L’albero e le scatole con le palle di Natale sono state riportate in cantina, si torna alla normalità. Agli anticipi di campionato insomma. Alle plusvalenze. L’ultimo ricordo prima di chiudere la porta della cantina è andato a quando ero piccolo ma già bello sveglio, sapevo che era il nonno quello vestito da Babbo Natale, e quella vestita come la nonna era la befana. Ma neanche quest’anno la befana mi ha portato Adriana Lima. Mentre al Bambi che si trova sempre in situazioni borderline, e visto che conosce molti dei travestiti che abitano in centro, ho messo nella calza uno spray al peperoncino dopo la brutta esperienza di Lapo. Se Kalinic rinuncia davvero alle offerte arrivate dalla Cina c’è solo una spiegazione; gli hanno suonato i Re Magi alla porta e gli hanno consegnato l'oro per sbaglio. Partita delicata quella di domani a Pescara, la peggiore che ci potesse capitare. La più facile e la più difficile perché devi solo vincere, qualsiasi altro risultato sarebbe una delusione troppo grande. In più c’è la variabile del ritorno della sosta, circostanza che la Fiorentina non riesce a gestire al meglio e che porta i tifosi Viola a sostenere che la vita è come una scatola di cioccolatini, poi dentro magari ci trovi le cose per cucire. Insomma, se vinci è vero che certi sorrisi non si dimenticano, ma se perdi vuoi mettere un cazzottone tra mandibola e zigomo? Intanto nevica e fa freddo sul campionato e sul campionario di passere, grande rivincita di Tello? Sicuramente grande rivincita di tutte le passere con il pelo.
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sabato 7 gennaio 2017
venerdì 6 gennaio 2017
Proprio un film
Tra i personaggi più in evidenza Nainggolan si presenterà alla ripresa del campionato con la propria versione di “sopravvissuto al 2016”, il nuovo tatuaggio che più fa tendenza tra gli scampati famosi e tamarri. Mentre molti tifosi Viola prima ancora delle risposte della società sul mercato di gennaio, come risposta più agognata di stagione si aspettano piuttosto “si c’è la sua taglia”. Torna il campionato e quindi anche l’erezione, la mattina tornerà così ad essere un apostrofo rosa tra le parole “s’alza”. Ieri ero in piazza Santa Spirito quando a un certo punto ho visto un uomo e una donna abbracciarsi felici. So che un po’ è perché siete cinici e un po’ perché già sapete che la plusvalenza Kalinic sarà utilizzata interamente per pagare il conto della schiacciata di Corvino dal Pugi, ma in quella coppia che si abbracciava si vedeva chiaramente che ricomincia il campionato e che sono partiti i saldi. E poi niente, stavo per scrivere l’editoriale del secolo nel quale avrei spiegato che in caso di rinnovo Sousa andrebbe affiancato a Olga Fernando per evitare fraintendimenti. Avrei spiegato che le ipotesi di un ritorno di Prandelli sulla panchina Viola sono fastidiose come quei farmacisti che ripetono urlando il nome del farmaco per la disfunzione erettile che gli hai appena bisbigliato. E poi ci sarebbe voluto lo stesso Olga Fernando per tradurci quello che i bresciani chiamano snack mentre in Sicilia pasta al forno. Stavo per scrivere cotanto editoriale quando è tornata la Rita dal cinema e ha dovuto assolutamente raccontarmi tutto il film. Anche di quando negli anni 50 la gente si fermava dai vigili urbani a lasciargli un pensiero per Natale. Proprio un film.
giovedì 5 gennaio 2017
Luminol sui bilanci
Succedono cose strane in questo 2017, non solo è tornato Antognoni ad alimentare retropensieri che senza retrofit diventano pensieri sottili come polveri, con l’unico 10 i livelli alti di PM10 in noi sono da blocco dei sogni Euro 1, 2, 3, ieri ho salutato il nonno ma era lo specchio. E se penso a una cosa intensamente, tipo la vittoria dell’Europa League (malgrado il blocco) con il ritorno della squadra su un vecchio 26 verde a due piani, poi mi appare magicamente il mal di testa. Per fortuna tra le cose che sono riuscito a salvare del vecchio anno c’è un bel tesoretto, una sorta di plusvalenza dell’immaginazione che mi permette di credere di essere intelligente. Come segno di continuità, oltre all’amore per la maglia Viola e in linea con queste feste, sono sicuro che la befana ci porterà la carbonara. Vi chiedo solo di non fare nel 2017 come quando guardate i film già visti perché avete sempre bisogno di sapere come va a finire. I tifosi Viola in quanto tali purtroppo pensano che ci voglia del gran coraggio ad essere felici, e allora in molti rinunciano. Al contrario c’è chi apprezza moltissimo, non a caso il Bambi c’è rimasto di stucco, di sale, di merda, in un crescendo rossiniano, quando alla domanda “che cosa c’avrà da ridere Michelle Hunzicker da 15 anni” gli ho risposto di pensarci bene e di non considerare solo una casualità il fatto che i Della Valle sono i proprietari della Fiorentina proprio da 15 anni. Anche se c’è la profonda convinzione a Firenze che il problema non sia il mezzo ma sempre l’uso che se ne fa, e per mezzo il popolo Viola intende il voucher con il quale è stato assunto Antognoni. Mentre a quei tifosi che danno di braccini a destra e a manca, e che poi analizzano i bilanci della Fiorentina con il luminol alla ricerca del sangue da una Ripa (è sparito e non si trova più il corpo) voglio ricordare che spesso le loro donne sono state viste mentre facevano gli occhi dolci a un Bancomat.
