Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono. Lo dice Aristotele ma anche il Bambi quando pensa al terzino destro. Il sole in faccia alla Curva Fiesole dà l’illusione ottica che il mondo faccia meno schifo ma che lo faccia un po' meno anche Tomovic. Non riuscite a superare il problema della mancanza di un terzino destro? Vendo immaginazione in eccesso per tifosi che ne sono privi. Sono tranquillo che prima o poi un terzino destro arriverà perché ho imparato ad aspettare da quando stavo giorni e giorni col dito sul tasto REC ad aspettare di sentire in radio quella canzone che mi piaceva tanto. L’immaginazione è importante, aiuta a superare le carenze della rosa, a vedere lo stadio finito, a sentire Andrea Della Valle rilasciare interviste con la C aspirata di un vecchio fiaccheraio. Aiuta a trombare chi non te l’ha data. Invece che i bianchi dai colorati, o l’albume dal tuorlo, l’immaginazione può farti credere che hai imparato a separare le ostriche dalle conchiglie. E poi l’immaginazione ti aiuta a trovare qualcosa nella borsa di una donna, e a pensare che l’idraulico ti presenti il conto del fornaio. Quando immagino lo skyline fiorentino, al posto della cupola vedo una grossa poppa della Beatrice, vedo sempre il pallone della vittoria in rete al 92°. Vedo Vittoria nuda a 92°. In questo mio mondo c’è anche chi chiede la morte dell’autore del furto dei propri occhiali, ma poi chiede scusa dopo averli ritrovati appesi al collo sotto la camicia. E a più di un mese da Pasqua ci sono già le uova di cioccolata nei supermercati. Un mondo nel quale la lieve "puncicata" diventa reato di eccesso di gentilezza...mi è sembrato di vedere un gatto.
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martedì 14 marzo 2017
lunedì 13 marzo 2017
I lati oscuri del tifo
Una vittoria tecnicamente striminzita in mezzo all’abulia dalla quale si salva solo Chiesa. Ma da festeggiare lo stesso. Mosci e poco lucidi. Confusi e felici. Però. Irreale il clima nel quale si è svolta la partita dopo la presentazione del nuovo stadio. Un lampo di Kalinic (13 in campionato e 18 in stagione) toglie le ragnatele dalla partita da dimenticare e strozza la contestazione in gola ai maldisposti. Una vittoria che mancava da un mese va festeggiata almeno con un sorriso. E a questo punto della stagione non capisco chi discrimina Sousa per aver tolto Bernardeschi all’80°, le persone si discriminano tra chi usa il guanciale per la carbonara e chi no. Non sono più tipo da contestazioni ormai, andrei in discoteca se solo aprisse alle 19, chiudesse alle 22, servisse le tisane e mettesse musica in sottofondo. Scusatemi se non contesto e se non riesco ad essere triste per un pareggio sfumato nei minuti di recupero. Il fatto che Andrea Della Valle sia andato via alla fine del primo tempo come faceva Boniperti è sintomatico di una certa deriva a strisce tipica di noi che godiamo anche delle vittorie Viola rubate, oltre naturalmente delle sconfitte giallorosse. A me comunque la vittoria piace sempre, anche se un po’ dimessa come questa, sgangherata, depressa, penso che c’è di peggio; tipo una moglie e sua sorella al telefono che si raccontano le lavatrici che fanno. La vita è tutto un brivido che vola via al secondo minuto di recupero. Ieri mi si contestava la gioia per le sconfitte della Roma oggi mi si contesterà la gioia per una vittoria della Fiorentina, immeritata quanto si vuole, racimolata proprio alla fine, ma sempre vittoria. A me la Fiorentina che vince fa sgranare gli occhi, sempre, conservate i vostri lati oscuri per chi sa chiudere gli occhi. Anche davanti a una vittoria Viola.
