Il Bambi dice che è arrivato il dopo ma non c’è niente, allora l’ho consolato ricordandogli che il segreto per essere felici è non esserlo mai veramente. Se ci toccherà un altro lockdown impareremo a fare il plasma in casa, intanto capiamo bene cosa significa far ripartire il calcio, perché in molti sono convinti che uno nel culo non farebbe male al politico di turno. Comunque non si è dimesso nessuno nel Governo neanche ieri. E tra 100 anni chi morirà e non avrà la fortuna di andare in Paradiso andrà nel 2020. Ormai escono tutti tranne il decreto di aprile, è invece così lontano il tempo in cui credevo che le pile si ricaricassero mettendole nel freezer. Ho scoperto che avere una cugina di sesto grado che fa la maestra ti permette di avere anche qualche dettaglio interessante visto che durante una lezione online, alla domanda “qual è il cibo preferito”, Marlon uno tra i più giovani nati nella famiglia dei Marchesi Torrigiani, ha risposto “la frittata di cipolle ma mi comprano il sushi” collocandosi di fatto tra i nobili decaduti. Tra le cose che dovremo imparare per convivere col virus ci sono naturalmente alcune accortezze, e penso al prossimo matrimonio quando la cravatta intorno alla testa alla fine del pranzo dovrà essere sostituita dalla mascherina calata sul collo.
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giovedì 7 maggio 2020
mercoledì 6 maggio 2020
Il conto salato
Così come quando alle feste si scrive il nome sul bicchiere, per tutti i fisionomisti asintomatici la soluzione potrebbe essere quella di scrivere il nome sulle mascherine. Il Pizzichi si è potuto ricongiungere con la fidanzata, ed emozionato ci ha rivelato che è rimasta uguale, sempre 30 euro. A differenza di prima solo il guanto che ha indossato anche lei. Lui che è stato coerente dalla prim’ora, non ha mai messo cartelli con scritto “finirà bene”, già intuiva che finiva a puttana. Fase due che potrebbe degenerare dagli affetti stabili agli effetti collaterali, tra i quali il non sapere se il fatto di sentirsi migliore dipenda soltanto dal fatto che sono peggiorati gli altri. Perché la fase due non è bella, diciamo un tipo. Non a caso si parla di Paquetà, ma non si capisce che cosa possa pretendere in cambio il Milan se non uno sconto sulla rottamazione. Penso a cosa mi rimane di più della quarantena, e alla fine è il sentimento comune di come eravamo tutti soli alla finestra. Cosa rimane invece alla Rita, aver fatto un cuore di carta ed essersi tagliata con il bordo. Mentre se Trump avesse visto come era ridotta la casa del Bambi dopo 50 giorni di quarantena si sarebbe convinto che è stato creato lì il virus. La corsa al vaccino ci mostra già il conto salato, il vaccino consiste nell’iniettare piccole dosi di virus nell’organismo, partita la sperimentazione ecco spiegate le code dei volontari al McDrive.
martedì 5 maggio 2020
Si salva solo De Luca
Arrivati al quattro maggio a certi parenti ho dovuto dire di vederli più come amici, mentre camminando ho potuto constatare che la strada per l’inferno è lastricata di take away. Quello che ho visto direi che non è proprio senso di responsabilità ma piuttosto paura, per quanto riguarda i clacson, invece, si sono solo ripresi i loro spazi. E con la faccia che si ritrova Burioni finirà che bastava uno zampirone. Poi voi che avete studiato ditemi a chi cazzo è figlio il cugino di sesto grado. Il problema più grande è resistere e non dire mai “ai miei tempi era meglio”, perché allora sei anziano e quindi occhio al virus. Che già fa vecchio essere rimasto uno dei pochi a fare il solletico. Ieri mattina alla rotonda di Porta Romana ho potuto constatare che mentre noi ci rituffavamo in certi ingorghi, la natura scappava verso Piazza Tasso. Fa una certa impressione il ritorno dei rumori tipici del bar come lo sbattere del filtro per togliere il fondo del caffè. Il ghigno di chi ho incrociato in San Frediano è tipo quello degli avanzi di quarantena. Del resto il fuoco è stato scoperto per scherzarci. Questa pandemia mi ha fatto riflettere molto, e aiutato a capire quanto sbagliavo. Per esempio devo chiedere scusa ad Angiolino Alfano molto spesso obiettivo dei miei più sarcastici giudizi. Ma a confronto dell’armata Brancaleone che ci governa giganteggia come uno statista. Torna per favore, ti posso spiegare. Si salva solo De Luca per aver dato del “fratacchione” a Fazio.