mercoledì 4 gennaio 2017
Il ritorno di Antognoni
Siamo appesi come salami alle notizie che ci vengono propinate da persone definite “esperti di mercato”, e fidarsi di una categoria così poco credibile e per di più autoreferenziale mi riporta alla mente la saggezza di una mamma molto illuminata, quella della Beatrice quando la metteva in guardia da chi la guardava negli occhi anche dopo essersi tolta il reggiseno. Io invece le piacevo proprio perché autoreferenziale, infatti le avevo millantato fin da subito che riuscivo a leggere il futuro dal capezzolo della figlia. Come non c’è da fidarsi di quei tifosi che preferiscono andare ai saldi di Zara invece che all’allenamento a porte aperte sostenendo che Zara apre prima. Da Zara poi si spende meno che da Zaza. Come non è possibile fidarsi del Marasma che spende il primo striscione dell’anno per scrivere “Bello il 2017 ma non ci vivrei”. Figuriamoci se c’è da fidarsi, notizia di oggi uscita dalla biografia “Solo all’interno del Collettivo”, di un membro dello storico club Viola, emarginato perché scoperto mentre trombava su una panchina di Gubbio invece di spalare la neve. Insomma non c’è da fidarsi nemmeno di chi guarda cuocere le lasagne in forno invece di guardare, rapito, uno dei video di regime pubblicati su Violachannel. Tantomeno c’è da fidarsi di chi non è antidellavalliano e nemmeno leccavalle, forse i più pericolosi, perché sono quelli che non si schierano ma sperano che bianchi, neri, cristiani, musulmani, gay ed etero, tutti insieme, la smettano di rompere i coglioni con ‘sta storia che Antognoni è tornato alla Fiorentina solo per servire il catering alle inaugurazioni dei negozi Tod’s. Perché la sfiducia in casa Viola per il ritorno di Antognoni ha già portato a fenomeni d’irritazione di massa tali che è dovuta intervenire l’Associazione Medici Dentisti con un bollettino di allerta dove si ufficializzava che in molti hanno iniziato l’anno dicendosi “che cazzo vuoi” mentre si lavavano i denti. A me bastano e avanzano le motivazioni della società che dimostra, al contrario di quanto gli si addebita, di essere stata accorta e previdente ancora più di Sousa a Genova. Lo si evince dal comunicato ufficiale nel quale insieme al bentornato a casa dichiara che Antognoni non è stato tenuto fuori 15 anni per motivi tecnici, ma solo per evitare un infortunio muscolare. Turn over insomma.
martedì 3 gennaio 2017
La ribollita di pandoro
Se è vero che per il 2017 Tello ha espresso il proposito di essere più buono, per evitare facili polluzioni notturne su lenzuola da affiggere poi ancora calde ai cancelli dello stadio con scritto “a nulla”, tanto per sottolineare la prima accelerazione dell’anno frustrata da un difensore del Pescara, il consiglio è quello di perseverare sul fuoco lento della polemica tutta fiorentina, quindi il primo giocatore bicilindrico Viola dovrà riprovare, riprovare, riprovare fino a trovare finalmente la linea di fondo, magari un assist per un inserimento da dietro, e perché no un gol per metterglielo di dietro almeno una volta anche a un portiere. Il principio è noto dalle nostre parti, lo stesso di certe ritualità gastronomico-casalinghe. Tello come esempio perfetto di avanzo riciclato e migliorato. Come una ribollita di pandoro potrebbe essere la minestra riscaldata che migliora di prestazione in prestazione. Sarà quindi l’anno del riscatto per Tello? Speriamo che non sia niente di cui potremmo pentirci, e mi riferisco a cose tipo quelle di Lapo. So di essere forse troppo positivo a credere ancora nelle accelerazioni fumose di un giocatore che va con la miscela al 5% ad alterare i valori di PM10, in effetti questi sono i giorni più duri per chi cerca la polemica, per chi ha macchine Euro 1 e 2 e non ce la fa ad aggirare i blocchi del traffico, figuriamoci se può sopportare un ottimismo a due tempi che fa della ripresa fine a se stessa la sua arma migliore, già c’è da fare i conti con la mancanza di rigori sbagliati, sostituzioni o formazioni da non condividere, c’era talmente poco traffico ieri che il Bambi a un certo punto si è addirittura mandato affanculo da solo. Comunque Tello si vede che è stato un giocatore-bambino felice prima di arrivare a Firenze, quella della corsa a perdifiato è sempre stata l’immagine della felicità, per i cani come per i giocatori cani, un amico di Barcellona intervistato da un giornalista cane ha ricordato come era bello quando Cristian correva libero nei prati della cantera prima che gli infermieri lo ritrovassero e lo costringessero a scappare. Arrivato a Firenze, oggi corre con molta meno lucidità proprio perché inseguito non solo dai difensori.
