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martedì 31 dicembre 2019

Se ci fosse ancora Luna avrei il vestito adatto per stasera


Sarà che ad Ascoli sono tutti schietti come Beppe, così succede che nel presepe vivente del capoluogo di provincia il bue si è ingroppato l’asinello. Intanto il Bambi ha già immagazzinato una quantità di grappa tale che basterebbe sia per il discorso di fine anno di Mattarella che per la prima di Beppe. Ultima parola d’ordine del 2019 “bisogna dare fiducia a Rocco”, fiducia ma anche il tempo necessario a realizzare la sua idea di Fiorentina. Se ne avesse avuto anche Salvini ci avrebbe tolto le accise, tanto per evidenziare alcuni danni della fretta. E se solo fossimo giovani mammine, dopo aver sostituito Pioli, potremo dare la colpa di non essere andati in Champions alla depressione post-partum. Quindi la colpa per il nostro scarso entusiasmo legato alla lotta per la retrocessione invece che per la coppa dalle grande orecchie è dovuto principalmente al minimo storico in fatto di nascite nel nostro Paese. Editoriale dopo editoriale eccoci arrivati agli auguri, ci siamo frequentati tutto l’anno, anche se io guido con il divisorio come certi taxi, ed è il momento di augurarvi tante cose buone per il 2020, che se non sarà salvezza, vorrei comunque il meglio. Se Beppe non ce la farà, che almeno non siate voi a prendere il tubetto del dentifricio nuovo dopo aver scoperto che l’altro è vuoto, e che neanche tocchi a voi buttare via il rotolo di carta igienica finita. E poi per il 2020 vi auguro che gli ex siano infortunati quando ci incontrano. Per i più sensibili sostituisco l’augurio d’infortunio con una semplice squalifica. Vorrei farvi tanti altri bellissimi auguri, ma per riuscirci dovrei smettere di usare le parole.

lunedì 30 dicembre 2019

I pomodorini del Piennolo


A me quello che lascia più tranquillo è l’età di Rocco. Il futuro è nostro. Il Bambi a questa mia considerazione ha preso coscienza della situazione e ha stappato un Cartizze per un altro possibile ventennio scongiurato. Per Natale ho regalato a tutti una bella confezione di pomodorini del Piennolo del Vesuvio riscuotendo grande successo (li ho fatti arrivare apposta), per me invece ho scartato tutte le sconfitte del 2019 e alla fine è rimasto poco. Visto il pugno di mosche al posto del grappolo di pomodori da appendere, per le speranze del 2020 ho fatto fare uno studio attraverso gara di appalto. E’ andata deserta. La mia più grande paura, se non riusciamo a invertire subito la tendenza, è trovare conforto riscoprendo la discografia di Fabio Concato. Visto che ho anche disertato la presentazione di Ribery. E già mi sono ritrovato più volte a verificare il saldo punti della Q8. Se anche Beppe non va ci rimarranno le riunioni di condominio, i parcheggi pieni, la burocrazia e il contratto di Montella ancora in essere. All’anno di transizione, con proroga, cerco il suo opposto; il lampo. Meglio ancora se cerniera. Intanto entro domani devo fare l’inventario nel mio magazzino delle idee. E non voglio passare le domeniche a risolvere “cornici concentriche”. Meglio allora stordirsi di Amaro del Capo. Ghiacciato. E se dobbiamo compensare, sia chiaro che le poppe piccole solo se il culo parla. Contro la conferenza stampa di Beppe lo schietto, contro gli inestetismi della cellulite del suo cappellino, ho fatto abuso di Morbier con riga di cenere, Valencay di capra, Robiola di Roccaverano, Vezzena, Bitto e Stilton. Oggi ho bisogno di una giornata di silenzio e mare. E pensare di fare il solito noioso trenino per Capodanno quando invece c’è gente costretta a monitorare le occasioni di mercato mi fa sentire superficiale. Così alla fine, quando anche l’ultimo tappo sarà saltato non saprò se guardare il vuoto che c’è nella bottiglia di chi ha scelto Pradè, o quello che ho dentro.

domenica 29 dicembre 2019

E' già pronto il più classico degli alibi


Il Bambi, schietto come Iachini, la differenza sta solo nel cappellino degli “All Blacks” che gli ho portato da Auckland, ha fatto capire che non è semplice poter coltivare la cannabis in casa quando ne hai un giardino pieno. Non ci sta in casa. Su Beppe dice che in confronto Sousa in conferenza stampa sembrava la tredicesima. Ma grazie alla magia del Natale a me da come ha parlato Iachini è sembrato un allenatore adatto alla lotta Champions. E lo dico prima che si cominci a sostenere che per lottare per quel traguardo ce ne vuole un altro migliore. Mentre se per il Bambi il sogno di gennaio rimane ringraziare Sinisa anche dopo la partita del 6 gennaio, la compagna si accontenterebbe dell’aspirapolvere Dyson. E mentre per il mercato di riparazione dobbiamo aspettare l’occasione giusta, di sicuro gennaio ci porterà panettoni e pandori per fare colazione a prezzi da FPF. Ed è comunque meglio un buon Franciacorta che lo champagne della Lidl. Mi aspetto alibi tipo quello sulle macerie lasciate dal predecessore, e così con tutte queste abbuffate, alla prossima sconfitta potremo sempre dare la colpa alle transaminasi. Così come se arriva Cutrone diremo che lo dobbiamo a Ibra, l’attaccante più forte del mondo che sostituirà Piatek, l’ex attaccante più forte del mondo, che a sua volta aveva relegato in panchina Leao arrivato giustappunto grazie alla cessione di Cutrone. Altro ex attaccante giovane più forte del mondo. Personalmente, di questo 2019 rimangono tante emozioni Viola molto intense, ricordi bellissimi, ma non ho alcuna intenzione di portarli nel 2020. E’ indubbio che la vita sia ingiusta per noi tifosi Viola, infatti mentre le ambizioni non si rigenerano, la lotta per non retrocedere si. L’unica rimasta fredda, lucida, tranquilla forse solo perché informata sui fatti, più che per capacità di analisi, sembrava la compagna del Bambi intenta a leggere le ultime sulla Fiorentina.

sabato 28 dicembre 2019

Badelj come l'Irma


Il Bambi sostiene di avere la registrazione originale del suo battesimo Viola. Il prezioso documento è stato recuperato nella Chiesa di Serumido, scritto a mano con penna stilografica recita: “nato povero ma con gusti costosi”. E adesso aspetto con ansia il discorso di fine anno a curve unificate di Rocco che ci compra Cutrone convinto che sia Crotone. Anche quest’anno per festeggiare la fine del 2019 porterò il mio smartphone da Vivo per certificare che la mia passione non è ancora morta. Il Bambi ha cercato ignobilmente di dare la colpa al Natale, ma a me non la fa, so benissimo che era già sovrappeso prima delle feste. Scuse, come lo è stato Pioli. Ma come si può vedere c’è ancora chi ha una certa fame. Il nostro campionato fino adesso è stato caratterizzato dalle movenze di Badelj, l’acquisto più importante nella carriera di Pradè, movenze che a me sono molto care perché ricordano il passo felpato di mia mamma, prima di guardarsi intorno, ed è così che Tommaso si ritrova 50 € nella felpa. Almeno ci fosse stato ancora Veretout adesso ci potremmo malignamente sfogare commentando di vederlo ingrassato. Mentre la Roma vola. Intanto si legge di persone che partono, visitano posti magnifici, dalla neve a spiagge da sogno. Pubblicano foto come se fossero vie alternative al patibolo. Spero che siano felici e che non bluffino. Come noi che rimaniamo qui a lottare per non retrocedere pensando a Mandzukic. Attaccati alla media punti di Beppe. “Speranzosi che venga richiamato Montella”, che non è una fiduciosa attesa, ma il titolo di un’opera di un’artista concettuale emergente. Tutto troppo chiaro, un 2019 inferiore anche a quello della Spal, per questo amo l’arte informale, perché dentro a un gesto astratto c’è la sottrazione di quel figurativo che ci fa più male (tipo il gol di tacco di Simeone). E in questo rifiuto della forma (tipo il gol di Borja) attraverso un segno espressivo e un gesto spontaneo è sempre possibile leggerci la lotta per la Champions con un altro allenatore.