domenica 12 marzo 2017
Gli appuntamenti importanti
Ieri il Bambi era talmente depresso dalla presentazione del nuovo stadio (per lui sono solo parole) che ha definito la vita quella cosa che ti tira una cannonata sul braccio da un metro di distanza e poi ti fischia rigore contro. Come siamo diversi! A me ha messo di buon umore, insomma, a lui piacciono le fragole con la panna, io preferisco le poppe. E poi se si vuole praticare tifo cieco, oppure tifo contro, allora la partita di Torino si racconta meglio con le parole di Peppino Prisco: “Se stringo la mano a un milanista mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita”. Tornando a quanto siamo diversi nell’interpretazione di un fallo di gioco, di una presentazione di uno stadio, nell’apprezzamento di una formazione che vede Saponara insieme a Chiesa e Bernardeschi, bisogna rallegrarsene, non dispiacersene. Anche agli alieni non piace la passera altrimenti vedremo gli UFO tutti i giorni, ed è un bene. C’è chi le persone le giudica dall’aspetto, quando nel caso dei Della Valle c’è a chi basta giudicarli dalle scarpe. Su questo ho un aneddoto che meglio di tutti racconta come il fiorentino guardi a certe cose, chi è nato in “buca” sa che quando c’era ancora l’Autoin (centro Porsche) ed eravamo ragazzi capitava dopo cena di andare a sognare davanti alle sue vetrine illuminate, crescendo ho avuto modo di conoscere sia il vecchio proprietario che il venditore storico (con l’arrivo dei primi cellulari si fece dare un numero con il 911), insomma il vecchio faceva selezione e quando entrava qualcuno a chiedere informazioni capitava che andasse dal venditore e gli sussurrasse nell’orecchio “mandalo via, mandalo via, guarda che scarpe!!”. Certo, ci sono cose meno comprensibili di un paio di scarpe, e non intendo solo Zarate prima punta a Genova (voler trasformare un ottovolante in un novevolante), una volta feci la corte a una ragazza e poi mollai perché lei non si concedeva proprio. La incontrai molto tempo dopo e mentre ridevo nel ricordare quel mio goffo tentativo, lei mi rivelò che di goffo ci fu solo la mancata interpretazione di quello che invece era un “SI”. Ero stato uno stupido perché lei si era arresa, ero stato io a non accorgermi che stava sventolando le mutandine bianche. Così come non capisco le mosse di Sousa, anche se probabilmente ha ragione lui, oggi basterebbe perdere con il Cagliari per avere la Samp a un solo punto. Ce la faremo? Di solito sbagliamo sempre gli appuntamenti importanti.
sabato 11 marzo 2017
Questione di accenti
I ricchi si comprano stadi in più solo per affittarli, e noi mutui. Questo è l’amaro in bocca che rimane a chi ha già la difficoltà di ingerire il contenuto scarso del bicchiere mezzo vuoto. Ho visionato tutte e trenta le slide, 1-10: foto dell’opera e lettura attenta delle descrizioni, 11-20 solo foto e velocemente, 20-30 ma vaffanculo allo stadio. So che questa presentazione può dare molto fastidio a chi odia i Della Valle, il mio consiglio quindi è di stare molto attenti a farsi esacerbare gli animi perché il passo da “mi stai sulle palle” a “ti amo” a volte è molto breve. Poi c’è un rischio accessorio che riguarda però solo quelli che odiano i Della Valle e come se non bastasse hanno anche la sindrome di Peter Pan, d’imbarazzante in questo caso ci sarà l’abbinamento tra la calzamaglia verde e le Tod’s. Capisco che la presentazione di un progetto così non aiuta quell’antidellavallismo di fondo che è un po’ uscire da un periodo difficile e fuori piove. Forse sono io che non ragiono con la mia testa, con la testa di chi sto ragionando allora ? L’unica cosa strana, ma che con il tempo mi sono abituato e non ci faccio più caso è che da una quindicina d’anni ho cominciato a pensare in dialetto marchigiano. Perché i Della Valle fanno tutto ciò se hanno iniziato un ridimensionamento irreversibile già ai tempi dell’addio di Prandelli, è la domanda che mi pongo dopo quella del perché nei film di Van Damme c’è sempre una scena dove lui appare con il culo di fuori. Anch’essa senza risposta. E poi ancora una; Valerio vince MasterChef a 18 anni cucinando il plancton mentre Gonzalo a 33 anni rifiuta il rinnovo, non sarebbe il caso di fare largo ai giovani? Scusate queste riflessioni così raffinate e che non posso arginare, ed è strano come tutta questa materia grigia possa stare dentro un uccello così piccolo. Comunque lo scettico adesso si pone il problema se mai si farà questo stadio, domanda alla quale rispondo che tutto passera. Questione di accenti che cambiano il paesaggio.
