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mercoledì 22 gennaio 2020

Il tavolo del tressette


Quello del Buk è un giornalismo quattro punto zero. Tecnologicamente avanzato, che si rifà alle conoscenze della scienza atmosferica come il pallone. E così come per la temperatura, la realtà dice una cosa mentre il suo percepito altro. Cosa che va meglio nell’ambito della propria sfera sessuale dove a una lunghezza di 12 cm ne vengono percepiti 30. La foto mostra gli ultimi studi dell’Università di Cardiff per eliminare la metodologia subdola d’insinuare sensazioni fuorvianti proprio da parte del percepito. Per il Bambi che invece bada al sodo e percepisce soprattutto quello che mastica, il rinnovo di Sottil è confortante come le polpette al sugo della mamma. Comunque il momento in cui il Bambi è stato più felice non corrisponde a una vittoria Viola ma quando correva libero per i prati prima che gli infermieri lo raggiungessero in uno dei suoi tanti ricoveri dovuti proprio alla conoscenza della felicità, che non essendo uno stato d’animo presente in natura può invece essere riprodotto artificialmente. E su questo ha costruito molte delle sue dipendenze. Le sostanze che via via ha assunto lo hanno portato ad essere anche due persone nella stessa, una che può prendere la scala mobile e aspettare, un’altra che invece ci cammina sopra. C’è stato il periodo nel quale era dipendente dal torrone e allora passava tutto il tempo a lavarsi le mani per togliersi il miele. Anzi, quando ha saputo che bisognava digiunare per Salvini ha dichiarato di passare con la Meloni. Ma cosa vi aspettate da un editoriale del buon Buk? Una lucida analisi su “La critica della ragion pura”? C’è chi sostiene tra i suoi familiari che certe considerazioni sono sconclusionate solo per non cadere nel banale. E poi i suoi articoli ormai identificano chi li legge tanto quanto la suoneria del telefono. Credibili come le offerte fino a domenica di Poltronesofà. Viste le controindicazioni forti, nei suoi editoriali già si parla che ci dovrebbe essere il bugiardino. La sua attualità Viola raccontata con dovizia di particolari è la stessa inquadrata velocemente dal tavolo del tressette durante una pausa dovuta all’improvviso bisogno di andare in bagno del quarto giocatore.

martedì 21 gennaio 2020

Sempre meglio di quelli che seguono Paolo Fox


Io e il Bambi ci siamo convinti che dopo “4 ristoranti” e “4 hotel”, adesso funzionerebbe bene anche “4 a 0 al Genoa”. Si, questa insperata rinascita targata Beppe, rustico come un caminetto in pietra, ci ha dato una sferzata per certi versi anche troppo irruenta. La notte se non prendo il magnesio prima di andare a letto faccio sogni agitati come quello in cui mi era sparita la casa e allora mi giravo verso un passante (con le sembianze del Bambi e la voce di Pradè) e gli dicevo che dentro quella casa c’era una bottiglia di “Gragnano”, il vino rosso frizzante della penisola sorrentina citato anche in un film di Totò. Ho sempre provato invidia per chi si sente realizzato frequentando il Brico, per chi sublima la propria creatività aggiustando cose. Io trovo più soddisfazione a vedere aggiustata la classifica. E anche lo stomaco a dire il vero. Poi sempre a proposito di sogni agitati, in uno di questi ho visto Iachini, che incazzato perché tutti c’avevano da ridire sul suo cappellino, per il fatto che fosse ascolano, e che non avesse un look ricercato, alla fine si è incazzato di brutto e ha sfilato il dito dalla crepa della diga. E’ crollato tutto e la forza dell’acqua ci ha riportato Montella, Hagi i Della Valle e Montolivo. In serata galleggiavano anche i 5 palloni di Cagliari. Intanto per continuare a scrivere editoriali ho dovuto fare spazio tra le contraddizioni e comprarmi il libro “Uomini che odiano la punteggiatura”. E a proposito di scrivere, vi mostro le solite diatribe tra il Bambi e gli studenti che affittano le stanze del piano di sopra. Il tutto si svolge nei pressi delle cassette della posta. Sempre meglio di quelli che seguono Paolo Fox e che contestano sostenendo che non può essere l’anno dell’Acquario visto il rendimento delle squadre di Genova.

