Mi accorgo che il blog mi assorbe, spesso parlo con voi mentre potrei farlo con la Rita e Tommaso che mi sembrano delle brave persone. Forse scappo qua come dentro a un film. Perché nei film “Salve sono il postino” (scopano), “Sono l'idraulico” (scopano). Mentre nella vita “Salve sono il postino” (multa), “Sono l'idraulico” (fattura). Anche se per noi la realtà è più bella di un film grazie alla Fiorentina. Realtà che vede chi esonera allenatori e chi come il nonno del Bambi ieri ha festeggiato le 500 panchine ai giardinetti. Film dove c’è molta più chiarezza che in Fiorentina, film dove la verità si dice sempre “Emiliano non tradisce, gringo”. (Click) “Emiliano dice tutto, gringo”.(Lo chiamavano Trinità). E a Mormanno la realtà è che sono incontenibile sulla fascia, una mina vagante, non ho avuto ancora il tempo di documentare le mie incursioni con la sciarpa tra il nemico. Poi la pizza a Castrovillari. E non fai in tempo a parlare dell’olio nuovo di Badia a Passignano che subito viene fuori la truffa agroalimentare, quella di numerose aziende di olio d'oliva che avrebbero fatto passare la propria mamma per extravergine. Grazie alla fettunta però ho capito che le persone buone come il pane sono degli stronzi in confronto a quelle buone come il pane e olio nuovo. La realtà potrebbe essere diversa anche da quello che uno pensava (Vedi lo striscione del Marasma), ma non per questo essere un film. Ultimamente avevo pensato che il Bambi andasse in bagno lasciando la porta aperta perché con me ha confidenza, sembra invece che lo faccia solo perché se la chiude non arriva il WiFi. Realtà o finzione sembra essere il tema di oggi. Insomma, preferite la verità dell’autofinanziamento, o che vi dicano che faranno il ponte sullo Stretto? E poi succedono cose come lo scudetto, o come ieri sera a Castrovillari. Forse. Marciapiede, cammini. Persona davanti, ti sposti da una parte. Si sposta, ti risposti. Si risposta, parte un tango. Applausi, commozione.
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giovedì 12 novembre 2015
mercoledì 11 novembre 2015
Con la sciarpa Viola e il vento in poppa
Sto viaggiando verso Mormanno con la classifica sul cruscotto e la sciarpa Viola. Circostanza che documenterò per non passare da parolaio come invece i Della Valle, rei di mancata chiarezza per non avere raccontato il piano scudetto. Bugiardi. Anche se la sciarpa è solo un modo bambinesco di percorrere l’Italia verso sud, perché niente aggiunge alla passione già sconfinata e partita alla buon ora dal centro. Un po’ come le donne con i tatuaggi sulle poppe, non ce n’è bisogno tanto gliele guardiamo lo stesso. Non capisco invece chi si stupisce per il doping in Russia, che a differenza della sciarpa Viola regala invece quel “Qualcosa” indispensabile per ascoltare Pupo, Al Bano e Toto Cutugno. Ieri prima di partire ho avuto modo di scambiare due parole con il Bambi, uno dei grandi accusatori di Cognigni circa la campagna acquisti, la competenza, il caso Salah, Milinkovic Savic, e dopo aver sostanzialmente concordato un indulto a seguito del buon andamento della squadra, ha voluto precisare che è comunque notorio come il ragioniere di Civitanova sbagli anche quando apre i medicinali, facendolo sempre dalla parte del bugiardino. Dato che in queste ore si riparla di Montella, il merito più grande che riconosco a Sousa, intanto bravo a tessere lo stesso filo robusto con il quale si ricamava gioco nella precedente gestione tecnica, oltre a dimostrare di aver saputo far crescere quel progetto tattico, dove invece sembrava faticare Montella per sua stessa ammissione, è stato quello di dotare la squadra di una grandissima autostima. La stessa che ho riscontrato solo nelle ragazze fiorentine, perché succede che quando suoni ad una a Porta Romana si girano tutte fino allo Statuto. Lascio una Firenze eccitata, piena di aspettative. La vicina alle 5:30 sta già cucinando i peperoni, verso le 19 penso che friggerà il divano. Insomma, per riassumere in una metafora il significato dello striscione “Mercato da pezzenti” alla luce dei risultati, è come quando vedo una macchina sportiva, ma col seggiolino del bimbo dietro, e penso che non è andata esattamente come speravano. E visto che siamo in argomento, un plauso questa volta va proprio al “Marasma”, che abbandonato il sogno di fare analisi, per la messa del Papa all’Artemio Franchi hanno acceso più di cento fumogeni d’incenso. E poi “Chi non salta musulmano è..è”. A parte la felicità dell’ambiente Viola avvolto di serenità, speranze per il futuro e incenso, mi lascio alle spalle una situazione climatica promiscua. Il basilico rigoglioso sul terrazzo ha detto alle castagne conservate in un vecchio cesto di Natale, che devono farsi i cazzi loro. E per finire una breve storia triste raccontata da Mencucci in pizzeria. C’è Cognigni che fa attraversare un'anziana sulle strisce. Cammina lenta. Quello dietro suona. La signora manda affanculo Cognigni.
