Vittoria robusta, corroborante, con Drago decisivo sulla Lasagna della domenica. Una partita difficile, portata a casa con maturità e pazienza. Unica nota negativa il gol di Milenko che non permette l’ingresso in campo di Vlahovic. Partita risolta su calcio d’angolo, essenziale come quelle trattorie che non hanno lo specchio in bagno. E la vita dura troppo poco per capirci qualcosa su Caceres, che avevo sottovalutato, e che invece adesso mi sembra il migliore della difesa. Poi mi chiedo se avete mai provato a tacere sulla parte tattica, è bellissimo. Perché chi da insufficienze dopo una vittoria così importante, in quelle partite in cui di solito non vinci, è trascinato per i capelli in un mood melodrammatico in termini strazianti. Certo, mi si dirà cosa centra la vittoria con il rendimento di certi singoli? Lo so che c’è solo volontà di precisione estrema nelle valutazioni. E vi immagino descrivere nel menù del vostro ristorante che il timo per il ragù di salsiccia è stato appena raccolto da una vergine in una notte di plenilunio. Mentre io, incosciente, ignaro, inconsapevole di certe prestazioni negative, sono andato a festeggiare con la ciambellina fritta del “Cucciolo”. Del resto la luce che ho visto sul colpo di testa vincente di Milenko posso paragonarla solo a quella di quando la maestra Bianco alla fine delle Elementari mi abbracciò e la mia faccia sprofondò nel suo seno. Sono sincero, non ho rilevato niente di negativo perché mi sono beato della vittoria così come succede quando la bellezza di un dipinto si sposta dalla tela agli occhi di chi ci si è perso dentro. Certo, in un mondo equo Hagi giocherebbe nel Barcellona. Insomma, in questa sosta per la Nazionale io mi adagerò sugli allori e voi sulle spine. E riferito a Vlahovic quando dicono “basta volerlo”, dicono una marea di cazzate. E che al Bambi queste tre vittorie consecutive abbiano fatto benissimo lo si nota quando sente il rumore dei tacchi sul pavimento e gli si alzano le orecchie come ai cani. E se a Brescia arriverà la quarta consecutiva forse tornerà anche il Televideo. Mentre è sterrato il cielo sopra Giampaolo e Di Francesco.
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lunedì 7 ottobre 2019
domenica 6 ottobre 2019
Divertirsi comunque
Diciamo che ai porcini e alla rosticciana per il primo fine settimana veramente autunnale si è aggiunto anche il plaid. Non a caso oltre a cercare la vittoria con l’Udinese abbiamo cominciato a cercare il sole invece dell’ombra. E per la Rita che vuole l’uomo non banale ho stappato un Cabernet Franc. A questo proposito dopo le ultime analisi che hanno evidenziato la necessità di evitare gli alcolici, alla terza occasione in cui la compagna ha preparato un bel pranzo senza la solita bottiglia di vino, il Bambi ha fatto outing affermando di essersi rotto il cazzo. Già deve fumare di lato perché a lei da noia il fumo in faccia. E non parlo di Vlahovic, non tanto per non urtare la sensibilità di chi opta per il centravanti, ma per paura che aumenti l’assicurazione. Insomma, malgrado l’età dovremmo riuscire a divertirci comunque. Anche senza centravanti. E pure l’occhialino appannato ha un suo lato positivo, quando dopo cento vasche nascondono lo sguardo esplicito di quelli più giovani che ti considerano un ultra cinquantenne che non vuole rassegnarsi all’oblio. Mentre alla conferma di una formazione ormai sempre uguale, appena esci dalla città risponde l’alternanza tipica di stagione; una auto, un trattore con l’uva, un auto un trattore con l’uva. Se oggi non andrà bene non farò trapelare niente, voglio mostrarmi un uomo vero davanti alla Rita, non voglio commuovermi davanti a lei. Resistere come davanti a un bel paio di poppe.
