Mentre anche a New York c'è chi scrive spiritosaggini nel cuore della notte sul blog dei Cosmos, ho maturato il sospetto che dietro ad alcuni nick in realtà possa celarsi mia madre. Donna che malgrado la mia età, tende ancora ad esercitare il suo ruolo con rigore. Ed è quasi sicuramente lei a suggerirmi come mi devo comportare. Purtroppo devo ribadirlo anche a lei, che pur essendo un suo scarrafone di tutto rispetto, quando trovo scritto “spingere” continuo imperterrito a tirare. Così come sono costretto a precisare che bevo vino non in quanto intenditore, ma spinto a svuotare bottiglie su bottiglie nella speranza di trovarci dentro un messaggio che non sia il solito commento sulla mancanza del centravanti, anche se illuminante, spero sempre di trovarci la formazione tipo scritta di nascosto mentre la moglie si spalma l’abbronzante, durante le ferie a Cesenatico. E con questa premessa, ovvero la quantità di bottiglie svuotate, ho cercato di condividere con la Fiesole quella che reputo una battaglia giusta. Prendendo spunto da Greta, dopo la lotta contro i cambiamenti climatici e la plastica nei mari, il prossimo obiettivo dovrebbe essere “Via la merda da Firenze”. Magari in questo blog siamo pure immortali e io nemmeno lo sospetto, anzi a pensarci bene è molto probabile, quindi sarebbe bene tenerlo nascosto prima che l’INPS ci faccia sparire tutti in qualche modo. E tanto per sfatare certe dicerie sul mio irrispettoso modo di pormi, vi racconto cosa mi è successo la scorsa settimana e non quando ero ancora un ragazzino ingenuotto che frequentava la chiesa di Serumido. Mi è successo che nella discenderia di Mules un omone di una ditta appaltatrice mi chiedesse per favore di tirargli il dito, un omone che indossava correttamente i DPI ed aveva regolari indumenti ad alta visibilità in classe 3, barba brizzolata a incorniciare il viso tipico della persona professionalmente affidabile. Con fare da ganzino gliel’ho tirato. E lui ha sparato un scorreggia come se avesse messo in moto una sega elettrica. Lui non sa che conosco il fratello in forza in un altro cantiere sulla Napoli-Bari. E al fratello non potrò mai dire che lo ricordo per quello. Ora però devo andare, mi ero scritto un appunto di bere acqua ogni tanto.
.
venerdì 31 maggio 2019
giovedì 30 maggio 2019
La strana concomitanza
Iniziato il giro delle panchine ho necessariamente dovuto fare delle riflessioni dopo questa difficile stagione. Rimane un’ottima annata solo per l’asciugatrice. Pessima per Simeone e il calippo. Se noi siamo così competenti, e una società di calcio come la Fiorentina anziché ingaggiare noi ingaggia un ceppicone, non è anche un po’ colpa nostra che siamo stati indolenti e non ci siamo proposti abbastanza? Io mi sono fatto un esame di coscienza e sono stato bocciato perché ho detto che Sarri sarebbe andato alla Juve solo in caso di sconfitta in finale di EL. Non mi resta quindi che sostenere l’arrivo dell’estate per venerdì. E vista la strana concomitanza, c’entra nulla il CDA? Della Valle è forse Dio? Non è che dall’alto ci vogliono punire, loro i mandanti e la banda dei calabresi juventini gli esecutori materiali? Di sicuro non mollo la mia macchia mediterranea nell’Oasi di Burano per il Parco Nazionale della Sila. No al Cirò si al Prugnolo. Se arriva Commisso mi sento di suggerire una radicale ridistribuzione degli spazi; la Ferrovia trasformata in Curva Nord e la Fiesole in Curva Sud. Già mi immagino l’ATF emettere un comunicato dove si fa presente a Commisso che il popolo Viola ha fame di successi, e lui che risponde con entusiasmo fornendo nduja a volontà. Sugli spalti sarà distribuita al posto della cassatina Sammontana. Per tutti i calabresi che si stanno spostando in massa verso Firenze già si parla di profughi ambientali. Perché entro il 2030 una persona su due vivrà in zone a rischio siccità o secchezza vaginale, e a Firenze è un mese che piove. Consideriamo che per produrre la Coca Cola che viene consumata ogni giorno occorrono 75 miliardi di litri d’acqua. Noi abbiamo l’Arno e il Bilancino. Con il lampredotto beviamo il vino per lasciare l’acqua ai profughi ambientali. E sul prossimo campionato potrebbe incidere pesantemente anche il decreto sicurezza. Non a caso da quando la gente si è armata, anche gli angeli non entrano più nelle nostre case la notte. Fuori Pioli dentro Montella, cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Ciauscolo o nduja. Caffè o tea. Mentre per la teoria dei grandi numeri siamo sedicesimi. Oggi ci ritroviamo a immaginare fondi qatarioti, zii d’America, magnati argentini di origini armene, mentre non molto tempo fa bastava un campo di papaveri per pensare a una signora immaginaria con ombrellino, cappello e bambino.