martedì 10 novembre 2015
Io sto con Vale
Se continuiamo a festeggiare così, mangiandoci questa Fiorentina anche con gli occhi, l'OMS alla fine farà spiccare un mandato di cattura internazionale. Troppa la carne sul fuoco delle nostre speranze. Mentre nel mondo la tristezza per l'esistenza di leggings con la stampa dei jeans è la prova che Dio ci ha abbandonati. E Menomale che mi sono fatto crescere la barba, così riesco a simulare un po' di mascolinità mentre ballo Boogie Wonderland tra un gol di Ilicic e uno di Kalinic. E forse un po’ di ragione ce l’avevate anche voi. Ieri infatti ho visto Marino, Muccino, Bertone, Lorenzo e Marquez a cena insieme che parlavano male di Cognigni. Io non vi ho detto niente. Io che sono per i veri valori dello sport: lealtà, rispetto per l’avversario, fingersi dispiaciuto quando Salah esce in barella per una lesione di secondo grado alla capsula legamentosa della caviglia destra. Spero di non rovinarvi la sorpresa, semmai qualcuno vorrà andare a vederlo, ma nel prossimo film di 007, James Bond dovrà sventare un terribile piano ordito da Cognigni al fine di farci vincere il terzo scudetto. In tutto questo gioire ha stonato un po’ la tristezza emersa dalle parole del Bambi, che proprio ieri avrebbe festeggiato i 5 anni che lei non ha capito la regola del gol fuori casa che vale doppio. Intanto con la Rita abbiamo adottato un modulo tattico innovativo, che come per il calcio totale di Sousa, ci permette di vivere la nostra storia sempre con la stessa intensità. Abbiamo deciso di dormire sul divano nella prima fase del sonno, abbiamo capito che fa più figo dire di essere andati a letto a mezzanotte invece che alle dieci. Zenga si supera senza nemmeno mettere la freccia quando sostiene che l'arbitro dell'eterna lotta tra il bene ed il male è cornuto, e così fa pendant con le considerazioni di Sarri che si supera mentre fa jogging con la tuta del Napoli dopo aver ritenuto il campo di Genova inadeguato a fare del possesso palla. E menomale. Dello scudetto ho già detto, allora non chiedo niente a Babbo Natale ne per me e ne per la mia famiglia, ma se può vorrei che portasse un po'di passera a tutti i poeti. Mentre a quelli dallo striscione facile consiglio nuovi insulti più attuali ai Della Valle tipo: "Siete meno credibili del Ponte sullo Stretto". Insomma credi che il ridimensionamento, che il mercato da pezzenti, perché tutto accade per una ragione e perché lo vuole Cognigni, finché non ti si spezza la linguetta della scatoletta di tonno. Forse peggio dei Della Valle c’è solo la bistecca elettronica. E aspettando con ansia il giovedì quando esce la Settimana Enigmistica, io che sono un amante del genere, ho anagrammato i cognomi Lorenzo e Marquez, ed è uscita la parola Biaggi. E quindi a Marquez non mi resta che augurare cent'anni di solitudine..
