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sabato 28 marzo 2020

Dobbiamo rimanere ragionevoli


Un attimo prima di quella attraversata, un attimo prima della quarantena, eravamo altri. Oggi che dalle terrazze prendiamo boccate d’ansia, e che i reati sono in calo del 64%. Se non le mascherine che ci diano almeno le brioches. Nello scorrere lento delle giornate ripenso al sapore del lampredotto, ma faccio anche considerazioni meno intelligenti, mi chiedo da giorni se avessimo avuto una super Sanità attrezzata con decine di migliaia di posti di terapia intensiva, avremmo lasciato tutto aperto permettendo alla gente di potersi contagiare? Senza lampredotto sono ritornato a pane, olio e pomodoro, mentre alcuni sviluppano il feticismo delle strade deserte. Quando leggo che i grandi nomi della moda convertono le loro produzioni in camici e gel voglio pensare che anche i Narcos possano seguire l’esempio e buttarsi sulla farina di grano duro. Io per evitare le fake news cerco risposte nell’intonaco. Alla fine non sarà facile ritrovare la strada per tornare a lavorare senza imboccare corsie controsenso, e gli scienziati calcolano che finita l'emergenza il 50% di noi avrà disturbi emotivi, mentre l’altro 50% è quello che non ha mai avuto bisogno dell’autocertificazione. Cambia l’ora e per la prima volta non potremo nemmeno lamentarci per l’ora in meno di sonno. Comunque complotti a parte dobbiamo rimanere ragionevoli, una volta che tutto questo sarà finito potremo tornare a goderci la nostra amata Terra piatta.

venerdì 27 marzo 2020

E subito dopo


Una zia del Bambi sprovvista di stampante lo ha rassicurato sul fatto che tra un po’ potrà di nuovo uscire a fare la spesa perché sta finendo l’autocertificazione fatta all’uncinetto. E ve lo ricordate quando ci lamentavamo dell’olio di palma? Il Pizzichi noto complottista Diladdarno sostiene che il virus sia nato durante lo spot in cui Banderas se la faceva con la gallina. Ma il punto di non ritorno potrebbe essere la pulizia dei lampadari. È un periodo duro nel quale ci dobbiamo bastare. L’unico lusso che possiamo toglierci in questi giorni è essere frivoli, e per rompere il comprensibile ma estenuante flusso di cattive notizie ho scelto Lupo Alberto. Il punto è che siamo già arrivati ad attaccarci alla bottiglia del vino prima di metterla in frigo e dopo aver sfumato la carne. Come orgasmo ci rimane il rumore della cipolla che soffrigge, mentre lievito di birra e stampante entrano prepotentemente tra i nuovi status symbol. La compagna del Bambi è invece entrata ufficialmente in crisi, lei che era abituata a rimettere a posto la casa solo quando venivano gli ospiti. Strade vuote, distanze di sicurezza, allora mi sono messo a guardare i concerti dal vivo senza audio, solo per rivedere tutta quella gente accalcata. Il Pizzichi che ogni sera mi chiama per spiegarmi come ha fatto a smascherare il complotto mondiale, mi fa tenerezza, si è lasciato la scorsa estate perché la moglie se la faceva con il benzinaio e se n'è accorto il Centi. Alla fine di questa quarantena l'autocertificazione giusta l’avrò trovata dentro di me, e subito dopo sarà caccia alla ninfomane.

giovedì 26 marzo 2020

Quando i locali saranno vuoti


In merito al nuovo inasprimento delle sanzioni il Bambi ha chiamato i Vigili Urbani per sapere se la moka da sei è considerata assembramento. Tra i drammi di questa situazione c’è che le donne con mascherine grazie alla solo visione degli occhi sembrano tutte più belle della realtà. Si parla di un 45%, non bruscolini. Il Bambi dice che il Pizzichi è asintomatico, anzi dice di più, dice che l’asintomatico è come il pizzichi che mangia quanto vuole e non ingrassa mai. Così cucina per gli altri che ingrassano solo a sentire l’odore di quello che cucina il Pizzichi. E adesso che nevica in Calabria potrebbe tornare anche Greta. Intanto sono risultato positivo al Nerello Mascalese, sarà per questo che ho pensato che una storia come quella che stiamo vivendo non l’avrebbe pubblicata nessun editore. Nasce intanto la figura della ragazza chiusa dentro accanto. Se solo usassi questo tempo fino al 3 aprile per studiare potrei almeno imparare come usare la punteggiatura. Era da tanto che non sentivo più ridere così il Bambi, e pensare che c’è chi è contrario alla legalizzazione della cannabis. Rifare il letto ci serve ormai per distinguere il giorno dalla notte, mentre accadevano tante cose e io non me ne accorgevo. Le paure sono tante, ma almeno stanno a un metro e così entrano una alla volta. Rimarrà sempre valida la regola che se il posteggio fuori del ristorante è pieno di camion significa che si mangia bene, quando invece i locali saranno vuoti diremo che pare d’essere nel 2020. Infine per spiegare l’immunità di gregge vi metto una a pecora.

mercoledì 25 marzo 2020

Il farmaco della speranza


Il rischio di continuare a lavare i pavimenti con questa frequenza è che intervenga la Soprintendenza delle Belle Arti al primo vaso etrusco ritrovato. Se avete tenuto la prima versione dell’autocertificazione arriverà il momento che varrà come un Gronchi Rosa. Magari anche se reclusi usciremo pazzi se è vero che pensavamo di sconfiggere il virus con il caldo ed è arrivata la neve. Evidentemente i cani col freddo non hanno più nemmeno così bisogno di tutte queste passeggiate. Devo dire che mi ero abituato troppo a vivere in mezzo a milioni di commissari tecnici, tra gli immunologi mi trovo un po’ a disagio. Se solo Giovanni Rana facesse le penne lisce potremmo fare nottata aspettando il nuovo decreto. Anche i Re Magi quando tutto sarà finito porteranno in dono il lievito di birra al posto della mirra, oggi invece è previsto il picco delle autocertificazioni. Non c’è più bisogno della notte per aspettare che tutto rallenti, tutto tranne il cuore. Dice che questo momento potrebbe insegnarci qualcosa, tra i miei tanti dubbi in merito voglio pensare a chi non faceva mai colazione e spero che usi questo periodo per diventare una persona migliore. Giornate ribaltate, passi lenti, muri bianchi, ginnastica con piegamenti all’incertezza. Stretching di pessimismo. E a fine giornata il Bambi si è fatto un thé infré. Che declino. Per dare il senso del disperato bisogno di stare in un là fuori incontaminato, vorrei che il farmaco della speranza si chiamasse “Surf”.

martedì 24 marzo 2020

L'autovelox


Ormai il lievito di birra ha sostituito l’Amuchina nella nostra quotidianità. Dopo i clienti dei quadri di Hopper anche Botticelli deve fare i conti con i tempi della quarantena. Tempi in cui il cane da amico è diventato autocertificazione dell’uomo. Alla domanda delle domande su cosa faremo quando tutto sarà passato, amici ipocondriaci mi assicurano che faranno visite, ecografie, controlli e quanto altro. Adesso che i rapporti vanno misurati almeno a un metro il Bambi ha riconosciuto la grande fortuna di aver avuto prima di questa quarantena rapporti con donne sprovviste di righello. Sono arrivato a bere il caffè nella tazza da tè, mentre da carcerato mi facevo tatuare “Avigan” sull’avambraccio. Se anche gli autovelox si annoiano, l’autocertificazione è invece arrivata alla sua terza revisione, saranno le forze dell’ordine a valutarla ogni volta, ma potranno essere richiamati della sala VAR. Ora capisco quando c’era la fila per la Beatrice dalle poppe grosse, avevamo tutti il virus dell’erezione. Intanto la Rita per non sapere ne leggere ne scrivere stende anche i calzini uno a un metro dall’altro. Poi per chiudere gli occhi ed estraniarmi un po’ da me stesso ho scoperto RaiPlayRadio con un centinaio di audiolibri. E visto che questa volta non me la posso rifare nemmeno con me stesso, raccatto due, tre motivi, e li centellino tutto il giorno.

