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sabato 23 febbraio 2019

I grandi interrogativi


C’è la paranoia al 25% di sconto, approfittiamone, se poi non gli rinnovano il contratto lo possiamo sempre usare come zeppa. Ma è Piatek che fa grande Gattuso o il contrario? La vita ci pone sempre di fronte a grandi interrogativi. L’ha scritta davvero quella cosa Pasolini a Moravia? Muriel arriva e segna perché è forte, oppure ha smesso di segnare per colpa di Pioli? Che uso ne fa la bella ragazza mora di quel grosso cetriolo che ha comprato al supermercato? Ci fa la maschera oppure altro? Quando pensiamo di aver bevuto troppo è veramente così, oppure abbiamo bevuto poco gli altri giorni? Se non sappiamo rispondere e abbiamo tavoli, vecchie credenze e mobili vari che non dondolano, abbiamo sempre quel libro al 25% di sconto che potrà aiutarci. Nel frattempo ho imparato anche a portare rispetto a chi racconta sempre dei limiti dell’allenatore, l’ho imparato da un signore anziano con cui mi capita di fare due chiacchiere al bar, e che quella storia me l’ha già raccontata mille volte. E se a qualcuno interessa la storia che mi ripete quel signore anziano ogni volta che mi incontra è presto detto, un po’ ci interessa perché ricorda chi ha preso Pioli come capo espiatorio di tutti i mali. Il tenero anziano mi racconta che quando era più giovane attribuiva la sua sofferenza ai soliti fastidi dovuti al lavoro, ma da quando è in pensione si è reso conto che è proprio lui il problema. Visto che Spalletti è un grande, domani potrebbe fare un passo falso da gigante. A proposito di grandi interrogativi, e quindi di libri scontati del 25%, siete proprio sicuri che il rumore dei tacchi che rompe il silenzio della notte non sia il codice Morse con il quale le donne dialogano con l’universo?

venerdì 22 febbraio 2019

Tra puzzle e carta igienica



La differenza nel modo di vivere la passione tra me e il Bambi, e per differenza intendo la sua mancanza di pazienza nei confronti di una società che non alimenta ambizioni, ma anzi le mortifica, ed io che invece vivo con serenità i momenti di galleggiamento tra la dismissione e l’autofinanziamento, è che io tra un trofeo e l’altro compro puzzle da 10.000 pezzi. E poi ci vuole talento anche per sperare. Lui di contro, per mancanza di fiducia nel futuro compra la carta igienica in confezione da quattro rotoli. Le uniche soddisfazioni per lui sono ormai solo le sconfitte della Juve in Champion, un grande classico. Ieri c’è stato un summit in casa bianconera a questo proposito, quello che il tifoso Viola chiama invece corso di aggiornamento. Anche io ho le mie belle recriminazioni, e penso alle almeno 20 serate della mia giovinezza che ho passato a vedere la Corrida di Corrado. Ma alla fine se Pioli è sempre lì la colpa è proprio del Bambi e di quelli come lui che hanno dosato il termine “ceppicone” la mattina e la sera, tutti i giorni, come un antibiotico per combattere il virus dell’anticalcio. Purtroppo è stato proprio l’abuso di tale terminologia antibiotica a rendere il virus insensibile al trattamento. Non gli rimangono che improponibili anti stress. E in più c’è questo anticipo di primavera che non aiuta i tifosi improntati a quel senso di prevalente indefinita tristezza chiamato malinconia, non sempre contenuta, anzi spesso degenerata in giornate fastidiose o deprimenti. Al Bambi serve più l’autunno così pieno di pozzanghere e mucchi di foglie ingiallite. La primavera non te le concede tutte queste vie di fuga. Specie quando si avvicina la semifinale di Coppa Italia e non hai più il pronostico chiuso come contro la Roma.