venerdì 27 dicembre 2019

Sana autocritica


Si chiude il decennio migliore nella storia dell’umanità, malgrado la Fiorentina nel 2019 risulti la penultima per punti conquistati. La povertà estrema colpisce ormai meno del 10% della popolazione mondiale, ed era al 60% solo 50 anni fa. L’Africa e l’Asia sono cresciute dall’inizio del millennio più di Europa e Stati Uniti. La mortalità infantile è scesa a livelli record; la fame è quasi scomparsa; malaria, polio e malattie cardiache sono in declino. Lo conferma anche “il mai stato meglio” del Bambi dopo il 4 a 2 di Fiorentina-Juve. E malgrado la moria delle vacche che ci ha colpiti di recente dobbiamo guardare avanti con fiducia perché i soldi non sono un problema. Passata la contestazione di via Tornabuoni, e poi perso Mandzukic, adesso speriamo nel Gaviscon. Certo non possiamo competere con un paese come la Francia, e non per via del PSG, ma perché a scioperare sono le ballerine classiche, e non quelli del Marasma. E che si chiude il decennio migliore nella storia dell’umanità lo dimostra il fatto che possiamo continuare a mangiare torroncini come se non ci fosse un domani. Il fatto che ci siano le ruspe a Bagno a Ripoli ci riduce però a vittime di una vera e propria tirannia della felicità. Un modello a senso unico che stigmatizza esperienze umane normali come la lotta per la retrocessione. Molto umane per Natale anche le raccomandazioni ai nipoti di certe nonne coraggio, nell’esortarli a non comprarsi la droga con i soldi delle loro buste. Nonne che non preparano brodo ma magma lavico. Mentre il tentativo di rimediare con Beppe è come quello di rimediare alle abbuffate di questi giorni con la tisana al finocchio. Il Bambi alla fine ha trovato il modo di fare anche della sana autocritica, e coinvolgendo i parenti ritenuti colpevoli quanto lui, ha dichiarato di vergognarsi per il vino avanzato.

giovedì 26 dicembre 2019

Il Natale del Bambi



Si avvicina il 2020 e con lui il tempo dei bilanci, per un tifoso Viola come il Bambi sarà importante capire cosa è andato storto dopo l’asilo. Del pranzo di Natale poche ma esaurienti parole, dice di aver mangiato così tanto da sentirsi come Simeone la scorsa stagione sotto porta. Prima di sedersi a tavola aveva una tosse secca che è diventata grassa. E' così che il primo pensiero dopo la grappa è andato allo sgrassatore universale. Poi ha fatto il discorso di Natale sottolineando che le cose importanti non sono quelle che si trovano sotto l’albero, ciò che davvero conta sono i punti salvezza. Una piccola preghiera per le ruspe; ignora pro nobis, per i giri di campo di Joe; ignora pro nobis, per Mandzukic al Al-Duhail; ignora pro nobis. E per ribadire l’importanza religiosa della festa ha rimarcato quanto avesse apprezzato la “Madonna con cannone” regalata dall’amico spacciatore. Sempre a proposito di cose importanti, non è mancato un breve viaggio nella memoria per soffermarsi all'importanza del ruolo di Dainelli. Ma anche alle parole della compagna quando lo aveva salutato per andare a comprare i regali: “Non ci faremo trovare impreparati”. Caffè ma anche tanta Sambuca per il timore di giornate infinite, ripetitive e tutte uguali, per scongiurare un tempo che sembra immoto, prima cioè di perdersi nella seconda lotta per la salvezza consecutiva. Il rosso Natale evidentemente ha assunto certi toni intensi grazie al Sangiovese. A prescindere da tutto il Natale rimane una festa ricca di emozioni, e quando dice ricca intende specie se i soldi non sono un problema. E alla fine più rutti che propositi.

mercoledì 25 dicembre 2019

Natale in casa Pontello


Intanto buon Natale prima che me ne dimentichi per parlare del più e del meno. Soprattutto del meno 8 che non è la temperatura. Roba di classifica. Confronti. Per chi viaggia anche solo con la fantasia, e magari questa squadra adesso è da Champions, nelle isole Svalbard c’è un bunker dove sono conservati semi, di fatto una rete di sicurezza e conservazione contro la perdita accidentale del patrimonio genetico tradizionale (860.000 tipi di colture, 500 semi ogni sacchetto). La sua prima richiesta di prelievo nel 2015 dalla Siria (Aleppo) la cui guerra civile aveva fatto perdere il controllo del deposito di Icarda (38.073 semi in 128 scatole). Icarda, anche il primo centravanti a diventare donna. Pure il Bambi ha contattato il Noè norvegese per riavere indietro il seme della speranza. Magari ce la facciamo a riaverlo per la partita di Bologna, troppo tardi invece per coloro che ieri giravano con le facce angosciate, intendo quelli che camminavano veloci guardando le vetrine, in evidente ritardo con i regali. Così come esiste nel sud del Giappone una stazione ferroviaria in mezzo al nulla, senza entrata/uscita, si può solo scendere, sostare ed osservare il panorama dove intorno c’è solo natura. Costruita si dice per gli allenatori esonerati di tutto il mondo, per ricordare cioè l’importanza di non avere un cazzo da fare a spese dei presidenti. Da quest’altra parte del mondo, ovvero qui, invece, ci sono loro, i presidenti e i subentranti, il Natale è gioia solo per i subentranti. Quello di Beppe lo vede girare attorno al tavolo del Centro Sportivo e accarezzare con il dito la sedia a capotavola che era di Sousa, vuota come quella di Pioli. Passando accanto a quella di Vincè la musica si ferma, Beppe si siede veloce, e così il napoletano rimane in piedi, via anche lui. Poppa pure a Montella. Dice che Sara Tommasi abbia aperto una panetteria, chissà, forse lei meglio ancora che il Noè norvegese può ridarci quello che più ci manca in questo Natale 2019. Che non è il centravanti, i soldi che non sono un problema, le ruspe o la passera. E che non è nemmeno proprio un seme. Ma che è il sèmelle per il lampredotto.

martedì 24 dicembre 2019

Gli occhi del traghettatore


Da un tecnico calabrese che avrebbe garantito radici di liquirizia pura, ad uno ascolano che garantisce almeno continuità enogastronomica con la gestione precedente. Soprattutto se si parla di olive, crema fritta, ma anche aria. Tanta aria fritta. Un traghettatore con contratto di 18 mesi significa voler fare una crociera con una scialuppa di salvataggio. Contro la schiettezza, la ruvidezza, lo svolgersi della manovra, e il cappellino di Beppe, mi guarderò per l’ennesima volta la stucchevole Principessa Sissi, per godermi però la giovane e abbagliante bellezza di Romy Schneider. Un siero contro gli inestetismi della lotta per la salvezza. E contro quelli del ridimensionamento. Qualche ora di stop agli anni di transizione. La realtà ci dice che indietro non si torna, ma in basso si. Insomma, anche se è fisiologico arriverà la morte, e avrà gli occhi di un traghettatore. Comunque sempre meglio di quelli di ADV. Poi ci vorrà un traghettatore anche nel 2020 per coloro che continueranno a togliere il grasso dal prosciutto. Un traghettatore che possa portarli sull’altra sponda dove si produce la bresaola. Sarò anche anacronistico, ma i miei propositi per il 2020 sono scudetto entro il 2011. La vicenda del traghettatore la trovo un po’ triste, è come per Natale che c’è il servizio di piatti con il bordo in oro, i bicchieri di cristallo, le posate d’argento, i tovaglioli disegnati a mano da Guttuso (non Gattuso), il cambio del vino ad ogni portata, ecco, il traghettatore è esattamente il giorno prima, quando tutto è già predisposto per il grande giorno, e allora si finiscono gli avanzi direttamente dal tegame, il tovagliolo è di carta e c’è la bottiglia di plastica dell’acqua direttamente in tavola. Neanche uno straccio di caraffa. Il Bambi è uno che combatte i traghettatori a suon di Branca Menta con ghiaccio. Uno costretto dalla mancanza di problemi di soldi della proprietà, a spappolarsi il fegato con quella merda di roba. Anche Leonardo era un traghettatore se è vero che ci ha voluto dimostrare che le proporzioni ideali del corpo umano possono essere armoniosamente iscritte nelle due figure perfette del cerchio (Cielo) e del quadrato (Terra). Senza cioè pensare di iscriverci anche un paio di belle passere. Il perché di questo disfattismo è presto detto, mai una parola buona su questo blog perché voi non esistete, ed è solo mia madre che ci scrive. Caro Beppe, se non scaleremo la classifica promettici di scalare tutta la catena alimentare. Dimostraci che sei almeno una buona forchetta. Intanto suona una canzone in radio e tu pensi a una persona che però sta pensando a un’altra persona, e via così fino a quando non ti salvi. Se ti salvi.