lunedì 23 marzo 2020

Senza cani


Bei tempi quando c’era ancora Montella, e neanche una maratona di Mentana, oggi che non sapendo di farci un augurio la speranza ci condanna alla vita. Ero convinto che come evento storico bastassero le torri gemelle. Sono in crisi perché in uno dei miei viaggi con la fantasia ho starnutito e mi hanno messo in quarantena pure nell’immaginario. Il brutto è che quando il sistema si ferma la natura ritorna a vivere, mentre le giornate fanno fatica ad arrivare a fine mese. Con l’audience che Conte raggiunge durante le sue dirette, in molti già lo chiamano Carlo. Nel frattempo che il picco passa guardo i vini migliori e penso se non sarebbe il caso di berli. Salvini chiede di riaprire il Parlamento, io le piscine, il Bambi dal nervoso si mangia le mani senza potersele mettere in bocca. Poi ogni volta che si avvicina una conferenza di Conte mi torna in mente mia mamma quando mi diceva “vieni che non ti faccio niente”.  Tra le tante preoccupazioni ci metto anche quella che si possa rompere la lavastoviglie. Non so se sia fuori luogo buttarla sull’ironia, penso però che ognuno esorcizza come può. Tra le cose importanti che sto pensando di fare ce n’è una abbastanza grave ma necessaria, pianificata in ogni piccolo dettaglio, tra poco io e il Bambi scenderemo in strada contravvenendo a tutte le disposizioni, senza cani, e per proteggere Diladdarno faremo le barricate. Chiuderemo i ponti.

domenica 22 marzo 2020

Pensiero troppo notturno


Prossima mossa mettere il Lexotan nelle condotte idriche, intanto il Bambi dopo il settimo giorno con la tuta ha cominciato a parlare rumeno. Forse adesso anche l’angoscia sarà permessa entro 200 metri da casa, e sembra ieri che Zingaretti andava a fare l’aperitivo. La fortuna di avere Commisso oggi si manifesta in tutta la sua evidenza, pensiamo se ancora ci fossero i braccini corti, impossibilitati a starnutire nell’incavo dei gomiti. Quelli che tengono il naso fuori dalla mascherina mi riportano alla normalità di quelli che hanno una palla fuori dal costume. E ora largo al pensiero di Foco, troppo notturno, che veda anche la luce:

“Riabbracciare mio padre e mia madre. Piangere e ridere a dirotto e prendere per il culo i miei fratelli.
Tramutare la paura in attesa di quelli che saranno alcuni dei momenti più belli della mia vita.
Rimettere al posto giusto le priorità.
Ci vuole forza e anche un po’ di disciplina, ci vuole tutto e non ci vuole niente.
La gola stretta e la tachicardia devono trovare una fine.
Farsi roccia o farsi giunco poco importa, bisogna resistere per poi tornare a respirare forte. A mozzicare la vita come il cocomero, immergendoci la faccia e riempiendosi la bocca.”

sabato 21 marzo 2020

Andremo tutti a bere



Il romanzo horror descrive con dovizia di particolari che fuori è tutto tranquillo, profumato, invitante come non lo è mai stato. Che uscire non è mai stato così pericoloso. I piccioni padroni delle città, e quelli che corrono rincorsi da quelli che corrono per fotografarli, con obiettivi a raggi infravirus e “COVID 19” tatuato sulla natica. I runners assaltano un furgoncino che porta integratori proteici destinati agli ospedali mentre nelle case gira lo spettro della Franzoni. Poi i runners ripiegano correndo su e giù per le scale condominiali compromettendo la fruibilità delle stesse. In quel momento viene inviato l'esercito dei pianerottoli. Romanzo che finisce con i nonni che si sono accorti di avere una vita loro senza nipoti. Per l’economia qualche misura l’abbiamo messa in campo e qualche altra possiamo ancora prevederla, ma se l’isolamento continuerà, in molti, troppi, cominceranno a scrivere libri. Le mascherine, altro che il burqa, che è come uscirne restando dentro, mentre rimane solo il caffè a dare il sapore di un nuovo inizio. Già sappiamo che una delle conseguenze sarà, così come il 1816 fu l’anno senza raccolti, lo stop alle produzioni regalandoci un 2021 senza film. Al Bambi questa esperienza è servita molto a capire il perché del suo percorso di tossicodipendenza, oggi è finalmente cosciente di essere sempre stato felice ma asintomatico. Oggi che comprare droga è diventato un reato minore rispetto al jogging. Poi finalmente il week-end.

venerdì 20 marzo 2020

Desiderio feroce di normalità


L’aria è decisamente migliorata, mi dicono che nelle campagne sono ritornate le api, e in televisione è scomparsa la pubblicità di Poltronesofà. Sparite anche Sardine e No Vax. Se dovete portare la spesa a un babbo isolato metteteci una buona bottiglia di Nerello Mascalese. Il Bambi ha cominciato ad apprezzare l’annullamento dell’ansia sociale; addio a feste comandate, pranzi da parenti, suocere e quanto altro. Mentre pur sforzandosi dice di non capire in che modo ridurre l’orario dei supermercati dovrebbe migliorare la situazione. Di contro teme che il Covid-19 possa attaccarsi al lavoro del suo dentista. Fossi un regista, nella scena iniziale del mio film sul virus i fattorini di Glovo dominano le strade. Intanto nasce la figura del segnalatore di gente al parco, così se proprio volete uscire fatelo dai gruppi WhatsApp. Per passare il tempo potremo pensare di fare il puzzle delle nostre case, intanto il Bambi si è convinto di averla beccata qualche mese fa quando prese una brutta tosse ed è stato malissimo. Per me invece non è affatto escluso che fosse tagliata male. Uscire una volta la settimana per la spesa ricorda un po’ la prima trombata, paura, bella sensazione, durato poco, 100 €. Cambieremo inevitabilmente, nei rapporti con gli altri e nel modo di guardare la vita. Qualcuno rivaluterà pure Pioli. E chissà che sorpresa troveremo nell’uovo di Pasqua.

giovedì 19 marzo 2020

Quando tutto sarà finito



Per non parlare sempre di Fiorentina dico che i due nuovi episodi di Montalbano non sono stati all’altezza, e che chi guida con la mascherina ha paura di essere infettato dallo speaker radiofonico. Quando tutto sarà finito daremo sicuramente più importanza alle piccole cose, se non microscopiche come i vaccini. Come se non bastasse, dopo gli Europei spostano anche Pasqua di 30 giorni. Era proprio tanto che non si vedeva un anno così bisestile, perché anche la mia ombra si è messa a un metro di distanza. Così alla fine il Bambi è riuscito pure a smontare l’albero di Natale. Poi all’improvviso mi sono ritrovato a lavarmi le mani prima di pisciare, e uscito dal bagno ho potuto dire con orgoglio a Tommaso che un giorno quel soggiorno sarà tutto suo. Ma c’è anche chi è fuori e che è contento che molti di noi rimangono a casa. Mai come in questi giorni ci si accorge quali siano le priorità della vita, e mi riferisco soprattutto al frigo pieno. Buona l’iniziativa di Berlusconi che restituisce 10 milioni, mentre cresce la nostalgia per il VAR. Cosa che invece non deve crescere è l’ansia, che non diventi maggiorenne insomma. Ansia che ormai porta un prete in ogni trasmissione televisiva, che non chiamino pure un becchino insomma. E una volta finito tutto questo potremo finalmente tornare a litigare per il parcheggio.

