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mercoledì 7 settembre 2016

Il mercato è solo una concausa


Dopo la prima parziale rettifica al comunicato della Fiesole, è uscita finalmente l’ultima revisione che oggi recita così: “l’unica cosa buona di settembre sono i fichi”. A maggior ragione, visto il senso della nuova precisazione, il presidente dell’ATF ha pregato ADV di non mangiarne troppi per non rispondere di pancia. E ha precisato che chi pensa sempre al peggio non può essere considerato superficialmente un pessimista ma piuttosto uno statistico. A chi contesta alla squadra la poca propensione a tirare in porta, dico che per far aumentare questa caratteristica ci sarebbe voluto un pelo di passera, anche in prestito, ma oggi chi ce l’ha se lo tiene stretto. La cosa buona di certi striscioni però è che almeno sono perfettamente affissi, penso invece a quelli che si tatuano le scritte e poi non stanno fermi quando tenti di leggere. Per non parlare di quelli che non sai se è un tribale o se sono usciti dal mare con le alghe. Insomma avrete capito che mi dissocio da quelli che in curva leggono l’oroscopo delle ex per vedere se gli vanno male le cose. Naturalmente ognuno è libero di schierarsi dalla parte di chi vuole, ci mancherebbe, io stesso ho paura che stando dalla mia alla fine sto sempre dalla parte sbagliata. A maggior ragione da quando Andrea Camilleri ha compiuto 91 anni e ho il terrore di leggerlo sui pacchetti di sigarette. Purtroppo la fine della campagna acquisti è coincisa con la fine dell’estate, e il tifoso non solo ha finito le ferie e perso la prima con la Juve, è amareggiato perché non avendo lo smartphone impermeabile non è potuto entrare in acqua per fare il video di quello che stava affogando. Diciamo che il mercato è solo una concausa. Perché poi ci sono quelle coppie che lui ha finito i punti neri sulla schiena e allora lei manda in crisi il rapporto. Oppure quelli che hanno scritto cose molto dure su vecchie lenzuola perché pochi attimi prima la moglie gli aveva "whatsappato" se volevano quattro o sei bastoncini Findus. E poi in certe vite di coppia il tango per lei è un modo di esprimere la propria sensualità, per lui è solo un modo per prendere a pedate qualcosa che non sia il solito cane del vicino. Secondo me il tifoso ha fatto bene ad abbonarsi e male a scrivere quello striscione, la stessa cosa che è successa ad Immobile dopo il bel gol; si è messo a parlare e ha rovinato tutto.

martedì 6 settembre 2016

La Chiesa è molto meno rigida del fair play finanziario



Devo dire che le polemiche sui Dv, le bufale giornalistiche, gli agitatori da tastiera che operano attentati contro la propria squadra, non riesco più a digerirli senza l'aiuto della Citrosodina, ogni tanto ci riprovo a dire la mia, ma poi, appesantito, faccio fatica a ribattere. Le voci intorno alla Fiorentina non sono mediate, ritornano in gola come i peperoni. Tutto è diventato estenuante come quando vado al bagno dell’Autogrill. Venti minuti sotto la ventola per tentare di asciugarmi le mani e poi, sfinito, me le asciugo sui pantaloni. Anche perché io le verità in tasca come quelle di Bargiggia non ce l’ho più da quando la Rita mi ha detto di toglierle per evitare che s’intasi il filtro della lavatrice. Beati quelli che hanno lavatrici di ultima generazione. Preferisco cantare: “cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso…” è finita. O pensare che in Piazza Tasso ci sia il cafè Tortoni della Buenos Aires d’Oltrarno dove andare a vedere ballare il tango. O ancora, dirvi che il mio colore preferito non è il Viola, ma il rossetto. E non mi sento arreso solo quando cerco di mantenere un clima più leggero intorno alla passione Viola, ormai sono disilluso anche quando parlo di politica, evidentemente le violenze verbali mi fiaccano. Sono lontani i tempi di quando ancora m’infervoravo a parlare con la compagna Beatrice, lei così poco sensibile al problema, mentre io sostenevo che lo Stato doveva fare di più per i senzatette. Scusatemi se nei miei scritti c’è sempre meno voglia di combattere l’ambiente calcio, e allo stesso tempo comunque sempre troppo ottimismo pensando che mancano solo 365 giorni alle ferie. Malgrado la diversità di vedute ancora per fortuna riesco a sforzarmi di capire chi vive il calcio come uno “sfogatoio” delle proprie frustrazioni. Non a caso, e a proposito dell’ambito nel quale operano i Della Valle, anche la calzatura con allacciatura alla schiava ci mette un attimo a diventare con allacciatura alla pancetta arrotolata. Vorrei insomma che il calcio fosse vissuto come fa il prete di Serumido con i suoi fedeli, là dove la Chiesa è molto meno rigida del fair play finanziario, me l’ha detto il Bambi dopo che è andato a confessarsi. Lui gli ha detto che va dalle cinesi, e il prete gli ha risposto che farsi massaggiare non è peccato, e ha strizzato l’occhio. Altro che Cognigni.