mercoledì 29 maggio 2019
Clima teso
C’è un clima teso tra i DV e Commisso, tra la curva e i DV, tra Nardella e i DV, tra di noi sul blog, tra io e me, e pensare che Greta Thunberg ci aveva avvertiti. Noi non sappiamo leggere le formazioni e capirne il valore, oppure non sappiamo eleggere e non capirne il pericolo? Leggere o eleggere? Champion o Ceppicon? Me lo chiedo adesso che Pioli non può fare più danni. E che Montella si sia dimostrato un pesce fuor d’acqua lo dimostra il fatto che giustappunto con questo clima teso non abbia preso né un raffreddore e neanche la sinusite. Pensando a Ciriaco De Mita mi domando se non fosse auspicabile che invece di Commisso tornasse Pontello. Vedo che ogni tanto ci si confronta anche sulla politica, a questo proposito, visto che non mi sono mai espresso prima, vi mostro l’Europa che mi piace. Da apprezzare la rinuncia di Gattuso ai soldi del contratto, probabilmente influenzato dal fatto che Di Maio ha abolito la povertà. Per dormire meglio in questi giorni di avvicendamento tra i Della Valle e Commisso, tra Montella e Gattuso, tra la primavera e l’estate, ho pensato alla camomilla. Un rimedio che sa di famiglia, di antico, di buono, che con un qualsiasi altro elemento in aggiunta potrebbe anche funzionare. E mi viene in mente oltre lo zucchero di metterci dentro 5 milligrammi di Tavor. Se poi Della Valle non vende, Montella rimane, e si vuole comunque un cambio radicale per continuare a sperare, per chi ne ha la possibilità consiglio di farsi la riga dall’altra parte. Anche nelle cose che durano poco come una speranza Champion che si affievolisce e poi scompare del tutto, c’è del bello. Come in Simeone. Certo ognuno nei passaggi più tristi della propria vita ha una profondità di analisi diversa, penso a Thomas Mann quando scrive “La morte a Venezia”, una metafora della malattia, la decadenza della società aristocratico-borghese. Ma io vengo da San Frediano, ho fatto solo l’Istituto d’Arte, e per raccontare la decadenza di un sedicesimo posto malgrado con Pioli fossimo decimi, e nel caso che un calabro-newyorkese juventino ci abbia solo sedotto e poi abbandonato, voglio ricordare con piacere la morte dello spermatozoo che calava lentamente tra le poppe della Beatrice.