lunedì 2 gennaio 2017
Il segreto della lasagna vegetariana
Oltre a fantomatiche trattative di mercato un giornalismo più qualificato approfondirebbe anche temi più scientifici come il tipo di lenticchie che ha mangiato Bill Gates qualche anno fa. Mentre l’elevato tasso alcolico del Bambi mi ha permesso di carpire il segreto della sua mitica lasagna vegetariana che così tanto piace ai nostri amici vegani, e che gli ho sempre invidiato. Ci mette la salsiccia. Tra le nostre amiche vegane ce n’è una in particolare che quando c’è da festeggiare qualcosa (e menomale che c’è l’ultimo dell’anno, San Giovanni, la vittoria dei Bianchi, perché sennò con la Fiorentina non ci sarebbero così tante occasioni) per fortuna si lascia andare e beve un po’ di più del solito, quel tanto di più che poi, alemno secondo quello che ci racconta tutta elettrizzata, gli gira tutto intorno e io riesco a vedergli persino le mutandine. Anno nuovo che ci porterà anche un allenatore nuovo, ormai si sa, e il mio augurio ‘sta volta è quello che sia italiano. Un allenatore che interpreti però il calcio del nostro tempo, così come dovremo avere un nome per ogni età, nessuno oggi chiamerebbe Franco un bambino. Franco è il nome di un settantenne, di uno zio. Di Scoglio. Figuriamoci Eusebio. E poi un allenatore italiano anche per evitare concetti “basculanti” o comunque facilmente male interpretabili, perché come diceva Gianni Rodari “per colpa di un accento un contadino a Rho tentava invano di cogliere le pere da un però”.
domenica 1 gennaio 2017
La linea editoriale
In questo risveglio col 17 sulla maglia c’è una nuova consapevolezza in me; la vita non è un film dove si beve del Nerello Mascalese mentre si cucina, pieni di fascino, poi si sorride e si fa l’amore. Lo faccio nella realtà di Legnaia e sono già ubriaco prima che bolla l’acqua. Come tutti gli ultimi dell’anno mi sono stupito nel vedere i TG mostrare all’ora di pranzo che dall’altra parte del mondo l’anno nuovo è già iniziato. E così vista l’ordinanza di Nardella che aveva vietato di sparare i botti a mezzanotte, con Furio ci siamo attaccati a quelli neozelandesi e abbiamo anticipato di un bel po'. L’oroscopo dice che sarà un 2017 pieno di amore per la Fiorentina, di quello senza barriere, e se ce ne sarà qualcuna le stelle consigliano un tiro a foglia morta. L’ultima delusione dell’anno è toccata al Bambi quando ha scoperto che Cracco non accettava i buoni pasto, mentre l’umore peggiore dovrebbe essere il mio visto che mi sono svegliato con una disposizione d’animo non proprio adatta a invecchiare. Poi abbiamo ricordato le festicciole a casa della Beatrice per salutare l’anno nuovo, con la mamma sempre vigile che cercava di capire se quando parlavamo con la figlia e abbassavamo lo sguardo lo facevamo per via di un carattere debole o perché aveva delle gran belle poppe. Poi a proposito del mercato di gennaio ci siamo detti che alla fine un giocatore non lo vedi se viene in prestito senza obbligo di riscatto, ma lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. Intanto il fair play finanziario si è abbattuto anche sulle feste in tv con la presenza di Gazebo e Sandy Marton a traghettarci nell’anno nuovo. Forse allora era meglio Benalouane. Ma io ho reagito prontamente e quando sono salito sul primo trenino che passava è stato subito; BRIGITTE BARDOT, BARDOT, BRIGITTE BEIJOU, BEIJOU! Mentre per il primo post dell’anno, sempre così importante perché segna la linea editoriale vorrei andare sul sicuro e chiudere con un bel: W LA PASSERA.
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