lunedì 9 novembre 2015
La più bella del reame
Splendida. Anzi, la più bella del reame in un campionato dove anche gli scettici ormai non tirano più letame. E prima di celebrare il suo calcio totale, con striscioni di zucchero filato e orecchie da somaro, voglio rendere onore ai fratelli veronesi che per solidarietà verso Valentino si sono svegliati per ultimi. Quarta in Europa per possesso palla, solo dietro alle grandissime, meglio con Bernardeschi sulla destra e con il centrocampo più forte del campionato. Forse oggi sembrerò meno visionario, anche se in una realtà dove non c’è nessuna mela avvelenata da offrire a Cognigni, e forse anche nel Marasma del tifo si comincerà a crederci un po’ di più, dimostrando d’intendersene meno della fidanzata di Montolivo, che pur essendo una donna, con lui ha deciso subito cosa mettersi. L'anima in pace. Diciamo che Firenze è divisa come sempre, per molti infatti non è vero che si diventa grandi un po' per volta, ma si diventa grandi all'improvviso una sera a Genova. Per me che invece già lo sapevo, si diventa grandi solo quando ti accorgi che l'uvetta non è poi così male. Ed è stata una vittoria bellissima in un campo difficilissimo, una vittoria più dolce dell’uvetta, e in una realtà dove finisce che tutti vissero felici e contenti. Non a caso è stato scritto un finale dove l’uscita dal campo è stata accompagnata dagli applausi del pubblico di casa. Persone che amano il bello, che non sono marchigiane, e che non si attaccano a un secondo cartellino giallo mancato, come invece ha fatto uno Zenga annichilito da Sousa. Dimenticandosi oltretutto di un rigoruccio solare su Kalinic Gigantesche le prove di Bernardeschi, Badelj, Borja Valero, Vecino e Ilicic. Annullata la Samp e i suoi uomini più pericolosi. Vorrei sottolineare poi la parata strepitosa di Tatarusanu su Eder, determinante per spegnere sul nascere quella che poteva diventare una scintilla a incendiare il finale. E Badelj mi ricorda sempre di più Falcao, mentre tra le due la Fiorentina non è sembrata affatto la squadra che ha giocato giovedì in Polonia. I Viola hanno corso dal primo all’ultimo minuto non concedendo niente all’avversario (A parte il regalo di Roncaglia). Il divario tra le squadre è sembrato veramente enorme considerato che la Samp in casa ha concesso pochissimo a tutti. Così come l’Inter che ha subito solo contro di noi. Chissà perché! E vorrei continuare ad avere ancora opinioni diverse da quelle vostre più realistiche sulla forza di questa squadra, tanto ci sono abituato. Ma ho paura che non sarà più così. Io che porto la fede nuziale proprio per evitare malintesi. La gente intorno deve sapere che ho già qualcuno che mi dà opinioni diverse dalle mie. Adesso mi godo questi 15 giorni ancora da capolista, in settimana passo da Mormanno, e poi sfrutterò la pausa per disseppellire Michael Bublé visto che tra 50 giorni è Natale. Se proprio bisogna trovare il lato negativo della serata, rimane purtroppo il fatto che lo strapotere Viola ha tolto al presidente Ferrero la voglia di fare il buffone. Un peccato, di solito è divertente anche senza bisogno di nasi finti e parrucche da pagliaccio. Saluti dalla capolista quindi, e ai soliti Montolivo, Milinkovic-Savic, Salah con la caviglia gonfia, e Joaquin. Che dire sulle prospettive della squadra, oggi dopo la 12° partita e con 27 punti, visto che mi era chiaro già all’indomani della goleada di Milano. Devo dire sempre la stessa cosa, forse perché ho preso del Viagra non originale e adesso sono duro di comprendonio. Non vorrei ripetermi ma... Non vorrei ripetermi ma... Non vorrei ripetermi ma... Non vorrei ripetermi ma... Non vorrei ripetermi ma…Non vorrei ripetermi ma... Non vorrei ripetermi ma... Non vorrei ripetermi ma... Non vorrei ripetermi ma...