martedì 28 maggio 2019
Il coraggio di cambiare idea da quella giusta a quella sbagliata
C’è chi tra i tifosi Viola sta prendendo in seria considerazione la possibilità di chiedere asilo politico in Portogallo. Non solo perché è la patria di Paulo Sousa, ma anche per i risultati delle Elezioni Europee. Mentre chi dopo aver dichiarato che con un altro allenatore avrebbe potuto lottare per la Champion, oggi può dichiarare addirittura di aver vinto per aver dato il voto alla Lega. Il problema di questo ultimo mese è stato il tempo, quando uno va al campo ad allenarsi con questo tempo invece di andare al mare poi succede che va in astinenza da gol per 534 minuti, strappando così solo due punti in otto partite. Simeone è meteoropàtico non scarso. Ma se ci dormi sopra il sogno di andare in Champion è ancora più bello. I più incazzati rimangono comunque quelli della prova costume, quelli che si sarebbero dovuti preparare e non hanno potuto mettersi a dieta perché questa squadra metteva tristezza ed era necessario abbracciare i carboidrati. Io senza falsa modestia sarei bravissimo a vivere da primo in classifica. Mettetemi alla prova. Tifosi divisi come al solito, come il Bambi che fa parte di quella élite intellettuale che mangia le cotolette a morsi, ed io che pensavo già di essere arrivato alla frutta con Montella. Commisso o non Commisso, Montella o un altro ceppicone, budget, obiettivi, tanti punti interrogativi che hanno portato il Bambi a fare tre colazioni di seguito per dare ascolto alla lezione di tal Lorenzo de’ Medici che gli aveva messo in testa che “di doman non c’è certezza”. A parte noi, che invece siamo sempre più convinti di quello che diciamo, difendiamo quello che abbiamo detto perché non abbiamo pensieri in divenire, ma monoliti giganteschi da spostare. E ci fa fatica. I nostri dolmen ci spingono a posizioni ingessate come se scrivessimo dogmi da una divisione di ortopedia. E sul gesso appuntiamo le nostre verità immutabili nel tempo. E mentre anche il sindaco non cambia, Diladdarno ci sono “mai più” che si trasformano in “ancora una volta”. I “per sempre” diventano “pensiamoci su”. Le condanne ribaltate in appello. Passi in vantaggio ma poi ti rimontano e perdi. La vita è mutevole. La scena muta evitabile. Ci sono le porte girevoli, quelle chiuse che si aprono. Come le case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale. E io, io per primo sono quello che non cambia mai idea perché ancora pensa che gli altri, almeno una volta, abbiano il coraggio di dirti “mi sono sbagliato”; pensavo che tu fossi una fava e invece ti sei dimostrato una grande fava.
lunedì 27 maggio 2019
Sedicesimi
Partita balneare ancora senza Montiel e Vlahovic, e non so se a questo punto la vera notizia è non averne persa un’altra o il fatto che Pamela Prati abbia dimostrato di saper recitare. Finita la stagione dei Della Valle comincia finalmente quella delle melanzane ripiene. Ho cercato inutilmente la tessera elettorale per più di un’ora, e alla fine a forza di rovistare ho trovato il tanto agognato punto salvezza, che oltretutto evita a Montella di raggiungere Oddo nell’inferno delle sette sconfitte consecutive. La tanta attesa vittoria non arriva nemmeno questa volta, un’attesa che mi ricorda molto quando aspetto la Rita che deve solo mettersi le scarpe, pettinarsi, truccarsi, annaffiare, e arrivare subito. Del resto piegare la resistenza del Genoa si è dimostrato più difficile che piegare le lenzuola con l’elastico. Non cantiamo vittoria solo perché, finita bene la stagione, comincerà quella dei saggi e delle recite. Oggi ridiamo e scherziamo ma ieri ha votato anche Pioli. Salvi e liberati dagli invasori marchigiani, rimane solo il rammarico di andare incontro a una stagione piena di tante scollature e di pochi capezzoli. Intanto gli exit-poll, con un qualsiasi altro governo danno la Fiorentina in lotta per lo scudetto nella prossima stagione. Serata di merda per il Bambi, terrorizzato per il pericolo retrocessione, e prima ancora di entrare nella cabina elettorale per aver consegnato il cellulare alla compagna senza aver messo la password. Serata di merda anche per Hommisso alla sua “prima” italiana, con la Juve che ne prende due dalla Samp. E dopo l’ultima partita inguardabile ho tirato l’acqua. E’ cambiata la primavera ed è giusto cambiare anche proprietà. In tribuna le prime facce di un futuro diverso, finalmente un centravanti, e po il braccio destro di Hommisso, e non braccino, quel Joe Barone che mi sono informato subito non essere il nome d'arte di Causio.
