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venerdì 5 giugno 2015

La guerra dei comunicati

La guerra dei comunicati è servita a mostrare soprattutto che nella Fiorentina le guarnizioni non tengano, filtra infatti ridicolo e tristezza dalla coppa che non si è vinto, la stessa tristezza che spinge le nonne dei vegani a rifugiarsi a piangere in cucina. Non ho guarnizioni originali a portata di mano, e nel frattempo che intervenga la casa madre con i ricambi originali, mi preoccupo che qualcuno possa soffrire per Montella, già ci sono i lunedì a dimostrazione che la vita è dura di suo. La vita non è come nei film dove i baci sono belli anche sotto la pioggia perché sono l'inizio di un grande amore. Nella realtà sono solo l'inizio di un mese di antibiotico. Nella vita sarebbe bello sapere come stai anche quando nessuno te lo chiede. La vita è quando te la ritrovi lì con te, quasi nuda, e ti batteva forte il cuore. Poi le dicesti arrivederci e uscisti dalla sauna pensando, cazzo, mai una bella fica. Almeno con Montella prendiamola a ridere, o a sorridere come fa lui tanto per rendergli pan per focaccia del Pugi, e lo dico pensando che in vita mia ho quasi trombato un sacco di donne. Queste si che sono riflessioni amare. E se proprio Montella continuerà a farci stare così male malgrado queste mie raccomandazioni, posso garantire che nella droga non c'è né olio di palma né margarina. La droga è sana e possiamo tutti utilizzarla per superare indenni questa avvilente guerra dei comunicati. Posso cercare di distrarvi ancora per un attimo prima che si scateni l’inferno dei lanci Ansa, e per farlo mi prendo la libertà di raccontarvi un' indiscrezione sulla finale CL di domani. Vi ricordate la Bice? Ebbene, ha lavorato duramente in questi mesi, in incognito, si è infiltrata a Vinovo come donna delle pulizie (dovendo sottostare alle volontà sessuali ricorrenti di Nevded per essere assunta), oggi è suo lo scoop sull'infortunio di Chiellini al polpaccio mentre si allenava per la mercatura di Messi cercando di prendere a calci una lepre. Per tornare sulla guerra dei comunicati che è persino più brutta dello stesso Chiellini, ognuno ha cominciato a scoprire  le proprie carte per rimarcare i rapporti di forza, così come ogni volta che una madre fa indossare al proprio bimbo le calze coi sandali, la Germania detta nuove condizioni all'Europa. Montella è troppo furbo per farsi stanare da un comunicato di mezza serata senza capo e ne coda, e ce lo conferma la Bice nei suoi mesi di anonimato nascosta a cercare le verità del napoletano. Ha capito per esempio che lui usa il tiki taka ma solo in campo, mentre per non far scoprire alla compagna che cosa gli regalerà per il compleanno, dissemina la cronologia di falsi indizi. In attesa che si cambino le guarnizioni bisognerà ripensare alla comunicazione, passaparola, comunicati e titoli di coda sono sorpassati da linguaggi più moderni, i tempi cambiano e mi viene in mente che un tempo il gioco di sguardi era un'arma di seduzione. Ora devi sperare che la tipa ti sbatta addosso mentre controlla le notifiche sul telefonino. Come uscirne adesso? Io la soluzione ce l’avrei anche, con un bel comunicato naturalmente. Forse basterebbe solo che Montella dichiarasse “Ho cosparso il capo di cenere e mi ha licenziato”. Purtroppo non resta che aspettare, magari anche solo la conferma che Salah rimanga, o i rinnovi di Baba e Bernardeschi. Chi lo sa. E in mancanza di una sana condivisione degli obiettivi, cosa dobbiamo aspettarci per oggi; rassicurazioni oppure altri comunicati?