lunedì 23 dicembre 2019

Troppa acqua è passata sotto il ponte alla Carraia


Il Bambi è sempre stato molto diretto, ti guarda dritto negli occhi e ti dice che solo dopo aver allenato almeno Milan, Lazio e Fiorentina potrai avvalerti del diritto di essere etichettato come ceppicone. Prima, al massimo, per lui sei una semplice fava quando fai giocare il Boa al posto di Vlahovic, e un allenatore da difendere quando la sconfitta ormai ti calza a pennello più della vittoria. Stessa patologia di chi s’innamora del proprio carceriere. Ma la fortuna di essere adulti non è da sottovalutare, per questo Natale possiamo smettere di essere tristi per cominciare a sentirci finalmente incazzati. E per questo dovremo pensare un po’ di più a noi stessi, e farci un regalo. Sorridere. Sorridere di fronte al nome di Iachini; 4 esoneri in A, 3 salvezze e 2 retrocessioni. Allenatore di provincia, si dice scelto soprattutto per le ruspe. Non me ne vorrete se non ringrazio Montella, ma oggi preferisco ringraziare Sinisa che ci tiene dietro il Lecce, e ringrazio pure Grassi che al 92° ha pareggiato il vantaggio del Brescia che ci sarebbe piombato addosso. Troppa acqua è passata sotto il ponte alla Carraia, anni passati che non sai più se pensare ai 50 dall’ultimo scudetto o ai 30 senza Samuel Beckett. I più fortunati sono quelli il cui cronometro è partito solo adesso, e il ricordo di Montella è ancora così vivo. Non a caso Jean Paulhan diceva che se l’ultima volta, l’anno fosse riuscito bene, non ricomincerebbe. Perché le luci di Natale tra un po'si spengono, ma quelle dei falò delle puttane rimangono.

domenica 22 dicembre 2019

Aglio, olio e peperoncino



Un commovente grazie di Vlahovic e uno di Ribery a Montella (quando la squadra era invece con Pioli allora non contava), un commovente grazie a Montella anche da parte di Luca Gotti che così porta l’Udinese davanti alla Fiorentina, e uno anche di Semplici che ci recupera tre punti. E mentre aspettiamo i ringraziamenti di quelli che giocheranno oggi siamo ridotti a festeggiare a prescindere. Rigorosamente prima di conoscere lo spessore dei sostituti. Era già successo con l’uscita di scena dei Della Valle, prima di prendere atto che non sarebbe stato un presidente supremo, ma Soprano, a colonizzare l’intestino del tifo. E si ripete oggi con i botti per l’esonero di Montella. Ci siamo inventati un modo per festeggiare i fallimenti in assenza delle vittorie. Oltre che i ringraziamenti. Sperando che per risparmiare non ci prendano uno senza nemmeno cognome come Nicola. Il problema del Bambi è sempre stato quello che trombava meglio con le ex che con le partners attuali. Fare peggio è diventato una nostra specialità. Fare peggio è come fare spaghetti, aglio olio e peperoncino. Semplici, ma difficilissimo. In questi mesi di Rocco ci sono aneddoti divertenti che ci riempiono di tristezza. Un tifoso Viola ha persino scritto la letterina a Babbo Natale chiedendo che Montella non venisse esonerato. E quando vi parlo di cose non proprio calcistiche è perché esistono i record di sconfitte, e mi riferisco in particolar modo al vino che aiuta molto (ho un Salice Salentino 2010 di Cantele che mi fa ringraziare anche Delio Rossi). Diciamo che quest’anno i tifosi Viola si chiederanno cosa fai a Caporetto. E io non scappo da questo identikit, anzi io sono proprio il ritratto del povero tifoso Viola, visto che non posso usare il gel Durex nemmeno per i capelli. Col tempo e con le società di magnati che ci hanno scelto, il nostro Natale ha sempre più assunto il senso e la bellezza del donare i tre punti piuttosto che riceverli. E a proposito di regali non possiamo riciclare nemmeno lo spirito natalizio dello scorso anno. L’unica cosa che mi viene in mente è che aveva ragione chi diceva che con un altro allenatore saremmo andati in Champions.

sabato 21 dicembre 2019

Era un posto bellissimo



Utilizzo la foto per chiedermi che razza di squadra siamo. Si mormora (ma non ho foto di mormore) che sia la peggiore degli ultimi 20 anni. E’ bastato un Pellegrini per fare il culo a tanti pellegrini (6 Viola contro 2 giallorossi nel terzo gol). Ma preferisco non fare troppe analisi sulla partita, considero meno doloroso persino andare incontro alla zia che dopo i primi due numeri urla ambo. Se qualcuno si dovesse chiedere come mai Montella nel post partita non si è mai presentato privo di voce, sappia che allena in playback. Mentre le sconfitte hanno ormai quel fastidioso odore di frittura che ti rimane addosso per tutte le feste. Intanto tra le fasi della vita del Mister se ne potrebbe aggiungere un’ultima; partendo da togli il ciuccio, togli il dente, togli Castrovilli, aggiungerei togli il disturbo. E se tanto mi da tanto nella prossima vita di tifoso voglio rinascere ricco e annoiato come Rocco, magari per mandare in B una squadra che mi sta sul culo. In tarda serata poi è stato avvistato Vincenzino dirigersi sulle rive dell’Arno ad aspettare che passasse il proprio cadavere. C’è chi l’ha visto addirittura preparare la valigia e giurare che ci ha messo dentro anche pacchi di pasta di Gragnano. Alla fine di tutto ciò mi è uscito fuori il Bambi che ha voluto rovinare il Natale alla compagna dicendogli che Babbo Natale non esiste, ma questa Fiorentina si. E che quindi la vita è una merda. La mia risposta alla fine della seconda esperienza Viola di Montella sono le lucine intermittenti. Di buono c’è che almeno non siamo messi peggio di Alitalia che è in lotta per la salvezza da ormai 25 anni. C’è da dire per onestà che la squadra specie senza Chiesa e Ribery è imbarazzante a prescindere dall’allenatore. I nomi che si fanno sono solo un regalo riciclato. O forse con un altro allenatore questa squadra è da Champions. Rimane che la Fiorentina era un posto bellissimo prima di Corvino, Pioli e i Della Valle. Per non guardare troppo la classifica meglio concentrarsi sui dati interessanti di “Dreoni Giocattoli”, dalle cui vendite emerge che per Natale a Firenze è stata la ruspa il regalo più gettonato.

venerdì 20 dicembre 2019

Il mio piano B


Ieri mi sono perso in un bicchiere di pinot nero. Poi a Bologna mi sono imbattuto in una tagliatella al ragù (trattoria il Paradisino) di cui vorrei avere l’Arbre Magique. Per stasera che dire, quale consiglio, il Bambi dice che quando il sangue bolle bisogna buttare la palla (in fallo laterale). Sono contento che a Firenze ci sia la Curva Fiesole e la Curva Ferrovia, evitando una curva nord e una sud, perché emerge che a nord le cinture di sicurezza vengono indossate dall’82% degli automobilisti, mentre al sud dal 36%. Di fatto si potrebbero evitare 327 morti, che di fatto noi evitiamo grazie alla Ferrovia. O alla Fiesole? E se perdiamo ci dormirò sotto. E comunque tra il sopra e il sotto c’è il a cavallo, dobbiamo ricordarci sempre che viviamo a cavallo di un millennio, non secolo, millennio. Una cosa che succede ogni mille anni quella di rivincere una partita. Mentre Ronaldo ha saltato altro che un pasto. Sarà che sono romantico ma se proprio devo perdere contro la Roma sarebbe meglio che avvenisse guardando la partita in un ristorantino vista mare. Così mi aspetterei Montella che nel post partita dicesse che è mancato solo il caminetto. Per non andare oltre il dovuto ed evitare l’autocensura, se succederà, dirò che sono abbastanza. Poi ho affettato il pane per prepararmi all’inizio di MasterChef. E il mio piano B è che perdano tutte le altre.

giovedì 19 dicembre 2019

Senza titolo



Ieri a Vipiteno ho fatto stampare i miei bigliettini per gli auguri, e invece delle solite frasi di rito ho preferito augurare un anno di analisi del sangue senza asterischi. Poi il 24 farò un aperitivo per tutti quelli che ti rispondono alle domande retoriche. Aperitivo dove i finger food saranno chiamati antipasti e quindi sazieranno. Non so se ho poca memoria o troppa immaginazione, ma la sospensione in aria di Ronaldo che ieri ha condannato la Samp mi ha ricordato molto quella di Boateng contro l’Inter che invece ha condannato noi. O forse Boateng è solo la nostra scatola nera. Qui al Brennero intanto è il cielo che sembra stanco di vedere un campionato della Fiorentina così grigio. Poi mentre faceva il pacchetto mi ha chiesto un dito per fermare il fiocco, e a quel punto gli ho dato pure i problemi della squadra e la paura di scivolare in B. Voleva un dito ma non se la cava solo con un dito. Speriamo che Vlahovic riesca a trasformare una squadra sbagliata in una che ce la fa, così come lo sono certe lucine di Natale che trasformano le case di impiegati integerrimi in enormi insegne di locali per scambi di coppie. Titolo dell’editoriale; pene d’amore.