domenica 26 maggio 2019
Arriveremo terzi
Salviamo(ci) con nome; Commisso. Anzi Hommisso perché lui è fiorentino, tifa Viola e ha preso casa a Casellina per stare vicino alla squadra. Siamo la sua terza scelta dopo Milan e Samp, che è comunque il miglior risultato di quest’anno. Terzi. E allora aveva ragione chi sosteneva che potevamo lottare per la Champion. Adesso che sono state accolte tutte le nostre preghiere, prima via Pioli e poi i Della Valle, forse ci faranno iscrivere anche alla Superlega. A proposito di preghiere (mangia prega ama) ieri sono stato a mangiare la pizza a “L’antica pizzeria da Michele” che ha aperto anche a Firenze, dopo esserci stato a Napoli devo dire che l’ho riconosciuta, più lievitati del 50% solo i prezzi. L’ultima pizza insomma prima dell’arrivo di Hommisso, poi torneremo finalmente a seguire la Viola. Anche se oggi una sbirciatina gliela darò lo stesso, e chissà se dopo queste notizie fatte trapelare proprio alla vigilia anche Simeone si scuoterà, magari si sblocca e proverà a indossare i panni del centravanti. E se invece andrà male potremo sempre dire di essere andati alle urne ancora prima di morire. Finisce l’era Della Valle, non abbiamo vinto niente, ma se ci salviamo per me non è da considerarsi una storia tutta da dimenticare, o almeno non fino al punto di Belpietro direttore de L’Unità. Inventiamoci qualcosa per aggirare le difficoltà di una partita cruciale come ha fatto quel candidato per “aggirare” il silenzio elettorale, che si è messo in un piazzale a smontare e rimontare i cerchi in lega indicandoli con ampi gesti. A questo proposito, nella foto il rutto del Bambi durante il silenzio elettorale che qualcuno ha scambiato per dissenso nei confronti di “Hommisso”. Mentre lui aveva solo finito di mangiare il primo melone della stagione. E per contrastare tali volgarità mi sono immaginato l’anomalia di una squadra con potenziale da Champion ritrovarsi a lottare per la salvezza, me la sono immaginata cioè come un cavallo nel dressage, come ogni cosa sul filo del rasoio, tra l’eleganza e il ridicolo. Mentre io per rompere il silenzio elettorale mi sono messo a suonare i campanelli come quando ero ragazzo. E a chi mi rispondeva, al citofono dicevo che forse retrocedere potrebbe aiutarci, mentre il ricordo di cose belle no. I ricordi di cose brutte ci aiutano molto di più. La condizione di malessere ti fa apprezzare anche la piatta normalità. Dovremo soffrire, il più possibile. Mi hanno scambiato per un testimone di Genova e mi hanno augurato la serie B.
sabato 25 maggio 2019
Ci vuole personalità
Finalmente è venuto fuori il nome del compratore interessato alla Fiorentina. Non è un fondo del Qatar, e nemmeno il fondo della classifica; è Mark Caltagirone. Meglio pensare ad altro oggi che c’è bisogno di stemperare la tensione. La lotta Champion del resto brucia energie. E che questo maggio ha qualcosa di strano è confermato dal fatto che ci sono terrapiattisti che ascoltano dischi di “Sfera Ebbasta”. Quando sarebbe meglio ascoltassero quelli di “Ultimo”. Del resto ci sono indizi importanti che hanno portato a pensare che questa squadra potesse lottare per la Champion; uno tra tutti le grandi orecchie di Corvino. E poi ci vuole tanta, tanta personalità per continuare a sostenerlo malgrado Caputo non sia figlio del Cholo, ma solo di un cantautore. Diciamo che ce ne vuole come cercare di fare il figo tra Leonardo Di Caprio e Brad Pitt. Bisogna essere proprio Tarantino o al limite Leccese. Insomma, come il nostro che è soprannominato “Jules Vernole” per aver scritto un romanzo dal titolo “Ventimila Leghe Calcio sotto José Mari”. Una parodia sul calcio burocrato e sulla Xylella che fa più danni di Montella. Ancora per stemperare, a proposito di quelli dei comunicati e delle contestazioni, quelli che fanno i conti in tasca ai Della Valle che non spendono, ne ho riconosciuti alcuni sulla A22 che pisciavano lungo il ciglio dell’Autostrada, perché invece della Serie B avevano più paura che la signora dell’Autogrill con il cestino gli chiedesse qualche spicciolo. Uno di loro ha invece riconosciuto me e mi ha gridato “fanculo la poesia”. Alla fine non mi sento nemmeno stanco per lo scorrere della settimana, ma piuttosto per aver cercato di rendere le cose pesanti un po’ più leggere. Quindi adesso vado a caccia di un buon Riesling Renano anche se il vitigno a bacca bianca non è proprio il più adatto per la cacciagione.
Iscriviti a:
Post (Atom)