giovedì 4 giugno 2015

Meglio di tutti Agroppi

C’era una volta il giardino del vicino che diventava tutti i giorni sempre più verde, e un’altra volta appurato che non si trattava ne di Boboli e ne di quello Torrigiani, il tifoso della Fiorentina con il pollice più verde cominciò a pregare che a scegliere il nuovo allenatore non fosse la stessa persona che lo faceva al Real Madrid, evidentemente un cuoco. In città il popolo non temeva un calcio senza più futuro e senza Montella, regnava una gran faciloneria, e la gente era convinta che sarebbero state migliori tutte le eventuali possibili alternative. A Firenze regnava l’irresponsabilità. L’atteggiamento di avversione nei confronti del Mister esponeva i cittadini agli stessi rischi di chi a scuola veniva picchiato sempre, allora si iscriveva a karate, e grazie ad un duro allenamento alla fine riusciva a farsi picchiare sia a scuola che a karate. Non solo quindi la squadra della città poteva peggiorare la propria classifica accettando di buon grado anche soluzioni improponibili pur di mandare via il presuntuoso napoletano, ma poteva andare a migliorare anche quella delle altre liberando un allenatore che certe qualità le aveva già fatte vedere. Il sogno era Spalletti, però al mercato di San Lorenzo alla fine la gente era felice anche con Mandorlini e Stramaccioni, il fiorentino era tirchio e sicuramente giocava a fare l’allenatore perché tanto sapeva che nessuno gli avrebbe mai chiesto il conto. Un atteggiamento irresponsabile che aveva portato molti cittadini a chiedere alle donne anche di giocare al dottore, naturalmente offrendosi di fare il paziente ritenendosi molto furbi, e così le signore gli chiesero 120 € oppure 150 con la fattura. No, quella che regnava in città era una falsa serenità, forse i tifosi avevano troppe ferite aperte per andare al mare. Si era perso di vista la realtà, e non si teneva più conto di quanto era stato fatto negli ultimi tre anni in relazione ai rapporti di forza che esistevano a quei tempi  nel nostro campionato anche ben da prima dell’arrivo di Montella alla Fiorentina. Era diventata una città senza memoria, nella quale si doveva recitare l'alfabeto per ricordarsi che lettera c'era dopo la O. Per fortuna che l’allenatore della Fiorentina faceva Montella di cognome, il dramma sarebbe stato se avessimo avuto Zaccheroni, allora si che il popolo sarebbe stato condannato a recitare proprio tutto l’alfabeto. Donadoni e Di Francesco per questo motivo sarebbero stati già un bel passo avanti, Ventura invece la fine. La città  aveva un atteggiamento di avversione nei confronti di qualsiasi parola o sorriso di Montella, un sentimento che però non nasceva dall’animo cattivo, così come lo squalo che mangiava l'uomo perché credeva che fosse un pesce non lo faceva certo per cattiveria. Aveva solo bisogno di un buon paio di occhiali.