lunedì 5 settembre 2016

Il problema è la lingua



Su Alonso il ciclo della critica è stato veramente completo. Diciamo anche capillare: 1) E’ arrivato uno scarto della serie B inglese (oltretutto a parametro zero per non spendere 2) Una volta in Viola non era buono 3) Perso un campione per fare la solita plusvalenza, e in cambio arriva uno sconosciuto in prestito (anche se con obbligo di riscatto). Insomma, si accusa la società di non essere onesta nelle dichiarazioni, quando sono anni che indica la necessità di far quadrare i conti per via del fair play finanziario. Sono usciti articoli in settimana dove i bilanci e le analisi conseguenti indicano chiaramente che la società doveva abbassare il monte ingaggi e rientrare per non incappare in sanzioni economiche, o in punti di penalizzazione, e non solo, basta guardare l’Inter che non ha potuto inserire i nuovi acquisti nella lista Uefa. Malgrado tutto ciò è stata messa in piedi una squadra più forte di quella dello scorso anno (almeno per me) grazie all’ottimo lavoro di Corvino. E noi cosa facciamo? Accusiamo la società di aver preso solo prestiti ( io no, e ho pure un alibi, la foto dimostra che mi stavo disinteressando e fortunatamente la Rita l’ha immortalato). Non solo, la si accusa allo stesso tempo di spendere male e di non spendere. La solita storia che va avanti ormai da anni. Di più noioso solo gli uomini che sono riusciti a dimagrire. Alle case servono delle fondamenta, le polemiche invece si costruiscono sul nulla. O forse il problema è davvero la comunicazione, diciamo la lingua, del resto sono marchigiani. Potrebbe davvero essere quello, perché ricordo quando da piccolo un turista chiese informazioni a mio nonno che era in compagnia degli amici al bar di via Sant’Agostino. In inglese. Dopo poco loro gli stavano spiegando scopa, briscola e 21. Cosa potrebbe succedere ancora? Di peggio intendo, oltre a essere tornati in città, oltre a dimostrarsi degli ottimi acquisti i vari Oliveira, Salcedo e Sanchez, potrebbe capitarci vicino in chiesa quello che ci ha rubato il parcheggio. In quel caso gli daremo il segno della pace, ma con riserva. Perché chi cazzo è Oliveira?

domenica 4 settembre 2016

Tornando a casa


Lo so il tifoso è difficile da accontentare, non è come me che il solo fatto di essere Viola mi rende cuorcontento. Il tifoso vuole la pizza ma vuole anche gli addominali. E un po’ di quel cuore lo lascio sulle dune della Graticciaia. Sono stato bene, pensate a come può essere stato Cognigni dopo aver messo a posto i conti con la plusvalenza di Alonso. Così. Tornando a casa ripenso a quel comunicato, stonato, almeno vissuto da qua, fossi stato a Firenze forse mi sarebbe sembrato solo come i cereali sbriciolati sul fondo del sacchetto. L’idea che mi sono fatto di quella tifoseria Viola sempre scontenta, è che non abbia ben chiara la realtà delle cose. Forse bisognerebbe che i film realistici invece di far vedere le persone che il sabato mattina fanno il brunch, le mostrassero mentre puliscono il bagno. Lascio il mare di settembre con un rammarico; c’è ancora gente bianca. Anche se la Rita che è più attenta di me sostiene che la persona a cui mi riferisco fosse un albino. Ma è bello anche tornare a casa per ritrovare certe sensazioni che qua non puoi vivere, come quelli che al semaforo “sgassano”, scattano, suonano, s’infilano, mi è sempre piaciuto ritrovarli al semaforo successivo. Non sarà macchia mediterranea, magari comunque sempre una Duna. E’ stata una vacanza bellissima, con un unico momento di alta tensione in spiaggia, quando un tizio con una cartina tatuata sulla schiena si è incazzato perché mi sono messo a consultarla. Poi l’ultimo tramonto sul lago di Burano. Avevo tanta paura di perderlo. Come quando l’autobus è in ritardo e ti vengono le paranoie tipo “e se non l’avessi visto passare?” Un autobus. Dieci metri di autoveicolo.

