Non mi accontento, dopo lo scudetto voglio vincere anche l’EL. Non sarò mai come il Bambi che è uno che si accontenta, anzi fa di peggio. Le sue aspettative sono così basse che basta un lunedì di sole ed è subito Copacabana. L’ultima volta che ha risposto a un test online dove gli chiedevano "Descriviti in 10 parole", ha risposto "Sono pigro". Se avessi dovuto porgliela io la domanda, conoscendolo gli avrei chiesto “Descriviti in tre farmaci”. Sarò anche malato di Fiorentina a proposito di medicine, però è meglio chiedere scudetti e coppe, stanno peggio quelli dei nasi finti e delle parrucche da pagliaccio che al supermercato chiedono i biscotti al Plasmon, le pesche sviluppate, e Il prosciutto di Prada. E quindi non siate sempre così troppo con i piedi per terra, mangiate qualche volta pure il prosciutto griffato, non fate cioè come a casa del Salucci, dove lui è youtuber, uno dei fratelli è fashion blogger, l’altro è twitstar, ma se non ci fosse la sorella che fa la puttana non mangerebbe nessuno. E in questo momento carico di prospettive interessanti, mi piace ricordare tutti quei giocatori che se ne sono voluti andare, parlo di Montolivo, Neto, Salah, ci metto anche Milinkovic Savic per non buttare via nulla. Gente che per fortuna pensa solo ai propri interessi, e non da squadra, gente che se invece fosse sindacalizzata, e non rappresentata da avvocatucoli tipo Ramy, potrebbe addirittura indire lo sciopero dei mezzi uomini. Devo solo stare attento, perché il sogno scudetto-coppa potrebbe distrarmi troppo, ricordo le parole della maestra Bianco quando ancora andavo alla Gaetana Agnesi in via Maffia. Ci metteva in guardia dicendoci che i libri belli causano sogni ad occhi aperti nei momenti sbagliati. I libri belli causano incidenti stradali. Insomma i libri belli uccidono. Voglio dire che se dopo oltre un secolo, la gendarmeria vaticana compie due arresti, noi possiamo vincere il terzo scudetto e anche l’EL. Quindi stasera miglior formazione e vincere. Perché il prestigio europeo, perché vincere aiuta a vincere, perché la rosa può essere utilizzata meglio con due competizioni invece di una. E poi lottare un anno per andare in EL, e poi sperare di uscire non mi sembra tanto logico. O almeno lo è come quelli che bussano ed entrano senza aspettare "Avanti", che cazzo bussano a fare allora. Invece di rompere tanto i coglioni con Cognigni pensate che a novembre ci sono ancora le zanzare, e a questo proposito dite a quelli del Marasma di fare uno striscione con scritto “C'è del marcio in Danimarca”. E già che ci siete pensate a chissà quale minusvalenza farà Marotta a rivendere Hernanes a gennaio. Ho solo un timore per questa stagione, ho paura cioè di perdermi nel bosco che sta tra il divano e il letto.
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giovedì 5 novembre 2015
mercoledì 4 novembre 2015
Ho voluto troppo bene agli arancini
La foto di oggi l’ho scelta per festeggiare Rete Quattro (4) che ha compiuto ottantasei (86) anni. Prima che me lo dimenticassi, ci tenevo. Un po’ ci sono cresciuto con tutti quei cazzottoni. Picco massimo della giornata di ieri, il cannolo di Spinella in via Etnea a Catania. Come punto più basso invece, una considerazione amara di fine serata, di quelle da aeroporto delle 21,30 quando ho pensato che fondamentalmente sarei anche romantico se non venissi sempre distratto dalle cosce. Certo che fare gli auguri a Rete Quattro e non fare neanche un accenno per la ricorrenza dei morti, è stato vergognoso, quindi anche se in ritardo, il mio pensiero va oggi a tutti quelli che hanno il cellulare in riparazione. Poi mentre aspettavo l’imbarco ho visto una da lontano che correva e mi son detto "Ma che cazzo corri", poi l'ho vista da vicino e ho detto "Vai vai corri che ti fa bene". Cambiare opinione del resto è sinonimo d'intelligenza. E’ stata una giornata lontano dalla Fiorentina e dal blog, tra aranceti e arancini, poi a Floridia improvvisamente ho capito che non ci sono solo Guelfi e Ghibellini. Le persone si dividono in tre categorie, e non in due come pensavo: ottimisti, pessimisti e “Tanto prima o poi devo morire. Mi porti un altro piatto di pasta alla Norma”. E viaggiando su aerei pieni e dove non riesci ad allungare le gambe, passando dal gate quattordici (14) mi sono chiesto come mai tutta quella gente va a Bergamo di martedì sera, perché? E gomito a gomito con la gente, e con quello che dicono i comandanti degli aerei che non si capisce un cazzo, sono costretto a credere