sabato 5 ottobre 2019
Tra realismo dazi e lunch match
Alla fine è stata una gola profonda del tifo rossonero a rivelare lo stratagemma usato per facilitare l’errore di Chiesa dal dischetto. E ci mostra la foto che li ha ispirati, era l’89 e allora si cercò di distrarre Larry Bird ai liberi. Poi le sovrapposizioni tra chi spinge per il cambio di stagione e chi per il cambio in favore di un centravanti. Tra i più realisti che conosco, tolto il Bambi che ormai ha preso atto del 3-5-2, c’è il Pizzichi che ha memorizzato il numero dell’amante con il nome “Amante”. Poi il Centi che prende le scale accanto alla scala mobile per far prima, ma solo per scendere. Mentre il Benedetti usa lo spremiagrumi elettrico. Realisti che puntano molto sulla scarsa memoria altrui per sentirsi invincibili. Ma così realisti che i loro cassetti straripano di roba per non lasciare nessun spazio ai sogni. Una sorta d’istigazione a delinquere per chi poi è impossibilitato a rubare i sogni ed è costretto a rubare il rame. Senza contare che ci si occupa troppo del tortellino col ripieno di pollo e poco del panettone che qualcuno dopo il prossimo turno potrebbe non arrivare a mangiare. Così che alla fine mettere i dazi sulla pizza è sempre meglio che metterci l’ananas. Riguardo alle sensazioni per la partita di domani c’è chi lo ritiene un trappolone pieno d’insidie e chi invece una partita che non può preoccuparci, così anche nel cantiere in cui ero in settimana, tra i muratori c’è chi vedeva la betoniera mezza piena e chi mezza vuota. Un altro ha preferito affermare “meglio il mare della montagna”. Un giorno non molto lontano vi svelerò anche il mistero di svegliarsi molto presto pur non avendo un cazzo da fare. Mentre a proposito delle ottobrate fiorentine, romane e maremmane, devo dire che mi piacerebbe farmi un altro fine settimana a Capalbio ma non so proprio a chi lasciarvi. E se c’è una cosa che invidio a Roma non è certo Edin Dzeko, ma il maritozzo con la panna. Lunch match che in casa Bambi è sempre stata una bomba a orologeria tra chi ritiene sacro il pranzo della domenica e chi invece la partita della Fiorentina. Alla fine dopo trattative serrate, polemiche feroci, momenti d’incomprensione di coppia, è stato deciso o il silenzio o il pinzimonio.
venerdì 4 ottobre 2019
Analisi e strategia
Se ci mettono i dazi sul vino noi risponderemo mettendoglieli sul mais così almeno finiremo di ritrovarcelo tutte le volte in quelle insalatone di merda. Poi ho osservato un minuto di silenzio per tutti i commenti trionfali che i tifosi interisti non hanno potuto fare. Andava tutto bene, ma l’arbitro ha fischiato l’inizio del secondo tempo. Mentre a proposito di considerazioni fatte in ammollo, frequentando uomini e donne in costume ho potuto ricredermi sul quel luogo comune che ci induce a credere che chi si tatua poi dovrà fare i conti con l’età che avanza. Perché ho visto un signore che aveva ancora un bel polipo sulla spalla malgrado la pelle fosse un po’ avvizzita. Mi sono ricreduto nel senso che nuotando mi sono chiesto se invece di un polipo fosse un sole. E chissà se a questo proposito Lotito quando parla di pelle normale esclude l’eventualità di un tatuaggio. E non è vero che non ci sono effetti collaterali, ricordo che il Bambi fu costretto ad immobilizzare un suo amico che continuava a prendersi a schiaffi da solo perché si era dimenticato di essersi tatuato una zanzara. Del resto la monotonia sconfina in analisi, e alla fine capisci che ti piacciono soprattutto le persone emotive. La monotonia che di conseguenza sconfina anche in strategia, e per capire chi è emotivo cominci a monitorare con attenzione chi non riesce a far bene la retromarcia in pubblico. E che lo sport faccia male lo posso ribadire con forza, a forza cioè di fare vasche non ho più il tempo materiale di utilizzare i 1000 minuti di chiamate verso tutti. Intanto Cabernet Franc per il fine settimana, e decisamente castagne! Tanto per rispondere a questo cazzo di sushi. Anche se devo ammettere, e non me ne voglia Steve McQueen, che la vita spericolata vera è girellare in autunno proprio tra gli ippocastani. E comunque se dopo gli ippocastani mi ritrovo a un bivio e il sentiero non è segnato, scelgo sempre di andare verso una pizzeria.