sabato 3 settembre 2016

Supercicc


Ormai si parla quasi solo tedesco in spiaggia. Mentre l’estate si stempera come il comunicato della Fiesole per mano dell’ ATF. Stare qui tra le dune, adesso, è un vero privilegio, come lo è stato Firenze e la Fiorentina per Alonso. La sua lettera è senz’altro meno rancorosa di quella della curva. Le minacce di quel comunicato raccontano che la vita in una porzione di stadio semicurva è come un film d’azione. E loro sono gli scagnozzi del cattivo. Alonso racconta invece che la Fiorentina è una famiglia, e la passione ha un solo nome: San Frediano. A questo proposito ho sentito il Bambi, mi dice che conosce qualcuno di quei ragazzi, una volta la mamma separata di due fratelli che oggi lavorano alla stesura di comunicati e striscioni, lo chiamò (stavano insieme) per aiutarla a separare i suoi due figli adolescenti che litigavano violentemente. Dopo che il Bambi intervenne per riportare la calma, lei si sfogò dicendogli che non vedeva l’ora che fossero diventati grandi abbastanza per confessargli che era lei a prendere e a fumare la loro erba di nascosto. Aggiungendo che tanto la pagavano con i suoi soldi. E’ anche da questi spaccati di vita vissuta che deriva il prodotto interno lordo di una curva. E niente Raf, degli anni 80 quando ancora andavo in Fiesole non è rimasto un cazzo. Certo c’è anche il rovescio della medaglia mi dice sempre il Bambi, questa volta a favore della curva: “che palle quelli che non bevono”. Secondo lui non hanno scuse per scrivere striscioni, comunicati o messaggi con il telefonino a quelli che non li vogliono. E senza bere non hanno quella scorrevolezza neanche gli articoli di Ciccio Rialti, Ciuk per gli amici, che quando da San Frediano passa al Sangiovese diventa Supercicc. I suoi articoli d’appoggio ai comunicati deliranti mettono fuori combattimento chi li legge, così come faceva Superciuk con la fiatata alcolica dall’odore nauseante. Mercato, bilanci, sogni spezzati. Pasqual trattato dalla società peggio di loro quando ancora lo infamavano, qui tra una cosa e l’altra si stanno dimenticando anche della legalizzazione. Amici tossici fate sentire la vostra voce, e poi fatela girare. Supercicc farà da filtro alle vostre contestazioni. Al limite farà anche solo il filtro.