nell'amore a prima vista, ma solo per giustificare tutte quelle persone che mi stanno sul cazzo e neanche conosco. Catania mi è servita comunque a capire che ho ancora il tocco magico. Ho chiesto infatti ad una bella ragazza mora se usciva e mi ha risposto subito si. Così poi ho parcheggiato per andarmi a mangiare il cannolo da Spinella. E l’acidità di stomaco in fondo è segno che ho voluto troppo bene agli arancini. Si insomma, poca Fiorentina ieri ma in compenso tante piccole cose che hanno alimentato il mio ego. Alla fine posso dire che anche in Sicilia le donne mi cadono ai piedi solo se ho un ingegnere con me che le colpisce alla nuca. Sull’Etna c’è la neve, la Juve stava perdendo uno (1) a zero (0), e per finire con un pensiero di calcio, dico a quelli che stanno accanto a me e che pensano ad alta voce a quanto sono duri certi gironi di Champion, dico di pensare a quelli sempre accanto a me ma sulla sinistra invece che sulla destra, e che di martedì sera devono affrontare un volo Catania - Firenze con la ragazza gelosa, la suocera coi baffi della ragazza gelosa, e con tanta, tanta passera intorno da non sapere dove guardare.
martedì 3 novembre 2015
I tricoloriani
Tavecchio che insulta ebrei e omosessuali durante un'intervista è la conferma che ha proprio preso sul serio il compito di rappresentare il nostro calcio. Poi capisco anche quelli della scaramanzia, e il fatto che godersela alla luce del sole possa portare rogna. Sappiate però che è inutile fare la dieta, io vengo dal futuro e lì siete tutti ciccioni. Secondo il mio nutrizionista infatti non bisogna proprio frenarsi, anzi, mi concede di aprire il frigorifero dove conservo le emozioni, anche la notte. Rinunciarci lo trova limitativo nello svolgere la funzione primaria del tifoso, come tirare il guinzaglio mentre il cane alza la zampa per svolgere una delle funzioni più impellenti della sua passeggiata. A me sembra il trionfo dell’inibizione, pura analisi illogica, come se quando uno mangia sulla terrazza di un ristorante pretenda di non pagare il coperto. Io sono qui per sostenitore anche il vostro di diritto a vivere il primo posto fino in fondo. Non viverlo mi sembra una cattiveria che non vi meritate proprio. A questo punto allora sarebbe meglio trovare la pizzeria chiusa. Sarebbe meno crudele, anche se di poco. E’ anche vero che nel calcio la scaramanzia è una delle componenti più difficili da eliminare, ma è troppo bello essere lassù per vedervi così prudenti. Vi suggerisco quindi di lasciare da parte i riti di cemento che così tanto vi zavorrano, e per non farvi smettere di colpo, posso concedervi una lieve protesta nei miei confronti. Per farvi abituare piano piano alla mia imprudenza, potrete usare forme di protesta moderate tipo strisciare le ciabatte. Insomma, la realtà è che vi siete dimenticati la teglia di lasagne sul tettuccio dell'auto, e dopo due (2) km, io sono quello che vi fa ampi cenni. Realizzate più in fretta possibile, se potete, che siamo primi in classifica, prima di perdere le lasagne. Oggi sono in volo verso Catania, la Centrale Idroelettrica di Anapo mi aspetta piena d’acqua, porto il verbo della capolista in pieno Sud, ma il più “Entusiasta” non sono io in famiglia, penso al direttore dell'OMS, che se andasse da mia mamma per il pranzo della domenica, metterebbe la casa in quarantena. E poi mi piacciono le donne in carne. Fanculo l'Oms e la scaramanzia. E se vi sembra riprovevole il fatto che mi sia lasciato andare pensando allo scudetto, consolatevi, che in compenso non ho mai bevuto il vino in cartone. Fatelo almeno per rispetto verso il Bambi che ha sacrificato la sua ultima storia d’amore. La compagna infatti l’ha lasciato perché dice che era ormai troppo ossessionato dal calcio, e ultimamente soprattutto dalla lotta per lo scudetto. Anche se lui ha negato fino alla fine pur ammettendo che è successo tutto domenica al ventisettesimo (27) del secondo tempo. Insomma, una nuova filosofia avanza, e così dopo i vegetariani, i vegani e i fruttariani, ci siamo noi che ci alimentiamo dei sogni; i tricoloriani. Portiamo avanti i profumi e i sapori della nostra speranza; basilico, mozzarella e pomodoro spiaccicati sulla maglia come sponsor di un campionato che cerca nuovi protagonisti. Comunque se anche dopo questo editoriale siete ancora troppo scaramantici, disincantati e cinici nei confronti del sogno scudetto, vi sfido a rimanere tali con in mano un palloncino e lo zucchero filato. Dopo essere entrati al luna park Fiorentina.