giovedì 3 ottobre 2019
Pensieri appannati
Che lo sport non faccia bene è risaputo, specie quando la monotonia della vasca corta innesca idee bislacche. Ed è durante questa alienante ricerca del bordo per ripartire verso un altro bordo, che ho deciso di registrare il copyright della sostituzione a favore di un centravanti, e poi chiedo i soldi a tutti. Sport che in più genera dubbi quando anche le idee bislacche terminano, superati i 1500 metri, oltre a rivivere le fasi salienti di Rocco Schiavone, ti ritrovi solo con domande tipo come mai gli inglesi abbreviano “in not” con “isn’t” che richiede lo stesso numero di segni. E insieme crescono le paure. Pensi che se a Bologna fanno il ripieno dei tortellini senza la carne di maiale per agevolare l’integrazione dei musulmani, noi in San Frediano abbiamo frazionato tutto il frazionabile, gli appartamenti sono ormai troppo piccoli, e così passiamo per razzisti quando non riusciamo a rispondere ad esigenze tipiche dell'inquilino del sud, di chi cioè necessita di due camere, una sala per ballare la taranta, un ripostiglio per la lupara, un orto per piantare le cipolle di Tropea, e un giardino per il mastino Napoletano. I pensieri bagnati di cloro fanno strani giri, così pensi a quante poche macellerie sono rimaste, e allo stesso tempo a quello stacco di coscia, a quel petto abbondante, a quella fetta di chiappa che sbuca dai pantaloncini, a quel pezzo di fica insomma. Svariando con la mente sono arrivato ad immedesimarmi persino in un senatore della Dc negli anni d’oro, anche se con l’occhialino appannato invece degli occhiali con i fondi di bottiglia, e poi a un certo punto ho addirittura pensato se non fosse meglio la lettera anonima stile Brigate Rosse invece dell’editoriale. Chi ricomincia a bere per dimenticare più in generale e chi a nuotare per dimenticare i Della Valle in particolare. E mentre Ribery sorprende per lo scatto e il dribbling ancora brucianti, io procedo dimostrando perfettamente la mia età. Il mercoledì è il giorno più critico perché si colloca in mezzo alla partita già vinta e a quella ancora da vincere, allora combatto la monotonia della bracciata pensando in terzine dantesche. Di buono c’è che forse Pedro sarà aggregato alla prima squadra, e che mentre il contratto del Brennero nel tempo triplicava il suo valore, sono riuscito a chiuderne un altro che riguarda un progetto sulla sicurezza nella realizzazione del nuovo ponte di Genova. Quella visibilità insomma che Rocco ci ha dato con l’operazione Ribery. E poi all’arrivo dei 2500 mi sono inventato una sorta d’intervista immaginaria dove a chi mi faceva domande da studio rispondevo che avrei dovuto imparare a scrivere prima di scrivere.