mercoledì 18 marzo 2020

Sentori mai sentiti


Se negli Usa la corsa è alle armi, in Germania alla carta igienica, mentre in Italia alla pasta, non ne usciamo poi così male. Malgrado le penne lisce. E intanto anche i quadri di Hopper si svuotano. Trasformazioni epocali si dirà, amici del Bambi che prima si facevano di tutto e che adesso fanno corsi online per fare il pane. Non solo sentori di frutta a bacca rossa con interessanti sfumature di pepe nero e cenere tipici del Nerello Mascalese, con la mascherina anche il profumo della primavera avrà sentori mai sentiti. Dovrebbero pensare di inserire tra i programmi anche quello che danno al balcone. Intanto il sole insiste come a far capire al virus chi è il più forte. Probabilmente usciremo da questa quarantena con un picco percentuale mai visto di persone che sanno fare le torte. Quarantena anche di certe parole tipo “Fiorentina”, non solo, ormai mi porto l’autocertificazione anche per andare in terrazza. E poi non ho capito se domenica ci sarà il picco o l’impicco. Oggi che non è più nemmeno un complimento sponsorizzare qualcuno sottolineando che è il migliore sulla piazza considerando che è vuota. Speriamo di poter tornare a Capalbio questa estate perché il rischio è quello che invece degli ombrelloni possano affittare solo i balconi dove batte il sole. Altro rischio sarà quello di riabituarsi a guardare quando attraversiamo perché ci saranno di nuovo le macchine. Oggi quei pochi che guidano sono coperti come piloti di Formula Uno. E se ad ammazzare il tempo ci pensasse il Covid-19?

martedì 17 marzo 2020

Il momento della rivincita


Il Paese sta lottando per escludere dalle varie opzioni di flash mob quella del requiem di Mozart. Lottiamo insomma per tornare alla nostra folle e meravigliosa normalità. Il rumore di sottofondo del traffico è stato sostituito dall’abbaiare dei cani, e per passare il tempo, oltre libri e televisione, segnalo che pulire il frigo impegna una buona mezza giornata. E c’è ormai più bisogno di buone notizie che di passera. Chissà se appena possibile faranno la Barbie con la mascherina, nel frattempo il Bambi esprime tutto il suo pessimismo facendo scorta di ciabatte. C’è sempre stato il cattivone, quello che quando eravamo piccoli mirava al pallone oggi vorrebbe bucarci il balcone. A questo proposito rimpiango i tempi della Beatrice quando dicendo “balcone” pensavo alle sue poppe grosse. Ho paura che alla fine della quarantena il Bambi possa ritrovarsi ad avere capelli messi peggio di Boris Johnson, poi gli si sono inumiditi gli occhi nel guardare le file ai coffee shop di Amsterdam. Con il sarcasmo amaro che lo contraddistingue in questa quarantena, guardando il bollettino della Protezione Civile, dopo i numeri snocciolati dal capo del Dipartimento Borrelli, ha indicato quel luogo come “il centro di gravità permanente”. E dopo anni di uso improprio è arrivato il momento della rivincita per cyclette e tapis roulant, come appendiabiti andrà trovato altro. Insomma oggi non andrò a mangiare il panino col lampredotto, ho deciso di salvare il mondo.

lunedì 16 marzo 2020

Film in costume del 2014


Guardando il cielo di ieri sembrava impossibile che quaggiù si fosse rotto qualcosa, mentre le giornate sono scandite dall’apertura e dalla chiusura delle persiane. C’è chi da i diuretici ai cani e chi continua fare le previsioni del tempo. Il mio timore, quando tornerà ad esserci di nuovo la possibilità, è quello di non sapere se saremo ancora capaci di farci abbracciare. E gli alberi in fiore sembrano fregarsene della nostra tragedia. Il vantaggio è invece quello di non vedere il brutto spettacolo della Fiorentina di Beppe. Ieri sono stato quasi sempre in terrazza, un bello sfogo, ma il Bambi pensa ancora oltre, mi ha detto che la prossima pandemia non lo coglierà più di sorpresa, ha già deciso che la trascorrerà in un casa col giardino. Intanto il boom delle video chiamate non ci permette di rilassarci un attimo, sono lontani insomma i tempi della tuta e dello stravaccamento. Guardare un film ambientato nel 2014, con persone che si baciano, risse, feste, mi è sembrato un film in costume di quelli ambientati in un passato lontano. Ci sono coppie tra i nostri amici, in particolar modo mi riferisco al Pizzichi e alla Cristina, in cui lei gli parla mentre fino a 15 giorni fa pensava fosse muto. Di questo periodo duro, crudo, ricorderemo comunque l’aria pulita, il silenzio, la meraviglia del cielo blu. Una cosa che invece non sembra essere cambiata, immutabile nel tempo, e lo testimoniano ai vari inviati delle tv molti di coloro che portano fuori il cane, nel deserto delle città continua ad essere sempre presente quello che chiede una sigaretta.

domenica 15 marzo 2020

The revenge of Settimana Enigmistica



Il Bambi ha attaccato le scorte di pan bauletto dicendo che non eravamo così uniti dal Mondiale 2006. E forse oggi troverà il tempo pure di aggiornare Adobe Flash Player. Siamo così concentrati sui bollettini che quando sarà tutto finito il primo problema che dovremo affrontare sarà quello di ricordarsi dove abbiamo parcheggiato. Se l’Italia immette 25 miliardi nella sua economia mentre la Germania 550, dietro ci dovrebbero essere i Della Valle. E già si parla di cane condominiale. Mi ricordo quando ancora potevamo parlare in senso positivo di focolaio domestico. Da lunedì a venerdì sto seduto fino alle 18:00, poi posso sdraiarmi, abbiamo istituito una zona rossa dove c’è il frigo, mentre nel fine settimana, una volta fatta attività in terrazza, la mattina facciamo un po’ di disordine e il pomeriggio riordiniamo. La speranza è tutti dentro virus fuori vinciamo noi. Insomma, siamo chiusi per speranza. E alla fine arriverà anche il primo flash mob di autoerotismo. La compagna del Bambi si è sfogata con un’amica da sempre contraria alla sua relazione con il nostro eroe, gli ha potuto finalmente rinfacciare quel “potevi metterti con uno pieno di soldi così stavi a casa a non fare niente”. Poi esci per esigenze di prima necessità, vedi certi comportamenti, 10 minuti intendo, e già ti manca la quarantena.

sabato 14 marzo 2020

Culonavirus


Diario di quarantena giorno numero 4: lavori in terrazza. Chi l’avrebbe mai detto prima, ma in tempi di Coronavirus anche l’Etna Rosso di Fior Fiore Coop (Firriato) ha un suo perché. Ve lo dico subito, alle prossime Olimpiadi tifo Italia e Cina, mentre al posto delle mascherine ormai introvabili possiamo usare le coppe del reggiseno. Sento già il bisogno di un nuovo discorso di Conte, anche solo per dirci cose tipo “ricordatevi di chiudere il tappo dell’Etna Rosso”. Nel tempo risparmiato per gli spostamenti casa-lavoro mi sono messo avanti e così voglio anticiparvi l’incipit dell’editoriale numero 4000 “Non potevamo uscire e ci controllavano, per farlo ci obbligavano alla videochiamata di gruppo (io, il Bambi, il Pizzichi, il Benedetti e il Centi) poi dovevamo postarle su un Social, se non lo facevi significava che non stavi rispettando la quarantena, allora arrivavano e ti sfondavano la porta. Dopo 4 giorni il Bambi decise di togliere la sveglia”. Secondo me tra qualche anno calcoleranno la diminuzione drastica dei morti per incidenti stradali dovuta alla quarantena compensandoli con quelli per il Coronavirus, e ne uscirà un bilancio positivo. Vi ho dato l’incipit dell’editoriale numero 4000 e adesso vi do anche la fine “Ne rimarrà soltanto uno (sposato)”. Il Bambi non mi crede quando gli dico che la musica che sente è quella del flash mob della gente sui balconi, per lui da qualche parte c’è un’orchestra che continua a suonare. Anche la compagna non sta bene, parla di Giulio D’Este che fu imprigionato per 54 anni dopo aver rubato la fidanzata al fratello cardinale Ippolito. Dice che quando uscì ultraottantenne girava elegantissimo, con abiti di mezzo secolo prima. Ed ha paura di fare la stessa fine.