mercoledì 3 giugno 2015

Mangiate quel toast senza fare tante storie

Inizia l'estate e mentre per molti comincia soprattutto il calciomercato, come tutti gli anni per il Bambi il passatempo preferito sarà invece quello di appostarsi fuori dalle gelaterie e fare l'occhiolino alle donne che leccano il gelato. Mi perdonerete se questo sentirsi allenatori che leggo tra le righe delle vostre ricette per tutti i mali tattici, mi fa sorridere e penso che alla fine è un po’ come sentirsi barbieri per la barba e baffi fatti sulla copertina della settimana enigmistica. Solo per questo motivo ci scherzo, anche perché io ci disegnavo pure gli occhiali. Mi fa sorridere il senno di poi mentre la nostra passione rimane sospesa tra il prima e il dopo, a lottare in un complicato presente. Si chiama "durante" perché è dura la passione Viola. Il nostro rapporto con la vittoria di qualcosa da mettere in bacheca è come quello al primo appuntamento, dove l’uomo va dal parrucchiere e poi doccia, boxer, il vestito migliore, macchina lavata e mentine. Donna Vittoria invece, un 2 di picche 10 minuti prima di vedersi. Questa immagine vale quindi anche come analisi tecnica della stagione. E secondo me alla fine, quando si fanno i bilanci bisogna tenere conto di tutto, quindi fare il tifo per la Fiorentina è sempre un grande pro, mi dispiace quando sento di tifosi che gettano la spugna e si allontano, in fondo lontano dalla nostra passione, la domenica non rimane che andare a rilassarsi alle Cascine. Sciami di insetti, cadi vittima delle buche dei bambini, ti ustioni nelle braci dei peruviani. Meglio perdere in casa contro Cagliari e Verona. Perché l'amore vincerebbe sempre, se non fosse che bisogna tenere conto anche dei torti arbitrali, delle sconfitte a tavolino, dei calci di rigore sbagliati, e soprattutto degli infortuni. A loro dico che prima di mollare la passione come se fosse una t-shirt ormai vecchia e consunta, dico di non buttarla mai via, al massimo di farla diventare un pigiama. Anche se tutto questo rimarcare gli errori, questa minuziosa analisi della fisiognomica dell’allenatore, mi fa pensare a certi tifosi come capaci di rimandare indietro un toast perché non ci sono le righine. E poi non mi fido di quelli che vedono complotti ovunque. Chissà chi c'è dietro (Forse Cognigni dirà qualcuno). Lo so che a fine stagione si è tutti più nervosi perché oltre ai bilanci c’è anche la prova costume, e così il tifoso Viola è lì che si rammarica perché come sempre alla fine perde tutto, tranne l'appetito. Ma come sempre ci sono io a dirvi una parola di conforto, a darvi la speranza per un futuro migliore. Si, ce la possiamo fare anche noi a vincere qualcosa. Guardate con fiducia ad Agnese Renzi, ovvero la rivincita della "Signorina Silvani".