giovedì 21 febbraio 2019

Il suggerimento del Pizzichi



Nessuno che mi abbia ancora ringraziato per aver detto di tutto pur di propiziare il gol di Simeone attirandomi forti correnti di dissenso. Vi meritereste che facessi lo stesso anche per il ritorno al gol di Icardi. Non lo faccio solo perché mi è sufficiente aver messo in piedi questa diatriba su Pioli che mi permette di generare editoriali su editoriali, metodo studiato attentamente da Grillo che ha creato il Movimento 5S per generare politici da prendere poi per il culo nei suoi spettacoli. Il Bambi intanto, visto le ambizioni che gli stanno così strette, in rapporto alla passione, tipo una muta da sub di due misure più piccole, per indossarla ha dovuto seguire un corso di gestione della rabbia da uno psicologo. Lo stesso che ha frequentato per oltre un anno dopo che pensò di aver trovato la donna della sua vita, era il ‘92. Ricordo che mi prese da una parte e me la descrisse come la donna più romantica del mondo. Fino a quando non scoprì una foto rimpiattata in una vecchia scatola gialla di biscotti Plasmon, che ne mostrava il suo lato meno romantico. Da quel momento entrò di fatto a far parte del mondo degli strofinatori di piedi, non c’era ansia che non riusciva a debellare quando trovava un polpaccio, un materasso, un paio di cosce. E da lì ha cominciato a provare profondi sentimenti per il cappuccino. Se poi siete d’accordo, vorrei istituire l’Almanacco del Giorno. Per dire che quindici anni fa esattamente in questo periodo era febbraio. Per esempio. Mentre sempre nel ‘92 quando il Bambi visse la sua delusione amorosa più cocente, e cominciò a lamentarsi di tutto, persino del semel usato dal trippaio del Porcellino, il Pizzichi, ormai stufo di tutto quel brontolio, gli disse “falla finita”. L’ha sempre considerato un pietoso consiglio di togliersi la vita  E’ così che ha preso atto che la realtà non è un’attesa ma un suggerimento.

mercoledì 20 febbraio 2019

La vittoria come screen saver del gioco asfittico


Il Bambi sostiene che la vittoria, specie se esterna, ha la stessa funzione dei salva schermo di Windows, quella cioè di ricordarti che nel mondo esistono posti bellissimi ma tu vivi in un posto di merda. Per lui, insomma, la vittoria piolesca maschera una realtà di degrado, così gli ho ricordato che vive a Firenze, spesso usata anche come screen saver. Però tutto è soggettivo, Pioli a suo dire non sarebbe un salva schermo accettabile neanche tra le "vele" di Scampia. Lui che ha sempre considerato i dolori del parto tremendi come se toccasse il marciapiede con i cerchi in lega della macchina nuova. A un certo punto, sulla scorta di quanto successo ai genitori di Renzi, e il successivo “se nessuno va più in carcere è perché il carcere va a casa loro”, vorrebbe che succedesse la stessa cosa anche con l’esonero. E se sulla piattaforma Rousseau hanno impedito di votare a Borghese per paura che ribaltasse il risultato, il suo appello è di non fare lo stesso errore se arriva il rinnovo al tecnico, e permettere a Borghese di poterlo ribaltare in esonero. A questo punto ho cercato di evidenziare i vantaggi di avere un allenatore che non piace, e gli ho ricordato che per non essere gelosi di una donna è di basilare importanza proprio il fatto che non ti piaccia. Questo è il vantaggio, mentre con un D’aversa, Semplici, Zenga, Giampaolo, Andreazzoli, De Zerbi, Mazzarri, vivresti nell’incubo che come ti giri per rallegrarti delle sovrapposizioni con quello che ti sedie dietro allo stadio, te lo corteggia subito il Chelsea ora che Sarri sta per uno. Noi quando parliamo di calcio siamo troppo possessivi delle nostre idee, guardate Collovati al quale si rigira lo stomaco quando sente le donne che parlano di calcio. Così preso dalla passione per questo gioco che si è dimenticato di quando guidano. Guardate voi stessi che mettete sullo stesso piano un tegame come Wanda Nara con una mega passera come la Satta. Lo dico io che ho investito emozionalmente tanto su Pioli, e invece era un calesse.