venerdì 13 marzo 2020

Andrà tutto bene


Confesso che faccio sempre più fatica, ma ha ragione Foco, bisogna pensare a quando tutto sarà finito, e non intendo tutto il Nerello Mascalese. Intanto mi vesto di tutto punto come se dovessi uscire, mi faccio la barba, anche subendo le prese in giro della Rita. La spesa ce la facciamo portare e così evitiamo anche questo tipo di uscite. Anzi, ho fatto ancora di più, mi sono chiuso in me stesso. Il Bambi fa sempre più fatica a prendere sonno, ha paura di arrivare ad addormentarsi alle 4 aprile. Anche a Liverpool hanno finalmente adottato misure più restrittive. Non vedo l’ora, quando sarà finito tutto di tornare in coda sui viali, subito dopo voglio andare al mare. Mi mancano anche le chiamate dei call center per le offerte luce, e poi ci sono momenti che invece non so se piangere, ridere o lavarmi le mani. Il Bambi dopo una telefonata ad un amico che ha le finestre sul posto giusto dice che il tipo che vende il fumo all’angolo non c’è più e che quindi non è vero che sono garantiti tutti i generi di prima necessità. Alla fine questa potrebbe essere una convalescenza da noi stessi, e guariremo. Ciò che al contrario perde completamente il suo valore, non potendo uscire, sono i capi per la mezza stagione. Almeno il Bambi quando stava ai domiciliari era perché aveva commesso un reato. Ma sì, la mascherina ti consente di parlare senza che ti leggano il labiale.

giovedì 12 marzo 2020

La normalità è un lusso (c'è sempre meno da ridere)


Finalmente il Bambi è potuto andare a lavorare senza lavarsi il viso, non tutto è positivo però se è vero che malgrado lo smart working è riuscito ad arrivare tardi lo stesso. Per la sua compagna invece ogni giorno che passa risulta sempre più difficile la gestione della ricrescita. E poi spaghetti aglio olio e peperoncino contro la paura. Alla fine sarà stato per il poco peperoncino o per la troppa paura ma il piatto non è riuscito. Abbattute le emissioni inquinanti anche Greta può andare a fare compagnia ad Hagi in campionati minori. Adesso io e la Rita litighiamo per andare a portare la spazzatura, altri tempi insomma da quando Totti sputava in faccia all’avversario. Sono giorni dove cerchiamo di riscoprire cose dimenticate, di ridare la giusta considerazione a quelle trascurate. Il Bambi dopo avere per anni distrattamente annaffiato la sua unica pianta grassa, ieri ha deciso di travasarla in un vaso più grande e così ha scoperto che era di plastica. Intanto la sua compagna per impedirgli di andare in Santo Spirito gli ha nascosto le scarpe nella lavatrice. Ai tempi del Corona quando pensavi di aver trovato un parcheggio ed era invece Smart working. A un certo punto mi è sembrato di udire un Ferragosto anni 70. Là fuori. Che per un attimo ha coperto il mio rumore interno. Quello della preoccupazione. Nei casi d'intolleranza alle restrizioni, dove si parla d’insubordinazione domestica grave, è stato necessario legare la propria compagna al divano per evitare che uscisse, questo almeno quanto autocertificato dai soggetti interessati. Diciamo che prima quando non ne potevo più me ne tornavo a casa, ora invece ci resto. E magari siete anche tutti in tuta.

mercoledì 11 marzo 2020

Un modo per rallegrarci




Dalle finestre vedo tanta gente a giro, ancora troppa, ma forse sono solo gli evasi dai carceri. Di contro a Codogno 0 nuovi contagi. Zero. Vo’ Euganeo è così già da un paio di giorni. Forse con un paio di settimane di quarantena seria ne potremo uscire. E’ più facile per me parlare con Rosario a Auckland che rinunciare alla nuotata, ma penso anche ai disagi che devono affrontare i detrattori di Ilicic. Al Bambi ho potuto dire che è proprio in questi momenti che deve rendersi conto di non avere bisogno dello straordinario inteso come stupefacente, ma della normalità. Il rispetto oggi delle rigide procedure ci permetterà domani di evitare l’ora di luce in più da trascorrere in casa quando arriverà l’ora legale. A questo punto i sintomi che ci accomunano sono quelli della paura. Se come dicevo non ho notato dalle finestre un netto calo del traffico, non ho sentito neanche la possente voce dei sindacati. La misura che impone la chiusura ai supermercati il sabato e domenica, dovrebbe diventare norma civica da prolungare per sempre. La cosa positiva è che non ho trovato traffico tra la zona giorno e quella notte. Quelli dell’aperitivo, quelli scappati al sud, non sono gli esseri umani a cui si riferiva Marco Mengoni quando cantava di credere in loro. Per dare un’impronta credibile, formale, attraverso Skype ho suggerito al Bambi di sfruttare il tempo della quarantena per rifare la terza media. Un tempo avremmo regalato una bambolina, oggi penne lisce, a quei fenomeni che sono scappati da una zona rossa per andare a finire in un’altra zona rossa. Fuori ci dovrebbero essere ancora meno persone in giro, come se fosse agosto, per rallegrarci poi che non ci sono le zanzare.

martedì 10 marzo 2020

Il rischio di montare mensole


Smart working, tiramisù e Pat Metheny, questa è da oggi la mia formula per combattere il virus. Era già stato attivato prima del nuovo decreto. Il Bambi ha optato invece per l’antinfiammatorio seguito dal vino. Anche questo già pianificato prima, come se fosse uno spritz. Se poi il problema sono le palestre chiuse non vi dovete preoccupare, oltre al campionato vedrete che sarà annullata pure la prova costume. Il rischio di montare mensole e tirare giù tende è comunque meno invasivo di quello di finire intubati. Se anche dopo aver rivisto la puntata di Montalbano avete ancora tempo da impiegare ma poche idee, cercate l’oggetto misterioso e poi domani vi darò la soluzione. Ora che ci sono anche i detenuti in rivolta manca solo che si presenti il fantasma di Delio Rossi a prenderci a schiaffi per essere andati all’Abetone, e la sceneggiatura sul disaster movie è pronta. Il babbo di Hagi come controfigura per le scene in cui serve un rompicoglioni che ci ammonisca sul fatto che dobbiamo cambiare abitudini. Il Bambi con la T-Shirt “Viva la fica” nella parte dell’irresponsabile come Zingaretti. L'ultima immagine prima di tirarmi dietro la porta di casa è stata quella di un tassista il cui cliente nel sedile posteriore teneva la testa fuori dal finestrino come un cane, poi una Stelvio blu elettrico ha bucato lo stop con l’arroganza tipica di chi ha un carattere sportivo ma non vuole rinunciare all'abitabilità del suv, inchiodata, e il tassista che grida “un ti tiro perché un ti posso toccare”. Penso alla riduzione delle emissioni inquinanti e di quanto sia inversamente proporzionale alla risoluzione della pandemia. Muore pure Suor Germana insieme alla spensieratezza. La compagna del Bambi odia avere paura, ma c’è una paura che salva, lui invece voleva approfittare per pulire l’acquario, quello che però non ha mai potuto avere perché doveva farsi le pere.