mercoledì 18 dicembre 2019

Quell'interista di merda del Costagli


Per il Bambi la cannabis light al limite quando la Fiorentina vince di goleada. Comunque c’è almeno da dire che stiamo compromettendo la stagione in comode rate. Se sabato non saranno arrivati i tre punti mi alzerò presto e canterò “all’albaaa vincerooò” con fare polemico. Perché avevo chiesto a Babbo Natale 6 punti contro Inter e Roma, mentre la sua segreteria mi ha risposto che gli è stato impedito, e che le sue ripetute violazioni dello spazio aereo non saranno più tollerate. Sta di fatto, comunque, che se continueremo a perdere avremmo fatto come Monet che ha dipinto oltre 200 ninfee guardando sempre lo stesso stagno. La storia dirà che siamo stati gli impressionisti della sconfitta. Oltre che impressionati dalla lotta per non retrocedere. Quell’interista di merda del Costagli intanto mi ha ribadito con sempre più disprezzo che detesta un sacco di cose che iniziano per “V”. Violenza, Viola, volgarità, voltafaccia, vigliaccheria, vendetta, Vlahovic. Poi un vaffanculo, prima di dirmi che la Fiorentina fa vomitare. Tutto sempre rigorosamente con la “V”. Non bastava la mancanza di vittoria ormai cronica, Gwyneth Paltrow sdogana i vibratori decretando di fatto la fine della nostra utilità. Il valore aggiunto di giocare in casa, se continua così, tra un po’ rimarrà solo quello di accendere la brace. Regali di natale: la salute per mia mamma, serenità per la mia famiglia, un po’ di felicità per tutti. E i tre punti con la Roma per me (sono anche frivolo, lo so).

martedì 17 dicembre 2019

Il ritratto in soffitta


Sfrutto le festività natalizie ormai alle porte e in attesa della partita contro la Roma non mi farò dei semplici film mentali, ma dei cinepanettoni. Tra questi c’è quello di un fine 2019 finalmente senza botti (a parte quelli della Fiorentina). Con un piccolo corto su di me che trovo un portafogli pieno di soldi e lo restituisco. A proposito di strane coincidenze, il primo posto in solitario dell’Inter è durato addirittura meno di quanto duro io sessualmente. Comunque anche contro i giallorossi mi accontenterò di emozioni low cost. Se a differenza di Rocco per qualcuno i soldi sono un problema, tra un diamante e una Vuitton, per Natale l’alternativa che posso consigliare è l’aspirapolvere. Per il Bambi nemmeno quella, perché lui sostiene che il suo posto nel mondo è una Fiat 127 Rustica. Se contro la Roma non rivedremo la luce della vittoria ho già deciso che passerò sotto le illuminazioni natalizie di via Tornabuoni. Se invece sarà ancora sconfitta, a dimostrazione che il lupo non perde il vizio, l’aspirapolvere ci tornerà utile per raccogliere il pelo. Sarà perché mi è sempre piaciuta la pittura che ho un approccio più sereno verso l’annata storta, il gol fallito a porta vuota, la sconfitta nei minuti di recupero, la lotta per la retrocessione. Da quando cioè mi feci fare il ritratto da un pittore ancora poco quotato, ritratto che in soffitta ha il compito di incazzarsi al posto mio. Mentre per le gioie ci penso direttamente io, tipo per il gol di Vlahovic, tipo per le poppe di Eva Green in “The Dreamers”.

lunedì 16 dicembre 2019

All'ultimo tuffo



A parte Vlahovic i migliori mi sono sembrati i portieri. Il nostro numero uno soprattutto, a difendere il lavoro di Rocco che ha iniziato un percorso nuovo e bisogna dargli il tempo necessario, via le tossine marchigiane, con la squadra bio ci siamo quasi, squadra che è come un prodotto naturale; costa di più ma sa di poco. Anche se è un po’ meglio dell’insalata del McDonald. Un film già visto, ma per fortuna con un finale riscritto all’ultimo tuffo. Ultimo tuffo che non è servito ad Handanovic per impedire il ritorno al futuro di Montella. Pareggio dal sapore di brodo allungato se è vero che Montella stava riuscendo là dove aveva fallito Pioli; far apprezzare la Fiorentina di Pioli. Poi grazie alla prodezza di Vlahovic ho smesso di sbadigliare come un ippopotamo e sono andato a letto a pensare che dopo il triplice fischio finale ci siamo ritrovati tutti insieme da soli, con un punticino ormai insperato che sa tanto di proroga dello sfratto. Per quanto riguarda i gol, visto il periodo, bene due pacchetti separati. E sempre per l’occasione, invece della solita foto di campo, mi sembrava giusto pubblicare questa “Madonna con Borja Valero”. In gol dopo 588 giorni. Se tanto mi da tanto finiremo un altro anno di merda che rimpiangeremo in futuro. E se ho un rammarico non è per Hagi, ma per tutti quei poveri tifosi interisti che per sfogarsi non potranno più strangolare nessuno con il filo del telefono. Poi quando ancora la Fiorentina era sotto e sembrava proiettata verso la quinta consecutiva, ecco la svolta, il Bambi riceve un messaggio e sorride, circostanza anomala e sospetta per chi come la compagna conosce bene il dramma della sconfitta che rovinerà l’umore di tutta la settimana, così si è insospettita pensando che fosse una donna. Il messaggio di Joad annunciava che era arrivata l’erba. Poi non ce ne sarebbe stato bisogno visto il gol di Dusan, poi ce n’è stato tanto bisogno viste le parole di Dusan: “Siamo tutti con Montella”.

domenica 15 dicembre 2019

Per difendermi da me stesso



Se non riusciamo a mettere un freno a questa discesa verso gli inferi le giovani generazioni di tifosi Viola saranno costrette a mettere la lista di nozze in farmacia. Con Joe che gira intorno ai campi di calcio senza costrutto useremo vini da taglio e li berremo in purezza. In mancanza di un pulsante per l’autodistruzione ci ubriacheremo di 100% canaiolo. A noi futuri nonni non resterà che offrire grosse somme di denaro per far chiamare come noi i nostri nipoti. Invece delle ruspe saranno i trattori gli unici a fare la differenza nella campagna del campionato. E senza passaporto per l’Europa non andremo nemmeno a Londra. Mentre chi si droga come il Bambi, da quando c’è Rocco si è abituato a portare dietro una bustina di origano di riserva per il post partita. L’ultima volta che non abbiamo perso, e quindi non ne ebbe bisogno, venne trovata dalla compagna che la usò per farci la pizzaiola. Mentre Frank è così andato che tra gli infortuni annovera ormai anche gli incidenti domestici. Va bene la paura per la serie B ma quello che mi spaventa di più di questa annata senza più nemmeno Pioli a cui dare le colpe, è che alla fine Veltroni ci voglia fare un film. Forse Rocco ci farà scoprire che ci sono più cene aziendali che aziende, perché tanto i soldi non sono un problema. E alla nostra cena si alzerà il Responsabile delle Risorse Umane che ci dirà che siamo noi a non essere all’altezza di quei tifosi che vorremmo essere. Chiedo scusa se scrivo cose che potrebbero indisporre qualcuno, ma ho adottato la stessa tecnica degli utenti più accorti, quindi per difendermi da me stesso non leggo gli editoriali e così non so neanche cosa scrivo.

sabato 14 dicembre 2019

Quelle soddisfazioni centralizzate


Di fatto l’Inghilterra è uscita dall’Europa come l’Inter. E non è che Montella ride durante le interviste post partita perché sapeva, ma solo perché per mantenere buono l’umore anche dopo una sconfitta si porta sempre dietro un amico considerato l’erede di Gino Bramieri. Perché malgrado i tanti nomi che si fanno per la sua sostituzione Montella rimane comunque l’unico che potrebbe davvero riportare il Karaoke nelle piazze. In previsione di domenica ricordo agli utenti che se la prendono troppo dopo una eventuale e soprattutto sporadica sconfitta, che questo è il periodo dell’anno in cui le soddisfazioni più grandi ce le possiamo prendere grazie ai vestiti sui termosifoni. Quando mi dissero che con un altro allenatore saremmo andati in Champions mi fidanzai con quel pensiero. Ci ho fatto all’amore e quando poi mi ha lasciato ci ho sofferto come un cane. Purtroppo il confine tra il bene e il male è scritto solitamente con una matita e con una mano tremolante. Dice che ti farebbe bene una vacanza, mi basterebbe anche una vittoria di misura. Ci sarà un sistema di ricompensa per questa Fiorentina oltre Pioli che non sia solo dopamina dovuta a un afrodisiaco mentale quale la sconfitta della Juve? Certo, niente a confronto della persona che guida distratto e all’incrocio svolta a destra senza guardare proprio mentre stai attraversando che se non fai un passo indietro ti investe impedendoti di vedere la quinta sconfitta consecutiva. O forse sua mamma non è poi così maiala. E comunque scrivere ti libera, che ti leggano o meno. Così scrivo che prima di andarsene Montella dichiarerà che la squadra ha fatto tutto il possibile per un quarto d’ora di anonimato.

