A coloro che rimpiangono i fallimenti, serie C e affini, voglio ricordare
che le cose grandi prima o poi finiscono. E’ fatalmente successo anche all’Inter dopo il triplete. E
così oggi ci tocca la navigazione di cabotaggio in una serie A fatta di cordoni della borsa
chiusi, altro che porti. Serie A nella quale ci sono tifosi che trovano belli anche certi semafori,
quelli che il rosso dura così tanto che grazie allo start e stop, una sorta di fairplay
finanziario dell’auto, credono si abbassi la media l/100km. Tale malinteso regala quella
spavalderia che poi permette di nascondere stati d’animo complessi tipo dopo
certe vittorie immeritate, dietro occhiali scuri. E il bello è che tifosi in un
modo quando s’incontrano con tifosi in un altro modo, s’innamorano. E
quando succede, portano alti e bassi invece del solito vassoio di paste a
casa dei suoceri. Chi trova un tifoso amico diverso trova un tesoro (vedi
foto). Il Bambi è uno di quelli che vorrebbe fare la rivoluzione, mandare via i
Della Valle, Pioli, ha voluto mandare via Ilicic, voleva mandare via Alonso
quando non valeva niente, costi quel che costi, si vuole godere quel momento,
l’adrenalina del cambiamento. La rivoluzione non ha prezzo, dare di matto,
buttarsi in Arno come il Giani per Capodanno, mangiare il lampredotto con il ketchup, anche se poi per attraversare la
pista ciclabile guarda sei volte perché ha paura di essere investito dalle bici elettriche.
Riconosco che io ho un modo diverso di guardare in faccia la realtà, il Bambi la guarda dritta
negli occhi, io sono stato traviato dalla Beatrice. O forse per lui è solo più facile perché
quelle con le poppe piccole che frequenta di solito hanno un bel viso, mentre quelle con le poppe grandi non
ne ho idea.