lunedì 9 marzo 2020

Inguardabili


Non facciamo come i fuggitivi, vista la classifica prendiamo il Lexotan per la crisi di panico, non il treno. Poi quelli che sono tornati al sud evidentemente si fidano più della sanità campana che di quella lombarda, che è come quando noi pensavamo che con un altro allenatore avremmo lottato per la Champions. Oggi c’è addirittura chi pensa che la gente esce e va in posti affollati proprio per farsi contagiare prima che finiscano i posti di terapia intensiva. Comunque al nord vanno a sciare, scappano al sud, insomma, se la chiave è la responsabilità individuale, con quel centrocampo c’era poco da sperare. Non sai più se la gente a Firenze ricomincia a fumare per la paura della B o del Coronavirus. Badelj positivo semmai solo al tampone. Centrocampo lento e inguardabile come “Gotti” allenatore e film con John Travolta. Duncan a 16 milioni è circonvenzione d’incapace. Una partita squallida, da occhi più che porte chiuse. Gli unici scambi degni di nota sono stati quelli dei risultati delle analisi. Iachini per il futuro no grazie. Il Bambi sull’occasione di Chiesa nel finale ha bestemmiato a un metro dalla televisione rispettando le procedure. La somma delle circostanze più sfavorevoli; situazione pandemia e infima qualità del gioco Viola gli hanno fatto commentare “menomale si vive una volta sola”. Io ho sfruttato l’8 marzo per fare gli auguri anche agli uomini che si depilano. L’unico ritorno alla normalità del calcio sono state le camionette alla stazione di Salerno che non si vedevano più dal derby con la Cavese. Di buono la giornata di ieri ci ha regalato un Bambi che ha pranzato solo con la compagna, senza cioè aver invitato nessuno, la tavola della cucina è lunga 2,70 mt, è stata apparecchiata alle due estremità, e hanno pranzato in sicurezza come due nobili decaduti.

domenica 8 marzo 2020

Una vincolante storia d'amore


Non posso fare molto se non consigliarvi qualche vino che non sia sempre il solito, che già ci sono le mogli di una vita, la casa al mare, la spesa il sabato. Il Franchi. Se proprio non siamo capaci di usare l’autoironia, bisogna cercare di non diffondere il panico come fanno alcuni giornali, e cerchiamo di evitare le fake news che girano sul web o al bar. Poi già che siamo a cercare di evitare, adoperiamoci anche per non prendere gol a Udine, ma questa è un’altra storia. Un albanese che nel ‘97 camminava a Tirana in mezzo alle acque fognarie che sgorgavano dappertutto causando il colera, i carri armati in piazza, e i colpi dei Kalashnikov in sottofondo, ci dice “ciò che non uccide rende più forti”. Uscito da quella situazione con il sistema immunitario rafforzato, non nei confronti di altre malattie, ma delle paure. Loro non avevano nemmeno un governo a sfornare decreti ogni due giorni. Insomma, proviamo a vivere senza Amuchina come Ponzio Pilato. Per quanto mi riguarda scrivo editoriali consapevole che il Decameron è stato scritto durante la peste. Pensiamo che se anche i dinosauri fossero rimasti in casa non sarebbero morti. Kurt invece no, lui viaggia e arriva insieme ai Nirvana a Palazzo Medici Riccardi per una mostra fotografica. Poi c’è sempre la fiducia che ci regala Renzi quando ci invita a stare sereni, contagiosa. Oggi che la sanità è in difficoltà dovremmo avere più chiaro l’importanza di pagare tutti le tasse. Avrò anche più tempo stamani per ponderare la giusta scelta del vino tra un Frappato e un Nero d’Avola. Alla terapia intensiva e all'insufficienza respiratoria, da casa, proviamo a rispondere con una vincolante storia d’amore tra l’ora d’aria e l’asfissia erotica.

sabato 7 marzo 2020

Il pozzo


Rocco ci dimostri la tempra di Berlusconi che mentre tutti gli ottantenni hanno paura di morire lui si fidanza. Ai trofei penseremo dopo, oggi non conviene vincere niente, sarebbe una beffa guardarlo da un metro senza poterlo neanche alzare al cielo. Teniamo duro che una volta superata l’emergenza ci ritroveremo le scale elicoidali del Franchi, elicoidali come la forma di alcuni virus. Epidemie, asteroidi, Pioli, spaghetti with meatballs, Hagi in ombra dove i virus proliferano di più, siamo arrivati a un punto di non ritorno; il girone di ritorno, appunto, a porte chiuse come una volta le case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale. Sento il Bambi ripetere come un mantra “è solo un’influenza” con lo stesso intercalare indolente di quando diceva “è solo un’amica” e poi ci è andato a convivere. Smaltito anche il metadone, dopo l’esperienza delle mani, adesso dice che per difendersi dall'asteroide si fa il bidet tre volta al giorno. Bambi che in doccia è un perfetto diplomatico, un vero negoziatore, trova soluzioni a tutto, poi però esce e fa cazzate, si ubriaca, va insomma nella direzione opposta. Quale direzione? Entra in un bar di Firenze Nova, è vuoto, il barista lo invita a sedersi perché secondo le disposizioni non può essere servito al banco, parlano della situazione, il barista si foga. Poi esce senza pagare e scappa. E così come è possibile innamorarsi del carceriere si sono già verificate le prime torbide storie d’amore tra il contagiato e il virus. E molti secondo me, poi, erano già così anche prima del virus. I soliti complottisti sostengono che il virus ha avuto origine da quando il mondo del lavoro ha iniziato a cercare i giovani con esperienza. Ve lo ricordate ancora quel gioco di sguardi per capire se ci stava? Oggi ci serve per capire chi è malato e sta mentendo alla nazione. Magari passata questa emergenza si ricomincerà a parlare di siccità, di sicuro non da me che ho riempito il pozzo di Nerello Mascalese. Bollettino della nottata; Santarpia aperto alle Due Strade, Eruzione 1614 Carricante di Planeta, + un Setter Irlandese.

venerdì 6 marzo 2020

Quando il problema era solo Pioli


Che poi con le scuole chiuse ti ritrovi nelle sale d’attesa dei pronto soccorso con i nonni che oltre alle cartelle cliniche si portano dietro anche quei nipoti che la famiglia non sa più dove mettere. Adesso non ricordo cosa ci avesse preannunciato l’oroscopo del 2020, ma forse solo Paolo Fox aveva indicato un certo appannamento della forma fisica tra febbraio e marzo, che è facile ricondurre al Coronavirus. Pur vincendo a Udine ve lo dico adesso che non potrò dichiararmi positivo per paura che mi mettano in quarantena. Diciamo che alla fine non ci rispondono più nemmeno da Houston, e lo capisce anche un ceppicone che ormai girano solo quelli con la partita IVA. Viviamo tra la consapevolezza del perché in Germania ci siano così pochi contagi, e l’angoscia esistenziale di chi si chiede se il destino si fosse lavato le mani. Oggi Sciascia direbbe quarantena, quaresima e quaquaraquà. Chiusa la piscina la tristezza ha preso il sopravvento, e così mi sono messo a pensare quando i problemi erano Pioli e le penne lisce. Alla fine moriremo di Coronavirus, non più solo senza scudetto ma anche con i figli ignoranti. Rocco invece di cercare ricavi dallo stadio dovrebbe pensare di creare un business legato alla disdetta delle prenotazioni. Adesso che ci siete arrivati anche voi capirete perché ho cominciato a stappare tutte queste bottiglie di Nerello Mascalese. O forse ha davvero ragione il Bambi che sostiene che tutto questo è solo una normale pestilenza che non può privarti della magnifica vista che ti regalano certe terrazze. Che ci confermassero almeno che Pasqua è ad aprile, perché potremmo anche non riuscire più a toccare nemmeno il fondo per quella storia della distanza di un metro.


