.

.

mercoledì 7 agosto 2019

Archeologia industriale



Prove di abilità in cucina, così si giustificano le operazioni di mercato che risentono delle difficoltà fisiologiche di chi deve fare una squadra partendo da zero. Mentre lo scorso campionato le difficoltà erano dovute principalmente alla inadeguatezza del tecnico, perché la squadra era invece da Champions. Girare una frittata di quattro uova senza lasciarne metà sul piano cottura. Per ora quelle della società mi sembrano tutte soluzioni geniali, come in politica sono quelle di chi non governa. A tal proposito visto come si tende a dare fiducia ai nuovi proprietari, così come hanno fatto al Governo per il decreto sicurezza, sembra essere ritornati ai tempi di Renzi e dei Della Valle. E per rendere più digeribile la presentazione di Badelj al Bambi, che nel frattempo si è salvato per miracolo rischiando sia di prendere il diabete che di vomitare, sempre con la testa lì a ripensarci, ho fatto uno sforzo di produzione e glel’ho fatta doppiare con la voce di Pippo Franco per Pradè e di Bombolo per Barone. E poi per fortuna c’è sempre il vino. Dopo le parole spese da Pradé anche per quel Boateng da sindrome di Stendhal, mi chiedo se non si è pensato anche a Cerci. Intanto pure il Pizzichi, che non ha problemi di soldi, si è comprato un Audi. Ma sono sicuro che faremo una squadra bellissima come lo è anche l’archeologia industriale. Oggi la squadra è solo accennata, o a proposito di tatuaggi, è uno di quelli fatti a matita.

martedì 6 agosto 2019

Il topo d'appartamento


La conferenza stampa alla fine era la presentazione del figliol prodigo, nel frattempo diventato giocatore importante, la conferenza stampa ce la siamo riservata forse per i tatuaggi di Boateng, cosa ben diversa del presentare un altro giocatore importante da 700,000 euro. Conferenza stampa per Boateng sottotitolata, ovvero sotto i tatuaggi sarebbe sufficiente scriverci due parole in modo da decifrarli. A me sembra una Fiorentina aristotelica più che americana, se hai un problema a centrocampo, conoscendone la soluzione non bisogna preoccuparcene, se hai un problema a centrocampo e non conosci la soluzione, è inutile preoccuparcene. Milan è una soluzione che ha viaggiato con Vueling, è arrivato solo con il bagaglio a mano. E adesso attenzione alle fake news, mi raccomando, se leggete della presentazione di un giocatore importante il 14 agosto allo Stadio, è sicuramente opera di un topo d’appartamento. Sono sempre l’ultimo a sapere le cose, e mi riferisco a Milan Badelj diventato giocatore importante all’insaputa della Lazio, vivo ignaro e tranquillo come una moglie cornuta. Personalmente questa operazione sa di Startup. Oppure diciamo che ha l’appeal di una insalatona dove qua e là ci riconosci pure qualche pezzettino di ciauscolo. Adesso Borja Valero e poi sarà definitivamente chiaro che quella dello scorso anno non era squadra da Champions. Queste sono solo le operazioni minori, naturalmente, e dopo le stelle cadenti, dal 10 agosto in poi, i fuochi d’artificio.