venerdì 10 marzo 2017
La scatola dei biscotti al burro
Il Barcellona ha ridato speranze anche ai tifosi del fronte interno gobbo, quelli più combattuti tra il bene e il male per intendersi. Patologia che nasce da lontano, precisamente da Cagliari e da quel gol annullato a Graziani. L’evolversi della malattia ha trovato poi il suo ultimo focolaio, o punto centrale del processo patologico, col mancato acquisto di Mammana. C’è una tendenza a generalizzare tipica della superficialità del mondo del calcio, quelli del fronte interno gobbo vengono accomunati con accezione negativa per quella loro tendenza a sguazzare nelle paludi del malcontento mezze vuote, anziché mezze piene, quando magari uno è il chirurgo che ti deve operare di varicocele, e l’altro è l’avvocato stronzo della tua ex moglie. Quando si parla di fronte interno gobbo post ‘82, ma comunque depressi, si ricerca la delusione scatenante in un altro fatto che ne può aver marchiato l’indole a fuoco, si riconduce tutto all’apertura di una scatola di latta dove al suo interno invece di trovare i biscotti al burro tanto agognati, viene trovato l’occorrente per cucire della nonna. E quando i ragazzi della latta di biscotti al burro piena di aghi, fili, bottoni e ditali scrivono poesia è solo voglia di fica. Il tifoso del fronte interno gobbo, più di una bella classifica ha bisogno di subire rimonte nei secondi tempi per alimentare i propri lati borderline, subire una rimonta è considerata infatti la circostanza più propizia per riflettere sulla sottile crudeltà delle parole consolatorie. E’ una tipologia di tifosi che tende a fissarsi sulle cose, una volta sono i Della Valle, un’altra sono le donne che allattano, quando ci sono anche i Tutunci e i siti porno. Intanto un in bocca al lupo a Mondonico che ha sempre dimostrato un coraggio da Lione. Buona presentazione del nuovo stadio a tutti, e a proposito di passione Viola che vive trasversale a tutte le generazioni, il Bambi che è ascrivibile al fronte interno gobbo racconta sempre di come la nonna, che non lo era, morì a 95 anni, ma rimase lucida fino alla fine. Poche ore prima ancora lo cercava chiedendo dove stesse quel coglione di suo nipote. Io non sono stato segnato dal gol annullato a Graziani solo perché ho anticipato i tempi, rimasi colpito da Isabelle Adjani nel ‘73.
giovedì 9 marzo 2017
Il mondo alla rovescia
Ieri la prima cosa che ho fatto sono stati gli auguri a Siri. Se non fosse un mondo alla rovescia, per la Festa della Donna avrei dovuto farli a Iris. Così come non si dovrebbe fare il tifo contro ma solo a favore. O le fettuccine al limone con i carciofi. Ci fanno battere il cuore, sognare, piangere, ridere, si certo, anche incazzare, ma accendono la nostra passione, sarà banale dirlo ma senza di loro non potremmo vivere. Quindi evviva i calciatori, e grazie Sergi Roberto che hai fatto trovare al tifoso Viola finalmente la parola giusta per descrivere la propria vita: Paris Saint Germain. Perché l’unica pentola a pressione che ci appassiona è il Camp Nou, l’unico ciclo non ancora finito che ci interessa non è quello mestruale ma quello di questo Barca. Blaugrana meglio di Grana Padano, Jordi Alba meglio della Parietti, 4-3-3 meglio di 90-60-90. Parigi vale bene un Messi. Insomma, il mondo è proprio alla rovescia siamo passati dal culo delle mutandine di Roberta, a quello di Sergi Roberto. La storia è scritta.
mercoledì 8 marzo 2017
Forse sono diventato gobbo
Per farmi perdonare di aver goduto per la sua vittoria contro la Roma, ieri ho goduto per la sua sconfitta in Champion contro il Real. Preso atto che il rischio adesso è quello di essere tacciato comunque di gobbo visto che il Real è la Juve di Spagna, per non fare più torto a nessuno seguirò solo gli esperti meteo che ho come l’impressione che quando ero più giovane non fossero così gnocche. Certo potrebbero essere gobbe anche quelle a mia insaputa, e mostrare interesse sessuale per donne juventine non fa curriculum Viola. Mi conviene mettermi a leggere un libro di Mughini. Si, spengo tutto, televisione, social, tutto. Mi sta venendo la paura di essere diventato gobbo, e mi sento come controllato da un grande fratello di curva Fiesole. Non so come hanno potuto fare a saperlo. Sono anche stato molto attento, ma qualcosa di strano era già successo quando ho cercato su Amazon la confezione famiglia di “Danette Danone”, sicuro che nessuno mi avrebbe potuto accusare di mangiare dessert sponsorizzati da ex juventini, il mio alibi era “Ciro è Napoletano e io ho tifato contro il Napoli”, poi però quando subito dopo, su Facebook ho visto la pubblicità di quello che avevo cercato su Amazon, mi sono girato di scatto per vedere se c’era uno dei miei grandi accusatori che mi stava spiando. Si, visto il secondo tempo, tifare contro il Napoli è come tifare contro la Fiorentina. E nessuno mi crederà mai se dico che ho cominciato a tifare contro il Napoli solo perché mi ha dato noia che Sarri fumasse in faccia a Ronaldo. E che Zidane non c’entra niente. Bando alle ciance, oggi è l’otto marzo, voglio pensare solo alle donne. Perché una donna sa già tutto, ma vuole fartelo dire a te che sei diventato juventino.
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