“Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” scriveva De Gregori, speriamo, perché noi ce l'abbiamo tutti a sfavore questi benedetti particolari. Citazione questa del Francesco cantante, che mi porta anche ad un'altra considerazione amara, come certe aranciate anni ottanta, perché solitamente i cognomi preceduti dal “De” o “Di” o meglio ancora “Della” sono garanzia di qualità, e mi viene in mente Di Natale o De Rossi tanto per citarne qualcuno, i Della Valle non li cito perché a Firenze qualcuno non li ritiene più un eccellenza, mentre io mi preoccupo di più che a noi è toccato invece De Silvestri, e qui l'amaro in bocca tocca i vertici della Schweppes Tonica. Dicevamo dei particolari che nel caso di Amauri non depongono certo a suo favore, se non ci venisse in soccorso appunto il testo di De Gregori a fare da terapia di sostegno per coppie in difficoltà, come sono oggi squadra e tifosi. Ricordo per esempio l'Amauri per Costa Crociere “sono appena tornato”, no perché a parte la faccia da scemo e la tristezza che fa tanto Gilardino, non vorremmo che affondasse anche la nostra di barca. E poi “sono appena tornato” una sega, non sei ancora mai arrivato, e il problema dei particolari è come quello dei cattivi pensieri, alla fine diventano cattivi particolari, perché il ragazzo è da tempo che è partito per venire a fare le visite mediche, purtroppo all'andata è arrivato fino a Orte, prima di accorgersi che doveva tornare indietro, e una volta uscito e rientrato per tornare in direzione Firenze, è arrivato fino a Sasso Marconi. Fermatelo!! Amauri è ormai come Tom Hanks in “The Terminal” costretto a sostare in aeroporto con un passaporto ormai privo di validità, lui invece è prigioniero in autostrada, qualcuno lo aiuti e aiuti noi che abbiamo bisogno di un centravanti, qualcuno che gli vada incontro o gli telefoni, nella prima ipotesi basta che non sia il cugino di Vargas, la colonia dell'Est che non ha più la patente e Cerci sempre più braccato dai Vigili Urbani, forse per come siamo messi sarà meglio telefonargli, basta però che non siano i Della Valle o Mencucci sennò ci levano una quarantina di punti in classifica, tanto ci se n' ha tanti. Ma neanche Corvino mi raccomando, perché tra chi non capisce di suo e chi non ha proprio il dono della chiarezza espressiva, alla fine il giocatore esce davvero a Milanello, che chiami Guerrini allora, e con la sua voce ferma gli dica di uscire al casello di Impruneta, perché se cerca quello di Certosa nel frattempo finisce il campionato.