lunedì 5 agosto 2019

Il figliol di prodigo


Comunque Mameli aveva detto “siam pronti alla morte”, non “siam pronti al ritorno di Badelj e Borja Valero”, anche perché per Rocco i soldi non sono un problema. Se poi resta valido ancora che Pradè prima deve vendere tutti gli esuberi va a finire come quando bisogna svuotare il frigo prima di partire per le vacanze altrimenti la roba scade. Così ci ritroviamo per la cena della vigilia di campionato a mangiare yogurt e senape, e per colazione uova Kinder con maionese. Siccome il mio ruolo è un po’ quello di sdrammatizzare sto andando dal Bambi a dirgli che siamo passati da Radja a Badelj, passando per Boateng, e visto che questa volta non sarà un compito semplicissimo, mi porto con me una bottiglia sperando nel silenzio-assenzio. Lui che passa le ore a fissare il vuoto e il vuoto ricambia. Oppure la butto sulla filosofia ricordandogli le stragi negli USA dove è più facile morire per un colpo di arma da fuoco che non per vecchiaia. Mentre sono sempre più convinto che lo spray urticante viene prodotto con le scorie di queste operazioni di mercato. Per sorridere ormai c’è bisogno di un riflesso incondizionato. Sono oltremodo disposto a tenervi come utenti malgrado siate favorevoli al ritorno di Badelj, tanto non devo darvi da mangiare. Stamani ho scelto le scarpe allacciate per ricordarmi di fare il doppio nodo. Devo tenere ben presente che la base era già una squadra da Champions. Forse è vero che la felicità te la devi andare a cercare nelle piccole cose. Se non piccolissime. Anche fosse tutta racchiusa in un prestito con diritto di riscatto.

domenica 4 agosto 2019

Al Picchi come in un film ucraino



Ieri ho comprato un drone per guardare la partita con un certo distacco, così sono potuto tornare da Michele. Mentre il Bambi dopo il “NO” di Nainggolan si è chiuso in casa, e sono riemerse in lui certe paure. Aspetta l’arrivo del dieci agosto con la stessa ansia di quando lanciò il boomerang e lo perse, poi visse per molto tempo nella paura costante. Anche se non esce di casa la cosa che lo rincuora un po’ è cominciare a vedere dalla finestra comparire i primi posti auto liberi, e i pochi autobus che girano spaesati e vuoti. Oltre all’incubo di giocare la prossima stagione ancora con Simeone, teme che anche il Cagliari e il Genoa ci abbiano ormai raggiunti come qualità della rosa. Dopo Hancko allo Sparta Praga, e Vlahovic in panca a Livorno, si riparlerà di un altro ceppicone in panchina anche per il prossimo campionato. Si dice che intanto Pedullà ne abbia finalmente indovinata una avendo previsto che Amadeus sarebbe stato il conduttore del prossimo Sanremo. Alla fine della partita di Livorno il Bambi è finalmente uscito dal bagno, c’era entrato quando ancora Pioli sedeva in panchina. Era rimasto intrappolato nella mediocrità, poi all’improvviso la speranza; le istruzioni di Commisso su come uscire dalla sindrome dell’autofinanziamento. Così è riuscito ad aprire quella maledetta porta rimasta troppo a lungo bloccata, aspettandosi l’applauso di San Frediano come se fosse un film americano. E invece solo una prova interlocutoria, centrocampo da rifare, difesa bocciata. Sguardi di sconforto in Oltrarno al posto degli applausi, come un film ucraino sulla realtà post-sovietica. Non ci resta che guardare oltre.

sabato 3 agosto 2019

Il troppo stroppia


I nostri fantasmi marchigiani una volta scacciati non sono certo andati sulla Riviera del Conero a far danni, hanno invece colto l’occasione per andare in ferie a Milano Marittima. Non è un caso che il mare romagnolo si sia riempito di escherichiacoli. Il Bambi mi ha un po’ preso in giro per il discorso dei tatuaggi di Nainggolan strumentalizzando quello che avevo indicato solo come un eccesso. Trasformandomi in persona contraria ai tatuaggi. A me invece piacciono, naturalmente se fatti bene, ma se uno deve diventare un arazzo allora preferisco quelli di Palazzo Vecchio. Così anche io ci ho messo enfasi nel rispondergli che se non riesce a cogliere certe sfumature, che provasse con i pomodori. Che poi alla fine è anche la differenza che c’è tra quelli del sud che suonano il clacson per salutare mentre quelli del nord se ne guardano bene. Lui se la rifà con me come se la colpa della sua scelta cagliaritana sia mia che lo avevo ritenuto un tamarro. C’è rimasto così male che mi ha ricordato Paolo Brosio dopo avergli svelato che la persona con cui aveva parlato al telefono, e per il quale si era tanto emozionato, non era il Papa, ma era stato solo un brutto scherzo orchestrato da una persona cattiva. E quando racconta la sua ricetta per fare una grande Fiorentina assomiglia sempre di più al suo povero zio muratore. Costruiva archi che cadevano e poi si metteva sulle macerie a spiegarci come mai erano caduti. Però è anche vero che l’imbarazzante pacchetto degli eccessi sta bene su tutto. La Nicoletta azzarda anche sulle ventose. Io dico che il troppo stroppia, e che il tempo sistema tutto tranne la camera di Tommaso e giustappunto i tatuaggi.