lunedì 2 novembre 2015
Realtà crittografata
Settantatre (73) per cento di possesso palla significa attacco contro difesa. Un allenamento della fase offensiva che oggi costringe anche i più scettici a risalutare la capolista. E poi grazie alla pubblicità della Vigorsol sappiamo che anche i koala trombano più di quelli con i nasi finti e le parrucche da pagliaccio. Trentuno (31) tiri e otto (8) calcio d’angoli, no, non sto dando i numeri, tranquilli, sto solo imparando a crittografare il prossimo striscione, per rendere se possibile, ancora di più difficile comprensione quel “Mercato da pezzenti”. Il Bambi che ne conosce un paio del “Marasma”, mi ha rivelato che il prossimo lo faranno unendo i propri punti neri. Riconoscendogli comunque almeno il coraggio di dire quello che le loro donne non dicono. Con quanti sono state prima di loro. Per esempio. Mentre con il cucchiaio di Babacar c’ho mangiato il tiramisù fino in cima alla classifica. Lassù, ecco spiegato l’acquisto di Verdù. Unico giocatore su piazza utile per fare una rima a così alta quota. E quando siamo in cima, là dove la pendenza è notevole, c’è proprio bisogno del tacco di Gonzalo, o meglio, quel tacco e punta allo scudetto necessario per le ripartenze in salita senza l’uso del freno a mano e della scaramanzia. Sulla partita che dire, troppo superiori per non rischiare di pronunciare delle banalità, e se proprio devo dirle preferisco concedermene qualcuna del tipo “Io l’avevo detto”, che anche l’intelletto ha diritto ad uscire per fumarsi una sigaretta. Alla fine non è stata nemmeno la partita trappola da tanti temuta, ma quella che al contrario rafforza le ambizioni della squadra. E su questo erano stati molti meno a pronunciarsi. Mentre ebbro di felicità oggi svelo il metodo per scomporre certi giudizi sbagliati in tanti piccoli microgiudizi sbagliati, un tecnica che prendo in prestito da quella che applico sui movimenti. Infatti, anche ognuno di questi è scomponibile in centinaia di micromovimenti, soprattutto se non vuoi far sentire il rumore di una scoreggia. Che poi certi giudizi la ricordano anche molto da vicino. E a proposito del sogno che continua, oltre a non capire chi attacca Cognigni, francamente non capisco nemmeno quelli che "Dormo una mezz'oretta". In mezz'ora il mio sogno non arriva neanche al punto in cui entro nudo nello spogliatoio femminile. Altro che tricolore. Sono contento invece per l’esordio di Lezzerini, in una partita che ha visto l’esordio in serie A di due (2) portieri. Un caso davvero strano questo, soprattutto se si pensa che non tutti vogliono giocare in porta, Neto infatti è andato a Torino per evitare di farlo, mentre Umberto Tozzi ha dichiarato che sarebbe potuto diventare il quinto Beatles, ma lo avrebbero fatto giocare sempre in porta, e quindi ha deciso di no. Intanto Roma e Napoli rallentano, Ramy Abbas no, lui è già rallentato di suo, Milinkovic Savic sempre più felice della sua scelta, anche se la vicenda del sindaco Marino l’ha amareggiato, fatti che mi spingono a confessavi che mi ci sono voluti anni e autoanalisi, ma alla fine sono riuscito programmare la mia coscienza su “Se nessuno si fa male, tutto è lecito. Anche vincere lo scudetto”.