venerdì 13 dicembre 2019

L'universo parallelo



La sconfitta targata Montella è ormai derubricata a fastidio quotidiano, pari a quando ti si bagna il polsino della felpa mentre ti lavi le mani d'inverno. Il Bambi non sta certo meglio se è vero che ha più fiducia a lasciare il gatto da solo nella sala con l’albero di Natale, mentre nessuna fiducia è riposta nella partita contro l’Inter. Sperando che alla fine non sia davvero una sconfitta, visto che malgrado il surriscaldamento globale è arrivata la prima neve. E mentre vi siete concentrati troppo per ricordarvi tutto di quello che ha detto quell’altro utente così da rinfacciarglielo, vostra moglie nel frattempo vi ha indicato cosa vorrebbe per Natale e adesso non vi ricordate un cazzo. Dopo “ghiaccio bollente” e “silenzio assordante”, tra gli ossimori irrompe “Montella perde un’altra partita malgrado non sia Pioli”. Oggi ramen a pranzo (lavoro) e Teatro del Sale a cena (lavoro), diversifico un po' per non mangiarmi solo le mani pensando alle imprese di Hagi al Genk. Il Bambi mi dice “picchi duro” sempre con questo Hagi”. No, semmai Picchi lo chef. E stasera ve lo saluto caramente. E mentre per Rocco i soldi non sono un problema il tifoso Viola, malgrado la tredicesima, ha paura a spendere i soldi che non ha. Personalmente sto facendo un percorso interiore per cercare un universo parallelo nel quale il tempo vada lentissimo, in modo che quando ci entri puoi mangiarti un panino col lampredotto, leggerti un libro di Bulgakov, prenderti un caffè a sedere, dormire un po’ dopo pranzo, poi farti la barba, la doccia, uscire e sono passati solo 15 minuti. Così hai sempre ancora 75 minuti più recupero per recuperare lo svantaggio.

giovedì 12 dicembre 2019

Mancanza di par condicio



Non credo nell’aldilà ma neanche nell’aldiquà se devono essere solo ruspe. Come sempre però la verità sta nel mezzo, non inteso come centrocampo altrimenti siamo messi ancora peggio. Saremmo cioè il famoso bosco verticale, ma senza piantine, di fatto un condominio di Sorgane. In compenso le sconfitte le ho ormai sostituite con le televendite dei quadri. Anche se il calendario dell’avvento è intransigente. Quarta sconfitta. Leggo molte indicazioni da parte vostra, consigli su come risolvere la situazione, tengo a precisare però che se non avete all’attivo almeno un paio di figli, traslochi, divorzi, non li ritengo attendibili. E ormai vedo la Fiorentina più come una mamma che come una passione, una creatura mitologica metà donna, e dopo tutte ‘ste sconfitte, metà “ti trovo sciupato”. Non a caso Greta Thunberg a 16 anni è eletta persona dell’anno sul Time e io a quasi 60 cerco disperatamente punti salvezza. La storia dell’allenatore (gradito) che subentra a quello (sgradito) e che non si può giudicare perché la colpa è sempre di quello sgradito reo di avergli lasciato una situazione drammatica, mi ricorda la mancanza di par condicio che percepisco quando pago e la mia banconota viene passata nella macchinetta per verificarne l’autenticità, mentre quando la cassiera mi fa il resto, col cazzo che lo fa passare dalla macchinetta. Comunque non ci dobbiamo sentire sminuiti se l’Atalanta va agli ottavi di Champions, la speranza ce la da il Bambi quando dice che ormai si fidanzano tutti, anche il Centi che ha una Dacia Duster marrone.

mercoledì 11 dicembre 2019

Se non fossi andato nel Primo Mondo penserei che Montella è peggio di Pioli


Grazie alla mia nuova filosofia di vita post Nuova Zelanda, mi sono segnato a un corso di recitazione così la domenica posso far finta di divertirmi. E con questo nuovo approccio penso ad altri campionati, penso a Sanna, giovane finlandese, Premier, figlia di due mamme, e così dalla curva si alza forte il coro “Giorgia poppa!”. In questa mia nuova fase tendo a festeggiare anche le sconfitte, ormai stappo bottiglie pure per il cambio dell’olio. Guardo Rocco e mi sembra tutto un ridondare di congiuntivi che Corvino scansati. Un tempo i campanelli d’allarme mi sembravano sirene della Polizia, oggi quelli delle biciclette. Quando non quel delizioso ristorante di Petrognano; “Il paese dei campanelli”. Sono talmente sereno che non mi chiedo più nemmeno cosa staranno facendo i miei occhiali da sole. Via anche il terrore che mi ha accompagnato durante gli ultimi anni dei Della Valle, non Gubbio, intendo quello di ritrovarmi Lorena Bobbit fuori dai camerini di Intimissimi. La cosa che mi dispiace, invece, è che Dio lo sa che fingo. Il Bambi che non si muove Diladdarno, dopo la quarta sconfitta consecutiva sembrava uscito da un poliziesco italiano degli anni settanta, al raddoppio di Ansaldi è rimasto sull’asfalto, crivellato di colpi. Per lui il peggior inizio nella serie A a 20 squadre dopo le prime 15 gare è ancora colpa di Pioli. Ma anche io se non fossi andato nel Primo Mondo avrei fatto la stessa fine, e oggi Sanna per me sarebbe solo Marco, vecchio centrocampista del Cagliari.

martedì 10 dicembre 2019

Lo spirito natalizio di Rocco



Prima gli investimenti immobiliari e poi le questioni tecniche equivale a nascondere le palle più brutte dietro l’albero. Vien da se che dopo la quarta sconfitta il popolo Viola bestemmia mentre fa l’albero non avendo capito lo spirito natalizio di Rocco. Insomma, se non fossi stato nel Primo Mondo e non avessi ampliato l’angolo di visuale fronte bottega, adesso avrei solo voglia di attorcigliarmi le lucine intorno al collo. E se a gennaio ci sarà ancora un altro mercato stile ultimo Della Valle, allora non ci resterà che scaldare il letto con il phon. Forse dovremo aspettare una tregua tra una perturbazione e l’altra per accontentarci di dire “menomale che non piove”. E intanto fare un presepe minimale con quello che di americano è economicamente più abbordabile, almeno prima della cessione di Chiesa. Lo spirito giusto è comunque quello della compagna del Bambi che dopo aver tradito la parrucchiera adesso è pronta a tutto. Anche a lottare per la retrocessione malgrado i soldi non sono un problema, e non ci sia più Pioli. Intanto l’anarchia in società regna sovrana tra chi sconfessa il DS e chi mette l’allenatore sul libro nero, in modalità nefast nefast insomma.

lunedì 9 dicembre 2019

Cercasi controfigura


Stadio mezzo vuoto tra il malumore delle tifoserie e lo spettacolo ideale da trasmettere nei peggiori bar di Caracas. Mazzarri e Montella due rottami da vendere a peso. Una tale pochezza per la quale servirebbe tanto Pioli a cui dare ancora la colpa, pochezza per la quale ormai niente può più nemmeno il miraggio Vlahovic. Quarta sconfitta consecutiva con la quinta all’orizzonte, nota positiva il fatto di aver trovato finalmente l’obiettivo; la salvezza. Castrovilli predicatore tra sordi. Non era quindi slang fiorentino quello di Commisso quando dichiarava “I “sordi” non sono un problema”, non intendeva denaro, ma non udenti. Altra nota positiva il fatto che la squadra continua a crescere se è vero che al peggio non c’è mai fine. Squadra triste come un formaggino nella minestra. Senza Pioli e i Della Valle per fortuna ci rimangono le ruspe. Rocco non ci capisce una sega di calcio, però è una persona per bene, di quelle che quando vengono a trovarti a casa portano i pasticcini. Così come non ci capisce una sega chi dava la colpa a Pioli per il rendimento di Montella, con l’aggravante che non ti porta nemmeno i pasticcini. Io intanto cerco una controfigura per gestire il post partita della prossima sconfitta. Così posso dedicarmi al presepe facendo attenzione a non mettere subito Gesù, devo fare insomma come Montella con Montiel. Mentre il rischio è che se continua così sarà inevitabile che Vlahovic alla fine vada a prendersi le sue belle soddisfazioni al Genk. Ma bisogna tenere duro noi tifosi, ammettere di aver detto un monte di bischerate potrebbe spingere qualcuno a mollare tutto per andare a guardare i cantieri. Diciamo che in questo momento siamo il ritratto della palude. E alla fine una qualche capacità a questo gruppo dobbiamo riconoscergliela; fare l’albero senza avere le palle. Se è vero che il Primo Mondo mi ha regalato visione grandangolare, dovete credermi se dico che Rocco è un prestanome di Diego.