lunedì 4 maggio 2020
Il baro di Piazza Tasso
Il Bambi non si capacita di poter vedere il cugino di terzo grado, gobbaccio e antipatico come la merda, ma non certi amici con cui ha condiviso tanti panini col lampredotto, vino, reati di spaccio e pure qualche furtarello. Saranno serrande alzate e tasche vuote. Anche qualche natura morta di buona qualità ai tempi della pandemia. Noi Diladdarno faremo il veglione di fine lockdown in Piazza della Passera. E che in San Frediano siamo avanti lo dimostra il fatto che la didattica a distanza i più illuminati come me la facevano già negli anni settanta; i libri da una parte e noi dall’altra. In San Frediano ripartono prima i ladri dei parrucchieri, il Bambi invece è talmente smarrito che a un certo punto mi ha chiesto dove cazzo deve andare oggi. Gli ho suggerito di cominciare con i bicchieri di vino da asporto. Raccogliamo tutti l’ultimo appello di Conte prima di uscire, si, basterà non sudare. Un vecchio baro di Piazza Tasso che ogni tanto tira fuori assi dalla manica dimenticati ieri si raccomandava che l’importante è mescolare bene le carte, e al nipote che voleva andare a trombare una ragazza che non era la sua ha consigliato di andare da Duccio, figlio della Milena, fratello della Liliana, sorella dell’Elena, figlia di Riccardo, cognata della Carla, padre di Dino e suocero di Silvano. Sostenendo di essere Silvano. Funzionerà questa fase due? Proviamo intanto a spegnere e a riaccendere.
domenica 3 maggio 2020
Vissuto non vissuto
Etna Bianco e spaghetti al cartoccio con vongole veraci per salvare almeno in parte uno di questi giorni non vissuti. Nel frattempo è riapparso Kim Jong-un, allora quello morto davvero forse è Zingaretti che in effetti è sparito. Indiscrezioni ci dicono che nella fase tre dopo il tampone dovremo compilare il CID. Una quarantena che nelle sue varie fasi ci ha mostrato le panzane di politici, virologi e Protezione Civile, ma mentre le bugie hanno le gambe corte i gufi no. In quel “mai una gioia” che noi tifosi Viola usiamo come parola d'ordine per entrare nel calcio che non conta c’è anche che niente di cinese è durato così a lungo come il virus. Sta di fatto che il 4 maggio molti di noi verranno reintrodotti in natura come gli animali curati nei centri faunistici. Malgrado slogan a cui non crede nemmeno chi credeva in Dertycia uscirò da questa quarantena sentendomi una persona peggiore perché faccio parte di quel gruppo di persone orribili che non è ingrassata. E già ho un precedente, quando palpavo le poppe alla Beatrice sostenendo che lo facevo per sentirle il cuore. Oggi avrei aggiunto anche che era un affetto stabile. Forse è l’ora di smettere di igienizzare le maniglie e di fare esercizio fisico, ma solo di accasciarsi sotto un cipresso. Intanto in attesa del vaccino proviamo pure con i tormentoni estivi, al limite va bene anche Giusy Ferreri. Magari va tutto bene davvero, magari domani esce pure Mina.