martedì 2 giugno 2015

619

Ieri sono stato dallo psicanalista per la solita seduta settimanale grazie alla quale sto cercando di superare un rammarico diventato ormai cronico per una partita pareggiata zero a zero in casa contro l’Ascoli nell’anno del “Meglio secondi che ladri”. Un rammarico che alla fine mi è degenerato in una disfunzione erettile dalla quale sto faticosamente uscendo. Per l’appunto si sono aggiunte altre partite subdole psicologicamente da superare come quelle con il Verona e il Cagliari di questa stagione, che mentre a me hanno procurato un’eiaculazione precoce momentanea, hanno causato anche il record del blog con 619 commenti. Lo psicanalista mi ha garantito che questi blocchi sono momentanei, e dopo avermi fatto piangere per un’ora in modo da tirarmi fuori anche una sconfitta a Udine per 3 a 1 nel campionato 83/84 con arbitraggio scandaloso di Casarin, è riuscito a togliermi almeno il blocco che mi procurava la disfunzione erettile. Ricordandomi che al Napoli è sfuggita la CL perché ha fatto un punto contro l'Empoli, uno contro il Palermo, perso in casa contro il Chievo, pareggiato in casa contro il Cagliari e l'Atalanta. La Lazio ha perso a Cesena la possibilità di arrivare al secondo posto, la Roma ha pareggiato in casa contro Sassuolo e Parma. Poi quando gli ho mostrato l’erezione evidente da sotto i pantaloni, finalmente ripristinata, mi ha chiesto se ero consapevole che a niente serve lamentarsi di aver buttato via il terzo posto, se poi si sostiene che si è arrivati quarti solo perché il quarto posto l'ha buttato via il Napoli. Certo bisogna anche dire che solo uno psicanalista riesce a fare delle analisi così prive del senno di poi. Una volta rimosso il blocco, grazie ai suoi appunti così meticolosi, mi ha rincuorato specificando che solo la Lazio è riuscita a migliorarsi in questo campionato, mentre noi siamo riusciti a ripetere il campionato dell'anno precedente in fatto di punti: Juve, Roma, Napoli, Inter, Milan hanno tutti fatto peggio di noi che ci siamo attestati intorno a un decoroso  -1. Tutto ciò malgrado i grandi infortunati. “Si dottore lo so che lei deve scuotermi, ma come si fa a perdere la possibilità di fare sesso per colpa delle provinciali?” Allora mi ha guardato dritto negli occhi per interminabili minuti senza dire niente, poi con voce calma ma severa mi ha ricordato che quelle che con tanto disprezzo definivo provinciali hanno una classifica migliore di quella del campionato precedente grazie al fatto che i punti li hanno fatti non solo contro di noi che continuiamo a fustigarci. Genoa, Sassuolo e Samp sono cresciute anche di 15 punti. Noi sopravvissuti al nostro standard malgrado giocatori mai utilizzati come Rossi, altri inutilizzabili per lunghi periodi come Bernardeschi, Babacar e lo stesso Gomez. Se pensiamo che alcuni sono arrivati a gennaio rimangono meno di 20 giocatori, non esenti nemmeno loro da infortuni come Savic e Pizarro. Gomez e Rossi pesano sul monte ingaggi qualcosa di molto superiore ai 10 milioni lordi per produrre 5 gol in campionato. Con quale allenatore avremmo dovuto fare meglio? Con Benitez che ha Higuain, Callejon, Insigne, Mertens e Gabbiadini e arriva dietro? Forse con Iachini che malgrado Dybala fa gli stessi punti di Di Francesco che ha Berardi che fa tre volte i gol di Gomez?. O forse con il Mancini del capocannoniere Icardi? Stramaccioni, Gasperini, Maran, Sarri, Mandorlini, Ventura? Poi per essere sicuro che fossi riuscito a cancellare le macchie dalla stagione rappresentate dalla sconfitta interna con la Juve e dalle due contro il Siviglia, mi ha consigliato di togliere anche quelle dal cane. Ma solo fuor di metafora ho capito che se mi sono fatto incantare così da Montella fino a non capire che anche con Inzaghi avremmo vinto qualcosa, significa che non sono troppo intelligente. E così sono rientrato subito nella metafora per chiedere allo psicanalista prima che se ne andasse, cosa mi poteva consigliare per aumentare l'intelligenza. Qualcosa per soffrire meno e farmi finalmente vedere chiare tutte le colpe di Vincenzo, cosa mi poteva consigliare che mi potesse far dare la colpa a lui se nel prossimo campionato magari perdiamo punti anche con il Carpi e il Frosinone. Dare la colpa a lui anche se non rimane naturalmente. “La vitamina D” mi ha risposto. “La vitamina di chi?” mi è venuto da chiedergli perché non avevo capito. “Tanta Pollock, ne prenda tanta”.



 