lunedì 20 gennaio 2020

L'ingenuona



Forse anche il figlio di Beppe dovrebbe mettersi il cappellino (e cambiarsi la camicia). Mentre l’Angela che per capodanno si era messa le mutande rosse, non avendo funzionato aveva deciso di tenerle ancora per non lasciare niente d’intentato, ora che però qualche soddisfazione gliel’ha regalata la Fiorentina, ieri ha deciso di togliersele. Se Beppe continua con questi risultati dirò che mi ricorda quei miei compagni di scuola che dicevano di non aver studiato e poi prendevano dei gran bei voti. E forse alla fine la colpa per la sconfitta del Napoli è di Montella che ha lasciato più macerie di Ancelotti. Allo stesso tempo c’è sempre chi lo rimpiange che è comunque meglio di chi rimpiange Craxi. Il Bambi non ha ancora finito di godere e alla sua compagna ha detto che meglio di questa settimana solo il mondo bellissimo che vedeva dalle spalle del suo babbo. Insomma, è felice come quando uno non vede l’ora di tornare a casa per raccontare cosa gli è successo. Anche sarcastico, tanto è vero che davanti all’immagine di quel piccolo tifoso del Napoli con le lacrime agli occhi ha detto che riderà quando si sposa. Anche per me la realtà supera il sogno di quando durante la notte le cose andavano bene a tal punto che venivo interrogato in matematica e prendevo 8. Ora sono orgoglioso di Iachini, ma fino alla scorsa settimana lo ero molto di più della mia fase Rem. Il Bambi per andare avanti ha bisogno di ritrovare nuovi entusiasmi, la compagna che invece pensa sempre e solo a lui, lo trova speciale come certi rifiuti. Quando ancora c’era Montella e non era certo contento, l’ingenuona sosteneva che la sua vita così brutta (il momento più buio dopo la sconfitta interna col Lecce) era dovuta alla sua incapacità di ringraziare. Purtroppo questo stato di grazia della squadra è anche il problema del Bambi, un luogo di pace che se dura tra un po’ non gli darà tregua. Per me invece sognare a occhi aperti mi permette di evitare il fantasma delle virgole sbagliate che mi perseguita più del pensiero che anche Montiel vada a dimostrare quanto vale al Genk.

domenica 19 gennaio 2020

Beppe l'egiziano


Intanto onore e scuse a Beppe, almeno da parte mia che l’ho ritenuto un biglietto d’ingresso verso la mediocrità ritenendolo scarsamente dotato. Invece ha ribaltato la squadra come un calzino, evidenziando i danni di Montella (anche da un punto di vista fisico), rivalutando in parte il mercato. Lirola sembra un altro giocatore, Pulgar è finalmente positivo, Benassi recuperato. Castrovilli gigantesco. Centrocampo liberato subito dall'ancora croata. Ha fatto un gran bel lavoro in questi 20 giorni. Complimenti. Aveva avuto lo stesso impatto anche a Empoli, poi sappiamo come è finita. Spero quindi di aver sbagliato a pensare ad un allenatore più glamour per appagare la nostra propensione alla bellezza, evidentemente c’era bisogno di uno come lui che invece rappresenta quell’egiziano da cui dobbiamo andare per scansare le pizzerie gourmet, quando di notte ci viene voglia di una porcata con salsiccia, wurstel, cipolla e peperoni. Che poi così come la squadra ha trovato se stessa, anche io quando esco di casa per andare alla ricerca del tifoso che è in me, mi ritrovo dall’egiziano a mangiare la pizza. Rimane solo quel cappellino che neanche l'egiziano ha osato tanto. Il Bambi che avrebbe voluto farsi una birretta prima di addormentarsi, colto da questa inaspettata febbre del sabato sera, alla fine ha preso un Tachifludec. In caso di sconfitta stamani aveva deciso di camminare sulle grate per dimostrare alla compagna di non avere più niente da perdere. Che la morte non gli faceva più paura. Troppo euforico invece alla fine per capire che quando lei gli ha detto di prepararsi per la prova costume si riferiva al carnevale. Troppo ingenua lei per capire che fosse strafatto dalla cannabis legale e che non avesse gli occhi arrossati dal pianto scoppiato fragoroso dopo il meraviglioso gol di Vlahovic. Le premesse erano ben altre, pensando di perdere infatti aveva già preparato il terreno, e alla compagna aveva anticipato che se la vita offre limoni lei che usciva per andare alla Coop avrebbe dovuto comprare sale e tequila. Ma ha comunque messo in campo il piano B recriminando per il gol di Orsolini che avrebbe voluto dire 4 vittorie su 4. Superato il Napoli, quasi raggiunto il Toro, e così è stata comunque tequila. Godere di certe ritrovate sensazioni in un trionfo di emozioni circolari così mi porta a dire che tornare a casa da una trasferta tradizionalmente difficile come questa, con i tre punti, è come tornare a casa con il vassoio delle paste, è roba d’altri tempi.

