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venerdì 30 ottobre 2026

IL PREPARTITA


 

Un pareggio che di buono mostra solo l'avanzamento dei lavori sullo sfondo.

Di forte, invece, c'è stato soprattutto il mio prepartita. Al Forte.

Le fasi salienti della partita? Più che altro quelle precedenti al fischio d'inizio.

Mario Cipollini al Caffè Principe con annessa russa di almeno trent'anni più giovane. Tacco dodici anche di mattina e scarpe dorate. D'oro, del resto, abbiamo ricoperto pure i giocatori che da lì a poco avremmo visto in campo. Anche se, a conti fatti, erano al massimo placcati.

Poi il gelato, a dimostrazione che non si vive di sole schiacciate lontano da via de’ Neri.

Dall'Antico Vinaio all'antico vizio di farci rimontare. Un format che, a differenza di quello di Tommaso Mazzanti, continua a raccogliere scarso entusiasmo tra la tifoseria.

Misera la classifica. Miseri anche quei timidi fischi.

Prima le Apuane, poi De Ketelaere a imperversare sulla nostra difesa. Statici come il marmo di Michelangelo i nostri, mentre i capelli di Jimenez facevano il paio con quelli della russa di Cipollini.

Gonzalves, tre minuti ieri e cinque nella partita precedente, sembra la dimostrazione pratica che uno con il suo curriculum realizzativo in Portogallo non possa giocare nella Fiorentina.

Almeno in questa Fiorentina.

Il consiglio che mi sento di dare a Pedro è allora quello di fare come me: il prepartita al Forte. Magari provando a fregare la donna a Cipollini invece che gli avversari. Tanto a Vanoli, evidentemente, non interessa.

Se all'Atalanta mancavano dieci giocatori, al Forte mancavano i turisti.

Per la Vittoria, invece, per ora dobbiamo accontentarci dello stabilimento balneare.

 


martedì 27 ottobre 2026

FALSE VOCI


Vorrei sfatare una falsa voce.

No, non riguarda Beto e il fatto che continui a dichiararsi centravanti.

Parlo di quella che vuole il povero pensionato disorientato davanti all'improvvisa mancanza d'impegni.

Falso.

Falso come la verità processuale sul delitto di Garlasco.

Vi esorto a diventare pensionati per credere. Certo, questo comporta un certo invecchiamento, ma non fatevi scoraggiare.

E soprattutto non affidatevi a improbabili skincare, per quanto coreane, nel tentativo di rallentare l'inesorabile traiettoria verso le braccia dell'INPS.

Ne vale comunque la pena.

Più di quanto valga guardare il recupero di Inter-Fiorentina.

Più del lampredotto vegano.

E mi fermerei qui perché non vorrei aggiungerci anche il prossimo Fiorentina-Atalanta.

No, in questo caso faccio un'eccezione e vi consiglio di aggrapparvi disperatamente alla sedia dell'ufficio, invocando il carovita come ultimo argine alla scoperta di quanto valgano davvero quarant'anni di contributi.

Se però avete commesso il madornale errore di vendere l'anima al diavolo pur di risparmiare sui costi di una skincare coreana seria, vi toccherà assistere in eterno a esterni schierati a piedi invertiti, fasi difensive approssimative, rigori al novantacinquesimo, stadi in rifacimento e arbitri Di Bello.

Esisterebbe anche la soluzione della botte piena e della moglie ubriaca: pensione e part-time.

A quel punto ci sarebbe da sfatare un'altra falsa voce: che chi troppo vuole nulla stringe.

Non come Valdepeñas, però.

Lui la marcatura su Thuram la stringe eccome.


domenica 25 ottobre 2026

Mi barcameno


Tra Bologna, al Salone dell’Auto e Moto Storiche, dove il cuore batte soprattutto per le 911 in tutte le salse, e Milano, dove di storico potrebbe rivelarsi solo la vittoria della Fiorentina, sono arrivati il primo abbassamento di temperatura e voce, l’ora solare e il pranzo anomalo della domenica, quello in cui si fanno i gyoza col maiale.