domenica 8 dicembre 2019

Che sia villa e non amaro


Non fai in tempo a farti una giornata pari pari di volo che subito c’è la Xaba a Villa Cora a presentare il suo ultimo libro. “Sai ho prenotato anche per te”. E allora che fai non ci vuoi andare? Il vantaggio del jet lag è quello di poter essere distratti e svagati oltre il dovuto, liberi di non prestare la giusta attenzione a cose e persone che non interessano, e così poter pensare liberamente alle giocate di Benassi (forse toccherà a lui salvarci anche ‘stavolta). Anche mentre ti rivolgono la parola. “Non ci fare caso, ha ancora da smaltire il fuso orario”. Fossi un magnate mi affaccerei da una finestra di Palazzo Pitti e urlerei “Più jet lag per tutti”. Altro che centri sportivi. E quando non c’è più il jet lag rimane lei, sola, senza alibi; la crisi di mezza età per colpa della quale si comincia a considerare noiosi i propri coetanei. In compenso però, dopo il sabato di Villa Cora, la Rita ha pensato anche a quella mia passione per certe prelibatezze francesi; senza per forza intendere Veretout o Ribery, così oggi a pranzo insieme a piatti simbolo della cucina italiana ci sarà anche un angolo d’essai dedicato al pain d’épices con spalmato del foie gras, miele alla lavanda, e Sauternes. Ho questa passione perché sono un provinciale, bottegaio, ciana, fiorentino. Per darmi delle arie, per sembrare quello che non sono. O forse la Rita mi ha fatto trovare ciò che mi piace perché quando il gatto non c’è i topi ballano. Sai, la coscienza. Da qui anche le lasagne. Ma a prescindere da quanto ha ballato, rimane che così almeno appago qualche senso anch’io. Essere andato dall’altra parte del mondo, come dicevo mi ha tolto quella patina di provincialismo misto a sindrome rinascimentale presente nel nostro corredo cromosomico. Così se non vinciamo neanche a Torino nessun problema. Basta polemiche inutili o recriminazioni di quartiere. Rancori e complesso del tifoso sfigato. Essere stato nel Primo Mondo allarga gli orizzonti, se è vero che un secondo mondo perfetto vede la sconfitta della Juve e la vittoria della Fiorentina, da questa giornata di campionato in poi quando non trovo la vittoria la cerco su Google.

sabato 7 dicembre 2019

Orgoglio italiano


E’ tutto diverso qui, le case, la luce, le cose no. Per quelle c’è la globalizzazione. Da Piha Beach a Pisa Merda il passo non è stato affatto breve. Anzi. Come l’attesa per il terzo scudetto. Miglia su miglia per tornare in famiglia. Riporto a casa con me esperienze importanti, ricordi, emozioni, giada pounami. Jonathan, italiano itinerante con cui ho condiviso le attività di questi giorni, quando parla di Nuova Zelanda parla di Primo Mondo. Ero rimasto al Terzo, quello del nostro campionato. Non gli ho chiesto perché ma forse l’ho intuito, come chi scopre talenti. Ora basta aerei, ad eccezione di quello per la finale Champions. Basta estate, case di legno, editoriali dilatati come il pelo di cani rognosi. Le rogne solo quelle sul campo. A cominciare dalla prossima col Toro. Basta guida a destra, meglio la classifica da quella parte, più famigliare. Le staccionate basse, bianche come certi zero a zero. Fuso orario permettendo domenica torno in piscina, e lunedì mi riprendo l’inverno. La pasta anche prima. Poi ci sarà da ritornare ancora perché là c’è tanto da fare. Per vedere anche le spiagge bianche, non solo quelle vulcaniche. Con il materiale di scavo della condotta d’acqua verranno “ricostruiti” tre vulcani saccheggiati a loro tempo per costruire l’aeroporto. E sarà un parco nazionale. Auckland è cresciuta troppo velocemente e le infrastrutture sono insufficienti, Le fogne ormai non contengono più e quando piove parecchio (e lì succede spesso) va tutto a finire nella baia. C’è una APP che a seconda delle correnti indica se quel giorno è possibile fare il bagno in una delle tante spiagge. Orgoglio italiano di chi costruisce opere nel mondo. Non solo le prodezze di Hagi. Non esportiamo solo malavita o Montella a Siviglia. Sono tornato a casa con la speranza che mi abbiate fatto ritrovare tutto in ordine, non come la camera di Tommaso.

giovedì 5 dicembre 2019

Piha Beach


Ho comprato la maglia originale degli All Blacks per Tommaso, ma non so se gliela darò mai. Troppo bella. Mentre i Della Valle invece gliel’hanno data eccome la Fiorentina a Commisso. Sono stati più generosi di me non c’è niente da dire. Ieri alla prima cerimonia di Santa Barbara in Nuova Zelanda (solo gli italiani potevano farlo) gli operatori maori del tunnel (vestiti come quando lavoreranno in galleria) hanno danzato la Haka. Emozionante. L’assoluto. Potrei farvi vedere foto e filmati, ma so che ci sono da festeggiare le giochesse di Benassi e non voglio distogliere nessuno dal miele di manuka della propria passione. Poi al ristorante italiano, pesce, pasta, vino, porchetta. Sarà lui, Farina, a gestire anche la mensa del cantiere. Giornata di festa, e allora siamo andati a Piha Beach, una spiaggia vulcanica sul Mar della Tasmania. Bagno tra le onde e i surfisti. Il mio costume da piscina dopo l’alienante andirivieni di vasche su vasche, ha finalmente visto e assaggiato il mare. Un coro si è subito alzato “Cloro merda”. Trenta gradi come i punti della Lazio. Un buon fish & chips per cena. Oggi l’ultimo meeting con il cliente e si riparte, prima però devo comprare la giada Pounamu (neozelandese e lavorata a mano, non quella canadese lavorata dai cinesi) con cui ci fanno dei ciondoli maori. Il volo di ritorno mi preoccupa un po’ perché ti fanno viaggiare sempre a luci spente per non farti più capire se è giorno o notte, tendine dei finestrini abbassate, e così ti rimpinzano come fanno con i polli. Però di contro c’è la vittoria contro il Cittadella, un evento così raro che mi alleggerisce dal pensiero di un volo così lungo, e per lo scalo di otto ore a Doha. So che mi aspetta il freddo e il Toro. Forse anche la lotta per la salvezza. Ma dopo essere stato dall’altra parte del mondo ormai so che la Terra non è più piatta, e che la squadra dello scorso anno non era da Champions. Quindi non possiamo vedere sempre All Blacks. Altrimenti passa una hostess e ti rifila cibo non meglio identificato. Così come ci hanno rifilato Pulgar. E quando ricomincerò a scrivere tutti i giorni allora sarà notte anche per voi.

martedì 3 dicembre 2019

Headquarters


Era per scappare dal gol di La Mantia, e poi dal sorpasso del ceppicone, il più lontano possibile. Questo il vero motivo del mio viaggio in Nuova Zelanda. Perché vedo avanti per via di quelle 12 ore che mi spalancano le porte di una realtà dura come se fossi ancora imbottigliato nell’ennesima sconfitta di Montella, e non ad Auckland. Quando ero ancora a Firenze, nella dimensione rassicurante del tracking di Joe, e del fast fast di Rocco (un tempo, prima cioè che ci liberassero gli americani, il Fast serviva a riparare le forature dei motorini), di La Mantia conoscevo solo lo chef, Filippo. Sposato con Chiara Maci. Purtroppo, per Torino-Fiorentina ci sarò, è vero che non ci sarà più La Mantia, ma neanche La Melatonina a proteggermi dagli incubi di una sconfitta targata Mazzarri. Forse mi fa più paura il cibo che ti propinano sulla Qatar Airways della serie B, mi danno più fastidio le 16 ore di volo consecutive per arrivare a Doha, che un gol di Chiara Maci con la maglia del Toro. Se Antognoni non è più lui, o è sempre più lui, pesce fuori dal campo, a proposito di luce, qui è la cosa che più mi abbaglia. Mi ricorda i quadri di Hopper, che se invece fossero i quadri di “hope” ci rimarrebbe almeno la speranza di non esaltarci più solo per le ruspe che mostrano le loro pale gommate con orgoglio agli abitanti di Bagno a Ripoli. Gli alberi sono giganteschi, più di Vlahovic. Probabilmente anche più efficaci. Gli addobbi di Natale, la gente in spiaggia fanno meno contrasto della Fiorentina di Montella. Squadra che non contrasta per niente. Nella baia di Auckland, il campo di gara della Coppa America, lì c’è Headquarters dove si mangia un agnello da Dio, mai mangiato un agnello così, neanche quando Pioli ne vinceva sei di fila, e si beve del buon Sauvignon Blanc. La natura la fa da padrona più di Commisso, il lavoro va bene, e sono contento di non vedere la partita con il Cittadella perché potrebbe far gol D’Urso, e così scoprire che anche la Barbara nazionale è capace di infilarci. Diciamo che in ballottaggio ci sarebbe Panico ma per quello siamo già messi bene di nostro. Che dire ancora, sarà meglio lasciare parlare il campo, o forse sarà meglio tapparsi le orecchie. Per non sentire le sirene dell’ambulanza. Domani è Santa Barbara e festeggiamo da Farina, ristorante italiano. Saluti da Auckland. Saluti alla Champions.

