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mercoledì 11 novembre 2015

Con la sciarpa Viola e il vento in poppa

Sto viaggiando verso Mormanno con la classifica sul cruscotto e la sciarpa Viola. Circostanza che documenterò per non passare da parolaio come invece i Della Valle, rei di mancata chiarezza per non avere raccontato il piano scudetto. Bugiardi. Anche se la sciarpa è solo un modo bambinesco di percorrere l’Italia verso sud, perché niente aggiunge alla passione già sconfinata e partita alla buon ora dal centro. Un po’ come le donne con i tatuaggi sulle poppe, non ce n’è bisogno tanto gliele guardiamo lo stesso. Non capisco invece chi si stupisce per il doping in Russia, che a differenza della sciarpa Viola regala invece quel “Qualcosa” indispensabile per ascoltare Pupo, Al Bano e Toto Cutugno. Ieri prima di partire ho avuto modo di scambiare due parole con il Bambi, uno dei grandi accusatori di Cognigni circa la campagna acquisti, la competenza, il caso Salah, Milinkovic Savic, e dopo aver sostanzialmente concordato un indulto a seguito del buon andamento della squadra, ha voluto precisare che è comunque notorio come il ragioniere di Civitanova sbagli anche quando apre i medicinali, facendolo sempre dalla parte del bugiardino. Dato che in queste ore si riparla di Montella, il merito più grande che riconosco a Sousa, intanto bravo a tessere lo stesso filo robusto con il quale si ricamava gioco nella precedente gestione tecnica, oltre a dimostrare di aver saputo far crescere quel progetto tattico, dove invece sembrava faticare Montella per sua stessa ammissione, è stato quello di dotare la squadra di una grandissima autostima. La stessa che ho riscontrato solo nelle ragazze fiorentine, perché succede che quando suoni ad una a Porta Romana si girano tutte fino allo Statuto. Lascio una Firenze eccitata, piena di aspettative. La vicina alle 5:30 sta già cucinando i peperoni, verso le 19 penso che friggerà il divano. Insomma, per riassumere in una metafora il significato dello striscione “Mercato da pezzenti” alla luce dei risultati, è come quando vedo una macchina sportiva, ma col seggiolino del bimbo dietro, e penso che non è andata esattamente come speravano. E visto che siamo in argomento, un plauso questa volta va proprio al “Marasma”, che abbandonato il sogno di fare analisi, per la messa del Papa all’Artemio Franchi hanno acceso più di cento fumogeni d’incenso. E poi “Chi non salta musulmano è..è”. A parte la felicità dell’ambiente Viola avvolto di serenità, speranze per il futuro e incenso, mi lascio alle spalle una situazione climatica promiscua. Il basilico rigoglioso sul terrazzo ha detto alle castagne conservate in un vecchio cesto di Natale, che devono farsi i cazzi loro. E per finire una breve storia triste raccontata da Mencucci in pizzeria. C’è Cognigni che fa attraversare un'anziana sulle strisce. Cammina lenta. Quello dietro suona. La signora manda affanculo Cognigni.

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