venerdì 2 agosto 2019

Il nipote del Bambi



Ieri dopo averci giocato tutto il pomeriggio,  il nipote del Bambi si è ritrovato alcuni giocattoli che risentivano dell’eccitamento dello zio per le notizie positive che in quel momento davano Nainggolan a Firenze. Alti e bassi a seconda di quanto riportato dai giornalisti, alla fine gli ho detto di mollare i giocattoli del nipote, e che tanto l’indomani sarebbe stato un altro giorno, per sentirmi chiedere se “in più o in meno?”. Personalmente, dopo la sua scelta di andare a Cagliari per i motivi familiari che conosciamo, mi sono consolato girando il cuscino dalla parte più fresca. Mentre il nipote del Bambi se ne sbatte di Nainggolan  e risente invece del fatto che nei supermercati sono già esposti gli articoli per la scuola. Potessi regalerei un quadrifoglio al Bambi per dare forza alle sue speranze in vista della trattativa con Demme. Dall’operazione fallita per il centrocampista belga emerge che c’è chi ama frustarsi per sentire dolore e chi invece tifa per l’Inter. Purtroppo questa operazione poi naufragata ci ha tolto un po’ di quello spazio che avrei riservato ad argomentazioni più strettamente estive quali sapere quando mangiamo il Cucciolone se iniziamo dalla vaniglia, dallo zabaione, oppure attacchiamo il cacao al centro. Se il Cagliari ha trovato più argomenti della nuova Fiorentina americana, di sicuro non sarà stata colpa dei braccini marchigiani, e se Hancko andrà via in prestito non sarà stata colpa di Pioli. Se saremo d'accordo almeno su questo, potrebbe già essere un gran passo avanti per voltare definitivamente pagina. Come potrebbe anche essere possibile che Naingo non sia venuto per via delle perplessità avanzate sul blog. Ieri non è stato quindi solo l’inizio di agosto, ma anche quello della fine dei sogni. Questa vicenda amara ha evidenziato come in molti hanno vissuto la trattativa con il giusto distacco, e noi esagerati li invidiamo.

giovedì 1 agosto 2019

Nella terra del vino


Se andiamo per paradossi, le voci su Nainggolan hanno alzato un polverone più grande di quello per il figlio di Salvini, che trattandosi di moto d’acqua era già notevole. Io chiuderei la porta a questa eventualità con inferriate molto alte, sperando poi che i fabbri siano già tutti in ferie nel caso qualcuno cerchi di riaprirla. Un po’ come quella storiella del dover correre a prescindere dall’essere gazzella o leone, quando il problema del correre fosse legato alla prostata. Se poi queste voci continuano, alla fine c’è il rischio che verranno utilizzate dalla Sinistra per attaccare Salvini. Ho paura che se il destino di Nainggolan è davvero quello di finire alla Fiorentina, vuol dire che è stato scritto con la calligrafia di un dottore, e io purtroppo non faccio il farmacista. Non ho niente contro Nainggolan da un punto di vista tecnico, né voglio considerarne la parabola discendente, ma la sua tamarraggine, una volta nella terra del vino, temo fortemente che lo spingerebbe a sostituire la cresta, o quel che ne resta, con le extension attaccate con i lacci della vigna. Io comunque se fosse possibile proverei più volentieri la Lamborghini della Polizia allora. O al limite Elettra. Certo non è che ci struggiamo di nostalgia per i bravi ragazzi come Norgaard, però forse ci sono anche giocatori bravi senza essere per forza un tantinello sopra le righe. Oppure è vero che la Fiorentina di Rocco va a periodi come Picasso, e che questo è quello dei tatuaggi. Poi se arriva Senesi si passerà a parlare della battaglia di Montaperti.