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mercoledì 17 luglio 2019

Non voglio togliere la noia di questo mercato


Metto la foto e dico Jovanotti. Lo dico dopo essere stato in un ristorante dove sia le trofie che il pesto vengono fatti solo dopo essere state ordinati. Se ne mantiene la massima freschezza ma poi ti ritrovi ad assistere a scene tipo il cameriere che si rivolge a un tavolo di anziani chiamandoli ragazzi. Avrete capito che ero a Genova, ma non vado oltre perché temo che se dico “Bolzaneto” mi si risponda che ci fanno lo yogurt della Mila. A proposito del primo acquisto o di chi aveva prenotato una settimana a Moena per seguire il ritiro Viola siamo tutti bravi a sdrammatizzare i drammi altrui. Anche se siamo i primi a pretendere profondità anche in una pozzanghera. Già io non ho ancora capito se siamo andati o no sulla luna, figuriamoci se preferisco togliere la noia di questo mercato Viola per scoprire che mi resterebbe così poca vita vissuta. Forse l’unico vero brivido di questo mercato è stato quello di aver scoperto che Barella è sposato con una ragazza più grande di sette anni con due figli. Una sorta di Macron da 50 milioni. Alla fine mi sono addormentato contando le pecore nere. Un attimo prima di pubblicare l'editoriale mi sono accorto che abbiamo esordito in America e pure vinto. Dopo questo primo regalo una buona scusa per fare colazione con il Chivas Regal.

martedì 16 luglio 2019

Un essere a metà


Non andate da Michele, non fate cazzate. Di fronte ad una pizza vera si potrebbero insinuare dubbi anche sulla Fiorentina da Champion che fu. Se invece si fosse pronti a ricredersi sul fatto che a Napoli sanno fare la pizza, si potrebbero rivedere anche le colpe sui gol sbagliati da Simeone a porta vuota, sia considerando la porta mezza vuota o mezza piena. Magari si scopre che la pizza buona la fanno a Genk ed è per questo che ci vanno a giocare fior di campioni. Fior di latte di campioni. Forse sembrerà persino strano che le pizze sono solo due; Margherita e Marinara. Il resto è Fantacalcio. E non bisogna credere a Michele per forza che è così troppo napoletano per saperlo, magari facciamocelo dire da un sudtirolese, molto più convincente. Là dopo Bressanone dove è nato anche il lampredotto. Sono abbastanza convinto che tra gli utenti di questo blog, tra quelli che hanno passione e qualche rudimento gastronomico, intendo quelli che i carapaci dei crostacei non li mangiano ma li usano per farci la bisque, ci sia il nonno di Heidi, asociale al punto giusto, ma con un cuore grande. Uno che si fa i cazzi suoi anche sulla carpenteria del cornicione. Un essere con l’accento tipico del pizzaiolo della Val di Fleres, e il corpo da muratore con tanto di cazzuole al posto delle mani. E della serie “pennello grande” o “grande pennello” vi suggerisco il modo per ritagliarsi uno spazio congruo nell’eterna battaglia alla conquista di un posto al sole. Riguardo alla pizza va tutto bene, tanto non c’è mai limite al peggio, basta non imboccare la settimana al contrario perché c’è il rischio di fare un frontale. Che poi a quanto si sente nei telegiornali ci sono già le strade piene di tossici che guidano.

lunedì 15 luglio 2019

L'unica traccia



Alla fine mi sono pentito e da Michele ci sono andato ieri, malgrado si sia affermato qui che i napoletani non sanno fare la pizza. Insomma ho fatto come la Fiorentina che non ha creduto alla storia della squadra da Champion e così la smantellerà. In questi giorni sul blog si respira aria di buoni rapporti tra amici un po’ carogne, come quando la polizia fermava il Bambi e gli trovava il fumo in macchina, allora il suo migliore amico diceva al maresciallo che non lo conosceva, che insomma gli aveva dato solo un passaggio. Anche i parenti non facevamo meglio, aveva infatti un vecchio zio che sulla rubrica lo aveva salvato come “nipote drogato”.  Per quanto riguarda le malattie gravi tipo quella che ha colpito Sinisa e al quale auguro di venirne fuori al più presto, prendo spunto proprio dal suo carattere forte per dire che non sono d’accordo su quanto si dice che questo servirebbe per sconfiggere la malattia. Per me non è vero che chi non si arrende o è più forte vince, ed è anche offensivo per chi muore. Che non si arrende, muore. Così come chi vive non vince, guarisce. Poi girando e rigirando l’unica traccia del primo acquisto Viola l’ho vista su un muro di via Maffia.