sabato 18 gennaio 2020

Per non lasciare niente d'intentato


Quei cori contro Gasperini possiamo ritenerli un modo per sottolineare che non andrà tutto bene, e ogni tanto ci vuole una tifoseria che te lo faccia credere. Diciamo che le sue dichiarazioni saranno un boomerang in tutti gli stadi. Boomerang che nel suo caso è un freesbe per asociali. Si dice nell’ambiente che stia sul cazzo anche alla moglie, che una volta ascoltata l’intervista incriminata ha versato dell’acqua davanti alla lavastoviglie e quando è rientrato a Bergamo è stato chinato sul pavimento per un paio d’ore in cerca del guasto. Moglie che ha voluto precisare che non è vera la storia che dietro a un grande uomo c’è una gran donna, lei sta dietro solo perché non vuole apparire come una che lo conosce. E secondo lei che malgrado stia dietro invece lo conosce bene, il male del secolo sono le persone. Per questo motivo apprezzo quelli capaci di rimanere un passo indietro, evitano il fuorigioco, anche se rischiano che qualcuno gli cachi in testa. Ma ora pensiamo al Napoli, non facciamo la figura di quelli che guidano la Harley Davidson con la mantellina per coprire le gambe. Non facciamo come quei vigili che per il blocco del traffico dovuto agli sforamenti del livello di Pm10, con l’auto Euro 3 fermano te con l’Euro 6, poi chiamano il carroattrezzi Euro 2 e alla fine te ne vai con il bus Euro 1. E che non sia messa bene stasera lo dimostra il fatto che viviamo nell’epoca degli ufficiali giudiziari. Nel frattempo che voi disquisirete tutto il giorno su chi schierare e come, io cercherò di capire se le strisce pedonali debbano essere di numero pari o dispari. Ne attraverserò più di una a mio rischio e pericolo, contandole, e poi vi farò sapere. Negli spostamenti tra un attraversamento pedonale e l’altro penserò a quanto sarebbe stato più facile se invece della Fiorentina ci fosse bastato innamorarsi del sapore del lampredotto. Sicuramente mi aggrapperò al fatto che venerdì 17 era ieri. E non credendo all’oroscopo, ma non volendo lasciare niente d’intentato, prima di verificare se i pianeti sono allineati, a pranzo intanto allineerò le briciole del pane sulla tovaglia. Poi per fare la macumba contro i napoletani ordinerò una pizza e la taglierò con le forbici.