venerdì 2 settembre 2016

Ci sarà qualcuno là in "Ferrovia" che ha da ridire anche di BB



Il Corvo fiero che spiega il mercato, la lista Uefa, e il WWF che costruisce il corridoio per facilitare il percorso delle tartarughe verso il mare dall’area recintata dove sono depositate le uova. Questo ieri. E naturalmente non va bene niente, a peggiorare le cose era pure giovedì, che per chi è in città, è come quello che è in coda prima di te al supermercato. Mentre io sono costretto ad essere quasi sempre allegro per buona educazione e per non rompere le palle agli estranei. Allegro ma anche rispettoso e molto concentrato sulle lamentele del mondo Viola, non è che me la spasso e basta correndo felice a perdifiato, mentre faccio a gara per vedere chi resta indietro. Anzi, per migliorare la concentrazione, in questi giorni mi alleno ascoltando le ragazze in topless cercando di ricordare cosa hanno detto. E comunque io alla vostra età ero molto più giovane, ero contento anche di Bertarelli e Gola. Probabilmente non è neanche colpa di chi è sempre incazzato, perché leggevo essere scientificamente provato che se uno dice sempre a una persona: “che hai? Ti vedo incazzato”, quello prima o poi s’incazza sul serio. Evidentemente il tifoso Viola nel tempo si è circondato di persone  molto premurose. Tornando invece a Corvino dico che è un grande, e che le sue risposte mi sono piaciute tutte, il problema grosso nascerà quando un giorno qualcuno dovrà rispondere alle bussate sul cocomero che ti chiederà che cosa vuoi. Della lista Uefa deludono certe esclusioni, l’ennesima occasione per rammaricarsi, un elenco di nominativi dove è sicuramente mancato il nostro preferito, così come ci manca la birra che finiamo sempre prima che arrivi la pizza. Finale tristissimo con la lettera della Fiesole “ci avete tolto la voglia di sognare”. Ma non la birra.

giovedì 1 settembre 2016

Soddisfazione artificiale


A chi non è contento del calciomercato consiglio di leggere 5 oroscopi fino a quando uno non dice che Mati Fernandez è andato al Cagliari. E spero che sul malumore non incida un primo di settembre che non casca di lunedì come da convenzione. A me la nuova Fiorentina piace, m’intriga soprattutto l’uruguaiano che sostituirà Alonso, anche se non lo conosco. Ma se Corvino l’ha scelto, se voi non l’avevate mai nominato, e soprattutto se il suo addio dal Penarol ha spezzato così tanti cuori un motivo ci sarà. E poi sono ancora più contento perché a un certo punto pensavo fosse lo zoom e invece era una bella quinta. Dio si manifestò a Mosè con il roveto ardente, mi sembra, a me si manifesta con le ragazze magre dalle poppe grosse. Non solo, sono contento anche perché questa Fiorentina sembra aver fatto qualche iniezione di “garra”, come quando da piccoli bisognava mangiare la carne di cavallo. Il mio giudizio è quindi positivo, che in soldoni (quelli della plusvalenza Alonso) fa: Salcedo, De Maio, Dicks, Milic e Oliveira al posto di Alonso e Roncaglia, a centrocampo Cristoforo e Sanchez al posto di Mati, in attacco Toledo e Hagi (Chiesa?) al posto di un Rossi che comunque non c’era. Dico molto meglio. Anche se io non faccio testo, non vi preoccupate. Siccome ringraziare è sempre educazione, mentre io ringrazio i Della Valle, per voi che non siete d’accordo sulla bontà delle scelte di mercato, ho pensato che potreste ringraziare quello che ha inventato la pila sul telefono, che tutti i giorni vi permette di ritornare a casa senza pestare una merda. Lo dico solo per non farvi apparire degli irriconoscenti e io il solito lecchino. Non badate a me, io non capisco, e in più sono troppo sereno per via dei tramonti che mi hanno dato alla testa, mentre a voi l’asfalto non può portare benefici almeno nell’immediato. Il tempo poi ci dirà che avevate ragione, e io che ero soddisfatto del mercato per via delle stelle, delle dune e della macchia mediterranea, a quel punto dirò che saremo arrivati in Champion per via della sinuosità del viale dei Colli rinnegando questa natura di merda. E le stelle influenzano tutti, non solo voi, oggi il mondo intero vede un po’ più nero, del resto è risaputo che settembre è un mese che porta con se un gran giramento di coglioni. Cadono i capelli, e ci sarà la conferenza stampa di Corvino che vi farà incazzare ancora di più. Quindi vista l’insoddisfazione che regna al di là della Maremma più profonda, il mio consiglio è quello di stare lontano dalla Snai. Quando non si è lucidi perché alterati è meglio non scommettere. Almeno fino alla prossima sconfitta. Se proprio non se ne può fare a meno perché questo serve a scaricare la tensione accumulata in giorni e giorni di delusioni, niente calcio allora, dall’alto di una soddisfazione artificiale dovuta solo ad infusi con bacche di ginepro, vi ho selezionato delle quote tranquille, quelle che penso possano impedirvi in questo momento di farvi del male: Salvini canta “andiamo a …...con la ruspa in tangenziale” a) Lavorare 85  b) Governare 1,2.