domenica 14 luglio 2019

Donna al volante


Chissà come mai quando dicono che dobbiamo bere molto non penso mai all’acqua. E così come la vittoria di Montella dopo 17 partite, anch’io ho interrotto la serie di 7 sabati consecutivi da Michele. L’ho fatto dopo le vostre rivelazioni su come si fa la pizza e non me la sono più sentita di andare a farmi prendere in giro da un improvvisato. Mentre tra le cose più difficili al mondo non c’è solo il primo acquisto Viola, rimane la difficoltà mai superata di salire sul materassino galleggiante. Anche se prima di comprare bisogna vendere suggerisco di farsi comunque una bella risata, poi magari tra qualche settimana andiamo in ferie e incomincia a piovere. Esistono molte domande a cui il tifoso Viola non sa ancora rispondere, tipo “quando il primo acquisto?”. Ma esiste anche una risposta che potrebbe risolvere tutte le domande insolute, tipo “dormi che è tardi”. A parziale attenuante di Balotelli ricordiamoci che non ci possiamo aspettare niente da una generazione che ha avuto il porno facile. E di tutta la discussione di ieri sul blog mi rimane un’amara considerazione: donna al volante niente pompino. Per questo mi rifugio nella poesia o in quei soggetti che hanno ispirato anche Van Gogh.

sabato 13 luglio 2019

La pausa della pausa



Fine settimana, forse ancora pizza da Michele, è comunque tempo di spesa, spasso, svago, stasi di mercato. E’ tempo di fare alcune riflessioni. Quando un utente se ne va dal blog va a stare meglio, ed è solo per questo che non intraprendo tentativi di convincimento a restare. Io che amo gli utenti che frequentano questo spazio preferisco lasciarli andare via liberi per il loro bene. Perché quando uno dice mi prendo una pausa dal blog, o se la prende senza dirlo, considerato che il blog era già una pausa dalla vita, vuol dire che siamo alla pausa della pausa. Un grande lusso a cui partecipo in silenzio religioso, ammirato e affettuoso. Lo preciso perché il Bambi mi ha attaccato sostenendo che do l’impressione di quello che non gliene frega niente di chi va via. Me ne frega troppo per trattenerli invece. Sennò potrebbe passare il messaggio che chi fa i pompini non può chiedere chiarezza sul business delle adozioni di minori sottratti alle famiglie. Il silenzio non si concilia insomma con il menefreghismo. E poi credo che la salvezza stia proprio nei cambi di direzione. L’ho fatto una volta sola di rincorrere un utente per non lasciarlo andare, portava occhiali da sole ed era mattina presto, quando lo raggiunsi scoprii che si riparava gli occhi dall’essere morto dentro. Così oggi preferisco sperare che vadano a stare meglio, e da quel giorno ogni volta che qualcuno se ne va mi consolo con un’ottima tisana alla frutta; la sangria. Capitolo Balotelli, per lui che non ha la misura del limite, che inciampa di continuo nelle cose in cui sbatte, per lui bisogna cercare di adattare un po’ il mondo perché non è che può fare tutto da solo. Per non perdere certezze, invece, c’è piuttosto da evitare che sia la Ferrero a cambiare. E mi riferisco alla ricetta dei biscotti danesi nella scatola di latta.