domenica 8 novembre 2015
La breve storia del dopo
Se la Fiorentina fa tremare i potentati del calcio, c’è un libro che invece sta facendo tremare il Vaticano. È il Vangelo. E se qualcuno non ha ancora maturato la convinzione che la Fiorentina ce la può fare, spero almeno che non sia troppo adulto per infilare un prodotto nel carrello di una sconosciuta distratta al supermercato. Ma oggi voglio andare oltre e affrontare l’ipotetico e pericolosissimo “Dopo”, o meglio, mettervi in guardia su quello che può succedere dopo aver vinto lo scudetto. Quei giorni successivi al trionfo, mentre le grandi che prima avevano solo paura, si stanno leccando le ferite. Il mio timore è lo stesso di quando compri l'Harley per fare il figo con le tipe Trovi quella giusta (e qua bisogna ringraziare Cognjgni, altroché). Trombi come un riccio, fai 3 figli. Vendi l'Harley, e poi compri il Berlingo. E non vorrei nemmeno che durante il “Dopo” i tifosi Viola facessero figli solo perché hanno finito la pelle da tatuare. Si, e poi quello che temo di più è la festa scudetto, ubriacarsi con amici di notte. E quei tifosi che ce l’avevano tanto con Cognigni, tornano a casa e fanno l'amore con la moglie. La mattina si accorgono di aver dormito nella cuccia. Il cane sorride. E con lo scudetto l’indulto per annullare gli atti di vandalismo contro la fiducia verso la società. E poi invece di ricordare con un sorriso a quando si viveva nel terrore di un ridimensionamento, potremo chiederci se nella trattativa Stato-Mafia c’è stata una minusvalenza. Io che parlo di scudetto, Renzi del ponte sullo Stretto. Chi di noi due alla fine passerà come un parolaio? Lo scudetto o lo stretto come il campo da calcetto che ogni candidato rappresentante d'istituto annunciava in campagna elettorale. Quindi, forza!! Battiamo la Samp non solo per lo scudetto, ma in modo che sia il ponte sullo Stretto a risultare un buco nell'acqua, e già a Messina ne stanno pagando le conseguenze. Ma proprio mentre lo scrivo mi nasce un sospetto che potrebbe minare il finale della mia breve storia del dopo, e non vorrei deludere quel mio lettore intento a scoprirlo (Quel preciso momento l’ho fermato nella foto), visto che la Presidenza del Consiglio ha dichiarato che siamo finalmente tornati alla situazione pre-crisi. Poi il ponte sullo Stretto. Nel mio finale dovrei forse far riferimento a Berlusconi?
sabato 7 novembre 2015
L'attico come prevenzione contro il Diluvio universale
Lo so qual è la paura di molti, quella di “Chi troppo vuole nulla stringe”, campionato e coppa non si possono reggere. Ma c’è anche una cosa peggiore di andare a pesca e non prendere niente: andarci ed incontrare i Marò. Non vorrei restrizioni quindi, specie dopo che il Papa ha dichiarato che un credente non può parlare di povertà e vivere come un faraone. Perché è stato proprio da quel momento lì che nessuno parlò mai più di povertà. Vogliamo farlo noi? Chissà se Bertone reciterà un attico di dolore? Lui è un ministro di Dio con il portafoglio, l’equivalente cioè di Cognigni da noi, anche se a me ricorda più quello che ha disegnato la Fiat Dino Coupé con motore Ferrari. Il Bambi ancora ferito dalla recente conclusione della sua storia d’amore, invece di scappare nella solita Legione Straniera, parlando dell’attico fuggente del cardinale, mi ha confessato che vista la sua esperienza con armi, sigarette, petrolio e pornografia, avrebbe mandato il curriculum in Vaticano. Gli ho detto di andare pure dove voleva, ma di sapere che siamo forti e che non ci possiamo nascondere dietro un dito, a meno che non si abbiano le mani di Gianni Morandi. Quello che voglio evitarvi è di guardare il film della vostra vita e andarvene via alla fine del primo tempo. La cosa buona di questo periodo ricco d’impegni è il fatto che almeno si è allentata un po’ la tensione sul povero Cognigni, mentre possiamo sempre continuare a puntare il dito contro il comodino. Tutte le mattine. E poi i lati negativi nell’affrontare due competizioni non potrebbero essere come mangio la carne rossa con il salame, che magari due cose cancerogene si annullano? E poi il trucco sta tutto nella logistica, se uno è convinto di avere la rosa corta, e che affrontare più competizioni porta solo ad un aumento del rischio di compromettere entrambi gli obiettivi, per fare meno fatica il consiglio è quello di mettere sempre la padella accanto alla brace. E poi Bertone è furbo perché se Dio manderà un nuovo Diluvio universale, lui con l’attico se ne frega del dissesto idrogeologico. Alla fine il processo che dobbiamo portare a termine è quello di prendere coscienza della nostra reale forza, che ci permetterà così di vivere sempre nella maniera giusta il momento della squadra. Senza privarci di nessuna emozione. L'immagine di copertina dimostra quanto sia piacevole tenere il piede in due scarpe. Lo stesso processo che ho compiuto io con voi, che prima vi consideravo dei perfetti sconosciuti, ma ora che invece interagiamo, posso affermare che non siete perfetti manco per il ca...volo!.