Insomma, di tutto di più. Più dei gol incassati dalla difesa, più del prezzo dei carburanti alla pompa e più delle cazzate che scrivo.

Ravioli di carne giapponesi a parte, reminiscenza dell’ultimo viaggio di Tommaso, mi barcameno tra il lusso di essere in pensione, la ricerca costante della forma fisica, il parziale ritorno al lavoro (due giorni a settimana), la passione per le auto di Stoccarda e il primo raffreddore stagionale abbinato al primo castagnaccio.

Non so se la Fiorentina ci leverà le gambe, non penso. Non so se riaprirò il blog ai commenti, non penso.

Quello su cui, invece, non ho alcuna incertezza è ciò che ho orgogliosamente ribadito con l’acquisto di un modellino identico in scala 1:18.

L’altra ha il telo. A questa, allora, per farla ambientare meglio, gli ho comprato un cipresso. 

martedì 20 ottobre 2026

Quando la cantina è meglio dell'attico

 


Da fiorentino Diladdarno, dove si veniva battezzati col brodo di trippa, all'Enoteca Pinchiorri il passo è lungo. E anche piuttosto costoso: più o meno quanto il cartellino di Oulai.

Devo dire però che mi sono ambientato subito. Molto meglio del giocatore ivoriano.

Tra Champagne, Bordeaux, Pinot Nero francese, Barolo, Moscato di Saracena, Chardonnay del Mugello e Vernaccia di Oristano ho trovato un equilibrio che supera largamente quello della squadra di Vanoli.

Anche la mia fase difensiva si è rivelata superiore a quella viola: nonostante otto vini diversi, sono riuscito a riportare a casa la patente sana e salva. Alla faccia di Nico Paz.

E di bello c’è che Di Bello non c’era a rovinare la serata con una delle sue decisioni.

Tutto è stato all'altezza delle aspettative: tre stelle, proprio come i tre gol del Como.

La visita finale alla cantina ha confermato che l'impianto di climatizzazione funzionava alla perfezione. Molto meglio del fuorigioco automatico del VAR.

Per completare questo tuffo nella malinconia del tifoso viola, chiuso in se stesso nel timore di subire un'altra ripartenza, andrò a visitare la mostra di Hopper a Palazzo Blu. Blu, come le maglie del Como.

A Pisa. (Merda.)

venerdì 9 ottobre 2026

Sarà



Per rianimarlo dovrei fare una respirazione bocca a bocca, ma ci vorrebbe il boccaglio. Rischio a parte di tirare su la testa ed essere riconosciuto da chi non aveva fatto in tempo a rinfacciarmi Pioli, il blog sta bene così. Spento come lo sguardo di chi segue un pallone masticato a mo' di lampredotto. 

Con le pinne, invece, increspo le acque fresche della pensione. Anche se la pacchia dura quanto la panchina di Grosso, a novembre torno a fare il consulente. Vi rendete conto! Fabietto nazionale direbbe che sono inallenabile, i RIS di Parma  mi sbatterebbero direttamente in galera omettendo il DNA Diladdarno sui pedali di una bicicletta elettrica buttata su un marciapiede di via Sant'Agostino. A Rita va bene comunque, sia la galera che l’impegno saltuario lontano da casa. 

Intanto la passione si è risvegliata, sarà per gli argentini che ripuliscono l’aria del Viola Park con sentori di brace. 

Sarà perché non c’è più Pioli, che in odore di elezioni porta sempre voti. 

Sarà perché Atta, Fagioli, Oulai e N’Dour sono meglio di tre settimane senza Atta, Fagioli, Oulai e N’dour sparpagliati per nazionali. 

Sarà che aver levato di torno Nzola è meglio di aver tolto il bollo auto. 

Sarà che mi hanno regalato una cena da Pinchiorri, e un’enoteca che si rispetti può sempre aiutare a dimenticare le prime tre giornate. 