venerdì 29 novembre 2019

In giro tra fusi orari


Parto alle 15:40 e arrivo ad Auckland domenica mattina alle 5:00 (17:00 di sabato in Italia). Un editoriale da Doha? Ma sarà ancora oggi. Di sicuro in giro tra fusi orari c’è molto rancore se è vero che ci sono lettere a Babbo Natale con dentro dei proiettili. Lo stesso rancore che Firenze ha provato per Pioli quando ne vinse una sola alla volta per sei volte di seguito, e non sei volte in 90 minuti come avrebbe voluto il tifoso. Forse dovrebbero piovere gocce di Xanax. E per questo al primo duty free comprerò un calendario dell’avvento fatto da una ditta di psicofarmaci. E non a caso così tante volte la diffidenza verso Pradè viene scambiata per insonnia. Dico che mi sento fortunato quando perdo contro Cagliari e Verona se penso a quelli che hanno perso la testa per Hagi. Adesso non ci rimane che aspettare Pedro, con la speranza che non sia come chi si avvicina alla laurea e allo stesso tempo alla disoccupazione. Poi quando leggo tutte le soluzioni che vengono proposte mi viene in mente di sviluppare una  APP che le trasforma in immagini semplificatrici di realtà complesse. Naturalmente c’è anche il tutorial di come tagliare efficacemente una melagrana. Anche se nelle soluzioni vincenti che leggo trovo sempre un po’ gli stessi rimedi, come quelli che iniziano il corso di sommelier e per i primi sei mesi in qualsiasi bottiglia ci raccontano sempre sentori di salvia, liquirizia, e frutti maturi. Il mio sogno a questo punto non è Maran, ma vedere le persone andare in giro non con i telefonini ma con la bandiera Viola. Sappiate comunque che dopo ogni editoriale mi faccio sempre la doccia. Poi vorrei fare un test per capire chi tra gli utenti del blog azzecca almeno gli interruttori di casa.

giovedì 28 novembre 2019

I quattro di via Santa Maria


Il segreto della felicità è avere desideri semplici, per il Black Friday a Rocco chiedo solo la salvezza, o in alternativa di arrivare davanti a Pioli. Questa situazione che ci vede delusi malgrado l’ingresso trionfale degli americani dal Ponte alla Carraia ha fatto sorgere qualche dubbio al Bambi (1). Non vorrebbe che si fosse chiusa una porta e aperta una botola. E in questa visione pessimistica ha deciso di fare il presepe inserendo sullo sfondo un viadotto collassato. Quando torno poi vi dirò se la Terra è veramente piatta oppure se la stagione scorsa eravamo da Champions. Naturalmente ci sono anche tifosi ottimisti, è però abbastanza facile capire che quei “tutto bene” dopo ogni sconfitta fanno acqua da tutte le parti. Se Commisso viene in Italia per parlare con Chiesa, l’obiettivo principale del mio viaggio dall’altra parte del mondo è quello di trovare un uomo a cui piacciono i peli sulla passera. Perché anche la pioggia ha i suoi bei lati positivi, almeno secondo il Pizzichi (2) detto Obice, e non perché sta con la Bice, ma perché le spara grosse. Secondo lui, con la pioggia basta lasciare a casa l’ombrello per trombare. Dice che così tende a ripararsi sotto i balconi, e che di solito arriva una con la quale scambia frasi di circostanza sul tempo aggiungendo però che si starebbe meglio a casa a fare l’amore. Questo scatena la libido e lo fanno in piedi contro il muro, con passione. Finito, lei lo bacia e se ne va. Non so se può esservi utile l’idea di lasciare a casa l’ombrello malgrado vostra moglie insista che lo prendiate. Il Centi (3) invece, uno degli ultimi sognatori tra i tifosi Viola, sognatore in quanto fa sempre lo stesso sogno da quando Prandelli si promise a Bettega, nel suo sogno ricorrente c’è una voce narrante (quella di Corvino) che gli spiega che quello che sta vivendo è la metafora dell’essere tifoso Viola. In sintesi c’è lui che comincia a correre per prendere un autobus lontanissimo, se ne pente subito e si vorrebbe fermare, ma ormai l’autista lo sta aspettando, e quindi è costretto addirittura ad accelerare per non fare una figura di merda, sapendo di entrare in una di quelle storie tipo il gol di tacco del Cholito. Non so quanta Terra sorvolerò, ma lo farò soprattutto sulle parole di Pradè. Mentre il Benedetti (4) s’immerge cinque minuti nello sconforto e poi arriva per l’aperitivo.

mercoledì 27 novembre 2019

Il bottone e l'antidepressivo

Se è vero che al mondo ci sono 7 donne per ogni uomo, un recente studio dell’Universitatea Craiova evidenzia che c’è un solo blog da occupare per ogni uomo che se ne va in Nuova Zelanda. E la domanda che più sorge spontanea è se c’è vita oltre quel blog. Mentre a proposito di violenza, a quella di occupare le case degli anziani ricoverati in ospedale, preferisco quella di chi porta la pizza a chi è a dieta. A proposito di voli speriamo che non dirottino quelli pindarici. E che i miei cinque sensi non vengano dirottati dal sesto. Io che mi sveglio da solo, ma per chi ha qualche problema c’è sempre la sveglia che lo sa benissimo quando stai aprendo un nuovo blog nel sonno. La Polizia Postale mi ha suggerito di utilizzare le 16 ore e 30 del volo Doha/Auckland per scrivere 115 editoriali ed inviarli random in modo da contrastare i tentativi di occupazione. L’algoritmo lo studio nel volo fino a Doha. Se poi riesco a conservare la gestione del blog so già che alla fine apparirò come uno che avrà appena sedato una rissa. Questa esperienza mi farà frequentare la solitudine dell’uomo contemporaneo, agli altri come offerta per il black friday lascio l’accorgimento in foto. Questo che qualcuno spera essere tra gli ultimi editoriali, mi deve servire per rivelarvi che a Forum erano tutti attori. Uno degli ultimi editoriali perché ho paura che starnutendo mi si possano mescolare tutti i pensieri e poi non si capisce un cazzo. Sono stato in farmacia per la melatonina e posso dirvi che per il miglior antidepressivo non serve nessuna ricetta, basta il camice sbottonato della farmacista.

martedì 26 novembre 2019

Overflow


Venerdì parto per Auckland, seguire questo nuovo progetto con le sue belle 12 ore di fuso orario mi solleverà dal mantenere la maniacale cadenza dell’editoriale. Forse un bene, così non ci sarà più tutto questo ritardo nel capire l’ironia. Forse farò finalmente uso di miele di manuka. Poi vi dirò delle sue tanto decantate proprietà. Naturalmente niente a che vedere con quelle di Vlahovic. E forse proprio in Nuova Zelanda potrebbe avvenire la definitiva consacrazione di Hagi. Ora però devo pensare soprattutto al Central Interceptor, la più grande infrastruttura per il trattamento delle acque reflue mai realizzata in Nuova Zelanda. 13 km di condotte d’acqua (diametro 4,5 mt) che gestiranno i flussi in eccesso. Il progetto intende ovviare al problema dell’inquinamento, che deriva dall’afflusso di acque di scolo piovane non trattate nella baia di Auckland. Il tunnel ridurrà gli “overflow” di acque reflue dell’80% migliorando la qualità dell’acqua in alcune delle spiagge della città. Niente a che vedere con il Centro Sportivo di Bagno a Ripoli naturalmente. Il costruttore dell’opera è lo stesso della Galleria di Base del Brennero, mentre Watercare (la nostra Publiacqua) è il committente che è venuto a vedere il cantiere di Mules per capire quali soluzioni di sicurezza/comunicazione sono state adottate (la Nuova Zelanda è giovane in questo ambito), così ha deciso di riproporre lo stesso sistema. Per questo motivo andiamo ad Auckland, ma forse ci vado soprattutto per scappare dall'inverno di questa squadra. Non solo da Boateng (lui non gioca ma continua a piovere). O anche dalle nebbie di un campionato che avrebbe bisogno di overflow d’entusiasmo. E non degli ultimi straripamenti avvenuti nel cagliaritano e nel veronese. Insomma, parto soprattutto per andare verso l’estate.