giovedì 5 marzo 2020

Nasce la Repubblica Diladdarno


Forse tutto questo è solo una manovra per spingerci tra le braccia del burraco. Ma non facciamoci prendere dal panico, restiamo negativi. Ora che è ufficiale, e anche se a porte chiuse si continua a giocare, il vantaggio è che non sarà più necessario chiedere la distanza della barriera. Mentre il problema principale del Bambi è quello di rimanere a distanza di un metro da sé stesso. Alla fine sarà sufficiente farsi compagnia con la sua solitudine. Sputare sul piatto dove si è mangiato oggi assume un significato ancora peggiore. E mentre anche il Vinitaly è stato rimandato, purtroppo neanche con il Coronavirus sono riusciti a chiudere la querelle dell’altro allenatore che ci avrebbe fatto lottare per la Champions. Il Bambi nel frattempo ha notificato alla suocera l’ordinanza ministeriale per cui deve stare a casa, sua. Ma la sfiga più grande può manifestarsi beffarda soprattutto con Hagi che magari riesce pure a fare gol senza deviazione, ma nessuno vuole abbracciarlo facendo incazzare il padre che se ne frega delle procedure. L’unica cosa da sottolineare dopo il decreto di chiusura delle scuole è che ieri splendeva un bel sole sulla pandemia. In questa situazione di emergenza si verificano anche malintesi fastidiosi, come ieri in via del Leone quando una persona anziana è stata portata via di peso da uomini in tuta bianca e mascherina. Poi si è scoperto che erano solo imbianchini incazzati perché l’anziano architetto aveva contestato la tonalità di ocra scelto per l’ingresso. Così come sono stati trovati profughi nel doppiofondo di un TIR sloveno, ma una volta portati al centro di accoglienza per il riconoscimento si è scoperto che erano cittadini italiani che scappavano dalla zona rossa. Noi nati dalla parte giusta abbiamo sfruttato la situazione per tirare su un muro di presunta protezione dal virus e subito dopo abbiamo issato la bandiera della Repubblica Diladdarno. E a parte questo la ricorderemo come un’ottima annata per gli anaffettivi, tra i quali i Della Valle che con il senno di poi hanno dimostrato di vederci avanti eccome, che senza avere bisogno dei decreti avevano già ridimensionato baci, carezze, illusioni e promesse.

mercoledì 4 marzo 2020

In regime di fantasia


Viaggiare con la fantasia mette al riparo anche dal Covid-19, e non c’è nessun problema nemmeno per l’indotto; libri, film, sogni di scudetto, ricordi. Con la fantasia ho imparato anche ad aprire le porte con i piedi. Con la fantasia Obelix ha potuto incontrare Manara. Con la fantasia possiamo persino farci contagiare dall’allegria. Mentre per rilanciare il turismo, al pacchetto volo + albergo + museo dovremmo aggiungere anche il tampone. Per gli americani sarebbe un affarone. Ed è chiaro a tutti che due rette parallele non potranno mai contagiarsi, l’unica cosa è che a guardare i lavori non c’è rimasto più nessuno. Forse dovremo sfruttare questi comunicati che invitano i sessantacinquenni a non uscire di casa perché ritenuti soggetti a rischio, una volta superata l’emergenza, usarli per pretendere la pensione. In un mondo nel quale l’apparire conta più dell’essere bisogna dire che la mascherina favorisce i brutti. E poi sempre in regime di fantasia il Bambi ha disegnato la soluzione proprio per superare la carenza di mascherine che i brutti hanno finito per migliorare il loro appeal. E in casa, rigorosamente in quarantena, l’aperitivo sarà il tè delle cinque. Sono sicuro guardando fuori dalla finestra che sia il Bambi ad agitare il vento. Che se gli prende un attacco di allergia adesso è finita, e passata la quale già me lo vedo ballarci i tormentoni con la mascherina. Senza sapere se Udinese-Fiorentina sarà recuperata di sabato, di domenica, di lunedì, di pomeriggio, di sera, intanto, chiusi a riccio dentro noi stessi in una quarantena interiore, viene a mancarci il continuo cambio di panorama che corre via veloce fuori dal finestrino. A meno che ad Udine non ci andiamo in treno.


martedì 3 marzo 2020

Cambiano le abitudini


La situazione del calcio ricorda molto le crisi di astinenza del Bambi, quando non solo aveva difficoltà a dormire, ma pure difficoltà a rimanere sveglio. E la sua voglia di smettere non andava via nemmeno smettendo. Con una madre che non riusciva a buttare via i vecchi pantaloni di lattice perché figlia di un preservativo bucato. A me fa un po’ ridere quella fascia di sicurezza di qualche metro che separa i parenti che si scambiano saluti e beni di consumo. Ma chi le ha scritte queste procedure, Moccia? La soluzione è diventata un problema per chi era abituato a tenerle più a distanza le persone. E al bar per mettere la giusta distanza non ci rimane che prendere il caffè lungo. Queste domeniche sgombre da calcio giocato ci fanno pensare anche ad altro, così mi sono accorto che il mondo è pieno di maniglie, e che questi rinvii sono comunque venuti bene per lasciare il giusto spazio, per dare risalto a Vincenzo Mollica alla fine di una lunga carriera, dopo 40 anni di lavoro per la Rai. C’è anche un’altra piccola consolazione, questa volta tutta per noi, c’è di peggio che avere un centrale come Pezzella, chiedere a chi ha un’agenzia di viaggi. La quarantena ci aiuta a riscoprire angoli della casa dimenticati, là dove la scatola delle vecchie foto ci ricorda che siamo tutti una foto strappata di qualcuno. Mentre c’è chi lavorando da casa fattura in pigiama prendendo il caffè con le tazzine del servizio migliore. Cambiano le abitudini non solo nel quotidiano, i migliori registi stanno girando film d’amore dove alla fine non si baciano più. E anche le infermiere non saranno più le stesse.

lunedì 2 marzo 2020

Terapia più intensiva della fase di recupero palla



Alla fine potremo incontrarci tutti in terapia intensiva e discutere se il ceppo del virus non possa addirittura ritenersi un ceppicone. I più sfortunati moriranno da soli così come sono nati, questo percorso in comune potrebbe essere utile per tirare fuori cose dolorose tipo che in mezzo a queste due fasi della vita hanno conosciuto molte persone la maggior parte delle quali gli stava pure sul cazzo. Io confesserò strategie bieche come quando dichiarai alla Beatrice dalle poppe grosse di essermi innamorato della sua mente e allo stesso tempo ebbi premura di conoscere la sua taglia di reggiseno. Il Bambi a poche ore dal decesso avrebbe ancora la lucidità per dire che a proposito della didattica a distanza lui si troverebbe a disagio senza poter alzare la mano per andare in bagno. Dovremmo essere tutti dannatamente emotivi in questa situazione tenendo presente che a mente fredda ragionano soprattutto i cadaveri. Forse non è come sembra ma è peggio, tanto che un amico che fa il cameriere a Brooklyn ci ha detto prima di essere ricoverti che per fare il tampone senza spendere i 1500 dollari necessari lui ha starnutito addosso a un cliente facoltoso così il test lo fa lui. Magari ci preoccuperemo di ciò che ci potrebbe accadere, e dico per fortuna, così non penseremo a ciò che non accadrà mai come vincere lo scudetto. E il Bambi in questo reparto ospedaliero, con il supporto delle funzioni vitali forse confesserà finalmente ai familiari che ci ha provato ad essere un altro, ma che sono state le cattive compagnie a renderlo diverso da come loro lo avrebbero voluto, e chiederà di mettere agli atti che potenzialmente era un brav’uomo. Prima di esalare l’ultimo respiro vedrà la nonna Liliana appoggiata alla moto rubata nel viale Nenni fuori dal McDonald's, farsi la foto da mettere sul proprio profilo WhatsApp.