Sarà che dell’esterno ex Toro, in San Frediano si fa fatica con la pronuncia. E dire che Diladdarno, tanto per far confusione, le persone venivano chiamate con un nome diverso da quello di battesimo. Mio babbo si chiamava Spartaco e lo chiamavano Silvano, ma tra i due tarabaralla. Come lo chiami Njie che è pure svedese, roba che da queste parte ci si ricordava solo di donne bionde e molto più alte di Sottil. 

Insomma, ho ristrutturato la passione con gusto moderno e minimale, qualche tocco di designer, c’è chi sostiene che il successo dell’operazione sia dovuto al tocco, non di Mastantuono questa volta, ma a quello finale, e non sinistro, della carta da paratici.


giovedì 1 ottobre 2026


Garlasco. Quando lo sdegno diventa biologico 



L'inchiesta sul delitto di quella povera ragazza che ormai quasi nessuno nomina più è una bomba. Ma, al posto dell'acqua, fa scorrere fiumi di miseria umana.

Quella che ENI sta combattendo con lo sconto alla pompa.

Io non la nomino per non rischiare la cappa della querela o un esposto all’ingrosso. Roba low cost.
Se davvero qualcuno ha anteposto carriere, promozioni, visibilità e convenienze alla ricerca della verità, allora il disgusto non può essere solo morale. Deve diventare biologico.

La giustizia farà il suo corso e accerterà responsabilità e conseguenze. Nel frattempo, giornalisti investigativi improvvisati, opinionisti improbabili, criminologi da televendita e professionisti della narrazione tossica stanno assistendo al crollo del bene più prezioso che possedevano: la credibilità.

Si agitano come mosche nella tela della procura di Pavia, ma ormai anche la tela ha smesso di reggerli.
A qualcuno, presto, perfino il riconoscimento facciale del telefono potrebbe rifiutare l'accesso per manifesta perdita d'identità.

E noi?

Noi potremmo riscoprire una gloriosa tradizione italiana. Per una stagione, rinunciamo alla conserva fatta in garage. Non però ai pomodori.

Biologici e ben maturi.

Bersagliamoli di licopene. Quell’antiossidante che li proteggerà dallo stress delle inevitabili conseguenze.
E magari, per una volta, una sentenza potrebbe essere pronunciata non soltanto in nome del Popolo Italiano.

Ma anche in nome del Pomodoro Italiano.

domenica 1 ottobre 2023

L'acqua tonica


Premesso che a me questa proprietà fa schifo e ritroverò entusiasmo solo quando saranno state sanificate le stanze, l’episodio di Matteini è solo l’ultimo e neanche il più vergognoso, ci aggiungo per onestà che sono stanco non da ora, e che più volte avevo pensato di chiudere questo spazio, mettici il fatto che mi si scrive in privato facendo pure battute gratuite sulla mia gestione, carente perché inadeguata in quanto priva della doverosa censura a certi commenti, costringendomi a dover giustificare certe mie lacune come alla prof quando voleva interrogarmi. Siccome queste osservazioni sono pure giuste, e non pretendo che si debba tenere conto delle mie esigenze lavorative, è arrivato il momento di prendere atto che non ci sono più i presupposti per continuare. Mi piaceva chiudere il blog con una copertina, l’ultima, che rappresentasse un po’ la filosofia con la quale era nato questo spazio, e Scialpi perché a differenza delle copertine della Settimana Enigmistica, lui è già scarabocchiato di suo. Mi prenderò il tempo necessario per capire come evitare che si possa continuare a commentare pur lasciando tutto in rete. Quindi limitate in questa fase i vostri eccessi per rispetto dei più suscettibili. Mi dispiace, forse è un po’ amaro chiudere così, ma anche l’acqua tonica lo è, se però la mescoli con il gin diventa persino piacevole. E questa mia decisione bisogna farsela piacere per forza. 


Gin, anzi Gianni