domenica 1 novembre 2015
A pranzo con il primato. Quando crederci costa meno di andare a Rimini con la Giulia
Via gli anticipi che hanno scongiurato l’unico risultato che ci avrebbe impedito di tornare in testa alla classifica, pure l’Expo ce lo siamo levati dalle palle. Ora tocca al Frosinone. Intanto mi ha scritto in privato uno di quei tifosi che si erano messi i nasi finti e le parrucche da pagliaccio. Stanchi della mia ironia mencia. Mi hanno spiegato che quella è stata un tipo di protesta che ricalcava la prova costume perfetta, grazie alla quale non si è riconoscibili. Si può essere cioè Batman o critici dei Della Valle pur avendo un fisico di merda, grazie appunto alla maschera con gli addominali disegnati o agli altri accorgimenti circensi. E se c’è forte paura a nominare la parola scudetto, basta fare come con la carne rossa. Non mangiatela per due giorni, poi passa la paura. Sono purtroppo più preoccupato per la Costituzione della Repubblica Italiana, l’ho letta e lei alla fine muore. Poi viste le altre favorite non sono preoccupato neanche di perdere "Quella" speranza, e tanto meno non sono preoccupato per la formazione, l’eventuale turnover, la possibilità di sottovalutare il Frosinone. Mi fido di Paulo Sousa. Mentre a proposito di preoccupazione, lo sono di più perché non so che fine ha fatto l’emergenza immigrazione. Tranquilli, vi prometto che da stasera sarete tutti più entusiasti e più coinvolti in "Quella" lotta. Abbandonerete finalmente quell’aria da Knam quando parla dello Zymil. Convinto e coinvolto come quando io parlo di palestra con il Bambi. Ognuno ha le sue, intendiamoci, anche io che mi mostro sempre così sicuro sul valore della squadra, e quindi sull’obiettivo massimo per il quale è obbligata a giocare, ho le mie indecisioni. La più grave: sulle forme da attribuire alle nuvole. E poi anche nell’essere “Negativi” c’è del buono, basta chiudersi in una camera oscura e farsi sviluppare. E quando Cognigni sembra rovinarvi la giornata, pensate a quelle notti sul muretto quando i baci, una birra e una sigaretta, era così fantastico che a pensarci non sembra neanche che sia stato vero. Mentre io dopo il trionfo fonderò una religione per adoratori del caffè. I Raffaello del futuro dipiengeranno una Sacra Famiglia composta da me, la moka e la tazzina. Dietro, sullo sfondo, il poster della Fiorentina campione d’Italia duemilaquindici (2015) duemilasedici (2016). E poi ci sono quelli che si svegliano ogni mattina di fianco a una donna coi bigodini. Per loro è Halloween tutti i giorni, altro che la mancanza di chiarezza o di un difensore centrale. Per festeggiare la mancata vittoria della Roma, che come detto in apertura, unico risultato che vincendo ci permette di tornare lassù dove ci compete, ieri ho pensato a una serata trasgressiva, e così mi sono messo i pantaloni del pigiama dentro i calzini.
sabato 31 ottobre 2015
Anatomia surrealista
I meriti dell’attuale classifica della Fiorentina non sono certo da assegnare a Cogngini, come invece lo sarebbero stati i demeriti nel caso si fosse rivelato un campionato da pezzenti. Così come a scagionare i Marò, c’è la teoria che dimostra che Marquez è un pescatore indiano, e quel Rossi non è Pepito. Se poi uno crede veramente alla Madonna, a Medjugorje chiudendo gli occhi, si può vedere anche il padiglione del Giappone. Come ci sono sempre anche quelli dei “Braccini”, che comunque vada campionato e GP di Valencia, Valentino sarà sempre il primo. Lui nell'evasione fiscale, e gli altri nell’autofinanziamento. Io oggi mi dichiaro “Profeta dello scudetto”, così come mai niente fu più profetico del nome di Ignazio Marino, che anagrammato è uguale a “Anzi io Rimango”. E quando l'autunno, il freddo, il tempo di merda e il buio pesto alle cinque (5) non ti hanno depresso abbastanza, ecco arrivare chi ti suggerisce di volare basso perché tanto “Io sono io e voi non siete un cazzo”. Mentre per me credere nello scudetto significa non dover mai dire "Ma dove vai col pile? Andiamo a cena non a raccogliere i funghi”. E alla fine per difendere un mio sacrosanto diritto, come lo è sognare in grande, mi sono messo proprio in una posizione scomoda, quella dell'ottimista compulsivo. Peggio stanno solo quelle donne troppo intelligenti per piacere agli uomini, e troppo belle per piacere alle donne. Si pensa che sia un sabotatore percettivo di realtà, rosa, dirigenza, mentre mi limito a riconoscere certe capacità che altri sottovalutano. Per esempio, se Messina è ancora senz’acqua, è solo perché non è ancora intervenuto Cognigni che sicuramente avrebbe fatto piovere. Quello che invece devo confessarvi, è che l'ho capito tardi ma l'ho capito, non mi bastate più, mi serve lo psicologo. Martedì vado a Siracusa e ci voglio andare da capolista, poi quando torno a Mormanno ho preso la decisione forte di presentarmi con la sciarpa del Gruppo Chiava da tirare fuori ad ogni piè sospinto. Per l’esattezza ventuno (21) km di piè sospinto. La mossa finale. Definitiva. Quella senza ritorno. E se vi serve qualcosa di concreto da usare contro di me una volta che il campionato mi avrà dato ragione, posso suggerire che il dono della sintesi l’ho imparato a letto. Questo vi farà comodo il giorno in cui vinceremo il tricolor, e potrete sempre dire “Si, però a letto non sei bono!!”. Il mio comunque non è ottimismo alla viva il parroco, ci tengo a precisarlo, è solo anatomia surrealista dello scudetto, come da foto. Tutto nasce dal fatto che sono tanti anni che aspettiamo di vincere quello che si ha persino terrore a pronunciare, e che ho una importante rivelazione da fare in merito al concetto di “attesa”, ma la dirò più tardi.