domenica 1 marzo 2020

3000



Per l’editoriale numero 3000 scelgo il rosso, colore della festa e che a proposito di rinvii dell’ultimo minuto rappresenta, come dice Liverani, anche il lato B oscuro del calcio. Quindi per celebrare questo traguardo mangerò topi vivi, e poi viti centenarie di Nerello Mascalese con l'Etna alle spalle e il mare di fronte per buttarli giù. Speriamo che per il prosieguo del campionato la fortuna sfidi il protocollo e voglia baciarci. Rimpiango quando la psicosi era solo che con un altro allenatore avremmo potuto lottare per la Champions. Non solo Etna Rosso ma anche acqua del Po per festeggiare le bischerate di Zaia che vogliono essere un tentativo di ritorno alla normalità. 3000 editoriali raccontano anche del tempo che passa, era meglio quando invece delle mani Edwige ci mostrava come farsi la doccia. Purtroppo questo continuo alzare il gomito non mi permette di starnutirci, ma le scelte vanno fatte, e tra i topi e il Coronavirus alla fine è meglio quest’ultimo. Come tra Biraghi e Dalbert. Il Bambi anche dopo questo inaspettato rinvio dell’ultimo minuto è rimasto se stesso, quindi non Felice. Mi ha detto che se avesse saputo prima di questa ricorrenza del blog saremmo potuti uscire così avrebbe messo il culo fuori dal finestrino durante i sorpassi. Della Serie B che qualcuno ha percepito come immune al virus me ne ha parlato un amico di Livorno sostenendo che non è così, e che hanno battuto per la prima volta il Chievo al dodicesimo tentativo sentendo però distintamente il sapore dello stare meglio prima di morire. Mai come oggi sono attuali i miei 3000 in Piscina, poi lasagne carciofi e salsiccia, il “Seneca” di Gulfi non è solo vino, è un paraspigoli per piccole anime fradice di cloro e carenti di calcio. La cosa che mi è dispiaciuta di più di questi nove anni di blog è stato fare del lavoro sporco cancellando commenti. La cosa più difficile oggi dopo 3000 editoriali è continuare a sporcarmi le mani con il rischio di finire l’Amuchina. E per la prima volta dopo 3000 editoriali, in famiglia abbiamo scritto il nome sul bicchiere del vino.

sabato 29 febbraio 2020

Il colpo di coda


Adesso chissà cosa avrà in serbo per noi il mese di marzo, magari segna pure Badelj; il giocatore zero. Basta solo sanificare le feste dopo il gol. Non solo stadi vuoti, anche parcheggi vuoti da psicosi, e palloni vuoti sputati dal mare d’inverno. Mentre il Bambi potrà guardare la partita con la tranquillità di chi non ha la necessità di svuotare supermercati perché ha ancora dodici panettoni comprati sottraendo l'intero budget di dodici euro stanziato per la cultura. Così come quando il gol viene assegnato a chi calcia, malgrado la deviazione, il femminicidio di Casalpusterlengo è stato addebitato al Coronavirus perché dopo l’autopsia lei è risultata positiva al Covid-19. A sorpresa poi la telefonata del Bambi che invece di parlarmi della probabile formazione mi ha raccontato che a forza di lavarsi le mani sono riapparsi gli appunti del compito di matematica. Adesso non ci resta che tentare il colpo di coda e vincere l'ultima di febbraio. Mentre prendo atto che per non bere più Nerello Mascalese dovrei rimanere chiuso in ascensore. Il “Marasma” privato a Udine del suo ruolo, per protesta contro la chiusura degli stadi al pubblico espone uno striscione fuori dal Franchi con scritto “Tutti zitti ad aspettare il vaccino”. La partita di oggi a porte chiuse? Un piattume dove ogni tanto si sente una bestemmia, tipo una giornata del Bambi senza droga e alcol. Perdere avendo il vantaggio di giocare in trasferta senza il pubblico di casa sarebbe un dispiacere in tazza grande.

venerdì 28 febbraio 2020

Non si muore solo di Coronavirus



Ho raggiunto un accordo con la proprietà e una volta finita l’emergenza Coronavirus metteremo Nerello Mascalese nei dispenser hands free. Che poi su 450 casi di positività l’Istituto Superiore della Sanità ne abbia confermati solo 190 è un particolare irrilevante come il fatto che Goldaniga sia di Codogno. I nostri anticorpi sono comunque attrezzati, ricordiamoci che siamo cresciuti mangiando le cozze quando c’era il colera. Così come per la temperatura, ci sono i contagiati percepiti. Forse Codogno è la nostra New York, e il paziente zero è come Messina Denaro. Di fatto siamo finiti in una palude informativa, con virologi intenti a promuovere libri e il presidente dell’Udinese a fare resistenza alle porte chiuse di fatto ribellandosi a una zona rossa della Lega. In questi tempi di facile contagio per addormentarmi immagino nei dettagli la collisione tra Romagnoli e Cutrone con l’arbitro che fischia rigore senza poi andare al VAR. E quando la vittoria valeva ancora due punti potevamo persino sederci davanti al focolaio. E’ davvero un peccato che tutta questa vicenda abbia tolto visibilità alle giocate di Hagi. Intanto dal satellite ci giungono allo stesso tempo le immagini della morte del primo ghiacciaio islandese asintomatico e del vincitore assoluto che è stato inquadrato mentre cammina con dignità indossando la maschera di Decathlon. Dopo aver scritto l’editoriale sono andato in bagno a lavarmi le mani, distrattamente tocco la maniglia e mi rilavo le mani, esco chiudo la porta, ritocco la maniglia e mi rilavo le mani. Finisce il sapone, cerco la ricarica e alla fine faccio tardi a prendere atto che quando diciamo che tutto il mondo è paese ci riferiamo a Codogno dove sono state inventate le penne lisce.

giovedì 27 febbraio 2020

Così per parlare d'altro


Prima di criticare il Coronavirus diamogli tempo, del resto anche Iachini ha precisato che c’è da troppo poco per essere valutato. Lisce o meno, intanto, sarebbe già importante non lasciarci le penne a Udine. La vecchia raccomandazione “copriti bene sennò ti ammali” non è più attuale, per questo motivo il gioco di Iachini risulta datato, si copre troppo ed evidentemente si lava poco le mani. Il Bambi che matematico non è però è riuscito a farmi pensare circa le percentuali, mentre le squadre che ci affrontano ne hanno una molto alta di possesso palla, il Coronavirus una molto bassa di mortalità, il 100% muore anche senza Coronavirus. Dobbiamo pertanto fare uno sforzo e tornare alla normalità parlando d’altro, normalità che ci porta a dire che con un altro allenatore potevamo lottare per la Champions. Come i 100 anni di Helmut Newton a Torino se non fosse che a Torino ci soni stati casi..., no volevo dire che ora non ho tempo e poi dura fino al 5 maggio e se siamo ancora vivi semmai ci vado proprio l’ultimo giorno. Oggi che non sei più considerato normale neanche se sei asintomatico. Il Bambi che è una nota "merdina", alla compagna che gli chiedeva cosa avesse fatto in caso che fosse morta per il contagio, ha risposto la trippa che a lei non piace. Intanto per non sentirmi troppo isolato sorseggio del Nerello Mascalese insieme al dirimpettaio davanti alla finestra. L’aperiquarantena. E sempre per parlare d’altro, e dopo molto Nerello Mascalese, mi sono chiesto come fanno quelli che si mangiano le unghie una volta che le hanno finite in attesa che ricrescono. Così come qualcuno dica a Mattarella come s’indossa il kippah senza sembrare Capitan Ventosa.