venerdì 6 novembre 2015
Missione compiuta
Solita personalità e padronanza, con alcuni giocatori in chiara crescita, uno su tutti Mati Fernandez. Mentre Rossi che è il più indietro, mette un’altra ora nel motore. Il tempo di rivedere Alonso e di rimettere a posto la classifica aggirando il catenaccio dei polacchi. Missione compiuta. Carattere e grinta in una partita grigia, giocata spesso in orizzontale. Di Ilicic che dire, che come sempre sembra il meno coinvolto, ma solo per via di quel suo incedere dondolante. Poi invece è come quello che al primo appuntamento incide le iniziali su un albero. Il modo più romantico per far sapere che ha un coltello. Lo stesso con il quale ha assestato due fendenti alla povera squadra polacca. Sousa stupisce ancora con l’ennesima formazione inaspettata, coinvolge tutti, e la squadra risponde con la qualità dei singoli, e con lo spirito di gruppo. Insomma, l’uomo copertina è Ilicic, che ha passato varie fasi a Firenze, venduto al Bologna dopo essere stato fischiato e detestato. Alla fine lo sloveno è un po’ come quei calzini che dopo essere stati annusati e, passata la prova, vengono rimessi. Insomma non ha ancora dato tutto per la Fiorentina. E come dicevamo, l’EL è una manifestazione che la Fiorentina non solo può vincere, ma che intanto è palestra di autostima, ed è palcoscenico ideale per i giocatori che hanno meno spazio, e poi serve a consolidare la caratura europea della squadra. E soprattutto non scegliere una competizione a favore di un'altra è fondamentale ingrediente per far crescere la mentalità vincente. La cosa da combattere è invece un’altra, e mi ci ha fatto pensare il Bambi che ieri poco prima della partita aveva avuto un problema con lo scarico del lavandino di cucina. Sarà stato che è riuscito a risolverlo solo poco prima della partita, sarà che uno se la prende sempre con le persone che ti stanno più vicine, e dato che è tornato single, appena mi ha visto ha inveito contro di me: “Mancano camerieri, falegnami, idraulici e macellai, chiudete sti cazzo di blog”. Firenze nell’ultima settimana si è divisa tra quelli che non vogliono buttare via niente e quelli che invece avrebbero scelto di sacrificare un obiettivo per favorirne un altro. A parte il rischio, alla fine, di rimanere con un pugno di mosche, insieme al rammarico di averlo in qualche misura deliberato. Non solo lo trovo innaturale, ma addirittura mortificante. Insomma, puoi essere un bambino felice, oppure entrare in campo per fare la mascotte con la divisa da arbitro anziché da calciatore della Fiorentina. Due competizion is megl che one, le percentuali di vincere qualcosa, per me aumentano invece di diminuire, ed è troppo tempo che non portiamo a casa qualcosa. Si, sono passati tanti anni, e invece di chiedermi cosa scegliere tra Europa e campionato, mi chiedo quale strana forza della natura attraeva i Super Santos alle marmitte.
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