lunedì 1 giugno 2015

Grazie Fiorentina


Chissà come faranno gli astemi a dimenticare questo quarto posto all’ultimo tuffo. Così come i napoletani l’esclusione dalla CL malgrado Montella ce l’avessimo noi. E dopo la quinta vittoria consecutiva anche lo stadio riesce a mandare giù il rospo di un paio di semifinali perse con le rispettive vincitrici della manifestazione, e così rendere onore alla squadra per la bella stagione che ci ha regalato. Ieri sera anche i più delusi dalla vita forse sono riusciti a riconoscere alla squadra la bellezza di esserne tifosi. Prima di ieri mi guardavano tutti un po’ perplessi, si anche qua, e qualcuno mi ha fermato in San Frediano per dirmi “Certo che tu sei strano”, ma forse sono gli altri che sono tutti uguali. E prima di andare a votare mi ci è rientrato anche di fare una lavatrice di veli pietosi, senza però avere voglia di stenderli. Anzi, volevo disegnare un cazzo sulla scheda elettorale, ma sarebbe stato un voto dubbio. Mentre non ce n’è nessuno sul fatto che anche gli altri possono sbagliare i rigori. E che per quello non si giudica un giocatore ma solo un allenatore. Si, dopo Tevez può sbagliarli anche Higuain malgrado Montella ce l’avessimo noi. E a Napoli dove si investe e si programma, se va bene oggi  il buongiorno si vedrà da mezzogiorno. Grazie Fiorentina per la bellissima stagione che ci hai regalato, emozioni fortissime, più forti di così ho provato solo quelle che davano le prime macchine radiocomandate negli anni’70. E vi invito a vivere questa passione in comune, più che con la rabbia, con gli occhi colmi di stupore come quando in treno uno si leva le scarpe e le stende affianco a voi come se non ci foste. Per evitare poi a qualche vostro giovane parente di ripercorrere le strade della sofferenza tipiche di qualche mancata vittoria in semifinale, dovreste adeguatamente prepararli, perché non arrivino come voi ad avere la digestione pesante per certe sconfitte, io per esempio ho un nipotino figlio del fratello della Rita che abita in borgo Tegolaio, e per evitargli di credere di essere tifoso del Barcellona di Messi, quando vuol fare il trenino lo faccio aspettare mezz'ora perché è giusto che si abitui. Poi sono pure convinto che se Messi fosse cresciuto negli anni novanta sarebbe riuscito pure a succhiare una “Fruit Joy” senza masticarla. Non piangiamo più quindi sul latte versato, su quelle due solite partite con il Cagliari e il Verona, perché le hanno perse anche le altre squadre partite così, continuiamo a vivere, e se volete un consiglio quando salite sulla tramvia chiedete pure alle persone anziane di farvi sedere facendogli presente che passare gli ultimi anni seduti è uno spreco. Se rimane Montella poi, invece di rovinarvi l’estate, avrete la scusa buona per andare ad Ajaccio con gli amici della podistica. E spero tanto che vi possiate fare delle belle corse.




domenica 31 maggio 2015

Silenzio elettorale, parla Agnese

Oggi finisce il campionato e le domeniche non saranno più le stesse, guarderemo al fine settimana con occhi diversi. Porteremo le nostre compagne al mare, andremo a mangiare la pizza ad un quarto alle nove senza cercare il tavolo a favore di televisore. Da una parte sono contento perché in questo periodo riscopro sensazioni sopite dietro la passione per la Fiorentina. Come quando uno smette di fumare e riassapora certi gusti dimenticati. Psicologicamente mi sono già preparato, e sono felice perché ho appena notato dei bambini giocare a nascondino, oppure stavano nascondendo della droga. Non sono sicurissimo. Anche la moglie ti guarda con occhi diversi, sa che può osare e chiederti cose che in regime di campionato non potrebbe mai. E così ti accorgi che 9 donne su 10 sono pazze, e anche l’altra lo è, ma la ami e non te ne sei ancora accorto. Finisce il campionato e arrivano anche le zanzare a festeggiare, la Rita le combatte aspramente, mentre io senza più l’adrenalina della partita, senza la tensione che monta, sono molto più rilassato. E quando non c’è il calcio mi dispiace anche ammazzarle, in fondo sono sangue del mio sangue. La Rita le prova tutte perché non sa che ormai la citronella è il gin lemon della zanzara tigre. Lei va a caccia soprattutto di quelle più stronze che gli mettono 5 stelline su TripAdvisor. E siccome so che per lei questo è un argomento sensibile, come lo è l’allenatore per noi, ieri al mercatino delle pulci ho trovato un kit da apicultore usato, e glielo regalerò stasera dopo la Domenica Sportiva, per un’estate più serena. Tra noi c’è sempre questa ricorrenza, la fine del campionato la festeggiamo come un compleanno, perché ci cambia la prospettiva di coppia. Perché ricominciamo a parlare. Adesso affronteremo l’argomento del 666 che è il numero del male. Perché non s’impegna, e che almeno per il secondo quadrimestre poteva arrivare al sette. Ieri ho incontrato il Bambi dal macellaio e gli ho chiesto se alla fine era riuscito a farsela. Quando mi ha risposto di si gli ho subito chiesto com'era: “Mah, per essere una ragione non era male”. Si, anche lui ne ha preso atto, il campionato prima o poi finisce sempre, con l'età ho acquisito saggezza e affronto sempre meglio questo distacco, mi godrò la mia perspicacia e il fascino alla Sean Connery. Poi se c’è qualcuno che fa a cambio con degli addominali, volentieri. Le nostre compagne lo sanno che per noi questo è un momento difficile, e la sera prima ci lasciano sempre andare a bere per dimenticare. Il Bambi le ha regalato una borsa nuova prima di uscire. Poi è arrivato un momento della serata che volevo chiedere alla Cristoforetti se mi mandava una foto dallo spazio, perché non mi ricordavo più dove avevo parcheggiato. E’ così che lo stato di ebbrezza mi ha fatto cittadino onorario. E’ stato un onore quando mi è venuto incontro il Capo di Stato. Era Foco.


