Mai protesta della curva fu così fuori tempo, di una parte della curva, come curva su se stessa è stata quella protesta, ancora di più dell'orario brunch della partita, una protesta decisa proprio mentre la società faceva a pieno quello per cui si sarebbe dovuto protestare, mettendo cioè nel mosaico del futuro Viola dei tasselli importanti, e con questo mettendo nel ridicolo proprio quella parte di curva non più in grado di sospenderla quella protesta, perché solo in grado di prendere decisioni curve quando invece è tutto così lineare, e proprio nel giorno in cui la squadra sembra averlo finalmente iniziato questo benedetto nuovo ciclo tanto strombazzato. Nuovo come lo spirito di gruppo che si è rivisto finalmente dopo tanto tempo, e nuova come la protesta della società che ha lasciato vuota la prima fila della tribuna autorità, non come si dice per condannare chi contesta in modo incivile, ma per evitare a quelli seduti dietro di avere la visuale coperta dalle autorità che non si tolgono mai il cappello. Tanto di cappello ad Amauri che ha dimostrato in una sola partita di avere più motivazioni del Gilardino dell'ultimo anno e mezzo, mentre giunge notizia adesso, che quello in tribuna autorità che aveva dato noia con il cappello, era stato Cerci, perché testa di giocatore buona solo per portare cappello. Adesso non rimane che togliere il tassello a quel cocomero di un vecchio ciclo, per verificare così come sia ormai già maturo il momento di togliere Montolivo per fare spazio al futuro, speriamo dolce come appunto un cocomero maturo, da non confondersi con la testa di Cerci e neanche con la pancia di Vargas. L'influenzato Behrami ha influenzato invece un po' tutti a correre, giocatore tarantolato questo che una proprietà accusata di dismissione ha però negato al tesoriere juventino carico di gran bei gianduiotti d'oro, mentre Jovetic ha influenzato subito la partita con un movimento sontuoso e arancione come un tulipano di nome Cruyff, il nostro Johan dovrebbe trovarsi bene quindi anche con il nuovo Hamdaoui, aumentando così il numero di giocatori dai piedi buoni in grado di dare del tu al pallone e in modo così da scambiarselo in maniera più amichevole di quanto possano fare invece lo sbaglia passaggi Lazzari, e chi invece ha sbagliato addirittura la professione come De Silvestri. Delio Rossi ha fatto le sue scelte ponderate di modulo e uomini, e il suo lavoro metodico sta venendo fuori, lavoro in cui ora sembra veramente credere anche la squadra, e speriamo finalmente anche i tifosi. Perché bisogna ritrovare l'entusiasmo indispensabile a ricreare un ambiente più positivo, almeno quanto il test alcolico del cugino di Vargas, oppure positivo come l'esame di Cerci all'oftalmico dove si era presentato dopo aver letto del suo uso scorretto del congiuntivo, scambiato dalla fidanzata per congiuntivite. Le note più belle della partita sono state quindi il gol arancione di JoJo, Amauri, a parte quei tulipani appassiti in capo, che gli cadono giù pesanti proprio perché sono fiori ai quali pesa troppo il capo, e poi finalmente l'idea tangibile di una squadra, insieme alle buone notizie che arrivano dal mercato. L'unica nota un po' stonata è che il sempre troppo influenzato dalla fidanzata, e per questo chiamato Vivin C-erci nel tentativo disperato di combatterla, sembra che sia fuori rosa non tanto per le voci di mercato, ma perché Delio l'avrebbe punito ingiustamente dopo che sempre secondo “er ciancichella”, avrebbe fatto ironia sull'affondamento della Concordia, mentre Alessio e fidanzata parlavano seriamente di Rossi, ma Valentino, perché secondo l'uomo di Valmontone piega molto meglio di Schettino, mentre per la fidanzata era migliore la curva impostata dal Comandante per entrare in porto. Firenze intanto si tinge sempre più di arancione ormai come Amsterdam, perché c'è un centravanti che gira con un mazzo di tulipani in testa, e c'è invece un tulipano che ha fatto il mazzo al Siena, si proprio lui, il nostro immenso SteVan Gogh.