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lunedì 20 febbraio 2017

Lo stupore



Forse l’errore è stato quello di chiedere l’impresa alla squadra, preoccupati magari per le fatiche di coppa, perché se così è stato, con questo Milan, l’unica impresa possibile poteva essere solo quella di riuscire a perdere. Magari sarebbe bastato mostrare meno ambizione negli intenti e invece dell’impresa puntare meno ottimisticamente a vincere. Recenti studi dimostrano che le giornate si allungano proprio per permettere a Sousa di studiare bene la formazione. Così Sanchez è ancora a destra e Salcedo dalla parte opposta di dove un tempo incontrò Mertens in modo da esorcizzare il fattaccio, mentre ancora una volta il sinistro di Ilicic non faceva rimpiangere quello di Bernardeschi, figuriamoci la verve, poi per dare un senso alla sostituzione del migliore in campo a favore di Tello c’è solo da sperare che sia stata chiamata da Montella, non voglio credere alle dichiarazioni portoghesi quando ci dice che il giocatore avrebbe accusato un risentimento muscolare alla fine del primo tempo, perché mandarlo in campo nel secondo tempo avrebbe costretto anche il povero Renzo Ulivieri a chiedere per lui un TSO di categoria malgrado la volontà della famiglia. Mentre sui 10 minuti di Saponara non ci sono proprio dubbi, l’importante è stupire. Anche l’esperimento di Cristoforo accanto a Ilicic, dietro a Kalinic sembra fatto apposta per poter dire “mettete via subito questa primavera che non abbiamo finito ancora la malinconia”. Le belle giornate vanno bene, ma tutto a suo tempo. E Montella in tutto ciò non può che ridere per lo schieramento iniziale sbagliato, (Salcedo sulla sinistra è bizzarro al pari delle palme in piazza Duomo, e forse Cristoforo in quella posizione è stata una decisione presa in accordo con il comune di Milano per raccontare anche ai tifosi lo stupore che si legge negli occhi di chi scopre continenti, palmeti tra la nebbia e nuove collocazioni in campo), ma anche per gli errori individuali, primo tra tutti il gol clamoroso sbagliato da Sanchez, poi la palla sanguinosa persa da Borja Valero che innesca la ripartenza del gol partita. Con questa vittoria immeritata al Milan rimane la speranza di poter salire sull’Interrail, alla Fiorentina rimane il Chiantishire. Ma il fatto che ci stupisce di più sono gli otto punti dietro l’Atalanta, fatto inspiegabile, altro che le palme, e non tanto perché i bergamaschi hanno pure venduto Gagliardini a gennaio, diciamo soprattutto perché non hanno comprato Mammana.

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