venerdì 12 luglio 2019

Altro che Hopper e peperoni


Affumicato e tenace, lo definirei così questo primo squarcio di tavolozza americana. Col profumo dinamico delle perplessità e i colori di Hopper. Poi con De Paul e Lirola in volo verso un’altra storia, il profumo vira decisamente verso quello irresistibile della manovra avvolgente che il concentrato di pomodoro imbastisce con olio e aglio per esaltare i peperoni. Due fasi per ora. Un po’ come finire da prima intrappolato in mezzo a una comitiva di turisti orientali che serrano le fila per seguire compatti la guida con la bandierina alzata, e poi svincolato a fatica, sbucare proprio davanti al Pollini in Sant’Ambrogio. Intanto per non saper né leggere né scrivere sono entrato in Santo Spirito e ho acceso una candela al santo protettore dei menischi e dei legamenti. Ho sempre creduto nella prevenzione. Non a caso la Rita sostiene che sono prevenuto. Ma anche chi va al Genk lo fa per prevenire la panchina. E forse ce la fa anche. Il Bambi è molto più pratico, pochi fronzoli e immagini del cazzo, così dopo aver sentito che l’obiettivo è prima vendere e poi comprare, mentre l’ambizione è quella di fare meglio dello scorso anno, altro che Hopper e peperoni, per lui la prima fase è stata quella di finire l’acqua del pesce rosso, e la seconda quella delle brocche coi cetrioli. La terza fase per lui rimane quella di verniciare di colore diverso le bici dei colleghi in pausa pranzo. Io per andare d’accordo con tutti mi sono fatto fare una felpa con davanti i peperoni e dietro la brocca dell’acqua con dentro i cetrioli. E poi a prescindere dalle fasi, noi uomini abbiamo il vantaggio di non avere le chat delle mamme della scuola. E a prescindere dalle fasi e dai sessi, basterebbe che tutto questo astio fosse sangria. E’ proprio grazie al potere ammorbidente dell’alcol che si sono resi possibili certi approcci, così come ironiche e non violente certe reazioni. Mi riferisco a quando ho conosciuto la Beatrice dalle poppe grosse al bar di Mimmo in via Romana, ero davanti a lei e c’era un po’ di gente al banco, avevamo già bevuto entrambi, così dopo la quarta strusciata con il gomito sulla poppa mi disse che lei la considerava masturbazione.

giovedì 11 luglio 2019

Quell'attesa che ti lascia il tempo di fare anche altro



Il Bambi è incarognito dall’attesa, malgrado la compagna lo ami, il ritorno alla vittoria di Montella, e viva in San Frediano, alla vita che gli sorride chiede se ce l’ha con lui. L’altra faccia della medaglia è invece ottimista che l’attesa generi buone nuove. Poi ci sarà sempre un bastian contrario più interessato a sapere se quelli che vendono il cocco in spiaggia siano mai stati visti d’inverno. Leggo di cifre esagerate, un mercato drogato come una porchetta, prendiamo Lirola e la sua quotazione, ma bisogna insegnarglielo noi a Pradè come fare, noi che già abbiamo indicato a Montella il centravanti titolare. Per abbassare la richiesta del Sassuolo mi permetto di suggerire al nostro DS di chiedere lo sconto inventandosi che è il suo compleanno. A quelli invece impossibilitati ad andare in ferie suggerisco di seguire il blog perché ci sono comunque anche qui dei bei post. Il tifoso Viola sempre così diviso oggi lo racconto con una foto che rappresenta come il cuore lo spinga ad entrare con entusiasmo in questa nuova stagione, e il cervello invece lo trattenga per via di Simeone. Essere bipolari a volte porta dei vantaggi. Penso a chi è a dieta e allora la foto rappresenta il cuore che vuole entrare in pasticceria mentre il cervello tiene traccia della parcella di Ciro Vestita. Così al Bambi ho proposto di affrontare la nuova stagione senza più retropensieri, “e come?”, mi ha chiesto. Tirandoli fuori di notte quando diventano avanguardia. Sperando che questa attesa sia come quella necessaria al succo di limone per cuocere le fettine di carpaccio. Quell’attesa che ti lascia il tempo di fare anche altro. E non come le illusioni, sempre gravide, ma che non partoriscono mai.