinvii dell’ultimo minuto rappresenta, come dice Liverani, anche il lato B oscuro del calcio. Quindi per celebrare questo traguardo mangerò topi vivi, e poi viti centenarie di Nerello Mascalese con l'Etna alle spalle e il mare di fronte per buttarli giù. Speriamo che per il prosieguo del campionato la fortuna sfidi il protocollo e voglia baciarci. Rimpiango quando la psicosi era solo che con un altro allenatore avremmo potuto lottare per la Champions. Non solo Etna Rosso ma anche acqua del Po per festeggiare le bischerate di Zaia che vogliono essere un tentativo di ritorno alla normalità. 3000 editoriali raccontano anche del tempo che passa, era meglio quando invece delle mani Edwige ci mostrava come farsi la doccia. Purtroppo questo continuo alzare il gomito non mi permette di starnutirci, ma le scelte vanno fatte, e tra i topi e il Coronavirus alla fine è meglio quest’ultimo. Come tra Biraghi e Dalbert. Il Bambi anche dopo questo inaspettato rinvio dell’ultimo minuto è rimasto se stesso, quindi non Felice. Mi ha detto che se avesse saputo prima di questa ricorrenza del blog saremmo potuti uscire così avrebbe messo il culo fuori dal finestrino durante i sorpassi. Della Serie B che qualcuno ha percepito come immune al virus me ne ha parlato un amico di Livorno sostenendo che non è così, e che hanno battuto per la prima volta il Chievo al dodicesimo tentativo sentendo però distintamente il sapore dello stare meglio prima di morire. Mai come oggi sono attuali i miei 3000 in Piscina, poi lasagne carciofi e salsiccia, il “Seneca” di Gulfi non è solo vino, è un paraspigoli per piccole anime fradice di cloro e carenti di calcio. La cosa che mi è dispiaciuta di più di questi nove anni di blog è stato fare del lavoro sporco cancellando commenti. La cosa più difficile oggi dopo 3000 editoriali è continuare a sporcarmi le mani con il rischio di finire l’Amuchina. E per la prima volta dopo 3000 editoriali, in famiglia abbiamo scritto il nome sul bicchiere del vino.