lunedì 25 novembre 2019

Il calendario dell'avvento


Fast fast fast 40 punti. Verona squadra di emeriti sconosciuti, un po’ come l’ultimo dei sette nani, quello cioè che non viene in mente mai a nessuno. Una squadra di serie B insomma. E malgrado ciò ci ha salvati il portiere dalla goleada. Si dice che la Nutella abbia lanciato i nuovi biscotti per noi, che ci consoliamo mentre anche Pioli ci passa avanti in classifica. Insieme al viadotto sulla Torino-Savona crolla anche l’ottimismo italo americano, menomale che Barone è furbo e col cazzo che fa i giri di viadotto, sempre meglio quelli di campo. Abbiamo contro anche gli ambientalisti perché i problema degli antidepressivi che siamo costretti a prendere è che poi finiscono in mare e cambiano il comportamento dei pesci. Questa squadra mi ha talmente stufato che mi è venuta voglia di andare all’Ikea. Ho visto il Bambi un po’ confuso e allora ho dovuto precisare che se c’è un tempo per amare e uno per soffrire quella è la vita, se invece ci sono due tempi per soffrire è più semplicemente una partita della Fiorentina. Una cosa ce l’ha chiara però, alla Viola ormai preferisce che qualcuno venga sotto casa a citofonare e poi scappare. L’antidoto a queste partite tristi potrebbe essere lo zucchero filato. Chissà. Certamente non scrivere niente sulla partita, è sufficiente prendere atto che noi e la classifica senza ambizioni siamo ormai una famiglia allargata alla lotta per non retrocedere. L’unica cosa positiva è che ho comprato il calendario dell’avvento di Pedro. Vediamo cosa succede a gennaio perché Rocco potrebbe scoprire che a Firenze la vena polemica non si occlude mai. E la verità è che non abbiamo campioni, se non d’urina. Boh, l’unica speranza, forse, è che si ritrovino le occasione perse.

domenica 24 novembre 2019

Farò un tutorial


Secondo Grillo Di Maio non è sostituibile, un po’ come Boateng per Montella. Scelte così coraggiose non a caso vengono riproposte con intervalli di tempo molto lunghi se è vero che vent’anni fa la Fiat lanciò la Multipla. Intanto per andare sul sicuro, tra Verona-Fiorentina con la vittoria Viola data a 2.30, ho preferito giocare “non può piovere per sempre” a 1.50. Pioggia che non facilita Mazzarri che in conferenza stampa dichiara di avere una rosa che tende ad arrugginirsi. Io invece l’acqua la cerco, piscina, poi cinghiale in umido e il Bindella. L’acqua non a tavola insomma. Ieri parlavamo dell’anziano col cane che siamo diventati, alla domanda preoccupata del Bambi se è possibile invecchiare ancora di più, la risposta è stata affermativa. Ed è proprio quando si gira con il cane che riaffiorano i ricordi, è così che mi è tornato in mente il campanello della Beatrice dalle poppe grosse. Ormai mi aggiro per casa diffondendo "Cool Water", come un untore di vecchi ricordi. E mi viene in mente anche qualche bella vittoria a Verona. Se invece andasse male domani ricorderò che l’amore vero è quello che alla fine muoiono tutti e due. Verona; Romeo e Giulietta. Oppure che ormai siamo tutti scemi ed è rimasto solo il sano del villaggio per di più gobbo. E comunque a prescindere dal risultato, della domenica il Bambi apprezza la rapidità con cui passa dal cappuccino al vino. Se il risultato non sarà quello sperato, prima di passare il resto del campionato nell’anonimato farò un tutorial della durata di 50 anni sull’attesa del terzo scudetto. E speriamo che alla fine non ci sia bisogno di menzionare Tremonti quando diceva che piuttosto che niente è meglio piuttosto.

sabato 23 novembre 2019

Il pane alle noci



Prima siamo passati dalla Coccoina alla colla a caldo, poi è arrivato il Black Friday a renderci consapevoli che gli unici articoli a non essere in offerta saranno proprio quelli che intendevamo comprare da mesi. Il tifoso Viola quando c’è da godere, Edmundo se ne va al carnevale di Rio. A proposito del brasiliano è di stretta attualità la notizia che in qualche modo lo riabilita, oggi sappiamo che non ha avuto la carriera che avrebbe potuto avere non per mancanza di professionalità, ma solo perché la moglie non voleva palloni d’oro per casa. O premi equivalenti che poi finiscono per raccattare polvere sopra il camino. E pensare che non hanno mai avuto un camino. Da quel giorno nella provincia di Firenze si è verificato un forte incremento di gastroprotettori, un trend costante fino alla partita di Cagliari dove si può parlare di vero e proprio boom. Il centrocampo di domani? Abbiamo due nuovi profumi ma un solo collo. Forse non è solo il fair play finanziario a stordirci l’umore, il problema sostanziale è che prima capitava di trombare in macchina ed eravamo attenti agli anziani col cane che gironzolavano lì vicino. Oggi il vecchio col cane siamo noi. Chissà se anche NaturaSi farà il Black Friday perché per il suo pane alle noci, con una buona offerta si potrebbe pensare anche al filone da un chilo. E intanto il tempo per il Bambi passa a tal punto che già non aveva prenotato niente per Ferragosto, e non ha prenotato niente nemmeno per l’ultimo dell’anno. Comunque a prescindere dalle offerte del venerdì nero, ha deciso di esagerare, la voglia di scappare da un altro scudetto della juve la porta lui.

venerdì 22 novembre 2019

I consapevoli del fontanello


Tanta inconsapevolezza e poi un brusco risveglio. Sono cresciuto con la convinzione che gli elefanti potessero dondolarsi sopra il filo di una ragnatela, poi è arrivata la squadra da Champions a lottare per la retrocessione. I primi segnali di passaggio dal sonno profondo dell’incoscienza alla veglia erano già arrivati quando Simeone sbagliava i gol a porta vuota da due metri. Mentre le nuove generazioni hanno molta più consapevolezza di noi che nell’arte non abbiamo ancora superato la sindrome del figurativo. Giovani più consapevoli non solo nei confronti dell’ambiente, io quest’anno ho fatto il vaccino antinfluenzale per la prima volta entrando ufficialmente nella categoria anziani, mentre in piazza Tasso dietro al fontanello ho visto due ragazzi che si vaccinavano da soli. Sono avanti, anche se riguardo al fontanello, di fatto dietro. La storia della sopravvalutazione di certi giocatori è la stessa cosa che succede quando una dice di amarci perché ci vede meglio di quello che siamo, altrimenti non ci amerebbe. Parlando d’arte anche il fumetto lo è, forse più rassicurante perché diretto, comprensibile, che non si nasconde dietro al torbido mondo dell’interpretazione. E poi forse solo su Selezione dal Reader’s Digest è stato scritto che chi si esprime facendo arte informale non abbia le capacità tecniche di dipingere perfettamente un viso oppure delle mani. Passare dal figurativo all’astratto per molti è stata più l’esigenza di voler rompere con i luoghi comuni di quell’arte per passare all’espressività del gesto spontaneo. Cominciare dal segno e poi dare loro un senso e non viceversa. Come le ali che diventano terzini. Come Pirlo che diventa regista arretrato. Insomma, non sono d’accordo con chi considera che l’essere crocifissi equivalga all’ascolto della musica trap dei nostri tempi. Intanto immagino i piccoli tifosi Viola che nell’era Ribery per emulare Frank si presentano al campetto con la maglia numero 7 e con i segni del cuscino al posto delle cicatrici. Da un’attenta analisi (fortunatamente non effettuata dal nostro comparto tecnico) risultiamo una tifoseria che può contenere tracce di sogni infranti. E forse non abbiamo costruito solo castelli in aria, ma in quei castelli ci abbiamo pure steso i panni. Così oggi su un lenzuolo possiamo scrivere “Buon compleanno Scarlett”.

giovedì 21 novembre 2019

Bladerunnerizzato


Ieri per sfogarmi con tutti quelli che mi stanno sulle palle ho simulato una reazione che nella realtà non ho ancora messo in atto; ho gridato “siete tutti morti per me”, e per non passare da bischero l’ho gridato, da solo, nel cimitero di Trespiano. Ma c’è anche una cosa bella in questo periodo, una cosa che non ha subito condizionamenti dalla batosta di Cagliari, dalla sosta per la Nazionale, e che non li subirà neanche se Vlahovic sarà escluso a Verona dalla formazione titolare. Sono le persone che incroci per strada e che sanno di mandarini. Ieri cercando il passaporto ho trovato una vecchia lettera che Tommaso aveva scritto a Babbo Natale, e che io non avevo mai inviato perché conteneva così tanti giochi che alla fine decisi d’imboscarla. Un gesto ispirato dal modo di operare di Cognigni. Lato condizionamento climatico, invece, ero talmente abituato alla pioggia, così bladerunnerizzato, che il sole improvviso e inaspettato mi ha creato disagio, allora mi sono andato a rileggere della pioggia sulle tamerici salmastre ed arse. Di quella sui volti silvani. Quando poi sento parlare dei poteri forti penso che hanno sbagliato e volevano dire portieri forti. Perché il tifoso ha sempre la testa lì, e spesso fa anche valutazioni sulla carriera dei giocatori, poi magari quel giocatore non arriva esattamente dove aveva previsto, cosa che succede anche quando si avventura in terreni ancora più sconosciuti del calcio e comincia a criticare le opere degli artisti contemporanei, magari contestualmente contribuendo a far diventare famosi Gerry Calà e Boldi. Comunque cosa può esserci di meglio dei pesci rossi di Matisse per dare colore a un campionato grigio?