venerdì 30 ottobre 2015
Neanche ai tempi di Cecchi Gori
Sono finalmente riuscito a metabolizzare lo striscione del “Mercato da pezzenti” che tanto mi aveva fatto male, e sul quale stavo lavorando psicologicamente ormai da molto tempo. Dopo un lungo percorso interiore, notti in bianco, e grazie anche ai fiori di Bach e alle bacche di Goji sono riuscito ad esorcizzarlo. Non lo soffro più. Diciamo che non mi provoca più quell’ansia che ti coglie quando hai lo stimolo ma non il bagno. Oggi mi appare ridicolo come il nome che dai alla casella email che crei a dodici (12) anni, e che poi userai anche a lavoro, perché cambiarla sarebbe un casino. E mentre per molti il regalo di gennaio dovrà essere almeno un forte difensore centrale, io come sempre anticipo (l’allusione è al fatto che sono stato il primo a parlare di scudetto), e quindi non a gennaio, ma a Natale proverò a chiedere per il cinquantatreesimo anno consecutivo il Pisolone che non ho mai avuto. Neanche ai tempi di Cecchi Gori. Sono venuto via da Mormanno indenne, juventini a pezzi, interisti e milanisti sotto controllo, romanisti smargiassi ma non troppo come quando invece vanno a bere il vino de li Castelli. C’è stata poi la risposta ferma del barista del campo base all’OMS riguardo i danni del caffè. Secondo lui infatti, pare che un caffè ristretto (come il suo dialetto calabrese), macchiato tiepido e con poca schiuma, provochi una rottura di cazzo proprio ai baristi. Considerazione finale della settimana dal cantiere di Mormanno, un pensiero che avanza polveroso come un fronte di scavo realizzato in tecnica tradizionale, e che si innalza verso l'alto come una pila del Viadotto Italia, nel dire che neanche il potere di Forza Italia si è sgretolato all'improvviso come quello della Juve. Mentre i miei viaggi autostradali lungo l’Italia raccontano di pullman di anziani in gita, in sosta in autogrill, con statistiche importanti come quelle della Fiorentina. Numeri che comprendono la percentuale del 100% di quelli che vanno in bagno, il 92% di allarmi per tentativi di uscire dall'entrata, e il 3% di caffè. Io poi sarei anche tentato di farvi il disegnino circa come fare a vincere lo scudetto, ma ho paura che vi mettiate a colorarlo. Ho perso la voce a forza di dirvelo, ma non la speranza, e mi fa più male lo scetticismo della gola, sono costernato e costipato allo stesso tempo, raffreddato insomma, ma non altrettanto dicasi del mio entusiasmo. E poi trovo moralmente inaccettabile il rifiuto a crederci, dico che è un nostro preciso dovere di tifosi esserne convinti. Così come l’uomo ha il dovere di fare figli, mentre le donne si emancipano, e in famiglia ci vuole chi prende il telefono vecchio quando esce quello nuovo. Cucirvi addosso il tricolore farebbe di voi degli uomini migliori, più legati ai valori della Patria, e poi vi rinnoverebbe anche un po’ quel look datato. E alla fine la vita è troppo breve per controllare l'autocorrettore.
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