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lunedì 30 marzo 2020

Mi viene da pensare


Diminuiscono contagi, ricoveri e decessi a dimostrazione che la decrescita felice esiste. Ieri avrei voluto spostare le lancette di due mesi avanti in modo da poterci nuovamente insultare ai semafori, ma ho avuto serie difficoltà perché avevo spostato l’orologio avanti di un metro. Ancora per qualche settimana canteremo in cantina, balleremo nel ballatoio e correremo nel corridoio, ora che c’è più casino in casa che fuori. Quarantena che comunque non mi è servita a imparare le luci di casa. Quel malvagio del Bambi ieri sogghignava pensando a chi stava passando la quarantena con le sue ex. Nerello Mascalese questa volta per ricordare che sarà un’ottima annata per la psichiatria. Poi in una domenica sera dal silenzio assordante immagino pensieri sereni, scenari tranquilli, suoni di pace, ma non oggi. Si chiede di fermare tutte le guerre, o almeno di disinfettarsi le mani prima di sganciare le bombe. O al limite facciamole a porte chiuse. Mi viene da pensare che un mese fa eravamo felici ma non ne eravamo al corrente, adesso però l'importante è di non arrivare a bere per noia come dei nobili decaduti.

domenica 29 marzo 2020

Come siamo fatti veramente


Dentro le case si manifesta un mondo privo di bionde, una tragedia dentro la tragedia. Riaprite almeno i parrucchieri intanto che io non mi riposo mai da me stesso. Sacrificherei il terzo scudetto sull’altare del vaccino perché ormai sono arrivato ad auspicarmi gli incubi per tirarmi su il morale. A me tutte queste foto di strade, piazze, città deserte mi fanno tornare in mente le cartoline, e oggi capisco quanto si potessero sentire vuote. Altri tempi quando avevamo paura che a rompersi fosse il preservativo e non i guanti, quindi mi faccio gargarismi di Nerello Mascalese. Quelle poche volte che esci e scansi gli altri che scansano te, è giusto ma è triste, così dopo l’ennesimo giorno di quarantena comincio a capire Goya. E chi non ha il cane esce a comprare le sigarette anche se non fuma. Renzi ieri ha dimostrato che sarebbe un perfetto Premier in Inghilterra così come questa quarantena ha svelato quello che siamo veramente, siamo fatti proprio di quello che siamo nei fuorionda.

sabato 28 marzo 2020

Dobbiamo rimanere ragionevoli


Un attimo prima di quella attraversata, un attimo prima della quarantena, eravamo altri. Oggi che dalle terrazze prendiamo boccate d’ansia, e che i reati sono in calo del 64%. Se non le mascherine che ci diano almeno le brioches. Nello scorrere lento delle giornate ripenso al sapore del lampredotto, ma faccio anche considerazioni meno intelligenti, mi chiedo da giorni se avessimo avuto una super Sanità attrezzata con decine di migliaia di posti di terapia intensiva, avremmo lasciato tutto aperto permettendo alla gente di potersi contagiare? Senza lampredotto sono ritornato a pane, olio e pomodoro, mentre alcuni sviluppano il feticismo delle strade deserte. Quando leggo che i grandi nomi della moda convertono le loro produzioni in camici e gel voglio pensare che anche i Narcos possano seguire l’esempio e buttarsi sulla farina di grano duro. Io per evitare le fake news cerco risposte nell’intonaco. Alla fine non sarà facile ritrovare la strada per tornare a lavorare senza imboccare corsie controsenso, e gli scienziati calcolano che finita l'emergenza il 50% di noi avrà disturbi emotivi, mentre l’altro 50% è quello che non ha mai avuto bisogno dell’autocertificazione. Cambia l’ora e per la prima volta non potremo nemmeno lamentarci per l’ora in meno di sonno. Comunque complotti a parte dobbiamo rimanere ragionevoli, una volta che tutto questo sarà finito potremo tornare a goderci la nostra amata Terra piatta.

venerdì 27 marzo 2020

E subito dopo


Una zia del Bambi sprovvista di stampante lo ha rassicurato sul fatto che tra un po’ potrà di nuovo uscire a fare la spesa perché sta finendo l’autocertificazione fatta all’uncinetto. E ve lo ricordate quando ci lamentavamo dell’olio di palma? Il Pizzichi noto complottista Diladdarno sostiene che il virus sia nato durante lo spot in cui Banderas se la faceva con la gallina. Ma il punto di non ritorno potrebbe essere la pulizia dei lampadari. È un periodo duro nel quale ci dobbiamo bastare. L’unico lusso che possiamo toglierci in questi giorni è essere frivoli, e per rompere il comprensibile ma estenuante flusso di cattive notizie ho scelto Lupo Alberto. Il punto è che siamo già arrivati ad attaccarci alla bottiglia del vino prima di metterla in frigo e dopo aver sfumato la carne. Come orgasmo ci rimane il rumore della cipolla che soffrigge, mentre lievito di birra e stampante entrano prepotentemente tra i nuovi status symbol. La compagna del Bambi è invece entrata ufficialmente in crisi, lei che era abituata a rimettere a posto la casa solo quando venivano gli ospiti. Strade vuote, distanze di sicurezza, allora mi sono messo a guardare i concerti dal vivo senza audio, solo per rivedere tutta quella gente accalcata. Il Pizzichi che ogni sera mi chiama per spiegarmi come ha fatto a smascherare il complotto mondiale, mi fa tenerezza, si è lasciato la scorsa estate perché la moglie se la faceva con il benzinaio e se n'è accorto il Centi. Alla fine di questa quarantena l'autocertificazione giusta l’avrò trovata dentro di me, e subito dopo sarà caccia alla ninfomane.