martedì 19 febbraio 2019

Non un editoriale ma uno shottino


Da quando è arrivato il ceppicone sulla panchina Viola si sono abbassate le nostre aspettative da Homo Sapiens a Homo e basta. Questa è la dura analisi del Bambi, che a seguito di tale degrado ha tolto pure dai suoi sogni erotici Daniela Ferolla e l’ha sostituita con Wanda Nara. E come salvaguardia per il gioco del calcio, dopo quello per la canzone italiana, il decreto più sensato dovrebbe essere quello in cui una sostituzione su tre venga decisa dai detrattori di Pioli. La Ferolla perché ogni tre straniere una italiana, e perché linea verde come quella della società. Per il Bambi sarebbe meglio che ogni tre una te la debba dare. Sia chiaro io non ho niente contro Wanda Nara, anzi sia benedetto nei secoli chi ha inventato l’uovo al tegamino.

lunedì 18 febbraio 2019

Si è salvato solo Mazzarri


La selva oscura in cui si è perso il tifoso Viola dopo le sconfitte di Gasperini (8), D’Aversa (11), De Zerbi (8), Semplici (12), Inzaghi (8), Giampaolo (9), è selvaggia, aspra e forte, se si considera che a vincere è stato invece un ceppicone che ne ha perse 5. E da essa esce solo per un istante grazie alla combinazione quasi unica del VAR che riesce a trasformare il gol dello svantaggio e dello sconforto nel rigore del vantaggio e della goduria. Solo per un istante perché poi la selva oscura è tanto amara che la morte lo è poco di più. Voglio però spendere una parola per chi diceva che leggevamo la targa a Giampaolo, ero presente e intendevano dallo specchietto retrovisore. Mentre in questo momento di sconforto non ricordo se nei nostri sogni c’è rimasto almeno Zenga oltre a Mazzarri, unico ieri a salvarsi. Poi ho attinto dalla mia riserva una delle ultime bottiglie di Fonterutoli per evitare al Bambi la lucidità, quella di ricordarsi che c’è anche una semifinale di Coppa Italia tra capo collo. Se lo avessero esonerato prima che provassimo a battere anche il record d’imbattibilità esterna dell’82. Vittoria rocambolesca ma meritata, molto imprecisi davanti, troppo pasticcioni dietro. Compreso il recidivo Lafont anche ieri graziato. Splendido il contropiede di Simeone che sembra aver trovato giovamento da quando Pioli lo ha messo in aspettativa. Comunque per fortuna c’è sempre la piattaforma Rousseau dove si può votare per l’esonero e per togliere il VAR. E poi tranquilli che la Mattel dopo aver pensato di produrre Barbie con disabilità fisiche faranno anche i fidanzati ceppiconi delle Barbie sui quali infierire con spilloni. Sempre al Bambi, spiazzato da tutte queste sconfitte dei papabili nuovi allenatori Viola, ho spiegato che se non si sente bene come dovrebbe dopo aver guadagnato tre punti su quasi tutte, deve pensare che con questo passare dall’inverno del mattino presto, alla primavera della tarda mattinata, all’estate del primo pomeriggio, al ritorno dell’inverno del dopo cena, non sono i risultati, ma la resa incondizionata delle sue difese immunitarie. Poi l’ho aiutato a pulire questo disastro. Mentre dei commenti contro il ceppicone oggi mi piace immaginare il backstage. Là dove invece non si scelga il silenzio che è comunque una buona crema rimarginante.

domenica 17 febbraio 2019

La risacca



Mentre si aspetta il primo passaggio sbagliato per dare la colpa al proprio allenatore, e allo stesso tempo esaltare quello dell’altra squadra, se lo si desidera fortissimo alla fine accade davvero. L’esonero intendo. Nel nostro cervello, e ci ricoverano. Ormai col tempo ho capito che non è poi così importante sapere cosa si vuole, importante è sapere cosa non si vuole. Anzi chi. E pensando a Sousa, se vinciamo contro la Spal, i malinconici saranno tristi anche da felici. Poi dal telefonino del Bambi è uscita fuori proprio la foto di quell’amore finito. La foto mostra come tutte le onde anche quella dell’amore ha una risacca. Insomma, dopo i terrapiattisti adesso ci sono anche i piattaformisti rousseau. Se comunque decidete di fare un aperitregua io vengo. Anzi, blocco qui il mio editoriale perché D’Aversa e Gasperini hanno già perso, e non voglio pensare che possano perdere anche Giampaolo, Mazzarri e Semplici. Non sarebbe una domenica, sarebbe una selva oscura.