sabato 2 maggio 2020
Lo scolapasta
Un ex compagno di cella del Bambi, ora che aveva comprato un food truck è imbufalito perché sostiene che non ha senso stare ancora chiusi con 1800 ricoverati in terapia intensiva quando ce n’aveva mandati di più la zia di Bari vecchia con le cozze avariate. Poi si è chiesto se i malati l’intubano ancora o gli danno due aspirine. Si dice che ne usciremo migliori, sarebbe sufficiente che accadesse a certi ingegneri che progettano gli abitacoli delle auto per capire che lo spazio tra il sedile e il freno a mano è tanto largo da caderci il telefono e tanto stretto da impedire alla mano di entrarci. Di più surreale dei film di Sorrentino solo la Meloni che da lezioni di democrazia e il “Bomba” che vuole far parlare i defunti. Chissà cosa direbbe l’articolo 18 se potesse parlare. E pensare poi che sono già tre anni e mezzo che Renzi ha lasciato la politica. Come passa il tempo. Mentre anche le friggitorie d’aria sono al collasso se non arriverà subito della liquidità a fondo perduto. Il segreto è non voler niente dal Governo, quindi non aspettarsi niente, e puntualmente si viene esauditi. A proposito di crisi ricordo ancora quando la Beatrice dalle poppe grosse, dopo una presa di coscienza che il suo seno stava più comodamente dentro lo scolapasta piuttosto che in una coppa di champagne, trovò riparo dietro l’unico libro fortunatamente grande, si accorse così di quanto ero ignorante, in casa avevo solo le strisce di Lupo Alberto sufficienti a coprire appena un capezzolo, da allora smise di cercare la propria immagine del seno negli specchietti per le allodole. Dopo che Conte ha vietato gli spostamenti fuori regione, questa estate io e la Rita ci dovremo accontentare di andare a Capalbio. Al Bambi cambia poco visto che la mascherina nasconde un pezzo di maschera.
venerdì 1 maggio 2020
Logica da task force
In questo Primo Maggio si rinnova una questione insoluta che mi porto dietro da quando per la prima volta rimasi a letto invece di andare a lavorare; se oggi non andiamo a lavorare non ho mai capito perché per San Valentino gli innamorati non escono ognuno per conto suo. Pareri contrastanti intanto riguardo le misure di contenimento della fase due, con le Regioni che autorizzano aperture contro il parere del Governo e degli esperti. Pareri così contrastanti non li ricordo nemmeno per Balotelli. Oggi che è giorno di profonde riflessioni è così tanto che non mi reco al lavoro che mi sento un deputato. La soluzione per riaprire nelle regioni a bassa percentuale di contagio, e che per questo vogliono anticipare rispetto all’ultimo DPCM, potrebbe essere quella d'imporre almeno l’uso del termometro rettale. Intanto la mia fantasia va oltre il confinamento quotidiano, guardo la ministra Azzolina e mi sembra la Guzzanti che imita Moana Pozzi. Non solo, magari “affetto stabile” è riferito a Dybala che dopo 40 giorni è ancora positivo. Parlare di calcio potrebbe sembrare fuori luogo se il mio contributo non servisse invece come suggerimento decisivo per ripartire, dico che sarebbe sufficiente assegnare tre gol di vantaggio a chi realizza il primo gol, questo consentirebbe di evitare all’eventuale gol avversario di raggiungerlo, oppure anche sul classico doppio vantaggio pre Covid, che l’altra squadra accorci le distanze. A quel punto se la squadra in svantaggio va sul tre a uno e segna nuovamente il gol vale quattro così da mantenere sempre una distanza minima di due gol (l’equivalente dei due metri). Non voglio dire che le varie task force per un totale di 450 persone non siano un concentrato di logica ma se in un autobus di 40 mq possono entrare 16 persone come mai in un negozio di 40 mq invece solo uno alla volta? In chiesa poi il ragionamento si fa ancora più condensato di logica da task force, tanto che la mia cultura che si rifà all'arte povera è andata in conflitto con il bluetooth, insomma se una chiesa standard diciamo di 150 mq può contenere 1 morto e 15 vivi non si capisce perché non possa ospitarne 15 senza il morto. Ci vuole per forza sempre il morto. Sunto tremendo del Bambi; festeggiare il 25 Aprile senza libertà e il Primo Maggio senza più lavoro. Io mi limito a dire che il caffè da asporto è come il bacio senza lingua, e che in Calabria si continui comunque ad utilizzare i guanti e la mascherina anche per la riscossione del pizzo.
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