venerdì 17 gennaio 2020

Le parole che fanno più male


Io prenderei spunto da questa pubblicità brasiliana di condom, e approfittando delle ruspe di Rocco che tanto è ripartito e sa una sega, aprirei una fabbrica nell’area fiorentina solo per aggiungerci Gasperini. Un “arrivederci” invece lo rivolgo a Percassi, che è una forma più educata di quella espressa dai tifosi Viola allo stadio, ma il cui intimo significato è spesso il contrario del suo significato letterale. Premetto che io non faccio testo, la mia incompetenza e faziosità mi hanno addirittura precluso di vedere le potenzialità Champions della stagione scorsa, così aggiungo senza vergognarmi che quando vedo Rabiot lo scambio per Montolivo. Intanto Rocco, gessato e mitraglietta, ha risposto a Gasperini e alla banda degli onesti. Il problema di quei due di Bergamo è che non conoscono se stessi, altrimenti integerrimi come si credono dovrebbero denunciarsi alle autorità competenti. Comunque io ho sempre apprezzato il fascino discreto delle dichiarazioni post sconfitta di un gobbo nell’anima. L’ordine dei giornalisti in previsione della prossima partita dell’Atalanta al Franchi, ha inserito tra le procedure di accesso alla sala stampa quella che vede l’obbligo di indossare il giubbotto antiproiettile per intervistare Gasperini. E visto quello stinco di santo che allena l’Atalanta preferisco lo stinco di maiale. Non maiala. Poi dopo aver visto sul portone di una casa di via dell’Ariento scritte offensive nei confronti a dir loro della zoccola che ci abitava, e subito sotto le scuse per aver sbagliato portone, siamo sicuri che ce l’avevano con lui e non con il suo secondo? Comunque a prescindere da chi offende chi, trovo che la cosa più rivoluzionaria sia diventata la gentilezza. Se è vero che ci sono parole che fanno male, è altrettanto vero che ce ne sono di quelle che fanno male per non essere state pronunciate. Nessuno tra insultanti e insultati ha ancora proposto, anche in maniera ruvida come sanno fare solo loro, che America ed Iran potrebbero costruire bombe d’acqua e lanciarle in Australia. 

giovedì 16 gennaio 2020

Come la campana del vetro


La situazione di Coppa Italia alla vigilia di questa partita era pari pari a quella di Roberto, amico di amici comuni, che fa il chirurgo di pronto soccorso a Torregalli, e che lavora di notte per avere più tempo libero da impiegare per la bici durante il giorno. Quando è libero e chiede alla moglie se le va bene mangiare la pizza, lei gli risponde sempre che se la tiene per quando lui lavora così non s’incasina con i figli per preparare la cena. Di fatto lui sono anni che non mangia la pizza, e così noi a digiuno di Coppa Italia. Che però adesso potrebbe anche essere interrotto. No via non esageriamo, diciamo che almeno abbiamo visto che il forno è a legna. E Gasperini non ce ne vorrà se godiamo quando perde a prescindere che a vincere siamo noi. Per quanto riguarda Beppe, invece, la squadra ha mostrato il suo carattere, più volitiva, non penso sia una questione fisica, ma piuttosto che finalmente abbia tirato fuori l’anima. E in grado di mettere a frutto gli acquisti, non solo Cutrone, ma anche Lirola su assist di Pulgar. L’unica cosa negativa di Iachini, a parte fare l'allenatore, rimane quel cappellino, ma non vedo soluzioni se non traumatiche, l’unica percorribile potrebbe essere la stessa della campana del vetro, per farglielo cadere bisognerebbe, sollevarlo, girarlo, sbatterlo, svuotarlo. Si dice che Greta, in riferimento all’ambiente a lei tanto caro, quello del Franchi a dire il vero un po’ inospitale per Ilicic, per diminuire l’uso improprio di abitudini sbagliate come quella di usare il dito per zittire il pubblico invece di usarlo più propriamente per monitorarsi la prostata, ha suggerito a Josip di suicidarsi direttamente nell’umido. E parliamo delle punte, bene Cutrone per il gol, punte che non sono come le donne alle quali non puoi chiedere l’età perché evidentemente sono sotto copertura, ma se hai delle punte che hanno sempre segnato poco, oppure non hanno nemmeno mai giocato a certi livelli, te lo dovevi chiedere chi li avrebbe dovuti fare i gol. Era davvero Vlahovic la soluzione? O pur con buone potenzialità è ancora troppo aspro che sarebbe più indicato da spremere per evitare che i carciofi come il Gasp anneriscano. Il Bambi che ha sempre cercato di contornarsi di persone sorridenti, dopo la partita ha dovuto chiedere agli amici bergamaschi che cazzo avessero da ridere. La loro era però solo la paresi sopraggiunta al gol di Lirola. La compagna del Bambi dice che c’è di peggio del gol del possibile due a zero sbagliato clamorosamente da Vlahovic, certo, peggio degli adulti che fumano davanti ai bambini ci sono i bambini che fumano davanti agli adulti. Per scrivere editoriali positivi c’è bisogno di vivere situazioni positive, o di avere un’anima solare. Finalmente questa volta non ho avuto bisogno del vino.