mercoledì 2 ottobre 2019
I chiari segni di una crisi di mezza età
Non so se fa parte proprio dell’essere tifoso o se ci sono degenerazioni dovute al clima impazzito, e mi riferisco a quel salutare con favore l’inizio di un nuovo mese, e poi giunto alla fine, quel salutare con sollievo il fatto di esserselo tolto dalle palle. Ottobre che si lascia alle spalle giornate troppo lunghe a parlare di Hagi, piene di quell’umidità che si trova solo nel fondo classifica, con la coda dell’estate che si porta dietro tutte le canzoncine di merda, oltre ai selfie di piedi nudi che fanno il paio con quelli a banana di chi non centra mai lo specchio della porta. Così come non ho capito, e Firenze in questo non aiuta vista l’andirivieni massiccio di turisti, se quelli con il trolley sono invece solo fiorentini che per affrontare i 12 gradi della mattina, i 30 di mezzogiorno e i 18 della sera sono costretti a cambiarsi ogni 3 ore. E se avessi votato io a 16 anni lo avrei fatto per Casarsa, per quei suoi rigori da fermo. Così da fermo che Boateng è un principiante. Mentre sentirseli come il Bambi, senza però averli effettivamente, i sedici anni sono il segno di una chiara crisi di mezza età. Fate bene a rimarcare con “io l’avevo detto”, fare presente un'ansiosa mancanza di pazienza. Una mancanza di equilibrio che non dipende dalla labirintite. Vi metto un like perché capisco l’orgoglio e lo sforzo profuso a crederci di fronte alla montagna di scetticismo che se non va da Maometto costringe Maometto ad andare dalla montagna di scetticismo. E come chi ha rimarcato di avere avuto ragione, io voglio rimarcare di avere avuto torto. Mi ritrovo completamente nelle caratteristiche del tifoso altamente fallibile. Quello del gregge, di chi pensa con la testa dell’altro. Io sono lo stereotipo del tifoso uguale a milioni di altri. Sento di aver peccato in equilibrio e valutazioni. Ma non solo. Ieri mi è stato persino detto di essere il più intelligente presente in una determinata stanza, ed è qui, oggi, davanti a voi che voglio precisare di essere entrato nella stanza sbagliata.
martedì 1 ottobre 2019
Editoriali contaminati dal cloro
La partita col Milan è andata così bene che niente sembrerebbe poter offuscare quella gioia, se non fosse che vedere ogni volta tutti quei giocatori tatuati una qualche preoccupazione me la fa venire. Me la fa venire specie quando indosso gli occhialini. Così comincio a pensare sempre più insistentemente, e questo succedeva anche quando nuotavo prima e dopo una sconfitta, che un giorno pure il David di Michelangelo possa pensare di farsene qualcuno. Quanta superficie vergine bianca. Quanta possibilità di svecchiare quell’immagine. Immedesimarsi, vedere cioè l’autunno dal punto di vista del riccio invece che da quelle piccole lenti che dopo un po’ non si vede quasi più un cazzo. Ed è facendo queste riflessioni che mi viene naturale mettere in dubbio di aver mai avuto vent’anni. Poi visto il numero degli editoriali pubblicati, comincio ad avere paura riflettendo tra una vasca e l’altra, a dopo quanti inizierò a pensare di avere sempre ragione. Intanto sono riuscito nell’impresa più difficile, e non mi riferisco ad evitare i crampi, ma quella di mangiare frutta che sappia di frutta. E così dal gioielliere di fiducia ho comprato oltre a galletti e uva aleatico, anche delle meravigliose pesche “la regina di Londa”. Profumate e sode come solo certi culi di donne sfacciatamente giovani. Mentre un milanista di via dell’Orto sta chiedendo in giro il numero di Marco Cappato. Purtroppo per lui alcune delle azioni di gioco della Fiorentina sono finite in tragedia; tipo assist di Chiesa e gol di Ribery. Il tre a zero, la mazzata. E poi una notizia che riporta Opta; nessuna formazione di Serie A ha vinto più partite della Fiorentina a San Siro contro il Milan negli ultimi 10 campionati: 5 successi Viola in trasferta. Questo per dire che il nuoto è palloso ma quando uno è lì a fare vasche su vasche, ha anche molto tempo per ricordarsi quello che ha letto, e a buttare giù idee su cosa scrivere. Editoriali contaminati dal cloro. Mazzarri condannato da Inglese. Ed è stato alla settantasettesima vasca che ho consigliato al tifoso milanista di via dell’Orto, nel caso non fosse riuscito a reperire quel numero di telefono, di ascoltare tre volte consecutive l’ultimo singolo di Tiziano Ferro. Mentre malgrado alla fine fossero state cento non ho trovato risposte da dare al Bambi quando mi chiede il momento storico preciso in cui abbiamo permesso al sale rosa dell’Himalaya di entrare nelle nostre vite.
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