sabato 30 maggio 2015

L'autoerotismo per colpa del cocomero


La Grecia è ormai usata come paragone negativo di tutto. Ieri il barista di via Sant’Agostino, un antimontelliano convinto di uscire anche dall’Euro, mentre faceva il caffè al Bambi gli ha detto "Caro mio, ma neanche la Grecia allena così male". Io non mi inalbero a sentire certi luoghi comuni anche se così pieni di belle isole, solo perché ho paura che arrivi un cane e mi pisci addosso. E il Bambi quando ha sentito di questo mio timore ad inalberarmi in un luogo pubblico, mi ha raccontato come anche urinare in privato possa alla fine degenerare. Quello che in Fiorentina fa un ragioniere quando si occupa di mercato. E mi ha raccontato cosa succede a Gastone che abita sopra di lui, che da quando soffre di Parkinson ogni pisciata è una sega. Per tornare ai bilanci, e senza rubare sul peso della stagione, parte della tifoseria secondo me sottovaluta gli sforzi che ha dovuto compiere la squadra per tenere aperti tutti i fronti, e che alla fine ha pagato. E non mi inalbero neanche per questo, figuriamoci, non lo faccio nemmeno con la Rita che commette lo stesso errore quando mi racconta che Tommaso inserisce le formine nei fori corrispondenti e non ne sbaglia una. Hai voglia a dirgli che ha 16 anni, perché mi risponde che io sono il solito e che voglio sempre sminuirlo. Quando dico che mi sono divertito parecchio in questa stagione, voglio dire che la squadra ha risposto, il tecnico ha fatto un bel lavoro, e la società ha messo tutti nelle condizioni di poter arrivare anche a vincere. Perdere con le più forti è statisticamente più facile che perdere con le più deboli, errori ci sono stati, perché in qualche caso abbiamo perso anche con le più deboli, ma tutti hanno fatto errori, e il bilancio si fa sull’intera stagione, che a mio avviso rimane bellissima. Piena di grandi emozioni. Ritengo che pur senza un attaccante in doppia cifra, e malgrado gli errori dal dischetto, la squadra ci abbia fatto divertire. Poi la delusione per alcune sconfitte dolorose ha fatto scivolare le percezioni nel terreno che vede sempre l’allenatore come primo colpevole, e la società rea di increspare le acque con figure controproducenti, comunicati irritanti, dismissione e incompetenza. Io sono contento e difendo questa stagione, così come difendo gli italiani da i soliti luoghi comuni. Odio quando ci definiscono "mafia, spaghetti e mandolino". Chi cazzo lo suona più il mandolino? Diamo per scontato troppe cose, che magari hanno un valore a prezzo pieno. Siamo troppo sicuri di conoscere sempre la medicina, le colpe, le formazioni, le sostituzioni da fare, chi mandare sul dischetto, cosa dire alle interviste, se sorridere o piangere come fa Mazzarri. Se uno sa tutto così è finito il divertimento, tanto vale allora che Calzedonia faccia fare i cartelloni pubblicitari con le modelle già con i cazzi disegnati sopra col pennarello.