giovedì 26 marzo 2020

Quando i locali saranno vuoti


In merito al nuovo inasprimento delle sanzioni il Bambi ha chiamato i Vigili Urbani per sapere se la moka da sei è considerata assembramento. Tra i drammi di questa situazione c’è che le donne con mascherine grazie alla solo visione degli occhi sembrano tutte più belle della realtà. Si parla di un 45%, non bruscolini. Il Bambi dice che il Pizzichi è asintomatico, anzi dice di più, dice che l’asintomatico è come il pizzichi che mangia quanto vuole e non ingrassa mai. Così cucina per gli altri che ingrassano solo a sentire l’odore di quello che cucina il Pizzichi. E adesso che nevica in Calabria potrebbe tornare anche Greta. Intanto sono risultato positivo al Nerello Mascalese, sarà per questo che ho pensato che una storia come quella che stiamo vivendo non l’avrebbe pubblicata nessun editore. Nasce intanto la figura della ragazza chiusa dentro accanto. Se solo usassi questo tempo fino al 3 aprile per studiare potrei almeno imparare come usare la punteggiatura. Era da tanto che non sentivo più ridere così il Bambi, e pensare che c’è chi è contrario alla legalizzazione della cannabis. Rifare il letto ci serve ormai per distinguere il giorno dalla notte, mentre accadevano tante cose e io non me ne accorgevo. Le paure sono tante, ma almeno stanno a un metro e così entrano una alla volta. Rimarrà sempre valida la regola che se il posteggio fuori del ristorante è pieno di camion significa che si mangia bene, quando invece i locali saranno vuoti diremo che pare d’essere nel 2020. Infine per spiegare l’immunità di gregge vi metto una a pecora.

mercoledì 25 marzo 2020

Il farmaco della speranza


Il rischio di continuare a lavare i pavimenti con questa frequenza è che intervenga la Soprintendenza delle Belle Arti al primo vaso etrusco ritrovato. Se avete tenuto la prima versione dell’autocertificazione arriverà il momento che varrà come un Gronchi Rosa. Magari anche se reclusi usciremo pazzi se è vero che pensavamo di sconfiggere il virus con il caldo ed è arrivata la neve. Evidentemente i cani col freddo non hanno più nemmeno così bisogno di tutte queste passeggiate. Devo dire che mi ero abituato troppo a vivere in mezzo a milioni di commissari tecnici, tra gli immunologi mi trovo un po’ a disagio. Se solo Giovanni Rana facesse le penne lisce potremmo fare nottata aspettando il nuovo decreto. Anche i Re Magi quando tutto sarà finito porteranno in dono il lievito di birra al posto della mirra, oggi invece è previsto il picco delle autocertificazioni. Non c’è più bisogno della notte per aspettare che tutto rallenti, tutto tranne il cuore. Dice che questo momento potrebbe insegnarci qualcosa, tra i miei tanti dubbi in merito voglio pensare a chi non faceva mai colazione e spero che usi questo periodo per diventare una persona migliore. Giornate ribaltate, passi lenti, muri bianchi, ginnastica con piegamenti all’incertezza. Stretching di pessimismo. E a fine giornata il Bambi si è fatto un thé infré. Che declino. Per dare il senso del disperato bisogno di stare in un là fuori incontaminato, vorrei che il farmaco della speranza si chiamasse “Surf”.

martedì 24 marzo 2020

L'autovelox


Ormai il lievito di birra ha sostituito l’Amuchina nella nostra quotidianità. Dopo i clienti dei quadri di Hopper anche Botticelli deve fare i conti con i tempi della quarantena. Tempi in cui il cane da amico è diventato autocertificazione dell’uomo. Alla domanda delle domande su cosa faremo quando tutto sarà passato, amici ipocondriaci mi assicurano che faranno visite, ecografie, controlli e quanto altro. Adesso che i rapporti vanno misurati almeno a un metro il Bambi ha riconosciuto la grande fortuna di aver avuto prima di questa quarantena rapporti con donne sprovviste di righello. Sono arrivato a bere il caffè nella tazza da tè, mentre da carcerato mi facevo tatuare “Avigan” sull’avambraccio. Se anche gli autovelox si annoiano, l’autocertificazione è invece arrivata alla sua terza revisione, saranno le forze dell’ordine a valutarla ogni volta, ma potranno essere richiamati della sala VAR. Ora capisco quando c’era la fila per la Beatrice dalle poppe grosse, avevamo tutti il virus dell’erezione. Intanto la Rita per non sapere ne leggere ne scrivere stende anche i calzini uno a un metro dall’altro. Poi per chiudere gli occhi ed estraniarmi un po’ da me stesso ho scoperto RaiPlayRadio con un centinaio di audiolibri. E visto che questa volta non me la posso rifare nemmeno con me stesso, raccatto due, tre motivi, e li centellino tutto il giorno.