mercoledì 26 febbraio 2020

Non è tanto morire che fa paura a noi Diladdarno


E’ corretto difendere le minoranze, cercare di reinserire gli emarginati, aderire alle campagne di sensibilizzazione, ma a maggior ragione sarebbe giusto anche cucinare un piatto di penne lisce a testa per risollevare un prodotto altrimenti svilito. Intanto vi giro il volantino dell’Esselunga. E svuotare il Sacco non sarà più un atteggiamento volto a confessare, ma più opportunamente a dimettere i contagiati ormai guariti dalla struttura. Il problema semmai potrebbe palesarsi in tutta la sua virulenza se saremo costretti a lanciare i coriandoli in casa. Se solo fossi un regista potrei girare un film nella cui scena iniziale si vede la tramvia vuota arrivare a Careggi, “Last train home” di Pat Metheny sul titolo “Quarantena all’italiana”. In tempi di focolai anche certi amori non finiscono, fatta la quarantena poi ritornano. Per parlare finalmente di calcio, invece, i Sarratore che si trombano Lenù e Lila, loro sì che dovrebbero essere contagiati. E Come diceva sempre la mia povera nonna siamo una nazione controversa, chi c’ha la pandemia non c’ha i denti. Io che per guardare la Fiorentina ormai accendo anche la televisione con il gomito. Risolto il problema degli idraulici che per sturare il lavandino si collegheranno da remoto, ancora irrisolto invece quello di chi lo intasava volontariamente per farsi trombare. Il Nerello Mascalese che non manca mai neanche in tempi di carestia mi ha suggerito che forse il paziente zero si è perso in uno di quei labirinti che erano stati costruiti per il minotauro. Non è tanto morire che fa paura a noi Diladdarno, è morire senza avere ancora capito se Duncan è una buona riserva di una squadra che lotta per l’EL, o un titolare di una squadra che lotta per la retrocessione. Alla fine non ci rimane che rifugiarci in un giorno alla volta. E ieri ci siamo chiesti se con De Paul sarebbe esploso Castrovilli. Mentre sotto la doccia penso ai ragazzi che a scuola studieranno il bombardamento mediatico degli anni 20.

martedì 25 febbraio 2020

Sembrava un paese fantasma e invece era un contagio


Ci sono paesi in Italia con serrande chiuse, piazze vuote, nessuno in giro, sembrano paesi fantasma, ma sono così anche senza il Coronavirus. La gente se n’era andata via pensando di trovare la fortuna altrove, e invece era un contagio. Là dove la popolazione esiste ed è in quarantena emerge un dato significativo che le aziende produttrici dovrebbero finalmente considerare. Nei supermercati dove tutta la merce va a ruba c’è una sola eccezione, le penne lisce non le vuole nessuno. Smettete di produrre le penne lisce perché fanno cacare. Dire che è morta una paziente di 125 anni per Coronavirus, ricoverata in oncologia con 32 tumori, anche se uno alle fine era solo in timore, è come dire che con un altro allenatore la Fiorentina della scorsa stagione avrebbe lottato per la Champions. Per essere positivo anche se non al Covid-19, voglio indicare in 25.000 quelli non ricoverati guariti dal virus in tutto il mondo. L’80% dei malati guarisce in pochi giorni, quanto occorre a Badelj per girarsi su se stesso, e le persone hanno finalmente le mani idratate. Meglio ancora sarebbe stato se la trasmissione avvenisse per via sessuale, allora sì che saremmo in una botte di ferro. Io e il Bambi ci siamo detti che sulla tramvia potremmo anche sentirci autorizzati a toccare il culo a quelle che ci sembrano avere la temperatura più alta. E poi è la volta buona che consumeremo i barattoli di sottòlio che sono lì da anni. Siamo anche un po’ bischeri perché sarebbe bastato pronunciare in maniera volutamente poco chiara "Lodi" per farla sembrare "Rodi" e addebitare il numero di contagi equivalente alla Grecia. E poi c’è chi vuole nascondere un tentativo di suicidio altrimenti non si spiega perché si svuotano i reparti carne della Lidl. Una vecchia ninfomane di piazza Piattellina se n’è fregata della pasta e della carne, ha fatto rifornimento solo di batterie per il vibratore. Il Bambi dopo aver messo in quarantena soprattutto i pensieri ha cominciato a sospettare che il paziente zero potesse essere Burioni. Mentre in tempi di pandemia Napoli-Barcellona mi piace pensarla così. E alla fine di una giornata convulsa, tra Nerello, film della Fenech, e panini col lampredotto portati a casa da volontari della Misericordia, siamo arrivati alla conclusione che in caso di sintomi conclamati non dobbiamo andare al Pronto Soccorso, ma dobbiamo abbracciare tutti i gobbi che conosciamo dicendogli che li stanno discriminando ingiustamente. La compagna del Bambi, nota opportunista, si è messa a chiedere i bollini della Coop a quelli che non volevano perdere tempo con raccolte del cazzo ma solo scappare a casa. E da qui, tra sciacalli e focolai, come pensare a un futuro fatto di scale elicoidali da preservare?

lunedì 24 febbraio 2020

La fine dell'emergenza


Visto che anche il prete di Serumido ha vietato di scambiarsi il segno della pace, i fedeli Diladdarno lo hanno sostituito con quello di toccarsi le palle. Mentre uno sbadiglio del Bambi di fronte all’intervista di Maldini sul rigore concesso a Cutrone è risultato più contagioso del Covid-19. Bambi che si rimette al nome del Ministro della Salute anche per il prossimo campionato. Chiudere gli stadi va bene, ma se chiudono le scuole poi mancano le baby sitter. Intanto già individuati sotto l’Arco di San Pierino i primi bagarini di Amuchina. Sarà stato il Nerello, sarà stata Roma-Lecce rimasta sul piatto della Serie A con il cameriere che la riportava in cucina, al Bambi a un certo punto ho detto che se moriranno tutti io mi farò la spiaggia privata a Capalbio. Non so se ne ho limitato l’efficacia, qualora ne avesse mai avuta, ma per bere il Nerello ho fatto un buco nella mascherina. Il Bambi ha un’altra visione a proposito dell’unica partita rimasta superstite alla prevenzione, per lui è stata una fase di attraversamento prima della morte. E penso a quelle attività con il cartello “Torno subito” che non tornano più. Forse questo potrebbe essere il momento giusto solo per chi vuole smettere di fumare. Ora pensando al ritorno di Ribery sfreghiamoci le mani con il disinfettante. L’ultimo pensiero del Bambi, passi la chiusura delle scuole, delle chiese, l’annullamento del carnevale e delle manifestazioni sportive, passi anche la chiusura di luoghi d’aggregazione, l’importante è che non si contrasti l’attività degli spacciatori. L’epidemia avanza e le partite vengono rinviate, Sky trasmette campionati passati. Un giorno nel 2022 il seguitissimo recupero della Fiorentina contro l’Ascoli del campionato 82 viene interrotto dal presidente Conte che annuncia la fine dell’emergenza. E proprio il paziente più noioso risulterà quello zero a zero.

domenica 23 febbraio 2020

Non possiamo coronare nessun sogno in questo periodo


Quando al gol di Pulgar mi ha dato il cinque ho chiesto al Bambi se si fosse lavato le mani. E questo mi ha fatto capire quanto era meglio avere l’olio di palma come problema più grande. Giocare in casa è indicato per non diffondere il virus, ma mette in luce i difetti di chi si vuole difendere anche da se stesso. Fiorentina molto brutta fino al vantaggio Milan e all'espulsione di Dalbert, poi molto meglio del Milan, e per questo oltre alla reazione dei giocatori c’è da dare il merito a Beppe che ha inoculato coraggio alla squadra con i cambi. Giusta la profilassi. Possiamo dire che questo non è il periodo migliore per coronare il sogno di fare il gol dell’ex da parte di Cutrone. Si accontenti di aver procurato il rigore. Alla fine ci siamo mangiati pure il gol della vittoria. Che Rocco adesso ci ripensi e invece del Centro Sportivo costruisca un lazzaretto, luogo dove avremo tempo di chiederci quale sciagura maggiore tra il virus e il controllo di petto in area di Caceres per Rebic. Dove avremo tempo di capire se era meglio quando ci facevamo una quarantenne o adesso che ci facciamo la quarantena. Fiorentina che prima del pareggio sembrava essere proprio il paziente zero. E mentre il Milan somiglia a un epilogo recidivo, temo che il vero panico si scatenerà quando fermeranno il campionato. Quando sarà finito il Nerello aprirò una Riserva di Amuchina. Positività dai, non al virus, come quando eravamo in svantaggio e in inferiorità numerica, bisogna vedere il bicchiere di disinfettante mezzo pieno. Mentre il rosso della Leotta è più indicato contro l’invidia, non certo contro il virus.